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La verità sul referendum. Ovvero quella di Raniero La Valle

Posted by pocavista su 13 ottobre 2016

 

LA RETORICA E IL CATTOCOMUNISTA

 Raniero la Valle è un rispettabile giornalista e studioso cattolico, addentro alle cose vaticane. Non è un bigotto intellettuale, ma uno che ama confrontarsi con le cose del mondo. Poi ognuno può giudicare con quali esiti. Un tempo direttore de “Il Popolo”, organo DC, poi del cattolicissimo “Avvenire d’Italia”, A La Valle oggi non dovrebbe stare scomodo l’attributo di “cattocomunista”, visto che nel 2009  si è candidato alle elezioni europee con la “Lista Comunista Anticapitalista” nella Circoscrizione Centro 14.

 La Valle inizia la sua conferenza per i partigiani dell’ANPI, parlando del grave fenomeni dei profughi e degli immigrati: Qualcuno dice che nel 2050 i trasmigranti saranno 250 milioni. E l’Italia che fa? Sfoltisce il Senato.”

Poi rincara la dose: “E’ in corso una terza guerra mondiale non dichiarata,… E l’Italia che fa? Toglie lo stipendio ai senatori.” … “Fallisce il G20 ad Hangzhou in Cina. E in tutto questo l’Italia che fa? Fa eleggere i senatori dai consigli regionali.”

Qualcuno potrebbe obiettare a questo banale espediente retorico, che il buon Raniero propina forse per scuotere dai torpori postprandiali un uditorio di coetanei: ma se non toccassimo il Senato, risolveremmo forse il fenomeno delle migrazioni epocali o scongiureremmo la terza guerra mondiale? La Valle avrebbe potuto dire di tutto e il contrario di tutto : fallisce il G20 e l’Italia che fa? Abolisce l’IMU sulla prima casa, istituisce il reato di omicidio stradale e si fa i selfie col sen. Razzi.la-valle

SI SCRIVE RENZI, SI LEGGE ERDOGAN

Poi La Valle si lancia sull’economico-catastrofico, senza rinunciare al retorico : “l’Italia è a crescita zero, la disoccupazione giovanile, ecc.ecc.”. Per la serie: Dio è morto e nemmeno io mi sento troppo bene!… “E l’Italia che fa? Fa una legge elettorale che esclude dal Parlamento il pluralismo ideologico e sociale”.

Con la riforma Boschi, l’esecutivo sarà più stabile e probabilmente eviteremo quella penosa sfilza di governi balneari e natalizi che ha caratterizzato il nostro Paese fin a poco tempo fa. 63 governi in70 anni. Governicchi frutto di quel proporzionale che ha favorito inciuci e ricatti dei partitini di turno, sistema rilanciato – pensate un po’ – da quei 5 Stelle che dicono che non faranno mai accordi con nessuno! E come si governerebbe allora, se nessuno raggiungesse il 51%?

La Valle sembra dimenticare che la riforma Boschi non abolisce la divisione dei poteri, né ruolo di garante del Presidente della Repubblica, La magistratura rimarrà indipendente, non vengono abolite le elezioni, la stampa e il WEB rimarranno liberi. E anche La Valle sarà libero di dire quello che pensa.

L’ORA E’ GIUNTA!

Per La Valle: “E’ venuto dunque il momento di dire la verità sul referendum.” Ma la prende un po’ alla larga, passando prima per la Mesopotamia. “Se si fosse conosciuta prima la bugia di Bush e di Blair, e saputo che le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein non c’erano, non sarebbe stato devastato il Medio Oriente, il terrorismo non avrebbe preso le forme totali dei combattenti suicidi in tutto il mondo e oggi non rischieremmo l’elezione di Trump in America”. Tesi in parte condivisibile, ma ancora non vediamo perché parta dalle menzogne di Bush e Blair per stangare Renzi e le sue riforme.

Poi La Valle si avventura in un passaggio un po’ osè : “Se si fosse saputa la verità sul delitto e sui mandanti dell’uccisione di Moro, l’Italia si sarebbe salvata dalla decadenza in cui è stata precipitata.”. Magari fosse stato così semplice: ditemi la verità su Moro, e vi risolvo in un colpo solo la crisi economica, la delocalizzazione, l’invecchiamento della popolazione, i problemi della finanza derivata, la corruzione, la mafia e la disoccupazione!

SE 300 MILIONI VI SEMBRAN POCHI…

La Valle, forse ricordandosi che si parlava di riforme, dice che è una menzogna che la riforma del Senato farà risparmiare. Però cita la Ragioneria Generale dello Stato, secondo cui il risparmio ammonterebbe a cinquantotto milioni di euro che si otterrebbero togliendo la paga ai senatori. All’anno. Il risparmio di circa 300 milioni di euro per legislatura, sono pochi, una quasi “menzogna”? Ok , allora caro La Valle perché lei non si batte con lo stesso vigore per far pagare l’IMU alla Chiesa, per abolire l’8 per mille e tutti quei contributi e facilitazioni alla Chiesa Cattolica e a uno stato estero (Il Vaticano) che costano al contribuente italiano circa 4 miliardi di euro l’anno? Perché Papa Francesco e la Curia se ne avrebbero a male?

La Valle più avanti sottolinea che non ci sarebbe nemmeno un risparmio sui tempi della politica. Secondo lui  al contrario si allungherebbero i tempi della produzione legislativa. Infatti la riforma introdurrebbe  sei diversi tipi di leggi e di procedure che interesserebbero ambedue le Camere: come le leggi costituzionali, elettorali e di interesse europeo, quelle di competenza regionale e le leggi di bilancio . E non è poco. Ma allora tutto questo gridare alla dittatura del monocameralismo non è eccessivo?

DALLA TEOLOGIA DELLA RIVELAZIONE AI GIALLI MONDADORI

La Valle cerca di spiegare benevolmente a noi comuni mortali che non è la legge Boschi il vero oggetto del referendum…: “”il referendum è uno svelamento della vera lotta che si sta svolgendo nel mondo e della posta che è in gioco”. Poi il vero colpo di scena e si ricorre alla cattolicissima teologia della rivelazione: “ il referendum come rivelatore dello stato del mondo”.

Con La Valle non ci si annoia: si passa dalla Mesopotamia alla teologia, per giungere ai gialli Mondadori : “per trovare la verità nascosta del referendum, il suo vero movente, la sua vera premeditazione, bisogna ricorrere a degli indizi, come si fa per ogni giallo.”

Il primo indizio è che “Renzi… ha detto di aver fatto questa riforma su suggerimento di Napolitano; ma prima ancora di Napolitano c’era la banca J. P. Morgan che, in un documento del 2013, in nome del capitalismo vincente, aveva indicato quattro difetti delle Costituzioni (da lei ritenute socialiste) adottate in Europa nel dopoguerra: a) una debolezza degli esecutivi nei confronti dei Parlamenti; b) un’eccessiva capacità di decisione delle Regioni nei confronti dello Stato; c) la tutela costituzionale del diritto del lavoro; d) la libertà di protestare contro le scelte non gradite del potere”.

Ottimo coup de thèatre per risvegliare i partigiani dell’ANPI che sonnecchiano, in attesa di dare sollievo alla prostata: si viene a sapere che il comunista Napolitano non era un agente del KGB, come molti sospettavano, ma in realtà era un prezzolato della JP Morgan.© Copyright 2014 CorbisCorporation

Prima ancora c’era stato il programma avanzato dalla Commissione Trilaterale …E la stessa cosa vogliono ora i grandi poteri economici e finanziari mondiali …”

La Valle, da buon No Global terzomondista e tardocomunista cattolico, rilancia la teoria tanto cara ai nazifascisti anni trenta e ai lega-grillisti di oggi, del complotto globale demo-pluto-masso-giudaico, che ha la sua capitale a Washington e i suoi mandanti nella finanza internazionale. Nello scenario mondiale di La Valle, la Cina, l’India, la Russia di Putin, i paesi produttori di petrolio,  il fondamentalismo islamico, il progresso tecnologico che taglia via milioni di posti di lavoro, il cambiamento climatico semplicemente non esistono o sarebbero meri spettatori o effetti delle trame della Trilateral e della finanza speculativa.

E QUI CASCA L’ITALICUM

La Valle, tornando alle riforme,  sostiene che “il rapporto di fiducia tra il Parlamento ed il governo viene vanificato … perché (il Governo) dovrà ottenere la fiducia da un solo partito”. La legge elettorale Italicum prevede infatti che un solo partito o lista avrà – vincendo al l primo turno o al ballottaggio – la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera (340 deputati su 615). Cosa giudicata antidemocratica.

Quindi, visto che l’Italicum non prevede un sistema sostanzialmente diverso da quello dell’elezione dei sindaci (primo turno, poi eventuale ballottaggio tra i due candidati/liste più votate, e premio di maggioranza a chi vince) , si dovrebbe concludere, per esempio, che la Raggi allora è stata eletta in maniera antidemocratica? E che il ballottaggio dei sindaci con premio di maggioranza, che fa vincere 19 volte su 20 i 5 Stelle, è un sistema elettorale iniquo e pericoloso? Ma questo sistema non ha appena consentito un’alternanza radicale al governo di molte città, con maggioranze stabili per almeno 5 anni? Ma l’alternanza tra chi governa, decisa dal voto degli elettori, non è l’essenza della democrazia?

E’ grave che i senatori non siano più eletti direttamente dai cittadini, come avviene oggi in molti altri paesi occidentali “democratici”, ma siano frutto di un’elezione di secondo livello? Forse, ma neppure il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio sono scelti direttamente dai cittadini, ma dai parlamentari eletti. Lo prevede – guarda un po’ – la Costituzione in vigore dal dopoguerra. Che La Valle e il fronte del no non vogliono cambiare. 

RENZI, IL GRANDE FRATELLOgif big brother cam

Il secondo indizio per La Valle è il ritardo della data della convocazione del referendum; ciò vuol dire che “occorreva alzare il livello dello scontro, e soprattutto ci voleva il riarmo prima che si giungesse allo scontro finale”. Il riarmo per acquisire la superiorità sul terreno era il controllo totale dell’informazione, secondo La Valle.

Controllo totale dell’informazione? Conveniamo che l’estromissione di Giannini e della Berlinguer dai ruoi ricoperti in RAI ricorda da vicino l’editto bulgaro di Berlusconi e non è una bella cosa. Ma da qui a comparare l’Italia di Renzi con la Turchia di Erdogan ce ne corre: la bassa posizione italiana nella classifica della libertà di stampa è dovuta:

1 – al possesso di tre reti TV nazionali da parte di un solo soggetto politico (Berlusconi), che possiede anche il principale gruppo editoriale italiano (Mondadori-Einaudi), e al controllo politico da parte del governo in carica di due dei tre canali della TV di stato;

2 – al fatto che 8 giornalisti italiani sono stati uccisi dalla criminalità organizzata e che molti altri giornalisti vivano sotto scorta.

2 – al fatto che molti organi di informazione non siano di  proprietà di editori “puri;

3 – e anche al fatto che alcuni politici, come Grillo, tanto per non fare nomi, contribuiscono ad abbassare ulteriormente il nostro 73mo posto nella classifica della libertà di stampa, quando sul proprio blog e nei comizi chiedono la gogna pubblica per i giornalisti sgraditi . E il problema vero è che molti suoi sostenitori non si fanno nemmeno troppo pregare per partecipare al loro linciaggio sui social.

LE ARMATE DEL SI E DEL NO

Controllo totale dell’informazione, diceva il buon Raniero. Vediamo dunque gli schieramenti mediatici per il SI e per il NO al referendum, che coincidono grosso modo con quelli di chi sostiene il governo e chi l’opposizione.

  1. TV: per il SI (RAI 1, RAI 3, parzialmente SKY ; per il NO (le berlusconiane Rete 4, Canale 5, Italia 1; – La 7 ,filo 5 Stelle – Rai 2, filo-opposizione di centro destra). Variegata la posizione dei canali TV minori.
  2. Giornali: per il SI: Gruppo Repubblica-Espresso (Repubblica, La Stampa), il Sole 24 Ore, Il Messaggero, L’Unità; per il NO : Il Fatto, Il Giornale, il gruppo Quotidiano Nazionale (Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno), Il Tempo. Incerta è per ora la nuova collocazione de Il Corriere della Sera, recentemente acquisito da Cairo, proprietario de La 7, che ha scelto il pubblico grillino come proprio segmento di mercato di riferimento. Poi ci sono i periodici: a parte l’Espresso, quasi tutti gli altri periodici sono di proprietà del gruppo Mondadori di Berlusconi,
  3. Internet e social, che hanno sempre maggiore importanza comunicativa, specie per la formazione delle opinioni politiche: qui stravincono i 5 Stelle.

Dove stia “il controllo totale dell’informazione” o lo strapotere mediatico di Renzi non è dato sapere. Poi magari La Valle ce lo spiega meglio.

GOGNA MEDIATICA?

Secondo La Valle, Renzi aveva bisogno di distruggere il principale avversario e fautore politico del No, il Movimento 5 Stelle; questo spiegherebbe gli attacchi alla Raggi. Caro la Valle, i giornali avranno un po’ enfatizzato le difficoltà della Raggi, ma ieri si sono buttati a capofitto sulla Panda Rossa di Marino e i suoi scontrini, o sulla Boschi per via del padre in Banca Etruria. Non dimentichiamo che la Raggi viene colpita soprattutto dal fuoco amico del Movimento. E’ vittima delle proprie incapacità e di quelle di un movimento/partito che ha avuto un anno intero per preparare una squadra di governo per Roma. Invece a distanza di 3 mesi e mezzo dalle elezioni siamo ancora a carissimo amico. L’unico assessore di vaglia rimasto nella giunta Raggi, Berdini, glielo ha trovato D’Alema! Quando si dice il caso!dalemamagoIL TERZO INDIZIO

Poi un terzo indizio. La Valle segue Agatha Christie, secondo cui tre indizi fanno una prova.

Interrogato sul suo voto Prodi dice: non mi pronunzio perché se no turbo i mercati e destabilizzo l’Italia in Europa. Dunque non è una questione italiana, è una questione che riguarda l’Europa, è una questione che potrebbe turbare i mercati. Insomma è qualcosa che ha a che fare con l’assetto del mondo.”  Ovvero: vince il NO e magari fa cadere il regime di Pechino! Un tempo si diceva che un battito di ali di una farfalla può provocare un uragano agli antipodi. Ma siano in epoca di referendum e allora …

RANIERO E TROTSKJI

Con la soppressione del muro di Berlino e la fine della guerra fredda … l’Occidente fa un’altra scelta; si riappropria della guerra e la esibisce a tutto il mondo nella spettacolare rappresentazione della prima guerra del Golfo del 1991,… . Alla contrapposizione Est-Ovest si sostituisce quella Nord-Sud.”

Poi, con un notevole salto in avanti, La Valle ci svela la verità del referendum. “La nuova Costituzione è la quadratura del cerchio. Gli istituti della democrazia non sono compatibili con la competizione globale, con la guerra permanente, chi vuole mantenerli è considerato un conservatore. …Se la gente muore di fame, e il mercato non la mantiene in vita, la politica non può intervenire, perché sono proibiti gli aiuti di Stato.” . Raniero, qui facciamo confusione con le pratiche lesive della concorrenza, che sono un’altra cosa. 

Ancora una volta La Valle si fa prendere la mano e fa un brutto scivolone: “ Se lo Stato ci prova, o introduce leggi a difesa del lavoro o dell’ambiente, le imprese lo portano in tribunale e vincono la causa. Questo dicono i nuovi trattati del commercio globale.”. Ma quando mai e dove? Caro La Valle, qui devo citare il sen.Razzi: “no, guesto non gredo!”. 

E infine La Valle veste perfino i panni del Trotskji della IV Internazionale, o il saio da gesuita di Papa Francesco: “La guerra è lo strumento supremo per difendere il mercato e far vincere nel mercato.”

CONCLUDENDO: SI VOTA SU RENZI O SULLA RIFORMA?

E allora – prosegue il Nostro – questa è la ragione per cui la Costituzione si deve difendere. Non perché oggi sia operante, perché è stata già cambiata nel ‘91, e il mondo del costituzionalismo democratico è stato licenziato tra l’89 e il ’91.” !

Ne seguirebbe che Renzi e il suo referendum sarebbero in ritardo di un quarto di secolo, secondo la tesi di La Valle, Dovremmo concludere allora che chi vota NO, si illude di mantenere in vita una Costituzione che di fatto non esiste più dalla caduta del Muro di Berlino. renzi-dittatore

La domanda dunque sorge spontanea: se i giochi sono già fatti da più di 25 anni, questo referendum – vincesse il NO – servirebbe a qualcos’altro, se non a scalzare Renzi dal Governo? Ma a questo punto La Valle non risponde: forse già si stava godendo gli applausi del suo uditorio.

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