Della bufala. Intesa come una delle belle arti

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Della intimidazione preventiva, come arte di Governo. Ecco come la norma “ammazza blog” del governo Berlusconi potrebbe costringermi a chiudere il blog. E anche il vostro.

Posted by pocavista su 29 settembre 2011

Altan, da l'Espresso

Intro : cos’è la norma “ammazza-blog”?

Il Governo sta per porre la questione di fiducia sulle norme anti-intercettazioni, compresa quella “ammazza blog”, cioè il comma 29 dell’Art. 1 del disegno di Legge 1611 : tutti i produttori di notizie, compresi quelli non professionali, dovranno rettificare in 48 ore ogni contenuto pubblicato, dietro semplice richiesta del soggetto che si ritiene leso, in maniera fondata oppure no. La multa prevista è di 12 mila euro per ogni infrazione.

Compito in classe: La legge bavaglio ucciderà davvero i blog?

Svolgimento : Della Intimidazione preventiva, intesa come arte di governo

Ipotizziamo che il mio blog, in un post di alcuni mesi prima, riporti la frase seguente : “Berlusconi chiamò la questura di Milano, chiedendo di rilasciare la minorenne Ruby, nipote del presidente egiziano Mubarak, e di affidarla al consigliere regionale Nicole Minetti”.

Supponiamo poi che l’on. Ghedini, ai sensi della “legge ammazza blog”, mi chieda via mail di pubblicare entro 48 ore la seguente rettifica : “S.B, nella telefonata alla Questura di Milano, non ha mai affermato che Ruby sia la nipote del presidente Mubarak”. Supponiamo inoltre che io mi trovi in vacanza in Lesotho, in rianimazione all’ospedale o che abbia la connessione ADSL fuori uso : sarà difficile che io possa leggere la mail di Ghedini e pubblicare la sua smentita “entro le 48 ore previste dalla legge” e “con le stesse modalità di accesso e visibilità” : allora dovrò pagare 12.000 euro di multa.

Il fatto che la smentita di Ghedini non abbia alcun fondamento non mi solleverebbe dall’obbligo di pubblicare la rettifica. Ricordo che la maggioranza di Governo ha approvato in aula una risoluzione in cui si afferma che Berlusconi chiese di rilasciare Ruby perché effettivamente convinto che fosse la nipote di Mubarak e voleva evitare un incidente diplomatico. Ma questo non conterebbe nulla e dovrei pubblicare una smentita che per il Parlamento – di cui fa parte lo stesso Ghedini, oltre a S.B.  – sarebbe palesemente falsa. 

Inoltre, supponiamo che Ghedini mi mandi la smentita di proposito a Ferragosto o a Capodanno, quando le probabilità che io vada a controllare le mail sono minori : alte invece saranno le probabilità di pagare una multa salata che mi farà passare la voglia di esprimere le mie opinioni in rete. L’effetto intimidatorio è evidente, anche perché non mi potrò permettere di pagare un avvocato – all’altezza dell’on. Ghedini, che è già pagato da tutti noi contribuenti – per difendermi in un’eventuale causa che potrei intentare per evitare la multa.

Ruby, che Berlusconi credeva che fosse veramente la nipote di Mubarak (così ha votato la sua maggioranza di governo)

Inoltre dato che il processo Ruby non si concluderà prima di molti anni (se non andrà prima in prescrizione), non ci sarà una sentenza che “certifichi” come i fatti da me riportati siano “veri” : sarò quindi tenuto in continuazione a smentire e rettificare entro le 48 ore, indipendentemente dalla veridicità di quanto riportato nel mio blog e dalla fondatezza delle smentite. E se anche lo volessi fare, sarei costretto a considerare il mio blog non come un’attività cui mi dedico ogni tanto, nel tempo libero, ma come un lavoro a tempo pieno in cui non faccio altro che smentire e rettificare.

In effetti immaginiamo che qualcuno, diciamo vicino a S.B., organizzi una sorta di call center per chiedere ai blog migliaia di rettifiche per conto di personaggi legati a S.B. : nel mio piccolo, potrei ricevere continue richieste di rettifiche tipo “Emilio Fede smentisce di essere mai stato ad Arcore”, oppure “di avere mai fatto il giornalista” (smentita che molti sottoscriverebbero volentieri). O in alternativa mail della Minetti che smentisce di essere di “madrelingua e pertanto di non avere particolari meriti orali”, oppure di Cicchitto che dice di “essere stato iscritto alla P2, ma a sua insaputa” , o di Ferrara “che smentisce di essere sovrappeso”. 

Ferrara, lo smutandato di Collegno, già al Dal Verme di Milano con i "servi liberi" di Berlusconi per tessere le lodi della mutanda

Tenendo conto che il mio blog contiene centinaia di post, potrei essere costretto a passare la mia vita attaccato a Internet per pubblicare smentite e rettifiche anche se infondate: ma il bello è che la cosa avverrebbe“senza possibilità di replica” da parte mia. Forse potrei dire in un nuovo post che “Ferrara è diversamente magro”, ma mi esporrei al rischio di ulteriori rappresaglie rettificatorie.

Conclusione : la responsabilità dei blogger e la libertà di espressione. 

A questo punto si dovrebbe rinunciare a lavorare per curare un blog e, visto che la maggior parte dei blogger non lo può fare, si dovrebbe chiudere il blog. Ovvero i blogger devono rinunciare a esprimere liberamente le proprie opinioni, anche se non hanno mai offeso o denigrato qualcuno, riportando fatti falsi.  I blogger dovrebbero essere ritenuti responsabili unicamente se offendono o attribuiscono fatti falsi a qualcuno, e a tutelare l’onorabilità altrui ci deve pensare l’autorità giudiziaria, con un eventuale provvedimento: ma qui il Governo – preoccupato per la propria impunità e sopravvivenza – sta montando un meccanismo per limitare non solo le intercettazioni, ma per rendere di fatto impossibile l’espressione di libere opinioni da parte dei blogger.

Del resto questa è l’idea molto particolare di libertà del sedicente Popolo della Libertà e dell’Amore, di chi si è dichiarato “liberale” ed erede dei  Don Sturzo e De Gasperi. E di chi, fino ad ieri, ha strumentalmente esaltato il popolo dei social network e di Internet che ha innescato la primavera araba.

Esprimo quindi il mio sentito “ringraziamento” a tutti i “sinceri liberali” che hanno votato Berlusconi e che, magari turandosi il naso come fa Marcello Veneziani, continuano a sostenere un regime sempre più illiberale e parafascista. Pubblicherò volentieri una smentita di quanti nel PDL si sono sentiti offesi, perchè li ho definiti “liberali”. Oppure “sinceri”.

Il provvedimento “ammazzablog” è un ulteriore tassello nella costruzione della“democratura”, un regime che mantiene gli aspetti formali della democrazia, ma che in sostanza diviene sempre più una dittatura : meno diritti e più tasse per i “sudditi”, più impunità e privilegi per il “potere”. Meno la gente sa, meno può disturbare il manovratore.


Come in Cina, dove però c’è sviluppo economico e qualche corrotto viene avviato al patibolo. O per meglio dire : come nella Bielorussia di Lukashenko che, viste le condizioni della nostra economia e l’impunità di cui godono da noi corrotti e corruttori, è un paragone più calzante.

Pocavista


P.S. Se entrasse in vigore la norma ammazza blog : sarebbe interessante se ogni volta che un blog o un sito WEB di un giornale di destra parlasse male degli elettori di sinistra (definiti quotidianamente dai lettori del sito WEB de Il Giornale  “sinistrati” oppure “coglioni”), quelli che si sentissero chiamati in causa (e sono milioni) inviassero milioni di richieste di smentita e di rettifica entro le 48 ore, pena il pagamento di 12.000 euro a botta.  

Pocavista, 29 settembre 2011


Aggiunta del 5 ottobre : Si veda anche il gustoso post di Gilioli: GILIOLI

 

PER CHI NE VUOLE SAPERE DI PIU’ (BLOGGERS : FATE CIRCOLARE!)

Cosa prevede il comma 29 del ddl di riforma delle intercettazioni, sinteticamente definito comma ammazzablog?
Il comma 29 estende l’istituto della rettifica, previsto dalla legge sulla stampa, a tutti i “siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica”, e quindi potenzialmente a tutta la rete, fermo restando la necessità di chiarire meglio cosa si deve intendere per “sito” in sede di attuazione.

Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere di questi media e bilanciare le posizioni in gioco, in quanto nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, questi potrebbero avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie. La rettifica, quindi, obbliga i responsabili dei giornali a pubblicare gratuitamente le correzioni dei soggetti che si ritengono lesi.

Quali sono i termini per la pubblicazione della rettifica, e quali le conseguenze in caso di non pubblicazione?
La norma prevede che la rettifica vada pubblicata entro due giorni dalla richiesta (non dalla ricezione), e la richiesta può essere inviata con qualsiasi mezzo, anche una semplice mail. La pubblicazione deve avvenire con “le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono”, ma ad essa non possono essere aggiunti commenti. Nel caso di mancata pubblicazione nei termini scatta una sanzione fino a 12.500 euro. Il gestore del sito non può giustificare la mancata pubblicazione sostenendo di essere stato in vacanza o lontano dal blog per più di due giorni, non sono infatti previste esimenti per la mancata pubblicazione, al massimo si potrà impugnare la multa dinanzi ad un giudice dovendo però dimostrare la sussistenza di una situazione sopravvenuta non imputabile al gestore del sito.

Se io scrivo sul mio blog “Tizio è un ladro”, sono soggetto a rettifica anche se ho documentato il fatto, ad esempio con una sentenza di condanna per furto?
La rettifica prevista per i siti informatici è quella della legge sulla stampa, per la quale sono soggetti a rettifica tutte le informazioni, atti, pensieri ed affermazioni ritenute dai soggetti citati nella notizia “lesivi della loro dignità o contrari a verità”. Ciò vuol dire che il giudizio sulla assoggettabilità delle informazioni alla rettifica è esclusivamente demandato alla persona citata nella notizia, è quindi un criterio puramente soggettivo, ed è del tutto indifferente alla veridicità o meno della notizia pubblicata.

Posso chiedere la rettifica per notizie pubblicate da un sito che ritengo palesemente false?
E’ possibile chiedere la rettifica solo per le notizie riguardanti la propria persona, non per fatti riguardanti altri.

Chi è il soggetto obbligato a pubblicare la rettifica?
La rettifica nasce in relazione alla stampa o ai telegiornali, per i quali esiste sempre un direttore responsabile. Per i siti informatici non esiste una figura canonizzata di responsabile, per cui allo stato non è dato sapere chi sarà il soggetto obbligato alla rettifica. Si può ipotizzare che l’obbligo sia a carico del gestore del blog, o più probabilmente che debba stabilirsi caso per caso.

Sono soggetti a rettifica anche i commenti?
Un commento non è tecnicamente un sito informatico, inoltre il commento è opera di un terzo rispetto all’estensore della notizia, per cui sorgerebbe anche il problema della possibilità di comunicare col commentatore. A meno di non voler assoggettare il gestore del sito ad una responsabilità oggettiva relativamente a scritti altrui, probabilmente il commento (e contenuti similari) non dovrebbe essere soggetto a rettifica (B. Saetta).

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Berlusconi come Michael Douglas o Tiger Woods? Cosa è la dipendenza dal sesso e come si cura.

Posted by pocavista su 21 gennaio 2011

Com’è noto, sia l’attore che il campione dei golf si sono fatti ricoverare in clinica per farsi curare dalla sex addiction, la dipendenza dal sesso. Questa dipendenza, al pari di quella dalle droghe, dall’alcool, dal gioco d’azzardo, dai videogiochi e dal lavoro, è una sindrome assai studiata che condiziona pesantemente e fortemente la vita delle persone che ne sono affette.

Era forse questa la malattia cui si riferiva la ex-moglie di Berlusconi, Veronica Lario (“mio marito è un uomo malato, chi gli sta vicino e gli vuole bene dovrebbe costringerlo a curarsi”, così suonava più o meno la sua denuncia dopo lo scandalo della minorenne Noemi l’anno scorso)? Le intercettazioni di decine di giovani ragazze – alcune delle quali ospiti del condominio di via Olgettina, reclutate da Lele Mora e da Emilio Fede e che si avvicendavano nelle feste di Arcore – deporrebbero a favore di questa tesi.

La cosa potrebbe rimanere nell’ambito dei puri comportamenti privati, ma nel caso di Berlusconi, al di là degli eventuali reati che potessero essere appurati – trattandosi di un presidente del consiglio, membro del Consiglio Supremo di Difesa, da un lato, e responsabile politico del Dipartimento Informazioni per la Sicurezza (DIS), che coordina i servizi segreti e che tutela il segreto di stato, dall’altro – tali comportamenti potrebbero mettere a repentaglio anche la sicurezza nazionale.

In effetti in questi giorni sono uscite anche notizie – per ora non confermate – riguardanti movimenti di agenti segreti stranieri attorno al condominio di via Olgettina.

Già dopo l’uscita del libro “Tendenza Veronica” di Maria Latella, molti quotidiani britannici e il tedesco Spiegel parlavano della “dipendenza sessuale” di Berlusconi. Il Times pubblicava un articolo intitolato “Berlusconi consigliato di entrare in una clinica per guarire la dipendenza sessuale”. Il Times sottolineava come l’idea della clinica sia stata ventilata in famiglia dopo il G8 dell’Aquila.

Ormai la cosa è di dominio mondiale e gli italiani in giro per il mondo vengono spesso sfottuti a causa del nostro premier. Per esempio all’autore di questo post è capitato qualche tempo fa di essere stato oggetto di ironia, non troppo sottile – in quanto connazionale di Berlusconi – addirittura da parte di un ministro dell’Angola. Paese che non è certamente in cima alla classifica di Transparency International. Cosa è la dipendenza dal sesso

Alcuni soggetti, invece di approcciarsi alla sessualità come gioco, relazione, comunicazione, scambio di piacere, momento privilegiato dell’intimità, la vivono in modo ossessivo, divenendone “dipendenti”. Questa disturbo viene comunemente definito “dipendenza sessuale”, ma anche ipersessualità; in inglese “sex addiction” o “sex dependence”.

E’ una delle dipendenze senza droga, come il lavoro,  il gioco d’azzardo, i videogiochi e Facebook, che ha importanti ripercussioni sia a livello individuale che sociale.

Sintomi

L’individuo dipendente vive il sesso in modo ossessivo fino a divenire un’esigenza primaria, cui tutto può venir sacrificato, come la salute, la famiglia, gli amici e il lavoro. Molti di coloro che soffrono di questa dipendenza hanno gravi problemi matrimoniali e familiari, e giungono talvolta a compiere reati a sfondo sessuale. La patologia è rilevante non solo per gli aspetti clinici individuali, ma anche per i gravi riflessi sociali. Se poi ne dovesse risultare affetto un capo di governo la sua gravità sarebbe evidente a tutti.

Diagnosi

Come si riconosce un comportamento sessuale intenso da una vera dipendenza, che si manifesta in modo progressivo e crescente fino a diventare devastante per la vita dell’individuo e che l’individuo stesso stenta a riconoscere? Sono stati proposti test specifici, tra cui il SAST (Sexual Addiction Screening Test) elaborato dal Dott. Carnes, direttore del Sexual Disorder Service all’Istituto Meadows in Arizona (USA).

Terapia

La psicoterapia individuale o di gruppo e l’uso di psicofarmaci sono usati per curare questa patologia. Talvolta al paziente vengono inibite tutte le attività sessuali per periodi di tre mesi per dimostrare di poter vivere senza sesso. Spesso il ricovero in cliniche specializzate è l’unico modo per affrontare efficacemente la patologia.

La dipendenza da sesso in Italia

Una ricerca effettuata in Italia dall’Associazione Italiana per la Ricerca in Sessuologia, che ha riguardato oltre mille persone maggiorenni, ha effettuato una ricerca in Italia sulla rilevanza del fenomeno. I risultati della ricerca italiana non si discostano molto da quelli ottenuti da analoghe ricerca Usa La patologia sembra riguardare circa il 6-10 % degli uomini e il 2% delle donne, con valori più elevati nella fascia di età 36-50 anni.

I soggetti borderline – ovvero che rischiano di sviluppare una sex addiction – sono ancora di più (circa il 14% i maschi e 4% le femmine). La dipendenza dal sesso è maggiormente presente (8%) tra i single, in particolare tra i single separati o divorziati (23%). Sono cifre assai rilevanti, più elevanti di quanto ci si possa aspettare. Inoltre molti dipendenti dal sesso assumono cocaina.

Conclusioni : dottor Jekyll e mister Hyde

Gli individui affetti da sex addiction presentano spesso due facce.

Quella pubblica, pulita, da insospettabile uomo di successo, tutto dedito al lavoro e alla famiglia, che dà all’esterno un’immagine di persona psicologicamente forte e irreprensibile.

Quella privata, ossessionata dalla ricerca di materiale porno, dagli scambi di coppia, dal sesso di gruppo, dalla ricerca di partner e prostitute sempre nuove e sempre più giovani, fino alle molestie e allo stalking : attività cui progressivamente si sacrifica tutto, salute, famiglia, amici e lavoro.

Se Berlusconi, secondo quanto suggerito a suo tempo da Veronica Lario e secondo quanto sembra emergere dal cosiddetto Rubygate, fosse affetto da questa patologia, tutti gli italiani – di destra o di sinistra – dovrebbero seriamente preoccuparsi.

Soprattutto perché quella miriade di yes-men di cui il Cavaliere si è circondato dentro e fuori dal Parlamento, e che sfruttano voracemente il suo potere e i suoi soldi, continuano a fare un muro di gomma attorno a lui : non lo aiutano a risolvere i suoi problemi e affondano l’Italia in un mare di ridicolo.

 

QUANDO SI DICE : PARLARE CON COGNIZIONE DI CAUSA!

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Svelato il mistero : la fidanzata di Berlusconi si chiama Susanna.

Posted by pocavista su 17 gennaio 2011

 

 

VAURO 2011

Cherchez la femme. Dopo le rivelazioni di Berlusconi che, seguendo i consigli di Libero e de Il Giornale, ha dichiarato di essersi fatto la fidanzata  (anche se le cronache suggeriscono che se ne sia fatta più d’una), siamo partiti alla ricerca.

Abbiamo scartato subito le quattordici ragazze cui è stato dato in comodato d’uso un condominio da cui potevano spostarsi comodamente ad Arcore, in caso di bisogno. Forse non all’altezza del ruolo. Abbiamo escluso anche Nicole Minetti, l’igienista dentale del premier  eletta consigliere regionale in Lombardia per meriti gengivali, più adatta a curare piorree e tartaro che a tessere rapporti internazionali come “prima dama”. Da scartare la Santanchè, per eccesso d’anni, di silicone e di testosterone.  Mara Carfagna? No, troppo chiacchierata per la sua subitanea ascesa ai ranghi di Ministro e ormai una signora con un nuovo look da Maria Goretti.  Qualcuno suggerisce Dacia Valent, la parlamentare di colore : ma poi chi glielo va a raccontare a Bossi e ai suoi? La Gelmini? troppo algida per la lap dance, ma forse più adatta a guepiéres di lattice.

Poi è emerso improvvisamente un cognome e un nome : Susanna, o per meglio dire Lacasta Susanna. La ragazza occupa un ruolo di tutto rispetto nella storia dell’arte e della religione e potrebbe portare nuovo prestigio al premier.

Un soggetto ricorrente nella pittura rinascimentale e barocca riguarda “Susanna e i vecchioni” . Guido Reni,  Tintoretto, Rubens, Allori, Rembrandt, Artemisia Gentileschi e molti altri pittori, fino al contemporaneo Botero, si sono cimentati sul tema. La storia è ripresa dal biblico libro XIII di Daniele, in cui alla tarda età non viene associata non tanto la saggezza, quanto il vizio.

Susanna era la sposa di Joachim, il ricco proprietario di un palazzo circondato da un parco dove indiva banchetti e feste per numerosi invitati. Tra costoro c’erano due anziani magistrati che guardavano la casta Susanna con occhio lubrico. Un caldo pomeriggio d’estate Susanna si spogliò nuda senza rendersi conto che occhi estranei la stavano spiando: i due vecchi si erano nascosti nel parco di Joachim ed insieme architettarono uno sporco ricatto: :“Concediti a noi, se no ti accuseremo di tradire tuo marito con un giovane”.

Susanna si mise allora a urlare per far accorrere i servi, ma i magistrati a loro volta gridarono accusandola di adulterio, reato che prevedeva la lapidazione. Quando tutto sembrava perduto, fu salvata dal giovane Daniele che chiese separatamente ai due anziani dove si fosse nascosto l’amante di Susanna. I due dettero risposte diverse, svelando la menzogna. Così i due vecchi vennero condannati e Susanna si salvò.

L’associazione viene spontanea : Noemi, le veline, le igieniste dentali, le escort, le calendariste e adesso le Ruby, che hanno animato le nostre cronache negli ultimi anni e i cui nomi sono stati spesso accomunati a quello del nostro Leader Supremo, ricordano un po’ Susanna e i vecchioni lussuriosi. Nell’ultimo episodio di cronaca che vede al centro Berlusconi, Fede e la minorenne marocchina Ruby, i senili arrapati non sono però magistrati. Inoltre le Susanne odierne tanto caste e irreprensibili non sono, ma usano il loro fascino per farsi una posizione, anche in Parlamento secondo quanto hanno denunciato recentemente la parlamentare Angela Napoli e il sen. Guzzanti, che ha parlato perfino di “mignottocrazia”.

Lo scoop di Svistasocialclub.wordpress.org – Versione originale di “Susanna e i Vecchioni” di Artemisia Gentileschi, dopo il restauro predisposto dal Ministro della Cultura Bondi

Potere e harem, vecchiaia che usa l’altrui giovinezza per sfuggire alla terza età. Una storia vecchia come il mondo. Anche il nostro anziano Leader Supremo, che non fa mistero di amare il bunga bunga con giovani signorine, ogni volta che viene accusato di avere messo le mani nella marmellata, nega e grida al complotto delle toghe rosse.

Si ricorderà che nel caso Marrazzo, Berlusconi consigliò – per pura e disinteressata solidarietà, s’intende – all’allora governatore del Lazio di pagare i propri ricattatori, perché togliessero di mezzo un video compromettente. Nel caso di Ruby, sembra – ma è un’ipotesi che la magistratura dovrà accertare – che la Presidenza del Consiglio fece pressioni per far rilasciare la giovane Ruby, arrestata per furto dalla questura di Milano. Ruby, minorenne marocchina fuggita da una casa-famiglia di Palermo e frequentatrice della reggia di Arcore, fu fatta passare addirittura per nipote del presidente egiziano Mubarak. (“Io aiuto sempre chi ha bisogno”, ha dichiarato il nostro Leader Supremo).

A destra come si vive la vicenda? Ecco alcuni istruttivi commenti dei lettori al sito WEB de Il Giornale :

#2 raffa62 (88) il 17.01.11 alle ore 8:51 scrive:

per prima cosa dobbiamo partire in “quarta”,cioè,fare tante manifestazioni,tutti i giorni,per 15 giorni,per difendere Silvio,la libertà di farci governare da chi diciamo noi…,e la immediata riforna sell giustizia!! poi,bisogna isolare IL traditore.Poi…,mandare ispezioni alla procura di milano…per controllare i soldi come si spendono e approvare subito la commissione d’inchiesta parlamentare per questi pseudo magistrati.

In particolare i commenti rivolgono alcune affettuose attenzioni a Fini, che ha suggerito a Berlusconi di difendersi non in TV ma di fronte ai giudici.

#40 nuvmar (11) il 17.01.11 alle ore 9:41 scrive:

ma fini chi è? -Ti pare giusto vedere una “alta” carica dello stato che va dai rossi a sparlare del presidente del consiglio o, comunque , di un parlamentare dello Stato e di cui dovrebbe essere garante?!! Cioè: -Dimentichiamo un poco chi lo votò (M. S. I. Fiamma tricolore ) tradito, e vediamo i fatti ————-,Nulla,proprio niente, solo azioni scomposte contro il nemico,a favore dei propri nemici, con la speranza di soddisfare le mire della tulliana,suppongo, ma è troppo anche questo per quello là!

#31 Michele Calò (405) – il 17.01.11 alle ore 8:50 scrive:

Voglio segnalare alla Treccani il termine “finiano” quale sinonimo di infame,maramaldesco,sciacallo,avvoltoio,vigliacco,traditore. Il fecaloma della Camera si sta mostrando in tutto il suo squallore di carta igienica della magistratura rossa e della sinistra forcaiola.Tant’è che è andato a prostituirsi da quel Fazio dalla faccia da fesso e con il portafoglio gonfio che di mestiere fa lo stuoino.E per dire cosa?Che Berlusconi deve andare dai PM di Milano a farsi massacrare?Lui che ha svenduto ogni dignità(se mai l’ha avuta!)per non farsi inquisire su MonteCarlo?O per non dovere rispondere sulla Tosi?Per non parlare dei suoi amichetti dei giochi informatici a cui Tremonti chiede di pagare 70 MILIARDI DI EURO?!?O vogliamo fare anche due chiacchiere su Lady ASL, le società della ex moglie e del suo segretario particolare fatto eleggere alla Camera per cautelarlo?E magari due chiacchiere sulle precedenti gite monegasche per “salutare” i bancari italiani che lavorano lì?Fini,nemmeno la Cloaca Massima è disposta ad accoglierti!

#18 gianfra.46 (44) – il 16.01.11 alle ore 23:59 scrive:

Questo viscido verme nauseabondo, questo voltagabbana da due soldi, questo vile traditore che farebbe impallidire Giuda e Badoglio questa persona, dicevo, ha l’ardire di insegnare agli altri su come comportarsi di fronte alla giustizia!!!! Che si vergogni; io non so chi lo potrà votare, comunque chi avrà lo stomaco di votarlo dovrà vergognarsi pure lui. Fini…fai schifo!!!!! Un ex ammiratore di questo omucolo.

Già in ottobre, alle prime avvisaglie dello scandalo Ruby, il “popolo dell’amore”  – preclaro esempio di carità cristiana e di tolleranza – aveva esercitato tutta la sua comprensione per le “debolezze” del premier.

#32 TRIDENTINA AVANTI (664) il 30.10.10 alle ore 13:58 scrive:

Forza Cav tieni duro! Dillo Silvio ai kompagni di merende che le paghi le tasse e a milioni; dillo che non hai mai “lanciato molotov” contro le Forze dell’ordine; dillo che non sei mai andato a spasso “sottobraccio” con i terroristi; dillo che non fai pedofilia come certi ministri di un Famoso Credo religioso molto diffuso, il più diffuso, nel ns. Paese; dillo che non hai mai licenziato nessuno non come colui che, cacciato dagli Agnelli, acquisì quella famosa società di prodotti da ufficio (mobili, sistemi di calcolo, informatica, elettronica ecc.) di Ivrea, in ottima salute, la fece fallire e lasciò sulla strada più di 6000 persone; ma soprattutto dillo che a casa tua potresti fare tutto quel….. che vuoi!!! Ma forse tutto ciò accade per la famosa “invidia” infatti loro più di qualche riga di coca e qualche transessuale a pagamento….

#24 futuro libero (424) il 30.10.10 alle ore 12:33 scrive:

In Italia abbiamo solo due persone che hanno il coraggio di dichiarare: Berlusconi ama le donne, e Vendola ama gli uomini. Tutti gli altri stanno zitti, forse devono nascondere qualcosa? Vai Silvio li hai fatti impazzire tutti quanti non sanno più dove attaccarsi, o meglio magari lo sanno ma la moralità non consente.

#22 mala tempora currunt (30) il 30.10.10 alle ore 12:32 scrive:

non ci trovo nulla di male nel dire che uno ama le donne!!! chi di noi non lo ha mai detto? purtroppo dall’altra parte ci sono persone , es. Vendola, che hanno dei gusti molto poco ortrodossi… immaginate la novità: una checca presidente del consiglio…. tutto il parlamento in seta rosa e festini a luci rosse tre volte la settimana…anche una come la Bindi avrebbe una chance…per non parlare di chi, sempre “sinistro, abbordava i trans per strada….. che belle persone quelle!!!! allora meglio 1…100…1000 berlusconi!!!

#7 bruna.amorosi (1428) il 30.10.10 alle ore 10:51 scrive:

Ammazza quanto strillano questi sinistri , eppure il bunga bunga è il loro sport preferito vedi Vendola, Marrazzo e compagnia bella. Certo che il rossore sulla faccia proprio non lo conoscono . E allora meno male che almeno il capo del governo è un uomo normale. Bravo Berlusconi. Poi a Famiglia Cristiana ricordiamogli i preti pedofili e anche Boffo, che proprio puro non è…”

A nessuno di costoro purtroppo viene in mente che non si rinfacciano all’alto statista le sue preferenze sessuali (in PdL è o non è il partito dell’amore?),  quanto  l’eventuale interferenza sul funzionamento di un’altra istituzione dello stato come la polizia, per far rilasciare una sua amica (per di più minorenne) arrestata per furto, facendola passare come parente di un capo di stato straniero, rischiando un serio incidente diplomatico, e chiedendo che venisse affidata alla sua igienista dentale, ex-show girl, da lui fatta eleggere alla Regione Lombardia.  Ma a destra parlano invece di “ingerenza nella vita privata del premier” e  se la pigliano con Boffo e Marrazzo. I quali si sono dimessi da tempo, a differenza del loro amato Leader Supremo che dalla poltrona non si schioda.

Ma è questo che probabilmente Berlusconi e molti lettori de Il Giornale  intendono per “alto senso dello Stato”.

La politica ormai sembra divenuta una forma di perversione sessuale particolarmente adatta alle persone anziane.


Le Susanne e il vecchione.

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PUBBLICITA’ PROGRESSO. Ovvero il micidiale amaro Giuliani

Posted by pocavista su 26 novembre 2010

Qualcosa di indigesto? Inappetenza, dolori di stomaco, mal di testa, flatulenza? Arroganza dovuta a lunga consuetudine con il potere? Troppo bunga bunga?

Torna alla tradizione, passa alla fitoterapia.

Pubblicità Progresso

Tutta la nostra solidarietà a Fede, picchiato in un ristorante milanese dall’industriale farmaceutico Giuliani, quello del noto amaro medicinale. Pare che Fede avesse incautamente ordinato delle troffie genovesi al pesto. Alcuni testimoni – tra i quali inspiegabilmente si è verificato un orgasmo collettivo – hanno dichiarato che dopo l’aggressione l’imprenditore si è recato in bagno per lavarsi accuratamente le mani, mentre gli agenti della scorta di Fede si scambiavano “il cinque”

Interrogati dai giornalisti, sia il 79enne Fede che il 72enne Giuliani, hanno detto di non ricordarsi il perché dell’aggressione.

Qualche invidioso commentatore di sinistra ha avanzato qualche odioso sospetto sul movente dell’aggressione a Fede. Facciamo notare, concordando con il saggio Ian Postuma, che – alla fine – l’amaro prevale sempre sull’invidia e sull’odio.

A molti appare inconcepibile che l’autore dell’insano gesto sia stato uno del calibro di Gian Germano Giuliani, ricco imprenditore e marito di donne bellissime; un uomo che ha avuto tutto dalla vita. Ora.

Dopo l’incidente, Fede si sarebbe recato in questura per la denuncia. Qui, alla richiesta delle generalità avrebbe dichiarato, ancora visibilmente scosso dall’accaduto : “Professione?” – “Giornalista”.

Il ristorante milanese la Risacca, in cui è avvenuto il deprecabile episodio di violenza e noto per l’inappuntabile qualità del servizio, ha subito apposto un cartello fuori dal locale “Sono gradite le prenotazioni”.

La casa farmaceutica Giuliani, le cui azioni sono state sospese in borsa per eccesso di rialzo, ha annunciato un restyling del suo prodotto di punta, che adesso dovrebbe chiamarsi “Amaro Micidiale Giuliani”.

Ultim’ora. Chiarite le cause dell’indegna aggressione : Giuliani avrebbe dichiarato che il TG4 di Fede – sia per la sua superiore efficacia sulla peristalsi intestinale, sia perchè consegnato gratis a domicilio – faceva concorrenza sleale al suo Amaro Medicinale.

La nuova linea di prodotti Giuliani, dopo il restyling

PS – Volete sapere chi è veramente Emilio Fede? Andate a vedere il post LE SCUSE DI FEDE pubblicato sul blog http://www.nudaveritàwordpress.com, che ospita una significativa lettera di una dipendente di Mediaset in pensione.

 

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