Della bufala. Intesa come una delle belle arti

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Silvio urla per vincere! Ecco la trappola tesa alle opposizioni.

Posted by pocavista su 28 aprile 2011

Silvio urla per vincere! Ecco la trappola tesa alle opposizioni. Una delle tante. Si chiama agenda setting.

(da Il Fatto)

Sarebbe una grave ingenuità ritenere che i toni sempre piu aspri degli attacchi che Berlusconi rivolge in questi giorni in varie direzioni, dalla magistratura alla scuola pubblica, siano segni di nervosismo o di debolezza se non veri e propri errori di un leader al tramonto. Significherebbe non capire che si tratta di una strategia consapevole e di una trappola tesa all’opposizione.

Questo severo monito dato alle opposizioni perché non subiscano sempre l’agenda dettata da Berlusconi proviene – nientepopodimenochè – da La Malfa il Giovane. Così scriveva qualche giorno fa su L’Espresso. 

La Malfa il Vecchio, commemorato in un francobollo emesso dalla Repubblica Italiana

I più giovani si chiederanno : il giovane la Malfa, chi era costui? Basterebbe dire che non è altro che il figlio di Ugo La Malfa, fondatore del Partito Repubblicano, uno dei cavalli di razza della prima repubblica.

Una sorta di Renzo Bossi con la laurea divenuto docente universitario? No, qualcosa di più : la Malfa figlio, che a suo tempo sembrava un puledro di razza, purtroppo è invecchiato senza mantenere ciò che prometteva, di divenire cioè un leader di caratura nazionale.

Lui ha più di settanta anni ed è ormai parte dell’arredamento di Montecitorio, visto che da quasi quaranta siede in Parlamento, una sorta vecchia pendola che oscilla tra la destra e la sinistra.

Nonostante che il suo partito, il PRI – tradizione di sinistra moderata – proclamasse da sempre l’esigenza di pulizia e di rigore in politica e in economia, Giorgio è riuscito a beccarsi una condanna a sei mesi per tangenti nella vicenda Enimont ai tempi di Mani Pulite.

La Malfa il Giovane – nottetempo – decide allora di passare il confine tra i due schieramenti per fare il ministro per Berlusconi e si fa eleggere nelle liste di Forza Italia. Un po’ come Tremonti, il primo ribaltonista della Seconda Repubblica, fattosi eleggere contro Berlusconi nel 94 nel Patto Segni per poi passato dalla sera alla mattina con il Cavaliere per fare il Ministro nel suo primo Governo, per dargli una maggioranza in Parlamento che non aveva. 

Ultimamente La Malfa è uscito dal PdL e si è collocato nel Gruppo Misto, forse per fare posto ai Razzi e agli Scilipoti, di cui forse non condivide la linea sui mutui e sull’agopuntura.

Notiamo che al transfuga La Malfa non è ancora stato applicato il Metodo Boffo da parte dei Sallusti e dei Feltri : e questo la dice lunga su quanto ormai conti poco il Nostro.

Berlusconi e l’agenda setting.

Perché allora ci occupiamo di quanto dice La Malfa il Giovane? Perché afferma una cosa che tutti coloro che si occupano di comunicazione conoscono. E che i vari Di Pietro, Bersani & Co (l’uno cresciuto nelle questure e nei tribunali; l’altro nelle Case del Popolo dove si sa tutto di Lambrusco e piadine, ma poco di comunicazione) sembrano ignorare.

La Malfa, il Giovane

In effetti Berlusconi con le sue dichiarazioni cerca di occupare con forza il centro della scena politica e mediatica, distogliendo l’attenzione da altre questioni (leggi e leggine per sistemare i suoi processi; la modifica della legge elettorale per neutralizzare i problemi di governabilità al Senato posti dall’esistenza del Terzo Polo; i problemi economici crescenti di molte famiglie; le troppe promesse non mantenute riguardo a fisco, occupazione, grandi opere, monnezza napoletana).

Berlusconi attacca violentemente la magistratura, la Consulta, la Presidenza della Repubblica, la Costituzione : le opposizioni reagiscono e lui si dipinge ancora una volta la povera vittima che viene attaccata perché vuole modernizzare l’Italia.

Questo ricompatta il suo elettorato in questo momento un po’ disorientato. Grazie anche al suo assoluto predominio sul mondo dell’informazione TV.

I Santoro e i Floris? Contano poco : si rivolgono a un elettorato già orientato e informato : quello che può fare la differenza invece è composto dalle casalinghe di Voghera che leggono “Sorrisi e Canzoni” e “Chi?” e che guardano le soap opera, i pensionati che vedono tutti i giorni il TG1 o il TG5,e i ragazzi che pasteggiano a Isole dei Famosi, Amici e Grandi Fratelli.

E’ a costoro che pensa Berlusconi quando fa le sue sparate e indica le priorità dei temi su cui discutere. E’ ciò che in comunicazione si chiama agenda setting.

I mezzi d’informazione – in particolare TV – definiscono la rilevanza di un tema (dando notizie di apertura e maggiori spazi di approfondimento per esempio nei TG) : i lettori o i telespettatori percepiranno come rilevanti i temi indicati come tali dai mezzi di informazione. E ne parleranno sul lavoro, in tram o dal barbiere. 

Infatti basta che Il Giornale e Libero sparino un titolo a otto colonne in prima pagina e che magari il TG5 lo rilanci in prima serata, per “costringere” tutti i TG e gli altri giornali a riprendere il tema per non “bucare” la notizia.

Vi ricordate l’ultima campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Roma? Rutelli era molto più avanti di Alemanno al primo turno; poi – nei quindici giorni che lo separavano dal secondo turno – quasi tutti i giornali e le TV di Berlusconi dettero grande rilevanza al tentativo di stupro avvenuto vicino a una fermata della metro a Roma. 

Il problema del governo della città nella percezione dei cittadini venne ridotto ad un problema di sicurezza. Rutelli non era sindaco e a lui non avrebbero potuto essere addossate colpe che non aveva. Ma per quindici giorni TV e giornali non parlarono d’altro. Conclusione : Alemanno risalì lo svantaggio e vinse.

Oggi la giunta Alemanno è stato toccata dallo scandalo di Parentopoli e gli stupri vicino alle fermate della metro continuano come prima : ma i giornali e le TV parlano d’altro. 

 

A questo serve l’agenda setting. Tema che approfondiremo in un prossimo post “più tecnico”.

P.S. – C’è ancora chi si stupisce che nelle altre democrazie occidentali un soggetto che possegga un giornale o un canale TV non possa candidarsi al Parlamento né tantomeno fare il Presidente del Consiglio? E che Bloomberg, per fare il sindaco di New York (sindaco non il Presidente USA) abbia dovuto cedere il suo canale TV, che tra l’altro si occupa unicamente di economia e finanza?

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Sfiduciare o non sfiduciare? Un commento ai recenti sondaggi sulle intenzioni di voto.

Posted by pocavista su 3 dicembre 2010

Parlamento chiuso. Per precauzione, fino al voto di fiducia. Ci sono i numeri per sfiduciare Berlusconi? Chi dovrebbe avere paura di andare alle urne in primavera? Bene vediamo qual è la situazione attuale delle intenzioni di voto.

Ci siamo presi la briga di confrontare i dati delle elezioni 2008 alla Camera, con i recenti sondaggi sulle intenzioni di voto (Euromedia per 11/9 e 2/10, IPSOS per le altre date). Abbiamo accorpato i dati relativi ai tre principali schieramenti che dovrebbero presentarsi alle eventuali elezioni di primavera ;  PdL+Lega+LaDestra (linea azzurra); PD+SEL+IDV (linea rossa); FLI+UDC+API (linea verde). I sondaggi più recenti indicherebbero una sostanziale parità  tra i due maggiori schieramenti (attorno al 40%).

Lo schieramento di destra  dalle elezioni del 2008 ad oggi avrebbe perso circa il 10%, mentre lo schieramento di sinistra attorno all’1%. I centristi UDC+FLI e API sarebbero su 12%.  Bisogna aggiungere che esiste oggi una grossa area di astensione, dal 35 al 40%, che potrebbe essere recuperata al voto in extremis. Questa possibilità, riteniamo, potrebbe riguardare in particolar modo lo schieramento di destra, il cui Leader può avvalersi efficacemente della comunicazione TV.

 

 

Se i tre schieramenti perseguissero una strategia di formazione di cartelli elettorali allargati anche ad altre forze politiche  (le sinistre potrebbero recuperare un 2/3 % di PDCI/Rifondazione, 1% di radicali e 1% tra socialisti e autonomisti); il centro potrebbe recuperare un 2% tra  MPA e liste minori (Rotondi?Pisanu?); le destre ormai sembrano aver raschiato il fondo del barile e dovrebbero accontentarsi di quanto si portano in dote da sole. Non sappiamo cosa faranno i cosiddetti Grillini, accreditati di un 3%.

Malgrado ciò la galassia di sx potrebbe raggiungere anche il 44%, i centristi il 14, mentre la galassia di dx potrebbe recuperare con un rush finale un altro 3 o 4% di elettori oggi astensionisti.

 

 

Quindi è lo schieramento di destra che rischia di più da eventuali elezioni anticipate, anche perchè – dopo una riforma elettorale che precedesse le nuove elezioni – lo schieramento di centro farà  il bello e il cattivo tempo nel nuovo parlamento e anche nei governi locali. Un po’ come i socialisti venti anni fa.

Prossimamente su questi schermi vedremo probabilmente un governo tecnico di “salvezza nazionale” per un paio di anni, che faccia non solo la riforma elettorale, ma che cerchi di mettere in sicurezza i conti pubblici e tolga definitivamente Berlusconi dai cabasisi. Probabilmente si farà la riforma elettorale e Berlusconi potrà dedicarsi con maggiore serenità ai suoi passatempi serali in compagnia di Fede, ma non nutriamo tuttavia molte illusioni sulla compattezza delle forze che dovrebbero permettere ad un governo tecnico di tartassare ancora di più gli italiani. Dio ce la mandi buona.

A chi dovrebbe essere affidata la conduzione del governo tecnico?  Vediamo due candidati in pole position : Tremonti e Draghi. Tremonti, il primo ribaltonista della Seconda Repubblica (nel 94, appena eletto con il Patto Segni nel Centrosinistra, passò dalla sera alla mattina con Berlusconi – che non aveva i numeri in Parlamento –  per fare il Ministro) sarebbe molto gradito alla Lega e a una parte del PdL; il secondo al Resto del Mondo.

Si vedano i giudizi degli italiani su alcuni personaggi pubblici, secondo IPSOS : in testa c’è il Presidente Napolitano con circa l’80% di giudizi positivi (barra blu) e  circa il 15% di giudizi negativi. In coda il trio Bossi, Schifani e Berlusconi che hanno il minor indice di gradimento e i maggiori giudizi negativi. Anche Di Pietro, in quanto a giudizi negativi, ha le sue brave soddisfazioni giungendo nel giro medaglie.

 

 

 

Nel grafico seguente viene riportato il differenziale tra giudizi positivi e negativi : più ci si avvicina alla circonferenza esterna del grafico più si è amati dagli italiani; più ci si avvicina al centro più si è odiati. A parte Napolitano, il maggior differenziale ce l’hanno nell’ordine Draghi, la Marcegaglia, Montezemolo e Tremonti. Anche Vendola riscuote una risicatissima sufficienza, mentre tutti gli altri vengono bocciati. Così Fini, Bersani e Casini sono rimandati a ottobre.  Di Pietro, di cui è notoria la difficoltà con grammatica e sintassi, e Schifani, che molti italiani forse preferivano con il riporto, devono ripetere la classe. Provvedimenti di espulsione in blocco gli italiani sembrano volere invece per Berlusconi e Bossi.

 

 

Confessiamo di attendere con ansia i sondaggi che sbandiererà tra un po’ Berlusconi, che rosicherà per quel 92%  di popolarità  concesso da “sondaggisti indipendenti”a quel sincero democratico che è il presidente del Kazakistan, da lui baciato sulle guance con sincera ammirazione.

PS – I grafici si basano su nostre elaborazioni ed interpretazioni di dati IPSOS ed Euromedia.

 

 

 

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