Della bufala. Intesa come una delle belle arti

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Il M5Stelle sceglie l’UKIP di Farage e svela la sua natura di movimento di destra. Questo è il commento che il Fatto Quotidiano non mi ha permesso di pubblicare.

Posted by pocavista su 12 giugno 2014

Oggi ho postato più volte questo commento all’articolo de il Fatto Quotidiano relativo alle elezioni on-line del M5 Stelle per la scelta delle alleanze al Parlamento Europeo.  La moderazione evidentemente non ha gradito le argomentazioni contenute nel mio commento, che non conteneva insulti ed era in argomento.

Immagine

Riporto qui di sotto il commento rifiutato:

“Scelta delle alleanze 5 Stelle in Europa. Proviamo a fare della facile dietrologia con una rudimentale teoria del complotto (utilizziamo gli stessi schemi narrativi cari a Casaleggio e ai suoi influencer, che hanno tanto successo tra molti seguaci del movimento).

1 – Agli Usa conviene un’ Europa forte e unita? No, è una concorrente pericolosa, sul piano economico, commerciale e politico come la Cina. Divide et impera, principio sempre valido.

2 – Chi è il più fedele alleato europeo degli Usa? La Gran Bretagna, che dopo l’alleanza con gli Usa nella II guerra mondiale (avrà firmato qualche trattato segreto che la vincola alle posizioni internazionali USA), ha appoggiato “TUTTE” le posizioni degli USA nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite; ospita sul proprio territorio il sistema spionistico globale degli Usa “Echelon” e sue versioni successive; ha partecipato e promosso “TUTTE” le azioni militari USA nel mondo; si è opposta alla creazione di una moneta unica europea e alla creazione di una forza militare comune.

3 – Qual è il movimento più antieuropeo espresso dalle ultime elezioni britanniche? L’Ukip di Farage.

4 – Il movimento 5 Stelle da tempo ha ottenuto un endorsement politico dall’amministrazione USA, dopo che Grillo era stato ricevuto dall’Ambasciatore USA a Roma (già ai tempi dell’amministrazione Bush). Cosa c’era andato a fare Grillo nell’Ambasciata USA? L’appoggio USA è solo politico?

5 – Grillo ha dichiarato che l’Ambasciatore GB aveva tentato di farlo incontrare con Letta, diventato Presidente del Consiglio. Cosa ci faceva Grillo nell’Ambasciata GB, il movimento gli aveva forse dato qualche incarico o ci era andato a chiedere solo informazioni turistiche?

6 – Non appena eletti, i primi portavoce del M5 Stelle (Crimi e Lombardi) sono stati ricevuti dall’Ambasciatore USA. Cosa ci sono andati a fare?

7 – Casaleggio, prima e dopo la sua candidatura in una lista apparentata con Forza Italia nel 2004, collaborava con grandi imprese americane, utilizzando tecniche di marketing virale su Internet.

8 – Nel M 5 Stelle nessun cittadino ha discusso e preso decisioni in merito alle alleanze da fare in Europa “PRIMA” delle elezioni europee. I “Cittadini” e i Meet-up vengono messi di fronte al fatto compiuto : Grillo e il figlio di Casaleggio non hanno mai ottenuto il mandato della Rete di trattare con Farage e l’UKIP, ma gli accordi sembrano siano già fatti.

9 – Come seconda scelta, nelle votazioni online, dopo l’UKIP, viene proposta un’altra formazione emanazione della destra conservatrice, puta caso anche questa britannica. La scelta di non fare gruppo con nessuno, viene invece demolita da un video allegato al blog che mette in guardia dal suicidio politico provocato da questa terza scelta. I Verdi, che apparirebbero il gruppo programmaticamente più affine ai 5 Stelle, vengono esclusi dal listino bloccato.

10 – Il capogruppo 5 Stelle al Parlamento Europeo, Corrao, sulle alleanze in Europa :”l’ultima parola spetta ai cittadini”.

11 – I voti dei cittadini finiscono sui server di Casaleggio, che per sua stessa ammissione (vedi sua intervista al Fatto Quotidiano) non vengono controllati da nessuna società indipendente.

Tutti i punti riportati sopra corrispondono alla realtà dei fatti o servono solo per alimentare una nuova teoria del complotto?

 

Adesso arriveranno commenti del tipo : sì, ma i piddioti, il Mose, Penati, il Monte dei Paschi, Mineo, i brogli elettorali, l’ebetino iscariota, le banche massoniche. Ma sulle scelte e la natura del Movimento che ormai ha svelato di essere apertamente di destra che si dice?”

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La pagliuzza e lo scolapasta. Grillo ormai risponde all’eco.

Posted by pocavista su 3 giugno 2013

ELLEKAPPA Lo scolapasta

 

L’eco dell’ego

Grillo: “Non ce l’ho con i giornalisti . Ma non dimentico, gli faremo un culo così” .

Grillo a Catania : “Faremo i conti con i Floris e i Ballarò…“. Grillo risponde all’eco del famigerato proclama bulgaro con cui Berlu invocò e ottenne l’espulsione di Santoro, Biagi e Luttazzi dalla RAI.

Dopo aver attaccato la Gabanelli , suo primo ex-candidato ideale al Quirinale, colpevole solo di aver chiesto chiarezza sui conti del Movimento, attacca anche il suo altro ex-candidato ideale per il Quirinale : “Rodotà un ottuagenario miracolato dal WEB”.Si sentono gli echi del giovanilismo futurista e fascista di “Giovinezza Giovinezza”, che manganellava i “pennivendoli”. 

Alle comunali abbiamo vinto, dichiara Grillo, anche se il M5Stelle in tre mesi ha dimezzato i propri consensi. Anche per lui sembra non spegnersi l’eco della Prima Repubblica democristiana, in cui tutti si dichiaravano contenti dell’esito elettorale qualunque fosse.

gif primitivo con clavaGrillo ha minacciato a più riprese di prendere a calci i parlamentari, per così dire, troppo autonomi (dopo i precedenti casi Favia e Scalzi, già un parlamentare è stato espulso dal movimento 5 stelle). Apriremo “il Parlamento come una scatoletta di tonno”. Inquietanti echi del discorso di insediamento di Mussolini in Parlamento, dopo la marcia su Roma : “Faremo di questa aula sorda e grigia un bivacco di manipoli”.

E’ solo un caso che ogni tanto nei suoi comizi Grillo, tra il serio e il faceto, urli “Italiani!”, come faceva – serio – il Duce? Del resto come giudicare le valutazione positive sul fascismo espresse a suo tempo dalla ex-portavoce alla Camera dei 5 Stelle, Lombardi,  e il richiamo alla necessità di distribuire un po’ di’ “olio di ricino” pronunciato dall’altra parlamentare pentastelluta Castelli? C’è qualcuno che si era stupito della richiesta di voti a quelli di Casa Pound avanzata da Grillo prima delle ultime elezioni politiche? Saranno semplici “echi“, ma suonano male.

Gli “echi” cui spesso rispondono Grillo e molti dei suoi dovrebbero apparire inquietanti agli occhi di una persona che creda nella democrazia, nel libero confronto delle idee e nel rispetto del dissenso.

 Grillo non dialoga, insulta e sbeffeggia, evita le domande, non entra nel merito, ricorre spesso ad attacchi personali, preferisce i monologhi urlando davanti ad una folla adorante. E nella folla non abbondano senso critico e raziocinio, proprio per la contaminazione emotiva che avviene in quelle situazioni, come già ebbe a dimostrare Gustave le Bon nel 1895, analizzando i primi raduni di massa.

C’è qualcuno che ha visto il video in cui si coglie l’entusiasmo irrefrenabile dell’immensa folla all’annuncio del Duce che parlava da Palazzo Venezia : “La dichiarazione di guerra è stata consegnata agli Ambasciatori di Francia e Inghilterra!”?  Poi magari qualcuno a casa, a mente fredda, qualche piccola domanda se la sarà posta.

 

Le bon

Gustave Le Bon, uno dei fondatori della psicologia sociale e autore della “Psicologia delle Folle”

Davanti alla folla è sufficiente urlare, dichiararsi vittima di qualcuno (per es. TV e giornalisti), insultandolo e schernendolo e l’applauso è assicurato. Pochissimi presenti coglieranno per esempio la palese contraddizione di Grillo che, da un lato, denuncia che l’Italia è al 57mo posto (o al 64mo)  nelle classifiche della libertà dell’informazione e dall’altro minaccia pubblicamente i giornalisti, facendone nomi e cognomi (Sicilia!), e fa allontanare gli operatori TV che riprendono il suo comizio. 

Grillo come Coppi. Un uomo solo al comando.

Grillo è sempre più un uomo solo al comando che si dichiara vittima di oscuri complotti. Come il Duce, che descriveva l’Italia fascista vittima delle forze “demo-pluto-giudaiche”internazionali. O, nel suo piccolo, come Berlusconi, che si dichiara vittima di toghe rosse che lo perseguitano da 20 anni, dei poteri forti, di chi non lo vuol far lavorare e della Germania della Merkel.

Grillo – come fanno spesso i leader supremi – ha adottato la teoria del complotto a tutto campo, che è utilissima per nascondere propri errori e debolezze : è sempre colpa degli altri, nel suo caso degli “inciucisti” del PDL e meno L, della casta, dei giornalisti prezzolati, della TV, di chi “ha sbagliato a votare 5 Stelle”, degli italiani di serie A che “tengono famiglia” e non votano 5Stelle. Chi non è allineato e coperto diventa un traditore (vedi Gabanelli e Rodotà, figure positive fino ad un minuto prima) e complice della casta.

Gli uomini soli al comando sono spesso vittime prima di tutto del loro ego smisurato, impermeabile a ogni critica, manicheo (chi non è con me è contro di me), aggressivo, che utilizza l’insulto, lo sberleffo e la minaccia come metodo di confronto, che afferma verità apodittiche, che pretende obbedienza assoluta dai suoi. 

masanellAnche se Grillo non è nè Masaniello, nè il Duce, nè Hitler, beninteso, ricordiamo che Masaniello, dopo una settimana, è stato ucciso dai suoi. Il Duce è finito appeso per i piedi e insultato da chi, magari fino a poco tempo prima, lo acclamava. Hitler, suicida nel bunker a Berlino. Questa la storia.

Nella cosiddetta nostra Seconda Repubblica dei partiti personali, Bossi è durato 20 anni, ma poi è stato travolto dai diamanti padani e dalle lauree albanesi del Trota. Di Pietro, dopo 15 anni di partito personale, possiamo definirlo “non pervenuto”. Berlusconi, il leader supremo per eccellenza, che sembrava ormai destinato solo a fare l’anziano “utilizzatore finale” di “cene eleganti”, è stato rimesso nel gioco politico dal comportamento di Grillo e dei suoi. 

Dove vanno i 5 Stelle?

Grillo, nel suo cupio dissolvi, sembra stia portando il Movimento 5 Stelle ad una scissione, come da noi previsto 2 mesi fa in questo blog.

Secondo alcuni, per evitare la frattura del M5S, il boss dovrebbe passare la mano ad altri e affrontare una seria cura per i disturbi narcisistici della personalità.gif  medico con cartella clinica

Le speranze di pulizia e rinnovamento legate al successo dei 5 Stelle rischiano – ahimè – di andare perdute, proprio per opera di colui le aveva dato voce e forte consistenza elettorale.

Ma anche per opera di molti di quei 163 veri miracolati dal WEB che siedono in Parlamento. Incompetenza e arroganza, tutto in un colpo solo, non si augura a nessuno. 

Vedremo come andrà a finire.

 

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Sgarbi vuole fare lo sgambetto a Grillo e contro la crisi dei partiti ne lancia un altro : “Il Partito della Capra” – Inizia la saga delle Liste Civiche per le elezioni politiche del 2013.

Posted by pocavista su 12 giugno 2012

Partiti e politica in crisi? Colpa di Grillo e del suo Movimento 5 Stelle?

I partiti e i parlamentari eletti con il “porcellum” ormai sembrano in preda ad una sorta di cupio dissolvi in un clima da fine impero :

  • anche in questi giorni si spartiscono le poltrone delle Authority “indipendenti” (dovrebbero essere indipendenti dai partiti, prima di tutto);
  • prendono per i fondelli i cittadini sul taglio dei rimborsi elettorali, del numero dei parlamentari e dei loro scandalosi emolumenti;
  • continuano a scannarsi per le nomine RAI; alcuni (come i parlamentari del PDL) cercano di sterilizzare le nuove norme anticorruzione;
  • salvano il sen. De Gregorio dagli arresti domiciliari (il diversamente magro Senatore è l’antesignano dei Razzi e degli Scilipoti, tutti transfughi dall’ IDV e accampati nelle allora comode schiere berlusconiane).

E ci fermiamo qui.

Ormai dovrebbe essere chiaro a tutti che il successo di Grillo e del suo Movimento non sono la causa, ma l’effetto della degenerazione del sistema dei partiti e della politica “ufficiale”.

La “gente” – anche quella un tempo berlusconiana – chiede aria nuova?

Berlusconi, si sa, è un eccelso professionista del marketing : la gente vuole i giovani? E lui dichiara che chiederà ad una società di marketing di selezionare 100 giovani per costituire la nuova classe dirigente del PDL. In questo B. è coerente con la sua singolare concezione della democrazia di partito-azienda in cui a scegliere chi comanda non sono i militanti di partito. Il compito spetta sempre lui, il Leader Supremo, che ieri ha cooptato direttamente Alfano, oggi si avvale di una sua società di fiducia.

Questo non basta, perché la “gente” non subisce più il fascino del nome PDL? Ebbene si studia il restyling del partito, gli si cambia nome e confezione : già usati Forza Italia, Popolo della Libertà, Partito della Libertà, Partito del Buongoverno, mentre il marchio Italia Pulita depositato nei giorni scorsi da Berlusconi sembra essere invece il clone di un marchio già depositato da un altro.

E’ un po’ come se la FIAT, di fronte all’insuccesso commerciale di una sua auto (si pensi alla famigerata UNO con la coda, la DUNA, probabilmente una delle auto più orribili mai prodotte dall’intera industria automobilistica mondiale) la riproponesse tale e quale, però in colori e nomi differenti (per es. Verde : GreenBelt; bianca : EcoCar; Marrone ; BrownSugar Point; Nera : Black Room) per cercare di piazzarla in differenti segmenti di mercato.

In soldoni – di fronte all’implosione del PDL – si cerca di diversificare il prodotto, sempre lo stesso, proponendone però più formati o contenitori. L’idea della nuova linea di prodotti, che circola da un po’ di tempo nel PDL, è stata esplicitata da Vittorio Sgarbi in un’intervista al IL Giornale l’11 giugno 2012.

La saga delle nuove liste di destra : dal “Silicone”, agli “Amici degli animali” fino al “Partito della Capra”

Sgarbi spiega che lancerà su scala nazionale un suo partito, il Partito della Rivoluzione, una sorta di Movimento 5 Stelle di destra, che cercherà di sottrarre consensi agli “incazzati” che guardano a Grillo.

Accanto al suo partito, per dare ampia possibilità di scelta agli elettori di destra allo sbando, ci dovrebbero essere (i nomi non sono ancora noti, ma qui noi li definiamo con nomi di comodo, n.d.A.) il “Partito del Fascio alla Vaccinara” di Storace; il “Partito degli Amanti del Silicone e del Latex” della Santanchè; la lista “Centro Massaggi Cervicale” di Bertolaso; la lista “Amici degli Amici degli Animali” della Brambilla; il “Partito di Fascio e di Governo”, ovvero la nuova AN dei Gasparri e dei La Russa; il “Partito dei Carini” di Montezemolo.

Ma la componente di Forza Italia del PDL? Sgarbi spiega: “Si spacchetta in Forza Italia Senior, dove Berlusconi sarà costretto a essere capolista con quelli da più tempo con lui, e prenderebbe il 12 per cento, e una Forza Italia Junior per fare spazio ai volti nuovi, e varrebbe il 6.”. Senza contare la Lega. Questo, secondo lui, permetterebbe alla destra di vincere di nuovo le prossime elezioni.

Sgarbi chiarisce la sua idea : «Oggi il centrodestra è dimezzato rispetto a quattro anni fa. I suoi voti sono evaporati, ma non sono andati a sinistra: quando è andata bene sono diventati di Grillo, perché Grillo è come una volpe nel pollaio, ruba dappertutto come dimostra il caso Parma. .. Allora a destra bisogna creare un riferimento che sia protestatario quanto Grillo e gli impedisca di fare razzia.». Lu ipunta nientepopodimeno che al 10% dei voti, con il suo conservatore Partito della Rivoluzione, dal vago sapore messicano paese in cui un singolare ossimoro, el Partido Revolucionario Institucional, domina la scena politica da più di 80 anni.

Poi il noto gentleman e critico d’arte non riesce ad trattenersi da un suo giudizio sul personaggio Grillo, dando prova del suo proverbiale bon ton e rispetto per gli altri : «Il livello mentale di questo poveretto (Grillo, n.d.A.) è tale che se trova uno come me, io me lo mangio perché abbiamo in comune la “pars destruens”, quello che non funziona e va cambiato, ma io ho anche una “pars construens”. Grillo si è dato il nome di un albergo, Cinque stelle, a riprova che non vuole una poltrona, ma una camera di lusso».

Dulcis in fundo, la domandina sul premier, che secondo Sgarbi dovrebbe essere “Il candidato della lista più votata, oppure quello indicato dalla lista egemone in concerto con le piccole”.

Il che, tradotto in italiano, suona, per chi avesse dubbi : sarà sempre Berlusconi a decidere.

Commenti

Sul sito WEB de IL Giornale si sono susseguiti i commenti dei lettori, alcuni di appoggio, ma molti di critica :

#35 giottin (2468) il 11.06.12 alle ore 14:25 scrive:

Partito della rivoluzione, sa tanto di “hasta la victoria siempre” di che gueveriana memoria e questo non va bene. In quanto a Sgarbi se si impegna solo un pochettino prevale su Grillo in quanto a parolacce e questo non va altrettanto bene.

Io condivido molto di quello che dice Sgarbi, però in quanto ad affidabilità……lascia poche speranze, basti vedere come sono finite le sue performance da sindaco in vari Comuni”.

#27 Demostene2010 (140) il 11.06.12 alle ore 12:14 scrive:

Bravo Vittorio! Dopo il successo travolgente di Salemi è arrivato il momento di prendere in mano le sorti del Paese! Un altro fallito che invece di lasciare raddoppia…pochi ne avevamo...”

#22 jimisong (27) il 11.06.12 alle ore 11:12 sottolinea l’alto concetto di educazione, condiviso dal critico d’arte e dal comico:

A Vittò provaci pure tu! Almeno ci facciamo quattro risate sui duelli di parolacce con Grillo! Non vedo l’ora

Ma il suggerimento migliore che consentirà al partito di Sgarbi di ottenere tutto il successo che merita, arriva dal lettore #33 barone_1 (22) che il 11.06.12 alle ore 13:39 scrive:

Suggerisco come nome della lista civica: “capra capra capra”. Semplicemente geniale

PS – Per chi volesse saperne di più su Vittorio Sgarbi, riproponiamo qui di un nostro vecchio post, che ripercorre la carriera professionale e politica del Nostro.

Da Stravinskij a Berlusconi

Su “Il Giornale” del 1 febbraio 2011, Sgarbi scrive un articolo sul caso Ruby, dove  immagina un eventuale interrogatorio di Berlusconi da parte della Bocassini, in cui afferma che “Berlusconi in privato …fa ascoltare” l’Uccello di Fuoco”  alla sedicente nipote di Mubarak”. Inevitabile la domanda : l’Uccello è quello di Igor Stravinskij o quello dello statista di Arcore?

Sgarbi  – da presunto cultore della materia – si intrattiene volentieri sul rapporto tra uomini politici e mondo femminile, spesso popolato da giovanissime aspiranti al successo, come Nicole Minetti, disposte a “un rapporto affettuoso” con  un uomo politico anziano dal “flaccido don” (siamo debitori di questa bella definizione a Lameduck) –  “c…lo flaccido”, così l’ha definito la Minetti intercettata, parlando di un uomo ricco, potente e soprattutto generoso di cui si sarebbe invaghita.

Nell’articolo, fa capolino la visione del mondo di Sgarbi sulle donne, che lui pensa di conoscere bene, dato che ne frequenta “cinquanta a settimana”. Roba da far impallidire il presunto harem di Berlusconi.

Già in precedenza Sgarbi su Il Giornale aveva parlato di Fini e di Berlusconi e del loro rapporto con le donne, criticando Fini e lodando Berlusconi.

Tutto nasce quando Sgarbi rilascia un’intervista al settimanale “A” sul caso Fini-Tulliano-casa di Montecarlo.   Feltri si butta a pesce e il 14 agosto pubblica un’articolessa del primo cittadino di Salemi.

Vittorio Sgarbi. Chi era costui?

Tutti sanno chi è Sgarbi. Garbato, cortese, assai rispettoso con gli interlocutori che dissentono da lui, riservato, fedele. Tiene molto alla legalità, tanto è vero che non si conoscono nemmeno sue infrazioni ai divieti di sosta. In effetti ha girato per anni con la scorta di stato pagata dai contribuenti.

Si dichiara critico d’arte e polemista. Molti nutrono più di un dubbio sulla prima qualifica, mentre sulla seconda non possiamo che convenire. Se qualcuno non ne fosse convinto, può consultare su Youtube la hit parade delle performance televisive del pacato intellettuale.

Sgarbi – da vero uomo di mondo – si muove a tutto campo, come risulta dal suo curriculum. sgarbi-incazzato-2Su Wikipedia qualcuno si è preso la briga di elencare le sue numerose condanne – per truffa ai danni dello stato (definitiva) e soprattutto per diffamazione – cui si è talvolta sottratto, suo malgrado, con indulti e prescrizioni.

Ma ciò a cui tiene di più sembra sia la coerenza. Al riguardo,  Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Sgarbi) riporta anche il robusto curriculum delle militanze politiche del Nostro:

  • Partito Comunista Italiano, che lo ha candidato a sindaco di Pesaro;
  • Partito Socialista Italiano, per il quale è stato consigliere comunale a San Severino Marche;
  • DC-MSI, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di San Severino Marche nel 1992;
  • Partito Liberale Italiano, per il quale è stato deputato;
  • Partito Federalista, che ha fondato nel 1995 e poi lasciato per aderire alla Lista Pannella;
  • Lista Marco Pannella, con la Lista Pannella-Sgarbi, abbandonata dallo stesso Sgarbi prima delle elezioni;
  • Forza Italia, nella quale ha inglobato il suo movimento I Liberal Sgarbi-I libertari;
  • Partito Repubblicano Italiano con il quale si è alleato per le elezioni europee nel 2004;
  • Lista Consumatori, con la quale si è candidato per le Politiche del 2006, senza essere eletto;
  • UDC-DC, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di Salemi nel 2008;
  • Movimento per le Autonomie con il quale è stato candidato alle Elezioni europee del 2009 nel cartello elettorale del Polo dell’Autonomia nella circoscrizione Isole.
  • Con Rete Liberal, alle regionali 2010 del Lazio ha sostenuto Renata Polverini

Ha inoltre fatto parte dell’Unione Monarchica Italiana”.

Roba da fare invidia all’implume Capezzone, ancor giovine di bottega, che però si farà, visto l’impegno che mette nel passare repentinamente da uno schieramento all’all’altro.

Ci preoccupa l’assenza nel suo curriculum della Sudtiroler VolksPartei e del Movimento per la Ricostituzione del Sacro Romano Impero, ma siamo sicuri che colmerà al più presto queste inaccettabili lacune..

Visto da quale pulpito vien la predica, andiamo a vedere che cosa ha dichiarato il Nostro. Sgarbi, che per due anni ha “mantenuto il doveroso rispetto per Gianfranco Fini” , fin qui non ha detto niente. Ma dopo quello che sta succedendo, avverte l’ obbligo morale di prenderne le difese, dando una sua versione. Fini si è innamorato di questa “ragazza semplice e buona”… “La Tulliani, pure intelligente, è certo più bella che intelligente.” Fini come ogni “uomo innamorato non vede la realtà com’è, e interpreta in modo positivo ciò che altri giudicano malizioso”… “Non voglio dire che Elisabetta Tulliani volesse «sistemarsi». Voglio dire che Fini non doveva farsi sistemare.”

E qui inizia l’affondo : “Si può dunque pensare, anzi oggi è una certezza, che Fini sia stato, nella considerazione popolare, sopravvalutato”

Sgarbi a questo punto mostra tutto il suo talento per rubriche come la posta del cuore dei settimanali femminili. Parla delle ragazze “nell’orbita di uomini di fresco potere del centrodestra”, spesso raccomandate per intraprendere carriere artistiche e televisive. gif-ragazza-che-cammina-sexy1Ma anche delle donne della stagione politica precedente, “dominatrici di altri politici democratici o democristiani”. … “Donne di personalità forti che hanno letteralmente «occupato» i loro uomini condizionandone scelte e destini. Come per Fini, l’epilogo di Mastella si deve al cieco amore per Sandra. Clemente ha fatto saltare tutto, ha perduto se stesso, e ha fatto cadere Prodi per amore di Sandra. Quando essa è stata incriminata, non ci ha visto più e ha abbandonato tutto.” Adesso Alberoni può anche andare in pensione.

Però lui, Sgarbi, mica si fa condizionare dalle donne, come i comuni mortali di sesso maschile. “E ciò – rivela Sgarbi – li differenzia da me, e, anche se in modo più artigianale, da Berlusconi, che ha una sua «ingenuità», che amiamo essere «visitati», non «occupati». E non ci lasciamo travolgere né dal fascino, né dal potere seduttivo di una donna.” Anche Sgarbi, come il Berlusconi così definito dal suo avvocato di fiducia, si vanta di essere una sorta di ghedinesco “Utilizzatore Finale”.

D’altro canto Sgarbi afferma che “la Tulliani … non è dominatrice. Chiunque poteva prenderne le misure e non farsi travolgere dal suo giovanile entusiasmo. Meno Fini.” Con la scusa della difesa del Presidente della Camera, a Fini viene dunque affibbiato di fatto il ruolo del pirla che si fa infinocchiare dalla “sgallettata” di turno. L’abilissimo Sgarbi strizza l’occhio al maschilismo di molti elettori di destra,sgallettata-1 che provano una sincera ammirazione per l’Utilizzazione Finale (“una botta e via”è l’elegante espressione di uso comune) e una commiserazione per chi “ci casca”. L’invidia nei confronti del Leader Supremo non è assolutamente appannaggio dei “sinistri”, come la vulgata di destra vuol far credere. La maggior parte dei maschietti di destra, costretta a una “modica dose” di sesso coniugale, guarda con invidia a chi si può permettere l’overdose di sesso extraconiugale (vero o presunto, non ha importanza) con attricette e veline che appare privilegio del potere. Lo ius primae noctis, appreso nei lontani tempi di scuola, riemerge con forza ad opera dei nostri satrapi da avanspettacolo. Al riguardo, in un’intervista rilasciata a “Il Secolo XIX” di Genova, Sgarbi non ce la fa più a trattenersi e, come fosse con gli amici al Bar Sport, si lascia andare a questa dichiarazione “Io frequento 50 donne a settimana e, così come non ho storie d’amore con tutte, da tutte mi libero”. Come a dire “a me Silvio e il Merolone mi fanno una s…”. (Sgarbi dovrebbe sapere che in giro c’è chi conosce non solo Geminello Alvi, ma anche Plauto e il suo Miles Gloriosus e potrebbe fare imbarazzanti paragoni).

Mentre il Fini innamorato è “sorprendente e pericoloso”, al contrario “… l’abile, seppur generoso, Silvio, non ebbe dubbi, non si lasciò travolgere… si è liberato di tutte, anche di Veronica.”berlusco-fa-le-corna

Ma il gentleman ferrarese fornisce materia anche per le gentili lettrici di destra, indotte a pensare che di Fini non ci può fidare perché ha tradito la moglie per una “sgallettata” qualsiasi.

Sgarbi completa il servizietto a Fini, iniziato da Feltri :

  • tradisci il patto con gli elettori del PdL perché dissenti da Berlusconi (Feltri)
  • tradisci la fiducia del tuo stesso ex-partito (Feltri, che accusa Fini di uso privato di beni del partito) e non puoi fare il moralizzatore (altro slogan molto in voga tra i destri e i Grillini : “Il più pulito ci ha la rogna”);
  • infine sei un uomo “dabbene” che si lascia abbindolare dalla prima “velina” e quindi come si fa a fidarsi di te (Sgarbi)?

Ed ora si arriva al dunque. Qualcuno ancora pensa che Fini abbia mostrato disaccordo con Berlusconi per ragioni politiche, come legalità, federalismo e quisquilie di questa natura? Macché, Sgarbi fa sapere che il Fini “travolto dalla passione … si irrita quindi con Berlusconi per alcune sortite di «Striscia la Notizia»” che riguardano la sua compagna. E quindi conclude che “Da questa vicenda Gianfranco esce come un ingenuo, inadeguato a misurarsi con le realtà complesse e difficili della politica”.

In soldoni da “Il Giornale” si comunica alla platea della destra che Fini è: traditore (Feltri), imbroglione (Feltri), fesso (Sgarbi), incapace (Sgarbi). Ciapa su e porta a ca’.

fini-e-berlusca-dissenso

Certo che Sgarbi nell’operazione di demolizione della figura di Fini è assai più sottile di Feltri, che va giù con l’accetta. Se Feltri parla alla pancia degli elettori di destra, qui Sgarbi li titilla ancora più efficacemente dentro le mutande. D’altro canto è noto, non solo ai fan di De Andrè, che anche per il Re Carlo che “tornava dalla guerra … più che l’onor poté il digiuno!”.

All’autore di questo post, l’operazione di demolizione della figura di Gianfranco Fini appare invece strumentale e scandalosa. Molto al di là delle sue eventuali responsabilità nella vicenda monegasca, che la magistratura dovrà appurare. Certo, se si dovesse dimettere lui che non è nemmeno indagato, i due grandi Utilizzatori Finali, Berlusconi e Sgarbi – che qualche problemuccio con la giustizia ce l’hanno avuto – cosa dovrebbero fare?

Chi vuole consultare la hit parade di Sgarbi clicchi qui sotto :

http://youtu.be/lCQrKS5F1WE

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