Della bufala. Intesa come una delle belle arti

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Il Metodo Boffo, adesso in due eleganti confezioni : per uomo e per signora. Oggi ne viene fatto grazioso omaggio alla Prestigiacomo.

Posted by pocavista su 23 luglio 2011

A Firenze si svolgono celebri manifestazioni di moda, come Pitti-Uomo, Pitti-Donna e Pitti-Bimbo, note in tutto il mondo.

I gentiluomini de Il Giornale, di Libero e di RaiSet negli ultimi tempi hanno preferito lanciare nel mondo il Boffo-Uomo e il Boffo-Donna, prestigiose manifestazioni di affetto riservate a quei malcapitati che accennano a qualche timido dissenso nei confronti del Leader Supremo. Non ancora varato il Boffo-Bimbo, ma non disperiamo.

Boffo – uomo

Caratteristica comune del Metodo Boffo è quella di cercare di colpire soprattutto la vita privata del destinatario. Ai tapini di sesso maschile si rimprovera, di volta in volta, producendo documenti parziali o falsi, oppure alterandone il contesto :

  • di essere gay (l’ex-direttore dell’Avvenire, Boffo, accusato falsamente di “essere attenzionato dalla Questura”);
  • di andare in giro nudi (si pubblica una privatissima foto di un giovane Vendola – allora privato cittadino – in un campo di nudisti) e perciò indegni di fare la morale sul caso Ruby;
  • di essere dei traditori (Fini) che si fanno abbindolare dalla compagna di turno ;
  • di tramare con dei generici “poteri forti” (Tremonti, Montezemolo);
  • di essere degli imprenditori semifalliti, nonché ebrei e – come aggravante – residenti all’estero (De Benedetti);
  • di essere strambi perché dotati di calzini pervinca (il giudice Mesiano che ha condannato la Fininvest a risarcire la CIR per averle scippato la Mondadori comprando un giudice);

E l’elenco potrebbe continuare con i vari Follini, Woodcock, Di Pietro, Bocchino.

Feltri e Boffo

Boffo – donna

Alle donne “scomode”, o che potrebbero diventarlo, si rinfaccia invece di essere uterine, umorali, ingrate, succubi di partner inaffidabili e pericolosi. Talcolta di fa della pesante ironia su avversarie “più belle che intelligenti” (B. su Rosi Bindi).

Si comincia con Veronica Lario, colpevole di essersi stancata dei bunga bunga maritali con stuoli di giovanissime veline, e la si accusa di essere una “velina ingrata”: per meglio esporla al pubblico ludibrio, si pubblica una sua antica foto a seno nudo in prima pagina.

Poi si passa a Ilda Boccassini – PM del caso Ruby – cui si rinfaccia la “grave” colpa di aver baciato in pubblico, trenta anni fa, il suo fidanzato di allora, giornalista di sinistra, nei pressi del Palazzo di Giustizia : ciò avrebbe dovuto costituire la prova provata che Ilda Boccassini è “un magistrato rosso” e che non avrebbe i titoli morali per occuparsi del “caso Ruby”.

Successivamente tocca alla mitica Carfagna, che tempo fa aveva dato prova di  irrequietezza politica. Mara – promessa sposa del giovane imprenditore Mezzaroma e già chiacchierata per una presunta liason  con B. – viene subito cucinata a dovere, mettendo in piazza la sua love story con il “traditore” Italo Bocchino (un nome, una garanzia), che le avrebbe messo in testa strane idee. Episodio che si arricchisce, a margine, di scambi di insulti con la Mussolini (il celebre “vaiassa”!).

Oggi è il turno della Prestigiacomo, colpevole di avere avuto un atteggiamento autonomo rispetto al resto del PdL, sulla questione della “monnezza” di Napoli.

Infatti, puntuale come un orologio svizzero, Il Giornale ospita un articolo di Giancarlo Perna, dal titolo Il caso Prestigiacomo: la ministra inadeguata inamorata (sic) di De Magistris”. Il giornalista (e chiediamo scusa alla categoria dei giornalisti) denuncia “Le giravolte della titolare dell’Ambiente. L’ultima il “flirt” politico col sindaco Idv.”.

Boffo-donna : ora c’è la soap opera “Boffo Style”

Com’è noto, il ministro Prestigiacomo due giorni fa si era schierata con l’opposizione sul decreto rifiuti : ma poi PdL e Lega hanno votato contro il governo per fare dispetto a De Magistris.

Il Giornale come spiega l’atteggiamento del Ministro dell’Ambiente? Considerazioni tecniche e di merito? No : “La signora Prestigiacomo ha voluto compiacere Gigino de Magistris, notorio essendo il suo debole (politico, per l’amordiddio) per l’aitante guascone che guida Napoli”.

Poi rincara la dose : “Potenza del fascino «non solo politico» del bruno partenopeo”. Si chiarisce al lettore meno informato che il Ministro, chiamata da Perna prima Steffi e poi Presty, (nomi che rievocano Barbie, la bambola di plastica) “piange sempre quando è indispettita e il quando è in aumento”.

E perché piangerebbe la nostra bionda Ministra? Ce lo spiega Perna, che si improvvisa psicologo ministeriale : “Qui sta il problema. Presty non si sente più amata dal Berlusca. Alla sua quinta legislatura … ha perso il monopolio femminile dei primi anni. Quando conobbe il Cav a Siracusa, che poi la portò ad Arcore con altri giovani di Forza Italia, fu circondata dalle sue premure: «Come sei bella, come sei alta» e cose così. Ne era la pupilla ancora negli anni 2001-2006 quando la fece ministro – appena trentaquattrenne – delle Pari opportunità …”.

E allora, diranno i lettori de Il Giornale e i quattro lettori del nostro blog, esiste un lieto fine nella soap opera (Boffo style) sceneggiata dall’ineffabile Perna? “Oggi, la ribalta è delle Carfagna, Gelmini, Meloni. Di qui, l’inquietudine, il volersi mostrare a costo di andare contro. A ogni Consiglio dei ministri c’è l’attesa di scintille a causa di Stefania: un battibecco, un pianto dirotto, ecc.”.

Confronto di idee in Consiglio dei Ministri? No, dice Perna, scontri isterici tra primedonne. Adesso, che il Giornale ha rivelato chi ci governa, possiamo dormire sonni tranquilli.

Sallusti, Feltri e Belpietro uniti nella lotta. Nel fango.

Questo è il giornalismo dei “servi liberi” di Berlusconi, che si commenta da solo. Sei un Ministro e cerchi di risolvere i problemi dell’Italia? No devi solo obbedire al Leader Supremo. O sei allineato e coperto, oppure vieni sputtanato col metodo Boffo. Per dei giornalisti sedicenti “liberi” e “liberali” non c’è male.

Riportiamo – per finire – due commenti dei lettori del sito WEB de Il Giornale :

#26 00ginetto (127), il 22.07.11 alle ore 11:47 scrive: “Ma si, dai, sbarazziamoci della Prestigiacomo. Il suo problema non è essere una incompetente nella materia di cui è ministro. Il problema vero è che non è neanche pregiudicata, e nelle file del pdl questo stona molto...”.

#52 buonanotteallitalia (463) il 22.07.11 alle ore 14:22 invece scrive: “A forza di dare l’ordine di attaccare tutti i propri amici e alleati, Berlusconi finirà per ritrovarsi solo con Sallusti per le sue seratine …”.

Non vogliamo essere così pessimisti : B. – costretto a privarsi anche di Lele Mora cui hanno messo le manette – potrà sempre contare su Apicella.

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Chi è “il burlesco inviso” che “bollisce insu’ rovi”? Chi “fu abile rotture?” La politica e la Pagina della Sfinge.

Posted by pocavista su 22 febbraio 2011

Nomen Homen : già gli antichi avevano intuito come un nome possa influire sul destino di una persona.

Anche se a volte il legame tra nome e destino di qualcuno non è così evidente. Ma, a ben scavare, il destino di un uomo emerge sempre tra le lettere del suo nome.

Ci siamo allora dilettati con anagrammi a frase, esercizio ben conosciuto da chi frequenti la Pagina della Sfinge della Settimana Enigmistica.

Ecco quello che abbiamo trovato:

PARTITI

Popolo Libertà : “popolo tribale”, “poi porto balle” (non un partito, ma una “Curva Sud”, imbonita a dovere dal suo proprietario)

Popolo della Libertà : “badate il pollo, prole” (figli che gestite il mio impero mediatico, fate buona guardia ai pollastri che mi danno il loro consenso)

Partito Lega Nord : “Partito del grano”, “grattando il pero”; “parandogli retto” (a Silvio), “lotto per randagi” (da fan di Mani pulite a partito della cadrega romana; dalle accuse al “mafioso di Arcore” all’accanimento terapeutico che tiene in vita Berlusconi, accogliendo parlamentari randagi meridionali); “parlando, rigetto” (i suoi militanti spesso vomitano insulti a Radio Padania).

Partito Democratico : “accreditato importo”(Fassino : abbiamo una banca!); “accade: mi porti torto!” (Il sistematico tiro al bersaglio sui propri leader)

Futuro e Libertà : “fu abile rotture”; ; “il tutore : bufera!”; “furberia tutelo”. (FLI ha rotto col Pdl; Fini viene accusato de essere il furbetto dell’appartamentino di Montecarlo e di aver traditogli elettori e le sue tradizioni di destra, cominciando con il suo viaggio in Israele: “Lui? frutto ebrea”).

Unione Democratica di Centro : “Te, odieremo, rincantucciando”, “temere odio, rincantucciando” (due versioni : una da alternativa di Terzo Polo, la seconda da inciucio con Berlusconi); “rincantucciando, odi meteore”(mentre cerchi una tua nicchia ecologia al centro dello schieramento politico, qualcuno ti rivolgerà un sonoro pernacchio).

Sinistra Ecologia Libertà : “Gioì’ scartabellare in sito” (il partito e i suoi militanti sono molto presenti in rete)

POLITICI

Giorgio Napolitano : “Aggiòrnati : lo opìno!” (Ha detto a Berlusconi che il sistema giudiziario italiano gli offre tutte le garanzie).

Silvio Berlusconi :” il burlesco inviso”, “su livori sbilenco”, “bollisce insu’ rovi!”; “bellicoso in virus”. Oggi la sua popolarità è in vistoso calo; da molti – specie all’estero – viene considerato una macchietta. Ultimamente è un po’ nervoso.

Il Cavaliere di Arcore : “li’ accadrà! leverei ori!” (le donazioni fatte ad Arcore alle sue amichette?)

Gianfranco Fini : “gran in officina”, “affari non cingi”; (Il Presidente della Camera non sembra raccogliere molto dal suo strappo con Berlusconi); “cigni fanfaroni” (alcuni suoi parlamentari stanno ritornando mestamente nel pollaio berlusconiano). “Con Farina, fingi!”(Renato Farina, vice di Feltri, spia dei Servizi Segreti sospeso dall’Albo dei Giornalisti; poi regolarmente premiato dal PdL con l’elezione alla Camera)

Pierferdinando Casini : “Decadrai! Non persi Fini!” (a Berlusconi : nonostante alcune defezioni rimane in piedi il progetto dell’alleanza con Fini per il Terzo Polo)

Pierluigi Bersani : “bagnerei, lui spiri!” (festeggerei a champagne nel caso che Silvio si levasse di mezzo); “insuperabile, giri!” (gira come una trottola, da Sanremo ai tetti delle Università occupate, con le maniche rimboccate).

Massimo D’Alema : “mossi male dama” (dai tempi della Bicamerale ne ha sbagliate di mosse!); “ma saldai somme” (riferimento all’appartamento in affitto da lui lasciato dopo denunce su affittopoli?).

Francesco Rutelli : “nel ficcare, lustro” (una decisa smentita all’impietosa satira rivoltagli da Vauro).

Nichi Vendola : chiavi nel Don” (forse ha in programma un viaggio in Russia); “donne valichi” (vai oltre le femmine). Nicola Vendola : “calando, lenivo” (forse si riferisce alle sue preferenze sessuali); “decollava inno” , “cadano novelli” (le sue qualità affabulatorie sembrano affascinare i più giovani); “l’ode non valica” (l’evocazione di modelli sociali alternativi è confinata a un ristretto pubblico di sinistra); “declinava nolo” (sono recenti le sue dichiarazioni contro l’amore mercenario emerso nel Rubygate);

Francesco Storace : “Te, consacra scrofe!” (Alcuni malopensanti – da cui ci dissociamo – ritengono che ciò si riferisca all’investitura di Daniela Santanchè come candidata de La Destra alle ultime elezioni politiche)

Daniele Capezzone : “capezzale dei neon” (il portavoce di B. sta volentieri sotto i riflettori per cantare le lodi di un berlusconismo agonizzante).

Alessandra Mussolini “munsi il re, salassando” (dopo i dissapori con Fini e Storace, blandì Berlusconi, fu eletta parlamentare, per il suo stipendio attingendo – come tutti i suoi colleghi – alle casse dello stato).

GIORNALI E GIORNALISTI

Il Giornale : “Ingollerai!” (inequivocabile riferimento al Metodo Boffo)

La Repubblica : “al pubblicare”, “a lebbra : pulci!” (fa le pulci al Cavaliere, che considera la peste del sistema Italia)

Famiglia Cristiana : “agli miri sfiancata”; “fanatica gli rimasi” (nonostante i duri attacchi de Il Giornale al direttore di F.C., Don Sciortino, la rivista ha mantenuto la propria linea editoriale di critica a B.).

Michele Santoro “lo schianteremo!”; “le amiche storno” (riferimento a Berlusconi e al Rubygate).

Marco Travaglio “Lo marcavi, grato” (Travaglio grazie alle sue severe critiche a Berlusconi è divenuto famoso)

Giovanni Floris : “in fango, risolvi” ; “sfilavi rognoni” (gentile e paziente, ma tenace, nel mettere in difficoltà i berluscones).

Concita de Gregorio : “accende grigio toro” (la bella direttrice dell’Unità fa arrabbiare l’anziano tombeur de femmes – prezzolate “a sua insaputa”-  di Arcore).

Alessandro Sallusti : “salassando, illustre!”; “dell’intruso, salassa!” (per la sua attività giornalistica e per il suo physique du role, molti lo ritengono una sorta di Nosferatu che succhia il sangue di ogni oppositore).

Vittorio Feltri : “torvi file, trito”; “irto vi rifletto”; “filetti ritrovo” (il maggiore esponente del “Metodo Boffo” mesta nel torbido, con dei dossier o dei files, per scorticare le tenere carni degli avversari veri o presunti di Berlusconi)

Vittorio Sgarbi : “irto, sbrigativo”; “ivi sbriga torto”; “sbigottirà rovi” (la virulenza di Sgarbi e la sua iracondia sono un suo tratto distintivo – del resto uno che si chiama Sgarbi…)

Giuliano Ferrara : “erro : lì naufragai” (i miserandi risultati elettorali del suo movimento No Aborto); “funeraria gloria” (dato che secondo alcuni porta male – se questo fosse confermato, ma io non ci credo – di fatto avrebbe recitato il Deprofundis a Berlusconi con la sua manifestazione “di sostegno” al Teatro Dal Verme a Milano)

Maurizio Belpietro : “permutabile, ori zio” (avanti e ‘ndrè tra Libero e il Giornale, gioielli di zio Silvio); “Tu rompi : belerai ozi” e “imputo liberare zio”(farai l’elogio del bunga bunga e ti batterai per il proscioglimento di B?)

Augusto Minzolini : “maligni ozi su Unto” (il suo TG riduce reati e critiche sull’Unto del Signore a semplice gossip); “ smunto, languii ozi” (il suo pallore è forse legato alla sua attività professionale?).

Marcello Veneziani : “caramelle ne’ novizi”, “cavaliere, non milze!” “venni macellare ozi” (a gennaio, Veneziani su Il Giornale auspicava toni più pacati nella linea editoriale. La nuova versione “alla vaselina” però è durata poco : Veneziani sta tuttavia mantenendo una sua linea più caramellosa, forse per non allontanare i “novizi” del PdL).

Nicola Porro : “Loro? Carponi!” (caso Marcegaglia?). Ma anche “Corna, piloro!” (colpire allo stomaco l’avversario, mettendo in piazza vicende amorose altrui).

Bruno Vespa : “bravo, punse!” (d’altra parte si tratta di un imenottero).

Franco Bechis : “finché sbraco” , “nocche sfibra” (sembra che batta i pugni sul tavolo), “finchè sbarco” (forse aspira ad un posto di maggiore rilievo nella compagine berlusconiana). Noi pensiamo sia più adatto “Confische bar”.

Piero Ostellino : “lenirei sto polo”, “lenirei lo posto” ( forse per un suo recente articolo sul Corriere molto tollerante col bunga bunga presidenziale). Troviamo più incisivo l’epitaffio: “ostinerei, pollo”.


Ci fermiamo qui. Fateci pervenire le vostre proposte.

Pocavista

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Non satira, ma sofisticata strategia di comunicazione : la canzone di Luca e Paolo a Sanremo serve per “annacquare” lo scandalo Ruby.

Posted by pocavista su 16 febbraio 2011


Le Iene sono di sinistra o sono la foglia di fico delle TV di Berlusconi? Prima le foglie di fico erano di più, ormai è stato allontanato anche Mentana e ci sono rimasti loro e Antonio Ricci.

Sono pochi quelli che si pongono la domanda : la canzone che Luca e Paolo hanno cantato a Sanremo è frutto del loro sacco, cioè satira, oppure fa parte di una strategia sofisticata di disinformazione messa in piedi dagli specialisti in comunicazione di Berlusconi?

Ecco il testo della canzone di Luca e Paolo “Ti sputtanerò”

Ti sputtanerò

al Giornale andrò

con in mano foto dove tu sei con un trans.

Ti consegnerò le intercettazioni

e alle prossime elezioni sputtanato sei.

Ti sputtanerò con certi filmini che darò alla Boccassini dove ci sei tu.

E le mostrerò donne sopra i cubi e ci metto pure Ruby che ti fotterò

E se Emilio/Fede /non si/ vede /ce lo aggiungo col Photoshop.

Ho già sentito Lele/Mora/ che dichiara/cosa?/ tutto!

Ti sputtanerò sarà un po’ il mio tarlo

con la casa a Montecarlo dei parenti tuoi… mogli e buoi…tutti tuoi!

e ti sto sputtanando …dove? In questura!/ pure! /porto anche la Santanché.

Le ragazze stanno dalla parte mia

e so che mi sostengono se l’affitto in via dell’Olgettina è intestato a me.

Tuo cognato già lo sai io lo dimostrerò

che la casa al Principato appartiene a lui.

Ti sputtanerò farò l’inventario

con Noemi e la D’Addario dei festini tuoi

Ti sputtanerò dirò a D’Agostino

che tua suocera e Bocchino han gli inciuci in Rai.

E se tu intercetti la Nicole Minetti

c’è Ghedini che intercetterà te.

Ti sto sputtanando…dove? da Santoro… quando? Ora. Chiamo.

Ti sputtanerò. Non mi butti giù.

Sì ma il 6 aprile in aula ci vai solo tu.

Le vicende attuali vengono descritte dalla canzone come risultato di un conflitto tra Fini e Berlusconi. Tuttavia Fini viene attaccato molto più duramente dell’altro.

Infatti si insinua che Fini potrebbe avere avuto rapporti con trans (il che agli occhi di molti è peggio che avere rapporti con minorenni; starebbe in combutta con la Boccassini e farebbe circolare foto false ritoccate con il photoshop).

Le accuse a Berlusconi, in confronto, sono molto più lievi, ma “il 6 aprile in aula” ci andrà solo lui!

Si suggerisce in tal modo la tesi che, in fin dei conti Berlusconi, sarebbe solo un puttaniere come ce ne sono tanti, mentre Fini sarebbe mezzo gay, traditore e spione.

Ci chiediamo come mai Masi in RAI fà censura preventiva a suon di telefonate in diretta, contratti non firmati, disposizioni per la composizione del pubblico, dichiarando guerra ai Santoro, ai Floris e alle Dandini, che si rivolgono ad un pubblico già schierato e politicizzato. Si cerca di limitare e sabotare la libertà di trasmissioni e di conduttori che tutto sommato non spostano voti, se non in minima parte.

Poi la RAI permette stranamente una canzone così a Sanremo, dove si fa il 50% di share e viene visto dal pubblico meno politicizzato.

La canzone punta in effetti al bersaglio grosso del pubblico più influenzabile e popolare – che non legge i giornali e di certe cose sa solo per sentito dire – facendo passare la tesi  che tutti i politici sono colpevoli, quindi nessuno è realmente colpevole. Tradotto in linguaggio popolare : il pulito ci ha la rogna!

Il Giornale di Sallusti nel frattempo fa finta di scagliarsi contro le Iene che a Sanremo farebbero propaganda di sinistra : ciò sostiene la tesi che in Italia non ci sarebbe regime mediatico e che invece tutti si accaniscono contro il premier. (significativi i commenti dei lettori sul sito WEB de Il Giornale)

Solo qualche commentatore o blogger più attento fà rilevare che l’operazione potrebbe essere una sofisticata operazione di disinformazione.

I maggiori giornali – anche Repubblica – sembrano esserci cascati completamente. Vuol dire che le opposizioni non hanno ancora capito con chi hanno a che fare e non sanno riconoscere gli schemi narrativi ad uso del grosso pubblico che gli spin doctors della comunicazione berlusconiana preparano di volta in volta.

Diamoci un svegliata : il Grande Fratello orwelliano è all’opera per diffondere le sue verità, si avvale di grandi risorse e di strumenti comunicativi sofisticati e Berlusconi si sta giocando il tutto per tutto.

 

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Sgarbi, su “Il Giornale”, parla dell’ “Uccello di Fuoco” di Berlusconi. Politici dal “flaccido don” e mondo femminile nel pensiero del “cosiddetto” critico d’arte.

Posted by pocavista su 1 febbraio 2011

Da Stravinskij a Berlusconi

Su “Il Giornale” del 1 febbraio 2011, Sgarbi scrive un articolo sul caso Ruby, dove  immagina un eventuale interrogatorio di Berlusconi da parte della Bocassini, in cui afferma che “Berlusconi in privato …fa ascoltare” l’Uccello di Fuoco”  alla sedicente nipote di Mubarak”. Inevitabile la domanda : l’Uccello è quello di Igor Stravinskij o quello dello statista di Arcore?

Sgarbi  – da presunto cultore della materia – si intrattiene volentieri sul rapporto tra uomini politici e mondo femminile, spesso popolato da giovanissime aspiranti al successo, come Nicole Minetti, disposte a “un rapporto affettuoso” con  un uomo politico anziano dal “flaccido don” (siamo debitori di questa bella definizione a Lameduck) –  “c…lo flaccido”, così l’ha definito la Minetti intercettata, parlando di un uomo ricco, potente e soprattutto generoso di cui si sarebbe invaghita.

Nell’articolo, fa capolino la visione del mondo di Sgarbi sulle donne, che lui pensa di conoscere bene, dato che ne frequenta “cinquanta a settimana”. Roba da far impallidire il presunto harem di Berlusconi.

Già in precedenza Sgarbi su Il Giornale aveva parlato di Fini e di Berlusconi e del loro rapporto con le donne, criticando Fini e lodando Berlusconi.

Tutto nasce quando Sgarbi rilascia un’intervista al settimanale “A” sul caso Fini-Tulliano-casa di Montecarlo.   Feltri si butta a pesce e il 14 agosto pubblica un’articolessa del primo cittadino di Salemi.

 

Vittorio Sgarbi. Chi era costui?

Tutti sanno chi è Sgarbi. Garbato, cortese, assai rispettoso con gli interlocutori che dissentono da lui, riservato, fedele. sgarbi-incazzato-1Tiene molto alla legalità, tanto è vero che non si conoscono nemmeno sue infrazioni ai divieti di sosta. In effetti ha girato per anni con la scorta di stato pagata dai contribuenti.

Si dichiara critico d’arte e polemista. Molti nutrono più di un dubbio sulla prima qualifica, mentre sulla seconda non possiamo che convenire. Se qualcuno non ne fosse convinto, può consultare su Youtube la hit parade delle performance televisive del pacato intellettuale.

Sgarbi – da vero uomo di mondo – si muove a tutto campo, come risulta dal suo curriculum. sgarbi-incazzato-2Su Wikipedia qualcuno si è preso la briga di elencare le sue numerose condanne – per truffa ai danni dello stato (definitiva) e soprattutto per diffamazione – cui si è talvolta sottratto, suo malgrado, con indulti e prescrizioni.

Ma ciò a cui tiene di più sembra sia la coerenza. Al riguardo,  Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Sgarbi) riporta anche il robusto curriculum delle militanze politiche del Nostro:

 

  • Partito Comunista Italiano, che lo ha candidato a sindaco di Pesaro;
  • Partito Socialista Italiano, per il quale è stato consigliere comunale a San Severino Marche;
  • DC-MSI, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di San Severino Marche nel 1992;
  • Partito Liberale Italiano, per il quale è stato deputato;
  • Partito Federalista, che ha fondato nel 1995 e poi lasciato per aderire alla Lista Pannella;
  • Lista Marco Pannella, con la Lista Pannella-Sgarbi, abbandonata dallo stesso Sgarbi prima delle elezioni;
  • Forza Italia, nella quale ha inglobato il suo movimento I Liberal Sgarbi-I libertari;
  • Partito Repubblicano Italiano con il quale si è alleato per le elezioni europee nel 2004;
  • Lista Consumatori, con la quale si è candidato per le Politiche del 2006, senza essere eletto;
  • UDC-DC, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di Salemi nel 2008;
  • Movimento per le Autonomie con il quale è stato candidato alle Elezioni europee del 2009 nel cartello elettorale del Polo dell’Autonomia nella circoscrizione Isole.
  • Con Rete Liberal, alle regionali 2010 del Lazio ha sostenuto Renata Polverini

Ha inoltre fatto parte dell’Unione Monarchica Italiana”.

 

Roba da fare invidia all’implume Capezzone, ancor giovine di bottega, che però si farà, visto l’impegno che mette nel passare repentinamente da uno schieramento all’all’altro.

L'opione del martin pescatore

L'opinione del martin pescatore

Ci preoccupa l’assenza nel suo curriculum della Sudtiroler VolksPartei e del Movimento per la Ricostituzione del Sacro Romano Impero, ma siamo sicuri che colmerà al più presto queste inaccettabili lacune..

Visto da quale pulpito vien la predica, andiamo a vedere che cosa ha dichiarato il Nostro. Sgarbi, che per due anni ha “mantenuto il doveroso rispetto per Gianfranco Fini” , fin qui non ha detto niente. Ma dopo quello che sta succedendo, avverte l’ obbligo morale di prenderne le difese, dando una sua versione. Fini si è innamorato di questa “ragazza semplice e buona”… “La Tulliani, pure intelligente, è certo più bella che intelligente.” Fini come ogni “uomo innamorato non vede la realtà com’è, e interpreta in modo positivo ciò che altri giudicano malizioso”… “Non voglio dire che Elisabetta Tulliani volesse «sistemarsi». Voglio dire che Fini non doveva farsi sistemare.”

E qui inizia l’affondo : “Si può dunque pensare, anzi oggi è una certezza, che Fini sia stato, nella considerazione popolare, sopravvalutato”

Sgarbi a questo punto mostra tutto il suo talento per rubriche come la posta del cuore dei settimanali femminili. Parla delle ragazze “nell’orbita di uomini di fresco potere del centrodestra”, spesso raccomandate per intraprendere carriere artistiche e televisive. gif-ragazza-che-cammina-sexy1Ma anche delle donne della stagione politica precedente, “dominatrici di altri politici democratici o democristiani”. … “Donne di personalità forti che hanno letteralmente «occupato» i loro uomini condizionandone scelte e destini. Come per Fini, l’epilogo di Mastella si deve al cieco amore per Sandra. Clemente ha fatto saltare tutto, ha perduto se stesso, e ha fatto cadere Prodi per amore di Sandra. Quando essa è stata incriminata, non ci ha visto più e ha abbandonato tutto.” Adesso Alberoni può anche andare in pensione.

Però lui, Sgarbi, mica si fa condizionare dalle donne, come i comuni mortali di sesso maschile. “E ciò – rivela Sgarbi – li differenzia da me, e, anche se in modo più artigianale, da Berlusconi, che ha una sua «ingenuità», che amiamo essere «visitati», non «occupati». E non ci lasciamo travolgere né dal fascino, né dal potere seduttivo di una donna.” Anche Sgarbi, come il Berlusconi così definito dal suo avvocato di fiducia, si vanta di essere una sorta di ghedinesco “Utilizzatore Finale”.

 

D’altro canto Sgarbi afferma che “la Tulliani … non è dominatrice. Chiunque poteva prenderne le misure e non farsi travolgere dal suo giovanile entusiasmo. Meno Fini.” Con la scusa della difesa del Presidente della Camera, a Fini viene dunque affibbiato di fatto il ruolo del pirla che si fa infinocchiare dalla “sgallettata” di turno. L’abilissimo Sgarbi strizza l’occhio al maschilismo di molti elettori di destra,sgallettata-1 che provano una sincera ammirazione per l’Utilizzazione Finale (“una botta e via”è l’elegante espressione di uso comune) e una commiserazione per chi “ci casca”. L’invidia nei confronti del Leader Supremo non è assolutamente appannaggio dei “sinistri”, come la vulgata di destra vuol far credere. La maggior parte dei maschietti di destra, costretta a una “modica dose” di sesso coniugale, guarda con invidia a chi si può permettere l’overdose di sesso extraconiugale (vero o presunto, non ha importanza) con attricette e veline che appare privilegio del potere. Lo ius primae noctis, appreso nei lontani tempi di scuola, riemerge con forza ad opera dei nostri satrapi da avanspettacolo. Al riguardo, in un’intervista rilasciata a “Il Secolo XIX” di Genova, Sgarbi non ce la fa più a trattenersi e, come fosse con gli amici al Bar Sport, si lascia andare a questa dichiarazione “Io frequento 50 donne a settimana e, così come non ho storie d’amore con tutte, da tutte mi libero”. Come a dire “a me Silvio e il Merolone mi fanno una s…”. (Sgarbi dovrebbe sapere che in giro c’è chi conosce non solo Geminello Alvi, ma anche Plauto e il suo Miles Gloriosus e potrebbe fare imbarazzanti paragoni).

Mentre il Fini innamorato è “sorprendente e pericoloso”, al contrario “… l’abile, seppur generoso, Silvio, non ebbe dubbi, non si lasciò travolgere… si è liberato di tutte, anche di Veronica.”berlusco-fa-le-corna

Ma il gentleman ferrarese fornisce materia anche per le gentili lettrici di destra, indotte a pensare che di Fini non ci può fidare perché ha tradito la moglie per una “sgallettata” qualsiasi.

Sgarbi completa il servizietto a Fini, iniziato da Feltri :

 

  • tradisci il patto con gli elettori del PdL perché dissenti da Berlusconi (Feltri)
  • tradisci la fiducia del tuo stesso ex-partito (Feltri, che accusa Fini di uso privato di beni del partito) e non puoi fare il moralizzatore (altro slogan molto in voga tra i destri e i Grillini : “Il più pulito ci ha la rogna”);
  • infine sei un uomo “dabbene” che si lascia abbindolare dalla prima “velina” e quindi come si fa a fidarsi di te (Sgarbi)?

 

 

Ed ora si arriva al dunque. Qualcuno ancora pensa che Fini abbia mostrato disaccordo con Berlusconi per ragioni politiche, come legalità, federalismo e quisquilie di questa natura? Macché, Sgarbi fa sapere che il Fini “travolto dalla passione … si irrita quindi con Berlusconi per alcune sortite di «Striscia la Notizia»” che riguardano la sua compagna. E quindi conclude che “Da questa vicenda Gianfranco esce come un ingenuo, inadeguato a misurarsi con le realtà complesse e difficili della politica”.

In soldoni da “Il Giornale” si comunica alla platea della destra che Fini è: traditore (Feltri), imbroglione (Feltri), fesso (Sgarbi), incapace (Sgarbi). Ciapa su e porta a ca’.

fini-e-berlusca-dissenso

Certo che Sgarbi nell’operazione di demolizione della figura di Fini è assai più sottile di Feltri, che va giù con l’accetta. Se Feltri parla alla pancia degli elettori di destra, qui Sgarbi li titilla ancora più efficacemente dentro le mutande. D’altro canto è noto, non solo ai fan di De Andrè, che anche per il Re Carlo che “tornava dalla guerra … più che l’onor poté il digiuno!”.

 

All’autore di questo post, l’operazione di demolizione della figura di Gianfranco Fini appare invece strumentale e scandalosa. Molto al di là delle sue eventuali responsabilità nella vicenda monegasca, che la magistratura dovrà appurare. Certo, se si dovesse dimettere lui che non è nemmeno indagato, i due grandi Utilizzatori Finali, Berlusconi e Sgarbi – che qualche problemuccio con la giustizia ce l’hanno avuto – cosa dovrebbero fare?

Chi vuole consultare la hit parade di Sgarbi clicchi qui sotto :

SGARBI – The very best of

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Veneziani, Il Giornale e il Sidol. Ovvero come lustrare il nuovo predellino di Berlusconi.

Posted by pocavista su 4 gennaio 2011

Dagli Zeloti agli Scilipoti.

Anno nuovo, veste nuova. Noi blogger, affezionati lettori di suoi editoriali (“Auspicio per il 2011: la stampa che vorrei”, su Il Giornale del 2.1.2011), abbiamo avuto il privilegio di ammirare il nuovo look indossato per l’occasione da Marcello Veneziani. Un rassicurante doppiopetto grigio da moderato di destra, ormai ex-fascista, se non da sincero liberaldemocratico. Sembra una mise più acconcia per cantare le sorti magnifiche et progressive della nuova creatura politica che Berlusconi si accinge a varare. Veneziani sta preparando il Sidol per lustrare il nuovo predellino di Silvio.

Lui, il Leader Supremo, però dice di non avere più l’età per i predellini. In effetti le cronache testimoniano che le sue residue energie senili si indirizzano più volentieri a giovani porcelline, forse “prezzolate a sua insaputa”, dato non può più premiarle con nuovi posti di governo, cui anelavano prima i più fedeli zeloti e che ora sono riservati alla tribù degli Scilipoti.

Prima un bel restyling del partito, secondo i dettami dei suoi esperti di marketing politico. Poi Silvio manderà in avanscoperta un giovane garzone di bottega, Alfano, per recuperare un po’ di elettori del Popolo dell’Amore in momentanea libera uscita. Forse anche Alfano sarà sottoposto ad accurato restyling, a cominciare da quella sua fronte inutilmente spaziosa (a fini elettorali, s’intende, non ce ne voglia il proprietario della fronte), cui potrebbero venire trapiantati nottetempo preziosi e catodici bulbi capillizi, nobilitati dai pregressi servigi resi al grande Leader

Lui, l’Uomo della Provvidenza in Bandana, il Signore dei Capelli, a cui la Storia riconoscerà pieno merito per aver fatto togliere il riporto al Senatore Schifani, intanto sta prenotando una tranquilla vecchiaia al Quirinale. Dove magari potrà ricevere le nipotine di Mubarak tra due ali di corrazzieri.

Mario Giordano

Veneziani, lo stilita.

Volete sapere quale sarà la futura linea editoriale de Il Giornale, secondo quanto potrebbero aver stabilito gli spin doctors berlusconiani che preparano la nuova campagna elettorale?

Senza andare lontano, ce la rivela Veneziani, il quale denuncia che “L’anno appena concluso ha visto infatti i giornali non semplici testimoni, ma protagonisti e ispiratori della lotta politica e della vita civile e incivile del nostro Paese. Veniamo da un anno di veleni a mezzo stampa. Veleni efficaci se si considerano gli effetti che hanno avuto sulla politica…”

Ma no, chi l’avrebbe mai detto. Non c’era anche Veneziani a manganellare “Gianfrego” Fini con la pagliuzza della casa di MonteCarlo, minimizzando la foresta di sequoia che staziona da decenni nell’occhio del Leader Supremo? E a parlare di puro gossip, di complotti mondiali contro Berlusconi, di toghe rosse scatenate, di traditori che vendono un casa al di sotto del proprio valore : “o non vale niente il bene e non vale niente lui. E la casa valeva…” (citiamo a memoria), chi c’era? Veneziani stava forse in ritiro con i monaci del Monte Athos, martoriandosi col cilicio e nutrendosi di radici ed erbe amare?

Il primo a sinistra non sarà Marcello Veneziani in versione "anacoreta barbuto"?

Il buon Marcello rileva che “ai giornali d’opposizione in tenuta da guerra, hanno risposto a tono i giornali filogovernativi, con titoli aggressivi e campagne di stampa di pari veemenza. La differenza è che i primi sono rimasti intoccabili e incensurati, i secondi sono stati sanzionati e denigrati come macchine del fango.”

Domanda ingenua : Veneziani ha mai sentito parlare del “Metodo Boffo”, che lui e suoi colleghi hanno applicato a Fini (dopo il suggerimento di Stracquadanio), all’autore di Gomorra, a Don Sciortino,il direttore di Famiglia Cristiana, e che minacciavano di applicare alla Marcegaglia colpevole di avere espresso velate critiche al governo? Forse i giornali di opposizione che denunciavano lo scandalo di un Presidente del Consiglio che interviene in una questura per far rilasciare un’amica minorenne accusata di furto facendola passare per nipote di Mubarak non hanno dovuto ricorrere ad una falsa velina della questura, come ha fatto Il Giornale nel caso Boffo. E nemmeno hanno dovuto inventarsi le cricche, le Noemi, le ragazze che arrivavano in branco nelle ville del Grande Capo scortate dai carabinieri, le decine di leggi ad personam, i Cosentino, i Dell’Utri, i Previti, gli Scaiola, i Razzi e gli Scilipoti. E nemmeno megabufale come lo scandalo Mitrokhin e Telekom Serbia, basate su documenti falsi malconfezionati a tavolino e testimonianze inattendibili (vi ricordate del fantomatico agente Scaramella e del sedicente conte Igor Marini, al secolo scaricatore al mercato ortofrutticolo di Brescia?).

Forse Veneziani ignora che Berlusconi, nella sua estrema generosità, fa di tutto pur di aiutare la stampa di opposizione, fornendole sempre nuovi argomenti. D’altro canto anche l’opposizione di sinistra ha sempre fatto di tutto per aiutare Berlusconi. Riuscendovi.

Veneziani infine ci informa che “Dopo un anno di esondazioni, il merdometro segna ora livelli di guardia”. Poi ci dice “ma le stagioni cambiano, urgono svolte e ritorni di stile… (un giornale) più sobrio e rigoroso nei toni … Si può essere decisi ma eleganti, e si può essere chiari senza essere rozzi… per concorrere a elevare la qualità di quel popolo, maggioritario nelle urne, minoritario nella lettura…”. Anche Veneziani finalmente deve ammettere che gran parte del popolo di destra compensa le poche letture con le molte certezze. Meglio se urlate con la bava alla bocca in TV dai LaRussa o dalle Santanchè di turno. E poi Marcello si lamenta per la supposta discriminazione della cultura di destra da parte di quella di sinistra.

I consiglieri di Berlusconi forse si sono accorti che il manganello mediatico non fa più effetto, è stato controproducente e ha provocato una reazione di rigetto. E adesso – abbandonato Feltri nelle accoglienti braccia di Belpietro che continuerà a seguire il “richiamo del sangue e della foresta” – si ricorre alla vaselina.

Chissà come se la caverà Veneziani con la vaselina, materia più complicata e scivolosa da trattare del frettoloso e contundente manganello. Lo seguiremo con attenzione.

Auguri, dal suo affezionatissimo “blogger velenoso e cretino”,

pocavista

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La saga degli insulti e la sindrome degli ex. Gianfranco Fini visto da destra.

Posted by pocavista su 10 novembre 2010

E’ durata quasi venti anni. La storia d’amore tra Fini e Berlusconi. Adesso, come tra due bravi ex, volano gli stracci. Fini, scordandosi di avere concesso a Berlusconi di tutto e di più, compresa la quarantina delle leggi ad personam di questi anni, si accorge improvvisamente che il suo vecchio alleato è un autocrate populista che fa solo i propri interessi e ci sputtana in giro per il mondo. Berlusconi invece ha scatenato i suoi nella caccia al “traditore” per sancirne la definitiva damnatio memoriae presso la sua base elettorale.

Silvio ha sdoganato, recuperato dalla marginalità politica, portato al Governo e reso protagonista Fini. Fini, l’ingrato, adesso lo pugnala alle spalle”. Questo sembra essere il sentimento prevalente che aleggia oggi tra molti elettori del Partito dell’Amore, almeno a giudicare dai commenti che appaiono sui sito Web de Il Giornale e di Libero.

Questi due quotidiani hanno cercato di massacrare Fini, definendolo traditore del patto elettorale con il PdL, e truffatore, con la vicenda dell’appartamentino di Montecarlo. I berluscones hanno risposto bene alla campagna denigratoria condotta dai due giornali, insieme ad una parte degli antichi simpatizzanti di AN. Questi ultimi sobillati anche da alcuni degli ex-colonnelli di AN, ormai arruolati full-time nelle truppe cammellate del Signore di Arcore.

In particolare Feltri e Belpietro hanno insistito sul “tradimento” di Fini e sulla mancanza di autorevolezza del Presidente della Camera nell’invocare rigore e moralità, cercando di accreditare la tesi del “così fan tutti”. Questi occhiuti giornalisti si stracciano le vesti per la pagliuzza monegasca nell’occhio di Fini, mentre giustificano da sempre la foresta di sequoia che alberga nel bulbo oculare del loro Leader Supremo.

Seguitissime penne de Il Giornale, come Marcello Veneziani e Vittorio Sgarbi, in alcuni editoriali hanno cercato di demolire Fini anche sul piano personale. Veneziani, che da sempre studia da intellettuale di destra, dà sfoggio di una discreta abilità retorica, parlando di etica: “Fini non ha diritto di rubare i sogni di un ragazzo, di un vecchio, di un combattente … se un uomo è disposto a svendere casa, o non vale niente la casa o non vale niente lui. E la casa valeva.” Confronta il nostro post

https://svistasocialclub.wordpress.com/2010/09/30/il-quindicenne-del-fronte-della-gioventu-alla-corte-del-siddharta-di-arcore/ . In un editoriale più recente e molto meno riuscito, Veneziani invece definisce Fini “ l’Umbria di se stesso” e parla di “un Fini inacidito (che) compie lo storico strappo di Perugia, terra del suo precursore Gaucci.”. Quando si dice la classe! Ecco uno scadente Veneziani, più acido del solito, gettare fango sulla vita privata di un politico antiberlusca, come un qualsiasi giornalista di destra.

Sgarbi in un suo articolo invece la butta sulla supposta dipendenza di Fini dalla Tulliani, di cui sarebbe “troppo innamorato”. “Da questa vicenda Gianfranco esce come un ingenuo, inadeguato a misurarsi con le realtà complesse e difficili della politica” e tra le righe – da vero signore qual è – lascia intravedere che dalla Tulliani ci sarebbe passato prima lui. Si veda il un nostro precedente post

https://svistasocialclub.wordpress.com/2010/08/14/sgarbi-le-donne-e-fini/

Il sedicente critico d’arte (che dice di frequentare anche “50 donne a settimana”) rivende se stesso e Berlusconi come persone capaci e non ingenue, dato che non si fanno “occupare dalle donne”, ma si fanno “visitare come un museo”. Sgarbi qui trascura il fatto che al museo di solito si paga il biglietto. Al contrario nel caso di Berlusconi – se i fatti fossero confermati, ma io non ci credo (come direbbe Benigni, con ironia, e la Carfagna, senza) – sembrerebbe che sia il museo a pagare il biglietto alle belle visitanti.

Tanto per vedere gli umori del Partito dell’Amore, facciamo una panoramica delle definizioni date a Fini e ai suoi da molti lettori de Il Giornale e di Libero.

Da Il Giornale

#32 arnaldo40 (21) il 08.11.10 alle ore 9:41 : fetente

#31 Angelo Mezzadri (31) il 08.11.10 alle ore 9:40 : squallido personaggio, borioso ed ambizioso, falso moralista … circondato da parassiti

#29 EZIA MORANDI (140) il 08.11.10 alle ore 9:39 : vomitevole

#28 drazen (129) il 08.11.10 alle ore 9:39 : traditore globale, a tutto campo! … con una ingratitudine cinica; …inaffidabile

il 08.11.10 alle ore 9:17 : saltafossi … con l’appoggio dei più modesti tirapiedi della ex Alleanza Nazionale … in preda alla più smodata ambizione… ottuso ex squadrista…

#14 vincenzo (103) il 08.11.10 alle ore 8:57 : il politico più vile e deleterio dall’Unità d’Italia in poi… (insieme a una) masnada di inqualificabili figuri …

#9 fdelongis (117) il 08.11.10 alle ore 8:49: manovratore occulto e “massone” della magistratura politicizzata e del meridionalismo piu’ becero condito da un pagano narcisismo …

#8 lagoditovel (42) il 08.11.10 alle ore 8:49 : Finulliani … un mezzo uomo … uomo senza vergogna e senza pudore!!

#5 maryforever (8) il 08.11.10 alle ore 8:43 : benzinaio (!)

#4 egi (670) – il 08.11.10 alle ore 8:40 : faccia di bronzo … fascista delfino di Almirante

#2 aldo berimballi (100) il 08.11.10 alle ore 8:37 Traditore Vigliacco

#1 partenopeo78 (25) il 08.11.10 alle ore 8:36 : impostore

#33 beppazzo (132) il 08.11.10 alle ore 19:34 : loffa

#21 frado (10) il 08.11.10 alle ore 18:04 : truffatore.

#58 mellera tiziano (19) il 08.11.10 alle ore 18:40 : Voltagabbana col Bostik al C…; al soldo dei poteri occulti

#57 viento (551) il 08.11.10 alle ore 18:39 : finavil (fini + vinavil)

#46 herbavoliox (76) il 08.11.10 alle ore 18:26 : disertore mangia, mangia lui, mangia la galluccia, mangia la suocera, mangia il cognato. fa solo pena

#4 mpwpir (2) il 08.11.10 alle ore 16:06 : losco individuo – probabilmente vendutosi, per un piatto di lenticchie, agli esperti ribaltonisti

#21 Dario40 (4196) il 09.11.10 alle ore 17:21 : senza un minimo di dignità

#15 fossog (564) il 09.11.10 alle ore 15:30 : inutile burocrate

#12 angelo (200) il 09.11.10 alle ore 14:39 : finto leader al guinzaglio di chissà

#45 giottin (1348) 09.11.10 alle ore 19:30 : farabutto.

#40 gstrazz46 (249) il 09.11.10 alle ore 19:02 : voltagabbana

#38 vittorio pierbon (62) l 09.11.10 alle ore 18:59 : capo di un partito finto che occupa una carica istituzionale vera

#29 salva55 (12)il 09.11.10 alle ore 18:06 : fini e compagni di merende sono disonesti immorali e traditori … gentaglia!!!!

#27 b.bruno (3132) il 09.11.10 alle ore 17:59 : biscia

#19 Michele Calò (366)il 25.09.10 alle ore 9:37 : “Gli imbecilli sinistri, dipietristi, finioti non possono capire, nel loro deserto interiore, nella loro pezzenteria di sentimenti, quello che proviamo noi …

#39 emigrasso (243) il 25.09.10 alle ore 10:09 : “uomini come Fini, traditori, profittatori e vigliacchi, non meritano che di rappresentare quelli della sua razza…

da Libero News

Postato da budm69 | 09/11/2010 alle 20.08 : meschino

17 | Postato da betadue | 09/11/2010 alle 10.52 : faccia di bronzo

2 | Postato da Bachis Figus | 09/11/2010 alle 17.15 : lustrascarpe;

8 | Postato da angelomichele | 09/11/2010 alle 10.52 : una vergogna mondiale,

11 | Postato da sarafra | 09/11/2010 alle 09.42 : ceffo roso dall’invidia e dall’inclinazione a primeggiare

12 | Postato da ghigabiagioni | 09/11/2010 alle 09.24 : truffatore

13 | Postato da sarafra | 09/11/2010 alle 09.21 : pregiudicato! Parli bene e razzoli male.“… camaleonte confuso.

18 | Postato da minimo | 08/11/2010 alle 21.29 : Fli, (Faida Lenta Ignominale) … non ha nessun abito mentale che ci faccia pensare alla sua legalità… non ha il senso del dovere..non ha rispetto delle istituzioni… non ha il senso dello stato…F(Faida) L(lenta) I(Ingiuriosa)

25 | Postato da emilioq | 08/11/2010 alle 19.58 : questo figuro merita l’Oscar della faccia tosta!

31 | Postato da martello carlo | 08/11/2010 alle 19.24 : quell’iscariota di G.F.Tulliani … untuosa nomenklatura …. Il lettore poi fa un’inaspettata minaccia  : P.le Loreto.

36 | Postato da salvato27 | 08/11/2010 alle 17.52 : Futuro senza libertà, e un partito di traditori! Bocchino fa onore al nome, con la lingua piú lunga dei suoi compagni lecconi.


Chiudiamo la passerella delle espressioni caritatevoli del Partito dell’Amore, nonché Popolo delle Libertà (di insultare, probabilmente), con il PdL di Mestre che sul proprio sito WEB chiosa : Gianfry “sotto il vestito niente” … un mediocre e spregiudicato personaggio, abile a dire le più infime ovvietà e banalità. … il primo, vero fasciocomunista d’Italia. Non siamo alla creatività di quei lettori de Il Giornale che definiscono Fini un “voltagabbana col Bostik” o “un camaleonte confuso” : ma da quadri PdL formatisi alla scuola di partito dei Brunetta e co. non si può pretendere di più.

Come disse Berlusconi, nel suo primo messaggio del 1994 in cui annunciava che sarebbe sceso in campo : “Questa è l’Italia che amo!”. E questi sono gli italiani che lo sostengono.

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Perchè Fini e i suoi hanno votato il nuovo Lodo Alfano? Un sondaggio

Posted by pocavista su 22 ottobre 2010

Dopo che i finiani di FLI hanno salvato l’ex-ministro Lunardi, ma, soprattuto, hanno votato a favore del Lodo Alfano “retroattivo”, si sono scatenati i commenti negativi del popolo del WEB che si riconosceva nella posizioni di Fini. Fini e i suoi rischiano di perdere ulteriori consensi, già intaccati dalla campagna di stampa scatenata dai mezzi di informazione vicini a Berlusconi.

La realpolitik non sempre paga in termini elettorali e di consenso. A volte meglio un po’ di coraggio in più. Obama docet.

Rispondi al sondaggio :

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TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SULLA VILLA DI ANTIGUA. Un documento fotografico chiarisce i retroscena

Posted by pocavista su 19 ottobre 2010

 

Antefatto

Antigua è una piccola isola della Antille, nei Caraibi, scoperta nel 1493 da Cristoforo Colombo, che la chiamò così in onore della Vergine di La Antigua esposta nella cattedrale di Siviglia. Oggi, oltre ad essere un richiamo turistico, è un centro per molte società di scommesse online ed è considerato un paradiso fiscale dato che ospita numerose società off-shore.

Nella lista di coloro che posseggono una casa ad Antigua, appaiono molti nomi famosi come lo stilista Giorgio Armani; il proprietario della compagnia aerea Virgin Atlantic, Richard Branson; il chitarrista Eric Clapton; lo scrittore Ken Follett; il miliardario texano Allen Stanford; il calciatore Shevshenko; la più nota anchorwoman americana, Oprah Winfrey. E Silvio Berlusconi.

Nell’ultima puntata di Report, la giornalista Milena Gabanelli ha sollevato qualche interrogativo sull’acquisto da parte del nostro Leader Supremo di una villa in Antigua, per 22 milioni di euro. Il reportage pone in evidenza che Silvio Berlusconi ha acquistato terreno e villa da Flatpoint, una società off-shore. Per chi non l’avesse visto, il video di Report che parla della villa di Antigua è su : http://www.youtube.com/watch?v=D9ZLhR_Lmlo

La Gabanelli ha iniziato il servizio con le seguenti parole : “La trasparenza è d’obbligo. Se si è indagato per 3 mesi sulla proprietà di una casa di 55 mq a Montecarlo, attribuita ai familiari del presidente della Camera, Gianfranco Fini, è opportuno che si sappia da chi il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha comprato terreni e casa nell’isola caraibica di Antigua“. Ed ha concluso dicendo : “Abbiamo inseguito una cucina Scavolini, qui parliamo di ben altre cifre. I 22 milioni di euro pagati ad Antigua corrispondono al valore reale di mercato dell’immensa proprietà? Il presidente del Consiglio avrebbe il dovere di dissipare questi dubbi.

La Gabanelli, in chiusura di trasmissione, ha dichiarato la propria disponibilità a ospitare un intervento del premier per chiarire la vicenda. Tuttavia, ancor prima di aver visto la puntata l’on Ghedini, l’avvocato del premier, ha chiesto alla RAI che non venisse mandato in onda il servizio perchè “privo di contradditorio”.

Una vista di Antigua

Una vista di Antigua

Quali sono gli aspetti controversi della vicenda?

Molti articoli di giornale cercano di chiarire gli aspetti più intricati della vicenda. Su www.giornalettismo.com si fa un’ottima sintesi, che chi riportiamo per sommi capi.

La storia …comincia nel novembre scorso, quando Bankitalia arriva a commissariare la Arner con il dottor Alessandro Marcheselli, in seguito indagato per favoreggiamento e riciclaggio dalla procura di Milano. Tra le società con il conto alla Arner, la Flat Point Developement, che ha ricevuto una serie di versamenti per l’acquisto di immobili e terreni ad AntiguaBerlusconi … ha speso un milione e settecentomila euro per il terreno. Dandoli a chi? Impossibile saperlo, visto che la società Flat Point è a sua volta di proprietà di un’altra società, con base alle Antille Olandesi. Ma la Flat Point ha anche una sede italiana, a Torino, amministrata da Giuseppe Cappanera. La controllata Emerald Cove International, invece, ha come amministratore Flavio De Paulis, che è anche vicedirettore di Banca Arner a Lugano.
E perché la Arner è nota? Per una brutta storia in cui c’entra Bankitalia. La storia … parla di 34 milioni di euro transitati dai conti di Banca Arner per arrivare alla società off-shore Flat Point costituita ad Antigua. Il motivo, ufficiale, è quello di non ben precisate operazioni immobiliari. La notizia…è che di questi 34 milioni, 20 sono riconducibili a conti correnti intestati a Silvio Berlusconi.

… Ad oggi risultano indagati l’ex presidente e l’ex ad della banca, Nicola Bravetti e Davide Jarach, sulla base del rapporto di Bankitalia che ha rilevato “gravi e diffuse irregolarità sulla base della normativa anti-riciclaggio“. La banca aveva come clienti Marina e Piersilvio Berlusconi e alcune holding Fininvest, oltre ai 10 milioni in giacenza del conto del Premier, e … Ennio Doris di Mediolanum. Ma soprattutto, c’è Paolo Del Bue: imputato nel processo sui diritti tv proprio come responsabile della Arner SA, scriveva il Corriere, e fiduciario della famiglia Berlusconi. Oltre che già citato nella sentenza Mills, dove si metteva in luce il suo ruolo nello spostamento di 103 miliardi di lire tra le società off-shore riconducibili a Mediaset. In più… c’è anche Stefano Previti, il figlio di Cesare.”

Le ville di Berlusconi sono cinque, come ha fatto sapere Ghedini. Chi le vende, la Flat Point è stato definito “di assoluta opacità” da Bankitalia, perché non è possibile sapere chi sia il reale proprietario della società… Il proprietario ha preso una ventina di milioni da Berlusconi. .. il primo ministro Brian Lester Bird ha dato il permesso per costruire, e ne ha rimediata una (di ville) anche lui … Capomar Holding, società con sede a Curaçao controlla Flat Point Engineering, ma gestite da fiduciari, cioé prestanomi. “Non sappiamo chi ha costruito la villa ad Antigua”, dice Mondani. Sei chilometri di costa e tanti alberghi da costruire, come fa sapere un amministratore. Un’ottantina di ville, oltre a quelle già fatte sono in tutto un centinaio, per 170 ettari…

Intanto, il 16 settembre scorso il Club de Paris ha concesso la ristrutturazione dell’86% del debito di Antigua, come aveva promesso Berlusconi al premier.”

La villa di Berlusconi ad Antigua

La villa di Berlusconi ad Antigua

La posizione de “Il Giornale”

Il 18 ottobre il nuovo direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti firma un articolo dal titolo ambiguo. “I Trucchi Off-shore della Gabanelli”, che fa subito pensare a oscuri artifici che la giornalista avrebbe utilizzato per falsificare chissà che cosa.

Dopo aver di nuovo intonato l’inno gregoriano su Fini e Tulliani, Sallusti si scaglia contro la Gabanelli colpevole – a suo dire – di dare una mano a Fini. La Gabanelli cercherebbe di oscurare la vicenda di un appartamentino di 55 metri quadri ponendo qualche interrogativo sull’acquisto della villa caraibica da parte del Leader Superno.

La Gabanelli è una brava giornalista, dice Sallusti , ma ha un difetto: i suoi dos­sier … sono a senso unico. Ha fatto le pulci a mezzo centro­destra, è stata alla larga da qualsiasi cosa possa portare dalle parti della sinistra. Quindi anche da Gianfran­co Fini. … A parte quella, però, le case le interessano. Anzi, è attratta da una in particola­re, che guarda caso è di Sil­vio Berlusconi. Altro che i settanta metri quadrati di Montecarlo (Sallusti ha già fatto lievitare la superficie a settanta metri, in vista di ulteriori espansioni mediatiche pre-elettorali), parliamo di una reggia costruita ad Anti­gua.”

Sallusti prosegue : “Se il privato cittadino Berlusco­ni ha usato tutti gli strumen­ti finanziari (off-shore com­prese) che il mercato e le leg­gi internazionali mettono a disposizione non ha com­messo alcun reato. Se il fisco italiano avesse qualche cosa da ridire accerti e proceda… Dare a prescindere dell’eva­sore fiscale a un gruppo, Fi­ninvest, che ha pagato 8 mi­­liardi di tasse (una finanzia­ria) negli ultimi quindici an­ni ­mi pare comunque un pa­radosso.”

Sorvoliamo sul fatto che Sallusti impieghi un banale e mistificatorio argomento (caro Sallusti, il termine giuste sarebbe “paralogismo”) per confutare in anticipo ogni interrogativo sull’operazione di Antigua. Ammesso e non concesso che la Fininvest abbia pagato 8 miliardi (in realtà 7.7 miliardi) di tasse in 15 anni, questo non costituisce la prova che la Fininvest abbia pagato tutte le tasse che avrebbe dovuto.

Visto che le società del premier hanno usufruito, anche di recente, di condoni fiscali e di sconti clamorosi da parte dell’Agenzia delle Entrate, che il reato di falso in bilancio di sue società è stato sanato solo con una legge ad personam, che si sia avvalso in passato di società off-shore come la All Iberian, riconducibili al suo gruppo e che ci sono altri procedimenti in corso, forse qualche interrogativo dovrebbe porselo anche Sallusti.

 

La smentita odierna di “Libero”

Dal canto suo, il vicedirettore di Libero, Bechis, scrive oggi sul suo giornale che il servizio di Report è stato “sbugiardato”, citando la nota fatta pervenire ai giornali da Postizzi :

Con riferimento alle notizie apparse in questi giorni su alcuni quotidiani italiani e alla trasmissione Report di ieri sera, devo precisare che il gruppo costituito dalle società Emerald Cove e Flat Point Development fa capo sia alla società Kappomar Holding nv controllata giuridicamente ed economicamente da me come azionista di riferimento e da altri azionisti sia minoritariamente al signor Michael Berry, cittadino irlandese. Tutti questi soggetti nulla hanno a che fare con il presidente del Consiglio Berlusconi e con il suo gruppo”.

Il problema, egregio Bechis, è che la smentita non smentisce niente. Postizzi non dichiara di essere proprietario, ma che lui controlla “giuridicamente ed economicamente” quella società. E questo può farlo anche un fiduciario che gestisce una società per conto e negli interessi del vero proprietario. Postizzi potrebbe essere nella stessa posizione dell’avvocato Franco Ellero, il quale dichiarò che la casa di Montecarlo apparteneva non a Tulliani, ma a un suo cliente.

Allora Postizzi è il vero proprietario oppure il fiduciario, come indicato anche da Report? Attendiamo con ansia le conferme.

Il Piano Casa di Libero

Il Piano Casa di Libero - Forse ai Caraibi

La posizione dei lettori de “Il Giornale” e de “Il Fatto”. Dal “percolato”al “corruttore”

Cosa ci ha capito il grosso pubblico? Quali sono le reazioni immediate? Abbiamo messo a confronto alcuni commenti apparsi sui siti WEB de “Il Giornale “e de “Il Fatto”, che qui riportiamo.

Sulla vicenda, molti lettori de “Il Giornale” non sembrano essere sfiorati da alcun dubbio. Ecco qualche loro commento al sito WEB del quotidiano berlusconiano :

#1 eglanthyne (2013) il 18.10.10 alle ore 8:56 scrive: “Egregio direttore , ho visto Report e sono certa che anche se l’ anoressica giornalaia leggesse 1000 e ++++++ volte questo articolo non capirebbe la differenza … .

#6 herbavoliox (66) il 18.10.10 alle ore 9:34 scrive: “Peccato nell’inchiesta si taccia un piccolo particolare: Fini ha rubato soldi ad AN per appropriarsi della casa, Berlusconi ha usato soldi suoi per fare quel che gli pare. A me pare moooolto diversa la cosa di quanto la si voglia far credere… Gli italiani forse ragionano in proprio e le fette di salame si stanno diradando signori miei!

#4 viento (461) il 18.10.10 alle ore 9:21 scrive: “Il dott Sallusti stamattina a LA7 a (sic) ben spiegato la differenza trà (sic) le due cose anche se era solo contro tutti, adesso mi spiego perchè la Gabbanelli (sic) a (sic) fortemente voluto la copertura da mamma RAI da eventuali querele cosi (sic) puo (sic) continuare a dire menzogne tanto paga la mamma cioè noi..

#40 rococo21 (744) il 18.10.10 alle ore 13:02 fa una ramanzina alla Gabanelli e la butta in politica : “Come mai la illustre ed illuminata giornalista non ha mai fatto una – “inchiesta” ? – e non un dossier sulle coop di pierluigicoop che pagano delle tasse inique o addirittùra irrisòrie perché protette dai comunisti???? A proposito dello slogan “la coop sei tu” non mi pare che i prezzi delle coop siano particolarmente economici, anzi molte volte sono superiori agli altri supermercati. Come dire: Falce e carrello.”

Il lettore Rococo21 però dimentica che la Gabanelli ha fatto anche delle inchieste che mettevano sotto torchio le sinistre, come nel caso dell’inchiesta sui rifiuti in Campania e sugli scempi edilizi nel Comune di Roma in epoca veltroniana.

Il lettore #9 flordluna (2094) il 18.10.10 alle ore 9:27, senza entrare mai nel merito delle questioni sollevate dalla Gabanelli, riprende il collaudato repertorio sui “sinistri invidiosi e frustrati”, “incivili e immorali” : “...con questa puntata iniziale di ieri sera, la stessa gabanelli ha mostrato la sua vera faccia di cialtrona di bassa lega ed invidiosa! La sua sporcizia morale peggiore e’ l’aver paragonato montecarlo/AN, con le proprietà private di Berlusconi, sapendo bene della differenza tra le due cose, ma ha preferito passare da cretina piuttosto che perdere la possibilita’ di fare gossip! Nel suo pseudogiustizialismo becero si vanta di fare giornalismo, povera beota, in questo caso e’ stata solo incivile, prevaricatoria e da denuncia! Occorre… che il ministro Alfano provveda a stoppare questi incivili ed immorali personaggi senz’autore…ma pieni di livore, invidiosi e frustrati!

Ma c’è anche un ecologico lettore de “Il Giornale” che, il 18.10.10 alle ore 14:51, commenta: “Gabanelli, Santoro, ecc. sono come il percolato che fuoriesce dalla fermentazione dei rifiuti...”.

Dalle espressioni caritatevoli di cui sopra, si evince che molti tra i commentatori de “l Giornale” sono convinti esponenti del Partito dell’Amore.

C’è anche qualche probabile infiltrato “sinistroide” oppure “finiota”, come #8 avalon42 (33) che, il 18.10.10 alle ore 9:24, dà fondo a reminiscenze evangeliche : “ Chi di off shore ferisce di off shore perisce!”; oppure come #3 Monniacale (58) che il 18.10.10, alle ore 8:55, chiosa “La storia di Montecarlo (secondo me vera) è una bazzecola rispetto a questa. Spero che Il giornale dedichi lo stesso spazio a questa vicenda come per quella di Fini. Anche, nel caso, per sbugiardare quelli di Report. Come faceva Ghedini a dire che erano tutte “baggianate” senza aver mai visto il servizio?

#64 Davide Manin (2), il 18.10.10 alle ore 12:18, pone una domanda che sembra banale “Tutti i politici italiani (Fini, Berlusconi, Bersani inclusi) dovrebbero essere contenti di rispondere a domande scomode. Negli Stati Uniti e in Inghilterra i politici fanno la fila per essere messi alla prova da giornalisti agguerriti: e’ un modo per dimostrarsi competenti davanti agli elettori. Perché in Italia no?

#27 pidario (70) il 18.10.10 alle ore 11:50 scrive: “… la Gabanelli ..non mi è sembrata particolarmente accanita contro il Premier nè ho ravvisato, nelle sue parole, alcuna difesa nei confronti del Presidente della Camera… Quanto alla differenza tra quanto accaduto e da verificare, sia nel caso del Presidente della Camera che in quello del Premier, non la trovo particolarmente significative. Credo che gli italiani vorrebbero davvero sapere sia a chi è stata venduta la casa di Montecarlo che da chi e come è stato comprato il terreno ad Antigua..”

 

Fin qui i lettori de “Il Giornale”. Ma sul versante opposto come la vivono i lettori, per esempio, de “Il Fatto”?

Ciò che ci ha colpito è che molti commenti sul blog de “Il Fatto” non siano riferibili a una tradizionale cultura di sinistra, come ci si potrebbe aspettare, ma rispecchiano una cultura “giustizialista” da destra sociale o una cultura liberaldemocratica. In alcuni casi, i commenti emanano sentenze di colpevolezza senz’appello (si parla di “corruttore”, di “arresto immediato”, di “mascalzoni”, di “mafioso”); in altri si fa invece riferimento ai tradizionali valori liberali.

 

Max, 18.10.2010, ore 15.45, scrive indignato : “Di quale prova ha ancora bisogno questo umiliato Paese per scaricare e arrestare questo pericolosissimo multi-miliardario-trafficante-corruttore? Cosa aspetta il nostro Parlamento a varare il decreto dell’immediato arresto e confiscazione (sic!) di tutti i beni sottratti alle casse dello Stato da questo mafioso? Io mi chiedo: dove son finiti i nostri onorevoli “salva-Patria” della vecchia e patriottica Destra Nazionale? Perché non fanno qualcosa?…

Il lettore Gianni Pintus ribadisce il concetto, 18.10.2010, ore 15.24:” Mi piacerebbe che Il Giornale, Libero e Panorama si occupassero per un anno di appurare cosa si nasconde dietro gli “acquisti” del corruttore di Arcore, ad Antigua, tutte le cose nascoste (con possibile riciclaggio di soldi). Credo che sarebbe molto più interessante rispetto ai 55mq della casa del cognato di Fini a Montecarlo…”

Umberto, 18.10.2010, ore 15.08, scrive senza misericordia: “Fuori dal governo i mascalzoni travestiti da politici. Ghedini, Cicchitto, Bonaiuti finirete presto tra le pagine dell’infamia, inserto speciale della storia della repubblica italiana. Diciamo le cose come stanno, basta con i giri di parole. Il fulcro di tutto è il conflitto di interessi. B e la crikka devono tornare a casa, tra le nebbie della Valpadana.

Armelo, 18.10.2010, ore 14.52, commenta “Non cè (sic) da meravigliarsi se un parlamentare, avvocato difensore del presidente del consiglio, chieda alla Rai di non mandare in onda un reportage, che riguarda il medesimo presidente del consiglio, prima ancora di averlo visto. Non pochi, difensori dei forti e mai dalla parte dei deboli, vorrebbero la censura preventiva per non far sapere ai deboli le debolezze dei forti..”.

Un lettore che si firma “Allora, che querela sia!”, 18.10.2010, ore 15.01, pone una sfida giudiziaria:Se fanno querela, ben venga. Ne seguiremo l’iter con molta attenzione, avranno così l’occasione di dimostrare l’insussistenza dei fatti evidenziati da Report…

Zion, 18.10.2010, ore 15.05 scrive : “Il vero problema è che la destra sociale purtroppo vuol dire poco, ed è soprattutto un’eredità del fascismo, a me piace la destra liberale, la destra che abbassa le tasse, ma riesce a far funzionare i servizi ottimizzando al massimo, la destra del libero mercato, la destra che dentro se stessa si sente orgogliosa di essere italiana. Purtroppo al momento dove ti giri ti giri ti giri male”

ajò, il 18.10.2010, ore 12.02, la butta sul personale : ”Mio marito lavora da quasi 40 anni, ha uno stipendio di 1.280 euro al mese, ci siamo comprati una casetta e la metà dello stipendio finisce nel mutuo, siamo sommersi dalle bollette, non usciamo più neanche a prendere una pizza….., quando sento queste notizie mi viene il voltastomaco, e la cosa peggiora quando apprendo che qualcuno vorrebbe che certe notizie vengano censurate…”

Vincenzo, 18.10.2010, ore 13.39, commenta scandalizzato : “Altro che case ai terremotati di L’Aquila questo le case le fa ad Antigua, e son tutte sue. Che bella faccia ha.”

kirby il 18.10.2010, ore 13.18, infine sintetizza così la vicenda : “Lo “scandalo” sta nel fatto che questa società non si riesce a sapere a chi appartiene, data la sua usuale struttura da società “off-shore” cioè a matrioska. … Qui scatta l’ipotesi : la società in questione apparterà per caso a Berlusconi che con la scusa dell’acquisto di una villa ha spostato 22 milioni di euro in un paradiso fiscale? ai posteri l’ardua sentenza”.

 

Il vero scoop sulla villa di Antigua. Una foto chiarisce tutto.

Confessiamo che l’attuale direttore de “Il Giornale”, Sallusti ci fa un po’ tenerezza. Non tanto per quel suo inquietante volto, in cui molti riconoscono il Nosferatu di Murnau, quanto per il fatto che da un po’ di tempo è divenuto compagno di Crudelia de Mon, al secolo Daniela Santanchè. E’ una cosa che non auguriamo a nessuno e che saremmo lieti di poter smentire.

 

Alessandro Sallusti

Alessandro Sallusti, come lo vedono i suoi detrattori

Vogliamo perciò dare un paio di dritte a Sallusti. Intanto eviti di parlare sul suo giornale del fatto che il Comune di Milano ha  messo nel proprio bilancio i costi dell’illuminazione di una parte dell’isola di Antigua (puta caso quella in cui c’è anche la villa di Berlusconi) : solidarietà fiscale con il sud sì, ma che anche i Caraibi attingano alle casse della  Padania ..  ( se qualche milanese incredulo volesse controllare : VOGLIO CONTROLLARE DI PERSONA ).

Poi Sallusti controlli bene la foto in fondo a questo post, che ritrae un angolo nascosto della villa di Antigua. Le mura di un vecchio edificio, abbattuto per far posto alla nuova villa, sono decorate da una bandiera di un paradiso sperduto e da una targa, che permetterebbero di risalire all’identità del vero proprietario della Flat Point : si tratterebbe di un pregiudicato sardo di estrema sinistra che ha trascorso lunghi anni in carcere. Sarebbe un certo Gramsci Antonio, su cui stanno indagando anche gli ispettori della Gelmini. Questo sì che sarebbe un vero scoop, altro che cucina Scavolini!

Bandiera di un paradiso fiscale non identificato e targa apposta su un vecchio muro abbattuto per far posto alla villa di Antigua

Bandiera di un paradiso fiscale non identificato e targa apposta su un vecchio muro abbattuto per far posto alla villa di Antigua

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METODO BOFFO VS METODO WOODCOCK. Da De Coubertin a Stracquadanio

Posted by pocavista su 16 ottobre 2010

Il Metodo Boffo

“L’importante è partecipare”. Fin qui il barone de Coubertin.

Il Barone Pierre de Coubertin

Il Barone Pierre de Coubertin

Nel tempo il “partecipare” è stato relegato in panchina e sostituito dal verbo “vincere”. In Italia, da sempre avanguardia creativa nell’etica pubblica, il motto poi è diventato “l’importante è screditare”. Anche usando dossier falsi o falsificando platealmente i fatti. La ricetta è stata definita dal parlamentare PdL Stracquadanio “Metodo Boffo”. Cerchiamo dunque di ricostruire la ricetta di un piatto che sembra assai gradito al nostro Leader Supremo.  gif-padella

Ingredienti di base. Si prenda un politico di maggioranza dissenziente. In mancanza di meglio, si può utilizzare anche un oppositore, un giornalista, un conduttore televisivo, un magistrato, un imprenditore, purché “scomodo”. 

Lardellatura. Si dia un certo spazio mediatico all’operato del soggetto di cui sopra, per risvegliare su di lui l’attenzione del pubblico. Qualora i soggetti da cucinare appartengano ad una stessa categoria professionale (come alcuni giornalisti o magistrati), si cominci a “fare di ogni erba un fascio”, pardon “ di ogni erba un comunista”. Varianti ammesse per definire l’erba cattiva: PCI-DS-PD, cattocomunista, sinistroide radical-chic o toga rossa. Lo si descriva come soggetto invidioso del successo del Leader Supremo, o come professionista della calunnia che complotta per sovvertire “il libero voto della maggioranza degli italiani”.

Fiammeggiatura. Si pubblichi qualche violento titolo a tutta pagina de Il Giornale, di Libero e/o del Il Tempo in cui si getti discredito sul personaggio di cui sopra.

Farcitura. Si preparino in atmosfera protetta e si diano alle stampe fotocopie di documenti verosimili o inventati di sana pianta, che dovrebbero costituire la “prova provata” dei titoli di cui sopra (dossier, testimonianze più o meno attendibili di faccendieri, vicini di casa e ignari passanti, piantine, cucine Scavolini, e-mail, veline di questura).gif-cuoco-barbecue-3d

Brasatura. Si faccia riprendere questi titoli da varie trasmissioni TV e notiziari “amici”, cercando di avvalorare le tesi dei giornali che hanno iniziato la campagna denigratoria. Si deve dedicare un tempo adeguato alla brasatura, utilizzando attrezzatura varia da cucina, come trasmissioni generaliste, il soap opera time, domeniche in, giornali di gossip, oltre ai TG amici. L’importante è mirare al bersaglio grosso del pubblico meno politicizzato e più influenzabile (casalinghe, anziani, strati meno acculturati della popolazione).gif-cuoco-3d

Rifinitura finale. Si dia molto spazio alle dichiarazioni degli esponenti PdL che esprimono certezze sulla colpevolezza del soggetto sottoposto a “Metodo Boffo” . Si dia invece un ruolo marginale a chi esprime un’opinione contraria. Si rendano note eventuali disavventure economiche o amorose del malcapitato per metterne in cattiva luce anche gli aspetti più privati (metodo Boffo “olistico”). 

Tempi di cottura. Se non si ottengono risultati immediati (cottura al sangue), si faccia brasare il tutto per un mese o due, usando un grosso volume di fuoco mediatico, alimentato da giornalisti “embedded” muniti di schidioni da grigliata e di uno spesso strato di pelo sullo stomaco a mo’ da giubbotto antiproiettile.

Presentazione in tavola. Infine si servano al Leader Supremo, su un piatto di portata d’argento, le dimissioni del malcapitato di turno. In caso di mancate dimissioni, quando il soggetto presenti carni troppo tigliose che mal si prestano a cottura mediatica, rimarranno pur sempre tracce di bruciatura. La ricetta del metodo Boffo è già stata utilizzata per :

  • Di Pietro, accusato falsamente da Feltri di avere ricevuto soldi da Pacini Battaglia (episodio per il quale “Il Giornale” ha dovuto corrispondere varie centinaia di milioni di lire a Di Pietro, perché ritirasse le querele, e Feltri si è dovuto scusare dalle stesse colonne de “Il Giornale”);
  • il Caso Telekom Serbia, con bufale presentate dallo pseudo conte Igor Marini, scaricatore del mercato ortofrutticolo di Brescia, poi condannato per falso,
  • il caso Mitrokhin, con bufale fornite dallo spione Scaramella, poi condannato per falsa testimonianza;
  • il governatore del Lazio Marrazzo, vittima di un oscuro ricatto ordito da “mele marce” dell’Arma dei CC, con la vicenda dei trans, in cui in realtà è solo parte lesa. Si ricorderà che il filmato compromettente che ritraeva Marrazzo coi trans, chissà perché, era finito sulla scrivania di Berlusconi, il quale aveva “consigliato” Marrazzo di pagare, invece di denunciare il ricatto alla magistratura. Per un uomo di Stato qual è il nostro Leader Supremo non c’è male! Nella vicenda intanto ci sono alcune morti misteriose di un pusher e di alcuni trans.
  • il direttore dell’Avvenire, Boffo, con regolare bufala predisposta dal quotidiano diretto da Littorio Feltri, usando una velina falsa;
  • Don Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, fatto passare dai soliti noti per pseudo prete cattocomunista;
  • Fini, con la vicenda della casa di Montecarlo montata da “Il Giornale” , da “Libero” e da “Il Tempo”(storia che presenta già molte crepe e che è stata momentaneamente abbandonata in attesa che Fini e i suoi votassero la riedizione del Lodo Alfano);
  • il presunto tentativo di ricatto ai danni della Marcegaglia, la leader di Confindustria che si era azzardata a criticare il governo.

Il Metodo Woodcock

John Woodcock

Alcuni giornali vicini al Leader Supremo hanno invece posto l’attenzione sul “Metodo Woodcock”. Woodcock è il magistrato già salito alla ribalta per varie inchieste che hanno toccato alcuni potenti e che ha fatto rivelare il presunto tentativo di ricatto operato dal vicedirettore de “Il Giornale” nei confronti della Marcegaglia. Il cosidetto Metodo Woodcock consisterebbe nell’alzare un polverone giudiziario, gettando fango su alcuni potenti attraverso inchieste che poi si risolverebbero in nulla. Al riguardo il Consigliere leghista al CSM, Matteo Brigandi (un cognome, un destino) ha proposto provvedimenti disciplinari contro Woodcock, il cui operato getterebbe discredito sulla magistratura. Ma è proprio vero che Woodcock, per mania di protagonismo, infanga politici e imprenditori immacolati con inchieste campate in aria? Alcune inchieste avviate da Woodcock, come quella definita “Savoiagate” e che portò all’arresto anche di Vittorio Emanuele di Savoia, e quella detta “VIPgate”

Vittorio Emanuele di Savoia

Vittorio Emanuele di Savoia

sono poi finite effettivamente in una bolla di sapone, dato che i tribunali non hanno rilevato fatti di rilevanza penale.

Singolare è il caso di Vittorio Emanuele di Savoia che, in carcere a Potenza, cadde una notte dal letto “a castello”. Tragicomica nemesi per un sedicente sovrano che ai castelli invece dovrebbe esserci abituato.

Altre inchieste si sono arenate sotto montagne di sabbia scaricate sui procedimenti da avvocati, politici e magistrati. Tuttavia qualcosina Woodcock ha messo in cascina.  Per esempio Woodcock ha fatto condannare in vari gradi (e quindi i vari collegi giudicanti hanno ravvisato riscontri oggettivi) :

  • il cancelliere del Tribunale Fallimentare di Potenza, perchè vendeva per proprio conto gli immobili derivanti da fallimento;
  • il direttore e il presidente del collegio sindacale Inail, per corruzione. Entrambi hanno dovuto risarcire milioni di euro;
  • l’ambasciatore Vattani (che faceva pagare a noi contribuenti decine di migliaia di euro di telefonate private con la sua ganza) e il portavoce finiano Sottile (che aveva appuntamenti galanti con signorine negli stessi uffici del Ministero) per peculato;
  • gli imprenditori Roberto e Claudio Petrassi, per corruzione, insieme all’assessore laziale e, ahimè nostro vicino di casa, Gargano;
  • una dirigente dell’Agenzia delle Entrate, per corruzione;
  • un avvocato potentino, Piervito Bardi, per favoreggiamento;
  • il noto paparazzo dei Vip Fabrizio Corona e altri, per estorsioni e corruzione.

Su “il Fatto” quotidiano viene poi riportato che Woodcock ha fatto rinviare a giudizio il magistrato Vincenzo Barbieri (già dirigente al ministero della Giustizia, attualmente a capo della procura di Avezzano) per falso, truffa e peculato, e che un’altra mega-inchiesta ancora in corso, sulle tangenti Total Italia per le estrazioni petrolifere, ha avuto varie conferme fino in Cassazione. Qualche anno fa il ministro leghista della Giustizia Castelli sottopose a inchiesta disciplinare Woodcock, che poi su prosciolto dal CSM e Castelli condannato a pagare le spese processuali. Certo i più affezionati lettori de “Il Giornale” potrebbero obiettare che Woodcock potrebbe godere della complicità di “toghe rosse che gli reggono il sacco”. Ma avete mai sentito un colletto bianco o un politico che – beccati con le mani nella marmellata – non si dichiari vittima del fumus persecutionis della magistratura? Atteggiamento ormai diventato largamente di moda tra gli imputati da quando il nostro Leader Supremo è sceso in campo. Il fumus, il legittimo sospetto, le toghe rosse, i complotti ormai si sprecano.

Spiace dirlo, ma l’unico politico di rango che ha ammesso pubblicamente le proprie malefatte tangentizie, sfidando gli altri politici tangentizzati di tutti i partiti a fare altrettanto, è stato Bettino Craxi. Però lo ha fatto dopo avere inizialmente cercato di minimizzare, scaricando il “mariuolo” Mario Chiesa beccato in flagrante, come se fosse una mela marcia isolata, e aver minacciato Antonio Di Pietro con dei documenti fasulli (“abbiamo un poker d’assi” contro Di Pietro, dichiarò).Poi Craxi fu costretto, secondo la vulgata dei suoi fedelissimi saliti in tutta fretta sul carro del nuovo vincitore from Arcore, “all’ esilio” dalle “toghe rosse” di Mani Pulite. In realtà scelse la latitanza all’estero per evitare il carcere, essendo stata abolita nel frattempo l’immunità parlamentare. Ma era ancora Prima Repubblica. Oggi la situazione invece è tutta rose e fiori, a “parte qualche mela marcia isolata”. (?!)

Ormai siamo nella Seconda Repubblica

Seconda Repubblica

Conclusione

Tutto lascia supporre che il Metodo Boffo tornerà ad essere applicato in grande stile dai mezzi di comunicazione vicini al Leader Supremo, specialmente in vista della prossima tornata elettorale di primavera. Riteniamo che, in lista di attesa, siano stati inseriti – per meriti speciali – Montezemolo, Vendola, Bersani, Santoro, Mentana, Draghi, Napolitano. Incerta la presenza di Soru, che è già stato cucinato da una variante del Metodo Boffo, in occasione delle ultime elezioni regionali per la Sardegna.  Candidati di riserva i sindaci PD Renzi e Chiamparino. Quasi sicura l’aggiunta alla lista di Woodcock, già sottoposto in passato a violenti attacchi da parte di Vittorio Feltri.

PS – Per chi non lo sapesse, il 2 giugno 2002 Vittorio Feltri aveva pubblicato su “Il Foglio” un violento editoriale contro Woodcock. Feltri viene poi condannato per diffamazione il 13 febbraio 2005 con atto del Tribunale di Monza. Il buon Littorio perde il pelo, ma non il vizio.

Ricordiamo che VittorioEmanuele di Savoia, finito in carcere a Potenza, cadde una notte dal letto “a castello”. Tragica nemesi per un sovrano o sedicente tale che ai castelli ci dovrebbe essere abituato. Altre inchieste si sono arenate sotto montagne di sabbia scaricate sui procedimenti giudiziari da avvocati, politici e magistrati. Tuttavia qualcosina Woodcock ha portato in cascina. Solo per menzionare i casi più noti, Woodcock ha fatto condannare in vari gradi (e quindi i vari collegi giudicanti hanno ravvisato riscontri oggettivi) :

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Il quindicenne del Fronte della Gioventù alla corte del Siddharta di Arcore.

Posted by pocavista su 30 settembre 2010

Marcello Veneziani a scuola doveva essere bravino in italiano, un po’ meno in filosofia. Infatti, quando è in vena, scrive bene, eccome. E’ il contenuto che lascia a desiderare. Specie se uno decide di mettersi al gif-darth-vater-sw8servizio del Signore del Lato Oscuro della Forza. Prendiamo ad esempio due editoriali di Veneziani apparsi a poca distanza l’uno dall’altro, entrambi frutto di buonissima scrittura. I primo è apparso il 25 settembre “Gianfranco traditore e ladro di sogni” e il secondo celebra il 74 compleanno di Berlusconi, “La vita miracolosa del Siddharta della Brianza”.

Tutti sanno che in questi mesi Feltri ha attaccato Fini sia sul piano politico perché “tradisce” il patto con gli elettori, che sul piano etico, con la pagliuzza nell’occhio della casa di Montecarlo. Solo pochi lettori di destra sanno che Sgarbi lo ha attaccato sul piano personale, facendo passare Fini per un pirla e un incapace che si fa infinocchiare da una sgallettata qualsiasi. Vedi Sgarbi vs Fini

Nel primo editoriale Veneziani cerca di demolire il rapporto di Fini con quella parte del popolo missino che non si è mai riconosciuta completamente in Berlusconi, ma stenta a capire i perché e i percome del percorso dell’ex-leader di AN.

In una sorta di autobiografico Amarcord, dedicato a quel Marcello quindicenne che negli anni 70 portava in piazza il tricolore, Veneziani ricorda la propria vita :

Amarcord. Il giovane Alemanno e il FdG

Amarcord. Il giovane Alemanno e il FdG

“ Scuola politica di pomeriggio, volantini di sera, manifesti di notte, rischi di botte e ogni tanto pellegrinaggi in cerca di purezza con tricolori e fazzoletti al collo”. “Erano migliaia i ragazzi come lui. Ce ne furono alcuni che persero la vita, una trentina mi pare ..”.

A questo punto Veneziani lancia il primo affondo : “è lui, il ragazzo di quindici anni, il vero mandante e ispiratore delle accuse a Fini. Non rivuole indietro i soldi che spese per … mantenere la sezione, per comprare la colla … Non rivuole nemmeno gli anni perduti che nessuno del resto può restituirgli, le passioni bruciate di quel tempo … Quell’etichetta gli restò addosso per tutta la vita, e gli costò non poco, ma seppe anche costruirvi sopra qualcosa.”. Non sappiamo gli altri, ma Veneziani ci ha costruito benino, visto che è anche divenuto anche consigliere di amministrazione della RAI.

Quel ragazzo, continua Veneziani, capisce la necessità di “adeguarsi al proprio tempo, abiurare, rinnegare, perfino tradire. Non giustifica, ma capisce; non rispetta, ma accetta. È la politica, bellezza.”

Molti militanti di destra, allora giovani e meno giovani, quelli che magari andavano a tirare le monetine a Craxi al St.Raphael e che inneggiavano a Mani Pulite, hanno dovuto ingoiare i Previti (ma in fondo in fondo qualcuno lo ritiene pur sempre un camerata condannato da una magistratura bolscevica); le amicizie con l’ex colonnello del KGB Putin e con Gheddafi, che mandava i missili a Pantelleria e che ci fa sparare addosso con le motovedette che gli abbiamo fornito; lo scandaloso scudo fiscale che premia evasori e riciclatori all’estero; oltre a tante altre cose che avrebbero fatto rivoltare Almirante nella tomba. Per sopportare tutto questo, il popolo della fiamma ha dovuto recitare continuamente il mantra dello sdoganamento, grazie a un Uomo della Provvidenza con la bandana (l’Uomo, non la Provvidenza) che lo ha portato al potere,berlusconi-santo gli ha messo a disposizione quasi le sue TV e quelle delle RAI, giornali manganellatori e riviste mondadoriane, gli ha permesso di parlare anche delle foibe e della RSI. Ma soprattutto ha messo ai margini i “sinistri” di tutte le risme.

Ma tutta questa pletora di ex-craxiani e ex-democristiani, di faccendieri e di collusi con mafie di ogni tipo, che si affolla attorno all’incontrastato Signore dei Capelli di Arcore, molti ex-missini non l’ha mai digerita.

Ora MV rivela che “quel che non gli va giù è vedere quelle paghette di ragazzi che alla politica dettero solo e non ebbero niente, quei soldi arrotolati di poveracci che li sottraevano alle loro famiglie e venivano a dirlo orgogliosi, quelle pietose collette tra gente umile e onesta, per tenere in vita sezioni, finire in quel modo. Gente che risparmiava sulla benzina della propria Seicento per dare due soldi al partito che col tempo finirono inghiottiti in una Ferrari.pianto-gatto-silvestro Gente che ha lasciato alla Buona Causa il suo appartamento. Gente che sperava di vedere un giorno trionfare l’Idea, come diceva con fede grottesca e verace. E invece, Montecarlo, i Caraibi, due, tre partiti sciolti nel nulla, gioventù dissolte nell’acido. È questo che il ragazzo non può perdonare”.

E qui Veneziani dà fondo a tutte le sue abilità manipolatorie, buttandosi su un grottesco e retorico strappacore : “giocare sulla pelle dei poveri e dei ragazzini che per abitare i loro sogni si erano tolti i due soldi che avevano, no, non è accettabile. salvadanaioAttingere da quel salvadanaio di emarginate speranze è vergognoso… Fini non ha diritto di rubare i sogni di un ragazzo, di un vecchio, di un combattente.” Poi la chiusa a effetto : “se un uomo è disposto a svendere casa, o non vale niente la casa o non vale niente lui. E la casa valeva.”. Bravissimo retore, non c’è che dire.

E qui parte la standing ovation degli ex- quindicenni di destra : #6 guidode.zolt (2916) il 25.09.10 alle ore 9:00 commenta sul sito WEB de Il Giornale: “un fragoroso applauso…!gif-applauso Lei Veneziani ha saputo tirar fuori quello che molti di noi avevano dentro…con tutta la mia stima.

#37 piesaggi (2), il 25.09.10 alle ore 10:08, non si trattiene : “Marcello, sei un GRANDE ! Te lo dice un sessantottenne (NON un sessantottino), colonnello dei CC. in pensione ! Grande veramente grande!!!”. C’è qualcuno che pensava che un colonnello dei carabinieri potesse essere un sessantottino camuffato?

#47 JhonStone (101) il 25.09.10 alle ore 10:28 scrive: “Cazzarola!! Sapevo che lo scrivere era un arte, che le parole fossero come scalpello… ma è raro vedere ‘live’ tanta maestria… un capolavoro, non c’è altro da dire.

#19 Michele Calò (366)il 25.09.10 alle ore 9:37 scrive: “Hai ragione Marcello, ci ha rubato i sogni, l’illusione di una Destra antidemocristiana, anticomunista, laica ma non anticattolica, europea ma non anti italiana, ecumenica ma non vile dinanzi all’islam. … Gli imbecilli sinistri, dipietristi, finioti non possono capire, nel loro deserto interiore, nella loro pezzenteria di sentimenti, quello che proviamo noi …

#39 emigrasso (243) il 25.09.10 alle ore 10:09 scrive: “Oggi Veneziani mi ha commosso. Con un groppo alla gola dico che uomini come Fini, traditori, profittatori e vigliacchi, non meritano che di rappresentare quelli della sua razza: i vari Bocchino, Granata etc. Vedere come hanno ridotto il nostro vecchio MSI e come hanno svilito ciò che di grande e bello c’è nell’Ideale, mi dà il voltastomaco. Non meritano che il disprezzo …

Qualcuno accomuna Fini addirittura a Bin Laden. Manca solo che lo accusino di essere l’autore dell’attentato alle Torri Gemelle e poi siamo a posto. Il lettore #74 dony (323) il 25.09.10 alle ore 11:22 ricorda i “…valori di Onestà, Moralità, Giustizia, Patria, Famiglia, Senso dello Stato… in cui oggi fermamente nonostante tutto ancora crediamo. E questo Bin Laden nostrano, incollato alla poltrona, ha calpestato tutto ciò’ per favorire la sua compagna di letto, la di lei famigliola e il tulliano portafoglio. Solo i Santoro i Travaglio i Concita, Magistrati vari e compagnia bella possono perdonare quest’uomo che non ci fa onore. NOI NO!!! (Grazie al Dott. Veneziani per il bellissimo articolo)

Ma qualche lettore disilluso dalla politica cerca di sottrarsi alla trappola dei buoni sentimenti e obbietta, come #67 natuzzim (3) il 25.09.10 alle ore 11:10 : “Anche io ho un simile tuo percorso ma sono rimasto nell’ombra, non sono mai andato in televisione … l’età mi ha fatto capire che la politica è bella ma che i politici non fanno altro che pensare ai c….i loro, tutti con il presidente del consiglio in testa, seguito da Fini, Bossi, Casini, Di Pietro, Bersani e via elencando e anche tu che a quindici anni sognavi, oggi che ti sei svegliato cosa stai facendo? Non stai prendendo per i fondelli altri quindicenni sognatori”.

C’è anche uno sconsolato #94 Gioacchino.S (8) che il 25.09.10 alle ore 12:15 scrive: “... Pensavamo di essere diversi dai forzaitalioti, vecchi socialisti cialtroni e pure un pò lestofanti,lega-pontida-rullo diversi dai leghisti, noi così legati indissolubilmente al Tricolore e alla Nazione, “right or wrong, is my Country”, ed invece eccoci qua senza più genitori, figli di n.n, in cerca di un’identità ormai persa per sempre.”

Un altro lettore si chiede come faccia Veneziani e quel popolo di destra, che dice di riconoscersi in valori quali Onestà, Moralità, Giustizia, Patria, Famiglia, Senso dello Stato, a stare insieme a Previti, Capezzone, Cicchitto, Verdini, Cosentino, Scajola, Dell’Utri, La Russa, Stracquadanio, Brancher e compagnia cantante. E a un Leader che si fa approvare decine di leggi ad personam. Altro che appartamentino di Montecarlo!

Mi scuso per il riferimento personale, ma è la domanda che anch’io ho sempre posto ai miei amici di destra, per alcuni dei quali nutro profondo rispetto e stima.

siddhartaMa accanto al Veneziani retore, che cerca di avvelenare i tradizionali pozzi a cui si abbeverano le truppe “finiote”, allontanandole da quello che lui definisce Gianfrego Fini, c’è un altro Veneziani che scrive dellaVita miracolosa del Siddharta della Brianza”. E’ un omaggio al compleanno del Leader Supremo, fatto di garbata ironia, che cerca di neutralizzare la feroce e onnipresente satira dei “sinistri” nei confronti del Leader Supremo e che, forse, qualche breccia l’ha fatta anche nel popolo di destra più legato “all’Ideale”.

Andatevelo a leggere integralmente, è un vero pezzo di bravura giornalistica. gif-chapeauChapeau. Veneziani e il Siddharta della Brianza

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Incredibile : Veneziani dà del “tappo” a Berlusconi su “Il Giornale”

Posted by pocavista su 28 settembre 2010

Marcello Veneziani

Marcello Veneziani

IL LIQUAME SA DI TAPPO

Qualcuno pensa che Marcello Veneziani, da grande, si sia iscritto al club degli Ultras di Arcore e faccia continue sviolinate al Leader Supremo scrivendo editoriali ruffiani su Il Giornale? Nemmeno per sogno. Veneziani, intellettuale di destra (scusate l’ossimoro), fresco autore di un pezzo strappacore da antologia sul quindicenne di destra di ieri oggi deluso da Fini ( di cui daremo conto in un prossimo post) si azzarda perfino a dare del “tappo” al Cavaliere. Definizione poco elegante, che fa pensare subito alla bassa statura dell’alto statista. Il tappo viene perfino associato al cattivo odore : berlusco-bandana-1Berlusconi è il tappo che impedisce la fuoriuscita dei liquami della partitocrazia”.(M.Veneziani, Ecco perché il Cav non deve essere stappato, Il Giornale del 27 settembre 2010).

Se salta il tappo – prosegue Veneziani – allora verrà il bello: il centrodestra si farà in quattro, e il centrosinistra pure. Più un paio di terzini della politica che pretenderanno di giocare al centro.”

E allora sarà la “gioia dei poteri forti e dei mediatori con ricattino annesso”. La domanda sorge spontanea : ma in che paese vive Veneziani? Berlusconi, che è l’uomo più potente e ricco d’Italia, non è lui stesso “il” potere forte per eccellenza e beneficia come non mai di “questo” bipolarismo? I ricatti a Sircana, Marrazzo, Boffo e Fini e prima ancora a Di Pietro; le cricche; lo scandalo della Protezione Civile; l’Alitalia data per quattro soldi agli amici, scaricando sui cittadini tre miliardi e mezzo di debiti; il Governo che chiede aiuto a parlamentari condannati per mafia; le quaranta leggi ad personam; gli sconti fiscali scandalosi concessi alle aziende del premier; i Previti e i Dell’Utri, le bufale delle Commissioni Mitrokhin e di Telekom Serbia miseramente sgonfiatesi, i conflitti permanenti tra i poteri dello stato, non sono il frutto di questo bipolarismo malato in cui il Cavaliere pare trovarsi particolarmente a suo agio?

altan-ho-trovato-mela-sana

Altan, da L'Espresso

Lo stesso Veneziani è costretto ad ammettere “no, la fogna c’è già, eccome. Solo che con la svolta partitocratica, con il salto del tappo, la fogna non verrà più convogliata in due collettori”. Veneziani però fa finta di non accorgersi che uno dei due collettori, proprio quello in cui si sente più a suo agio, costruito su misura per il Leader Supremo e che trasporta milioni di barili di populismo, è quello che inquina maggiormente le falde freatiche che alimentano la vita del nostro Paese.

Infine Veneziani lamenta “il linciaggio verso il Giornale e Libero per aver fatto giornalismo d’inchiesta e aver pubblicato ciò che è stato poi confermato”. Da chi e da come non è dato sapere. Dal ministro di Santa Lucia, dalla foto della cucina Scavolini? Marcello, ormai sei grande, non essere così ingenuo. Anche i documenti che sputtanavano Di Pietro sembravano veri, poi Feltri ha chiesto scusa nel 97 a Di Pietro proprio dalle pagine de Il Giornale, e ha corrisposto a Di Pietro varie centinaia di milioni di vecchie lire per evitare i processi. Anche la velina che inchiodava Boffo era stata prodotta da “un testimone degno di fede” e poi Feltri ha dovuto ammettere che era falsa, scusandosi con Boffo, ormai neutralizzato dalle dimissioni. Anche i documenti della Mitrokhin e Telekom Serbia sembravano veri : peccato che Igor Marini e Scaramella, testimoni e confezionatori delle patacche, siano stati condannati per falso e il tutto sia finito in una bolla di sapone. Ah, dimenticavo : si sa, tutta la magistratura è composta da bolscevici e talebani dipietristi.

Ma intanto si continua ad applicare il vecchio principio mediatico : butta il liquame nelle pale del ventilatore, che qualche schizzo arriverà. Basta avere a disposizione qualche giornale e un bel po’ di canali TV e alle elezioni qualche frutto si raccoglie sempre

UN BRINDISI

Veneziani conclude : “se la politica è scesa così in basso, i giornali … si sono collocati alla stessa altezza. Ma se salta il tappo, brinderemo finalmente coi liquami”.liquame-collettore

Vorrei rassicurare Veneziani : non si preoccupi per gli italiani, che con i liquami – sparsi a piene mani anche dai giornali in cui lui scrive – ci brindano da anni.

Mi permetto di suggerirgli uno slogan per la prossima campagna elettorale del PdL : “Che vuoi di più dalla vita? Un liquame!”.

Tanto molti elettori del PdL, che guardano scandalizzati alla pagliuzza monegasca nell’occhio di Fini e non riescono a vedere la foresta di sequoia che prospera in quello di Berlusconi, continueranno a scegliere il collettore di liquami di maggiore portata. Gli italiani corrono sempre in aiuto del vincitore, come diceva Ennio Flaiano.

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La concrezione rinvenuta nell'occhio del Leader Supremo

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FINI E IL TRIANGOLO DELLE BERMUDE. LA STRANA ROGNA DELL’APPARTAMENTINO E IL PORTATORE SANO. Il videomessaggio chiarisce qualcosa?

Posted by pocavista su 26 settembre 2010

gif-guerrieri-medievali

La guerra dei video messaggi.

Ieri sia Fini che Berlusconi si sono combattuti a suon di videomessaggi immessi sul WEB e rimbalzati dappertutto.

Ubi maior, prima quello di Berlusconi, in cui il Leader Supremo ha pronunciato la battuta dell’anno :

“Gli italiani hanno un estremo bisogno di valori positivi, di valori etici e morali, hanno bisogno di ritrovare la fiducia nello Stato” (Silvio Berlusconi, videomessaggio apparso sul sito dei Promotori della Libertà, 25.9.2010). La segnalerò a www.spinoza.it

Per il resto, la solita propaganda di repertorio : governo del fare, missione di pace in Afganistan, veleni e disinformazione contro il governo, noi lavoriamo gli altri infangano.

Da "Il Misfatto", 26.9.2010

Da "Il Misfatto", 26.9.2010

Ma parliamo di Fini (vedi il videomessaggio di Fini sul WEB di FAREFUTURO) e delle cose strane che avvengono tra Montecarlo e i Caraibi.

  • Strano che Fini, nel suo videomessaggio, chiarisca e non chiarisca. “Mi dimetterò da Presidente della Camera se qualcuno dimostrerà che l’appartamento è di Tulliani”. Cosa praticamente indimostrabile, dato che società proprietaria dell’appartamento di Montecarlo è “al portatore”. Mossa che vorrebbe essere astuta, ma in realtà è assai debole.
  • Strano che Fini ci abbia messo tanto per fare dichiarazioni pubbliche sulla casa di Montecarlo. Si tratta di imbarazzo per essere stato colto con le mani nella marmellata, sia pure in un episodio marginale, o strategia cosciente per far gonfiare meglio la bolla mediatica e farla esplodere con un bel botto?
  • Strano che Fini, dopo avere rivendicato la difesa della legalità, delle regole e della divisione dei poteri che dovrebbe essere alla base di uno stato democratico, dopo avere denunciato che Berlusconi – senza nominarlo apertamente – di queste cose se ne frega altamente e che fa bastonare i suoi avversari dai suoi lanzichenecchi mediatici, dopo aver detto in pratica che Berlusconi rappresenta un pericolo per la democrazia in Italia, abbia offerto a Berlusconi un ramoscello d’olivo. Si è arreso o cerca una tregua per organizzare meglio le sue truppe? Rimette il cerino nelle mani di Berlusconi, finché non si fa la nuova finanziaria lacrime e sangue, per la quale il governo si prenderà gli accidenti degli italiani perdendo ulteriori consensi?
    "Come fa male il manganello mediatico. Era meglio se mi portavo un po' di olio di ricino!"

    "Come fa male il manganello mediatico. Era meglio se mi portavo un po' di olio di ricino!"

  • Strano che Fini, che a Berlusconi ha concesso di tutto e di più, facendogli votare tutte le leggi ad personam, di queste cose si sia accorto solo adesso. Meglio tardi che mai.
  • Strano che l’avvocato Ellero, ex-senatore della Lega Nord, abbia rilasciato le sue dichiarazioni che escluderebbero Tulliani come proprietario della casa di Montecarlo, in concomitanza con il messaggio di Fini. Un side effect del messaggio di Fini oppure una mossa concordata?
  • Strana la telefonata misteriosagif-telefono-che-suona di un sedicente amico della famiglia del Ministro degli Esteri di Santa Lucia ad Annozero, in cui si denunciava la presenza di agenti italiani, libici e russi nel proprio paese e che le famiglie dei Ministri di Santa Lucia erano state fatte allontanare dal Paese proprio per prudenza. Telefonata veridica oppure una sceneggiata per preparare la contromossa di Fini? Perché la famiglia di un Ministro straniero fa telefonare proprio ad Annozero? Un assist di Santoro a Fini oppure una buccia di banana su cui qualcuno cerca di far scivolare il Santoro perennemente sotto attacco da parte dei Berlusconi’s boys?
  • Strano che il Ministro della Giustizia di Santa Lucia, Francis, quello che figura nel videomessaggio che fa ricondurre la proprietà della Timara, la società cui appartiene l’appartamento di Montecarlo, allo stesso Tulliani, abbia violato una legge di Santa Lucia per rivelare chi sta dietro una società off-shore, facendo correre il rischio che le altre società off-shore tolgano le tende e i soldi dall’isola;
  • Strano che il sullodato Ministro della Giustizia Francis non appaia nell’elenco dei Ministri sul sito ufficiale del Governo di Santa Lucia e che al suo posto ci sia invece qualcun altro; Vedi COMPOSIZIONE GOVERNO SAINT LUCIA
  • Strano che praticamente tutti i dossier su avversari politici di ieri e di oggi arrivino sulla scrivania di Berlusconi e/o nelle redazioni di riviste e quotidiani del suo gruppo o della sua famiglia.
  • Strano che in Italia ormai non si parli più delle lettere di Ciancimino che indicherebbero Berlusconi come uno dei contatti della mafia siciliana; dei numerosi guai giudiziari del premier che cerca di fare di tutto per evitare i processi; delle cricche di malaffare che imperversano nei dintorni del potere berlusconiano; dei favori fatti ad evasori internazionali con lo scudo fiscale; delle società offshore come All Iberian possieduta dalle società di Berlusconi; dello sconto fiscale mostruoso (da alcune centinaia di milioni di euro a meno di dieci milioni) di cui hanno usufruito società del premier grazie ad un suo provvedimento legislativo.
  • Strano che non si parli più degli innumerevoli condannati e pregiudicati che siedono il Parlamento, in particolare nei banchi del centrodestra; dei sacrifici che devono fare sempre i soliti noti mentre il premier continua a comprarsi ville dappertutto; della coerenza dei leghisti, che un tempo chiamavano Berlusconi “il mafioso di Arcore” e sventolavano cappi in Parlamento al tempo di tangentopoli, mentre ora salvano in Parlamento gli accusati di camorra, votano tutte le leggi ad personam di Berlusconi e vanno a visitare col cappello in mano le nuove ville acquistate dal Leader Supremo; del crescente numero di disoccupati e dell’impoverimento di un gran numero di famiglie italiane. Strano che ci si arrovelli invece per appurare di chi è un appartamentino di qualche decina di metri quadri.
  • Strano che chi ha quasi il monopolio della comunicazione televisiva, possieda inoltre direttamente o indirettamente alcuni quotidiani e una miriade di riviste destinate ad un pubblico meno politicizzato e possa condizionare fortemente i giornali concorrenti attraverso la concessione di pubblicità (Publitalia di Mediaset e Sipra dei Rai controllano oltre il 90% del mercato pubblicitario), riesca a influenzare fortemente l’opinione pubblica e stabilisca quali notizie siano importanti e quali no. In gergo giornalistico si chiama “agenda setting“.Ebbene tra tutte queste stranezze, non appare strana tutta questa attenzione sull’appartamento di Montecarlo, che è funzionale a demolire un avversario politico e a riaffermare il principio “il più pulito ci ha la rogna”, slogan caro a molti elettori di centro destra e, mi permetto di aggiungere, ai grillini.  Quindi se tutti hanno la rogna, anche uno che di rogne ne ha fin troppe come Berlusconi diventa una sorta di portatore sano. Attraverso un’analoga operazione mediatica (il famigerato “Metodo Boffo” di cui l’ineffabile parlamentare del PdL Stracquadanio è il cantore) si fa passare l’idea che i Boffo, i don Sciortino, i Fini – colpevoli di abigeato politico perché cercano di sottrarre qualche ingenua pecorella dall’ovile di Arcore – non avrebbero alcun titolo per denunciare le malefatte altrui.

Chi non si piega, “io lo spiezzo” con il “Metodo Boffo”.

Berluscono fa finta di sparare ad una giornalista russa che aveva rivolto una domanda scomoda al suo amico e sodale Putin

Berlusconi mima il gesto di sparare ad una giornalista russa che aveva rivolto una domanda scomoda al suo amico e sodale Putin

Non siamo ancora nella Russia di Putin, in cui i giornalisti scomodi vengono uccisi a revolverate. Per ora il manganello è solo mediatico. Ma un domani chissà, non mettiamo limiti alla Provvidenza e al suo Uomo.

E’ ancora democrazia? Berlusconi cerca di farci transitare verso una strana forma di governo che manterrà alcuni meccanismi formali della democrazia (elezioni, Parlamento di nominati dai segretari di partito, libertà di stampa), ma che di fatto è una dittatura dell’esecutivo (presidenzialismo, leggi ad personam per la serie “io so’ io e voi nun siete ‘n cazzo”, magistratura sottomessa al controllo dell’esecutivo, Corte Costituzionale sotto controllo politico, quasi monopolio dei mezzi di comunicazione per condizionare l’opinione pubblica, controllo del WEB attraverso forte tassa per l’apertura di un blog e varie disposizioni vessatorie, ecc.). Una dittatura alla vaselina o per meglio dire “una democratura”.

A meno che Fini – supplendo a opposizioni evanescenti come quella del PD o a pseudo opposizioni come quella UDC –triangolo-bermude-2 non riesca a sopravvivere politicamente al caraibico triangolo delle Bermude in cui Berlusconi sta cercando di farlo scomparire. E che invece lo sgambetto riesca a farlo Fini a Berlusconi, costringendolo a rifugiarsi in una delle ville che il Leader Supremo possiede – stranamente – ai Caraibi.

Links :

TRIPLI SERVIZI PER L\’APPARTAMENTINO DI MONTECARLO

IL FATTO QUOTIDIANO : COSI\’ PARLO\’ FINI

PIOVONO RANE : CENTRODESTRA ALL\’ITALIANA

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“Santa Lucia luntana” e l’appartamentino di Montecarlo : piccolo, ma con tripli servizi.

Posted by pocavista su 25 settembre 2010

CI MANCAVA SOLO LA SPY STORY NELLA REPUBBLICA DELLE BANANE! gif-detective

Alcuni ricorderanno che “Santa Lucia Luntana” era una bella canzone napoletana di E. A. Mario. Siamo nel 1919 e molti emigranti italiani – anche veneti e friulani – partono alla volta delle Americhe per guadagnarsi il pane.

Partono ‘e bastimente
pe’ terre assaje luntan
e…”

Mentre all’inizio del novecento si lasciava Santa Lucia di Napoli, oggi a Santa Lucia delle Antille ci si va, meta tropicale diventata improvvisamente di moda. Oggi “e’ bastimente” sono navi da crociera in cui molti “emigranti”, turisti veri o con le barbe finte, si aggirano per i Caraibi alla ricerca di sole e, soprattutto, di documenti sull’appartamentino di Montecarlo.

st_lucia-mapSanta Lucia è una piccola isola caraibica con poco più di 160 mila abitanti, dei quali più del 90% di origine africana o mulatti. La disoccupazione sfiora il 35%. Santa Lucia è una vera e propria repubblica delle banane, dato che basa la propria economia in gran parte sulla coltura della banana. Negli ultimi giorni si è però registrato stranamente un notevole incremento del turismo fuori stagione (l’alta stagione va da gennaio ad aprile).

Qualche fatto :

  • 15 settembre : Su Il Velino, di Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della Libertà, appare un articolo di Vittorugo Mangiavillano che si domandava “Anche la casa di Montecarlo nelle maglie della nostra intelligence e delle Fiamme Gialle?”

  • 17 settembre : Il Giornale pubblica un articolo dal titolo “I servizi segreti seguono la pista che porta ai Caraibi”. Quello stesso giorno i tre direttori del servizi segreti (Dis, Aise, Aisi) smentiscono che l’intelligence italiana si stia occupando di quell’affare.

  • 18 settembre : Un uomo, che sta aspettando di parlare con il Primo Ministro di Santa Lucia, viene ucciso con alcuni colpi di pistola sulla veranda dell’ufficio del Primo Ministro Stephenson King. Il Primo Ministro si chiude dentro e dopo qualche minuto sopraggiunge la polizia. Regolamento di conti tra criminali, delitto passionale o avvertimento al Primo Ministro? Vedi THE VOICE OF ST.LUCIA 1

  • 20 settembre : Il St.Lucy Star pubblica un articolo di Alisha Ally in cui si afferma che “ … non è la prima volta che un Primo Ministro di Santa Lucia viene visitato dal crimine”. Lo Star dà conto che, in passato, sia le residenze del Primo Ministro (P.M) che del capo dell’opposizione sono state svaligiate più volte. L’uomo ucciso nell’ufficio del Primo Ministro aveva chiesto l’assistenza del P.M. per ottenere un lavoro. Il P.M. Ha dichiarato che nessuno può dirsi al sicuro in questo paese. (“… none of us in this country is safe and there is a need for each one of us to take control of the existing situation”). Vedi ST.LUCIA STAR

Il Primo Ministro di St.Lucia: "Nessuno di noi è al sicuro"

Il Primo Ministro di St.Lucia: "Nessuno di noi è al sicuro"

  • 22 settembre : alcuni giornali italiani riportano la notizia del sito Dagospia che due giornali di Santo Domingo hanno pubblicato una lettera “secret and confidential”del Ministro della Giustizia di Santa Lucia in cui si fanno risalire a Gianfranco Tulliani le due società off-shore coinvolte nell’acquisto dell’appartamento di Montecarlo.

  • 23 settembre : Il Fatto Quotidiano rileva difformità grafiche tra la carta intestata ufficiale del Dipartimento di Giustizia di Santa Lucia e quella in cui appare la lettera confidenziale del Ministro.

  • 23 settembre : Durante la trasmissione “Annozero”, un non meglio identificato David “amico della famiglia del Ministro degli Esteri di Santa Lucia” dichiara che l’isola pullulerebbe di agenti italiani, libici e russi travestiti da turisti. Il sedicente David sostiene di trovarsi in Svizzera perché le “famiglie dei ministri sono stati invitate a lasciare l’isola” per ragioni di sicurezza. Vedi quanto riportato in SICILIA NEWS

  • 24 settembre : Il Ministro della Giustizia di Santa Lucia, Francis, fa una conferenza stampa in cui dice che la lettera è autentica, ma non sa spiegare come sia finita ai due quotidiani di Santo Domingo, dopo essere transitata per l’ Honduras. Cfr IL FATTO

st-lucia-mare-caribbean-islands

Un veduta di St.Lucia

Riassumendo :

  • Santa Lucia, secondo quanto rivelato da Il Velino e da Il Giornale, potrebbe essere al centro delle attenzioni dei Servizi italiani;
  • Un uomo viene impunemente assassinato nella veranda dell’ufficio del Primo Ministro. Si tratta di un avvertimento al governo locale o di un regolamento di conti tra malviventi?
  • In un contesto nel quale il Primo Ministro dichiara pubblicamente che nessuno a Santa Lucia può dirsi sicuro, può essere ritenuta veritiera la versione fornita dal Ministro della Giustizia Francis riguardo alle società off-shore? Su di lui sono state esercitate indebite pressioni?
  • Perchè sul sito ufficiale del Governo di Saint Lucia, tra i componenti del Cabinet non appare Francis come Ministro della Giustizia, ma il “Senator The Honourable Dr. Nicholas Frederick, Attorney General and Minister for Justice”? C’è stato un recente rimpasto? Vedi COMPOSIZIONE GOVERNO SAINT LUCIA
  • La telefonata ad Annozero è vera o è una polpetta avvelenata per Santoro?
  • Il documento che farebbe risalire a Tulliani le due società off-shore è una patacca oppure no? Il documento del resto non sembra chiarire molto: si dichiara che Tulliani è il Beneficial Owner, il beneficiario; potrebbe perciò essere un inquilino o un amministratore. Il proprietario invece dovrebbe essere definito Titleholder.
  • Che interesse avrebbe il Governo di Santa Lucia a togliere “spontaneamente” il velo di segretezza alle società off-shore, provocando la fuga di migliaia di clienti che depositano fondi nelle ospitali banche dell’isola? Parafrasando il Vangelo : non di solo pane vive l’uomo, e Santa Lucia non di sole banane.
  • Perché il Governo di Santa Lucia sta prendendo tempo per dare risposte ufficiali? Non ci sarebbe da stupirsi se Santa Lucia, che fa parte del Commonwealth, avesse chiesto qualche aiutino, per pararsi le spalle, agli 007 di sua Maestà Britannica e agli americani, che non vedono di buon occhio le pericolose frequentazioni del nostro Leader Supremo con Gheddafi e Putin.

La storia ormai ha assunto le connotazioni da trama di un libro di Ken Follett. Il fatto è che, dopo le stragi e i tanti scandali che in Italia hanno visto all’opera i servizi deviati, ci viene fatto di pensare male. Gli uomini di Fini sono al contrattacco e hanno cominciato a fare dei nomi : attendiamo il videomessaggio del Presidente della Camera.

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“Stato canaglia”, mignottocrazia e “stato bordello”

Posted by pocavista su 19 settembre 2010

Ahi serva Italia, di dolore ostello,

nave sanza nocchiere in gran tempesta,

non donna di province, ma bordello!

(Dante Alighieri)

Come tutti sappiamo, anche Dante ebbe i suoi guai con il potere. Oggi sta suscitando qualche veemente reazione da parte del nostro governo l’articolo di J.Walston, intitolato “The Bordello State”, apparso sulla prestigiosa rivista americano Foreign Policy.

bordello-state

Stato bordello o stato canaglia?

L’espressione “stato canaglia” (rogue state) venne coniata da scienziati politici per definire una nazione considerata una grave minaccia per la pace nel mondo. Un governo autoritario che lede i diritti fondamentali dei cittadini, che sponsorizza il terrorismo e che detiene armi di distruzione di massa sarebbero le caratteristiche dei “rogue states”. Gli “stati canaglia”, facendo comunella, costituirebbero l’ “Asse del Male”, formula resa celebre in particolare da George W.Bush al tempo delle guerre in Afganistan e Iraq.

George W. Bush, annuncia che l'Iraq possiede armi di distruzione di massa

George W. Bush, annuncia che l'Iraq possiede armi di distruzione di massa

La domanda sorge spontanea : che c’entriamo noi con gli “stati canaglia”? Se applicassimo in maniera estensiva la definizione di rogue state qualche dubbio ci verrebbe : abbiamo un governo che tende a divenire sempre più autoritario (cerca di attuare presidenzialismo, eliminazione progressiva della divisione tra i poteri dello stato a vantaggio dell’esecutivo, riscrittura unilaterale della Costituzione, limitazione della libertà di stampa e del pluralismo specie nel mondo della comunicazione TV; con la legge “porcata” stabilisce l’impossibilità di scegliere i parlamentari che sono nominati direttamente dai capipartito secondo criteri di fedeltà); applica il terrorismo comunicativo nei confronti degli avversari politici (vedi casi Di Pietro, Boffo e Fini) bombardati dagli organi di stampa e televisivi che fanno capo all’autocrate maximo; utilizza l’impero mediatico al suo servizio anche come organo di distrazione di massa. Inoltre non è più tempo di un “Asse del Male” come il RoBerTo (l’Asse Roma, Berlino, Tokio della seconda guerra mondiale), ma pensando all’amicizia tra due “democraticissimi” colonnelli, come Putin e Gheddafi, e un Cavaliere nostrano, qualcuno potrebbe fare qualche malevole associazione (RoMosTri – Roma, Mosca, Tripoli).

Il saeculum obscurum e la pornocrazia

Com’è noto negli “Annales Ecclesiastici” del Cardinale Cesare Baronio viene definito saeculum obscurum quel travagliato periodo del X secolo, che ebbe inizio con il Papa Sergio III e durò una sessantina d’anni fino alla morte del Papa GiovanniXII nel 964. Altri studiosi, specie di ambito protestante, definirono “pornocrazia” quel periodo, nel quale ebbe un ruolo fondamentale la componente femminile della famiglia (si direbbe oggi : la cricca) di Teofilatto. In particolare due donne di costumi non irreprensibili, Teodora e sua figlia Marozia, ebbero una forte influenza sul governo di Roma e della Chiesa, architettando affari, congiure di palazzo, delitti, matrimoni.

Marozia aveva 15 anni quando divenne la concubina di Papa Sergio III. Gli Annales non riportano se la minorenne avesse svolto prima uno stage a Casoria o in Sardegna. Secondo quanto riporta Liutprando, vescovo di Cremona, l’avvenente e micidiale Marozia organizzò l’omicidio del suo precedente amante Papa Giovanni X (in precedenza sponsorizzato da Teodora), dopo averlo fatto imprigionare. Marozia fece in modo di far eleggere Papa un proprio figlio che assunse il nome di Giovanni XI. L’influenza delle due nobili signore si protrasse per molti anni, durante i quali si succedettero una dozzina di papi, ognuno dei quali dalla vita assai breve. Con la morte del nipote di Marozia, Papa Giovanni XII, il Cardinal Baronio riteneva che avesse avuto fine il secolo oscuro.

La storia ci insegna che numerose donne, consorti e cortigiane, ebbero influenza sulla composizione e sull’esercizio del potere in ogni epoca. Si pensi alle coltissime cortigiane veneziane e romane, a Lucrezia Borgia a Roma, a quelle della corte francese,

Madame de Pompadour, la favorita di Luigi XV

Madame de Pompadour, la favorita di Luigi XV

come Madame de Pompadour al tempo di Luigi XV. Ma, per venire ai giorni nostri, affermare che la nuova compagna di Fini, Elisabetta, abbia avuto un ruolo decisivo sulle posizioni politiche del Presidente della Camera – tesi sostenuta da Vittorio Sgarbi di recente su “Il Giornale” – appare strumentale e denigratoria. Il quale Fini, al di là delle valutazioni politiche che si vogliono dare del suo recente dissenso politico e delle sue responsabilità sulla vicende della casa monegasca, per lo meno gif-sorpresa1non agisce da “mero utilizzatore finale” di giovani femmine compiacenti, al contrario del Leader Supremo e di Sgarbi medesimo che confessa di frequentare “50 donne alla settimana” (vd Il Giornale).

Ma il nostro è un saeculum obscurum? Con Stalinismo, Fascismo, Nazismo, due guerre mondiali, la bomba atomica, la guerra del Vietnam, quelle in Medioriente e i vari genocidi nel secolo scorso non ci siamo fatti mancare niente. Anche l’Italia ci ha messo del suo. Ma le donne e la pornocrazia? Oggi da noi si sono estinte cortigiane e dame che fanno e disfanno re e Papi. Si sono affermate nuove specie antropologiche, come veline, soubrette e calendariste che fanno a gara per entrare nell’harem del sovrano o dei suoi cortigiani. Le più “dotate” e disponibili, secondo la finiana Angela Napoli o l’ex-PdL Paolo Guzzanti, finiscono in Parlamento o al Governo per meriti extrapolitici. Per il Presidente Fini questa tesi può indurre pericolose generalizzazioni qualunquiste e quindi invita alla cautela.

Lo stato bordello e la mignottocrazia

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Paolo Guzzanti

Il termine “mignotta” viene fatto derivare dal francese mignòter (carezzare) o da mignon (favorito). Alcuni ritengono invece che la parola sia da collegare alle registrazioni anagrafiche relative agli orfani un tempo abbandonati nella ruota dei conventi (filius matris ignotae, abbreviato come filius m.ignotae, che nel volgare romanesco diventa fijio de mignotta, ovvero figlio di donna di malaffare).

Il sito http://www.mignottocrazia.it/ , nel rivendicare allo psichiatra Ceravolo il neologismo “mignottocrazia”, ricorda che il termine mignotta non ha solo valore dispregiativo. gif-monica_modeling_vogue“Una mignotta col suo atteggiamento può ottenere molti vantaggi, dei gioielli o dei bei vestiti, fino a una boutique e a una vita brillante: può avere in suo potere un uomo che detiene il potere …e può far carriera con la velocità di un lampo, spinta dal suo sponsor”. In effetti “…sbottonandosi in maniera oculata, si può entrare subito nella stanza dei bottoni”, anche se alcuni invidiosi esclusi la chiamano ormai “la stanza delle battone”.

Un paio di anni fa Paolo Guzzanti, uscendo dal PdL, aveva denunciato pubblicamente la “mignottocrazia”, quel fenomeno che portava alcune donne avvenenti a fare rapida carriera politica, molto al di sopra dei propri intrinseci meriti intellettuali e politici. Guzzanti si era anche beccato una querela da parte di una ministra che si riteneva coinvolta dalle sue dichiarazioni.

Abbiamo riferito nell’antefatto che la prestigiosa rivista Foreign Policy (FP) è uscita in copertina con una titolo a tutta pagina “The bordello state”. Indovinate a quale stato si riferiva. Subito l’ambasciatore italiano a Washington si è precipitato a smentire e precisare, affermando che invece l’Italia è un paese prospero e sicuro, democratico e stimato nel mondo come non mai. 3-anniMa FP la mette giù dura parlando delle residenze del premier come dei “bordelli e non solo in senso metaforico” (“the prime minister’s residences have become brothels — and not just metaphorically“). Al riguardo il parlamentare PdL Stracquadanio, uno che deve passare tutto il giorno a ricordarsi come si chiama, ha dichiarato a Klauscondicio: ”E’ assolutamente legittimo che per fare carriera ognuno di noi utilizzi quel che ha, l’intelligenza o la bellezza che siano.”. ”Ognuno ha il diritto di assecondare le virtu’ che la natura gli ha dato e di farne degno utilizzo in un congruo collocamento esistenziale. Sono fatti privati. Ognuno deve disporre del proprio corpo come meglio crede. Non mi interessa. Fino a quando esiste consenso non c’e’ violenza e se non c’e’ violenza non c’e’ problema”. “Se anche una deputata o un deputato facessero coming out e ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza, non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato“, rimarca Stracquadanio.

Per inciso, Stracqua è il sincero liberale che qualche tempo fa aveva auspicato il ricorso al “metodo Boffo” contro il dissenziente Fini.

FP passa poi a esaminare i famosi 5 punti che dovrebbero costituire l’ossatura dell’azione di governo. Il punto più controverso è quello della giustizia, che per SB significherebbe immunità dai procedimenti giudiziari (impunità, secondo altri). Solo per poter governare tranquillo, aggiunge sarcastico JW.

Berlusconi e Putin nei pressi di Mosca

Berlusconi e Putin uniti dalla smodata passione per il pelo

Succcessivamente FP ricorda il sodalizio di SB con Gheddafi e Putin, definito da SB un “dono di Dio”, per poi passare in rassegna l’attuale campagna acquisti di parlamentari da parte di SB per far sopravvivere il proprio governo. Sul suo Blog Massimo Donadi denuncia il tentativo di corruzione operato dalla maggioranza PdL nei confornti del suo collega parlamentare Antonio Razzi. “In cambio di un passaggio dalla loro parte, gli hanno offerto in posti il lista blindato nelle prossime politiche, una poltrona da sottosegretario o viceministro, oppure … il pagamento del mutuo residuo della sua casa”. Vd. DONADI BLOG

Ci permettiamo di segnalare il fatto a Vittorio Feltri : vista l’attenzione dimostrata da “Il Giornale” per il settore immobiliare e che il tormentone su Fini e la casa di Montecarlo rischia di essere monotono, Feltri potrebbe dare via ad un nuovo filone di inchiesta sulle rate del mutuo di Razzi. Rate che avrebbero potuto essere pagate da ignoti, in cambio di un appoggio al governo, se Razzi non lo avesse pubblicamente denunciato. Tanto per ravvivare l’interesse dei suoi lettori.

In conclusione.

Candidate in liste collegate al PdL

Candidate in liste collegate al Centrodestra

Condividiamo quanto affermato in chiusura da FP. Ovvero che è sicuramente scandaloso che qualche avvenente ragazza sia approdata in Parlamento dopo un breve soggiorno nell’alcova del boss. Ma è ancor peggio che molti giornalisti, professionisti e politici abbiano ormai abbandonato ogni senso etico e si limitino al ruolo di serventi al pezzo.

Questa è la vera e più pericolosa pornocrazia italiana e può costituire il preludio ad un nuovo saeculum obscurum.

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Perché Berlusconi frequenta Putin? Tutta la verità, per la prima volta svelata da un documento segreto

Posted by pocavista su 11 settembre 2010

Molti ingenui saranno rimasti sorpresi dalla dichiarazione del nostro Leader Supremo che l’ex-colonnello del KGB Putin “è un dono di Dio”, insomma un faro della democrazia e una manna per la Russia. Molti (o per meglio dire, molte) in Italia conoscono Putin solo per il “lettone” usato dal Nostro. Altri anche per la politica militare utilizzata in Cecenia e per il trattamento riservato a dissidenti e giornalisti scomodi.

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Berlusconi e Putin concordano il piano

Noi siamo entrati in possesso di un documento riservato – da alcuni ritenuto apocrifo e frutto di fantapolitica – che chiarisce definitivamente i retroscena della misteriosa frequentazione tra Berlusconi e Putin. Dobbiamo dire che non ci sentiamo di giurare sulla sua veridicità. Anzi ogni riferimento a fatti e persone reali potrebbe essere puramente casuale. D’altra parte, visto che ormai vengono pubblicati diari di Mussolini di dubbia provenienza (come quelli in possesso di Dell’Utri) o veline false (come quelle pubblicate da Feltri su Boffo), anche noi ci sentiamo autorizzati a rendere pubblici alcuni passi del documento rinvenuto da un passante nei dintorni dell’Archivio Mitrokhin. Al lettore il compito di verificarne l’autenticità

Ci scusiamo per l’approssimativa traduzione dal russo del documento che  è stato scritto a mano in cirillico e che è stato tradotto da un ricercatore precario dell’Orientale di Napoli.

Le misteriose società svizzere e i capitali che stanno all’origine dei primi investimenti di S.B., non sono riconducibili a operazioni di riciclaggio mafioso. Le società erano state costituite dall’allora PCI e utilizzavano fondi provenienti dall’Unione Sovietica.

Armando Cossutta

Armando Cossutta

“All’inizio degli anni ’70 Mosca dette a Cossutta, uomo di fiducia di Mosca annidato all’interno del PCI, l’ordine di mettere tali capitali a disposizione di un agente KGB sotto copertura, l’allora sconosciuto S.B.”.

Secondo omissis SB e FC erano stati reclutati e addestrati dal KGB durante le crociere in cui i due si esibivano come musicisti in gioventù. La fonte omissis ritiene che i due fossero stati fotografati in pose compromettenti con un travestito bulgaro sulla motonave da crociera Ivan Shevshenko e successivamente ricattati dal KGB. In particolare SB, durante l’addestramento, sarebbe risultato primo dei corsi di “disinformacjia”, travestimento con bandana e cerone, comunicazione senza contraddittorio.

La sua bassa statura, che ne facilitava l’occultamento, oltre all’incapacità assoluta di arrossire, lo fecero preferire a FC, il quale fu destinato invece a compiti amministrativi.”

Nel 1973 la CIA, venuta a conoscenza che SB era un agente sovietico, utilizzò i canali della mafia americana per contattare quella siciliana, che gli mise alle costole un certo Marcello D. e uno stalliere. Questi ultimi due svolsero in effetti attività di controspionaggio come agenti della CIA presso la residenza di SB, indossando la coppola durante i pranzi ufficiali per passare da esponenti della mafia per tranquillizzare il loro ospite”.

Nel documento si definisce “geniale” la mossa dei servizi segreti di organizzare nottetempo, con la complicità dello scultore Cascella, il trasferimento di

Sandro Bondi, ancora comunista

Sandro Bondi, quand'era ancora ufficialmente comunista

Sa.Bon. (nome in codice SBond), ex-sindaco comunista toscano, “agente KGB in sonno (che fonti … (omissis) ritengono nipote naturale di Beria per la sua forte somiglianza con l’esponente staliniano), presso la residenza di SB, per divenirne segretario e portavoce. Per sviare ogni sospetto, la conversione ufficiale di SBond sarebbe avvenuta durante un viaggio in Siria, sulla strada di Damasco”.

Mano a mano i servizi segreti russi misero a disposizione di SB nuovi aiutanti, come l’agente Larossija (il nome di copertura è La Russa) che, malgrado i numerosi lifting, l’aspetto e il temperamento ne rivelano l’inequivocabile origine cecena; l’agente Chikchenko (nome di copertura Er Cicca), di origine georgiana come Stalin, già infiltrato nella sinistra socialista, poi infiltrato nella P2, infine infiltrato al governo; Vytt El Feltr, che la fonte …(omissis) gasparrimarcor_omissisritiene essere un fuoriuscito yemenita con un passato nella Stasi della Germania Est, a cui i Servizi Segreti italiani avevano messo alle costole il suo vice Farina (l’agente Betulla) per controllarlo; e infine “Giuliano er secco”, l’agente diversamente magro, proveniente dal corpo dei SEAL americani, uomo con tendenza al triplo gioco : ex-comunista assoldato dalla CIA per spiare Craxi, poi assoldato dal KGB per spiare Ritanna Armeni su La7, poi assoldato nuovamente dalla CIA per effettuare l’analisi metasemantica delle incomprensibili e probabilmente criptate poesie di SBond. In realtà l’esile Giuliano era e resta un agente al servizio del Lato Oscuro della Forza, che spia solo se stesso e riferisce a suoi immaginari superiori attraverso gli editoriali criptati de “Il Foglio”.

Una rara immagine di Ferrara durante un addestramento in un reparto SEAL

Spiaggia di Capocotta. Una rara immagine di Ferrara durante un addestramento da testa di cuoio in un reparto SEAL

Secondo il documento, molti personaggi che compaiono sulla scena politica italiana sembrano avere delle identità nascoste : “Noemi sarebbe in realtà una linguista bielorussa cinquantenne sottoposta a ripetuti lifting, addestrata a parlare l’ostico dialetto di Casoria e fornitrice personale di Gerovital per SB; l’escort D’Addario sarebbe un’agente dei servizi moldavi incaricata di controllare che SB non prenda eccessive dosi di Viagra che ne possano compromettere la salute e le dichiarazioni d’amicizia con la Russia”. Infine la notizia più sconvolgente : il famoso lettone di Putin sarebbe pieno di cimici.

Adesso il quadro si fa più chiaro e possiamo capire perchè SB e l’ex colonnello del KGB Putin si vedono così spesso : SB in realtà è solo uno scaltro agente moscovita di provata fede comunista che cerca di impossessarsi definitivamente del nostro paese per conto di Mosca che vuole la quarta sponda nel Mediterraneo; il suo anticomunismo viscerale è solo una copertura frutto di un raffinato lavoro di intelligence; D’Alema, da quando è Presidente del Copasir (l’organo di controllo dei servizi segreti) ha scoperto la verità su SB ed ha avvertito il cognato di Fini a Montecarlo che lo ha detto a Fini che è stato costretto così a uscire dal PdL in tutta fretta (senza poter avvisare prima Donna Assunta Almirante che ci è rimasta male); i servizi segreti vaticani hanno informato Don Sciortino, il quale su Famiglia Cristiana ha iniziato l’operazione di sganciamento dal PdL; Casini ha invece iniziato il suo avvicinamento al PdL, perché rimane un democristiano e lui ne ha già viste di tutti i colori; il Ministro Meloni,

Il divino Otelma

Il Divino Otelma, durante il vaticinio sul lettone di Putin

presa da dubbi amletici, ha chiamato il Mago Otelma alla festa dei giovani di destra di Atreju per farsi dire se le cose stanno proprio così. Intanto il divino Otelma ha rivelato che SB fa frequenti viaggi in Russia solo per chiedere a Putin di cambiargli il materasso fuori misura del famoso lettone, che è infestato dalle cimici. Probabilmente questa è l’unica informazione contenuta nel documento segreto che nemmeno Scaramella, il famoso teste della Commissione Mitrokhin, potrà smentire.

Il vero motivo dei viaggi di SB in Russia

Il vero motivo dei viaggi di SB in Russia

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Veneziani, Berlusconi e la monarchia

Posted by pocavista su 9 settembre 2010


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Marcello Veneziani, nella tipica posa da intellettuale di destra

Veneziani su “Il Giornale” del 9 settembre 2010 pubblica un articolo da titolo “Siamo monarchici. E ci piace Re Silvio”.

L’impagabile Marcello, che studia da sempre da intellettuale di destra con alterni risultati, pregiasi informare che l’Italia “è un paese monarchico che …ha votato Berlusconi perché è un monarca.” Poi aggiunge che l’Italia “non vuole un dittatore, ma un re, che è figura temperata e gentile, perfino gaia e lussuosa, che conduca per mano e non trascini il suo popolo, indulgente, che rassicuri e non minacci, amato dal popolo, e dunque votato e giudicato, e non un arcigno tiranno…” .

Ora qualcuno potrebbe obbiettare che forse Berlusconi tanto temperato e gentile non è, minacci più che rassicurare, non voglia essere giudicato da chicchesia, più che al bene del Paese pensi al proprio e a quello delle aziende di cui è “mero proprietario”, definisca “coglioni” gli elettori avversari, faccia poco regalmente le corna in pubblico, dia del kapò a un parlamentare tedesco che ha avuto i propri familiari sterminati in un campo di concentramento nazista, denunci “la Repubblica” che gli pone delle semplici domande, faccia usare il “Metodo Boffo” nei confronti di chi non è allineato e coperto, dia del comunista a chiunque non sia un beota yesman. E, come Caligola, faccia senatore non il proprio cavallo Incitatus, ma alcune delle proprie ganze. Un autocrate farebbe qualcosa di molto diverso? Almeno il Duce, come affermato recentemente dalla Mussolini nipote in TV, le donne se le portava a letto, non le faceva ministro per meriti di alcova.

Ma una cosa Veneziani l’azzecca, quando afferma che gli italiani vogliono “il rex come alibi per eludere la lex”. In effetti il basso tasso etico e di senso istituzionale, di cui dà prova il nostro rex, non fa che riflettere il tasso etico della maggior parte degli italiani che in lui si riconoscono.

Il fine intellettuale però non chiarisce ai suoi lettori che il rex molte leggi se le è fatte fare per risolvere i suoi problemucci con la giustizia e con il fisco, o per dare una mano alle proprie aziende, penalizzando la concorrenza. Alla faccia dei propri sudditi che ormai gli perdonano tutto e il contrario di tutto. Al contrariodi quanto facciano con i “traditori” della Corona, come Fini, Don Sciortino, Boffo, Casini e Montezemolo.

Ne dà prova il lettore #71 alyas (6), che il 08.09.10 alle ore 21:55 invia il seguente commento al sito WEB de “Il Giornale” :

Berlusconi è il più grande Presidente del Consiglio che l’Italia abbia avuto. E’ un uomo ricchissimo sia a livello materiale che come etica partitica…A volte, ha sbagliato le scelte di alleati (purtroppo in politica bisogna a volte fidarsi…fa parte del gioco). Berlusconi è sceso in politica con la consapevolezza che sarebbe stato attaccato da tutti (come abbiamo avuto modo di constatare dai tanti attacchi sia materiali che morali)…Ma ha avuto il coraggio delle sue idee…le sue azioni…E non venite a dirmi per favore che è sceso in politica per fare leggi ad personam…Scuse squallide e senza senso…berlusconi_coronaBerlusconi se stava a casa e in mediaset non avrebbe mai subito attacchi, per cui le frottole su di lui sono solo speculative a livello politico. Berlusconi ama l’Italia e l’ha ripulita sia a livello della “munnezza ereditata dalla sinistra”, sia a livello internazionale dandole un prestigio mai avuto prima con i governicchi di sinistra. Per cui lunga Vita al Premier Silvio.”

Per rendersi meglio conto del prestigio a livello internazionale di cui goda oggi l’Italia, suggerei al lettore “alyas” qualche gita all’estero o la lettura di giornali stranieri, anche di destra.

Veneziani assume poi toni improvvisamente freudiani, evocando lontani complessi di Edipo e di Giocasta. “Quando perse la figura paterna regale, perché il re era ormai remoto, l’Italia si rifugiò nella figura della regina madre, la Democrazia cristiana. La Dc era una mamma collettiva che faceva le veci del Padre assente e per ingannare l’attesa del Re e tirare a campare, disfaceva di notte quel che filava di giorno. Così sfiancando i suoi proci, rinviando, mediando e logorando, la penelope democristiana ha governato la casa per anni, vedova virtuale del Re.”

Immagine suggestiva della Balena Bianca, la DC, di cui V. però trascura dc-balena-bianca-2meriti (ha permesso il permanere dell’Italia nell’ambito delle democrazie occidentali e ne ha fatto un paese sviluppato) e colpe (il clientelismo, la corruzione, le trame eversive).

A Veneziani infine “vien voglia di gridare «viva il Re»; o «viva la Regina», magari di quelle sovrane sobrie, con le suole bucate, come la vecchia, cara Elisabetta d’Inghilterra…”.regina-inghilterra-suola-bucata

Il problema, caro Veneziani, è che il tuo caro rex “le suole bucate” le ha lasciate a noi. E che lui alla monarchia costituzionale preferisce di gran lunga quella assoluta.

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Fini sulle orme di Sigerico. La via “Francigena”, da Arcore a Mirabello

Posted by pocavista su 6 settembre 2010

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LA VIA FRANCIGENA DI FINI : ECCO LE PIETRE MILIARI

Com’è noto Roma, Gerusalemme e Santiago de Compostela erano le mete delle peregrinationes maiores medievali. La via Francigena, la rete di cammini che portava i pellegrini a destinazione, era costellata di mansiones, destinate all’ospitalità del pellegrino.

Oggigiorno il pellegrino Fini, nella sua peregrinatio dal Msi ad An, al PdL a Fli, ha sostato nella mansio ospitale di Mirabello, dopo aver fatto tappa prima a Fiuggi e poi ad Arcore. In terra langobardorum ha pronunciato il suo nuovo credo. Eccone una sintesi.

GARANTISMO – “l garantismo è un principio sacrosanto, ma mai può essere considerato come una sorta di impunità permanente”. Bene, ma tutte le leggi ad personam chi gliele ha votate finora?

IL PARLAMENTO – I “parlamentari non sono come i clienti della Standa che se non cambiano il supermercato ottengono il premio fedeltà… Il Parlamento non può essere una sorta di dependance del governo”.

Calderoli, già vicepresidente del Senato, elogia gli effetti della legge "porcata".

Il raffinato esteta Calderoli, già vicepresidente del Senato, illustra al suo popolo gli effetti della legge "porcata".

La legge “porcata”, come la ha definita lo stesso Calderoli che l’ha portata in Parlamento, non l’aveva votata anche Fini?

L’ESERCIZIO DEL GOVERNO “Governare non può mai significare in alcun modo comandare. Governare è comprendere le ragioni altrui e garantire equilibrio tra i potere. .. La magistratura è un caposaldo della democrazia italiana”. Meglio tardi che mai.

VISITORS : Ovverso un alieno nel PdL?

VISITORS : Ovvero c'è un alieno nel PdL?

LESA MAESTA’ – “Siamo tutti grati a Berlusconi (per lo sdoganamento di AN, n.d.A.)…ma la gratitudine non può significare che ogni volta che si indica una strada diversa si incorre in una “lesa maestà”.berlusconi-caesar“Non ci può essere una lesa maestà perché non c’è un popolo di sudditi, ma di cittadini”. Principio fondamentale nelle democrazie occidentali in cui Fini ha stentato a riconoscersi fino a pochi anni fa.

SENSO DELLE ISTITUZIONI “..chi ha responsabilità istituzionali deve rispettare tutte le altre istituzioni, a partire dal Capo dello Stato, che è un punto di riferimento… garantire equilibrio tra i poteri e garantire le ragioni altrui”. Ragionamento lapalissiano, che è il fondamento della democrazia occidentale, che ai destri pdiellini sembra solo un cedimento nei confronti dei “comunisti”.

PDL – “C’è il partito del predellino, ma il Popolo della libertà non c’è più… Il Pdl non può essere derubricato a contorno del leader, un grande partito deve essere qualcosa di più del coro dei plaudenti”. Quando questo lo dicevano Follini e Casini, caro Gianfranco tu stavi allineato e coperto. In effetti ti stavi solo liberando di una scomoda concorrenza.

METODO BOFFO – “Si va avanti senza farci intimidire da quello che è stato il “metodo Boffo” messo in campo da alcuni giornali che dovrebbero essere, pensate un po’, il biglietto d’amore del partito dell’amore…vitttorio-feltri-nosferatuLa campagna estiva di alcuni giornali del centrodestra è stata il tentativo di dar vita ad un’autentica lapidazione di tipo islamico contro la mia famiglia”. Quando il metodo è stato applicato a Boffo, a Veronica Lario e prima ancora a Di Pietro, Fini si è forse stracciato le vesti? Non gli è sembrata una presa in giro degli italiani la soluzione del conflitto di interessi data da Frattini (Berlusconi diventa “mero” proprietario, esce in corridoio quando il Consiglio dei Ministri decide qualcosa che riguardano le sue aziende e quindi il conflitto di interessi è risolto) e votata da AN? Si accorge solo adesso che chi ha in mano i mezzi di comunicazione di massa fa il bello è il cattivo tempo e bastona gli avversare come più gli aggrada?La legge Gasparri a Fini dice qualcosa? Gasparri non era uno dei suoi (ormai ex) colonnelli?

Maurizio Gasparri mentre zittisce Europa 7 e dà una mano a Mediaset

Maurizio Gasparri mentre zittisce Europa 7 e dà una mano a Mediaset

FEDERALISMO – “Il federalismo è possibile solo se sarà fatto nell’interesse di tutta l’Italia, non soltanto nella parte più sviluppata del Paese”. Fini tranquillizza gli elettori meridionali che costituiscono il grosso della sua base elettorale, ma non dice come e con quali risorse.

GIUSTIZIA – “Io non sarò mai contrario al lodo Alfano o al legittimo impedimento … Berlusconi ha il diritto di governare senza che una parte della magistratura lo possa mettere fuorigioco…Dobbiamo lavorare …per una legge, come in altri paesi d’Europa per tutelare la figura del capo del governo. E quindi non la cancellazione dei processi, ma la sospensione”. Un colpo al cerchio, uno alla botte. Per Fini, che ha guidato partiti storicamente “legge e ordine” quale MSI e AN, che poi ha fatto in nome e per conto di Berlusconi una lunga lotta contro il cosiddetto “giustizialismo” delle sinistre e di Di Pietro, è molto difficile essere coerenti fino in fondo.

Fini a Mirabello : riflesso pavloviano

Fini a Mirabello : riflesso pavloviano?

ECONOMIA -“Il nostro governo ha ben fermato la crisi, ma oggi dobbiamo far ripartire l’economia. Non basta che i nostri conti pubblici tengano. Dobbiamo far ripartire l’economia … facendo le riforme che erano nel programma originario del Pdl. Riforme che portino una sintesi, ad un nuovo patto tra il capitale e il lavoro. Mettendo i produttori di ricchezza dalla stessa parte della barricata.“. Si ripropongono forse le corporazioni di nostalgica memoria?

ETICA – “Chiamo a raccolta … L’Italia onesta … quella dell’etica che un padre insegna ad un figlio. Il senso del dovere, di appartenenza e civico…Sono i deboli che hanno bisogno di garanzie e non i più forti. Questo per me è il centrodestra e della politica con la p maiuscola“. Abbandonati i condoni, gli scudi fiscali per evasori ed esportatori di capitali all’estero, riafforano gli antichi ricordi della destra sulla politica sociale a favore delle fasce più deboli, possibile punto di incontro con i cattolici e le sinistre.

PATTO DI LEGISLATURA – “Si va avanti senza ribaltoni o ribaltini, senza cambi di campo. E senza atteggiamenti che possano dare in alcun modo agli elettori la sensazione che noi si abbia raccolto voti nel centrodestra per poi portarli da qualche altra parte..  “Si va avanti … convinti della necessità di onorare quel patto con gli elettori, ma fino in fondo, senza magari aggiungerci qualche parte che nel programma non c’era e che invece diventa un’emergenza”. Tradotta in italiano : Caro Silvio, assumiti tu la responsabilità di andare a elezioni anticipate, dato che chi provoca le elezioni di solito viene penalizzato dagli elettori.

NOSTRO COMMENTO FINALE : Gioco delle parti, tentativo di sventare la successione di Tremonti a Berlusconi, vera conversione ai principi della destra conservatrice europea? Non lo sappiamo, ma speriamo nella terza che ho detto.

Ricordiamo l’imbarazzo mostrato qualche anno fa al Parlamento Europeo da Fini, allora Ministro degli Esteri,

L'impagabile gaffeur di Arcore

L'impagabile gaffeur di Arcore in una delle sue più riuscite esibizioni

a fianco di un Berlusconi che dava del kapo’ al parlamentare tedesco Schulz, che aveva perso dei familiari in un campo di concentramento nazista. Ciò  lascia intravedere che anche un politico di lungo corso come Fini talvolta può provare reale disagio per tutto il pelo che gli è cresciuto sullo stomaco, specie da quando si è accompagnato al Sire di Arcore. Speriamo dunque che Fini non abbia deciso solo di adottare un nuovo look, ma che studi davvero per diventare leader di un partito conservatore di tipo europeo.

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Altan, 1980

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Tra il “Governo del Fare” e quello del “dire, baciare, lettere …”

Posted by pocavista su 27 agosto 2010

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Sconto fiscale per la Mondadori : "Intanto ho risparmiato io. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare!"

Se vuoi vai; se non vuoi manda. Proverbio ben conosciuto e di cui il Leader Supremo ha recentemente fornito una sua personale versione lombarda : “ghe pensi mi!“. In effetti in tutti questi anni che è stato al Governo o all’opposizione “el gh’aà pensà” anche troppo bene. Dopo Tangentopoli, quando i suoi referenti politici erano stati spazzati via dall’indignazione popolare, ha deciso che era giunto il momento di occuparsi di certe cose in prima persona. Ed è sceso, con rispetto parlando, in campo. Come si dice : chi fa per sè, fa per tre.

Oggi, in clima elettorale, il “Governo del Fare” ha messo in giro una pubblicità per iPad e iPhone. Le famose “Tre I” della propaganda berlusconiana del 2001 sono così destinate ad aumentare di numero.

Nella fretta, gli autori del compitino pubblicitario si sono dimenticati di inserirvi i fatti più significativi che hanno caratterizzato l’attività politica di Berlusconi e dei suoi governi. Cerchiamo dunque di colmare qualche lacuna, con l’aiuto di P.Caterisano, che ringraziamo :

Duilio Poggiolini

Uno dei casi più eclatanti di Tangentopoli. Ma che sarà mai un puff pieno di soldi e gioielli rispetto a quello che succede oggi!

“1. Decreto Biondi 1994. Approvato dal governo Berlusconi I, vieta la custodia cautelare in carcere trasformata in arresti domiciliari per i reati contro la Pubblica amministrazione e quelli finanziari, comprese la corruzione e la concussione, proprio mentre alcuni ufficiali della Guardia di Finanza confessano di essere stati corrotti da quattro società del gruppo Fininvest Mediolanum, Videotime, Mondadori e Tele+… Il decreto provoca la scarcerazione immediata di 2764 detenuti, dei quali 350 sono colletti bianchi coinvolti in Tangentopoli compresi la signora Poggiolini, l’ex ministro Francesco De Lorenzo e Antonino Cinà, il medico di Totò Riina. Le proteste di piazza contro il “Salvaladri” inducono la Lega e An a ritirare il consenso al decreto e a costringere Berlusconi a lasciarlo decadere in Parlamento per manifesta incostituzionalità. Subito dopo vengono arrestati Paolo Berlusconi, il capo dei servizi fiscali della Fininvest Salvatore Sciascia e il consulente del gruppo Massimo Maria Berruti, accusato di aver depistato le indagini subito dopo un colloquio con Berlusconi.

2. Legge Tremonti 1994. Il decreto …detassa del 50% gli utili reinvestiti dalle imprese, purchè riguardino l’acquisto di “beni strumentali nuovi”. La neonata società Mediaset … utilizza la legge per risparmiare 243 miliardi di lire di imposte sull’acquisto di diritti cinematografici per film d’annata: che non sono beni strumentali, ma immateriali, e non sono nuovi, ma vecchi. A sanare l’illegalità interviene il 27 ottobre 1994 una circolare “interpretativa” …

3. Rogatorie (2001). Berlusconi fa approvare una legge che cancella le prove giunte dall’estero per rogatoria ai magistrati italiani, comprese ovviamente quelle che dimostrano le corruzioni dei giudici romani da parte di Previti & C.

Cesare Previti

Cesare Previti

4. Falso in bilancio (2002). Siccome Berlusconi ha cinque processi in corso per falso in bilancio… il governo fa abbassare le pene da 5 a 4 anni per le società quotate e addirittura a 3 per le non quotate (prescrizione più breve, massimo 7 anni e mezzo per le quotate e 4 e mezzo per le non quotate; e niente più custodia cautelare né intercettazioni); rendono il falso per le non quotate perseguibile solo a querela del socio o del creditore; depenalizzano … il falso nel bilancio presentato alle banche; fissano amplissime soglie di non punibilità … Così tutti i processi al Cavaliere per falso in bilancio vengono cancellati…

5. Mandato di cattura europeo (2001). Unico fra quelli dell’Unione europea, il governo Berlusconi II rifiuta di ratificare il “mandato di cattura europeo”, ma solo relativamente ai reati finanziari e contro la Pubblica amministrazione .

6. Cirami (2002). I difensori di Previti e Berlusconi chiedono alla Cassazione di spostare i loro processi a Brescia perché, sostengono, a Milano l’intero Tribunale è viziato da inguaribile prevenzione contro di loro. E…reintroducono il vecchio concetto di “legittima suspicione” per motivi di ordine pubblico … ma la Cassazione, nel gennaio 2003, respinge la richiesta di trasloco: il Tribunale di Milano è sereno e imparziale.

7. Lodo Maccanico-Schifani (2003). La Cdl approva la legge 140, primo firmatario Renato Schifani,

Renato Schifano, nelle due versioni con riporto e senza

Haute Couture - Renato Schifani, mostra le due collezioni : inverno (con riporto) ed estate (senza)

che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica, della Camera, del Senato, del Consiglio e della Corte costituzionale. I processi a Berlusconi si bloccano in attesa che la Consulta esamini le eccezioni di incostituzionalità sollevate dal Tribunale di Milano. E ripartono nel gennaio 2004, quando la Corte boccia il “lodo”.

8. Ex Cirielli (2005). Il 29 novembre 2005 la Cdl vara la legge ex Cirielli … che riduce la prescrizione per gli incensurati e trasforma in arresti domiciliari la detenzione per gli ultrasettantenni (Previti ha appena compiuto 70 anni, Berlusconi sta per compierli). La legge … decima i capi di imputazione del processo Mediaset (la frode fiscale passa da 15 a 7 anni e mezzo) e cerca di annientare il processo Mills (la corruzione anche giudiziaria si prescrive non più in 15, ma in 10 anni).

9. Condono fiscale (2002). La legge finanziaria 2003 varata nel dicembre 2002 contiene il condono tombale….Mediaset ne approfitta subito per sanare le evasioni di 197 milioni di euro contestate dall’Agenzia delle entrate pagandone appena 35. Anche Berlusconi usa il condono per cancellare con appena 1800 euro un’evasione di 301 miliardi di lire contestata dai pm di Milano.

10. Condono per i coimputati (2003). Col decreto 143 c’è la “interpretazione autentica” del condono, il governo ci infila anche coloro che hanno “concorso a commettere i reati”…il governo Berlusconi salva anche i 9 coimputati del premier, accusati nel processo Mediaset di averlo aiutato a evadere con fatture false o gonfiate.

11. Pecorella (2006). Salvato dalla prescrizione nel processo Sme, grazie alle attenuanti generiche, Berlusconi … fa approvare per sicurezza nel dicembre 2005 la legge che abolisce l’appello, ma solo quando lo interpone il pm contro assoluzioni o prescrizioni.

gaetano pecorella

Gaetano Pecorella, Ma che c... di leggi vuoi ancora?

In caso di condanna in primo grado, invece, l’imputato potrà ancora appellare. Il presidente Ciampi respinge la Pecorella in quanto incostituzionale. Berlusconi allunga di un mese la scadenza della legislatura per ripresentarla uguale e la fa riapprovare (legge n.46) nel gennaio 2006. Ciampi stavolta è costretto a firmarla. Ma poi la Consulta la boccia in quanto incostituzionale.

12. Frattini (2002). Il 28 febbraio 2002 la Cdl approva la legge Frattini sul conflitto d’interessi: chi possiede aziende e va al governo, ma di quelle aziende è soltanto il “mero proprietario”, non è in conflitto d’interessi e non è costretto a cederle. Unica conseguenza per il premier:deve lasciare la presidenza del Milan

Franco Frattini

Franco Frattini, uno che sa guardare oltre (che cosa non lo sa nemmeno lui)

13.Gasparri-1(2003). In base alla nuova sentenza della Consulta del 2002, entro il 31 dicembre 2003 Rete4 deve essere spenta e passare sul satellite. Il 5 dicembre la Cdl approva la legge Gasparri sulle tv: Rete4 può seguitare a trasmettere “ancorchè priva di titolo abilitativo”, cioè anche se non ha più la concessione dal 1999; il tetto antitrust del 20% sul totale delle reti non va più calcolato sulle 10 emittenti nazionali, ma su 15 (compresa Telemarket). Dunque Mediaset può tenersi le sue tre tv. Quanto al tetto pubblicitario del 20%, viene addirittura alzato grazie al trucco del “Sic”, che include un panel talmente ampio di situazioni da sfiorare l’infinito. Confalonieri calcola che Mediaset potrà espandere i ricavi di 1-2 miliardi di euro l’anno. Ma il 16 dicembre Ciampi rispedisce la legge al mittente: è incostituzionale.

14. Berlusconi salva-Rete4 (2003). Mancano due settimane allo spegnimento di Rete4. Alla vigilia di Natale, Berlusconi firma un decreto salva-Rete4 (n.352) che concede alla sua tv l’ennesima proroga semestrale, in attesa della nuova Gasparri.

15. Gasparri-2 (2004). La nuova legge approvata il 29 aprile 2004, molto simile a quella bocciata dal Quirinale, assicura che Rete4 non sfora il tetto antitrust perché entro il 30 aprile il 50% degli italiani capteranno il segnale del digitale terrestre,

Maurizio Gasparri, zittisce Europa 7

Maurizio Gasparri mentre zittisce Europa 7

che garantirà loro centinaia di nuovi canali. Poi però si scopre che, a quella data, solo il 18% della popolazione riceve il segnale digitale. Ma poi l’Agcom dà un’interpretazione estensiva della norma: basta che in un certo luogo arrivi il segnale digitale di una sola emittente, per considerare quel luogo totalmente digitalizzato. Rete4 è salva, Europa 7 è ancora senza frequenze.

16. Decoder di Stato (2004). La finaziaria per il 2005 varata nel dicembre 2004 prevede un contributo pubblico di 150 euro nel 2004 e di 70 nel 2005 per chi acquista il decoder per la nuova tecnologia televisiva.

17. Salva-decoder (2003). Il digitale terrestre è un affarone per Mediaset… il governo che ha depenalizzato il falso in bilancio porta fino a 3 anni con 30 milioni di multa la pena massima per smart card fasulle per le pay tv.

18. Salva-Milan (2002). Col decreto 282/2002, convertito in legge il 18 febbraio, il governo Berlusconi consente alle società di calcio… di ammortizzare sui bilanci 2002 e spalmare nei dieci anni successivi la svalutazione dei cartellini dei giocatori. Il Milan risparmia 242 milioni di euro.

19. Salva-diritti tv (2006). Forza Italia blocca il ddl, appoggiato da tutti gli altri partiti di destra e di sinistra, per modificare il sistema di vendita dei diritti tv del calcio che penalizano le società di calcio più piccole.

20. Tassa di successione (2001). Il 28 giugno 2001 il governo Berlusconi abolisce la tassa di successione per i patrimoni superiori ai 350 milioni di lire (fino a quella cifra l’imposta era già stata abrogata dall’Ulivo). Per combinazione, il premier ha cinque figli e beni stimati in 25mila miliardi di lire.

tremonti

Giulio Tremonti, strabiliato da ciò che gli tocca sentire in Consiglio dei Ministri

22. Villa abusiva con condono (2004). Il 6 maggio 2004, mentre «La Nuova Sardegna» svela gli abusi edilizi a Villa Certosa, Berlusconi fa approvare due decreti. Il primo … contiene anche un piano (segretato) per la sicurezza di Villa La Certosa. Il secondo individua la residenza di Berlusconi in Sardegna come «sede alternativa di massima sicurezza per l’incolumità del presidente del Consiglio e per la continuità dell’azione di governo». Ed estende il beneficio anche a tutte le altre residenze del premier e famiglia sparse per l’Italia. Così si bloccano le indagini sugli abusi edilizi nella sua villa in Costa Smeralda. Poi nel 2005 il ministro dell’Interno Pisanu toglie il segreto. Ma ormai è tardi. La legge n. 208 del 2004, varata dal governo Berlusconi, estende il condono edilizio del 2003 anche alle zone protette: come quella in cui sorge la sua villa. Prontamente la Idra Immobiliare, proprietaria delle residenze private del Cavaliere, presenta dieci diverse richieste di condono edilizio. E riesce a sanare tutto per la modica cifra di 300mila euro.

23. Ad Mediolanum (2005). .. Forza Italia impone una serie di norme favorevoli alle compagnie assicurative nella riforma della previdenza integrativa e complementare (dl 252/2005), fra cui lo spostamento di 14 miliardi di euro verso le assicurazioni, alcune norme che forniscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale (a beneficio anche di Mediolanum, di proprietà di Berlusconi e Doris) …Nel gennaio del 2004, le Poste Italiane con un appalto senza gara hanno concesso a Mediolanum l’utilizzo dei 16mila sportelli postali sparsi in tutta Italia.

24. Ad Mondadori-1 (2005). Il 9 giugno 2005 il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti stipula

Letizia Moratti, prima e dopo il lifting

Letizia Moratti, prima e dopo il lifting

un accordo con le Poste Spa per il servizio «Postescuola»… le case editrici non consegneranno i loro volumi direttamente, ma tramite la Mondolibri Bol, una società posseduta al 50 per cento da Arnoldo Mondadori Editore Spa, di cui è mero proprietario Berlusconi. L’Antitrust esamina il caso, ma pur accertando l’indubbio vantaggio per le casse Mondadori, non può censurare l’iniziativa perché a firmare l’accordo non è stato il premier, ma la Moratti.

25. Indulto (2006). Nel luglio 2006 centrosinistra e centrodestra approvano l’indulto Mastella

Clemente Mastella "Io non c'entro"

Clemente Mastella "Io centro. Ma non c'entro".

(contrari Idv, An, Lega, astenuto il Pdci): 3 anni di sconto di pena a chi ha commesso reati prima del 2 maggio di quell’anno. Lo sconto vale anche per i reati contro la Pubblica amministrazione (che sul sovraffollamento della carceri non incidono per nulla), compresa la corruzione giudiziaria, altrimenti Previti resterebbe agli arresti domiciliari.

26. Lodo Alfano (2008). Nel luglio 2008, alla vigilia della sentenza nel processo Berlusconi-Mills, il Pdl tornato al governo approva il lodo Alfano che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica, della Camera, del Senato e del Consiglio. Soprattutto del Consiglio. Nell’ottobre 2009 la Consulta boccerà anche quello in quanto incostituzionale.

27. Più Iva per Sky (2008). Il 28 novembre 2008 il governo raddoppia l’Iva a Sky, la pay-tv di Rupert Murdoch, principale concorrente di Mediaset, portandola dal 10 al 20%.Meno spot per Sky (2009). Il 17 dicembre 2009 il governo Berlusconi vara il decreto Romani che obbliga Sky a scendere entro il 2013 dal 18 al 12% di affollamento orario di spot.

28. Ad listam (2010). Visto che le liste del Pdl sono state presentate fuori tempo massimo nel Lazio e senza timbri di autenticazione a Milano, il governo vara un decreto “interpretativo” che stravolge la legge elettorale, sanando ex post le illegalità commesse per costringere il Tar a riammetterle. Ma non si accorge che, nel Lazio, la legge elettorale è regionale e non può essere modificata da un decreto del governo centrale. Così il Tar ribadisce che la lista è fuorilegge, dunque esclusa.

29. Il legittimo impedimento (2010).

Al Fano

Al Fano, Escogito ergo sum!

Non sapendo più come bloccare i processi Mediaset e Mills, Berlusconi fa approvare il 10 marzo 2010 una legge che rende automatico il “legittimo impedimento” a comparire nelle udienze per sé stesso e per i suoi ministri, il tutto per una durata di 6 mesi, prorogabili fino a 18. Basterà una certificazione della Presidenza del Consiglio e i giudici dovranno fermarsi, senza poter controllare se l’impedimento sia effettivo e legittimo.

30. Norma salva- Mondadori inserita nella Legge Finanziaria per il 2010 che consentirà alla Fininvest di pagare 8,6 milioni di tasse evase invece che 173 milioni oltre interessi e sanzioni.

Il tutto in attesa della soluzione finale, cioè delle nuove leggi ad personam che porteranno il totale a quota 41 : “processo breve”, anti-intercettazioni e lodo Alfano-bis costituzionale. Cioè incostituzionale.”

Abbiamo ripreso la precedente lista dal blog di Pasquale Caterisano al quale rimandiamo per una più trattazione più dettagliata. Naturalmente se qualcuno ci segnalasse delle inesattezze nella precedente lista, ne daremmo immediata notizia e provvederemo alle rettifiche del caso.

Recentemente il pio Bondi, da cattolico, ha espresso “sconcerto e disgusto” per l’editoriale di Famiglia Cristiana diretta da Don Sciortino, in cui si critica il Leader Supremo.

Sandro Bondi dopo il viaggio ad Arcore (a destra)

Sandro Bondi dopo il viaggio ad Arcore e la conversione (a destra)

Il cattolicissimo ed ex-comunista Bondi non ha mai provato “sconcerto e disgusto” quando ha appoggiato tutti i provvedimenti sopra elencati?

Bene, questo è il Governo del Fare e i Bondi, i Feltri e i Capezzoni i suoi aedi. Ma dopo le vicende che hanno visto il premier agli onori delle cronache per vicende piccanti con giovani donne, rilasciare dichiarazioni imbarazzanti e strampalate (una delle più recenti : “sconfiggeremo il cancro in tre anni“, vedi ultime elezioni regionali), inviare libri autobiografici a milioni di famiglie italiane, il governo del Leader Supremo si è guadagnato sul campo anche il titolo di Governo del Dire, del Baciare e delle Lettere. Manca solo il Testamento.

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Fini sta lavorando al testamento. Però con scarse probabilità di riuscita, visto che il Leader Supremo – con la mossa del predellino – ha arruolato al suo seguito gran parte delle truppe di AN e gli sta scatenando contro i suoi lanzichenecchi mediatici.

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Sgarbi su “Il Giornale” parla dell’Uccello di Fuoco di Berlusconi. Politica dal “culo flaccido” e mondo femminile nel pensiero del “cosiddetto” critico d’arte.

Posted by pocavista su 14 agosto 2010

 

 

Da Stravinskij a Berlusconi

Su “Il Giornale” del 1 febbraio 2011, Sgarbi scrive un articolo sul caso Ruby, dove  immagina un eventuale interrogatorio di Berlusconi da parte della Bocassini, in cui afferma che “Berlusconi in privato …fa ascoltare” l’Uccello di Fuoco”  alla sedicente nipote di Mubarak”. Inevitabile la domanda : l’Uccello è quello di Igor Stravinskij o quello dello statista di Arcore?

Sgarbi  – da presunto cultore della materia – si intrattiene volentieri sul rapporto tra uomini politici e mondo femminile, spesso popolato da giovanissime aspiranti al successo disposte a “un rapporto affettuoso”, come Nicole Minetti, di un uomo politico anziano dal “culo flaccido”(così l’ha definito la Minetti), casualmente ricco, potente e soprattutto e generoso.

Nell’articolo, fa capolino la visione del mondo di Sgarbi sulle donne, che lui pensa di conoscere bene, dato che ne frequenta “cinquanta a settimana”. Roba da far impallidire il presunto harem di Berlusconi.

Già in precedenza Sgarbi su Il Giornale aveva parlato di Fini e di Berlusconi e del loro rapporto con le donne, criticando Fini e lodando Berlusconi.

Tutto nasce quando Sgarbi rilascia un’intervista al settimanale “A” sul caso Fini-Tulliano-casa di Montecarlo.   Feltri si butta a pesce e il 14 agosto pubblica un’articolessa del primo cittadino di Salemi.

 

Vittorio Sgarbi. Chi era costui?

Tutti sanno chi è Sgarbi. Garbato, cortese, assai rispettoso con gli interlocutori che dissentono da lui, riservato, fedele. sgarbi-incazzato-1Tiene molto alla legalità, tanto è vero che non si conoscono nemmeno sue infrazioni ai divieti di sosta. In effetti ha girato per anni con la scorta di stato pagata dai contribuenti.

Si dichiara critico d’arte e polemista. Molti nutrono più di un dubbio sulla prima qualifica, mentre sulla seconda non possiamo che convenire. Se qualcuno non ne fosse convinto, può consultare su Youtube la hit parade delle performance televisive del pacato intellettuale.

Sgarbi – da vero uomo di mondo – si muove a tutto campo, come risulta dal suo curriculum. sgarbi-incazzato-2Su Wikipedia qualcuno si è preso la briga di elencare le sue numerose condanne – per truffa ai danni dello stato (definitiva) e soprattutto per diffamazione – cui si è talvolta sottratto, suo malgrado, con indulti e prescrizioni.

Ma ciò a cui tiene di più sembra sia la coerenza. Al riguardo,  Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Sgarbi) riporta anche il robusto curriculum delle militanze politiche del Nostro:

 

  • Partito Comunista Italiano, che lo ha candidato a sindaco di Pesaro;
  • Partito Socialista Italiano, per il quale è stato consigliere comunale a San Severino Marche;
  • DC-MSI, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di San Severino Marche nel 1992;
  • Partito Liberale Italiano, per il quale è stato deputato;
  • Partito Federalista, che ha fondato nel 1995 e poi lasciato per aderire alla Lista Pannella;
  • Lista Marco Pannella, con la Lista Pannella-Sgarbi, abbandonata dallo stesso Sgarbi prima delle elezioni;
  • Forza Italia, nella quale ha inglobato il suo movimento I Liberal Sgarbi-I libertari;
  • Partito Repubblicano Italiano con il quale si è alleato per le elezioni europee nel 2004;
  • Lista Consumatori, con la quale si è candidato per le Politiche del 2006, senza essere eletto;
  • UDC-DC, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di Salemi nel 2008;
  • Movimento per le Autonomie con il quale è stato candidato alle Elezioni europee del 2009 nel cartello elettorale del Polo dell’Autonomia nella circoscrizione Isole.
  • Con Rete Liberal, alle regionali 2010 del Lazio ha sostenuto Renata Polverini

Ha inoltre fatto parte dell’Unione Monarchica Italiana”.

 

Roba da fare invidia all’implume Capezzone, ancor giovine di bottega, che però si farà, visto l’impegno che mette nel passare repentinamente da uno schieramento all’all’altro.

L'opione del martin pescatore

L'opinione del martin pescatore

Ci preoccupa l’assenza nel suo curriculum della Sudtiroler VolksPartei e del Movimento per la Ricostituzione del Sacro Romano Impero, ma siamo sicuri che colmerà al più presto queste inaccettabili lacune..

Visto da quale pulpito vien la predica, andiamo a vedere che cosa ha dichiarato il Nostro. Sgarbi, che per due anni ha “mantenuto il doveroso rispetto per Gianfranco Fini” , fin qui non ha detto niente. Ma dopo quello che sta succedendo, avverte l’ obbligo morale di prenderne le difese, dando una sua versione. Fini si è innamorato di questa “ragazza semplice e buona”… “La Tulliani, pure intelligente, è certo più bella che intelligente.” Fini come ogni “uomo innamorato non vede la realtà com’è, e interpreta in modo positivo ciò che altri giudicano malizioso”… “Non voglio dire che Elisabetta Tulliani volesse «sistemarsi». Voglio dire che Fini non doveva farsi sistemare.”

E qui inizia l’affondo : “Si può dunque pensare, anzi oggi è una certezza, che Fini sia stato, nella considerazione popolare, sopravvalutato”

Sgarbi a questo punto mostra tutto il suo talento per rubriche come la posta del cuore dei settimanali femminili. Parla delle ragazze “nell’orbita di uomini di fresco potere del centrodestra”, spesso raccomandate per intraprendere carriere artistiche e televisive. gif-ragazza-che-cammina-sexy1Ma anche delle donne della stagione politica precedente, “dominatrici di altri politici democratici o democristiani”. … “Donne di personalità forti che hanno letteralmente «occupato» i loro uomini condizionandone scelte e destini. Come per Fini, l’epilogo di Mastella si deve al cieco amore per Sandra. Clemente ha fatto saltare tutto, ha perduto se stesso, e ha fatto cadere Prodi per amore di Sandra. Quando essa è stata incriminata, non ci ha visto più e ha abbandonato tutto.” Adesso Alberoni può anche andare in pensione.

Però lui, Sgarbi, mica si fa condizionare dalle donne, come i comuni mortali di sesso maschile. “E ciò – rivela Sgarbi – li differenzia da me, e, anche se in modo più artigianale, da Berlusconi, che ha una sua «ingenuità», che amiamo essere «visitati», non «occupati». E non ci lasciamo travolgere né dal fascino, né dal potere seduttivo di una donna.” Anche Sgarbi, come il Berlusconi così definito dal suo avvocato di fiducia, si vanta di essere una sorta di ghedinesco “Utilizzatore Finale”.

 

D’altro canto Sgarbi afferma che “la Tulliani … non è dominatrice. Chiunque poteva prenderne le misure e non farsi travolgere dal suo giovanile entusiasmo. Meno Fini.” Con la scusa della difesa del Presidente della Camera, a Fini viene dunque affibbiato di fatto il ruolo del pirla che si fa infinocchiare dalla “sgallettata” di turno. L’abilissimo Sgarbi strizza l’occhio al maschilismo di molti elettori di destra,sgallettata-1 che provano una sincera ammirazione per l’Utilizzazione Finale (“una botta e via”è l’elegante espressione di uso comune) e una commiserazione per chi “ci casca”. L’invidia nei confronti del Leader Supremo non è assolutamente appannaggio dei “sinistri”, come la vulgata di destra vuol far credere. La maggior parte dei maschietti di destra, costretta a una “modica dose” di sesso coniugale, guarda con invidia a chi si può permettere l’overdose di sesso extraconiugale (vero o presunto, non ha importanza) con attricette e veline che appare privilegio del potere. Lo ius primae noctis, appreso nei lontani tempi di scuola, riemerge con forza ad opera dei nostri satrapi da avanspettacolo. Al riguardo, in un’intervista rilasciata a “Il Secolo XIX” di Genova, Sgarbi non ce la fa più a trattenersi e, come fosse con gli amici al Bar Sport, si lascia andare a questa dichiarazione “Io frequento 50 donne a settimana e, così come non ho storie d’amore con tutte, da tutte mi libero”. Come a dire “a me Silvio e il Merolone mi fanno una s…”. (Sgarbi dovrebbe sapere che in giro c’è chi conosce non solo Geminello Alvi, ma anche Plauto e il suo Miles Gloriosus e potrebbe fare imbarazzanti paragoni).

Mentre il Fini innamorato è “sorprendente e pericoloso”, al contrario “… l’abile, seppur generoso, Silvio, non ebbe dubbi, non si lasciò travolgere… si è liberato di tutte, anche di Veronica.”berlusco-fa-le-corna

Ma il gentleman ferrarese fornisce materia anche per le gentili lettrici di destra, indotte a pensare che di Fini non ci può fidare perché ha tradito la moglie per una “sgallettata” qualsiasi.

Sgarbi completa il servizietto a Fini, iniziato da Feltri :

 

  • tradisci il patto con gli elettori del PdL perché dissenti da Berlusconi (Feltri)
  • tradisci la fiducia del tuo stesso ex-partito (Feltri, che accusa Fini di uso privato di beni del partito) e non puoi fare il moralizzatore (altro slogan molto in voga tra i destri e i Grillini : “Il più pulito ci ha la rogna”);
  • infine sei un uomo “dabbene” che si lascia abbindolare dalla prima “velina” e quindi come si fa a fidarsi di te (Sgarbi)?

 

 

Ed ora si arriva al dunque. Qualcuno ancora pensa che Fini abbia mostrato disaccordo con Berlusconi per ragioni politiche, come legalità, federalismo e quisquilie di questa natura? Macché, Sgarbi fa sapere che il Fini “travolto dalla passione … si irrita quindi con Berlusconi per alcune sortite di «Striscia la Notizia»” che riguardano la sua compagna. E quindi conclude che “Da questa vicenda Gianfranco esce come un ingenuo, inadeguato a misurarsi con le realtà complesse e difficili della politica”.

In soldoni da “Il Giornale” si comunica alla platea della destra che Fini è: traditore (Feltri), imbroglione (Feltri), fesso (Sgarbi), incapace (Sgarbi). Ciapa su e porta a ca’.

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Certo che Sgarbi nell’operazione di demolizione della figura di Fini è assai più sottile di Feltri, che va giù con l’accetta. Se Feltri parla alla pancia degli elettori di destra, qui Sgarbi li titilla ancora più efficacemente dentro le mutande. D’altro canto è noto, non solo ai fan di De Andrè, che anche per il Re Carlo che “tornava dalla guerra … più che l’onor poté il digiuno!”.

 

All’autore di questo post, l’operazione di demolizione della figura di Gianfranco Fini appare invece strumentale e scandalosa. Molto al di là delle sue eventuali responsabilità nella vicenda monegasca, che la magistratura dovrà appurare. Certo, se si dovesse dimettere lui che non è nemmeno indagato, i due grandi Utilizzatori Finali, Berlusconi e Sgarbi – che qualche problemuccio con la giustizia ce l’hanno avuto – cosa dovrebbero fare?

Chi vuole consultare la hit parade di Sgarbi clicchi qui sotto :

SGARBI – The very best of

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LA PAGLIA, LA TRAVE E IL CAPEZZONE – Fini e l’appartamentino

Posted by pocavista su 10 agosto 2010

 

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LA PAGLIA, LA TRAVE E IL CAPEZZONE.

Ovvero : Fini e l’appartamentino di AN

 

Fini : “Un’inchiesta della Magistratura accerterà se sulla vicenda della casa a Montecarlo sono state commesse irregolarità o violazioni di legge. E’ la ragione per cui mi sono fino ad oggi limitato ad affermare ‘Ben vengano le indagini’. A differenza di altri non ho l’abitudine di strillare contro i magistrati comunisti‘.

Accettabile la dichiarazione di principio. Meno convincente la spiegazione sullo svolgimento della vicenda che, tra l’altro, non riguarda beni pubblici bensì il patrimonio privato di AN. Ma aspettiamo che la magistratura faccia il proprio lavoro.

Il Giornale”, che insieme a “Libero” e al “Il Tempo” hanno iniziato a massacrare Fini, raccoglie le firme per chiedere le dimissioni del Presidente della Camera. gif-avvoltoioTra i primi firmatari la Santanchè (Santa ‘n chè? Ma non è quella che ha affermato in TV che bisogna rispettare anche la privacy dei mafiosi?) e Stracquadanio, parlamentare PdL, il gentiluomo che aveva anticipato che a Fini sarebbe stato riservato il “trattamento Boffo”.

Secondo il periodico online di Farefuturo, : “A guardare in azione i manganellatori di professione – è scritto – sembra quasi che la ‘filosofia politica’ del Pdl sia solo e soltanto quella di garantire un potere tutto personale: politico, aziendale, economico“. Va da sé che da un direttore come Feltri, che sulla scrivania tiene il busto di Mussolini, ci si doveva aspettare una certa familiarità con il manganello, sia pure mediatico.

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Fini, colpito da fuoco amico. "Se avessi saputo quanto fa male il manganello, mi sarei portato almeno un po' di olio di ricino!"

In democrazia è normale che si chieda a una figura pubblica, come quella di Fini, una spiegazione di un fatto apparentemente anomalo come la vendita di un appartamento di AN a due società off-shore. Che lo chieda “Il Giornale” nei tempi e nei modi che tutti sappiamo, appare sospetto anche ad alcuni dei suoi lettori.

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Gianfra', ma che ce tocca fa' per riportarti sulla retta via. Di Arcore.

Sul sito WEB de “Il Giornale” sono gli stessi berluscones ad azzardare qualche timido dubbio, come il lettore #21 “devezze (2)”, che il 10.08.10 alle ore 11:00 scrive: “a me sembra che siate voi ad essere diventati giustizialisti all’improvviso… come mai questa disparità di trattamento? come mai a Berlusconi tutti i benefici del dubbio su tutte le faccende sporche in cui è immischiato, e per Fini invece richiesta di dimissioni immediate? che coerenza”.

 

Sembra disorientato anche un altro lettore de “Il GIornale”,“#5 el liga (134)”, che il 10.08.10 alle ore 9:18 commenta sul sito:

Situazione adorabilmente complicata. Usando la logica mi pare di poter dire: 1. non va bene che Fini faccia il capocorrente da presidente della camera; anche Casini e Bertinotti l’hanno un po’ fatto ma lui esagera. Dovrebbe essere molto più moderato oppure dimettersi. 2. essendo io stato sempre contro tutti i linciaggi, quello di Berlusconi e quello di Boffo, quello di Scaiola e quello di Marrazzo et cetera mi posso permettere di dire che anche questo del Giornale contro Fini è parecchio sopra le righe e, se posso usare un termine caro a Berlusconi, a orologeria. 3. E giusta la domanda: se fosse un berlusconiano cosa direbbero Di Pietro, Repubblica & company? gif-burlanda-berluscdirige-orchestraPerò è anche giusta la domanda: se fosse un berlusconiano fedelissimo, il Giornale avrebbe fatto una così rigorosa inchiesta su fatti che legalmente sono privati? Inchiesta ovviamente legittima ma …

Qualche lettore giunge perfino a fare dell’ironia sottile sulla campagna de “Il Giornale”, proponendo una lettura della cosa che rimanderebbe direttamente alle vicende giudiziarie che hanno visto protagonista il Premier Supremo.

Il lettore “#3 Lu. Car. (444)”, il 10.08.10 alle ore 9:01 scrive:

Pazzesco come Fini abbia trafficato con questo appartamento. Società fittizie di comodo, conti in nero, castelli finanziari, probabili tangenti, forse corruzione a finanzieri e giudici per realizzare e coprire queste operazioni. Poi uso del potere per salvarsi e stare sulla breccia là dove la giustizia ha paura di arrivare e per poter modificare le leggi garantendosi impunità e buoni affari. Fini ha commesso tutto questo e quindi deve dimettersi. Il mariuolo Fini deve andarsene.Ironia che, essendo molto sottile, probabilmente è sfuggita a molti lettori del sito.

 

Argomentazioni tuttavia che non turbano l’ineffabile Daniele Capezzone, il portavoce del Leader Supremo. El Cabezon è quello che quando esterna in TV dà l’impressione che aspetti con impazienza la fine del collegamento per sganasciarsi dal ridere per le sue stesse dichiarazioni.

Il giovane Capezzone, dall’inquietante anagramma (si provi per esempio a spostare la seconda sillaba del nome al terzo posto), ha fatto della coerenza il proprio stile di vita. Com’è possibile che questo fior di garantista abbia chiesto “ufficialmente” le dimissioni di Fini?

Capezzone, chi era costui? El Cabezon, si ricorderà, da piccolo è stato anche segretario del partito radicale, prima della propria fulminea conversione sulla via di Arcore. Celebre la sua intervista a Radio Vaticana, il 5 dicembre 2001, in cui dichiarava che la pedofilia al pari di qualunque orientamento e preferenza sessuale, non può essere considerata un reato.

 

Capezzone, ovvero dr.Jekill and mr. Hyde

El Cabezon, uno dei migliori dr.Jekill and Mr. Hyde della politica italiana

Sul Corriere della sera, 4 febbraio 2006, a pagina 8 dichiarava che “Berlusconi … doveva fare le grandi riforme economiche e abbiamo Tremonti che scrive libri da no global, doveva fare la grande riforma della giustizia e si è fatto solo gli affari suoi. Ha trasformato la Casa delle libertà nella Casa delle libertà vigilate.”

 

 

Sul Corriere della sera, 30 ottobre 2003, p. 13, riferendosi al governo Berlusconi, diceva “Sarebbe un’eresia dirsi d’accordo con chi ha impostazioni clerico-fasciste su materie come il divorzio, la droga, la ricerca scientifica.”

Altra dichiarazione del Nostro: “Silvio Berlusconi è entrato in politica con 5 mila miliardi di debiti e con le banche che tentavano di strozzarlo; oggi vanta 29 mila miliardi di attivo e figura tra i sette uomini più ricchi del pianeta”. (da Repubblica, 30 ottobre 2005, p. 13)

Su Repubblica, 19 marzo 2006, un Capezzone in piena crisi puberale dava fiato ad un’elegantissima esternazione: “Dopo il cieco di Sorrento, la muta di Portici, e lo smemorato di Collegno, arriva lo sciancato di Arcore. Berlusconi è patetico.”

Altrove (“L’omonimo”, Carta Canta del 31 marzo 2006) paragonava Berlusconi a Vanna Marchi e Tremonti al Mago do Nascimento.berlsuca-e-vanna-marchi

Naturalmente saremmo lieti di smentire tali citazioni, riprese dal blog “L’Antefatto” e dal sito Web di FareFuturo, qualora si rivelassero errate.

 

Bene, ognuno ha diritto di cambiare opinione. Non solo Fini, ma anche l’imberbe Capezzone, divenuto ormai un secondino nella “casa delle libertà vigilate”.  Oggi afferma che “Siamo garantisti verso tutti, ma non siamo ciechi. La spiegazione fornita dal presidente Fini non spiega granché sulla ormai famosa vicenda monegasca”.

Ma forse il Leader Supremo, che lui rappresenta così bene, ha fornito spiegazioni soddisfacenti alle famose 10 domande di Repubblica? Berlusconi, anzi, ha querelato “La Repubblica”, non perché affermasse il falso, ma solo perché poneva domande scomode.

Capezzone, tra l’altro condannato a febbraio in via definitiva per avere dato del teppista ad un pubblico ministero,

Daniele Capezzone, oggi portavoce di Berlusconi, ieri a fianco di Cossutta e Fassino. Per la serie : "oggi è molto difficile credere negli ideali, ma per un compenso adeguato lo si può sempre fare"

Daniele Capezzone, oggi portavoce di Berlusconi, ieri a fianco di Cossutta e Fassino. Per la serie : "oggi è molto difficile credere negli ideali, ma per un compenso adeguato lo si può sempre fare"

sarebbe più credibile se, a proposito di vendite off-shore, chiedesse proprio al suo principale– come ha stabilito la sentenza per la corruzione dell’avvocato inglese David Mills – notizia delle varie società domiciliate nei paradisi fiscali di mezzo mondo e a lui riconducibili. A proposito di residenze estere, Capezzone poi non avrebbe che l’imbarazzo della scelta, dato che ai Caraibi il Cavaliere possiede almeno sei ville controllate da società off-shore. capezzone_talebanoEn passant, il buon Daniele potrebbe chiedere conto anche dei millecinquecento miliardi di lire di fondi neri accumulati all’estero da società del premier, sistemati da una legge appositamente fatta approvare dall’interessato. E magari perché le sue società hanno usufruito spesso dei condoni fiscali varati dai suoi governi.

El Cabezon avrà anche una sua spiegazione per l’affare Mediatrade, in cui cui Berlusconi è accusato di “appropriazione indebita” e “frode fiscale” per aver concorso nel 2002-2005 (mentre era presidente del Consiglio) a “stornare” 34 milioni di euro dai bilanci di Mediaset (società quotata) e a frodare il fisco per 8 milioni di euro. Per non parlare delle frequentazioni anche recenti del suo Leader Supremo con l’avvocato Cesare Previti che comprò i giudici del caso Mondadori con soldi della Fininvest. Bene, il bimbo prodigio Capezzone ci faccia sapere qualcosa senza nascondersi anche lui dietro legittimi impedimenti.

Altan, da "L'Espresso"

Altan, da "L'Espresso"

 

Uno come Capezzone, che ci immaginiamo sottoposto a forti stress perchè passa freneticamente da uno schieramento politico all’altro ad ogni elezionecapezzone-no-centristi e la cui carriera politica potrebbe venire stroncata all’improvviso, per prudenza dovrebbe dotarsi almeno dei conforti religiosi. Cerchiamo di consigliargli qualche lettura edificante:

gif-frate-pelatoIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: “… Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, mentre tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”.(Luca 6,39-42, oppure Matteo 7, 1-5)

 

Ma non sarà che il nostro Cabezon forse più che le travi e le pagliuzze sa riconoscere meglio le “canne” e le “paglie”?

 

 

 

 

 

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