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Feltri, Tremonti e la Tammurriata Nera. Vi spieghiamo perchè l’economia italiana è sotto attacco : “‘e vvote basta sulo ‘na guardata”!

Posted by pocavista su 12 luglio 2011

Alchimisti d’oggi

Si prendano fini particelle di una sostanza solida, organica o inorganica a piacere, e si facciano disperdere in un liquido. Se la materia in sospensione ha una densità maggiore del liquido, nel tempo le particelle in sospensione si depositano sul fondo del contenitore. Il sedimento risultante si definisce fango. La parola sembra che risalga all’indoeuropeo “fani”, che indica la melma o la palude.

La produzione di fango, fenomeno estremamente diffuso in natura, rievoca antiche procedure latine utilizzate per condannare alla damnatio memoriae il potente decaduto o il nemico da castigare. Ricorda anche il particolare trattamento che durante il fascismo liquidava i gerarchi divenuti scomodi, accusati sistematicamente di “pederastia”.

La versione odierna della pratica per delegittimare e intimidire un avversario avviene per via mediatica (campagne di stampa e/o TV), con la diffusione di notizie e documenti compromettenti, riguardanti per lo più la vita privata : le informazioni sono spesso fornite in modo parziale e manipolato, e a volte completamente inventate. Anche se poi i fatti smentiranno le illazioni, qualche schizzo di fango rimarrà sul malcapitato di turno.

Questo modo di procedere è definito dagli anglosassoni “character assassination”. Da noi è conosciuto più modestamente come “metodo Boffo”, dal malcapitato direttore dell’Avvenire, costretto alle dimissioni da una campagna di stampa denigratoria condotta dall’ineffabile Vittorio Feltri. Il moderno alchimista del fango ha dovuto ammettere, in seguito, di avere usato anche una falsa velina della questura che accusava Boffo di essere un noto omosessuale attenzionato dalla Questura. 

Il metodo sembra particolarmente caro ai mezzi di comunicazione e ai “servi liberi”  vicini al presidente Berlusconi, che l’hanno usato o che hanno minacciato di usarlo anche con Follini, Fini, Marcegaglia, Montezemolo, Mesiano (ridicolizzato in TV per via dei calzini pervinca), Bocchino, la Bocassini, Di Pietro. I “servi liberi” di Berlusconi non hanno esitato poi a mostrare in prima pagina anche le nudità di un giovanissimo Nichi Vendola – “colpevole” di avere frequentato un campo nudisti – e di Veronica Lario, definita “velina ingrata”. 

Veronica Lario

Tremonti e Boffo uniti nella lotta

Eravamo stati facili profeti quando in un nostro post di un paio di mesi fa avevamo previsto che il prossimo bersaglio del “metodo Boffo” sarebbe stato Tremonti, vero e pericoloso concorrente interno di Berlusconi. Il quale si è affrettato a indicare come proprio delfino l’innocuo e servizievole Alfano.

Tremonti, fautore di una manovra economica lacrime e sangue, è inoltre il capro espiatorio ideale su cui scaricare lo scontento degli elettori di cdx anch’essi colpiti dalla Finanziaria in approvazione al Parlamento.

Lo stesso Tremonti, in un recente colloquio con B., avrebbe dichiarato di non essere disposto a subire passivamente il metodo Boffo, che i “servi liberi” di Berlusconi hanno cominciato impietosamente ad applicargli.

Aggiornamento del 13 luglio : oggi Alessandro Sallusti, facendo finta di cadere dal pero, spara un titolone in prima pagina : “Chi vuole incastrare il Ministro Tremonti?”. A destra ormai si gioca allo” schiaffo del soldato”. La situazione, da tragica, sta diventando comica.


Le misteriose leggi dell’economia, per la prima volta spiegate. Da Feltri

Molti dicono che l’Italia sta affondando, sommersa dai debiti e dai colpi della speculazione internazionale, dagli scandali, da una classe politica sempre più rapace, da una corruzione diffusa, dall’evasione fiscale, dalla monnezza.

Alcuni ingenui si chiederanno : ma la colpa di chi è? Forse dell’insipienza del governo di nani e ballerine che non governa e che tiene il Parlamento occupato a votare lodi Alfani, leggi salva Fininvest e trasferimenti di Ministeri a Monza?

Per fortuna che c’è Vittorio Feltri che ce lo spiega (vedi Il Giornale del 11.07.2011) : “Ecco chi rovina l’Italia: prima rema contro poi si mette a piangere”.

Ci riferiamo al mostruoso risarcimento che Silvio Berlusconi dovrà liquidare a Carlo De Benedetti per effetto di una sentenza emessa dal tribunale civile, relativa a un vecchio contenzioso riguardante la Mondadori. Una somma enorme (560 milioni di euro) che minaccia la salute della casa editrice, non solo le tasche del premier.

Feltri poi tocca vette surreali e non teme il ridicolo “Senza contare che un ribasso Mondadori (quasi certo), avvenendo in un momento di difficoltà del mercato, potrebbe provocare un crollo del nostro sistema e, quindi, incoraggiare gli speculatori ad attaccare i Bot”.

Noi poveri sprovveduti pensavamo che gli investitori internazionali guardassero alla montagna di debito pubblico (il terzo nel mondo) che sta strozzando l’Italia la cui economia è ferma da un decennio e all’insipienza di un governo che non governa e non mantiene le promesse (riforme istituzionali, costi della politica, abolizione delle province, riduzione del carico fiscale, lotta alla corruzione, Ponte sullo Stretto). 

Che inoltre costringe il Parlamento a votare sulla nipotina di Mubarak, sui lodi Alfano per mettere al riparo Berlusconi dai processi e a pronunciarsi su provvedimenti salva Fininvest. Che infine fa votare una manovra finanziaria che attribuisce ai governi futuri la responsabilità dei suoi effetti più indigesti.

Per fortuna c’è Feltri, travestito da economista, che ci spiega che la speculazione si starebbe accanendo su di noi : 

1 – a causa del risarcimento milionario che Berlusconi, definito “corruttore attivo” dai giudici (con Previti esecutore materiale della corruzione già condannato in via definitiva), dovrebbe dare a De Benedetti per averlo “scippato” venti anni fa della Mondadori. 

2 – a causa di politici incoscienti, allo scopo di dare addosso al governo, non esitano a descrivere il Paese come fosse sull’orlo del baratro, ridotto in miseria… un popolo allo sbando, soggiogato da un istrione disonesto, da una maggioranza degna di lui, da ministri inetti”.

E qui ritorna il fine economista Feltri : “D’altronde ,l’economia, la finanza, i mercati sono più sensibili alle impressioni che non ai dati di fatto.

Noi umili blogger, che l’economia l’abbiamo studiata e insegnata in aule universitarie, a questo punto rimpiangiamo il tempo sprecato a faticare su cose inutili come formule, grafici, econometria, moltiplicatori, utilità marginali, tassi di rendimento interno, ottimi paretiani, Keynes e Samuelson.

Feltri ci insegna invece che l’economia è tutta una questione di impressione (forse qualche volta ha sentito parlare di “sentiment index” e tanto gli basta, visto che i lettori de Il Giornale sembrano di bocca buona) e che basterebbe studiare la Tammurriata Nera :

Io nun capisco ‘e vvote che succede

e chello ca se vede nun se crede nun se crede …

‘e vvote basta sulo ‘na guardata,

e ‘a femmena è rimasta sott”a botta ‘mpressiunata”.

E si sa, l’economia è “femmena”! 

Quindi elementi come debito pubblico quasi fuori controllo, stagnazione economica, scarsa competitività delle aziende, riduzione del potere di acquisto, infrastrutture carenti, servizi inefficienti, corruzione galoppante e governo “ad personam” per Feltri non c’entrano. La colpa sarebbe solo della “mala guardata” di Bersani, Di Pietro e Santoro.

Ci permettiamo di dubitarne. Anche perché, approfondendo lo studio della bibliografia a Lui cara, leggiamo :


Seh ‘na guardata seh

seh ‘na ‘mprissione seh

va truvanno mò chi è stato

c’ha cugliuto buono ‘o tiro …

Addò pastin’ ‘o grano, ‘o grano cresce

riesce o nun riesce, semp’è grano chello ch’esce …

Non prendiamoci per i tornelli

Egregio direttore Feltri, riconosciamo che sua professionalità di delegittimatore sia fuori discussione, da vero padre nobile del Metodo Boffo : ma con l’economia forse sarebbe meglio lasciar spazio ad un ministro noto per la modestia e il basso profilo, come Brunetta che, se non avesse trascurato la carriera accademica per dedicarsi alla politica dei tornelli, avrebbe preso di sicuro  (sono parole sue)  il Nobel per l’economia. 

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A QUANDO UN DOSSIER SU MONTEZEMOLO?

Posted by pocavista su 13 agosto 2010

Una richiesta a Feltri : a quando un dossier su

Luca Cordero di Montezemolo?

no comment

Montezemolo : Berlusconi ci ha deluso!

Gasparri del PdL replica : invece di parlare, scenda in politica e ci faccia vedere cosa sa fare.

Montezemolo ribatte : “È semplicemente ridicolo pensare che per poter esprimere la mia opinione sullo stato del Paese io debba entrare in politica. Questa è una visione miope e autoreferenziale di una casta“.

Nell’attesa di capire cosa farà Montezemolo, intanto abbiamo visto cosa sanno fare Gasparri e soci. E ci è bastato.gasparrimarcor_omissis

Il popolo di destra però va giù duro. Ecco qualche commento, pubblicato sul sito WEB de “Il Giornale”, che riportiamo in versione integrale, errori inclusi.

Un lettore che si firma #67 Pasquale Esposito (299),il 12.08.10, alle ore 14:52, scrive:

CARO MONTEZEMOLO SAREBBE STATO MEGLIO SE LEI FOSSE STATO ZITTO!!! cosi avrebbe fatto piu bella figura, perche non prova lei a vincere un gran premio con tre ruote?, la ferrari ci ha provato ma non ha vinto!!!. in questi 2 anni di governo; BERLUSCONI ha dovuto fare i conti con una crisi mondiale, un terremoto in abruzzo e lo scandalo della munnezza di napoli ed e riuscito a far rilanciare l,industria certo non e che tutto e tornato come prima ma se ci fosse stato bersani al potere l,italia avrebbe fatto la fine della grecia!!!. il governo ha fatto anche delle riforme importanti come quella della scuola che e stata rovinata dai sessantottini, la riforma della PA; HA FERMATO I FLUSSI EMIGRATORI (sic) DEGLI EXTRACOMUNITARI!! e se potrebbe (sic) fare il programma di governo l,italia andrebbe molto meglio invece si e trovato con l,opposizione in casa e non ha potuto fare tutto quello che doveva fare, in piu e contrastato da una magistratura cieca ai bisogni del paese e che fa politica contro di lui!!!” –berlusconi-meno-tasse-per-tutti

Il lettore Esposito non aggiunge però “non abbiamo messo le mani nelle tasche degli italiani”. Altrimenti il repertorio degli slogan televisivi della destra sarebbe quasi completo.

A completarlo ci pensano gli altri lettori. Il lettore “Lepanto” introduce anche l’essenziale elemento dell’ “odio” nei confronti di Berlusconi. Manca, ahinoi, l’ “invidia”, sentimento che potrebbe accomunare Montezemolo ai “sinistri”, come vengono definiti tutti quelli che non sono allineati e coperti nel popolo della libertà vigilata (definizione del giovane Capezzone). Ma tutto sommato possiamo considerare “l’invidia” come un sottoprodotto dell’”odio”. Sempre di peccati capitali si tratta.

#153 lepanto (1199) – lettore, il 12.08.10 alle ore 16:22, scrive:

“Ma questo Cordero quali titoli possiede per parlare di Berlusconi? Nella sua “carriera” ha solo ritirato lauti stipendi dalla Fiat, dalla Ferrari e dalla Confindustria senza mai combinare un tubo.montezemolo-con-attrezzatura-indust Ha passato un’intera vita tra feste, attrici e yatchs, freguentando (sic) unicamente politici della prima repubblica che lui rimpiange enormemente perchè garantiva centinaia di miliardi di lire alla Fiat a fondo perduto con la complicità dei sindacati. Berlusconi ha detto basta a questo andazzo e per questo Cordero lo odia.”

Mentre Lepanto fa anche del gossip su Montezemolo, “ivantabarini” invece riprende gli argomenti ricorrenti a destra contro le” campagne denigratorie e “gossippare” nei confronti del Leader Supremo, e sulla mancanza di leadership della sinistra, che non sarebbe mai “leale”. #158 ivantabarini (2) – lettore , il 12.08.10 alle ore 16:26, scrive:

“Mi dispiace sinceramente, che una persona come Montezemolo .. ci dia spiegazioni sulla vita politica italiana, alquanto farneticanti; forse dovrebbe valutare più attentamente che le varie campagne denigratorie e di gossip, sono l’unica arma della sinistra, di una sinistra priva di un leader che sappia concretizzare un’opposizione leale. Le parole di Montezemolo sono una vera delusione. Ivan”

berluscono-vasa-vasa

Il Partito dell'Amore

Luca farebbe bene a stare zitto perché non conosce la materia. Siamo l’unico paese nel quale la magistratura oltre che istituzione é anche partito politicamente impegnato. Questa anomalia insieme al debito pubblico e ad una cultura di sinistra ancora radicata sia pure per retaggio del passato impedisce le riforme che sarebbero utili e necessarie e per le quali serve un accordo oltre la maggioranza a causa delle inevitabili implicazioni costituzionali. … Si aggiunga la delicata cotingenza (sic) economico-finanziaria e si spiega perché Silvio ha potuto fare meno di ciò che avrebbe voluto fare. Accontentiamoci di aver mandato a casa i visco-schioppa e mortadella, pegoraro (sic) e compagni !”

Infine non può mancare l’elemento paranoideo della congiura permanente contro Silvio da parte dei “poteri forti” e dei “traditori”. E’ questo il collante che tiene sempre insieme il logos della destra : la congiura spiega facilmente tutto e il contrario di tutto, almeno nelle menti di chi deve compensare le poche letture con le molte certezze.

Anche coi tacchi Silvio mi arriva qui

Anche coi tacchi Silvio mi arriva qui

I fatti spariscono e rimane solo la congiura. Le vicende giudiziarie, i guai fiscali, le Noemi e le frequentazioni pericolose del Leader Supremo sarebbero tutte frutto di un piano eversivo dei “poteri forti”, attraverso la magistratura, i giornali italiani e stranieri e le TV.

Uno appena appena normale si sorprenderebbe che il Leader Supremo non venga considerato dai suoi a sua volta parte dei “poteri forti”, forse l’unico vero potere forte che c’è oggi in Italia.

Il “povero Silvio” in effetti :

  • controlla direttamente o indirettamente l’80% della TV e il 90% del mercato pubblicitario italiano (tramite le agenzie di raccolta pubblicitaria di Mediaset e Rai), la maggior casa editrice del paese, giornali e riviste d’informazione e una miriade di periodici destinati a un pubblico “poco politicizzato”e assai influenzabile;
  • ha goduto di una maggioranza bulgara in Parlamento – almeno fino a poco fa –  che gli ha approvato senza battere ciglio tutte le leggi ad personam e ad aziendam;
  • è il capo del governo;
  • è il più ricco uomo d’Italia e uno dei più ricchi del mondo e dispone di risorse che nessuno dei suoi concorrenti politici può permettersi.

Ma per i suoi fedelissimi, Berlusconi è come quello di Cornacchione, il “povero Silvio” che “ha tutti contro”, che “non lo fanno lavorare”, che è “troppo buono”, che “è talmente ricco che non bisogno di rubare”, che “una Costituzione votata dai comunisti gli impedisce di fare veramente il bene dell’Italia”. Insomma ieri si diceva “Il Duce ha sempre ragione”, oggi molti dei suoi pensano che “Silvio ha sempre ragione”.

In questo contesto chi la pensa diversamente dal Leader Supremo, non è che un “traditore” . #185 noppige (258) – lettore, il 12.08.10 alle ore 17:02, scrive sul sito WEB de “Il Giornale”:  “Tra “Farefuturo” e “Italia futura” siamo oramai accerchiati da tanti grandi futuristi, provenienti da un incloncudente (sic) passato,il cui ruolo si concretizza con il discredito alla persona del Capo del Governo. Poi tutto il resto è favola se pensano di unirsi Fini ,Vendola, Bocchino, Casini, Bersani, Bindi, Briguglio, Granata, Di Pietro con Montezemolo e Rutelli con la speranza di convincere gli italiani in un futuro concepito con teoremi e filosofia politica praticamente squilibrata ed inaffidabile.La gente vuole un Paese moderno con le riforme promesse in campagna elettorale e libero dai burocrati e dai politicanti di professione. Basta con gli inciuci di Palazzo e chi tenta di tornare al passato è un traditore.”

Ma a destra non c’è nessuno che si fa venire qualche tenue dubbio? Gli altri sono tutti “traditori”? Qualche raro lettore manifesta in verità un qualche disagio berlusconimussolini-300x214nei confronti di una cultura di destra basata solo sul “Credere, obbedire, combattere”, altro che sul pensiero liberale!

In effetti #226 Dreamer66 (137) – lettore, il 12.08.10 alle ore 18:07, scrive: “..Ogni volta che mi capita leggere su queste pagine riguardo a delle critiche sul “sommo” presidente, non posso nascondere il profondo stato di ilarità che mi pervade… Ma quanti e quali diversi NEMICI, di volta in volta, si rende necessario combattere all’ultimo sangue??? Vediamo quelli che mi ricordo: Fini, Bocchino, Granata, Moroni fra i nemici “interni”, poi… Bersani, Casini, Bonino, Prodi, Di Pietro fra gli esterni… Travaglio, Santoro tra i giornalisti… Caritas, Emercency (sic) fra le associazioni no profit… Ultimo acquisto: Montezemolo… mi sembra la formazione di una squadra di calcio.

Un’ultima cosa. Secondo quanto affermato da Il Giornale, un lettore avrebbe segnalato alla redazione che girando per Montercarlo si era imbattuto, casualmente, in un citofono di nome Tulliani. E da lì avrebbe preso il via tutto il bombardamento su Fini. Potremmo credere a questa storia, magari se lo sconosciuto lettore si chiamasse, per esempio, Renato Farina, ex-vicedirettore di Feltri e radiato dall’Albo dei Giornalisti perchè al soldo dei servizi segreti per spiare i propri colleghi. Ma questa è una pura illazione. Certo che Vittorio Feltri, un giornalista “diversamente rispettoso”della deontologia professionale –  famoso nel mondo per avere pubblicato documenti falsi che hanno provocato le dimissioni di Boffo, e per aver dichiarato sul proprio quotidiano che per due anni aveva scritto falsità sul conto di Di Pietro,accusandolo di aver preso soldi da Pacini Battaglia – è uno che le occasioni sa prendere al volo.tulliani-ferrari-180x140

Al valoroso direttore diamo una nuova dritta : Tulliani, il cognato di  Fini, non è il solo ad avere una costosa Ferrari, che lava con le sue stesse mani. Anche Montezemolo è stato visto con una Ferrari e, come aggravante, la fa lavare ad altri. Se Feltri volesse iniziare un’inchiestina anche su un personaggio come Montezemolo che sta diventando scomodo per il suo datore di lavoro, saprebbe dove cominciare…

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Luca con una delle sue utilitarie

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