Della bufala. Intesa come una delle belle arti

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Della intimidazione preventiva, come arte di Governo. Ecco come la norma “ammazza blog” del governo Berlusconi potrebbe costringermi a chiudere il blog. E anche il vostro.

Posted by pocavista su 29 settembre 2011

Altan, da l'Espresso

Intro : cos’è la norma “ammazza-blog”?

Il Governo sta per porre la questione di fiducia sulle norme anti-intercettazioni, compresa quella “ammazza blog”, cioè il comma 29 dell’Art. 1 del disegno di Legge 1611 : tutti i produttori di notizie, compresi quelli non professionali, dovranno rettificare in 48 ore ogni contenuto pubblicato, dietro semplice richiesta del soggetto che si ritiene leso, in maniera fondata oppure no. La multa prevista è di 12 mila euro per ogni infrazione.

Compito in classe: La legge bavaglio ucciderà davvero i blog?

Svolgimento : Della Intimidazione preventiva, intesa come arte di governo

Ipotizziamo che il mio blog, in un post di alcuni mesi prima, riporti la frase seguente : “Berlusconi chiamò la questura di Milano, chiedendo di rilasciare la minorenne Ruby, nipote del presidente egiziano Mubarak, e di affidarla al consigliere regionale Nicole Minetti”.

Supponiamo poi che l’on. Ghedini, ai sensi della “legge ammazza blog”, mi chieda via mail di pubblicare entro 48 ore la seguente rettifica : “S.B, nella telefonata alla Questura di Milano, non ha mai affermato che Ruby sia la nipote del presidente Mubarak”. Supponiamo inoltre che io mi trovi in vacanza in Lesotho, in rianimazione all’ospedale o che abbia la connessione ADSL fuori uso : sarà difficile che io possa leggere la mail di Ghedini e pubblicare la sua smentita “entro le 48 ore previste dalla legge” e “con le stesse modalità di accesso e visibilità” : allora dovrò pagare 12.000 euro di multa.

Il fatto che la smentita di Ghedini non abbia alcun fondamento non mi solleverebbe dall’obbligo di pubblicare la rettifica. Ricordo che la maggioranza di Governo ha approvato in aula una risoluzione in cui si afferma che Berlusconi chiese di rilasciare Ruby perché effettivamente convinto che fosse la nipote di Mubarak e voleva evitare un incidente diplomatico. Ma questo non conterebbe nulla e dovrei pubblicare una smentita che per il Parlamento – di cui fa parte lo stesso Ghedini, oltre a S.B.  – sarebbe palesemente falsa. 

Inoltre, supponiamo che Ghedini mi mandi la smentita di proposito a Ferragosto o a Capodanno, quando le probabilità che io vada a controllare le mail sono minori : alte invece saranno le probabilità di pagare una multa salata che mi farà passare la voglia di esprimere le mie opinioni in rete. L’effetto intimidatorio è evidente, anche perché non mi potrò permettere di pagare un avvocato – all’altezza dell’on. Ghedini, che è già pagato da tutti noi contribuenti – per difendermi in un’eventuale causa che potrei intentare per evitare la multa.

Ruby, che Berlusconi credeva che fosse veramente la nipote di Mubarak (così ha votato la sua maggioranza di governo)

Inoltre dato che il processo Ruby non si concluderà prima di molti anni (se non andrà prima in prescrizione), non ci sarà una sentenza che “certifichi” come i fatti da me riportati siano “veri” : sarò quindi tenuto in continuazione a smentire e rettificare entro le 48 ore, indipendentemente dalla veridicità di quanto riportato nel mio blog e dalla fondatezza delle smentite. E se anche lo volessi fare, sarei costretto a considerare il mio blog non come un’attività cui mi dedico ogni tanto, nel tempo libero, ma come un lavoro a tempo pieno in cui non faccio altro che smentire e rettificare.

In effetti immaginiamo che qualcuno, diciamo vicino a S.B., organizzi una sorta di call center per chiedere ai blog migliaia di rettifiche per conto di personaggi legati a S.B. : nel mio piccolo, potrei ricevere continue richieste di rettifiche tipo “Emilio Fede smentisce di essere mai stato ad Arcore”, oppure “di avere mai fatto il giornalista” (smentita che molti sottoscriverebbero volentieri). O in alternativa mail della Minetti che smentisce di essere di “madrelingua e pertanto di non avere particolari meriti orali”, oppure di Cicchitto che dice di “essere stato iscritto alla P2, ma a sua insaputa” , o di Ferrara “che smentisce di essere sovrappeso”. 

Ferrara, lo smutandato di Collegno, già al Dal Verme di Milano con i "servi liberi" di Berlusconi per tessere le lodi della mutanda

Tenendo conto che il mio blog contiene centinaia di post, potrei essere costretto a passare la mia vita attaccato a Internet per pubblicare smentite e rettifiche anche se infondate: ma il bello è che la cosa avverrebbe“senza possibilità di replica” da parte mia. Forse potrei dire in un nuovo post che “Ferrara è diversamente magro”, ma mi esporrei al rischio di ulteriori rappresaglie rettificatorie.

Conclusione : la responsabilità dei blogger e la libertà di espressione. 

A questo punto si dovrebbe rinunciare a lavorare per curare un blog e, visto che la maggior parte dei blogger non lo può fare, si dovrebbe chiudere il blog. Ovvero i blogger devono rinunciare a esprimere liberamente le proprie opinioni, anche se non hanno mai offeso o denigrato qualcuno, riportando fatti falsi.  I blogger dovrebbero essere ritenuti responsabili unicamente se offendono o attribuiscono fatti falsi a qualcuno, e a tutelare l’onorabilità altrui ci deve pensare l’autorità giudiziaria, con un eventuale provvedimento: ma qui il Governo – preoccupato per la propria impunità e sopravvivenza – sta montando un meccanismo per limitare non solo le intercettazioni, ma per rendere di fatto impossibile l’espressione di libere opinioni da parte dei blogger.

Del resto questa è l’idea molto particolare di libertà del sedicente Popolo della Libertà e dell’Amore, di chi si è dichiarato “liberale” ed erede dei  Don Sturzo e De Gasperi. E di chi, fino ad ieri, ha strumentalmente esaltato il popolo dei social network e di Internet che ha innescato la primavera araba.

Esprimo quindi il mio sentito “ringraziamento” a tutti i “sinceri liberali” che hanno votato Berlusconi e che, magari turandosi il naso come fa Marcello Veneziani, continuano a sostenere un regime sempre più illiberale e parafascista. Pubblicherò volentieri una smentita di quanti nel PDL si sono sentiti offesi, perchè li ho definiti “liberali”. Oppure “sinceri”.

Il provvedimento “ammazzablog” è un ulteriore tassello nella costruzione della“democratura”, un regime che mantiene gli aspetti formali della democrazia, ma che in sostanza diviene sempre più una dittatura : meno diritti e più tasse per i “sudditi”, più impunità e privilegi per il “potere”. Meno la gente sa, meno può disturbare il manovratore.


Come in Cina, dove però c’è sviluppo economico e qualche corrotto viene avviato al patibolo. O per meglio dire : come nella Bielorussia di Lukashenko che, viste le condizioni della nostra economia e l’impunità di cui godono da noi corrotti e corruttori, è un paragone più calzante.

Pocavista


P.S. Se entrasse in vigore la norma ammazza blog : sarebbe interessante se ogni volta che un blog o un sito WEB di un giornale di destra parlasse male degli elettori di sinistra (definiti quotidianamente dai lettori del sito WEB de Il Giornale  “sinistrati” oppure “coglioni”), quelli che si sentissero chiamati in causa (e sono milioni) inviassero milioni di richieste di smentita e di rettifica entro le 48 ore, pena il pagamento di 12.000 euro a botta.  

Pocavista, 29 settembre 2011


Aggiunta del 5 ottobre : Si veda anche il gustoso post di Gilioli: GILIOLI

 

PER CHI NE VUOLE SAPERE DI PIU’ (BLOGGERS : FATE CIRCOLARE!)

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione?
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica (B. Saetta).

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I tormenti del giovane Marcello, tra “Kretini di sinistra” e “merdocrazia”.

Posted by pocavista su 5 settembre 2011

Chi è l’ardimentoso che riesce a infilare quattro volte la parola Kretino di sinistra, due volte maligno, servo e cretino, una volta vomita, militante disprezzo, schifezza, insulta, insinua, minaccia, diffama, militante del rancore, odio, imbecille, in un corsivo di sole 295 parole (incluse proposizioni, copule e articoli determinativi)? E poi a farselo pubblicare su un quotidiano a tiratura nazionale?

Non è difficile, basta proclamarsi “onesto” intellettuale di destra e collaborare ad una fucina del libero pensiero che ha come mission impossible l’amore e il rispetto per il prossimo. I pochi “velenosi” lettori di questo blog avranno intuito che si tratta di Marcello Veneziani e de Il Giornale.

Con chi ce l’ha Veneziani? Con i blogger che lo criticano, a suo tempo da lui definiti “velenosi e cretini”. Oggi – quando si dice la vena creativa – li  chiama invece “maligni kretini di sinistra”.

Veneziani – invece di essere lieto che qualcuno si prenda la briga di andare a leggere i suoi scritti minori – ci chiede di ignorarli : “perché dare tanta importanza a chi, per tuo insindacabile giudizio, non ne merita alcuna?”. E suggerisce un modello di condotta al blogger che lo critica : “Fai come me che mi occupo di te solo stavolta e poi torni nel nulla, sapendo che il nulla ti si ad­dice.”.

Confessiamo che in quanto “blogger velenoso cretino”, condannati da una sorta di cupio dissolvi a confrontarci col pensiero del fine intellettuale di destra, non abbiamo mai pensato che Veneziani sia un “Kretino di destra”, né tanto meno “un intellettuale con la vocazione del servo”. I suoi articoletti sono una delle prime cose che cerchiamo al mattino : sia perché Veneziani è uno che conosce l’italiano e sa usare la penna come pochi; sia perché abbiamo un’istintiva simpatia per una persona di destra che talvolta manifesta un certo disagio a cantare nel coro dei nani e delle ballerine che affollano il potere berlusconiano.

Veneziani ci è simpatico quando proclama valori come il rispetto per l’etica e le leggi, la condanna per i corrotti e per i privilegi delle varie caste e dei furbetti di turno. E quando sostiene che “nel nostro paese vige la merdocrazia, che è il contrario della meritocrazia”. Poi magari – per pudore o partigianeria – non fa i nomi dei “merdocrati”.

Il buon Marcello ci è assai meno simpatico quando, pur di non far vincere i “sinistrati”, giustifica una gestione del potere quanto mai disinvolta e asservita agli interessi di una persona; riduce i discutibili e pericolosi comportamenti privati del premier a gossip (vedi il suo dimenticabile articolo “Il caso Ruby spiegato ad un tredicenne”) e spesso cavalca il facile populismo di destra.

Veneziani diventa incomprensibile e astioso quando pretende di farsi leggere solo da estimatori plaudenti, usando un giornale che ha centinaia di migliaia di lettori e contatti quotidiani sul WEB. Oppure quando definisce “kretini di sinistra” quei blogger che non sono d’accordo con lui e che possono farsi leggere solo da poche centinaia di lettori disorientati nel mare magnum di Internet.

Lui ha la possibilità di spararci addosso con i cannoni mediatici, mentre noi possiamo avvalerci di un fucilino a tappi. Suvvia Veneziani, sia magnanimo : ci lasci sparare i nostri tappi di sughero che non fanno male a nessuno.

Non sognerà mica l’Ungheria odierna, dove il governo di destra ha eliminato di fatto la libertà di stampa, istituendo una sorta di Minculpop magiaro che controlla tutta l’informazione? Lei è un nostalgico di destra, va bene, ma porta pur sempre gli occhialetti rotondi da intellettuale e non ha un fisico da fascista nerboruto. Lasci queste cose ai La Russa e ai Borghezio, che hanno consuetudine con le maniere spicce e si allenano di nascosto a saltare nel cerchio di fuoco come i gerarchi del ventennio (per Borghezio è necessario un cerchio XXXL).

Dunque non ci offenda, dandoci dei “kretini di sinistra”, noi non l’abbiamo mai offesa. Però ci permetta talora di dissentire da quello che lei scrive. Si figuri che stavolta siamo perfino d’accordo con lei, quando afferma che “un intellettuale si giudica dai libri che scrive …”. Appunto.

Saluti dal suo fedele blogger “velenoso e cretino”.

Pocavista

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Il Metodo Boffo, adesso in due eleganti confezioni : per uomo e per signora. Oggi ne viene fatto grazioso omaggio alla Prestigiacomo.

Posted by pocavista su 23 luglio 2011

A Firenze si svolgono celebri manifestazioni di moda, come Pitti-Uomo, Pitti-Donna e Pitti-Bimbo, note in tutto il mondo.

I gentiluomini de Il Giornale, di Libero e di RaiSet negli ultimi tempi hanno preferito lanciare nel mondo il Boffo-Uomo e il Boffo-Donna, prestigiose manifestazioni di affetto riservate a quei malcapitati che accennano a qualche timido dissenso nei confronti del Leader Supremo. Non ancora varato il Boffo-Bimbo, ma non disperiamo.

Boffo – uomo

Caratteristica comune del Metodo Boffo è quella di cercare di colpire soprattutto la vita privata del destinatario. Ai tapini di sesso maschile si rimprovera, di volta in volta, producendo documenti parziali o falsi, oppure alterandone il contesto :

  • di essere gay (l’ex-direttore dell’Avvenire, Boffo, accusato falsamente di “essere attenzionato dalla Questura”);
  • di andare in giro nudi (si pubblica una privatissima foto di un giovane Vendola – allora privato cittadino – in un campo di nudisti) e perciò indegni di fare la morale sul caso Ruby;
  • di essere dei traditori (Fini) che si fanno abbindolare dalla compagna di turno ;
  • di tramare con dei generici “poteri forti” (Tremonti, Montezemolo);
  • di essere degli imprenditori semifalliti, nonché ebrei e – come aggravante – residenti all’estero (De Benedetti);
  • di essere strambi perché dotati di calzini pervinca (il giudice Mesiano che ha condannato la Fininvest a risarcire la CIR per averle scippato la Mondadori comprando un giudice);

E l’elenco potrebbe continuare con i vari Follini, Woodcock, Di Pietro, Bocchino.

Feltri e Boffo

Boffo – donna

Alle donne “scomode”, o che potrebbero diventarlo, si rinfaccia invece di essere uterine, umorali, ingrate, succubi di partner inaffidabili e pericolosi. Talcolta di fa della pesante ironia su avversarie “più belle che intelligenti” (B. su Rosi Bindi).

Si comincia con Veronica Lario, colpevole di essersi stancata dei bunga bunga maritali con stuoli di giovanissime veline, e la si accusa di essere una “velina ingrata”: per meglio esporla al pubblico ludibrio, si pubblica una sua antica foto a seno nudo in prima pagina.

Poi si passa a Ilda Boccassini – PM del caso Ruby – cui si rinfaccia la “grave” colpa di aver baciato in pubblico, trenta anni fa, il suo fidanzato di allora, giornalista di sinistra, nei pressi del Palazzo di Giustizia : ciò avrebbe dovuto costituire la prova provata che Ilda Boccassini è “un magistrato rosso” e che non avrebbe i titoli morali per occuparsi del “caso Ruby”.

Successivamente tocca alla mitica Carfagna, che tempo fa aveva dato prova di  irrequietezza politica. Mara – promessa sposa del giovane imprenditore Mezzaroma e già chiacchierata per una presunta liason  con B. – viene subito cucinata a dovere, mettendo in piazza la sua love story con il “traditore” Italo Bocchino (un nome, una garanzia), che le avrebbe messo in testa strane idee. Episodio che si arricchisce, a margine, di scambi di insulti con la Mussolini (il celebre “vaiassa”!).

Oggi è il turno della Prestigiacomo, colpevole di avere avuto un atteggiamento autonomo rispetto al resto del PdL, sulla questione della “monnezza” di Napoli.

Infatti, puntuale come un orologio svizzero, Il Giornale ospita un articolo di Giancarlo Perna, dal titolo Il caso Prestigiacomo: la ministra inadeguata inamorata (sic) di De Magistris”. Il giornalista (e chiediamo scusa alla categoria dei giornalisti) denuncia “Le giravolte della titolare dell’Ambiente. L’ultima il “flirt” politico col sindaco Idv.”.

Boffo-donna : ora c’è la soap opera “Boffo Style”

Com’è noto, il ministro Prestigiacomo due giorni fa si era schierata con l’opposizione sul decreto rifiuti : ma poi PdL e Lega hanno votato contro il governo per fare dispetto a De Magistris.

Il Giornale come spiega l’atteggiamento del Ministro dell’Ambiente? Considerazioni tecniche e di merito? No : “La signora Prestigiacomo ha voluto compiacere Gigino de Magistris, notorio essendo il suo debole (politico, per l’amordiddio) per l’aitante guascone che guida Napoli”.

Poi rincara la dose : “Potenza del fascino «non solo politico» del bruno partenopeo”. Si chiarisce al lettore meno informato che il Ministro, chiamata da Perna prima Steffi e poi Presty, (nomi che rievocano Barbie, la bambola di plastica) “piange sempre quando è indispettita e il quando è in aumento”.

E perché piangerebbe la nostra bionda Ministra? Ce lo spiega Perna, che si improvvisa psicologo ministeriale : “Qui sta il problema. Presty non si sente più amata dal Berlusca. Alla sua quinta legislatura … ha perso il monopolio femminile dei primi anni. Quando conobbe il Cav a Siracusa, che poi la portò ad Arcore con altri giovani di Forza Italia, fu circondata dalle sue premure: «Come sei bella, come sei alta» e cose così. Ne era la pupilla ancora negli anni 2001-2006 quando la fece ministro – appena trentaquattrenne – delle Pari opportunità …”.

E allora, diranno i lettori de Il Giornale e i quattro lettori del nostro blog, esiste un lieto fine nella soap opera (Boffo style) sceneggiata dall’ineffabile Perna? “Oggi, la ribalta è delle Carfagna, Gelmini, Meloni. Di qui, l’inquietudine, il volersi mostrare a costo di andare contro. A ogni Consiglio dei ministri c’è l’attesa di scintille a causa di Stefania: un battibecco, un pianto dirotto, ecc.”.

Confronto di idee in Consiglio dei Ministri? No, dice Perna, scontri isterici tra primedonne. Adesso, che il Giornale ha rivelato chi ci governa, possiamo dormire sonni tranquilli.

Sallusti, Feltri e Belpietro uniti nella lotta. Nel fango.

Questo è il giornalismo dei “servi liberi” di Berlusconi, che si commenta da solo. Sei un Ministro e cerchi di risolvere i problemi dell’Italia? No devi solo obbedire al Leader Supremo. O sei allineato e coperto, oppure vieni sputtanato col metodo Boffo. Per dei giornalisti sedicenti “liberi” e “liberali” non c’è male.

Riportiamo – per finire – due commenti dei lettori del sito WEB de Il Giornale :

#26 00ginetto (127), il 22.07.11 alle ore 11:47 scrive: “Ma si, dai, sbarazziamoci della Prestigiacomo. Il suo problema non è essere una incompetente nella materia di cui è ministro. Il problema vero è che non è neanche pregiudicata, e nelle file del pdl questo stona molto...”.

#52 buonanotteallitalia (463) il 22.07.11 alle ore 14:22 invece scrive: “A forza di dare l’ordine di attaccare tutti i propri amici e alleati, Berlusconi finirà per ritrovarsi solo con Sallusti per le sue seratine …”.

Non vogliamo essere così pessimisti : B. – costretto a privarsi anche di Lele Mora cui hanno messo le manette – potrà sempre contare su Apicella.

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Il playboy su Playboy : Silvio fa anche il coniglietto del mese

Posted by pocavista su 25 aprile 2011

IL PRESIDENTE DEL PARTITO DELL’AMORE FINALMENTE RICEVE IL GIUSTO RICONOSCIMENTO INTERNAZIONALE

Dopo un’estenuante attesa, Berlusconi finisce su Playboy, edizione tedesca, in forma di Santino. Era ora : date a Cesare quel che è di Cesare!

Ecco una raccolta di sue pubbliche dichiarazioni che testimoniano il suo profondo attaccamento per la famiglia cristiana tradizionale, che gli viene riconosciuto finalmente anche da Playboy. L’Uomo della Provvidenza è ormai in odore di santità.


DA STERN A PLAYBOY

Nei mesi scorsi  erano circolate le foto di carri allegorici presenti alle sfilate di Carnevale in vari paesi del mondo : ciò forniva la prova della considerazione di cui godiamo all’estero per merito del nostro Leader Supremo e di chi continua a sostenerlo.

Berlusconi in copertina su STERN

Dopo essere stato preso di mira dai giornali di tutto il mondo, non poteva mancare Playboy. L’edizione tedesca della rivista pubblica un santino del premier in perfetto stile anni cinquanta.  Giusto tributo a chi si considera un macho senza rivali e ama circondarsi di giovanissime nipotine.


Processo Ruby : violazione della privacy di S.B. o giusto procedimento per verificare l’esistenza di eventuali reati? Ognuno si sarà fatto un’idea.

C’è ancora qualche indeciso che ha bisogno di un aiutino o di un ripasso? Ecco un bignami di pubbliche dichiarazioni del Leader Supremo sulle donne (da l’Espresso del 10 marzo 2011).


«Se cambiate idea e decidete di mettere sui treni ad Alta Velocità delle hostess, io mi propongo per il casting». (10 dicembre 2010)

«Sono fatto così da sempre, e se qualche volta mi succede di guardare in faccia una bella ragazza, meglio essere appassionato delle belle ragazze che gay».(2 novembre 2010)

«Mi accusano sempre di circondarmi di belle ragazze senza cervello. Ecco, invece qui delle belle ragazze che si sono laureate con il massimo dei voti e che non assomigliano certo a Rosy Bindi». (19 luglio 2010)

(foto/santino da PLAYBOY ): L'Unto del Signore è guidato e protetto da San Ghedini, novello Virgilio sceso negli Inferi, mentre la Minetti imita l'estasi Santa Teresa e intona la laude "Meno male che Silvio c'è". L'immacolata Ruby, a destra, simboleggia il peccato originale, da cui il premier si è mondato con generose beneficenze a giovani ragazze traviate. In alto a sinistra, una minacciosa Bocassini agita la " sinistra" falce della legge. Sembra che il Santino abbia potenti capacità taumaturgiche.

«Portate qualche volta anche qualche bella ragazza. Noi l’apprezzeremmo perché siamo latini». (12 luglio 2010)

«Stamani in albergo volevo farmi una ciulatina con una cameriera. Ma la ragazza mi ha detto: “Presidente, ma se lo abbiamo fatto un’ora fa…”. Vedete che scherzi che fa l’età? ». (4 luglio 2010)

«Non vogliamo più morti albanesi nel canale di Otranto o flussi criminali verso l’Italia. Faremo un’eccezione per chi porta belle ragazze». (12 febbraio 2010)

«Quando vedo belle donne perdo il filo… Preferite così o quegli altri? Marrazzo per esempio?» (11 febbraio 2010) «Sento parlare la signora Rosy Bindi: è sempre più bella che intelligente». (8 ottobre 2009)

«Ci sono in giro un mare di belle figliole. Io non sono un santo, lo avete capito tutti, speriamo lo capiscano anche gli amici di Repubblica». (22 luglio 2009)

«Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane, credo che non ce la faremmo mai». (25 gennaio 2009) «La Santanchè è una bella sberla». (7 aprile 2008)

«Le donne del centrodestra sono certamente più belle di quelle del centrosinistra». (7 aprile 2008)

«Margaret Thatcher? Se fosse stata una bella gnocca me ne ricorderei». (6 luglio 2007)

«Io con te andrei ovunque». (A Aida Yespica, 31 gennaio 2007)

«Guardatela, se non fossi già sposato me la sposerei». (A Mara Carfagna, 31 gennaio 2007)

«Per ottenere la presidenza italiana ho rispolverato tutte le mie arti da playboy, per utilizzare tutta una serie di sollecitazioni amorevoli nei confronti della signora presidente». (22 giugno 2005)

«Viviana Beccalossi è più brava che bella… il contrario di Rosy Bindi». (9 aprile 2003)

«Amo la Francia, e continuo ad amarla, basta contare le fidanzate che vi ho avuto». (19 aprile 2002)

«Vedo laggiù in prima fila rappresentanti di notevole livello estetico. Sapete che sono innamorato di mia moglie ma non ho perso il senso estetico e noto delle gambe straordinarie che circolano». (6 aprile 2002)  

(CITAZIONI RIPORTATE DA L’ESPRESSO DE L’11 MARZO 2011)

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Questa ci mancava : il caso Ruby spiegato ai fanciulli. Marcello Veneziani e l’educazione dei figli.

Posted by pocavista su 8 aprile 2011

Continuiamo a leggerla, caro Veneziani, dato che lei non finisce mai di stupirci.

Lei ama descriversi come un onesto ragazzo di destra deluso dalla vita e da Fini in particolare. C’è chi la ritiene invece un furbo intellettuale di destra che si è ricavato una nicchia ecologica blindata all’interno del potere berlusconiano; chi un fascista “buono” e un po’ triste che sa usare la penna e che la sera legge Kant invece di andare al bunga bunga. E che preferisce usare la vaselina mediatica al posto del manganello.

Probabilmente in Veneziani convivono più personalità, come in dr.Jekyll e Mr.Hyde : di giorno, si mette un rassicurante doppiopetto; la sera, il maglioncino girocollo da intellettuale engagè per spiegare Evola e de Maistre; il sabato, i pantaloncini corti, la camicia, il fez e il moschetto di legno da balilla.

Ma, per coerenza, veste sempre in tinta unita. In nero. Colore che sfina, è assai gradito alla maggioranza al potere e si abbina bene con tutto. Anche con Giampaolo Pansa.

Ruby e il tredicenne.

Ieri, nella sua consueta rubrica il Cucù su Il Giornale, Veneziani spiegava la vicenda Ruby ad un presunto figlio tredicenne.

Provate voi a spiegare la vicenda Ruby a un ragazzo sveglio di tredici anni. Ti chiede se la denuncia è partita da qualcuno che si sente danneggiato… E tu dici di no, non c’è nessuna denuncia, non c’è una vera parte lesa. Ti chiede poi se c’è stata violenza o danni alla ragazza … e tu dici di no, era già escort prima…

Ti chiede se è stata pagata con i soldi di noi contribuenti, e tu devi rispondere di no, lui … fa regalie di tasca sua. Ti chiede allora se è stato beccato sul fatto, perché è brutto vedere un vecchio fare sesso con una ragazzina, e tu dici di no, nessuno li ha visti, negano ambedue, non ci sono prove.”

Poi continua :

… tu dici che … è brutta quella telefonata in questura e così quella falsa parentela con Mubarak, quegli amici Mora&Fede e quel troiaio… Lui incalza: ma questa vicenda ha danneggiato l’Italia nel mondo? E tu dici di si, è stato un danno all’immagine e alla credibilità dell’Italia e del suo governo.

Ma poi ti chiede se è stato lui a esibire al mondo questa brutta storiella privata; no, devi rispondere, l’ha resa pubblica chi ha intercettato, impegnando tanta gente e tanti soldi per spiarlo, e chi poi l’ha sputtanato ogni giorno sui giornali e in tv. … E allora tu dici, però ora basta, vai a scuola...”.

Qui Veneziani mostra al figlio come esercitare il mestiere più antico del mondo dopo il meretricio : quello dell’intellettuale che si mette al servizio del potente di turno, facendo finta di essere indipendente e persino critico, all’occorrenza.

Marcello Veneziani

Qual è la ricetta?

  • Si prenda una vicenda scomoda per il potente e se ne riproponga la versione a lui più favorevole (“non c’è vera parte lesa”, la ragazza era già una prostituta, Berlusconi l’ha pagata di tasca sua, entrambi negano di avere fatto sesso);
  • si aggiunga una leggera presa di distanza, se no pare di fare la parte di Fede (“è brutta la telefonata in questura e la scusa della parentela di Mubarak”);
  • si attenui fino ad annullare le proprie osservazioni critiche (per esempio, raccontando che così fan tutti);
  • si suggerisca che la colpa non è di chi le cose le fa, ma di chi le racconta.

In soldoni: si occultano i reati da accertare (prostituzione minorile, concussione), si dice che si tratta di puro gossip e moralismo, e si fa passare il potente per una povera vittima di invidiosi, guardoni, falliti, complottisti.

Il sesso ormai è reato?

Il giorno seguente Veneziani cerca di terminare il compitino, presentando un nuovo articolo: “Caso Ruby e giornali: ormai il sesso è reato, hanno capovolto i valori”.

Il buon Marcello ripropone lo schema narrativo predisposto dai comunicatori berlusconiani e presentato su giornali e TV dai Ferrara, dagli Sgarbi, dai Sallusti, dai Belpietro, dai Signorini, dai Minzolini e dai parlamentari PdL (si tratta di gossip, è una congiura dei magistrati rossi, si spendono i soldi per spiare Berlusconi invece di perseguire i delinquenti, lui ha agito solo per evitare un incidente diplomatico con l’Egitto).

Veneziani propone una sua variante allo schema :

  • prende un elemento del caso Ruby che può aver suscitato perplessità in qualche elettore del Popolo dell’Amore;
  • lo fa proprio ( “Sì, ho trovato triste anch’io che il Parlamento abbia dovuto pronunciarsi sulla vicenda Ruby e trovo avvilente che abbia dovuto avallare la tesi del premier realmente convinto che si trattasse della nipote di Mubarak. È una brutta pagina del Parlamento…”);
  • e alla fine lo “sterilizza” ( “Seguendo la tradizione del Giornale di Indro Montanelli, mi turo il naso e dico: meglio così che far cadere un governo e una maggioranza su Ruby. Sarebbe stato ancora più indecente e vergognoso”).

Poi Veneziani si avventura nel così fan tutti e cita Vittorio Emanuele II, Craxi, Kennedy. Vuole farci concludere che non c’è niente di nuovo nella vicenda Ruby.

Vittorio Emanuele e la Bela Rosin

Magari qualcuno potrebbe obiettargli che Vittorio Emanuele II non faceva passare la “bela Rosin” per nipotina di Menelik, o che Anja Pieroni e Marylin Monroe non erano minorenni e non venivano pagate un tanto a botta. Vittorio Emanuele, Craxi e Kennedy non risulta inoltre che abbiamo mai partecipato ad un “family day”.

Figuriamoci se infine Veneziani perde l’occasione per l’attacco di rito alla magistratura : “Il potere giudiziario non può paralizzare il potere legislativo ed esecutivo, non può rovesciare la sovranità popolare e gettare nel caos una nazione”.

Alcuni commenti dei suoi lettori

Molto si potrebbe obiettare ad un Veneziani che arranca dietro ad argomentazioni sempre più deboli. Ma facciamogli rispondere dai suoi lettori, che commentano sul sito WEB de Il Giornale.

Marylin Monroe

 

Il lettore #19 kreb (156), il 08.04.11 alle ore 12:21, scrive:

Il potere giudiziario non può paralizzare il potere legislativo ed esecutivo, non può rovesciare la sovranità popolare e gettare nel caos una nazione. Aggiungo che il capo del potere esecutivo non può utilizzare la maggioranza di cui gode in Parlamento per paralizzare l’attività legislativa! Così come non può approvare delle leggi che per un tornaconto personale mandino in fumo gli interessi di migliaia di vittime, che si vedranno private di un valore supremo come la giustizia per via della prescrizione breve.

Da mesi ormai il Parlamento discute provvedimenti che non hanno nulla a che vedere con l’interesse generale ma con gli interessi di poche persone. Questo è realmente intollerabile. Da mesi si discute di Lodo Alfano, legittimo impedimento, legge sulle intercettazioni, processo (o sarebbe meglio dire prescrizione) breve”.

#13 bart (124), il 08.04.11 alle ore 10:48, evidenzia che un altro aspetto dell’anomalia berlusconiana:

Un’affermazione come: “ormai il sesso è reato” mi sembra frutto, più della nostra era mediatica, di semplice paranoia.

Come quell’altra per cui il potere giudiziario potrebbe “rovesciare la sovranità popolare” per il semplice fatto di mettere sotto inchiesta il capo dell’esecutivo. La maggioranza continua ad essere legittimata a governare, come è normale che faccia in qualsiasi paese liberale. Ma se il governo della maggioranza dipende assolutamente da un uomo solo, cosa che invece nei paesi liberali normalmente non accade, questo è un problema della maggioranza, non della magistratura.

Quanto al fatto che ci siano state epoche in cui i vizi erano privati e le virtù pubbliche, è vero, e io, come tanti, non ne sento la nostalgia.”

#25 DubitoErgoSum (11) il 07.04.11 alle ore 1:50, suggerisce a Veneziani le risposte da dare al figlio tredicenne che si meraviglia che un vecchio di 75 anni corra dietro a sue possibili compagne di banco:

(il ragazzo) ti chiede se la denuncia è partita da qualcuno che si sente danneggiato, e tu gli rispondi che esistono valori che devono essere tutelati e reati che devono essere perseguiti a prescindere dall’esistenza di una denuncia, perché sono d’interesse di tutta la comunità civile.

Ti chiede se era minorenne o no … e poi quella storia della nipote di Mubarak, e tu rispondi che sì, era minorenne, e a volte in situazioni disperate si ricorre a scuse ridicole perché non si sa che altro dire (ti ricordi, figliolo, quella volta che ti abbiamo colto a guardare foto di donnine nude sul PC e tu hai cercato di darci a bere che stavi facendo una ricerca di scienze?).

…gli dici che una cosa sbagliata fatta da molti o per molto tempo non diventa per questo improvvisamente giusta, e che se lo ricordi bene la prossima volta che i suoi amici lo inviteranno ad andare a rubacchiare le figurine dall’edicolante perché tanto “una volta o l’altra lo fanno tutti”.

… Lui incalza: ma questa vicenda ha danneggiato l’Italia nel mondo? E tu dici di si, .., ma la colpa non è di chi ha dato la notizia, bensì di chi ha commesso il fatto, e che se lo ricordi la prossima volta che gli verrà in mente di tacere per difendere il bulletto della scuola che ha dato fastidio alla ragazzina indifesa, perché qualcuno gli ha detto che “non va bene fare la spia” e che devi solo “farti gli affari tuoi”.”

Conclusione

Ma siamo proprio sicuri che il genitore Veneziani sia tanto pirla da trattare un figlio tredicenne, molto “sveglio”, come se fosse un qualsiasi aspirante tronista o una velina?

Preferiamo credere che Veneziani, l’uomo della vaselina, intendesse parlare solo al popolo di elettori dell’amore. Che – guarda caso – va trattato come un ragazzo di scuola media nemmeno troppo sveglio, come disse il Leader Supremo durante una convention aziendale, subito prima della sua scesa in campo.

La seguiamo sempre con attenzione,

saluti dal suo affezionato blogger, velenoso e cretino,

Pocavista

Pocavista

 

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Chi è “il burlesco inviso” che “bollisce insu’ rovi”? Chi “fu abile rotture?” La politica e la Pagina della Sfinge.

Posted by pocavista su 22 febbraio 2011

Nomen Homen : già gli antichi avevano intuito come un nome possa influire sul destino di una persona.

Anche se a volte il legame tra nome e destino di qualcuno non è così evidente. Ma, a ben scavare, il destino di un uomo emerge sempre tra le lettere del suo nome.

Ci siamo allora dilettati con anagrammi a frase, esercizio ben conosciuto da chi frequenti la Pagina della Sfinge della Settimana Enigmistica.

Ecco quello che abbiamo trovato:

PARTITI

Popolo Libertà : “popolo tribale”, “poi porto balle” (non un partito, ma una “Curva Sud”, imbonita a dovere dal suo proprietario)

Popolo della Libertà : “badate il pollo, prole” (figli che gestite il mio impero mediatico, fate buona guardia ai pollastri che mi danno il loro consenso)

Partito Lega Nord : “Partito del grano”, “grattando il pero”; “parandogli retto” (a Silvio), “lotto per randagi” (da fan di Mani pulite a partito della cadrega romana; dalle accuse al “mafioso di Arcore” all’accanimento terapeutico che tiene in vita Berlusconi, accogliendo parlamentari randagi meridionali); “parlando, rigetto” (i suoi militanti spesso vomitano insulti a Radio Padania).

Partito Democratico : “accreditato importo”(Fassino : abbiamo una banca!); “accade: mi porti torto!” (Il sistematico tiro al bersaglio sui propri leader)

Futuro e Libertà : “fu abile rotture”; ; “il tutore : bufera!”; “furberia tutelo”. (FLI ha rotto col Pdl; Fini viene accusato de essere il furbetto dell’appartamentino di Montecarlo e di aver traditogli elettori e le sue tradizioni di destra, cominciando con il suo viaggio in Israele: “Lui? frutto ebrea”).

Unione Democratica di Centro : “Te, odieremo, rincantucciando”, “temere odio, rincantucciando” (due versioni : una da alternativa di Terzo Polo, la seconda da inciucio con Berlusconi); “rincantucciando, odi meteore”(mentre cerchi una tua nicchia ecologia al centro dello schieramento politico, qualcuno ti rivolgerà un sonoro pernacchio).

Sinistra Ecologia Libertà : “Gioì’ scartabellare in sito” (il partito e i suoi militanti sono molto presenti in rete)

POLITICI

Giorgio Napolitano : “Aggiòrnati : lo opìno!” (Ha detto a Berlusconi che il sistema giudiziario italiano gli offre tutte le garanzie).

Silvio Berlusconi :” il burlesco inviso”, “su livori sbilenco”, “bollisce insu’ rovi!”; “bellicoso in virus”. Oggi la sua popolarità è in vistoso calo; da molti – specie all’estero – viene considerato una macchietta. Ultimamente è un po’ nervoso.

Il Cavaliere di Arcore : “li’ accadrà! leverei ori!” (le donazioni fatte ad Arcore alle sue amichette?)

Gianfranco Fini : “gran in officina”, “affari non cingi”; (Il Presidente della Camera non sembra raccogliere molto dal suo strappo con Berlusconi); “cigni fanfaroni” (alcuni suoi parlamentari stanno ritornando mestamente nel pollaio berlusconiano). “Con Farina, fingi!”(Renato Farina, vice di Feltri, spia dei Servizi Segreti sospeso dall’Albo dei Giornalisti; poi regolarmente premiato dal PdL con l’elezione alla Camera)

Pierferdinando Casini : “Decadrai! Non persi Fini!” (a Berlusconi : nonostante alcune defezioni rimane in piedi il progetto dell’alleanza con Fini per il Terzo Polo)

Pierluigi Bersani : “bagnerei, lui spiri!” (festeggerei a champagne nel caso che Silvio si levasse di mezzo); “insuperabile, giri!” (gira come una trottola, da Sanremo ai tetti delle Università occupate, con le maniche rimboccate).

Massimo D’Alema : “mossi male dama” (dai tempi della Bicamerale ne ha sbagliate di mosse!); “ma saldai somme” (riferimento all’appartamento in affitto da lui lasciato dopo denunce su affittopoli?).

Francesco Rutelli : “nel ficcare, lustro” (una decisa smentita all’impietosa satira rivoltagli da Vauro).

Nichi Vendola : chiavi nel Don” (forse ha in programma un viaggio in Russia); “donne valichi” (vai oltre le femmine). Nicola Vendola : “calando, lenivo” (forse si riferisce alle sue preferenze sessuali); “decollava inno” , “cadano novelli” (le sue qualità affabulatorie sembrano affascinare i più giovani); “l’ode non valica” (l’evocazione di modelli sociali alternativi è confinata a un ristretto pubblico di sinistra); “declinava nolo” (sono recenti le sue dichiarazioni contro l’amore mercenario emerso nel Rubygate);

Francesco Storace : “Te, consacra scrofe!” (Alcuni malopensanti – da cui ci dissociamo – ritengono che ciò si riferisca all’investitura di Daniela Santanchè come candidata de La Destra alle ultime elezioni politiche)

Daniele Capezzone : “capezzale dei neon” (il portavoce di B. sta volentieri sotto i riflettori per cantare le lodi di un berlusconismo agonizzante).

Alessandra Mussolini “munsi il re, salassando” (dopo i dissapori con Fini e Storace, blandì Berlusconi, fu eletta parlamentare, per il suo stipendio attingendo – come tutti i suoi colleghi – alle casse dello stato).

GIORNALI E GIORNALISTI

Il Giornale : “Ingollerai!” (inequivocabile riferimento al Metodo Boffo)

La Repubblica : “al pubblicare”, “a lebbra : pulci!” (fa le pulci al Cavaliere, che considera la peste del sistema Italia)

Famiglia Cristiana : “agli miri sfiancata”; “fanatica gli rimasi” (nonostante i duri attacchi de Il Giornale al direttore di F.C., Don Sciortino, la rivista ha mantenuto la propria linea editoriale di critica a B.).

Michele Santoro “lo schianteremo!”; “le amiche storno” (riferimento a Berlusconi e al Rubygate).

Marco Travaglio “Lo marcavi, grato” (Travaglio grazie alle sue severe critiche a Berlusconi è divenuto famoso)

Giovanni Floris : “in fango, risolvi” ; “sfilavi rognoni” (gentile e paziente, ma tenace, nel mettere in difficoltà i berluscones).

Concita de Gregorio : “accende grigio toro” (la bella direttrice dell’Unità fa arrabbiare l’anziano tombeur de femmes – prezzolate “a sua insaputa”-  di Arcore).

Alessandro Sallusti : “salassando, illustre!”; “dell’intruso, salassa!” (per la sua attività giornalistica e per il suo physique du role, molti lo ritengono una sorta di Nosferatu che succhia il sangue di ogni oppositore).

Vittorio Feltri : “torvi file, trito”; “irto vi rifletto”; “filetti ritrovo” (il maggiore esponente del “Metodo Boffo” mesta nel torbido, con dei dossier o dei files, per scorticare le tenere carni degli avversari veri o presunti di Berlusconi)

Vittorio Sgarbi : “irto, sbrigativo”; “ivi sbriga torto”; “sbigottirà rovi” (la virulenza di Sgarbi e la sua iracondia sono un suo tratto distintivo – del resto uno che si chiama Sgarbi…)

Giuliano Ferrara : “erro : lì naufragai” (i miserandi risultati elettorali del suo movimento No Aborto); “funeraria gloria” (dato che secondo alcuni porta male – se questo fosse confermato, ma io non ci credo – di fatto avrebbe recitato il Deprofundis a Berlusconi con la sua manifestazione “di sostegno” al Teatro Dal Verme a Milano)

Maurizio Belpietro : “permutabile, ori zio” (avanti e ‘ndrè tra Libero e il Giornale, gioielli di zio Silvio); “Tu rompi : belerai ozi” e “imputo liberare zio”(farai l’elogio del bunga bunga e ti batterai per il proscioglimento di B?)

Augusto Minzolini : “maligni ozi su Unto” (il suo TG riduce reati e critiche sull’Unto del Signore a semplice gossip); “ smunto, languii ozi” (il suo pallore è forse legato alla sua attività professionale?).

Marcello Veneziani : “caramelle ne’ novizi”, “cavaliere, non milze!” “venni macellare ozi” (a gennaio, Veneziani su Il Giornale auspicava toni più pacati nella linea editoriale. La nuova versione “alla vaselina” però è durata poco : Veneziani sta tuttavia mantenendo una sua linea più caramellosa, forse per non allontanare i “novizi” del PdL).

Nicola Porro : “Loro? Carponi!” (caso Marcegaglia?). Ma anche “Corna, piloro!” (colpire allo stomaco l’avversario, mettendo in piazza vicende amorose altrui).

Bruno Vespa : “bravo, punse!” (d’altra parte si tratta di un imenottero).

Franco Bechis : “finché sbraco” , “nocche sfibra” (sembra che batta i pugni sul tavolo), “finchè sbarco” (forse aspira ad un posto di maggiore rilievo nella compagine berlusconiana). Noi pensiamo sia più adatto “Confische bar”.

Piero Ostellino : “lenirei sto polo”, “lenirei lo posto” ( forse per un suo recente articolo sul Corriere molto tollerante col bunga bunga presidenziale). Troviamo più incisivo l’epitaffio: “ostinerei, pollo”.


Ci fermiamo qui. Fateci pervenire le vostre proposte.

Pocavista

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Il linguaggio del corpo, ovvero come smascherare i politici che mentono in TV.

Posted by pocavista su 3 febbraio 2011

Ambasciatori, politici e altri venditori

C’è chi afferma che gli ambasciatori sono pagati per mentire per conto del proprio paese. I politici, di solito, mentono in proprio. Come molti altri ciarlatani che ci capita di incontrare nella vita.

Gli uni e gli altri sovente vendono notizie non vere. Spesso è difficile riconoscere una menzogna detta da un politico, dato che i retroscena non sono interamente noti ai più, che non hanno possibilità di informarsi compiutamente, nè hanno interesse a farlo.TV e giornali, del resto, mettono in evidenza solo quello che fa loro più comodo per sostenere una certa tesi.

Inoltre telespettatori e lettori di giornali accettano e incamerano in prevalenza solo quelle informazioni che confermano la propria visione del mondo e scartano a priori le informazioni “dissonanti.”

Così se Berlusconi dice in TV che lui non ha mai toccato Ruby o Noemi, e che non ha mai pagato una donna, e che è intervenuto in questura solo perché lui credeva che quella fosse effettivamente la nipote di Mubarak, molti dei suoi sono disposti a credergli sulla parola. Questo fenomeno della persistenza del consenso a Berlusconi provoca stupore negli avversari politici, secondo i quali ci sarebbero invece “evidenze incontrovertibili”: le ricerche di psicologia forniscono una spiegazione esauriente di come permanga il consenso politico verso un leader, anche quando emergano suoi comportamenti inaccettabili.

Le bugie hanno le gambe corte

Gli studi sul linguaggio del corpo hanno messo in evidenza che questo proverbio ha un fondamento : l’orientamento di gambe e piedi, quando mentiamo, tradisce le nostre vere intenzioni.

Un buon comunicatore spesso riesce a controllare il linguaggio non verbale della parte superiore del corpo. Quasi tutti hanno difficoltà a controllare la parte inferiore, piedi e gambe. Se l’individuo pronuncia una bugia, nella stragrande maggioranza dei casi aumenteranno i movimenti delle gambe e dei piedi : si comincia a battere il piede in terra, non si riesce a trovare una posizione di riposo per le gambe, che spesso verranno orientate verso l’uscita, simulando – psicologicamente –  una fuga.

Molti dirigenti e politici si trovano maggiormente a loro agio dietro una scrivania, che permette di mascherare la parte inferiore del corpo. Vengono praticamente banditi i tavoli e le scrivanie con il piano di materiale trasparente.

E’ solo un caso che a partire dal videomessaggio della sua “scesa in campo” del 1994, fino al contratto con gli italiani sottoscritto da Vespa nel 2001, per giungere agli odierni videomessaggi che si susseguono a tambur battente per contrastare gli effetti del caso Ruby, Berlusconi parli sempre da dietro una scrivania, che nasconde la parte inferiore del corpo?

Guardami negli occhi

Ci sono altri segnali che il corpo manda inconsciamente, mentre si pronuncia una bugia: lo sguardo sfuggente è uno di questi. Quando qualcuno mente, spesso non riesce a sostenere lo sguardo dell’interlocutore e punta gli occhi altrove. Tuttavia lo sguardo sfuggente può esser causato anche da timidezza o da senso di colpa, non necessariamente da una bugia.

Un politico che in TV spesso evita lo sguardo altrui è Bersani, che fa così apparire meno convincenti le proprie argomentazioni. Probabilmente non è un abile venditore e alla scuola di partito non gli hanno insegnato l’ABC della comunicazione televisiva.

Berlusconi invece, cosciente che questo è un segno rivelatore, cerca di guardare negli occhi direttamente lo spettatore dei suoi videomessaggi.

Berlusconi – forse il più abile comunicatore politico mai apparso sulla scena italiana – però non riesce a controllare totalmente lo sguardo, sposta gli occhi per microistanti in altre direzioni o su un oggetto che comincia manipolare e a cui si aggrappa per avere maggiore sicurezza(come dei fogli di appunti). Tuttavia nei videomessaggi berlusconiani, potendo essere registrati più volte in studio, la regia può intervenire con una sapiente opera di “taglia e cuci”, per eliminare la maggior parte dei segnali ritenuti “dannosi” per la veridicità ed efficacia del messaggio.

L’esibizione “live” di solito rivela molto di più di un messaggio registrato ed è forse per questo che non vediamo più Berlusconi in confronti live con giornalisti non addomesticati che possono porre domande scomode (l’ultimo episodio è quello dell’Annunziata, quando B. abbandonò lo studio perchè invece che rispondere a delle domande voleva fare il solito monologo) o in dibattiti con oppositori in campagna elettorale.

L’ultimo faccia a faccia in TV con un oppositore politico è stato quello con Rutelli. Ricordiamo che quando Rutelli stava parlando, Berlusconi si alzò e andò a spazzolare il bavero della giacca dell’avversario. Questo gesto, apparentemente innocuo e amichevole, in realtà lasciava intendere che Rutelli avesse la forfora. In tal modo B. neutralizzò, con un piccolissimo gesto, la maggiore eloquenza, la giovinezza e l’ascendente sul pubblico femminile del suo avversario.

Barbara Palombelli e Francesco Rutelli messi a nudo

 

Poi, da quando si sono imposte delle regole severe nei confronti TV in campagna elettorali tra i leader dei vari schieramenti, B. non ha più accettato di parteciparvi. Sarà un caso?

Torniamo allo sguardo. C’è una variazione non controllabile dell’occhio che si accompagna spesso alla menzogna. Questa consiste nell’aumento della dimensione delle pupille e nella frequenza di ammiccamento delle palpebre.

Sembra assodato che quando un individuo pronuncia una menzogna, rallenti il battito della palpebre, per poi accelerare – assai sopra la frequenza normale – dopo averla detta (leggi : passato il pericolo di essere scoperti mentre la si pronuncia).  Al contrario, chi afferma una cosa vera aumenta la frequenza del battito delle palpebre mentre la dice, per diminuirla successivamente.

Il fenomeno però non è ben visibile in TV. I giornali riportano che Berlusconi, per esempio, sembra si faccia riprendere con una calza di nylon fissata sull’obbiettivo della telecamera : ciò riduce non solo le rughe visibili, ma renderebbe difficile scorgere particolari minuti come la variazione della dimensione delle pupille.

Si controlli il seguente video, reperibile su Youtube, in cui l’assemblaggio particolare permette invece di cogliere i numerosi segnali corporei inviati da Berlusconi e che normalmente sfuggono ai più. Ai numerosi segnali di nervosismo e di fuga (aggiusta i fogli, ruota le spalle, dà brevi guizzi altrove con lo sguardo), Berlusconi aggiunge segnali di acquietamento (mostra le palme delle mani, per far vedere agli spettatori che lui non è pericoloso, ma una vittima) o che comunicano determinazione (mani che vanno in sincrono dall’alto verso il basso). Caratteristica, quest’ultima, anche di Bersani.

Come si distingue un sorriso vero da uno falso?


Com’è noto, il sorriso sul volto della persona che incontriamo ci mette in una buona disposizione d’animo. Berlusconi per esempio si fa riprendere in pubblico quasi sempre sorridente. Vuol comunicare apertura, fiducia, ottimismo, sicurezza di sè.

Una delle azioni che facciamo più di frequente, quando vogliamo mascherare un sentimento negativo, è quella di sorridere. Come si distingue allora un sorriso vero da uno falso?

Molte persone non sanno cogliere i segnali secondari della mimica facciale e si lasciano ingannare dai falsi sorrisi.

Il sorriso falso coinvolge solo la parte inferiore del volto, i muscoli della bocca. Quello vero, anche gli occhi, che sovente mostrano le famose “rughe a zampa di gallina” ( i fisiologi indicano che il sorriso vero comporta una contrazione spontanea del muscolo oculare detto pars lateralis) e un lieve abbassamento delle sopracciglia.

Talvolta il sorriso falso appare e scompare in modo troppo improvviso e asimmetrico e desta qualche sospetto nell’interlocutore.

Le donne, normalmente più brave degli uomini a leggere i segnali corporei, hanno maggiore facilità a discriminare un sorriso vero da uno falso.

Le mani davanti alla bocca.

Clinton al tempo dell'affare Lewinski

I bambini portano le mani al volto, quando dicono una bugia. In generale, ci si copre la bocca nel tentativo di “coprire le parole ingannatrici”. Da adulti il gesto tende a divenire più elaborato; la copertura della bocca lascia spesso il posto a una grattatina sul naso, a stuzzicarsi l’orecchio, a una rapida deglutizione, a grattarsi il collo o aggiustarsi il collo della camicia.  Quando un individuo avvicina la mano al volto, non necessariamente dice il falso; può magari cercare di coprire solo un proprio imbarazzo e la tendenza ad arrossire.  Berlusconi usa il fard anche al di fuori delle occasioni televisive : questo – oltre a dargli un aspetto più “giovanile” – lo mette al riparo anche da eventuali rossori.

 

Il toccarsi o il grattarsi il naso è un gesto assai frequente in situazione di particolare nervosismo. Sembra infatti che quando l’individuo pronuncia una menzogna provochi un maggiore afflusso di sangue al naso che aumenta leggermente di dimensioni. Pinocchio docet.

 

Anche il portarsi il dito alla bocca può rivelare l’ansia legata ad una situazione sgradevole, ansiogena. Non necessariamente testimonia una menzogna, ma dovrebbe comunque metterci in guardia.

Tutti questi gesti non vanno valutati isolatamente, ma all’interno di  una situazione comunicativa : vanno “contestualizzati”, come direbbe mons.Fisichella.

 

La coerenza tra linguaggio verbale e non verbale

Molti non riescono a cogliere i veri segnali corporei inviati dagli interlocutori, specie quando mentono. Bisogna esercitarsi invece a interpretare i nostri politici al di là delle loro dichiarazioni, per poter cogliere le loro vere intenzioni e individuare le menzogne durante le loro sceneggiate televisive.

Dovremmo essere invece in grado di valutare soprattutto la coerenza tra quanto un politico afferma e il linguaggio del corpo che ne accompagna le parole.

Un video “di scuola” è quello relativo alle dichiarazioni di Bill Clinton, che negò di avere mai avuto rapporti sessuali con Monica Lewinsky. Il caso è illustre precursore del nostrano Rubygate, con i relativi  e insistenti videomessaggi TV del nostro Presidente del Consiglio.

Nel video appare chiara l’incoerenza tra comunicazione verbale e non verbale di Clinton: per esempio, quando afferma di non aver avuto una relazione sessuale con la Lewinsky, guarda da una parte e con il dito indica l’altra parte. Inoltre scandisce le parole più lentamente per conferire loro maggiore veridicità.

Per un utile paragone, si veda su Youtube il videomessaggio di Berlusconi in cui dice più o meno “mai, ripeto mai, ho pagato una donna per fare sesso”. La ripetizione e il rallentamento della ritmica del discorso, per conferire maggiore enfasi alla comunicazione, sono quanto meno sospette.

Conclusione

Il buon Indro Montanelli disse una volta : “Strano paese il nostro. Punisce i venditori di sigarette, ma premia i venditori di fumo!”

ESERCITIAMOCI : ALCUNI ESEMPI  DI LINGUAGGIO NON VERBALE DI POLITICI ITALIANI

Berlusconi e il contratto con gli italiani


B. concludeva : “Se quattro dei cinque punti del contratto non saranno realizzati non mi ricandiderò più”.

Notare che la famosa scrivania aveva il piano di ciliegio, non di cristallo, e i movimenti della parte inferiore del corpo erano mascherati.

Il linguaggio non verbale di Prodi

Il linguaggio non verbale di Di Pietro e La Russa

Il linguaggio non verbale di Bersani

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Sgarbi, su “Il Giornale”, parla dell’ “Uccello di Fuoco” di Berlusconi. Politici dal “flaccido don” e mondo femminile nel pensiero del “cosiddetto” critico d’arte.

Posted by pocavista su 1 febbraio 2011

Da Stravinskij a Berlusconi

Su “Il Giornale” del 1 febbraio 2011, Sgarbi scrive un articolo sul caso Ruby, dove  immagina un eventuale interrogatorio di Berlusconi da parte della Bocassini, in cui afferma che “Berlusconi in privato …fa ascoltare” l’Uccello di Fuoco”  alla sedicente nipote di Mubarak”. Inevitabile la domanda : l’Uccello è quello di Igor Stravinskij o quello dello statista di Arcore?

Sgarbi  – da presunto cultore della materia – si intrattiene volentieri sul rapporto tra uomini politici e mondo femminile, spesso popolato da giovanissime aspiranti al successo, come Nicole Minetti, disposte a “un rapporto affettuoso” con  un uomo politico anziano dal “flaccido don” (siamo debitori di questa bella definizione a Lameduck) –  “c…lo flaccido”, così l’ha definito la Minetti intercettata, parlando di un uomo ricco, potente e soprattutto generoso di cui si sarebbe invaghita.

Nell’articolo, fa capolino la visione del mondo di Sgarbi sulle donne, che lui pensa di conoscere bene, dato che ne frequenta “cinquanta a settimana”. Roba da far impallidire il presunto harem di Berlusconi.

Già in precedenza Sgarbi su Il Giornale aveva parlato di Fini e di Berlusconi e del loro rapporto con le donne, criticando Fini e lodando Berlusconi.

Tutto nasce quando Sgarbi rilascia un’intervista al settimanale “A” sul caso Fini-Tulliano-casa di Montecarlo.   Feltri si butta a pesce e il 14 agosto pubblica un’articolessa del primo cittadino di Salemi.

 

Vittorio Sgarbi. Chi era costui?

Tutti sanno chi è Sgarbi. Garbato, cortese, assai rispettoso con gli interlocutori che dissentono da lui, riservato, fedele. sgarbi-incazzato-1Tiene molto alla legalità, tanto è vero che non si conoscono nemmeno sue infrazioni ai divieti di sosta. In effetti ha girato per anni con la scorta di stato pagata dai contribuenti.

Si dichiara critico d’arte e polemista. Molti nutrono più di un dubbio sulla prima qualifica, mentre sulla seconda non possiamo che convenire. Se qualcuno non ne fosse convinto, può consultare su Youtube la hit parade delle performance televisive del pacato intellettuale.

Sgarbi – da vero uomo di mondo – si muove a tutto campo, come risulta dal suo curriculum. sgarbi-incazzato-2Su Wikipedia qualcuno si è preso la briga di elencare le sue numerose condanne – per truffa ai danni dello stato (definitiva) e soprattutto per diffamazione – cui si è talvolta sottratto, suo malgrado, con indulti e prescrizioni.

Ma ciò a cui tiene di più sembra sia la coerenza. Al riguardo,  Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Sgarbi) riporta anche il robusto curriculum delle militanze politiche del Nostro:

 

  • Partito Comunista Italiano, che lo ha candidato a sindaco di Pesaro;
  • Partito Socialista Italiano, per il quale è stato consigliere comunale a San Severino Marche;
  • DC-MSI, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di San Severino Marche nel 1992;
  • Partito Liberale Italiano, per il quale è stato deputato;
  • Partito Federalista, che ha fondato nel 1995 e poi lasciato per aderire alla Lista Pannella;
  • Lista Marco Pannella, con la Lista Pannella-Sgarbi, abbandonata dallo stesso Sgarbi prima delle elezioni;
  • Forza Italia, nella quale ha inglobato il suo movimento I Liberal Sgarbi-I libertari;
  • Partito Repubblicano Italiano con il quale si è alleato per le elezioni europee nel 2004;
  • Lista Consumatori, con la quale si è candidato per le Politiche del 2006, senza essere eletto;
  • UDC-DC, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di Salemi nel 2008;
  • Movimento per le Autonomie con il quale è stato candidato alle Elezioni europee del 2009 nel cartello elettorale del Polo dell’Autonomia nella circoscrizione Isole.
  • Con Rete Liberal, alle regionali 2010 del Lazio ha sostenuto Renata Polverini

Ha inoltre fatto parte dell’Unione Monarchica Italiana”.

 

Roba da fare invidia all’implume Capezzone, ancor giovine di bottega, che però si farà, visto l’impegno che mette nel passare repentinamente da uno schieramento all’all’altro.

L'opione del martin pescatore

L'opinione del martin pescatore

Ci preoccupa l’assenza nel suo curriculum della Sudtiroler VolksPartei e del Movimento per la Ricostituzione del Sacro Romano Impero, ma siamo sicuri che colmerà al più presto queste inaccettabili lacune..

Visto da quale pulpito vien la predica, andiamo a vedere che cosa ha dichiarato il Nostro. Sgarbi, che per due anni ha “mantenuto il doveroso rispetto per Gianfranco Fini” , fin qui non ha detto niente. Ma dopo quello che sta succedendo, avverte l’ obbligo morale di prenderne le difese, dando una sua versione. Fini si è innamorato di questa “ragazza semplice e buona”… “La Tulliani, pure intelligente, è certo più bella che intelligente.” Fini come ogni “uomo innamorato non vede la realtà com’è, e interpreta in modo positivo ciò che altri giudicano malizioso”… “Non voglio dire che Elisabetta Tulliani volesse «sistemarsi». Voglio dire che Fini non doveva farsi sistemare.”

E qui inizia l’affondo : “Si può dunque pensare, anzi oggi è una certezza, che Fini sia stato, nella considerazione popolare, sopravvalutato”

Sgarbi a questo punto mostra tutto il suo talento per rubriche come la posta del cuore dei settimanali femminili. Parla delle ragazze “nell’orbita di uomini di fresco potere del centrodestra”, spesso raccomandate per intraprendere carriere artistiche e televisive. gif-ragazza-che-cammina-sexy1Ma anche delle donne della stagione politica precedente, “dominatrici di altri politici democratici o democristiani”. … “Donne di personalità forti che hanno letteralmente «occupato» i loro uomini condizionandone scelte e destini. Come per Fini, l’epilogo di Mastella si deve al cieco amore per Sandra. Clemente ha fatto saltare tutto, ha perduto se stesso, e ha fatto cadere Prodi per amore di Sandra. Quando essa è stata incriminata, non ci ha visto più e ha abbandonato tutto.” Adesso Alberoni può anche andare in pensione.

Però lui, Sgarbi, mica si fa condizionare dalle donne, come i comuni mortali di sesso maschile. “E ciò – rivela Sgarbi – li differenzia da me, e, anche se in modo più artigianale, da Berlusconi, che ha una sua «ingenuità», che amiamo essere «visitati», non «occupati». E non ci lasciamo travolgere né dal fascino, né dal potere seduttivo di una donna.” Anche Sgarbi, come il Berlusconi così definito dal suo avvocato di fiducia, si vanta di essere una sorta di ghedinesco “Utilizzatore Finale”.

 

D’altro canto Sgarbi afferma che “la Tulliani … non è dominatrice. Chiunque poteva prenderne le misure e non farsi travolgere dal suo giovanile entusiasmo. Meno Fini.” Con la scusa della difesa del Presidente della Camera, a Fini viene dunque affibbiato di fatto il ruolo del pirla che si fa infinocchiare dalla “sgallettata” di turno. L’abilissimo Sgarbi strizza l’occhio al maschilismo di molti elettori di destra,sgallettata-1 che provano una sincera ammirazione per l’Utilizzazione Finale (“una botta e via”è l’elegante espressione di uso comune) e una commiserazione per chi “ci casca”. L’invidia nei confronti del Leader Supremo non è assolutamente appannaggio dei “sinistri”, come la vulgata di destra vuol far credere. La maggior parte dei maschietti di destra, costretta a una “modica dose” di sesso coniugale, guarda con invidia a chi si può permettere l’overdose di sesso extraconiugale (vero o presunto, non ha importanza) con attricette e veline che appare privilegio del potere. Lo ius primae noctis, appreso nei lontani tempi di scuola, riemerge con forza ad opera dei nostri satrapi da avanspettacolo. Al riguardo, in un’intervista rilasciata a “Il Secolo XIX” di Genova, Sgarbi non ce la fa più a trattenersi e, come fosse con gli amici al Bar Sport, si lascia andare a questa dichiarazione “Io frequento 50 donne a settimana e, così come non ho storie d’amore con tutte, da tutte mi libero”. Come a dire “a me Silvio e il Merolone mi fanno una s…”. (Sgarbi dovrebbe sapere che in giro c’è chi conosce non solo Geminello Alvi, ma anche Plauto e il suo Miles Gloriosus e potrebbe fare imbarazzanti paragoni).

Mentre il Fini innamorato è “sorprendente e pericoloso”, al contrario “… l’abile, seppur generoso, Silvio, non ebbe dubbi, non si lasciò travolgere… si è liberato di tutte, anche di Veronica.”berlusco-fa-le-corna

Ma il gentleman ferrarese fornisce materia anche per le gentili lettrici di destra, indotte a pensare che di Fini non ci può fidare perché ha tradito la moglie per una “sgallettata” qualsiasi.

Sgarbi completa il servizietto a Fini, iniziato da Feltri :

 

  • tradisci il patto con gli elettori del PdL perché dissenti da Berlusconi (Feltri)
  • tradisci la fiducia del tuo stesso ex-partito (Feltri, che accusa Fini di uso privato di beni del partito) e non puoi fare il moralizzatore (altro slogan molto in voga tra i destri e i Grillini : “Il più pulito ci ha la rogna”);
  • infine sei un uomo “dabbene” che si lascia abbindolare dalla prima “velina” e quindi come si fa a fidarsi di te (Sgarbi)?

 

 

Ed ora si arriva al dunque. Qualcuno ancora pensa che Fini abbia mostrato disaccordo con Berlusconi per ragioni politiche, come legalità, federalismo e quisquilie di questa natura? Macché, Sgarbi fa sapere che il Fini “travolto dalla passione … si irrita quindi con Berlusconi per alcune sortite di «Striscia la Notizia»” che riguardano la sua compagna. E quindi conclude che “Da questa vicenda Gianfranco esce come un ingenuo, inadeguato a misurarsi con le realtà complesse e difficili della politica”.

In soldoni da “Il Giornale” si comunica alla platea della destra che Fini è: traditore (Feltri), imbroglione (Feltri), fesso (Sgarbi), incapace (Sgarbi). Ciapa su e porta a ca’.

fini-e-berlusca-dissenso

Certo che Sgarbi nell’operazione di demolizione della figura di Fini è assai più sottile di Feltri, che va giù con l’accetta. Se Feltri parla alla pancia degli elettori di destra, qui Sgarbi li titilla ancora più efficacemente dentro le mutande. D’altro canto è noto, non solo ai fan di De Andrè, che anche per il Re Carlo che “tornava dalla guerra … più che l’onor poté il digiuno!”.

 

All’autore di questo post, l’operazione di demolizione della figura di Gianfranco Fini appare invece strumentale e scandalosa. Molto al di là delle sue eventuali responsabilità nella vicenda monegasca, che la magistratura dovrà appurare. Certo, se si dovesse dimettere lui che non è nemmeno indagato, i due grandi Utilizzatori Finali, Berlusconi e Sgarbi – che qualche problemuccio con la giustizia ce l’hanno avuto – cosa dovrebbero fare?

Chi vuole consultare la hit parade di Sgarbi clicchi qui sotto :

SGARBI – The very best of

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Berlusconi fa parte del Consiglio Supremo di Difesa e coordina i servizi segreti. I suoi comportamenti espongono l’Italia a seri rischi sul piano della sicurezza nazionale.

Posted by pocavista su 29 gennaio 2011

Il Presidente del Consiglio, secondo la legislazione vigente, è vicepresidente del Consiglio Supremo di Difesa (CSD).

Il CSD è un organo di rilevanza costituzionale che si occupa dei problemi politici e tecnici attinenti alla sicurezza e alla difesa nazionale. E’ presieduto dal Presidente della Repubblica; il vicepresidente è Berlusconi. Partecipano al CSD i ministri degli Esteri, dell’Interno, della Difesa, il Capo di Stato Maggiore della Difesa. Il segretario del CSD è il generale Rolando Mosca Moschini.

Per esempio, il 10 novembre 2010 il CSD ha deciso il potenziamento dell’impegno militare italiano in Afghanistan e la riduzione delle forze nel teatro di Balcani. (http://www.grnet.it/news/95-news/2014-consiglio-supremo-di-difesa-potenziamento-impegno-in-afghanistan-riduzione-nei-balcani.html)

Funzione particolarmente delicata – che la legge affida direttamente al Presidente del Consiglio – è la vigilanza e il controllo sul Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica (il DIS), ossia i Servizi segreti dello Stato. (http://www.quirinale.it/qrnw/statico/attivita/csd/csd.htm).

Quindi Berlusconi partecipa alle decisioni riguardanti l’impegno militare italiano all’estero, gli indirizzi e gli investimenti italiani nel sistema della difesa, il coordinamento dei servizi segreti, il segreto di stato. I suoi comportamenti privati e le sue frequentazioni non lo devono mettere in condizione di essere ricattato né di rivelare segreti riguardanti la sicurezza dello stato.

Al contrario :

  • In casa di Berlusconi poteva “entrare liberamente chiunque, non c’era niente da nascondere” (parole del Ministro Rotondi a Ballarò del 25 gennaio 2011). Questo sembrerebbe confermato anche dalle dichiarazioni delle ragazze e dalle intercettazioni. E’ vero oppure no?
  • Alcune ragazze del supposto harem del premier avevano il suo numero telefonico privato. Tanto è vero quando Ruby viene portata alla questura di Milano per furto, la sua amica brasiliana telefona a Berlusconi a Parigi, che chiede di affidare Ruby, “la nipote di Mubarak”, alla Minetti.. E’ prudente che il capo di governo lasci il proprio numero di cellulare privato a persone della cui condotta e della cui identità non si è certi?
  • Talora entrano ad Arcore persone sconosciute : nelle intercettazioni emerge la presenza di un misterioso cubano portato da Marysthell Polanco, una delle amiche del premier, precipitosamente fatto allontanare da Emilio Fede ritenendolo pericoloso. Se la cosa fosse confermata, sarebbe di una gravità assoluta. Aspettiamo smentite.
  • Marysthell Polanco, dominicana, quella che da Lerner si lamentava come la polizia si fosse presentata alle sette per perquisire la sua abitazione svegliando la sua bambina, secondo quanto riportato dai giornali ha continuato a frequentare la villa di Berlusconi anche dopo che il suo fidanzato è stato arrestato per narcotraffico. Più di due chili di coca sono stati trovati dentro l’auto della Minetti, di cui lui era alla guida. (La Minetti era però all’estero). Altri dieci chili di coca sono stati trovati nel garage della Polanco, in via dell’Olgettina. Frequentare la fidanzata maggiorenne di un narcotrafficante non è reato, ma è opportuno per un capo di governo?
  • Ruby è di origine araba, marocchina, minorenne fino a poco fa. Secondo l’ultima versione della difesa di Berlusconi, funzionale allo spostamento del processo al Tribunale dei Ministri, il premier aveva creduto che Ruby “fosse veramente la nipote di Mubarak”. Ammesso che sia veramente così, perché Berlusconi non ha fatto controllare dai servizi di sicurezza italiani se l’identità di Ruby (nipote di un capo di stato straniero) fosse veritiera? Ruby non avrebbe potuto agire su mandato di un servizio segreto straniero o di un’organizzazione terroristica, per carpire segreti, organizzare un’attentato, ricattare il premier?

Considerazioni finali

A noi non interessa dare una valutazione morale della condotta privata di Berlusconi. Ognuno può avere una sua idea sulla coerenza tra partecipazione a Family Day, annuncio di un disegno di legge per lottare contro la prostituzione, difesa dei valori cristiani da un lato, e i suoi comportamenti privati, dall’altro. Da destra molti giustificano la condotta del premier, dicendo che “a casa propria ognuno può fare quello che vuole”, e il Rubygate è puro voyeurismo dei giudici e dei giornali.

A noi, in questa sede, non interessano gli eventuali reati che la procura di Milano sta contestando al Premier (concussione e prostituzione minorile). Da destra si contesta l’iniziativa dei magistrati dicendo che è il solito complotto delle toghe rosse.

A noi preoccupa in particolare il fatto che il nostro Presidente del Consiglio, con i suoi comportamenti, metta a rischio non solo l’immagine, ma anche e soprattutto la nostra sicurezza nazionale. La storia dello spionaggio internazionale è piena di ricatti a base di sesso, soldi e droga. Non riusciamo a immaginare che nelle dacie di Putin si presenti una sedicente nipotina di Mubarak, senza che l’ex- colonnello del KGB Putin prenda le dovute cautele, o che alla Casa Bianca possa entrare e uscire liberamente la donna di un narcotrafficante preso con 12 kg di coca.

La condotta del nostro premier, che qualcuno ritiene essere ormai in preda ad una sex addiction – la grave patologia di dipendenza dal sesso, per la quale si sono fatti ricoverare in clinica Michael Douglas e Tiger Woods – dovrebbe suscitare allarme e preoccupazione da parte di tutti gli italiani che abbiano a cuore la sorte del nostro paese.

Il popolo di destra che dice a questo proposito? Si rifugia ancora dietro il comodo mantra della privacy violata e del un presunto complotto della Bocassini?

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Svelato il mistero : la fidanzata di Berlusconi si chiama Susanna.

Posted by pocavista su 17 gennaio 2011

 

 

VAURO 2011

Cherchez la femme. Dopo le rivelazioni di Berlusconi che, seguendo i consigli di Libero e de Il Giornale, ha dichiarato di essersi fatto la fidanzata  (anche se le cronache suggeriscono che se ne sia fatta più d’una), siamo partiti alla ricerca.

Abbiamo scartato subito le quattordici ragazze cui è stato dato in comodato d’uso un condominio da cui potevano spostarsi comodamente ad Arcore, in caso di bisogno. Forse non all’altezza del ruolo. Abbiamo escluso anche Nicole Minetti, l’igienista dentale del premier  eletta consigliere regionale in Lombardia per meriti gengivali, più adatta a curare piorree e tartaro che a tessere rapporti internazionali come “prima dama”. Da scartare la Santanchè, per eccesso d’anni, di silicone e di testosterone.  Mara Carfagna? No, troppo chiacchierata per la sua subitanea ascesa ai ranghi di Ministro e ormai una signora con un nuovo look da Maria Goretti.  Qualcuno suggerisce Dacia Valent, la parlamentare di colore : ma poi chi glielo va a raccontare a Bossi e ai suoi? La Gelmini? troppo algida per la lap dance, ma forse più adatta a guepiéres di lattice.

Poi è emerso improvvisamente un cognome e un nome : Susanna, o per meglio dire Lacasta Susanna. La ragazza occupa un ruolo di tutto rispetto nella storia dell’arte e della religione e potrebbe portare nuovo prestigio al premier.

Un soggetto ricorrente nella pittura rinascimentale e barocca riguarda “Susanna e i vecchioni” . Guido Reni,  Tintoretto, Rubens, Allori, Rembrandt, Artemisia Gentileschi e molti altri pittori, fino al contemporaneo Botero, si sono cimentati sul tema. La storia è ripresa dal biblico libro XIII di Daniele, in cui alla tarda età non viene associata non tanto la saggezza, quanto il vizio.

Susanna era la sposa di Joachim, il ricco proprietario di un palazzo circondato da un parco dove indiva banchetti e feste per numerosi invitati. Tra costoro c’erano due anziani magistrati che guardavano la casta Susanna con occhio lubrico. Un caldo pomeriggio d’estate Susanna si spogliò nuda senza rendersi conto che occhi estranei la stavano spiando: i due vecchi si erano nascosti nel parco di Joachim ed insieme architettarono uno sporco ricatto: :“Concediti a noi, se no ti accuseremo di tradire tuo marito con un giovane”.

Susanna si mise allora a urlare per far accorrere i servi, ma i magistrati a loro volta gridarono accusandola di adulterio, reato che prevedeva la lapidazione. Quando tutto sembrava perduto, fu salvata dal giovane Daniele che chiese separatamente ai due anziani dove si fosse nascosto l’amante di Susanna. I due dettero risposte diverse, svelando la menzogna. Così i due vecchi vennero condannati e Susanna si salvò.

L’associazione viene spontanea : Noemi, le veline, le igieniste dentali, le escort, le calendariste e adesso le Ruby, che hanno animato le nostre cronache negli ultimi anni e i cui nomi sono stati spesso accomunati a quello del nostro Leader Supremo, ricordano un po’ Susanna e i vecchioni lussuriosi. Nell’ultimo episodio di cronaca che vede al centro Berlusconi, Fede e la minorenne marocchina Ruby, i senili arrapati non sono però magistrati. Inoltre le Susanne odierne tanto caste e irreprensibili non sono, ma usano il loro fascino per farsi una posizione, anche in Parlamento secondo quanto hanno denunciato recentemente la parlamentare Angela Napoli e il sen. Guzzanti, che ha parlato perfino di “mignottocrazia”.

Lo scoop di Svistasocialclub.wordpress.org – Versione originale di “Susanna e i Vecchioni” di Artemisia Gentileschi, dopo il restauro predisposto dal Ministro della Cultura Bondi

Potere e harem, vecchiaia che usa l’altrui giovinezza per sfuggire alla terza età. Una storia vecchia come il mondo. Anche il nostro anziano Leader Supremo, che non fa mistero di amare il bunga bunga con giovani signorine, ogni volta che viene accusato di avere messo le mani nella marmellata, nega e grida al complotto delle toghe rosse.

Si ricorderà che nel caso Marrazzo, Berlusconi consigliò – per pura e disinteressata solidarietà, s’intende – all’allora governatore del Lazio di pagare i propri ricattatori, perché togliessero di mezzo un video compromettente. Nel caso di Ruby, sembra – ma è un’ipotesi che la magistratura dovrà accertare – che la Presidenza del Consiglio fece pressioni per far rilasciare la giovane Ruby, arrestata per furto dalla questura di Milano. Ruby, minorenne marocchina fuggita da una casa-famiglia di Palermo e frequentatrice della reggia di Arcore, fu fatta passare addirittura per nipote del presidente egiziano Mubarak. (“Io aiuto sempre chi ha bisogno”, ha dichiarato il nostro Leader Supremo).

A destra come si vive la vicenda? Ecco alcuni istruttivi commenti dei lettori al sito WEB de Il Giornale :

#2 raffa62 (88) il 17.01.11 alle ore 8:51 scrive:

per prima cosa dobbiamo partire in “quarta”,cioè,fare tante manifestazioni,tutti i giorni,per 15 giorni,per difendere Silvio,la libertà di farci governare da chi diciamo noi…,e la immediata riforna sell giustizia!! poi,bisogna isolare IL traditore.Poi…,mandare ispezioni alla procura di milano…per controllare i soldi come si spendono e approvare subito la commissione d’inchiesta parlamentare per questi pseudo magistrati.

In particolare i commenti rivolgono alcune affettuose attenzioni a Fini, che ha suggerito a Berlusconi di difendersi non in TV ma di fronte ai giudici.

#40 nuvmar (11) il 17.01.11 alle ore 9:41 scrive:

ma fini chi è? -Ti pare giusto vedere una “alta” carica dello stato che va dai rossi a sparlare del presidente del consiglio o, comunque , di un parlamentare dello Stato e di cui dovrebbe essere garante?!! Cioè: -Dimentichiamo un poco chi lo votò (M. S. I. Fiamma tricolore ) tradito, e vediamo i fatti ————-,Nulla,proprio niente, solo azioni scomposte contro il nemico,a favore dei propri nemici, con la speranza di soddisfare le mire della tulliana,suppongo, ma è troppo anche questo per quello là!

#31 Michele Calò (405) – il 17.01.11 alle ore 8:50 scrive:

Voglio segnalare alla Treccani il termine “finiano” quale sinonimo di infame,maramaldesco,sciacallo,avvoltoio,vigliacco,traditore. Il fecaloma della Camera si sta mostrando in tutto il suo squallore di carta igienica della magistratura rossa e della sinistra forcaiola.Tant’è che è andato a prostituirsi da quel Fazio dalla faccia da fesso e con il portafoglio gonfio che di mestiere fa lo stuoino.E per dire cosa?Che Berlusconi deve andare dai PM di Milano a farsi massacrare?Lui che ha svenduto ogni dignità(se mai l’ha avuta!)per non farsi inquisire su MonteCarlo?O per non dovere rispondere sulla Tosi?Per non parlare dei suoi amichetti dei giochi informatici a cui Tremonti chiede di pagare 70 MILIARDI DI EURO?!?O vogliamo fare anche due chiacchiere su Lady ASL, le società della ex moglie e del suo segretario particolare fatto eleggere alla Camera per cautelarlo?E magari due chiacchiere sulle precedenti gite monegasche per “salutare” i bancari italiani che lavorano lì?Fini,nemmeno la Cloaca Massima è disposta ad accoglierti!

#18 gianfra.46 (44) – il 16.01.11 alle ore 23:59 scrive:

Questo viscido verme nauseabondo, questo voltagabbana da due soldi, questo vile traditore che farebbe impallidire Giuda e Badoglio questa persona, dicevo, ha l’ardire di insegnare agli altri su come comportarsi di fronte alla giustizia!!!! Che si vergogni; io non so chi lo potrà votare, comunque chi avrà lo stomaco di votarlo dovrà vergognarsi pure lui. Fini…fai schifo!!!!! Un ex ammiratore di questo omucolo.

Già in ottobre, alle prime avvisaglie dello scandalo Ruby, il “popolo dell’amore”  – preclaro esempio di carità cristiana e di tolleranza – aveva esercitato tutta la sua comprensione per le “debolezze” del premier.

#32 TRIDENTINA AVANTI (664) il 30.10.10 alle ore 13:58 scrive:

Forza Cav tieni duro! Dillo Silvio ai kompagni di merende che le paghi le tasse e a milioni; dillo che non hai mai “lanciato molotov” contro le Forze dell’ordine; dillo che non sei mai andato a spasso “sottobraccio” con i terroristi; dillo che non fai pedofilia come certi ministri di un Famoso Credo religioso molto diffuso, il più diffuso, nel ns. Paese; dillo che non hai mai licenziato nessuno non come colui che, cacciato dagli Agnelli, acquisì quella famosa società di prodotti da ufficio (mobili, sistemi di calcolo, informatica, elettronica ecc.) di Ivrea, in ottima salute, la fece fallire e lasciò sulla strada più di 6000 persone; ma soprattutto dillo che a casa tua potresti fare tutto quel….. che vuoi!!! Ma forse tutto ciò accade per la famosa “invidia” infatti loro più di qualche riga di coca e qualche transessuale a pagamento….

#24 futuro libero (424) il 30.10.10 alle ore 12:33 scrive:

In Italia abbiamo solo due persone che hanno il coraggio di dichiarare: Berlusconi ama le donne, e Vendola ama gli uomini. Tutti gli altri stanno zitti, forse devono nascondere qualcosa? Vai Silvio li hai fatti impazzire tutti quanti non sanno più dove attaccarsi, o meglio magari lo sanno ma la moralità non consente.

#22 mala tempora currunt (30) il 30.10.10 alle ore 12:32 scrive:

non ci trovo nulla di male nel dire che uno ama le donne!!! chi di noi non lo ha mai detto? purtroppo dall’altra parte ci sono persone , es. Vendola, che hanno dei gusti molto poco ortrodossi… immaginate la novità: una checca presidente del consiglio…. tutto il parlamento in seta rosa e festini a luci rosse tre volte la settimana…anche una come la Bindi avrebbe una chance…per non parlare di chi, sempre “sinistro, abbordava i trans per strada….. che belle persone quelle!!!! allora meglio 1…100…1000 berlusconi!!!

#7 bruna.amorosi (1428) il 30.10.10 alle ore 10:51 scrive:

Ammazza quanto strillano questi sinistri , eppure il bunga bunga è il loro sport preferito vedi Vendola, Marrazzo e compagnia bella. Certo che il rossore sulla faccia proprio non lo conoscono . E allora meno male che almeno il capo del governo è un uomo normale. Bravo Berlusconi. Poi a Famiglia Cristiana ricordiamogli i preti pedofili e anche Boffo, che proprio puro non è…”

A nessuno di costoro purtroppo viene in mente che non si rinfacciano all’alto statista le sue preferenze sessuali (in PdL è o non è il partito dell’amore?),  quanto  l’eventuale interferenza sul funzionamento di un’altra istituzione dello stato come la polizia, per far rilasciare una sua amica (per di più minorenne) arrestata per furto, facendola passare come parente di un capo di stato straniero, rischiando un serio incidente diplomatico, e chiedendo che venisse affidata alla sua igienista dentale, ex-show girl, da lui fatta eleggere alla Regione Lombardia.  Ma a destra parlano invece di “ingerenza nella vita privata del premier” e  se la pigliano con Boffo e Marrazzo. I quali si sono dimessi da tempo, a differenza del loro amato Leader Supremo che dalla poltrona non si schioda.

Ma è questo che probabilmente Berlusconi e molti lettori de Il Giornale  intendono per “alto senso dello Stato”.

La politica ormai sembra divenuta una forma di perversione sessuale particolarmente adatta alle persone anziane.


Le Susanne e il vecchione.

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La pancia di Severgnini e la dissonanza cognitiva

Posted by pocavista su 2 novembre 2010

 

I – I fattori di Severgnini alla prova del bunga bunga.

Com’è noto Berlusconi ha alimentato ormai un vero e proprio genere letterario, che è quello dell’analisi del berlusconismo. Gli oppositori di sinistra e di destra si sono sempre chiesti : ma com’è possibile che molti italiani siano così ingenui da credere ancora a questo venditore di fumo? I suoi sostenitori invece continuano a domandarsi increduli : ma come fanno quegli invidiosi dei “sinistrati” e dei “finioti” a non rendersi conto che Berlusconi è l’uomo del fare, l’unico che può rendere l’Italia un paese più moderno? Qualcuno potrebbe obbiettare che B. è soprattutto l’uomo del dire e del baciare. Uomo delle lettere, sicuramente no; del testamento, forse. Vedremo nei prossimi giorni.

Nei giorni del bunga bunga, il giornalista del Corriere, Beppe Severgnini, cerca di spiegare ai posteri il fenomeno Berlusconi e pubblica da Rizzoli “La Pancia degli Italiani”. Berlusconi invece tenta di spiegare ai contemporanei quanto sia buono lui, dichiarando che lui aiuta sempre le Ruby in difficoltà e che “è meglio amare le donne che essere gay”. E minaccia di inondarci di dèpliant (pieghevoli, in italiano), in cui si magnificano le sorti magnifiche et progressive del suo governo. Anche nel suo entourage preferisce i pieghevoli, come Bondi, Capezzone, Fede, Minzolini, che dicono sempre di sì e creano pochi problemi.


 

Beppe Severgnini
Beppe Severgnini

 

II – Cosa ha trovato Severgnini frugando nelle nostre pance?

Rovistando dentro le nostre viscere, Severgnini ricostruisce una sorta di decalogo sui fattori di successo del Berlusconismo. (vd BEPPE SEVERGNINI ). Cerchiamo di sintetizzarli e di dare qualche nostro commento (tra virgolette e in corsivo le citazioni) :

1) Fattore umano
Berlusconi, in fondo, è uno di noi. E’ “pate e’ figlie”, ma donnaiolo, devoto ma non troppo, tifoso di calcio, intollerante delle regole che devono valere solo per gli altri, narcisista. Il conflitto d’interesse? Gli italiani ne sono pieni. I guai giudiziari? Colpa dei magistrati di sinistra.

2) Fattore divino
gif-palpatinelightninganiB. sa che gli italiani si dichiarano cattolici, anche se non praticanti, e violano allegramente la maggior parte dei comandamenti. La coerenza tra dichiarazioni e comportamenti non è una qualità italiana e quasi nessuno la chiede ai nostri politici. “In Vaticano si accontentano di una legislazione favorevole, e non si preoccupano dei cattivi esempi”. Esenzioni ICI, 8 per mille, finanziamenti alle chiese cattoliche, placet dei vescovi agli insegnanti di religione pagati dallo stato? Ok. Bigamia, ricorso a prostitute, festini, bestemmie? Bisogna contestualizzare, come dice monsignor Fisichella. Tanto poi c’è la confessione e si va in Paradiso lo stesso.

3) Fattore Robinson
Robinson, nel senso di Crusoe. B. ha sfruttato l’individualismo italico come fattore culturale. Nella vulgata popolare, B. si è fatto da sé, è insofferente verso le regole, non ha fiducia in tutto ciò che è pubblico. Quindi per i suoi fan è un ganzo e quelli che lo criticano sono solo invidiosi.

4) Fattore Truman
Truman, nel senso del film di Peter Weir, “Il Truman Show”. Cinque milioni è il numero di italiani – di ogni opinione politica – che compra i quotidiani di informazione, entra in libreria, seguono telegiornali non embedded come Sky Tg24 e Tg La7, guardano programmi TV d’approfondimento. Severgnini sospetta che siano sempre gli stessi, una minoranza che non può determinare però i risultati delle elezioni politiche. Invece “la televisione – tutta, non solo i notiziari – resta fondamentale per i personaggi che crea, per i messaggi che lancia, per le suggestioni che lascia, per le cose che dice e soprattutto per quelle che tace. E chi possiede la Tv privata e controlla la Tv pubblica, in Italia?”.

5) Fattore Hoover
La Hoover, produttrice d’aspirapolveri. Deve il suo successo soprattutto ai suoi rappresentanti, venditori implacabili della propria merce. Come Berlusconi : “B. possiede una capacità di seduzione commerciale che … ha applicato alla politica. …il messaggio dev’essere semplice, gradevole e rassicurante. La convinzione che la ripetitività paga… (e) che l’aspetto esteriore … resta fondamentale (tra una bella figura e un buon comportamento, in Italia non c’è partita).”

6) Fattore Zelig
Il desiderio di essere gradito ha insegnato a B. tecniche degne di Zelig, camaleontico protagonista del film di Woody Allen. Padre di famiglia coi figli (e le due mogli, finché è durata). Donnaiolo con le donne. Giovane tra i giovani … Lavoratore tra gli operai. Imprenditore tra gli imprenditori. Tifoso tra i tifosi. … Lombardo tra i lombardi. Italiano tra i meridionali. Napoletano tra i napoletani … Andasse a una partita di basket, potrebbe uscirne più alto”.

7) Fattore harem
Noemi Letizia, la D’Addario, Ruby, veline e soubrette fatte eleggere in Parlamento e nelle assemblee regionali, le feste a Villa Certosa e a Palazzo Grazioli? “B. dapprima ha negato, poi ha abbozzato («Sono fedele? Frequentemente»), alla fine ha accettato la reputazione («Non sono un santo»)”. B. fa ciò che molti italiani, principalmente i suoi fan, invidiosi, sognano.

8) Fattore Medici
B. è come i Medici, sta cercando di fondare una Signoria : gli italiani sanno bene che B. cura i propri interessi e quelli della sua famiglia, ma sperano di ricavarne qualcosa mendicando le briciole che cadono dalla sua tavola. I signori rinascimentali facevano i mecenati di pittori e scultori; B. invece spende fortune in mausolei, ville oltraggiose e giovani signorine, che talora colloca in Parlamento o nelle Assemblee elettive locali.

9) Fattore T.I.N.A.
T.I.N.A., There Is No Alternative. L’acronimo, coniato da Margaret Thatcher, spiega la scelta di molti elettori del Partito dell’Amore. L’alternativa di centrosinistra s’è rivelata poco appetitosa: “Il doppio, sospetto e simmetrico fallimento di Romano Prodi – eletto nel 1996 e 2006, silurato nel 1998 e 2008 – ha un suo garbo estetico, ma si è rivelato un’eredità pesante.”

Inoltre “il centrodestra unito rassicura, almeno quanto il centrosinistra diviso irrita”. Così Gianfranco Fini, non appena ha osato manifestare autonomia e dissenso dal Leader Supremo, viene fatto oggetto di ferocissime critiche e insulti.

10) Fattore Palio
Avete presente i tifosi della Lazio che preferiscono perdere con l’Inter pur di evitare lo scudetto alla Roma? Lo stesso succede nel Palio di Siena : l’importante è non far vincere la contrada rivale. Quindi meglio Berlusconi, con tutti i suoi difetti, pur di non far vincere i “sinistri”.

III – La curva sud dei fan di B.

Dentro la nostra pancia, la peristalsi rimescola e trasforma tutti questi fattori. Il prodotto finale della digestione,“la deiezione culturale”, dovrebbe essere il sostegno incondizionato a tutto ciò che fa e dice il Leader Supremo. In effetti, nell’analisi di Severgnini, il “fattore Palio” sembrerebbe l’unico che potrebbe spiegare l’esistenza di un’opposizione politica e culturale al berlusconismo: solo chi è nato in un’altra contrada – di centro sinistra – svilupperebbe una reazione immunitaria nei confronti degli altri nove fattori. Chi è nato invece nella contrada “giusta” difficilmente si salverebbe dal fascino di B.

Si potrebbero così spiegare non solo i comportamenti elettorali, ma anche le posizioni di molti elettori del Partito dell’Amore che agli oppositori appaiono incomprensibili e illogici. Facciamo l’esempio del recente caso Ruby, in cui il premier si è adoperato per far rilasciare una sua amichetta minorenne arrestata per furto, fatta passare per nipote del presidente egiziano Mubarak. Un osservatore liberale “indipendente” si aspetterebbe che tutti gli italiani in blocco condannassero l’abuso (per ora presunto) del proprio ruolo istituzionale da parte del Presidente del Consiglio. Invece i suoi fan commentano così sul sito WEB de Il Giornale :

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#7 carlodavoli (1) il 02.11.10 alle ore 9:04 scrive: Siamo sempre alle solite: i soliti potentati della sinistra che vogliono prendere il potere senza fare la fatica di vincere le elezioni, senza il voto degli italiani. La solita invidia, gelosia nei confronti di un governo che per la prima volta in Italia si muove nella giusta direzione ed attua delle vere riforme ad unico vantaggio dei cittadini. Le tentano tutte , senza alcuno scrupolo, per denigrare l’opera di Silvio: Silvio e’ uno di noi, uno di noi cittadini onesti. Grazie Silvio e non mollare mai!!! I bravi cittadini sono con te!

#4 Tommaso Berretta (343) il 02.11.10 alle ore 8:40 commenta: Un gran parlare per le feste di Arcore! Vorrei chiedere: ma per le feste ed i festini di Marrazzo e compagni questa sinistra come si è comportata? Almeno ad Arcore la compagnia era femminile….”gif-ragazza-che-cammina-sexy

#12 giampietro (390) il 02.11.10 alle ore 9:12 scrive: Campagna acquisti, in attesa e per contrastare la riforma della magistratura, cercasi Escort, venditrici di droga e gole profonde disponibili a demolire il governo, Togliatti era in procinto di vendere l’Italia al regime Sovietico, a queste azioni meschine si prestano pure certi togati, ora di sicuro esce la notizia che Berlusconi nasconde Matteo Messina Denaro, ma siamo seri una volta per tutte meno pagliacciate e poi dicono più fiducia nella magistratura.

#24 oliveto (75) il 02.11.10 alle ore 9:38 propone una singolare versione evangelica, in cui il fatto in questione semplicemente scompare: Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi”… per sete di potere. Questo riferimento del VANGELO, secondo MATTEO, calza bene sul Popolo della Libertà e in particolare su Silvio Berlusconi. E ancora “Rallegratevi ed esultate perché grande e la vostra ricompensa”… quando il popolo sarà chiamato a giudicare, tramite il voto. Con molta umiltà consiglierei ai falsi santi e agli apprendisti stregoni (COLORO CHE PONTIFICANO OGNI GIORNO: i professionisti della politica) di leggere e studiare i vangeli, almeno per affrontare con un po’ (sic) di dignità il breve percorso di vita terrena, prima di avviarsi sulla strada più lunga dell’altro mondo… AMEN”

#21 meverix (468) il 02.11.10 alle ore 9:36 insinua: “Domanda. Perchè certe procure, anzichè indagare sui malavitosi e mafiosi in generale, perdono tempo con queste stupidaggini? Perchè, poi, indagano con chi va a donne e non con chi va a trans o si fa dare in quel posto?

#31 gabriellatrasmondi (55) il 02.11.10 alle ore 9:57, scrive “il Governo è fermo…..il Governo non fa niente….. Berlusconi pensa solo agli affari suoi…. E sapete perché? perché giudici, magistrati, opposizione pensano o cercano di pensare solo a Berlusconi. lo tengono al palo (sperano) per farlo fuori. E poi facciamo brutta figura nel mondo a causa di Berlusconi!!! E’ una comica!

#35 wtrading (158) il 02.11.10 alle ore 10:04 cerca di fare del sarcasmo da destra: “Riflessione : A Sinistra Non Scopano, Sono Illibati, Non Vanno A Festini, Non Bevono, Non Fumano, Non Riescono A Godere, Non Amano Le Donne…,(ma Amano I Trans). Sono Tutti Vergini… La Droga Non Sanno Nemmeno Cosa Sia. E Dove La Trovate Una Opposizione Politica Siffatta? In Italia. Ovviamente. Dove I Magistrati, I Giornalisti Che Li Sostengono E I Politici Che Sostengono I Magistrati E I Giornalisti Sono Di Una Trasparenza Abbagliante. Andranno Certamente In Paradiso! Per Adesso Sperano Di Andare Al Governo. Ma Di Cubiste, Di Droga,di Case Rubate, Di Favori In Rai, Mai Sentito Parlare! Sono La Purezza In Persona Loro. Meritano Senz’altro Una Riconoscenza Elevata. Ma A Questo Ci Pensera’ Napolitano, Il Nostro “silenzioso” Presidente, Che Prima O Poi Li Fara’ Governare. Per Cui Saremmo Additati Come Il Governo Dei Puri E Delle Vergini. Evviva. Amen”

#41 angel42 (51) il 02.11.10 alle ore 10:39 scrive: silvio se ti va fai fin che puoi. beato te. i pm..forse.. non possono piu. e allora è tutta invidia… non è che vogliono esser invitati pure loro, maschi e femmine? sei tutti noi. che li mandino ai lavori forzati!!!!”

Nei precedenti commenti dei lettori de Il Giornale, il fatto di cui si dovrebbe parlare – ovvero il presunto abuso del ruolo istituzionale da parte del Presidente del Consiglio sospettato di andare a letto con minorenni, il che costituisce un reato – semplicemente scompare. Singolare che molti fan di B. esaltino la virilità del leader, contrapponendola alla “gaiezza” di Vendola o dei Marrazzo. Il presunto abuso di potere viene così nascosto sotto il tappeto di un collaudato repertorio paranoideo, à la Cornacchione, cui i fan di B. si aggrappano da anni con le unghie e con i denti : anche in questo caso si tratterebbe di invidia, gelosia, inettitutidine dei “sinistri”, gossip, complotto dei magistrati e dei poteri forti contro il povero B.

 

 

IV – La tecnica del venditore di successo

I fattori che Severgnini ha trovato nella pancia degli italiani non spiegano tutto: ci vuole un enzima che ne favorisca il “corretto” metabolismo.Cioè rafforzando stereotipi e modelli culturali propri del berlusconismo. Secondo l’autore di questo post, questo enzima (reggetevi forte)  è “la minimizzazione dell dissonanza cognitiva”. Ma andiamo con ordine.

Le dichiarazioni apparentemente estemporanee e bislacche del nostro Leader Supremo sembrano ormai destinate a divenire materia di civile e divertita conversazione, dato che ormai non ci si scandalizza più; i suoi fan inoltre appaiono completamente impermeabili a qualsiasi critica, come segnalava Umberto Eco in un suo articolo su “La Repubblica” del 29 settembre 2003.

Eco faceva l’esempio del venditore di automobili che, di fronte ad un trentenne dall’aspetto sportivo, inizialmente cercherà di esaltare gli aspetti tecnologici e le prestazioni di un’auto concepita per una guida sportiva. Non appena capito che il cliente ha dei figli piccoli e una suocera da portare in giro, costui passerà a magnificare la capienza del bagagliaio, la sicurezza e i consumi contenuti della stessa auto.

In effetti pochissimi clienti e elettori si accorgono della mancanza di coerenza del venditore o del politico di turno, perché la maggior parte focalizza l’attenzione solo sull’argomento che lo col­pisce di più, dimenticando gli altri.

L’importante, per chi vende una macchina o un partito politico, è usare molti argomenti anche contraddittori. Lo slogan “vi abbasso le tasse e vi alzo le pensioni” alle orecchie del negoziante e dell’artigiano sarà un irresistibile canto delle sirene per l’accenno alla riduzione delle tasse; la promessa di una pensione più alta otterrà il consenso entusiastico del pensionato sociale. Ma l’incompatibilità tra le due proposte (con meno tasse, vista la situazione del nostro debito pubblico, non si possono aumentare le pensioni e viceversa) non allarmerà né il bottegaio, né il pensionato.

Analogamente, come si possa sconfiggere il cancro in tre anni (così ha dichiarato il Nostro prima delle elezioni del 2010), riducendo drasticamente la spesa sanitaria, non è dato sapere. Ma molti anziani con seri problemi di salute saranno assai sensibili a questo argomento.

Un messaggio contraddittorio in realtà può permettere di carpire la fiducia di categorie sociali assai diverse ed è questo a cui si ricorre assai spesso. Se poi si ha a disposizione una potenza di fuoco mediatica che non ha uguali nel mondo occidentale, il gioco diventa facile.

 

V – La dissonanza cognitiva. Chi era costei?

La dissonanza cognitiva è un concetto introdotto da Leon Festinger nel 1957 in psicologia sociale. Un individuo quando riceve un’informazione che confermi il proprio sistema di valori e la propria visione del mondo si troverà in una situazione tranquilizzante, ovvero di “consonanza cognitiva” (“lo dicevo, io!”). Invece quando la nuova informazione minacci di smantellare parte della propria visione del mondo o della percezione di sè, si avrà una “dissonanza”.  L’individuo allora tenderà a minimizzare questa dissonanza, per diminuire il proprio disagio.

Per ridurre la dissonanza si può cambiare il proprio comportamento o le proprie preferenze; oppure rifiutare le informazioni “dissonanti”. E’ più facile accettare solo quelle informazioni che fanno più comodo. Cambiare il proprio comportamento è difficile e mette ansia.

Avete presente Esopo e la favola della volpe e dell’uva? Non potendo arrivare all’uva, la volpe – per minimizzare la dissonanza cognitiva e a mettersi il cuore in pace metterà in funzione un meccanismo psicologico che la porterà a concludere che l’uva era acerba.gif-volpe

La minimizzazione della dissonanza cognitiva porta così molte persone ad “una cecità localizzata”: per esempio, spesso il coniuge tradito è l’ultimo ad accorgersi dei comportamenti dell’altro coniuge, dato che riconoscere la realtà del tradimento sarebbe troppo penoso. Il coniuge tradito tenderà sovente a fornire a se stesso giustificazioni e interpretazioni “consonanti”, giungendo perfino a negare l’evidenza del tradimento. Di questa cecità localizzata deve essere stato vittima anche l’On. Lupi, del PdL, che a Ballarò del 2 novembre – arrampicandosi sugli specchi – negava con forza che ci fossero mai stati festini ad Arcore.

La mente degli esseri umani normali funziona all’opposto di quella dei buoni scienziati, che se sono tali non cercano conferme alle proprie teorie ma, al contrario, cercano di confutarle per vedere se reggono l’urto dei fatti” (p. 6). A volte … risulta più comodo mantenere il proprio punto di vista. Del resto credere è uno dei nostri più consolidati automatismi e ci risparmia la fatica di ricercare le informazioni più obiettive”. (Paolo Legrenzi, Credere, 2008)

In soldoni : ognuno di noi ha una propria visione del mondo e che tende a comunica­re in mille modi agli altri. Per non vederla andare in frantumi e fare la figura del pirla di fronte a se stesso e al prossimo, l’individuo tende a prendere per buone e inca­merare prevalentemente, se non unicamente, quelle informazioni che rafforzano le sue opi­nioni. Al contrario, tende a eli­minare o mi­nimizzare quelle che gliele confutano. Così i lettori di destra leggono  Il Giornale, e quelli di sinistra “La Repubblica”.

Si tratta di un processo che serve a risparmiare all’indivi­duo un faticoso e angoscioso lavoro di ricostruzione della pro­pria identità. Confermando che gli umani, nel quotidiano, sono es­seri “a razionalità molto limitata”, come san­no bene gli esperti di marketing, i preti e i venditori di aspirapolveri.

Ed anche il nostro beneamato Leader Supremo che, se dichiara di aver aiutato Ruby solo per solidarietà umana, è strasicuro che i suoi fan gli crederanno. Il fatto che B. sia intervenuto in questura per aiutare una sua amichetta minorenne straniera accusata di furto, facendola passare per nipote di un capo di stato straniero, viene semplicemente rimosso dai fan del Partito dell’Amore. Si vedano i commenti eloquenti di molti lettori gif-darth-vater-dancingal sito WEB de Il Giornale.

Credere, obbedire, combattere sono ancora una volta le parole d’ordine, che danno sicurezza e impediscono di porsi domande scomode, a cui si aggrappano molti elettori di destra. Pronti a mettersi di nuovo al servizio del Lato Oscuro della Forza.

Come disse Indro Montanelli qualche anno fa : “Strano paese il nostro. Colpisce i venditori di sigarette, ma premia i venditori di fumo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ruby, il bunga bunga e i vecchioni. Da Guido Reni ad Artemisia Gentileschi. Passando per Arcore.

Posted by pocavista su 29 ottobre 2010

“Susanna e i vecchioni” è un soggetto ricorrente nella pittura rinascimentale e barocca. Guido Reni, il Tintoretto, Rubens, Allori, Rembrandt, Artemisia Gentileschi e molti altri pittori, fino al contemporaneo Botero, si sono cimentati sul tema. La storia è ripresa dal biblico libro XIII di Daniele, in cui alla tarda età non viene associata non tanto la saggezza, quanto il vizio.

Susanna era la sposa di Joachim, il ricco proprietario di un palazzo circondato da un parco dove indiva banchetti e feste per numerosi invitati. Tra costoro c’erano due anziani magistrati che guardavano la casta Susanna con occhio lubrico. Un caldo pomeriggio d’estate Susanna si spogliò nuda senza rendersi conto che occhi estranei la stavano spiando: i due vecchi si erano nascosti nel parco di Joachim ed insieme architettarono uno sporco ricatto: :“Concediti a noi, se no ti accuseremo di tradire tuo marito con un giovane”.

Susanna si mise allora a urlare per far accorrere i servi, ma i magistrati a loro volta gridarono accusandola di adulterio, reato che prevedeva la lapidazione. Quando tutto sembrava perduto, fu salvata dal giovane Daniele che chiese separatamente ai due anziani dove si fosse nascosto l’amante di Susanna. I due dettero risposte diverse, svelando la menzogna. Così i due vecchi vennero condannati e Susanna si salvò.

L’associazione viene spontanea : Noemi, le veline, le igieniste dentali, le escort, le calendariste e adesso le Ruby, che hanno animato le nostre cronache negli ultimi anni e i cui nomi sono stati spesso accomunati a quello del nostro Leader Supremo, ricordano un po’ Susanna e i vecchioni lussuriosi. Nell’ultimo episodio di cronaca che vede al centro Berlusconi, Fede e la minorenne marocchina Ruby, i senili arrapati non sono però magistrati. Inoltre le Susanne odierne tanto caste e irreprensibili non sono, ma usano il loro fascino per farsi una posizione, anche in Parlamento secondo quanto hanno denunciato recentemente la parlamentare Angela Napoli e il sen. Guzzanti, che ha parlato perfino di “mignottocrazia”.

 

Lo scoop di Svistasocialclub.wordpress.org - Versione originale di "Susanna e i Vecchioni" di Artemisia Gentileschi, dopo il restauro predisposto dal Ministro della Cultura Bondi

Potere e harem, vecchiaia che usa l’altrui giovinezza per sfuggire alla terza età. Una storia vecchia come il mondo. Anche il nostro anziano Leader Supremo, che non fa mistero di amare il bunga bunga con giovani signorine, ogni volta che viene accusato di avere messo le mani nella marmellata, nega e grida al complotto delle toghe rosse. Cosa incomprensibile almeno stavolta, in cui i magistrati milanesi lo hanno ritenuto “parte lesa”. Come Marrazzo, del resto.

Si ricorderà che nel caso Marrazzo, Berlusconi consigliò – per pura e disinteressata solidarietà, s’intende – all’allora governatore del Lazio di pagare i propri ricattatori, perché togliessero di mezzo un video compromettente. Nel caso di Ruby, sembra – ma è un’ipotesi che la magistratura dovrà accertare – che la Presidenza del Consiglio fece pressioni per far rilasciare la giovane Ruby, arrestata per furto dalla questura di Milano. Ruby, minorenne marocchina fuggita da una casa-famiglia di Palermo e frequentatrice della reggia di Arcore, fu fatta passare addirittura per nipote del presidente egiziano Mubarak. (“Io aiuto sempre chi ha bisogno”, ha dichiarato il nostro Leader Supremo).

A destra come si vive la vicenda? Ecco alcuni istruttivi commenti dei lettori al sito WEB de Il Giornale :

#32 TRIDENTINA AVANTI (664) il 30.10.10 alle ore 13:58 scrive:

Forza Cav tieni duro! Dillo Silvio ai kompagni di merende che le paghi le tasse e a milioni; dillo che non hai mai “lanciato molotov” contro le Forze dell’ordine; dillo che non sei mai andato a spasso “sottobraccio” con i terroristi; dillo che non fai pedofilia come certi ministri di un Famoso Credo religioso molto diffuso, il più diffuso, nel ns. Paese; dillo che non hai mai licenziato nessuno non come colui che, cacciato dagli Agnelli, acquisì quella famosa società di prodotti da ufficio (mobili, sistemi di calcolo, informatica, elettronica ecc.) di Ivrea, in ottima salute, la fece fallire e lasciò sulla strada più di 6000 persone; ma soprattutto dillo che a casa tua potresti fare tutto quel….. che vuoi!!! Ma forse tutto ciò accade per la famosa “invidia” infatti loro più di qualche riga di coca e qualche transessuale a pagamento….

#24 futuro libero (424) il 30.10.10 alle ore 12:33 scrive:

In Italia abbiamo solo due persone che hanno il coraggio di dichiarare: Berlusconi ama le donne, e Vendola ama gli uomini. Tutti gli altri stanno zitti, forse devono nascondere qualcosa? Vai Silvio li hai fatti impazzire tutti quanti non sanno più dove attaccarsi, o meglio magari lo sanno ma la moralità non consente.

#22 mala tempora currunt (30) il 30.10.10 alle ore 12:32 scrive:

non ci trovo nulla di male nel dire che uno ama le donne!!! chi di noi non lo ha mai detto? purtroppo dall’altra parte ci sono persone , es. Vendola, che hanno dei gusti molto poco ortrodossi… immaginate la novità: una checca presidente del consiglio…. tutto il parlamento in seta rosa e festini a luci rosse tre volte la settimana…anche una come la Bindi avrebbe una chance…per non parlare di chi, sempre “sinistro, abbordava i trans per strada….. che belle persone quelle!!!! allora meglio 1…100…1000 berlusconi!!!

#7 bruna.amorosi (1428) il 30.10.10 alle ore 10:51 scrive:

Ammazza quanto strillano questi sinistri , eppure il bunga bunga è il loro sport preferito vedi Vendola, Marrazzo e compagnia bella. Certo che il rossore sulla faccia proprio non lo conoscono . E allora meno male che almeno il capo del governo è un uomo normale. Bravo Berlusconi. Poi a Famiglia Cristiana ricordiamogli i preti pedofili e anche Boffo, che proprio puro non è…”

Una domanda a Marcello Veneziani, che su Il Giornale dice di non poterne più di questo gossip che descrive il premier come un orco : supponiamo che Obama facesse pressioni sull’FBI per far rilasciare una minorenne messicana arrestata per furto, protagonista di un rapporto ovale nella Sala Orale (oppure di un rapporto orale nella Sala Ovale, che fa lo stesso), dicendo che è la nipote di Fidel Castro, e di affidarla all’igienista dentale della Casa Bianca. Lei parlerebbe ancora di pettegolezzo?

A nessuno di costoro purtroppo viene in mente che nessuno rinfaccia al premier le sue preferenze sessuali (in PdL è o non è il partito dell’amore?),  quanto  l’eventuale interferenza sul funzionamento di un’altra istituzione dello stato come la polizia, per far rilasciare una sua amica (per di più minorenne) arrestata per furto, facendola passare come parente di un capo di stato straniero, rischiando un serio incidente diplomatico, e chiedendo che venisse affidata alla sua igienista dentale, ex-show girl, da lui fatta eleggere alla Regione Lombardia.  Anche la Santa ‘nchè(?) in TV ha ammesso la chiamata di Berlusconi alla questura milanese, ma a destra se la pigliano con Boffo e Marrazzo. I quali si sono dimessi da tempo, a differenza del loro amato Leader Supremo che dalla poltrona non si schioda.

Ma è questo che probabilmente Berlusconi e molti lettori de Il Giornale  intendono per “alto senso dello Stato”. Ma si sa, la politica ormai è una forma di perversione sessuale particolarmente adatta alle persone anziane.

 

Le Susanne e il vecchione.

Per chi volesse conoscere il vero significato dell’espressione bunga bunga – mai tradotta da TG e giornali vicini al governo – può cliccare su http://www.urbandictionary.com oppure su   http://appuntidemocratici.wordpress.com/2010/10/30/il-bunga-bunga-presidenziale-e-lo-smarrito-senso-del-limite/

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Sgarbi su “Il Giornale” parla dell’Uccello di Fuoco di Berlusconi. Politica dal “culo flaccido” e mondo femminile nel pensiero del “cosiddetto” critico d’arte.

Posted by pocavista su 14 agosto 2010

 

 

Da Stravinskij a Berlusconi

Su “Il Giornale” del 1 febbraio 2011, Sgarbi scrive un articolo sul caso Ruby, dove  immagina un eventuale interrogatorio di Berlusconi da parte della Bocassini, in cui afferma che “Berlusconi in privato …fa ascoltare” l’Uccello di Fuoco”  alla sedicente nipote di Mubarak”. Inevitabile la domanda : l’Uccello è quello di Igor Stravinskij o quello dello statista di Arcore?

Sgarbi  – da presunto cultore della materia – si intrattiene volentieri sul rapporto tra uomini politici e mondo femminile, spesso popolato da giovanissime aspiranti al successo disposte a “un rapporto affettuoso”, come Nicole Minetti, di un uomo politico anziano dal “culo flaccido”(così l’ha definito la Minetti), casualmente ricco, potente e soprattutto e generoso.

Nell’articolo, fa capolino la visione del mondo di Sgarbi sulle donne, che lui pensa di conoscere bene, dato che ne frequenta “cinquanta a settimana”. Roba da far impallidire il presunto harem di Berlusconi.

Già in precedenza Sgarbi su Il Giornale aveva parlato di Fini e di Berlusconi e del loro rapporto con le donne, criticando Fini e lodando Berlusconi.

Tutto nasce quando Sgarbi rilascia un’intervista al settimanale “A” sul caso Fini-Tulliano-casa di Montecarlo.   Feltri si butta a pesce e il 14 agosto pubblica un’articolessa del primo cittadino di Salemi.

 

Vittorio Sgarbi. Chi era costui?

Tutti sanno chi è Sgarbi. Garbato, cortese, assai rispettoso con gli interlocutori che dissentono da lui, riservato, fedele. sgarbi-incazzato-1Tiene molto alla legalità, tanto è vero che non si conoscono nemmeno sue infrazioni ai divieti di sosta. In effetti ha girato per anni con la scorta di stato pagata dai contribuenti.

Si dichiara critico d’arte e polemista. Molti nutrono più di un dubbio sulla prima qualifica, mentre sulla seconda non possiamo che convenire. Se qualcuno non ne fosse convinto, può consultare su Youtube la hit parade delle performance televisive del pacato intellettuale.

Sgarbi – da vero uomo di mondo – si muove a tutto campo, come risulta dal suo curriculum. sgarbi-incazzato-2Su Wikipedia qualcuno si è preso la briga di elencare le sue numerose condanne – per truffa ai danni dello stato (definitiva) e soprattutto per diffamazione – cui si è talvolta sottratto, suo malgrado, con indulti e prescrizioni.

Ma ciò a cui tiene di più sembra sia la coerenza. Al riguardo,  Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Sgarbi) riporta anche il robusto curriculum delle militanze politiche del Nostro:

 

  • Partito Comunista Italiano, che lo ha candidato a sindaco di Pesaro;
  • Partito Socialista Italiano, per il quale è stato consigliere comunale a San Severino Marche;
  • DC-MSI, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di San Severino Marche nel 1992;
  • Partito Liberale Italiano, per il quale è stato deputato;
  • Partito Federalista, che ha fondato nel 1995 e poi lasciato per aderire alla Lista Pannella;
  • Lista Marco Pannella, con la Lista Pannella-Sgarbi, abbandonata dallo stesso Sgarbi prima delle elezioni;
  • Forza Italia, nella quale ha inglobato il suo movimento I Liberal Sgarbi-I libertari;
  • Partito Repubblicano Italiano con il quale si è alleato per le elezioni europee nel 2004;
  • Lista Consumatori, con la quale si è candidato per le Politiche del 2006, senza essere eletto;
  • UDC-DC, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di Salemi nel 2008;
  • Movimento per le Autonomie con il quale è stato candidato alle Elezioni europee del 2009 nel cartello elettorale del Polo dell’Autonomia nella circoscrizione Isole.
  • Con Rete Liberal, alle regionali 2010 del Lazio ha sostenuto Renata Polverini

Ha inoltre fatto parte dell’Unione Monarchica Italiana”.

 

Roba da fare invidia all’implume Capezzone, ancor giovine di bottega, che però si farà, visto l’impegno che mette nel passare repentinamente da uno schieramento all’all’altro.

L'opione del martin pescatore

L'opinione del martin pescatore

Ci preoccupa l’assenza nel suo curriculum della Sudtiroler VolksPartei e del Movimento per la Ricostituzione del Sacro Romano Impero, ma siamo sicuri che colmerà al più presto queste inaccettabili lacune..

Visto da quale pulpito vien la predica, andiamo a vedere che cosa ha dichiarato il Nostro. Sgarbi, che per due anni ha “mantenuto il doveroso rispetto per Gianfranco Fini” , fin qui non ha detto niente. Ma dopo quello che sta succedendo, avverte l’ obbligo morale di prenderne le difese, dando una sua versione. Fini si è innamorato di questa “ragazza semplice e buona”… “La Tulliani, pure intelligente, è certo più bella che intelligente.” Fini come ogni “uomo innamorato non vede la realtà com’è, e interpreta in modo positivo ciò che altri giudicano malizioso”… “Non voglio dire che Elisabetta Tulliani volesse «sistemarsi». Voglio dire che Fini non doveva farsi sistemare.”

E qui inizia l’affondo : “Si può dunque pensare, anzi oggi è una certezza, che Fini sia stato, nella considerazione popolare, sopravvalutato”

Sgarbi a questo punto mostra tutto il suo talento per rubriche come la posta del cuore dei settimanali femminili. Parla delle ragazze “nell’orbita di uomini di fresco potere del centrodestra”, spesso raccomandate per intraprendere carriere artistiche e televisive. gif-ragazza-che-cammina-sexy1Ma anche delle donne della stagione politica precedente, “dominatrici di altri politici democratici o democristiani”. … “Donne di personalità forti che hanno letteralmente «occupato» i loro uomini condizionandone scelte e destini. Come per Fini, l’epilogo di Mastella si deve al cieco amore per Sandra. Clemente ha fatto saltare tutto, ha perduto se stesso, e ha fatto cadere Prodi per amore di Sandra. Quando essa è stata incriminata, non ci ha visto più e ha abbandonato tutto.” Adesso Alberoni può anche andare in pensione.

Però lui, Sgarbi, mica si fa condizionare dalle donne, come i comuni mortali di sesso maschile. “E ciò – rivela Sgarbi – li differenzia da me, e, anche se in modo più artigianale, da Berlusconi, che ha una sua «ingenuità», che amiamo essere «visitati», non «occupati». E non ci lasciamo travolgere né dal fascino, né dal potere seduttivo di una donna.” Anche Sgarbi, come il Berlusconi così definito dal suo avvocato di fiducia, si vanta di essere una sorta di ghedinesco “Utilizzatore Finale”.

 

D’altro canto Sgarbi afferma che “la Tulliani … non è dominatrice. Chiunque poteva prenderne le misure e non farsi travolgere dal suo giovanile entusiasmo. Meno Fini.” Con la scusa della difesa del Presidente della Camera, a Fini viene dunque affibbiato di fatto il ruolo del pirla che si fa infinocchiare dalla “sgallettata” di turno. L’abilissimo Sgarbi strizza l’occhio al maschilismo di molti elettori di destra,sgallettata-1 che provano una sincera ammirazione per l’Utilizzazione Finale (“una botta e via”è l’elegante espressione di uso comune) e una commiserazione per chi “ci casca”. L’invidia nei confronti del Leader Supremo non è assolutamente appannaggio dei “sinistri”, come la vulgata di destra vuol far credere. La maggior parte dei maschietti di destra, costretta a una “modica dose” di sesso coniugale, guarda con invidia a chi si può permettere l’overdose di sesso extraconiugale (vero o presunto, non ha importanza) con attricette e veline che appare privilegio del potere. Lo ius primae noctis, appreso nei lontani tempi di scuola, riemerge con forza ad opera dei nostri satrapi da avanspettacolo. Al riguardo, in un’intervista rilasciata a “Il Secolo XIX” di Genova, Sgarbi non ce la fa più a trattenersi e, come fosse con gli amici al Bar Sport, si lascia andare a questa dichiarazione “Io frequento 50 donne a settimana e, così come non ho storie d’amore con tutte, da tutte mi libero”. Come a dire “a me Silvio e il Merolone mi fanno una s…”. (Sgarbi dovrebbe sapere che in giro c’è chi conosce non solo Geminello Alvi, ma anche Plauto e il suo Miles Gloriosus e potrebbe fare imbarazzanti paragoni).

Mentre il Fini innamorato è “sorprendente e pericoloso”, al contrario “… l’abile, seppur generoso, Silvio, non ebbe dubbi, non si lasciò travolgere… si è liberato di tutte, anche di Veronica.”berlusco-fa-le-corna

Ma il gentleman ferrarese fornisce materia anche per le gentili lettrici di destra, indotte a pensare che di Fini non ci può fidare perché ha tradito la moglie per una “sgallettata” qualsiasi.

Sgarbi completa il servizietto a Fini, iniziato da Feltri :

 

  • tradisci il patto con gli elettori del PdL perché dissenti da Berlusconi (Feltri)
  • tradisci la fiducia del tuo stesso ex-partito (Feltri, che accusa Fini di uso privato di beni del partito) e non puoi fare il moralizzatore (altro slogan molto in voga tra i destri e i Grillini : “Il più pulito ci ha la rogna”);
  • infine sei un uomo “dabbene” che si lascia abbindolare dalla prima “velina” e quindi come si fa a fidarsi di te (Sgarbi)?

 

 

Ed ora si arriva al dunque. Qualcuno ancora pensa che Fini abbia mostrato disaccordo con Berlusconi per ragioni politiche, come legalità, federalismo e quisquilie di questa natura? Macché, Sgarbi fa sapere che il Fini “travolto dalla passione … si irrita quindi con Berlusconi per alcune sortite di «Striscia la Notizia»” che riguardano la sua compagna. E quindi conclude che “Da questa vicenda Gianfranco esce come un ingenuo, inadeguato a misurarsi con le realtà complesse e difficili della politica”.

In soldoni da “Il Giornale” si comunica alla platea della destra che Fini è: traditore (Feltri), imbroglione (Feltri), fesso (Sgarbi), incapace (Sgarbi). Ciapa su e porta a ca’.

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Certo che Sgarbi nell’operazione di demolizione della figura di Fini è assai più sottile di Feltri, che va giù con l’accetta. Se Feltri parla alla pancia degli elettori di destra, qui Sgarbi li titilla ancora più efficacemente dentro le mutande. D’altro canto è noto, non solo ai fan di De Andrè, che anche per il Re Carlo che “tornava dalla guerra … più che l’onor poté il digiuno!”.

 

All’autore di questo post, l’operazione di demolizione della figura di Gianfranco Fini appare invece strumentale e scandalosa. Molto al di là delle sue eventuali responsabilità nella vicenda monegasca, che la magistratura dovrà appurare. Certo, se si dovesse dimettere lui che non è nemmeno indagato, i due grandi Utilizzatori Finali, Berlusconi e Sgarbi – che qualche problemuccio con la giustizia ce l’hanno avuto – cosa dovrebbero fare?

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