Della bufala. Intesa come una delle belle arti

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Berlusconi e la telefonata a Ballarò : dalla dissonanza cognitiva al marketing virale.

Posted by pocavista su 24 novembre 2010

La telefonata di Berlusconi a Floris : infortunio o abilità comunicativa?

Ieri sera a Ballarò Berlusconi si è esibito in una telefonate delle sue. Repertorio collaudato : servizio mistificatorio, fate parlare i vostri poi cambiate argomento, io non ho detto quello che ho detto nel filmato, tutta colpa della sinistra, click e fine della telefonata. Domande accettate? Nessuna. Alla faccia del contraddittorio da lui sempre richiesto a trasmissioni “scomode”. Video BERLUSCONI VS FLORIS

Giovanni Floris

Maleducazione? Forse. Tentativo maldestro di negare quanto appena mostrato da un filmato che demolisce sue precedenti affermazioni propagandistiche? No. Grande abilità nella comunicazione da parte di Berlusconi? Certamente.

Il vero obbiettivo del Leader Supremo non era quello di convincere la platea degli avversari politici, quanto quello di ricompattare la curva sud dei propri tifosi. L’uomo di Arcore ha di nuovo messo al lavoro la dissonanza cognitiva di quei pochi del Popolo dell’Amore che, invece di seguire il Grande Fratello, guardano Floris. (Sul concetto di dissonanza cognitiva si veda il precedente post La pancia di Severgnini).

Costoro – probabilmente scossi dall’immagine dei cumuli della monnezza napoletana che contrastano con le dichiarazioni del Leader Supremo (metteremo le cose a posto in tre giorni, poi in dieci giorni; invece è passato più di un mese e stiamo peggio di prima) – prenderanno per buona la versione del Premier. E concluderanno con grande sollievo “meno male che Silvio c’è”.

Dicevamo nel post prima citato che la minimizzazione della dissonanza cognitiva produce una sorta di “cecità localizzata” in molte persone. Questa è una delle chiavi del successo elettorale di Berlusconi e che Severgnini, nel suo recente volume su “La pancia degli italiani”, a nostro avviso non ha sufficientemente chiarito.

Vorremmo mettere in evidenza un’altra tecnica usata dal Nostro per catturare il consenso politico, legata all’uso del “marketing” virale, una tecnica comunicativa sofisticata sempre più utilizzata nelle campagne pubblicitarie.

Dalle leggende metropolitane al marketing virale

  • Partiamo dalle leggende metropolitane. Le odierne leggende metropolitane, analogamente a quelle che animavano ieri il mondo mitologico e religioso, presentano come reali alcuni “fatti” che passano di bocca in bocca. O di computer in computer. In molti casi si tratta di episodi “FOAF” (“a Friend of a Friend says”), cioè riferiti da un amico di un ami­co in “viva voce” o tramite catene di S. Antonio via e-mail.
  • Sovente queste leggende sono scandalose oppure divertenti e ciò ne facilita la diffusione, dato che molte persone vogliono sorprendere, inorridire o divertire i propri conoscenti, come suc­cede con la notizia di episodi tragici o con le barzellette. Chi si fa veicolo di una leggenda metropolitana non è necessariamente in malafede, ma è spesso inconsapevole vittima della leggenda che contribuisce a diffondere.
  • Del resto queste storie hanno un certo margine di verosimiglianza e vengono arricchite di partico­lari per aumentarne la credibilità. Dettagli tuttavia che si accom­pagnano sovente a fonti e dati generici.
  • Molte di queste leggende sono innocue, altre volte provo­cano seri danni economici, vedi quelle relative a Mc Donald’s e Coca Cola, o alimentano stereotipi sociali negativi, come la dicer­ia che narra che i Rom segnalerebbero con particolari codici le abitazioni da svaligiare.
    In altri casi, leggende metropolitane e dicerie vengono usa­te come sotterranei strumenti di lotta politica. Per esempio qual­che anno fa Rutelli, allora sindaco di Roma, aveva introdotto il pagamento della sosta per limitare il traffico urbano, suscitando malumori presso alcune categorie di cittadini. Subito aveva pre­so piede la diceria che Barbara Palombelli, la consorte di Rutelli, era la proprietaria della società che gestiva i parcheggi a paga­mento. Il particolare che tendeva a dare veridicità alla cosa era il supposto coinvolgimento di Maria de Filippi, la conduttrice di “Amici”, che avrebbe agito in combutta con la sindachessa.
  • La diceria ha continuato a circolare per molto tempo, nonostante le smentite e le querele presentate in tribunale dalla Palombelli contro ignoti. D’altro canto la STA, la società romana di gestione dei parcheg­gi, è interamente di proprietà comunale e non può fare capo a privati. Questo particolare veniva però completamen­te taciuto dalla diceria, che ne avrebbe rivelato la natura di pura “bufala”. Al contrario, la diceria è stata opportu­namente riesu­mata in oc­casione delle elezioni 2008 per il sinda­co di Roma, quando Ru­telli è stato sconfitto da Gianni Aleman­no.

Barbara Palombelli e Francesco Rutelli messi a nudo

Il marketing virale come strumento di consenso politico


  • Dicerie e leggende metropolitane usano gli stessi principi del “marketing virale”. Questo affianca alla tradizionale comuni­cazione su TV o su carta stampata, quella ancor più convincente della “testimonianza” di un amico o di un conoscente, che si pro­paga di bocca in bocca come un virus influenzale.
  • Un efficace spot in TV potrebbe farti apprezzare un’automobile; ma se te la consiglia il tuo meccanico o il tuo vicino di casa che ti dice di averla provata, anche se non è vero, è molto probabile che tu fi­nisca per acquistare proprio quella.
    In politica, se dichiaro che “evadere le tasse gravose è giu­sto” fornisco un comodo alibi morale a determinati gruppi so­ciali e alla loro infedeltà fi­scale. Otterrò in cambio non solo il loro consenso elettorale, ma anche un efficace comportamento “propagandistico” nei miei confronti.
  • In fin dei conti, come ci ri­cordava Marcello Marchesi, per­ché si dovrebbe denunciare il reddito dopo tutto il bene che ci ha fatto?
  • Otterrò consenso politico, anche appoggiando le posizioni di una potente confes­sione religio­sa, come per esempio quella cattolica, e le concedo magari privilegi economici (no a eutanasia, fecondazione assisti­ta, pillola del giorno dopo, da un lato; otto per mille, finanzia­mento alle scuole cattoliche, nulla osta della curia vescovile cat­tolica per i docenti di religione, dall’altro). Se poi frequento escort e minorenni, e bestemmio, troverò sempre un vescovo come monsignor Fisichella che invita a “contestualizzare”. E poi c’è sempre la confessione che risolve tutto di fronte a Dio e agli uomini.
  • Significativa la battuta di Corrado Guzzanti all’ultima trasmissione “Vieni Via Con Me” : dopo la concessione da parte del Governo di 240 milioni di euro alle scuole privata (quasi tutte cattoliche) sottraendoli alla scuola pubblica, la Chiesa ha dato al Premier un bonus di tre scandali a fondo sessuale e bestemmia libera fino al 2012.
  • Corrado Guzzanti

  • In parole povere : se ho l’ac­cortezza di farmi “amiche” le categorie che han­no molti con­tatti sociali (tassisti, bottegai, baristi, artigiani, far­macisti, preti e suo­re) queste si faranno promotrici, interessate o inconsapevoli, del­le dicerie e degli stereotipi culturali che mi fa­voriscono. Ciò si tradurrà in un vantaggio consistente sui miei avversari politici.
  • Mettendo in giro di proposito alcune dicerie si cerca di alter­are le regole del gioco, sul piano politico oppure su quello economico, per ottenere vantaggi o penalizzare la concorrenza.
  • Le dicerie fatte volutamente circolare da una parte e dall’altra, durante la Seconda Guerra Mondiale e la Guerra Fredda, faceva­no parte di quella guerra psicologica che poteva fornire vantaggi importanti ai contendenti. In passato, per contrastare le eresie, anche la Chiesa Cattolica ha fatto circolare dicerie, per esempio contro i Catari, che venivano fatti passare per adoratori del de­monio sot­to le spoglie di un gatto nero.
  • In conclusione, al di là degli usi più o meno leciti o stru­mentali cui possono prestarsi, le leggende e le dicerie moderne riflettono ancora una volta la propensione dell’uomo a produrre, credere e diffondere creazioni fantastiche per soddisfare suoi bi­sogni e interessi più o meno inconsci, per esorcizzare le proprie ansie o per confermare degli stereotipi. Il tutto in coerenza con quel principio di “minimizzazione della dissonanza cognitiva” di cui parlavamo sopra e che, alla prima occasione, viene sfruttato dai venditori di fumo della pubblicità e della politica.
    E in questo tipo di “marketing virale” Berlusconi non ha rivali in Italia.

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La pancia di Severgnini e la dissonanza cognitiva

Posted by pocavista su 2 novembre 2010

 

I – I fattori di Severgnini alla prova del bunga bunga.

Com’è noto Berlusconi ha alimentato ormai un vero e proprio genere letterario, che è quello dell’analisi del berlusconismo. Gli oppositori di sinistra e di destra si sono sempre chiesti : ma com’è possibile che molti italiani siano così ingenui da credere ancora a questo venditore di fumo? I suoi sostenitori invece continuano a domandarsi increduli : ma come fanno quegli invidiosi dei “sinistrati” e dei “finioti” a non rendersi conto che Berlusconi è l’uomo del fare, l’unico che può rendere l’Italia un paese più moderno? Qualcuno potrebbe obbiettare che B. è soprattutto l’uomo del dire e del baciare. Uomo delle lettere, sicuramente no; del testamento, forse. Vedremo nei prossimi giorni.

Nei giorni del bunga bunga, il giornalista del Corriere, Beppe Severgnini, cerca di spiegare ai posteri il fenomeno Berlusconi e pubblica da Rizzoli “La Pancia degli Italiani”. Berlusconi invece tenta di spiegare ai contemporanei quanto sia buono lui, dichiarando che lui aiuta sempre le Ruby in difficoltà e che “è meglio amare le donne che essere gay”. E minaccia di inondarci di dèpliant (pieghevoli, in italiano), in cui si magnificano le sorti magnifiche et progressive del suo governo. Anche nel suo entourage preferisce i pieghevoli, come Bondi, Capezzone, Fede, Minzolini, che dicono sempre di sì e creano pochi problemi.


 

Beppe Severgnini
Beppe Severgnini

 

II – Cosa ha trovato Severgnini frugando nelle nostre pance?

Rovistando dentro le nostre viscere, Severgnini ricostruisce una sorta di decalogo sui fattori di successo del Berlusconismo. (vd BEPPE SEVERGNINI ). Cerchiamo di sintetizzarli e di dare qualche nostro commento (tra virgolette e in corsivo le citazioni) :

1) Fattore umano
Berlusconi, in fondo, è uno di noi. E’ “pate e’ figlie”, ma donnaiolo, devoto ma non troppo, tifoso di calcio, intollerante delle regole che devono valere solo per gli altri, narcisista. Il conflitto d’interesse? Gli italiani ne sono pieni. I guai giudiziari? Colpa dei magistrati di sinistra.

2) Fattore divino
gif-palpatinelightninganiB. sa che gli italiani si dichiarano cattolici, anche se non praticanti, e violano allegramente la maggior parte dei comandamenti. La coerenza tra dichiarazioni e comportamenti non è una qualità italiana e quasi nessuno la chiede ai nostri politici. “In Vaticano si accontentano di una legislazione favorevole, e non si preoccupano dei cattivi esempi”. Esenzioni ICI, 8 per mille, finanziamenti alle chiese cattoliche, placet dei vescovi agli insegnanti di religione pagati dallo stato? Ok. Bigamia, ricorso a prostitute, festini, bestemmie? Bisogna contestualizzare, come dice monsignor Fisichella. Tanto poi c’è la confessione e si va in Paradiso lo stesso.

3) Fattore Robinson
Robinson, nel senso di Crusoe. B. ha sfruttato l’individualismo italico come fattore culturale. Nella vulgata popolare, B. si è fatto da sé, è insofferente verso le regole, non ha fiducia in tutto ciò che è pubblico. Quindi per i suoi fan è un ganzo e quelli che lo criticano sono solo invidiosi.

4) Fattore Truman
Truman, nel senso del film di Peter Weir, “Il Truman Show”. Cinque milioni è il numero di italiani – di ogni opinione politica – che compra i quotidiani di informazione, entra in libreria, seguono telegiornali non embedded come Sky Tg24 e Tg La7, guardano programmi TV d’approfondimento. Severgnini sospetta che siano sempre gli stessi, una minoranza che non può determinare però i risultati delle elezioni politiche. Invece “la televisione – tutta, non solo i notiziari – resta fondamentale per i personaggi che crea, per i messaggi che lancia, per le suggestioni che lascia, per le cose che dice e soprattutto per quelle che tace. E chi possiede la Tv privata e controlla la Tv pubblica, in Italia?”.

5) Fattore Hoover
La Hoover, produttrice d’aspirapolveri. Deve il suo successo soprattutto ai suoi rappresentanti, venditori implacabili della propria merce. Come Berlusconi : “B. possiede una capacità di seduzione commerciale che … ha applicato alla politica. …il messaggio dev’essere semplice, gradevole e rassicurante. La convinzione che la ripetitività paga… (e) che l’aspetto esteriore … resta fondamentale (tra una bella figura e un buon comportamento, in Italia non c’è partita).”

6) Fattore Zelig
Il desiderio di essere gradito ha insegnato a B. tecniche degne di Zelig, camaleontico protagonista del film di Woody Allen. Padre di famiglia coi figli (e le due mogli, finché è durata). Donnaiolo con le donne. Giovane tra i giovani … Lavoratore tra gli operai. Imprenditore tra gli imprenditori. Tifoso tra i tifosi. … Lombardo tra i lombardi. Italiano tra i meridionali. Napoletano tra i napoletani … Andasse a una partita di basket, potrebbe uscirne più alto”.

7) Fattore harem
Noemi Letizia, la D’Addario, Ruby, veline e soubrette fatte eleggere in Parlamento e nelle assemblee regionali, le feste a Villa Certosa e a Palazzo Grazioli? “B. dapprima ha negato, poi ha abbozzato («Sono fedele? Frequentemente»), alla fine ha accettato la reputazione («Non sono un santo»)”. B. fa ciò che molti italiani, principalmente i suoi fan, invidiosi, sognano.

8) Fattore Medici
B. è come i Medici, sta cercando di fondare una Signoria : gli italiani sanno bene che B. cura i propri interessi e quelli della sua famiglia, ma sperano di ricavarne qualcosa mendicando le briciole che cadono dalla sua tavola. I signori rinascimentali facevano i mecenati di pittori e scultori; B. invece spende fortune in mausolei, ville oltraggiose e giovani signorine, che talora colloca in Parlamento o nelle Assemblee elettive locali.

9) Fattore T.I.N.A.
T.I.N.A., There Is No Alternative. L’acronimo, coniato da Margaret Thatcher, spiega la scelta di molti elettori del Partito dell’Amore. L’alternativa di centrosinistra s’è rivelata poco appetitosa: “Il doppio, sospetto e simmetrico fallimento di Romano Prodi – eletto nel 1996 e 2006, silurato nel 1998 e 2008 – ha un suo garbo estetico, ma si è rivelato un’eredità pesante.”

Inoltre “il centrodestra unito rassicura, almeno quanto il centrosinistra diviso irrita”. Così Gianfranco Fini, non appena ha osato manifestare autonomia e dissenso dal Leader Supremo, viene fatto oggetto di ferocissime critiche e insulti.

10) Fattore Palio
Avete presente i tifosi della Lazio che preferiscono perdere con l’Inter pur di evitare lo scudetto alla Roma? Lo stesso succede nel Palio di Siena : l’importante è non far vincere la contrada rivale. Quindi meglio Berlusconi, con tutti i suoi difetti, pur di non far vincere i “sinistri”.

III – La curva sud dei fan di B.

Dentro la nostra pancia, la peristalsi rimescola e trasforma tutti questi fattori. Il prodotto finale della digestione,“la deiezione culturale”, dovrebbe essere il sostegno incondizionato a tutto ciò che fa e dice il Leader Supremo. In effetti, nell’analisi di Severgnini, il “fattore Palio” sembrerebbe l’unico che potrebbe spiegare l’esistenza di un’opposizione politica e culturale al berlusconismo: solo chi è nato in un’altra contrada – di centro sinistra – svilupperebbe una reazione immunitaria nei confronti degli altri nove fattori. Chi è nato invece nella contrada “giusta” difficilmente si salverebbe dal fascino di B.

Si potrebbero così spiegare non solo i comportamenti elettorali, ma anche le posizioni di molti elettori del Partito dell’Amore che agli oppositori appaiono incomprensibili e illogici. Facciamo l’esempio del recente caso Ruby, in cui il premier si è adoperato per far rilasciare una sua amichetta minorenne arrestata per furto, fatta passare per nipote del presidente egiziano Mubarak. Un osservatore liberale “indipendente” si aspetterebbe che tutti gli italiani in blocco condannassero l’abuso (per ora presunto) del proprio ruolo istituzionale da parte del Presidente del Consiglio. Invece i suoi fan commentano così sul sito WEB de Il Giornale :

berlusconi-con-veline

#7 carlodavoli (1) il 02.11.10 alle ore 9:04 scrive: Siamo sempre alle solite: i soliti potentati della sinistra che vogliono prendere il potere senza fare la fatica di vincere le elezioni, senza il voto degli italiani. La solita invidia, gelosia nei confronti di un governo che per la prima volta in Italia si muove nella giusta direzione ed attua delle vere riforme ad unico vantaggio dei cittadini. Le tentano tutte , senza alcuno scrupolo, per denigrare l’opera di Silvio: Silvio e’ uno di noi, uno di noi cittadini onesti. Grazie Silvio e non mollare mai!!! I bravi cittadini sono con te!

#4 Tommaso Berretta (343) il 02.11.10 alle ore 8:40 commenta: Un gran parlare per le feste di Arcore! Vorrei chiedere: ma per le feste ed i festini di Marrazzo e compagni questa sinistra come si è comportata? Almeno ad Arcore la compagnia era femminile….”gif-ragazza-che-cammina-sexy

#12 giampietro (390) il 02.11.10 alle ore 9:12 scrive: Campagna acquisti, in attesa e per contrastare la riforma della magistratura, cercasi Escort, venditrici di droga e gole profonde disponibili a demolire il governo, Togliatti era in procinto di vendere l’Italia al regime Sovietico, a queste azioni meschine si prestano pure certi togati, ora di sicuro esce la notizia che Berlusconi nasconde Matteo Messina Denaro, ma siamo seri una volta per tutte meno pagliacciate e poi dicono più fiducia nella magistratura.

#24 oliveto (75) il 02.11.10 alle ore 9:38 propone una singolare versione evangelica, in cui il fatto in questione semplicemente scompare: Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi”… per sete di potere. Questo riferimento del VANGELO, secondo MATTEO, calza bene sul Popolo della Libertà e in particolare su Silvio Berlusconi. E ancora “Rallegratevi ed esultate perché grande e la vostra ricompensa”… quando il popolo sarà chiamato a giudicare, tramite il voto. Con molta umiltà consiglierei ai falsi santi e agli apprendisti stregoni (COLORO CHE PONTIFICANO OGNI GIORNO: i professionisti della politica) di leggere e studiare i vangeli, almeno per affrontare con un po’ (sic) di dignità il breve percorso di vita terrena, prima di avviarsi sulla strada più lunga dell’altro mondo… AMEN”

#21 meverix (468) il 02.11.10 alle ore 9:36 insinua: “Domanda. Perchè certe procure, anzichè indagare sui malavitosi e mafiosi in generale, perdono tempo con queste stupidaggini? Perchè, poi, indagano con chi va a donne e non con chi va a trans o si fa dare in quel posto?

#31 gabriellatrasmondi (55) il 02.11.10 alle ore 9:57, scrive “il Governo è fermo…..il Governo non fa niente….. Berlusconi pensa solo agli affari suoi…. E sapete perché? perché giudici, magistrati, opposizione pensano o cercano di pensare solo a Berlusconi. lo tengono al palo (sperano) per farlo fuori. E poi facciamo brutta figura nel mondo a causa di Berlusconi!!! E’ una comica!

#35 wtrading (158) il 02.11.10 alle ore 10:04 cerca di fare del sarcasmo da destra: “Riflessione : A Sinistra Non Scopano, Sono Illibati, Non Vanno A Festini, Non Bevono, Non Fumano, Non Riescono A Godere, Non Amano Le Donne…,(ma Amano I Trans). Sono Tutti Vergini… La Droga Non Sanno Nemmeno Cosa Sia. E Dove La Trovate Una Opposizione Politica Siffatta? In Italia. Ovviamente. Dove I Magistrati, I Giornalisti Che Li Sostengono E I Politici Che Sostengono I Magistrati E I Giornalisti Sono Di Una Trasparenza Abbagliante. Andranno Certamente In Paradiso! Per Adesso Sperano Di Andare Al Governo. Ma Di Cubiste, Di Droga,di Case Rubate, Di Favori In Rai, Mai Sentito Parlare! Sono La Purezza In Persona Loro. Meritano Senz’altro Una Riconoscenza Elevata. Ma A Questo Ci Pensera’ Napolitano, Il Nostro “silenzioso” Presidente, Che Prima O Poi Li Fara’ Governare. Per Cui Saremmo Additati Come Il Governo Dei Puri E Delle Vergini. Evviva. Amen”

#41 angel42 (51) il 02.11.10 alle ore 10:39 scrive: silvio se ti va fai fin che puoi. beato te. i pm..forse.. non possono piu. e allora è tutta invidia… non è che vogliono esser invitati pure loro, maschi e femmine? sei tutti noi. che li mandino ai lavori forzati!!!!”

Nei precedenti commenti dei lettori de Il Giornale, il fatto di cui si dovrebbe parlare – ovvero il presunto abuso del ruolo istituzionale da parte del Presidente del Consiglio sospettato di andare a letto con minorenni, il che costituisce un reato – semplicemente scompare. Singolare che molti fan di B. esaltino la virilità del leader, contrapponendola alla “gaiezza” di Vendola o dei Marrazzo. Il presunto abuso di potere viene così nascosto sotto il tappeto di un collaudato repertorio paranoideo, à la Cornacchione, cui i fan di B. si aggrappano da anni con le unghie e con i denti : anche in questo caso si tratterebbe di invidia, gelosia, inettitutidine dei “sinistri”, gossip, complotto dei magistrati e dei poteri forti contro il povero B.

 

 

IV – La tecnica del venditore di successo

I fattori che Severgnini ha trovato nella pancia degli italiani non spiegano tutto: ci vuole un enzima che ne favorisca il “corretto” metabolismo.Cioè rafforzando stereotipi e modelli culturali propri del berlusconismo. Secondo l’autore di questo post, questo enzima (reggetevi forte)  è “la minimizzazione dell dissonanza cognitiva”. Ma andiamo con ordine.

Le dichiarazioni apparentemente estemporanee e bislacche del nostro Leader Supremo sembrano ormai destinate a divenire materia di civile e divertita conversazione, dato che ormai non ci si scandalizza più; i suoi fan inoltre appaiono completamente impermeabili a qualsiasi critica, come segnalava Umberto Eco in un suo articolo su “La Repubblica” del 29 settembre 2003.

Eco faceva l’esempio del venditore di automobili che, di fronte ad un trentenne dall’aspetto sportivo, inizialmente cercherà di esaltare gli aspetti tecnologici e le prestazioni di un’auto concepita per una guida sportiva. Non appena capito che il cliente ha dei figli piccoli e una suocera da portare in giro, costui passerà a magnificare la capienza del bagagliaio, la sicurezza e i consumi contenuti della stessa auto.

In effetti pochissimi clienti e elettori si accorgono della mancanza di coerenza del venditore o del politico di turno, perché la maggior parte focalizza l’attenzione solo sull’argomento che lo col­pisce di più, dimenticando gli altri.

L’importante, per chi vende una macchina o un partito politico, è usare molti argomenti anche contraddittori. Lo slogan “vi abbasso le tasse e vi alzo le pensioni” alle orecchie del negoziante e dell’artigiano sarà un irresistibile canto delle sirene per l’accenno alla riduzione delle tasse; la promessa di una pensione più alta otterrà il consenso entusiastico del pensionato sociale. Ma l’incompatibilità tra le due proposte (con meno tasse, vista la situazione del nostro debito pubblico, non si possono aumentare le pensioni e viceversa) non allarmerà né il bottegaio, né il pensionato.

Analogamente, come si possa sconfiggere il cancro in tre anni (così ha dichiarato il Nostro prima delle elezioni del 2010), riducendo drasticamente la spesa sanitaria, non è dato sapere. Ma molti anziani con seri problemi di salute saranno assai sensibili a questo argomento.

Un messaggio contraddittorio in realtà può permettere di carpire la fiducia di categorie sociali assai diverse ed è questo a cui si ricorre assai spesso. Se poi si ha a disposizione una potenza di fuoco mediatica che non ha uguali nel mondo occidentale, il gioco diventa facile.

 

V – La dissonanza cognitiva. Chi era costei?

La dissonanza cognitiva è un concetto introdotto da Leon Festinger nel 1957 in psicologia sociale. Un individuo quando riceve un’informazione che confermi il proprio sistema di valori e la propria visione del mondo si troverà in una situazione tranquilizzante, ovvero di “consonanza cognitiva” (“lo dicevo, io!”). Invece quando la nuova informazione minacci di smantellare parte della propria visione del mondo o della percezione di sè, si avrà una “dissonanza”.  L’individuo allora tenderà a minimizzare questa dissonanza, per diminuire il proprio disagio.

Per ridurre la dissonanza si può cambiare il proprio comportamento o le proprie preferenze; oppure rifiutare le informazioni “dissonanti”. E’ più facile accettare solo quelle informazioni che fanno più comodo. Cambiare il proprio comportamento è difficile e mette ansia.

Avete presente Esopo e la favola della volpe e dell’uva? Non potendo arrivare all’uva, la volpe – per minimizzare la dissonanza cognitiva e a mettersi il cuore in pace metterà in funzione un meccanismo psicologico che la porterà a concludere che l’uva era acerba.gif-volpe

La minimizzazione della dissonanza cognitiva porta così molte persone ad “una cecità localizzata”: per esempio, spesso il coniuge tradito è l’ultimo ad accorgersi dei comportamenti dell’altro coniuge, dato che riconoscere la realtà del tradimento sarebbe troppo penoso. Il coniuge tradito tenderà sovente a fornire a se stesso giustificazioni e interpretazioni “consonanti”, giungendo perfino a negare l’evidenza del tradimento. Di questa cecità localizzata deve essere stato vittima anche l’On. Lupi, del PdL, che a Ballarò del 2 novembre – arrampicandosi sugli specchi – negava con forza che ci fossero mai stati festini ad Arcore.

La mente degli esseri umani normali funziona all’opposto di quella dei buoni scienziati, che se sono tali non cercano conferme alle proprie teorie ma, al contrario, cercano di confutarle per vedere se reggono l’urto dei fatti” (p. 6). A volte … risulta più comodo mantenere il proprio punto di vista. Del resto credere è uno dei nostri più consolidati automatismi e ci risparmia la fatica di ricercare le informazioni più obiettive”. (Paolo Legrenzi, Credere, 2008)

In soldoni : ognuno di noi ha una propria visione del mondo e che tende a comunica­re in mille modi agli altri. Per non vederla andare in frantumi e fare la figura del pirla di fronte a se stesso e al prossimo, l’individuo tende a prendere per buone e inca­merare prevalentemente, se non unicamente, quelle informazioni che rafforzano le sue opi­nioni. Al contrario, tende a eli­minare o mi­nimizzare quelle che gliele confutano. Così i lettori di destra leggono  Il Giornale, e quelli di sinistra “La Repubblica”.

Si tratta di un processo che serve a risparmiare all’indivi­duo un faticoso e angoscioso lavoro di ricostruzione della pro­pria identità. Confermando che gli umani, nel quotidiano, sono es­seri “a razionalità molto limitata”, come san­no bene gli esperti di marketing, i preti e i venditori di aspirapolveri.

Ed anche il nostro beneamato Leader Supremo che, se dichiara di aver aiutato Ruby solo per solidarietà umana, è strasicuro che i suoi fan gli crederanno. Il fatto che B. sia intervenuto in questura per aiutare una sua amichetta minorenne straniera accusata di furto, facendola passare per nipote di un capo di stato straniero, viene semplicemente rimosso dai fan del Partito dell’Amore. Si vedano i commenti eloquenti di molti lettori gif-darth-vater-dancingal sito WEB de Il Giornale.

Credere, obbedire, combattere sono ancora una volta le parole d’ordine, che danno sicurezza e impediscono di porsi domande scomode, a cui si aggrappano molti elettori di destra. Pronti a mettersi di nuovo al servizio del Lato Oscuro della Forza.

Come disse Indro Montanelli qualche anno fa : “Strano paese il nostro. Colpisce i venditori di sigarette, ma premia i venditori di fumo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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