Della bufala. Intesa come una delle belle arti

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La pagliuzza e lo scolapasta. Grillo ormai risponde all’eco.

Posted by pocavista su 3 giugno 2013

ELLEKAPPA Lo scolapasta

 

L’eco dell’ego

Grillo: “Non ce l’ho con i giornalisti . Ma non dimentico, gli faremo un culo così” .

Grillo a Catania : “Faremo i conti con i Floris e i Ballarò…“. Grillo risponde all’eco del famigerato proclama bulgaro con cui Berlu invocò e ottenne l’espulsione di Santoro, Biagi e Luttazzi dalla RAI.

Dopo aver attaccato la Gabanelli , suo primo ex-candidato ideale al Quirinale, colpevole solo di aver chiesto chiarezza sui conti del Movimento, attacca anche il suo altro ex-candidato ideale per il Quirinale : “Rodotà un ottuagenario miracolato dal WEB”.Si sentono gli echi del giovanilismo futurista e fascista di “Giovinezza Giovinezza”, che manganellava i “pennivendoli”. 

Alle comunali abbiamo vinto, dichiara Grillo, anche se il M5Stelle in tre mesi ha dimezzato i propri consensi. Anche per lui sembra non spegnersi l’eco della Prima Repubblica democristiana, in cui tutti si dichiaravano contenti dell’esito elettorale qualunque fosse.

gif primitivo con clavaGrillo ha minacciato a più riprese di prendere a calci i parlamentari, per così dire, troppo autonomi (dopo i precedenti casi Favia e Scalzi, già un parlamentare è stato espulso dal movimento 5 stelle). Apriremo “il Parlamento come una scatoletta di tonno”. Inquietanti echi del discorso di insediamento di Mussolini in Parlamento, dopo la marcia su Roma : “Faremo di questa aula sorda e grigia un bivacco di manipoli”.

E’ solo un caso che ogni tanto nei suoi comizi Grillo, tra il serio e il faceto, urli “Italiani!”, come faceva – serio – il Duce? Del resto come giudicare le valutazione positive sul fascismo espresse a suo tempo dalla ex-portavoce alla Camera dei 5 Stelle, Lombardi,  e il richiamo alla necessità di distribuire un po’ di’ “olio di ricino” pronunciato dall’altra parlamentare pentastelluta Castelli? C’è qualcuno che si era stupito della richiesta di voti a quelli di Casa Pound avanzata da Grillo prima delle ultime elezioni politiche? Saranno semplici “echi“, ma suonano male.

Gli “echi” cui spesso rispondono Grillo e molti dei suoi dovrebbero apparire inquietanti agli occhi di una persona che creda nella democrazia, nel libero confronto delle idee e nel rispetto del dissenso.

 Grillo non dialoga, insulta e sbeffeggia, evita le domande, non entra nel merito, ricorre spesso ad attacchi personali, preferisce i monologhi urlando davanti ad una folla adorante. E nella folla non abbondano senso critico e raziocinio, proprio per la contaminazione emotiva che avviene in quelle situazioni, come già ebbe a dimostrare Gustave le Bon nel 1895, analizzando i primi raduni di massa.

C’è qualcuno che ha visto il video in cui si coglie l’entusiasmo irrefrenabile dell’immensa folla all’annuncio del Duce che parlava da Palazzo Venezia : “La dichiarazione di guerra è stata consegnata agli Ambasciatori di Francia e Inghilterra!”?  Poi magari qualcuno a casa, a mente fredda, qualche piccola domanda se la sarà posta.

 

Le bon

Gustave Le Bon, uno dei fondatori della psicologia sociale e autore della “Psicologia delle Folle”

Davanti alla folla è sufficiente urlare, dichiararsi vittima di qualcuno (per es. TV e giornalisti), insultandolo e schernendolo e l’applauso è assicurato. Pochissimi presenti coglieranno per esempio la palese contraddizione di Grillo che, da un lato, denuncia che l’Italia è al 57mo posto (o al 64mo)  nelle classifiche della libertà dell’informazione e dall’altro minaccia pubblicamente i giornalisti, facendone nomi e cognomi (Sicilia!), e fa allontanare gli operatori TV che riprendono il suo comizio. 

Grillo come Coppi. Un uomo solo al comando.

Grillo è sempre più un uomo solo al comando che si dichiara vittima di oscuri complotti. Come il Duce, che descriveva l’Italia fascista vittima delle forze “demo-pluto-giudaiche”internazionali. O, nel suo piccolo, come Berlusconi, che si dichiara vittima di toghe rosse che lo perseguitano da 20 anni, dei poteri forti, di chi non lo vuol far lavorare e della Germania della Merkel.

Grillo – come fanno spesso i leader supremi – ha adottato la teoria del complotto a tutto campo, che è utilissima per nascondere propri errori e debolezze : è sempre colpa degli altri, nel suo caso degli “inciucisti” del PDL e meno L, della casta, dei giornalisti prezzolati, della TV, di chi “ha sbagliato a votare 5 Stelle”, degli italiani di serie A che “tengono famiglia” e non votano 5Stelle. Chi non è allineato e coperto diventa un traditore (vedi Gabanelli e Rodotà, figure positive fino ad un minuto prima) e complice della casta.

Gli uomini soli al comando sono spesso vittime prima di tutto del loro ego smisurato, impermeabile a ogni critica, manicheo (chi non è con me è contro di me), aggressivo, che utilizza l’insulto, lo sberleffo e la minaccia come metodo di confronto, che afferma verità apodittiche, che pretende obbedienza assoluta dai suoi. 

masanellAnche se Grillo non è nè Masaniello, nè il Duce, nè Hitler, beninteso, ricordiamo che Masaniello, dopo una settimana, è stato ucciso dai suoi. Il Duce è finito appeso per i piedi e insultato da chi, magari fino a poco tempo prima, lo acclamava. Hitler, suicida nel bunker a Berlino. Questa la storia.

Nella cosiddetta nostra Seconda Repubblica dei partiti personali, Bossi è durato 20 anni, ma poi è stato travolto dai diamanti padani e dalle lauree albanesi del Trota. Di Pietro, dopo 15 anni di partito personale, possiamo definirlo “non pervenuto”. Berlusconi, il leader supremo per eccellenza, che sembrava ormai destinato solo a fare l’anziano “utilizzatore finale” di “cene eleganti”, è stato rimesso nel gioco politico dal comportamento di Grillo e dei suoi. 

Dove vanno i 5 Stelle?

Grillo, nel suo cupio dissolvi, sembra stia portando il Movimento 5 Stelle ad una scissione, come da noi previsto 2 mesi fa in questo blog.

Secondo alcuni, per evitare la frattura del M5S, il boss dovrebbe passare la mano ad altri e affrontare una seria cura per i disturbi narcisistici della personalità.gif  medico con cartella clinica

Le speranze di pulizia e rinnovamento legate al successo dei 5 Stelle rischiano – ahimè – di andare perdute, proprio per opera di colui le aveva dato voce e forte consistenza elettorale.

Ma anche per opera di molti di quei 163 veri miracolati dal WEB che siedono in Parlamento. Incompetenza e arroganza, tutto in un colpo solo, non si augura a nessuno. 

Vedremo come andrà a finire.

 

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Il Testimone di Genova e il benzinaio di Piacenza. Perché il Movimento 5 Stelle e il PD sono destinati ad una scissione, dopo avere rimesso in gioco Berlusconi.

Posted by pocavista su 18 aprile 2013

Italia : L’evoluzione della fauna parlamentare

 Falchi, colombe & vacche RGB

  • Peones, oscuri parlamentari che votavano ciò che avevano deciso i propri capi corrente, salvo passaggi improvvisi ad altra corrente in cambio di prebende (Prima Repubblica).
  • Berluscones, parlamentari e seguaci vogliosi di mostrare la propria devozione incondizionata al Capo Supremo di un partito-azienda, pronti a votare in Parlamento – senza arrossire – che il Boss era veramente convinto che Ruby fosse la nipote di Mubarak. (Seconda Repubblica).
  • Grillones, parlamentari e seguaci che devono stare allineati e coperti al volere del Capo Supremo del partito-azienda on-line di Grillo e Casaleggio (Terza Repubblica).
  • Pippones, dirigenti e parlamentari del PD che non hanno capito che il piccolo cabotaggio non paga e qualche volta bisogna cercare anche di cambiare per vincere.

Archiviamo la Prima, che ebbe il suo epilogo negli Andreotti e nei Craxi.

Prendiamo la Seconda Repubblica. Riassunto degli ultimi 20 anni.

Affermazione dell’Uomo della Provvidenza di Arcore, con relativo conflitto di interessi sempre più grande e mai risolto. Sistema a due poli, un partito-azienda contro un partito tradizionale. Conflitto tra potere berlusconiano e magistratura. Bondi e Scajola uniti nella lotta. Macchina del fango per nemici esterni e critici interni (casa di Montecarlo per il “traditore” Fini; Boffo, Marcegaglia, Montezemolo, Famiglia Cristiana, ecc. ).berlu-1-gennaio-riduco-tasse1

Risultati : crisi economica, tassazione elevata, evasione fiscale, condoni, scandali, privilegi della casta politica, benefici a “loro insaputa”, corruzione dilagante, rischio default del debito pubblico. Perdita di credibilità internazionale.

Monti chiamato a tappare le falle procurate da altri. Poi tutti – e Berlusconi in primis – a dare la colpa a Monti. Emergere dell’antipolitica e dei sentimenti anticasta, come reazione allo sfascio italiano. 

Terza Repubblica. Cronaca.

Affanculo tutti, come Masaniello e Giannini, espressioni del qualunquismo da mercato rionale e da bar sport. Grillo rompe il sistema bipolare e calvalca il populismo tecnologico da wi-fi bar e internet point. Nuota sullo Stretto, emulando Mao e Saddam. Tsunami tour.  Fa la sua Marcia su Roma ed emula Benito : “Arrendetevi, siete circondati” : dateci il governo e gli altri ci votino la fiducia a scatola chiusa.”

Controllo ferreo del Movimento 5 Stelle da parte del duo Grillo-Casaleggio. Espulsioni ed epurazioni, come nell’Unione Sovietica di Stalin. Prenderemo il 100% dei voti, come in Bulgaria o nella Romania di Ceausescu. Appaiono “I Comunicati Politici” sul blog di Grillo – che detta la linea – che non si vedevano più dai tempi delle Brigate Rosse.

Democrazia del WEB, in cui i voti finiscono sui computer di Casaleggio e i risultati li proclama lui, senza alcun controllo esterno.

Il Punto

Il M5Stelle in Parlamento dice no a tutto e a tutti. Da un lato non è in grado di gestire il potere e realizzare un programma per tanti versi irrealizzabile, visto che non si sa dove prendere i fondi. Dall’altro vuole costringere i vecchi partiti – in preda al puro istinto di sopravvivenza – all’inciucio.grillo tiè

Ecco infatti emergere la candidatura di Marini al Quirinale, che salverebbe Berlusconi e dare un governo precario a Bersani. Tardiva la proposta grillina di votare Rodotà, dopo aver sbeffeggiato e umiliato Bersani in streaming. Così Grillo può dire agli italiani : vedete che PD e DPL sono uguali.

Mentre Bersani sta facendo di tutto per compromettere le chance di una futura vittoria del PD a guida Renzi e per facilitare una scissione del proprio partito, Berlusconi si atteggia a statista responsabile (!) e si prepara a vincere le prossime elezioni a man bassa.

Infatti, dovesse essere eletto Marini, Berlusconi farebbe nascere un precario governo Bersani, che sarebbe costretto ad attuare altre misure impopolari. Dopo qualche mese Berlusconi farebbe cadere Bersani e farebbe il pieno alle prossime elezioni.

Fine contemporanea del PD e dell’arroganza pentastelluta. 

NOTA DI AGGIORNAMENTO – Il post è stato scritto due giorni prima dell’elezione di Napolitano. Lo scenario cambierà di poco : al posto di un “precario governo Bersani” ci sarà un precario governo Amato o Letta. Berlusconi impedirà qualsiasi cambiamento alla legge elettorale “porcellum” e appena possibile andrà alla elezioni, prendendo una maggioranza schiacciante in Parlamento. Qualora Napolitano si ritirasse dal Quirinale o lasciasse – suo e nostro malgrado – questa valle di lacrime, Berlusconi si farà eleggere Presidente della Repubblica, ringraziando Grillo e Renzi, nell’ordine. 

 

 

Talebani contro dialoganti  

Andrea Scanzi il 5 aprile 2013 su Il Fatto Quotidiano pubblicava un post dal titolo : “M5S: chi ha ragione tra gli ortodossi e i dissidenti? Scanzi attacca : “Se tutti avessero l’autostima di Beppe Grillo, non esisterebbero i suicidi. Quando lo criticano, lui non risponde quasi mai nel merito. Dà dello “sfigato” al giornalista, parla di congiure o sostiene che “chi lo ha votato non ha capito perché lo ha fatto”. Meraviglioso: non è mica lui che (forse) dà adito a critiche. No: è il dissidente che è tonto.

Anche nel Movimento qualche voce di dissenso si è fatta sentire in passato: celebri gli episodi e le espulsioni di Favia e della Scansi. Talebani e dialoganti grillini si stanno oggi affrontando nel movimento, ma niente streaming.   I grillini oltranzisti :

  • dicono di essere coerenti con il programma (non si fanno alleanze);
  • sono la maggioranza dei parlamentari e degli elettori (molti provengono dal PDL e dalla Lega);
  • dicono di no a tutto, così non devono provare cosa sono effettivamente capaci di fare:
  • non fanno accordi, per non confondersi con “gli altri”;
  • hanno un programma a trent’anni (Lombardi, capogruppo 5 Stelle alla Camera);
  • vogliono “mandare tutti a casa” e “sostituendo ai politici i cittadini”;
  • puntano all’ “inciucio” tra PD e PDL, per ottenere maggiori consensi elettorali.
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La cittadina Lombardi, capogruppo M5S alla Camera

I dialoganti ritengono che:

  • il comportamento del M5S stia erodendo consensi, “alimentando l’idea di un movimento che sa solo dire no”.
  • un programma a lunghissimo termine vada bene, ma rilevano che nel lungo termine siamo tutti morti. Per il breve-medio periodo non si deve lasciare spazio a ricette altrui che si sono dimostrate fallimentari.
  • è preferibile un Presidente della Repubblica concordato con il M5Stelle che uno concordato tra PD e PDL.
  • Il treno per M5S per attuare una parte del programma (conflitto di interessi, ecc.) non passerà più, dopo che Berlusconi avrà ripreso in mano il Paese.

Talvolta il richiamo alla coerenza può essere dannoso. La politica è anche l’esercizio della composizione del conflitto tra interessi diversi e la ricerca di convergenze su punti specifici del programma non è “inciucio”, ma assunzione di responsabilità.

E vero che buona parte del Pd non ha mai voluto fare una legge sul conflitto di interessi.

Ma – e Scanzi lo chiede direttamente a Grillo – “nella speranza che prima o poi parli anche con qualche giornalista italiano oltre che con il proprio ego a forma di monitor – è più importante fare il conflitto di interessi da soli o farlo e basta? Se quel governo “dei sogni” avesse risolto il conflitto di interessi, e magari cambiato pure legge elettorale, a Grillo e Casaleggio avrebbe fatto piacere o gli sarebbe spiaciuto doverne dividere i meriti?”

La Torre di Guardia del Testimone di Genova

Sullo stesso giornale Barbara Collevecchio il 7 aprile 2013 ha pubblicato un post, “Il Pd è malato e Grillo è il suo Super io: il grillo parlante della coscienza, rigido e tremebondo che chiede una nemesi spietata.”, che ha suscitato le ire di molti fans pentastelluti.   La Collevecchio rilevava che il M5S è ormai divenuto una sorta di setta religiosa.

Per molti seguaci Grillo è un messia, che diffonde il Verbo di Casaleggio, predicando sul WEB. Non cammina sulle acque del lago di Tiberiade, ma sguazza in quelle dello Stretto di Messina. La frase “arrendetevi siete circondati” richiama un Giudizio Universale in cui i “cittadini” finalmente si vendicheranno dei malvagi della politica.  Grillo fuori dalle palle

Il M5Stelle sta diventando come Scientology o come i Testimoni di Geova? Il Blog di Grillo, che preannuncia l’Armageddon in cui i buoni cittadini si vendicheranno dei cattivi della casta, è ormai diventato la Torre di Guardia del Testimone di Genova.

Secondo quanto scrive Bracconi in un suo lucidissimo post che mi permetto di citare quasi per intero (http://bracconi.blogautore.repubblica.it/2013/04/02/cara-democrazia/), nella vulgata da Testimone di Genova :

  • Essere un politico o un giornalista, indipendentemente da ciò che si è fatto, è diventato un reato.
  • Percepire uno stipendio da un partito, per qualsiasi motivo, è diventato rubare ai cittadini…
  • Avere un lavoro sicuro, pure se onesto, è diventato titolo di demerito e impedimento per esprimere qualsiasi opinione su precariato, disoccupazione e crisi economica.
  • Ogni forma di condivisione istituzionale tra diversi è diventato sinonimo di inciucio e malaffare.
  • Esercitare un pensiero critico sui contenuti e le prospettive dell’indignazione popolare è diventato sinonimo di difesa dello status quo.
  • Sostenere che l’opinione pubblica ha una sua grande parte di responsabilità nella crisi del sistema Italia è diventato un insulto prezzolato dalla casta.”

gif al banjo 3d

La legge del contrappasso.

C’è anche qualche grillino pentito come Andrea Bajo che non usa mezzi termini e manda a quel paese Grillo.   (http://www.facebook.com/notes/andrea-baio/caro-grillo-a-fanculo-stavolta-ti-ci-mando-io/10151369651885920)

Caro Grillo … Da tempo hai perso la mia stima. Ma ho continuato a mantenerla intatta nei ragazzi del Movimento 5 Stelle. Non mi importa del leader, se c’è una base compatta che agisce autonomamente e prende le decisioni giuste. Purtroppo, sei venuto meno anche all’unico merito che ti avevo sempre riconosciuto: il non interferire con l’attività di chi governa.

Sono stufo dei tuoi anatemi, dei tuoi sputi dal palco, della tua violenza verbale, del perpetuo clima da campagna elettorale, del tuo populismo spiccio.  

Stai trasformando il Movimento 5 Stelle in una setta, dove chiunque non è allineato col tuo pensiero viene subito tacciato di cospirazione col nemico, di appartenenza a vecchie logiche, e se insiste viene epurato. E sarebbe questo il nuovo? Questo è il vecchio, anzi…vecchissimo! Si chiama fascismo.”

E poi continua :    “Altro che uno vale uno, più che Grillo mi sembra di sentire il Marchese del Grillo: “io so io, e voi non siete un cazzo!”. Mi sa che il potere ti ha dato alla testa …   “... La crisi non è un gioco Grillo, la crisi la gente la vive per davvero a differenza tua. E tu insulti questo paese con le tue cazzate…”.

La chiusa è lapidaria : “Caro Grillo permettimi, ma questa volta a fanculo ti ci mando io.”

Il M5 Stelle e il PD verso la scissione  

Ritengo quindi probabile una scissione del Movimento 5 Stelle. Quando un movimento diventa una setta, c’è sempre qualcuno che mette in discussione una leadership autocratica.

Finché il leader supremo mantiene il potere e l’autorevolezza, si procede per espulsioni e anatemi (vedi Fini espulso e poi annichilito dai mezzi di comunicazione berlusconiani). Quando il leader si defila o perde autorevolezza allora ci sono le scissioni. E’ successo in molti movimenti estremisti di destra e di sinistra.   Il PD andrà ugualmente incontro ad una scissione.

Le recenti vicende relative alla candidatura di Marini, concordata con Berlusconi, pongono una seria ipoteca sulla scissione nel PD e sulla nascita di due formazioni : una di sinistra a guida Barca, con i vendoliani e la parte più tradizionalista del PD, e una riformatrice di matrice centrista a guida Renzi che recupererà qualche voto al centrodestra e ai montiani, e forse a Grillo.

Berlusconi, sentitamente, ringrazia.gif PalpatineLightningAni

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Politica italiana e psichiatria : come capire meglio i comportamenti dei politici.

Posted by pocavista su 26 marzo 2013

Trattative per la formazione del nuovo governo

Vogliamo l’incarico di formare il Governo. Siamo il primo partito italiano. Considerando gli astenuti, rappresentiamo oltre il 50% degli italiani e abbiamo la maggioranza assoluta in Parlamento.

Grillo ha tenuto “sveglio” Napolitano. Se non ci danno l’incarico di Presidente del Consiglio, vogliamo almeno la presidenza di alcune Commissioni Parlamentari e del Copasir. Noi non ci arrendiamo al gioco della politica e non facciamo scambi di posti (!?).

I programmi di PD e PDL sono sovrapponibili, come possiamo votarli? Il PDL è un partito controllato in modo totalitario dal suo capo, in spregio a qualsiasi regola democratica.

Indovinate chi l’ha detto?

elezioni2013 pd vs m5s

Risultati elezioni politiche 2013 – Fonte : Ministero Interni

Dal “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali”: 

 

  1. Ha un senso grandioso di importanza (esagera risultati e talento …)
  2. E’ assorbito da fantasie di illimitati successi, potere, ….
  3. Crede di essere speciale e unico.
  4. Richiede eccessiva ammirazione.
  5. Ha la sensazione che tutto gli sia dovuto…..
  6. Sfruttamento interpersonale, cioè si approfitta degli altri per i propri scopi.
  7. Manca di empatia, è incapace di identificarsi con i sentimenti ed i bisogni dell’altro.
  8. E’ spesso invidioso degli altri o crede che gli altri lo invidino.
  9. Mostra comportamenti o atteggiamenti arroganti e presuntuosi.

 

Conclusione: Disturbo narcisistico di personalità

Così lo psichiatra Anghinoni, commentando un articolo di Repubblica del 25 marzo 2013 sulle trattative per formazione del nuovo governo.

Voi conoscente qualcuno con questi sintomi? E magari con una spiccata tendenza alla coprolalia (l’uso frequente di parolacce e insulti)?

Incredibile : Veneziani dà del "tappo" a Berlusconi su "Il Giornale"

Qualche Suggerimento (in ordine alfabetico) : votate. 

 

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Silvio “gnaa’ fa’”. Berlusconi in panne, tamponato da Grillo sulla corsia di sorpasso. Monti ha bisogno del carro attrezzi e attende il meccanico di Bettola.

Posted by pocavista su 23 febbraio 2013

tamponamento

La macchina elettorale di Berlusconi travolta sulla corsia di sorpasso dalla marea di auto grilline.

 

Silvio “Gnaa’ fa’” e mette mano al suo portafoglio personale. Il voto di scambio sull’IMU non ferma lo tsunami di Grillo. 

Un segnale di disperazione? “Se non ci sarà l’accordo con la Svizzera, restituirò l’IMU attingendo al mio patrimonio personale”. Così Silvio in TV. 

Ormai Berlusconi è disposto a pagare i voti di tasca propria ,visto che i soldi che secondo lui sarebbero dovuti arrivare dalla Svizzera per finanziare la restituzione dell’IMU non arriveranno prima di qualche anno. 

Secondo le indagini della magistratura c’era un assessore lombardo del PDL – indagato per voto di scambio – che comprava i voti dalla ‘ndrangheta pagandoli 50 euro l’uno. A Berlusconi ogni voto costerebbe molto di più, ma per lui il gioco pesante vale la candela.altan truffatore con invidia

 I sondaggi elettorali proibiti in Italia, divulgati nel Canton Ticino, indicano che si debba dare per scontata la netta vittoria del centrosinistra alla Camera. Il Csx ha buone probabilità di vincere anche al Senato.

http://www.tio.ch/News/Estero/723067/I-numeri-che-l-Italia-non-puo-sapere/

L’effetto IMU per Berlusconi sembra non essere bastato, travolto dallo Tsunami di Grillo che gli sottrae molti indecisi.

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Oggi è difficile credere in un ideale : ma per un compenso adeguato lo si può sempre fare. Tutto quello che avreste voluto sapere su Grillo e i 5 Stelle ma non avete mai avuto il tempo di chiedere. Aggiornato al 21 febbraio 2012.

Posted by pocavista su 21 febbraio 2013

Oggi è difficile credere in un ideale : ma per un compenso adeguato lo si può sempre fare.

(IL POST PUò ESSERE SCARICATO IN PDF CLICCANDO L’ICONA QUI A FIANCO)

Le elezioni sono imminenti e Grillo riempie le piazze.

Il successo del Movimento 5 Stelle sembra legato anche ad un’efficacissima campagna elettorale. Merito di Grillo e Casaleggio? No, perché la campagna elettorale di Grillo è stata condotta con grandissimo spiegamento di mezzi soprattutto dai suoi avversari politici, che non si sono risparmiati nel mostrare i propri scandali a livello locale e nazionale, le malefatte bancarie, gli sperperi di denaro pubblico, le collusioni con la malavita organizzata, la difesa ad oltranza dei propri scandalosi privilegi. 

L’involontaria campagna pro-Grillo ha reso noto a tutti ormai che i partiti tradizionali sono infestati dalla moltitudine dei Renzo Bossi, delle Minetti, dei Belsito, dei Lusi, dei Fiorito, dei Razzi, dei rappresentanti della malavita organizzata, di gente disposta a votare in Parlamento che Berlusconi credeva veramente che Ruby fosse la nipote di Mubarak, dei politici che ricevono le case a loro insaputa o che vi ospitano – sempre a loro insaputa – dei cognati.

La gente comune mano mano prendeva nota dei partiti di appartenenza dei politici e li metteva nella lista nera.

Il tonno di Grillo

Con l’aria che tira, Grillo ha avuto gioco facile e può gridare : “Apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno” .tonno 2

Grillo presenta candidati giovani e inesperti al Parlamento? Un limite? Macchè, ribatte lui : “I nostri candidati sono giovani e inesperti, è il loro valore aggiunto: non sanno come si trucca un bilancio”. Qualcuno potrebbe obiettare che magari un bilancio non bisogna saperlo truccare, ma almeno saperlo leggere.

Beppe Severgnini commenta sul Corriere della Sera del 21 febbraio 2012: “È vero, far peggio di alcuni parlamentari uscenti appare impossibile…. Le «Parlamentarie», con cui sono stati scelti, hanno coinvolto 32 mila persone: un numero irrisorio. Prendiamo l’Umbria … Tiziana Ciprini, con 84 preferenze è stata la più votata tra gli 81 candidati, ed è capolista alla Camera. Ha 37 anni, una laurea in Psicologia “. Ecco la proposta principale del suo programma : «Rivoluzione culturale: abbandono del sistema della delega e del menefreghismo civico e promozione di sistemi, metodi e stili di vita basati sulla partecipazione». Come direbbe Floris : Minchia!

Beh a questo punto farebbe la sua figura anche uno Scilipoti, con le sue battaglie per la diffusione dell’agopuntura e contro il signoraggio bancario.

Dio ce la mandi buona!  

PS – Chi si vuol fare un’idea più sistematica del fenomeno Grillo e del Movimento 5 Stelle, può dare un’occhiata qua sotto.

Tutto quello che avreste voluto sapere su Grillo ma non avete mai avuto il coraggio di chiedere.

Il segreto dell’agitatore politico è di rendersi stupido quanto i suoi ascoltatori, in modo che questi credano di essere intelligenti come lui”. (Karl Kraus)

Questo post nasce per dare a me stesso qualche risposta ai numerosi interrogativi che ho su Grillo e sul suo movimento. Spero sia utile anche a qualche lettore.  Il post è scaricabile anche in PDF. Aspetto commenti, tollero insulti. (aggiornato al 21 febbraio 2012)

Pocavista

1 – Grillo, chi era costui?

Il Grillo-Stalin apparso su Il Male

Beppe Grillo (1948) secondo molti suoi critici sarebbe un ex-comico, divenuto oggi un politico populista. Molti non si pronunciano sul suo futuro, ma lo vedono seduto in Parlamento, nonostante le sue numerose dichiarazioni in senso contrario.

Scoperto” da Pippo Baudo, acquista notorietà per alcune sue partecipazioni in TV negli anni ’70 e per la conduzione del Festival di Sanremo nel 1978. Nel suo curriculum c’è anche qualche apparizione cinematografica.

Le sue esibizioni televisive vanno prendendo nel tempo connotazioni sempre più satiriche. La sua carriera TV si interrmpe poi bruscamente nel novembre 1986, in seguito a un suo commento alla megatrasferta in Cina del Governo del socialista Craxi, pronunciato durante il varietà televisivo Fantastico : “A un certo momento Martelli (allora vice di Craxi) ha fatto una delle figure più terribili… Ha chiamato Craxi e ha detto: “Ma senti un po’, qua ce n’è un miliardo e son tutti socialisti?”. E Craxi ha detto: “Sì, perché?”. “Ma allora se son tutti socialisti, a chi rubano?”

Bandito dalla TV, Grillo fa spettacoli teatrali in cui propone temi ambientali e di critica politica, finché il nuovo consiglio di amministrazione della RAI, insediato all’epoca di “Mani Pulite”, lo richiama in TV. Va in onda il “Beppe Grillo show” che ottiene un grande successo di ascolti.

Successivamente Grillo torna agli spettacoli teatrali e alle piazze, in cui tratta tematiche ambientali (lotta agli inceneritori, incentivazione delle energie rinnovabili) e di critica politica. Apre un blog di grande successo che è tuttora in testa alle classifiche italiane.

E’ contro la TAV, il copyright, le centrali a carbone, la politica industriale delle case farmaceutiche. Dopo aver criticato in passato computer e internet, diventa un fautore dei blog e di Internet. Ha una sua casa editrice che ha lanciato la collana beppegrillo.

Nel giugno 2007 Grillo interviene al Parlamento Europeo, parlando di energie alternative e denunciando la presenza nel Parlamento Italiano di decine di condannati in via definitiva. Nello stesso anno organizza il “Vaffanculo Day” nelle piazze di varie città italiane, utilizzando i blog come forma di mobilitazione. In occasione dell’evento sono state raccolte centinaia di migliaia di firme per proporre modifiche alla legge elettorale (1 – non sono candidabili cittadini se condannati o in attesa di giudizio; 2 – va posto un limite massimo di 10 anni di permanenza degli eletti in Parlamento; 3 – reintroduzione della preferenza diretta per votare i parlamentari). Le proposte, depositate in Senato da Grillo nel dicembre 2007, non hanno avuto riscontro, anche perché il Parlamento si è sciolto nel febbraio successivo per la caduta del Governo Prodi.

Nel 2008 durante il “Monnezza Day” tenutosi a Napoli, Grillo denuncia “lo sfruttamento del Sud da parte del Nord”. Nel successivo “V2 Day” Grillo presenta tre referendum abrogativi (abolizione dell’ordine giornalisti, della Legge Gasparri e dei finanziamenti ai giornali). Altre iniziative riguardano la proprietà pubblica dell’acqua, la limitazione per le nuove costruzioni edilizie, la diffusione di trasporti pubblici non inquinanti e di piste ciclabili, il riciclaggio dei rifiuti, le energie alternative.  Si impegna per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Risultato raggiunto, ma da consolidare.

Nel 2009 Grillo annuncia provocatoriamente la sua candidatura alle primarie del Partito Democratico. La Commissione Nazionale di Garanzia del PD non gli consente però l’iscrizione al partito e quindi non si può candidare alla segreteria dato che Grillo organizzerebbe “movimenti antagonisti al PD”.  

In seguito al rifiuto del PD, Grillo fonda il il Movimento 5 Stelle. Alle successive elezioni amministrative il Movimento ottiene un discreto successo, con l’elezione di numerosi rappresentati nelle istituzioni locali e regionali.

2 – Grillo e Internet

Dopo aver distrutto più volte dei personal computer al termine di suoi spettacoli, Grillo si è convertito sulla via di Damasco ed è divenuto l’autore di un blog di grande successo, primo in Italia per contatti unici giornalieri. Il blog di Grillo nel 2006 e nel 2008 ha vinto il premio di “Miglior Blog” al Macchianera Blog Awards; mentre nel 2009, gli è stato assegnato il premio come “Miglior blog andato a puttane“.

Secondo alcuni suoi critici, il blog di Grillo avrebbe contribuito a diffondere delle “bufale”, come nel caso della coppia dei cellulari che riuscirebbero a cuocere le uova (una nota leggenda metropolitana originata da un articolo satirico tutto british). Ancor più famosa quella della biowashball, una pallina di plastica forata con all’interno piccole sfere ceramiche che sarebbe in grado di lavare i panni in lavatrice senza detersivo. I test effettuati non hanno dato invece nessun riscontro e il superiore potere pulente della biowashball si è rivelato una bufala.

In seguito alle numerose denunce di “bufalità” ricevute, Grillo ha invitato a non “guardare la televisione o leggere i giornali finanziati dallo Stato” per informarsi. Solo lui e il suo blog sarebbero la fonte di verità da cui attingere.

In altre occasioni Grillo ha pubblicato sul blog dei “quasi falsi”, come le lettere che Benedetto XVI e il presidente cinese Hu Jin Tao – in realtà collage di discorsi pronunciati in diverse occasioni – avrebbero inviato a Grillo in quanto influente opinion leader.

Altri accusanoGrillo di censura, in quanto dal suo blog verrebbero eliminati i commenti “sgraditi”.

3 – Grillo e la Casaleggio Associati

Molti osservatori fanno rilevare che dietro Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle ci sono le eminenze grigie della società di marketing e gestione delle reti della ditta Casaleggio & Associati. Berlusconi quando lanciò Forza Italia si avvalse della struttura e delle menti della sua potentissima Publitalia (molti suoi funzionari e dirigenti divennero parlamentari o governatori di regione); Grillo, nel suo piccolo, ha la Casaleggio.

Come racconta uno dei fratelli Casaleggio nel libro “Web Ergo Sum” (2004), la svolta internettista di Grillo – che fino ad allora distruggeva i computer – avvenne dopo un incontro con lui. Gianroberto Casaleggio, divenuto consigliere di Grillo, ne avrebbe curato in seguito l’immagine, il blog (cura anche quello di Di Pietro), la rete dei Meet-up, le iniziative editoriali. Secondo alcune voci, sarebbe sua l’idea del V-Day.

Pietro Orsatti, su MicroMega 5/2010, sottolinea come il ritorno “di visibilità e il grande impatto del movimento dei «grillini» sia dovuto in gran parte alla sinergia con questa azienda specializzata nella comunicazione e nel marketing digitale”. Secondo la Casaleggio “Le reti sono ovunque intorno a noi. Fino a qualche anno fa, le relazioni tra persone, oggetti ed eventi erano attribuite al caso. L’unico modo per ipotizzare il funzionamento dei sistemi complessi era attribuirne le ragioni ad avvenimenti casuali. La vita e l’evoluzione delle reti seguono invece leggi precise e la conoscenza di queste regole ci permette di utilizzare le reti a nostro vantaggio”.

Anche sulla rete, è l’abito che fa il monaco, ovvero l’immagine è tutto : lo staff Grillo avrebbe fatto censurare una video-song satirica di Tony Troja, il quale sul Fatto Quotidiano aveva parlato di quanto i grillini fossero permalosi. Dopo qualche ora il video su YouTube viene oscurato: “Beppe Grillo come fa?”: questo video non è più disponibile a causa di un reclamo di violazione del copyright da parte di StaffGrillo”.

Ma non era proprio Grillo a lottare contro il copyright? Nel suo spettacolo “Incantesimi” (2006) aveva affermato che “La conoscenza deve andare libera. L’umanità va avanti quando la conoscenza è libera. I copyright, i diritti d’autore bloccano la ricerca, bloccano il progresso dell’umanità. […] Viva la pirateria!” Adesso capiamo che lottava solo contro il copyright altrui.

4 – Grillo, la giustizia e il fisco

Il blog www.tafanus.it ricostruisce la condanna di Grillo per omicidio colposo plurimo.

Il 7 dicembre 1982 … decide di partire con alcuni amici alla volta di Col di Tenda, sulla antica via romana tra la Francia e la Costa ligure. In pratica, una strada sterrata militare in alta quota che porta a delle antiche fortificazioni belliche. Con lui ci sono i coniugi Renzo Giberti e Rossana Guastapelle .. col figlio Francesco di 8, oltre a un altro amico di nome Mambretti… Un quinto amico decide di scendere assieme alla fidanzata e al cane. Una scelta di buon senso, che salverà la vita al gruppetto dei “rinunciatari”… Un altro gruppo di amici, nonché un’opportuna segnaletica,lo sconsigliano vivamente; a esser precisi, la strada è chiusa. Fa niente: Grillo ha uno Chevrolet Blazer …All’altezza di Bec Rouge …l’auto sbanda su un ruscelletto ghiacciato e scivola verso una scarpata. Grillo riesce a scaraventarsi fuori dall’abitacolo, ma gli altri no, e l’auto rotola nella scarpata per un’ottantina di metri. Mambretti sopravvive non si sa come. I due coniugi muoiono, e ciò che resta del figlio viene trovato sotto la fiancata dell’auto.

Segue processo : in primo grado Grillo viene assolto per insufficienza di prove. L’accusa ricorre in appello, producendo le prove che la strada percorsa da Grillo era strada era “chiusa al traffico” per pericolosità. “La Corte d’appello di Torino, il 13 marzo 1985, lo condannò a un anno e quattro mesi col beneficio della condizionale, ma col ritiro della patente. Non andrà meglio in Cassazione, l’8 aprile 1988: pena confermata nonostante gli sforzi dell’avvocato Alfredo Biondi, che nel settembre scorso è stato peraltro inserito da Grillo nella lista dei parlamentari condannati e dunque da epurare: il reato fiscale di Biondi in realtà è stato depenalizzato e sostituito da un’ammenda, tanto che non figura nemmeno del casellario giudiziario, diversamente dal reato di Grillo che perciò, secondo la sua proposta di non candidatura dei condannati, non potrebbe candidare se medesimo.”

Alcuni organi di stampa e blog hanno riportato anche la notizia dei condoni per abusi edilizi e irregolarità fiscali di cui avrebbe usufruito Grillo. Secondo il quotidiano Il Tempo, la Gestimar srl, l’immobiliare della famiglia Grillo proprietaria di una decina di immobili in Liguria e in Sardegna si è avvalsa del condono tombale, per gli esercizi degli anni 2002 e 2003.

Durante le sue pubbliche apparizioni il comico avrebbe poi ammesso di aver utilizzato i condoni, che lui – pubblicamente – contesta così duramente (vedi lettera a Repubblica in cui nel 2004 accusava i parlamentari di centrodestra, che avevano approvato i condoni, di avere fatto un favore agli evasori e di stimolare comportamenti elusivi).

5 – Grillo :  pecunia non olet

Nel 1984 Grillo accetta di partecipare alla Festa dell’Unità di Dicomano (Firenze) per 35 milioni di lire. La sera dello spettacolo piove a catinelle e il pubblico non viene. Incassi scarsi. I compagni della sezione locale cercano di ricontrattare il compenso, ma Grillo, da buon genovese, non fa sconti. L’unico con busta paga della segreteria comunista è Franco Innocenti, 26 anni, che deve stipulare un mutuo ventennale per pagare Grillo. Fino ai 46 anni dovrà lavorare per pagare un comico che, almeno in questo caso, ha fatto piangere qualcuno.

6 – Grillo e l’ecologia

Sono note le sue battaglie per la diffusione delle energie alternative e per il risparmio energetico. Secondo Chicco Testa ex- amministratore delegato dell’Enel che fece compiere verifiche, Grillo si fece installare 20 KW a casa (contro la media di 3 KW della maggior parte delle case italiane), mentre il l’impianto fotovoltaico da lui installato ne produrrebbe al max 2. A merito di Grillo tuttavia andrebbe ascritto il fatto di avere stipulato il primo contratto di fornitura di energia elettrica all’ Enel da parte di un singolo cittadino. Contratti poi diffusi in seguito ai provvedimenti governativi di incentivazione delle energie alternative.

Altri rimproverano a Grillo il possesso di barche e di una Ferrari che proprio ecologiche non sono.

7 – Grillo e la comunicazione

Grillo ha spesso denunciato di essere vittima di censure da parte di stampa e TV. Lui, dice, di battersi per la libertà di stampa e contro ogni forma di censura. Sovente però ha rifiutato di rispondere a domande scomode postegli da giornalisti (per esempio de Il Giornale e de L’Espresso). Per esempio Gilioli dell’Espresso gli avrebbe proposto quattro pagine di intervista sul tema dell’informazione. Dopo avere ottenuto le domande via mail, Grillo si sarebbe rifiutato di rispondere perché le giudicava “offensive”.

Secondo lui i giornali avrebbero paura delle sue battaglie e del Verbo che ci distilla continuamente nei suoi interventi.

Il Blog www.tafanus.it riporta “quanto capitato a Emilio Targia, Edoardo Fleischner e Federica De Maria: tre studiosi che hanno seguito Grillo per due anni, tra spettacoli e appuntamenti col suo staff, per scrivere un libro. Primo saggio “crossmediale” sul fenomeno Grillo, dal titolo profetico: “Chi ha paura di Beppe Grillo?”. Editore: Longanesi, data di uscita prevista: maggio 2007. Contratto stipulato, copie prenotate in libreria. Poi lo stop: Beppe Grillo diffida dal pubblicare il libro.”

…La storia richiama quella di “Grillo da ridere (per non piangere)”, che Kaos Edizioni mandò in libreria nel 2003. «Il libro riportava suoi brani, imprescindibili per raccontarlo. Nonostante fosse una biografia tutt’altro che critica verso Grillo, lui ne chiese e ottenne il sequestro», racconta il curatore Lorenzo Ruggiero.”

Grillo, come Berlusconi e – fino a poco tempo fa – Bossi, si pongono come “un uomo solo al comando”. Ma finché si pensava a Fausto Coppi in fuga al Tour de France la cosa poteva andare : quando riguarda la politica, il pericolo – per la democrazia – è sempre in agguato.

Il linguaggio di Grillo non appare molto diverso da quello di due formidabili demagoghi e populisti, come Berlusconi e Bossi : insulti, allusioni di tipo sessuale per denigrare gli avversari, bufale, minacce, proclami irrealistici e roboanti, riti.

Da un lato (i due B.) si parla dei “coglioni che votano a sinistra”, di quelli che “ce l’hanno duro”, di “stronzi”, “di utili idioti”. Si mostra il dito medio e si fanno pernacchie. Si insultano i giornalisti, si incitano le guardie del corpo a menarli (Bossi), si toglie loro il microfono o la tribuna con proclami bulgari.

Dall’altro, Grillo parla del premio Nobel Rita Levi Montalcini come di “una vecchia puttana”, dei leader politici italiani come dei “dementi”, di Fassino come “una salma”, di Berlusconi come dello “psiconano”, di Vendola come “il buson” (frocio, in dialetto bolognese) e di un “buco senza una ciambella”. Dopo una puntata di Porta a Porta chiosa : “Prodi ha l’Alzheimer”. Sul suo blog si chiede “Ma il Presidente Napolitano è in salute? Posso avere, per favore, la sua cartella clinica?”. Il tutto condito con dei “vaffanculo”.

Da un lato (i due B.) si officiano canti liturgici (“E Forza Italia”, “Va pensiero”) e riti dell’ampolla (gli effetti della ripetuta esposizione alle inquinatissime acque del Po sono sotto gli occhi di tutti); dall’altro (G.) c’è la litania liturgica dei vaffanculo e i rituali della traversata in canotto portato a braccia dalla folla dei fedeli o della distruzione sul palco dei computer, un mezzuccio retorico che richiamava la distruzione delle chitarre al termine dei concerti dei gruppi rock negli anni 60-70. 

Da un lato c’era un comico dilettante, Berlusconi, che raccontava le sue barzellette di fronte ad un pubblico adorante e impermeabile a qualsiasi critica, insieme ad un tragicomico involontario come Bossi, che mostrava il dito medio e profferiva pernacchie agli avversari di fronte ad un popolo padano adorante e impermeabile a qualsiasi critica. Dall’altro oggi c’è un comico professionista, Grillo, che esegue i suoi lazzi e le sue sparate di fronte ad un pubblico ugualmente adorante e impermeabile a qualsiasi critica.

Le reazioni alle eventuali critiche rivolte ad ognuno dei tre leader “carismatici” suscitano spesso nei fans reazioni scomposte, piene di insulti, accuse personali e di pesanti allusioni sessuali. Chi ha avuto modo di seguire i commenti dei lettori de Il Giornale pieni di insulti di volta in volta per “i Komunistelli”, per Casini, per Boffo, per il direttore di Famiglia Cristiana, per Montezemolo e per la Marcegaglia, per Fini e Bocchino, per la Bocassini e per i magistrati “rossi” avrà notato forti analogie di linguaggio con quello dei seguaci di Grillo sul suo blog o sui blog che ospitano post non troppo teneri con Grillo. Prima si insulta e si lanciano accuse di connivenza con “la vecchia politica che ha portato allo sfascio questo paese di merda”, poi si riafferma la propria fede nel capo carismatico per mettersi la coscienza a posto.

Il loro linguaggio per certi aspetti richiama da vicino quello utilizzato da Guglielmo Giannini, il fondatore del movimento dell’Uomo Qualunque, che ebbe un discreto successo nel dopoguerra. Sulla rivista di Giannini per irridere gli avversari se ne storpiavano i nomi : Piero Calamandrei diviene Caccamandrei; Salvatorelli diventa Servitorelli; Vinciguerra è trasformato in Perdiguerra. Il “vento del Nord” diventa “rutto del Nord”. Una vignetta dal titolo PDF (ossia “pezzo di fesso”) ospitava i personaggi sotto tiro.

L’idea di Giannini era di dare spazio alle opinioni “dell’uomo della strada”, contrario al regime dei partiti e al dirigismo economico. Le idee di Grillo sono poi così diverse, malgrado il suo programma “modernista”?

8 – Grillo monologhista, monomaniaco e monomediale?

Grillo ha scelto il dialogo a senso unico, il monologo, e cerca di evitare chi pone domande scomode. E’ la strategia comunicativa del resto utilizzata per anni da Berlusconi. Il quale, al massimo, sceglieva di andare nel salottino accogliente di Porta a Porta, da un Bruno Vespa pronto a fornirgli gli assist e le scrivanie di ciliegio in cui firmare fasulli contratti con gli italiani. E ogni tanto di telefonare a Floris, Santoro e Lerner in diretta, per insultarli, per dare loro la patente di fazioso, per poi riattaccare loro il telefono in faccia prima che gli interlocutori possano rispondergli a tono.

E’ una strategia comunicativa non democratica, che favorisce la demagogia di chi solletica i sentimenti viscerali dei suoi ascoltatori e il culto della personalità.

Berlusconi e Grillo sono entrambi monologhisti, comunicano a senso unico; sono monomaniaci (B. contro i comunisti che si annidavano dappertutto; G. contro tutta la classe politica, nessuno escluso) e monomediali (Berlusconi preferisce il linguaggio televisivo e i canali TV di cui può disporre a piacimento, mentre Grillo si è arroccato su Internet).

Entrambi fanno largo uso della teoria del complotto. Per B. erano “le toghe rosse” , “i comunisti” e i “poteri forti” a tramare contro di lui, per ostacolarne le riforme e il “nuovo che avanza”. Per G. sarebbero i partiti, i vecchi leader, le banche, le multinazionali che impedirebbero le riforme di cui avrebbe bisogno il Paese. Sono tutti da buttare; secondo Beppe Grillo “sono residuati bellici, gente vecchia che parla di concetti vecchi, che propaganda tecnologie “morte e sepolte” come il nucleare, che vive una politica putrefatta” (Curzio Maltese, Il Venerdì di Repubblica, 13 agosto 2010).

In questo Grillo ha dei punti di contatto con il linguaggio populistico del sindaco Renzi, il rottamatore della “vecchia” classe politica, ma va molto oltre.

Berlusconi e Grillo si dipingono entrambi come vittime di una discriminazione da parte del mondo della comunicazione : per B. quasi tutta l’informazione, anche quella di Mediaset, a parte Emilio Fede, era in mano “ai comunisti”; per G. sarebbe in mano a giornalisti pagati dallo stato, tramite il finanziamento pubblico, e dagli oligopoli, che hanno interesse al mantenimento della status quo. Grillo ha detto che ai talk-show non ci devono andare i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, perché sono tutti dei partiti e dei giornalisti schierati (in realtà per non mandare allo sbaraglio dei giovani inesperti che verrebbero fatti a pezzi dai politici di professione e dai giornalisti).  Che il giornalisti tranne pochi (probabilmente quelli de Il Fatto quotidiano) fanno schifo. Che a tutti i partiti bisognerebbe fare il “processo di Norimberga”. Che bisogna uscire dall’Euro. Che non pagherà le tasse, se prima non gli dicono come e dove saranno spese. Che la Lega Nord è stata colpita dalla magistratura perché è all’opposizione di questo governo.

Dulcis in fundo, ha affermato che “La mafia non strangola le sue vittime, si limita al 10% di pizzo” (in Sicilia, il 29 Aprile 2012), a differenza dello stato che ti strangola con le tasse.

A proposito di tasse, ecco altre dichiarazioni di Grillo che forniscono un comodo alibi agli evasori: “se tutti pagassero le tasse si ruberebbe il doppio”, “i controlli della Finanza sono un modo per istillare l’odio sociale”. D’altro canto anche Berlusconi ha affermato più volte che sarebbe legittimo evadere le tasse quando sono troppe, ottenendo valanghe di voti tra le partite IVA. Segnaliamo, a chi facesse finta di niente, che le tasse – per chi le deve pagare – sono sempre troppe, anche quando sono basse. Ovvero, chi può farlo e corre pochi rischi di essere beccato, se evade l’IVA al 21%, evaderà anche quella al 4%. Il resto sono chiacchiere e distintivo epropaganda buona per i lettori de Il Giornale.

La “curva sud” dei fan di Grillo – anche quando costui palesemente la fa fuori dal vaso – si affannano a “contestualizzare” e “interpretare” per giustificarlo : un po’ come il vescovo “Fisichella” quando contestualizzava la blasfemia del “cattolicissimo” Berlusconi.

9 – Grillo è di destra o di sinistra?

Grillo punta al bersaglio grosso e solletica la pancia dei delusi dai partiti (secondo i sondaggi quasi il 40% degli elettori), dei meridionali disoccupati quando è al Sud (“Il Sud sfruttato da secoli dal Nord”), dei padani quando sta al Nord (“la Lega colpita dalla magistratura perché sta all’opposizione”), degli evasori e le partite IVA (“lo stato ti strangola con le tasse e non si pagano le tasse se prima non dicono come le spenderanno”), degli ecologisti (con le energie alternative e le pseudomiracolose Biowashballs), dei delusi dall’euro (è meglio uscire dall’euro) e degli antagonisti come i NoTAV, dei giovani che hanno di fronte solo disoccupazione e precarietà, di quelli che sono preoccupati per la microcriminalità e per gli immigrati (per esempio, si è detto contrario allo ius soli e preoccupato per la presenza dei rom).

Manca solo che Grillo dica che gli allevatori non devono pagare le multe per le “quote latte” o che le farmacie e i tassisti non si devono toccare e poi Grillo si garantirebbe potenziali consensi praticamente in ogni terra di conquista.

D’altro canto anche se molti argomenti da lui usati sono contraddittori, questo non conta agli occhi dei suoi seguaci : ognuno prende ciò che gli interessa o lo colpisce di più. E’ la vecchia tecnica del venditore di auto : se si trova di fronte ad una famigliola con tre figli, il venditore descrive l’auto come “spaziosa e spartana nei consumi”; se il potenziale acquirente è un giovane tamarro con la fidanzata “bona”, la stessa auto è definita “sportiva ed elegante, con un impianto stereo potentissimo”. 

Berlusconi – quando si presentava come “il Presidente Operaio” – del resto prometteva : metterò meno tasse per tutti e aumenterò le pensioni, vi darò un milione di posti di lavoro e una casa per tutti. Come avrebbe fatto ad aumentare le pensioni e a dare una casa a tutti diminuendo le tasse non era dato sapere : erano provvedimenti incompatibili, visto il livello del nostro debito pubblico. Ma alla gente allora ciò non importava. E adesso la gente si lamenta perché oggi, con tasse, IMU e riforma delle pensioni, deve pagare i conti di ieri e le malefatte di una classe politica cui la gente ha concesso il proprio voto di scambio turandosi non solo il naso, ma gli occhi e le orecchie.

Recentemente il quotidiano Libero (27 aprile 2012) metteva in evidenza che nei comizi di Grillo ci sono anche alcuni elementi che spiegano perché piaccia, oltre che all’elettorato deluso dalla sinistra, anche a quello di centrodestra. “Il primo è senza dubbio la nazione: Grillo non fa che scagliarsi contro le istituzioni sovranazionali, propugna la fuoriuscita dall’euro e quindi il ritorno alle vecchie monete e ai sacrosanti inviolabili confini. Grosso modo il programma della cara Marine Le Pen e di tutta la destra sovranista (di cui in Italia purtroppo si sono perse le tracce). Il secondo è l’immigrazione, che al comico-politico non piace per niente. Dopo la nazione e l’immigrazione il terzo argomento che fa di Grillo un uomo oggettivamente di destra è la libertà personale. Altro che il Berlusconi prima maniera! Se tutti i grillini fossero come il loro duce (pardon, fondatore) il Movimento 5 Stelle sarebbe la nuova Casa delle Libertà.”

Grillo è un “duce” come lo definisce Libero? Al riguardo lascio la parola a Emanuela G, che ha inviato il seguente commento al sito WEB de Il Fatto quotidiano :

Grillo non è “semplicemente il testimonial” del Movimento 5 S. Ne è il proprietario: ha depositato e brevettato il marchio del movimento . All’ interno del Movimento chi non si è allineato esattamente sulle sue parole si è trovato sbattuto fuori: non da un assemblea, un voto di sfiducia o simili basse pratiche da partiti. Lo ha detto lui, e basta.

Del resto non lo fanno tutti i leader supremi del proprio movimento? Lo ha fatto Berlusconi con Fini, definito dalla stampa embedded del Biscione “un traditore” e messo alla gogna per mesi con “la casa di Montecarlo”. Lo ha fatto il leghista Maroni con Rosi Mauro, capro espiatorio sacrificato per salvare il vecchio leader Bossi.

Il “liberale” Berlusconi non ha nominato Alfano segretario del “suo” partito, senza consultare nessuno? Bene, il Grillo che si batte strenuamente per la democrazia ha cooptato poco democraticamente i quattro responsabili del Movimento, senza che la base li avesse scelti.

Ricordiamo un titolo del quotidiano Libero dopo le elezioni regionale del 2011 : “Il Cav al Grillo ammazza Pd :”Lunga vita, così ci fai vincere”

10 – Grillo l’oclocrate : “padrone” o “garante” del M5Stelle?

Sul blog www.rinabrundu.com , Rina Brundu posta un articolo sul rischio (reggetevi forte) dell’olocrazia. Riportiamo le sue parole : “ L’oclocrazia sarebbe una ideale forma di amministrazione della cosa pubblica dove le decisioni vengono prese direttamente dalle masse (dal greco όχλος = moltitudine, massa). Per lo più sarebbe una degenerazione demagogica delle possibilità della democrazia. Difficile anche da attuarsi… se, per esempio, si seguisse l’ideale grilliano : tanti login sul suo sito Internet tanti voti incassati. Tuttavia, ora come allora l’oclocrazia portata all’estremo potrebbe avere una sua drammatica conseguenza: ovvero, l’approdo verso una qualsiasi forma di dittatura.”

Prima la Brundu afferma che il Movimento a 5 Stelle non correrebbe questo rischio che “vanta una politica sostenuta da una gerarchia interna digitale di tipo orizzontale, sulla linea dell’ideologia primus inter pares”, per poi smentirsi subito dopo : “… l’ organigramma gestionale espresso dal “grillismo” … è un grafico che mostra una unica verticalità: Grillo stesso! O, nelle parole usate da un suo adepto durante l’ultima trasmissione di Servizio Pubblico di Santoro, mostra… il garante.

La Brundu conclude che Grillo non possa esercitare appieno il ruolo di “garante” dato che non può candidarsi al Parlamento (è stato condannato) e non potrebbe guidare le sue truppe grilline nello scontro finale con il sistema dei partiti. Argomento interessante, ma – non me ne voglia la Brundu – deboluccio.

Interessante rimane comunque l’accenno della Brundu ai rischi della democrazia diretta, dell’oclocrazia , in cui all’abolizione della mediazione dei partiti, farebbe riscontro il ricorso alla democrazia dei referendum, dei televoto, dei login sul WEB. Si provi a pensare a quale risultato avrebbe su internet un referendum sulle misure di riduzione del debito pubblico introdotte da Monti : se i risultati del referendum fossero messi in pratica, faremmo immediatamente la fine non dico della Grecia, ma dell’Argentina di 10 anni fa.

11 – Grillo : un demagogo o un populista?

A me gli occhi, please!

Qualche anno fa Sartori anticipava su Il Corriere della Sera il tema della oclocrazia, riproposto in questi giorni dalla Brundu, rilevando che legittimazione del potere – almeno in Occidente – deve essere democratica, cioè fatta sempre in nome del popolo. Anche Chavez in Venezuela si presenta come il “portavoce del popolo”. Il politologo teme al contrario l’eccesso di «democrazia che uccide la democrazia, la democrazia che si suicida».

Sartori introduce la distinzione tra demagogia e populismo, il quale denota “una genuina democrazia «immediata » che nasce dal basso e che, per questo rispetto, è l’esatto contrario di demagogia. Pertanto il populismo così definito… ha la forza di essere una democrazia embrionale genuina, ma al contempo la terribile debolezza di incarnare un infantilismo politico … incapace di costruire alcunché. Le sue proposte «al positivo» sono, appunto, puerili e inconsistenti.

Per Sartori, Grillo non sarebbe dunque un demagogo, quanto un populista : in soldoni più Bossi, che Berlusconi. Poi aggiunge che “nelle democrazie di massa e contestualmente di video-potere senza un (uso) modico di demagogia nessun leader farebbe oramai molta strada”.

Alla classica domanda «cosa avete fatto per il vostro Paese?», Berlusconi potrebbe rispondere: niente, salvo che liberarlo da Prodi. E viceversa. Cioè Prodi potrà dire: niente, salvo che liberarlo da Berlusconi.” . 

E’ in questo nulla, pieno di molte macerie, che a mio avviso cresce la disaffezione per  la politica tradizionale e la protesta contro i partiti che curano solamente i propri interessi : humus in cui attecchisce e si sviluppa la pianta del M5Stelle.

12 – In difesa di Grillo.

Chi scrive è d’accordo sul fatto che la condanna per omicidio colposo di Grillo – forse legato ad una leggerezza da tamarro di provincia, in ebbrezza da recente possesso di Chevrolet Blazer (se hai un 4×4 devi però sapere che non puoi camminare sulle acque come Gesù) – non debba essere usata per delegittimare la sua azione politica e le sue idee. Inoltre mi trovo d’accordo con Gad Lerner che il fatto che Grillo guadagni molto non debba essere usato come arma di delegittimazione : finché non ruba, non evade e non riceve prebende statali per puri meriti di appartenenza a cricche o partiti, nessuno gli può rimproverare di essere pagato per quanto il mercato gli riconosce. 

A Grillo e al suo movimento va il merito di avere posto al centro dell’agenda politica tematiche come il risparmio energetico, le energie alternative, l’etica nell’amministrazione della cosa pubblica, la lotta contro le rendite da monopolio, la democratizzazione dell’informazione, la lotta ai privilegi dei partiti e dei parlamentari. 

A Grillo riconosciamo anche il grosso merito di aver diffuso la concezione che i parlamentari non sono nostri rappresentanti, ma nostri dipendenti, dato che ricevono denaro pubblico. Come ogni padrone che si rispetti, dovremmo tenere sotto controllo i nostri dipendenti, cioè i parlamentari. Così ha diffuso l’idea di far presenziare ai grillini muniti di telecamera ai consigli comunali e provinciali, riversando i filmati sul WEB, per rendere meno segrete le stanze del potere.

 Un forte elemento a carattere moralizzatore del M5S è il totale rifiuto dei contributi ai partiti. Questa è una posizione che ha un grande impatto sull’opinione pubblica scandalizzata dagli incredibili privilegi della “casta”.  Tuttavia alcuni fanno notare che ciò metterebbe la politica organizzata totalmente nelle mani delle lobby dei grandi gruppi economici che – finanziando i partiti – ne condizionerebbero fortemente i comportamenti e l’azione di governo (vedi USA, in cui i grandi gruppi che finanziano le campagne dei presidenti vincenti poi passano regolarmente all’incasso).

Il M5S siculo restituisce 1.426.00 Euro di rimborsi elettorali

13 – Grillo : indizi a carico

Non sono d’accordo però che alcuni suoi meriti debbano fare dimenticare la sua incoerenza in merito ai condoni, al suo privato stile di consumi energetici, di poca tolleranza nei confronti delle critiche, di insofferenza verso i giornalisti, di ricorso a comportamenti censori con la scusa della difesa del (suo) copyright, di uso dell’insulto nei confronti di tutti, di uso del continuo turpiloquio in occasioni pubbliche. Non si può essere ugualmente tolleranti verso di lui quando fa crociate ludddiste contro i computer e poi cambia idea poco dopo; o propala bufale come la cura di Bella, le auto a idrogeno che le multinazionali non metterebbero volutamente in produzione, la Biowashball. Oppure quando afferma che sull’Aids ci sono dei seri sospetti che sia una bufala; quando prima difende la produzione di biocarburanti e poi dice che affamano il modo; quando che fa credere di essere destinatario di false missive di pontefici e di capi di stato. O quando spara frasi infelici come quella che la mafia non strangola nessuno.

Grillo ha ormai assunto un ruolo pubblico, non è più un mero comico che si avvale metaforicamente del “pernacchio” alla Totò al cinema o a teatro. Chi è disposto a tollerare e giustificare le sue incoerenze, il suo linguaggio pieno di insulti e il suo perenne tono da tribuno, dicendo che ciò che conta “sono solo le idee e il programma” del Movimento, ricalca la posizione farisaica di quelli che ieri applaudivano il Berlusconi del family day e della legge per punire i clienti delle prostitute e che però a casa sua organizzava i “bunga bunga”.

L’uomo pubblico non può impunemente “predicare bene e razzolare male”: quale “grillino”, oggi, concederebbe ad un politico di varare misure lacrime e sangue per i “soliti noti”, mantenendo nel contempo gli scandalosi privilegi di cui costui gode?

14 – Grillo : dr.Jekyll e Mr.Hyde

A questo punto mi sto convincendo che esistano due volti del Nostro e che aveva ragione Alessandro Gilioli (A.G., Le due facce di Beppe Grillo, su Micromega) quando affermava che “ Ho pochi dubbi infatti che buona parte delle questioni sollevate prima da Grillo e poi dai suoi meet-up – fino al Movimento 5 Stelle – meritino ampia cittadinanza politica e … supporto. Sto parlando ad esempio delle battaglie per lo sviluppo e la libertà della Rete; di quelle per un nuovo ambientalismo realizzato in modo “glocal” dal basso; di quelle per un’ecologia della finanza e dell’economia capitalista in generale …; di quelle contro i privilegi e le perversioni clienteliste di buona parte della politica professionale (“casta”); di quelle per l’acqua pubblica, contro gli abusi edilizi, e anche di quelle contro i meccanismo censori, autocensori e distorsivi presenti nei media italiani.”

Gilioli metteva in evidenza anche il lato oscuro del personaggio Grillo:Quello dal linguaggio fascisteggiante che ironizza sui difetti fisici degli avversari politici; quello convinto che Pd e Pdl siano la stessa cosa..; quello che si rifiuta di firmare per il libero WiFi, perché l’iniziativa non l’ha lanciata lui; quello che si rifiuta di accettare qualsiasi domanda sulla sua condanna penale con un comunicato in stile sovietico lontanissimo dalla trasparenza dovuto da chiunque faccia politica; quello che non vuole rispondere a domande scomode perché lui (testuale) «è un monologhista»; quello infine che si è coltivato (anche) un’ampia area di seguaci fideistici e acritici, che ricoprono di insulti chiunque provi a mettere in discussione il loro guru.

Concordo che dentro il fenomeno Grillo ci sia del buono e del meno buono, dell’ottimo e del pessimo. Molti punti del suo programma sono condivisibili, anche se c’è bisogno di molto lavoro per tradurli in proposte concrete e attuabili; altri sono molto generici e fumosi e propongono soluzioni semplicistiche a problemi che sono molto complessi. 

Grillo e il suo movimento sono protagonisti affidabili per portare a compimento le sue battaglie? C’è chi si chiede come Gad Lerner (www.gadlerner.it/2012/04/15/la-commedia-di-beppe-grillo-trita-e-ritrita.html) se c’è qualcuno che affiderebbe tranquillamente a Grillo i destini della sua azienda o della sua famiglia. La domanda retorica implica però una certa sottovalutazione del fenomeno Grillo che non condividiamo.

Non è sufficiente né giusto dare a qualcuno o a un movimento l’etichetta di “antipolitica”, di anticasta”, di “populismo demagogico” o di “dilettantismo allo sbaraglio” per delegittimarne le idee e le proposte. Credo che abbia ragione Marco Travaglio quando rileva che  “i partitocrati seguitano a confondere le cause con gli effetti. Grillo l’hanno creato loro: rifiutando le sue proposte, asserragliandosi a palazzo, barricando porte e finestre, alzando i ponti levatoi per tenere lontani dalla politica i cittadini e rovesciando su di loro pentoloni d’olio, anzi di merda bollente”. (M.T: il Fatto 28 aprile 2012).

Più recentemente Gilioli, riprendendo sul suo blog la questione Grillo, concludeva che “si vuole davvero sfidare Grillo (e sperare che il futuro ci riservi qualcosa di meglio di un nuovo cesarismo carismatico-mediatico) non serve più a nulla rinfacciargli all’unanimità le coglionate che lui dice. Serve che la sinistra smetta di farle, le coglionate.”

Come si fa a non essere d’accordo con Gilioli?

15 – La “Biowashball economica” di Grillo

Mi preme sottolineare un ulteriore aspetto : scorrendo il programma del movimento 5 Stelle colpisce la frequenza con cui appaiono declinazioni dei verbi “vietare”, “abolire”, “eliminare”, “ridurre”. E’ la pars destruens del programma, quella più facile: quella che trova i maggiori e immediati consensi tra gli elettori delusi. C’è anche una pars construens, con alcune proposte molto suggestive sulla carta, ma enunciate in modo generico e che non si vede come possano essere tradotte in pratica, considerando la scarsità di risorse di cui il sistema Italia dispone e le prevedibili resistenze di lobbies e gruppi sociali. Adesso a Parma i 5Stelle si saranno presi anche i voti di farmacisti e tassinari e di varie partite IVA deluse dal “Cavalier Patonza”: che provino a far loro pagare le tasse e a togliere i vari privilegi per vedere che cosa succederà.

Per finire : come considerare l’ultima sparata – diciamo la “Biowashball economica” – di Grillo di “uscire dall’euro” («Sono per uscire dall’euro, con il minor danno possibile, e non pagare il debito pubblico o pagarne solo una parte».)? Bravo Grillo: lo spread salirebbe a mille, avremmo inflazione galoppante, immediata limitazione al prelievo di contante, divieto di esportare moneta, fallimenti a catena, stipendi pubblici non pagati, ecc. Grillo è mai stato in Argentina subito dopo il default di quel Paese?

Per fortuna Grillo non è presidente del Consiglio: invece il Movimento 5 Stelle, dopo il successo elettorale in alcune città, dovrà cominciare a misurarsi con i problemi concreti della gestione della cosa pubblica a livello locale : meno slogan, meno vaffa, e più lavoro per risolvere i problemi di amministrazione di una città.

Già un neo-sindaco del M5Stelle, appena eletto, ha detto che bisognerà aumentare le tasse locali, altro che “tasse=pizzo di stato” come denunciato da Grillo in Sicilia. Vogliamo poi vedere come se la caverà il nuovo sindaco di Parma del M5 Stelle alle prese con il mostruoso debito del suo comune e se riuscirà a pagare gli stipendi comunali anche dopo l’estate. Altro che slogan su “no all’inceneritore” senza sapere cosa fare della mondezza prodotta nel suo comune, “no tasse”, “no partiti”, “no banche”, ecc.

A tutti i nuovi amministratori del M5Stelle, adesso costretti ad abbandonare “chiacchiere e distintivo” per imparare il difficile mestiere di gestire la cosa pubblica, il nostro sincero in bocca la lupo.

16 – In principio fu Tavolazzi – Aggiornamenti su Grillo e M5Stelle

Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati a maggio.

Il Movimento 5Stelle aveva appena conquistato il comune di Parma e si faceva un gran parlare del neo sindaco Pizzarotti. Cui, a distanza di 6 mesi i sondaggi assegnano ancora il favore popolare.

In questi mesi cosa è successo di nuovo? Tre sono i fatti più significativi che riguardano il Movimento 5 Stelle : 

1 – la sua impetuosa crescita elettorale; 

2 – una campagna di stampa ostile al M5S;

3 – l’emergere di un significativo dissenso interno.

1 – Notevole è la crescita elettorale del M5S, testimoniata anche dal recente successo nelle elezioni regionali in Sicilia, dove il M5S è risultato il partito più votato. Si pensi che fino a poco fa la Sicilia appariva un feudo inattaccabile dei partiti di centro destra. 

Oggi i sondaggi sulle intenzioni di voto a livello nazionale collocano il M5S al secondo posto, con il 18-19%. La cosa sorprende fino ad un certo punto, considerando il cupio dissolvi che attraversa i partiti tradizionali e in particolare quelli di cdx.

Negli ultimi mesi il Movimento 5Stelle sembra ottenere consensi in particolare tra gli elettori delusi del PDL e dell’IDV, mentre l’emorragia di voti del PD in favore del M5S sembra essersi fermata. Anzi il PD – stando ai sondaggi più recenti – sta riguadagnando consensi. Sul PD attualmente confluiscono circa il 30% delle intenzioni di voto e sembra recuperare anche parte degli elettori di csx con una elevata propensione all’astensione o al voto di protesta.

Due stili a confronto : Grillo vs Saddam


Stando ai sondaggi delle ultime settimane, il M5S sembra aver raggiunto il top del consenso elettorale e sta registrando un certo ridimensionamento nelle intenzioni di voto.

La battuta di arresto delle “sorti magnifiche et progressive” del M5S sembra legato ai seguenti fattori.

2 – Le campagne di stampa delegittimanti. Giornali e canali TV legati al PDL e al mondo Berlusconiano hanno cominciato ad attaccare Grillo e il M5S ad ogni piè sospinto. In particolare si distinguono Il Giornale e il quotidiano Libero, preoccupati dall’emorragia di elettori pidiellini che stanno ingrossando quotidianamente le fila della curva sud di Grillo.

Grillo, con il collaudato metodo Boffo, viene attaccato soprattutto sul piano personale : sua figlia Luna, beccata con due dosi di coca, viene definita una “cocainomane” e Grillo fatto passare per genitore scellerato e disattento; la sua attuale moglie, fotografata con addosso una pelliccia, viene additata come una falsa animalista. Si denuncia, come fosse un crimine contro i precari e i disoccupati italiani, l’acquisto di una villa in Kenia per 300.000 euro, da parte della moglie dell’ex-comico.

Questi giornali accusano inoltre Grillo di avere un potere “monocratico” e di non tollerare il dissenso interno.

E’ singolare che tali argomentazioni vengano sostenute su giornali diretti da chi ha difeso, al di là di ogni senso del pudore, la gestione monocratica e aziendale del PDL da parte di Berlusconi; le sue innumerevoli leggi ad personam; il suo stile di vita da satrapo assiro-babilonese, cui faceva riscontro la dilagante degenerazione corruttiva della cosa pubblica. Giornali che hanno fatto ricorso al Metodo Boffo per attaccare sul piano personale – non solo gli avversari politici – ma chi dava sia pur timida prova di autonomia o dissenso : da Boffo, al direttore di Famiglia Cristiana, a Casini, a Follini, a Fini, alla Marcegaglia, a Montezemolo, a Della Valle, alla Prestigiacomo.

Panorama, il più diffuso settimanale italiano, di proprietà della Mondadori berlusconiana, rinfaccia a Grillo il suo presunto antisionismo, che sarebbe legato anche alle influenze esercitate dalla sua nuova moglie iraniana. L’ideologia del programma 5 stelle sarebbe per Panorama basato sull’idea complottista della triade “banche-massoneria- ebrei “che dominerebbe l’ordine economico mondiale. (“Grillo e la sindrome del complotto pluto-demo-giudaico”, 25-06-2012)

Anche dal PD si sono levate voci di critica nei confronti del M5S, il cui programma viene accusato di inconsistenza e il linguaggio, usato da Grillo nei confronti della classe politica, secondo Bersani ricorderebbe il fascismo: “ Frasi del tipo: ‘siete dei cadaveri ambulanti, vi seppelliremo vivi’ e così via, sono le frasi di un linguaggio fascista, così come lo abbiamo conosciuto in Italia”. La denuncia di Bersani ha innescato dure reazioni da parte di Grillo : “a Bersani non mi sognerei mai di dare del fascista, gli imputo invece di aver agito in accordo con ex fascisti e piduisti per un ventennio, spartendo insieme a loro anche le ossa della Nazione”.

3 – L’emergere di un dissenso interno. In principio fu Tavolazzi. Poi vennero Favia, Federica Salsi e Biolè.

Qualche settimana fa a “Piazzapulita” su La 7 viene mandato un fuorionda, in cui uno dei più autorevoli esponente del M5S, il consigliere regionale emiliano Favia denunciava la mancanza di democrazia all’interno del Movimento (vd. Anche IL SOLE 24 ORE Il fuorionda di Favia scuote i grillini: «Grillo padre padrone nel M5s la democrazia non esiste» 7 settembre 2012).

Nel fuorionda registrato in una pausa caffè al bar, Favia attacca senza mezzi termini il guru Casaleggio : «prende per il c… tutti perché da noi la democrazia non esiste. Grillo é un istintivo, lo conosco bene, non sarebbe mai stato in grado di pianificare una cosa del genere. … c’é una mente freddissima molto acculturata molto intelligente dietro, che di organizzazione, di dinamiche umane, di politica se ne intende».

Poi proseguiva Favia : «Il problema è su – spiega – Quindi o si levano dai c….. oppure il movimento gli esploderà in mano. Ma loro stavano già andando in crisi con questo aumento di voti. Come si sono salvati? Con divieto di andare in tv. Io con Santoro me la sono cavata, ma applicando un veto. Ho preso anche l’applauso ma mi è anche costato dire quello che non pensavo”.

Dal M5S si sono levate subito polemiche e insulti contro “l’ingrato e traditore” Favia. C’è chi accusa Favia si avere “concordato” il fuorionda.

Favia nei giorni successivi tenta di spiegare, di fare dei distinguo, di recuperare. «Se di questi ed altri dubbi non ne parlavo in pubblico, è perché … avevo ed ho fiducia nel superamento di queste criticità, come abbiamo sempre fatto in questi anni, evolvendoci costantemente; è stato un grave errore lasciarmi andare ad uno sfogo privato e scomposto, rubato da un cronista di cui mi ero fidato» . Ma ormai la frittata è fatta e il re è nudo.

Subito gli organi di informazione legati ai partiti tradizionali si sono buttati a corpo morto sulla vicenda, evidenziando che già nel recente passato Grillo aveva espulso Tavolazzi, uno dei maggiori esponente del M5S emiliano e consigliere comunale a Ferrara, il primo a sollevare la questione della democrazia interna. Grillo si era opposto all’utilizzazione di Tavolazzi da parte del sindaco Pizzarotti, che avrebbe voluto come direttore generale del comune di Parma : la ricusazione della candidatura poi è stata giustificata con mancanza dei requisiti di legge, dato che l’ing.Tavolazzi non aveva una laurea in economia o giurisprudenza.

E a luglio l’espulso Tavolazzi aveva mandato una lettera aperta a Grillo denunciando il deficit di democrazia interna e il rischio“che il progetto politico del Movimento sia … un esperimento di marketing politico”. E poi gli chiede “Tra un anno in Parlamento cosa portiamo, i post del tuo blog su economia e diritti civili?” (Il Fatto Quotidiano, 17 luglio 2012).

Dopo le esternazioni carpite a Favia, giornali e TV cercano di intervistare esponenti del M5S, nonostante la fatwa pronunciata da Grillo nei confronti dei giornalisti e dei talk show. Grillo teme soprattutto il famoso “tritacarne mediatico” con il quale i grillini, non abituati alla comunicazione TV e al confronto con i vecchi marpioni dei talk show, verrebbero fatti a polpette.

Federica Salsi e Grillo

Qualche giorno fa Ballarò riesce a portare in trasmissione Federica Salsi, consigliera comunale di Bologna del M5S. Federica dice la sua, ma non esce benissimo dal confronto TV. Grillo attacca la Salsi con linguaggio che alcuni ritengono tipicamente maschilista : “La tv è il vostro punto G” ; “Il solito quarto d’ora di celebrità descritto da Warhol che dà l’orgasmo ai parenti che guardano da casa“” (titolo de il Fatto Quotidiano).

Nei giorni successivi il popolo grillino si scatena contro la Salsi e qualcuno commenta in assemblea “p…na era e p..na rimane” (TGCOM 24) . Gli altri due consiglierei del M5S si siedono lontano da lei durante le sedute del consiglio comunale in segno di dissenso. Nonostante gli attacchi, la Salsi riottiene la fiducia della sua base locale e si difende : “Ritengo importante far conoscere la collegialità del nostro movimento. … Il movimento è uno e spero che vada avanti unito anche con opinioni diverse e ritengo sia doveroso avere un confronto anche su opinioni diverse. Sono andata a Ballarò perché credo sia importante far conoscere il lavoro collegiale del Movimento. I dissapori sul piano personale rimangono, ma dobbiamo risolverli tra noi, confrontandoci. Non devono interferire con il nostro lavoro di eletti” (da Polisblog).

Ma Grillo non demorde e cerca di delegittimare il consenso ottenuto dalla Salsi a Bologna “I giornalisti- scrive Grillo sul suo blog – insistono con la fiducia a questo o a quell’altro esponente del M5S data con l’applausometro o con il voto per alzata di mano di poche decine di persone, la cui l’iscrizione al M5S non viene certificata formalmente“. E aggiunge che “la fiducia va gestita in modo formale. Non siamo all’asilo mariuccia, cari pennivendoli”. (La Repubblica, 16 novembre 2012)

favia e grillo

Favia prende però le difese della Salsi «Chi l’ha insultata sono tre deficienti» (Corriere della Sera, 15 novembre 2012). Favia dice – a propositi dei grillini dell’ultim’ora che vorrebbero la talebanizzazione del movimento– che “forse scambiano Grillo per Pancho Villa o Zapata …Noi non abbiamo leader a cui ispirarci, i leader siamo noi cittadini…

Nei giorni scorsi l’avvocato di Grillo, Michelangelo Montefusco, comunica al consigliere regionale piemontese 5Stelle Fabrizio Biolè la decisione di Grillo “di revocare l’autorizzazione all’utilizzo da parte Sua del nome e del marchio del Movimento 5 Stelle di cui egli è esclusivo titolare, invitandola a volersi astenere, per il futuro, dal qualificare la sua azione politica come riferibile al Movimento stesso o, più in generale, come ispirata dalla persona del mio cliente“. Siamo ormai giunti alla democrazia tramite avvocati.

Biolè secondo molti pagherebbe il suo appoggio a Federica Salsi ( «Trovo degradante e irrispettoso – aveva dichiarato Biolè commentando la battuta sul punto G – l’aver traslato la critica dal piano di merito a quello di attacco machista»). (Il Messaggero, Grillo caccia dal M5S il consigliere piemontese Biolè, 12 novembre 2012). Il motivo ufficiale addotto da Grillo invece sottolinea che Biolè ha già ricoperto due mandati come consigliere comunale in provincia di Cuneo.

17 – M5S come Scientology?

Federica Salsi ha affermato che il M5S corre il rischio di diventare una setta come Scientology. Nelle sette di norma un leader supremo o una oligarchia detta e modifica le regole a piacere, giudica chi le infrange e adotta le sanzioni nei confronti dei dissidenti. Altro che separazione dei poteri.  Luca Telese su PubblicoGiornale il 7 settembre 2012 pubblica un interessante ariticolo  dal titolo “Da Scientology a Casaleggiology” che qui riportiamo per sommi capi.

Mentre alcuni ultras sui social network scatenano il prevedibile cliché di ingiurie (Favia opportunista, Favia carrierista, Favia agente della Spectre nel M5s), molti intuiscono il dramma interiore del più brillante dirigente grillino apparso sulla scena fino ad ora.” Favia secondo telese si sarebbe tolto un bel peso dallo stomaco, dicendo ciò che molti grillini mormorano e cioè che il “Re è Nudo”, ovvero “che in mezzo alla bella storia di volontariato e di passione dei militanti del M5s è nata una piccola web-setta, una Scientology Casaleggina, con tanto di tecnostrutture e vangeli video per annunciare profezie millenariste“.

Grillo e Casaleggio

Adesso non sarà più un segreto il fatto che la Casaleggio usava la rete (anche) per orientare il movimento (e le sue scelte) sotto la facciata della democrazia diretta. La balla sul “carrierismo” di Favia, dunque serve a nascondere la verità sull’eterodirezione di Casaleggio. E anche il fatto che fra il web manager-spin doctor e i ragazzi eletti (soprattutto quelli dell’Emilia Romagna) esisteva da mesi un conflitto sotterraneo. Il web era utilizzato dalla Casaleggio e associati come strumento di pressione. Forse persino sul leader del movimento, se é vera la ricerca che ha rivelato l’esistenza di un iscritto fake su due fra i followers di Grillo.”

Telese ritiene non sia un caso che la lotta per il controllo del M5s deflagri proprio Emilia Romagna, dove il movimento si è maggiormente consolidato ed ha una maggiore presenza istituzionale.  I tentativi di controllo  da parte del duo Grillo-Casaleggio sarebbe stata “confermata ieri anche da Sonia Alfano, ex beniamina del movimento ai tempi delle europee, e poi oggetto di una campagna di web-fango dopo la rottura con Casaleggio, subito spostata (sempre da lui) anche su beppegrillo.it“.

Telese ricorda alcuni fatti che riguardano il movimento emiliano : “Andrea De Franceschi, consigliere regionale, viene crocifisso sul tema cruciale dei rimborsi ai giornali. Poi lo stesso Favia, viene fatto oggetto di attacchi via web che lo accusano, nientemeno di “Berlusconismo”. Il terzo scossone è l’espulsione di Valentino Tavolazzi consigliere comunale a Ferrara, accusato di voler “partitizzare” il movimento.

Quindi c’è la vicenda di Maurizio Pallante economista, che scrive il programma dei grillini sui temi dell’energia, ignorando il dibattito accesissimo sul web. Se ne va pure lui e tra i Grillini si ripete l’adagio immortale di Pietro Nenni, secondo cui in tutte le sinistre “c’è sempre uno più puro che ti epura“. 

In seguito Grillo emana il divieto tassativo agli aderenti al movimento di andare in TV e nei talk show, cosa tuttavia mai scritta nello statuto del Movimento.  Telese rievoca a proposito la dinamica che opponeva massimalisti e riformisti nell’antico partito socialista di un secolo fa : riformisti negli organi elettivi e massimalisti a dirigere il partito il cui organo di stampa,l’Avanti, era diretto  nientemeno che da Benito Mussolini.
Il giornalista conclude che mentre gente come Favia e Tavolazzi ci hanno messo la faccia, Casaleggio ci si è arricchito, gestendo una web-setta “con geniale scaltrezza“.

Per farsi un’idea del Casaleggio-pensiero si veda il video millenarista pubblicato sul sito della sua società e visibile anche su you tube.http://youtu.be/sV8MwBXmewU

 

18 – Le “Parlamentarie” e la damnatio memoriae 

L’idea di democrazia della rete propugnata da Grillo e dai suoi si è tradotta anche nella pratica della “parlamentarie”. Queste consentirebbero la scelta “democratica” via WEB dei candidati alle prossime elezioni al Parlamento. Il costo economico di questa operazione ha l’indubbio vantaggio di essere molto basso, ma taglia fuori chi non ha dimestichezza con i computer e Internet. 

Molti fanno osservare che i voti espressi in rete vanno a finire sui server di Casaleggio. I voti vengono controllati dal suo staff e non da un’autorità di controllo indipendente. Non si capisce come gli elettori del movimento possano controllare se i voti vengano conteggiati correttamente oppure no.

D’altro canto questa modalità riflette in pieno il carattere di “democrazia monarchica” che vige all’interno del M5S. Questa non sembra discostarsi molto dall’idea berlusconiana della democrazia all’interno del partito : voi discutete pure liberamente, ma alla fine decide sempre il capo e chi non è d’accordo viene messo alla porta. E magari additato al pubblico ludibrio. Fini da un lato, con la casa di Montecarlo; la Salsi dall’altro, con il punto G.

La Salsi, è cronaca recente, viene addirittura cancellata dagli elenchi degli eletti del M5Stelle : ormai si ritorna alla damnatio memoriae degli imperatori romani o dei faraoni d’Egitto.

 

19 – Il linguaggio “testicolare” del democratico Grillo. Per la serie : a chi osa darmi del violento spaccherò tutti i denti.

Molti comunicatori si aiutano con il linguaggio del corpo e gesticolano. Da noi invece invece “testicolano”. 

A un Alfano che esprimeva perplessità sulla eventuale ricandidatura di Marcello Dell’Utri che ha all’attivo alcune condanne – non definitive – per contiguità alla mafia, il bibliofilo Dell’Utri rispondeva che “Alfano non ha le palle”. In pratica gli dava del “quaquaraquà”, che in Trinacria non è proprio un bel complimento. 

L’ex-comico genovese, prendendo letteralmente la palla al balzo, due giorni fa in video comunicava al popolo del M5S che chi ritenesse che Grillo e Casaleggio siano poco democratici, abbiano manipolato le “parlamentarie” e si mettano in tasca i soldi degli eletti del Movimento “se ne deve andare fuori dalle palle”. E con due righe in un post ha espulso Favia e la Salsi. Come a dire : chi mi dà del violento, si beccherà un pugno in faccia.

I giornali fiancheggiatori del PDL berlusconiano hanno applicato negli ultimi tempi il famigerato “metodo Boffo” contro chi assumeva posizioni scomode per il padrone delle ferriere. Gli ultimi episodi suggeriscono che Grillo, dal canto suo, stia applicando il metodo Tavolazzi (per uomo) e il Punto G (per signora).

Grillo fuori dalle palle

Un Grillo sempre più muscolare manda i dissidenti “fuori dalle palle”

 

_.

Per chi volesse farsi direttamente un’idea di quanto di buono e di meno buono, di specifico o di troppo generico, di concreto o di velleitario ci sia nel programma del Movimento creato da Grillo, alleghiamo il programma del M5S, così come appare nel suo blog. Speriamo solo che Grillo non chieda di oscurare il nostro blog con la scusa della violazione del copyright.

Programmada http://www.beppegrillo.com

STATO E CITTADINI

L’organizzazione attuale dello Stato è burocratica, sovradimensionata, costosa, inefficiente.

Il Parlamento non rappresenta più i cittadiniche non possono scegliere

il candidato, ma solo il simbolo del partito. La Costituzione non è applicata. I partiti si sono

sostituiti alla volontà popolare e sottratti al suo controllo e giudizio.

Abolizione delle province

Accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti

Abolizione del Lodo Alfano

Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico

Riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica

Eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione

dopo due anni e mezzo

Divieto per i parlamentari di esercitare un’altra professione durante il mandato

Stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali

Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato)

Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati

Partecipazione diretta a ogni incontro pubblico da parte dei cittadini via web,

come già avviene per Camera e Senato

Abolizione delle Authority e contemporanea introduzione di una vera class action

Referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum

Obbligatorietà della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa

popolare

Approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria

Leggi rese pubbliche on line almeno tre mesi prima delle loro approvazione per ricevere i

commenti dei cittadini.

ENERGIA

Se venisse applicata rigorosamente la legge 10/91, per riscaldare gli edifici

si consumerebbero 14 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato

calpestabile all’anno. In realtà se ne consumano di più. Dal 2002 la legge tedesca, e più di

recente la normativa in vigore nella Provincia di Bolzano, fissano a 7 litri di gasolio, o metri

cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno il consumo massimo consentito nel

riscaldamento ambienti. Meno della metà del consumo medio italiano. Utilizzando

l’etichettatura in vigore negli elettrodomestici, nella Provincia di Bolzano questo livello

corrisponde alla classe C, mentre alla classe B corrisponde a un consumo non superiore a 5

litri di gasolio, o metri cubi di metano, e alla classe A un consumo non superiore a 3 litri di

gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato all’anno. Nel riscaldamento degli ambienti,

una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2, anche per evitare le

sanzioni economiche previste dal trattato di Kyoto nei confronti dei Paesi inadempienti, deve

articolarsi nei seguenti punti:

Applicazione immediata della normativa, già prevista dalla legge 10/91 e prescritta dalla

direttiva europea 76/93, sulla certificazione energetica degli edifici

Definizione della classe C della provincia di Bolzano come livello massimo di consumi per la

concessione delle licenze edilizie relative sia alle nuove costruzioni, sia alle ristrutturazioni di

edifici esistenti

Riduzione di almeno il 10 per cento in cinque anni dei consumi energetici del patrimonio

edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziare per gli inadempienti

Agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative per i contratti di

ristrutturazioni energetiche col metodo esco (energy service company), ovvero effettuate a

spese di chi le realizza e ripagate dal risparmio economico che se ne ricava

Elaborazione di una normativa sul pagamento a consumo dell’energia termica nei condomini,

come previsto dalla direttiva europea 76/93, già applicata da altri Paesi europei.

Il rendimento medio delle centrali termoelettriche dell’Enel si attesta intorno al 38%. Lo

standard con cui si costruiscono le centrali di nuova generazione, i cicli combinati, è del

55/60%.

La co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, con utilizzo del calore nel luogo di

produzione e trasporto a distanza dell’energia elettrica, consente di utilizzare il potenziale

energetico del combustibile fino al 97%. Le inefficienze e gli sprechi attuali nella produzione

termoelettrica non sono accettabili né tecnologicamente, né economicamente, né moralmente,

sia per gli effetti devastanti sugli ambienti, sia perché accelerano l’esaurimento delle risorse

fossili, sia perché comportano un loro accaparramento da parte dei Paesi ricchi a danno dei

Paesi poveri. Non è accettabile di per sé togliere il necessario a chi ne ha bisogno, ma se poi si

spreca, è inconcepibile. Per accrescere l’offerta di energia elettrica non è necessario costruire

nuove centrali, di nessun tipo. La prima cosa da fare è accrescere l’efficienza e ridurre gli

sprechi delle centrali esistenti, accrescendo al contempo l’efficienza con cui l’energia prodotta

viene utilizzata dalle utenze (lampade, elettrodomestici, condizionatori e macchinari industriali).

Solo in seguito, se l’offerta di energia sarà ancora carente, si potrà decidere di costruire nuovi

impianti di generazione elettrica. Nella produzione di energia elettrica e termica, una politica

energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2 anche accrescendo l’offerta, deve

articolarsi nei seguenti punti:

Potenziamento e riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termoelettriche esistenti

Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica con tecnologie che utilizzano le fonti

fossili nei modi più efficienti, come la co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a partire

dagli edifici più energivori: ospedali, centri com-merciali, industrie con processi che utilizzano calore

tecnologico, centri sportivi ecc.

Estensione della possibilità di riversare in rete e di vendere l’energia elettrica anche agli impianti

di micro-cogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW

Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica estendendo a tutte le fonti

rinnovabili e alla micro-cogenerazione diffusa la normativa del conto energia, vincolandola ai kW

riversati in rete nelle ore di punta ed escludendo i chilowattora prodotti nelle ore vuote

Applicazione rigorosa della normativa prevista dai decreti sui certificati di efficienza energetica,

anche in considerazione dell’incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili

che essi comportano

Eliminazione degli incentivi previsti dal CIP6 alla combustione dei rifiuti in base al

loro inserimento, privo di fondamento tecnico-scientifico, tra le fonti rinnovabili

Legalizzazione e incentivazione della produzione di biocombustibili, vincolando all’incremento

della sostanza organica nei suoli le produzioni agricole finalizzate a ciò

Incentivazione della produzione distribuita di energia termica con fonti rinnovabili, in particolare

le biomasse vergini, in piccoli impianti finalizzati all’autoconsumo, con un controllo rigoroso del

legno proveniente da raccolte differenziate ed esclu-dendo dagli incentivi la distribuzione a

distanza del calore per la sua inefficienza e il suo impatto ambientale

Incentivazione della produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici.

INFORMAZIONE

L’informazione è uno dei fondamenti della democrazia e della sopravvivenza individuale. Se il

controllo dell’informazione è concentrato in pochi attori, inevitabilmente si manifestano derive

antidemocratiche. Se l’informazione ha come riferimenti i soggetti economici e non il cittadino, gli

interessi delle multinazionali e dei gruppi di potere economico prevalgono sugli interessi del

singolo. L’informazione quindi è alla base di qualunque altra area di interesse sociale. Il cittadino

non informato o disinformato non può decidere, non può scegliere. Assume un ruolo di

consumatore e di elettore passivo, escluso dalle scelte che lo riguardano.

Le proposte:

Cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano

Eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche

Nessun canale televisivo con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da

alcun soggetto privato, l’azionariato deve essere diffuso con proprietà massima del 10%

Le frequenze televisive vanno assegnate attraverso un’asta pubblica ogni cinque anni

Abolizione della legge del governo D’Alema che richiede un contributo dell’uno per cento sui

ricavi agli assegnatari di frequenze televisive

Nessun quotidiano con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun

soggetto privato, l’azionariato diffuso con proprietà massima del 10%

Abolizione dell’Ordine dei giornalisti

Vendita ad azionariato diffuso, con proprietà massima del 10%, di due canali televisivi pubblici

Un solo canale televisivo pubblico, senza pubblicità, informativo e culturale,indipendente dai

partiti

Abolizione della legge Gasparri

Copertura completa dell’ADSL a livello di territorio nazionale

Statalizzazione della dorsale telefonica, con il suo riacquisto a prezzo di costo da Telecom Italia,

e l’impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi competitivi ad ogni operatore

telefonico

Introduzione dei ripetitori Wimax per l’accesso mobile e diffuso alla Rete

Eliminazione del canone telefonico per l’allacciamento alla rete fissa

Allineamento immediato delle tariffe di connessione a Internet e telefoniche a quelle europee

Tetto nazionale massimo del 5% per le società di raccolta pubblicitaria facenti capo a un singolo

soggetto economico privato

Riduzione del tempo di decorrenza della proprietà intellettuale a 20 anni

Abolizione della legge Urbani sul copyright

Divieto della partecipazione azionaria da parte delle banche e di enti pubblici o para pubblici a

società editoriali

Depenalizzazione della querela per diffamazione e riconoscimento al querelato dello stesso

importo richiesto in caso di non luogo a procedere (importo depositato presso il tribunale in

anticipo in via cautelare all’atto della querela)

Abolizione della legge Pisanu sulla limitazione all’accesso wi fi.

ECONOMIA

Introduzione della class action

Abolizione delle scatole cinesi in Borsa

Abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società

quotate

Introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate

Abolizione della legge Biagi

Impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente

mercato interno

Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale

Introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una

compartecipazione alle eventuali perdite

Impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessa società se

questa si è resa responsabile di gravi reati

Impedire l’acquisto prevalente a debito di una società (es. Telecom Italia)

Introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle

aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato

Abolizione delle stock option

Abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset,

Ferrovie dello Stato

Allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi

europei

Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e

con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai

servizi senza bisogno di intermediari

Vietare la nomina di persone condannate in via definitiva (es. Scaroni all’Eni) come

amministratori in aziende aventi come azionista lo Stato o quotate in Borsa

Favorire le produzioni locali

Sostenere le società no profit

Sussidio di disoccupazione garantito

Disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es.distributori di acqua in bottiglia).

TRASPORTI

Disincentivo dell’uso dei mezzi privati motorizzati nelle aree urbane

Sviluppo di reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana ed extra urbana

Istituzione di spazi condominiali per il parcheggio delle biciclette

Istituzione dei parcheggi per le biciclette nelle aree urbane

Introduzione di una forte tassazione per l’ingresso nei centri storici di automobili private con un

solo occupante a bordo

Potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e dei mezzi pubblici a uso individuale (car

sharing) con motori elettrici alimentati da reti

Blocco immediato del Ponte sullo Stretto

Blocco immediato della Tav in Val di Susa

Proibizione di costruzione di nuovi parcheggi nelle aree urbane

Sviluppo delle tratte ferroviarie legate al pendolarismo

Copertura dell’intero Paese con la banda larga

Incentivazione per le imprese che utilizzano il telelavoro

Sistema di collegamenti efficienti tra diverse forme di trasporto pubblici

Incentivazione di strutture di accoglienza per uffici dislocati sul territorio collegati a Internet

Incentivazione dei mercati locali con produzioni provenienti dal territorio

Corsie riservate per i mezzi pubblici nelle aree urbane

Piano di mobilità per i disabili obbligatorio a livello comunale.

SALUTE

L’Italia è uno dei pochi Paesi con un sistema sanitario pubblico ad accesso universali. Due fatti

però stanno minando alle basi l’universalità e l’omogeneità del Servizio Sanitario Nazionale: la

devolution, che affida alle Regioni l’assistenza sanitaria e il suo finanziamento e accentua le

differenze territoriali, e la sanità privata che sottrae risorse e talenti al pubblico. Si tende inoltre ad

organizzare la Sanità come un’azienda e a far prevalere gli obiettivi economici rispetto a quelli di

salute e di qualità dei servizi.

GRATUITÀ DELLE CURE ED EQUITÀ DI ACCESSO

Garantire l’accesso alle prestazioni essenziali del Servizio Sanitario Nazionale universale e

gratuito

Ticket proporzionali al reddito per le prestazioni non essenziali

Monitorare e correggere gli effetti della devolution sull’equità d’accesso alla Sanità

FARMACI

Promuovere l’uso di farmaci generici e fuori brevetto, equivalenti e meno costosi rispetto ai

farmaci “di marca” (che in Italia costano spesso di più che all’estero) e più sicuri rispetto ai

prodotti di recente approvazione

Prescrizione medica dei principi attivi invece delle marche delle singole specialità (come

avviene ad esempio in Gran Bretagna)

INFORMAZIONE

Programma di educazione sanitaria indipendente pubblico e permanente sul corretto uso dei

farmaci, sui loro rischi e benefici

Politica sanitaria nazionale di tipo culturale per promuovere stili di vita salutari e scelte di consumo

consapevoli per sviluppare l’autogestione della salute (operando sui fattori di rischio e di protezione

delle malattie) e l’automedicazione semplice

Informare sulla prevenzione primaria (alimentazione sana, attività fisica, astensione dal fumo) e

sui limiti della prevenzione secondaria (screening, diagnosi precoce, medicina predittiva),

ridimensionandone la portata, perché spesso risponde a logiche commerciali

Sistema di misurazione della qualità degli interventi negli ospedali (tassi di successo, mortalità,

volume dei casi trattati ecc.) di pubblico dominio

MEDICI

Proibire gli incentivi economici agli informatori “SCIENTIFICI” sulle vendite dei farmaci

Separare le carriere dei medici pubblici e privati, non consentire a un medico che lavora in

strutture pubbliche di Operare nel privato

Incentivazione della permanenza dei medici nel pubblico, legandola al merito con tetti massimi

alle tariffe richieste in sede privata

Criteri di trasparenza e di merito nella promozione dei primari

ORGANIZZAZIONE

Liste di attesa pubbliche e on line

Istituzione di centri unici di prenotazione on line

Convenzioni con le strutture private rese pubbliche e on line

Investire sui consultori familiari

Limitare l’influenza dei direttori generali nelle ASL e negli ospedali attraverso la reintroduzione

dei consigli di amministrazione

LOTTA PER IL DOLORE

Allineare l’Italia agli altri Paesi europei e alle direttive dell’Organizzazione

Mondiale della Sanità (OMS) nella lotta al dolore. In particolare per l’uso degli oppiacei (morfina e

simili)

RICERCA

Possibilità dell’8 per mille alla ricerca medico-scientifica

Finanziare la ricerca indipendente attingendo ai fondi destinati alla ricerca militare

Promuovere e finanziare ricerche sugli effetti sulla salute, in particolare legate

alle disuguaglianze sociali e all’inquinamento ambientale dando priorità ai ricercatori indipendenti

Promuovere la ricerca sulle malattie rare e spesare le cure all’estero in assenza di strutture

nazionali

Introdurre, sulla base delle raccomandazioni dell’OMS, a livello di Governo centrale e regionale,

la valutazione dell’impatto sanitario delle politiche pubbliche, in particolare per i settori dei

trasporti, dell’urbanistica, dell’ambiente, del lavoro e dell’educazione

AMMINISTRATORI PUBBLICI

Eliminazione degli inceneritori

Introduzione del reato di strage per danni sensibili e diffusi causati dalle politiche locali e

nazionali che comportano malattie e decessi nei cittadini nei confronti degli amministratori

pubblici (ministri, presidenti di Regione, sindaci, assessori).

ISTRUZIONE

Abolizione della legge Gelmini

Diffusione obbligatoria di Internet nelle scuole con l’accesso per gli studenti

Graduale abolizione dei libri di scuola stampati, e quindi la loro gratuità, con l’accessibilità via

Internet in formato digitale

Insegnamento obbligatorio della lingua inglese dall’asilo

Abolizione del valore legale dei titoli di studio

Risorse finanziarie dello Stato erogate solo alla scuola pubblica

Valutazione dei docenti universitari da parte degli studenti

Insegnamento gratuito della lingua italiana per gli stranieri(obbligatorio in caso di richiesta di

cittadinanza)

Accesso pubblico via Internet alle lezioni universitarie

Investimenti nella ricerca universitaria

Insegnamento a distanza via Internet

Integrazione Università/Aziende

Sviluppo strutture di accoglienza degli studenti

 

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Il pifferaio di Arcore dal 1994 suona sempre la stessa canzone. E c’è chi ancora lo ascolta. Chi si fa ingannare una volta è imprudente; due volte è stupido; tre se lo merita.

Posted by pocavista su 4 febbraio 2013

1994 – Darò Tutto a Tutti. Garantito.

meno tasse per tutti
Come passa il tempo : qui siamo nel 1994, ma il piffero suonava sempre lo stesso motivetto di oggi.

Un giovanile e ancora non rinfoltito Berlusconi, poi divenuto il “Presidente Operaio”, prometteva una casa per tutti, meno tasse per tutti, un lavoro per tutti. Non era ancora arrivato a promettere “u’ pilu” per tutti, come avrebbe fatto Cetto La Qualunque, ma mancava poco.  Berlusconi nel ’94 vince, poi – per dissensi con la Lega sulla riforma delle pensioni e non per una avviso di garanzia recapitato a Napoli come divulgato dai suoi mezzi di comunicazione – deve lasciare la mano a Dini e poi a Prodi.

2001 – Il Contratto con gli Italiani e le due aliquote IRPEF al 23% e al 33%.

Poi si arriva al famoso Contratto con gli Italiani, firmato davanti ad un notaio compiacente sulla scrivania di ciliegio messa a disposizione da un servizievole Vespa. Contratto fasullo, dato che non ha nessun valore legale, e visto che a giudicare l’adepimento degli impegni presi sarebbe stato lo stesso firmatario Berlusconi. Il quale, manco a dirlo, al termine del suo governo 2001-2006 si assolverà con formula piena. Come a dire: se voi mi affittate la casa per cinque anni, io mi impegno a pagarvi l’affitto, poi alla fine dei 5 anni sarò io stesso a decidere se ho pagato o meno.

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Nel contratto, tra l’altro, c’era l’impegno a ridurre le aliquote IRPEF a due sole: una al 23% e l’altra al 33%. Esenzione totale invece sotto gli 11.000 euro. Passano gli anni e la riduzione delle tasse non si vede. Anzi sotto i suoi governi le tasse aumentano e aumenta la spesa pubblica. Finchè anche un giornalista “amico” come Bruno Vespa è costretto a chiedere : ma allora queste tasse le riduciamo o no? Ineffabile Berlusconi risponde : “Dal primo gennaio riduco le tasse“.  Vespa si scorda (?) però di chiedere : di quale anno?

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Berlusconi a Porta a Porta, qualche anno dopo. Dal 1 gennaio? Basta non dire di quale anno e il gioco è fatto.

2008 – L’Abolizione dell’ICI 

Poi c’è l’abolizione dell’ICI realizzata nel 2008. In realtà l’abolizione dell’ICI per circa il 60% delle prime case (quelle dei contribuenti più poveri con case popolari)  era stata introdotta dal precedente Governo Prodi, con effetto nell’anno successivo. Prodi però cade prima che che entri in funzione l’abolizione dell’ICI per i meno abbienti; subentra Berlusconi che azzera l’ICI anche per le prime case dei contribuenti più ricchi e si prende tutto il merito di avere tolta tutta l’ICI. Il problema è che l’ICI alimentava gran parte delle finanze dei comuni.  E la “tassa federalista” per eccellenza. Molti comuni, con le finanze ridotte all’osso, si vedono costretti ad aumentare le tariffe dei servizi pubblici o a ridurne l’erogazione, oppure ad aumentare le tasse locali. Dalle mie parti c’è un proverbio politicamente scorretto, ma che rende l’idea : “si fa presto a fare il gay con il c..o degli altri”.

Con Berlusconi tuttavia continuano ad aumentare le tasse (manovre Tremonti) e la spesa pubblica. Nel luglio 2011, dopo che l’Europa ha giudicato insufficienti le misure prese dall’Italia, Tremonti e Berlusconi firmano con l’Europa l’impegno al pareggio di bilancio entro il 2013 e impegnano l’Italia a portare il debito pubblico al 60% del PIL entro qualche anno (fiscal compact).  Cosa comportano questi due accordi? Semplice : tasse a tutto spiano e tagli massicci alla spesa pubblica, pena la fine della Grecia e l’uscita dall’euro. Tra Berlusconi e Tremonti si fa più acuto il conflitto sulla strategia fiscale (non a caso oggi Tremonti è fuori del PDL), mentre non bastano più i Razzi e gli Scilipoti a garantire la maggioranza in Parlamento a Berlusconi.

Berlusconi Misure insufficienti Insufficiente anche il voto in ortografia del pur bravo vignettista

Nel novembre del 2011, quando il tracollo dell’Italia sembra imminente, Berlusconi lascia la patata bollente a Monti, che di fronte allo sfacelo dei conti pubblici e dello spread galoppante deve lavorare non tanto di bisturi, quanto di mannaia su pensioni, sanità, IMU, ecc. : si fanno morti e feriti dappertutto. Le perdite maggiori sono registrate tra i soliti noti, i contribuenti a reddito fissso. PDL, PD e UDC votano all’unisono tutto ciò che massacra gli italiani (anche l’IMU sulla prima casa), ma non si mettono d’accordo sulla riduzione del numero e degli emolumenti dei Parlamentari, sull’abolizione delle Province e sulla legge elettorale.

Poi quando il pericolo del crollo italiano sembra passato, Berlusconi sospende il suo sostegno a Monti, che viene accusato di essere “l’uomo delle tasse”. Berlusconi e suoi si danno un gran da fare per accusare Monti di avere tutte le colpe del declino dell’Italia, come se Berlusconi non avesse governato dal 2001 alla fine del 2011 con la breve interruzione del governo Prodi.

2013 – Il voto di scambio

Oggi Berlusconi non solo vuole abolire l’IMU su tutte le prime case (anche la sua), ma vuole restituire in contanti i soldi agli italiani in cambio del voto. Un voto di scambio che nemmeno la mafia o la ‘ndrangheta …  L’assessore PDL Zambetti alla Regione Lombardia, arrestato recentemente per voto di scambio,  sembra che avesse pagato alla ‘ndrangheta calabrese 50 euro a voto : oggi Berlusconi gioca al rialzo, visto che la posta in gioco è ancora più alta. Se questo,  Balotelli e la promessa di condono fiscale tombale e edilizio non dovessero bastare, tra un po’ ai suoi elettori prometterà anche “u pilu” delle Olgettine.

Ah, dimenticavo : i posti di lavoro promessi  dal Berlusca da un milione di qualche anno fa adesso sono arrivati a quattro. Di fronte agli attuali  tre milioni e mezzo di disoccupati, ne avanzerebbe addirittura mezzo milione. Chi offre di più?

 

ALLEGATO 

Il blog  www. italiapiugiusta.wordpress.com posta un eccellente lavoro di collage dei titoli di giornali dal 1994 ai giorni nostri. Argomento : Berlusconi e le tasse. Congratulazioni per il lavoro di documentazione, utile ai molti italioti senza memoria. (http://italiapiugiusta.wordpress.com/2013/02/03/berlusconi-e-le-tasse-20-anni-di-balle-spaziali/)

1995, Tremonti spiega i principi-guida della sua Riforma Fiscale:

1999, è il periodo della No Tax Area berlusconiana:

2000, Berlusconi scalpita, vuole tornare al governo e promette….

2001, Berlusconi ritorna al governo:

2002, qualche tentennamento sulla riduzione delle tasse, dopotutto, è lui al governo:

2003, stando a il Giornale ci siamo quasi:

2004, ora fa sul serio:

2005, altre promesse (da marinaio):

2008, Berlusconi sta per ritornare al Governo:

2008, Berlusconi ritorna al Governo:

2009, a questo punto non può più tirarsi indietro:

2010, è quasi fatta:

2011:

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Strani incontri sulla via di Damasco – Ovvero tre “insospettabili comunisti” : un giornalista esodato, un dandy liberale, una ex-spia della CIA.

Posted by pocavista su 1 febbraio 2013

Sulla via di Damasco non c’è solo San Paolo?   1 – Vittorio Feltri, ex direttore di Libero e “ direttore esodato” de Il Giornale per fare posto a Sallusti; nel tempo libero, manganellatore mediatico di punta del “Popolo dell’Amore”. Giornalista di cui non si ricorda un sorriso in pubblico a memoria d’uomo. 

Durante la trasmissione radio “La Zanzara”, Vittorio Feltri non fa sconti al Pdl parlando delle sue liste elettorali “pulite”: “Mi fanno venire i conati di vomito, Berlusconi ha ricandidato i soliti. Mi sono saltati agli occhi i nomi di una decina di mignotte”.

 

sallusti e feltri

Il direttore in carica e il direttore “esodato” , Sallusti e Feltri

2 . Oscar Giannino, candidato premier liberal-liberista di “Fermare il Declino”, già autorevole fustigatore della sinistra e dei sindacati, da solo o in coppia con Brunetta alla Versiliana (inteso come ex-ministro e non come cantante dei Ricchi e e Poveri).

Comunicato stampa di “Fermare il Declino” “Giannino: Incomponibile abisso, Berlusconi parla a vanvera.” “ Anche oggi, giornata della memoria, si dimostra incomponibile l’abisso tra un politico europeo come la Merkel, con le sue parole sulla responsabilità perenne della Germania e l’elogio del duce fatto da Berlusconi. Vergogna eterna a chi parla a vanvera

 

giannino oscar 1

Oscar Giannino : una vita per il guardaroba

3 . Giuliano Ferrara, figlio del vecchio dirigente PCI Maurizio Ferrara, già giovane comunista, già socialista craxiano, già spia della CIA (per sua stessa ammissione su Il Foglio) per conto della quale spiava Craxi, già portavoce del governo forzitaliota di Berlusconi, già esegeta della mutanda al teatro Dal Verme per celebrare la libertà di bunga bunga di Berlusconi.

L’attuale direttore di una testata semiclandestina di destra come “Il Foglio”, ha dichiarato di recente: “Io Berlusconi lo voto, ma non mi faccio fregare dalle balle che racconta”. La domanda sorge spontanea: come può uno ritenuto sveglio come Giuliano Ferrara votare un anziano che “racconta balle”? 

Risposta : se non ti senti parte della schiera delle “mignotte” di cui parla Feltri, se riesci a non arrossire quando difendi “chi parla a vanvera” e non fai parte degli ultras milanisti euforici per l’acquisto elettorale di Balotelli, forse sei vittima di una patologica avversione nei confronti di ciò che ha segnato la tua gioventù e che ti costringe al servizio del “Lato Oscuro della Forza”.

 

ferrara-foto-elefante-01

Ferrara, una vita per la mutanda

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Aridaje cor Gatto e la Volpe : il PDL paga i 30 denari e ricandida Razzi e Scilipoti, i “responsabili” che hanno salvato il governo Berlusconi nel dicembre 2010

Posted by pocavista su 22 gennaio 2013

FUORI : Cosentino, Scajola e Dell’Utri i : i sondaggi dicono che farebbero perdere un milione di voti e Berlusconi, si sa, è sensibile ai sondaggi.

DENTRO : Razzi e Scilipoti  : è la ricompensa per “il senso di responsabilità” dimostrato dall’ineffabile duo. Nel dicembre 2010, Razzi e Scilipoti dalla sera alla mattina hanno abbandonato le schiere più antiberlusconiane d’Italia (quelle di Di Pietro) per diventare i salvatori del governo Berlusconi, al quale stavano mancando i voti in Parlamento.Razzi Mutuo ravvicinamento

Scilipoti, il più noto, giustificò il salto della quaglia con dissensi con il partito in merito “all’agopuntura” (lui è un fautore della pratica orientale).

Scilipoti, colto in flagranza, mentre vota per un collega

Scilipoti, colto in flagranza, mentre vota per un collega

Razzi, con il suo italiano ancora più approssimativo di quello di Di Pietro, balbettò qualche spiegazione incomprensibile.  Qualche mese prima Razzi aveva confessato in TV che qualcuno gli aveva offerto di pagargli il mutuo della casa se avesse appoggiato Berlusconi.

La vera spiegazione veniva fornita poi nel seguente video, carpito a sua insaputa dal suo ex-collega di partito Barbato.

Per chi volesse saperne di più su un incredibile personaggio – che è stato anche membro della Commissione Cultura della Camera (nominato dalla maggioranza berlusconiana dopo la sua uscita dall’IDV) – clicchi sul link seguente:

https://svistasocialclub.wordpress.com/2012/10/08/la-saga-dei-delequamente-attemperati-la-neolingua-dellon-razzi/

Oggi il PDL, che cerca di darsi una ripulita dai suoi inquisiti e condannati (ma Berlusconi nonostante condanne, prescrizioni e processi in corso, si guarda bene dal fare un passo indietro) candida gente come Razzi che – candidamente – dice di stare in Parlamento “per fare i cazzi suoi”.

E poi si dice che è Grillo ad alimentare l’antipolitica e il qualunquismo.

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“Meno male che Silvio c’è”. L’uomo che sta liquidando il centrodestra.

Posted by pocavista su 20 dicembre 2012

Berlusconi, uno che tiene alla coerenza.

gif pinocchio2

Prima affermava che avrebbe fatto un passo indietro per il bene del centrodestra e del paese e non si sarebbe candidato.

Poi si smentiva : mi tocca ricandidarmi per il bene del paese, in tanti me lo chiedono. Quando c’è bisogno di dare una mano a qualcuno, non so dire di no.

Prima “Non faremo campagna contro Monti» (01/11/2012)”; “Monti sciolga la riserva. Guidi i moderati” (14/12/2012).

Poi : “Il premier contro chi lo sostiene? Sarebbe moralmente discutibile” (14/12/2012); Berlusconi chiude a Monti e «litiga» con il Ppe «Al vertice l’ avevo invitato io. Ora mi candido» (18/12/2012) – Maertens, il capo dei Popolari Europei però lo sbugiarda : Monti l’ho invitato io e Berlusconi non c’entra niente.

Berlusconi: «Monti in campo? Piccolo protagonista» (19/12/2012)

Berlusconi : “cene eleganti e rottamazione”

D’altro canto, a uno che firmava la proposta di legge insieme a Mara Carfagna per punire i clienti delle prostitute e poi a casa sua organizzava i bunga bunga e frequentava le escort inviategli da Tarantini non bisogna chiedere troppo.

Berlusconi è sempre stato generoso e vuole dare una mano al paese in difficoltà : “quando c’è bisogno non riesco a tirarmi indietro”. La mano effettivamente continua a darla alle Olgettine, pagandole profumatamente, anche quando sono chiamate a testimoniare nel processo Ruby. Paga per gratitudine, s’intende : dopo la morte della madre, ha raccontato in TV da Barbara d’Urso che si sentiva “tanto solo” e per pura amicizia le Olgettine gli tenevano compagnia durante “le cene eleganti”.Il quindicenne del Fronte della Gioventù alla corte del Siddharta di Arcore.

Poi si è scusato pubblicamente con tutte le donne per quello che è accaduto. Cosa? Uno si scusa per delle “cene eleganti”? Forse avrebbe dovuto invitare la Minetti e la Polanco in una pizzeria al taglio.

Berlusconi ora dice che vuole rottamare i vecchi della politica attaccati alla poltrona.

Lui, che è in politica da quasi venti anni e ne ha quasi ottanta, che si ricandida per la sesta volta, non è “un vecchio della politica attaccato alla poltrona?”. Si, ma lui dice di essere ringiovanito da quando racconta di essersi fidanzato con una velina di Telecafone, fondatrice del movimento “Silvio ci manchi”.

E poi è stato nella beauty farm di Briatore in Kenia.

I calcoli errati del Cavaliere

Ormai chi si sorprende più di Berlusconi? Tra i suoi yes men del centro destra, smarriti dall’assenza del Leader che se ne andava nel resort keniota di Briatore a rifarsi lo chassis, è tutto un gridare “finalmente è tornato”, “vincere e vinceremo”. 

Con poche eccezioni : i ciellini, che il Vaticano ha dirottato a sostegno di Monti, il maestro di sci Frattini e il recordman democristiano Pisanu.

meloni con o senza photoshop

Dopo il manifesto ritoccato con photoshop della Meloni, sono fioriti degli accostamenti impietosi su Internet

Tra i pochi giornalisti di destra che cantano fuori dal ricostituito coro berlusconiano di nani e ballerine, c’è Mario Sechi, il direttore de Il Tempo di Roma, di cui riportiamo una sintesi di un suo recente editoriale

I calcoli errati del Cavaliere”.

Sechi afferma che Silvio Berlusconi è prigioniero dei suoi errori.Incurante del contesto politico interno e internazionale ha lanciato la sua sesta candidatura a Palazzo Chigi e il risultato è sotto gli occhi di tutti: non ha più una linea politica, dice tutto e il contrario di tutto, un giorno Monti è il nemico da abbattere e il giorno dopo è il «candidato dei moderati».

Poi rileva che Berlusconi sta giocando una partita pericolosa e si ritrova sempre più isolato. Il direttore de Il Tempo sostiene invece la candidatura diretta di Mario Monti, dato che “… è più che mai necessaria la figura di un «aggregatore» delle forze liberali, conservatrici e riformiste del Paese. Mario Monti è l’uomo giusto. Una sua lista … sarebbe un elemento di chiarezza per tutti”.

In tal modo da un lato il Pd non avrebbe più scuse “per coprire la propria insufficienza sul piano dell’affidabilità in materia economica” e “il Pdl berlusconiano non avrebbe più senso di esistere, se non come testimonianza di una grande opportunità buttata al vento dal suo leader”. Anche i centristi “con molte parole e pochi voti sarebbero costretti ad accettare una leadership autorevole senza porre condizioni che non possono permettersi.”

Il direttore de Il Tempo conclude “E Berlusconi? Si schiarisca le idee. Non è troppo tardi per passare la mano con onore, ma è troppo tardi per inchiodare la storia al suo nome.

Egregio direttore, io mi troverei anche d’accordo sul fatto che Berlusconi ha fatto il suo tempo e deve farsi da parte. Ma a questo punto, dopo che Monti ha dato il suo imprimatur ai centristi con la benedizione del Vaticano e dell’Europa, Berlusconi ha scelto di non “passare la mano con onore”.

La nuova fidanzata di Berlusconi, la raffinata Francesca Pascale di Telecafone, dà prova delle proprie abilità con il Calippo.  Non bravissima negli scritti, promossa all’orale. Pronta per fare la first lady.

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Sgarbi vuole fare lo sgambetto a Grillo e contro la crisi dei partiti ne lancia un altro : “Il Partito della Capra” – Inizia la saga delle Liste Civiche per le elezioni politiche del 2013.

Posted by pocavista su 12 giugno 2012

Partiti e politica in crisi? Colpa di Grillo e del suo Movimento 5 Stelle?

I partiti e i parlamentari eletti con il “porcellum” ormai sembrano in preda ad una sorta di cupio dissolvi in un clima da fine impero :

  • anche in questi giorni si spartiscono le poltrone delle Authority “indipendenti” (dovrebbero essere indipendenti dai partiti, prima di tutto);
  • prendono per i fondelli i cittadini sul taglio dei rimborsi elettorali, del numero dei parlamentari e dei loro scandalosi emolumenti;
  • continuano a scannarsi per le nomine RAI; alcuni (come i parlamentari del PDL) cercano di sterilizzare le nuove norme anticorruzione;
  • salvano il sen. De Gregorio dagli arresti domiciliari (il diversamente magro Senatore è l’antesignano dei Razzi e degli Scilipoti, tutti transfughi dall’ IDV e accampati nelle allora comode schiere berlusconiane).

E ci fermiamo qui.

Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che il successo di Grillo e del suo Movimento non sono la causa, ma l’effetto della degenerazione del sistema dei partiti e della politica “ufficiale”.

La “gente” – anche quella un tempo berlusconiana – chiede aria nuova?

Berlusconi, si sa, è un eccelso professionista del marketing : la gente vuole i giovani? E lui dichiara che chiederà ad una società di marketing di selezionare 100 giovani per costituire la nuova classe dirigente del PDL. In questo B. è coerente con la sua singolare concezione della democrazia di partito-azienda in cui a scegliere chi comanda non sono i militanti di partito. Il compito spetta sempre lui, il Leader Supremo, che ieri ha cooptato direttamente Alfano, oggi si avvale di una sua società di fiducia.

Questo non basta, perché la “gente” non subisce più il fascino del nome PDL? Ebbene si studia il restyling del partito, gli si cambia nome e confezione : già usati Forza Italia, Popolo della Libertà, Partito della Libertà, Partito del Buongoverno, mentre il marchio Italia Pulita depositato nei giorni scorsi da Berlusconi sembra essere invece il clone di un marchio già depositato da un altro.

E’ un po’ come se la FIAT, di fronte all’insuccesso commerciale di una sua auto (si pensi alla famigerata UNO con la coda, la DUNA, probabilmente una delle auto più orribili mai prodotte dall’intera industria automobilistica mondiale) la riproponesse tale e quale, però in colori e nomi differenti (per es. Verde : GreenBelt; bianca : EcoCar; Marrone ; BrownSugar Point; Nera : Black Room) per cercare di piazzarla in differenti segmenti di mercato.

In soldoni – di fronte all’implosione del PDL – si cerca di diversificare il prodotto, sempre lo stesso, proponendone però più formati o contenitori. L’idea della nuova linea di prodotti, che circola da un po’ di tempo nel PDL, è stata esplicitata da Vittorio Sgarbi in un’intervista al IL Giornale l’11 giugno 2012.

La saga delle nuove liste di destra : dal “Silicone”, agli “Amici degli animali” fino al “Partito della Capra”

Sgarbi spiega che lancerà su scala nazionale un suo partito, il Partito della Rivoluzione, una sorta di Movimento 5 Stelle di destra, che cercherà di sottrarre consensi agli “incazzati” che guardano a Grillo.

Accanto al suo partito, per dare ampia possibilità di scelta agli elettori di destra allo sbando, ci dovrebbero essere (i nomi non sono ancora noti, ma qui noi li definiamo con nomi di comodo, n.d.A.) il “Partito del Fascio alla Vaccinara” di Storace; il “Partito degli Amanti del Silicone e del Latex” della Santanchè; la lista “Centro Massaggi Cervicale” di Bertolaso; la lista “Amici degli Amici degli Animali” della Brambilla; il “Partito di Fascio e di Governo”, ovvero la nuova AN dei Gasparri e dei La Russa; il “Partito dei Carini” di Montezemolo.

Ma la componente di Forza Italia del PDL? Sgarbi spiega: “Si spacchetta in Forza Italia Senior, dove Berlusconi sarà costretto a essere capolista con quelli da più tempo con lui, e prenderebbe il 12 per cento, e una Forza Italia Junior per fare spazio ai volti nuovi, e varrebbe il 6.”. Senza contare la Lega. Questo, secondo lui, permetterebbe alla destra di vincere di nuovo le prossime elezioni.

Sgarbi chiarisce la sua idea : «Oggi il centrodestra è dimezzato rispetto a quattro anni fa. I suoi voti sono evaporati, ma non sono andati a sinistra: quando è andata bene sono diventati di Grillo, perché Grillo è come una volpe nel pollaio, ruba dappertutto come dimostra il caso Parma. .. Allora a destra bisogna creare un riferimento che sia protestatario quanto Grillo e gli impedisca di fare razzia.». Lu ipunta nientepopodimeno che al 10% dei voti, con il suo conservatore Partito della Rivoluzione, dal vago sapore messicano paese in cui un singolare ossimoro, el Partido Revolucionario Institucional, domina la scena politica da più di 80 anni.

Poi il noto gentleman e critico d’arte non riesce ad trattenersi da un suo giudizio sul personaggio Grillo, dando prova del suo proverbiale bon ton e rispetto per gli altri : «Il livello mentale di questo poveretto (Grillo, n.d.A.) è tale che se trova uno come me, io me lo mangio perché abbiamo in comune la “pars destruens”, quello che non funziona e va cambiato, ma io ho anche una “pars construens”. Grillo si è dato il nome di un albergo, Cinque stelle, a riprova che non vuole una poltrona, ma una camera di lusso».

Dulcis in fundo, la domandina sul premier, che secondo Sgarbi dovrebbe essere “Il candidato della lista più votata, oppure quello indicato dalla lista egemone in concerto con le piccole”.

Il che, tradotto in italiano, suona, per chi avesse dubbi : sarà sempre Berlusconi a decidere.

Commenti

Sul sito WEB de IL Giornale si sono susseguiti i commenti dei lettori, alcuni di appoggio, ma molti di critica :

#35 giottin (2468) il 11.06.12 alle ore 14:25 scrive:

Partito della rivoluzione, sa tanto di “hasta la victoria siempre” di che gueveriana memoria e questo non va bene. In quanto a Sgarbi se si impegna solo un pochettino prevale su Grillo in quanto a parolacce e questo non va altrettanto bene.

Io condivido molto di quello che dice Sgarbi, però in quanto ad affidabilità……lascia poche speranze, basti vedere come sono finite le sue performance da sindaco in vari Comuni”.

#27 Demostene2010 (140) il 11.06.12 alle ore 12:14 scrive:

Bravo Vittorio! Dopo il successo travolgente di Salemi è arrivato il momento di prendere in mano le sorti del Paese! Un altro fallito che invece di lasciare raddoppia…pochi ne avevamo...”

#22 jimisong (27) il 11.06.12 alle ore 11:12 sottolinea l’alto concetto di educazione, condiviso dal critico d’arte e dal comico:

A Vittò provaci pure tu! Almeno ci facciamo quattro risate sui duelli di parolacce con Grillo! Non vedo l’ora

Ma il suggerimento migliore che consentirà al partito di Sgarbi di ottenere tutto il successo che merita, arriva dal lettore #33 barone_1 (22) che il 11.06.12 alle ore 13:39 scrive:

Suggerisco come nome della lista civica: “capra capra capra”. Semplicemente geniale

PS – Per chi volesse saperne di più su Vittorio Sgarbi, riproponiamo qui di un nostro vecchio post, che ripercorre la carriera professionale e politica del Nostro.

Da Stravinskij a Berlusconi

Su “Il Giornale” del 1 febbraio 2011, Sgarbi scrive un articolo sul caso Ruby, dove  immagina un eventuale interrogatorio di Berlusconi da parte della Bocassini, in cui afferma che “Berlusconi in privato …fa ascoltare” l’Uccello di Fuoco”  alla sedicente nipote di Mubarak”. Inevitabile la domanda : l’Uccello è quello di Igor Stravinskij o quello dello statista di Arcore?

Sgarbi  – da presunto cultore della materia – si intrattiene volentieri sul rapporto tra uomini politici e mondo femminile, spesso popolato da giovanissime aspiranti al successo, come Nicole Minetti, disposte a “un rapporto affettuoso” con  un uomo politico anziano dal “flaccido don” (siamo debitori di questa bella definizione a Lameduck) –  “c…lo flaccido”, così l’ha definito la Minetti intercettata, parlando di un uomo ricco, potente e soprattutto generoso di cui si sarebbe invaghita.

Nell’articolo, fa capolino la visione del mondo di Sgarbi sulle donne, che lui pensa di conoscere bene, dato che ne frequenta “cinquanta a settimana”. Roba da far impallidire il presunto harem di Berlusconi.

Già in precedenza Sgarbi su Il Giornale aveva parlato di Fini e di Berlusconi e del loro rapporto con le donne, criticando Fini e lodando Berlusconi.

Tutto nasce quando Sgarbi rilascia un’intervista al settimanale “A” sul caso Fini-Tulliano-casa di Montecarlo.   Feltri si butta a pesce e il 14 agosto pubblica un’articolessa del primo cittadino di Salemi.

Vittorio Sgarbi. Chi era costui?

Tutti sanno chi è Sgarbi. Garbato, cortese, assai rispettoso con gli interlocutori che dissentono da lui, riservato, fedele. Tiene molto alla legalità, tanto è vero che non si conoscono nemmeno sue infrazioni ai divieti di sosta. In effetti ha girato per anni con la scorta di stato pagata dai contribuenti.

Si dichiara critico d’arte e polemista. Molti nutrono più di un dubbio sulla prima qualifica, mentre sulla seconda non possiamo che convenire. Se qualcuno non ne fosse convinto, può consultare su Youtube la hit parade delle performance televisive del pacato intellettuale.

Sgarbi – da vero uomo di mondo – si muove a tutto campo, come risulta dal suo curriculum. sgarbi-incazzato-2Su Wikipedia qualcuno si è preso la briga di elencare le sue numerose condanne – per truffa ai danni dello stato (definitiva) e soprattutto per diffamazione – cui si è talvolta sottratto, suo malgrado, con indulti e prescrizioni.

Ma ciò a cui tiene di più sembra sia la coerenza. Al riguardo,  Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Sgarbi) riporta anche il robusto curriculum delle militanze politiche del Nostro:

  • Partito Comunista Italiano, che lo ha candidato a sindaco di Pesaro;
  • Partito Socialista Italiano, per il quale è stato consigliere comunale a San Severino Marche;
  • DC-MSI, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di San Severino Marche nel 1992;
  • Partito Liberale Italiano, per il quale è stato deputato;
  • Partito Federalista, che ha fondato nel 1995 e poi lasciato per aderire alla Lista Pannella;
  • Lista Marco Pannella, con la Lista Pannella-Sgarbi, abbandonata dallo stesso Sgarbi prima delle elezioni;
  • Forza Italia, nella quale ha inglobato il suo movimento I Liberal Sgarbi-I libertari;
  • Partito Repubblicano Italiano con il quale si è alleato per le elezioni europee nel 2004;
  • Lista Consumatori, con la quale si è candidato per le Politiche del 2006, senza essere eletto;
  • UDC-DC, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di Salemi nel 2008;
  • Movimento per le Autonomie con il quale è stato candidato alle Elezioni europee del 2009 nel cartello elettorale del Polo dell’Autonomia nella circoscrizione Isole.
  • Con Rete Liberal, alle regionali 2010 del Lazio ha sostenuto Renata Polverini

Ha inoltre fatto parte dell’Unione Monarchica Italiana”.

Roba da fare invidia all’implume Capezzone, ancor giovine di bottega, che però si farà, visto l’impegno che mette nel passare repentinamente da uno schieramento all’all’altro.

Ci preoccupa l’assenza nel suo curriculum della Sudtiroler VolksPartei e del Movimento per la Ricostituzione del Sacro Romano Impero, ma siamo sicuri che colmerà al più presto queste inaccettabili lacune..

Visto da quale pulpito vien la predica, andiamo a vedere che cosa ha dichiarato il Nostro. Sgarbi, che per due anni ha “mantenuto il doveroso rispetto per Gianfranco Fini” , fin qui non ha detto niente. Ma dopo quello che sta succedendo, avverte l’ obbligo morale di prenderne le difese, dando una sua versione. Fini si è innamorato di questa “ragazza semplice e buona”… “La Tulliani, pure intelligente, è certo più bella che intelligente.” Fini come ogni “uomo innamorato non vede la realtà com’è, e interpreta in modo positivo ciò che altri giudicano malizioso”… “Non voglio dire che Elisabetta Tulliani volesse «sistemarsi». Voglio dire che Fini non doveva farsi sistemare.”

E qui inizia l’affondo : “Si può dunque pensare, anzi oggi è una certezza, che Fini sia stato, nella considerazione popolare, sopravvalutato”

Sgarbi a questo punto mostra tutto il suo talento per rubriche come la posta del cuore dei settimanali femminili. Parla delle ragazze “nell’orbita di uomini di fresco potere del centrodestra”, spesso raccomandate per intraprendere carriere artistiche e televisive. gif-ragazza-che-cammina-sexy1Ma anche delle donne della stagione politica precedente, “dominatrici di altri politici democratici o democristiani”. … “Donne di personalità forti che hanno letteralmente «occupato» i loro uomini condizionandone scelte e destini. Come per Fini, l’epilogo di Mastella si deve al cieco amore per Sandra. Clemente ha fatto saltare tutto, ha perduto se stesso, e ha fatto cadere Prodi per amore di Sandra. Quando essa è stata incriminata, non ci ha visto più e ha abbandonato tutto.” Adesso Alberoni può anche andare in pensione.

Però lui, Sgarbi, mica si fa condizionare dalle donne, come i comuni mortali di sesso maschile. “E ciò – rivela Sgarbi – li differenzia da me, e, anche se in modo più artigianale, da Berlusconi, che ha una sua «ingenuità», che amiamo essere «visitati», non «occupati». E non ci lasciamo travolgere né dal fascino, né dal potere seduttivo di una donna.” Anche Sgarbi, come il Berlusconi così definito dal suo avvocato di fiducia, si vanta di essere una sorta di ghedinesco “Utilizzatore Finale”.

D’altro canto Sgarbi afferma che “la Tulliani … non è dominatrice. Chiunque poteva prenderne le misure e non farsi travolgere dal suo giovanile entusiasmo. Meno Fini.” Con la scusa della difesa del Presidente della Camera, a Fini viene dunque affibbiato di fatto il ruolo del pirla che si fa infinocchiare dalla “sgallettata” di turno. L’abilissimo Sgarbi strizza l’occhio al maschilismo di molti elettori di destra,sgallettata-1 che provano una sincera ammirazione per l’Utilizzazione Finale (“una botta e via”è l’elegante espressione di uso comune) e una commiserazione per chi “ci casca”. L’invidia nei confronti del Leader Supremo non è assolutamente appannaggio dei “sinistri”, come la vulgata di destra vuol far credere. La maggior parte dei maschietti di destra, costretta a una “modica dose” di sesso coniugale, guarda con invidia a chi si può permettere l’overdose di sesso extraconiugale (vero o presunto, non ha importanza) con attricette e veline che appare privilegio del potere. Lo ius primae noctis, appreso nei lontani tempi di scuola, riemerge con forza ad opera dei nostri satrapi da avanspettacolo. Al riguardo, in un’intervista rilasciata a “Il Secolo XIX” di Genova, Sgarbi non ce la fa più a trattenersi e, come fosse con gli amici al Bar Sport, si lascia andare a questa dichiarazione “Io frequento 50 donne a settimana e, così come non ho storie d’amore con tutte, da tutte mi libero”. Come a dire “a me Silvio e il Merolone mi fanno una s…”. (Sgarbi dovrebbe sapere che in giro c’è chi conosce non solo Geminello Alvi, ma anche Plauto e il suo Miles Gloriosus e potrebbe fare imbarazzanti paragoni).

Mentre il Fini innamorato è “sorprendente e pericoloso”, al contrario “… l’abile, seppur generoso, Silvio, non ebbe dubbi, non si lasciò travolgere… si è liberato di tutte, anche di Veronica.”berlusco-fa-le-corna

Ma il gentleman ferrarese fornisce materia anche per le gentili lettrici di destra, indotte a pensare che di Fini non ci può fidare perché ha tradito la moglie per una “sgallettata” qualsiasi.

Sgarbi completa il servizietto a Fini, iniziato da Feltri :

  • tradisci il patto con gli elettori del PdL perché dissenti da Berlusconi (Feltri)
  • tradisci la fiducia del tuo stesso ex-partito (Feltri, che accusa Fini di uso privato di beni del partito) e non puoi fare il moralizzatore (altro slogan molto in voga tra i destri e i Grillini : “Il più pulito ci ha la rogna”);
  • infine sei un uomo “dabbene” che si lascia abbindolare dalla prima “velina” e quindi come si fa a fidarsi di te (Sgarbi)?

Ed ora si arriva al dunque. Qualcuno ancora pensa che Fini abbia mostrato disaccordo con Berlusconi per ragioni politiche, come legalità, federalismo e quisquilie di questa natura? Macché, Sgarbi fa sapere che il Fini “travolto dalla passione … si irrita quindi con Berlusconi per alcune sortite di «Striscia la Notizia»” che riguardano la sua compagna. E quindi conclude che “Da questa vicenda Gianfranco esce come un ingenuo, inadeguato a misurarsi con le realtà complesse e difficili della politica”.

In soldoni da “Il Giornale” si comunica alla platea della destra che Fini è: traditore (Feltri), imbroglione (Feltri), fesso (Sgarbi), incapace (Sgarbi). Ciapa su e porta a ca’.

fini-e-berlusca-dissenso

Certo che Sgarbi nell’operazione di demolizione della figura di Fini è assai più sottile di Feltri, che va giù con l’accetta. Se Feltri parla alla pancia degli elettori di destra, qui Sgarbi li titilla ancora più efficacemente dentro le mutande. D’altro canto è noto, non solo ai fan di De Andrè, che anche per il Re Carlo che “tornava dalla guerra … più che l’onor poté il digiuno!”.

All’autore di questo post, l’operazione di demolizione della figura di Gianfranco Fini appare invece strumentale e scandalosa. Molto al di là delle sue eventuali responsabilità nella vicenda monegasca, che la magistratura dovrà appurare. Certo, se si dovesse dimettere lui che non è nemmeno indagato, i due grandi Utilizzatori Finali, Berlusconi e Sgarbi – che qualche problemuccio con la giustizia ce l’hanno avuto – cosa dovrebbero fare?

Chi vuole consultare la hit parade di Sgarbi clicchi qui sotto :

http://youtu.be/lCQrKS5F1WE

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Lo Smutandato di Collegno al capezzale di Bossi

Posted by pocavista su 12 aprile 2012

Ferrara corre a salvare il leghismo bossiano in procinto di annegare nel "cerchio magico"

Nel post di ieri abbiamo ammesso che ci voleva Giulianone Ferrara per farci tornare sui nostri passi e non lasciare morire questo blog.

In passato ci siamo già occupati del diversamente smilzo Giuliano che, vista la mole, costituiva da solo il think tank delle ex-armate berlusconiane. Vedi :

https://svistasocialclub.wordpress.com/2011/02/12/prova-ferr/

https://svistasocialclub.wordpress.com/2011/06/09/3337/

https://svistasocialclub.wordpress.com/2011/03/14/svelato-cio-ci-prepara-in-segreto-giuliano-ferrara-ex-spia-della-cia-e-oggi-

 

Oggi il Nostro si è insediato nel ridotto TV di Radio Londra, dove si crogiola nel ruolo di ultimo dei Mohicani. Indiano sì, ma con un cachet di tutto rispetto, alla faccia dei lettori ultras de Il Giornale che rinfacciavano a Santoro (definito con coazione a ripetere nei loro commenti : “Sant’oro”) di percepire ciò che il mercato televisivo gli riconosceva.

Ma allo “smutandato di Collegno” la TV non basta : il bulimico Elefantino ogni tanto abbandona anche il suo quotidiano semiclandestino Il Foglio per impartire lezioni di buona creanza politica su Il Giornale.

Lo Smutandato, come al solito autocompiaciuto di andare controcorrente e di dimostrarsi politicamente scorretto, l’otto aprile pubblica un articolo sulla vicenda Bossi sull’house organ della famiglia B. Bellissimo il titolo : “Nessuno infanghi la canottiera che cambiò il Paese” . In soldoni Giulianone dice: “chissenefrega” se Bossi ha utilizzato dei soldi pubblici per la sua famiglia; al contrario bisogna rendere “gli onori militari” al barbaro padano. 

Ma quali sarebbero i meriti di Bossi? Secondo Ferrara è stato fra i pochi a lavorare per risolvere davvero i problemi degli italiani.  

Il fine intellettuale Ferrara prima prende le distanze dall’incolto druido, dedito ai riti dell’ampolla ripiena di inquinatissime acque del Dio Po. Giulianone ricorda che dopo la prima rottura con Berlusconi nel ’94 ,chiamò Bossi in TV “una cara salma”. Oggi lo definisce invece “uno spiantato da falsa laurea”, capo di “una tribù sciamannata”, fondatore di “una satrapia personale dai toni pagani”, “un padre debole e sentimentale”, un “marito birbaccione … rinchiuso nell’ovile del coniugio” causa malattia, colui che ha “flirtato con i mostri del secolo, da Milosevic in giù” , “ha usato una lingua da trivio”, “la sua gesticolazione corporale era la volgarità incarnata” e così via.

Ferrara, nella sua infinita bontà, sorvola su quisquilie come la xenofobia alimentata dallo stesso Bossi, le sue minacce di morte a un giudice, l’invito all’uso del tricolore per servizi di bassa igiene intima, le minacce di secessione e di rivolta armata, le accuse di contiguità con la mafia rivolte da Bossi a Berlusconi nel 97-98, le inutili e patetiche ronde padane, il grottesco trasferimento dei Ministeri guidati da leghisti a Monza (come di gente che si porta il lavoro a casa) e si potrebbe continuare. Lo Smutandato glissa anche sulla precedente condanna di Bossi per tangenti (200 milioni della maxitangente Enimont fatti sparire dall’allora tesoriere della Lega). Probabilmente Ferrara, da ex-craxiano, è abituato a veder circolare ben altre cifre tra i politici che contano.

Poi – con un perfetto non sequitur logico – lancia una scialuppa di salvataggio al celtico, definendolo una fondamentale chiave per l’incanalamento di pericolose rabbie nordiste. E lancia un ancor più sorprendente anatema ai suoi critici : “Se chi gli sputa addosso adesso avesse fatto un centesimo di quello che ha fatto Bossi per cercare soluzioni ai problemi veri italiani, avrebbe il diritto di parlare.”

Come si spiegano allora i salti mortali di Ferrara che cerca di recuperare il leghismo bossiano dopo averne preso le distanze come da un inguardabile lebbroso? Gratitudine per aver sostenuto il Vate della Patonza e votato tutte le sue leggi ad personam degli ultimi dieci anni? 

La gratitudine, la coerenza e il bene comune, nella politica italiana costituiscono ahimè valori deboli, al massimo buoni per le televendite in occasione di elezioni. Al contrario della convenienza.

Non sarà che tra qualche settimana ci sono le elezioni amministrative e senza un’alleanza elettorale con la Lega il PdL, già in grave crisi di consensi, rischia di essere buttato fuori da tutti i consigli comunali del Nord?

Se la conclusione di Ferrara non ci è inattesa, visto che cerca di dare sottobanco qualche decibel al debole grido “Forza Carroccio” lanciato da Sallusti nel suo editoriale, sorprendenti sono i numerosi commenti critici che il suo articolo ha suscitato tra i lettori de Il Giornale sul suo sito WEB. Ne riportiamo qualcuno tra i più significativi.

#5 idleproc (2682) il 09.04.12 alle ore 9:07 si chiede: “… Quindi, il vero merito di Bossi è stato quello della finta opposizione e di aver salvato la Casta, convogliando … la spinta popolare che voleva cambiare la classe dirigente”  su obiettivi fumosi e improbabili come la secessione?

#15 giangi85 (363) il 09.04.12 alle ore 9:50 domanda : “Ma cosa ha fatto il signor Bossi per migliorare il paese? Federalismo, mai. Padania, mai. Abbassamento delle tasse, mai. Incentivi per le imprese del nord, mai. Nell’ultimo governo Berlusconi fu anche ministro delle riforme e non ne ricordo una! L’opera di un uomo la si giudica dai risultati, non dalla visione romantica del suo percorso.” Il lettore conclude che “La Lega ha contribuito al degrado culturale e sociale della destra italiana ed ora che abbiamo smascherato i loro dirigenti ladroni non ci resta che affossarli definitivamente.”

#20 delon (48), il 09.04.12 alle ore 10:10, afferma che “Bossi è stato ed è un insulto per il paese. La sua volgarità ,il suo opportunismo , il suo fare politica da troglodita, il suo sistemare in politica i figli semianalfabeti, la sua gestione … della Lega sono stati un passo ulteriore nella melma che caratterizza la politica italiana”. Poi aggiunge che Bossi richiama alla mente “le vecchie cariatidi sovietiche ( Breznev, Andropov ) che giravano barcollando come fantasmi”

#23 pipporm (200), il 09.04.12 alle ore 10:14, ritiene sconcertante l’articolo di Ferrara e rileva che “Il nord esisteva prima di Bossi e i problemi non li ha risolti, li ha creati. Se alcuni suoi principi erano stati innovativi, il tutto è andato a ******e perché è stato come gli altri, con surplus di violenza verbale, odio e volgarità. Ferrara sembra più ispirato a difendere chi ha creato speranze, senza tener conto delle delusioni e delle illusioni. Lo ha fatto già con Berlusconi ed oggi ci riprova con Bossi.”

Infine il lettore #2 nonmi2011 (313), il 09.04.12 alle ore 8:35, chiosa conclusivo e sarcastico :

Se c’era una sola, tenue, speranza che Bossi si potesse salvare, ora è veramente finita…. è finita nel preciso momento in cui Giuliano Ferrara (G.F.) ha deciso di difenderlo. G. F., notoriamente, non porta buono: è stato comunista e sappiamo come è andata a finire; craxiano e sappiamo come è andata a finire; berlusconiano e sappiamo come è andata a finire. …Il povero Umberto, appena leggerà l’articolo… cercherà, lentamente, di avvicinare la sua mano destra ai suoi attributi per una toccatina propiziatoria. Ma anche questo gesto, di fronte alla sfiga che porta G. F., non servirà, purtroppo, a nulla.”

A questo punto non rimane che sperare che Ferrara aderisca anche al movimento di Scilipoti. Hai visto mai?

https://svistasocialclub.wordpress.com/2011/06/09/3337/

https://svistasocialclub.wordpress.com/2011/03/14/svelato-cio-ci-prepara-in-segreto-giuliano-ferrara-ex-spia-della-cia-e-oggi-“fine-chirurgo-del-pensiero”-con-il-suo-“radio-londra”/

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Il Ministro Bernini a Ballarò non parlava a vanvera : ecco il nuovo prototipo del Ponte sullo Stretto di Messina

Posted by pocavista su 2 novembre 2011

Inaspettatamente, il Ministro Anna Maria Bernini ieri sera a Ballarò non parlava a vanvera. Ha spiegato ad un incredulo Rutelli e ad un allibito Abete che il Ponte sullo Stretto di Messina, nonostante la recente bocciatura del Parlamento, si farà. Lei ha sostenuto che l’Europa lo vuole perchè farebbe parte dell’asse attrezzato che da Danzica, passando per Varese (e dove altro, se no?) giungerà fino a Palermo.   

Anna Maria Bernini, Ministro del Governo Berlusconi

La Bernini sembra credere che le imprese private accorreranno in massa per investire alcuni miliardi di euro di tasca propria (sarebbe il famoso “project financing” del Ponte, che tradotto in italiano suonerebbe così : “lo stato caccerà i soldi, noi faremo i lavori guadagnandoci un sacco e poi intascheremo  anche i pedaggi per i prossimi trent’anni”) per  fare un piacere a Berlusconi.

Noi siamo sempre stati scettici sia sulla fattibilità economica ma soprattutto tecnica del Ponte(zona ad altissimo rischio sismico). Ma stavolta il “Governo del Fare”, di cui la Bernini è una delle colonne portanti,  ci ha spiazzato. Ha varato infatti un innovativo progetto a tecnologia soft e a basso costo. Dunque “ecosostenibile”.

Già iniziati i lavori. In anteprima alleghiamo la foto che smentisce le maligne denigrazioni della sinistra e testimonia che la Bernini, insieme alla coscia, ha anche  l’occhio lungo.

Ecco come si presentano i lavori del nuovo progetto "ecosostenibile" del Ponte sullo Stretto


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Dal Patto d’Acciaio al Patto della Pròstata. Ecco perchè Umberto “er Canotta” non può mollare Silvio “er patonza”.

Posted by pocavista su 5 ottobre 2011

Il Patto d’Acciaio

Come tutti sanno, il 22 maggio 1939, Anno XVII dell’Era Fascista, venne firmato il cosiddetto Patto D’Acciaio tra l’Italia fascista e la Germania nazionalsocialista.

La firma del Patto d'Acciaio

Con il Patto, S. M. il Re d’Italia e di Albania, nonché Imperatore d’Etiopia, e il Cancelliere del Reich tedesco sancivano (all’art.2) che “Qualora … (gli) interessi vitali di una delle Parti contraenti dovessero essere minacciati dall’esterno, l’altra Parte contraente darà alla Parte minacciata il suo pieno appoggio … allo scopo di eliminare questa minaccia.

Poi e sappiamo tutti com’è andata a finire : venne la Seconda Guerra Mondiale, il 25 luglio e l’8 settembre.

Il Patto della Crostata

D'Alema, in estasi come S.Teresa, mentre ripensa alla crostata

 

Il patto più celebre della “Seconda Repubblica” è il famigerato Patto della Crostata. Dopo la vittoria dell’Ulivo nel ’96, l’allora segretario del Pds, D’Alema, ebbe la brillante idea di iniziare un dialogo con Berlusconi. Gianni Letta si incaricò di organizzare una cena a casa sua, ospiti Berlusconi e D’Alema. I due siglarono un accordo davanti al dolce: una crostata.

Gianni Letta non ha mai rivelato i veri ingredienti della sua famosa "crostata"

Poi sappiamo tutti com’è andata a finire: D’Alema divenne presidente della Bicamerale per fare le riforme istituzionali. Garbatamente accantonò la legge sul conflitto di interessi, lasciando a Berlusconi il dominio del mondo dell’informazione.

Il Patto della Prostata : er Canotta ed er Patonza uniti nella lotta

Oggi, in tempi di crisi, non potendoci permettere nè l’acciaio e nè il dolce, ci siamo ridotti al patto della Prostata (vista l’età dei contraenti).

Vi siete mai chiesti chi glielo faccia fare a Bossi di salvare sempre e comunque Berlusconi, nonostante che la base leghista ormai sia in aperta rivolta e chieda di mollare “er patonza”?

 

Eleganza padana

Ricordiamo che solo pochi anni fa la Padania usciva con prime pagine di fuoco contro Berlusconi, definito addirittura “mafioso”.

Poi nel 2000 la miracolosa conversione di Bossi sulla via di Arcore. Oggi assistiamo ai continui salvataggi del Governo Berlusconi da parte della Lega. Fino a quando?


Da un po’ di tempo circola un’interessante spiegazione del fenomeno. Aspettiamo che i vertici della Lega smentiscano o confermino quanto contenuto nel video seguente. 

Inutile dire che le eventuali smentite verbali sarebbero assai meno convincenti della decisione di abbandonare l’accanimento terapeutico con cui la Lega mantiene in vita un governo moribondo.

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Della intimidazione preventiva, come arte di Governo. Ecco come la norma “ammazza blog” del governo Berlusconi potrebbe costringermi a chiudere il blog. E anche il vostro.

Posted by pocavista su 29 settembre 2011

Altan, da l'Espresso

Intro : cos’è la norma “ammazza-blog”?

Il Governo sta per porre la questione di fiducia sulle norme anti-intercettazioni, compresa quella “ammazza blog”, cioè il comma 29 dell’Art. 1 del disegno di Legge 1611 : tutti i produttori di notizie, compresi quelli non professionali, dovranno rettificare in 48 ore ogni contenuto pubblicato, dietro semplice richiesta del soggetto che si ritiene leso, in maniera fondata oppure no. La multa prevista è di 12 mila euro per ogni infrazione.

Compito in classe: La legge bavaglio ucciderà davvero i blog?

Svolgimento : Della Intimidazione preventiva, intesa come arte di governo

Ipotizziamo che il mio blog, in un post di alcuni mesi prima, riporti la frase seguente : “Berlusconi chiamò la questura di Milano, chiedendo di rilasciare la minorenne Ruby, nipote del presidente egiziano Mubarak, e di affidarla al consigliere regionale Nicole Minetti”.

Supponiamo poi che l’on. Ghedini, ai sensi della “legge ammazza blog”, mi chieda via mail di pubblicare entro 48 ore la seguente rettifica : “S.B, nella telefonata alla Questura di Milano, non ha mai affermato che Ruby sia la nipote del presidente Mubarak”. Supponiamo inoltre che io mi trovi in vacanza in Lesotho, in rianimazione all’ospedale o che abbia la connessione ADSL fuori uso : sarà difficile che io possa leggere la mail di Ghedini e pubblicare la sua smentita “entro le 48 ore previste dalla legge” e “con le stesse modalità di accesso e visibilità” : allora dovrò pagare 12.000 euro di multa.

Il fatto che la smentita di Ghedini non abbia alcun fondamento non mi solleverebbe dall’obbligo di pubblicare la rettifica. Ricordo che la maggioranza di Governo ha approvato in aula una risoluzione in cui si afferma che Berlusconi chiese di rilasciare Ruby perché effettivamente convinto che fosse la nipote di Mubarak e voleva evitare un incidente diplomatico. Ma questo non conterebbe nulla e dovrei pubblicare una smentita che per il Parlamento – di cui fa parte lo stesso Ghedini, oltre a S.B.  – sarebbe palesemente falsa. 

Inoltre, supponiamo che Ghedini mi mandi la smentita di proposito a Ferragosto o a Capodanno, quando le probabilità che io vada a controllare le mail sono minori : alte invece saranno le probabilità di pagare una multa salata che mi farà passare la voglia di esprimere le mie opinioni in rete. L’effetto intimidatorio è evidente, anche perché non mi potrò permettere di pagare un avvocato – all’altezza dell’on. Ghedini, che è già pagato da tutti noi contribuenti – per difendermi in un’eventuale causa che potrei intentare per evitare la multa.

Ruby, che Berlusconi credeva che fosse veramente la nipote di Mubarak (così ha votato la sua maggioranza di governo)

Inoltre dato che il processo Ruby non si concluderà prima di molti anni (se non andrà prima in prescrizione), non ci sarà una sentenza che “certifichi” come i fatti da me riportati siano “veri” : sarò quindi tenuto in continuazione a smentire e rettificare entro le 48 ore, indipendentemente dalla veridicità di quanto riportato nel mio blog e dalla fondatezza delle smentite. E se anche lo volessi fare, sarei costretto a considerare il mio blog non come un’attività cui mi dedico ogni tanto, nel tempo libero, ma come un lavoro a tempo pieno in cui non faccio altro che smentire e rettificare.

In effetti immaginiamo che qualcuno, diciamo vicino a S.B., organizzi una sorta di call center per chiedere ai blog migliaia di rettifiche per conto di personaggi legati a S.B. : nel mio piccolo, potrei ricevere continue richieste di rettifiche tipo “Emilio Fede smentisce di essere mai stato ad Arcore”, oppure “di avere mai fatto il giornalista” (smentita che molti sottoscriverebbero volentieri). O in alternativa mail della Minetti che smentisce di essere di “madrelingua e pertanto di non avere particolari meriti orali”, oppure di Cicchitto che dice di “essere stato iscritto alla P2, ma a sua insaputa” , o di Ferrara “che smentisce di essere sovrappeso”. 

Ferrara, lo smutandato di Collegno, già al Dal Verme di Milano con i "servi liberi" di Berlusconi per tessere le lodi della mutanda

Tenendo conto che il mio blog contiene centinaia di post, potrei essere costretto a passare la mia vita attaccato a Internet per pubblicare smentite e rettifiche anche se infondate: ma il bello è che la cosa avverrebbe“senza possibilità di replica” da parte mia. Forse potrei dire in un nuovo post che “Ferrara è diversamente magro”, ma mi esporrei al rischio di ulteriori rappresaglie rettificatorie.

Conclusione : la responsabilità dei blogger e la libertà di espressione. 

A questo punto si dovrebbe rinunciare a lavorare per curare un blog e, visto che la maggior parte dei blogger non lo può fare, si dovrebbe chiudere il blog. Ovvero i blogger devono rinunciare a esprimere liberamente le proprie opinioni, anche se non hanno mai offeso o denigrato qualcuno, riportando fatti falsi.  I blogger dovrebbero essere ritenuti responsabili unicamente se offendono o attribuiscono fatti falsi a qualcuno, e a tutelare l’onorabilità altrui ci deve pensare l’autorità giudiziaria, con un eventuale provvedimento: ma qui il Governo – preoccupato per la propria impunità e sopravvivenza – sta montando un meccanismo per limitare non solo le intercettazioni, ma per rendere di fatto impossibile l’espressione di libere opinioni da parte dei blogger.

Del resto questa è l’idea molto particolare di libertà del sedicente Popolo della Libertà e dell’Amore, di chi si è dichiarato “liberale” ed erede dei  Don Sturzo e De Gasperi. E di chi, fino ad ieri, ha strumentalmente esaltato il popolo dei social network e di Internet che ha innescato la primavera araba.

Esprimo quindi il mio sentito “ringraziamento” a tutti i “sinceri liberali” che hanno votato Berlusconi e che, magari turandosi il naso come fa Marcello Veneziani, continuano a sostenere un regime sempre più illiberale e parafascista. Pubblicherò volentieri una smentita di quanti nel PDL si sono sentiti offesi, perchè li ho definiti “liberali”. Oppure “sinceri”.

Il provvedimento “ammazzablog” è un ulteriore tassello nella costruzione della“democratura”, un regime che mantiene gli aspetti formali della democrazia, ma che in sostanza diviene sempre più una dittatura : meno diritti e più tasse per i “sudditi”, più impunità e privilegi per il “potere”. Meno la gente sa, meno può disturbare il manovratore.


Come in Cina, dove però c’è sviluppo economico e qualche corrotto viene avviato al patibolo. O per meglio dire : come nella Bielorussia di Lukashenko che, viste le condizioni della nostra economia e l’impunità di cui godono da noi corrotti e corruttori, è un paragone più calzante.

Pocavista


P.S. Se entrasse in vigore la norma ammazza blog : sarebbe interessante se ogni volta che un blog o un sito WEB di un giornale di destra parlasse male degli elettori di sinistra (definiti quotidianamente dai lettori del sito WEB de Il Giornale  “sinistrati” oppure “coglioni”), quelli che si sentissero chiamati in causa (e sono milioni) inviassero milioni di richieste di smentita e di rettifica entro le 48 ore, pena il pagamento di 12.000 euro a botta.  

Pocavista, 29 settembre 2011


Aggiunta del 5 ottobre : Si veda anche il gustoso post di Gilioli: GILIOLI

 

PER CHI NE VUOLE SAPERE DI PIU’ (BLOGGERS : FATE CIRCOLARE!)

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione?
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica (B. Saetta).

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Noi, scafisti dell’astio, che non siamo saliti sulla nave.

Posted by pocavista su 7 settembre 2011

 

Lo promettiamo solennemente: per un po’ lasceremo in pace Marcello Veneziani, che pare trovarsi di fronte ad una grossa crisi esistenziale. Lui si è accorto da poco di avere preso la nave sbagliata, si è illuso di poter fare una crociera piacevole che lo portasse nei luoghi sognati quando era un giovane intellettuale di destra. Lui protesta ad ogni piè sospinto la propria onestà intellettuale, della quale non dubitiamo. Dubitiamo però dei suoi riflessi, visto che a bordo della nave berlusconiana ci è rimasto quasi vent’anni.

 

Adesso (su Il Giornale del 7 settembre) se la prende con chi sulla corazzata berlusconiana non c’è mai salito. “ Dico voi oppositori a ogni livello, intellettuali inclusi. Non eravate in carcere o in esilio .. E cosa avete fatto, cosa avete prodotto in pensieri e opere? … non avete offerto concrete speranze, credibili alternative, promettenti risposte”.

 

Concordiamo con Veneziani quando afferma che in questi anni a sinistra non sono state costruite credibili alternative. Meno d’accordo quando afferma che “la gente saliva sulla nave… per sfuggire a voi, scafisti dell’astio e portuali minacciosi”. Però, sfuggendo a noi scafisti dell’astio, uno come Veneziani non rischiava il naufragio su un’isola sperduta in compagnia di Venerdì, ma approdava al sicuro porto del Consiglio di Amministrazione della RAI.

 

Non vogliamo aggiungere altre considerazioni a quello che più di un articolo, pare uno sfogo del buon Marcello: riportiamo solo il commento di un lettore al sito WEB de IL Giornale, che il 07.09.11 alle ore 12:07, scrive: 

 

Non solo inutile, ma anche moralmente schifoso accusare chi non ha sostenuto il “ventennio” berlusconiano di ignavia. Che cosa si sarebbe dovuto fare, organizzare bande armate contro l’utilizzo spudorato dei mezzi di comunicazione che hanno sfruttato l’ignoranza di metà degli elettori di Berlusconi e rimbecillito l’altra metà? Che si sarebbe dovuto fare contro gente come Veneziani che, fino al mese scorso, continuava a scrivere pro governo, mentre continuava l’attività dei bordelli pubblici e privati organizzati dal premier; poi schifato lui stesso ha cominciato ad occuparsi del sesso degli angeli e a scrivere articoli sulle mezze stagioni; e adesso accusa i “più intelligenti” che avevano capito in che mondezzaio eravamo finiti già 15 anni fa di “non aver agito”? Si potrebbe ribaltare la domanda: voi che avete sempre difeso lo schifo a spada tratta, cosa si dovrebbe fare con voi? … Ditecelo”.

 

Prima di lasciare Veneziani alle sue amarezze, nel vedere che la sua bella nave da crociera sta lentamente affondando nel triangolo delle Bermude, gli chiediamo : perché dare colpa agli altri se lui ha scelto l’imbarco sbagliato e se ne è accorto con tanto ritardo? Avremmo dovuto avvertirlo con un SMS, una mail, magari un segnale di fumo? D’altra parte Montanelli, uno che le navi aveva imparato a conoscerle, a suo tempo preferì una scomoda scialuppa ad una prestigiosa nave da crociera …

Dal suo fedele blogger velenoso e cretino, con umana solidarietà,

 

Pocavista

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Feltri, Tremonti e la Tammurriata Nera. Vi spieghiamo perchè l’economia italiana è sotto attacco : “‘e vvote basta sulo ‘na guardata”!

Posted by pocavista su 12 luglio 2011

Alchimisti d’oggi

Si prendano fini particelle di una sostanza solida, organica o inorganica a piacere, e si facciano disperdere in un liquido. Se la materia in sospensione ha una densità maggiore del liquido, nel tempo le particelle in sospensione si depositano sul fondo del contenitore. Il sedimento risultante si definisce fango. La parola sembra che risalga all’indoeuropeo “fani”, che indica la melma o la palude.

La produzione di fango, fenomeno estremamente diffuso in natura, rievoca antiche procedure latine utilizzate per condannare alla damnatio memoriae il potente decaduto o il nemico da castigare. Ricorda anche il particolare trattamento che durante il fascismo liquidava i gerarchi divenuti scomodi, accusati sistematicamente di “pederastia”.

La versione odierna della pratica per delegittimare e intimidire un avversario avviene per via mediatica (campagne di stampa e/o TV), con la diffusione di notizie e documenti compromettenti, riguardanti per lo più la vita privata : le informazioni sono spesso fornite in modo parziale e manipolato, e a volte completamente inventate. Anche se poi i fatti smentiranno le illazioni, qualche schizzo di fango rimarrà sul malcapitato di turno.

Questo modo di procedere è definito dagli anglosassoni “character assassination”. Da noi è conosciuto più modestamente come “metodo Boffo”, dal malcapitato direttore dell’Avvenire, costretto alle dimissioni da una campagna di stampa denigratoria condotta dall’ineffabile Vittorio Feltri. Il moderno alchimista del fango ha dovuto ammettere, in seguito, di avere usato anche una falsa velina della questura che accusava Boffo di essere un noto omosessuale attenzionato dalla Questura. 

Il metodo sembra particolarmente caro ai mezzi di comunicazione e ai “servi liberi”  vicini al presidente Berlusconi, che l’hanno usato o che hanno minacciato di usarlo anche con Follini, Fini, Marcegaglia, Montezemolo, Mesiano (ridicolizzato in TV per via dei calzini pervinca), Bocchino, la Bocassini, Di Pietro. I “servi liberi” di Berlusconi non hanno esitato poi a mostrare in prima pagina anche le nudità di un giovanissimo Nichi Vendola – “colpevole” di avere frequentato un campo nudisti – e di Veronica Lario, definita “velina ingrata”. 

Veronica Lario

Tremonti e Boffo uniti nella lotta

Eravamo stati facili profeti quando in un nostro post di un paio di mesi fa avevamo previsto che il prossimo bersaglio del “metodo Boffo” sarebbe stato Tremonti, vero e pericoloso concorrente interno di Berlusconi. Il quale si è affrettato a indicare come proprio delfino l’innocuo e servizievole Alfano.

Tremonti, fautore di una manovra economica lacrime e sangue, è inoltre il capro espiatorio ideale su cui scaricare lo scontento degli elettori di cdx anch’essi colpiti dalla Finanziaria in approvazione al Parlamento.

Lo stesso Tremonti, in un recente colloquio con B., avrebbe dichiarato di non essere disposto a subire passivamente il metodo Boffo, che i “servi liberi” di Berlusconi hanno cominciato impietosamente ad applicargli.

Aggiornamento del 13 luglio : oggi Alessandro Sallusti, facendo finta di cadere dal pero, spara un titolone in prima pagina : “Chi vuole incastrare il Ministro Tremonti?”. A destra ormai si gioca allo” schiaffo del soldato”. La situazione, da tragica, sta diventando comica.


Le misteriose leggi dell’economia, per la prima volta spiegate. Da Feltri

Molti dicono che l’Italia sta affondando, sommersa dai debiti e dai colpi della speculazione internazionale, dagli scandali, da una classe politica sempre più rapace, da una corruzione diffusa, dall’evasione fiscale, dalla monnezza.

Alcuni ingenui si chiederanno : ma la colpa di chi è? Forse dell’insipienza del governo di nani e ballerine che non governa e che tiene il Parlamento occupato a votare lodi Alfani, leggi salva Fininvest e trasferimenti di Ministeri a Monza?

Per fortuna che c’è Vittorio Feltri che ce lo spiega (vedi Il Giornale del 11.07.2011) : “Ecco chi rovina l’Italia: prima rema contro poi si mette a piangere”.

Ci riferiamo al mostruoso risarcimento che Silvio Berlusconi dovrà liquidare a Carlo De Benedetti per effetto di una sentenza emessa dal tribunale civile, relativa a un vecchio contenzioso riguardante la Mondadori. Una somma enorme (560 milioni di euro) che minaccia la salute della casa editrice, non solo le tasche del premier.

Feltri poi tocca vette surreali e non teme il ridicolo “Senza contare che un ribasso Mondadori (quasi certo), avvenendo in un momento di difficoltà del mercato, potrebbe provocare un crollo del nostro sistema e, quindi, incoraggiare gli speculatori ad attaccare i Bot”.

Noi poveri sprovveduti pensavamo che gli investitori internazionali guardassero alla montagna di debito pubblico (il terzo nel mondo) che sta strozzando l’Italia la cui economia è ferma da un decennio e all’insipienza di un governo che non governa e non mantiene le promesse (riforme istituzionali, costi della politica, abolizione delle province, riduzione del carico fiscale, lotta alla corruzione, Ponte sullo Stretto). 

Che inoltre costringe il Parlamento a votare sulla nipotina di Mubarak, sui lodi Alfano per mettere al riparo Berlusconi dai processi e a pronunciarsi su provvedimenti salva Fininvest. Che infine fa votare una manovra finanziaria che attribuisce ai governi futuri la responsabilità dei suoi effetti più indigesti.

Per fortuna c’è Feltri, travestito da economista, che ci spiega che la speculazione si starebbe accanendo su di noi : 

1 – a causa del risarcimento milionario che Berlusconi, definito “corruttore attivo” dai giudici (con Previti esecutore materiale della corruzione già condannato in via definitiva), dovrebbe dare a De Benedetti per averlo “scippato” venti anni fa della Mondadori. 

2 – a causa di politici incoscienti, allo scopo di dare addosso al governo, non esitano a descrivere il Paese come fosse sull’orlo del baratro, ridotto in miseria… un popolo allo sbando, soggiogato da un istrione disonesto, da una maggioranza degna di lui, da ministri inetti”.

E qui ritorna il fine economista Feltri : “D’altronde ,l’economia, la finanza, i mercati sono più sensibili alle impressioni che non ai dati di fatto.

Noi umili blogger, che l’economia l’abbiamo studiata e insegnata in aule universitarie, a questo punto rimpiangiamo il tempo sprecato a faticare su cose inutili come formule, grafici, econometria, moltiplicatori, utilità marginali, tassi di rendimento interno, ottimi paretiani, Keynes e Samuelson.

Feltri ci insegna invece che l’economia è tutta una questione di impressione (forse qualche volta ha sentito parlare di “sentiment index” e tanto gli basta, visto che i lettori de Il Giornale sembrano di bocca buona) e che basterebbe studiare la Tammurriata Nera :

Io nun capisco ‘e vvote che succede

e chello ca se vede nun se crede nun se crede …

‘e vvote basta sulo ‘na guardata,

e ‘a femmena è rimasta sott”a botta ‘mpressiunata”.

E si sa, l’economia è “femmena”! 

Quindi elementi come debito pubblico quasi fuori controllo, stagnazione economica, scarsa competitività delle aziende, riduzione del potere di acquisto, infrastrutture carenti, servizi inefficienti, corruzione galoppante e governo “ad personam” per Feltri non c’entrano. La colpa sarebbe solo della “mala guardata” di Bersani, Di Pietro e Santoro.

Ci permettiamo di dubitarne. Anche perché, approfondendo lo studio della bibliografia a Lui cara, leggiamo :


Seh ‘na guardata seh

seh ‘na ‘mprissione seh

va truvanno mò chi è stato

c’ha cugliuto buono ‘o tiro …

Addò pastin’ ‘o grano, ‘o grano cresce

riesce o nun riesce, semp’è grano chello ch’esce …

Non prendiamoci per i tornelli

Egregio direttore Feltri, riconosciamo che sua professionalità di delegittimatore sia fuori discussione, da vero padre nobile del Metodo Boffo : ma con l’economia forse sarebbe meglio lasciar spazio ad un ministro noto per la modestia e il basso profilo, come Brunetta che, se non avesse trascurato la carriera accademica per dedicarsi alla politica dei tornelli, avrebbe preso di sicuro  (sono parole sue)  il Nobel per l’economia. 

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Ultim’ora : Berlusconi ricoverato per attacco di pisapismo. La reazione delle Olgettine.

Posted by pocavista su 30 maggio 2011

  Berlusconi, affetto da priapismo politico e fautore del bunga bunga, nell’apprendere la notizia della massiccia vittoria del centrosinistra sembra sia stato colto da un attacco di pisapismo persistente.  Il fastidioso fenomeno – che debilita fortemente la sfera privata del Presidente – è stata accolto con un sospiro di sollievo dalle Olgettine. E da alcune parlamentari.


La stessa statuetta di Priapo di proprietà del Presidente, conservata gelosamente nelle stanze del bunga bunga, sembra abbia registrato delle incresciose defaillances. Per il Dio pagano, si tratterebbe della prima volta, dopo una millenaria storia di successi.

La pompetta presidenziale, dopo l'emorragia di voti verificatasi in tutta Italia, perde continuamente pressione (pisapismo persistente). Perciò non riesce più a risollevare le sorti del Leader del Popolo dell'Amore

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Le gravi colpe di Pisapia per la prima volta svelate.

Posted by pocavista su 26 maggio 2011

Il Pisapia desnudo.

Dopo la campagna di delegittimazione di Pisapia da parte di Berlusconi e della Moratti, si sono scatenati migliaia di fans sulla pagina Facebook di Pisapia.

La creatività del popolo di Internet ha fornito migliaia di definizioni falsamente denigratorie e paradossali di Pisapia, che di fatto neutralizzano i tentativi goffi e affannati della destra di farne un “ladro d’auto”, complice e sodale di terroristi islamici, zingari e clandestini.

Nel frattempo la Moratti ha cercato di rifarsi il look per il ballottaggio : ma a questo punto, più che una nuova strategia di comunicazione, le sarebbe forse più utile il viaggio della speranza a Lourdes.

La Moratti cerca ora di farsi un nuovo look : ma forse le serve una vera magia o un miracolo


I cento volti di Pisapia, “Il Signore delle Moschee”

Ecco le migliori 100 definizioni di Pisapia (P##) che abbiamo selezionato da Facebook e dintorni

  1. P## ha proposto la camera del buco. Ma è per l’ozono.
  1. P## è il vero autore de “Il Signore delle Moschee”
  2. P## da bimbo, per dispetto, faceva i tagli ai quadri di Fontana
  3. P## scrive messaggi porno nei cessi degli Autogrill, ma lascia il cellulare della Moratti
  4. Gli scheletri hanno P## nel proprio armadio
  5. P## sparse la voce che nel settore Z dell’Heysel davano birra gratis
  6. Il Mar Morto scoppiava di salute prima che arrivasse P##.
  7. P## ha insistito con Noè per caricare una coppia di zanzare sull’Arca
  8. Da quando c’è P## anche i continenti vanno alla deriva.
  9. P## è il chirurgo plastico della Santanchè
  10. P## è stato il maestro di recitazione di Nicoletta Braschi.
  11. Se la notte sei solo e hai tanto freddo, P## è quello che si sta facendo tua moglie.
  12. P## è l’unico che scambierebbe il suo fustino con due dei tuoi
  13. P## era il vero utilizzatore della carta di credito di Minzolini
  14. P## ha comprato di nascosto la casa a Scajola
  1. P## farà suonare “O mia bela Madunina” alla banda comunale con la vuvuzuela
  2. P## in realtà è la Moratti senza la parrucca
  3. P## era alla guida del motorino su cui è fuggito il Mullah Omar dall’Afganistan
  4. P## voterà P##. Pur conoscendone il programma.
  5. P## gestisce di nascosto uno spaccio di scilipoti.
  6. P## ha presentato Yoko Ono a John Lennon.
  1. P## ha portato Ruby ad Arcore, dicendo che era la nipote maggiorenne di Mubarak
  2. P## è il pusher di Don Seppia …e forse anche di La Russa
  3. P## guarda solo i c. d. Rom Zingarelli e ascolta esclusivamente “I Nomadi”.
  4. Quando il colonnello Kurtz di Apocalipse now dice “L’orrore..l’orrore” prima di morire è perché ha visto P##.
  5. P## cancellava col bianchetto i nomi dalla lista di Schindler.
  6. Sullo zerbino di casa P## c’è scritto: “hellcome”.
  7. Nel laboratorio segreto del suo castello, P## ha dato vita a un inquietante OGM di nome Ghedini
  8. P## organizza le code in modo che la tua sia sempre la più lenta.
  9. P## ha presentato Lele Mora a se stesso.
  10. P## fece un tuffo a bomba al largo di Fukushima, provocando qualche disagio al Giappone
  11. Quando P## pulisce casa, Milano si riempie di polveri sottili.
  12. Se ascolti un qualsiasi disco degli AC/DC al contrario, si sente la parola “P##”
  13. P## chiede sempre : “quando nascerà?”, alle donne grasse.
  14. In 16 anni P## non ha mai informato Fini di quello che Berlusconi faceva votare in Parlamento!
  15. Dopo accurate analisi, si è appurato che il calendario Maya coincide con l’agenda di P##.
  16. P## una volta ha suggerito a Vittorio De Sica : perché non fai un figlio?
  17. Per un fenomeno sconosciuto alla scienza, vicino a P## non c’è mai campo.
  18. P## è la vera “fidanzata segreta” di Berlusconi.
  19. P## lavorava all’anagrafe quando nacque Pippa Middleton.
  20. P## è talmente perfido che lascerà vincere la Moratti.
  21. P##, la notte di Natale, lascia acceso il camino.
  22. P## vendeva le enciclopedie per strada chiedendo: “Hai qualcosa contro i ragazzi che sono stati in comunità?”
  23. Al supermercato P## stacca i codici a barre dalle confezioni di mortadella e li attacca su quelle di salmone. Poi va alla cassa.
  24. Quando tu non sai la risposta, P## alza la mano.
  25. P## ti dice “state mansi raga, domani mi offro in mate”. E poi scompare per una settimana.
  1. P## ti sveglia la domenica mattina per regalarti La Torre di Guardia
  2. P## va a 90 all’ora in terza fila in autostrada. E ha pure il cappello.
  3. P## ha veramente rubato un’auto. Era una Duna.
  4. P## si salverà dall’Inferno, perché servirebbe un girone ad hoc e non ci sono i fondi.
  5. Senza P##, Eschilo avrebbe fondato la commedia, non la tragedia
  1. P## sventa furto d’auto di una signora; la Moratti: “Grazie, non so come avrei fatto senza la mia macchina del fango”
  1. P## come hobby attacca cartelli con la scritta “pelati di merda” alla schiena di quelli che stanno per passare davanti a un raduno di naziskin.
  1. P## l’anno scorso è andato al mare ad Avetrana.
  2. P## ga el suv, l’è un bauscia milanes …
  3. P## si faceva tenere fermi i chiodi da Padre Pio per attaccare i quadri.
  4. P## ha iscritto all’albo Sallusti e Belpietro.
  5. P## non fa sesso sicuro; la Moratti non fa sesso, sicuro!
  6. P## proporrà una revisione del Concordato. Per dare l’otto per mille solo ai preti pedofili
  7. P## ad Annozero interrompe il pubblico.
  8. P## fu il primo a scrivere “xkè” e “ti lovvo”.
  9. P## ha convertito Palpatine al lato oscuro della forza
  10. P## una volta ha chiesto una mano alla Venere di Milo.
  11. P## è stato l’istitutore delle buona maniere di Vittorio Sgarbi
  12. P## bussa sempre 2 volte.
  13. P## si tira le piste ciclabili.
  14. Il figlio di P## si chiama Nathan Falco.
  15. P## non va demonizzato, ma esorcizzato.
  1. P## ha messo due confezioni di Cialis nella doccia di Strauss Kahn. Poi si è travestito da cameriera.
  2. E’ stato P## a ridurre in quel modo Sallusti.
  3. P## era l’insegnante di italiano di Di Pietro.
  4. P## uccide a bastonate i cuccioli di foca. Non per la pelliccia: per hobby.
  5. P## si scaccola di nascosto. Nella stanza del muco.
  6. Con P## la Borsa sarà ribattezzata Suk
  7. P## istigherà i Rom a costruirsi delle case, così gli italiani potranno derubarle
  8. Con P## alla prima della Scala quest’anno canterà Khaled
  9. P## ha rubato la prima ragazza ad Hitler e poi gli ha detto che era ebreo.
  10. P## ha inventato il colesterolo cattivo per sconfiggere quello buono.
  11. P## ha suggerito a Bill Gates di lanciare Windows Vista.
  1. Se ascolti i comizi di P## al contrario, senti il manifesto delle Bestie di Satana.
  2. Picasso volle immortalare la natività di P## nel quadro “Guernica”.
  3. Gli attentatori delle torri gemelle si schiantarono gridando “P## Akbar
  4. P## è il ghost writer dei libri di Vespa e delle poesie di Sandro Bondi
  5. P## si accese una sigaretta alla stazione di Viareggio il 29 giugno 2009 alle ore 23:48.
  6. P## lancia bustine di eroina oltre la recinzione di S.Patrignano
  7. Quando chiamano Houston per un problema, quel problema è P##.
  8. P## è così cattivo, che è l’unico a cui Belpietro riesce simpatico.
  9. Se vince P##, i milanesi dovranno lavare i vetri alle auto dei rom.
  10. P## ha insegnato a sorridere all’avv.Previti.
  11. Due rette parallele non si incontrano mai perché P## ne ostacola l’amicizia.
  12. P## aiuta le vecchiette ad attraversare l’autostrada.
  13. P## vuole un solo naviglio a Milano: lo Stige.
  14. P## era invidioso del talento di Salieri.
  15. Se lecchi i volantini di P##, poi ti butti dalla finestra credendo di essere P##.
  16. P## è comunista, ma nel suo simbolo la falce è un’altra.
  17. Olindo e Rosa avevano il terrore di incrociare P## sul pianerottolo.
  18. P## non solo è favorevole al fine vita, se ne occupa direttamente.
  1. P## ama così tanto le tasse che ha chiamato sua figlia Iva.
  2. P## mette l’acido nelle acquasantiere delle chiese per far ustionare le dita ai fedeli
  3. Prima di incontrare P##, “L’Urlo” di Munch era “La Risata” di Munch.

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La vaselina e il manganello. Dr.Jekill e Mr.Hyde. Marcello Veneziani, Alessandro Sallusti e il “fangometro”.

Posted by pocavista su 11 marzo 2011

Fango alla vaselina? Nuova lettera aperta a Marcello Veneziani

Dopo un anno di esondazioni, il merdometro segna ora livelli di guardia”. Così Veneziani su “Il Giornale” all’inizio del 2011.

In passato su questo blog ho confessato l’inconfessabile : contravvenendo ad ogni indicazione medica, ho rivelato che ogni giorno cercavo l’articolo di Marcello Veneziani su “Il Giornale”. Il bello è che continuo a farlo. Poi spinto da un irresistibile cupio dissolvi, sbircio anche i commenti che il Popolo dell’Amore riversa sul sito WEB del quotidiano. Una lettura che consiglio a tutti, magari lontano dai pasti.

Veneziani, sempre generoso, a suo tempo mi aveva gratificato dandomi del “blogger velenoso e cretino”. Da toscano, vado fiero di quel “velenoso”; da italiano, mi conforta quel “cretino”, aggettivo che mi fa sentire in buona e nutrita compagnia.

A volte mi viene da pensare che il nostro intellettuale di destra sia un fascista “buono” (“nel senso di Montanelli”, come ha affermato ad Annozero un fascista che tanto buono non è, come il Ministro La Russa, che prende a calci – nel senso fisico del termine – i giornalisti scomodi). Buono, dato che la sera legge Kant prima di recitare le orazioni serali, mentre gli altri del suo schieramento – come direbbe Paolo Guzzanti – “vanno a Ministre”. Buono, perché conosce l’arte della scrittura, come pochi dalle sue parti.

Buono, ma pur sempre fascista. Lui, uno dei pochi che sa usare i congiuntivi (che dalle sue parti politiche è un rischio, visto che potrebbero prenderlo per un vezzo da effeminati), non ha il fisico per l’uso del manganello, come invece l’artigliata Santanchè o l’inquietante Sallusti. Inadatto allo scontro fisico e introvabile nelle farmacie l’olio di ricino, Veneziani ha dovuto ripiegare sulla vaselina.

Copyright "Il Giornale"

 

In “Auspicio per il 2011: la stampa che vorrei” all’inizio di gennaio il buon Marcello diceva: “Veniamo da un anno di veleni a mezzo stampa. … È difficile sopravvivere a questo clima senza essere schiacciati dal brutale obbligo di schierarsi e insultare…”.

Veneziani poi rilevava che “le stagioni cambiano, urgono svolte e ritorni di stile. Il Giornale non può essere un quotidiano corsaro … Chiaro e deciso nei suoi orientamenti, ma più sobrio e rigoroso nei toni, capace di raccontare fatti e non solo versioni, inchieste e non solo campagne, contenuti e non solo titoli, commenti e non veleni.”

Chiudeva, sollecitando a buttare via clavi e corazze. “Si può essere … chiari senza essere rozzi. Anche per concorrere a elevare la qualità di quel popolo, maggioritario nelle urne, minoritario nella lettura. E non solleticare la sua pancia, il suo basic instinct.”

Abbiamo atteso alcune settimane per vedere il nuovo doppiopetto grigio de “Il Giornale” : abbiamo invece visto sparare in prima le foto di Vendola ventenne, nudo in una spiaggia per nudisti; articolesse sulla Bocassini colpevole di avere baciato in pubblico trent’anni prima il proprio fidanzato (maggiorenne); titoli a nove colonne sui magistrati guardoni (quelli di Milano che indagano su Berlusconi), e così via.

Il Giornale di Sallusti sente irresistibile – come direbbe Veneziani – “il richiamo del sangue e della foresta” e ignora il richiamo della vaselina di Veneziani. Che continua imperterrito a scrivere nello stesso quotidiano.

A questo punto la domanda sorge spontanea : che si sia rotto il “merdometro” di Veneziani? Veneziani non vuol rinunciare alla mensa aziendale? Oppure Marcello sta facendo il gioco delle parti? Stanno giocando a “il buono (Veneziani), il brutto (Sallusti) e il cattivo” (sempre Sallusti, costretto per ragioni di bilancio a interpretare due ruoli)?

Voi non ci crederete, ma Veneziani dice di avere fatto una scoperta fondamentale : “il magistrato non è Dio in terra … Da quando dilaga l’ateismo e non crediamo più alla Verità Unica e Assoluta, da quando non funzionano più neanche i surrogati teologi­ci, ovvero le ideologie, abbiamo lasciato il ruolo di Dio al Magistrato.” Chi l’avrebbe mai detto! (“Se il magistrato crede di essere Dio in terra”. così Marcello Venenziani su “Il Giornale” del 10 marzo 2011)
Poi viene la chiusa ad effetto, ad uso dei suoi fan “se la Giustizia fa così schifo, vuol dire che non è nelle mani di Dio ma nella migliore delle ipotesi di comuni mortali. Anzi a volte ometti, discesi dal verbo omettere.

Marcello Veneziani

Strano che Veneziani rimproveri alla magistratura di “omettere” : per una volta che non hanno “omesso” di indagare sul Rubygate, il suo giornale e i canali TV della casa hanno fatto il finimondo.

Veneziani ormai non sa su quali che vetri arrampicarsi : dice che i magistrati vogliono interpretare le leggi (cioè cercano di capire e di far rispettare ciò che il Parlamento – in maniera spesso contraddittoria e incompleta – legifera) e si sentono intoccabili. Non è vero che lo siano : esistono organi di controllo e sanzionatori come il Consiglio Superiore della Magistratura, che può comminare sanzioni contro quei magistrati che non facciano il proprio dovere. Alcuni magistrati infedeli sono stati condannati anche a pene detentive: un caso noto è quello dei giudici Metta e Squillante, corrotti dall’ex-ministro Previti per dare la Mondadori a Berlusconi, che hanno condanne definitive.

Forse Veneziani rimprovera al CSM di essere troppo indulgente con i magistrati? Ma avete mai sentito invece Veneziani rimproverare il Parlamento, e in particolare il PdL, di essere troppo indulgente con i parlamentari stessi? Solo in questi giorni il Parlamento a maggioranza berlusconiana ha negato l’autorizzazione a procedere, all’arresto, all’acquisizione di intercettazioni (che sono prove) o ha sollevato conflitti di competenza per Berlusconi, Sgarbi, Pecoraro Scanio, Brancher, Cosentino, Di Girolamo, Altero Matteoli.

Ci sono personaggi che continuano a sedere in Parlamento nonostante condanne in secondo grado per mafia come Dell’Utri (PdL); Cuffaro è da poco entrato in carcere perché è arrivata anche la sentenza di terzo grado (tutti a dire un gran bene di Cuffaro perchè si è presentato spontaneamente in carcere, invece di nascondersi dietro i banchi parlamentari).

Si ricorderà che l’allora partito Forza Italia fece ostruzionismo per impedire che Previti – condannato in via definitiva a 5 anni per corruzione in atti giudiziari e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici – lasciasse il Parlamento per scontare la pena.


Perchè Veneziani non fa un bell’articolo anche sul fatto che all’estero, nelle democrazie di paesi civili, un ministro tedesco si dimette perché beccato a copiare la tesi di dottorato o un ministro finlandese si dimette perché si è scoperto che per diversi mesi aveva avuto una colf in nero? E sul fatto che anche in Africa un ministro si è dimesso solo perché fotografato con alcune belle ragazze maggiorenni, altro che minorenni e nipoti di Mubarak!


No, queste cose per lui sono solo gossip : Veneziani preferisce invece i bagni di fango alla vaselina per i giudici, tanto antipatici al Leader Supremo che ha deciso di metterli a posto una volta per tutte con una riforma “epocale”.
Puntuali arrivano i riscontri sul sito WEB de Il Giornale, da parte di quel Popolo dell’Amore che ha una singolare concezione della democrazia :
#29 perigo (382) il 10.03.11 alle ore 14:39 scrive:
Complimenti per l’analisi! Di un perfetto che più perfetto non si può. Ma la frase di Veneziani che mi ha rallegrato la mattinata è questa: “ometti, discesi dal verbo omettere”.


#27 actarus100 (408) il 10.03.11 alle ore 13:41 scrive:
Grande Marcello!! Hai saputo sintetizzare quello che sto predicando con parole molto rozze da diversi anni. Ho scritto e pubblicato alcuni anni fa un pamplet (sic) che ha suscitato l’interesse e l’ilarità di molti lettori. … Che i magistrati si sentano la casta eletta “unta dal signore”, (senza legittimità popolare perché non necessaria), é chiaro oggi anche ai più sprovveduti.


#26 marcothink (417) il 10.03.11 alle ore 13:11 scrive:
Sottoscrivo, Aggiungerei Che è Necessario Poter Perseguire Quei Magistrati E Legislatori Che Creano Ingiustizie Sociali. Non Sarebbe Una Cattiva Idea Quella Di Mettere Sotto Voto Popolare I Casi Di Dubbia Etica O Di Cattiva Giustizia. Almeno Ci Leveremmo Di Torno Quei Personaggi Che, Per Esempio, Affidano I Bambini Alle Coppie Gay.”


C’è addirittura chi si dichiara disposto a cambiare residenza per votare Veneziani.
#1 charmant2 (1829) il 10.03.11 alle ore 8:49 scrive:
Onore a Marcello Veneziani: Pacato, distinto signore amante della verità senza per questo essere un Giudice. … Onore al merito, sig.Marcello. E se ti sacrifichi scendendo in politica,il mio voto,anche se dovrò cambiare residenza,è tuo.


Ma c’è anche qualche lettore che dissente e mantiene un certo grado di lucidità. Così #11 berto81 (60) il 10.03.11 alle ore 10:33 scrive:
Solitamente ammiro i suoi articoli, ma oggi mi ha un po’ deluso. In realtà il giudice prende le decisioni da lei indicate seguendo la legge. Dunque è la legge che decide. Dunque è il parlamento, indirettamente il popolo che decide, tranne in alcuni casi costituzionalmente previsti. Non vedo altra soluzione se non quello di un potere indipendente che ha il compito di far rispettare la legge, come in tutte le democrazie. Dunque il suo articolo suona vano e superficiale… Di critiche alla magistratura se ne possono esprimere tante, queste lasciano il tempo che trovano e sono quasi tutte opinabili. Auguri di pronta guarigione”.


Veneziani, attaccando i magistrati e la magistratura, sembrerebbe favorevole ad una sorta di satrapia mediorientale in cui il sovrano, anche se  “eletto dal popolo”, vuole esercitare direttamente la giustizia. Ed è per questo che la riforma “epocale” della giustizia mette i giudici – almeno i PM che perseguono i reati – di fatto sotto il controllo del governo che tra l’altro deciderà di volta in volta quali reati perseguire in forma prioritaria.


Non a caso questa riforma della giustizia del PdL era a suo tempo propugnata dalla P2. Facciamo un esempio assurdo : se un ipotetico capo di governo fosse stato beccato a frequentare minorenni marocchine, lui potrebbe chiedere alla sua maggioranza di imporre ai PM di perseguire “prioritariamente” solo la frequentazione di minorenni italiane. Oppure se – accusato di concussione – potrebbe indicare invece tra le priorità da processare il furto nei supermercati.


Ma anche così, caro Veneziani ci sarebbero giudici che dovrebbero “interpretare” e applicare la legge : non vorrà mica che Berlusconi – visto che in tribunale non si pratica la lap dance – èassi le proprie giornate a giudicare chi ha rubato un paio di calzini alla Standa?


Mi permetto allora di suggerire qualche alternativa. Eliminiamo magistratura e tribunali, ingombranti e costosi. Gli imputati di reati si potrebbero recare in appositi studi televisivi : da casa il pubblico dotato di telecomando, dopo la necessaria pausa pubblicitaria, li giudicherà con il televoto.

Ancora troppo complicato? Allora non rimarrebbe che l’autocertificazione dell’imputato, inviata alla parte lesa via e-mail: “sono colpevole e mi condanno a venti anni e sei mesi di carcere duro, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici”; oppure “sono innocente e condanno in via definitiva il denunciante al pagamento di 300.000 euro per il disturbo arrecatomi”. Probabilmente ci saranno poche condanne e molte assoluzioni.

Processo breve, eliminazione della “magistratura politicizzata”, costi processuali ridotti a zero e soluzione del problema dell’affollamento delle carceri : tutto in un colpo solo. Elementare, Watson.

Quindi Veneziani non sia timido : proponga chiaramente l’autocertificazione e tagliamo la testa la toro!


Saluti da un blogger velenoso e cretino
nonché suo affezionato lettore,
Pocavista

PS – Si rimetta presto.

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Berlusconi come Michael Douglas o Tiger Woods? Cosa è la dipendenza dal sesso e come si cura.

Posted by pocavista su 21 gennaio 2011

Com’è noto, sia l’attore che il campione dei golf si sono fatti ricoverare in clinica per farsi curare dalla sex addiction, la dipendenza dal sesso. Questa dipendenza, al pari di quella dalle droghe, dall’alcool, dal gioco d’azzardo, dai videogiochi e dal lavoro, è una sindrome assai studiata che condiziona pesantemente e fortemente la vita delle persone che ne sono affette.

Era forse questa la malattia cui si riferiva la ex-moglie di Berlusconi, Veronica Lario (“mio marito è un uomo malato, chi gli sta vicino e gli vuole bene dovrebbe costringerlo a curarsi”, così suonava più o meno la sua denuncia dopo lo scandalo della minorenne Noemi l’anno scorso)? Le intercettazioni di decine di giovani ragazze – alcune delle quali ospiti del condominio di via Olgettina, reclutate da Lele Mora e da Emilio Fede e che si avvicendavano nelle feste di Arcore – deporrebbero a favore di questa tesi.

La cosa potrebbe rimanere nell’ambito dei puri comportamenti privati, ma nel caso di Berlusconi, al di là degli eventuali reati che potessero essere appurati – trattandosi di un presidente del consiglio, membro del Consiglio Supremo di Difesa, da un lato, e responsabile politico del Dipartimento Informazioni per la Sicurezza (DIS), che coordina i servizi segreti e che tutela il segreto di stato, dall’altro – tali comportamenti potrebbero mettere a repentaglio anche la sicurezza nazionale.

In effetti in questi giorni sono uscite anche notizie – per ora non confermate – riguardanti movimenti di agenti segreti stranieri attorno al condominio di via Olgettina.

Già dopo l’uscita del libro “Tendenza Veronica” di Maria Latella, molti quotidiani britannici e il tedesco Spiegel parlavano della “dipendenza sessuale” di Berlusconi. Il Times pubblicava un articolo intitolato “Berlusconi consigliato di entrare in una clinica per guarire la dipendenza sessuale”. Il Times sottolineava come l’idea della clinica sia stata ventilata in famiglia dopo il G8 dell’Aquila.

Ormai la cosa è di dominio mondiale e gli italiani in giro per il mondo vengono spesso sfottuti a causa del nostro premier. Per esempio all’autore di questo post è capitato qualche tempo fa di essere stato oggetto di ironia, non troppo sottile – in quanto connazionale di Berlusconi – addirittura da parte di un ministro dell’Angola. Paese che non è certamente in cima alla classifica di Transparency International. Cosa è la dipendenza dal sesso

Alcuni soggetti, invece di approcciarsi alla sessualità come gioco, relazione, comunicazione, scambio di piacere, momento privilegiato dell’intimità, la vivono in modo ossessivo, divenendone “dipendenti”. Questa disturbo viene comunemente definito “dipendenza sessuale”, ma anche ipersessualità; in inglese “sex addiction” o “sex dependence”.

E’ una delle dipendenze senza droga, come il lavoro,  il gioco d’azzardo, i videogiochi e Facebook, che ha importanti ripercussioni sia a livello individuale che sociale.

Sintomi

L’individuo dipendente vive il sesso in modo ossessivo fino a divenire un’esigenza primaria, cui tutto può venir sacrificato, come la salute, la famiglia, gli amici e il lavoro. Molti di coloro che soffrono di questa dipendenza hanno gravi problemi matrimoniali e familiari, e giungono talvolta a compiere reati a sfondo sessuale. La patologia è rilevante non solo per gli aspetti clinici individuali, ma anche per i gravi riflessi sociali. Se poi ne dovesse risultare affetto un capo di governo la sua gravità sarebbe evidente a tutti.

Diagnosi

Come si riconosce un comportamento sessuale intenso da una vera dipendenza, che si manifesta in modo progressivo e crescente fino a diventare devastante per la vita dell’individuo e che l’individuo stesso stenta a riconoscere? Sono stati proposti test specifici, tra cui il SAST (Sexual Addiction Screening Test) elaborato dal Dott. Carnes, direttore del Sexual Disorder Service all’Istituto Meadows in Arizona (USA).

Terapia

La psicoterapia individuale o di gruppo e l’uso di psicofarmaci sono usati per curare questa patologia. Talvolta al paziente vengono inibite tutte le attività sessuali per periodi di tre mesi per dimostrare di poter vivere senza sesso. Spesso il ricovero in cliniche specializzate è l’unico modo per affrontare efficacemente la patologia.

La dipendenza da sesso in Italia

Una ricerca effettuata in Italia dall’Associazione Italiana per la Ricerca in Sessuologia, che ha riguardato oltre mille persone maggiorenni, ha effettuato una ricerca in Italia sulla rilevanza del fenomeno. I risultati della ricerca italiana non si discostano molto da quelli ottenuti da analoghe ricerca Usa La patologia sembra riguardare circa il 6-10 % degli uomini e il 2% delle donne, con valori più elevati nella fascia di età 36-50 anni.

I soggetti borderline – ovvero che rischiano di sviluppare una sex addiction – sono ancora di più (circa il 14% i maschi e 4% le femmine). La dipendenza dal sesso è maggiormente presente (8%) tra i single, in particolare tra i single separati o divorziati (23%). Sono cifre assai rilevanti, più elevanti di quanto ci si possa aspettare. Inoltre molti dipendenti dal sesso assumono cocaina.

Conclusioni : dottor Jekyll e mister Hyde

Gli individui affetti da sex addiction presentano spesso due facce.

Quella pubblica, pulita, da insospettabile uomo di successo, tutto dedito al lavoro e alla famiglia, che dà all’esterno un’immagine di persona psicologicamente forte e irreprensibile.

Quella privata, ossessionata dalla ricerca di materiale porno, dagli scambi di coppia, dal sesso di gruppo, dalla ricerca di partner e prostitute sempre nuove e sempre più giovani, fino alle molestie e allo stalking : attività cui progressivamente si sacrifica tutto, salute, famiglia, amici e lavoro.

Se Berlusconi, secondo quanto suggerito a suo tempo da Veronica Lario e secondo quanto sembra emergere dal cosiddetto Rubygate, fosse affetto da questa patologia, tutti gli italiani – di destra o di sinistra – dovrebbero seriamente preoccuparsi.

Soprattutto perché quella miriade di yes-men di cui il Cavaliere si è circondato dentro e fuori dal Parlamento, e che sfruttano voracemente il suo potere e i suoi soldi, continuano a fare un muro di gomma attorno a lui : non lo aiutano a risolvere i suoi problemi e affondano l’Italia in un mare di ridicolo.

 

QUANDO SI DICE : PARLARE CON COGNIZIONE DI CAUSA!

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Svelato il mistero : la fidanzata di Berlusconi si chiama Susanna.

Posted by pocavista su 17 gennaio 2011

 

 

VAURO 2011

Cherchez la femme. Dopo le rivelazioni di Berlusconi che, seguendo i consigli di Libero e de Il Giornale, ha dichiarato di essersi fatto la fidanzata  (anche se le cronache suggeriscono che se ne sia fatta più d’una), siamo partiti alla ricerca.

Abbiamo scartato subito le quattordici ragazze cui è stato dato in comodato d’uso un condominio da cui potevano spostarsi comodamente ad Arcore, in caso di bisogno. Forse non all’altezza del ruolo. Abbiamo escluso anche Nicole Minetti, l’igienista dentale del premier  eletta consigliere regionale in Lombardia per meriti gengivali, più adatta a curare piorree e tartaro che a tessere rapporti internazionali come “prima dama”. Da scartare la Santanchè, per eccesso d’anni, di silicone e di testosterone.  Mara Carfagna? No, troppo chiacchierata per la sua subitanea ascesa ai ranghi di Ministro e ormai una signora con un nuovo look da Maria Goretti.  Qualcuno suggerisce Dacia Valent, la parlamentare di colore : ma poi chi glielo va a raccontare a Bossi e ai suoi? La Gelmini? troppo algida per la lap dance, ma forse più adatta a guepiéres di lattice.

Poi è emerso improvvisamente un cognome e un nome : Susanna, o per meglio dire Lacasta Susanna. La ragazza occupa un ruolo di tutto rispetto nella storia dell’arte e della religione e potrebbe portare nuovo prestigio al premier.

Un soggetto ricorrente nella pittura rinascimentale e barocca riguarda “Susanna e i vecchioni” . Guido Reni,  Tintoretto, Rubens, Allori, Rembrandt, Artemisia Gentileschi e molti altri pittori, fino al contemporaneo Botero, si sono cimentati sul tema. La storia è ripresa dal biblico libro XIII di Daniele, in cui alla tarda età non viene associata non tanto la saggezza, quanto il vizio.

Susanna era la sposa di Joachim, il ricco proprietario di un palazzo circondato da un parco dove indiva banchetti e feste per numerosi invitati. Tra costoro c’erano due anziani magistrati che guardavano la casta Susanna con occhio lubrico. Un caldo pomeriggio d’estate Susanna si spogliò nuda senza rendersi conto che occhi estranei la stavano spiando: i due vecchi si erano nascosti nel parco di Joachim ed insieme architettarono uno sporco ricatto: :“Concediti a noi, se no ti accuseremo di tradire tuo marito con un giovane”.

Susanna si mise allora a urlare per far accorrere i servi, ma i magistrati a loro volta gridarono accusandola di adulterio, reato che prevedeva la lapidazione. Quando tutto sembrava perduto, fu salvata dal giovane Daniele che chiese separatamente ai due anziani dove si fosse nascosto l’amante di Susanna. I due dettero risposte diverse, svelando la menzogna. Così i due vecchi vennero condannati e Susanna si salvò.

L’associazione viene spontanea : Noemi, le veline, le igieniste dentali, le escort, le calendariste e adesso le Ruby, che hanno animato le nostre cronache negli ultimi anni e i cui nomi sono stati spesso accomunati a quello del nostro Leader Supremo, ricordano un po’ Susanna e i vecchioni lussuriosi. Nell’ultimo episodio di cronaca che vede al centro Berlusconi, Fede e la minorenne marocchina Ruby, i senili arrapati non sono però magistrati. Inoltre le Susanne odierne tanto caste e irreprensibili non sono, ma usano il loro fascino per farsi una posizione, anche in Parlamento secondo quanto hanno denunciato recentemente la parlamentare Angela Napoli e il sen. Guzzanti, che ha parlato perfino di “mignottocrazia”.

Lo scoop di Svistasocialclub.wordpress.org – Versione originale di “Susanna e i Vecchioni” di Artemisia Gentileschi, dopo il restauro predisposto dal Ministro della Cultura Bondi

Potere e harem, vecchiaia che usa l’altrui giovinezza per sfuggire alla terza età. Una storia vecchia come il mondo. Anche il nostro anziano Leader Supremo, che non fa mistero di amare il bunga bunga con giovani signorine, ogni volta che viene accusato di avere messo le mani nella marmellata, nega e grida al complotto delle toghe rosse.

Si ricorderà che nel caso Marrazzo, Berlusconi consigliò – per pura e disinteressata solidarietà, s’intende – all’allora governatore del Lazio di pagare i propri ricattatori, perché togliessero di mezzo un video compromettente. Nel caso di Ruby, sembra – ma è un’ipotesi che la magistratura dovrà accertare – che la Presidenza del Consiglio fece pressioni per far rilasciare la giovane Ruby, arrestata per furto dalla questura di Milano. Ruby, minorenne marocchina fuggita da una casa-famiglia di Palermo e frequentatrice della reggia di Arcore, fu fatta passare addirittura per nipote del presidente egiziano Mubarak. (“Io aiuto sempre chi ha bisogno”, ha dichiarato il nostro Leader Supremo).

A destra come si vive la vicenda? Ecco alcuni istruttivi commenti dei lettori al sito WEB de Il Giornale :

#2 raffa62 (88) il 17.01.11 alle ore 8:51 scrive:

per prima cosa dobbiamo partire in “quarta”,cioè,fare tante manifestazioni,tutti i giorni,per 15 giorni,per difendere Silvio,la libertà di farci governare da chi diciamo noi…,e la immediata riforna sell giustizia!! poi,bisogna isolare IL traditore.Poi…,mandare ispezioni alla procura di milano…per controllare i soldi come si spendono e approvare subito la commissione d’inchiesta parlamentare per questi pseudo magistrati.

In particolare i commenti rivolgono alcune affettuose attenzioni a Fini, che ha suggerito a Berlusconi di difendersi non in TV ma di fronte ai giudici.

#40 nuvmar (11) il 17.01.11 alle ore 9:41 scrive:

ma fini chi è? -Ti pare giusto vedere una “alta” carica dello stato che va dai rossi a sparlare del presidente del consiglio o, comunque , di un parlamentare dello Stato e di cui dovrebbe essere garante?!! Cioè: -Dimentichiamo un poco chi lo votò (M. S. I. Fiamma tricolore ) tradito, e vediamo i fatti ————-,Nulla,proprio niente, solo azioni scomposte contro il nemico,a favore dei propri nemici, con la speranza di soddisfare le mire della tulliana,suppongo, ma è troppo anche questo per quello là!

#31 Michele Calò (405) – il 17.01.11 alle ore 8:50 scrive:

Voglio segnalare alla Treccani il termine “finiano” quale sinonimo di infame,maramaldesco,sciacallo,avvoltoio,vigliacco,traditore. Il fecaloma della Camera si sta mostrando in tutto il suo squallore di carta igienica della magistratura rossa e della sinistra forcaiola.Tant’è che è andato a prostituirsi da quel Fazio dalla faccia da fesso e con il portafoglio gonfio che di mestiere fa lo stuoino.E per dire cosa?Che Berlusconi deve andare dai PM di Milano a farsi massacrare?Lui che ha svenduto ogni dignità(se mai l’ha avuta!)per non farsi inquisire su MonteCarlo?O per non dovere rispondere sulla Tosi?Per non parlare dei suoi amichetti dei giochi informatici a cui Tremonti chiede di pagare 70 MILIARDI DI EURO?!?O vogliamo fare anche due chiacchiere su Lady ASL, le società della ex moglie e del suo segretario particolare fatto eleggere alla Camera per cautelarlo?E magari due chiacchiere sulle precedenti gite monegasche per “salutare” i bancari italiani che lavorano lì?Fini,nemmeno la Cloaca Massima è disposta ad accoglierti!

#18 gianfra.46 (44) – il 16.01.11 alle ore 23:59 scrive:

Questo viscido verme nauseabondo, questo voltagabbana da due soldi, questo vile traditore che farebbe impallidire Giuda e Badoglio questa persona, dicevo, ha l’ardire di insegnare agli altri su come comportarsi di fronte alla giustizia!!!! Che si vergogni; io non so chi lo potrà votare, comunque chi avrà lo stomaco di votarlo dovrà vergognarsi pure lui. Fini…fai schifo!!!!! Un ex ammiratore di questo omucolo.

Già in ottobre, alle prime avvisaglie dello scandalo Ruby, il “popolo dell’amore”  – preclaro esempio di carità cristiana e di tolleranza – aveva esercitato tutta la sua comprensione per le “debolezze” del premier.

#32 TRIDENTINA AVANTI (664) il 30.10.10 alle ore 13:58 scrive:

Forza Cav tieni duro! Dillo Silvio ai kompagni di merende che le paghi le tasse e a milioni; dillo che non hai mai “lanciato molotov” contro le Forze dell’ordine; dillo che non sei mai andato a spasso “sottobraccio” con i terroristi; dillo che non fai pedofilia come certi ministri di un Famoso Credo religioso molto diffuso, il più diffuso, nel ns. Paese; dillo che non hai mai licenziato nessuno non come colui che, cacciato dagli Agnelli, acquisì quella famosa società di prodotti da ufficio (mobili, sistemi di calcolo, informatica, elettronica ecc.) di Ivrea, in ottima salute, la fece fallire e lasciò sulla strada più di 6000 persone; ma soprattutto dillo che a casa tua potresti fare tutto quel….. che vuoi!!! Ma forse tutto ciò accade per la famosa “invidia” infatti loro più di qualche riga di coca e qualche transessuale a pagamento….

#24 futuro libero (424) il 30.10.10 alle ore 12:33 scrive:

In Italia abbiamo solo due persone che hanno il coraggio di dichiarare: Berlusconi ama le donne, e Vendola ama gli uomini. Tutti gli altri stanno zitti, forse devono nascondere qualcosa? Vai Silvio li hai fatti impazzire tutti quanti non sanno più dove attaccarsi, o meglio magari lo sanno ma la moralità non consente.

#22 mala tempora currunt (30) il 30.10.10 alle ore 12:32 scrive:

non ci trovo nulla di male nel dire che uno ama le donne!!! chi di noi non lo ha mai detto? purtroppo dall’altra parte ci sono persone , es. Vendola, che hanno dei gusti molto poco ortrodossi… immaginate la novità: una checca presidente del consiglio…. tutto il parlamento in seta rosa e festini a luci rosse tre volte la settimana…anche una come la Bindi avrebbe una chance…per non parlare di chi, sempre “sinistro, abbordava i trans per strada….. che belle persone quelle!!!! allora meglio 1…100…1000 berlusconi!!!

#7 bruna.amorosi (1428) il 30.10.10 alle ore 10:51 scrive:

Ammazza quanto strillano questi sinistri , eppure il bunga bunga è il loro sport preferito vedi Vendola, Marrazzo e compagnia bella. Certo che il rossore sulla faccia proprio non lo conoscono . E allora meno male che almeno il capo del governo è un uomo normale. Bravo Berlusconi. Poi a Famiglia Cristiana ricordiamogli i preti pedofili e anche Boffo, che proprio puro non è…”

A nessuno di costoro purtroppo viene in mente che non si rinfacciano all’alto statista le sue preferenze sessuali (in PdL è o non è il partito dell’amore?),  quanto  l’eventuale interferenza sul funzionamento di un’altra istituzione dello stato come la polizia, per far rilasciare una sua amica (per di più minorenne) arrestata per furto, facendola passare come parente di un capo di stato straniero, rischiando un serio incidente diplomatico, e chiedendo che venisse affidata alla sua igienista dentale, ex-show girl, da lui fatta eleggere alla Regione Lombardia.  Ma a destra parlano invece di “ingerenza nella vita privata del premier” e  se la pigliano con Boffo e Marrazzo. I quali si sono dimessi da tempo, a differenza del loro amato Leader Supremo che dalla poltrona non si schioda.

Ma è questo che probabilmente Berlusconi e molti lettori de Il Giornale  intendono per “alto senso dello Stato”.

La politica ormai sembra divenuta una forma di perversione sessuale particolarmente adatta alle persone anziane.


Le Susanne e il vecchione.

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L’arte della bufala. Chi ha individuato la bufala? Ecco la soluzione e quattro nuovi quesiti.

Posted by pocavista su 16 gennaio 2011

Nel post precedente si chiedeva di individuare l’unica bufala in mezzo a quattro notizie. Ecco la soluzione.

1 – Episodio del lustrascarpe di Istanbul. Vero (capitato personalmente).

2 – Crescita del debito pubblico italiano sotto il governo Berlusconi. Vero (fonte : Banca d’Italia)

3 – Maroni condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Vero (Condanna a 8 mesi in primo grado, a 4 mesi e mezzo in secondo. Condanna confermata in Cassazione,  che gli ha inflitto una pena pecuniaria di 5320 euro)

4 – Berlusconi che non ha mai chiesto ai suoi di votare una legge per il suo “legittimo impedimento”, secondo quanto dichiarato pubblicamente due giorni fa. Fate voi.

Visto il successo della prima puntata, vi propongo un nuovo quesito. Sapete individuare l’unica notizia tra le seguenti che non è una rudimentale bufala?

Barbara Palombelli e Enrico Rutelli messi a nudo

1 – Barbara Palombelli, moglie di Francesco Rutelli, già sindaco di Roma e che all’epoca aveva istituito i parcheggi a pagamento, aveva una partecipazione azionaria (insieme a Maria De Filippi, moglie di Maurizio Costanzo) nella società romana che gestiva la riscossione dei parcheggi a pagamento.

 

2 – Marco Travaglio – il giornalista de “Il Fatto” diretto da Antonio Padellaro, l’ex-direttore dell’Unità – da giovanissimo ha militato in “Lotta Continua”, poi è divenuto dirigente della Federazione Giovanile Comunista, prima di diventare giornalista professionista.

3 – Berlusconi è stato condannato per falsa testimonianza da un tribunale italiano ben prima del suo ingresso in politica e ha usufruito dell’amnistia varata da un governo di centrosinistra.

4 – Mani Pulite è stata un’operazione studiata a tavolino dai magistrati di sinistra – in concomitanza della caduta del muro di Berlino – per consegnare il potere nelle mani dell’allora PCI. D’altro canto nessun esponente comunista è mai stato incriminato dal Pool di Mani Pulite per tangenti o corruzione.

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Lettera aperta a Marcello Veneziani. Da parte di un “velenoso cretino”

Posted by pocavista su 6 dicembre 2010


Marcello Veneziani

Sul “Il Giornale” di ieri Veneziani scriveva che “c’è sempre il velenoso cretino di turno che scrive, su un blog, un sito, o altrove, che sei un servo pagato”. Questa vibrante denuncia mi costringe ad uscire allo scoperto e mi spinge a confessare in pubblico due, tra i molti peccati, di cui mi sono macchiato di recente.

Il primo, veniale, consiste nel cercare ogni giorno e leggere con attenzione il possibile editoriale di Veneziani. Per quale motivo? Forse perché un mio antico e timido compagno di banco delle scuole medie si chiamava anch’egli Marcello Veneziani, pugliese e probabilmente incolpevole omonimo dell’intellettuale di destra. Forse perché i suoi articoli, a volte molto eleganti, mi preparano spiritualmente alla lettura degli istruttivi commenti di molti lettori de “Il Giornale”, organo di stampa del Partito dell’Amore. Commenti, come si conviene a chi fa dell’amore per il prossimo il proprio credo, spesso pieni di feroci insulti, pressapochismo, di sentito dire, di pregiudizi razzisti, di accuse a tutti i non allineati di “essere dei comunisti”, degli “invidiosi” e dei “traditori”. Infine, sicuramente per la curiosità intellettuale di sapere cosa gira nella cultura di destra, liberale o post-fascista, che Veneziani rappresenta meglio dei Lando Buzzanca o dei Gasparri.

Lando Buzzanca

Il secondo peccato, stavolta mortale, consiste nell’avere ceduto alla tentazione di scrivere qualche post severo su alcuni editoriali del buon Marcello. Il mio blog non è così ben frequentato come il sito WEB de “Il Giornale”; i miei post vengono letti solo da uno sparuto gruppuscolo di carbonari di sinistra e da qualche malcapitato navigante di destra, approdato per caso sul mio blog.

Non credo di essere pertanto io la causa di questa crisi di identità che sembra affliggere Veneziani, che afferma “Da tempo mi piacerebbe non occuparmi più di Fini, di Berlusconi e della sinistra, e di tutto quel mondo che si agita intorno a loro”. In caso contrario mi sentirei troppo in colpa.

“Velenoso cretino”, dicevamo. Velenoso, io? Sì, come si conviene ad ogni buon toscano. Cretino, non posso escluderlo. Forse mi sentirei più a mio agio, tenendo conto anche della elegante definizione data dal Leader Supremo nei confronti di chi non lo vota, se venissi descritto invece come un “velenoso coglione” che alimenta lo spesso inutile mondo dei blog.

Chiarisco il mio pensiero. Veneziani “servo”? Mai detto, né pensato. Veneziani afferma di credere “all’onestà, non solo l’onestà intellettuale, come oggi si dice, ma l’onestà vera e totale, che passa per la mente, il cuore e le mani”. Dobbiamo credergli.

Ma ci consenta di criticarlo quando lui cerca di far passare una goffa applicazione del “Metodo Boffo” per minare la credibilità di Elizabeth Dibble, autrice dei rapporti americani su Berlusconi divulgati da Wikileaks. Veneziani bolla la Dibble, oggi responsabile diplomatica di tutte le ambasciate americane in Europa, come “una obesa signora americana”, “una patatona”, riducendo poi tutto a gossip per minimizzare i giudizi tranchant della diplomazia americana sul nostro premier.

Ma anche di criticarlo quando, dopo aver negato l’esistenza di un complotto, ritira invece in ballo “i poteri forti”, “le toghe rosse”, avallando le tesi paranoideo-propagandistiche del Leader Supremo. In caso di difficoltà, la colpa si dà sempre agli altri, che tramerebbero nell’ombra.

L'evoluzione della specie

Berlusconi ed i suoi periodicamente cercano di riaccendere i riflessi condizionati di un certo popolo di destra, in cui riaffiorano i vaghi ricordi sulle forze demo-pluto-giudaiche e massoniche sempre all’opera per mettere i bastoni tra le ruote di un Duce “che ha sempre ragione”. Non lo sa Veneziani che da Predappio ad Arcore ci sono pochi chilometri?

Veneziani non me ne vorrà quando critico anche un suo editoriale strappacore e autobiografico sul ragazzo di destra, che si levava il pane di bocca per sostenere la sezione dell’allora MSI. Quel ragazzo che vede i suoi sogni giovanili infranti da Fini per la vicenda della casa di Montecarlo. La vista acutissima dell’onesto Veneziani inquadra e si scandalizza – giustamente – per la pagliuzza nell’occhio di Fini: strano che non scorga invece la foresta di sequoia che alberga in quello di Berlusconi e concluda che, comunque, è molto peggio la pagliuzza.

Se Fini avesse continuato ad appoggiare tutte le leggi ad personam e giustificato tutte le gaffe del grande capo, come ha fatto in tutti questi anni, presumibilmente a molti intellettuali di destra la casetta di Montecarlo non avrebbe fatto né caldo né freddo. In un paese in cui Berlusconi non ha voluto vendere l’Alitalia ad Air France, che si sarebbe accollata anche tutti i suoi debiti pregressi, ma l’ha praticamente regalata ad una cordata di amici suoi, scaricando su noi contribuenti 3 miliardi e mezzo di euro di debiti della “bad company”, cosa vuoi che siano i 55 metri quadri di un appartamentino da restaurare, oltretutto di proprietà di un partito e non dello stato? Probabilmente Veneziani, Feltri, Sallusti e Belpietro si sarebbero messi l’anima in pace e avrebbero bollato come “demagogici” gli eventuali attacchi a Fini del Travaglio o della Gabanelli di turno.

Veneziani ha mai sentito parlare di quel fenomeno psicologico chiamato “minimizzazione della dissonanza cognitiva” che produce dei fenomeni di “cecità localizzata”? (vedi l’altro nostro post DISSONANZA COGNITIVA ). A questo fenomeno sembrano soggetti inconsapevolmente molti “popolani dell’amore”, privi di strumenti culturali adeguati, che devono supplire alle scarse letture con le molte certezze e che giustificano – a prescindere, come direbbe Totò –  tutto ciò che fa il Leader Supremo. Ma Veneziani no, lui fa l’intellettuale, certi fenomeni dovrebbe conoscerli bene e dovrebbe saperli gestire.

Caro Veneziani mi rendo conto che lei nutre gratitudine per un personaggio come Berlusconi che ha “sdoganato” la destra e i suoi intellettuali, e che ha permesso in passato a Marcello Veneziani di fare anche il consigliere di amministrazione della RAI. E magari per aver fermato nel ’94 la “gioiosa macchina da guerra” (si fa per dire) di Occhetto e company. Ma questa riconoscenza fin dove deve arrivare? Si deve permettere a Berlusconi di tutto e di più, relegandosi nel ruolo di intellettuale “embedded” o ci sono dei limiti che un uomo di cultura di destra, che rivendica quell’onestà “che passa per la mente, il cuore e le mani” come fa lei, non può superare? Quando è il momento di pronunciare la parola basta e dire pane al pane e vino al vino?

Annunci recentemente affissi sui muri di Roma

Ci faccia sapere, Veneziani, noi la seguiamo con attenzione e con il rispetto che si merita.

Buon lavoro dal suo affezionato lettore, un blogger “velenoso e cretino” che corrisponde al nome di

Pocavista

Pocavista

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Sfiduciare o non sfiduciare? Un commento ai recenti sondaggi sulle intenzioni di voto.

Posted by pocavista su 3 dicembre 2010

Parlamento chiuso. Per precauzione, fino al voto di fiducia. Ci sono i numeri per sfiduciare Berlusconi? Chi dovrebbe avere paura di andare alle urne in primavera? Bene vediamo qual è la situazione attuale delle intenzioni di voto.

Ci siamo presi la briga di confrontare i dati delle elezioni 2008 alla Camera, con i recenti sondaggi sulle intenzioni di voto (Euromedia per 11/9 e 2/10, IPSOS per le altre date). Abbiamo accorpato i dati relativi ai tre principali schieramenti che dovrebbero presentarsi alle eventuali elezioni di primavera ;  PdL+Lega+LaDestra (linea azzurra); PD+SEL+IDV (linea rossa); FLI+UDC+API (linea verde). I sondaggi più recenti indicherebbero una sostanziale parità  tra i due maggiori schieramenti (attorno al 40%).

Lo schieramento di destra  dalle elezioni del 2008 ad oggi avrebbe perso circa il 10%, mentre lo schieramento di sinistra attorno all’1%. I centristi UDC+FLI e API sarebbero su 12%.  Bisogna aggiungere che esiste oggi una grossa area di astensione, dal 35 al 40%, che potrebbe essere recuperata al voto in extremis. Questa possibilità, riteniamo, potrebbe riguardare in particolar modo lo schieramento di destra, il cui Leader può avvalersi efficacemente della comunicazione TV.

 

 

Se i tre schieramenti perseguissero una strategia di formazione di cartelli elettorali allargati anche ad altre forze politiche  (le sinistre potrebbero recuperare un 2/3 % di PDCI/Rifondazione, 1% di radicali e 1% tra socialisti e autonomisti); il centro potrebbe recuperare un 2% tra  MPA e liste minori (Rotondi?Pisanu?); le destre ormai sembrano aver raschiato il fondo del barile e dovrebbero accontentarsi di quanto si portano in dote da sole. Non sappiamo cosa faranno i cosiddetti Grillini, accreditati di un 3%.

Malgrado ciò la galassia di sx potrebbe raggiungere anche il 44%, i centristi il 14, mentre la galassia di dx potrebbe recuperare con un rush finale un altro 3 o 4% di elettori oggi astensionisti.

 

 

Quindi è lo schieramento di destra che rischia di più da eventuali elezioni anticipate, anche perchè – dopo una riforma elettorale che precedesse le nuove elezioni – lo schieramento di centro farà  il bello e il cattivo tempo nel nuovo parlamento e anche nei governi locali. Un po’ come i socialisti venti anni fa.

Prossimamente su questi schermi vedremo probabilmente un governo tecnico di “salvezza nazionale” per un paio di anni, che faccia non solo la riforma elettorale, ma che cerchi di mettere in sicurezza i conti pubblici e tolga definitivamente Berlusconi dai cabasisi. Probabilmente si farà la riforma elettorale e Berlusconi potrà dedicarsi con maggiore serenità ai suoi passatempi serali in compagnia di Fede, ma non nutriamo tuttavia molte illusioni sulla compattezza delle forze che dovrebbero permettere ad un governo tecnico di tartassare ancora di più gli italiani. Dio ce la mandi buona.

A chi dovrebbe essere affidata la conduzione del governo tecnico?  Vediamo due candidati in pole position : Tremonti e Draghi. Tremonti, il primo ribaltonista della Seconda Repubblica (nel 94, appena eletto con il Patto Segni nel Centrosinistra, passò dalla sera alla mattina con Berlusconi – che non aveva i numeri in Parlamento –  per fare il Ministro) sarebbe molto gradito alla Lega e a una parte del PdL; il secondo al Resto del Mondo.

Si vedano i giudizi degli italiani su alcuni personaggi pubblici, secondo IPSOS : in testa c’è il Presidente Napolitano con circa l’80% di giudizi positivi (barra blu) e  circa il 15% di giudizi negativi. In coda il trio Bossi, Schifani e Berlusconi che hanno il minor indice di gradimento e i maggiori giudizi negativi. Anche Di Pietro, in quanto a giudizi negativi, ha le sue brave soddisfazioni giungendo nel giro medaglie.

 

 

 

Nel grafico seguente viene riportato il differenziale tra giudizi positivi e negativi : più ci si avvicina alla circonferenza esterna del grafico più si è amati dagli italiani; più ci si avvicina al centro più si è odiati. A parte Napolitano, il maggior differenziale ce l’hanno nell’ordine Draghi, la Marcegaglia, Montezemolo e Tremonti. Anche Vendola riscuote una risicatissima sufficienza, mentre tutti gli altri vengono bocciati. Così Fini, Bersani e Casini sono rimandati a ottobre.  Di Pietro, di cui è notoria la difficoltà con grammatica e sintassi, e Schifani, che molti italiani forse preferivano con il riporto, devono ripetere la classe. Provvedimenti di espulsione in blocco gli italiani sembrano volere invece per Berlusconi e Bossi.

 

 

Confessiamo di attendere con ansia i sondaggi che sbandiererà tra un po’ Berlusconi, che rosicherà per quel 92%  di popolarità  concesso da “sondaggisti indipendenti”a quel sincero democratico che è il presidente del Kazakistan, da lui baciato sulle guance con sincera ammirazione.

PS – I grafici si basano su nostre elaborazioni ed interpretazioni di dati IPSOS ed Euromedia.

 

 

 

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