Della bufala. Intesa come una delle belle arti

Posts Tagged ‘il Giornale’

Strani incontri sulla via di Damasco – Ovvero tre “insospettabili comunisti” : un giornalista esodato, un dandy liberale, una ex-spia della CIA.

Posted by pocavista su 1 febbraio 2013

Sulla via di Damasco non c’è solo San Paolo?   1 – Vittorio Feltri, ex direttore di Libero e “ direttore esodato” de Il Giornale per fare posto a Sallusti; nel tempo libero, manganellatore mediatico di punta del “Popolo dell’Amore”. Giornalista di cui non si ricorda un sorriso in pubblico a memoria d’uomo. 

Durante la trasmissione radio “La Zanzara”, Vittorio Feltri non fa sconti al Pdl parlando delle sue liste elettorali “pulite”: “Mi fanno venire i conati di vomito, Berlusconi ha ricandidato i soliti. Mi sono saltati agli occhi i nomi di una decina di mignotte”.

 

sallusti e feltri

Il direttore in carica e il direttore “esodato” , Sallusti e Feltri

2 . Oscar Giannino, candidato premier liberal-liberista di “Fermare il Declino”, già autorevole fustigatore della sinistra e dei sindacati, da solo o in coppia con Brunetta alla Versiliana (inteso come ex-ministro e non come cantante dei Ricchi e e Poveri).

Comunicato stampa di “Fermare il Declino” “Giannino: Incomponibile abisso, Berlusconi parla a vanvera.” “ Anche oggi, giornata della memoria, si dimostra incomponibile l’abisso tra un politico europeo come la Merkel, con le sue parole sulla responsabilità perenne della Germania e l’elogio del duce fatto da Berlusconi. Vergogna eterna a chi parla a vanvera

 

giannino oscar 1

Oscar Giannino : una vita per il guardaroba

3 . Giuliano Ferrara, figlio del vecchio dirigente PCI Maurizio Ferrara, già giovane comunista, già socialista craxiano, già spia della CIA (per sua stessa ammissione su Il Foglio) per conto della quale spiava Craxi, già portavoce del governo forzitaliota di Berlusconi, già esegeta della mutanda al teatro Dal Verme per celebrare la libertà di bunga bunga di Berlusconi.

L’attuale direttore di una testata semiclandestina di destra come “Il Foglio”, ha dichiarato di recente: “Io Berlusconi lo voto, ma non mi faccio fregare dalle balle che racconta”. La domanda sorge spontanea: come può uno ritenuto sveglio come Giuliano Ferrara votare un anziano che “racconta balle”? 

Risposta : se non ti senti parte della schiera delle “mignotte” di cui parla Feltri, se riesci a non arrossire quando difendi “chi parla a vanvera” e non fai parte degli ultras milanisti euforici per l’acquisto elettorale di Balotelli, forse sei vittima di una patologica avversione nei confronti di ciò che ha segnato la tua gioventù e che ti costringe al servizio del “Lato Oscuro della Forza”.

 

ferrara-foto-elefante-01

Ferrara, una vita per la mutanda

Annunci

Posted in Musica, Popoli e politiche, Senza categoria, Società e costume, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

I denti del poliziotto e la democrazia del WEB

Posted by pocavista su 27 novembre 2012

Perché questo blog ha pubblicato un fake sui denti dei poliziotti?

1 – Antecedente – Da poco abbiamo pubblicato e poi rimosso un brevissimo post su un presunto falso scoop de “Il Giornale”, in cui si riportava che un ispettore di polizia si era dovuto far aggiustare 8 incisivi distruttigli da un manifestante violento. All’ispettore va, naturalmente, tutta la nostra solidarietà, oltre alle scuse al Giornale che –  stavolta – ha pubblicato un titolo corretto.

 

2 – IL WEB ha sempre ragione?  Il fake trae origine dal nostro recente aggiornamento del post su Grillo e la democrazia via WEB. In particolare lo spunto ci è stato fornito dal video millenarista della Casaleggio Associati che – dopo aver predetto una guerra mondiale entro il 2020 con uso di armi batteriologiche e la riduzione della popolazione mondiale a un miliardo – preconizza una democrazia globale esercitata attraverso WEB, che consentirebbe a tutti di vivere felici e contenti. Niente manipolazioni, niente Grandi Fratelli orwelliani, niente conflitti economici, sociali, religiosi o culturali.

In effetti dopo aver aggiornato il nostro lungo post su Grillo e il M5Stelle, alcuni amici ci hanno costretto ad un lunga discussione su vantaggi, limiti e pericoli della democrazia via WEB. Alcuni sostengono che il WEB sia democratico “di per sè” e possa consentire di superare il problema di chi controlla l’informazione in TV e nei giornali. Il WEB probabilmente riduce lo strapotere di chi controlla a casa nostra Mediaset o la Rai, Repubblica, Il Corriere della Sera o Il Giornale, ma non appare la soluzione definitiva dei mali dell’informazione.

Il WEB ha favorito – sembra – le primavere arabe e, nel nostro piccolo, l’affermarsi di movimenti di protesta e di rinnovamento come il Movimento 5 Stelle. E’ benvenuto quindi il WEB, con i suoi meet-up, i blog, i wikipedia, i giornali on-line, i podcast e gli streaming. Del resto anche noi abbiamo attivato il nostro modestissimo blog.

Tuttavia dobbiamo essere consapevoli dei grossi margini di manipolazione dell’informazione e quindi della democrazia che esiste anche sul WEB. Manipolazione possibile per chi fosse pronto ad utilizzare adeguate tecniche comunicative, anche non troppo sofisticate. Altri ritengono invece che, visto l’elevatissimo numero di utenti del WEB, le bufale prima o poi verrebbero comunque smontate da una sorta di “conoscenza critica collettiva”.

E’ un po’ il problema generale del WEB, in cui tutti possono contribuire a far circolare sia le informazioni vere, che informazioni false o parzialmente vere. A ben vedere, bisogna concludere però che alcuni, pochissimi, possono ottenere una grande circolazione delle informazioni che hanno a cuore (vere o false che siano), mentre la stragrande parte degli utenti può farle conoscere solo a una ristretta di parenti e amici.

Per esempio : un motore di ricerca (come Google, Bing, Altavista, Yahoo) fornisce magari migliaia di risultati su uno specifico argomento (che poi sono sono una piccola parte di ciò che esiste sul WEB al riguardo), però in un certo rango (ordine di priorità) che l’utente non può determinare. Generalmente ci si ferma a conrollare e ci si collega a siti segnalati nella prima schermata di risultati (difficilmente si vanno a controllare i siti in schermate oltre la quarta o la quinta).

I guadagni enormi accumulati da chi gestisce i motori di ricerca sono in gran parte legati alla loro possibilità di determinare un rango tra le informazioni, presentando per primi i siti disposti a pagare al motore di ricerca per godere di questo privilegio.

Un problema leggermente diverso si presenta per Wikipedia : dato che tutti possono contribuire a creare l’Enciclopedia mondiale, tutti possono alterare le informazioni che vi sono contenute. Recentemente sui giornali sono apparse notizie che denunciavano che molte imprese commerciali sono solite “ritoccare” le informazioni che le riguardavano per ottenere un’immagine migliore nei confronti dei clienti.

3 – Voilà la buffleCome scommessa con gli amici, per cercare di smentire le certezze di chi sostiene che il WEB alla fine “ha sempre ragione”, abbiamo allora costruito un piccolo fake, una bufala per dirla in italiano, accusando altri di aver propinato a loro volta una bufala. Il test è stato effettuato su un aggregatore di blog come OK-Notizie, il più frequentato in Italia. Per costruire una bufala informativa basta costruire una notizia verosimile, che faccia leva su un pregiudizio politico o su stereotipi culturali, e che confermi la visione del mondo di chi la legge. E’ così che hanno origine anche le leggende metropolitane. E’ il fenomeno psicologico della “minimizzazione della dissonanza cognitiva” di cui abbiamo ampiamente parlato in questo blog, mentre cercavamo di  analizzare il successo ottenuto a suo tempo dalla comunicazione berlusconiana.  

E’ opinione comune che l’innamorato tradito sia sempre l’ultimo ad accorgersi dei tradimenti dell’amata, così come il fan sfegatato del leader carismatico è sempre l’ultimo a percepirne gli inganni. Anche se “il re è nudo”, ci saranno sempre molti fan che non se ne accorgeranno, perché hanno un’attenzione selettiva che scarta automaticamente gli elementi dissonanti. Ed è così che alcuni ricorrono alle teorie del complotto per ottenere facile consenso tra i fan più sprovveduti : vedi i complotti che sarebbero stati orditi a tavolino dalla magistratura rossa (Berlusconi) o dalle forze demo-pluto-giudaiche ai danni dell’Italia(il più recente Grillo e prima di lui il Duce).

Ancora oggi, nonostante che la vicenda berlusconiana sia giunta al suo epilogo con aspetti farseschi, ci sono ancora gli ultimi jap del Berlusca che combattono in sperdute isole del Mediterraneo, manifestando la loro fede incrollabile nel Mikado di Arcore e alimentando patetiche discussioni sulle pagine di quotidiani “di famiglia”.  

Ai fini della nostra scommessa, abbiamo quindi cercato di scegliere un bersaglio “assai comodo”, il quotidiano “il Giornale”, visto che la maggior parte degli utenti di Ok-Notizie sono di tutt’altro orientamento politico. Il post-fake da noi pubblicato – senza affermarlo esplicitamente – lasciava intendere che Il Giornale si fosse sbagliato, dando una notizia sull’esistenza di “ben otto incisivi” in un ispettore di polizia, come se questi denti fossero troppi. 

In un paio di ore, il post è stato letto centinaia di volte. Ha inoltre ottenuto alcune decine di OK di approvazione su Ok-Notizie. Tutto questo nonostante che il post riportasse di proposito una tavola anatomica in cui si dimostrava che gli incisivi umani erano proprio otto (quattro superiori e quattro inferiori).  Tuttavia solo pochissimi lettori più attenti dimostravano il proprio dissenso dal post o facevano rilevare che in questo caso Il Giornale ci aveva azzeccato. Come volevasi dimostrare.

4 – La “tweetizzazione” della comunicazione sul WEB. La comunicazione via WEB purtroppo ha molti limiti : i post non vengono letti, vengono solo “guardati”; si dà un’occhiata al titolo o ad una foto. Se riflettono gli stereotipi del lettore, costui incamera acriticamente l’informazione, anche se nel corpo del post c’è una evidente smentita a quanto affermato nel titolo (a ben guardare, questa è la stessa tecnica usata spesso su Il Giornale). 

L’utente WEB va di fretta e spesso preferisce il tweet al post lungo e complesso; lo slogan si sostituisce al ragionamento e alla riflessione, così come il vaffanculo e il dito medio alla critica e al confronto articolato. Analogamente il semplicismo programmatico di molti talebani prima leghisti, poi berlusconiani e oggi grillisti trascura la complessità della gestione della cosa pubblica e dell’economia globalizzata e lascia spazio alla demagogia populista.

Per quanto riguarda le caratteristiche e i limiti della democrazia via WEB, poi ci sarebbe da parlare di  marketing virale, di ruolo degli influencer, di oclocrazia, di controllo delle reti. Ma riprenderemo più avanti il discorso.

5 – Allegato – Per conoscenza riporto una sintesi del fake, pubblicato stamani e che meno del 5% dei lettori hanno riconosciuto come tale. 

Ecco il clamoroso scoop anatomico de Il Giornale :

Un ispettore di polizia avrebbe avuto “otto incisivi” rotti da parte di un manifestante. E’ una particolare dotazione  dentale che nemmeno Nicole Minetti, igienista dentale e “madrelingua”, promossa consigliere regionale per meriti orali, ci ha mai rivelato.

Un cane poliziotto

Questi sono i denti di cui tutti siamo dotati, e  gli ispettori di polizia non fanno certo eccezione

__

Posted in Media e tecnologia, Popoli e politiche, Società e costume | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

Opinione e diffamazione : tutto quello che avreste voluto sapere sul “caso Sallusti”, ma che non avete mai avuto il coraggio di chiedere.

Posted by pocavista su 2 ottobre 2012

 

Sallusti, martire della libertà di opinione

Chi sia Alessandro Sallusti, lo sanno tutti : un giornalista “obiettivo e al di sopra delle parti”, come l’ha recentemente definito un caustico Antonello Caporali in TV; una persona “mite e tollerante” con chi intralcia il cammino del proprio editore, come si conviene ad un giornalista che parla soprattutto alla pancia dell’ex-Popolo dell’Amore.

Sallusti e Feltri

Sallusti è noto per i teneri corsivi che rivolge alla magistratura, specie quando questa si occupa di Berlusconi; per gli elzeviri di sostegno a Fini e Bocchino, a Santoro e Travaglio, a Vendola e Di Pietro; ma anche a Marcegaglia, Montezemolo, Boffo e ai preti che assumono posizioni “scomode”. Il gandhiano Sallusti diventa però inaspettatamente severo di fronte a sconcezze italiche come i bunga bunga e le nipotine di Mubarak, le leggi “ad personam”, le igieniste dentali madrelingua fatte eleggere alla Regione per meriti orali, i voti che salvano dall’arresto i parlamentari inquisiti del centrodestra, le mazzette e i favori a “insaputa” di lor signori.

Da il Fatto Quotidiano, 11.01.2011

Non è questa l’idea che vi siete fatti di Sallusti, dopo tutte quelle prime pagine di Libero e de Il Giornale che hanno lanciato il metodo Boffo? Vi vengono in mente i vari tentativi di sputtanamento del giudice Misiano e del pool di Mani Pulite; gli amori giovanili della “rossa” Bocassini “colpevole” di avere baciato trenta anni fa in pubblico un giornalista di Lotta Continua; le tette al vento in prima pagina della “velina ingrata” Veronica Lario; la gigantografia di un giovanissimo Vendola nature in un campo nudisti per “dimostrare” che costui non è legittimato a definire una vergogna il bunga bunga; il tormentone sulla casa di Montecarlo che ha massacrato l’incauto Fini; la pubblicità data a bufale come i falsi dossier su Telekom Serbia o al falso nulla osta di Prodi al rapimento dell’iman Abu Omar? E le sparate alzo zero contro i musulmani, gli immigrati, i comunisti, la magistratura, le intercettazioni, i giornalisti di opposizione, i poteri forti, le tasse, la Merkel? 

Quisquilie e pinzillacchere : Sallusti – già Premio Penisola Sorrentina per il giornalismo, conferito da una giuria presieduta nientepopodimenoche da Magdi Cristiano Allam (!) – invece è un martire della libertà di opinione. Questo almeno è ciò che Il Giornale sostiene. In nome della libertà di opinione si schierano a fianco di Sallusti, non solo i politici del centrodestra, ma anche tutte le penne italiane che contano. E perfino Di Pietro, uno che frequenta malvolentieri sia la lingua italiana che i giornalisti berlusconiani.

La casta e il diritto longobardo.

Spesso c’è qualche giornalista che abusa della posizione di potere che occupa, diffamando e rovinando la vita di qualche comune mortale, diffondendo notizie e dossier falsi. Ma i colleghi oggi si affrettano tutti a dire no al carcere in nome della libertà di opinione. Si conviene – tutt’al più – che il giornalista “che sbaglia” paghi un risarcimento monetario.

Quindi a un giornalista che diffama, niente prigione in cambio di un po’ di soldi al diffamato. Ma un giornalista che rubasse un portafoglio dovrebbe andare in galera? Se colto in flagrante, potrebbe allora corrispondere un risarcimento alla “vittima”, che con questi chiari di luna darebbe almeno un senso al possesso del portafoglio. Se un giornalista divenuto presidente di Regione, invece di andare a trans, si dedicasse alle mazzette – a sua insaputa, beninteso – e venisse beccato con le mani nella marmellata, non potrebbe cavarsela con un risarcimento monetario alla Regione? Avrebbe senso infliggergli l’istituto medioevale della galera? E perché questo principio non dovrebbe valere anche per un giornalista assassino, che rifonderebbe – per danni – la famiglia della vittima e poi amici come prima? Le anime belle, come Manconi, che fanno un gran parlare di “pene alternative” al carcere saranno contente.

Io – se giornalista – potrei allora diffamare, rubare, farmi corrompere, uccidere: poi “caccio li sordi” e tanti saluti e sono. Tutto questo in difesa della libertà di opinione che viene fatta prevalere sulla dignità altrui, sulla proprietà privata altrui, sull’esercizio corretto delle pubbliche funzioni, sull’altrui diritto alla vita.

Perché non introdurre allora nel nostro ordinamento giuridico il “guidrigildo longobardo” per salvaguardare la libertà di stampa e di opinione? Ma, dato che i giornalisti non possono avere un trattamento diverso dagli altri cittadini, l’istituto del guidrigildo dovrebbe essere esteso a tutti.

Guidrigildo : chi era costui?

La perdita di un dente vale 8 solidi; la ferita al volto 16. La vita di un uomo libero 900 solidi.” Nel diritto penale longobardo il guidrigildo (Wehrgeld o Weregildus) rappresentava il compenso ritenuto idoneo a risarcire il danneggiato e i suoi familiari(compositio), ed era commisurato al valore sociale del danneggiato.

Il guidrigildo venne introdotto in Italia nel 643 con l’ Editto di Rotari. L’Editto fissava un risarcimento in denaro sulla base dello status sociale della persona offesa. In caso di omicidio, il colpevole doveva pagare l’intera somma alla famiglia della vittima. Se c’erano solo delle lesioni si doveva pagare una frazione del valore della vittima. L’Editto fissava un valore più elevato per la donna che per l’uomo libero. Ancora maggiore era il valore del magister porcarius, responsabile dell’allevamento dei porci : valutazione che oggi molti stenterebbero a riconoscere all’odierno magister porcarius, Calderoli, il nobile padre del porcellum.

Da noi cadrebbe a fagiolo anche la legge salica, introdotta da Clodoveo, Re dei Franchi, attorno al 510, che prevedeva pene pecuniarie per gli insulti, arte in cui eccellono molti nostri esponenti politici e giornalisti. Questa legge comminava la maggior pena pecuniaria (45 scellini) a chi definisse “meretrice” una donna. Non ci è dato sapere se la legge salica prevedesse sanzioni anche per aver definito “nipotina di un noto capo di stato straniero” quella che molti ritengono una giovane meretrice.

E’ un po’ il criterio su cui si basano le assicurazioni per infortuni e incidenti. Così se in macchina investo – si fa per dire – un precario o un disoccupato, non mi devo preoccupare molto, paga l’assicurazione. Se invece mi dovesse capitare un Bill Gates sarò inguaiato tutta la vita, dato che il massimale dell’assicurazione non mi coprirebbe più. Più incerto è il caso se l’investito – si fa sempre per dire – dovesse essere un Renzo Bossi, cui avremmo potuto intralciare la carriera accademica in Albania e i cui danni sarebbero difficilmente quantificabili.

In tal modo se un qualunque Sallusti diffamasse un giudice tutelare di Torino, basterebbe qualche decina di migliaia di euro a risarcire il danno. Però se il diffamato – supponiamo – dovesse essere un Berlusconi, allora non basterebbero milioni di euro.

Quindi i giornalisti devono scegliere con cura se e chi diffamare : tanto poi – almeno nel caso del giornalismo professionale – sarà l’editore a pagare. Se l’editore è ricco e ha molti interessi extra-editoriali da difendere, in politica o in economia, ci si può dedicare con zelo alla diffamazione degli avversari del padrone senza grosse preoccupazioni. Se disgraziatamente si dovesse andare sul penale e si rischiasse la galera per le troppe recidive, si può sempre dire che c’è un attacco alla libertà di opinione e fare la parte del martire.

Last but not the least : dato che l’istituto del guidrigildo prevedeva che una parte del risarcimento fosse versato allo stato, questo costituirebbe un formidabile strumento per rimpinguare le casse pubbliche. E per svuotare le carceri sovraffollate. Qualcuno lo faccia presente a Monti e a Napolitano.

Il guidrigildo di Cocilovo

Molti giornali hanno riportato la ricostruzione della vicenda della condanna di Sallusti a 14 mesi di reclusione. Riassumiamo la vicenda. 

Nel 2007 una ragazzina di tredici anni si sottopone all’aborto del bambino avuto dal fidanzatino di quindici. La bimba ha una storia personale complicata, è orfana ,viene affidata a vari istituti, subisce violenze prima dell’arrivo in Italia, viene adottata all’età di otto anni. I genitori adottivi poi si separano. La ragazzina fa uso di alcool e ecstasy, rimane incinta e la madre la convince ad abortire. La bimba in preda a esaurimento nervoso subisce anche un ricovero in neurologia.

Renato Farina

Renato Farina, usando lo pseudonimo di Dreyfus, però scrive sul quotidiano Libero, allora diretto da Sallusti, che «il magistrato ha ordinato un aborto coattivo»; che i genitori volevano «cancellare con bello shampoo di laicità» la maternità di una giovane madre. Per finire, la ciliegina sulla torta : «Se ci fosse la pena di morte, se mai fosse applicabile, questo sarebbe il caso. Al padre, alla madre, al dottore e al giudice». Per Farina, la coerenza è tutto : condanna l’aborto come omicidio e propone la morte di quattro persone. La legge del taglione o la sharia islamica sono troppo timide e permissive; non sarà una sana rappresaglia nazista, ma in mancanza di meglio …

Il giudice tutelare Giuseppe Cocilovo – che ha operato secondo quanto prescrive la legge – si è sentito diffamato e ha presentato denuncia. Ne è seguita la condanna di Sallusti, allora direttore responsabile di Libero, nei tre gradi di giudizio, per avere pubblicato notizie false e mai smentite. Solo dopo che il suo nome è stato fatto da Feltri a Porta a Porta, Farina – l’agente Betulla pagato dai servizi segreti, radiato dall’albo dei giornalisti e nel frattempo fatto eleggere al Senato dal PDL – ha ammesso di avere scritto lui l’articolo incriminato e chiesto la grazia per Sallusti.

Al giudice Cocilovo i magistrati hanno riconosciuto in sede civile un risarcimento di 30.000 euro. Gli avvocati di Sallusti, in vista della possibilità anche di una condanna penale definitiva, hanno invocato la remissione della querela. In cambio il giudice ha chiesto che il giornale pubblicasse almeno una rettifica e il versamento di 20.000 euro a Save the Children, un’organizzazione umanitaria che si occupa dei bambini. Cosa che Sallusti non ha voluto fare, dichiarandosi vittima di una legge “fascista” che punisce i reati di opinione (da quale pulpito …) e che non era disposto a barattare la propria libertà per un pugno di soldi.

Ci sarà sfuggito, ma il nostro martire della libertà di opinione non ha mai protestato per le condanne penali, sia pure non definitive, di colleghi come Travaglio, condannato in primo grado a 8 mesi per diffamazione di Previti (!), né per i tentativi del PDL di introdurre il carcere per i giornalisti che avessero pubblicato intercettazioni telefoniche prima del dibattimento. Anzi …

Opinione e diffamazione

Come dicevamo prima, quasi tutti i giornalisti e i politici si sono schierati con Sallusti, sotto la bandiera della libertà di opinione. Per loro la diffamazione passa in secondo ordine o non esiste. Vediamo alcune loro dichiarazioni secondo quanto riportato dai maggiori quotidiani italiani (vd. Repubblica, il Corriere, Il Giornale Il Fatto) :

1 – “Opinionisti”

  • Angelino Alfano, segretario di un partito che voleva introdurre il carcere per i giornalisti all’interno di una iniziativa di legge per limitare la pubblicazione delle intercettazioni : “La condanna assume i contorni di un’intimidazione inaccettabile”.
  • Daniela Santanchè, ex-sottosegretario del Governo Berlusconi : “Questo Paese fa schifo e spero che gli italiani scendano in piazza perché abbiamo raschiato il fondo. Sono sotto shock”.
  • Ezio Mauro, direttore di Repubblica : “Non si può andare in galera per un’opinione, anzi per il mancato controllo su un’opinione altrui.”
  • Fabrizio Cicchitto, capogruppo Pdl alla Camera, ed ex-appartenente alla P2 : “Una sentenza liberticida che segna una delle pagine più buie della magistratura italiana”.
  • Ferruccio De Bortoli, direttore de Il Corriere della Sera : “E’ davvero molto grave che si arrivi ad ipotizzare il carcere per un collega su un cosiddetto reato d’opinione”.
  • Franco Siddi, segretario della Federazione Nazionale della Stampa: “E’ sconvolgente. In questo momento siamo tutti Sallusti”
  • Gad Lerner, conduttore TV: “La sentenza è “eccessiva nella pena comminata e quindi sbagliata”.
  • Giovanni Floris, conduttore di Ballarò “E’ un fatto molto grave che lascia increduli”
  • Ignazio La Russa, ex-AN che ha dichiarato di non offendersi se viene definito fascista : “Credo che il Parlamento e il Governo non possano restare inermi di fronte a fatti come questi e debbano porvi immediatamente rimedio”.
  • Lucia Annunziata, giornalista TV : “La notizia della conferma della condanna a Sallusti è terribile. E’ una cosa sbagliatissima e un precedente inquietante”.
  • Marco Tarquinio, il direttore di Avvenire, successore del famoso Boffo, manganellato mediaticamente da Feltri e costretto alla dimissioni: “Nessuno dovrebbe andare in carcere per questo reato”. Chissà se Boffo è dello stesso parere.
  • Marco Travaglio : esprime una posizione articolata, ma conclude con un “salvate il soldato Sallusti”. Affermazione che, visti i rapporti che corrono tra i due, a molti sarà suonata sorprendente.
  • Maurizio Belpietro, direttore di Libero : “Questo mestiere non si può più fare. Se i giornalisti devono pagare con la propria libertà le opinioni che esprimono, non si può più fare”.
  • Roberto Maroni, segretario della Lega e unico ex-Ministro dell’Interno del mondo ad aver subito una condanna per resistenza a pubblico ufficiale, per aver addentato il polpaccio a un poliziotto: “l’invito che faccio a Sallusti è: resisti resisti resisti”. Forse gli suggerisce di mordere tre volte il polpaccio a Cocilovo.
  • Silvio Berlusconi. ex- Presidente del Consiglio: “Chiederemo al governo di intervenire urgentemente in tal senso affinché casi come questi non si possano più verificare e nessuno possa essere incarcerato per avere espresso un’opinione”.

2 – “Diffamazionisti”

Se molti sono gli “opinionisti”, pochi al contrario i “diffamazionisti”. Tra questi riportiamo le posizioni del magistrato diffamato, di Beppe Giulietti, di Carlo Blengino, dei Massimo Fini e di un commentatore a un articolo di Michele Serra.

Il magistrato Cocilovo, la parte offesa: “Sarebbe bastata una lettera di scuse. Non a me, per carità, quanto ai lettori, per la notizia errata pubblicata dal giornale. E invece nulla, in sei anni quella lettera non è mai arrivata”. Poi il magistrato pone un problema che nessuno degli opinionisti sembra considerare : “Però, mi dica: cosa dovrebbe fare una persona quando è diffamata e un giornale non corregge i propri errori?” (Intervista a La Stampa di Torino)

Beppe Giulietti, stesso giorno, stesso giornale:Non con Sallusti, ma con l’articolo21”. Giulietti chiede alla destra una “riflessione autocritica sugli editti bulgari, sui conflitti di interesse, sulle espulsione dei cronisti sgraditi, sulle leggi bavaglio.”

Carlo Blengino, avvocato, parla della tempesta perfetta suscitata dal caso Sallusti, in qeusti termini:

( http://www.ilpost.it/carloblengino/2012/09/23/sallusti-la-tempesta-perfetta) :

Antefatto perfetto. “Una minorenne, l’aborto, il diritto alla vita; visioni laiche e visioni confessionali, su temi che agitano le nostre instabili coscienze”.

Epilogo perfetto. “Si sente lo stridore delle catene. Il Direttore, e con lui la libertà d’espressione finiranno in galera mercoledì, se la Cassazione non ripara l’inciviltà”.

Però, secondo Blengino, non tutto è perfetto: Sallusti a detta di Feltri sarebbe stato condannato “a sua insaputa”. Dopo le case di Scajola e le ristrutturazioni di Bossi, ci mancava pure il processo “a sua insaputa”. D’altro canto Sallusti con i suoi difensori ha interposto appello in secondo grado e ricorso in Cassazione: possibile che non ne sapesse nulla?

Continua Blengino : “Il sospetto è che, almeno in alcune realtà editoriali, i danni da diffamazione siano gestiti come un costo “ordinario” e fisiologico della macchina mediatica. Il rischio è che, senza responsabilità personali. .. le possibili diffamazioni dipendano da un mero calcolo di conto: dalle vendite o dalle convenienze dell’editore, per qualsivoglia fine. La macchina del fango che appassionava alcuni mesi fa molti giornalisti oggi indignati, è figlia di questa impostazione.

Massimo Fini, su il Fatto del 25 settembre 2012, manifesta il proprio disaccordo con Travaglio che avrebbe svolto una pura difesa corporativa.Travaglio vorrebbe escludere il carcere per ciò il giornalista scrive : il diffamato dovrebbe accontentarsi di una rettifica e, se questa non c’è, adire a vie legali, penali e civili. Domandiamo a Travaglio : ma non è proprio quello che è successo nel caso in specie?

Fini ricorda che dal dopoguerra ad oggi l’unico giornalista a finire in carcere per diffamazione è stato Giovannino Guareschi. E aggiunge che “il nostro Codice penale non fa distinzione fra diffamazione dolosa e colposa e non prevede che la rettifica sia esaustiva”. La legge deve essere uguale per tutti : “Noi giornalisti non siamo cittadini speciali, killer con la “licenza di uccidere” … Dobbiamo rispondere di ciò che scriviamo.”

Commento di triskel182 a L’Amaca del 26/09/2012 di Michele Serra (Repubblica)

la galera, per chi insulta o diffama a mezzo stampa, è una pena sproporzionata… Ma questo non alleggerisce di un grammo le responsabilità morali e sociali di chiunque usa pubblicamente le parole… L’articolo (di Farina, n.d.A.) … divulgava notizie false… È lo stesso genere di giornalismo che molti anni prima… arrivò a pubblicare su un quotidiano milanese della sera nome, cognome e indirizzo delle donne di Seveso che avevano deciso di abortire per timore degli effetti della diossina. Brillanti carriere sono nutrite anche di queste sconcezze. La legge, effettivamente, è uno strumento goffo e inadeguato per misurare certi abissi”.

Libertà di opinione e responsabilità dei giornalisti : che fare?

Il premier Mario Monti ha dichiarato: “Bisogna trovare un equilibrio tra i due beni della società: la libertà di stampa e la tutela della reputazione delle persone. Ci sono – aveva osservato – diverse soluzioni in diversi Paesi, è naturale per noi italiani fare riferimento alle posizioni dell’Unione europea”. Aspettiamo fiduciosi. Ma mica tanto.

Nell’attesa, riportiamo alcuni passi dell’articolo di Barbara Collevecchio su Il Fatto del 27 settembre 2012, “Sallusti, un martire?”

I giornalisti hanno un grande potere, influenzano la collettività. Uno psicologo o un medico che creano danni ad un paziente sono radiati dall’ordine e messi nelle condizioni di non fare più del male. … Ma ci rendiamo conto dei danni psicologici che subisce una persona vittima di calunnia e diffamazione? Sbattete il mostro in prima pagina, poi rettificate con un trafiletto, intanto una vita e una reputazione sono distrutte. No, questa libertà di distruggere l’altro in nome dello scoop o delle vendite e della fama io non mi sento di concederla a nessuno. La legge va cambiata? Sono d’accordo, nessuna galera, ma che l’ordine dei giornalisti elimini immediatamente le persone con scarso senso di responsabilità e dannose”.

Sarei d’accordo in linea di massima con la Collevecchio: ma se poi un direttore come Sallusti, che continua a far scrivere un giornalista radiato dall’Albo come Farina, viene sanzionato solo con due mesi di sospensione non andiamo molto lontano. Perché non è stato radiato anche Sallusti, che, come scopriamo adesso, anche dopo la sospensione ha continuato a ospitare gli articoli di Farina sotto pseudonimo, fregandosene dei provvedimenti dell’Ordine dei Giornalisti?

Sarebbe allora “indispensabile istituire la figura del Giurì per la lealtà dell’informazione” per poter tutelare il cittadino diffamato “anche attraverso una rigorosa applicazione dell’istituto della rettifica.” Ma questo, come abbiamo visto, non sarebbe sufficiente.

Massimo Fini, nel suo articolo su Il Fatto prima citato, avanza le seguenti proposte che mi appaiono assai ragionevoli:

1 – “Un tempo… si querelava “con ampia facoltà di prova”. Se il giornalista dimostrava di aver scritto il vero era a posto. La “facoltà di prova” dovrebbe essere resa obbligatoria in ogni procedimento penale per diffamazione.”

2 – Dovrebbero essere inibite le azioni civili di danno prima della querela penale.

3 – I politici e le aziende “inondano i giornalisti con azioni penali e civili per diffamazione con richieste milionarie di risarcimento che sono chiaramente intimidatorie. Se un presunto diffamato perde la causa dovrebbe essere obbligato a pagare una penale proporzionata alla sua richiesta. Così ci penserebbe due volte.” Troppo facile chiedere a un giornalista 10 milioni di euro solo per intimidirlo, e poi, nel caso che costui vinca la causa, rimetterci solo qualche migliaio di euro di spese legali.

Concludendo :dobbiamo forse difendere le macchine del fango per difendere la libertà di opinione e di stampa? Siamo d’accordo con gli “opinionisti” che la libertà di opinione sia una cosa delicata: se si comincia a incarcerare qualche giornalista c’è il rischio di finire come nella Russia di Putin o come la Cina. Ma i giornalisti devono andare impuniti, come la casta dei nostri parlamentari e se la possono cavare sempre e comunque col guidrigildo?

Blengino ci risponde saggiamente che “La libertà di espressione e la libertà di stampa si difendono meglio, soprattutto sui giornali, se non si difendono anche le violazioni dei diritti altrui. E dei propri doveri, anche di quello di sapere. Dopo di che si discuta pure dell’adeguatezza di questa o di quella sanzione …”

Dulcis in fundo: l’opinione di Marcello Veneziani

In questo blog ho già confessato una simpatia istintiva per Veneziani, dato che il mio compagno di banco alle medie si chiamava proprio come lui, stesso nome e cognome. Veneziani, ora disilluso dal berlusconismo e confinato nel ridotto della sua rubrica Il Cucù su Il Giornale, ormai non cerca più di giustificare il bunga bunga presidenziale al figlio tredicenne. Tutt’al più parla delle mezze stagioni che non ci sono più e riceve commenti degli affezionati lettori del tipo “quando c’era Lui, caro lei!”.

Ma il 28/09/2012, Veneziani ha un improvviso scatto di orgoglio e grida forte e chiaro: “In un Paese così, dove milioni di reati restano impuniti, dove migliaia di ceffi da galera vanno in giro, e dove il direttore di un giornale va in carcere per un articolo pubblicato sul suo giornale, io non ci vorrei vivere.”

Sul sito WEB de Il Giornale il lettore “IlCapitalista”, alle 19:09 dello stesso giorno commenta perfidamente : “E’ vero, che schifo un paese dove chi pubblica notizie false e diffamatorie pensa di passarla liscia … E’ proprio come dice lei Veneziani “un Paese così, dove la verità vale meno dell’appartenenza”, cioè un paese dove giornalisti, forti del potere politico ed economico che li protegge, possono diffamare attraverso notizie false e fare anche la vittima, per poi trovare gente come lei Veneziani, pronta a darle manforte solo per convenienza. Ha ragione è proprio uno schifo.”

Il fatto è che non c’è più Lui, caro lei. E anche Lei, caro Veneziani, che alla macchina del fango non si è mai abituato fino in fondo, ormai si sente poco.

Posted in Popoli e politiche, Società e costume | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

Lo Smutandato di Collegno al capezzale di Bossi

Posted by pocavista su 12 aprile 2012

Ferrara corre a salvare il leghismo bossiano in procinto di annegare nel "cerchio magico"

Nel post di ieri abbiamo ammesso che ci voleva Giulianone Ferrara per farci tornare sui nostri passi e non lasciare morire questo blog.

In passato ci siamo già occupati del diversamente smilzo Giuliano che, vista la mole, costituiva da solo il think tank delle ex-armate berlusconiane. Vedi :

https://svistasocialclub.wordpress.com/2011/02/12/prova-ferr/

https://svistasocialclub.wordpress.com/2011/06/09/3337/

https://svistasocialclub.wordpress.com/2011/03/14/svelato-cio-ci-prepara-in-segreto-giuliano-ferrara-ex-spia-della-cia-e-oggi-

 

Oggi il Nostro si è insediato nel ridotto TV di Radio Londra, dove si crogiola nel ruolo di ultimo dei Mohicani. Indiano sì, ma con un cachet di tutto rispetto, alla faccia dei lettori ultras de Il Giornale che rinfacciavano a Santoro (definito con coazione a ripetere nei loro commenti : “Sant’oro”) di percepire ciò che il mercato televisivo gli riconosceva.

Ma allo “smutandato di Collegno” la TV non basta : il bulimico Elefantino ogni tanto abbandona anche il suo quotidiano semiclandestino Il Foglio per impartire lezioni di buona creanza politica su Il Giornale.

Lo Smutandato, come al solito autocompiaciuto di andare controcorrente e di dimostrarsi politicamente scorretto, l’otto aprile pubblica un articolo sulla vicenda Bossi sull’house organ della famiglia B. Bellissimo il titolo : “Nessuno infanghi la canottiera che cambiò il Paese” . In soldoni Giulianone dice: “chissenefrega” se Bossi ha utilizzato dei soldi pubblici per la sua famiglia; al contrario bisogna rendere “gli onori militari” al barbaro padano. 

Ma quali sarebbero i meriti di Bossi? Secondo Ferrara è stato fra i pochi a lavorare per risolvere davvero i problemi degli italiani.  

Il fine intellettuale Ferrara prima prende le distanze dall’incolto druido, dedito ai riti dell’ampolla ripiena di inquinatissime acque del Dio Po. Giulianone ricorda che dopo la prima rottura con Berlusconi nel ’94 ,chiamò Bossi in TV “una cara salma”. Oggi lo definisce invece “uno spiantato da falsa laurea”, capo di “una tribù sciamannata”, fondatore di “una satrapia personale dai toni pagani”, “un padre debole e sentimentale”, un “marito birbaccione … rinchiuso nell’ovile del coniugio” causa malattia, colui che ha “flirtato con i mostri del secolo, da Milosevic in giù” , “ha usato una lingua da trivio”, “la sua gesticolazione corporale era la volgarità incarnata” e così via.

Ferrara, nella sua infinita bontà, sorvola su quisquilie come la xenofobia alimentata dallo stesso Bossi, le sue minacce di morte a un giudice, l’invito all’uso del tricolore per servizi di bassa igiene intima, le minacce di secessione e di rivolta armata, le accuse di contiguità con la mafia rivolte da Bossi a Berlusconi nel 97-98, le inutili e patetiche ronde padane, il grottesco trasferimento dei Ministeri guidati da leghisti a Monza (come di gente che si porta il lavoro a casa) e si potrebbe continuare. Lo Smutandato glissa anche sulla precedente condanna di Bossi per tangenti (200 milioni della maxitangente Enimont fatti sparire dall’allora tesoriere della Lega). Probabilmente Ferrara, da ex-craxiano, è abituato a veder circolare ben altre cifre tra i politici che contano.

Poi – con un perfetto non sequitur logico – lancia una scialuppa di salvataggio al celtico, definendolo una fondamentale chiave per l’incanalamento di pericolose rabbie nordiste. E lancia un ancor più sorprendente anatema ai suoi critici : “Se chi gli sputa addosso adesso avesse fatto un centesimo di quello che ha fatto Bossi per cercare soluzioni ai problemi veri italiani, avrebbe il diritto di parlare.”

Come si spiegano allora i salti mortali di Ferrara che cerca di recuperare il leghismo bossiano dopo averne preso le distanze come da un inguardabile lebbroso? Gratitudine per aver sostenuto il Vate della Patonza e votato tutte le sue leggi ad personam degli ultimi dieci anni? 

La gratitudine, la coerenza e il bene comune, nella politica italiana costituiscono ahimè valori deboli, al massimo buoni per le televendite in occasione di elezioni. Al contrario della convenienza.

Non sarà che tra qualche settimana ci sono le elezioni amministrative e senza un’alleanza elettorale con la Lega il PdL, già in grave crisi di consensi, rischia di essere buttato fuori da tutti i consigli comunali del Nord?

Se la conclusione di Ferrara non ci è inattesa, visto che cerca di dare sottobanco qualche decibel al debole grido “Forza Carroccio” lanciato da Sallusti nel suo editoriale, sorprendenti sono i numerosi commenti critici che il suo articolo ha suscitato tra i lettori de Il Giornale sul suo sito WEB. Ne riportiamo qualcuno tra i più significativi.

#5 idleproc (2682) il 09.04.12 alle ore 9:07 si chiede: “… Quindi, il vero merito di Bossi è stato quello della finta opposizione e di aver salvato la Casta, convogliando … la spinta popolare che voleva cambiare la classe dirigente”  su obiettivi fumosi e improbabili come la secessione?

#15 giangi85 (363) il 09.04.12 alle ore 9:50 domanda : “Ma cosa ha fatto il signor Bossi per migliorare il paese? Federalismo, mai. Padania, mai. Abbassamento delle tasse, mai. Incentivi per le imprese del nord, mai. Nell’ultimo governo Berlusconi fu anche ministro delle riforme e non ne ricordo una! L’opera di un uomo la si giudica dai risultati, non dalla visione romantica del suo percorso.” Il lettore conclude che “La Lega ha contribuito al degrado culturale e sociale della destra italiana ed ora che abbiamo smascherato i loro dirigenti ladroni non ci resta che affossarli definitivamente.”

#20 delon (48), il 09.04.12 alle ore 10:10, afferma che “Bossi è stato ed è un insulto per il paese. La sua volgarità ,il suo opportunismo , il suo fare politica da troglodita, il suo sistemare in politica i figli semianalfabeti, la sua gestione … della Lega sono stati un passo ulteriore nella melma che caratterizza la politica italiana”. Poi aggiunge che Bossi richiama alla mente “le vecchie cariatidi sovietiche ( Breznev, Andropov ) che giravano barcollando come fantasmi”

#23 pipporm (200), il 09.04.12 alle ore 10:14, ritiene sconcertante l’articolo di Ferrara e rileva che “Il nord esisteva prima di Bossi e i problemi non li ha risolti, li ha creati. Se alcuni suoi principi erano stati innovativi, il tutto è andato a ******e perché è stato come gli altri, con surplus di violenza verbale, odio e volgarità. Ferrara sembra più ispirato a difendere chi ha creato speranze, senza tener conto delle delusioni e delle illusioni. Lo ha fatto già con Berlusconi ed oggi ci riprova con Bossi.”

Infine il lettore #2 nonmi2011 (313), il 09.04.12 alle ore 8:35, chiosa conclusivo e sarcastico :

Se c’era una sola, tenue, speranza che Bossi si potesse salvare, ora è veramente finita…. è finita nel preciso momento in cui Giuliano Ferrara (G.F.) ha deciso di difenderlo. G. F., notoriamente, non porta buono: è stato comunista e sappiamo come è andata a finire; craxiano e sappiamo come è andata a finire; berlusconiano e sappiamo come è andata a finire. …Il povero Umberto, appena leggerà l’articolo… cercherà, lentamente, di avvicinare la sua mano destra ai suoi attributi per una toccatina propiziatoria. Ma anche questo gesto, di fronte alla sfiga che porta G. F., non servirà, purtroppo, a nulla.”

A questo punto non rimane che sperare che Ferrara aderisca anche al movimento di Scilipoti. Hai visto mai?

https://svistasocialclub.wordpress.com/2011/06/09/3337/

https://svistasocialclub.wordpress.com/2011/03/14/svelato-cio-ci-prepara-in-segreto-giuliano-ferrara-ex-spia-della-cia-e-oggi-“fine-chirurgo-del-pensiero”-con-il-suo-“radio-londra”/

Posted in Popoli e politiche, Società e costume | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

Noi, scafisti dell’astio, che non siamo saliti sulla nave.

Posted by pocavista su 7 settembre 2011

 

Lo promettiamo solennemente: per un po’ lasceremo in pace Marcello Veneziani, che pare trovarsi di fronte ad una grossa crisi esistenziale. Lui si è accorto da poco di avere preso la nave sbagliata, si è illuso di poter fare una crociera piacevole che lo portasse nei luoghi sognati quando era un giovane intellettuale di destra. Lui protesta ad ogni piè sospinto la propria onestà intellettuale, della quale non dubitiamo. Dubitiamo però dei suoi riflessi, visto che a bordo della nave berlusconiana ci è rimasto quasi vent’anni.

 

Adesso (su Il Giornale del 7 settembre) se la prende con chi sulla corazzata berlusconiana non c’è mai salito. “ Dico voi oppositori a ogni livello, intellettuali inclusi. Non eravate in carcere o in esilio .. E cosa avete fatto, cosa avete prodotto in pensieri e opere? … non avete offerto concrete speranze, credibili alternative, promettenti risposte”.

 

Concordiamo con Veneziani quando afferma che in questi anni a sinistra non sono state costruite credibili alternative. Meno d’accordo quando afferma che “la gente saliva sulla nave… per sfuggire a voi, scafisti dell’astio e portuali minacciosi”. Però, sfuggendo a noi scafisti dell’astio, uno come Veneziani non rischiava il naufragio su un’isola sperduta in compagnia di Venerdì, ma approdava al sicuro porto del Consiglio di Amministrazione della RAI.

 

Non vogliamo aggiungere altre considerazioni a quello che più di un articolo, pare uno sfogo del buon Marcello: riportiamo solo il commento di un lettore al sito WEB de IL Giornale, che il 07.09.11 alle ore 12:07, scrive: 

 

Non solo inutile, ma anche moralmente schifoso accusare chi non ha sostenuto il “ventennio” berlusconiano di ignavia. Che cosa si sarebbe dovuto fare, organizzare bande armate contro l’utilizzo spudorato dei mezzi di comunicazione che hanno sfruttato l’ignoranza di metà degli elettori di Berlusconi e rimbecillito l’altra metà? Che si sarebbe dovuto fare contro gente come Veneziani che, fino al mese scorso, continuava a scrivere pro governo, mentre continuava l’attività dei bordelli pubblici e privati organizzati dal premier; poi schifato lui stesso ha cominciato ad occuparsi del sesso degli angeli e a scrivere articoli sulle mezze stagioni; e adesso accusa i “più intelligenti” che avevano capito in che mondezzaio eravamo finiti già 15 anni fa di “non aver agito”? Si potrebbe ribaltare la domanda: voi che avete sempre difeso lo schifo a spada tratta, cosa si dovrebbe fare con voi? … Ditecelo”.

 

Prima di lasciare Veneziani alle sue amarezze, nel vedere che la sua bella nave da crociera sta lentamente affondando nel triangolo delle Bermude, gli chiediamo : perché dare colpa agli altri se lui ha scelto l’imbarco sbagliato e se ne è accorto con tanto ritardo? Avremmo dovuto avvertirlo con un SMS, una mail, magari un segnale di fumo? D’altra parte Montanelli, uno che le navi aveva imparato a conoscerle, a suo tempo preferì una scomoda scialuppa ad una prestigiosa nave da crociera …

Dal suo fedele blogger velenoso e cretino, con umana solidarietà,

 

Pocavista

Posted in Popoli e politiche, Società e costume | Contrassegnato da tag: , , , , | Leave a Comment »

I tormenti del giovane Marcello, tra “Kretini di sinistra” e “merdocrazia”.

Posted by pocavista su 5 settembre 2011

Chi è l’ardimentoso che riesce a infilare quattro volte la parola Kretino di sinistra, due volte maligno, servo e cretino, una volta vomita, militante disprezzo, schifezza, insulta, insinua, minaccia, diffama, militante del rancore, odio, imbecille, in un corsivo di sole 295 parole (incluse proposizioni, copule e articoli determinativi)? E poi a farselo pubblicare su un quotidiano a tiratura nazionale?

Non è difficile, basta proclamarsi “onesto” intellettuale di destra e collaborare ad una fucina del libero pensiero che ha come mission impossible l’amore e il rispetto per il prossimo. I pochi “velenosi” lettori di questo blog avranno intuito che si tratta di Marcello Veneziani e de Il Giornale.

Con chi ce l’ha Veneziani? Con i blogger che lo criticano, a suo tempo da lui definiti “velenosi e cretini”. Oggi – quando si dice la vena creativa – li  chiama invece “maligni kretini di sinistra”.

Veneziani – invece di essere lieto che qualcuno si prenda la briga di andare a leggere i suoi scritti minori – ci chiede di ignorarli : “perché dare tanta importanza a chi, per tuo insindacabile giudizio, non ne merita alcuna?”. E suggerisce un modello di condotta al blogger che lo critica : “Fai come me che mi occupo di te solo stavolta e poi torni nel nulla, sapendo che il nulla ti si ad­dice.”.

Confessiamo che in quanto “blogger velenoso cretino”, condannati da una sorta di cupio dissolvi a confrontarci col pensiero del fine intellettuale di destra, non abbiamo mai pensato che Veneziani sia un “Kretino di destra”, né tanto meno “un intellettuale con la vocazione del servo”. I suoi articoletti sono una delle prime cose che cerchiamo al mattino : sia perché Veneziani è uno che conosce l’italiano e sa usare la penna come pochi; sia perché abbiamo un’istintiva simpatia per una persona di destra che talvolta manifesta un certo disagio a cantare nel coro dei nani e delle ballerine che affollano il potere berlusconiano.

Veneziani ci è simpatico quando proclama valori come il rispetto per l’etica e le leggi, la condanna per i corrotti e per i privilegi delle varie caste e dei furbetti di turno. E quando sostiene che “nel nostro paese vige la merdocrazia, che è il contrario della meritocrazia”. Poi magari – per pudore o partigianeria – non fa i nomi dei “merdocrati”.

Il buon Marcello ci è assai meno simpatico quando, pur di non far vincere i “sinistrati”, giustifica una gestione del potere quanto mai disinvolta e asservita agli interessi di una persona; riduce i discutibili e pericolosi comportamenti privati del premier a gossip (vedi il suo dimenticabile articolo “Il caso Ruby spiegato ad un tredicenne”) e spesso cavalca il facile populismo di destra.

Veneziani diventa incomprensibile e astioso quando pretende di farsi leggere solo da estimatori plaudenti, usando un giornale che ha centinaia di migliaia di lettori e contatti quotidiani sul WEB. Oppure quando definisce “kretini di sinistra” quei blogger che non sono d’accordo con lui e che possono farsi leggere solo da poche centinaia di lettori disorientati nel mare magnum di Internet.

Lui ha la possibilità di spararci addosso con i cannoni mediatici, mentre noi possiamo avvalerci di un fucilino a tappi. Suvvia Veneziani, sia magnanimo : ci lasci sparare i nostri tappi di sughero che non fanno male a nessuno.

Non sognerà mica l’Ungheria odierna, dove il governo di destra ha eliminato di fatto la libertà di stampa, istituendo una sorta di Minculpop magiaro che controlla tutta l’informazione? Lei è un nostalgico di destra, va bene, ma porta pur sempre gli occhialetti rotondi da intellettuale e non ha un fisico da fascista nerboruto. Lasci queste cose ai La Russa e ai Borghezio, che hanno consuetudine con le maniere spicce e si allenano di nascosto a saltare nel cerchio di fuoco come i gerarchi del ventennio (per Borghezio è necessario un cerchio XXXL).

Dunque non ci offenda, dandoci dei “kretini di sinistra”, noi non l’abbiamo mai offesa. Però ci permetta talora di dissentire da quello che lei scrive. Si figuri che stavolta siamo perfino d’accordo con lei, quando afferma che “un intellettuale si giudica dai libri che scrive …”. Appunto.

Saluti dal suo fedele blogger “velenoso e cretino”.

Pocavista

Posted in Popoli e politiche, Società e costume | Contrassegnato da tag: , , , , , | Commenti disabilitati su I tormenti del giovane Marcello, tra “Kretini di sinistra” e “merdocrazia”.

Magdi Allam: un mediocre agente dei servizi, un Borghezio in versione copta, un caso clinico che ha un debole per Barabba? “La strage in Norvegia è figlia del multiculturalismo”.

Posted by pocavista su 26 luglio 2011

Ieri il “cristiano” Allam scriveva su Il Giornale : “Dietro all’estremismo dei neonazi o alla jihad la stessa volontà di prevaricazione. Se si vuole fermare l’odio, l’Europa deve mettere fine alla politica delle porte aperte.”Aridaje cor multiculturalismo.


da trentinosolidarieta.it

Con Allam abbiamo già dato. Purtroppo,

Su questo blog abbiamo già parlato di Magdi Cristiano Allam. Egiziano che ha abbandonato l’islam per convertirsi al cristianesimo in versione fondamentalista medioevale. Conversione che gli è fruttata anche il posto di parlamentare europeo.

Allam ama talmente l’Italia e tutte le sue località che non le molla quasi mai per andare al Parlamento Europeo, da cui riceve un lauto stipendio. E’ uno dei parlamentari più assenteisti perché troppo occupato a organizzare sfortunate liste politiche come “Io amo l’Italia”, “Io amo Milano”, “Io amo la Lucania”. Insomma, se potesse, Allam non risparmierebbe nessuna località, da Abbiategrasso a Zagarolo.

Magdi Allam, con Maurizio Lupi che lo assiste, si battezza

In molte zone ormai, appena avvistano Allam, appendono ferri di cavallo e cornetti rossi all’ingresso del paese e proclamano il lutto cittadino.

Voci non confermate riportano che l’ambasciata norvegese abbia diffidato Allam dal costituire una sua lista “Io amo Oslo” oppure “Io amo uno dei paesi scandinavi, specie se iniziano con la lettera N”.

Il Borghezio copto

L'elegante gestualità di Borghezio

Da tempo Allam esprime posizioni analoghe a quelle estremistiche di Borghezio e di molti leghisti: vuol rimandare a casa gli emigrati (tanto lui ha già il passaporto italiano), ritiene che la radice di tutti i mali sia l’islam (lui si è appena battezzato, con l’assistenza del ciellino Maurizio Lupi) e il multiculturalismo. Non sappiamo se Allam sia al soldo di qualche servizio segreto (professione, del resto, rispettabile se svolta secondo le leggi vigenti), sia stato lesto a capire che a destra c’è un vuoto culturale che è facile occupare e che fornisce posti e prebende, oppure sia solo un caso clinico : non vogliamo fare nessuna illazione, ma le sue posizioni appaiono spesso deliranti.

Ecco uno stralcio del suo articolo : “Ammettiamolo: in un primo tempo quando la pista islamica sembrava avvalorata, tutti ci sentivamo come rincuorati, probabilmente perché condividiamo la consapevolezza che questo genere di odiosi crimini contro l’umanità appartiene quasi naturalmente a dei fanatici votati a imporre con la forza ovunque nel mondo la sottomissione ad Allah …” “Mentre quando è stato arrestato e abbiamo visto il volto di un norvegese che sulla propria pagina di Facebook si presenta come «conservatore, di fede cristiana, ama la musica classica e i videogiochi di guerra », siamo stati come colti dal panico.

Poi Allam percorre sentieri sempre più tortuosi per spiegarci che l’’ideologia del razzismo “… è l’altra faccia della medaglia del multiculturalismo.” In particolare il multiculturalismo sarebbe “la trasposizione in ambito sociale del relativismo che si fonda sulla tesi che per amare il prossimo si debba sposare la sua religione o le sue idee”.

Tesi assai bislacca : io, per esempio, tra i miei amici ho ebrei osservanti e non, elettori di destra e di sinistra, musulmani osservanti, livornesi, vicini di casa rumeni di religione ortodossa, atei e cattolici devoti, laziali e juventini. Con alcuni riesco a comunicare bene, con altri meno : ma non ho dovuto sposare l’ebraismo, la cultura della destra sociale, l’islam, la religione ortodossa, nè diventare livornese.

Non parto dall’idea che i miei valori siano “superiori” a quelli di un ebreo, di un musulmano, di un buddista, di un ateo o di un tifoso dell’Atalanta. E nemmeno che per avere rapporti civili e di rispetto reciproco debba diventare come loro o loro debbano diventare come me.

Allam avrebbe votato per Barabba?

Magdi Allam invece ci dice che non dobbiamo “anteporre l’amore per il prossimo alla salvaguardia dei legittimi interessi nazionali della popolazione autoctona” : a questo punto punto ci viene il sospetto che Allam, tra il Gesù che predicava l’amore per il prossimo e il Barabba, scelto dalla folla su indicazione dei sacerdoti del tempio per salvaguardare i valori tradizionali della “popolazione autoctona”, abbia un inconfessabile debole per Barabba.

E che dire di quando Allam afferma “non riconosciamo alcuna giustificazione e non concediamo alcuna attenuante a qualsiasi forma di terrorismo”, ma ritiene opportuno aggiungere “compreso il terrorismo neonazista”? L’“additamentum non petitum” somiglia molto alla “excusatio non petita”.

Fa sorridere il fatto che Allam voglia combattere il multiculturalismo, fenomeno che gli permette di pubblicare i suoi deliranti articoli in Italia invece che in Egitto e di fare il parlamentare europeo invece che il cammelliere maghrebino.

Fa meno sorridere la tesi che se vogliamo sconfiggere il razzismo, l’Europa dovrebbe adottare ideologie razziste e di chiusura verso le culture non europee. Non è proprio quello che voleva ottenere il terrorista norvegese?

I valori giudaico-cristiani del Borghezio copto

Allam si è mai chiesto se esista una unica identità europea e se sia riducibile ad un generico patrimonio culturale giudaico cristiano, difficile da definire?

Ha mai studiato a fondo la storia di un continente che ha avuto :

  • i valori pagani e politeisti della civiltà greca e romana;
  • il cristianesimo dei martiri e delle catacombe, ma anche il martirio di Ipazia ad opera dei monaci agli ordini del vescovo Cirillo;
  • le crociate;
  • le torture dell’Inquisizione e i roghi degli eretici e delle streghe;
  • gli ebrei perseguitati e confinati nei ghetti;
  • la civiltà araba in Sicilia e nella penisola iberica;
  • la Riforma e la Controriforma;
  • la persecuzione contro gli Ugonotti;
  • i progrom contro gli ebrei nell’Europa orientale;
  • il Rinascimento;
  • la tortura di Galileo e la nascita del metodo sperimentale che ha fondato la scienza moderna;
  • l’Illuminismo e la Rivoluzione Francese;
  • il marxismo;
  • il socialismo sovietico;
  • il nazismo e il fascismo?

La democrazia odierna, oltre che nella Rivoluzione Francese, affonda le proprie origine nell’antica Grecia, che di giudaico e di cristiano aveva ben poco.

Aristotele raffigurato da Raffaello Sanzio

Ma insieme a ciò che c’è di positivo, l’Europa “cristiana” ha prodotto in tempi recenti anche i campi di concentramento nazisti e sovietici, il terrorismo dei cristianissimi irlandesi, lo sterminio di migliaia di musulmani a Srebrenica da parte delle cristianissime brigate serbe e l’uccisione di quasi cento ragazzi “cristiani, ariani e norvegesi” da parte di un “cristiano, ariano e norvegese”, in nome della difesa dei valori di una civiltà europea che nessuno saprebbe identificare con esattezza. A parte Giovanardi.

Ben venga la libera circolazione delle persone, ma ognuno deve stare a casa propria” (!?)

Sono pochi i lettori di destra che hanno il coraggio di appoggiare apertamente le tesi fondamentaliste e deliranti di Allam : riportiamo solo la posizione di #58 Blent (150) che il 24.07.11 alle ore 12:36 scrive: “… il multiculturalismo è il flagello più grande che ci possa capitare. I popoli devono avere la loro identità distinta e non minata da altre culture. Ben venga la libera circolazione delle persone, ma ognuno deve stare a casa propria. Dio ha creato le razze diverse che sono un immenso patrimonio, l’uomo stupido le sta cancellando. …”.

Rivelatrice la frase contraddittoria : “ben venga la libera circolazione delle persone, ma ognuno deve stare a casa propria”, che ci sembra riassumere la confusa logica di Allam. Dovremmo forse concludere che la colpa della strage norvegese sarebbe – in ultima analisi – di chi persegue la tolleranza e la convivenza pacifica e non di chi predica il razzismo e la superiorità della cultura europea?

Quindi, caro Allam, meglio tacere e passare per ignoranti, che aprire bocca e togliere ogni dubbio. Anche in merito al proprio razzismo.

Borghezio, che parla sempre, i dubbi ce li ha tolti da tempo.

PS – Maroni e Calderoli si sono dissociati da Borghezio. Si tratta dello stesso Calderoli che ha lanciato il Maiale Day e andava a spargere urina di porco per rendere impuri i luoghi scelti dagli islamici per le loro moschee?

Posted in Attualità, Popoli e politiche, Società e costume, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su Magdi Allam: un mediocre agente dei servizi, un Borghezio in versione copta, un caso clinico che ha un debole per Barabba? “La strage in Norvegia è figlia del multiculturalismo”.

Il Metodo Boffo, adesso in due eleganti confezioni : per uomo e per signora. Oggi ne viene fatto grazioso omaggio alla Prestigiacomo.

Posted by pocavista su 23 luglio 2011

A Firenze si svolgono celebri manifestazioni di moda, come Pitti-Uomo, Pitti-Donna e Pitti-Bimbo, note in tutto il mondo.

I gentiluomini de Il Giornale, di Libero e di RaiSet negli ultimi tempi hanno preferito lanciare nel mondo il Boffo-Uomo e il Boffo-Donna, prestigiose manifestazioni di affetto riservate a quei malcapitati che accennano a qualche timido dissenso nei confronti del Leader Supremo. Non ancora varato il Boffo-Bimbo, ma non disperiamo.

Boffo – uomo

Caratteristica comune del Metodo Boffo è quella di cercare di colpire soprattutto la vita privata del destinatario. Ai tapini di sesso maschile si rimprovera, di volta in volta, producendo documenti parziali o falsi, oppure alterandone il contesto :

  • di essere gay (l’ex-direttore dell’Avvenire, Boffo, accusato falsamente di “essere attenzionato dalla Questura”);
  • di andare in giro nudi (si pubblica una privatissima foto di un giovane Vendola – allora privato cittadino – in un campo di nudisti) e perciò indegni di fare la morale sul caso Ruby;
  • di essere dei traditori (Fini) che si fanno abbindolare dalla compagna di turno ;
  • di tramare con dei generici “poteri forti” (Tremonti, Montezemolo);
  • di essere degli imprenditori semifalliti, nonché ebrei e – come aggravante – residenti all’estero (De Benedetti);
  • di essere strambi perché dotati di calzini pervinca (il giudice Mesiano che ha condannato la Fininvest a risarcire la CIR per averle scippato la Mondadori comprando un giudice);

E l’elenco potrebbe continuare con i vari Follini, Woodcock, Di Pietro, Bocchino.

Feltri e Boffo

Boffo – donna

Alle donne “scomode”, o che potrebbero diventarlo, si rinfaccia invece di essere uterine, umorali, ingrate, succubi di partner inaffidabili e pericolosi. Talcolta di fa della pesante ironia su avversarie “più belle che intelligenti” (B. su Rosi Bindi).

Si comincia con Veronica Lario, colpevole di essersi stancata dei bunga bunga maritali con stuoli di giovanissime veline, e la si accusa di essere una “velina ingrata”: per meglio esporla al pubblico ludibrio, si pubblica una sua antica foto a seno nudo in prima pagina.

Poi si passa a Ilda Boccassini – PM del caso Ruby – cui si rinfaccia la “grave” colpa di aver baciato in pubblico, trenta anni fa, il suo fidanzato di allora, giornalista di sinistra, nei pressi del Palazzo di Giustizia : ciò avrebbe dovuto costituire la prova provata che Ilda Boccassini è “un magistrato rosso” e che non avrebbe i titoli morali per occuparsi del “caso Ruby”.

Successivamente tocca alla mitica Carfagna, che tempo fa aveva dato prova di  irrequietezza politica. Mara – promessa sposa del giovane imprenditore Mezzaroma e già chiacchierata per una presunta liason  con B. – viene subito cucinata a dovere, mettendo in piazza la sua love story con il “traditore” Italo Bocchino (un nome, una garanzia), che le avrebbe messo in testa strane idee. Episodio che si arricchisce, a margine, di scambi di insulti con la Mussolini (il celebre “vaiassa”!).

Oggi è il turno della Prestigiacomo, colpevole di avere avuto un atteggiamento autonomo rispetto al resto del PdL, sulla questione della “monnezza” di Napoli.

Infatti, puntuale come un orologio svizzero, Il Giornale ospita un articolo di Giancarlo Perna, dal titolo Il caso Prestigiacomo: la ministra inadeguata inamorata (sic) di De Magistris”. Il giornalista (e chiediamo scusa alla categoria dei giornalisti) denuncia “Le giravolte della titolare dell’Ambiente. L’ultima il “flirt” politico col sindaco Idv.”.

Boffo-donna : ora c’è la soap opera “Boffo Style”

Com’è noto, il ministro Prestigiacomo due giorni fa si era schierata con l’opposizione sul decreto rifiuti : ma poi PdL e Lega hanno votato contro il governo per fare dispetto a De Magistris.

Il Giornale come spiega l’atteggiamento del Ministro dell’Ambiente? Considerazioni tecniche e di merito? No : “La signora Prestigiacomo ha voluto compiacere Gigino de Magistris, notorio essendo il suo debole (politico, per l’amordiddio) per l’aitante guascone che guida Napoli”.

Poi rincara la dose : “Potenza del fascino «non solo politico» del bruno partenopeo”. Si chiarisce al lettore meno informato che il Ministro, chiamata da Perna prima Steffi e poi Presty, (nomi che rievocano Barbie, la bambola di plastica) “piange sempre quando è indispettita e il quando è in aumento”.

E perché piangerebbe la nostra bionda Ministra? Ce lo spiega Perna, che si improvvisa psicologo ministeriale : “Qui sta il problema. Presty non si sente più amata dal Berlusca. Alla sua quinta legislatura … ha perso il monopolio femminile dei primi anni. Quando conobbe il Cav a Siracusa, che poi la portò ad Arcore con altri giovani di Forza Italia, fu circondata dalle sue premure: «Come sei bella, come sei alta» e cose così. Ne era la pupilla ancora negli anni 2001-2006 quando la fece ministro – appena trentaquattrenne – delle Pari opportunità …”.

E allora, diranno i lettori de Il Giornale e i quattro lettori del nostro blog, esiste un lieto fine nella soap opera (Boffo style) sceneggiata dall’ineffabile Perna? “Oggi, la ribalta è delle Carfagna, Gelmini, Meloni. Di qui, l’inquietudine, il volersi mostrare a costo di andare contro. A ogni Consiglio dei ministri c’è l’attesa di scintille a causa di Stefania: un battibecco, un pianto dirotto, ecc.”.

Confronto di idee in Consiglio dei Ministri? No, dice Perna, scontri isterici tra primedonne. Adesso, che il Giornale ha rivelato chi ci governa, possiamo dormire sonni tranquilli.

Sallusti, Feltri e Belpietro uniti nella lotta. Nel fango.

Questo è il giornalismo dei “servi liberi” di Berlusconi, che si commenta da solo. Sei un Ministro e cerchi di risolvere i problemi dell’Italia? No devi solo obbedire al Leader Supremo. O sei allineato e coperto, oppure vieni sputtanato col metodo Boffo. Per dei giornalisti sedicenti “liberi” e “liberali” non c’è male.

Riportiamo – per finire – due commenti dei lettori del sito WEB de Il Giornale :

#26 00ginetto (127), il 22.07.11 alle ore 11:47 scrive: “Ma si, dai, sbarazziamoci della Prestigiacomo. Il suo problema non è essere una incompetente nella materia di cui è ministro. Il problema vero è che non è neanche pregiudicata, e nelle file del pdl questo stona molto...”.

#52 buonanotteallitalia (463) il 22.07.11 alle ore 14:22 invece scrive: “A forza di dare l’ordine di attaccare tutti i propri amici e alleati, Berlusconi finirà per ritrovarsi solo con Sallusti per le sue seratine …”.

Non vogliamo essere così pessimisti : B. – costretto a privarsi anche di Lele Mora cui hanno messo le manette – potrà sempre contare su Apicella.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | Leave a Comment »

Feltri, Tremonti e la Tammurriata Nera. Vi spieghiamo perchè l’economia italiana è sotto attacco : “‘e vvote basta sulo ‘na guardata”!

Posted by pocavista su 12 luglio 2011

Alchimisti d’oggi

Si prendano fini particelle di una sostanza solida, organica o inorganica a piacere, e si facciano disperdere in un liquido. Se la materia in sospensione ha una densità maggiore del liquido, nel tempo le particelle in sospensione si depositano sul fondo del contenitore. Il sedimento risultante si definisce fango. La parola sembra che risalga all’indoeuropeo “fani”, che indica la melma o la palude.

La produzione di fango, fenomeno estremamente diffuso in natura, rievoca antiche procedure latine utilizzate per condannare alla damnatio memoriae il potente decaduto o il nemico da castigare. Ricorda anche il particolare trattamento che durante il fascismo liquidava i gerarchi divenuti scomodi, accusati sistematicamente di “pederastia”.

La versione odierna della pratica per delegittimare e intimidire un avversario avviene per via mediatica (campagne di stampa e/o TV), con la diffusione di notizie e documenti compromettenti, riguardanti per lo più la vita privata : le informazioni sono spesso fornite in modo parziale e manipolato, e a volte completamente inventate. Anche se poi i fatti smentiranno le illazioni, qualche schizzo di fango rimarrà sul malcapitato di turno.

Questo modo di procedere è definito dagli anglosassoni “character assassination”. Da noi è conosciuto più modestamente come “metodo Boffo”, dal malcapitato direttore dell’Avvenire, costretto alle dimissioni da una campagna di stampa denigratoria condotta dall’ineffabile Vittorio Feltri. Il moderno alchimista del fango ha dovuto ammettere, in seguito, di avere usato anche una falsa velina della questura che accusava Boffo di essere un noto omosessuale attenzionato dalla Questura. 

Il metodo sembra particolarmente caro ai mezzi di comunicazione e ai “servi liberi”  vicini al presidente Berlusconi, che l’hanno usato o che hanno minacciato di usarlo anche con Follini, Fini, Marcegaglia, Montezemolo, Mesiano (ridicolizzato in TV per via dei calzini pervinca), Bocchino, la Bocassini, Di Pietro. I “servi liberi” di Berlusconi non hanno esitato poi a mostrare in prima pagina anche le nudità di un giovanissimo Nichi Vendola – “colpevole” di avere frequentato un campo nudisti – e di Veronica Lario, definita “velina ingrata”. 

Veronica Lario

Tremonti e Boffo uniti nella lotta

Eravamo stati facili profeti quando in un nostro post di un paio di mesi fa avevamo previsto che il prossimo bersaglio del “metodo Boffo” sarebbe stato Tremonti, vero e pericoloso concorrente interno di Berlusconi. Il quale si è affrettato a indicare come proprio delfino l’innocuo e servizievole Alfano.

Tremonti, fautore di una manovra economica lacrime e sangue, è inoltre il capro espiatorio ideale su cui scaricare lo scontento degli elettori di cdx anch’essi colpiti dalla Finanziaria in approvazione al Parlamento.

Lo stesso Tremonti, in un recente colloquio con B., avrebbe dichiarato di non essere disposto a subire passivamente il metodo Boffo, che i “servi liberi” di Berlusconi hanno cominciato impietosamente ad applicargli.

Aggiornamento del 13 luglio : oggi Alessandro Sallusti, facendo finta di cadere dal pero, spara un titolone in prima pagina : “Chi vuole incastrare il Ministro Tremonti?”. A destra ormai si gioca allo” schiaffo del soldato”. La situazione, da tragica, sta diventando comica.


Le misteriose leggi dell’economia, per la prima volta spiegate. Da Feltri

Molti dicono che l’Italia sta affondando, sommersa dai debiti e dai colpi della speculazione internazionale, dagli scandali, da una classe politica sempre più rapace, da una corruzione diffusa, dall’evasione fiscale, dalla monnezza.

Alcuni ingenui si chiederanno : ma la colpa di chi è? Forse dell’insipienza del governo di nani e ballerine che non governa e che tiene il Parlamento occupato a votare lodi Alfani, leggi salva Fininvest e trasferimenti di Ministeri a Monza?

Per fortuna che c’è Vittorio Feltri che ce lo spiega (vedi Il Giornale del 11.07.2011) : “Ecco chi rovina l’Italia: prima rema contro poi si mette a piangere”.

Ci riferiamo al mostruoso risarcimento che Silvio Berlusconi dovrà liquidare a Carlo De Benedetti per effetto di una sentenza emessa dal tribunale civile, relativa a un vecchio contenzioso riguardante la Mondadori. Una somma enorme (560 milioni di euro) che minaccia la salute della casa editrice, non solo le tasche del premier.

Feltri poi tocca vette surreali e non teme il ridicolo “Senza contare che un ribasso Mondadori (quasi certo), avvenendo in un momento di difficoltà del mercato, potrebbe provocare un crollo del nostro sistema e, quindi, incoraggiare gli speculatori ad attaccare i Bot”.

Noi poveri sprovveduti pensavamo che gli investitori internazionali guardassero alla montagna di debito pubblico (il terzo nel mondo) che sta strozzando l’Italia la cui economia è ferma da un decennio e all’insipienza di un governo che non governa e non mantiene le promesse (riforme istituzionali, costi della politica, abolizione delle province, riduzione del carico fiscale, lotta alla corruzione, Ponte sullo Stretto). 

Che inoltre costringe il Parlamento a votare sulla nipotina di Mubarak, sui lodi Alfano per mettere al riparo Berlusconi dai processi e a pronunciarsi su provvedimenti salva Fininvest. Che infine fa votare una manovra finanziaria che attribuisce ai governi futuri la responsabilità dei suoi effetti più indigesti.

Per fortuna c’è Feltri, travestito da economista, che ci spiega che la speculazione si starebbe accanendo su di noi : 

1 – a causa del risarcimento milionario che Berlusconi, definito “corruttore attivo” dai giudici (con Previti esecutore materiale della corruzione già condannato in via definitiva), dovrebbe dare a De Benedetti per averlo “scippato” venti anni fa della Mondadori. 

2 – a causa di politici incoscienti, allo scopo di dare addosso al governo, non esitano a descrivere il Paese come fosse sull’orlo del baratro, ridotto in miseria… un popolo allo sbando, soggiogato da un istrione disonesto, da una maggioranza degna di lui, da ministri inetti”.

E qui ritorna il fine economista Feltri : “D’altronde ,l’economia, la finanza, i mercati sono più sensibili alle impressioni che non ai dati di fatto.

Noi umili blogger, che l’economia l’abbiamo studiata e insegnata in aule universitarie, a questo punto rimpiangiamo il tempo sprecato a faticare su cose inutili come formule, grafici, econometria, moltiplicatori, utilità marginali, tassi di rendimento interno, ottimi paretiani, Keynes e Samuelson.

Feltri ci insegna invece che l’economia è tutta una questione di impressione (forse qualche volta ha sentito parlare di “sentiment index” e tanto gli basta, visto che i lettori de Il Giornale sembrano di bocca buona) e che basterebbe studiare la Tammurriata Nera :

Io nun capisco ‘e vvote che succede

e chello ca se vede nun se crede nun se crede …

‘e vvote basta sulo ‘na guardata,

e ‘a femmena è rimasta sott”a botta ‘mpressiunata”.

E si sa, l’economia è “femmena”! 

Quindi elementi come debito pubblico quasi fuori controllo, stagnazione economica, scarsa competitività delle aziende, riduzione del potere di acquisto, infrastrutture carenti, servizi inefficienti, corruzione galoppante e governo “ad personam” per Feltri non c’entrano. La colpa sarebbe solo della “mala guardata” di Bersani, Di Pietro e Santoro.

Ci permettiamo di dubitarne. Anche perché, approfondendo lo studio della bibliografia a Lui cara, leggiamo :


Seh ‘na guardata seh

seh ‘na ‘mprissione seh

va truvanno mò chi è stato

c’ha cugliuto buono ‘o tiro …

Addò pastin’ ‘o grano, ‘o grano cresce

riesce o nun riesce, semp’è grano chello ch’esce …

Non prendiamoci per i tornelli

Egregio direttore Feltri, riconosciamo che sua professionalità di delegittimatore sia fuori discussione, da vero padre nobile del Metodo Boffo : ma con l’economia forse sarebbe meglio lasciar spazio ad un ministro noto per la modestia e il basso profilo, come Brunetta che, se non avesse trascurato la carriera accademica per dedicarsi alla politica dei tornelli, avrebbe preso di sicuro  (sono parole sue)  il Nobel per l’economia. 

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Conformista, servo libero o solo servo? Il test del naso. Da Ferrara a Veneziani : si parte da Weber e si arriva a Woody Allen.

Posted by pocavista su 18 giugno 2011

I “servi liberi” chiamati a raccolta da Ferrara al Capranica di Roma sono stati uno dei bersagli preferiti da parte del mondo dei blog. Mai ossimoro fu più infelice, specie con questi chiari di luna per il cdx : se fai il servo per tua libera scelta, non puoi essere libero, hanno osservato con ironia molti blogger tra cui il sottoscritto. Blogger che Veneziani ha a suo tempo definito “velenosi e cretini”.

Oggi nel suo ultimo articolo su il Giornale (“Servi liberi a destra, carogne a sinistra”), che noi blogger velenosi e cretini ci ostiniamo a leggere, V. propone una sua fenomenologia della servitù.

Il buon Marcello comincia a tagliare con l’accetta : “La servitù è l’unica categoria in­terpretativa usata per giudicare il berlusconismo”. Questo, naturalmente, non è vero : ma a lui forse piace l’idea che i “trinariciuti” di sinistra vadano sempre e comunque all’ingrosso. E che, rovesciando la frittata, i conformisti in realtà siano gli antiberlusconiani solo perché adesso stanno diventando maggioranza nel Paese( “se quattro voci dicono la stessa cosa e una le contraddice, il conformismo riguarda i quattro e non il singolo . E…il rapporto tra propagandisti anti-berlusconiani e filo-b è … 4 contro 1”).

Vogliamo ricordare che gli psicologi sociali assimilano il conformismo al comportamento mimetico, in base al quale l’individuo si nasconde nell’ambiente sociale in cui vive, assumendone i tratti più comuni, ricavandone un senso di protezione. Un po’ come una zebra che indossa un abito a strisce come tutto il suo branco per confondere la vista dei leoni.

Ma qui non ci siamo proprio, caro Veneziani : il conformista non è chi esprime una posizione che diventa maggioritaria in un gruppo sociale, ma chi “non capisce, ma si adegua”. “Chi capisce, ma si adegua”, senza esservi obbligato, dovrebbe essere definito servo.


Prolegomeni ad una fenomenologia del servo

Quali sono le categorie in cui possono essere classificati i “servi”, secondo Veneziani?

  1. Il Militante : è animato da forte spirito di appartenenza ad un’idea o ad un gruppo. Notiamo che l’esasperazione dello spirito di appartenenza trasforma i militanti in “coloro che sono disposti a tagliarsi gli attributi, pur di far dispetto alla moglie”. Tradotto in politichese : pur di non far vincere i comunisti, voto sempre e comunque Berlusconi.
  2. Il Seguace : ha il culto del Capo Supremo. Nel linguaggio da bar : “ci vuole uno che decida per tutti se no non si combina niente” .
  3. Il Libero Pensatore che “si tura il naso” : “liberamente e criticamente paragona il leader a i suoi rivali e preferisce lui a loro” e che non deve essere considerato un servo.
  4. Il Servitore Professionale : instaura col leader un rapporto di prestazione professionale. Ti sostengo (per le belle donne : te la do) in cambio di soldi, prebende e carriera. Della serie : oggi è difficile credere in un ideale, ma per un compenso adeguato lo si può sempre fare.
  5. L’Opportunista : foltissima categoria di servi, soggetti che cercano di ottenere qualche favore personale;
  6. L’Utile Idiota  : chi è scioccamente asservito, anche contro il proprio interesse.
  7. Il Servo Infedele : colui che “è pronto a voltar le spalle e perfino ad accusare di servitù gli altri solo perché non ha avuto quel che voleva o ha cambiato livrea”.
  8. L’Ultimo Kamikaze Jap: “l’orgoglioso che insiste nel difendere il suo leader anche quando questi ha torto o cade nel discredito ed è perdente” per dimostrare la propria lealtà.
  9. Il Consigliori : chi è vicino al potente non per servirlo, ma per consigliarlo. Non servo, ma badante. O almeno si crede tale per presunzione.

Alcune delle precedenti definizioni sono di Veneziani; altre mie. Ma poi si potrebbero aggiungere i clientes, i lobbisti, i navigatori a vista, i Responsabili, e chi più ne ha più ne metta.


Il servo è un trans?

Veneziani ci propone una sorta di tipologia ideale weberiana a cui ascrivere gli aspiranti servi. Tuttavia noi sappiamo che un servo è per natura un trans (e qui il sesso e il genere non c’entrano)  : un po’ opportunista, un po’ servo infedele, un po’ conformista, un po’ seguace. Appartiene cioè a più tipologie.

Per fare un esempio : uno come Ferrara in che casella lo vogliamo mettere? La casella – vista la mole del titolare – deve essere necessariamente ampia : è un Consigliori, ma anche un Servo Infedele (spiava Craxi per conto della CIA) e un Libero Pensatore dal naso otturato (pur di non far vincere D’Alema cosa non giustificherebbe). Non aggiungo Opportunista, sia per non prendermi una querela, sia perché non lo conosco a sufficienza.

Maurizio Lupi? Un po’ Militante, un po’ Ultimo Kamikaze. Bondi? Per molti dei suoi detrattori sarebbe un Utile Idiota, un Seguace e un Opportunista. Ma forse è solo un caso clinico.


Scopri il servo che c’è in te. Il test del naso.

Esiste un test per verificare se uno è veramente un servo? “ La ricetta di Veneziani : “Provate a separare il soggetto in odore di servitù dal suo presunto padrone e notate se sul piano delle opinioni mantiene le stesse idee oppure no”.

A leggere i suoi scritti su Il Giornale, per es. si ricava l’idea che Veneziani avalli sempre e comunque – turandosi il naso e usando una buona dose di vaselina – la leadership carismatica di Berlusconi qualunque cosa faccia. Tuttavia portare acqua al mulino di un capo carismatico, “solo contro tutti”, a cui si attribuisce il ruolo di “salvatore” dell’Italia (dai perfidi comunisti e dai giudici rossi), aiuta il capo a perseguire unicamente i propri interessi a scapito di quelli collettivi. E stimola il capo al narcisismo, a circondarsi solo di yes-man e di te-la-dò-woman, alla perdita del senso di realtà, all’insensibilità ai valori morali e all’etica comune. Contribuisce perciò all’affermazione di un’autocrazia del bunga-bunga.

Ci piacerebbe separare Veneziani dal suo presunto padrone de Il Giornale, per vedere se cambierebbe qualcosa nei suoi scritti : esperimento interessante, cui sottoporrei volentieri anche gli ex-socialisti confluiti nelle schiere berlusconiane.

V. suggerisce di guardare anche alla storia personale del soggetto accusato di servitù “per vedere se è stato sempre dalla parte del potere o se magari per lungo tempo ha scelto scomode opposizioni, da emarginato senza padroni”. V. a chi si riferisce : a Capezzone, ex-radicale; a Bondi, ex-comunista; a La Russa, ex-MSI ? A se stesso? Tutti ex-emarginati.

Da blogger “velenoso e cretino” ho il sospetto invece che Veneziani ci mandi un messaggio subliminale : siccome io, da giovane militante di destra, ero fuori da giochi, vuol dire che non ero, non sono e non sarò mai un servo. Se fosse così, sarebbe un ottimo esempio di paralogismo subliminale.

Ok Veneziani, lei non sarà un servo, ma solo un Libero Pensatore che “si tura il naso” in continuazione : vogliamo però ricordarle che nel film “Il dormiglione” di Woody Allen il mondo viene dominato da un leader dispotico, già ucciso dai ribelli, e di cui è rimasto in vita solo un piccolo organo che continua a governare. Il naso, appunto.

Forse, dopo il funerale del Leader Supremo celebrato al Capranica dai “servi liberi”, l’unico collante che li tiene uniti nel difendere la cara salma è – appunto – il naso. Chiuso.

Posted in Popoli e politiche, Senza categoria, Società e costume | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

I mezzadri di Capranica. Nuda proprietà e mezzadria nel PdL : la proposta dei “servi liberi” di Ferrara per salvare il soldato Silvio.

Posted by pocavista su 9 giugno 2011


I servi liberi e la mezzadria

Com’è noto, i “servi della gleba” erano i contadini – e le loro famiglie – obbligati alla coltivazione di un fondo agricolo vita natural durante. 

 I servi, in cambio di protezione giuridica e militare da parte del signore, dovevano prestargli anche servizi extra e pagargli le decime.

Sembra che sia stato per primo l’imperatore Diocleziano, per fronteggiare l’abbandono delle campagne da parte di un numero crescente di contadini che veniva a cercare fortuna nelle città, in particolare a Roma, ad emanare per primo un decreto che costringeva i coloni (da colere, coltivare) a rimanere nei campi e a tramandare il mestiere ai figli.

La servitù della gleba (della zolla) sopravvisse fino al XVI secolo. I primi “servi liberi” italiani furono quelli di Bologna nel 1257 : la città liberò, previo riscatto, quasi 6000 servi sottoposti a signori laici. I servi sottoposti agli ecclesiastici, grazie al vescovo Boncambio, furono liberati gratis. E poi c’è oggi qualche “servo libero” che parla male della Chiesa!

In Italia il superamento della servitù della gleba dette luogo a rapporti contrattuali come la mezzadria : la proprietà dei terreni rimaneva al Signore, il mezzadro ci metteva il lavoro e poi si faceva a metà.

.

I Mezzadri di Capranica

 

I “servi liberi” convocati da Ferrara al Capranica, a Roma, ricordano un po’ i servi liberati a Bologna : questa volta la città che li ha liberati è la Milano di Pisapia. E un po’ anche la Napoli di De Magistris.

Dopo le batoste elettorali del Signore dei Pidielli, i “servi di Berlusconi”, come spesso sono stati bollati dagli oppositori, si sono sentiti più “liberi” di criticare il Monarca in crisi. Al Capranica, di fronte ad una platea di ultras (ultrasettantenni) sanfedisti, sono stati usati termini inconcepibili fino a poco fa : regicidio, disastro, funerali senza la salma, primarie.

Nel disperato tentativo di salvare “l’uomo solo al telecomando” e la “sua lucida follia”, e soprattutto se stessi dal probabile crollo del berlusconismo, gli aspiranti mezzadri si sono rimboccati le maniche (Bersani ci consenta questa espressione), con questa mission impossible: salvare il Re, per salvare l’Italia. Ferrara si inventa nientemeno che le “primarie”, rubando l’idea al centrosinistra, per scegliere il leader del centrodestra : le primarie dovrebbero dare una patina di democrazia a un partito (prima Forza Italia poi PDL) che “non è un partito, ma solo una proprietà” (così Giampiero Mughini alla radio qualche anno fa).

Ferrara e gli altri "servi liberi" del Capranica, ripresi in mezzo ad un Berlusconi di cartone ancora non trapiantato (Berlusconi, non il cartone)

Sallusti ha però obiettato a Ferrara che “Berlusconi è un monarca e il berlusconismo una monarchia: E se tu, Giuliano, vuoi sottrargli alcuni poteri metti a rischio la monarchia. E quindi meriti di essere punito con la pena di morte.” Sallusti ride della sua battuta finale, ma ha ragione : un monarca assoluto come B. non si accontenterebbe mai della “nuda proprietà” o di una “mezzadria” nel “suo” partito.

Un sovrano assoluto, che ritiene di essere al di sopra della legge, che dichiara di non avere mai potere a sufficienza, e a cui alcuni rimproverano anche una riedizione dello ius primae noctis (sesso in cambio di carriera politica o televisiva), può forse accettare una scelta che non sia “per acclamazione” o approvare delle primarie “non pilotate”?   Inutile ricordare che B. ha sempre emarginato chi lavorava per succedergli, accusandolo di mettergli i bastoni tra le ruote e che “non lo faceva lavorare”: prima Bossi, nel 94, poi Follini, poi Casini e infine Fini. 

Adesso il nuovo temibile concorrente, che starebbe tramando contro il sovrano per prenderne il posto, è Giulio Tremonti. Il monarca in declino si è affrettato infatti a indicare come suo delfino l’uomo dallo sguardo perennemente corrucciato e dalla fronte inutilmente spaziosa, ma che non rappresenta un vero pericolo per lui : Alfano, il Ministro – con licenza parlando – della Giustizia.

Angelino Alfano

Sospettiamo che Sallusti e Belpietro, subito dopo il referendum, metteranno in atto il metodo Boffo per stroncare sul nascere la candidatura alla leadership di Tremonti, che sarà additato al pubblico ludibrio. Si potrà accusare Tremonti di  a) connivenza con i fantomatici “poteri forti”; b) di essere al soldo di Bossi e del leghismo secessionista; c) di essere un ragioniere e non un economista; d) di costituire un ostacolo alla ripresa economica del Paese; e) di essere “un comunista” travestito da socialista a sua volta travestito da pidiellino. 

La cosa non deve sorprendere : sul sito WEB de Il Giornale qualche lettore già gli dà del “comunista”. Manca ancora qualcuno che lo definisca “toga rossa al soldo della Procura di Milano”, ma non disperiamo.

 

Commento finale : Ferrara e il ginocchio della lavandaia

Riportiamo il lucido commento di 46 Lincol Rafel (24) n merito alla rimpatriata dei “servi liberi” ,che scrive, il 08.06.11 alle ore 16:38, sul sito WEB de Il Giornale :

Al Capranica sembrava di stare in una camera ardente. C’era anche il morto. Ammazzato dai servi, ai quali l’accostamento di ‘liberi’ non è riuscito a dare dignità. Il berlusconismo è finito. Lo dico senza disprezzo … Ancora una volta, a riconoscersi pregi e difetti si sono ritrovati gli stessi interessati, con la pretesa di essere obiettivi. Il dramma della caduta ha solo un nome: credibilità. Volutamente smarrita da lui e dai suoi servi (lasciamo perdere ‘liberi’).

La sottomissione ha dettato i modi e i tempi del perdono degli eccessi, la negazione dell’evidenza, la giustificazione facile delle debolezze senili, la liceità di leggi ad personam, utilizzate con arroganza per vantare una fedina penale pulita.

Se qualcuno dei presenti avesse avuto l’onestà di aiutarlo, richiamandolo con una critica non servile alle sue responsabilità, forse non sarebbe stata neppure allestita la camera ardente.

Forse per la mezzadria propugnata da Ferrara nel PdL, d’altra parte già abolita nelle campagne con una legge dell’83, è un po’ tardi e suona male alle orecchie del padrone. Il quale si starà chiedendo : ma che si sono messi in testa ‘sti “servi”, che spesso ho pagato, protetto e promosso, di essere anche “liberi”?  E poi : o sei un servo o sei libero. “Servo libero” è solo un ossimoro dietro cui si nascondono coloro che hanno la vocazione del servo, ma non lo vogliono ammettere per pudore. Un po’ di coerenza, per favore.

Forse Ferrara farebbe meglio a continuare a lavare le mutande di Berlusconi, come al Dal Verme a Milano. Rischierebbe solo il ginocchio della lavandaia, non la decapitazione come gli ha ricordato – ridendo, ma non troppo –  Sallusti.

Posted in Popoli e politiche, Società e costume, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , | 1 Comment »

Un ex-immigrato impartisce lezioni di intolleranza verso gli immigrati. Il “cristiano” Magdi Allam rimprovera ad un Cardinale l’eccessivo amore per il prossimo.

Posted by pocavista su 7 giugno 2011

L’Amore part-time secondo Allam

Ormai, a destra, non sanno più con chi prendersela.

 Stavolta è il turno del Cardinal Tettamanzi, colpevole di “catto-relativismo”, cioè di amare part-time : amerebbe molto il prossimo, specie gli immigrati, ma poco se stesso. Peccato “contestualizzato” e divenuto mortale a causa dell’amicizia presunta con Pisapia.

Il Card.Tettamanzi

 

A dare la scomunica al cardinale è nientepopodimenoche un neofita cristiano, ex-immigrato cairota ed ex-musulmano, contrario alla costruzione delle moschee e intollerante verso gli immigrati in genere.

Praticamente un ascaro delle truppe cammellate che marciano a fianco dei Borghezio e dei Calderoli, e che nei ritagli di tempo fa anche il Parlamentare Europeo. Ascaro che ama travestirsi – lui che ha vissuto venti anni al Cairo, poi a Roma e infine a Viterbo – da Milanese.


Magdi “Cristiano” Allam : chi era costui?

Allam, egiziano nato al Cairo, immigrato in Italia all’età di vent’anni, è un ex-musulmano convertitosi tre anni fa alla religione cattolica e battezzato dal Papa in persona, con il ciellino Maurizio Lupi come sponsor. Ha voluto aggiungere al proprio nome quello di Cristiano, un marchio di fabbrica. Sembra che non si sia ancora fatto tatuare una croce sul petto, ma non disperiamo.

Al precedente matrimonio, da cui ha avuto due figli, ne ha sommato un altro nel 2007. In forma civile. Tanto per adeguarsi i alla moda dei leader – cattolicissimi – del centrodestra, che vantano almeno due famiglie.

Dopo la sua conversione, da giornalista che era, si butta in politica.

Prima fonda il partito dei “ Protagonisti per l’Europa Cristiana”, che gli consente un accordo con l’UDC per farsi eleggere nel 2009 al Parlamento Europeo. (Per la cronaca : secondo VoteWatch, dopo quasi due anni dalle elezioni del 2009, l’assenteista Magdi Allam risulta essere al 708º posto su 733, in coda alla classifica delle presenze di tutti gli europarlamentari).

Poi trasforma la sua creatura politica nel partito “Io amo l’Italia”. Allam trova anche il modo di proporsi anche per la presidenza della Regione Lucania, con il suo partito “Io amo la Lucania”. Ma alle elezioni regionali è stato respinto con perdite dai Lucani, insospettiti dal fatto che Allam dichiari di amare ogni località in cui casualmente metta piede. Da Casalpusterlengo a Roccasecca dei Volsci.

Chi fosse interessato a vedere come Allam svolgesse il suo lavoro di giornalista, prima di mettersi a fare il “cristero” fondamentalista in politica, può consultare le interessanti note di Valerio Evangelisti su :

http://italy.indymedia.org/news/2006/07/1113013.php

L’articolo di Allam su Il Giornale.

Allam contrappone il duo “capital-comunista Giuliano Pisapia e il catto-relativista cardinal Dionigi Tettamanzi” alla coppia di fatto formata dal” cattociellino Roberto Formigoni e dal laico-leghista Roberto Maroni”.

Per Allam i “cattivi” Pisapia-Tettamanzi si sarebbero macchiati di un’orrenda colpa, l’amore part-time : amerebbero il prossimo loro, ma si dimenticherebbero di amare se stessi. I “buoni” Formigoni-Maroni invece non si dimenticherebbero di amare (molto) se stessi.

Questa la singolare tesi del neoconvertito Allam : “…è arrivato il momento di avere la lucidità e il coraggio di privilegiare l’amore per se stessi, l’amore per l’Italia e per gli italiani, perché diversamente non potremo donare amore al prossimo in modo responsabile”.

A Tettamanzi, un involuto Allam rimprovera il “mondialismo”: “che cosa è la mondialità evidenziata in un contesto identitario come distinta e come un superamento del nostro essere milanesi e italiani?” E insiste : “noi siamo invitati ad azzerare le nostre radici, i nostri valori, la nostra identità e ci è richiesto di aderire a una nuova civiltà che si realizza con la sommatoria quantitativa delle istanze di tutti coloro che arrivano a casa nostra…”.

Il nostro stupore cresce sempre di più nel leggere l’incerta prosa di Allam che fa rimpiangere il dipietrese : “noi la pensiamo in modo qualitativamente (?) diverso! Rivendichiamo il diritto-dovere di sostenere … che è arrivato il momento di rifondare l’Italia affrancandola dalla strategia massonica che ha ispirato l’unità d’Italia …” e non vogliamo “trasformarci in terra di occupazione dell’immigrazionismo (?)”. Infine chiude con una frase dimenticabile È arrivato il momento di far primeggiare l’Italia degli italiani, occupandoci di noi italiani prima di preoccuparci degli immigrati; … di scegliere il mondo dell’essere, non dell’avere e dell’apparire!”.

Manca solo la citazione mussoliniana “Combattenti di terra, di mare e dell’aria… Un’ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria…Le dichiarazioni  di guerra sono state consegnate agli Ambasciatori di Marocco e Tunisia… ”.

A questo punto, uno appena appena normale si chiederebbe : Magdi Allam ci è o ci fa?

Perché lui, egiziano, immigrato in Italia, divenuto italiano e cristiano da poco, è così intollerante verso tutti gli altri immigrati che non hanno avuto la fortuna di fare carriera con il centrodestra? Perché ci invita a “… scegliere il mondo dell’essere, non dell’avere e dell’apparire!”, e poi diventa fautore del berlusconismo e si mette a fare il talebano cristiano e leghista alla Borghezio? 

Ah dimenticavo : nel 2006, Allam ha vinto il premio Dan David, istituito dall’omonima fondazione israeliana per “il suo incessante lavoro mirante a favorire la comprensione e la tolleranza fra le culture“. ! Ci piacerebbe conoscere i componenti della giuria.

Giudicate voi stessi la sua singolare concezione dell’amore cristiano per il prossimo, in cui il prossimo viene messo in lista di attesa a tempo indeterminato per lasciare più spazio all’amore per se stessi.

Senza dubbio Allam riscuote molti consensi nella base più conservatrice del Popolo dell’Amore. Per esempio il lettore #15 Victor2010 (669), il 06.06.11 alle ore 10:50, scrive:

Tettamanzi è la classica punizione divina inflitta alla Chiesa dal Padreterno. Ha distrutto la diocesi, creato confusione fra i credenti, svuotato le chiese, una vera sciagura. Non dimentichiamo che questo personaggio, quando era vescovo di Genova, andava a braccetto con Cofferati in testa ai cortei della CGIL, adesso va a braccetto di Pisapia”.

Aumenta la dose #137 sorciverdi (409), che il 06.06.11 alle ore 16:37, dice:

Tettamanzi è l’ennesimo esempio dei danni prodotti dal Concilio Vaticano II e quindi non mi stupisco che nella Chiesa ci sia anche gente come lui… mezzo cardinale e mezzo comunista buono solo a confondere gli animi ….Spero che il Papa cominci a fare pulizia all’interno della Chiesa e ci liberi da questi tristi figuri.”

Non manca chi vuole andare per le spicce e sogna il manganello benedetto: #125 Carlo Marra (20,) il 06.06.11 alle ore 15:46, scrive: “Lavare la testa agli asini si perde tempo e denaro… Discutere con i cattocomunisti si perde tempo … bisogna farli sentire adoperando maniere ….. forti! Capito mi hai?

Infine lettore 138 QuoVadis (326) il 06.06.11 alle ore 16:39 si pregia di informare noi sprovveduti che “…il mondialismo è il progetto di Lucifero per favorire l’avvento dell’Anticristo…”.

Adesso, per fortuna, siamo tutti avvisati.

Qualche lettore de Il Giornale però dissente da Allam :

#67 Nathan_Never (42), il 06.06.11 alle ore 12:37, denuncia la “retorica da scuola coranica di Magdi Allam… Non potete farvi una religione ‘fai da te’ dove valgono solo alcuni insegnamenti e altri no… Se poi siete contemporaneamente cristiani e sostenitori della ‘soluzione finale’ per gli immigrati (come emerge da molti post) allora sarebbe il caso di farsi un’analisi di coscienza…

#63 giocar (308) il 06.06.11 alle ore 12:27 poi chiede, riferendosi a Tettamanzi :

Perché, se difendeva il bunga-bunga o il sistema per cui la Minetti è diventata consigliere regionale, andava bene? Era più consono ai valori del vangelo?

Sindrome di Stoccolma?

Non sappiamo se Allam soffra di amnesia selettiva, sia affetto da schizofrenia, abbia recentemente cambiato pusher, sia in realtà un agente (scarsino) dei servizi israeliani oppure un nipotino di Mubarak sotto copertura pronto a proporsi per le feste di Arcore. Magari è semplicemente un tipo molto spregiudicato che ha scoperto che – a spararle grosse – a destra si fa carriera : ma noi non vogliamo insinuare niente.  

Forse Allam deve solo dimostrare a se stesso di essere più occidentale di noi. E’ un fenomeno piuttosto comune, quando si verifica un processo di mobilità sociale ascendente, che si adottino atteggiamenti superconformisti, estremizzando i nuovi valori e comportamenti. Ma in questo affanno a “fare l’occidentale duro e puro”, Allam dimentica i veri valori dell’occidente liberale, la tolleranza e il rispetto per le diverse culture.


Non so perché, ma se gente come Allam deve rappresentare il pensiero della destra italiana, affiancando i Ferrara, i Sallusti e gli Sgarbi, avverto  una nostalgia crescente di un giornalista con il quale ho dissentito e polemizzato spesso. 

Perciò aridatece Marcello Veneziani, almeno lui l’italiano lo conosce e sa adoperare la penna. Ad alcuni apparirà un po’ maliconico: ma lui la sera, invece di frequentare il bunga bunga, legge. E non si limita ad Oriana Fallaci.

Posted in Popoli e politiche, Società e costume, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , | Commenti disabilitati su Un ex-immigrato impartisce lezioni di intolleranza verso gli immigrati. Il “cristiano” Magdi Allam rimprovera ad un Cardinale l’eccessivo amore per il prossimo.

Questa ci mancava : il caso Ruby spiegato ai fanciulli. Marcello Veneziani e l’educazione dei figli.

Posted by pocavista su 8 aprile 2011

Continuiamo a leggerla, caro Veneziani, dato che lei non finisce mai di stupirci.

Lei ama descriversi come un onesto ragazzo di destra deluso dalla vita e da Fini in particolare. C’è chi la ritiene invece un furbo intellettuale di destra che si è ricavato una nicchia ecologica blindata all’interno del potere berlusconiano; chi un fascista “buono” e un po’ triste che sa usare la penna e che la sera legge Kant invece di andare al bunga bunga. E che preferisce usare la vaselina mediatica al posto del manganello.

Probabilmente in Veneziani convivono più personalità, come in dr.Jekyll e Mr.Hyde : di giorno, si mette un rassicurante doppiopetto; la sera, il maglioncino girocollo da intellettuale engagè per spiegare Evola e de Maistre; il sabato, i pantaloncini corti, la camicia, il fez e il moschetto di legno da balilla.

Ma, per coerenza, veste sempre in tinta unita. In nero. Colore che sfina, è assai gradito alla maggioranza al potere e si abbina bene con tutto. Anche con Giampaolo Pansa.

Ruby e il tredicenne.

Ieri, nella sua consueta rubrica il Cucù su Il Giornale, Veneziani spiegava la vicenda Ruby ad un presunto figlio tredicenne.

Provate voi a spiegare la vicenda Ruby a un ragazzo sveglio di tredici anni. Ti chiede se la denuncia è partita da qualcuno che si sente danneggiato… E tu dici di no, non c’è nessuna denuncia, non c’è una vera parte lesa. Ti chiede poi se c’è stata violenza o danni alla ragazza … e tu dici di no, era già escort prima…

Ti chiede se è stata pagata con i soldi di noi contribuenti, e tu devi rispondere di no, lui … fa regalie di tasca sua. Ti chiede allora se è stato beccato sul fatto, perché è brutto vedere un vecchio fare sesso con una ragazzina, e tu dici di no, nessuno li ha visti, negano ambedue, non ci sono prove.”

Poi continua :

… tu dici che … è brutta quella telefonata in questura e così quella falsa parentela con Mubarak, quegli amici Mora&Fede e quel troiaio… Lui incalza: ma questa vicenda ha danneggiato l’Italia nel mondo? E tu dici di si, è stato un danno all’immagine e alla credibilità dell’Italia e del suo governo.

Ma poi ti chiede se è stato lui a esibire al mondo questa brutta storiella privata; no, devi rispondere, l’ha resa pubblica chi ha intercettato, impegnando tanta gente e tanti soldi per spiarlo, e chi poi l’ha sputtanato ogni giorno sui giornali e in tv. … E allora tu dici, però ora basta, vai a scuola...”.

Qui Veneziani mostra al figlio come esercitare il mestiere più antico del mondo dopo il meretricio : quello dell’intellettuale che si mette al servizio del potente di turno, facendo finta di essere indipendente e persino critico, all’occorrenza.

Marcello Veneziani

Qual è la ricetta?

  • Si prenda una vicenda scomoda per il potente e se ne riproponga la versione a lui più favorevole (“non c’è vera parte lesa”, la ragazza era già una prostituta, Berlusconi l’ha pagata di tasca sua, entrambi negano di avere fatto sesso);
  • si aggiunga una leggera presa di distanza, se no pare di fare la parte di Fede (“è brutta la telefonata in questura e la scusa della parentela di Mubarak”);
  • si attenui fino ad annullare le proprie osservazioni critiche (per esempio, raccontando che così fan tutti);
  • si suggerisca che la colpa non è di chi le cose le fa, ma di chi le racconta.

In soldoni: si occultano i reati da accertare (prostituzione minorile, concussione), si dice che si tratta di puro gossip e moralismo, e si fa passare il potente per una povera vittima di invidiosi, guardoni, falliti, complottisti.

Il sesso ormai è reato?

Il giorno seguente Veneziani cerca di terminare il compitino, presentando un nuovo articolo: “Caso Ruby e giornali: ormai il sesso è reato, hanno capovolto i valori”.

Il buon Marcello ripropone lo schema narrativo predisposto dai comunicatori berlusconiani e presentato su giornali e TV dai Ferrara, dagli Sgarbi, dai Sallusti, dai Belpietro, dai Signorini, dai Minzolini e dai parlamentari PdL (si tratta di gossip, è una congiura dei magistrati rossi, si spendono i soldi per spiare Berlusconi invece di perseguire i delinquenti, lui ha agito solo per evitare un incidente diplomatico con l’Egitto).

Veneziani propone una sua variante allo schema :

  • prende un elemento del caso Ruby che può aver suscitato perplessità in qualche elettore del Popolo dell’Amore;
  • lo fa proprio ( “Sì, ho trovato triste anch’io che il Parlamento abbia dovuto pronunciarsi sulla vicenda Ruby e trovo avvilente che abbia dovuto avallare la tesi del premier realmente convinto che si trattasse della nipote di Mubarak. È una brutta pagina del Parlamento…”);
  • e alla fine lo “sterilizza” ( “Seguendo la tradizione del Giornale di Indro Montanelli, mi turo il naso e dico: meglio così che far cadere un governo e una maggioranza su Ruby. Sarebbe stato ancora più indecente e vergognoso”).

Poi Veneziani si avventura nel così fan tutti e cita Vittorio Emanuele II, Craxi, Kennedy. Vuole farci concludere che non c’è niente di nuovo nella vicenda Ruby.

Vittorio Emanuele e la Bela Rosin

Magari qualcuno potrebbe obiettargli che Vittorio Emanuele II non faceva passare la “bela Rosin” per nipotina di Menelik, o che Anja Pieroni e Marylin Monroe non erano minorenni e non venivano pagate un tanto a botta. Vittorio Emanuele, Craxi e Kennedy non risulta inoltre che abbiamo mai partecipato ad un “family day”.

Figuriamoci se infine Veneziani perde l’occasione per l’attacco di rito alla magistratura : “Il potere giudiziario non può paralizzare il potere legislativo ed esecutivo, non può rovesciare la sovranità popolare e gettare nel caos una nazione”.

Alcuni commenti dei suoi lettori

Molto si potrebbe obiettare ad un Veneziani che arranca dietro ad argomentazioni sempre più deboli. Ma facciamogli rispondere dai suoi lettori, che commentano sul sito WEB de Il Giornale.

Marylin Monroe

 

Il lettore #19 kreb (156), il 08.04.11 alle ore 12:21, scrive:

Il potere giudiziario non può paralizzare il potere legislativo ed esecutivo, non può rovesciare la sovranità popolare e gettare nel caos una nazione. Aggiungo che il capo del potere esecutivo non può utilizzare la maggioranza di cui gode in Parlamento per paralizzare l’attività legislativa! Così come non può approvare delle leggi che per un tornaconto personale mandino in fumo gli interessi di migliaia di vittime, che si vedranno private di un valore supremo come la giustizia per via della prescrizione breve.

Da mesi ormai il Parlamento discute provvedimenti che non hanno nulla a che vedere con l’interesse generale ma con gli interessi di poche persone. Questo è realmente intollerabile. Da mesi si discute di Lodo Alfano, legittimo impedimento, legge sulle intercettazioni, processo (o sarebbe meglio dire prescrizione) breve”.

#13 bart (124), il 08.04.11 alle ore 10:48, evidenzia che un altro aspetto dell’anomalia berlusconiana:

Un’affermazione come: “ormai il sesso è reato” mi sembra frutto, più della nostra era mediatica, di semplice paranoia.

Come quell’altra per cui il potere giudiziario potrebbe “rovesciare la sovranità popolare” per il semplice fatto di mettere sotto inchiesta il capo dell’esecutivo. La maggioranza continua ad essere legittimata a governare, come è normale che faccia in qualsiasi paese liberale. Ma se il governo della maggioranza dipende assolutamente da un uomo solo, cosa che invece nei paesi liberali normalmente non accade, questo è un problema della maggioranza, non della magistratura.

Quanto al fatto che ci siano state epoche in cui i vizi erano privati e le virtù pubbliche, è vero, e io, come tanti, non ne sento la nostalgia.”

#25 DubitoErgoSum (11) il 07.04.11 alle ore 1:50, suggerisce a Veneziani le risposte da dare al figlio tredicenne che si meraviglia che un vecchio di 75 anni corra dietro a sue possibili compagne di banco:

(il ragazzo) ti chiede se la denuncia è partita da qualcuno che si sente danneggiato, e tu gli rispondi che esistono valori che devono essere tutelati e reati che devono essere perseguiti a prescindere dall’esistenza di una denuncia, perché sono d’interesse di tutta la comunità civile.

Ti chiede se era minorenne o no … e poi quella storia della nipote di Mubarak, e tu rispondi che sì, era minorenne, e a volte in situazioni disperate si ricorre a scuse ridicole perché non si sa che altro dire (ti ricordi, figliolo, quella volta che ti abbiamo colto a guardare foto di donnine nude sul PC e tu hai cercato di darci a bere che stavi facendo una ricerca di scienze?).

…gli dici che una cosa sbagliata fatta da molti o per molto tempo non diventa per questo improvvisamente giusta, e che se lo ricordi bene la prossima volta che i suoi amici lo inviteranno ad andare a rubacchiare le figurine dall’edicolante perché tanto “una volta o l’altra lo fanno tutti”.

… Lui incalza: ma questa vicenda ha danneggiato l’Italia nel mondo? E tu dici di si, .., ma la colpa non è di chi ha dato la notizia, bensì di chi ha commesso il fatto, e che se lo ricordi la prossima volta che gli verrà in mente di tacere per difendere il bulletto della scuola che ha dato fastidio alla ragazzina indifesa, perché qualcuno gli ha detto che “non va bene fare la spia” e che devi solo “farti gli affari tuoi”.”

Conclusione

Ma siamo proprio sicuri che il genitore Veneziani sia tanto pirla da trattare un figlio tredicenne, molto “sveglio”, come se fosse un qualsiasi aspirante tronista o una velina?

Preferiamo credere che Veneziani, l’uomo della vaselina, intendesse parlare solo al popolo di elettori dell’amore. Che – guarda caso – va trattato come un ragazzo di scuola media nemmeno troppo sveglio, come disse il Leader Supremo durante una convention aziendale, subito prima della sua scesa in campo.

La seguiamo sempre con attenzione,

saluti dal suo affezionato blogger, velenoso e cretino,

Pocavista

Pocavista

 

Posted in Popoli e politiche, Società e costume, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

Comunicazione e liposuzione : ecco ciò ci prepara in segreto Giuliano Ferrara, ex-spia della CIA e oggi “fine chirurgo del pensiero”, con il suo “Radio Londra”

Posted by pocavista su 14 marzo 2011

Ne “il Giornale” di oggi, Maurizio Caverzan pubblica un articolo intitolato “In tv il barrito di Ferrara contro quei salotti snob”.

L’articolo definisce quella di Ferrara “un’iniezione di democrazia e anticonformismo : … l’Elefantino è pronto a muoversi come un fine chirurgo del pensiero”. E scusate se è poco. Nemmeno Mengele era arrivato a tanto.

Ferrara è uno che nella vita ha fatto mille mestieri : da militante comunista del PCI, a sindacalista CGIL, a cantore del craxismo, a spia della CIA (spiava Craxi, di cui era il cantore),  a giornalista, a divulgatore di sesso in TV, a Ministro del primo governo Berlusconi, a direttore di un giornale semiclandestino come Il Foglio, a difensore ad oltranza della vita del feto con il suo movimento ProLife, a smutandato di Collegno al Teatro Dal Verme in cui tesseva le lodi del bunga bunga.

Certo che passare da aedo di Craxi a cantore di Scilipoti e del bunga bunga …

Mestieri che ha cambiato spesso come i numerosi partiti politici in cui si è candidato Vittorio Sgarbi. Probabilmente è una gara a distanza tra i due : se Sgarbi cambia partito, allora Ferrara non vuol rimanere indietro e cambia mestiere, e viceversa.

Oggi “Il Giornale” ci svela  che Giuliano Ferrara – probabilmente dopo uno stage semiclandestino in quella fucina di intelletti che è Il Giornale di Sallusti – è diventato un “fine chirurgo del pensiero” : una sorta di neurochirurgo che opera a distanza, via etere, con la sua Radio Londra. Ferrara, si sa, è uno generoso : alla bisogna, è corso a dare una mano a Augusto Minzolini, per cercare di completarne l’opera.

Una rivista per fortuna ci svela il suo piano.

Ecco l'introvabile copia di People (da molti ritenuta - a ragione - apocrifa) che svela il piano di Ferrara, reduce da una severa cura dimagrante

 

Posted in Popoli e politiche, Società e costume | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La vaselina e il manganello. Dr.Jekill e Mr.Hyde. Marcello Veneziani, Alessandro Sallusti e il “fangometro”.

Posted by pocavista su 11 marzo 2011

Fango alla vaselina? Nuova lettera aperta a Marcello Veneziani

Dopo un anno di esondazioni, il merdometro segna ora livelli di guardia”. Così Veneziani su “Il Giornale” all’inizio del 2011.

In passato su questo blog ho confessato l’inconfessabile : contravvenendo ad ogni indicazione medica, ho rivelato che ogni giorno cercavo l’articolo di Marcello Veneziani su “Il Giornale”. Il bello è che continuo a farlo. Poi spinto da un irresistibile cupio dissolvi, sbircio anche i commenti che il Popolo dell’Amore riversa sul sito WEB del quotidiano. Una lettura che consiglio a tutti, magari lontano dai pasti.

Veneziani, sempre generoso, a suo tempo mi aveva gratificato dandomi del “blogger velenoso e cretino”. Da toscano, vado fiero di quel “velenoso”; da italiano, mi conforta quel “cretino”, aggettivo che mi fa sentire in buona e nutrita compagnia.

A volte mi viene da pensare che il nostro intellettuale di destra sia un fascista “buono” (“nel senso di Montanelli”, come ha affermato ad Annozero un fascista che tanto buono non è, come il Ministro La Russa, che prende a calci – nel senso fisico del termine – i giornalisti scomodi). Buono, dato che la sera legge Kant prima di recitare le orazioni serali, mentre gli altri del suo schieramento – come direbbe Paolo Guzzanti – “vanno a Ministre”. Buono, perché conosce l’arte della scrittura, come pochi dalle sue parti.

Buono, ma pur sempre fascista. Lui, uno dei pochi che sa usare i congiuntivi (che dalle sue parti politiche è un rischio, visto che potrebbero prenderlo per un vezzo da effeminati), non ha il fisico per l’uso del manganello, come invece l’artigliata Santanchè o l’inquietante Sallusti. Inadatto allo scontro fisico e introvabile nelle farmacie l’olio di ricino, Veneziani ha dovuto ripiegare sulla vaselina.

Copyright "Il Giornale"

 

In “Auspicio per il 2011: la stampa che vorrei” all’inizio di gennaio il buon Marcello diceva: “Veniamo da un anno di veleni a mezzo stampa. … È difficile sopravvivere a questo clima senza essere schiacciati dal brutale obbligo di schierarsi e insultare…”.

Veneziani poi rilevava che “le stagioni cambiano, urgono svolte e ritorni di stile. Il Giornale non può essere un quotidiano corsaro … Chiaro e deciso nei suoi orientamenti, ma più sobrio e rigoroso nei toni, capace di raccontare fatti e non solo versioni, inchieste e non solo campagne, contenuti e non solo titoli, commenti e non veleni.”

Chiudeva, sollecitando a buttare via clavi e corazze. “Si può essere … chiari senza essere rozzi. Anche per concorrere a elevare la qualità di quel popolo, maggioritario nelle urne, minoritario nella lettura. E non solleticare la sua pancia, il suo basic instinct.”

Abbiamo atteso alcune settimane per vedere il nuovo doppiopetto grigio de “Il Giornale” : abbiamo invece visto sparare in prima le foto di Vendola ventenne, nudo in una spiaggia per nudisti; articolesse sulla Bocassini colpevole di avere baciato in pubblico trent’anni prima il proprio fidanzato (maggiorenne); titoli a nove colonne sui magistrati guardoni (quelli di Milano che indagano su Berlusconi), e così via.

Il Giornale di Sallusti sente irresistibile – come direbbe Veneziani – “il richiamo del sangue e della foresta” e ignora il richiamo della vaselina di Veneziani. Che continua imperterrito a scrivere nello stesso quotidiano.

A questo punto la domanda sorge spontanea : che si sia rotto il “merdometro” di Veneziani? Veneziani non vuol rinunciare alla mensa aziendale? Oppure Marcello sta facendo il gioco delle parti? Stanno giocando a “il buono (Veneziani), il brutto (Sallusti) e il cattivo” (sempre Sallusti, costretto per ragioni di bilancio a interpretare due ruoli)?

Voi non ci crederete, ma Veneziani dice di avere fatto una scoperta fondamentale : “il magistrato non è Dio in terra … Da quando dilaga l’ateismo e non crediamo più alla Verità Unica e Assoluta, da quando non funzionano più neanche i surrogati teologi­ci, ovvero le ideologie, abbiamo lasciato il ruolo di Dio al Magistrato.” Chi l’avrebbe mai detto! (“Se il magistrato crede di essere Dio in terra”. così Marcello Venenziani su “Il Giornale” del 10 marzo 2011)
Poi viene la chiusa ad effetto, ad uso dei suoi fan “se la Giustizia fa così schifo, vuol dire che non è nelle mani di Dio ma nella migliore delle ipotesi di comuni mortali. Anzi a volte ometti, discesi dal verbo omettere.

Marcello Veneziani

Strano che Veneziani rimproveri alla magistratura di “omettere” : per una volta che non hanno “omesso” di indagare sul Rubygate, il suo giornale e i canali TV della casa hanno fatto il finimondo.

Veneziani ormai non sa su quali che vetri arrampicarsi : dice che i magistrati vogliono interpretare le leggi (cioè cercano di capire e di far rispettare ciò che il Parlamento – in maniera spesso contraddittoria e incompleta – legifera) e si sentono intoccabili. Non è vero che lo siano : esistono organi di controllo e sanzionatori come il Consiglio Superiore della Magistratura, che può comminare sanzioni contro quei magistrati che non facciano il proprio dovere. Alcuni magistrati infedeli sono stati condannati anche a pene detentive: un caso noto è quello dei giudici Metta e Squillante, corrotti dall’ex-ministro Previti per dare la Mondadori a Berlusconi, che hanno condanne definitive.

Forse Veneziani rimprovera al CSM di essere troppo indulgente con i magistrati? Ma avete mai sentito invece Veneziani rimproverare il Parlamento, e in particolare il PdL, di essere troppo indulgente con i parlamentari stessi? Solo in questi giorni il Parlamento a maggioranza berlusconiana ha negato l’autorizzazione a procedere, all’arresto, all’acquisizione di intercettazioni (che sono prove) o ha sollevato conflitti di competenza per Berlusconi, Sgarbi, Pecoraro Scanio, Brancher, Cosentino, Di Girolamo, Altero Matteoli.

Ci sono personaggi che continuano a sedere in Parlamento nonostante condanne in secondo grado per mafia come Dell’Utri (PdL); Cuffaro è da poco entrato in carcere perché è arrivata anche la sentenza di terzo grado (tutti a dire un gran bene di Cuffaro perchè si è presentato spontaneamente in carcere, invece di nascondersi dietro i banchi parlamentari).

Si ricorderà che l’allora partito Forza Italia fece ostruzionismo per impedire che Previti – condannato in via definitiva a 5 anni per corruzione in atti giudiziari e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici – lasciasse il Parlamento per scontare la pena.


Perchè Veneziani non fa un bell’articolo anche sul fatto che all’estero, nelle democrazie di paesi civili, un ministro tedesco si dimette perché beccato a copiare la tesi di dottorato o un ministro finlandese si dimette perché si è scoperto che per diversi mesi aveva avuto una colf in nero? E sul fatto che anche in Africa un ministro si è dimesso solo perché fotografato con alcune belle ragazze maggiorenni, altro che minorenni e nipoti di Mubarak!


No, queste cose per lui sono solo gossip : Veneziani preferisce invece i bagni di fango alla vaselina per i giudici, tanto antipatici al Leader Supremo che ha deciso di metterli a posto una volta per tutte con una riforma “epocale”.
Puntuali arrivano i riscontri sul sito WEB de Il Giornale, da parte di quel Popolo dell’Amore che ha una singolare concezione della democrazia :
#29 perigo (382) il 10.03.11 alle ore 14:39 scrive:
Complimenti per l’analisi! Di un perfetto che più perfetto non si può. Ma la frase di Veneziani che mi ha rallegrato la mattinata è questa: “ometti, discesi dal verbo omettere”.


#27 actarus100 (408) il 10.03.11 alle ore 13:41 scrive:
Grande Marcello!! Hai saputo sintetizzare quello che sto predicando con parole molto rozze da diversi anni. Ho scritto e pubblicato alcuni anni fa un pamplet (sic) che ha suscitato l’interesse e l’ilarità di molti lettori. … Che i magistrati si sentano la casta eletta “unta dal signore”, (senza legittimità popolare perché non necessaria), é chiaro oggi anche ai più sprovveduti.


#26 marcothink (417) il 10.03.11 alle ore 13:11 scrive:
Sottoscrivo, Aggiungerei Che è Necessario Poter Perseguire Quei Magistrati E Legislatori Che Creano Ingiustizie Sociali. Non Sarebbe Una Cattiva Idea Quella Di Mettere Sotto Voto Popolare I Casi Di Dubbia Etica O Di Cattiva Giustizia. Almeno Ci Leveremmo Di Torno Quei Personaggi Che, Per Esempio, Affidano I Bambini Alle Coppie Gay.”


C’è addirittura chi si dichiara disposto a cambiare residenza per votare Veneziani.
#1 charmant2 (1829) il 10.03.11 alle ore 8:49 scrive:
Onore a Marcello Veneziani: Pacato, distinto signore amante della verità senza per questo essere un Giudice. … Onore al merito, sig.Marcello. E se ti sacrifichi scendendo in politica,il mio voto,anche se dovrò cambiare residenza,è tuo.


Ma c’è anche qualche lettore che dissente e mantiene un certo grado di lucidità. Così #11 berto81 (60) il 10.03.11 alle ore 10:33 scrive:
Solitamente ammiro i suoi articoli, ma oggi mi ha un po’ deluso. In realtà il giudice prende le decisioni da lei indicate seguendo la legge. Dunque è la legge che decide. Dunque è il parlamento, indirettamente il popolo che decide, tranne in alcuni casi costituzionalmente previsti. Non vedo altra soluzione se non quello di un potere indipendente che ha il compito di far rispettare la legge, come in tutte le democrazie. Dunque il suo articolo suona vano e superficiale… Di critiche alla magistratura se ne possono esprimere tante, queste lasciano il tempo che trovano e sono quasi tutte opinabili. Auguri di pronta guarigione”.


Veneziani, attaccando i magistrati e la magistratura, sembrerebbe favorevole ad una sorta di satrapia mediorientale in cui il sovrano, anche se  “eletto dal popolo”, vuole esercitare direttamente la giustizia. Ed è per questo che la riforma “epocale” della giustizia mette i giudici – almeno i PM che perseguono i reati – di fatto sotto il controllo del governo che tra l’altro deciderà di volta in volta quali reati perseguire in forma prioritaria.


Non a caso questa riforma della giustizia del PdL era a suo tempo propugnata dalla P2. Facciamo un esempio assurdo : se un ipotetico capo di governo fosse stato beccato a frequentare minorenni marocchine, lui potrebbe chiedere alla sua maggioranza di imporre ai PM di perseguire “prioritariamente” solo la frequentazione di minorenni italiane. Oppure se – accusato di concussione – potrebbe indicare invece tra le priorità da processare il furto nei supermercati.


Ma anche così, caro Veneziani ci sarebbero giudici che dovrebbero “interpretare” e applicare la legge : non vorrà mica che Berlusconi – visto che in tribunale non si pratica la lap dance – èassi le proprie giornate a giudicare chi ha rubato un paio di calzini alla Standa?


Mi permetto allora di suggerire qualche alternativa. Eliminiamo magistratura e tribunali, ingombranti e costosi. Gli imputati di reati si potrebbero recare in appositi studi televisivi : da casa il pubblico dotato di telecomando, dopo la necessaria pausa pubblicitaria, li giudicherà con il televoto.

Ancora troppo complicato? Allora non rimarrebbe che l’autocertificazione dell’imputato, inviata alla parte lesa via e-mail: “sono colpevole e mi condanno a venti anni e sei mesi di carcere duro, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici”; oppure “sono innocente e condanno in via definitiva il denunciante al pagamento di 300.000 euro per il disturbo arrecatomi”. Probabilmente ci saranno poche condanne e molte assoluzioni.

Processo breve, eliminazione della “magistratura politicizzata”, costi processuali ridotti a zero e soluzione del problema dell’affollamento delle carceri : tutto in un colpo solo. Elementare, Watson.

Quindi Veneziani non sia timido : proponga chiaramente l’autocertificazione e tagliamo la testa la toro!


Saluti da un blogger velenoso e cretino
nonché suo affezionato lettore,
Pocavista

PS – Si rimetta presto.

Posted in Popoli e politiche, Società e costume, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

L’avreste mai detto? Sallusti è un guardone che si chiude in bagno con le foto della Santachè! Chi di Metodo Boffo colpisce, di Metodo Boffo perisce.

Posted by pocavista su 7 marzo 2011

Ormai l’allievo ha superato il maestro.

Sallusti, dopo aver aver fatto l’apprendista da Feltri, si è messo in proprio e ha dato nuovo vigore alla nobile arte del lancio del fango (il cosiddetto “Metodo Boffo”). Ciò in vista della riforma che il plurinquisito Berlusconi intende attuare sulla giustizia. Cose che succedono solo in Italia.

Dopo i calzini turchesi del giudice Mesiano, adesso i magistrati vengono fatti passare da Il Giornale per matti (ieri) e guardoni (oggi) : Sallusti sta preparando il terreno per il processo di Milano contro Berlusconi (caso Ruby) e per la riforma della giustizia, che dovrebbe sistemare una volta per tutte i conti con quella parte della magistratura che ancora si ostina a fare il proprio lavoro.

I metodi barbarici di Sallusti, Feltri, Brachino e company, ormai stanno trasformando il sistema dell’informazione in una vera e propria fabbrica del fango.

Marcello Veneziani, che all’inizio dell’anno su Il Giornale auspicava un diverso e più sereno uso dell’informazione, si è rifugiato nella sua rubrica del “Cucù” e ormai lascia il campo libero ai veri squadristi dell’informazione. Altro che libero confronto delle idee : ormai c’è solo fango e manganello. Lui, il Marcello, in fondo in fondo, è un fascista buono.

Applichiamo anche noi il “Metodo Boffo”

Cosa direbbero i “veri” liberali di destra se anche ai loro rappresentanti venisse applicato il “metodo Boffo”? La regola la conosciamo tutti : a brigante, brigante e mezzo.

Ecco la foto che, secondo alcune indiscrezioni non confermate, incastrerebbe Sallusti.   L’insospettabile voyeur sarebbe solito chiudersi in bagno con il suo smartphone, da cui potrebbe accedere a foto come quella che mostriamo.

La tonsilla siliconica della Santanchè avrebbe un particolare potere afrodisiaco sulla Redazione de Il GIornale

Quella che abbiamo dato è una pseudonotizia fangosa alla Feltri e Sallusti. Si usano condizionali, allusioni, indiscrezioni non confermate, per buttare melma sull’avversario di turno. Salvo poi smentire tutto : ma intanto qualche schizzo di m… rimane addosso al malcapitato. Prima Boffo, poi Don Sciortino, poi Mesiano, poi Fini, poi la Marcegaglia, poi Woodcock, poi Vendola, poi la Bocassini, poi di nuovo tutta la magistratura “rossa”.

Caro Sallusti, lo sappiamo che sei pagato per questo, ma smettila con il giornalismo “monnezza”: non vorremmo continuare a scendere sul tuo stesso piano.

I lettori di destra non si ribellano mai a questo modo distorto e calunnioso di fare informazione? Sono tutti dei criptofascisti o dei fascisti dichiarati?

La democratura berlusconiana

Manca poco per il completamento della “democratura”, quella forma di dittatura sostanziale che mantiene solo alcuni aspetti formali della democrazia prevista dal programma della P2 dei Lucio Gelli, e dei piduisti Berlusconi e Cicchitto. La divisione e l’indipendenza dei poteri dello Stato e la libertà e il pluralismo dei mezzi di informazione – fondamenti di tutte le democrazie occidentali – vengono progressivamente cancellati e sottoposti al controllo del Potere esecutivo (Il Governo)

Potere Legislativo – Berlusconi e la Lega hanno ormai ridotto il Parlamento ad una dependance di nominati dall’alto, scelti per la loro fedeltà al capo, e ad un mercato di personaggi in vendita.

Informazione – Il predominio di Berlusconi sui mezzi di comunicazione TV è quasi assoluto, ma da destra si parla di RAI sotto il controllo della sinistra. Masi, il direttore della RAI, chi è, un bolscevico? I TG1, i TG2 , TG4, TG5 e TG di Italia 1 vanno in onda più volte al giorno e diffondono verità a senso unico, filoberlusca. Il filoberlusconiano Vespa va in onda 4 o 5 volte a settimana; il guastatore Sgarbi impazza ad ogni ora su ogni canale TV, insieme ai videomessaggi selvaggi di Berlusconi; l’ex-spia della CIA divenuto oggi lo “smutandato di Collegno”, Giuliano Ferrara, si prepara a fare la sua rubrica giornaliera su RAI 1 nell’ora di massimo ascolto. Per non parlare di Matrix, Paragone, Signorini che diffondono in vario modo il verbo berlusconiano.

In una situazione del genere, a destra si ha il coraggio di chiedere l’alternanza a Santoro e Floris (che vanno in onda una sera a settimana)! A parte Santoro che va su RAI2, Floris, Dandini e Fazio sono relegati sulla rete più piccola della Rai, RAI3 e si rivolgono ad un pubblico di nicchia : in soldoni, non spostano voti.

Altro capitolo, che tratteremo in un prossimo post, sono i vari programmi di intrattenimento che plasmano la cultura e indirettamente i comportamenti elettorali dei telespettatori più influenzabili, come casalinghe, anziani, adolescenti (dal Grande Fratello, Amici,Isola dei Famosi, Uomini e Donne, fino alla Fattoria). Molte mamme ormai incitano le figlie a darla al Premier …

Potere Giudiziario – Manca solo la terza gamba della democratura piduista: il controllo della magistratura. Nelle prossime settimane Berlusconi darà l’affondo definitivo con la sua riforma della giustizia, con la colpevole complicità della Lega, che ieri definiva Berlusconi “fascista e mafioso” e Roma “ladrona”.

Oggi la dirigenza della Lega ha cambiato idea: il potere – da quando mondo è mondo – corrompe chi ce l’ha e la base leghista non se n’è ancora accorta.

Posted in Popoli e politiche, Società e costume, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , | 2 Comments »

Sgarbi, su “Il Giornale”, parla dell’ “Uccello di Fuoco” di Berlusconi. Politici dal “flaccido don” e mondo femminile nel pensiero del “cosiddetto” critico d’arte.

Posted by pocavista su 1 febbraio 2011

Da Stravinskij a Berlusconi

Su “Il Giornale” del 1 febbraio 2011, Sgarbi scrive un articolo sul caso Ruby, dove  immagina un eventuale interrogatorio di Berlusconi da parte della Bocassini, in cui afferma che “Berlusconi in privato …fa ascoltare” l’Uccello di Fuoco”  alla sedicente nipote di Mubarak”. Inevitabile la domanda : l’Uccello è quello di Igor Stravinskij o quello dello statista di Arcore?

Sgarbi  – da presunto cultore della materia – si intrattiene volentieri sul rapporto tra uomini politici e mondo femminile, spesso popolato da giovanissime aspiranti al successo, come Nicole Minetti, disposte a “un rapporto affettuoso” con  un uomo politico anziano dal “flaccido don” (siamo debitori di questa bella definizione a Lameduck) –  “c…lo flaccido”, così l’ha definito la Minetti intercettata, parlando di un uomo ricco, potente e soprattutto generoso di cui si sarebbe invaghita.

Nell’articolo, fa capolino la visione del mondo di Sgarbi sulle donne, che lui pensa di conoscere bene, dato che ne frequenta “cinquanta a settimana”. Roba da far impallidire il presunto harem di Berlusconi.

Già in precedenza Sgarbi su Il Giornale aveva parlato di Fini e di Berlusconi e del loro rapporto con le donne, criticando Fini e lodando Berlusconi.

Tutto nasce quando Sgarbi rilascia un’intervista al settimanale “A” sul caso Fini-Tulliano-casa di Montecarlo.   Feltri si butta a pesce e il 14 agosto pubblica un’articolessa del primo cittadino di Salemi.

 

Vittorio Sgarbi. Chi era costui?

Tutti sanno chi è Sgarbi. Garbato, cortese, assai rispettoso con gli interlocutori che dissentono da lui, riservato, fedele. sgarbi-incazzato-1Tiene molto alla legalità, tanto è vero che non si conoscono nemmeno sue infrazioni ai divieti di sosta. In effetti ha girato per anni con la scorta di stato pagata dai contribuenti.

Si dichiara critico d’arte e polemista. Molti nutrono più di un dubbio sulla prima qualifica, mentre sulla seconda non possiamo che convenire. Se qualcuno non ne fosse convinto, può consultare su Youtube la hit parade delle performance televisive del pacato intellettuale.

Sgarbi – da vero uomo di mondo – si muove a tutto campo, come risulta dal suo curriculum. sgarbi-incazzato-2Su Wikipedia qualcuno si è preso la briga di elencare le sue numerose condanne – per truffa ai danni dello stato (definitiva) e soprattutto per diffamazione – cui si è talvolta sottratto, suo malgrado, con indulti e prescrizioni.

Ma ciò a cui tiene di più sembra sia la coerenza. Al riguardo,  Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Sgarbi) riporta anche il robusto curriculum delle militanze politiche del Nostro:

 

  • Partito Comunista Italiano, che lo ha candidato a sindaco di Pesaro;
  • Partito Socialista Italiano, per il quale è stato consigliere comunale a San Severino Marche;
  • DC-MSI, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di San Severino Marche nel 1992;
  • Partito Liberale Italiano, per il quale è stato deputato;
  • Partito Federalista, che ha fondato nel 1995 e poi lasciato per aderire alla Lista Pannella;
  • Lista Marco Pannella, con la Lista Pannella-Sgarbi, abbandonata dallo stesso Sgarbi prima delle elezioni;
  • Forza Italia, nella quale ha inglobato il suo movimento I Liberal Sgarbi-I libertari;
  • Partito Repubblicano Italiano con il quale si è alleato per le elezioni europee nel 2004;
  • Lista Consumatori, con la quale si è candidato per le Politiche del 2006, senza essere eletto;
  • UDC-DC, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di Salemi nel 2008;
  • Movimento per le Autonomie con il quale è stato candidato alle Elezioni europee del 2009 nel cartello elettorale del Polo dell’Autonomia nella circoscrizione Isole.
  • Con Rete Liberal, alle regionali 2010 del Lazio ha sostenuto Renata Polverini

Ha inoltre fatto parte dell’Unione Monarchica Italiana”.

 

Roba da fare invidia all’implume Capezzone, ancor giovine di bottega, che però si farà, visto l’impegno che mette nel passare repentinamente da uno schieramento all’all’altro.

L'opione del martin pescatore

L'opinione del martin pescatore

Ci preoccupa l’assenza nel suo curriculum della Sudtiroler VolksPartei e del Movimento per la Ricostituzione del Sacro Romano Impero, ma siamo sicuri che colmerà al più presto queste inaccettabili lacune..

Visto da quale pulpito vien la predica, andiamo a vedere che cosa ha dichiarato il Nostro. Sgarbi, che per due anni ha “mantenuto il doveroso rispetto per Gianfranco Fini” , fin qui non ha detto niente. Ma dopo quello che sta succedendo, avverte l’ obbligo morale di prenderne le difese, dando una sua versione. Fini si è innamorato di questa “ragazza semplice e buona”… “La Tulliani, pure intelligente, è certo più bella che intelligente.” Fini come ogni “uomo innamorato non vede la realtà com’è, e interpreta in modo positivo ciò che altri giudicano malizioso”… “Non voglio dire che Elisabetta Tulliani volesse «sistemarsi». Voglio dire che Fini non doveva farsi sistemare.”

E qui inizia l’affondo : “Si può dunque pensare, anzi oggi è una certezza, che Fini sia stato, nella considerazione popolare, sopravvalutato”

Sgarbi a questo punto mostra tutto il suo talento per rubriche come la posta del cuore dei settimanali femminili. Parla delle ragazze “nell’orbita di uomini di fresco potere del centrodestra”, spesso raccomandate per intraprendere carriere artistiche e televisive. gif-ragazza-che-cammina-sexy1Ma anche delle donne della stagione politica precedente, “dominatrici di altri politici democratici o democristiani”. … “Donne di personalità forti che hanno letteralmente «occupato» i loro uomini condizionandone scelte e destini. Come per Fini, l’epilogo di Mastella si deve al cieco amore per Sandra. Clemente ha fatto saltare tutto, ha perduto se stesso, e ha fatto cadere Prodi per amore di Sandra. Quando essa è stata incriminata, non ci ha visto più e ha abbandonato tutto.” Adesso Alberoni può anche andare in pensione.

Però lui, Sgarbi, mica si fa condizionare dalle donne, come i comuni mortali di sesso maschile. “E ciò – rivela Sgarbi – li differenzia da me, e, anche se in modo più artigianale, da Berlusconi, che ha una sua «ingenuità», che amiamo essere «visitati», non «occupati». E non ci lasciamo travolgere né dal fascino, né dal potere seduttivo di una donna.” Anche Sgarbi, come il Berlusconi così definito dal suo avvocato di fiducia, si vanta di essere una sorta di ghedinesco “Utilizzatore Finale”.

 

D’altro canto Sgarbi afferma che “la Tulliani … non è dominatrice. Chiunque poteva prenderne le misure e non farsi travolgere dal suo giovanile entusiasmo. Meno Fini.” Con la scusa della difesa del Presidente della Camera, a Fini viene dunque affibbiato di fatto il ruolo del pirla che si fa infinocchiare dalla “sgallettata” di turno. L’abilissimo Sgarbi strizza l’occhio al maschilismo di molti elettori di destra,sgallettata-1 che provano una sincera ammirazione per l’Utilizzazione Finale (“una botta e via”è l’elegante espressione di uso comune) e una commiserazione per chi “ci casca”. L’invidia nei confronti del Leader Supremo non è assolutamente appannaggio dei “sinistri”, come la vulgata di destra vuol far credere. La maggior parte dei maschietti di destra, costretta a una “modica dose” di sesso coniugale, guarda con invidia a chi si può permettere l’overdose di sesso extraconiugale (vero o presunto, non ha importanza) con attricette e veline che appare privilegio del potere. Lo ius primae noctis, appreso nei lontani tempi di scuola, riemerge con forza ad opera dei nostri satrapi da avanspettacolo. Al riguardo, in un’intervista rilasciata a “Il Secolo XIX” di Genova, Sgarbi non ce la fa più a trattenersi e, come fosse con gli amici al Bar Sport, si lascia andare a questa dichiarazione “Io frequento 50 donne a settimana e, così come non ho storie d’amore con tutte, da tutte mi libero”. Come a dire “a me Silvio e il Merolone mi fanno una s…”. (Sgarbi dovrebbe sapere che in giro c’è chi conosce non solo Geminello Alvi, ma anche Plauto e il suo Miles Gloriosus e potrebbe fare imbarazzanti paragoni).

Mentre il Fini innamorato è “sorprendente e pericoloso”, al contrario “… l’abile, seppur generoso, Silvio, non ebbe dubbi, non si lasciò travolgere… si è liberato di tutte, anche di Veronica.”berlusco-fa-le-corna

Ma il gentleman ferrarese fornisce materia anche per le gentili lettrici di destra, indotte a pensare che di Fini non ci può fidare perché ha tradito la moglie per una “sgallettata” qualsiasi.

Sgarbi completa il servizietto a Fini, iniziato da Feltri :

 

  • tradisci il patto con gli elettori del PdL perché dissenti da Berlusconi (Feltri)
  • tradisci la fiducia del tuo stesso ex-partito (Feltri, che accusa Fini di uso privato di beni del partito) e non puoi fare il moralizzatore (altro slogan molto in voga tra i destri e i Grillini : “Il più pulito ci ha la rogna”);
  • infine sei un uomo “dabbene” che si lascia abbindolare dalla prima “velina” e quindi come si fa a fidarsi di te (Sgarbi)?

 

 

Ed ora si arriva al dunque. Qualcuno ancora pensa che Fini abbia mostrato disaccordo con Berlusconi per ragioni politiche, come legalità, federalismo e quisquilie di questa natura? Macché, Sgarbi fa sapere che il Fini “travolto dalla passione … si irrita quindi con Berlusconi per alcune sortite di «Striscia la Notizia»” che riguardano la sua compagna. E quindi conclude che “Da questa vicenda Gianfranco esce come un ingenuo, inadeguato a misurarsi con le realtà complesse e difficili della politica”.

In soldoni da “Il Giornale” si comunica alla platea della destra che Fini è: traditore (Feltri), imbroglione (Feltri), fesso (Sgarbi), incapace (Sgarbi). Ciapa su e porta a ca’.

fini-e-berlusca-dissenso

Certo che Sgarbi nell’operazione di demolizione della figura di Fini è assai più sottile di Feltri, che va giù con l’accetta. Se Feltri parla alla pancia degli elettori di destra, qui Sgarbi li titilla ancora più efficacemente dentro le mutande. D’altro canto è noto, non solo ai fan di De Andrè, che anche per il Re Carlo che “tornava dalla guerra … più che l’onor poté il digiuno!”.

 

All’autore di questo post, l’operazione di demolizione della figura di Gianfranco Fini appare invece strumentale e scandalosa. Molto al di là delle sue eventuali responsabilità nella vicenda monegasca, che la magistratura dovrà appurare. Certo, se si dovesse dimettere lui che non è nemmeno indagato, i due grandi Utilizzatori Finali, Berlusconi e Sgarbi – che qualche problemuccio con la giustizia ce l’hanno avuto – cosa dovrebbero fare?

Chi vuole consultare la hit parade di Sgarbi clicchi qui sotto :

SGARBI – The very best of

Posted in Popoli e politiche, Società e costume, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

C’è postribolo e postribolo. “Signori si nasce. E lui, purtroppo, non lo nacque”. La mistica del Popolo dell’Amore nei commenti su “Il Giornale”

Posted by pocavista su 26 gennaio 2011

Talvolta Freud ci mette lo zampino ed espone anche i grandi comunicatori al pericolo di infortuni: il premier difende la Minetti in TV, dicendo che “è madrelingua” e che ha dato buona prova di sé nei rapporti con le delegazioni in visita in Lombardia. I più malevoli hanno concluso: brava in orale e formidabile nell’ora di ricreazione. CVD.

I fatti sono noti. Il  “migliore statista italiano degli ultimi 150 anni” – con la consueta eleganza – insulta per telefono Gad Lerner e le “cosiddette” signore presenti e invita l’on. Zanicchi a uscire dallo studio. Al che Lerner prende le difese delle signore : “le signore presenti non sono “cosiddette” e se lei le chiama così è un cafone”.

La Zanicchi, poverina, che un destino cinico e baro ha portato a fare il parlamentare europeo, va completamente nel pallone e si alza, farfuglia qualcosa, poi si risiede, accenna a una difesa d’ufficio, ripete il mantra del Berlusconi perseguitato dalle toghe rosse. Fine della trasmissione.

La simpatica Zanicchi, cui va la tutta nostra solidarietà, forse era meglio che continuasse a cantare “Zingara” ed evitasse ruoli penosi per difendere l’indifendibile in tramissioni “non protette”. Bravissimo Lerner che in chiusura ha dato “onore al merito” alla Zanicchi, definendola una “vera signora”.

On. Zanicchi, però “mi consenta” una domandina facile facile : che contributo effettivo sta dando al Parlamento Europeo, da cui riceve un lauto stipendio?

l'on.Iva Zanicchi, in una foto di pochi anni fa

 

Ieri, Il Giornale, house organ della famiglia Berlusconi, intitolava : “Il Cav si ribella agli insulti di Lerner”.  “Il Giornale”, da quando se n’è andato Montanelli, sembra privo di giornalisti che sappiano cos’è la deontologia professionale. La tecnica è sempre quella: si falsificano i fatti nel titolo (la maggior parte dei lettori guarda solo quello) e  si annacqua il tutto nell’articolo. Il titolo è stato modificato nel pomeriggio come “Lerner infanga, il Cav si ribella in TV”, dopo le proteste di alcuni lettori. Il fango dev’essere di qualità pregiata, visto che è stato definito tale da gente assai pratica nel gettare melma e liquami secondo il “metodo Boffo”.

Chi non avesse visto la trasmissione si guardi il video della telefonata del nostro Premier a Lerner

 

Oppure passi all’altra versione della telefonata del premier. Il finale è inaspettato.

Signori si nasce. E lui, purtroppo, non lo nacque”.

Naturalmente il Popolo dell’Amore, che ha una diretta corrispondenza di amorosi sensi con l’indiscusso Leader Supremo, si scatena subito. Ecco alcuni commenti apparsi sul sito WEB de Il Giornale:

#3 cadlonia (153) il 25.01.11 alle ore 8:30 scrive: “Lei, Lerner è un misero umuncolo (sic), che nella sua vita non lascerà traccia alcuna. E’ solo un grande maleducato come tanti altri suoi compari, ma tant’è forse ci meritiamo tutto questo!?! Certo che più cafone di lei è già difficile immaginare….andrebbe bene in una repubblica islamica. Poi avendola seguito una qualche volta nei suoi programmi faziosi, penso sia gravemente disturbato nella sua mente dal problema donne. Un consiglio, si faccia una bella visita psichiatrica…ne ha veramente bisogno se non vuole continuare ad essere quel buffone che è!!!!!!!!

Lo stesso lettore, alle ore 8:40, temendo di essere stato troppo tenero, rafforza il concetto :

Lerner sei solo un salame, anzi un bischero!!! Il nulla del nulla!!! Se non fosse per i sinistri tuoi gregari che ti hanno omaggiato di un lavoro in TV, per le tue capacità non sapresti nemmeno guadagnare l’acqua che bevi!!!! Un personaggio viscido, bavoso e scostante. Forse sei geloso perché a te le donne non ti vogliono talmente sei ripugnante!!!

Alle ore 8:35#7 il 25.01.11 , si esibisce un autentico liberaldemocratico del Popolo della Libertà, aifide (31), che vuol far chiudere anche La7. “L’infedele è da sempre un programma ignobile, come il suo conduttore. Bene ha fatto il Presidente del Consiglio ad intervenire e spero che riesca in qualche modo a far chiudere programma e rete”.

Un altro sincero liberale, come si autodefinisce #34 raffa62 (168), il 25.01.11, alle ore 8:54 lancia un proclama contro i “trucidi” :

bravo Presidente! trattalo come si deve, questo individuo veramente spregevole, da decenni comanda la mano armata dei pm. Tanto non ti vedranno in tribunale a Milano, perché se dovessero riuscirvi…, ci saremo anche noi, tutti i liberali d’Italia! chiunque riuscirà a liberarsi dagli impegni…sarà lì,a milano davanti al tribunale. speriamo di essere almeno un milione! facciamo vedere a questi trucidi che il popolo è con te!!

#30 depil (522) il 25.01.11 alle ore 8:50  invece dimostra una notevole cultura zoologica :“ma presidente lasci perdere la iena sputans, il verme che si trova negli intestini dei vermi , il nulla fatto nulla che senso ha replicare ad una ****accia quel parassita vile e infame?”

Gad Lerner, secondo l'interpretazione di A.Molino

 

Accanto a questi lettori “moderati”, c’è un altro gruppo di lettori informati delle origine ebraiche di Lerner, che si lancia in “eleganti” commenti razzistici. Ne riportiamo solo due :

#41 mau55 (11) il 25.01.11 alle ore 9:03 scrive: “ma chi ha dato a Lerner la nazionalitá italiana a quell´extracomunitario?

Addirittura c’è chi sembra riesumare la dimenticabile performance del nostro Presidente del Consiglio che al Parlamento Europeo propose per una parte di kapò (uno degli aguzzini dei lager nazisti, n.d.r.) il parlamentare tedesco Schulz (che ebbe membri della propria famiglia sterminati nei lager nazisti). #232 mattb51 (11)il 25.01.11 alle ore 12:38 infatti chiosa semplicemente : “Lerner-Hitler” . Quando si dice il buongusto!

Conclusione :

Il messaggio inviato dal Popolo dell’Amore viene sintetizzato da uno dei pochi dissenzienti, #26 Sandro Marti (142), che il 25.01.11 alle ore 8:47 manifesta il suo sarcasmo : “Questi conduttori devono capire, una volta per tutte, che l’unica persona che può insultare il suo prossimo è Silvio Berlusconi e che gli unici che hanno diritto di interrompere costantemente i loro interlocutori sono i parlamentari del Pdl (vedi Santanchè, Lupi…) Questa è la berlusconocrazia, cerchiamo di mettercelo in testa.

Berlusconi e i suoi si fermeranno qui? C’è già qualche popolano dell’amore che si lascia sfuggire una parola di troppo, come #280 TRIDENTINA AVANTI (1150) il 25.01.11 alle ore 15:18 “...io auspico una sana e robusta dittatura, di DESTRA ovviamente!

Berlusconi, leader del Popolo dell'Amore, alla Confindustria

Per il Popolo dell’Amore i contenuti politici sembrano ormai divenuti pura finzione : molti fanno dell’insulto il metodo di confronto; il razzismo, dopo essere stato sdoganato dalla Lega Nord dei Borghezio, dei Calderoli e dei Gentilini, trova piena ospitalità anche nel popolo dell’Amore. C’è infine chi ha perduto ogni freno inibitorio e chiede apertamente un colpo di stato.

 

Grazie per la chiarezza: c’è qualcuno che non lo aveva ancora capito?

Posted in Popoli e politiche, Società e costume | Contrassegnato da tag: , , , , , | 1 Comment »

Veneziani, Il Giornale e il Sidol. Ovvero come lustrare il nuovo predellino di Berlusconi.

Posted by pocavista su 4 gennaio 2011

Dagli Zeloti agli Scilipoti.

Anno nuovo, veste nuova. Noi blogger, affezionati lettori di suoi editoriali (“Auspicio per il 2011: la stampa che vorrei”, su Il Giornale del 2.1.2011), abbiamo avuto il privilegio di ammirare il nuovo look indossato per l’occasione da Marcello Veneziani. Un rassicurante doppiopetto grigio da moderato di destra, ormai ex-fascista, se non da sincero liberaldemocratico. Sembra una mise più acconcia per cantare le sorti magnifiche et progressive della nuova creatura politica che Berlusconi si accinge a varare. Veneziani sta preparando il Sidol per lustrare il nuovo predellino di Silvio.

Lui, il Leader Supremo, però dice di non avere più l’età per i predellini. In effetti le cronache testimoniano che le sue residue energie senili si indirizzano più volentieri a giovani porcelline, forse “prezzolate a sua insaputa”, dato non può più premiarle con nuovi posti di governo, cui anelavano prima i più fedeli zeloti e che ora sono riservati alla tribù degli Scilipoti.

Prima un bel restyling del partito, secondo i dettami dei suoi esperti di marketing politico. Poi Silvio manderà in avanscoperta un giovane garzone di bottega, Alfano, per recuperare un po’ di elettori del Popolo dell’Amore in momentanea libera uscita. Forse anche Alfano sarà sottoposto ad accurato restyling, a cominciare da quella sua fronte inutilmente spaziosa (a fini elettorali, s’intende, non ce ne voglia il proprietario della fronte), cui potrebbero venire trapiantati nottetempo preziosi e catodici bulbi capillizi, nobilitati dai pregressi servigi resi al grande Leader

Lui, l’Uomo della Provvidenza in Bandana, il Signore dei Capelli, a cui la Storia riconoscerà pieno merito per aver fatto togliere il riporto al Senatore Schifani, intanto sta prenotando una tranquilla vecchiaia al Quirinale. Dove magari potrà ricevere le nipotine di Mubarak tra due ali di corrazzieri.

Mario Giordano

Veneziani, lo stilita.

Volete sapere quale sarà la futura linea editoriale de Il Giornale, secondo quanto potrebbero aver stabilito gli spin doctors berlusconiani che preparano la nuova campagna elettorale?

Senza andare lontano, ce la rivela Veneziani, il quale denuncia che “L’anno appena concluso ha visto infatti i giornali non semplici testimoni, ma protagonisti e ispiratori della lotta politica e della vita civile e incivile del nostro Paese. Veniamo da un anno di veleni a mezzo stampa. Veleni efficaci se si considerano gli effetti che hanno avuto sulla politica…”

Ma no, chi l’avrebbe mai detto. Non c’era anche Veneziani a manganellare “Gianfrego” Fini con la pagliuzza della casa di MonteCarlo, minimizzando la foresta di sequoia che staziona da decenni nell’occhio del Leader Supremo? E a parlare di puro gossip, di complotti mondiali contro Berlusconi, di toghe rosse scatenate, di traditori che vendono un casa al di sotto del proprio valore : “o non vale niente il bene e non vale niente lui. E la casa valeva…” (citiamo a memoria), chi c’era? Veneziani stava forse in ritiro con i monaci del Monte Athos, martoriandosi col cilicio e nutrendosi di radici ed erbe amare?

Il primo a sinistra non sarà Marcello Veneziani in versione "anacoreta barbuto"?

Il buon Marcello rileva che “ai giornali d’opposizione in tenuta da guerra, hanno risposto a tono i giornali filogovernativi, con titoli aggressivi e campagne di stampa di pari veemenza. La differenza è che i primi sono rimasti intoccabili e incensurati, i secondi sono stati sanzionati e denigrati come macchine del fango.”

Domanda ingenua : Veneziani ha mai sentito parlare del “Metodo Boffo”, che lui e suoi colleghi hanno applicato a Fini (dopo il suggerimento di Stracquadanio), all’autore di Gomorra, a Don Sciortino,il direttore di Famiglia Cristiana, e che minacciavano di applicare alla Marcegaglia colpevole di avere espresso velate critiche al governo? Forse i giornali di opposizione che denunciavano lo scandalo di un Presidente del Consiglio che interviene in una questura per far rilasciare un’amica minorenne accusata di furto facendola passare per nipote di Mubarak non hanno dovuto ricorrere ad una falsa velina della questura, come ha fatto Il Giornale nel caso Boffo. E nemmeno hanno dovuto inventarsi le cricche, le Noemi, le ragazze che arrivavano in branco nelle ville del Grande Capo scortate dai carabinieri, le decine di leggi ad personam, i Cosentino, i Dell’Utri, i Previti, gli Scaiola, i Razzi e gli Scilipoti. E nemmeno megabufale come lo scandalo Mitrokhin e Telekom Serbia, basate su documenti falsi malconfezionati a tavolino e testimonianze inattendibili (vi ricordate del fantomatico agente Scaramella e del sedicente conte Igor Marini, al secolo scaricatore al mercato ortofrutticolo di Brescia?).

Forse Veneziani ignora che Berlusconi, nella sua estrema generosità, fa di tutto pur di aiutare la stampa di opposizione, fornendole sempre nuovi argomenti. D’altro canto anche l’opposizione di sinistra ha sempre fatto di tutto per aiutare Berlusconi. Riuscendovi.

Veneziani infine ci informa che “Dopo un anno di esondazioni, il merdometro segna ora livelli di guardia”. Poi ci dice “ma le stagioni cambiano, urgono svolte e ritorni di stile… (un giornale) più sobrio e rigoroso nei toni … Si può essere decisi ma eleganti, e si può essere chiari senza essere rozzi… per concorrere a elevare la qualità di quel popolo, maggioritario nelle urne, minoritario nella lettura…”. Anche Veneziani finalmente deve ammettere che gran parte del popolo di destra compensa le poche letture con le molte certezze. Meglio se urlate con la bava alla bocca in TV dai LaRussa o dalle Santanchè di turno. E poi Marcello si lamenta per la supposta discriminazione della cultura di destra da parte di quella di sinistra.

I consiglieri di Berlusconi forse si sono accorti che il manganello mediatico non fa più effetto, è stato controproducente e ha provocato una reazione di rigetto. E adesso – abbandonato Feltri nelle accoglienti braccia di Belpietro che continuerà a seguire il “richiamo del sangue e della foresta” – si ricorre alla vaselina.

Chissà come se la caverà Veneziani con la vaselina, materia più complicata e scivolosa da trattare del frettoloso e contundente manganello. Lo seguiremo con attenzione.

Auguri, dal suo affezionatissimo “blogger velenoso e cretino”,

pocavista

Posted in Media e tecnologia, Popoli e politiche, Società e costume | Contrassegnato da tag: , , , , , , , | 1 Comment »

Caro Veneziani, ci sei o ci fai? Ipocrita triste a chi?

Posted by pocavista su 14 dicembre 2010

Abbiamo da poco confessato in pubblico un peccato mortale e ci tocca farne subito un altro : commentare un nuovo articolo di Marcello Veneziani contro “i tristi ipocriti che vedono i disonesti solo a destra”. I “tristi ipocriti” ci rimandano a Dante che colloca gli ipocriti nell’Ottavo Cerchio dell’Inferno: “ Poi disser me : « 0 Tosco, ch’ai collegio dell’ ipocriti tristi se’ venuto”.

Dante Alighieri

Veneziani si affanna a cercare argomenti per giustificare la campagna acquisti last minute di parlamentari dell’opposizione per sostenere un governo morente. Di fronte a qualcuno che muore, come il “governo del fare a sua insaputa”, è plausibile che lo stesso Veneziani possa manifestare cordoglio.

 

Del resto, a partire dai suoi scritti in cui lamenta che i suoi meriti intellettuali non vengono riconosciuti, che il malvagio Fini ha tradito le sue speranze di ragazzo di destra, che qualche blogger “velenoso e cretino” continui a postare qualche severo commento nei suoi confronti, non è che Veneziani dimostri di sprizzare allegria da tutti i pori. D’altro canto, a giudicare anche dalle sue foto, nessuno lo può immaginare impegnato in una sincera risata.

Torniamo agli ipocriti, guardiamo l’incipit dell’articolo di Veneziani :

Che differenza c’è tra il figlio del caposcorta di Veltroni assunto all’Atac quando era sindaco Veltroni e il figlio del caposcorta di Alemanno assunto all’Atac quando è sindaco Alemanno? Un abisso. Il primo è ordinaria amministrazione, il secondo è una vergogna e Alemanno deve dimettersi.” Appena ho letto questa frase, mi sono detto : come mai tutti i figli dei caposcorta dei sindaci di Roma vanno a finire all’Atac, l’azienda dei trasporti romana? Traffico, smog, stress per un raccomandato eccellente? Non c’è un’altra municipalizzata più tranquilla e meno nociva? Poi mi sono reso conto che Veneziani usava un artificio retorico per dire che di notte tutti i gatti sono bigi : parentopoli e corruzione non hanno colore politico. Insomma : todos caballeros.

Caro Veneziani, le riconosciamo il pieno diritto di essere triste, ma la invitiamo a scegliere meglio anche gli argomenti retorici. Non si rende conto che cerca di far passare, presso il popolo dei suoi lettori, la vulgata che anche Veltroni ha sistemato il figlio del suo caposcorta all’Atac? Se fosse vero, allora deve andarlo a denunciare in Procura; se fosse falso, lei – maliziosamente – sta alimentando una nuova leggenda metropolitana. Leggenda analoga alla bufala su Barbara Palombelli, moglie dell’allora sindaco Rutelli, supposta proprietaria della società che gestisce i parcheggi a pagamento di Roma (invece interamente di proprietà del Comune). Diceria fatta ricircolare ad arte a distanza di tempo in occasione delle nuove elezioni comunali a Roma, in cui Rutelli è stato sconfitto da Alemanno.

Lei Veneziani si chiede che differenza ci sia tra “un deputato eletto nelle liste del Pdl che cambia partito e ritira la fiducia al premier a cui era abbinato e un deputato eletto nelle liste dell’Idv che cambia partito e fa il percorso inverso al suo collega… E se dietro all’uno come all’altro si può supporre che ci sia un interesse personale (garantirsi un futuro incerto con seggi, incarichi, prebende?)”.

Provo a risponderle. Nessuna differenza.

A parte qualche piccolo particolare : chi scende dalla invincibile carrazzata berlusconiana rinuncia a qualche privilegio e a gestire un po’ di potere oggi, forse per poterne gestire uno magari maggiore, ma molto più incerto, domani. Chi invece vi sale all’ultimo minuto, proveniendo magari da un partito come l’IDV che ha fatto dell’antiberlusconismo a tutto campo il suo marchio di fabbrica, soprattutto dopo avere dichiarato pubblicamente che qualcuno del PdL si era offerto di pagargli il mutuo in cambio di un voto di fiducia, non fa venire qualche sospetto di corruzione? Veneziani non vorrà insinuare che anche Fini , Granata o la Bongiorno si siano fatti pagare il mutuo da Bersani, uno ormai costretto ad arrampicarsi sui tetti come i gatti per inseguire suoi improbabili elettori, segretario un partito che come si dice a Roma “nun ci ha più manco l’occhi pe’ piagne”?

Presumendo invece la buona fede di tutti, dovremmo concludere che non c’è nessuna differenza se uno passa da sinistra a destra o viceversa. D’altro canto la legge non prevede vincolo di mandato per i parlamentari.

Premesso ciò, vorrei che Veneziani spiegasse allora perché Fini, Bocchino e Granata sono dei traditori, mentre Razzi, Calearo e Scilipoti non lo sono. E Tremonti non è anche lui marchiato dall’infamia di un antico tradimento? Tremonti, il Ministro? Si, il primo ribaltonista della seconda repubblica, eletto all’opposizione nel 1994 con il Patto Segni e, colto da improvvisa vocazione berlusconiana dalla sera alla mattina, divenuto subito Ministro del Governo Berlusconi, che altrimenti non avrebbe avuto i numeri in Parlamento per governare. E Bondi, ex-comunista tutto di un pezzo e ora aedo del berlusconismo, è un traditore oppure no? E il giovane Capezzone, dopo aver detto peste e corna di Berlusconi, che nel giro di pochi giorni ha cambiato schieramento e ne è divenuto addirittura portavoce? E De Gregorio, Villari, Adornato, Guzzanti, Dini e compagnia cantante? E Mastella, prima Ministro con Berlusconi, poi Ministro con Prodi che ha pure contribuito sfiduciare, poi di nuovo con Berlusconi che l’ha messo in sicurezza dai suoi guai giudiziari facendolo eleggere al Parlamento Europeo con il PdL?

MA MI FACCIA IL PIACERE!

Ma Veneziani prosegue implacabile : Questa campagna contro la corruzione fa vomitare. Ora, si sa bene che la corruzione non nasce con la destra al governo o con Berlusconi e nemmeno con la sinistra, a essere onesti…. ma evitiamo di stabilire teoremi ideologici e razzismo etico: non c’è la razza dei corrotti a destra e degli incorrotti a sinistra. La responsabilità è personale e si proceda caso per caso ... D’accordo.

Le faccio notare, caro Veneziani, che a sinistra si fanno dimettere i Marrazzo, “parte lesa” ma ricattabile nello scandalo con i trans e il sindaco di Bologna Del Bono che faceva pagare al comune di Bologna i viaggi della propria fidanzata; che non si grida al complotto se va in galera  Ottaviano del Turco, governatore centrosinistra dell’Abruzzo accusato di corruzione; che si rifanno le elezioni in Molise quando la magistratura accerta irregolarità nella presentazione delle liste del centrosinistra. Senza protestare di essere vittime di macchinazioni giudiziarie.

Le risulta che a sinistra ci siano deputati condannati in secondo grado a 7 anni per mafia come Dell’Utri o Totò Cuffaro; sottosegretari come Cosentino difesi a oltranza dal PdL su cui ci sono varie richieste di arresto per camorra; ex-Ministri come Previti che hanno corrotto giudici per favorire Berlusconi “a sua insaputa”; Primi Ministri che si fanno approvare quaranta leggi per favorire le proprie aziende e per sfuggire alla giustizia, o che fanno passare per nipotine di Mubarak proprie amichette minorenni nei guai con la legge?

Peccato che a destra ogni volta che si tocca qualcuno che conta, Berlusconi in testa, ci si affanni a denunciare la trame delle “toghe rosse”, “dei giornali” e “dei poteri forti”. Veneziani ripropone anche nel suo ultimo articolo la solfa delle toghe rosse, che colpirebbero a destra e chiuderebbero un occhio a sinistra. Provi a spiegarlo meglio al suo affezionato lettore che commenta sul sito WEB de Il Giornale :

#90 salferraro2 (80) che il 12.12.10 alle ore 15:50 scrive: “… se andiamo a vedere chi ruba di più per appartenenza partitica, gli amministratori di sinistra detengono record assoluti di corruzione in ogni Regione, Provincia e Comune. Solo in Campania nel 2009 c’era il bel rapporto di 71 a 3 a favore dei rossi in amministrazioni comunali indagate. Anche se all’Alta Scuola di Formazione delle Frattocchie hanno sempre insegnato le Tecniche di Latrocinio con Destrezza nelle amministrazioni pubbliche e rassicurato il basso rischio di essere beccati e perseguiti dai magistrati per motivi che è igienico tacere …”.

Questo predominio schiacciante dei “rossi” sul fronte dei processi per corruzione – ammesso e non concesso che le cifre fornite dal lettore siano vere – come si concilierebbe allora con il complotto ordito dalle toghe rosse che perseguiterebbero solo le povere vittime di destra, i Berlusconi e le mille cricche che ruotano attorno al potere berlusconiano?

A un certo punto Veneziani è costretto ad ammettere che “ Sul malaffare a destra… sconforta sapere che i «propri» eletti non sono migliori degli altri… E non c’è nemmeno l’alibi consolatorio per dire: sì sul piano clientelare e nepotistico agiscono come gli altri, ma almeno lasciano segni mirabili in altri campi, impronte di grandi imprese, esempi fulgidi, simboli, idee e principi finora calpestati. No, è tutto così scarso, dappertutto.”

In questo, Veneziani, non posso che darle ragione. Nel popolo di sinistra, però quando ci si accorge delle pagliuzze e delle travi dei propri rappresentanti, c’è ancora chi si scandalizza e non grida al complotto. A destra invece si fa finta di non vedere la foresta di sequoia che alberga nell’occhio di Berlusconi e dei molti accorsi a mangiare le briciole che cadono dalla sua tavola. Meglio gridare al complotto, che spiega tutto e niente, e fare finta di non vedere.

Marcello Veneziani

 

Anche lei, che non perde occasione per proclamare “la propria onestà” a tutto campo, non sarà vittima di questa cecità localizzata? Altrimenti uno potrebbe chiedere al mesto Veneziani : ci è o ci fa? Non rischia di passare lui per primo per “triste ipocrita”?

Sempre in attesa di una sua risposta, il suo affezionato lettore, “velenoso e cretino”,

pocavista

Pocavista

Posted in Attualità, Popoli e politiche, Società e costume | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , | 2 Comments »

Lettera aperta a Marcello Veneziani. Da parte di un “velenoso cretino”

Posted by pocavista su 6 dicembre 2010


Marcello Veneziani

Sul “Il Giornale” di ieri Veneziani scriveva che “c’è sempre il velenoso cretino di turno che scrive, su un blog, un sito, o altrove, che sei un servo pagato”. Questa vibrante denuncia mi costringe ad uscire allo scoperto e mi spinge a confessare in pubblico due, tra i molti peccati, di cui mi sono macchiato di recente.

Il primo, veniale, consiste nel cercare ogni giorno e leggere con attenzione il possibile editoriale di Veneziani. Per quale motivo? Forse perché un mio antico e timido compagno di banco delle scuole medie si chiamava anch’egli Marcello Veneziani, pugliese e probabilmente incolpevole omonimo dell’intellettuale di destra. Forse perché i suoi articoli, a volte molto eleganti, mi preparano spiritualmente alla lettura degli istruttivi commenti di molti lettori de “Il Giornale”, organo di stampa del Partito dell’Amore. Commenti, come si conviene a chi fa dell’amore per il prossimo il proprio credo, spesso pieni di feroci insulti, pressapochismo, di sentito dire, di pregiudizi razzisti, di accuse a tutti i non allineati di “essere dei comunisti”, degli “invidiosi” e dei “traditori”. Infine, sicuramente per la curiosità intellettuale di sapere cosa gira nella cultura di destra, liberale o post-fascista, che Veneziani rappresenta meglio dei Lando Buzzanca o dei Gasparri.

Lando Buzzanca

Il secondo peccato, stavolta mortale, consiste nell’avere ceduto alla tentazione di scrivere qualche post severo su alcuni editoriali del buon Marcello. Il mio blog non è così ben frequentato come il sito WEB de “Il Giornale”; i miei post vengono letti solo da uno sparuto gruppuscolo di carbonari di sinistra e da qualche malcapitato navigante di destra, approdato per caso sul mio blog.

Non credo di essere pertanto io la causa di questa crisi di identità che sembra affliggere Veneziani, che afferma “Da tempo mi piacerebbe non occuparmi più di Fini, di Berlusconi e della sinistra, e di tutto quel mondo che si agita intorno a loro”. In caso contrario mi sentirei troppo in colpa.

“Velenoso cretino”, dicevamo. Velenoso, io? Sì, come si conviene ad ogni buon toscano. Cretino, non posso escluderlo. Forse mi sentirei più a mio agio, tenendo conto anche della elegante definizione data dal Leader Supremo nei confronti di chi non lo vota, se venissi descritto invece come un “velenoso coglione” che alimenta lo spesso inutile mondo dei blog.

Chiarisco il mio pensiero. Veneziani “servo”? Mai detto, né pensato. Veneziani afferma di credere “all’onestà, non solo l’onestà intellettuale, come oggi si dice, ma l’onestà vera e totale, che passa per la mente, il cuore e le mani”. Dobbiamo credergli.

Ma ci consenta di criticarlo quando lui cerca di far passare una goffa applicazione del “Metodo Boffo” per minare la credibilità di Elizabeth Dibble, autrice dei rapporti americani su Berlusconi divulgati da Wikileaks. Veneziani bolla la Dibble, oggi responsabile diplomatica di tutte le ambasciate americane in Europa, come “una obesa signora americana”, “una patatona”, riducendo poi tutto a gossip per minimizzare i giudizi tranchant della diplomazia americana sul nostro premier.

Ma anche di criticarlo quando, dopo aver negato l’esistenza di un complotto, ritira invece in ballo “i poteri forti”, “le toghe rosse”, avallando le tesi paranoideo-propagandistiche del Leader Supremo. In caso di difficoltà, la colpa si dà sempre agli altri, che tramerebbero nell’ombra.

L'evoluzione della specie

Berlusconi ed i suoi periodicamente cercano di riaccendere i riflessi condizionati di un certo popolo di destra, in cui riaffiorano i vaghi ricordi sulle forze demo-pluto-giudaiche e massoniche sempre all’opera per mettere i bastoni tra le ruote di un Duce “che ha sempre ragione”. Non lo sa Veneziani che da Predappio ad Arcore ci sono pochi chilometri?

Veneziani non me ne vorrà quando critico anche un suo editoriale strappacore e autobiografico sul ragazzo di destra, che si levava il pane di bocca per sostenere la sezione dell’allora MSI. Quel ragazzo che vede i suoi sogni giovanili infranti da Fini per la vicenda della casa di Montecarlo. La vista acutissima dell’onesto Veneziani inquadra e si scandalizza – giustamente – per la pagliuzza nell’occhio di Fini: strano che non scorga invece la foresta di sequoia che alberga in quello di Berlusconi e concluda che, comunque, è molto peggio la pagliuzza.

Se Fini avesse continuato ad appoggiare tutte le leggi ad personam e giustificato tutte le gaffe del grande capo, come ha fatto in tutti questi anni, presumibilmente a molti intellettuali di destra la casetta di Montecarlo non avrebbe fatto né caldo né freddo. In un paese in cui Berlusconi non ha voluto vendere l’Alitalia ad Air France, che si sarebbe accollata anche tutti i suoi debiti pregressi, ma l’ha praticamente regalata ad una cordata di amici suoi, scaricando su noi contribuenti 3 miliardi e mezzo di euro di debiti della “bad company”, cosa vuoi che siano i 55 metri quadri di un appartamentino da restaurare, oltretutto di proprietà di un partito e non dello stato? Probabilmente Veneziani, Feltri, Sallusti e Belpietro si sarebbero messi l’anima in pace e avrebbero bollato come “demagogici” gli eventuali attacchi a Fini del Travaglio o della Gabanelli di turno.

Veneziani ha mai sentito parlare di quel fenomeno psicologico chiamato “minimizzazione della dissonanza cognitiva” che produce dei fenomeni di “cecità localizzata”? (vedi l’altro nostro post DISSONANZA COGNITIVA ). A questo fenomeno sembrano soggetti inconsapevolmente molti “popolani dell’amore”, privi di strumenti culturali adeguati, che devono supplire alle scarse letture con le molte certezze e che giustificano – a prescindere, come direbbe Totò –  tutto ciò che fa il Leader Supremo. Ma Veneziani no, lui fa l’intellettuale, certi fenomeni dovrebbe conoscerli bene e dovrebbe saperli gestire.

Caro Veneziani mi rendo conto che lei nutre gratitudine per un personaggio come Berlusconi che ha “sdoganato” la destra e i suoi intellettuali, e che ha permesso in passato a Marcello Veneziani di fare anche il consigliere di amministrazione della RAI. E magari per aver fermato nel ’94 la “gioiosa macchina da guerra” (si fa per dire) di Occhetto e company. Ma questa riconoscenza fin dove deve arrivare? Si deve permettere a Berlusconi di tutto e di più, relegandosi nel ruolo di intellettuale “embedded” o ci sono dei limiti che un uomo di cultura di destra, che rivendica quell’onestà “che passa per la mente, il cuore e le mani” come fa lei, non può superare? Quando è il momento di pronunciare la parola basta e dire pane al pane e vino al vino?

Annunci recentemente affissi sui muri di Roma

Ci faccia sapere, Veneziani, noi la seguiamo con attenzione e con il rispetto che si merita.

Buon lavoro dal suo affezionato lettore, un blogger “velenoso e cretino” che corrisponde al nome di

Pocavista

Pocavista

Posted in Attualità, Popoli e politiche, Società e costume | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | 1 Comment »

Il “Governo del fare, a sua insaputa”. Veneziani, Wikileaks e il complotto mondiale.

Posted by pocavista su 1 dicembre 2010

(da Inserto Satirico)

Non abbiamo amico migliore di Silvio Berlusconi che ha sostenuto sempre con la stessa coerenza le Amministrazioni Clinton, Bush e Obama“: così il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, a margine del vertice dell’Osce ad Astana, in Kazakhstan.

L'opinione del martin pescatore

 

Subito Daniele Capezzone, portavoce del PdL, noto nel mondo perché si imbatte per strada in misteriosi cazzotti che invece di lasciare tracce sul suo volto le lasciano inspiegabilmente sul quello di Putin, non si è lasciato sfuggire la ghiotta occasione. “Ora la sinistra chieda scusa. Dopo le parole chiarissime, gli elogi pieni e incondizionati, il riconoscimento caloroso e assolutamente inconsueto che va ben al di là di qualunque liturgia diplomatica, che Hillary Clinton ha indirizzato a Silvio Berlusconi, l’opposizione, Pd in testa, farebbe bene a scusarsi con il Premier. Se fossero persone serie, ammetterebbero di avere sbagliato“. (Per i curiosi, un ritratto interessante di El Cabezon è tratteggiato su il post CAPEZZONE)

A parte il giovane Capezzone e il pallido Bondi, tutti sanno che l’abile Hillary Clinton, abbandonato diplomaticamente il suo Bill troppo impegnato in impegnativi esami orali sotto qualche tavolo ovale, ha cercato solo di salvare la faccia alla sua Amministrazione sputtanata da Wikileaks con qualche frase di circostanza. Cosa pretendeva, Capezzone, che Hillary dicesse pubblicamente : “Egregio signore, lei è un brutto porco come mio marito e racconta barzellette orribili!”? Oppure “La nostra Amministrazione ritiene che lei abbia troppo cerone e troppa moquette in testa, meglio la bandana pervinca!”. Sarebbe come se Frattini in visita ufficiale a Tripoli dicesse a Gheddafi “Lei è un dittatore eccentrico e inaffidabile e si fa troppo Botox. Però ci dia il gas, che ne abbiamo tanto bisogno!”.

Non sappiamo se nei prossimi giorni – se il sito di Wikileaks non verrà chiuso (ieri è stato sottoposto ad un attacco massiccio da parte degli hacker che ne ha impedito il funzionamento per molte ore) e se Assange non verrà “neutralizzato” con arresti o sparizioni (la CIA usa il termine “rendition”) – verranno fuori altre cosucce meno gossipare sul nostro Leader Supremo. Magari relative a suoi proclami : “Ho evitato la guerra Russia-Georgia”, “Ho fatto firmare il trattato a Obama e Putin”, “Ho dato istruzioni a Obama su come fare con la crisi finanziaria mondiale”, “Sconfiggeremo il cancro in tre anni”. Lo statista di Arcore dimostra capacità incredibili, risolvendo la crisi finanziaria mondiale e convincendo Obama e Putin a firmare trattati che mai avrebbero firmato : ma come non riesca tuttora a risolvere il più semplice e casareccio problema della monnezza a Napoli rimane un mistero.

Dopo che l’opposizione ha suonato le sue trombe, amplificando le prime rivelazioni di Wikileaks , anche Il Giornale berlusconiano – spronato dai Capezzone in servizio permanente effettivo – suona le proprie campane.

Risponde alla cartolina precetto anche Marcello Veneziani, un intellettuale che – quando ci si mette – scrive benino. Il Nietzsche del Tavoliere dà alle stampe il 30 novembre su Il Giornale un articolo intitolato “Macché 11 settembre, è il 1° aprile della diplomazia”. Marcello però deve essere stato buttato giù dal letto nottetempo per stilare l’articolo, dato che non trova di meglio che scrivere : “... una obesa signora americana, come purtroppo ce ne sono tante negli States, Elizabeth Dibble, trincia un giudizio su Berlusconi dandogli dell’incapace e del vanitoso, e poi riferisce di feste selvagge… I giudizi della signora in sovrappeso (disturbi ormonali e ghiandolari?, dovremmo chiederci stando ai criteri usati per redigere questi compitini) sembrano solo il frutto di una sommaria lettura dei titoli dei giornali … Ma pensate che il compitino di una grassa patatona americana (sia)…così determinante per influenzare l’azione politica di Obama?”. Manca solo che Veneziani rinfacci alla Dibble di portare dei calzini turchesi, come il giudice Mesiano, e poi siamo al completo.

Marcello Veneziani

Dopo questo grossolano tentativo di demolizione della figura della diplomatica americana, ci si aspetterebbe che Veneziani concludesse che “è più bella che intelligente”, secondo l’elegante definizione data da Berlusconi in diretta a Rosi Bindi. Viene da chiedersi : se al posto della diplomatica americana in sovrappeso ci fosse stata la bellissima Ruby o la Minetti, l’avvenente soubrette e igienista dentale del premier approdata al Consiglio Regionale della Lombardia per meriti gengivali, le sue dichiarazioni sarebbero state più attendibili?

A questo Veneziani, in versione embedded, rispondono con entusiasmo alcuni commentatori del Popolo dell’Amore, come #32 Edmond Dantes (598), che il 30.11.10 alle ore 14:49 scrive con accenti lombrosiani:

… Veneziani non se la prende con gli obesi ma solo con gli imbecilli, che nel caso sono anche obesi. E l’obesità, a volte, é conseguenza di patologie organiche che possono avere anche riflessi sulle funzioni cognitive. Non é una colpa l’imbecillità, ma neppure un titolo per la carriera diplomatica. Che per tutti gli antiberlusconiani rappresenti invece una medaglia al valore non stupisce più di tanto.”

Un probabile infiltrato da sinistra, #42 Pietro Valdo (261), il 30.11.10 alle ore 17:48 invece chiosa :

#32 Edmond Dantes, la ringrazio sinceramente per il conforto che dà a noi tutti. Vedendo Borghezio e Calderoli chissà quanti pensavano che “l’obesità…é conseguenza di patologie organiche che possono avere anche riflessi sulle funzioni cognitive” ma non osavano dirlo.

Poi Veneziani – che passa per essere una delle migliori penne della destra, il che è tutto dire – si supera. Prima dichiara che “.…non c’è da indignarsi e gridare al complotto”. Poi invece parla di “suggeritori internazionali che si servono magari di toghe avvelenate, ma anche di scatole vuote nostrane per riempirle di tritolo e far esplodere il governo in carica. Quello è il pericolo reale, oltre la bufala. Vedrete, non si fermeranno lì…”.

Il buon Marcello rispolvera la vulgata paranoidea del complotto demo-pluto-giudaico-massonico di mussoliniana memoria, che nella versione contemporanea dell’amato Leader diventa il complotto perpetrato dai giornali di sinistra, dalle toghe rosse e dai “poteri forti”. Tutti quelli che non cantano nel coro diventano automaticamente “comunisti, sinistrati invidiosi che sanno solo odiare”. Non si salvano nemmeno personaggi culturalmente di destra come Fini, Di Pietro, Travaglio, Luca Telese e il compianto Montanelli. Anche Obama viene definito da qualcuno “un mezzo socialista”. Si vedano i commenti di molti lettori de “Il Giornale” . Mentre tutti dimenticano che Putin, definito dal nostro premier “un dono di Dio”, è pur sempre un ex-colonnello del KGB sovietico che ha una singolare idea della libertà di stampa.

Il nostro premier, in Russia, mima il gesto del mitra ad una giornalista che aveva posto una domanda scomoda a Putin

Ecco per esempio la concezione della libertà di opinione che circola anche all’interno del Popolo della Libertà : #114 anbie (130) il 29.11.10 alle ore 15:19 scrive: “Io attendo di vedere stasera Fazio e Saviano cosa avranno il coraggio di dire. Una cosa è certa, se si attaccheranno a Wikileaks spero che qualcuno abbia la cognizione di far interrompere immediatamente la trasmissione e di far arrestare quei due deficienti progressivi. In casi come questo ci vuole il pugno di ferro.”

La teoria del complotto funziona sempre perché mette in funzione quel meccanismo di “minimizzazione della dissonanza cognitiva” di cui abbiamo parlato in un altro post (vedi il post “DISSONANZA COGNITIVA“) Berlusconi da sempre ha alimentato l’ipotesi del complotto: ieri ha chiesto pubblicamente chi è che paga queste ragazze che affermano di fare le prostitute e che entrano a casa sua.

A Scaiola qualcuno paga la casa e a Berlusconi le ragazze, “a sua insaputa”. Poi magari “se le fa” lo stesso, “a sua insaputa”, se no sembra brutto. Conclusione : questo è “il governo del fare”. Sì, ma “ a sua insaputa”.

Posted in Attualità, Popoli e politiche, Società e costume | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , | 1 Comment »

Saviano visto da destra. Saviano, Maroni e il popolo dell’Amore.

Posted by pocavista su 17 novembre 2010

Bobo Maroni, che un destino cinico e baro ha indebitamente sottratto alle glorie dei piano bar del varesotto per fare il Ministro degli Interni, minaccia querela contro Saviano e rivendica il diritto di replica. Forse per dire che al Nord va tutto bene, come ha fatto nel caso di Ruby, la “nipotina di Mubarak”.

 

Il simpatico Maroni vanta un singolare record : oltre a indossare delle cravatte improponibili, è l’unico ministro degli Interni ad avere azzannato il polpaccio di un poliziotto che qualche anno fa perquisiva la sede della Lega Nord e condannato per resistenza a pubblico ufficiale (si confrontino le cronache). 22 dic.2009. “Roberto Maroni? Sul fronte antimafia è uno dei migliori ministri dell’Interno di sempre“.

Dichiarazioni di Roberto Saviano al settimanale “Panorama”, che proseguiva così : “Il centrosinistra ha responsabilità enormi nella collusione con le organizzazioni criminali: le due regioni con più comuni sciolti per mafia sono Campania e Calabria. E chi le ha amministrate negli ultimi 12 anni? Il centrosinistra“. E concludeva “… le mafie non guardano a destra o a sinistra, ma soltanto al proprio interesse e all’avvicinabilità dei rappresentanti politici, a qualunque livello essi si trovino“.

15 nov.2010. Roberto Maroni protesta scandalizzato con Saviano che – citando indagini della magistratura – ricordava che le mafie si sono insediate al Nord e “interloquiscono” anche con la Lega. Maroni e molti elettori di destra si sono stracciati le vesti, spesso senza nemmeno avere visto la trasmissione. Saviano non ha affermato che la Lega è collusa con le mafie, ma che le mafie cercano di interloquire con gli amministratori leghisti del ricco Nord. Dove stia lo scandalo di quanto affermato da Saviano non è dato sapere.

Bobo Maroni

(Cfr. il video della trasmissione http://www.youtube.com/watch?v=4aCTqEg5Ygc).

Il successo della trasmissione di Fazio e Saviano in effetti produce allarme non solo nel governo, ma anche nella base del “partito dell’amore”.

Ecco alcuni commenti dei lettori al sito WEB de Il Giornale, che consigliamo di consultare regolarmente a chi volesse toccare con mano i veri “valori” della destra leghista e berlusconiana.

La lista dei valori recitata da Fini nella trasmissione di Fazio e Saviano forse andrebbe bene per un partito conservatore o liberale di tipo anglosassone. Ma qui siamo nella Vandea gallo-padana e la cultura è ben altra.

Molti commentatori si limitano ad espressioni offensive elementari :

#2 卢卡·布雷西亚尼 (230) il 16.11.10 alle ore 11:43 scrive “I terroni sono tutti uguali

#344 Paci Augusto (716) il 16.11.10 alle ore 19:48: “calunniatore in carica alla sinistra #342 xbando (13) il 16.11.10 alle ore 19:46 : “Una meteora….Un masaniello

#237 Locatelli (86) -il 16.11.10 alle ore 18:06 scrive: ... un montato megalomane

#230 Giampaolo Ferrari (368) il 16.11.10 alle ore 17:59 scrive: “…un demente

#227 anbie (46) il 16.11.10 alle ore 17:57 scrive: “Portatore di malattie mediatiche”. Un vero e proprio virus letale. Un intellettualoide

#218 Pontil Ernesto (68) il 16.11.10 alle ore 17:50 scrive: “pagliaccio”

#176 Ennaz (269) il 16.11.10 alle ore 17:11 scrive: buffone!

#89 TRIDENTINA AVANTI (801) il 16.11.10 alle ore 15:11 si avventura in un neologismo: “…mafiocamoristkomunist

#151 semovente (782) il 16.11.10 alle ore 16:19 cita involontariamente Bettino Craxi, : “scrittore dei miei stivali

Un altro lettore, #87 roberto spoto (15) il 16.11.10 alle ore 15:07, fa perfidamente notare: Saviano è cattivo…e la cattiveria gli ha fatto cadere i capelli ! Il lettore lascia supporre che invece Berlusconi sia infinitamente buono, infatti i capelli gli sono miracolosamente ricresciuti.

Altri lettori invece mettono in dubbio il valore di Saviano, che ha “fatto i soldi” ed è ritenuto la pedina di un complotto antiberlusca dei “sinistrati”, se non addirittura uomo della camorra. E’ la sperimentata tecnica di delegittimazione personale, unita alla teoria del complotto comunista, secondo l’insegnamento dello statista di Arcore.

#355 parlassero tutti di meno (108) il 16.11.10 alle ore 20:35 scrive: “Saviano è un falso martire…tipo Travaglio. Sono anti-italiani, che tifano il male x dimostrare la loro grandezza e la loro superiorità morale”.

#356 alberto51 (513) il 16.11.10 alle ore 20:37 scrive: “Soliloquio da sgomento e da persona con gravi squilibri neurologici in preda a convulsioni demenziali…

#351 gigi52 (66) il 16.11.10 alle ore 20:16 scrive: “Il guru Saviano sta rendendo un ottimo servizio alla mafia e ndrangheta…

#310 maiona (189) il 16.11.10 alle ore 19:00 scrive: .da morto di fame a miliardario….cattocomunista….sei l’uomo che sa tutto ..il nuovo messia.. dammi i numeri del superenalotto… .

#300 zorzi graziano (274) il 16.11.10 alle ore 18:56 scrive: ” La mafia dei TUOI conterranei è subdola !è come TE!!!!!! Siete la vergogna nostra nel mondo!!!!!! E vieni a fare il fighetto saputello ! Raccontando le malefatte dei TUOI conterranei ti arricchisci!!!!!!!!! Non è come portare le immondizie tossiche da Milano a Napoli quello che stai facendo testa scalza?????.Tu porti le notizie sporche che ha prodotto la TUA gente …….e ci s******i coinvolgendoci!!!! Vai a lavorareeeeeeeeeeeeee

#295 MAURI (402) il 16.11.10 alle ore 18:52 scrive: “Se Lei fosse quello che dice di essere, sarebbe già concime per più nobili fiori, anziché quello scrittore da strapazzo che è … quaquaraquà.”

284 graffias (571) il 16.11.10 alle ore 18:42 scrive: “Caro Signor Saviano …lei è rientrato nella solita velenosa schiera dell’intelighenzia sinistroide piatta e senza alcuna onestà intellettuale….”

#264 steacanessa (2105) il 16.11.10 alle ore 18:28 scrive: vietato dire che saviano ha lo sguardo torvo da camorrista.

#223 limick (184) il 16.11.10 alle ore 17:53 scrive: L’unico che si e’ arricchito con la Mafia e’ proprio Saviano… e il suo bersaglio e’ proprio la Lega.. per dare una mano concreta alla Mafia, un vero picciotto.. NORD LIBERO!

La Padania, quotidiano Lega Nord, giugno 1998

#204 cagliostro10 (448) il 16.11.10 alle ore 17:37 scrive: messo dov’è apposta dalla camorra visto i risultati che ha avuto lo stato nel combatterla…

#170 flordluna (2181) il 16.11.10 alle ore 17:07 scrive: Io non pago piu’ il canone, mi sono stancata degli arroganti presuntuosi e tarati mentali volutamente!

#168 isacco (130) il 16.11.10 alle ore 17:02 scrive: Insultando chi lavora per l’Italia con infamie menzoniere (sic) non fate altro che far risaltare la vostra disonestà morale e finanziaria.

#150 albi61 (16) il 16.11.10 alle ore 16:18 scrive: …un dilettante che ha scoperto come è redditizio prendere in giro gli Italiani…

#105 Rosieposie (206) il 16.11.10 alle ore 15:25 scrive: “per aver scritto un libro ti credi il nuovo profeta e non sai neanche di cosa straparli, vergognati e vieni a vedere come si fa il mazzo al nord chi vota Lega!!!!”

#98 gedeone@libero.it (387) il 16.11.10 alle ore 15:16 scrive: I sinistri con il cervello ripieno di segatura si sono gasati perchè la “loro” trasmissione (una delle tante) ha raggiunto 9 ml. di spettatori. … Ed allora sinistri sinistrati, se audience deve essere, suggerite al “vostro capostruttura” di trasmettere film porno che tra l’altro si addicono a molti di voi avvezzi a guardare dal buco della serratura.”

Una gentile lettrice chiede con fermezza l’applicazione del Metodo Boffo a Saviano :#252 angelarossi (227) il 16.11.10 alle ore 18:22 scrive: “uno scrittore di infimo livello, un pallone gonfiato da Rifondazione Comunista, un ipocrita sostenuto e finanziato dai camorristi e dai mafiosi che finge di combattere rischiando la vita (ma quando mai!!). Facciamo un’indagine approfondita sul personaggio e vediamo cosa salta fuori?

#43 Aristide (91) il 16.11.10 alle ore 14:11 invece ironizza : Saviano è un eroe ed anche un ammortizzatore sociale: dà lavoro a squadre di uomini che gli garantiscono la sicurezza vigilando giorno e notte che nulla gli accada, naturalmente pagati dai cittadini. Avendo probabilmente esaurito la vena di scrittore, o comunque essendosi appannata, si dà allo spettacolo, sempre a spese dei cittadini. Nel frattempo è diventato milionario, ma quanti sacrifici e quante rinunce per il nostro eroe, costretto a dire castronerie pur di aumentare lo share.

Gli fa eco #155 honhil (455) il 16.11.10 alle ore 16:21, affermando che “Saviano è una specie di salamandra. Non ha nemici. L’anfibio ne è privo «perché se un qualsiasi predatore lo prende in bocca, dalle “macchie gialle” esce una specie di liquido urticante che fa mollare la presa»… Un Totem a cui nessun cagnolino o cagnone oserà mai avvicinarsi per innaffiarlo con la sua pipì.” Un lettore invoca l’intervento di Napolitano, adducendo addirittura motivi di “sicurezza nazionale”:

#138 ruggi (692) il 16.11.10 alle ore 16:07 scrive: … Saviano appare una macchietta da protagonismo che ricorda il napoletano avvocato paglietta. Queste tramissioni provocatorie hanno del delinquenziale e provocano odio e potrebbero avere risvolti imprevedibili. Il Presidente Giorgio Napolitano le fermi, per motivi di ordine pubblico e di sicurezza nazionale prima che sia troppo tardi.

C’è poi chi propone di togliergli la scorta (dimenticandosi che anche Emilio Fede, Belpietro e la Pivetti ce l’hanno da anni, e che imponenti scorte sono utilizzate per accompagnare miriadi di ragazze alle feste del premier) e chi lo vuole morto .

260 marcopagliarino (447) il 16.11.10 alle ore 18:27 scrive: “... caro Maroni gli faccia togliere la protezione dopotutto non sembra che ne abbia piu’ bisogno che se la faccia dare da chi gli permette di andare in onda e’ ora che oscenita’ del genere finiscano e se la mafia/camorra o chiunque lo vuole morto si accomodino nessuno piangerà di sicuro

#235 eras (443) il 16.11.10 alle ore 18:04 scrive: “La scorta ce l’ avrà per difendersi da chi gli vuol lanciare pomodori e uova marce”

#119 brunello.faraldi (63)il 16.11.10 alle ore 15:47 scrive: “… ringrazia questo governo che ti mantiene la scorta. Fosse per me ti manderei a spasso con quel frate camuffato di fazio a vedere cosa succede. Probabilmente niente perchè il tuo libro sono tutte balle raccontate da tua nonna.

#282 lamwolf (69) il 16.11.10 alle ore 18:41 scrive“ … con un libro ha ottenuto i privilegi di scorte e auto blindate, pagate dai contribuenti 24 ore su 24 da anni scorazza su e giù per l’Italia alla faccia nostra. … Saviano, nessuno ti ha ordinato di scrivere e fare la guerra alla mafia basta privilegi, via scorte e auto blindate se ci tiene alla tua pelle la vigilanza e le scorte te le paghi privatamente oppure ti chiudi in un fortino blindato per il resto della tua vita.”

Concludiamo l’ edificante rassegna con il commento sarcastico di #51 MrPulp (27), che il 16.11.10 alle ore 14:36 scrive: “Che noia Fazio e Saviano. Gli Avion Travel poi.. veramente pessimi. Per non parlare di De Andrè e Ligabue. Addirittura ho visto definire “comici” Albanese e Rossi.. ma io dico lo guardate Colorado Cafè? Quello si che fa ridere. Infine come non definire tv di serie B la ex compagna di Welby che ha deciso di leggere gli ultimi pensieri di colui che ha amato per 40 anni. O la testimonianza del padre di Eluana Englaro.. molto meglio Maria De Filippi. Per fortuna che io ieri sera tutta questa roba non l’ho nemmeno vista e mi sono guardato il Grande Fratello!! Vai Alessia che il prossimo lunedì faremo uno share migliore di loro.”

Ma si tratta probabilmente di un isolato lettore di sinistra infiltrato tra le schiere dei berluscones e dei leghisti d’assalto.

 

Posted in Attualità, Media e tecnologia, Popoli e politiche, Società e costume | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | Leave a Comment »

La saga degli insulti e la sindrome degli ex. Gianfranco Fini visto da destra.

Posted by pocavista su 10 novembre 2010

E’ durata quasi venti anni. La storia d’amore tra Fini e Berlusconi. Adesso, come tra due bravi ex, volano gli stracci. Fini, scordandosi di avere concesso a Berlusconi di tutto e di più, compresa la quarantina delle leggi ad personam di questi anni, si accorge improvvisamente che il suo vecchio alleato è un autocrate populista che fa solo i propri interessi e ci sputtana in giro per il mondo. Berlusconi invece ha scatenato i suoi nella caccia al “traditore” per sancirne la definitiva damnatio memoriae presso la sua base elettorale.

Silvio ha sdoganato, recuperato dalla marginalità politica, portato al Governo e reso protagonista Fini. Fini, l’ingrato, adesso lo pugnala alle spalle”. Questo sembra essere il sentimento prevalente che aleggia oggi tra molti elettori del Partito dell’Amore, almeno a giudicare dai commenti che appaiono sui sito Web de Il Giornale e di Libero.

Questi due quotidiani hanno cercato di massacrare Fini, definendolo traditore del patto elettorale con il PdL, e truffatore, con la vicenda dell’appartamentino di Montecarlo. I berluscones hanno risposto bene alla campagna denigratoria condotta dai due giornali, insieme ad una parte degli antichi simpatizzanti di AN. Questi ultimi sobillati anche da alcuni degli ex-colonnelli di AN, ormai arruolati full-time nelle truppe cammellate del Signore di Arcore.

In particolare Feltri e Belpietro hanno insistito sul “tradimento” di Fini e sulla mancanza di autorevolezza del Presidente della Camera nell’invocare rigore e moralità, cercando di accreditare la tesi del “così fan tutti”. Questi occhiuti giornalisti si stracciano le vesti per la pagliuzza monegasca nell’occhio di Fini, mentre giustificano da sempre la foresta di sequoia che alberga nel bulbo oculare del loro Leader Supremo.

Seguitissime penne de Il Giornale, come Marcello Veneziani e Vittorio Sgarbi, in alcuni editoriali hanno cercato di demolire Fini anche sul piano personale. Veneziani, che da sempre studia da intellettuale di destra, dà sfoggio di una discreta abilità retorica, parlando di etica: “Fini non ha diritto di rubare i sogni di un ragazzo, di un vecchio, di un combattente … se un uomo è disposto a svendere casa, o non vale niente la casa o non vale niente lui. E la casa valeva.” Confronta il nostro post

https://svistasocialclub.wordpress.com/2010/09/30/il-quindicenne-del-fronte-della-gioventu-alla-corte-del-siddharta-di-arcore/ . In un editoriale più recente e molto meno riuscito, Veneziani invece definisce Fini “ l’Umbria di se stesso” e parla di “un Fini inacidito (che) compie lo storico strappo di Perugia, terra del suo precursore Gaucci.”. Quando si dice la classe! Ecco uno scadente Veneziani, più acido del solito, gettare fango sulla vita privata di un politico antiberlusca, come un qualsiasi giornalista di destra.

Sgarbi in un suo articolo invece la butta sulla supposta dipendenza di Fini dalla Tulliani, di cui sarebbe “troppo innamorato”. “Da questa vicenda Gianfranco esce come un ingenuo, inadeguato a misurarsi con le realtà complesse e difficili della politica” e tra le righe – da vero signore qual è – lascia intravedere che dalla Tulliani ci sarebbe passato prima lui. Si veda il un nostro precedente post

https://svistasocialclub.wordpress.com/2010/08/14/sgarbi-le-donne-e-fini/

Il sedicente critico d’arte (che dice di frequentare anche “50 donne a settimana”) rivende se stesso e Berlusconi come persone capaci e non ingenue, dato che non si fanno “occupare dalle donne”, ma si fanno “visitare come un museo”. Sgarbi qui trascura il fatto che al museo di solito si paga il biglietto. Al contrario nel caso di Berlusconi – se i fatti fossero confermati, ma io non ci credo (come direbbe Benigni, con ironia, e la Carfagna, senza) – sembrerebbe che sia il museo a pagare il biglietto alle belle visitanti.

Tanto per vedere gli umori del Partito dell’Amore, facciamo una panoramica delle definizioni date a Fini e ai suoi da molti lettori de Il Giornale e di Libero.

Da Il Giornale

#32 arnaldo40 (21) il 08.11.10 alle ore 9:41 : fetente

#31 Angelo Mezzadri (31) il 08.11.10 alle ore 9:40 : squallido personaggio, borioso ed ambizioso, falso moralista … circondato da parassiti

#29 EZIA MORANDI (140) il 08.11.10 alle ore 9:39 : vomitevole

#28 drazen (129) il 08.11.10 alle ore 9:39 : traditore globale, a tutto campo! … con una ingratitudine cinica; …inaffidabile

il 08.11.10 alle ore 9:17 : saltafossi … con l’appoggio dei più modesti tirapiedi della ex Alleanza Nazionale … in preda alla più smodata ambizione… ottuso ex squadrista…

#14 vincenzo (103) il 08.11.10 alle ore 8:57 : il politico più vile e deleterio dall’Unità d’Italia in poi… (insieme a una) masnada di inqualificabili figuri …

#9 fdelongis (117) il 08.11.10 alle ore 8:49: manovratore occulto e “massone” della magistratura politicizzata e del meridionalismo piu’ becero condito da un pagano narcisismo …

#8 lagoditovel (42) il 08.11.10 alle ore 8:49 : Finulliani … un mezzo uomo … uomo senza vergogna e senza pudore!!

#5 maryforever (8) il 08.11.10 alle ore 8:43 : benzinaio (!)

#4 egi (670) – il 08.11.10 alle ore 8:40 : faccia di bronzo … fascista delfino di Almirante

#2 aldo berimballi (100) il 08.11.10 alle ore 8:37 Traditore Vigliacco

#1 partenopeo78 (25) il 08.11.10 alle ore 8:36 : impostore

#33 beppazzo (132) il 08.11.10 alle ore 19:34 : loffa

#21 frado (10) il 08.11.10 alle ore 18:04 : truffatore.

#58 mellera tiziano (19) il 08.11.10 alle ore 18:40 : Voltagabbana col Bostik al C…; al soldo dei poteri occulti

#57 viento (551) il 08.11.10 alle ore 18:39 : finavil (fini + vinavil)

#46 herbavoliox (76) il 08.11.10 alle ore 18:26 : disertore mangia, mangia lui, mangia la galluccia, mangia la suocera, mangia il cognato. fa solo pena

#4 mpwpir (2) il 08.11.10 alle ore 16:06 : losco individuo – probabilmente vendutosi, per un piatto di lenticchie, agli esperti ribaltonisti

#21 Dario40 (4196) il 09.11.10 alle ore 17:21 : senza un minimo di dignità

#15 fossog (564) il 09.11.10 alle ore 15:30 : inutile burocrate

#12 angelo (200) il 09.11.10 alle ore 14:39 : finto leader al guinzaglio di chissà

#45 giottin (1348) 09.11.10 alle ore 19:30 : farabutto.

#40 gstrazz46 (249) il 09.11.10 alle ore 19:02 : voltagabbana

#38 vittorio pierbon (62) l 09.11.10 alle ore 18:59 : capo di un partito finto che occupa una carica istituzionale vera

#29 salva55 (12)il 09.11.10 alle ore 18:06 : fini e compagni di merende sono disonesti immorali e traditori … gentaglia!!!!

#27 b.bruno (3132) il 09.11.10 alle ore 17:59 : biscia

#19 Michele Calò (366)il 25.09.10 alle ore 9:37 : “Gli imbecilli sinistri, dipietristi, finioti non possono capire, nel loro deserto interiore, nella loro pezzenteria di sentimenti, quello che proviamo noi …

#39 emigrasso (243) il 25.09.10 alle ore 10:09 : “uomini come Fini, traditori, profittatori e vigliacchi, non meritano che di rappresentare quelli della sua razza…

da Libero News

Postato da budm69 | 09/11/2010 alle 20.08 : meschino

17 | Postato da betadue | 09/11/2010 alle 10.52 : faccia di bronzo

2 | Postato da Bachis Figus | 09/11/2010 alle 17.15 : lustrascarpe;

8 | Postato da angelomichele | 09/11/2010 alle 10.52 : una vergogna mondiale,

11 | Postato da sarafra | 09/11/2010 alle 09.42 : ceffo roso dall’invidia e dall’inclinazione a primeggiare

12 | Postato da ghigabiagioni | 09/11/2010 alle 09.24 : truffatore

13 | Postato da sarafra | 09/11/2010 alle 09.21 : pregiudicato! Parli bene e razzoli male.“… camaleonte confuso.

18 | Postato da minimo | 08/11/2010 alle 21.29 : Fli, (Faida Lenta Ignominale) … non ha nessun abito mentale che ci faccia pensare alla sua legalità… non ha il senso del dovere..non ha rispetto delle istituzioni… non ha il senso dello stato…F(Faida) L(lenta) I(Ingiuriosa)

25 | Postato da emilioq | 08/11/2010 alle 19.58 : questo figuro merita l’Oscar della faccia tosta!

31 | Postato da martello carlo | 08/11/2010 alle 19.24 : quell’iscariota di G.F.Tulliani … untuosa nomenklatura …. Il lettore poi fa un’inaspettata minaccia  : P.le Loreto.

36 | Postato da salvato27 | 08/11/2010 alle 17.52 : Futuro senza libertà, e un partito di traditori! Bocchino fa onore al nome, con la lingua piú lunga dei suoi compagni lecconi.


Chiudiamo la passerella delle espressioni caritatevoli del Partito dell’Amore, nonché Popolo delle Libertà (di insultare, probabilmente), con il PdL di Mestre che sul proprio sito WEB chiosa : Gianfry “sotto il vestito niente” … un mediocre e spregiudicato personaggio, abile a dire le più infime ovvietà e banalità. … il primo, vero fasciocomunista d’Italia. Non siamo alla creatività di quei lettori de Il Giornale che definiscono Fini un “voltagabbana col Bostik” o “un camaleonte confuso” : ma da quadri PdL formatisi alla scuola di partito dei Brunetta e co. non si può pretendere di più.

Come disse Berlusconi, nel suo primo messaggio del 1994 in cui annunciava che sarebbe sceso in campo : “Questa è l’Italia che amo!”. E questi sono gli italiani che lo sostengono.

Posted in Attualità, Media e tecnologia, Popoli e politiche, Senza categoria, Società e costume | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , | 1 Comment »

Ruby, il bunga bunga e i vecchioni. Da Guido Reni ad Artemisia Gentileschi. Passando per Arcore.

Posted by pocavista su 29 ottobre 2010

“Susanna e i vecchioni” è un soggetto ricorrente nella pittura rinascimentale e barocca. Guido Reni, il Tintoretto, Rubens, Allori, Rembrandt, Artemisia Gentileschi e molti altri pittori, fino al contemporaneo Botero, si sono cimentati sul tema. La storia è ripresa dal biblico libro XIII di Daniele, in cui alla tarda età non viene associata non tanto la saggezza, quanto il vizio.

Susanna era la sposa di Joachim, il ricco proprietario di un palazzo circondato da un parco dove indiva banchetti e feste per numerosi invitati. Tra costoro c’erano due anziani magistrati che guardavano la casta Susanna con occhio lubrico. Un caldo pomeriggio d’estate Susanna si spogliò nuda senza rendersi conto che occhi estranei la stavano spiando: i due vecchi si erano nascosti nel parco di Joachim ed insieme architettarono uno sporco ricatto: :“Concediti a noi, se no ti accuseremo di tradire tuo marito con un giovane”.

Susanna si mise allora a urlare per far accorrere i servi, ma i magistrati a loro volta gridarono accusandola di adulterio, reato che prevedeva la lapidazione. Quando tutto sembrava perduto, fu salvata dal giovane Daniele che chiese separatamente ai due anziani dove si fosse nascosto l’amante di Susanna. I due dettero risposte diverse, svelando la menzogna. Così i due vecchi vennero condannati e Susanna si salvò.

L’associazione viene spontanea : Noemi, le veline, le igieniste dentali, le escort, le calendariste e adesso le Ruby, che hanno animato le nostre cronache negli ultimi anni e i cui nomi sono stati spesso accomunati a quello del nostro Leader Supremo, ricordano un po’ Susanna e i vecchioni lussuriosi. Nell’ultimo episodio di cronaca che vede al centro Berlusconi, Fede e la minorenne marocchina Ruby, i senili arrapati non sono però magistrati. Inoltre le Susanne odierne tanto caste e irreprensibili non sono, ma usano il loro fascino per farsi una posizione, anche in Parlamento secondo quanto hanno denunciato recentemente la parlamentare Angela Napoli e il sen. Guzzanti, che ha parlato perfino di “mignottocrazia”.

 

Lo scoop di Svistasocialclub.wordpress.org - Versione originale di "Susanna e i Vecchioni" di Artemisia Gentileschi, dopo il restauro predisposto dal Ministro della Cultura Bondi

Potere e harem, vecchiaia che usa l’altrui giovinezza per sfuggire alla terza età. Una storia vecchia come il mondo. Anche il nostro anziano Leader Supremo, che non fa mistero di amare il bunga bunga con giovani signorine, ogni volta che viene accusato di avere messo le mani nella marmellata, nega e grida al complotto delle toghe rosse. Cosa incomprensibile almeno stavolta, in cui i magistrati milanesi lo hanno ritenuto “parte lesa”. Come Marrazzo, del resto.

Si ricorderà che nel caso Marrazzo, Berlusconi consigliò – per pura e disinteressata solidarietà, s’intende – all’allora governatore del Lazio di pagare i propri ricattatori, perché togliessero di mezzo un video compromettente. Nel caso di Ruby, sembra – ma è un’ipotesi che la magistratura dovrà accertare – che la Presidenza del Consiglio fece pressioni per far rilasciare la giovane Ruby, arrestata per furto dalla questura di Milano. Ruby, minorenne marocchina fuggita da una casa-famiglia di Palermo e frequentatrice della reggia di Arcore, fu fatta passare addirittura per nipote del presidente egiziano Mubarak. (“Io aiuto sempre chi ha bisogno”, ha dichiarato il nostro Leader Supremo).

A destra come si vive la vicenda? Ecco alcuni istruttivi commenti dei lettori al sito WEB de Il Giornale :

#32 TRIDENTINA AVANTI (664) il 30.10.10 alle ore 13:58 scrive:

Forza Cav tieni duro! Dillo Silvio ai kompagni di merende che le paghi le tasse e a milioni; dillo che non hai mai “lanciato molotov” contro le Forze dell’ordine; dillo che non sei mai andato a spasso “sottobraccio” con i terroristi; dillo che non fai pedofilia come certi ministri di un Famoso Credo religioso molto diffuso, il più diffuso, nel ns. Paese; dillo che non hai mai licenziato nessuno non come colui che, cacciato dagli Agnelli, acquisì quella famosa società di prodotti da ufficio (mobili, sistemi di calcolo, informatica, elettronica ecc.) di Ivrea, in ottima salute, la fece fallire e lasciò sulla strada più di 6000 persone; ma soprattutto dillo che a casa tua potresti fare tutto quel….. che vuoi!!! Ma forse tutto ciò accade per la famosa “invidia” infatti loro più di qualche riga di coca e qualche transessuale a pagamento….

#24 futuro libero (424) il 30.10.10 alle ore 12:33 scrive:

In Italia abbiamo solo due persone che hanno il coraggio di dichiarare: Berlusconi ama le donne, e Vendola ama gli uomini. Tutti gli altri stanno zitti, forse devono nascondere qualcosa? Vai Silvio li hai fatti impazzire tutti quanti non sanno più dove attaccarsi, o meglio magari lo sanno ma la moralità non consente.

#22 mala tempora currunt (30) il 30.10.10 alle ore 12:32 scrive:

non ci trovo nulla di male nel dire che uno ama le donne!!! chi di noi non lo ha mai detto? purtroppo dall’altra parte ci sono persone , es. Vendola, che hanno dei gusti molto poco ortrodossi… immaginate la novità: una checca presidente del consiglio…. tutto il parlamento in seta rosa e festini a luci rosse tre volte la settimana…anche una come la Bindi avrebbe una chance…per non parlare di chi, sempre “sinistro, abbordava i trans per strada….. che belle persone quelle!!!! allora meglio 1…100…1000 berlusconi!!!

#7 bruna.amorosi (1428) il 30.10.10 alle ore 10:51 scrive:

Ammazza quanto strillano questi sinistri , eppure il bunga bunga è il loro sport preferito vedi Vendola, Marrazzo e compagnia bella. Certo che il rossore sulla faccia proprio non lo conoscono . E allora meno male che almeno il capo del governo è un uomo normale. Bravo Berlusconi. Poi a Famiglia Cristiana ricordiamogli i preti pedofili e anche Boffo, che proprio puro non è…”

Una domanda a Marcello Veneziani, che su Il Giornale dice di non poterne più di questo gossip che descrive il premier come un orco : supponiamo che Obama facesse pressioni sull’FBI per far rilasciare una minorenne messicana arrestata per furto, protagonista di un rapporto ovale nella Sala Orale (oppure di un rapporto orale nella Sala Ovale, che fa lo stesso), dicendo che è la nipote di Fidel Castro, e di affidarla all’igienista dentale della Casa Bianca. Lei parlerebbe ancora di pettegolezzo?

A nessuno di costoro purtroppo viene in mente che nessuno rinfaccia al premier le sue preferenze sessuali (in PdL è o non è il partito dell’amore?),  quanto  l’eventuale interferenza sul funzionamento di un’altra istituzione dello stato come la polizia, per far rilasciare una sua amica (per di più minorenne) arrestata per furto, facendola passare come parente di un capo di stato straniero, rischiando un serio incidente diplomatico, e chiedendo che venisse affidata alla sua igienista dentale, ex-show girl, da lui fatta eleggere alla Regione Lombardia.  Anche la Santa ‘nchè(?) in TV ha ammesso la chiamata di Berlusconi alla questura milanese, ma a destra se la pigliano con Boffo e Marrazzo. I quali si sono dimessi da tempo, a differenza del loro amato Leader Supremo che dalla poltrona non si schioda.

Ma è questo che probabilmente Berlusconi e molti lettori de Il Giornale  intendono per “alto senso dello Stato”. Ma si sa, la politica ormai è una forma di perversione sessuale particolarmente adatta alle persone anziane.

 

Le Susanne e il vecchione.

Per chi volesse conoscere il vero significato dell’espressione bunga bunga – mai tradotta da TG e giornali vicini al governo – può cliccare su http://www.urbandictionary.com oppure su   http://appuntidemocratici.wordpress.com/2010/10/30/il-bunga-bunga-presidenziale-e-lo-smarrito-senso-del-limite/

Posted in Attualità, Popoli e politiche, Società e costume, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , | 1 Comment »

TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SULLA VILLA DI ANTIGUA. Un documento fotografico chiarisce i retroscena

Posted by pocavista su 19 ottobre 2010

 

Antefatto

Antigua è una piccola isola della Antille, nei Caraibi, scoperta nel 1493 da Cristoforo Colombo, che la chiamò così in onore della Vergine di La Antigua esposta nella cattedrale di Siviglia. Oggi, oltre ad essere un richiamo turistico, è un centro per molte società di scommesse online ed è considerato un paradiso fiscale dato che ospita numerose società off-shore.

Nella lista di coloro che posseggono una casa ad Antigua, appaiono molti nomi famosi come lo stilista Giorgio Armani; il proprietario della compagnia aerea Virgin Atlantic, Richard Branson; il chitarrista Eric Clapton; lo scrittore Ken Follett; il miliardario texano Allen Stanford; il calciatore Shevshenko; la più nota anchorwoman americana, Oprah Winfrey. E Silvio Berlusconi.

Nell’ultima puntata di Report, la giornalista Milena Gabanelli ha sollevato qualche interrogativo sull’acquisto da parte del nostro Leader Supremo di una villa in Antigua, per 22 milioni di euro. Il reportage pone in evidenza che Silvio Berlusconi ha acquistato terreno e villa da Flatpoint, una società off-shore. Per chi non l’avesse visto, il video di Report che parla della villa di Antigua è su : http://www.youtube.com/watch?v=D9ZLhR_Lmlo

La Gabanelli ha iniziato il servizio con le seguenti parole : “La trasparenza è d’obbligo. Se si è indagato per 3 mesi sulla proprietà di una casa di 55 mq a Montecarlo, attribuita ai familiari del presidente della Camera, Gianfranco Fini, è opportuno che si sappia da chi il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha comprato terreni e casa nell’isola caraibica di Antigua“. Ed ha concluso dicendo : “Abbiamo inseguito una cucina Scavolini, qui parliamo di ben altre cifre. I 22 milioni di euro pagati ad Antigua corrispondono al valore reale di mercato dell’immensa proprietà? Il presidente del Consiglio avrebbe il dovere di dissipare questi dubbi.

La Gabanelli, in chiusura di trasmissione, ha dichiarato la propria disponibilità a ospitare un intervento del premier per chiarire la vicenda. Tuttavia, ancor prima di aver visto la puntata l’on Ghedini, l’avvocato del premier, ha chiesto alla RAI che non venisse mandato in onda il servizio perchè “privo di contradditorio”.

Una vista di Antigua

Una vista di Antigua

Quali sono gli aspetti controversi della vicenda?

Molti articoli di giornale cercano di chiarire gli aspetti più intricati della vicenda. Su www.giornalettismo.com si fa un’ottima sintesi, che chi riportiamo per sommi capi.

La storia …comincia nel novembre scorso, quando Bankitalia arriva a commissariare la Arner con il dottor Alessandro Marcheselli, in seguito indagato per favoreggiamento e riciclaggio dalla procura di Milano. Tra le società con il conto alla Arner, la Flat Point Developement, che ha ricevuto una serie di versamenti per l’acquisto di immobili e terreni ad AntiguaBerlusconi … ha speso un milione e settecentomila euro per il terreno. Dandoli a chi? Impossibile saperlo, visto che la società Flat Point è a sua volta di proprietà di un’altra società, con base alle Antille Olandesi. Ma la Flat Point ha anche una sede italiana, a Torino, amministrata da Giuseppe Cappanera. La controllata Emerald Cove International, invece, ha come amministratore Flavio De Paulis, che è anche vicedirettore di Banca Arner a Lugano.
E perché la Arner è nota? Per una brutta storia in cui c’entra Bankitalia. La storia … parla di 34 milioni di euro transitati dai conti di Banca Arner per arrivare alla società off-shore Flat Point costituita ad Antigua. Il motivo, ufficiale, è quello di non ben precisate operazioni immobiliari. La notizia…è che di questi 34 milioni, 20 sono riconducibili a conti correnti intestati a Silvio Berlusconi.

… Ad oggi risultano indagati l’ex presidente e l’ex ad della banca, Nicola Bravetti e Davide Jarach, sulla base del rapporto di Bankitalia che ha rilevato “gravi e diffuse irregolarità sulla base della normativa anti-riciclaggio“. La banca aveva come clienti Marina e Piersilvio Berlusconi e alcune holding Fininvest, oltre ai 10 milioni in giacenza del conto del Premier, e … Ennio Doris di Mediolanum. Ma soprattutto, c’è Paolo Del Bue: imputato nel processo sui diritti tv proprio come responsabile della Arner SA, scriveva il Corriere, e fiduciario della famiglia Berlusconi. Oltre che già citato nella sentenza Mills, dove si metteva in luce il suo ruolo nello spostamento di 103 miliardi di lire tra le società off-shore riconducibili a Mediaset. In più… c’è anche Stefano Previti, il figlio di Cesare.”

Le ville di Berlusconi sono cinque, come ha fatto sapere Ghedini. Chi le vende, la Flat Point è stato definito “di assoluta opacità” da Bankitalia, perché non è possibile sapere chi sia il reale proprietario della società… Il proprietario ha preso una ventina di milioni da Berlusconi. .. il primo ministro Brian Lester Bird ha dato il permesso per costruire, e ne ha rimediata una (di ville) anche lui … Capomar Holding, società con sede a Curaçao controlla Flat Point Engineering, ma gestite da fiduciari, cioé prestanomi. “Non sappiamo chi ha costruito la villa ad Antigua”, dice Mondani. Sei chilometri di costa e tanti alberghi da costruire, come fa sapere un amministratore. Un’ottantina di ville, oltre a quelle già fatte sono in tutto un centinaio, per 170 ettari…

Intanto, il 16 settembre scorso il Club de Paris ha concesso la ristrutturazione dell’86% del debito di Antigua, come aveva promesso Berlusconi al premier.”

La villa di Berlusconi ad Antigua

La villa di Berlusconi ad Antigua

La posizione de “Il Giornale”

Il 18 ottobre il nuovo direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti firma un articolo dal titolo ambiguo. “I Trucchi Off-shore della Gabanelli”, che fa subito pensare a oscuri artifici che la giornalista avrebbe utilizzato per falsificare chissà che cosa.

Dopo aver di nuovo intonato l’inno gregoriano su Fini e Tulliani, Sallusti si scaglia contro la Gabanelli colpevole – a suo dire – di dare una mano a Fini. La Gabanelli cercherebbe di oscurare la vicenda di un appartamentino di 55 metri quadri ponendo qualche interrogativo sull’acquisto della villa caraibica da parte del Leader Superno.

La Gabanelli è una brava giornalista, dice Sallusti , ma ha un difetto: i suoi dos­sier … sono a senso unico. Ha fatto le pulci a mezzo centro­destra, è stata alla larga da qualsiasi cosa possa portare dalle parti della sinistra. Quindi anche da Gianfran­co Fini. … A parte quella, però, le case le interessano. Anzi, è attratta da una in particola­re, che guarda caso è di Sil­vio Berlusconi. Altro che i settanta metri quadrati di Montecarlo (Sallusti ha già fatto lievitare la superficie a settanta metri, in vista di ulteriori espansioni mediatiche pre-elettorali), parliamo di una reggia costruita ad Anti­gua.”

Sallusti prosegue : “Se il privato cittadino Berlusco­ni ha usato tutti gli strumen­ti finanziari (off-shore com­prese) che il mercato e le leg­gi internazionali mettono a disposizione non ha com­messo alcun reato. Se il fisco italiano avesse qualche cosa da ridire accerti e proceda… Dare a prescindere dell’eva­sore fiscale a un gruppo, Fi­ninvest, che ha pagato 8 mi­­liardi di tasse (una finanzia­ria) negli ultimi quindici an­ni ­mi pare comunque un pa­radosso.”

Sorvoliamo sul fatto che Sallusti impieghi un banale e mistificatorio argomento (caro Sallusti, il termine giuste sarebbe “paralogismo”) per confutare in anticipo ogni interrogativo sull’operazione di Antigua. Ammesso e non concesso che la Fininvest abbia pagato 8 miliardi (in realtà 7.7 miliardi) di tasse in 15 anni, questo non costituisce la prova che la Fininvest abbia pagato tutte le tasse che avrebbe dovuto.

Visto che le società del premier hanno usufruito, anche di recente, di condoni fiscali e di sconti clamorosi da parte dell’Agenzia delle Entrate, che il reato di falso in bilancio di sue società è stato sanato solo con una legge ad personam, che si sia avvalso in passato di società off-shore come la All Iberian, riconducibili al suo gruppo e che ci sono altri procedimenti in corso, forse qualche interrogativo dovrebbe porselo anche Sallusti.

 

La smentita odierna di “Libero”

Dal canto suo, il vicedirettore di Libero, Bechis, scrive oggi sul suo giornale che il servizio di Report è stato “sbugiardato”, citando la nota fatta pervenire ai giornali da Postizzi :

Con riferimento alle notizie apparse in questi giorni su alcuni quotidiani italiani e alla trasmissione Report di ieri sera, devo precisare che il gruppo costituito dalle società Emerald Cove e Flat Point Development fa capo sia alla società Kappomar Holding nv controllata giuridicamente ed economicamente da me come azionista di riferimento e da altri azionisti sia minoritariamente al signor Michael Berry, cittadino irlandese. Tutti questi soggetti nulla hanno a che fare con il presidente del Consiglio Berlusconi e con il suo gruppo”.

Il problema, egregio Bechis, è che la smentita non smentisce niente. Postizzi non dichiara di essere proprietario, ma che lui controlla “giuridicamente ed economicamente” quella società. E questo può farlo anche un fiduciario che gestisce una società per conto e negli interessi del vero proprietario. Postizzi potrebbe essere nella stessa posizione dell’avvocato Franco Ellero, il quale dichiarò che la casa di Montecarlo apparteneva non a Tulliani, ma a un suo cliente.

Allora Postizzi è il vero proprietario oppure il fiduciario, come indicato anche da Report? Attendiamo con ansia le conferme.

Il Piano Casa di Libero

Il Piano Casa di Libero - Forse ai Caraibi

La posizione dei lettori de “Il Giornale” e de “Il Fatto”. Dal “percolato”al “corruttore”

Cosa ci ha capito il grosso pubblico? Quali sono le reazioni immediate? Abbiamo messo a confronto alcuni commenti apparsi sui siti WEB de “Il Giornale “e de “Il Fatto”, che qui riportiamo.

Sulla vicenda, molti lettori de “Il Giornale” non sembrano essere sfiorati da alcun dubbio. Ecco qualche loro commento al sito WEB del quotidiano berlusconiano :

#1 eglanthyne (2013) il 18.10.10 alle ore 8:56 scrive: “Egregio direttore , ho visto Report e sono certa che anche se l’ anoressica giornalaia leggesse 1000 e ++++++ volte questo articolo non capirebbe la differenza … .

#6 herbavoliox (66) il 18.10.10 alle ore 9:34 scrive: “Peccato nell’inchiesta si taccia un piccolo particolare: Fini ha rubato soldi ad AN per appropriarsi della casa, Berlusconi ha usato soldi suoi per fare quel che gli pare. A me pare moooolto diversa la cosa di quanto la si voglia far credere… Gli italiani forse ragionano in proprio e le fette di salame si stanno diradando signori miei!

#4 viento (461) il 18.10.10 alle ore 9:21 scrive: “Il dott Sallusti stamattina a LA7 a (sic) ben spiegato la differenza trà (sic) le due cose anche se era solo contro tutti, adesso mi spiego perchè la Gabbanelli (sic) a (sic) fortemente voluto la copertura da mamma RAI da eventuali querele cosi (sic) puo (sic) continuare a dire menzogne tanto paga la mamma cioè noi..

#40 rococo21 (744) il 18.10.10 alle ore 13:02 fa una ramanzina alla Gabanelli e la butta in politica : “Come mai la illustre ed illuminata giornalista non ha mai fatto una – “inchiesta” ? – e non un dossier sulle coop di pierluigicoop che pagano delle tasse inique o addirittùra irrisòrie perché protette dai comunisti???? A proposito dello slogan “la coop sei tu” non mi pare che i prezzi delle coop siano particolarmente economici, anzi molte volte sono superiori agli altri supermercati. Come dire: Falce e carrello.”

Il lettore Rococo21 però dimentica che la Gabanelli ha fatto anche delle inchieste che mettevano sotto torchio le sinistre, come nel caso dell’inchiesta sui rifiuti in Campania e sugli scempi edilizi nel Comune di Roma in epoca veltroniana.

Il lettore #9 flordluna (2094) il 18.10.10 alle ore 9:27, senza entrare mai nel merito delle questioni sollevate dalla Gabanelli, riprende il collaudato repertorio sui “sinistri invidiosi e frustrati”, “incivili e immorali” : “...con questa puntata iniziale di ieri sera, la stessa gabanelli ha mostrato la sua vera faccia di cialtrona di bassa lega ed invidiosa! La sua sporcizia morale peggiore e’ l’aver paragonato montecarlo/AN, con le proprietà private di Berlusconi, sapendo bene della differenza tra le due cose, ma ha preferito passare da cretina piuttosto che perdere la possibilita’ di fare gossip! Nel suo pseudogiustizialismo becero si vanta di fare giornalismo, povera beota, in questo caso e’ stata solo incivile, prevaricatoria e da denuncia! Occorre… che il ministro Alfano provveda a stoppare questi incivili ed immorali personaggi senz’autore…ma pieni di livore, invidiosi e frustrati!

Ma c’è anche un ecologico lettore de “Il Giornale” che, il 18.10.10 alle ore 14:51, commenta: “Gabanelli, Santoro, ecc. sono come il percolato che fuoriesce dalla fermentazione dei rifiuti...”.

Dalle espressioni caritatevoli di cui sopra, si evince che molti tra i commentatori de “l Giornale” sono convinti esponenti del Partito dell’Amore.

C’è anche qualche probabile infiltrato “sinistroide” oppure “finiota”, come #8 avalon42 (33) che, il 18.10.10 alle ore 9:24, dà fondo a reminiscenze evangeliche : “ Chi di off shore ferisce di off shore perisce!”; oppure come #3 Monniacale (58) che il 18.10.10, alle ore 8:55, chiosa “La storia di Montecarlo (secondo me vera) è una bazzecola rispetto a questa. Spero che Il giornale dedichi lo stesso spazio a questa vicenda come per quella di Fini. Anche, nel caso, per sbugiardare quelli di Report. Come faceva Ghedini a dire che erano tutte “baggianate” senza aver mai visto il servizio?

#64 Davide Manin (2), il 18.10.10 alle ore 12:18, pone una domanda che sembra banale “Tutti i politici italiani (Fini, Berlusconi, Bersani inclusi) dovrebbero essere contenti di rispondere a domande scomode. Negli Stati Uniti e in Inghilterra i politici fanno la fila per essere messi alla prova da giornalisti agguerriti: e’ un modo per dimostrarsi competenti davanti agli elettori. Perché in Italia no?

#27 pidario (70) il 18.10.10 alle ore 11:50 scrive: “… la Gabanelli ..non mi è sembrata particolarmente accanita contro il Premier nè ho ravvisato, nelle sue parole, alcuna difesa nei confronti del Presidente della Camera… Quanto alla differenza tra quanto accaduto e da verificare, sia nel caso del Presidente della Camera che in quello del Premier, non la trovo particolarmente significative. Credo che gli italiani vorrebbero davvero sapere sia a chi è stata venduta la casa di Montecarlo che da chi e come è stato comprato il terreno ad Antigua..”

 

Fin qui i lettori de “Il Giornale”. Ma sul versante opposto come la vivono i lettori, per esempio, de “Il Fatto”?

Ciò che ci ha colpito è che molti commenti sul blog de “Il Fatto” non siano riferibili a una tradizionale cultura di sinistra, come ci si potrebbe aspettare, ma rispecchiano una cultura “giustizialista” da destra sociale o una cultura liberaldemocratica. In alcuni casi, i commenti emanano sentenze di colpevolezza senz’appello (si parla di “corruttore”, di “arresto immediato”, di “mascalzoni”, di “mafioso”); in altri si fa invece riferimento ai tradizionali valori liberali.

 

Max, 18.10.2010, ore 15.45, scrive indignato : “Di quale prova ha ancora bisogno questo umiliato Paese per scaricare e arrestare questo pericolosissimo multi-miliardario-trafficante-corruttore? Cosa aspetta il nostro Parlamento a varare il decreto dell’immediato arresto e confiscazione (sic!) di tutti i beni sottratti alle casse dello Stato da questo mafioso? Io mi chiedo: dove son finiti i nostri onorevoli “salva-Patria” della vecchia e patriottica Destra Nazionale? Perché non fanno qualcosa?…

Il lettore Gianni Pintus ribadisce il concetto, 18.10.2010, ore 15.24:” Mi piacerebbe che Il Giornale, Libero e Panorama si occupassero per un anno di appurare cosa si nasconde dietro gli “acquisti” del corruttore di Arcore, ad Antigua, tutte le cose nascoste (con possibile riciclaggio di soldi). Credo che sarebbe molto più interessante rispetto ai 55mq della casa del cognato di Fini a Montecarlo…”

Umberto, 18.10.2010, ore 15.08, scrive senza misericordia: “Fuori dal governo i mascalzoni travestiti da politici. Ghedini, Cicchitto, Bonaiuti finirete presto tra le pagine dell’infamia, inserto speciale della storia della repubblica italiana. Diciamo le cose come stanno, basta con i giri di parole. Il fulcro di tutto è il conflitto di interessi. B e la crikka devono tornare a casa, tra le nebbie della Valpadana.

Armelo, 18.10.2010, ore 14.52, commenta “Non cè (sic) da meravigliarsi se un parlamentare, avvocato difensore del presidente del consiglio, chieda alla Rai di non mandare in onda un reportage, che riguarda il medesimo presidente del consiglio, prima ancora di averlo visto. Non pochi, difensori dei forti e mai dalla parte dei deboli, vorrebbero la censura preventiva per non far sapere ai deboli le debolezze dei forti..”.

Un lettore che si firma “Allora, che querela sia!”, 18.10.2010, ore 15.01, pone una sfida giudiziaria:Se fanno querela, ben venga. Ne seguiremo l’iter con molta attenzione, avranno così l’occasione di dimostrare l’insussistenza dei fatti evidenziati da Report…

Zion, 18.10.2010, ore 15.05 scrive : “Il vero problema è che la destra sociale purtroppo vuol dire poco, ed è soprattutto un’eredità del fascismo, a me piace la destra liberale, la destra che abbassa le tasse, ma riesce a far funzionare i servizi ottimizzando al massimo, la destra del libero mercato, la destra che dentro se stessa si sente orgogliosa di essere italiana. Purtroppo al momento dove ti giri ti giri ti giri male”

ajò, il 18.10.2010, ore 12.02, la butta sul personale : ”Mio marito lavora da quasi 40 anni, ha uno stipendio di 1.280 euro al mese, ci siamo comprati una casetta e la metà dello stipendio finisce nel mutuo, siamo sommersi dalle bollette, non usciamo più neanche a prendere una pizza….., quando sento queste notizie mi viene il voltastomaco, e la cosa peggiora quando apprendo che qualcuno vorrebbe che certe notizie vengano censurate…”

Vincenzo, 18.10.2010, ore 13.39, commenta scandalizzato : “Altro che case ai terremotati di L’Aquila questo le case le fa ad Antigua, e son tutte sue. Che bella faccia ha.”

kirby il 18.10.2010, ore 13.18, infine sintetizza così la vicenda : “Lo “scandalo” sta nel fatto che questa società non si riesce a sapere a chi appartiene, data la sua usuale struttura da società “off-shore” cioè a matrioska. … Qui scatta l’ipotesi : la società in questione apparterà per caso a Berlusconi che con la scusa dell’acquisto di una villa ha spostato 22 milioni di euro in un paradiso fiscale? ai posteri l’ardua sentenza”.

 

Il vero scoop sulla villa di Antigua. Una foto chiarisce tutto.

Confessiamo che l’attuale direttore de “Il Giornale”, Sallusti ci fa un po’ tenerezza. Non tanto per quel suo inquietante volto, in cui molti riconoscono il Nosferatu di Murnau, quanto per il fatto che da un po’ di tempo è divenuto compagno di Crudelia de Mon, al secolo Daniela Santanchè. E’ una cosa che non auguriamo a nessuno e che saremmo lieti di poter smentire.

 

Alessandro Sallusti

Alessandro Sallusti, come lo vedono i suoi detrattori

Vogliamo perciò dare un paio di dritte a Sallusti. Intanto eviti di parlare sul suo giornale del fatto che il Comune di Milano ha  messo nel proprio bilancio i costi dell’illuminazione di una parte dell’isola di Antigua (puta caso quella in cui c’è anche la villa di Berlusconi) : solidarietà fiscale con il sud sì, ma che anche i Caraibi attingano alle casse della  Padania ..  ( se qualche milanese incredulo volesse controllare : VOGLIO CONTROLLARE DI PERSONA ).

Poi Sallusti controlli bene la foto in fondo a questo post, che ritrae un angolo nascosto della villa di Antigua. Le mura di un vecchio edificio, abbattuto per far posto alla nuova villa, sono decorate da una bandiera di un paradiso sperduto e da una targa, che permetterebbero di risalire all’identità del vero proprietario della Flat Point : si tratterebbe di un pregiudicato sardo di estrema sinistra che ha trascorso lunghi anni in carcere. Sarebbe un certo Gramsci Antonio, su cui stanno indagando anche gli ispettori della Gelmini. Questo sì che sarebbe un vero scoop, altro che cucina Scavolini!

Bandiera di un paradiso fiscale non identificato e targa apposta su un vecchio muro abbattuto per far posto alla villa di Antigua

Bandiera di un paradiso fiscale non identificato e targa apposta su un vecchio muro abbattuto per far posto alla villa di Antigua

Posted in Attualità, Società e costume | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , | Leave a Comment »

METODO BOFFO VS METODO WOODCOCK. Da De Coubertin a Stracquadanio

Posted by pocavista su 16 ottobre 2010

Il Metodo Boffo

“L’importante è partecipare”. Fin qui il barone de Coubertin.

Il Barone Pierre de Coubertin

Il Barone Pierre de Coubertin

Nel tempo il “partecipare” è stato relegato in panchina e sostituito dal verbo “vincere”. In Italia, da sempre avanguardia creativa nell’etica pubblica, il motto poi è diventato “l’importante è screditare”. Anche usando dossier falsi o falsificando platealmente i fatti. La ricetta è stata definita dal parlamentare PdL Stracquadanio “Metodo Boffo”. Cerchiamo dunque di ricostruire la ricetta di un piatto che sembra assai gradito al nostro Leader Supremo.  gif-padella

Ingredienti di base. Si prenda un politico di maggioranza dissenziente. In mancanza di meglio, si può utilizzare anche un oppositore, un giornalista, un conduttore televisivo, un magistrato, un imprenditore, purché “scomodo”. 

Lardellatura. Si dia un certo spazio mediatico all’operato del soggetto di cui sopra, per risvegliare su di lui l’attenzione del pubblico. Qualora i soggetti da cucinare appartengano ad una stessa categoria professionale (come alcuni giornalisti o magistrati), si cominci a “fare di ogni erba un fascio”, pardon “ di ogni erba un comunista”. Varianti ammesse per definire l’erba cattiva: PCI-DS-PD, cattocomunista, sinistroide radical-chic o toga rossa. Lo si descriva come soggetto invidioso del successo del Leader Supremo, o come professionista della calunnia che complotta per sovvertire “il libero voto della maggioranza degli italiani”.

Fiammeggiatura. Si pubblichi qualche violento titolo a tutta pagina de Il Giornale, di Libero e/o del Il Tempo in cui si getti discredito sul personaggio di cui sopra.

Farcitura. Si preparino in atmosfera protetta e si diano alle stampe fotocopie di documenti verosimili o inventati di sana pianta, che dovrebbero costituire la “prova provata” dei titoli di cui sopra (dossier, testimonianze più o meno attendibili di faccendieri, vicini di casa e ignari passanti, piantine, cucine Scavolini, e-mail, veline di questura).gif-cuoco-barbecue-3d

Brasatura. Si faccia riprendere questi titoli da varie trasmissioni TV e notiziari “amici”, cercando di avvalorare le tesi dei giornali che hanno iniziato la campagna denigratoria. Si deve dedicare un tempo adeguato alla brasatura, utilizzando attrezzatura varia da cucina, come trasmissioni generaliste, il soap opera time, domeniche in, giornali di gossip, oltre ai TG amici. L’importante è mirare al bersaglio grosso del pubblico meno politicizzato e più influenzabile (casalinghe, anziani, strati meno acculturati della popolazione).gif-cuoco-3d

Rifinitura finale. Si dia molto spazio alle dichiarazioni degli esponenti PdL che esprimono certezze sulla colpevolezza del soggetto sottoposto a “Metodo Boffo” . Si dia invece un ruolo marginale a chi esprime un’opinione contraria. Si rendano note eventuali disavventure economiche o amorose del malcapitato per metterne in cattiva luce anche gli aspetti più privati (metodo Boffo “olistico”). 

Tempi di cottura. Se non si ottengono risultati immediati (cottura al sangue), si faccia brasare il tutto per un mese o due, usando un grosso volume di fuoco mediatico, alimentato da giornalisti “embedded” muniti di schidioni da grigliata e di uno spesso strato di pelo sullo stomaco a mo’ da giubbotto antiproiettile.

Presentazione in tavola. Infine si servano al Leader Supremo, su un piatto di portata d’argento, le dimissioni del malcapitato di turno. In caso di mancate dimissioni, quando il soggetto presenti carni troppo tigliose che mal si prestano a cottura mediatica, rimarranno pur sempre tracce di bruciatura. La ricetta del metodo Boffo è già stata utilizzata per :

  • Di Pietro, accusato falsamente da Feltri di avere ricevuto soldi da Pacini Battaglia (episodio per il quale “Il Giornale” ha dovuto corrispondere varie centinaia di milioni di lire a Di Pietro, perché ritirasse le querele, e Feltri si è dovuto scusare dalle stesse colonne de “Il Giornale”);
  • il Caso Telekom Serbia, con bufale presentate dallo pseudo conte Igor Marini, scaricatore del mercato ortofrutticolo di Brescia, poi condannato per falso,
  • il caso Mitrokhin, con bufale fornite dallo spione Scaramella, poi condannato per falsa testimonianza;
  • il governatore del Lazio Marrazzo, vittima di un oscuro ricatto ordito da “mele marce” dell’Arma dei CC, con la vicenda dei trans, in cui in realtà è solo parte lesa. Si ricorderà che il filmato compromettente che ritraeva Marrazzo coi trans, chissà perché, era finito sulla scrivania di Berlusconi, il quale aveva “consigliato” Marrazzo di pagare, invece di denunciare il ricatto alla magistratura. Per un uomo di Stato qual è il nostro Leader Supremo non c’è male! Nella vicenda intanto ci sono alcune morti misteriose di un pusher e di alcuni trans.
  • il direttore dell’Avvenire, Boffo, con regolare bufala predisposta dal quotidiano diretto da Littorio Feltri, usando una velina falsa;
  • Don Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, fatto passare dai soliti noti per pseudo prete cattocomunista;
  • Fini, con la vicenda della casa di Montecarlo montata da “Il Giornale” , da “Libero” e da “Il Tempo”(storia che presenta già molte crepe e che è stata momentaneamente abbandonata in attesa che Fini e i suoi votassero la riedizione del Lodo Alfano);
  • il presunto tentativo di ricatto ai danni della Marcegaglia, la leader di Confindustria che si era azzardata a criticare il governo.

Il Metodo Woodcock

John Woodcock

Alcuni giornali vicini al Leader Supremo hanno invece posto l’attenzione sul “Metodo Woodcock”. Woodcock è il magistrato già salito alla ribalta per varie inchieste che hanno toccato alcuni potenti e che ha fatto rivelare il presunto tentativo di ricatto operato dal vicedirettore de “Il Giornale” nei confronti della Marcegaglia. Il cosidetto Metodo Woodcock consisterebbe nell’alzare un polverone giudiziario, gettando fango su alcuni potenti attraverso inchieste che poi si risolverebbero in nulla. Al riguardo il Consigliere leghista al CSM, Matteo Brigandi (un cognome, un destino) ha proposto provvedimenti disciplinari contro Woodcock, il cui operato getterebbe discredito sulla magistratura. Ma è proprio vero che Woodcock, per mania di protagonismo, infanga politici e imprenditori immacolati con inchieste campate in aria? Alcune inchieste avviate da Woodcock, come quella definita “Savoiagate” e che portò all’arresto anche di Vittorio Emanuele di Savoia, e quella detta “VIPgate”

Vittorio Emanuele di Savoia

Vittorio Emanuele di Savoia

sono poi finite effettivamente in una bolla di sapone, dato che i tribunali non hanno rilevato fatti di rilevanza penale.

Singolare è il caso di Vittorio Emanuele di Savoia che, in carcere a Potenza, cadde una notte dal letto “a castello”. Tragicomica nemesi per un sedicente sovrano che ai castelli invece dovrebbe esserci abituato.

Altre inchieste si sono arenate sotto montagne di sabbia scaricate sui procedimenti da avvocati, politici e magistrati. Tuttavia qualcosina Woodcock ha messo in cascina.  Per esempio Woodcock ha fatto condannare in vari gradi (e quindi i vari collegi giudicanti hanno ravvisato riscontri oggettivi) :

  • il cancelliere del Tribunale Fallimentare di Potenza, perchè vendeva per proprio conto gli immobili derivanti da fallimento;
  • il direttore e il presidente del collegio sindacale Inail, per corruzione. Entrambi hanno dovuto risarcire milioni di euro;
  • l’ambasciatore Vattani (che faceva pagare a noi contribuenti decine di migliaia di euro di telefonate private con la sua ganza) e il portavoce finiano Sottile (che aveva appuntamenti galanti con signorine negli stessi uffici del Ministero) per peculato;
  • gli imprenditori Roberto e Claudio Petrassi, per corruzione, insieme all’assessore laziale e, ahimè nostro vicino di casa, Gargano;
  • una dirigente dell’Agenzia delle Entrate, per corruzione;
  • un avvocato potentino, Piervito Bardi, per favoreggiamento;
  • il noto paparazzo dei Vip Fabrizio Corona e altri, per estorsioni e corruzione.

Su “il Fatto” quotidiano viene poi riportato che Woodcock ha fatto rinviare a giudizio il magistrato Vincenzo Barbieri (già dirigente al ministero della Giustizia, attualmente a capo della procura di Avezzano) per falso, truffa e peculato, e che un’altra mega-inchiesta ancora in corso, sulle tangenti Total Italia per le estrazioni petrolifere, ha avuto varie conferme fino in Cassazione. Qualche anno fa il ministro leghista della Giustizia Castelli sottopose a inchiesta disciplinare Woodcock, che poi su prosciolto dal CSM e Castelli condannato a pagare le spese processuali. Certo i più affezionati lettori de “Il Giornale” potrebbero obiettare che Woodcock potrebbe godere della complicità di “toghe rosse che gli reggono il sacco”. Ma avete mai sentito un colletto bianco o un politico che – beccati con le mani nella marmellata – non si dichiari vittima del fumus persecutionis della magistratura? Atteggiamento ormai diventato largamente di moda tra gli imputati da quando il nostro Leader Supremo è sceso in campo. Il fumus, il legittimo sospetto, le toghe rosse, i complotti ormai si sprecano.

Spiace dirlo, ma l’unico politico di rango che ha ammesso pubblicamente le proprie malefatte tangentizie, sfidando gli altri politici tangentizzati di tutti i partiti a fare altrettanto, è stato Bettino Craxi. Però lo ha fatto dopo avere inizialmente cercato di minimizzare, scaricando il “mariuolo” Mario Chiesa beccato in flagrante, come se fosse una mela marcia isolata, e aver minacciato Antonio Di Pietro con dei documenti fasulli (“abbiamo un poker d’assi” contro Di Pietro, dichiarò).Poi Craxi fu costretto, secondo la vulgata dei suoi fedelissimi saliti in tutta fretta sul carro del nuovo vincitore from Arcore, “all’ esilio” dalle “toghe rosse” di Mani Pulite. In realtà scelse la latitanza all’estero per evitare il carcere, essendo stata abolita nel frattempo l’immunità parlamentare. Ma era ancora Prima Repubblica. Oggi la situazione invece è tutta rose e fiori, a “parte qualche mela marcia isolata”. (?!)

Ormai siamo nella Seconda Repubblica

Seconda Repubblica

Conclusione

Tutto lascia supporre che il Metodo Boffo tornerà ad essere applicato in grande stile dai mezzi di comunicazione vicini al Leader Supremo, specialmente in vista della prossima tornata elettorale di primavera. Riteniamo che, in lista di attesa, siano stati inseriti – per meriti speciali – Montezemolo, Vendola, Bersani, Santoro, Mentana, Draghi, Napolitano. Incerta la presenza di Soru, che è già stato cucinato da una variante del Metodo Boffo, in occasione delle ultime elezioni regionali per la Sardegna.  Candidati di riserva i sindaci PD Renzi e Chiamparino. Quasi sicura l’aggiunta alla lista di Woodcock, già sottoposto in passato a violenti attacchi da parte di Vittorio Feltri.

PS – Per chi non lo sapesse, il 2 giugno 2002 Vittorio Feltri aveva pubblicato su “Il Foglio” un violento editoriale contro Woodcock. Feltri viene poi condannato per diffamazione il 13 febbraio 2005 con atto del Tribunale di Monza. Il buon Littorio perde il pelo, ma non il vizio.

Ricordiamo che VittorioEmanuele di Savoia, finito in carcere a Potenza, cadde una notte dal letto “a castello”. Tragica nemesi per un sovrano o sedicente tale che ai castelli ci dovrebbe essere abituato. Altre inchieste si sono arenate sotto montagne di sabbia scaricate sui procedimenti giudiziari da avvocati, politici e magistrati. Tuttavia qualcosina Woodcock ha portato in cascina. Solo per menzionare i casi più noti, Woodcock ha fatto condannare in vari gradi (e quindi i vari collegi giudicanti hanno ravvisato riscontri oggettivi) :

Posted in Attualità, Cucina, Popoli e politiche, Società e costume | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , | 1 Comment »

Il quindicenne del Fronte della Gioventù alla corte del Siddharta di Arcore.

Posted by pocavista su 30 settembre 2010

Marcello Veneziani a scuola doveva essere bravino in italiano, un po’ meno in filosofia. Infatti, quando è in vena, scrive bene, eccome. E’ il contenuto che lascia a desiderare. Specie se uno decide di mettersi al gif-darth-vater-sw8servizio del Signore del Lato Oscuro della Forza. Prendiamo ad esempio due editoriali di Veneziani apparsi a poca distanza l’uno dall’altro, entrambi frutto di buonissima scrittura. I primo è apparso il 25 settembre “Gianfranco traditore e ladro di sogni” e il secondo celebra il 74 compleanno di Berlusconi, “La vita miracolosa del Siddharta della Brianza”.

Tutti sanno che in questi mesi Feltri ha attaccato Fini sia sul piano politico perché “tradisce” il patto con gli elettori, che sul piano etico, con la pagliuzza nell’occhio della casa di Montecarlo. Solo pochi lettori di destra sanno che Sgarbi lo ha attaccato sul piano personale, facendo passare Fini per un pirla e un incapace che si fa infinocchiare da una sgallettata qualsiasi. Vedi Sgarbi vs Fini

Nel primo editoriale Veneziani cerca di demolire il rapporto di Fini con quella parte del popolo missino che non si è mai riconosciuta completamente in Berlusconi, ma stenta a capire i perché e i percome del percorso dell’ex-leader di AN.

In una sorta di autobiografico Amarcord, dedicato a quel Marcello quindicenne che negli anni 70 portava in piazza il tricolore, Veneziani ricorda la propria vita :

Amarcord. Il giovane Alemanno e il FdG

Amarcord. Il giovane Alemanno e il FdG

“ Scuola politica di pomeriggio, volantini di sera, manifesti di notte, rischi di botte e ogni tanto pellegrinaggi in cerca di purezza con tricolori e fazzoletti al collo”. “Erano migliaia i ragazzi come lui. Ce ne furono alcuni che persero la vita, una trentina mi pare ..”.

A questo punto Veneziani lancia il primo affondo : “è lui, il ragazzo di quindici anni, il vero mandante e ispiratore delle accuse a Fini. Non rivuole indietro i soldi che spese per … mantenere la sezione, per comprare la colla … Non rivuole nemmeno gli anni perduti che nessuno del resto può restituirgli, le passioni bruciate di quel tempo … Quell’etichetta gli restò addosso per tutta la vita, e gli costò non poco, ma seppe anche costruirvi sopra qualcosa.”. Non sappiamo gli altri, ma Veneziani ci ha costruito benino, visto che è anche divenuto anche consigliere di amministrazione della RAI.

Quel ragazzo, continua Veneziani, capisce la necessità di “adeguarsi al proprio tempo, abiurare, rinnegare, perfino tradire. Non giustifica, ma capisce; non rispetta, ma accetta. È la politica, bellezza.”

Molti militanti di destra, allora giovani e meno giovani, quelli che magari andavano a tirare le monetine a Craxi al St.Raphael e che inneggiavano a Mani Pulite, hanno dovuto ingoiare i Previti (ma in fondo in fondo qualcuno lo ritiene pur sempre un camerata condannato da una magistratura bolscevica); le amicizie con l’ex colonnello del KGB Putin e con Gheddafi, che mandava i missili a Pantelleria e che ci fa sparare addosso con le motovedette che gli abbiamo fornito; lo scandaloso scudo fiscale che premia evasori e riciclatori all’estero; oltre a tante altre cose che avrebbero fatto rivoltare Almirante nella tomba. Per sopportare tutto questo, il popolo della fiamma ha dovuto recitare continuamente il mantra dello sdoganamento, grazie a un Uomo della Provvidenza con la bandana (l’Uomo, non la Provvidenza) che lo ha portato al potere,berlusconi-santo gli ha messo a disposizione quasi le sue TV e quelle delle RAI, giornali manganellatori e riviste mondadoriane, gli ha permesso di parlare anche delle foibe e della RSI. Ma soprattutto ha messo ai margini i “sinistri” di tutte le risme.

Ma tutta questa pletora di ex-craxiani e ex-democristiani, di faccendieri e di collusi con mafie di ogni tipo, che si affolla attorno all’incontrastato Signore dei Capelli di Arcore, molti ex-missini non l’ha mai digerita.

Ora MV rivela che “quel che non gli va giù è vedere quelle paghette di ragazzi che alla politica dettero solo e non ebbero niente, quei soldi arrotolati di poveracci che li sottraevano alle loro famiglie e venivano a dirlo orgogliosi, quelle pietose collette tra gente umile e onesta, per tenere in vita sezioni, finire in quel modo. Gente che risparmiava sulla benzina della propria Seicento per dare due soldi al partito che col tempo finirono inghiottiti in una Ferrari.pianto-gatto-silvestro Gente che ha lasciato alla Buona Causa il suo appartamento. Gente che sperava di vedere un giorno trionfare l’Idea, come diceva con fede grottesca e verace. E invece, Montecarlo, i Caraibi, due, tre partiti sciolti nel nulla, gioventù dissolte nell’acido. È questo che il ragazzo non può perdonare”.

E qui Veneziani dà fondo a tutte le sue abilità manipolatorie, buttandosi su un grottesco e retorico strappacore : “giocare sulla pelle dei poveri e dei ragazzini che per abitare i loro sogni si erano tolti i due soldi che avevano, no, non è accettabile. salvadanaioAttingere da quel salvadanaio di emarginate speranze è vergognoso… Fini non ha diritto di rubare i sogni di un ragazzo, di un vecchio, di un combattente.” Poi la chiusa a effetto : “se un uomo è disposto a svendere casa, o non vale niente la casa o non vale niente lui. E la casa valeva.”. Bravissimo retore, non c’è che dire.

E qui parte la standing ovation degli ex- quindicenni di destra : #6 guidode.zolt (2916) il 25.09.10 alle ore 9:00 commenta sul sito WEB de Il Giornale: “un fragoroso applauso…!gif-applauso Lei Veneziani ha saputo tirar fuori quello che molti di noi avevano dentro…con tutta la mia stima.

#37 piesaggi (2), il 25.09.10 alle ore 10:08, non si trattiene : “Marcello, sei un GRANDE ! Te lo dice un sessantottenne (NON un sessantottino), colonnello dei CC. in pensione ! Grande veramente grande!!!”. C’è qualcuno che pensava che un colonnello dei carabinieri potesse essere un sessantottino camuffato?

#47 JhonStone (101) il 25.09.10 alle ore 10:28 scrive: “Cazzarola!! Sapevo che lo scrivere era un arte, che le parole fossero come scalpello… ma è raro vedere ‘live’ tanta maestria… un capolavoro, non c’è altro da dire.

#19 Michele Calò (366)il 25.09.10 alle ore 9:37 scrive: “Hai ragione Marcello, ci ha rubato i sogni, l’illusione di una Destra antidemocristiana, anticomunista, laica ma non anticattolica, europea ma non anti italiana, ecumenica ma non vile dinanzi all’islam. … Gli imbecilli sinistri, dipietristi, finioti non possono capire, nel loro deserto interiore, nella loro pezzenteria di sentimenti, quello che proviamo noi …

#39 emigrasso (243) il 25.09.10 alle ore 10:09 scrive: “Oggi Veneziani mi ha commosso. Con un groppo alla gola dico che uomini come Fini, traditori, profittatori e vigliacchi, non meritano che di rappresentare quelli della sua razza: i vari Bocchino, Granata etc. Vedere come hanno ridotto il nostro vecchio MSI e come hanno svilito ciò che di grande e bello c’è nell’Ideale, mi dà il voltastomaco. Non meritano che il disprezzo …

Qualcuno accomuna Fini addirittura a Bin Laden. Manca solo che lo accusino di essere l’autore dell’attentato alle Torri Gemelle e poi siamo a posto. Il lettore #74 dony (323) il 25.09.10 alle ore 11:22 ricorda i “…valori di Onestà, Moralità, Giustizia, Patria, Famiglia, Senso dello Stato… in cui oggi fermamente nonostante tutto ancora crediamo. E questo Bin Laden nostrano, incollato alla poltrona, ha calpestato tutto ciò’ per favorire la sua compagna di letto, la di lei famigliola e il tulliano portafoglio. Solo i Santoro i Travaglio i Concita, Magistrati vari e compagnia bella possono perdonare quest’uomo che non ci fa onore. NOI NO!!! (Grazie al Dott. Veneziani per il bellissimo articolo)

Ma qualche lettore disilluso dalla politica cerca di sottrarsi alla trappola dei buoni sentimenti e obbietta, come #67 natuzzim (3) il 25.09.10 alle ore 11:10 : “Anche io ho un simile tuo percorso ma sono rimasto nell’ombra, non sono mai andato in televisione … l’età mi ha fatto capire che la politica è bella ma che i politici non fanno altro che pensare ai c….i loro, tutti con il presidente del consiglio in testa, seguito da Fini, Bossi, Casini, Di Pietro, Bersani e via elencando e anche tu che a quindici anni sognavi, oggi che ti sei svegliato cosa stai facendo? Non stai prendendo per i fondelli altri quindicenni sognatori”.

C’è anche uno sconsolato #94 Gioacchino.S (8) che il 25.09.10 alle ore 12:15 scrive: “... Pensavamo di essere diversi dai forzaitalioti, vecchi socialisti cialtroni e pure un pò lestofanti,lega-pontida-rullo diversi dai leghisti, noi così legati indissolubilmente al Tricolore e alla Nazione, “right or wrong, is my Country”, ed invece eccoci qua senza più genitori, figli di n.n, in cerca di un’identità ormai persa per sempre.”

Un altro lettore si chiede come faccia Veneziani e quel popolo di destra, che dice di riconoscersi in valori quali Onestà, Moralità, Giustizia, Patria, Famiglia, Senso dello Stato, a stare insieme a Previti, Capezzone, Cicchitto, Verdini, Cosentino, Scajola, Dell’Utri, La Russa, Stracquadanio, Brancher e compagnia cantante. E a un Leader che si fa approvare decine di leggi ad personam. Altro che appartamentino di Montecarlo!

Mi scuso per il riferimento personale, ma è la domanda che anch’io ho sempre posto ai miei amici di destra, per alcuni dei quali nutro profondo rispetto e stima.

siddhartaMa accanto al Veneziani retore, che cerca di avvelenare i tradizionali pozzi a cui si abbeverano le truppe “finiote”, allontanandole da quello che lui definisce Gianfrego Fini, c’è un altro Veneziani che scrive dellaVita miracolosa del Siddharta della Brianza”. E’ un omaggio al compleanno del Leader Supremo, fatto di garbata ironia, che cerca di neutralizzare la feroce e onnipresente satira dei “sinistri” nei confronti del Leader Supremo e che, forse, qualche breccia l’ha fatta anche nel popolo di destra più legato “all’Ideale”.

Andatevelo a leggere integralmente, è un vero pezzo di bravura giornalistica. gif-chapeauChapeau. Veneziani e il Siddharta della Brianza

PS – L’esilarante volume di Lorenzo Raffi, “Di uomini e di animali”  è adesso disponibile

presso le Librerie Feltrinelli e on-line su http://www.lafeltrinelli.it

157846_copertina_frontcover_icon-nuova Per saperne di più clicca qui : LIBRO

Posted in Attualità, Popoli e politiche | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , | 1 Comment »

Pizza e mafia. Pasta e scooter. Mandolini e Scavolini. La Brambilla dichiara guerra alla Apple

Posted by pocavista su 29 settembre 2010

gif-bugIl Ministro per il Turismo, Michela Brambilla, ha deciso di adire a vie legali contro Apple, in quanto responsabile di “un danno di immagine per l’Italia” perchè distribuisce il programma WhatCountry. Secondo Apalon, la società che ha sviluppato il programmino,, l’Italia sarebbe sinonimo di “pizza, mafia, pasta e scooters“. Una volta tanto anche l’opposizione del PD, nella persona di Laura Garavini,

Il Ministro durante un'esternazione televisiva

Il Ministro in TV. Quando si tratta di esternare non si tira certo indietro.

plaude all’iniziativa di Brambilla la rossa. Il ministro rileva infatti che l’Italia è conosciuta come “un faro nel mondo per la sua storia, la sua cultura e il suo stile. Come cittadina e come ministro non posso permettere che si getti discredito sul nostro Paese”.

E’ un tripudio di giudizi entusiastici. Sul sito WEB de Il Giornale appaiono commenti del tipo “quanto me piace stà roscia!!!brava!!! ce ne avessimo quarcuna in più come te! FORZA!! Sei tutti noi!!!”: (#23 raffa62 (18) il 28.09.10 alle ore 17:54)

#22 steacanessa (2002) il 28.09.10 alle ore 17:52 scrive La Apple ha ottenuto un risultato: ero intenzionato ad acquistare l’all-in-one da 21,5 pollici ma mi rivolgerò alla concorrenza”.

Anche #8 Uchianghier (643) il 28.09.10 alle ore 16:34 minaccia la Apple: Blocchiamo l’importazione dei prodotti Apple e di tutti i suoi dipendenti come ideatori e portatori di castronerie”.

#2 Dario40 (4014), forse memore delle “inique sanzioni” applicate all’Italia nel ventennio, sogna un I-phone autarchico che “spezzi le reni” alla Apple. Così il 28.09.10 alle ore 16:11 dichiara “brava Brambilla. Finalmente qualcuno che si prende cura dell’immagine del nostro Paese. Forse, se fosse appena possibile, sarebbe il caso di valutare anche un’embargo (sic) ai prodotti della Apple.”

#9 lamiaterra (15) il 28.09.10 alle ore 16:41 azzarda anche una strategia giudiziaria : Bravissima Brambilla. Bisogna fare Una CLASS ACTION contro la APPLE per conto dii tutti gli Italiani. L’ITALIA E’ IL FARO DEL MONDO. E SOLO IL BEL PAESE ha la sua inconfondibile ITALIAN WAY. Ps. Dispiace per la Apple, un grande e validissimo Marchio: io sono un ammiratore e cliente della Apple.”

#11 pinolino (509) – il 28.09.10 alle ore 16:50 cerca di allargare il discorso e la butta in politica : Il ministro ha perfettamente ragione, pasta, pizza, mafia e scooter sono luoghi comuni ormai obsoleti. L’immagine attuale sarebbe la seguente : porci che fanno i gran premi con le bighe, esportatori di cucine a Montecarlo, cercatori di bussole mancine (sinistre), azzeccatori mancati di congiuntivi.”

A lui fa eco #40 petra (598), che alle ore 19:20 scarica la colpa sui Saviano, i Moretti e i “sinistri” in genere: Inutile piangere. Ce la siamo creata noi questa immagine. Gomorra, la Piovra, il Caimano, tutto rigorosamente tradotto ed esportato. Mai nulla di positivo su di noi, da parte nostra. … Brava Brambilla. Almeno lei cerca di dire qualcosa su questa pubblicità nefasta che certamente corrisponde parzialmente, ma che c’è ben altro in Italia.

Qualcuno si fa venire però qualche dubbio, come #37 Goldglimmer (88) che il 28.09.10 alle ore 18:57 scrive: Allora la Brambilla vuole che Apple dia un immagine distorta dell’Italia? La pasta e la pizza sono una realtà. Lo scooter lo hanno inventato gli italiani, ed è pure vero…Forse la Brambilla non sa che in tutti i libri di geografia scolastici, in Francia, Inghilterra, Germania, l’Italia viene descritta come terra della mafia”. Sulla stessa lunghezza d’onda sembra essere #10 vincenzo (94)  che il 28.09.10 alle ore 16:43 scrive: E se a What c. avessero ragione? Certo e’ triste constatare che gli altri non la pensano su di noi come vorremmo. O meglio, è triste essere peggiori di quanto ci si crede.

pizza-and-beer-tm

Proviamo a riflettere : la pizza è un vanto dell’Italia; lo scooter – pensiamo alla Vespa – l’ha inventato la Piaggio ed è un’icona mondiale che richiama positivamente l’Italia che produceva e innovava.

vespa-prima-serie

La prima mitica Vespa

Mafia è una bellissima isola al largo della Tanzania anticamente frequentata dalle feluche arabe (ma-fihal in arabo significa luogo di incontro, riunione). I mafiosi, come tutti possono immaginare, sono gli innocui abitanti dell’isoletta tropicale. Un ex-ministro berlusconiano come Lunardi aveva affermato che con la Mafia dobbiamo convivere. Ma, visto che questa si trova nell’Oceano Indiano, che fastidio ci dovrebbe dare? Non è mica Saint Lucia, che sta nei Caraibi e ospita scandalose società off-shore.

isola-di-mafia

Isola di Mafia

Cara Maria Vittoria Brambilla, allora dove sta il problema? Non possiamo mica portare in tribunale tutti quelli che criticano l’Italia o il suo governo, perché “ne ledono l’immagine”. Altrimenti a parte Bondi e Fede, qui non si salverebbe nessuno. Forse la Brambilla, che è una precisa e i compitini li vuole fare bene, è solo mossa dall’amore sviscerato per l’Italia  MV Brambilla canta l\’inno e, romanamente, saluta e dall’ansia di completezza. Come la maestra che a scuola ti metteva un voto basso perché non avevi sviluppato bene il tema. Ieri c’era la maestrina dalla penna rossa, oggi quella dalla chioma rossa. Personaggi da libro “Cuore”.

Il Ministro Brambilla, con le calze autoreggenti che ne costituiscono uno dei maggiori titoli di meritoIl Ministro dalle calze autoreggenti, che ne costituiscono forse il maggior titolo di merito, puntualizza che l’Italia è famosa nel mondo anche per la moda e l’arte. Devo dire che MVB mi ispira simpatia per due motivi : dimostra un amore sincero per gli animali e una rara propensione per l’autoironia, dato che inserisce filmati satirici che la riguardano nel proprio sito WEB. Brava. Voglio quindi darle un aiutino.

Il Ministro dovrebbe far notare agli autori di WhatCountry che sbagliano a citare la Mafia : per non fare torto a nessuno, bisognerebbe aggiungere ‘ndrangheta, camorra e corona unita.Non si può poi passare sotto silenzio che siamo noti nel mondo per un livello di corruzione, un’incidenza del lavoro nero e un’economia sommersa che forse non hanno uguali nel mondo sviluppato. Bisognerebbe inoltre citare altri prestigiosi prodotti del genio italico : la quarantina di provvedimenti ad personam fatti varare dal capo dell’esecutivo per sfuggire alla giustizia e l’invenzione del “Metodo Boffo”(patent pending), utilizzato per distruggere i propri avversari politici.

WhatCountry dovrebbe poi aggiungere che l’Italia è l’unico paese del mondo occidentale dove il capo dell’esecutivo controlla direttamente o indirettamente l’80 delle TV, tra Mediaset e RAI; dove, per risolvere il conflitto di interesse, il premier esce in corridoio quando in Consiglio dei Ministri si discutono provvedimenti che riguardano le sue aziende di cui – ecco la genialata italica – è divenuto il “mero proprietario”.

Ma forse MVB dovrebbe chiedere agli autori del programma incriminato di inserire altri elementi ancora, che rendono inimitabile l’Italia nel mondo:  la foto del premier che fa le corna durante summit internazionali, la riproduzione del lettone fuori misura donatogli (sembra) da Putin in cui transitano dame prezzolate, l’immagine di un avvocato come Previti, corruttore di giudici per acquisire fraudolentemente la Mondadori, il primo gruppo editoriale Italiano, per conto delle aziende del premier. Fermiamoci qui, se no il file sull’Italia di WhatCountry diventerebbe troppo pesante da scaricare e nessuno lo vorrebbe più.

Mi sembra già di sentire la Brambilla che vuole aggiungere in extremis anche la foto della cucina Scavolini, la più amata dai Tulliani. Caro Ministro voglio confidarle una cosa : in un recente viaggio in Austria, un cameriere di un ristorante, sentendoci parlare in italiano, ha detto con scherno : “Italiani, mandolini!” ed è scomparso senza servirci.

Non vorrei che la prossima volta ci dicessero : “Italiani, Scavolini!” : sarebbe troppo.

PS – L’esilarante volume di Lorenzo Raffi, “Di uomini e di animali”  è adesso disponibile

presso le Librerie Feltrinelli e on-line su http://www.lafeltrinelli.it

157846_copertina_frontcover_icon-nuova Per saperne di più clicca qui : LIBRO

Posted in Attualità, Popoli e politiche | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Incredibile : Veneziani dà del “tappo” a Berlusconi su “Il Giornale”

Posted by pocavista su 28 settembre 2010

Marcello Veneziani

Marcello Veneziani

IL LIQUAME SA DI TAPPO

Qualcuno pensa che Marcello Veneziani, da grande, si sia iscritto al club degli Ultras di Arcore e faccia continue sviolinate al Leader Supremo scrivendo editoriali ruffiani su Il Giornale? Nemmeno per sogno. Veneziani, intellettuale di destra (scusate l’ossimoro), fresco autore di un pezzo strappacore da antologia sul quindicenne di destra di ieri oggi deluso da Fini ( di cui daremo conto in un prossimo post) si azzarda perfino a dare del “tappo” al Cavaliere. Definizione poco elegante, che fa pensare subito alla bassa statura dell’alto statista. Il tappo viene perfino associato al cattivo odore : berlusco-bandana-1Berlusconi è il tappo che impedisce la fuoriuscita dei liquami della partitocrazia”.(M.Veneziani, Ecco perché il Cav non deve essere stappato, Il Giornale del 27 settembre 2010).

Se salta il tappo – prosegue Veneziani – allora verrà il bello: il centrodestra si farà in quattro, e il centrosinistra pure. Più un paio di terzini della politica che pretenderanno di giocare al centro.”

E allora sarà la “gioia dei poteri forti e dei mediatori con ricattino annesso”. La domanda sorge spontanea : ma in che paese vive Veneziani? Berlusconi, che è l’uomo più potente e ricco d’Italia, non è lui stesso “il” potere forte per eccellenza e beneficia come non mai di “questo” bipolarismo? I ricatti a Sircana, Marrazzo, Boffo e Fini e prima ancora a Di Pietro; le cricche; lo scandalo della Protezione Civile; l’Alitalia data per quattro soldi agli amici, scaricando sui cittadini tre miliardi e mezzo di debiti; il Governo che chiede aiuto a parlamentari condannati per mafia; le quaranta leggi ad personam; gli sconti fiscali scandalosi concessi alle aziende del premier; i Previti e i Dell’Utri, le bufale delle Commissioni Mitrokhin e di Telekom Serbia miseramente sgonfiatesi, i conflitti permanenti tra i poteri dello stato, non sono il frutto di questo bipolarismo malato in cui il Cavaliere pare trovarsi particolarmente a suo agio?

altan-ho-trovato-mela-sana

Altan, da L'Espresso

Lo stesso Veneziani è costretto ad ammettere “no, la fogna c’è già, eccome. Solo che con la svolta partitocratica, con il salto del tappo, la fogna non verrà più convogliata in due collettori”. Veneziani però fa finta di non accorgersi che uno dei due collettori, proprio quello in cui si sente più a suo agio, costruito su misura per il Leader Supremo e che trasporta milioni di barili di populismo, è quello che inquina maggiormente le falde freatiche che alimentano la vita del nostro Paese.

Infine Veneziani lamenta “il linciaggio verso il Giornale e Libero per aver fatto giornalismo d’inchiesta e aver pubblicato ciò che è stato poi confermato”. Da chi e da come non è dato sapere. Dal ministro di Santa Lucia, dalla foto della cucina Scavolini? Marcello, ormai sei grande, non essere così ingenuo. Anche i documenti che sputtanavano Di Pietro sembravano veri, poi Feltri ha chiesto scusa nel 97 a Di Pietro proprio dalle pagine de Il Giornale, e ha corrisposto a Di Pietro varie centinaia di milioni di vecchie lire per evitare i processi. Anche la velina che inchiodava Boffo era stata prodotta da “un testimone degno di fede” e poi Feltri ha dovuto ammettere che era falsa, scusandosi con Boffo, ormai neutralizzato dalle dimissioni. Anche i documenti della Mitrokhin e Telekom Serbia sembravano veri : peccato che Igor Marini e Scaramella, testimoni e confezionatori delle patacche, siano stati condannati per falso e il tutto sia finito in una bolla di sapone. Ah, dimenticavo : si sa, tutta la magistratura è composta da bolscevici e talebani dipietristi.

Ma intanto si continua ad applicare il vecchio principio mediatico : butta il liquame nelle pale del ventilatore, che qualche schizzo arriverà. Basta avere a disposizione qualche giornale e un bel po’ di canali TV e alle elezioni qualche frutto si raccoglie sempre

UN BRINDISI

Veneziani conclude : “se la politica è scesa così in basso, i giornali … si sono collocati alla stessa altezza. Ma se salta il tappo, brinderemo finalmente coi liquami”.liquame-collettore

Vorrei rassicurare Veneziani : non si preoccupi per gli italiani, che con i liquami – sparsi a piene mani anche dai giornali in cui lui scrive – ci brindano da anni.

Mi permetto di suggerirgli uno slogan per la prossima campagna elettorale del PdL : “Che vuoi di più dalla vita? Un liquame!”.

Tanto molti elettori del PdL, che guardano scandalizzati alla pagliuzza monegasca nell’occhio di Fini e non riescono a vedere la foresta di sequoia che prospera in quello di Berlusconi, continueranno a scegliere il collettore di liquami di maggiore portata. Gli italiani corrono sempre in aiuto del vincitore, come diceva Ennio Flaiano.

sequoia4

La concrezione rinvenuta nell'occhio del Leader Supremo

PS – L’esilarante volume di Lorenzo Raffi, “Di uomini e di animali”  è adesso disponibile

presso le Librerie Feltrinelli e on-line su http://www.lafeltrinelli.it

157846_copertina_frontcover_icon-nuova Per saperne di più clicca qui : LIBRO

Posted in Attualità, Popoli e politiche | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

“Santa Lucia luntana” e l’appartamentino di Montecarlo : piccolo, ma con tripli servizi.

Posted by pocavista su 25 settembre 2010

CI MANCAVA SOLO LA SPY STORY NELLA REPUBBLICA DELLE BANANE! gif-detective

Alcuni ricorderanno che “Santa Lucia Luntana” era una bella canzone napoletana di E. A. Mario. Siamo nel 1919 e molti emigranti italiani – anche veneti e friulani – partono alla volta delle Americhe per guadagnarsi il pane.

Partono ‘e bastimente
pe’ terre assaje luntan
e…”

Mentre all’inizio del novecento si lasciava Santa Lucia di Napoli, oggi a Santa Lucia delle Antille ci si va, meta tropicale diventata improvvisamente di moda. Oggi “e’ bastimente” sono navi da crociera in cui molti “emigranti”, turisti veri o con le barbe finte, si aggirano per i Caraibi alla ricerca di sole e, soprattutto, di documenti sull’appartamentino di Montecarlo.

st_lucia-mapSanta Lucia è una piccola isola caraibica con poco più di 160 mila abitanti, dei quali più del 90% di origine africana o mulatti. La disoccupazione sfiora il 35%. Santa Lucia è una vera e propria repubblica delle banane, dato che basa la propria economia in gran parte sulla coltura della banana. Negli ultimi giorni si è però registrato stranamente un notevole incremento del turismo fuori stagione (l’alta stagione va da gennaio ad aprile).

Qualche fatto :

  • 15 settembre : Su Il Velino, di Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della Libertà, appare un articolo di Vittorugo Mangiavillano che si domandava “Anche la casa di Montecarlo nelle maglie della nostra intelligence e delle Fiamme Gialle?”

  • 17 settembre : Il Giornale pubblica un articolo dal titolo “I servizi segreti seguono la pista che porta ai Caraibi”. Quello stesso giorno i tre direttori del servizi segreti (Dis, Aise, Aisi) smentiscono che l’intelligence italiana si stia occupando di quell’affare.

  • 18 settembre : Un uomo, che sta aspettando di parlare con il Primo Ministro di Santa Lucia, viene ucciso con alcuni colpi di pistola sulla veranda dell’ufficio del Primo Ministro Stephenson King. Il Primo Ministro si chiude dentro e dopo qualche minuto sopraggiunge la polizia. Regolamento di conti tra criminali, delitto passionale o avvertimento al Primo Ministro? Vedi THE VOICE OF ST.LUCIA 1

  • 20 settembre : Il St.Lucy Star pubblica un articolo di Alisha Ally in cui si afferma che “ … non è la prima volta che un Primo Ministro di Santa Lucia viene visitato dal crimine”. Lo Star dà conto che, in passato, sia le residenze del Primo Ministro (P.M) che del capo dell’opposizione sono state svaligiate più volte. L’uomo ucciso nell’ufficio del Primo Ministro aveva chiesto l’assistenza del P.M. per ottenere un lavoro. Il P.M. Ha dichiarato che nessuno può dirsi al sicuro in questo paese. (“… none of us in this country is safe and there is a need for each one of us to take control of the existing situation”). Vedi ST.LUCIA STAR

Il Primo Ministro di St.Lucia: "Nessuno di noi è al sicuro"

Il Primo Ministro di St.Lucia: "Nessuno di noi è al sicuro"

  • 22 settembre : alcuni giornali italiani riportano la notizia del sito Dagospia che due giornali di Santo Domingo hanno pubblicato una lettera “secret and confidential”del Ministro della Giustizia di Santa Lucia in cui si fanno risalire a Gianfranco Tulliani le due società off-shore coinvolte nell’acquisto dell’appartamento di Montecarlo.

  • 23 settembre : Il Fatto Quotidiano rileva difformità grafiche tra la carta intestata ufficiale del Dipartimento di Giustizia di Santa Lucia e quella in cui appare la lettera confidenziale del Ministro.

  • 23 settembre : Durante la trasmissione “Annozero”, un non meglio identificato David “amico della famiglia del Ministro degli Esteri di Santa Lucia” dichiara che l’isola pullulerebbe di agenti italiani, libici e russi travestiti da turisti. Il sedicente David sostiene di trovarsi in Svizzera perché le “famiglie dei ministri sono stati invitate a lasciare l’isola” per ragioni di sicurezza. Vedi quanto riportato in SICILIA NEWS

  • 24 settembre : Il Ministro della Giustizia di Santa Lucia, Francis, fa una conferenza stampa in cui dice che la lettera è autentica, ma non sa spiegare come sia finita ai due quotidiani di Santo Domingo, dopo essere transitata per l’ Honduras. Cfr IL FATTO

st-lucia-mare-caribbean-islands

Un veduta di St.Lucia

Riassumendo :

  • Santa Lucia, secondo quanto rivelato da Il Velino e da Il Giornale, potrebbe essere al centro delle attenzioni dei Servizi italiani;
  • Un uomo viene impunemente assassinato nella veranda dell’ufficio del Primo Ministro. Si tratta di un avvertimento al governo locale o di un regolamento di conti tra malviventi?
  • In un contesto nel quale il Primo Ministro dichiara pubblicamente che nessuno a Santa Lucia può dirsi sicuro, può essere ritenuta veritiera la versione fornita dal Ministro della Giustizia Francis riguardo alle società off-shore? Su di lui sono state esercitate indebite pressioni?
  • Perchè sul sito ufficiale del Governo di Saint Lucia, tra i componenti del Cabinet non appare Francis come Ministro della Giustizia, ma il “Senator The Honourable Dr. Nicholas Frederick, Attorney General and Minister for Justice”? C’è stato un recente rimpasto? Vedi COMPOSIZIONE GOVERNO SAINT LUCIA
  • La telefonata ad Annozero è vera o è una polpetta avvelenata per Santoro?
  • Il documento che farebbe risalire a Tulliani le due società off-shore è una patacca oppure no? Il documento del resto non sembra chiarire molto: si dichiara che Tulliani è il Beneficial Owner, il beneficiario; potrebbe perciò essere un inquilino o un amministratore. Il proprietario invece dovrebbe essere definito Titleholder.
  • Che interesse avrebbe il Governo di Santa Lucia a togliere “spontaneamente” il velo di segretezza alle società off-shore, provocando la fuga di migliaia di clienti che depositano fondi nelle ospitali banche dell’isola? Parafrasando il Vangelo : non di solo pane vive l’uomo, e Santa Lucia non di sole banane.
  • Perché il Governo di Santa Lucia sta prendendo tempo per dare risposte ufficiali? Non ci sarebbe da stupirsi se Santa Lucia, che fa parte del Commonwealth, avesse chiesto qualche aiutino, per pararsi le spalle, agli 007 di sua Maestà Britannica e agli americani, che non vedono di buon occhio le pericolose frequentazioni del nostro Leader Supremo con Gheddafi e Putin.

La storia ormai ha assunto le connotazioni da trama di un libro di Ken Follett. Il fatto è che, dopo le stragi e i tanti scandali che in Italia hanno visto all’opera i servizi deviati, ci viene fatto di pensare male. Gli uomini di Fini sono al contrattacco e hanno cominciato a fare dei nomi : attendiamo il videomessaggio del Presidente della Camera.

PS – L’esilarante volume di Lorenzo Raffi, “Di uomini e di animali”  è adesso disponibile

presso le Librerie Feltrinelli e on-line su http://www.lafeltrinelli.it

157846_copertina_frontcover_icon-nuova Per saperne di più clicca qui : LIBRO

Posted in Attualità, Popoli e politiche, Società e costume | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

“Stato canaglia”, mignottocrazia e “stato bordello”

Posted by pocavista su 19 settembre 2010

Ahi serva Italia, di dolore ostello,

nave sanza nocchiere in gran tempesta,

non donna di province, ma bordello!

(Dante Alighieri)

Come tutti sappiamo, anche Dante ebbe i suoi guai con il potere. Oggi sta suscitando qualche veemente reazione da parte del nostro governo l’articolo di J.Walston, intitolato “The Bordello State”, apparso sulla prestigiosa rivista americano Foreign Policy.

bordello-state

Stato bordello o stato canaglia?

L’espressione “stato canaglia” (rogue state) venne coniata da scienziati politici per definire una nazione considerata una grave minaccia per la pace nel mondo. Un governo autoritario che lede i diritti fondamentali dei cittadini, che sponsorizza il terrorismo e che detiene armi di distruzione di massa sarebbero le caratteristiche dei “rogue states”. Gli “stati canaglia”, facendo comunella, costituirebbero l’ “Asse del Male”, formula resa celebre in particolare da George W.Bush al tempo delle guerre in Afganistan e Iraq.

George W. Bush, annuncia che l'Iraq possiede armi di distruzione di massa

George W. Bush, annuncia che l'Iraq possiede armi di distruzione di massa

La domanda sorge spontanea : che c’entriamo noi con gli “stati canaglia”? Se applicassimo in maniera estensiva la definizione di rogue state qualche dubbio ci verrebbe : abbiamo un governo che tende a divenire sempre più autoritario (cerca di attuare presidenzialismo, eliminazione progressiva della divisione tra i poteri dello stato a vantaggio dell’esecutivo, riscrittura unilaterale della Costituzione, limitazione della libertà di stampa e del pluralismo specie nel mondo della comunicazione TV; con la legge “porcata” stabilisce l’impossibilità di scegliere i parlamentari che sono nominati direttamente dai capipartito secondo criteri di fedeltà); applica il terrorismo comunicativo nei confronti degli avversari politici (vedi casi Di Pietro, Boffo e Fini) bombardati dagli organi di stampa e televisivi che fanno capo all’autocrate maximo; utilizza l’impero mediatico al suo servizio anche come organo di distrazione di massa. Inoltre non è più tempo di un “Asse del Male” come il RoBerTo (l’Asse Roma, Berlino, Tokio della seconda guerra mondiale), ma pensando all’amicizia tra due “democraticissimi” colonnelli, come Putin e Gheddafi, e un Cavaliere nostrano, qualcuno potrebbe fare qualche malevole associazione (RoMosTri – Roma, Mosca, Tripoli).

Il saeculum obscurum e la pornocrazia

Com’è noto negli “Annales Ecclesiastici” del Cardinale Cesare Baronio viene definito saeculum obscurum quel travagliato periodo del X secolo, che ebbe inizio con il Papa Sergio III e durò una sessantina d’anni fino alla morte del Papa GiovanniXII nel 964. Altri studiosi, specie di ambito protestante, definirono “pornocrazia” quel periodo, nel quale ebbe un ruolo fondamentale la componente femminile della famiglia (si direbbe oggi : la cricca) di Teofilatto. In particolare due donne di costumi non irreprensibili, Teodora e sua figlia Marozia, ebbero una forte influenza sul governo di Roma e della Chiesa, architettando affari, congiure di palazzo, delitti, matrimoni.

Marozia aveva 15 anni quando divenne la concubina di Papa Sergio III. Gli Annales non riportano se la minorenne avesse svolto prima uno stage a Casoria o in Sardegna. Secondo quanto riporta Liutprando, vescovo di Cremona, l’avvenente e micidiale Marozia organizzò l’omicidio del suo precedente amante Papa Giovanni X (in precedenza sponsorizzato da Teodora), dopo averlo fatto imprigionare. Marozia fece in modo di far eleggere Papa un proprio figlio che assunse il nome di Giovanni XI. L’influenza delle due nobili signore si protrasse per molti anni, durante i quali si succedettero una dozzina di papi, ognuno dei quali dalla vita assai breve. Con la morte del nipote di Marozia, Papa Giovanni XII, il Cardinal Baronio riteneva che avesse avuto fine il secolo oscuro.

La storia ci insegna che numerose donne, consorti e cortigiane, ebbero influenza sulla composizione e sull’esercizio del potere in ogni epoca. Si pensi alle coltissime cortigiane veneziane e romane, a Lucrezia Borgia a Roma, a quelle della corte francese,

Madame de Pompadour, la favorita di Luigi XV

Madame de Pompadour, la favorita di Luigi XV

come Madame de Pompadour al tempo di Luigi XV. Ma, per venire ai giorni nostri, affermare che la nuova compagna di Fini, Elisabetta, abbia avuto un ruolo decisivo sulle posizioni politiche del Presidente della Camera – tesi sostenuta da Vittorio Sgarbi di recente su “Il Giornale” – appare strumentale e denigratoria. Il quale Fini, al di là delle valutazioni politiche che si vogliono dare del suo recente dissenso politico e delle sue responsabilità sulla vicende della casa monegasca, per lo meno gif-sorpresa1non agisce da “mero utilizzatore finale” di giovani femmine compiacenti, al contrario del Leader Supremo e di Sgarbi medesimo che confessa di frequentare “50 donne alla settimana” (vd Il Giornale).

Ma il nostro è un saeculum obscurum? Con Stalinismo, Fascismo, Nazismo, due guerre mondiali, la bomba atomica, la guerra del Vietnam, quelle in Medioriente e i vari genocidi nel secolo scorso non ci siamo fatti mancare niente. Anche l’Italia ci ha messo del suo. Ma le donne e la pornocrazia? Oggi da noi si sono estinte cortigiane e dame che fanno e disfanno re e Papi. Si sono affermate nuove specie antropologiche, come veline, soubrette e calendariste che fanno a gara per entrare nell’harem del sovrano o dei suoi cortigiani. Le più “dotate” e disponibili, secondo la finiana Angela Napoli o l’ex-PdL Paolo Guzzanti, finiscono in Parlamento o al Governo per meriti extrapolitici. Per il Presidente Fini questa tesi può indurre pericolose generalizzazioni qualunquiste e quindi invita alla cautela.

Lo stato bordello e la mignottocrazia

guzzanti-paolo1

Paolo Guzzanti

Il termine “mignotta” viene fatto derivare dal francese mignòter (carezzare) o da mignon (favorito). Alcuni ritengono invece che la parola sia da collegare alle registrazioni anagrafiche relative agli orfani un tempo abbandonati nella ruota dei conventi (filius matris ignotae, abbreviato come filius m.ignotae, che nel volgare romanesco diventa fijio de mignotta, ovvero figlio di donna di malaffare).

Il sito http://www.mignottocrazia.it/ , nel rivendicare allo psichiatra Ceravolo il neologismo “mignottocrazia”, ricorda che il termine mignotta non ha solo valore dispregiativo. gif-monica_modeling_vogue“Una mignotta col suo atteggiamento può ottenere molti vantaggi, dei gioielli o dei bei vestiti, fino a una boutique e a una vita brillante: può avere in suo potere un uomo che detiene il potere …e può far carriera con la velocità di un lampo, spinta dal suo sponsor”. In effetti “…sbottonandosi in maniera oculata, si può entrare subito nella stanza dei bottoni”, anche se alcuni invidiosi esclusi la chiamano ormai “la stanza delle battone”.

Un paio di anni fa Paolo Guzzanti, uscendo dal PdL, aveva denunciato pubblicamente la “mignottocrazia”, quel fenomeno che portava alcune donne avvenenti a fare rapida carriera politica, molto al di sopra dei propri intrinseci meriti intellettuali e politici. Guzzanti si era anche beccato una querela da parte di una ministra che si riteneva coinvolta dalle sue dichiarazioni.

Abbiamo riferito nell’antefatto che la prestigiosa rivista Foreign Policy (FP) è uscita in copertina con una titolo a tutta pagina “The bordello state”. Indovinate a quale stato si riferiva. Subito l’ambasciatore italiano a Washington si è precipitato a smentire e precisare, affermando che invece l’Italia è un paese prospero e sicuro, democratico e stimato nel mondo come non mai. 3-anniMa FP la mette giù dura parlando delle residenze del premier come dei “bordelli e non solo in senso metaforico” (“the prime minister’s residences have become brothels — and not just metaphorically“). Al riguardo il parlamentare PdL Stracquadanio, uno che deve passare tutto il giorno a ricordarsi come si chiama, ha dichiarato a Klauscondicio: ”E’ assolutamente legittimo che per fare carriera ognuno di noi utilizzi quel che ha, l’intelligenza o la bellezza che siano.”. ”Ognuno ha il diritto di assecondare le virtu’ che la natura gli ha dato e di farne degno utilizzo in un congruo collocamento esistenziale. Sono fatti privati. Ognuno deve disporre del proprio corpo come meglio crede. Non mi interessa. Fino a quando esiste consenso non c’e’ violenza e se non c’e’ violenza non c’e’ problema”. “Se anche una deputata o un deputato facessero coming out e ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza, non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato“, rimarca Stracquadanio.

Per inciso, Stracqua è il sincero liberale che qualche tempo fa aveva auspicato il ricorso al “metodo Boffo” contro il dissenziente Fini.

FP passa poi a esaminare i famosi 5 punti che dovrebbero costituire l’ossatura dell’azione di governo. Il punto più controverso è quello della giustizia, che per SB significherebbe immunità dai procedimenti giudiziari (impunità, secondo altri). Solo per poter governare tranquillo, aggiunge sarcastico JW.

Berlusconi e Putin nei pressi di Mosca

Berlusconi e Putin uniti dalla smodata passione per il pelo

Succcessivamente FP ricorda il sodalizio di SB con Gheddafi e Putin, definito da SB un “dono di Dio”, per poi passare in rassegna l’attuale campagna acquisti di parlamentari da parte di SB per far sopravvivere il proprio governo. Sul suo Blog Massimo Donadi denuncia il tentativo di corruzione operato dalla maggioranza PdL nei confornti del suo collega parlamentare Antonio Razzi. “In cambio di un passaggio dalla loro parte, gli hanno offerto in posti il lista blindato nelle prossime politiche, una poltrona da sottosegretario o viceministro, oppure … il pagamento del mutuo residuo della sua casa”. Vd. DONADI BLOG

Ci permettiamo di segnalare il fatto a Vittorio Feltri : vista l’attenzione dimostrata da “Il Giornale” per il settore immobiliare e che il tormentone su Fini e la casa di Montecarlo rischia di essere monotono, Feltri potrebbe dare via ad un nuovo filone di inchiesta sulle rate del mutuo di Razzi. Rate che avrebbero potuto essere pagate da ignoti, in cambio di un appoggio al governo, se Razzi non lo avesse pubblicamente denunciato. Tanto per ravvivare l’interesse dei suoi lettori.

In conclusione.

Candidate in liste collegate al PdL

Candidate in liste collegate al Centrodestra

Condividiamo quanto affermato in chiusura da FP. Ovvero che è sicuramente scandaloso che qualche avvenente ragazza sia approdata in Parlamento dopo un breve soggiorno nell’alcova del boss. Ma è ancor peggio che molti giornalisti, professionisti e politici abbiano ormai abbandonato ogni senso etico e si limitino al ruolo di serventi al pezzo.

Questa è la vera e più pericolosa pornocrazia italiana e può costituire il preludio ad un nuovo saeculum obscurum.

PS – L’esilarante volume di Lorenzo Raffi, “Di uomini e di animali”  è adesso disponibile

presso le Librerie Feltrinelli

157846_copertina_frontcover_icon-nuova Per saperne di più clicca qui : LIBRO

o n

Posted in Attualità, Popoli e politiche | Contrassegnato da tag: , , , , , , , , , , , , , , , , | Leave a Comment »

Veneziani, Berlusconi e la monarchia

Posted by pocavista su 9 settembre 2010


veneziani-marcello

Marcello Veneziani, nella tipica posa da intellettuale di destra

Veneziani su “Il Giornale” del 9 settembre 2010 pubblica un articolo da titolo “Siamo monarchici. E ci piace Re Silvio”.

L’impagabile Marcello, che studia da sempre da intellettuale di destra con alterni risultati, pregiasi informare che l’Italia “è un paese monarchico che …ha votato Berlusconi perché è un monarca.” Poi aggiunge che l’Italia “non vuole un dittatore, ma un re, che è figura temperata e gentile, perfino gaia e lussuosa, che conduca per mano e non trascini il suo popolo, indulgente, che rassicuri e non minacci, amato dal popolo, e dunque votato e giudicato, e non un arcigno tiranno…” .

Ora qualcuno potrebbe obbiettare che forse Berlusconi tanto temperato e gentile non è, minacci più che rassicurare, non voglia essere giudicato da chicchesia, più che al bene del Paese pensi al proprio e a quello delle aziende di cui è “mero proprietario”, definisca “coglioni” gli elettori avversari, faccia poco regalmente le corna in pubblico, dia del kapò a un parlamentare tedesco che ha avuto i propri familiari sterminati in un campo di concentramento nazista, denunci “la Repubblica” che gli pone delle semplici domande, faccia usare il “Metodo Boffo” nei confronti di chi non è allineato e coperto, dia del comunista a chiunque non sia un beota yesman. E, come Caligola, faccia senatore non il proprio cavallo Incitatus, ma alcune delle proprie ganze. Un autocrate farebbe qualcosa di molto diverso? Almeno il Duce, come affermato recentemente dalla Mussolini nipote in TV, le donne se le portava a letto, non le faceva ministro per meriti di alcova.

Ma una cosa Veneziani l’azzecca, quando afferma che gli italiani vogliono “il rex come alibi per eludere la lex”. In effetti il basso tasso etico e di senso istituzionale, di cui dà prova il nostro rex, non fa che riflettere il tasso etico della maggior parte degli italiani che in lui si riconoscono.

Il fine intellettuale però non chiarisce ai suoi lettori che il rex molte leggi se le è fatte fare per risolvere i suoi problemucci con la giustizia e con il fisco, o per dare una mano alle proprie aziende, penalizzando la concorrenza. Alla faccia dei propri sudditi che ormai gli perdonano tutto e il contrario di tutto. Al contrariodi quanto facciano con i “traditori” della Corona, come Fini, Don Sciortino, Boffo, Casini e Montezemolo.

Ne dà prova il lettore #71 alyas (6), che il 08.09.10 alle ore 21:55 invia il seguente commento al sito WEB de “Il Giornale” :

Berlusconi è il più grande Presidente del Consiglio che l’Italia abbia avuto. E’ un uomo ricchissimo sia a livello materiale che come etica partitica…A volte, ha sbagliato le scelte di alleati (purtroppo in politica bisogna a volte fidarsi…fa parte del gioco). Berlusconi è sceso in politica con la consapevolezza che sarebbe stato attaccato da tutti (come abbiamo avuto modo di constatare dai tanti attacchi sia materiali che morali)…Ma ha avuto il coraggio delle sue idee…le sue azioni…E non venite a dirmi per favore che è sceso in politica per fare leggi ad personam…Scuse squallide e senza senso…berlusconi_coronaBerlusconi se stava a casa e in mediaset non avrebbe mai subito attacchi, per cui le frottole su di lui sono solo speculative a livello politico. Berlusconi ama l’Italia e l’ha ripulita sia a livello della “munnezza ereditata dalla sinistra”, sia a livello internazionale dandole un prestigio mai avuto prima con i governicchi di sinistra. Per cui lunga Vita al Premier Silvio.”

Per rendersi meglio conto del prestigio a livello internazionale di cui goda oggi l’Italia, suggerei al lettore “alyas” qualche gita all’estero o la lettura di giornali stranieri, anche di destra.

Veneziani assume poi toni improvvisamente freudiani, evocando lontani complessi di Edipo e di Giocasta. “Quando perse la figura paterna regale, perché il re era ormai remoto, l’Italia si rifugiò nella figura della regina madre, la Democrazia cristiana. La Dc era una mamma collettiva che faceva le veci del Padre assente e per ingannare l’attesa del Re e tirare a campare, disfaceva di notte quel che filava di giorno. Così sfiancando i suoi proci, rinviando, mediando e logorando, la penelope democristiana ha governato la casa per anni, vedova virtuale del Re.”

Immagine suggestiva della Balena Bianca, la DC, di cui V. però trascura dc-balena-bianca-2meriti (ha permesso il permanere dell’Italia nell’ambito delle democrazie occidentali e ne ha fatto un paese sviluppato) e colpe (il clientelismo, la corruzione, le trame eversive).

A Veneziani infine “vien voglia di gridare «viva il Re»; o «viva la Regina», magari di quelle sovrane sobrie, con le suole bucate, come la vecchia, cara Elisabetta d’Inghilterra…”.regina-inghilterra-suola-bucata

Il problema, caro Veneziani, è che il tuo caro rex “le suole bucate” le ha lasciate a noi. E che lui alla monarchia costituzionale preferisce di gran lunga quella assoluta.

PS – L’esilarante volume di Lorenzo Raffi, “Di uomini e di animali”  è adesso disponibile

presso le Librerie Feltrinelli

157846_copertina_frontcover_icon-nuova Per saperne di più clicca qui : LIBRO

Posted in Attualità, Popoli e politiche | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

Fini sulle orme di Sigerico. La via “Francigena”, da Arcore a Mirabello

Posted by pocavista su 6 settembre 2010

via-francigena-sign1

LA VIA FRANCIGENA DI FINI : ECCO LE PIETRE MILIARI

Com’è noto Roma, Gerusalemme e Santiago de Compostela erano le mete delle peregrinationes maiores medievali. La via Francigena, la rete di cammini che portava i pellegrini a destinazione, era costellata di mansiones, destinate all’ospitalità del pellegrino.

Oggigiorno il pellegrino Fini, nella sua peregrinatio dal Msi ad An, al PdL a Fli, ha sostato nella mansio ospitale di Mirabello, dopo aver fatto tappa prima a Fiuggi e poi ad Arcore. In terra langobardorum ha pronunciato il suo nuovo credo. Eccone una sintesi.

GARANTISMO – “l garantismo è un principio sacrosanto, ma mai può essere considerato come una sorta di impunità permanente”. Bene, ma tutte le leggi ad personam chi gliele ha votate finora?

IL PARLAMENTO – I “parlamentari non sono come i clienti della Standa che se non cambiano il supermercato ottengono il premio fedeltà… Il Parlamento non può essere una sorta di dependance del governo”.

Calderoli, già vicepresidente del Senato, elogia gli effetti della legge "porcata".

Il raffinato esteta Calderoli, già vicepresidente del Senato, illustra al suo popolo gli effetti della legge "porcata".

La legge “porcata”, come la ha definita lo stesso Calderoli che l’ha portata in Parlamento, non l’aveva votata anche Fini?

L’ESERCIZIO DEL GOVERNO “Governare non può mai significare in alcun modo comandare. Governare è comprendere le ragioni altrui e garantire equilibrio tra i potere. .. La magistratura è un caposaldo della democrazia italiana”. Meglio tardi che mai.

VISITORS : Ovverso un alieno nel PdL?

VISITORS : Ovvero c'è un alieno nel PdL?

LESA MAESTA’ – “Siamo tutti grati a Berlusconi (per lo sdoganamento di AN, n.d.A.)…ma la gratitudine non può significare che ogni volta che si indica una strada diversa si incorre in una “lesa maestà”.berlusconi-caesar“Non ci può essere una lesa maestà perché non c’è un popolo di sudditi, ma di cittadini”. Principio fondamentale nelle democrazie occidentali in cui Fini ha stentato a riconoscersi fino a pochi anni fa.

SENSO DELLE ISTITUZIONI “..chi ha responsabilità istituzionali deve rispettare tutte le altre istituzioni, a partire dal Capo dello Stato, che è un punto di riferimento… garantire equilibrio tra i poteri e garantire le ragioni altrui”. Ragionamento lapalissiano, che è il fondamento della democrazia occidentale, che ai destri pdiellini sembra solo un cedimento nei confronti dei “comunisti”.

PDL – “C’è il partito del predellino, ma il Popolo della libertà non c’è più… Il Pdl non può essere derubricato a contorno del leader, un grande partito deve essere qualcosa di più del coro dei plaudenti”. Quando questo lo dicevano Follini e Casini, caro Gianfranco tu stavi allineato e coperto. In effetti ti stavi solo liberando di una scomoda concorrenza.

METODO BOFFO – “Si va avanti senza farci intimidire da quello che è stato il “metodo Boffo” messo in campo da alcuni giornali che dovrebbero essere, pensate un po’, il biglietto d’amore del partito dell’amore…vitttorio-feltri-nosferatuLa campagna estiva di alcuni giornali del centrodestra è stata il tentativo di dar vita ad un’autentica lapidazione di tipo islamico contro la mia famiglia”. Quando il metodo è stato applicato a Boffo, a Veronica Lario e prima ancora a Di Pietro, Fini si è forse stracciato le vesti? Non gli è sembrata una presa in giro degli italiani la soluzione del conflitto di interessi data da Frattini (Berlusconi diventa “mero” proprietario, esce in corridoio quando il Consiglio dei Ministri decide qualcosa che riguardano le sue aziende e quindi il conflitto di interessi è risolto) e votata da AN? Si accorge solo adesso che chi ha in mano i mezzi di comunicazione di massa fa il bello è il cattivo tempo e bastona gli avversare come più gli aggrada?La legge Gasparri a Fini dice qualcosa? Gasparri non era uno dei suoi (ormai ex) colonnelli?

Maurizio Gasparri mentre zittisce Europa 7 e dà una mano a Mediaset

Maurizio Gasparri mentre zittisce Europa 7 e dà una mano a Mediaset

FEDERALISMO – “Il federalismo è possibile solo se sarà fatto nell’interesse di tutta l’Italia, non soltanto nella parte più sviluppata del Paese”. Fini tranquillizza gli elettori meridionali che costituiscono il grosso della sua base elettorale, ma non dice come e con quali risorse.

GIUSTIZIA – “Io non sarò mai contrario al lodo Alfano o al legittimo impedimento … Berlusconi ha il diritto di governare senza che una parte della magistratura lo possa mettere fuorigioco…Dobbiamo lavorare …per una legge, come in altri paesi d’Europa per tutelare la figura del capo del governo. E quindi non la cancellazione dei processi, ma la sospensione”. Un colpo al cerchio, uno alla botte. Per Fini, che ha guidato partiti storicamente “legge e ordine” quale MSI e AN, che poi ha fatto in nome e per conto di Berlusconi una lunga lotta contro il cosiddetto “giustizialismo” delle sinistre e di Di Pietro, è molto difficile essere coerenti fino in fondo.

Fini a Mirabello : riflesso pavloviano

Fini a Mirabello : riflesso pavloviano?

ECONOMIA -“Il nostro governo ha ben fermato la crisi, ma oggi dobbiamo far ripartire l’economia. Non basta che i nostri conti pubblici tengano. Dobbiamo far ripartire l’economia … facendo le riforme che erano nel programma originario del Pdl. Riforme che portino una sintesi, ad un nuovo patto tra il capitale e il lavoro. Mettendo i produttori di ricchezza dalla stessa parte della barricata.“. Si ripropongono forse le corporazioni di nostalgica memoria?

ETICA – “Chiamo a raccolta … L’Italia onesta … quella dell’etica che un padre insegna ad un figlio. Il senso del dovere, di appartenenza e civico…Sono i deboli che hanno bisogno di garanzie e non i più forti. Questo per me è il centrodestra e della politica con la p maiuscola“. Abbandonati i condoni, gli scudi fiscali per evasori ed esportatori di capitali all’estero, riafforano gli antichi ricordi della destra sulla politica sociale a favore delle fasce più deboli, possibile punto di incontro con i cattolici e le sinistre.

PATTO DI LEGISLATURA – “Si va avanti senza ribaltoni o ribaltini, senza cambi di campo. E senza atteggiamenti che possano dare in alcun modo agli elettori la sensazione che noi si abbia raccolto voti nel centrodestra per poi portarli da qualche altra parte..  “Si va avanti … convinti della necessità di onorare quel patto con gli elettori, ma fino in fondo, senza magari aggiungerci qualche parte che nel programma non c’era e che invece diventa un’emergenza”. Tradotta in italiano : Caro Silvio, assumiti tu la responsabilità di andare a elezioni anticipate, dato che chi provoca le elezioni di solito viene penalizzato dagli elettori.

NOSTRO COMMENTO FINALE : Gioco delle parti, tentativo di sventare la successione di Tremonti a Berlusconi, vera conversione ai principi della destra conservatrice europea? Non lo sappiamo, ma speriamo nella terza che ho detto.

Ricordiamo l’imbarazzo mostrato qualche anno fa al Parlamento Europeo da Fini, allora Ministro degli Esteri,

L'impagabile gaffeur di Arcore

L'impagabile gaffeur di Arcore in una delle sue più riuscite esibizioni

a fianco di un Berlusconi che dava del kapo’ al parlamentare tedesco Schulz, che aveva perso dei familiari in un campo di concentramento nazista. Ciò  lascia intravedere che anche un politico di lungo corso come Fini talvolta può provare reale disagio per tutto il pelo che gli è cresciuto sullo stomaco, specie da quando si è accompagnato al Sire di Arcore. Speriamo dunque che Fini non abbia deciso solo di adottare un nuovo look, ma che studi davvero per diventare leader di un partito conservatore di tipo europeo.

altan-coerenza-sempre-piu-fitta-cipputi

Altan, 1980

PS – L’esilarante volume di Lorenzo Raffi, “Di uomini e di animali”  è adesso disponibile

presso le Librerie Feltrinelli

157846_copertina_frontcover_icon-nuova Per saperne di più clicca qui : LIBRO

Posted in Attualità, Popoli e politiche | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

DON SCIORTINO, IL GIORNALE E IL PARTITO DELL’AMORE

Posted by pocavista su 26 agosto 2010

C’è un editoriale “scomodo”don-sciortino1 nel prossimo numero del settimanale cattolico più diffuso in Italia. Famiglia Cristiana, diretta da Don Sciortino, accusa Berlusconi di volere eliminare le regole che si è data la nostra democrazia, riducendo il bilanciamento dei vari poteri dello stato a puro “formalismo”. Per raggiungere i suoi scopi, Berlusconi farebbe applicare il “metodo Boffo” dagli organi di informazione vicini lui.

Com’è noto ,Vittorio Feltri aveva pubblicato su Il Giornale una “velina” che gettava discredito sul direttore dell’Avvenire Boffo, che si era azzardato ad avanzare qualche timida riserva sulla condotta di Berlusconi, al tempo del Noemi-gate

Noemi - Il lato B

Noemi - Il lato B

e del caso D’Addario. In questi giorni è la volta di Fini con la vicenda della casa di Montecarlo. Probabili candidati al “metodo Boffo” sono Don Sciortino (pericoloso perché semina qualche dubbio anche tra l’elettorato cattolico più tradizionalista) e Montezemolo (potenzialmente dannoso perché imprenditore assai popolare che può sottrarre voti alla destra).

E’ altresì noto che, una volta dimessosi Boffo travolto dallo scandalo, l’ineffabile Feltri dichiarava che la “velina” sputtanante era falsa. Feltri è stato sospeso per sei mesi dall’ordine dei giornalisti, ma continua come se niente fosse. Analogo metodo seguito a suo tempo da Feltri nei confronti di Antonio Di Pietro, accusato per anni dalle pagine de Il Giornale di avere preso soldi da Pacini Battaglia. Feltri poi dovette scusarsi con Di Pietro sulle stesse pagine del Giornale, dichiarando di aver scritto il falso e proclamando la propria immutata stima nei confronti del PM molisano.Ricordiamo che il quotidiano berlusconiano versò 750 milioni di lire (1997) a Di Pietro per fargli ritirare le querele.

Uno appena appena normale a questo punto non troverebbe niente di scandaloso nel settimanale di Don Sciortino, che denuncia la deriva populista-autoritaria del berlusconismo e l’indecoroso ricorso al “Metodo Boffo” per massacrare chi dissente dal Leader Supremo.

C’è qualcuno a cui appare denigratoria o contraria al vero la frase seguente (pronunciata da Gianfranco Fini nel dicembre del 2009) : «Berlusconi confonde il consenso popolare, che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo.»? Chi trova eversiva l’affermazione che c’è «una dirigenza di partito (PdL, n.A.) che fa uso dei bei volti e dei bei corpi di persone che con la politica non hanno molto a che fare, allo scopo di proiettare una (falsa) immagine di freschezza e rinnovamento»?

Oggi Sandro Bondi, «soprattutto come cattolico», esprime «sconcerto e disgusto». Per l’uso strumentale delle belle donne in politica? Per la pretesa “immunità” del suo capo nei confronti delle altre istituzioni di garanzia e controllo?

Il pio Ministro Bondi, in una delle sue trasfigurazioni

Il pio Ministro Bondi, mentre tenta di imitare Santa Teresa, in una delle sue più riuscite trasfigurazioni

Per il malcostume che assurge agli onori della cronaca soprattutto tra esponenti del proprio partito? Ma quando mai! Il pio Bondi, ex-sindaco comunista di Fivizzano, trasferitosi ad Arcore per stare più vicino al suo amato Leader (non si può mai sapere, un improvviso bisogno notturno quando la servitù è a riposo, come un po’ di bicarbonato, un pitale troppo pieno con cui irrorare il dissenziente di turno), se la prende invece con Don Sciortino.

Per uno dei principali esponenti del Partito dell’Amore non c’è male. Ma d’altra parte il suo Capo ha già definito “coglioni” quelli che non lo votano, Brunetta ha mandato “ a morì ammazzati”gli intellettuali di sinistra, La Russa, durante

Il tipico aplomb del Ministro La Russa

Il tipico aplomb del Ministro La Russa

la sfilata del Columbus Day del 2009, ha dato pubblicamente del pedofilo ad un contestatore che gli rimproverato di aver votato il Lodo Alfano. La Russa in USA Il mansueto Bondi non a caso è uno dei coordinatori del PdL ed è in piena sintonia con la base del Partito dell’Amore. Ecco alcuni commenti apparsi sul sito WEB de “Il Giornale” in questi giorni. Don Sciortino viene definito dai cattolicissimi lettori di destra nei modi più amorevoli:

#9 zorzi graziano (81) il 24.08.10 alle ore 17:03 :… esseri come don sciortino, esseri invertebrati …

#23 alberto51 (434) il 24.08.10 alle ore 17:16 : … un povero diavolo… Misero dentro e misero fuori, ma ricco di arroganza … Dire che è fazzioso (sic) è poco …

#33 zorzi graziano (81) il 24.08.10 alle ore 17:26 : Sciortino (lascerai)….un senso di nausea…

#40 giovanni PERINCIOLO (249) il 24.08.10 alle ore 17:29 : … questo ignobile scribacchino pontificante …questo velenoso individuo …

#45 carspagn (11) il 24.08.10 alle ore 17:36 : … questa ninfa Egeria dei cattocomunisti col suo giornalucolo parrocchiale … E’ di una faziosità vergognosa … Feltri: trattamento Boffo anche per costui, ne avrà scheletri nell’armadio! (speriamo non di bambini…)

#44 segalag (10) il 24.08.10 alle ore 17:34 : … Don Sciortino che è tutto fuorchè un “prete”…

#41 centocinque (1785) il 24.08.10 alle ore 17:30 : …don Sciortino e la coorte degli utili idioti …

#55 giosafat (218) il 24.08.10 alle ore 18:02 : … guitto farneticante… sto don del piffero!!!

#51 etasrl (108) il 24.08.10 alle ore 17:52 : … una persona così astiosa e accecata da vero e proprio odio…

#105 lucaitalia (15) il 24.08.10 alle ore 22:48 : … sara’ forse ubriaco quando scrive…

#103 Pulitzer (31) il 24.08.10 alle ore 22:42 : … Sciortino …fa rima con cretino.

#32 antares4646 (301) il 24.08.10 alle ore 17:25 : … un totale idiota come questo don Sciortino o meglio “don Sciocchino” …

#171 franco peppe (65) il 25.08.10 alle ore 12:57 : Don Scioltino vuol fare il don Strunzo della situazione.

#176 antonio54 (130) il 25.08.10 alle ore 15:41:

un Comunista, pelandrone e invidioso…. deve andare a lavorare i campi, con una bella vanga, però nell’eldorado Cubano! dai suoi amici comunisti…

Accanto a questa spontanea manifestazione amore cristiano, qualcuno nel popolo dei destri cerca di dare prova di un pensiero più articolato, che vada oltre l’insulto immediato.

Per esempio, il lettore Giacomo45 vanta entrature molto in alto. Il 24.08.10 alle ore 17:44 scrive minaccioso: O la Chiesa prende le distanze da don Sciortino, o io prendo le distanze dalla Chiesa . Quando sarà il momento, ne parlerò direttamente con il Padreterno.

C’è chi ipotizza un ritorno ai bei tempi dell’Inquisizione :

#42 gamma (395) il 24.08.10 alle ore 17:33 : gif-diavoletto-simpaNon è che per caso Don Sciortino sia posseduto da Satana ?

C’è anche un lettore che, con carità cristiana, ne augura il martirio in terra di missione :

#64 graffias (514) il 24.08.10 alle ore 18:17 scrive: … più che un prete … sembra un esponente politico ed anche molto esaltato. Forse una bella spretatina o una sospensione a divinis non gli farebbe male. Se poi il suo entusiasmo cristiano lo conducesse in qualche lontano paese tipo Sudan, Uganda, Arabia Saudita , Iraq, Cina o altri di cui ora non mi sovviene, penso che sarebbe il modo migliore per glorificare la fede, e molto probabilmente , lo vedremmo su un bell’arazzo sorridente in Piazza San Pietro.

Ecco poi un cristianissimo Pol Pot di destra, che come nella Cambogia di qualche anno fa, vuol mandare tutti a lavorare la terra. #92 elio2 (1438) il 24.08.10 alle ore 22:15 scrive:

é solo un esaltato che si crede anche prete, ma in effetti cosa sia veramente un prete per il cristiano, lui non lo sà (sic). Il suo giornale fà (sic) politica, come tutti i giornali di sinistra, e come tutti i giornali che pubblicano solo ideologia, che il Paese non vuole più neanche gratis, hanno il crollo dei lettori. Urge che venga tolto l’aiuto di stato, per la carta stampata e per tutte quelle attività, che si definiscono culturali, ma che sono sono un serbatoio di incapaci, per lavori inutili, che servono solo a procurare consenso, con i nostri soldi, chiaramente. Senza lettori e senza biglietti ai botteghini, qualunque cosa non stia in piedi da sola è giusto che fallisca, e i dipendenti, mandati a lavorare i campi.

Altri lo vorrebbero esiliato in Corea del Nord :

#61 antonio54 (129) il 24.08.10 alle ore 18:13 …anzichè fare il prete, dovrebbe andare ad arare la terra, però in Corea del Nord, così lo sistemano per le feste. E’ solo un Comunista.

Il lettore Cara Libertà, dimostra una inconscia predilezione per l’ossimoro e declama

#75 Cara.Libertà (90) il 24.08.10 alle ore 20:48 scrive: Catto-comunisti in stile aborto e divorzio! (Cara Libertà di che? Non si dovrebbe nemmeno poter divorziare?)

Don Sciortino diventa per qualcuno anche “golpista” :

#80 cleomartone (39) il 24.08.10 alle ore 21:05 scrive:

Escono allo scoperto tutti, piano piano i golpisti, che spalleggiavano Fini: inquieti per il mancato raggiungimento dell’obiettivo! Ora Sciortino!

Un lettore che ha scelto uno pseudonimo troppo impegnativo, si sente in dovere di fare sfoggio di un linguaggio che vorrebbe essere colto e sarcastico. Ma lo sforzo è evidentemente eccessivo e il risultato è il seguente :

#78 parmenide (90) il 24.08.10 alle ore 21:02 scrive:

lei si lascia prendere dal cervello dei rettili che normalmente è presente in tutti noi, solitamente non ha la prevalenza di rappresentanza dal momento che è tacitato dalla corteccia cerebrale. Se è così deduco che lei ne abbia molto poca, con l’aggravante che lei è un uomo di chiesa in cui dovrebbe albergare oltre che la fede anche la cristiana tolleranza e il sceverare quello che è di Dio e ciò che è di Cesare. Lei invece si presenta uomo sintesi di un cattocomunismo che si pensava fosse ormai archeologia. Devo dire che non è neppure originale corifeo di una battaglia politica becera, arrogante assieme a chi con il vangelo non ha e mai avuto a che fare. Faccia penitenza attraverso il silenzio di un ravvedimento.

SPAIN TRADITION

Il forte impegno a difesa della sacralità della vita e dei valori cristiani

Poi c’è il lettore che vuol “mettere le mani nelle tasche” dei preti :

#95 velenosoveleno (605) il 24.08.10 alle ore 22:22 scrive:

Il novello Torquemada don Sciortino si preoccupi di far pagare all’erario di Cesare quanto dovuto per tutti i beni che avete , così come Gesù Cristo ha chiaramente detto nei vangeli…

Qualcuno suggerisce a Feltri i contenuti per il “Metodo Boffo” da applicare al Don : #100 alessandro bettoni (944) il 24.08.10 alle ore 22:28 scrive:

Don Sciortino ci faccia un monotematico di “famiglia cristiana” dedicato alla pornografia e alla pedofilia e alla omosessualita’ nella chiesa. E anche ai siti gay dove si scrivono i suoi colleghi, ne parli di questo fenomeno. Parli anche delle cause intentate da coloro che quando vennero abusati dai sacerdoti,suoi colleghi, erano bambini di 8-10-12 anni. E di questa schifezza? Fazioso. pedofilia……….e chiesa…

Altri riesumano il brutto slogan antifascista di qualche decennio fa (“fascista carogna ritorna nella fogna”) e ne danno una versione riveduta e corretta.

#98 pricippo (133) il 24.08.10 alle ore 22:25 scrive: … un topo di sagrestiagif-topo-danza che si nasconde dietro un giornale… Costui è un violento che definiscie (sic) gli Italiani idioti o meno a seconda di ciò che votano!! è una mente distorta e presuntuosa che pensa di essere dio … inoltre è uomo di poca fede, ritenendo che la “situazione politica in cui versa l’Italia”, possa sfuggire al supremo controllo di colui che tutto ha creato!

Il lettore rikky46, più pratico, la butta sull’economico do ut des (non ti facciamo pagare, quindi non rompere) #50 rikky46 (1) il 24.08.10 alle ore 17:51 scrive:

Famiglia Cristiana dovrebbe ricordare che deve proprio dire grazie a Berlusconi se sui beni immobili della Chiesa non viene applicata l’ICI, mentre i partiti dell’opposizione vorrebbero reintrodurla e ben gli starebbe…

Qualcuno si fa prendere la mano e, già che c’è, lo accusa anche di commercio di armi e di riciclaggio :

#111 aldo1942 (101) il 24.08.10 alle ore 23:03 scrive:

… Che credibilità può avere uno come lei che con lo “IOR”, ha partecipato al commercio di armi, riciclaggio di denaro a intrighi internazionali a rubare la dignità e l’integrità fisica e morale di chi vi è stato affidato? Non le pare di appartenere a quei falsi pastori che vogliono mantenere il potere temporale del clero, vivere di soprusi e malvagità, mantenere il popolo nella povertà e nell’ignoranza per meglio operare?Famiglia Cristiana gif-strega-su-scopadovrebbe sapere che non siamo più nel Medio Evo e la caccia alle streghe non è più di moda.

Manca solo che qualche lettore accusi Don Sciortino di praticare la magia nera e poi saremmo al completo.

Ma, in effetti, l’unico reato di cui potrebbe essere incolpato Don Sciortino è l’abigeato perchè Famiglia Cristiana sta sottraendo qualche pia pecorella dall’ovile di Arcore.gif-pecorelle-danzanti

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla cultura e sui veri sentimenti che animano la base del Partito dell’Amore, frequenti con regolarità il sito WEB de Il Giornale e ne scorra i commenti.  E poi forse si renderà conto che il problema non è costituito dai Berlusconi, Feltri,  Capezzone e Bondi, ma dagli italiani.

PS – L’esilarante volume di Lorenzo Raffi, “Di uomini e di animali”  è adesso disponibile

presso le Librerie Feltrinelli

157846_copertina_frontcover_icon-nuova Per saperne di più clicca qui : LIBRO

Posted in Attualità, Popoli e politiche | Contrassegnato da tag: , , , , , | Leave a Comment »

Sgarbi su “Il Giornale” parla dell’Uccello di Fuoco di Berlusconi. Politica dal “culo flaccido” e mondo femminile nel pensiero del “cosiddetto” critico d’arte.

Posted by pocavista su 14 agosto 2010

 

 

Da Stravinskij a Berlusconi

Su “Il Giornale” del 1 febbraio 2011, Sgarbi scrive un articolo sul caso Ruby, dove  immagina un eventuale interrogatorio di Berlusconi da parte della Bocassini, in cui afferma che “Berlusconi in privato …fa ascoltare” l’Uccello di Fuoco”  alla sedicente nipote di Mubarak”. Inevitabile la domanda : l’Uccello è quello di Igor Stravinskij o quello dello statista di Arcore?

Sgarbi  – da presunto cultore della materia – si intrattiene volentieri sul rapporto tra uomini politici e mondo femminile, spesso popolato da giovanissime aspiranti al successo disposte a “un rapporto affettuoso”, come Nicole Minetti, di un uomo politico anziano dal “culo flaccido”(così l’ha definito la Minetti), casualmente ricco, potente e soprattutto e generoso.

Nell’articolo, fa capolino la visione del mondo di Sgarbi sulle donne, che lui pensa di conoscere bene, dato che ne frequenta “cinquanta a settimana”. Roba da far impallidire il presunto harem di Berlusconi.

Già in precedenza Sgarbi su Il Giornale aveva parlato di Fini e di Berlusconi e del loro rapporto con le donne, criticando Fini e lodando Berlusconi.

Tutto nasce quando Sgarbi rilascia un’intervista al settimanale “A” sul caso Fini-Tulliano-casa di Montecarlo.   Feltri si butta a pesce e il 14 agosto pubblica un’articolessa del primo cittadino di Salemi.

 

Vittorio Sgarbi. Chi era costui?

Tutti sanno chi è Sgarbi. Garbato, cortese, assai rispettoso con gli interlocutori che dissentono da lui, riservato, fedele. sgarbi-incazzato-1Tiene molto alla legalità, tanto è vero che non si conoscono nemmeno sue infrazioni ai divieti di sosta. In effetti ha girato per anni con la scorta di stato pagata dai contribuenti.

Si dichiara critico d’arte e polemista. Molti nutrono più di un dubbio sulla prima qualifica, mentre sulla seconda non possiamo che convenire. Se qualcuno non ne fosse convinto, può consultare su Youtube la hit parade delle performance televisive del pacato intellettuale.

Sgarbi – da vero uomo di mondo – si muove a tutto campo, come risulta dal suo curriculum. sgarbi-incazzato-2Su Wikipedia qualcuno si è preso la briga di elencare le sue numerose condanne – per truffa ai danni dello stato (definitiva) e soprattutto per diffamazione – cui si è talvolta sottratto, suo malgrado, con indulti e prescrizioni.

Ma ciò a cui tiene di più sembra sia la coerenza. Al riguardo,  Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Sgarbi) riporta anche il robusto curriculum delle militanze politiche del Nostro:

 

  • Partito Comunista Italiano, che lo ha candidato a sindaco di Pesaro;
  • Partito Socialista Italiano, per il quale è stato consigliere comunale a San Severino Marche;
  • DC-MSI, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di San Severino Marche nel 1992;
  • Partito Liberale Italiano, per il quale è stato deputato;
  • Partito Federalista, che ha fondato nel 1995 e poi lasciato per aderire alla Lista Pannella;
  • Lista Marco Pannella, con la Lista Pannella-Sgarbi, abbandonata dallo stesso Sgarbi prima delle elezioni;
  • Forza Italia, nella quale ha inglobato il suo movimento I Liberal Sgarbi-I libertari;
  • Partito Repubblicano Italiano con il quale si è alleato per le elezioni europee nel 2004;
  • Lista Consumatori, con la quale si è candidato per le Politiche del 2006, senza essere eletto;
  • UDC-DC, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di Salemi nel 2008;
  • Movimento per le Autonomie con il quale è stato candidato alle Elezioni europee del 2009 nel cartello elettorale del Polo dell’Autonomia nella circoscrizione Isole.
  • Con Rete Liberal, alle regionali 2010 del Lazio ha sostenuto Renata Polverini

Ha inoltre fatto parte dell’Unione Monarchica Italiana”.

 

Roba da fare invidia all’implume Capezzone, ancor giovine di bottega, che però si farà, visto l’impegno che mette nel passare repentinamente da uno schieramento all’all’altro.

L'opione del martin pescatore

L'opinione del martin pescatore

Ci preoccupa l’assenza nel suo curriculum della Sudtiroler VolksPartei e del Movimento per la Ricostituzione del Sacro Romano Impero, ma siamo sicuri che colmerà al più presto queste inaccettabili lacune..

Visto da quale pulpito vien la predica, andiamo a vedere che cosa ha dichiarato il Nostro. Sgarbi, che per due anni ha “mantenuto il doveroso rispetto per Gianfranco Fini” , fin qui non ha detto niente. Ma dopo quello che sta succedendo, avverte l’ obbligo morale di prenderne le difese, dando una sua versione. Fini si è innamorato di questa “ragazza semplice e buona”… “La Tulliani, pure intelligente, è certo più bella che intelligente.” Fini come ogni “uomo innamorato non vede la realtà com’è, e interpreta in modo positivo ciò che altri giudicano malizioso”… “Non voglio dire che Elisabetta Tulliani volesse «sistemarsi». Voglio dire che Fini non doveva farsi sistemare.”

E qui inizia l’affondo : “Si può dunque pensare, anzi oggi è una certezza, che Fini sia stato, nella considerazione popolare, sopravvalutato”

Sgarbi a questo punto mostra tutto il suo talento per rubriche come la posta del cuore dei settimanali femminili. Parla delle ragazze “nell’orbita di uomini di fresco potere del centrodestra”, spesso raccomandate per intraprendere carriere artistiche e televisive. gif-ragazza-che-cammina-sexy1Ma anche delle donne della stagione politica precedente, “dominatrici di altri politici democratici o democristiani”. … “Donne di personalità forti che hanno letteralmente «occupato» i loro uomini condizionandone scelte e destini. Come per Fini, l’epilogo di Mastella si deve al cieco amore per Sandra. Clemente ha fatto saltare tutto, ha perduto se stesso, e ha fatto cadere Prodi per amore di Sandra. Quando essa è stata incriminata, non ci ha visto più e ha abbandonato tutto.” Adesso Alberoni può anche andare in pensione.

Però lui, Sgarbi, mica si fa condizionare dalle donne, come i comuni mortali di sesso maschile. “E ciò – rivela Sgarbi – li differenzia da me, e, anche se in modo più artigianale, da Berlusconi, che ha una sua «ingenuità», che amiamo essere «visitati», non «occupati». E non ci lasciamo travolgere né dal fascino, né dal potere seduttivo di una donna.” Anche Sgarbi, come il Berlusconi così definito dal suo avvocato di fiducia, si vanta di essere una sorta di ghedinesco “Utilizzatore Finale”.

 

D’altro canto Sgarbi afferma che “la Tulliani … non è dominatrice. Chiunque poteva prenderne le misure e non farsi travolgere dal suo giovanile entusiasmo. Meno Fini.” Con la scusa della difesa del Presidente della Camera, a Fini viene dunque affibbiato di fatto il ruolo del pirla che si fa infinocchiare dalla “sgallettata” di turno. L’abilissimo Sgarbi strizza l’occhio al maschilismo di molti elettori di destra,sgallettata-1 che provano una sincera ammirazione per l’Utilizzazione Finale (“una botta e via”è l’elegante espressione di uso comune) e una commiserazione per chi “ci casca”. L’invidia nei confronti del Leader Supremo non è assolutamente appannaggio dei “sinistri”, come la vulgata di destra vuol far credere. La maggior parte dei maschietti di destra, costretta a una “modica dose” di sesso coniugale, guarda con invidia a chi si può permettere l’overdose di sesso extraconiugale (vero o presunto, non ha importanza) con attricette e veline che appare privilegio del potere. Lo ius primae noctis, appreso nei lontani tempi di scuola, riemerge con forza ad opera dei nostri satrapi da avanspettacolo. Al riguardo, in un’intervista rilasciata a “Il Secolo XIX” di Genova, Sgarbi non ce la fa più a trattenersi e, come fosse con gli amici al Bar Sport, si lascia andare a questa dichiarazione “Io frequento 50 donne a settimana e, così come non ho storie d’amore con tutte, da tutte mi libero”. Come a dire “a me Silvio e il Merolone mi fanno una s…”. (Sgarbi dovrebbe sapere che in giro c’è chi conosce non solo Geminello Alvi, ma anche Plauto e il suo Miles Gloriosus e potrebbe fare imbarazzanti paragoni).

Mentre il Fini innamorato è “sorprendente e pericoloso”, al contrario “… l’abile, seppur generoso, Silvio, non ebbe dubbi, non si lasciò travolgere… si è liberato di tutte, anche di Veronica.”berlusco-fa-le-corna

Ma il gentleman ferrarese fornisce materia anche per le gentili lettrici di destra, indotte a pensare che di Fini non ci può fidare perché ha tradito la moglie per una “sgallettata” qualsiasi.

Sgarbi completa il servizietto a Fini, iniziato da Feltri :

 

  • tradisci il patto con gli elettori del PdL perché dissenti da Berlusconi (Feltri)
  • tradisci la fiducia del tuo stesso ex-partito (Feltri, che accusa Fini di uso privato di beni del partito) e non puoi fare il moralizzatore (altro slogan molto in voga tra i destri e i Grillini : “Il più pulito ci ha la rogna”);
  • infine sei un uomo “dabbene” che si lascia abbindolare dalla prima “velina” e quindi come si fa a fidarsi di te (Sgarbi)?

 

 

Ed ora si arriva al dunque. Qualcuno ancora pensa che Fini abbia mostrato disaccordo con Berlusconi per ragioni politiche, come legalità, federalismo e quisquilie di questa natura? Macché, Sgarbi fa sapere che il Fini “travolto dalla passione … si irrita quindi con Berlusconi per alcune sortite di «Striscia la Notizia»” che riguardano la sua compagna. E quindi conclude che “Da questa vicenda Gianfranco esce come un ingenuo, inadeguato a misurarsi con le realtà complesse e difficili della politica”.

In soldoni da “Il Giornale” si comunica alla platea della destra che Fini è: traditore (Feltri), imbroglione (Feltri), fesso (Sgarbi), incapace (Sgarbi). Ciapa su e porta a ca’.

fini-e-berlusca-dissenso

Certo che Sgarbi nell’operazione di demolizione della figura di Fini è assai più sottile di Feltri, che va giù con l’accetta. Se Feltri parla alla pancia degli elettori di destra, qui Sgarbi li titilla ancora più efficacemente dentro le mutande. D’altro canto è noto, non solo ai fan di De Andrè, che anche per il Re Carlo che “tornava dalla guerra … più che l’onor poté il digiuno!”.

 

All’autore di questo post, l’operazione di demolizione della figura di Gianfranco Fini appare invece strumentale e scandalosa. Molto al di là delle sue eventuali responsabilità nella vicenda monegasca, che la magistratura dovrà appurare. Certo, se si dovesse dimettere lui che non è nemmeno indagato, i due grandi Utilizzatori Finali, Berlusconi e Sgarbi – che qualche problemuccio con la giustizia ce l’hanno avuto – cosa dovrebbero fare?

Chi vuole consultare la hit parade di Sgarbi clicchi qui sotto :

SGARBI – The very best of

PS – L’esilarante volume di Lorenzo Raffi, “Di uomini e di animali”  è adesso disponibile

presso le Librerie Feltrinelli

157846_copertina_frontcover_icon-nuova Per saperne di più clicca qui : LIBRO

Posted in Attualità, Popoli e politiche | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Leave a Comment »

LA PAGLIA, LA TRAVE E IL CAPEZZONE – Fini e l’appartamentino

Posted by pocavista su 10 agosto 2010

 

fatto-banner-2-550x90_-3

 

 

 

 

LA PAGLIA, LA TRAVE E IL CAPEZZONE.

Ovvero : Fini e l’appartamentino di AN

 

Fini : “Un’inchiesta della Magistratura accerterà se sulla vicenda della casa a Montecarlo sono state commesse irregolarità o violazioni di legge. E’ la ragione per cui mi sono fino ad oggi limitato ad affermare ‘Ben vengano le indagini’. A differenza di altri non ho l’abitudine di strillare contro i magistrati comunisti‘.

Accettabile la dichiarazione di principio. Meno convincente la spiegazione sullo svolgimento della vicenda che, tra l’altro, non riguarda beni pubblici bensì il patrimonio privato di AN. Ma aspettiamo che la magistratura faccia il proprio lavoro.

Il Giornale”, che insieme a “Libero” e al “Il Tempo” hanno iniziato a massacrare Fini, raccoglie le firme per chiedere le dimissioni del Presidente della Camera. gif-avvoltoioTra i primi firmatari la Santanchè (Santa ‘n chè? Ma non è quella che ha affermato in TV che bisogna rispettare anche la privacy dei mafiosi?) e Stracquadanio, parlamentare PdL, il gentiluomo che aveva anticipato che a Fini sarebbe stato riservato il “trattamento Boffo”.

Secondo il periodico online di Farefuturo, : “A guardare in azione i manganellatori di professione – è scritto – sembra quasi che la ‘filosofia politica’ del Pdl sia solo e soltanto quella di garantire un potere tutto personale: politico, aziendale, economico“. Va da sé che da un direttore come Feltri, che sulla scrivania tiene il busto di Mussolini, ci si doveva aspettare una certa familiarità con il manganello, sia pure mediatico.

fini-con-la-faccia-scettica

Fini, colpito da fuoco amico. "Se avessi saputo quanto fa male il manganello, mi sarei portato almeno un po' di olio di ricino!"

In democrazia è normale che si chieda a una figura pubblica, come quella di Fini, una spiegazione di un fatto apparentemente anomalo come la vendita di un appartamento di AN a due società off-shore. Che lo chieda “Il Giornale” nei tempi e nei modi che tutti sappiamo, appare sospetto anche ad alcuni dei suoi lettori.

feltri-che-sha-da-fa-pe-campa

Gianfra', ma che ce tocca fa' per riportarti sulla retta via. Di Arcore.

Sul sito WEB de “Il Giornale” sono gli stessi berluscones ad azzardare qualche timido dubbio, come il lettore #21 “devezze (2)”, che il 10.08.10 alle ore 11:00 scrive: “a me sembra che siate voi ad essere diventati giustizialisti all’improvviso… come mai questa disparità di trattamento? come mai a Berlusconi tutti i benefici del dubbio su tutte le faccende sporche in cui è immischiato, e per Fini invece richiesta di dimissioni immediate? che coerenza”.

 

Sembra disorientato anche un altro lettore de “Il GIornale”,“#5 el liga (134)”, che il 10.08.10 alle ore 9:18 commenta sul sito:

Situazione adorabilmente complicata. Usando la logica mi pare di poter dire: 1. non va bene che Fini faccia il capocorrente da presidente della camera; anche Casini e Bertinotti l’hanno un po’ fatto ma lui esagera. Dovrebbe essere molto più moderato oppure dimettersi. 2. essendo io stato sempre contro tutti i linciaggi, quello di Berlusconi e quello di Boffo, quello di Scaiola e quello di Marrazzo et cetera mi posso permettere di dire che anche questo del Giornale contro Fini è parecchio sopra le righe e, se posso usare un termine caro a Berlusconi, a orologeria. 3. E giusta la domanda: se fosse un berlusconiano cosa direbbero Di Pietro, Repubblica & company? gif-burlanda-berluscdirige-orchestraPerò è anche giusta la domanda: se fosse un berlusconiano fedelissimo, il Giornale avrebbe fatto una così rigorosa inchiesta su fatti che legalmente sono privati? Inchiesta ovviamente legittima ma …

Qualche lettore giunge perfino a fare dell’ironia sottile sulla campagna de “Il Giornale”, proponendo una lettura della cosa che rimanderebbe direttamente alle vicende giudiziarie che hanno visto protagonista il Premier Supremo.

Il lettore “#3 Lu. Car. (444)”, il 10.08.10 alle ore 9:01 scrive:

Pazzesco come Fini abbia trafficato con questo appartamento. Società fittizie di comodo, conti in nero, castelli finanziari, probabili tangenti, forse corruzione a finanzieri e giudici per realizzare e coprire queste operazioni. Poi uso del potere per salvarsi e stare sulla breccia là dove la giustizia ha paura di arrivare e per poter modificare le leggi garantendosi impunità e buoni affari. Fini ha commesso tutto questo e quindi deve dimettersi. Il mariuolo Fini deve andarsene.Ironia che, essendo molto sottile, probabilmente è sfuggita a molti lettori del sito.

 

Argomentazioni tuttavia che non turbano l’ineffabile Daniele Capezzone, il portavoce del Leader Supremo. El Cabezon è quello che quando esterna in TV dà l’impressione che aspetti con impazienza la fine del collegamento per sganasciarsi dal ridere per le sue stesse dichiarazioni.

Il giovane Capezzone, dall’inquietante anagramma (si provi per esempio a spostare la seconda sillaba del nome al terzo posto), ha fatto della coerenza il proprio stile di vita. Com’è possibile che questo fior di garantista abbia chiesto “ufficialmente” le dimissioni di Fini?

Capezzone, chi era costui? El Cabezon, si ricorderà, da piccolo è stato anche segretario del partito radicale, prima della propria fulminea conversione sulla via di Arcore. Celebre la sua intervista a Radio Vaticana, il 5 dicembre 2001, in cui dichiarava che la pedofilia al pari di qualunque orientamento e preferenza sessuale, non può essere considerata un reato.

 

Capezzone, ovvero dr.Jekill and mr. Hyde

El Cabezon, uno dei migliori dr.Jekill and Mr. Hyde della politica italiana

Sul Corriere della sera, 4 febbraio 2006, a pagina 8 dichiarava che “Berlusconi … doveva fare le grandi riforme economiche e abbiamo Tremonti che scrive libri da no global, doveva fare la grande riforma della giustizia e si è fatto solo gli affari suoi. Ha trasformato la Casa delle libertà nella Casa delle libertà vigilate.”

 

 

Sul Corriere della sera, 30 ottobre 2003, p. 13, riferendosi al governo Berlusconi, diceva “Sarebbe un’eresia dirsi d’accordo con chi ha impostazioni clerico-fasciste su materie come il divorzio, la droga, la ricerca scientifica.”

Altra dichiarazione del Nostro: “Silvio Berlusconi è entrato in politica con 5 mila miliardi di debiti e con le banche che tentavano di strozzarlo; oggi vanta 29 mila miliardi di attivo e figura tra i sette uomini più ricchi del pianeta”. (da Repubblica, 30 ottobre 2005, p. 13)

Su Repubblica, 19 marzo 2006, un Capezzone in piena crisi puberale dava fiato ad un’elegantissima esternazione: “Dopo il cieco di Sorrento, la muta di Portici, e lo smemorato di Collegno, arriva lo sciancato di Arcore. Berlusconi è patetico.”

Altrove (“L’omonimo”, Carta Canta del 31 marzo 2006) paragonava Berlusconi a Vanna Marchi e Tremonti al Mago do Nascimento.berlsuca-e-vanna-marchi

Naturalmente saremmo lieti di smentire tali citazioni, riprese dal blog “L’Antefatto” e dal sito Web di FareFuturo, qualora si rivelassero errate.

 

Bene, ognuno ha diritto di cambiare opinione. Non solo Fini, ma anche l’imberbe Capezzone, divenuto ormai un secondino nella “casa delle libertà vigilate”.  Oggi afferma che “Siamo garantisti verso tutti, ma non siamo ciechi. La spiegazione fornita dal presidente Fini non spiega granché sulla ormai famosa vicenda monegasca”.

Ma forse il Leader Supremo, che lui rappresenta così bene, ha fornito spiegazioni soddisfacenti alle famose 10 domande di Repubblica? Berlusconi, anzi, ha querelato “La Repubblica”, non perché affermasse il falso, ma solo perché poneva domande scomode.

Capezzone, tra l’altro condannato a febbraio in via definitiva per avere dato del teppista ad un pubblico ministero,

Daniele Capezzone, oggi portavoce di Berlusconi, ieri a fianco di Cossutta e Fassino. Per la serie : "oggi è molto difficile credere negli ideali, ma per un compenso adeguato lo si può sempre fare"

Daniele Capezzone, oggi portavoce di Berlusconi, ieri a fianco di Cossutta e Fassino. Per la serie : "oggi è molto difficile credere negli ideali, ma per un compenso adeguato lo si può sempre fare"

sarebbe più credibile se, a proposito di vendite off-shore, chiedesse proprio al suo principale– come ha stabilito la sentenza per la corruzione dell’avvocato inglese David Mills – notizia delle varie società domiciliate nei paradisi fiscali di mezzo mondo e a lui riconducibili. A proposito di residenze estere, Capezzone poi non avrebbe che l’imbarazzo della scelta, dato che ai Caraibi il Cavaliere possiede almeno sei ville controllate da società off-shore. capezzone_talebanoEn passant, il buon Daniele potrebbe chiedere conto anche dei millecinquecento miliardi di lire di fondi neri accumulati all’estero da società del premier, sistemati da una legge appositamente fatta approvare dall’interessato. E magari perché le sue società hanno usufruito spesso dei condoni fiscali varati dai suoi governi.

El Cabezon avrà anche una sua spiegazione per l’affare Mediatrade, in cui cui Berlusconi è accusato di “appropriazione indebita” e “frode fiscale” per aver concorso nel 2002-2005 (mentre era presidente del Consiglio) a “stornare” 34 milioni di euro dai bilanci di Mediaset (società quotata) e a frodare il fisco per 8 milioni di euro. Per non parlare delle frequentazioni anche recenti del suo Leader Supremo con l’avvocato Cesare Previti che comprò i giudici del caso Mondadori con soldi della Fininvest. Bene, il bimbo prodigio Capezzone ci faccia sapere qualcosa senza nascondersi anche lui dietro legittimi impedimenti.

Altan, da "L'Espresso"

Altan, da "L'Espresso"

 

Uno come Capezzone, che ci immaginiamo sottoposto a forti stress perchè passa freneticamente da uno schieramento politico all’altro ad ogni elezionecapezzone-no-centristi e la cui carriera politica potrebbe venire stroncata all’improvviso, per prudenza dovrebbe dotarsi almeno dei conforti religiosi. Cerchiamo di consigliargli qualche lettura edificante:

gif-frate-pelatoIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: “… Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, mentre tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”.(Luca 6,39-42, oppure Matteo 7, 1-5)

 

Ma non sarà che il nostro Cabezon forse più che le travi e le pagliuzze sa riconoscere meglio le “canne” e le “paglie”?

 

 

 

 

 

PS – L’esilarante volume di Lorenzo Raffi, “Di uomini e di animali”  è adesso disponibile

presso le Librerie Feltrinelli

157846_copertina_frontcover_icon-nuova Per saperne di più clicca qui : LIBRO

 

Posted in Attualità, Popoli e politiche, Società e costume | Contrassegnato da tag: , , , , | 1 Comment »

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: