Della bufala. Intesa come una delle belle arti

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La Saga dei “delequamente attemperati”. La neolingua dell’on.Razzi.

Posted by pocavista su 8 ottobre 2012

In questo blog ci siamo già occupati più volte dell’on.Razzi. Onorevole perchè qualcuno – come Di Pietro – ha avuto la bella idea di fallo eleggere al Parlamento nella circoscrizione estero. Una volta eletto – dopo aver denunciato tentativi di corruzione ai suoi danni per transitare nelle file della maggioranza che sosteneva il governo Berlusconi – in limine mortis (della legislatura, quando Berlusconi rischiava di essere messo in minoranza e Razzi di perdere il vitalizio) Razzi è accorso al capezzale di un governo agonizzate insieme a Scilipoi, Calearo e altri parlamentari “responsabili”.

Qualche giorno fa il nostro Razzi ha pronunciato un discorso in una lingua incomprensibile piena di strafalcioni. Questi sono i nostri rappresentanti. E poi c’è chi si lamenta se la Germania manifesta disagio a convivere con l’Italia dei Razzi, delle Minetti, dei Renzo Bossi, dei Belsito, dei Lusi e dei Fiorito.

Vedere per credere. Il video è ripreso da esposito.blogautore.espresso.repubblica.it

Coloro che volessero continuare a farsi del male possono dare un’occhiata ai post pubblicati a suo tempo su questo blog riguardanti l’epopea del mitico Razzi, ormai uno dei personaggi cult del nostro Parlamento, che non ha niente da invidiare a Scilipoti o Bossi.

Lacrime e vitalizi. La storia del mitico Razzi.

Parlamento voterà oppure no la fiducia alla manovra presentata da Monti? Quali saranno i criteri che i parlamentari seguiranno per valutare la manovra lacrime e sangue che colpirà lavoratori, pensionati, anziani e fasce più deboli della popolazione? 

Le sincere lacrime del Ministro Elsa Fornero mentre illustra la manovra

L’ineffabile on.Razzi, del quale riproponiamo di seguito l’edificante ritratto già pubblicato su questo blog, ci ha fornito un ulteriore prova dei criteri che guidano molti di coloro che fanno parte della casta degli “intoccabili”.

Ecco un video di un recentissimo colloquio con un suo collega parlamentare e fatto circolare su La7.



Inutile aggiungere che in Parlamento, in particolare dai banchi del PDL, si sono levate proteste non tanto per il comportamento di Razzi, quanto perchè un suo collega parlamentare si è permesso di registrare e diffondere le sue dichiarazioni.

I parlamentari del PDL chiedono un procedimento disciplinare per il parlamentare che “ha fatto la spia”, ma non per chi usa il Parlamento – e qui ci scusiamo se ricorriamo al linguaggio aulico di Razzi – “per farsi i cazzi propri“.

L’On. Alessandra Mussolini, tanta nipote di cotanto “nonno”, coglie qui l’occasione per scagliarsi sia contro l’on.Barbato, autore del video carpito segretamente a Razzi violandone la privacy, sia contro Fini che avrebbe tenuto bordone a Barbato. Per la cronaca la Mussolini – quando si dice la coerenza – è la stessa persona che ha fotografato di nascosto in Parlamento e denunciato al volgo la tresca semiclandestina Bocchino-Carfagna. Lavannare e vaiasse unite nella lotta alla privacy. 

L’Onorevole (si fa per dire) Razzi: chi era costui?

C’è un emigrato contro il quale è stato avviato un procedimento penale per uso personale dei fondi di un’associazione di emigrati che lui presiedeva. In breve : “scappato con la cassa”, secondo la definizione de “Il Fatto quotidiano”.

L’emigrato, impiegato amministrativo in una fabbrica di prodotti tessili e che si autodefinisce un “tessitore”, viene eletto in Parlamento nella circoscrizione “estero” con poche migliaia di voti. Per la precisione con l’ IDV per fare opposizione dura a Berlusconi.

A settembre 2010, l’ex- emigrato denuncia in TV un tentativo – da parte di un esponente della maggioranza di governo – di “comprarlo”.

Si è parlato anche di pagarmi il mutuo e darmi un posto nel governo, ma la proposta più concreta è stata la rielezione sicura”, afferma. Ma lui – proclama sdegnato – non si farà mai comprare da nessuno perchè ha una parola sola.

A dicembre, “tomo tomo, cacchio cacchio“,  costui lascia l’opposizione per entrare nelle schiere della maggioranza di governo insieme all’agopuntore Scilipoti. Vota e rivota la fiducia a Berlusconi. 

Intervistato al Tg3 :“Adesso che lei è qui a votare per la maggioranza, cosa si aspetta?”. E lui candidamente : “Un incarico di governo”. Quale? Come direbbe il Manzoni, lo “sciagurato rispose”: “Non importa, basta che vado al governo”. Si noti il disinvolto uso del congiuntivo, che lui probabilmente confonde con una malattia oftalmica.

(La scarsa frequentazione con l’Italiano sembra essere un requisito fondamentale per fare parte dell’Italia dei Valori : oltre a Di Pietro e Razzi, anche Barbato sembra vantare lo stesso eloquio forbito. Forse Di Pietro non vuole sentirsi solo)

Nel maggio 2011, l’ineffabile “tessitore” viene nominato consigliere personale del Ministro dell’Agricoltura Romano, come lui del gruppo di Iniziativa Responsabile. Inoltre diviene membro della VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione) e della XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea) del Parlamento Italiano.

Il soggetto in questione si chiama Antonio Razzi, che lascia perfino stupefacenti interviste radiofoniche come quella seguente. 

DA LIBERO TV – INTERVISTA DI RAZZI A LA ZANZARA SU RADIO 24 

E poi c’è chi non vuol dare la cittadinanza agli emigrati stranieri se non dimostrano di sapere l’italiano.

Conclusione : meglio lui o il Trota?

Quali competenze abbia costui per divenire consigliere personale del Ministro dell’Agricoltura, far parte della Commissione Cultura e della Commissione Politiche dell’Unione europea lascio a voi giudicare. Però lo stipendio da parlamentare se lo prende, con tutti i privilegi annessi e connessi.  

E adesso punta decisamente al vitalizio.

PS. domandina a Di Pietro : ma chi k…o porti in Parlamento? Dopo De Gregorio e Scilipoti, anche Razzi? E ci lamentiamo del Trota? 

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Il Ministro Bernini a Ballarò non parlava a vanvera : ecco il nuovo prototipo del Ponte sullo Stretto di Messina

Posted by pocavista su 2 novembre 2011

Inaspettatamente, il Ministro Anna Maria Bernini ieri sera a Ballarò non parlava a vanvera. Ha spiegato ad un incredulo Rutelli e ad un allibito Abete che il Ponte sullo Stretto di Messina, nonostante la recente bocciatura del Parlamento, si farà. Lei ha sostenuto che l’Europa lo vuole perchè farebbe parte dell’asse attrezzato che da Danzica, passando per Varese (e dove altro, se no?) giungerà fino a Palermo.   

Anna Maria Bernini, Ministro del Governo Berlusconi

La Bernini sembra credere che le imprese private accorreranno in massa per investire alcuni miliardi di euro di tasca propria (sarebbe il famoso “project financing” del Ponte, che tradotto in italiano suonerebbe così : “lo stato caccerà i soldi, noi faremo i lavori guadagnandoci un sacco e poi intascheremo  anche i pedaggi per i prossimi trent’anni”) per  fare un piacere a Berlusconi.

Noi siamo sempre stati scettici sia sulla fattibilità economica ma soprattutto tecnica del Ponte(zona ad altissimo rischio sismico). Ma stavolta il “Governo del Fare”, di cui la Bernini è una delle colonne portanti,  ci ha spiazzato. Ha varato infatti un innovativo progetto a tecnologia soft e a basso costo. Dunque “ecosostenibile”.

Già iniziati i lavori. In anteprima alleghiamo la foto che smentisce le maligne denigrazioni della sinistra e testimonia che la Bernini, insieme alla coscia, ha anche  l’occhio lungo.

Ecco come si presentano i lavori del nuovo progetto "ecosostenibile" del Ponte sullo Stretto


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Ci sono gli indignados, i pellicciados e gli svergognados. Edificante storia di un emigrato, accusato di essere fuggito con la cassa, che dà una mano a salvare Berlusconi.

Posted by pocavista su 19 ottobre 2011

Da “er pelliccia” a “er tessitore responsabbile”. La cultura del “mutuo ravvicinamento”. Sin verguenza.

Gli indignados hanno visto oscurare la manifestazione delle loro giuste proteste dalle distruzioni operate in piazza dai nerovestiti o dai semisvestiti come “er pelliccia”. Qui ci interessa ricordare un caso ancor più scandaloso di quello dei “pellicciados”, sul quale i Sallusti, i Ferrara e i Minzolini osservano un religioso silenzio.


 C’è un emigrato contro il quale è stato avviato un procedimento penale per uso personale dei fondi di un’associazione di emigrati che lui presiedeva. In breve : “scappato con la cassa”, secondo la definizione de “Il Fatto quotidiano”.

L’emigrato, amministrativo in un fabbrica di prodotti tessili e che si autodefinisce un “tessitore”- viene eletto in Parlamento nella circoscrizione “estero” con poche migliaia di voti. Con l’ IDV per fare opposizione a Berlusconi.

A settembre 2010 l’ex- emigrato denuncia in TV un tentativo – da parte di un esponente della maggioranza di governo – di “comprarlo”.

Si è parlato anche di pagarmi il mutuo e darmi un posto nel governo, ma la proposta più concreta è stata la rielezione sicura”, afferma. Ma lui – proclama sdegnato – non si farà mai comprare da nessuno perchè ha una parola sola.

A dicembre, “tomo tomo cacchio cacchio“,  costui lascia l’opposizione per entrare nelle schiere della maggioranza di governo insieme all’agopuntore Scilipoti. Vota e rivota la fiducia a Berlusconi. 

Intervistato al Tg3 :“Adesso che lei è qui a votare per la maggioranza, cosa si aspetta?”. E lui candidamente : “Un incarico di governo”. Quale? Come direbbe il Manzoni, lo “sciagurato rispose”: “Non importa, basta che vado al governo”. 

Nel maggio 2011, l’ineffabile “tessitore” viene nominato consigliere personale del Ministro dell’Agricoltura Romano, come lui del gruppo di Iniziativa Responsabile. Inoltre viene nominato membro della VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione) e della XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea) del Parlamento Italiano.

Il soggetto in questione si chiama Antonio Razzi, che lascia perfino interviste radiofoniche come quella seguente. 

DA LIBERO TV – INTERVISTA DI RAZZI A LA ZANZARA SU RADIO 24 

E poi c’è chi non vuol dare la cittadinanza agli emigrati stranieri se non dimostrano di sapere l’italiano.

Conclusione : meglio lui o il Trota?

Quali competenze abbia costui per divenire consigliere personale del Ministro dell’Agricoltura, far parte della Commissione Cultura e della Commissione Politiche dell’Unione europea lascio a voi giudicare. Però lo stipendio da parlamentare se lo prende, con tutti i privilegi annessi e connessi.  

In Italia c’è chi si indigna, manifesta pacificamente e cerca di cambiare le cose. C’è anche chi si incazza e distrugge tutto in piazza, portando suo malgrado ossigeno al capezzale del regime berlusconiano morente. 

Dopo “er Patonza” (Berlusconi) e “er Canotta” (Bossi), ormai non ci facciamo mancare niente. Abbiamo anche “Er Pelliccia”, che lancia estintori contro la polizia (strano “estremista di sinistra” che nella sua pagina Facebook cita una frase di Hitler contro la stampa liberale e marxista), pendant violento e naif del non violento ma più scaltro “Tessitore responsabbile” : per entrambi, da italiano, provo un profondo senso di vergogna. 

PS. domandina a Di Pietro : ma chi k…o porti in Parlamento? Dopo De Gregorio e Scilipoti, anche Razzi? E ci lamentiamo del Trota? 

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