Della bufala. Intesa come una delle belle arti

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Da Quarto a Pechino. Ovvero la spedizione dei Mille e la finanza globale

Posted by pocavista su 12 luglio 2017

I PARTE – Qualche osservazione sull’articolo di Gianluca Ferrara, “l 1000 fantasmi che governano il mondo”, sul Fatto Quotidiano del 9 luglio 2017.

Gianluca Ferrara, direttore editoriale di Dissensi editore, dichiara una laurea in scienze politiche e di occuparsi di politica internazionale. Tra i suoi maestri, cita ambientalisti come Vandana Shiva e Paul Connett. Ma afferma di trarre ispirazione  anche dalle illustri tonache del missionario terzomondista Alex Zanotelli, del prete anarco-cristiano Don Gallo e del “francescano” Beppe Grillo, elogiante la povertà (altrui) ad Assisi e anacoreta penitente nell’eremo di Briatore a Malindi.

Ferrara raccatta qua e là fatti, cifre e opinioni che lui accosta in modo approssimativo.

E poi si lancia in affermazioni definitive: “sono soltanto in Mille coloro che esercitano il potere su uomini, animali e vegetazione”. Chi sarebbero questi “moderni faraoni del mondo”? Secondo il Nostro, “I primi 500 sono gli amministratori delegati delle multinazionali inserite nella lista di Fortune 500, le 500 maggiori imprese del mondo”. Costoro costituirebbero “una rete solida nella quale tengono imprigionati 7 miliardi di individui. Questi 500 controllano la produzione di cibo, armamenti, energia, acqua e informazione. Ma soprattutto controllano la politica diventata damigella dell’economia e della sua degenerazione finanziaria.” Ma chi sono gli altri 500?

Per Ferrara sono le big five della finanza: Bank of America, J.P. Morgan, Goldman Sachs, Citybank e Hsbc Usa; e le big five del credito: Deutsche Bank, Credit SuisseUbsCitycorp-Merill Linch e Bnp-Paribas.

Ferrara parte da un fenomeno ormai acclarato (la concentrazione di potere delle grosse corporation transnazionali e della finanza globalizzata), per sparare cifre ad effetto ad uso del popolo del web, per riproporre il complotto dell’internazionale demo-pluto-giudaico-massonica, che avrebbe organizzato “una rete solida nella quale sono imprigionati 7 miliardi di individui”.

Qualcuno potrebbe obbiettare che esistono non solo gli AD, ma anche gli azionisti, i megafondi pensione, i fondi sovrani, i petrodollari, i proventi del riciclaggio e dell’evasione, le mafie, i governi. I quali, invece di essere tutti d’accordo sul come fregare i 7 miliardi di essere umani come sostiene Ferrara, lottano tra di loro a suon di soldi e talvolta con le bombe per allargare la propria fetta di mercato, i profitti, o la loro sfera di influenza territoriale. Non è un complotto, ma un conflitto permanente tra potenze ostili, che possono trovare momentanei interessi convergenti.

Per Ferrara la rete che ci imprigiona è anche il “cibo spazzatura” che ha reso “più di 2 miliardi di persone in sovrappeso, delle quali più di mezzo miliardo obeso”. “Sull’altro lato della medaglia ci sono i volti di quel quasi miliardo di uomini donne e bambini che vivono nell’indigenza, e sono malnutriti.” Lasciamo per il momento da parte la questione del “cibo spazzatura” e parliamo della fame.

Chi sono i colpevoli? Naturalmente i Mille (i 500+500 di cui sopra). A questo punto Ferrara, che dice di occuparsi di questioni internazionali, la spara veramente grossa : “nei paesi definiti ipocritamente poveri, in realtà ricchi di risorse, fino a 40 anni fa, prima che il regno dei 1000 cominciasse la sua politica egemonica, non c’era malnutrizione.!!! Confesso che quando ho letto questa frase sono saltato sulla sedia. Il sottoscritto ha insegnato per molti anni economia in una università di un paese africano e ha lavorato per trenta anni in decine di paesi in via di sviluppo: sulla fame e sul sottosviluppo ne ho sentiti di tutti i colori, ma ciò che scrive Ferrara è demenziale.

Mi sono chiesto chi gli ha concesso una laurea in scienze politiche. E se legge qualcosa oltre a ciò che scrive: che per un direttore editoriale come lui dovrebbe essere un obbligo.

Ma non dobbiamo meravigliarci troppo : oggi in economia e in politica, e adesso in medicina con le istanze antivax, si va “per sentito dire”, “per letto e condiviso sui social”. Per ottenere consenso, l’importante è essere “contro”, delegittimare ogni autorità e ogni autorevolezza, di politici, imprenditori, scienziati, alimentando le teorie del complotto ordito dai Mille e dai loro “lacchè politici” ai danni del popolo.

Ferrara afferma che 40 anni fa non c’era malnutrizione nei paesi in via di sviluppo (PVS): poi cosa sarebbe successo? “Con la distruzione delle economie di sussistenza, l’abbattimento delle barriere doganali e l’imposizione di monoculture per produrre mangime finalizzato alle mandrie bovine, si è rotto un equilibrio millenario”. Ferrara dimostra ancora una volta di non sapere di cosa parla e che non basta accostare a caso qualcosa raccolta qua e la’ sul WEB per fare un discorso di senso compiuto.

Andiamo con ordine per confutare le boiate che spara Ferrara:

1 – “40 anni fa non c’era malnutrizione nei PVS”? In realtà oltre un terzo (34% ) della popolazione mondiale di allora soffriva la fame o era malnutrita. 25 anni fa la popolazione malnutrita scendeva al 23%; oggi è il 12.9% della popolazione mondiale (dati FAO). Sempre troppi, ma il fenomeno è assai meno grave di prima. Inoltre nel 1981 (quasi quarant’anni fa), il 52% della popolazione mondiale viveva in estrema povertà. Oggi è meno del 21%. 

2 – la malnutrizione è stata causata dalla “distruzione delle economie di sussistenza”? L’economia di sussistenza, che caratterizza molti PVS, è prevalentemente agricola: si produce poco, non si accumulano risorse e non si investe, non c’è sviluppo né innovazione, si ha bisogno di superfici da coltivare sempre più vaste (con deforestazione crescente e desertificazione) per alimentare una popolazione in forte crescita demografica. Alla prima crisi – climatica, economica, bellica – si muore di fame o ci si imbarca sui barconi. Nella migliore delle ipotesi, Ferrara fa confusione tra agricoltura di sussistenza e agricoltura sostenibile, che sono due cose diverse. Ma da lui non possiamo pretendere troppo.

3 – la malnutrizione è stata causata dall’“abbattimento delle barriere doganali”? Ma quando mai? In molti casi sono stati proprio i PVS a chiedere di abbattere le barriere doganali per esportare le materie prime o i propri manufatti nei paesi sviluppati (recente è il caso della riduzione delle barriere doganali chiesto da Tunisia – con turismo azzerato dopo gli attentati del Bardo – per l’olio d’oliva : “aiutiamoli a casa loro”, poi quando qualcuno lo fa, la Lega e i 5 Stelle organizzano le barricate, anche se l’Italia consuma molto più olio di oliva di quanto ne produciamo). Inoltre con l’abbattimento di molte barriere doganali e la globalizzazione, molti paesi come Cina, India, Thailandia, Indonesia, Pakistan e Vietnam hanno ridotto drasticamente gli indici di malnutrizione e di povertà. Questi paesi rappresentano da soli circa la metà della popolazione mondiale.

4 – malnutrizione a causa “dell’imposizione di monoculture per l’allevamento bovino”? I mangimi per l’allevamento bovino utilizzano mais, soia e altri pannelli oleosi. Principali produttori di materie prime per mangimi sono USA, Canada e Brasile, paesi “nutriti” anche troppo. Questo fatto può causare la malnutrizione esistente in Burkina Faso, Ciad o Bangladesh? Al massimo si potrebbe dire che invece di dare la soia e il mais ai bovini (ci vogliono 10 kg di mais per produrre un kg di carne bovina), potremmo regalarli ai paesi più poveri. Facile a dirsi, difficile a farsi. Problema diverso sarebbe dire che l’allevamento bovino contribuisce fortemente all’effetto serra e che dobbiamo cambiare modelli di alimentazione perché insalubri e non sostenibili. Ferrara è non solo no vax, ma anche no bov. Ma troppo impegnato a essere contro qualcosa, fa un po’ di confusione tra i vari concetti, tanto i suoi lettori sono di bocca buona.

Poi Ferrara, abituato a non guardare troppo per il sottile, si allarga ancora :” i capi di governo dei Paesi che aderiscono all’Ocse sono dei dipendenti di questi 1000 individui. Sono succubi (ma anche complici) di un progetto di colonizzazione delle coscienze perfettamente realizzato.”

I Mille avrebbero poi imposto “un paradigma economico che è una mutazione neoliberista, dato che poi sono gli Stati a pagare le conseguenze delle turbolenze finanziarie …”: Inutile far osservare a Ferrara che non c’è relazione tra la prima e la seconda parte di questa frase.

Alla fine Ferrara si sbilancia, rivelando a noi comuni mortali l’esistenza della Spectre di bondiana memoria: “Questa super élite è un governo mondiale ombra che semina consenso elargendo piccole e grandi posizioni di potere e persino premi… Giornalisti, docenti universitari, economisti, politici tutti caduti in questa prigione intellettuale che difendono persino con ardore.” Per fortuna c’è Ferrara che si è salvato non si sa come dalla “colonizzazione delle coscienze”, e che ci mette in guardia dal cadere “in questa prigione intellettuale” gestita dal Lato Oscuro Della Forza.

Poi c’è la chicca finale: Ferrara sembra collocare tra gli eroi che si ribellano all’ordine costituito dei Mille,  quei personaggi “emarginati, resi inoffensivi e persino eliminati (si pensi a Saddam e Gheddafi)”, come i nostri “Enrico Mattei e Aldo Moro”. Certo, un Aldo Moro paragonato a Gheddafi e Saddam fa un po’ impressione.  Ma i lettori del FQ, ormai sono abituati a ben altro e vogliono roba forte.

L’articolo di Ferrara, che mescola fenomeni veri a fattoidi e dati falsi, sembra raggiungere il proprio scopo: riporto solo un esemplare commento – da complottista tutto di un pezzo – a firma di Nino Faroli, sul FQ in calce all’articolo.

...e’ un nuovo ordine mondiale dove dei mille soprannominati che ci mettono la faccia ed alle volte anche il deretano, ne rimane una cerchia di circa 200 persone sparse per tutti i continenti ma collegate tra loro da vincoli di sangue e dal vero potere oscuro messo in atto da generazioni, che come in una sorta di cupola mafiosa decidono guerre, pace,morte o risurrezioni di Stati e di governi , passaggi di fortune o perdite per intere categorie umane , controllano l’acqua ed il clima ,decidono dove desertificare per poi prendere il tutto senza colpo ferire mettendo simulacri di governi plasmabili secondo il loro volere , decidono le economie mondiali dove devono andare ed a volte ne programmano le crisi pilotandole da dietro le quinte, pilotano emergenze e pandemie con relative vaccinazione a livello globale, decidono a tavolino chi deve mangiare o no,…per loro non esistono confini, razze o religioni anzi sono concetti di cui si servono per meglio mantenerne il potere”.

Caro Ferrara, i tuoi Mille garibaldini della finanza globale fanno una figura fantozziana in confronto al vero potere di queste poche famiglie, “legate da vincoli di sangue e dal vero potere oscuro da generazioni” (ebrei? Aridaje coi Protocolli dei Savi di Sion della Russia zarista), che “controllano l’acqua e il clima (minchia!)”, “decidono dove desertificare” e “pilotano emergenze e pandemie con relative vaccinazioni a livello globale” .

Ultima osservazione. Ferrara denunciava prima che siamo tutti immersi “in una sorta di Truman Show” permanente : gli è mai sorto il dubbio che lui stesso ne contribuisca alla sceneggiatura? O forse qualche dubbio ce l’ha, ma cerca di avere tutte le carte in regola (fa l’ambientalista all’ingrosso strizzando l’occhio ai vegani, dichiara di avere preti no global e il “poverello di Assisi” Grillo come riferimenti spirituali, dichiara di lottare contro un generico “pensiero unico dominante”, alimenta un facile complottismo, combatte il “fascismo sanitario” di chi vuole i vaccini infantili obbligatori) per candidarsi alle prossime parlamentarie a 5 stelle. In bocca al lupo.

II PARTE. Globalizzazione, capitale finanziario e concentrazione economica.

Lasciamo ora da parte questo complottismo un po’ naif.

Ferrara pone anche questioni serie. Le grandi corporation transnazionali ormai sfuggono alla regolamentazione e alle leggi degli stati, influenzando in molti casi le decisioni dei governi. Inoltre “la finanza, un tempo a servizio dell’economia, è cresciuta fino a diventare 13, 14 volte maggiore dell’economia reale”. Questi sono problemi reali che pongono ai popoli e ai governi delle sfide difficili.

II.1 -A questo punto mi sia consentita qualche riflessione sul dibattito odierno sui costi/benefici della globalizzazione dell’economia e del potere del capitale finanziario.1 C’è chi ne evidenzia le ricadute negative, chi i benefici. Non c’è dubbio che il fenomeno della globalizzazione, sotto i colpi delle ondate migratorie, dell’impoverimento di alcuni strati della popolazione dei paesi sviluppati, delle difficoltà occupazionali e della scarsa crescita, goda di cattiva stampa.

C’è chi come Richard Baldwin, nel suo recente saggio “The Great Convergence: information technology and the new globalization “(Belknap), afferma che la globalizzazione sta sfuggendo al controllo del mondo occidentale. Questa si è affermata più che con le merci, con il trasferimento di know-how tecnologico. Ciò è avvenuto in una sola direzione, dai G7 ai paesi emergenti (in particolare a Cina, India, Indonesia, Pakistan, Corea, Polonia e Thailandia), che lo hanno combinato con i loro bassi salari. Ciò ha creato una situazione di concorrenza sul mercato globale che molti settori dei paesi sviluppati non sono stati in grado di sostenere.

In questi paesi emergenti vive circa metà degli abitanti della Terra, con una forte domanda interna che ha permesso il decollo delle loro economie e delle loro capacità produttive. Al contrario, nelle economie occidentali questo fenomeno si è ripercosso sui livelli di occupazione e sui salari dei lavoratori. Ciò viene aggravato da informatizzazione e robotizzazione di vaste branche dell’economia, che espellono i lavoratori dal sistema produttivo.

Mentre un tempo la competizione avveniva sostanzialmente tra le industrie nazionali, oggi la concorrenza avviene tra multinazionali che catturano i massimi vantaggi ovunque li trovino. Apple, progetta nella Silicon Valley, si fa elaborare il software in Pakistan, costruisce i componenti elettronici in Cina. Infine prende sede fiscale in paesi come l’Irlanda, con cui ha concordato un livello di tassazione risibile.

Le multinazionali si avvantaggiano sempre più, spiazzando i concorrenti che non riesco a raggiungere i loro livelli dimensionali e di innovazione. Ciò si traduce in un crescente accumulo di ricchezza nelle mani di pochi imprenditori globali e un impoverimento relativo dei lavoratori e delle classi medie dei paesi occidentali. Inoltre il crescente invecchiamento della popolazione e la diminuzione della sua componente attiva ne aggravano la situazione.

II.2 – Nel processo di globalizzazione dell’economia, il capitalismo finanziario va assumendo un ruolo sempre più rilevante.

All’inizio degli anni ’80 alcuni economisti teorizzarono il superamento dell’intervento degli Stati nell’economia. Margaret Thatcher, in Gran Bretagna e Ronald Reagan, negli Stati Uniti , lanciarono per primi una nuova politica economica liberista, la “reagonomics”. Il libero mercato avrebbe dovuto rimettere le cose a posto, premiando il merito, l’efficienza, la trasparenza. L’apertura ai mercati globali e la finanziarizzazione dell’economia avrebbero dovuto consentire di passare da un’economia basata sulla fabbrica e sul territorio a una economia basata sulla conoscenza, cioè su innovazione e dematerializzazione.

Lo strumento di questo nuovo approccio fu rappresentato da una nuova politica monetaria. Il principale fautore della teoria monetarista, Milton Friedman, sosteneva da tempo che la politica monetaria costituiva “di per sé” la migliore politica economica possibile. Secondo tale approccio, le politiche monetarie mirate alla stabilità dei prezzi favorirebbero le dinamiche dei mercati. Diventava fondamentale dunque l’indipendenza delle banche centrali dagli organi politici e il contenimento dell’inflazione e dei deficit pubblici.

II.3 – Negli anni ’80 gli Stati dettero vita a un gran numero di organizzazioni internazionali, ciascuna con uno specifico mandato. Nel 1995 nasce la World Trade Organization, con l’obiettivo di liberalizzare i commerci mondiali: WTO componeva, con FMI e World Bank, la Trimurti del neo-liberismo. In tale contesto il mercato globale veniva concepito come una sorta di strumento di pace internazionale, che avrebbe messo in secondo piano gli aspetti strategici e militari.

II.4 – La liberalizzazione finanziaria avrebbe creato un mare magnum di capitali, nel quale tutti avrebbero potuto navigare col vento in poppa.

La finanza, da tradizionale strumento necessario alla vita delle imprese e dell’economia in generale,  però ha acquisito progressivamente un ruolo autonomo, che produce nuovi rischi e poche opportunità di crescita dell’economia reale. Adesso sono le holding finanziarie a fornire nuove direttive strategiche alle imprese. Si persegue la massimizzazione del valore a breve/medio delle azioni, non tanto la massimizzazione del fatturato, il mantenimento dell’occupazione, il livello degli investimenti in Ricerca e Sviluppo.

La delocalizzazione degli impianti produttivi, per sfruttare i bassi salari dei paesi poveri, e il trasferimento delle sedi offshore, in paesi a fiscalità vantaggiosa, sono i risultati di questo nuovo approccio.

II.5 – Da tempo le acquisizioni di imprese concorrenti di successo non avvengono solo per aumentare le proprie quote di mercato, ma anche per eliminare concorrenti pericolosi e godere di posizioni di quasi monopolio. Il libero mercato (in questo caso dei capitali finanziari), che avrebbe dovuto garantire efficienza dei mercati e massima utilità per i consumatori, in realtà tende a produrre distorsioni macroscopiche. Le grandi imprese sono sempre più attive nei mercati speculativi, che sovente sono ben più remunerativi della produzione di beni e servizi.

Il grosso problema è che nell’oceano dei capitali quelli che non sanno nuotare bene o che maneggiano strumenti finanziari pericolosi, come i derivati, annegano miseramente, portando a fondo molti compagni di navigazione e non solo. Prima è venuto il default dell’Argentina, poi si sono succeduti via via altri collassi finanziari, fino alla grande crisi del 2008. E queste crisi sembrano non avere insegnato molto.

Oggi assistiamo a due effetti paradossali: il primo è che si è avuta un’espansione della massa monetaria nonostante le teorie monetariste. Il secondo è che quelle banche centrali, che dovevano controllare l’espansione della moneta, hanno contribuito a espanderla. Le banche centrali negli ultimi anni hanno adottato armi non convenzionali, come il “quantitative easing”. La Banca Centrale del Giappone, la Federal Reserve statunitense e la BCE – dopo aver effettuato un replenishment monetario di molte loro banche che rischiavano il fallimento per la crisi del 2008 – hanno comprato e continuano a comprare obbligazioni governative per molte centinaia di miliardi di dollari. E c’è oggi chi protesta perché l’Italia sta cercando di salvare alcune sue banche, e con esse milioni di correntisti, per non precipitare nel caos finanziario e nella corsa generalizzata a ritirare i risparmi (vedi Grecia).

II.6 Non solo ombre, ma anche luci: il nuovo ordine mondiale, che non è solo finanziarizzazione dell’economia, ma anche globalizzazione dei mercati, ha consentito a un miliardo di persone di uscire dalla fame e dalla povertà come in Cina e in India. Ha beneficiato anche i consumatori occidentali con prodotti importati a basso costo. Ma ciò non deve far dimenticare i pericoli di una situazione potenzialmente esplosiva di cui la crisi del 2008, seppur grave, rischia di apparire un episodio marginale. L’Unione Europea ha imposto alcune regole agli Stati-membri più a rischio”, sostenute dai rigoristi del deficit. Tuttavia, per minimizzare i rischi legati all’inflazione, le politiche europee hanno indotto stagnazione economica, disoccupazione e pericolose tendenze deflattive. Senza risolvere i rischi legati alla finanza. Negli ultimi tempi per fortuna si assiste ad una lenta ripresa economica (anche in Italia), dell’inflazione e dell’occupazione. Ma la precarizzazione del lavoro è un fenomeno crescente, che anche le misure “di sinistra” come l’eventuale abolizione del jobs act non riuscirebbero a contrastare.

Accanto ai benefici della globalizzazione, alcuni obiettivi promessi dalla liberalizzazione finanziaria e dei mercati sono stati disattesi: sono aumentati i trust e gli oligopoli, con conseguenti rendite di posizione per le imprese e di perdita di efficienza per i consumatori; si è demonizzato il debito pubblico, riducendo i livelli di welfare precedenti.

Infine si sta acuendo la disuguaglianza sociale: la ricchezza prodotta non scivola verso il basso della scala sociale, ma vince ogni legge di gravità e si accumula in alto, nelle mani di un numero sempre più ristretto di attori.

E ciò è una delle principali cause della crisi economico-sociale e della rappresentanza politica dei paesi industriali avanzati. Crisi che pone sfide assai complicate. Che il “sovranismo economico” basato sulla chiusura dei mercati, sostenuti dai movimenti “populisti” di casa nostra che guardano a Trump e a Putin, rischia di aggravare.

1 In questa seconda parte, sintetizzo alcuni commenti contenuti della recensione di L.Raffi al volume di Maria Rosaria Ferrarese – “Promesse mancate – Dove ci ha portato il capitalismo finanziario”, Il Mulino, 2017, apparsa su “Pandora, Rivista di teoria e politica”, marzo 2017

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Il M5Stelle sceglie l’UKIP di Farage e svela la sua natura di movimento di destra. Questo è il commento che il Fatto Quotidiano non mi ha permesso di pubblicare.

Posted by pocavista su 12 giugno 2014

Oggi ho postato più volte questo commento all’articolo de il Fatto Quotidiano relativo alle elezioni on-line del M5 Stelle per la scelta delle alleanze al Parlamento Europeo.  La moderazione evidentemente non ha gradito le argomentazioni contenute nel mio commento, che non conteneva insulti ed era in argomento.

Immagine

Riporto qui di sotto il commento rifiutato:

“Scelta delle alleanze 5 Stelle in Europa. Proviamo a fare della facile dietrologia con una rudimentale teoria del complotto (utilizziamo gli stessi schemi narrativi cari a Casaleggio e ai suoi influencer, che hanno tanto successo tra molti seguaci del movimento).

1 – Agli Usa conviene un’ Europa forte e unita? No, è una concorrente pericolosa, sul piano economico, commerciale e politico come la Cina. Divide et impera, principio sempre valido.

2 – Chi è il più fedele alleato europeo degli Usa? La Gran Bretagna, che dopo l’alleanza con gli Usa nella II guerra mondiale (avrà firmato qualche trattato segreto che la vincola alle posizioni internazionali USA), ha appoggiato “TUTTE” le posizioni degli USA nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite; ospita sul proprio territorio il sistema spionistico globale degli Usa “Echelon” e sue versioni successive; ha partecipato e promosso “TUTTE” le azioni militari USA nel mondo; si è opposta alla creazione di una moneta unica europea e alla creazione di una forza militare comune.

3 – Qual è il movimento più antieuropeo espresso dalle ultime elezioni britanniche? L’Ukip di Farage.

4 – Il movimento 5 Stelle da tempo ha ottenuto un endorsement politico dall’amministrazione USA, dopo che Grillo era stato ricevuto dall’Ambasciatore USA a Roma (già ai tempi dell’amministrazione Bush). Cosa c’era andato a fare Grillo nell’Ambasciata USA? L’appoggio USA è solo politico?

5 – Grillo ha dichiarato che l’Ambasciatore GB aveva tentato di farlo incontrare con Letta, diventato Presidente del Consiglio. Cosa ci faceva Grillo nell’Ambasciata GB, il movimento gli aveva forse dato qualche incarico o ci era andato a chiedere solo informazioni turistiche?

6 – Non appena eletti, i primi portavoce del M5 Stelle (Crimi e Lombardi) sono stati ricevuti dall’Ambasciatore USA. Cosa ci sono andati a fare?

7 – Casaleggio, prima e dopo la sua candidatura in una lista apparentata con Forza Italia nel 2004, collaborava con grandi imprese americane, utilizzando tecniche di marketing virale su Internet.

8 – Nel M 5 Stelle nessun cittadino ha discusso e preso decisioni in merito alle alleanze da fare in Europa “PRIMA” delle elezioni europee. I “Cittadini” e i Meet-up vengono messi di fronte al fatto compiuto : Grillo e il figlio di Casaleggio non hanno mai ottenuto il mandato della Rete di trattare con Farage e l’UKIP, ma gli accordi sembrano siano già fatti.

9 – Come seconda scelta, nelle votazioni online, dopo l’UKIP, viene proposta un’altra formazione emanazione della destra conservatrice, puta caso anche questa britannica. La scelta di non fare gruppo con nessuno, viene invece demolita da un video allegato al blog che mette in guardia dal suicidio politico provocato da questa terza scelta. I Verdi, che apparirebbero il gruppo programmaticamente più affine ai 5 Stelle, vengono esclusi dal listino bloccato.

10 – Il capogruppo 5 Stelle al Parlamento Europeo, Corrao, sulle alleanze in Europa :”l’ultima parola spetta ai cittadini”.

11 – I voti dei cittadini finiscono sui server di Casaleggio, che per sua stessa ammissione (vedi sua intervista al Fatto Quotidiano) non vengono controllati da nessuna società indipendente.

Tutti i punti riportati sopra corrispondono alla realtà dei fatti o servono solo per alimentare una nuova teoria del complotto?

 

Adesso arriveranno commenti del tipo : sì, ma i piddioti, il Mose, Penati, il Monte dei Paschi, Mineo, i brogli elettorali, l’ebetino iscariota, le banche massoniche. Ma sulle scelte e la natura del Movimento che ormai ha svelato di essere apertamente di destra che si dice?”

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METODO BOFFO VS METODO WOODCOCK. Da De Coubertin a Stracquadanio

Posted by pocavista su 16 ottobre 2010

Il Metodo Boffo

“L’importante è partecipare”. Fin qui il barone de Coubertin.

Il Barone Pierre de Coubertin

Il Barone Pierre de Coubertin

Nel tempo il “partecipare” è stato relegato in panchina e sostituito dal verbo “vincere”. In Italia, da sempre avanguardia creativa nell’etica pubblica, il motto poi è diventato “l’importante è screditare”. Anche usando dossier falsi o falsificando platealmente i fatti. La ricetta è stata definita dal parlamentare PdL Stracquadanio “Metodo Boffo”. Cerchiamo dunque di ricostruire la ricetta di un piatto che sembra assai gradito al nostro Leader Supremo.  gif-padella

Ingredienti di base. Si prenda un politico di maggioranza dissenziente. In mancanza di meglio, si può utilizzare anche un oppositore, un giornalista, un conduttore televisivo, un magistrato, un imprenditore, purché “scomodo”. 

Lardellatura. Si dia un certo spazio mediatico all’operato del soggetto di cui sopra, per risvegliare su di lui l’attenzione del pubblico. Qualora i soggetti da cucinare appartengano ad una stessa categoria professionale (come alcuni giornalisti o magistrati), si cominci a “fare di ogni erba un fascio”, pardon “ di ogni erba un comunista”. Varianti ammesse per definire l’erba cattiva: PCI-DS-PD, cattocomunista, sinistroide radical-chic o toga rossa. Lo si descriva come soggetto invidioso del successo del Leader Supremo, o come professionista della calunnia che complotta per sovvertire “il libero voto della maggioranza degli italiani”.

Fiammeggiatura. Si pubblichi qualche violento titolo a tutta pagina de Il Giornale, di Libero e/o del Il Tempo in cui si getti discredito sul personaggio di cui sopra.

Farcitura. Si preparino in atmosfera protetta e si diano alle stampe fotocopie di documenti verosimili o inventati di sana pianta, che dovrebbero costituire la “prova provata” dei titoli di cui sopra (dossier, testimonianze più o meno attendibili di faccendieri, vicini di casa e ignari passanti, piantine, cucine Scavolini, e-mail, veline di questura).gif-cuoco-barbecue-3d

Brasatura. Si faccia riprendere questi titoli da varie trasmissioni TV e notiziari “amici”, cercando di avvalorare le tesi dei giornali che hanno iniziato la campagna denigratoria. Si deve dedicare un tempo adeguato alla brasatura, utilizzando attrezzatura varia da cucina, come trasmissioni generaliste, il soap opera time, domeniche in, giornali di gossip, oltre ai TG amici. L’importante è mirare al bersaglio grosso del pubblico meno politicizzato e più influenzabile (casalinghe, anziani, strati meno acculturati della popolazione).gif-cuoco-3d

Rifinitura finale. Si dia molto spazio alle dichiarazioni degli esponenti PdL che esprimono certezze sulla colpevolezza del soggetto sottoposto a “Metodo Boffo” . Si dia invece un ruolo marginale a chi esprime un’opinione contraria. Si rendano note eventuali disavventure economiche o amorose del malcapitato per metterne in cattiva luce anche gli aspetti più privati (metodo Boffo “olistico”). 

Tempi di cottura. Se non si ottengono risultati immediati (cottura al sangue), si faccia brasare il tutto per un mese o due, usando un grosso volume di fuoco mediatico, alimentato da giornalisti “embedded” muniti di schidioni da grigliata e di uno spesso strato di pelo sullo stomaco a mo’ da giubbotto antiproiettile.

Presentazione in tavola. Infine si servano al Leader Supremo, su un piatto di portata d’argento, le dimissioni del malcapitato di turno. In caso di mancate dimissioni, quando il soggetto presenti carni troppo tigliose che mal si prestano a cottura mediatica, rimarranno pur sempre tracce di bruciatura. La ricetta del metodo Boffo è già stata utilizzata per :

  • Di Pietro, accusato falsamente da Feltri di avere ricevuto soldi da Pacini Battaglia (episodio per il quale “Il Giornale” ha dovuto corrispondere varie centinaia di milioni di lire a Di Pietro, perché ritirasse le querele, e Feltri si è dovuto scusare dalle stesse colonne de “Il Giornale”);
  • il Caso Telekom Serbia, con bufale presentate dallo pseudo conte Igor Marini, scaricatore del mercato ortofrutticolo di Brescia, poi condannato per falso,
  • il caso Mitrokhin, con bufale fornite dallo spione Scaramella, poi condannato per falsa testimonianza;
  • il governatore del Lazio Marrazzo, vittima di un oscuro ricatto ordito da “mele marce” dell’Arma dei CC, con la vicenda dei trans, in cui in realtà è solo parte lesa. Si ricorderà che il filmato compromettente che ritraeva Marrazzo coi trans, chissà perché, era finito sulla scrivania di Berlusconi, il quale aveva “consigliato” Marrazzo di pagare, invece di denunciare il ricatto alla magistratura. Per un uomo di Stato qual è il nostro Leader Supremo non c’è male! Nella vicenda intanto ci sono alcune morti misteriose di un pusher e di alcuni trans.
  • il direttore dell’Avvenire, Boffo, con regolare bufala predisposta dal quotidiano diretto da Littorio Feltri, usando una velina falsa;
  • Don Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, fatto passare dai soliti noti per pseudo prete cattocomunista;
  • Fini, con la vicenda della casa di Montecarlo montata da “Il Giornale” , da “Libero” e da “Il Tempo”(storia che presenta già molte crepe e che è stata momentaneamente abbandonata in attesa che Fini e i suoi votassero la riedizione del Lodo Alfano);
  • il presunto tentativo di ricatto ai danni della Marcegaglia, la leader di Confindustria che si era azzardata a criticare il governo.

Il Metodo Woodcock

John Woodcock

Alcuni giornali vicini al Leader Supremo hanno invece posto l’attenzione sul “Metodo Woodcock”. Woodcock è il magistrato già salito alla ribalta per varie inchieste che hanno toccato alcuni potenti e che ha fatto rivelare il presunto tentativo di ricatto operato dal vicedirettore de “Il Giornale” nei confronti della Marcegaglia. Il cosidetto Metodo Woodcock consisterebbe nell’alzare un polverone giudiziario, gettando fango su alcuni potenti attraverso inchieste che poi si risolverebbero in nulla. Al riguardo il Consigliere leghista al CSM, Matteo Brigandi (un cognome, un destino) ha proposto provvedimenti disciplinari contro Woodcock, il cui operato getterebbe discredito sulla magistratura. Ma è proprio vero che Woodcock, per mania di protagonismo, infanga politici e imprenditori immacolati con inchieste campate in aria? Alcune inchieste avviate da Woodcock, come quella definita “Savoiagate” e che portò all’arresto anche di Vittorio Emanuele di Savoia, e quella detta “VIPgate”

Vittorio Emanuele di Savoia

Vittorio Emanuele di Savoia

sono poi finite effettivamente in una bolla di sapone, dato che i tribunali non hanno rilevato fatti di rilevanza penale.

Singolare è il caso di Vittorio Emanuele di Savoia che, in carcere a Potenza, cadde una notte dal letto “a castello”. Tragicomica nemesi per un sedicente sovrano che ai castelli invece dovrebbe esserci abituato.

Altre inchieste si sono arenate sotto montagne di sabbia scaricate sui procedimenti da avvocati, politici e magistrati. Tuttavia qualcosina Woodcock ha messo in cascina.  Per esempio Woodcock ha fatto condannare in vari gradi (e quindi i vari collegi giudicanti hanno ravvisato riscontri oggettivi) :

  • il cancelliere del Tribunale Fallimentare di Potenza, perchè vendeva per proprio conto gli immobili derivanti da fallimento;
  • il direttore e il presidente del collegio sindacale Inail, per corruzione. Entrambi hanno dovuto risarcire milioni di euro;
  • l’ambasciatore Vattani (che faceva pagare a noi contribuenti decine di migliaia di euro di telefonate private con la sua ganza) e il portavoce finiano Sottile (che aveva appuntamenti galanti con signorine negli stessi uffici del Ministero) per peculato;
  • gli imprenditori Roberto e Claudio Petrassi, per corruzione, insieme all’assessore laziale e, ahimè nostro vicino di casa, Gargano;
  • una dirigente dell’Agenzia delle Entrate, per corruzione;
  • un avvocato potentino, Piervito Bardi, per favoreggiamento;
  • il noto paparazzo dei Vip Fabrizio Corona e altri, per estorsioni e corruzione.

Su “il Fatto” quotidiano viene poi riportato che Woodcock ha fatto rinviare a giudizio il magistrato Vincenzo Barbieri (già dirigente al ministero della Giustizia, attualmente a capo della procura di Avezzano) per falso, truffa e peculato, e che un’altra mega-inchiesta ancora in corso, sulle tangenti Total Italia per le estrazioni petrolifere, ha avuto varie conferme fino in Cassazione. Qualche anno fa il ministro leghista della Giustizia Castelli sottopose a inchiesta disciplinare Woodcock, che poi su prosciolto dal CSM e Castelli condannato a pagare le spese processuali. Certo i più affezionati lettori de “Il Giornale” potrebbero obiettare che Woodcock potrebbe godere della complicità di “toghe rosse che gli reggono il sacco”. Ma avete mai sentito un colletto bianco o un politico che – beccati con le mani nella marmellata – non si dichiari vittima del fumus persecutionis della magistratura? Atteggiamento ormai diventato largamente di moda tra gli imputati da quando il nostro Leader Supremo è sceso in campo. Il fumus, il legittimo sospetto, le toghe rosse, i complotti ormai si sprecano.

Spiace dirlo, ma l’unico politico di rango che ha ammesso pubblicamente le proprie malefatte tangentizie, sfidando gli altri politici tangentizzati di tutti i partiti a fare altrettanto, è stato Bettino Craxi. Però lo ha fatto dopo avere inizialmente cercato di minimizzare, scaricando il “mariuolo” Mario Chiesa beccato in flagrante, come se fosse una mela marcia isolata, e aver minacciato Antonio Di Pietro con dei documenti fasulli (“abbiamo un poker d’assi” contro Di Pietro, dichiarò).Poi Craxi fu costretto, secondo la vulgata dei suoi fedelissimi saliti in tutta fretta sul carro del nuovo vincitore from Arcore, “all’ esilio” dalle “toghe rosse” di Mani Pulite. In realtà scelse la latitanza all’estero per evitare il carcere, essendo stata abolita nel frattempo l’immunità parlamentare. Ma era ancora Prima Repubblica. Oggi la situazione invece è tutta rose e fiori, a “parte qualche mela marcia isolata”. (?!)

Ormai siamo nella Seconda Repubblica

Seconda Repubblica

Conclusione

Tutto lascia supporre che il Metodo Boffo tornerà ad essere applicato in grande stile dai mezzi di comunicazione vicini al Leader Supremo, specialmente in vista della prossima tornata elettorale di primavera. Riteniamo che, in lista di attesa, siano stati inseriti – per meriti speciali – Montezemolo, Vendola, Bersani, Santoro, Mentana, Draghi, Napolitano. Incerta la presenza di Soru, che è già stato cucinato da una variante del Metodo Boffo, in occasione delle ultime elezioni regionali per la Sardegna.  Candidati di riserva i sindaci PD Renzi e Chiamparino. Quasi sicura l’aggiunta alla lista di Woodcock, già sottoposto in passato a violenti attacchi da parte di Vittorio Feltri.

PS – Per chi non lo sapesse, il 2 giugno 2002 Vittorio Feltri aveva pubblicato su “Il Foglio” un violento editoriale contro Woodcock. Feltri viene poi condannato per diffamazione il 13 febbraio 2005 con atto del Tribunale di Monza. Il buon Littorio perde il pelo, ma non il vizio.

Ricordiamo che VittorioEmanuele di Savoia, finito in carcere a Potenza, cadde una notte dal letto “a castello”. Tragica nemesi per un sovrano o sedicente tale che ai castelli ci dovrebbe essere abituato. Altre inchieste si sono arenate sotto montagne di sabbia scaricate sui procedimenti giudiziari da avvocati, politici e magistrati. Tuttavia qualcosina Woodcock ha portato in cascina. Solo per menzionare i casi più noti, Woodcock ha fatto condannare in vari gradi (e quindi i vari collegi giudicanti hanno ravvisato riscontri oggettivi) :

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FINI E IL TRIANGOLO DELLE BERMUDE. LA STRANA ROGNA DELL’APPARTAMENTINO E IL PORTATORE SANO. Il videomessaggio chiarisce qualcosa?

Posted by pocavista su 26 settembre 2010

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La guerra dei video messaggi.

Ieri sia Fini che Berlusconi si sono combattuti a suon di videomessaggi immessi sul WEB e rimbalzati dappertutto.

Ubi maior, prima quello di Berlusconi, in cui il Leader Supremo ha pronunciato la battuta dell’anno :

“Gli italiani hanno un estremo bisogno di valori positivi, di valori etici e morali, hanno bisogno di ritrovare la fiducia nello Stato” (Silvio Berlusconi, videomessaggio apparso sul sito dei Promotori della Libertà, 25.9.2010). La segnalerò a www.spinoza.it

Per il resto, la solita propaganda di repertorio : governo del fare, missione di pace in Afganistan, veleni e disinformazione contro il governo, noi lavoriamo gli altri infangano.

Da "Il Misfatto", 26.9.2010

Da "Il Misfatto", 26.9.2010

Ma parliamo di Fini (vedi il videomessaggio di Fini sul WEB di FAREFUTURO) e delle cose strane che avvengono tra Montecarlo e i Caraibi.

  • Strano che Fini, nel suo videomessaggio, chiarisca e non chiarisca. “Mi dimetterò da Presidente della Camera se qualcuno dimostrerà che l’appartamento è di Tulliani”. Cosa praticamente indimostrabile, dato che società proprietaria dell’appartamento di Montecarlo è “al portatore”. Mossa che vorrebbe essere astuta, ma in realtà è assai debole.
  • Strano che Fini ci abbia messo tanto per fare dichiarazioni pubbliche sulla casa di Montecarlo. Si tratta di imbarazzo per essere stato colto con le mani nella marmellata, sia pure in un episodio marginale, o strategia cosciente per far gonfiare meglio la bolla mediatica e farla esplodere con un bel botto?
  • Strano che Fini, dopo avere rivendicato la difesa della legalità, delle regole e della divisione dei poteri che dovrebbe essere alla base di uno stato democratico, dopo avere denunciato che Berlusconi – senza nominarlo apertamente – di queste cose se ne frega altamente e che fa bastonare i suoi avversari dai suoi lanzichenecchi mediatici, dopo aver detto in pratica che Berlusconi rappresenta un pericolo per la democrazia in Italia, abbia offerto a Berlusconi un ramoscello d’olivo. Si è arreso o cerca una tregua per organizzare meglio le sue truppe? Rimette il cerino nelle mani di Berlusconi, finché non si fa la nuova finanziaria lacrime e sangue, per la quale il governo si prenderà gli accidenti degli italiani perdendo ulteriori consensi?
    "Come fa male il manganello mediatico. Era meglio se mi portavo un po' di olio di ricino!"

    "Come fa male il manganello mediatico. Era meglio se mi portavo un po' di olio di ricino!"

  • Strano che Fini, che a Berlusconi ha concesso di tutto e di più, facendogli votare tutte le leggi ad personam, di queste cose si sia accorto solo adesso. Meglio tardi che mai.
  • Strano che l’avvocato Ellero, ex-senatore della Lega Nord, abbia rilasciato le sue dichiarazioni che escluderebbero Tulliani come proprietario della casa di Montecarlo, in concomitanza con il messaggio di Fini. Un side effect del messaggio di Fini oppure una mossa concordata?
  • Strana la telefonata misteriosagif-telefono-che-suona di un sedicente amico della famiglia del Ministro degli Esteri di Santa Lucia ad Annozero, in cui si denunciava la presenza di agenti italiani, libici e russi nel proprio paese e che le famiglie dei Ministri di Santa Lucia erano state fatte allontanare dal Paese proprio per prudenza. Telefonata veridica oppure una sceneggiata per preparare la contromossa di Fini? Perché la famiglia di un Ministro straniero fa telefonare proprio ad Annozero? Un assist di Santoro a Fini oppure una buccia di banana su cui qualcuno cerca di far scivolare il Santoro perennemente sotto attacco da parte dei Berlusconi’s boys?
  • Strano che il Ministro della Giustizia di Santa Lucia, Francis, quello che figura nel videomessaggio che fa ricondurre la proprietà della Timara, la società cui appartiene l’appartamento di Montecarlo, allo stesso Tulliani, abbia violato una legge di Santa Lucia per rivelare chi sta dietro una società off-shore, facendo correre il rischio che le altre società off-shore tolgano le tende e i soldi dall’isola;
  • Strano che il sullodato Ministro della Giustizia Francis non appaia nell’elenco dei Ministri sul sito ufficiale del Governo di Santa Lucia e che al suo posto ci sia invece qualcun altro; Vedi COMPOSIZIONE GOVERNO SAINT LUCIA
  • Strano che praticamente tutti i dossier su avversari politici di ieri e di oggi arrivino sulla scrivania di Berlusconi e/o nelle redazioni di riviste e quotidiani del suo gruppo o della sua famiglia.
  • Strano che in Italia ormai non si parli più delle lettere di Ciancimino che indicherebbero Berlusconi come uno dei contatti della mafia siciliana; dei numerosi guai giudiziari del premier che cerca di fare di tutto per evitare i processi; delle cricche di malaffare che imperversano nei dintorni del potere berlusconiano; dei favori fatti ad evasori internazionali con lo scudo fiscale; delle società offshore come All Iberian possieduta dalle società di Berlusconi; dello sconto fiscale mostruoso (da alcune centinaia di milioni di euro a meno di dieci milioni) di cui hanno usufruito società del premier grazie ad un suo provvedimento legislativo.
  • Strano che non si parli più degli innumerevoli condannati e pregiudicati che siedono il Parlamento, in particolare nei banchi del centrodestra; dei sacrifici che devono fare sempre i soliti noti mentre il premier continua a comprarsi ville dappertutto; della coerenza dei leghisti, che un tempo chiamavano Berlusconi “il mafioso di Arcore” e sventolavano cappi in Parlamento al tempo di tangentopoli, mentre ora salvano in Parlamento gli accusati di camorra, votano tutte le leggi ad personam di Berlusconi e vanno a visitare col cappello in mano le nuove ville acquistate dal Leader Supremo; del crescente numero di disoccupati e dell’impoverimento di un gran numero di famiglie italiane. Strano che ci si arrovelli invece per appurare di chi è un appartamentino di qualche decina di metri quadri.
  • Strano che chi ha quasi il monopolio della comunicazione televisiva, possieda inoltre direttamente o indirettamente alcuni quotidiani e una miriade di riviste destinate ad un pubblico meno politicizzato e possa condizionare fortemente i giornali concorrenti attraverso la concessione di pubblicità (Publitalia di Mediaset e Sipra dei Rai controllano oltre il 90% del mercato pubblicitario), riesca a influenzare fortemente l’opinione pubblica e stabilisca quali notizie siano importanti e quali no. In gergo giornalistico si chiama “agenda setting“.Ebbene tra tutte queste stranezze, non appare strana tutta questa attenzione sull’appartamento di Montecarlo, che è funzionale a demolire un avversario politico e a riaffermare il principio “il più pulito ci ha la rogna”, slogan caro a molti elettori di centro destra e, mi permetto di aggiungere, ai grillini.  Quindi se tutti hanno la rogna, anche uno che di rogne ne ha fin troppe come Berlusconi diventa una sorta di portatore sano. Attraverso un’analoga operazione mediatica (il famigerato “Metodo Boffo” di cui l’ineffabile parlamentare del PdL Stracquadanio è il cantore) si fa passare l’idea che i Boffo, i don Sciortino, i Fini – colpevoli di abigeato politico perché cercano di sottrarre qualche ingenua pecorella dall’ovile di Arcore – non avrebbero alcun titolo per denunciare le malefatte altrui.

Chi non si piega, “io lo spiezzo” con il “Metodo Boffo”.

Berluscono fa finta di sparare ad una giornalista russa che aveva rivolto una domanda scomoda al suo amico e sodale Putin

Berlusconi mima il gesto di sparare ad una giornalista russa che aveva rivolto una domanda scomoda al suo amico e sodale Putin

Non siamo ancora nella Russia di Putin, in cui i giornalisti scomodi vengono uccisi a revolverate. Per ora il manganello è solo mediatico. Ma un domani chissà, non mettiamo limiti alla Provvidenza e al suo Uomo.

E’ ancora democrazia? Berlusconi cerca di farci transitare verso una strana forma di governo che manterrà alcuni meccanismi formali della democrazia (elezioni, Parlamento di nominati dai segretari di partito, libertà di stampa), ma che di fatto è una dittatura dell’esecutivo (presidenzialismo, leggi ad personam per la serie “io so’ io e voi nun siete ‘n cazzo”, magistratura sottomessa al controllo dell’esecutivo, Corte Costituzionale sotto controllo politico, quasi monopolio dei mezzi di comunicazione per condizionare l’opinione pubblica, controllo del WEB attraverso forte tassa per l’apertura di un blog e varie disposizioni vessatorie, ecc.). Una dittatura alla vaselina o per meglio dire “una democratura”.

A meno che Fini – supplendo a opposizioni evanescenti come quella del PD o a pseudo opposizioni come quella UDC –triangolo-bermude-2 non riesca a sopravvivere politicamente al caraibico triangolo delle Bermude in cui Berlusconi sta cercando di farlo scomparire. E che invece lo sgambetto riesca a farlo Fini a Berlusconi, costringendolo a rifugiarsi in una delle ville che il Leader Supremo possiede – stranamente – ai Caraibi.

Links :

TRIPLI SERVIZI PER L\’APPARTAMENTINO DI MONTECARLO

IL FATTO QUOTIDIANO : COSI\’ PARLO\’ FINI

PIOVONO RANE : CENTRODESTRA ALL\’ITALIANA

PS – L’esilarante volume di Lorenzo Raffi, “Di uomini e di animali”  è adesso disponibile

presso le Librerie Feltrinelli e on-line su http://www.lafeltrinelli.it

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“Santa Lucia luntana” e l’appartamentino di Montecarlo : piccolo, ma con tripli servizi.

Posted by pocavista su 25 settembre 2010

CI MANCAVA SOLO LA SPY STORY NELLA REPUBBLICA DELLE BANANE! gif-detective

Alcuni ricorderanno che “Santa Lucia Luntana” era una bella canzone napoletana di E. A. Mario. Siamo nel 1919 e molti emigranti italiani – anche veneti e friulani – partono alla volta delle Americhe per guadagnarsi il pane.

Partono ‘e bastimente
pe’ terre assaje luntan
e…”

Mentre all’inizio del novecento si lasciava Santa Lucia di Napoli, oggi a Santa Lucia delle Antille ci si va, meta tropicale diventata improvvisamente di moda. Oggi “e’ bastimente” sono navi da crociera in cui molti “emigranti”, turisti veri o con le barbe finte, si aggirano per i Caraibi alla ricerca di sole e, soprattutto, di documenti sull’appartamentino di Montecarlo.

st_lucia-mapSanta Lucia è una piccola isola caraibica con poco più di 160 mila abitanti, dei quali più del 90% di origine africana o mulatti. La disoccupazione sfiora il 35%. Santa Lucia è una vera e propria repubblica delle banane, dato che basa la propria economia in gran parte sulla coltura della banana. Negli ultimi giorni si è però registrato stranamente un notevole incremento del turismo fuori stagione (l’alta stagione va da gennaio ad aprile).

Qualche fatto :

  • 15 settembre : Su Il Velino, di Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della Libertà, appare un articolo di Vittorugo Mangiavillano che si domandava “Anche la casa di Montecarlo nelle maglie della nostra intelligence e delle Fiamme Gialle?”

  • 17 settembre : Il Giornale pubblica un articolo dal titolo “I servizi segreti seguono la pista che porta ai Caraibi”. Quello stesso giorno i tre direttori del servizi segreti (Dis, Aise, Aisi) smentiscono che l’intelligence italiana si stia occupando di quell’affare.

  • 18 settembre : Un uomo, che sta aspettando di parlare con il Primo Ministro di Santa Lucia, viene ucciso con alcuni colpi di pistola sulla veranda dell’ufficio del Primo Ministro Stephenson King. Il Primo Ministro si chiude dentro e dopo qualche minuto sopraggiunge la polizia. Regolamento di conti tra criminali, delitto passionale o avvertimento al Primo Ministro? Vedi THE VOICE OF ST.LUCIA 1

  • 20 settembre : Il St.Lucy Star pubblica un articolo di Alisha Ally in cui si afferma che “ … non è la prima volta che un Primo Ministro di Santa Lucia viene visitato dal crimine”. Lo Star dà conto che, in passato, sia le residenze del Primo Ministro (P.M) che del capo dell’opposizione sono state svaligiate più volte. L’uomo ucciso nell’ufficio del Primo Ministro aveva chiesto l’assistenza del P.M. per ottenere un lavoro. Il P.M. Ha dichiarato che nessuno può dirsi al sicuro in questo paese. (“… none of us in this country is safe and there is a need for each one of us to take control of the existing situation”). Vedi ST.LUCIA STAR

Il Primo Ministro di St.Lucia: "Nessuno di noi è al sicuro"

Il Primo Ministro di St.Lucia: "Nessuno di noi è al sicuro"

  • 22 settembre : alcuni giornali italiani riportano la notizia del sito Dagospia che due giornali di Santo Domingo hanno pubblicato una lettera “secret and confidential”del Ministro della Giustizia di Santa Lucia in cui si fanno risalire a Gianfranco Tulliani le due società off-shore coinvolte nell’acquisto dell’appartamento di Montecarlo.

  • 23 settembre : Il Fatto Quotidiano rileva difformità grafiche tra la carta intestata ufficiale del Dipartimento di Giustizia di Santa Lucia e quella in cui appare la lettera confidenziale del Ministro.

  • 23 settembre : Durante la trasmissione “Annozero”, un non meglio identificato David “amico della famiglia del Ministro degli Esteri di Santa Lucia” dichiara che l’isola pullulerebbe di agenti italiani, libici e russi travestiti da turisti. Il sedicente David sostiene di trovarsi in Svizzera perché le “famiglie dei ministri sono stati invitate a lasciare l’isola” per ragioni di sicurezza. Vedi quanto riportato in SICILIA NEWS

  • 24 settembre : Il Ministro della Giustizia di Santa Lucia, Francis, fa una conferenza stampa in cui dice che la lettera è autentica, ma non sa spiegare come sia finita ai due quotidiani di Santo Domingo, dopo essere transitata per l’ Honduras. Cfr IL FATTO

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Un veduta di St.Lucia

Riassumendo :

  • Santa Lucia, secondo quanto rivelato da Il Velino e da Il Giornale, potrebbe essere al centro delle attenzioni dei Servizi italiani;
  • Un uomo viene impunemente assassinato nella veranda dell’ufficio del Primo Ministro. Si tratta di un avvertimento al governo locale o di un regolamento di conti tra malviventi?
  • In un contesto nel quale il Primo Ministro dichiara pubblicamente che nessuno a Santa Lucia può dirsi sicuro, può essere ritenuta veritiera la versione fornita dal Ministro della Giustizia Francis riguardo alle società off-shore? Su di lui sono state esercitate indebite pressioni?
  • Perchè sul sito ufficiale del Governo di Saint Lucia, tra i componenti del Cabinet non appare Francis come Ministro della Giustizia, ma il “Senator The Honourable Dr. Nicholas Frederick, Attorney General and Minister for Justice”? C’è stato un recente rimpasto? Vedi COMPOSIZIONE GOVERNO SAINT LUCIA
  • La telefonata ad Annozero è vera o è una polpetta avvelenata per Santoro?
  • Il documento che farebbe risalire a Tulliani le due società off-shore è una patacca oppure no? Il documento del resto non sembra chiarire molto: si dichiara che Tulliani è il Beneficial Owner, il beneficiario; potrebbe perciò essere un inquilino o un amministratore. Il proprietario invece dovrebbe essere definito Titleholder.
  • Che interesse avrebbe il Governo di Santa Lucia a togliere “spontaneamente” il velo di segretezza alle società off-shore, provocando la fuga di migliaia di clienti che depositano fondi nelle ospitali banche dell’isola? Parafrasando il Vangelo : non di solo pane vive l’uomo, e Santa Lucia non di sole banane.
  • Perché il Governo di Santa Lucia sta prendendo tempo per dare risposte ufficiali? Non ci sarebbe da stupirsi se Santa Lucia, che fa parte del Commonwealth, avesse chiesto qualche aiutino, per pararsi le spalle, agli 007 di sua Maestà Britannica e agli americani, che non vedono di buon occhio le pericolose frequentazioni del nostro Leader Supremo con Gheddafi e Putin.

La storia ormai ha assunto le connotazioni da trama di un libro di Ken Follett. Il fatto è che, dopo le stragi e i tanti scandali che in Italia hanno visto all’opera i servizi deviati, ci viene fatto di pensare male. Gli uomini di Fini sono al contrattacco e hanno cominciato a fare dei nomi : attendiamo il videomessaggio del Presidente della Camera.

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DALLA LIBERTA’ DIGITALE AL DIGITALE DELLA LIBERTA’

Posted by pocavista su 16 settembre 2010

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Dopo le recenti sentenze del TAR e il parere di AGCOM contrari alla sospensione dei talk show televisivi in occasione delle elezioni, vogliamo esprimere il nostro appoggio a trasmissioni scomode come Ballarò e Annozero, che il PDL  cerca di ostacolare in ogni modo. Queste – insieme al TG3 – sono ormai le uniche voci dissonanti nel palinsesto televisivo infestato da 5 TG filogovernativi, dalle Radio Londra,  dai Grandi Fratelli, dai Matrix, dalle Isole dei Famosi, dalle Rita Dalla Chiesa con le sue bufale su L’Aquila, dalle telenovelas.

Non a caso l’Italia si trova agli ultimi posti in occidente in merito alla libertà e pluralità d’informazione.  E manca ancora il progetto di legge governativo per limitare la libertà dei blogger e di Internet.

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A proposito di comunicazione : stiamo passando dalla “Libertà digitale al Digitale della libertà”.

L’Italia sta assistendo ad una vorticosa trasformazione del sistema delle comunicazioni. Arretrata in altri campi (libertà di informazione, Internet, pluralismo), l’Italia è invece ai primi posti nel mondo nel “Digitale Terrestre” e nella “Banda Larga” .

Il digitale terrestre italiano si presente nelle due varianti principali : “digitale padano”, diffuso nelle regioni del Nord, e “digitale della libertà”, presente a macchia di leopardo in tutto il territorio e talvolta all’estero.

DIGITALE PADANO

Bossi, il colto, Lega Nord

Il tipico understatement britannico di Bossi, Lega Nord, che mostra l'accurato lavoro di una manicure padana.

SOTTO : Il sofisticato esteta Calderoli, già terza carica dello Stato, cerca di incarnare l'italiano medio. Avendo grosse difficoltà con l'italiano, per prudenza esibisce solo il medio

SOTTO : Il sofisticato esteta Calderoli cerca di incarnare l'italiano medio. Avendo grosse difficoltà con l'italiano, per prudenza esibisce solo il medio

Renzo Bossi, in arte "Il Trota", con i lauti emolumenti da Consigliere Reginale Lombardo, si è comprato una elegante T-shirt per sentirsi all'altezza del suo nuovo ruolo istituzionale

Renzo Bossi, in arte "Il Trota", con i lauti emolumenti da Consigliere Regionale Lombardo, si è comprato una elegante T-shirt per sentirsi all'altezza del suo nuovo ruolo istituzionale

DIGITALE DELLA LIBERTA’

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Digitale di lotta e di Governo. Il Leader Supremo anticipa gli sviluppi tecnologici della comunicazione governativa

 

Il raffinato Leader Supremo come sempre dà sfoggio di grande classe

Il raffinato Leader Supremo non perde occasione per dare sfoggio di grande classe. La bionda candidata ride, pensando forse ai numerosi siti surfati dal minaccioso digitale del Leader.

 

Capezzone, da poco nel PdL e quindi ancora poco allenato, sta scaldando il dito medio in una pausa dei lavori parlamentari.

L'ancora inesperto Capezzone, da poco nel PdL e quindi bisognoso di allenamento, sta scaldando il dito medio in una pausa dei lavori parlamentari.

Daniela Santanchè, sottosegretario, con la raffinata cifra stilistica che la distingue

Daniela Santanchè, sottosegretario, con la raffinata cifra stilistica che ormai contraddistingue molti esponenti della destra. Santa 'n chè?

Digitale a doppia banda

Digitale a doppia banda, particolarmente adatto per la "Mondovisione"

BANDA LARGA

Con il Governo Berlusconi, la Banda – per unanime consenso – si è allargata. Forse oltre ogni ragionevole aspettativa.

Una delle molteplici formazioni della Banda Larga

Una delle molteplici formazioni della Banda Larga

Per chi vuole sapere di più sulla Banda Larga

Chi vuole sapere di più sulla Banda Larga legga il libro di Sergio Rizzo

Altan, da L'Espresso

Altan, da L'Espresso

vedi anche I MOLTI VOLTI DEL POTERE

PS – L’esilarante volume di Lorenzo Raffi, “Di uomini e di animali”  è adesso disponibile

presso le Librerie Feltrinelli

157846_copertina_frontcover_icon-nuova Per saperne di più clicca qui : LIBRO

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