Della bufala. Intesa come una delle belle arti

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Strani incontri sulla via di Damasco – Ovvero tre “insospettabili comunisti” : un giornalista esodato, un dandy liberale, una ex-spia della CIA.

Posted by pocavista su 1 febbraio 2013

Sulla via di Damasco non c’è solo San Paolo?   1 – Vittorio Feltri, ex direttore di Libero e “ direttore esodato” de Il Giornale per fare posto a Sallusti; nel tempo libero, manganellatore mediatico di punta del “Popolo dell’Amore”. Giornalista di cui non si ricorda un sorriso in pubblico a memoria d’uomo. 

Durante la trasmissione radio “La Zanzara”, Vittorio Feltri non fa sconti al Pdl parlando delle sue liste elettorali “pulite”: “Mi fanno venire i conati di vomito, Berlusconi ha ricandidato i soliti. Mi sono saltati agli occhi i nomi di una decina di mignotte”.

 

sallusti e feltri

Il direttore in carica e il direttore “esodato” , Sallusti e Feltri

2 . Oscar Giannino, candidato premier liberal-liberista di “Fermare il Declino”, già autorevole fustigatore della sinistra e dei sindacati, da solo o in coppia con Brunetta alla Versiliana (inteso come ex-ministro e non come cantante dei Ricchi e e Poveri).

Comunicato stampa di “Fermare il Declino” “Giannino: Incomponibile abisso, Berlusconi parla a vanvera.” “ Anche oggi, giornata della memoria, si dimostra incomponibile l’abisso tra un politico europeo come la Merkel, con le sue parole sulla responsabilità perenne della Germania e l’elogio del duce fatto da Berlusconi. Vergogna eterna a chi parla a vanvera

 

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Oscar Giannino : una vita per il guardaroba

3 . Giuliano Ferrara, figlio del vecchio dirigente PCI Maurizio Ferrara, già giovane comunista, già socialista craxiano, già spia della CIA (per sua stessa ammissione su Il Foglio) per conto della quale spiava Craxi, già portavoce del governo forzitaliota di Berlusconi, già esegeta della mutanda al teatro Dal Verme per celebrare la libertà di bunga bunga di Berlusconi.

L’attuale direttore di una testata semiclandestina di destra come “Il Foglio”, ha dichiarato di recente: “Io Berlusconi lo voto, ma non mi faccio fregare dalle balle che racconta”. La domanda sorge spontanea: come può uno ritenuto sveglio come Giuliano Ferrara votare un anziano che “racconta balle”? 

Risposta : se non ti senti parte della schiera delle “mignotte” di cui parla Feltri, se riesci a non arrossire quando difendi “chi parla a vanvera” e non fai parte degli ultras milanisti euforici per l’acquisto elettorale di Balotelli, forse sei vittima di una patologica avversione nei confronti di ciò che ha segnato la tua gioventù e che ti costringe al servizio del “Lato Oscuro della Forza”.

 

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Ferrara, una vita per la mutanda

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E adesso con chi ce la prendiamo?

Posted by pocavista su 11 aprile 2012

E adesso con chi ce la prendiamo? Dobbiamo confessare che, da quando il nostro amato Leader Supremo, l’arcoriano “Vate della Patonza”, ha dovuto lasciare le redini del Governo a Monti, eravamo tentati di mollare il nostro blog. 

Come i blogger sanno, tenere un blog aggiornato, scrivere post originali e documentati è una fatica improba, ancorché non remunerata. La domanda “chi ce lo fa fare?” affiora più volte; la risposta che “è un dovere sociale” – sempre meno convinta – anche.

 

Il pubblico che frequenta i blog del resto preferisce di gran lunga una comunicazione molto sintetica, un po’ gridata, magari riassunta in una battuta, in una foto o in una vignetta. Grande è il rischio di essere superficiali, non documentati, sensazionalisti : il tutto per farsi leggere dai nostri quattro lettori che – spesso – si imbattono per puro caso nei nostri post, mentre cercano ben altro con Google.

Si pensi ad un aggregatore di blog come “OKnotizie”, che risulta essere forse il più popolare aggregatore italiano. I post di Svistasocialclub che hanno avuto maggiore successo di voti e di frequentazione su OKNotizie sono stati quelli più brevi, di tenore satirico, riassunti magari in una o due foto. Sono i post che costano meno fatica in termini di documentazione, sforzo di riflessione e di scrittura, a ottenere maggiore successo, per così dire, “di critica e di pubblico”.

E allora chi ce lo fa fare di leggere, documentarci e scrivere qualche riflessione su fatti e protagonisti della società italiana? Ebbene, ci siamo presi una pausa di riflessione di alcune settimane, durante le quali non abbiamo alimentato il blog : ci stavamo rilassando perché in effetti la “democratura” berlusconiana faceva meno paura di prima; l’algido Minzolini, il “fido” Fede, il druido Bossi e il mitico Trota si sono fatti da parte; probabilmente tra un po’ toccherà anche ai siliconi della Minetti lasciare la Regione Lombardia per ritornare ad occuparsi di igiene orale o di animazione per feste private. La triade di guastatori Santanchè, Lupi, La Russa è ormai costretta a strillare un po’ meno in TV. E perfino il funereo Sallusti l’abbiamo visto prodursi in qualcosa che somigliava ad un sorriso di circostanza.

Il tutto, mentre l’androide Monti, con quella sua voce prodotta al sintetizzatore, cerca di mettere una dolorosa pezza ad una situazione al limite del collasso finanziario, economico ed etico. Mentre i tre Poli devono appoggiarlo in Parlamento, “loro malgrado”.

Autore : Nicola Bucci

Ma ora il nostro amico Giuliano Ferrara, lo “smutandato di Collegno”, come lo abbiamo definito in un nostro precedente post, ci sta ritirando dentro per i capelli. Confessiamo che non riusciamo a sopportare i suoi pistolotti serali di Radio Londra, tanto intelligenti quando autocompiaciuti : il servo-libero Ferrara si ritiene talmente indipendente e controcorrente da risultare ancora più dedito di un Fede o di un Minzolini a difendere l’indifendibile, ovvero la causa di un padrone e dei suoi sodali di ieri ormai in piena bancarotta politica.

Militante padano DOC

Il nostro post e quelli futuri forse non piaceranno alla maggior parte del pubblico dei blog : saranno lunghi e un po’ noiosi. Ma li preferiamo così, visto che durano di più nel tempo, come gli elettrodomestici tedeschi che, non a caso, costano un po’ di più. 

Anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo concluso : “chissenefrega” di OKNotizie.

A presto,  con il post su Giulianone. Pocavista

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Conformista, servo libero o solo servo? Il test del naso. Da Ferrara a Veneziani : si parte da Weber e si arriva a Woody Allen.

Posted by pocavista su 18 giugno 2011

I “servi liberi” chiamati a raccolta da Ferrara al Capranica di Roma sono stati uno dei bersagli preferiti da parte del mondo dei blog. Mai ossimoro fu più infelice, specie con questi chiari di luna per il cdx : se fai il servo per tua libera scelta, non puoi essere libero, hanno osservato con ironia molti blogger tra cui il sottoscritto. Blogger che Veneziani ha a suo tempo definito “velenosi e cretini”.

Oggi nel suo ultimo articolo su il Giornale (“Servi liberi a destra, carogne a sinistra”), che noi blogger velenosi e cretini ci ostiniamo a leggere, V. propone una sua fenomenologia della servitù.

Il buon Marcello comincia a tagliare con l’accetta : “La servitù è l’unica categoria in­terpretativa usata per giudicare il berlusconismo”. Questo, naturalmente, non è vero : ma a lui forse piace l’idea che i “trinariciuti” di sinistra vadano sempre e comunque all’ingrosso. E che, rovesciando la frittata, i conformisti in realtà siano gli antiberlusconiani solo perché adesso stanno diventando maggioranza nel Paese( “se quattro voci dicono la stessa cosa e una le contraddice, il conformismo riguarda i quattro e non il singolo . E…il rapporto tra propagandisti anti-berlusconiani e filo-b è … 4 contro 1”).

Vogliamo ricordare che gli psicologi sociali assimilano il conformismo al comportamento mimetico, in base al quale l’individuo si nasconde nell’ambiente sociale in cui vive, assumendone i tratti più comuni, ricavandone un senso di protezione. Un po’ come una zebra che indossa un abito a strisce come tutto il suo branco per confondere la vista dei leoni.

Ma qui non ci siamo proprio, caro Veneziani : il conformista non è chi esprime una posizione che diventa maggioritaria in un gruppo sociale, ma chi “non capisce, ma si adegua”. “Chi capisce, ma si adegua”, senza esservi obbligato, dovrebbe essere definito servo.


Prolegomeni ad una fenomenologia del servo

Quali sono le categorie in cui possono essere classificati i “servi”, secondo Veneziani?

  1. Il Militante : è animato da forte spirito di appartenenza ad un’idea o ad un gruppo. Notiamo che l’esasperazione dello spirito di appartenenza trasforma i militanti in “coloro che sono disposti a tagliarsi gli attributi, pur di far dispetto alla moglie”. Tradotto in politichese : pur di non far vincere i comunisti, voto sempre e comunque Berlusconi.
  2. Il Seguace : ha il culto del Capo Supremo. Nel linguaggio da bar : “ci vuole uno che decida per tutti se no non si combina niente” .
  3. Il Libero Pensatore che “si tura il naso” : “liberamente e criticamente paragona il leader a i suoi rivali e preferisce lui a loro” e che non deve essere considerato un servo.
  4. Il Servitore Professionale : instaura col leader un rapporto di prestazione professionale. Ti sostengo (per le belle donne : te la do) in cambio di soldi, prebende e carriera. Della serie : oggi è difficile credere in un ideale, ma per un compenso adeguato lo si può sempre fare.
  5. L’Opportunista : foltissima categoria di servi, soggetti che cercano di ottenere qualche favore personale;
  6. L’Utile Idiota  : chi è scioccamente asservito, anche contro il proprio interesse.
  7. Il Servo Infedele : colui che “è pronto a voltar le spalle e perfino ad accusare di servitù gli altri solo perché non ha avuto quel che voleva o ha cambiato livrea”.
  8. L’Ultimo Kamikaze Jap: “l’orgoglioso che insiste nel difendere il suo leader anche quando questi ha torto o cade nel discredito ed è perdente” per dimostrare la propria lealtà.
  9. Il Consigliori : chi è vicino al potente non per servirlo, ma per consigliarlo. Non servo, ma badante. O almeno si crede tale per presunzione.

Alcune delle precedenti definizioni sono di Veneziani; altre mie. Ma poi si potrebbero aggiungere i clientes, i lobbisti, i navigatori a vista, i Responsabili, e chi più ne ha più ne metta.


Il servo è un trans?

Veneziani ci propone una sorta di tipologia ideale weberiana a cui ascrivere gli aspiranti servi. Tuttavia noi sappiamo che un servo è per natura un trans (e qui il sesso e il genere non c’entrano)  : un po’ opportunista, un po’ servo infedele, un po’ conformista, un po’ seguace. Appartiene cioè a più tipologie.

Per fare un esempio : uno come Ferrara in che casella lo vogliamo mettere? La casella – vista la mole del titolare – deve essere necessariamente ampia : è un Consigliori, ma anche un Servo Infedele (spiava Craxi per conto della CIA) e un Libero Pensatore dal naso otturato (pur di non far vincere D’Alema cosa non giustificherebbe). Non aggiungo Opportunista, sia per non prendermi una querela, sia perché non lo conosco a sufficienza.

Maurizio Lupi? Un po’ Militante, un po’ Ultimo Kamikaze. Bondi? Per molti dei suoi detrattori sarebbe un Utile Idiota, un Seguace e un Opportunista. Ma forse è solo un caso clinico.


Scopri il servo che c’è in te. Il test del naso.

Esiste un test per verificare se uno è veramente un servo? “ La ricetta di Veneziani : “Provate a separare il soggetto in odore di servitù dal suo presunto padrone e notate se sul piano delle opinioni mantiene le stesse idee oppure no”.

A leggere i suoi scritti su Il Giornale, per es. si ricava l’idea che Veneziani avalli sempre e comunque – turandosi il naso e usando una buona dose di vaselina – la leadership carismatica di Berlusconi qualunque cosa faccia. Tuttavia portare acqua al mulino di un capo carismatico, “solo contro tutti”, a cui si attribuisce il ruolo di “salvatore” dell’Italia (dai perfidi comunisti e dai giudici rossi), aiuta il capo a perseguire unicamente i propri interessi a scapito di quelli collettivi. E stimola il capo al narcisismo, a circondarsi solo di yes-man e di te-la-dò-woman, alla perdita del senso di realtà, all’insensibilità ai valori morali e all’etica comune. Contribuisce perciò all’affermazione di un’autocrazia del bunga-bunga.

Ci piacerebbe separare Veneziani dal suo presunto padrone de Il Giornale, per vedere se cambierebbe qualcosa nei suoi scritti : esperimento interessante, cui sottoporrei volentieri anche gli ex-socialisti confluiti nelle schiere berlusconiane.

V. suggerisce di guardare anche alla storia personale del soggetto accusato di servitù “per vedere se è stato sempre dalla parte del potere o se magari per lungo tempo ha scelto scomode opposizioni, da emarginato senza padroni”. V. a chi si riferisce : a Capezzone, ex-radicale; a Bondi, ex-comunista; a La Russa, ex-MSI ? A se stesso? Tutti ex-emarginati.

Da blogger “velenoso e cretino” ho il sospetto invece che Veneziani ci mandi un messaggio subliminale : siccome io, da giovane militante di destra, ero fuori da giochi, vuol dire che non ero, non sono e non sarò mai un servo. Se fosse così, sarebbe un ottimo esempio di paralogismo subliminale.

Ok Veneziani, lei non sarà un servo, ma solo un Libero Pensatore che “si tura il naso” in continuazione : vogliamo però ricordarle che nel film “Il dormiglione” di Woody Allen il mondo viene dominato da un leader dispotico, già ucciso dai ribelli, e di cui è rimasto in vita solo un piccolo organo che continua a governare. Il naso, appunto.

Forse, dopo il funerale del Leader Supremo celebrato al Capranica dai “servi liberi”, l’unico collante che li tiene uniti nel difendere la cara salma è – appunto – il naso. Chiuso.

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I mezzadri di Capranica. Nuda proprietà e mezzadria nel PdL : la proposta dei “servi liberi” di Ferrara per salvare il soldato Silvio.

Posted by pocavista su 9 giugno 2011


I servi liberi e la mezzadria

Com’è noto, i “servi della gleba” erano i contadini – e le loro famiglie – obbligati alla coltivazione di un fondo agricolo vita natural durante. 

 I servi, in cambio di protezione giuridica e militare da parte del signore, dovevano prestargli anche servizi extra e pagargli le decime.

Sembra che sia stato per primo l’imperatore Diocleziano, per fronteggiare l’abbandono delle campagne da parte di un numero crescente di contadini che veniva a cercare fortuna nelle città, in particolare a Roma, ad emanare per primo un decreto che costringeva i coloni (da colere, coltivare) a rimanere nei campi e a tramandare il mestiere ai figli.

La servitù della gleba (della zolla) sopravvisse fino al XVI secolo. I primi “servi liberi” italiani furono quelli di Bologna nel 1257 : la città liberò, previo riscatto, quasi 6000 servi sottoposti a signori laici. I servi sottoposti agli ecclesiastici, grazie al vescovo Boncambio, furono liberati gratis. E poi c’è oggi qualche “servo libero” che parla male della Chiesa!

In Italia il superamento della servitù della gleba dette luogo a rapporti contrattuali come la mezzadria : la proprietà dei terreni rimaneva al Signore, il mezzadro ci metteva il lavoro e poi si faceva a metà.

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I Mezzadri di Capranica

 

I “servi liberi” convocati da Ferrara al Capranica, a Roma, ricordano un po’ i servi liberati a Bologna : questa volta la città che li ha liberati è la Milano di Pisapia. E un po’ anche la Napoli di De Magistris.

Dopo le batoste elettorali del Signore dei Pidielli, i “servi di Berlusconi”, come spesso sono stati bollati dagli oppositori, si sono sentiti più “liberi” di criticare il Monarca in crisi. Al Capranica, di fronte ad una platea di ultras (ultrasettantenni) sanfedisti, sono stati usati termini inconcepibili fino a poco fa : regicidio, disastro, funerali senza la salma, primarie.

Nel disperato tentativo di salvare “l’uomo solo al telecomando” e la “sua lucida follia”, e soprattutto se stessi dal probabile crollo del berlusconismo, gli aspiranti mezzadri si sono rimboccati le maniche (Bersani ci consenta questa espressione), con questa mission impossible: salvare il Re, per salvare l’Italia. Ferrara si inventa nientemeno che le “primarie”, rubando l’idea al centrosinistra, per scegliere il leader del centrodestra : le primarie dovrebbero dare una patina di democrazia a un partito (prima Forza Italia poi PDL) che “non è un partito, ma solo una proprietà” (così Giampiero Mughini alla radio qualche anno fa).

Ferrara e gli altri "servi liberi" del Capranica, ripresi in mezzo ad un Berlusconi di cartone ancora non trapiantato (Berlusconi, non il cartone)

Sallusti ha però obiettato a Ferrara che “Berlusconi è un monarca e il berlusconismo una monarchia: E se tu, Giuliano, vuoi sottrargli alcuni poteri metti a rischio la monarchia. E quindi meriti di essere punito con la pena di morte.” Sallusti ride della sua battuta finale, ma ha ragione : un monarca assoluto come B. non si accontenterebbe mai della “nuda proprietà” o di una “mezzadria” nel “suo” partito.

Un sovrano assoluto, che ritiene di essere al di sopra della legge, che dichiara di non avere mai potere a sufficienza, e a cui alcuni rimproverano anche una riedizione dello ius primae noctis (sesso in cambio di carriera politica o televisiva), può forse accettare una scelta che non sia “per acclamazione” o approvare delle primarie “non pilotate”?   Inutile ricordare che B. ha sempre emarginato chi lavorava per succedergli, accusandolo di mettergli i bastoni tra le ruote e che “non lo faceva lavorare”: prima Bossi, nel 94, poi Follini, poi Casini e infine Fini. 

Adesso il nuovo temibile concorrente, che starebbe tramando contro il sovrano per prenderne il posto, è Giulio Tremonti. Il monarca in declino si è affrettato infatti a indicare come suo delfino l’uomo dallo sguardo perennemente corrucciato e dalla fronte inutilmente spaziosa, ma che non rappresenta un vero pericolo per lui : Alfano, il Ministro – con licenza parlando – della Giustizia.

Angelino Alfano

Sospettiamo che Sallusti e Belpietro, subito dopo il referendum, metteranno in atto il metodo Boffo per stroncare sul nascere la candidatura alla leadership di Tremonti, che sarà additato al pubblico ludibrio. Si potrà accusare Tremonti di  a) connivenza con i fantomatici “poteri forti”; b) di essere al soldo di Bossi e del leghismo secessionista; c) di essere un ragioniere e non un economista; d) di costituire un ostacolo alla ripresa economica del Paese; e) di essere “un comunista” travestito da socialista a sua volta travestito da pidiellino. 

La cosa non deve sorprendere : sul sito WEB de Il Giornale qualche lettore già gli dà del “comunista”. Manca ancora qualcuno che lo definisca “toga rossa al soldo della Procura di Milano”, ma non disperiamo.

 

Commento finale : Ferrara e il ginocchio della lavandaia

Riportiamo il lucido commento di 46 Lincol Rafel (24) n merito alla rimpatriata dei “servi liberi” ,che scrive, il 08.06.11 alle ore 16:38, sul sito WEB de Il Giornale :

Al Capranica sembrava di stare in una camera ardente. C’era anche il morto. Ammazzato dai servi, ai quali l’accostamento di ‘liberi’ non è riuscito a dare dignità. Il berlusconismo è finito. Lo dico senza disprezzo … Ancora una volta, a riconoscersi pregi e difetti si sono ritrovati gli stessi interessati, con la pretesa di essere obiettivi. Il dramma della caduta ha solo un nome: credibilità. Volutamente smarrita da lui e dai suoi servi (lasciamo perdere ‘liberi’).

La sottomissione ha dettato i modi e i tempi del perdono degli eccessi, la negazione dell’evidenza, la giustificazione facile delle debolezze senili, la liceità di leggi ad personam, utilizzate con arroganza per vantare una fedina penale pulita.

Se qualcuno dei presenti avesse avuto l’onestà di aiutarlo, richiamandolo con una critica non servile alle sue responsabilità, forse non sarebbe stata neppure allestita la camera ardente.

Forse per la mezzadria propugnata da Ferrara nel PdL, d’altra parte già abolita nelle campagne con una legge dell’83, è un po’ tardi e suona male alle orecchie del padrone. Il quale si starà chiedendo : ma che si sono messi in testa ‘sti “servi”, che spesso ho pagato, protetto e promosso, di essere anche “liberi”?  E poi : o sei un servo o sei libero. “Servo libero” è solo un ossimoro dietro cui si nascondono coloro che hanno la vocazione del servo, ma non lo vogliono ammettere per pudore. Un po’ di coerenza, per favore.

Forse Ferrara farebbe meglio a continuare a lavare le mutande di Berlusconi, come al Dal Verme a Milano. Rischierebbe solo il ginocchio della lavandaia, non la decapitazione come gli ha ricordato – ridendo, ma non troppo –  Sallusti.

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Comunicazione e liposuzione : ecco ciò ci prepara in segreto Giuliano Ferrara, ex-spia della CIA e oggi “fine chirurgo del pensiero”, con il suo “Radio Londra”

Posted by pocavista su 14 marzo 2011

Ne “il Giornale” di oggi, Maurizio Caverzan pubblica un articolo intitolato “In tv il barrito di Ferrara contro quei salotti snob”.

L’articolo definisce quella di Ferrara “un’iniezione di democrazia e anticonformismo : … l’Elefantino è pronto a muoversi come un fine chirurgo del pensiero”. E scusate se è poco. Nemmeno Mengele era arrivato a tanto.

Ferrara è uno che nella vita ha fatto mille mestieri : da militante comunista del PCI, a sindacalista CGIL, a cantore del craxismo, a spia della CIA (spiava Craxi, di cui era il cantore),  a giornalista, a divulgatore di sesso in TV, a Ministro del primo governo Berlusconi, a direttore di un giornale semiclandestino come Il Foglio, a difensore ad oltranza della vita del feto con il suo movimento ProLife, a smutandato di Collegno al Teatro Dal Verme in cui tesseva le lodi del bunga bunga.

Certo che passare da aedo di Craxi a cantore di Scilipoti e del bunga bunga …

Mestieri che ha cambiato spesso come i numerosi partiti politici in cui si è candidato Vittorio Sgarbi. Probabilmente è una gara a distanza tra i due : se Sgarbi cambia partito, allora Ferrara non vuol rimanere indietro e cambia mestiere, e viceversa.

Oggi “Il Giornale” ci svela  che Giuliano Ferrara – probabilmente dopo uno stage semiclandestino in quella fucina di intelletti che è Il Giornale di Sallusti – è diventato un “fine chirurgo del pensiero” : una sorta di neurochirurgo che opera a distanza, via etere, con la sua Radio Londra. Ferrara, si sa, è uno generoso : alla bisogna, è corso a dare una mano a Augusto Minzolini, per cercare di completarne l’opera.

Una rivista per fortuna ci svela il suo piano.

Ecco l'introvabile copia di People (da molti ritenuta - a ragione - apocrifa) che svela il piano di Ferrara, reduce da una severa cura dimagrante

 

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Lo smutandato di Collegno. Pane al Pane, Verme al DalVerme. Ecco la copia de “Il Foglio” in cui Ferrara ammetteva di aver spiato Craxi per conto della Cia.

Posted by pocavista su 12 febbraio 2011

Giuliano Ferrara, lo smutandato di Collegno

Un tempo c’era lo smemorato di Collegno. Oggi Ferrara al Teatro Dal Verme inneggia alla mutanda e al bunga bunga. Colto da improvvisa amnesia, lo smutandato di Collegno si è dimenticato che ieri organizzava il Family Day e il movimento Prolife. E che l’altro ieri spiava Craxi (lui dice : “spiegava”) per conto e con i soldi della CIA. E che qualche tempo prima militava nel PCI, dopo aver strizzato l’occhio a Lotta Continua.

 

Alleghiamo, in formato Pdf, copia della pagina de Il Foglio del 2003 in cui Ferrara ammetteva di aver spiato Craxi per conto della CIA (clicca su FERRARA LA SPIA – POI CLICCA DI NUOVO SU “FERRARA LA SPIA” NELLA NUOVA FINESTRA E SI APRIRA’ IL DOCUMENTO IN PDF)

Caro Cavaliere, stia molto attento a “er mutanda”, al secolo Ferrara Giuliano. Si dice che porti male. Conduce gli amici sempre su terreni scivolosi : ieri per esempio ha detto che lei non è Breznev (infatti il burosauro sovietico era assai più alto e non si era fatto trapiantare i capelli) e che dovrebbe andare in TV accettando il contraddittorio. Non lo faccia, caro Presidente, ne uscirebbe maluccio.

Io non ho mai creduto che qualcuno possa portare iella, ma i fatti sembrano parlare da soli e convincerebbero anche gli ultrascettici del CICAP.

Come ricordava Travaglio ieri su Il Fatto quotidiano :

1 – Ferrara ieri era nel PCI. Il “glorioso partito di Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer” ha poi fatto una fine che tanto gloriosa non è : estinto. Ai rarissimi esemplari di comunisti doc ormai è stato applicato il radiocollare per rintracciarli in fabbriche semiabbandonate e diroccate case del popolo di periferia.

2 – Ferrara poi è migrato nel PSI. Il “glorioso partito che era di Nenni e di Craxi” poi è naufragato nella Tangentopoli scoperchiata da Mani Pulite. Craxi è dovuto fuggire ad Hammamet; di Martelli se ne sono perse le tracce a Malindi e di De Michelis viene rinvenuta ogni tanto solo un po’ di forfora.

3 – Ferrara – non contento – si è accasato in seguito in Forza Italia e ha fatto il Ministro dei Rapporti con il Parlamento nel primo governo Berlusconi nel 1994. Governo colpito e affondato dopo appena sette mesi di vita. Micidiale.

4 – Ferrara infine, in occasione delle ultime elezioni, ha dato vita al Movimento Prolife – No Aborto, ottenendo un risibile risultato da prefisso telefonico.

Ferrara, nudo come un verme. Poi al "Dal Verme"

Consentitemi una riflessione a proposito di Prolife : per dare il nome al suo movi­mento, Ferrara non avrà tratto ispirazione da certe compresse che magari tiene sul comodino? Danno sollievo a me, lo da­ranno ad altri, avrà pensato il fine intellettuale.

In effetti PROLIFE viene prodotto dalla Zeta Farmaceutici in 3 forme, come capsula, pastiglia gustosa del sapore latteo o come soluzione specialmente adatta per i bambini. PROLIFE ri­stabilisce l’equilibrio della microflora intestinale impedendo così il gonfiore, i disturbi digestivi, la stitichezza.

Questo potrebbe spiegare due cose :

  1. perché Ferrara in TV appare spesso di cattivo umore e maltratta senza pietà i suoi interlocutori;
  2. che per lui, intellettuale snob, la parola “movimento” sia più affine alla peristalsi che alle opinioni.

En passant, ricordiamo che Ferrara ha sostenuto :

  • la liberazione di Adriano Sofri : che invece si è fatto tutta la galera a cui è stato condannato;
  • D’Alema per la corsa al Quirinale : viceversa poi è stato eletto Napolitano
  • Rutelli alle ultime elezioni come sindaco di Roma : invece ha poi vinto Alemanno;
  • Sarah Palin alle elezioni in America : al contrario, oggi abbiamo Obama presidente;
  • la seconda guerra di Bush all’Irak, per esportarvi la democrazia : dopo dieci anni e centiania di migliaia di morti siamo ancora “a carissimo amico”.

Quindi, caro Cavaliere cosparga la casa di sale, faccia affiggere ferri di cavallo alla porta e viaggi con un cornetto rosso king-size in tasca (utile anche in caso di un bunga bunga imprevisto) contro i mortali effluvi iellatori di Ferrara. Dal Teatro Dal Verme di Milano ci mettono un attimo per giungere in Brianza fino ad Arcore.

Devo dire che anche Lei, caro Presidente Berlusconi, in quanto a iella, non se la passa male : Lei sale al governo nel 2001 e poco dopo c’è l’attacco alle Torri Gemelle, con successiva crisi economica mondiale. Ritorna al Governo nel 2008, e subito scoppia la crisi dei mutui subprime americani, con conseguente gravissima crisi economica mondiale e l’Italia ridotta a un colabrodo.

Da italiano, ormai stufo di passare da zimbello nel mondo (quando vado all’estero mi faccio ormai passare per portoghese, popolo assai meno chiacchierato), mi permetto un suggerimento : il nostro Leader Supremo e lo smutandato di Collegno, Ferrara, perché non lasciano l’Italia (rimettendosi prima i calzoni) e, insieme allo zio di Ruby ormai fuggiasco, non fanno un bel pellegrinaggio a Lourdes?  Dicono che lì fanno i miracoli… Hai visto mai?

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