Della bufala. Intesa come una delle belle arti

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Ecco come funziona la macchina del fango. Il titolo afferma, l’articolo smentisce. Ovvero il giornalismo trash di Libero

Posted by pocavista su 3 febbraio 2013

Sallusti e Belpietro uniti nella lotta. Nel fango.

Si ricorderà che Sallusti – direttore de Il Giornale – ha fatto la parte del martire della libertà di stampa. La sua condanna al carcere per diffamazione per avere pubblicato il falso contro un giudice senza mai darne smentita è stata tramutata in multa. Da Napolitano. 

I giornalisti di destra hanno così ottenuto in pratica la libertà di diffamare chiunque, in cambio di una multa che pagherà l’editore (cioè la famiglia Berlusconi). In campagna elettorale poi, dal momento che i colpi bassi si sprecano e che la posta in gioco vale tantissimo, cosa volete che sia una multa di poche migliaia di euro?

Nel suo piccolo, Belpietro, direttore di Libero quotidiano, oggi dà un piccolo esempio di come funzioni questo tipo di giornalismo : sparare fango in un titolo, salvo poi smentire il titolo stesso nell’articolo.

belpietro bz

Belpietro

Tanto si sa, il popolo di destra non legge, e i pochi che leggono generalmente fermano al titolo.

Questo è quanto pubblicato su Libero il 3 febbraio 2013.

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1175647/Trento–restituisce-un-portafoglio–e-viene-condannata-per-furto.html

Giustizia impazzita

Trento, restituisce un portafoglio e viene condannata per furto

Una donna trova un portafoglio in una sala giochi e lo porta alla polizia. Per un fatale errore parte il processo e scatta la macchia sulla fedina penale

Restituisce un portafoglio ma viene processata. E’ la strana storia di una donna che a Trento trova un portafoglio in una sala giochi e lo consegna alla polizia per restituirlo al proprietario. Condannata per furto aggravato. Così la donna si è ritrovata con la pedina fenale sporca.Tutto perché in questura la procedura di restituzione era stata ritardata per errori di indirizzo del proprietario e i vigili intanto, a cui il proprietario aveva sporto denuncia, l’avevano identificata attraverso le telecamere di sicurezza della sala giochi e la targa dell’auto come una ladra. Una ladra che aveva portato via il portafoglio, con dentro 500 euro, assegni e documenti. La donna ha chiesto successivamente di essere regolarmente processata ed è stata assolta.

Allora come può essere stata condannata per furto se è stata assolta?

La logica si sa, non è il forte del Popolo dell’Amore : ma qui l’importante per Libero è continuare a buttare fango sulla magistratura. Al massimo si rischia una piccola multa …

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libero quotidiano 3 feb 2013

L’articolo apparso su Libero il 3febbraio 2013

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Toghe rosse, toghe nere, toghe rotte. I giudici come le seppie e i polpi: cambiano colore a seconda degli imputati?

Posted by pocavista su 7 settembre 2011

I cromatofori dei giudici

Vi ricordate le toghe rosse, celebrate dalla stampa e dalla TV berlusconiana? Ebbene si è scoperto che le toghe indossate dai magistrati sono dotate di particolari cellule, i cromatofori, come le seppie, i polpi e i camaleonti.

Per un fenomeno non ancora chiarito, i magistrati sarebbero in grado di cambiare il colore delle proprie toghe a seconda dell’imputato che si trovano di fronte : se l’imputato è di destra, la toga presenta pigmenti porpora; se di sinistra, la toga vira al nero. Quando l’imputato è di centro, come nel caso di Totò Cuffaro in carcere per mafia, le toghe assumono di nuovo un colore rossastro.

Il fenomeno è stato scoperto recentemente da Libero con l’articolo “La toga rossa che inchioda i compagni”, dedicato a quel PM di Monza – esponente di Magistratura Democratica, la corrente di sinistra della magistratura – che indaga su Penati e la tangentopoli rossa.

Finora i mezzi di informazione vicini a Berlusconi sembravano ignorare che c’erano magistrati – rossi o neri che fossero – che mandavano in galera il presidente democratico della Regione Abruzzo, l’ex-socialista Del Turco; che mettevano sotto inchiesta il Sindaco di Bologna, Del Bono; il PD Bassolino; la famiglia Mastella; il verde Pecoraro Scanio; l’assessore alla sanità della Regione Puglia e così via. Era molto più comodo definire “rossi” tutti i magistrati, per preparare il terreno a una riforma che mettesse la giustizia di fatto sotto il controllo dell’esecutivo.

Dopo aver diffuso per anni la bufala che la magistratura è tutta di sinistra, che il pool di Mani Pulite ha voluto salvare l’allora PCI dalle inchieste e che perseguita Berlusconi solo da quando è entrato in politica, adesso i giornalisti di destra tessono elogi di un PM “rosso” che diventa “nero” mettendo nei guai il PD. 

Toghe Rosse

Una parentesi : il Pool di Mani Pulite ha salvato l’allora PCI? Ricordiamo che tra i primi arresti di tangentopoli ci furono Soave e Li Calzi del PCI; la direzione del PCI di Milano, con Barbara Pollastrini & co (la Pollastrini venne poi assolta dalle accuse pochi anni dopo) fu totalmente decapitata; mentre il compagno Greganti, tesoriere del PCI, si fece diversi mesi di galera. 

Altri esempi di trasformazione cromatica dei magistrati

La potenza dei mezzi di informazione, specie TV, è tale da colorare di rosso o di nero magistrati di volta in volta scomodi o che invece portano acqua al proprio mulino.

Gerardo D’Ambrosio, definito “nero” negli anni 70 dopo aver scagionato sia il commissario Calabresi per la morte dell’anarchico Pinelli, sia Pino Rauti per la strage di Piazza Fontana, appena membro del Pool di Mani Pulite divenne improvvisamente una “toga rossa” perché colpiva i corrotti di Tangentopoli.

Pierluigi Davigo, esponente della corrente conservatrice della magistratura e considerato la mente giuridica del Pool di Mani Pulite, diviene improvvisamente per la stampa berlusconiana un pericoloso rivoluzionario di sinistra.

Stessa sorte per Antonio Di Pietro, allora assai vicino a esponenti del MSI. Pochi ricorderanno che Berlusconi, nel formare il suo primo governo nel 94, lodava l’operato di Mani Pulite (che allora andava di moda e che gli aveva spalancato le porte del governo) e aveva chiesto invano a Davigo e Di Pietro di entrare al governo come Ministri della Giustizia e dell’Interno. Circostanza poi negata successivamente da Berlusconi.

Toghe Nere

Ilda Bocassini, divenuta rossa per aver incriminato Previti e le toghe sporche da lui corrotte per consegnare la Mondadori a Berlusconi, poi definita da alcuni “nera” quando indagava sulle nuove BR, sventando tra l’altro un attentato a Paolo Berlusconi e a “Libero”. Oggi è di nuovo” rossa”, da quando si occupa del caso Ruby.

Paolo Ielo, il magistrato “rosso” accusato di avere insabbiato le indagini di Titti Parenti sul PCI, oggi sembra virare al nero, perché indaga sullo scandalo ENAV di esponenti vicini a Bersani e D’Alema.

Il giudice Mesiano, quello che ha condannato La Fininvest a risarcire De Benedetti per averlo scippato della Mondadori, ha i cromatofori perfino nei calzini, che diventano pervinca all’occorrenza.

E si potrebbe continuare. 

Se Sparta piange, Atene non ride. 

Notiamo solo che ogni volta che un esponente del PDL o della Lega passa dei guai giudiziari, gli organi di informazione berlusconiani e leghisti parlano di “persecuzione delle toghe rosse”, si fanno approvare leggi ad personam e si punta alla prescrizione. 

Quando a finire nei guai è invece uno di centrosinistra, si usa esprimere una rituale“fiducia nella magistratura” e talvolta si fa dimettere l’indagato: ma per chi ha posto al centro della propria azione politica la “questione morale” e ha rivendicato una propria “superiorità morale” non rimane che l’imbarazzo. 

Imbarazzo che è ormai della maggioranza degli italiani. Tuttavia tra chi a destra ha fatto della protervia e del vittimismo il proprio stile di potere e chi a sinistra manifesta imbarazzo quando viene colto con le mani nella marmellata, preferiamo chi è ancora capace di arrossire.


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La saga degli insulti e la sindrome degli ex. Gianfranco Fini visto da destra.

Posted by pocavista su 10 novembre 2010

E’ durata quasi venti anni. La storia d’amore tra Fini e Berlusconi. Adesso, come tra due bravi ex, volano gli stracci. Fini, scordandosi di avere concesso a Berlusconi di tutto e di più, compresa la quarantina delle leggi ad personam di questi anni, si accorge improvvisamente che il suo vecchio alleato è un autocrate populista che fa solo i propri interessi e ci sputtana in giro per il mondo. Berlusconi invece ha scatenato i suoi nella caccia al “traditore” per sancirne la definitiva damnatio memoriae presso la sua base elettorale.

Silvio ha sdoganato, recuperato dalla marginalità politica, portato al Governo e reso protagonista Fini. Fini, l’ingrato, adesso lo pugnala alle spalle”. Questo sembra essere il sentimento prevalente che aleggia oggi tra molti elettori del Partito dell’Amore, almeno a giudicare dai commenti che appaiono sui sito Web de Il Giornale e di Libero.

Questi due quotidiani hanno cercato di massacrare Fini, definendolo traditore del patto elettorale con il PdL, e truffatore, con la vicenda dell’appartamentino di Montecarlo. I berluscones hanno risposto bene alla campagna denigratoria condotta dai due giornali, insieme ad una parte degli antichi simpatizzanti di AN. Questi ultimi sobillati anche da alcuni degli ex-colonnelli di AN, ormai arruolati full-time nelle truppe cammellate del Signore di Arcore.

In particolare Feltri e Belpietro hanno insistito sul “tradimento” di Fini e sulla mancanza di autorevolezza del Presidente della Camera nell’invocare rigore e moralità, cercando di accreditare la tesi del “così fan tutti”. Questi occhiuti giornalisti si stracciano le vesti per la pagliuzza monegasca nell’occhio di Fini, mentre giustificano da sempre la foresta di sequoia che alberga nel bulbo oculare del loro Leader Supremo.

Seguitissime penne de Il Giornale, come Marcello Veneziani e Vittorio Sgarbi, in alcuni editoriali hanno cercato di demolire Fini anche sul piano personale. Veneziani, che da sempre studia da intellettuale di destra, dà sfoggio di una discreta abilità retorica, parlando di etica: “Fini non ha diritto di rubare i sogni di un ragazzo, di un vecchio, di un combattente … se un uomo è disposto a svendere casa, o non vale niente la casa o non vale niente lui. E la casa valeva.” Confronta il nostro post

https://svistasocialclub.wordpress.com/2010/09/30/il-quindicenne-del-fronte-della-gioventu-alla-corte-del-siddharta-di-arcore/ . In un editoriale più recente e molto meno riuscito, Veneziani invece definisce Fini “ l’Umbria di se stesso” e parla di “un Fini inacidito (che) compie lo storico strappo di Perugia, terra del suo precursore Gaucci.”. Quando si dice la classe! Ecco uno scadente Veneziani, più acido del solito, gettare fango sulla vita privata di un politico antiberlusca, come un qualsiasi giornalista di destra.

Sgarbi in un suo articolo invece la butta sulla supposta dipendenza di Fini dalla Tulliani, di cui sarebbe “troppo innamorato”. “Da questa vicenda Gianfranco esce come un ingenuo, inadeguato a misurarsi con le realtà complesse e difficili della politica” e tra le righe – da vero signore qual è – lascia intravedere che dalla Tulliani ci sarebbe passato prima lui. Si veda il un nostro precedente post

https://svistasocialclub.wordpress.com/2010/08/14/sgarbi-le-donne-e-fini/

Il sedicente critico d’arte (che dice di frequentare anche “50 donne a settimana”) rivende se stesso e Berlusconi come persone capaci e non ingenue, dato che non si fanno “occupare dalle donne”, ma si fanno “visitare come un museo”. Sgarbi qui trascura il fatto che al museo di solito si paga il biglietto. Al contrario nel caso di Berlusconi – se i fatti fossero confermati, ma io non ci credo (come direbbe Benigni, con ironia, e la Carfagna, senza) – sembrerebbe che sia il museo a pagare il biglietto alle belle visitanti.

Tanto per vedere gli umori del Partito dell’Amore, facciamo una panoramica delle definizioni date a Fini e ai suoi da molti lettori de Il Giornale e di Libero.

Da Il Giornale

#32 arnaldo40 (21) il 08.11.10 alle ore 9:41 : fetente

#31 Angelo Mezzadri (31) il 08.11.10 alle ore 9:40 : squallido personaggio, borioso ed ambizioso, falso moralista … circondato da parassiti

#29 EZIA MORANDI (140) il 08.11.10 alle ore 9:39 : vomitevole

#28 drazen (129) il 08.11.10 alle ore 9:39 : traditore globale, a tutto campo! … con una ingratitudine cinica; …inaffidabile

il 08.11.10 alle ore 9:17 : saltafossi … con l’appoggio dei più modesti tirapiedi della ex Alleanza Nazionale … in preda alla più smodata ambizione… ottuso ex squadrista…

#14 vincenzo (103) il 08.11.10 alle ore 8:57 : il politico più vile e deleterio dall’Unità d’Italia in poi… (insieme a una) masnada di inqualificabili figuri …

#9 fdelongis (117) il 08.11.10 alle ore 8:49: manovratore occulto e “massone” della magistratura politicizzata e del meridionalismo piu’ becero condito da un pagano narcisismo …

#8 lagoditovel (42) il 08.11.10 alle ore 8:49 : Finulliani … un mezzo uomo … uomo senza vergogna e senza pudore!!

#5 maryforever (8) il 08.11.10 alle ore 8:43 : benzinaio (!)

#4 egi (670) – il 08.11.10 alle ore 8:40 : faccia di bronzo … fascista delfino di Almirante

#2 aldo berimballi (100) il 08.11.10 alle ore 8:37 Traditore Vigliacco

#1 partenopeo78 (25) il 08.11.10 alle ore 8:36 : impostore

#33 beppazzo (132) il 08.11.10 alle ore 19:34 : loffa

#21 frado (10) il 08.11.10 alle ore 18:04 : truffatore.

#58 mellera tiziano (19) il 08.11.10 alle ore 18:40 : Voltagabbana col Bostik al C…; al soldo dei poteri occulti

#57 viento (551) il 08.11.10 alle ore 18:39 : finavil (fini + vinavil)

#46 herbavoliox (76) il 08.11.10 alle ore 18:26 : disertore mangia, mangia lui, mangia la galluccia, mangia la suocera, mangia il cognato. fa solo pena

#4 mpwpir (2) il 08.11.10 alle ore 16:06 : losco individuo – probabilmente vendutosi, per un piatto di lenticchie, agli esperti ribaltonisti

#21 Dario40 (4196) il 09.11.10 alle ore 17:21 : senza un minimo di dignità

#15 fossog (564) il 09.11.10 alle ore 15:30 : inutile burocrate

#12 angelo (200) il 09.11.10 alle ore 14:39 : finto leader al guinzaglio di chissà

#45 giottin (1348) 09.11.10 alle ore 19:30 : farabutto.

#40 gstrazz46 (249) il 09.11.10 alle ore 19:02 : voltagabbana

#38 vittorio pierbon (62) l 09.11.10 alle ore 18:59 : capo di un partito finto che occupa una carica istituzionale vera

#29 salva55 (12)il 09.11.10 alle ore 18:06 : fini e compagni di merende sono disonesti immorali e traditori … gentaglia!!!!

#27 b.bruno (3132) il 09.11.10 alle ore 17:59 : biscia

#19 Michele Calò (366)il 25.09.10 alle ore 9:37 : “Gli imbecilli sinistri, dipietristi, finioti non possono capire, nel loro deserto interiore, nella loro pezzenteria di sentimenti, quello che proviamo noi …

#39 emigrasso (243) il 25.09.10 alle ore 10:09 : “uomini come Fini, traditori, profittatori e vigliacchi, non meritano che di rappresentare quelli della sua razza…

da Libero News

Postato da budm69 | 09/11/2010 alle 20.08 : meschino

17 | Postato da betadue | 09/11/2010 alle 10.52 : faccia di bronzo

2 | Postato da Bachis Figus | 09/11/2010 alle 17.15 : lustrascarpe;

8 | Postato da angelomichele | 09/11/2010 alle 10.52 : una vergogna mondiale,

11 | Postato da sarafra | 09/11/2010 alle 09.42 : ceffo roso dall’invidia e dall’inclinazione a primeggiare

12 | Postato da ghigabiagioni | 09/11/2010 alle 09.24 : truffatore

13 | Postato da sarafra | 09/11/2010 alle 09.21 : pregiudicato! Parli bene e razzoli male.“… camaleonte confuso.

18 | Postato da minimo | 08/11/2010 alle 21.29 : Fli, (Faida Lenta Ignominale) … non ha nessun abito mentale che ci faccia pensare alla sua legalità… non ha il senso del dovere..non ha rispetto delle istituzioni… non ha il senso dello stato…F(Faida) L(lenta) I(Ingiuriosa)

25 | Postato da emilioq | 08/11/2010 alle 19.58 : questo figuro merita l’Oscar della faccia tosta!

31 | Postato da martello carlo | 08/11/2010 alle 19.24 : quell’iscariota di G.F.Tulliani … untuosa nomenklatura …. Il lettore poi fa un’inaspettata minaccia  : P.le Loreto.

36 | Postato da salvato27 | 08/11/2010 alle 17.52 : Futuro senza libertà, e un partito di traditori! Bocchino fa onore al nome, con la lingua piú lunga dei suoi compagni lecconi.


Chiudiamo la passerella delle espressioni caritatevoli del Partito dell’Amore, nonché Popolo delle Libertà (di insultare, probabilmente), con il PdL di Mestre che sul proprio sito WEB chiosa : Gianfry “sotto il vestito niente” … un mediocre e spregiudicato personaggio, abile a dire le più infime ovvietà e banalità. … il primo, vero fasciocomunista d’Italia. Non siamo alla creatività di quei lettori de Il Giornale che definiscono Fini un “voltagabbana col Bostik” o “un camaleonte confuso” : ma da quadri PdL formatisi alla scuola di partito dei Brunetta e co. non si può pretendere di più.

Come disse Berlusconi, nel suo primo messaggio del 1994 in cui annunciava che sarebbe sceso in campo : “Questa è l’Italia che amo!”. E questi sono gli italiani che lo sostengono.

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TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SULLA VILLA DI ANTIGUA. Un documento fotografico chiarisce i retroscena

Posted by pocavista su 19 ottobre 2010

 

Antefatto

Antigua è una piccola isola della Antille, nei Caraibi, scoperta nel 1493 da Cristoforo Colombo, che la chiamò così in onore della Vergine di La Antigua esposta nella cattedrale di Siviglia. Oggi, oltre ad essere un richiamo turistico, è un centro per molte società di scommesse online ed è considerato un paradiso fiscale dato che ospita numerose società off-shore.

Nella lista di coloro che posseggono una casa ad Antigua, appaiono molti nomi famosi come lo stilista Giorgio Armani; il proprietario della compagnia aerea Virgin Atlantic, Richard Branson; il chitarrista Eric Clapton; lo scrittore Ken Follett; il miliardario texano Allen Stanford; il calciatore Shevshenko; la più nota anchorwoman americana, Oprah Winfrey. E Silvio Berlusconi.

Nell’ultima puntata di Report, la giornalista Milena Gabanelli ha sollevato qualche interrogativo sull’acquisto da parte del nostro Leader Supremo di una villa in Antigua, per 22 milioni di euro. Il reportage pone in evidenza che Silvio Berlusconi ha acquistato terreno e villa da Flatpoint, una società off-shore. Per chi non l’avesse visto, il video di Report che parla della villa di Antigua è su : http://www.youtube.com/watch?v=D9ZLhR_Lmlo

La Gabanelli ha iniziato il servizio con le seguenti parole : “La trasparenza è d’obbligo. Se si è indagato per 3 mesi sulla proprietà di una casa di 55 mq a Montecarlo, attribuita ai familiari del presidente della Camera, Gianfranco Fini, è opportuno che si sappia da chi il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha comprato terreni e casa nell’isola caraibica di Antigua“. Ed ha concluso dicendo : “Abbiamo inseguito una cucina Scavolini, qui parliamo di ben altre cifre. I 22 milioni di euro pagati ad Antigua corrispondono al valore reale di mercato dell’immensa proprietà? Il presidente del Consiglio avrebbe il dovere di dissipare questi dubbi.

La Gabanelli, in chiusura di trasmissione, ha dichiarato la propria disponibilità a ospitare un intervento del premier per chiarire la vicenda. Tuttavia, ancor prima di aver visto la puntata l’on Ghedini, l’avvocato del premier, ha chiesto alla RAI che non venisse mandato in onda il servizio perchè “privo di contradditorio”.

Una vista di Antigua

Una vista di Antigua

Quali sono gli aspetti controversi della vicenda?

Molti articoli di giornale cercano di chiarire gli aspetti più intricati della vicenda. Su www.giornalettismo.com si fa un’ottima sintesi, che chi riportiamo per sommi capi.

La storia …comincia nel novembre scorso, quando Bankitalia arriva a commissariare la Arner con il dottor Alessandro Marcheselli, in seguito indagato per favoreggiamento e riciclaggio dalla procura di Milano. Tra le società con il conto alla Arner, la Flat Point Developement, che ha ricevuto una serie di versamenti per l’acquisto di immobili e terreni ad AntiguaBerlusconi … ha speso un milione e settecentomila euro per il terreno. Dandoli a chi? Impossibile saperlo, visto che la società Flat Point è a sua volta di proprietà di un’altra società, con base alle Antille Olandesi. Ma la Flat Point ha anche una sede italiana, a Torino, amministrata da Giuseppe Cappanera. La controllata Emerald Cove International, invece, ha come amministratore Flavio De Paulis, che è anche vicedirettore di Banca Arner a Lugano.
E perché la Arner è nota? Per una brutta storia in cui c’entra Bankitalia. La storia … parla di 34 milioni di euro transitati dai conti di Banca Arner per arrivare alla società off-shore Flat Point costituita ad Antigua. Il motivo, ufficiale, è quello di non ben precisate operazioni immobiliari. La notizia…è che di questi 34 milioni, 20 sono riconducibili a conti correnti intestati a Silvio Berlusconi.

… Ad oggi risultano indagati l’ex presidente e l’ex ad della banca, Nicola Bravetti e Davide Jarach, sulla base del rapporto di Bankitalia che ha rilevato “gravi e diffuse irregolarità sulla base della normativa anti-riciclaggio“. La banca aveva come clienti Marina e Piersilvio Berlusconi e alcune holding Fininvest, oltre ai 10 milioni in giacenza del conto del Premier, e … Ennio Doris di Mediolanum. Ma soprattutto, c’è Paolo Del Bue: imputato nel processo sui diritti tv proprio come responsabile della Arner SA, scriveva il Corriere, e fiduciario della famiglia Berlusconi. Oltre che già citato nella sentenza Mills, dove si metteva in luce il suo ruolo nello spostamento di 103 miliardi di lire tra le società off-shore riconducibili a Mediaset. In più… c’è anche Stefano Previti, il figlio di Cesare.”

Le ville di Berlusconi sono cinque, come ha fatto sapere Ghedini. Chi le vende, la Flat Point è stato definito “di assoluta opacità” da Bankitalia, perché non è possibile sapere chi sia il reale proprietario della società… Il proprietario ha preso una ventina di milioni da Berlusconi. .. il primo ministro Brian Lester Bird ha dato il permesso per costruire, e ne ha rimediata una (di ville) anche lui … Capomar Holding, società con sede a Curaçao controlla Flat Point Engineering, ma gestite da fiduciari, cioé prestanomi. “Non sappiamo chi ha costruito la villa ad Antigua”, dice Mondani. Sei chilometri di costa e tanti alberghi da costruire, come fa sapere un amministratore. Un’ottantina di ville, oltre a quelle già fatte sono in tutto un centinaio, per 170 ettari…

Intanto, il 16 settembre scorso il Club de Paris ha concesso la ristrutturazione dell’86% del debito di Antigua, come aveva promesso Berlusconi al premier.”

La villa di Berlusconi ad Antigua

La villa di Berlusconi ad Antigua

La posizione de “Il Giornale”

Il 18 ottobre il nuovo direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti firma un articolo dal titolo ambiguo. “I Trucchi Off-shore della Gabanelli”, che fa subito pensare a oscuri artifici che la giornalista avrebbe utilizzato per falsificare chissà che cosa.

Dopo aver di nuovo intonato l’inno gregoriano su Fini e Tulliani, Sallusti si scaglia contro la Gabanelli colpevole – a suo dire – di dare una mano a Fini. La Gabanelli cercherebbe di oscurare la vicenda di un appartamentino di 55 metri quadri ponendo qualche interrogativo sull’acquisto della villa caraibica da parte del Leader Superno.

La Gabanelli è una brava giornalista, dice Sallusti , ma ha un difetto: i suoi dos­sier … sono a senso unico. Ha fatto le pulci a mezzo centro­destra, è stata alla larga da qualsiasi cosa possa portare dalle parti della sinistra. Quindi anche da Gianfran­co Fini. … A parte quella, però, le case le interessano. Anzi, è attratta da una in particola­re, che guarda caso è di Sil­vio Berlusconi. Altro che i settanta metri quadrati di Montecarlo (Sallusti ha già fatto lievitare la superficie a settanta metri, in vista di ulteriori espansioni mediatiche pre-elettorali), parliamo di una reggia costruita ad Anti­gua.”

Sallusti prosegue : “Se il privato cittadino Berlusco­ni ha usato tutti gli strumen­ti finanziari (off-shore com­prese) che il mercato e le leg­gi internazionali mettono a disposizione non ha com­messo alcun reato. Se il fisco italiano avesse qualche cosa da ridire accerti e proceda… Dare a prescindere dell’eva­sore fiscale a un gruppo, Fi­ninvest, che ha pagato 8 mi­­liardi di tasse (una finanzia­ria) negli ultimi quindici an­ni ­mi pare comunque un pa­radosso.”

Sorvoliamo sul fatto che Sallusti impieghi un banale e mistificatorio argomento (caro Sallusti, il termine giuste sarebbe “paralogismo”) per confutare in anticipo ogni interrogativo sull’operazione di Antigua. Ammesso e non concesso che la Fininvest abbia pagato 8 miliardi (in realtà 7.7 miliardi) di tasse in 15 anni, questo non costituisce la prova che la Fininvest abbia pagato tutte le tasse che avrebbe dovuto.

Visto che le società del premier hanno usufruito, anche di recente, di condoni fiscali e di sconti clamorosi da parte dell’Agenzia delle Entrate, che il reato di falso in bilancio di sue società è stato sanato solo con una legge ad personam, che si sia avvalso in passato di società off-shore come la All Iberian, riconducibili al suo gruppo e che ci sono altri procedimenti in corso, forse qualche interrogativo dovrebbe porselo anche Sallusti.

 

La smentita odierna di “Libero”

Dal canto suo, il vicedirettore di Libero, Bechis, scrive oggi sul suo giornale che il servizio di Report è stato “sbugiardato”, citando la nota fatta pervenire ai giornali da Postizzi :

Con riferimento alle notizie apparse in questi giorni su alcuni quotidiani italiani e alla trasmissione Report di ieri sera, devo precisare che il gruppo costituito dalle società Emerald Cove e Flat Point Development fa capo sia alla società Kappomar Holding nv controllata giuridicamente ed economicamente da me come azionista di riferimento e da altri azionisti sia minoritariamente al signor Michael Berry, cittadino irlandese. Tutti questi soggetti nulla hanno a che fare con il presidente del Consiglio Berlusconi e con il suo gruppo”.

Il problema, egregio Bechis, è che la smentita non smentisce niente. Postizzi non dichiara di essere proprietario, ma che lui controlla “giuridicamente ed economicamente” quella società. E questo può farlo anche un fiduciario che gestisce una società per conto e negli interessi del vero proprietario. Postizzi potrebbe essere nella stessa posizione dell’avvocato Franco Ellero, il quale dichiarò che la casa di Montecarlo apparteneva non a Tulliani, ma a un suo cliente.

Allora Postizzi è il vero proprietario oppure il fiduciario, come indicato anche da Report? Attendiamo con ansia le conferme.

Il Piano Casa di Libero

Il Piano Casa di Libero - Forse ai Caraibi

La posizione dei lettori de “Il Giornale” e de “Il Fatto”. Dal “percolato”al “corruttore”

Cosa ci ha capito il grosso pubblico? Quali sono le reazioni immediate? Abbiamo messo a confronto alcuni commenti apparsi sui siti WEB de “Il Giornale “e de “Il Fatto”, che qui riportiamo.

Sulla vicenda, molti lettori de “Il Giornale” non sembrano essere sfiorati da alcun dubbio. Ecco qualche loro commento al sito WEB del quotidiano berlusconiano :

#1 eglanthyne (2013) il 18.10.10 alle ore 8:56 scrive: “Egregio direttore , ho visto Report e sono certa che anche se l’ anoressica giornalaia leggesse 1000 e ++++++ volte questo articolo non capirebbe la differenza … .

#6 herbavoliox (66) il 18.10.10 alle ore 9:34 scrive: “Peccato nell’inchiesta si taccia un piccolo particolare: Fini ha rubato soldi ad AN per appropriarsi della casa, Berlusconi ha usato soldi suoi per fare quel che gli pare. A me pare moooolto diversa la cosa di quanto la si voglia far credere… Gli italiani forse ragionano in proprio e le fette di salame si stanno diradando signori miei!

#4 viento (461) il 18.10.10 alle ore 9:21 scrive: “Il dott Sallusti stamattina a LA7 a (sic) ben spiegato la differenza trà (sic) le due cose anche se era solo contro tutti, adesso mi spiego perchè la Gabbanelli (sic) a (sic) fortemente voluto la copertura da mamma RAI da eventuali querele cosi (sic) puo (sic) continuare a dire menzogne tanto paga la mamma cioè noi..

#40 rococo21 (744) il 18.10.10 alle ore 13:02 fa una ramanzina alla Gabanelli e la butta in politica : “Come mai la illustre ed illuminata giornalista non ha mai fatto una – “inchiesta” ? – e non un dossier sulle coop di pierluigicoop che pagano delle tasse inique o addirittùra irrisòrie perché protette dai comunisti???? A proposito dello slogan “la coop sei tu” non mi pare che i prezzi delle coop siano particolarmente economici, anzi molte volte sono superiori agli altri supermercati. Come dire: Falce e carrello.”

Il lettore Rococo21 però dimentica che la Gabanelli ha fatto anche delle inchieste che mettevano sotto torchio le sinistre, come nel caso dell’inchiesta sui rifiuti in Campania e sugli scempi edilizi nel Comune di Roma in epoca veltroniana.

Il lettore #9 flordluna (2094) il 18.10.10 alle ore 9:27, senza entrare mai nel merito delle questioni sollevate dalla Gabanelli, riprende il collaudato repertorio sui “sinistri invidiosi e frustrati”, “incivili e immorali” : “...con questa puntata iniziale di ieri sera, la stessa gabanelli ha mostrato la sua vera faccia di cialtrona di bassa lega ed invidiosa! La sua sporcizia morale peggiore e’ l’aver paragonato montecarlo/AN, con le proprietà private di Berlusconi, sapendo bene della differenza tra le due cose, ma ha preferito passare da cretina piuttosto che perdere la possibilita’ di fare gossip! Nel suo pseudogiustizialismo becero si vanta di fare giornalismo, povera beota, in questo caso e’ stata solo incivile, prevaricatoria e da denuncia! Occorre… che il ministro Alfano provveda a stoppare questi incivili ed immorali personaggi senz’autore…ma pieni di livore, invidiosi e frustrati!

Ma c’è anche un ecologico lettore de “Il Giornale” che, il 18.10.10 alle ore 14:51, commenta: “Gabanelli, Santoro, ecc. sono come il percolato che fuoriesce dalla fermentazione dei rifiuti...”.

Dalle espressioni caritatevoli di cui sopra, si evince che molti tra i commentatori de “l Giornale” sono convinti esponenti del Partito dell’Amore.

C’è anche qualche probabile infiltrato “sinistroide” oppure “finiota”, come #8 avalon42 (33) che, il 18.10.10 alle ore 9:24, dà fondo a reminiscenze evangeliche : “ Chi di off shore ferisce di off shore perisce!”; oppure come #3 Monniacale (58) che il 18.10.10, alle ore 8:55, chiosa “La storia di Montecarlo (secondo me vera) è una bazzecola rispetto a questa. Spero che Il giornale dedichi lo stesso spazio a questa vicenda come per quella di Fini. Anche, nel caso, per sbugiardare quelli di Report. Come faceva Ghedini a dire che erano tutte “baggianate” senza aver mai visto il servizio?

#64 Davide Manin (2), il 18.10.10 alle ore 12:18, pone una domanda che sembra banale “Tutti i politici italiani (Fini, Berlusconi, Bersani inclusi) dovrebbero essere contenti di rispondere a domande scomode. Negli Stati Uniti e in Inghilterra i politici fanno la fila per essere messi alla prova da giornalisti agguerriti: e’ un modo per dimostrarsi competenti davanti agli elettori. Perché in Italia no?

#27 pidario (70) il 18.10.10 alle ore 11:50 scrive: “… la Gabanelli ..non mi è sembrata particolarmente accanita contro il Premier nè ho ravvisato, nelle sue parole, alcuna difesa nei confronti del Presidente della Camera… Quanto alla differenza tra quanto accaduto e da verificare, sia nel caso del Presidente della Camera che in quello del Premier, non la trovo particolarmente significative. Credo che gli italiani vorrebbero davvero sapere sia a chi è stata venduta la casa di Montecarlo che da chi e come è stato comprato il terreno ad Antigua..”

 

Fin qui i lettori de “Il Giornale”. Ma sul versante opposto come la vivono i lettori, per esempio, de “Il Fatto”?

Ciò che ci ha colpito è che molti commenti sul blog de “Il Fatto” non siano riferibili a una tradizionale cultura di sinistra, come ci si potrebbe aspettare, ma rispecchiano una cultura “giustizialista” da destra sociale o una cultura liberaldemocratica. In alcuni casi, i commenti emanano sentenze di colpevolezza senz’appello (si parla di “corruttore”, di “arresto immediato”, di “mascalzoni”, di “mafioso”); in altri si fa invece riferimento ai tradizionali valori liberali.

 

Max, 18.10.2010, ore 15.45, scrive indignato : “Di quale prova ha ancora bisogno questo umiliato Paese per scaricare e arrestare questo pericolosissimo multi-miliardario-trafficante-corruttore? Cosa aspetta il nostro Parlamento a varare il decreto dell’immediato arresto e confiscazione (sic!) di tutti i beni sottratti alle casse dello Stato da questo mafioso? Io mi chiedo: dove son finiti i nostri onorevoli “salva-Patria” della vecchia e patriottica Destra Nazionale? Perché non fanno qualcosa?…

Il lettore Gianni Pintus ribadisce il concetto, 18.10.2010, ore 15.24:” Mi piacerebbe che Il Giornale, Libero e Panorama si occupassero per un anno di appurare cosa si nasconde dietro gli “acquisti” del corruttore di Arcore, ad Antigua, tutte le cose nascoste (con possibile riciclaggio di soldi). Credo che sarebbe molto più interessante rispetto ai 55mq della casa del cognato di Fini a Montecarlo…”

Umberto, 18.10.2010, ore 15.08, scrive senza misericordia: “Fuori dal governo i mascalzoni travestiti da politici. Ghedini, Cicchitto, Bonaiuti finirete presto tra le pagine dell’infamia, inserto speciale della storia della repubblica italiana. Diciamo le cose come stanno, basta con i giri di parole. Il fulcro di tutto è il conflitto di interessi. B e la crikka devono tornare a casa, tra le nebbie della Valpadana.

Armelo, 18.10.2010, ore 14.52, commenta “Non cè (sic) da meravigliarsi se un parlamentare, avvocato difensore del presidente del consiglio, chieda alla Rai di non mandare in onda un reportage, che riguarda il medesimo presidente del consiglio, prima ancora di averlo visto. Non pochi, difensori dei forti e mai dalla parte dei deboli, vorrebbero la censura preventiva per non far sapere ai deboli le debolezze dei forti..”.

Un lettore che si firma “Allora, che querela sia!”, 18.10.2010, ore 15.01, pone una sfida giudiziaria:Se fanno querela, ben venga. Ne seguiremo l’iter con molta attenzione, avranno così l’occasione di dimostrare l’insussistenza dei fatti evidenziati da Report…

Zion, 18.10.2010, ore 15.05 scrive : “Il vero problema è che la destra sociale purtroppo vuol dire poco, ed è soprattutto un’eredità del fascismo, a me piace la destra liberale, la destra che abbassa le tasse, ma riesce a far funzionare i servizi ottimizzando al massimo, la destra del libero mercato, la destra che dentro se stessa si sente orgogliosa di essere italiana. Purtroppo al momento dove ti giri ti giri ti giri male”

ajò, il 18.10.2010, ore 12.02, la butta sul personale : ”Mio marito lavora da quasi 40 anni, ha uno stipendio di 1.280 euro al mese, ci siamo comprati una casetta e la metà dello stipendio finisce nel mutuo, siamo sommersi dalle bollette, non usciamo più neanche a prendere una pizza….., quando sento queste notizie mi viene il voltastomaco, e la cosa peggiora quando apprendo che qualcuno vorrebbe che certe notizie vengano censurate…”

Vincenzo, 18.10.2010, ore 13.39, commenta scandalizzato : “Altro che case ai terremotati di L’Aquila questo le case le fa ad Antigua, e son tutte sue. Che bella faccia ha.”

kirby il 18.10.2010, ore 13.18, infine sintetizza così la vicenda : “Lo “scandalo” sta nel fatto che questa società non si riesce a sapere a chi appartiene, data la sua usuale struttura da società “off-shore” cioè a matrioska. … Qui scatta l’ipotesi : la società in questione apparterà per caso a Berlusconi che con la scusa dell’acquisto di una villa ha spostato 22 milioni di euro in un paradiso fiscale? ai posteri l’ardua sentenza”.

 

Il vero scoop sulla villa di Antigua. Una foto chiarisce tutto.

Confessiamo che l’attuale direttore de “Il Giornale”, Sallusti ci fa un po’ tenerezza. Non tanto per quel suo inquietante volto, in cui molti riconoscono il Nosferatu di Murnau, quanto per il fatto che da un po’ di tempo è divenuto compagno di Crudelia de Mon, al secolo Daniela Santanchè. E’ una cosa che non auguriamo a nessuno e che saremmo lieti di poter smentire.

 

Alessandro Sallusti

Alessandro Sallusti, come lo vedono i suoi detrattori

Vogliamo perciò dare un paio di dritte a Sallusti. Intanto eviti di parlare sul suo giornale del fatto che il Comune di Milano ha  messo nel proprio bilancio i costi dell’illuminazione di una parte dell’isola di Antigua (puta caso quella in cui c’è anche la villa di Berlusconi) : solidarietà fiscale con il sud sì, ma che anche i Caraibi attingano alle casse della  Padania ..  ( se qualche milanese incredulo volesse controllare : VOGLIO CONTROLLARE DI PERSONA ).

Poi Sallusti controlli bene la foto in fondo a questo post, che ritrae un angolo nascosto della villa di Antigua. Le mura di un vecchio edificio, abbattuto per far posto alla nuova villa, sono decorate da una bandiera di un paradiso sperduto e da una targa, che permetterebbero di risalire all’identità del vero proprietario della Flat Point : si tratterebbe di un pregiudicato sardo di estrema sinistra che ha trascorso lunghi anni in carcere. Sarebbe un certo Gramsci Antonio, su cui stanno indagando anche gli ispettori della Gelmini. Questo sì che sarebbe un vero scoop, altro che cucina Scavolini!

Bandiera di un paradiso fiscale non identificato e targa apposta su un vecchio muro abbattuto per far posto alla villa di Antigua

Bandiera di un paradiso fiscale non identificato e targa apposta su un vecchio muro abbattuto per far posto alla villa di Antigua

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