Della bufala. Intesa come una delle belle arti

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Chi è “il burlesco inviso” che “bollisce insu’ rovi”? Chi “fu abile rotture?” La politica e la Pagina della Sfinge.

Posted by pocavista su 22 febbraio 2011

Nomen Homen : già gli antichi avevano intuito come un nome possa influire sul destino di una persona.

Anche se a volte il legame tra nome e destino di qualcuno non è così evidente. Ma, a ben scavare, il destino di un uomo emerge sempre tra le lettere del suo nome.

Ci siamo allora dilettati con anagrammi a frase, esercizio ben conosciuto da chi frequenti la Pagina della Sfinge della Settimana Enigmistica.

Ecco quello che abbiamo trovato:

PARTITI

Popolo Libertà : “popolo tribale”, “poi porto balle” (non un partito, ma una “Curva Sud”, imbonita a dovere dal suo proprietario)

Popolo della Libertà : “badate il pollo, prole” (figli che gestite il mio impero mediatico, fate buona guardia ai pollastri che mi danno il loro consenso)

Partito Lega Nord : “Partito del grano”, “grattando il pero”; “parandogli retto” (a Silvio), “lotto per randagi” (da fan di Mani pulite a partito della cadrega romana; dalle accuse al “mafioso di Arcore” all’accanimento terapeutico che tiene in vita Berlusconi, accogliendo parlamentari randagi meridionali); “parlando, rigetto” (i suoi militanti spesso vomitano insulti a Radio Padania).

Partito Democratico : “accreditato importo”(Fassino : abbiamo una banca!); “accade: mi porti torto!” (Il sistematico tiro al bersaglio sui propri leader)

Futuro e Libertà : “fu abile rotture”; ; “il tutore : bufera!”; “furberia tutelo”. (FLI ha rotto col Pdl; Fini viene accusato de essere il furbetto dell’appartamentino di Montecarlo e di aver traditogli elettori e le sue tradizioni di destra, cominciando con il suo viaggio in Israele: “Lui? frutto ebrea”).

Unione Democratica di Centro : “Te, odieremo, rincantucciando”, “temere odio, rincantucciando” (due versioni : una da alternativa di Terzo Polo, la seconda da inciucio con Berlusconi); “rincantucciando, odi meteore”(mentre cerchi una tua nicchia ecologia al centro dello schieramento politico, qualcuno ti rivolgerà un sonoro pernacchio).

Sinistra Ecologia Libertà : “Gioì’ scartabellare in sito” (il partito e i suoi militanti sono molto presenti in rete)

POLITICI

Giorgio Napolitano : “Aggiòrnati : lo opìno!” (Ha detto a Berlusconi che il sistema giudiziario italiano gli offre tutte le garanzie).

Silvio Berlusconi :” il burlesco inviso”, “su livori sbilenco”, “bollisce insu’ rovi!”; “bellicoso in virus”. Oggi la sua popolarità è in vistoso calo; da molti – specie all’estero – viene considerato una macchietta. Ultimamente è un po’ nervoso.

Il Cavaliere di Arcore : “li’ accadrà! leverei ori!” (le donazioni fatte ad Arcore alle sue amichette?)

Gianfranco Fini : “gran in officina”, “affari non cingi”; (Il Presidente della Camera non sembra raccogliere molto dal suo strappo con Berlusconi); “cigni fanfaroni” (alcuni suoi parlamentari stanno ritornando mestamente nel pollaio berlusconiano). “Con Farina, fingi!”(Renato Farina, vice di Feltri, spia dei Servizi Segreti sospeso dall’Albo dei Giornalisti; poi regolarmente premiato dal PdL con l’elezione alla Camera)

Pierferdinando Casini : “Decadrai! Non persi Fini!” (a Berlusconi : nonostante alcune defezioni rimane in piedi il progetto dell’alleanza con Fini per il Terzo Polo)

Pierluigi Bersani : “bagnerei, lui spiri!” (festeggerei a champagne nel caso che Silvio si levasse di mezzo); “insuperabile, giri!” (gira come una trottola, da Sanremo ai tetti delle Università occupate, con le maniche rimboccate).

Massimo D’Alema : “mossi male dama” (dai tempi della Bicamerale ne ha sbagliate di mosse!); “ma saldai somme” (riferimento all’appartamento in affitto da lui lasciato dopo denunce su affittopoli?).

Francesco Rutelli : “nel ficcare, lustro” (una decisa smentita all’impietosa satira rivoltagli da Vauro).

Nichi Vendola : chiavi nel Don” (forse ha in programma un viaggio in Russia); “donne valichi” (vai oltre le femmine). Nicola Vendola : “calando, lenivo” (forse si riferisce alle sue preferenze sessuali); “decollava inno” , “cadano novelli” (le sue qualità affabulatorie sembrano affascinare i più giovani); “l’ode non valica” (l’evocazione di modelli sociali alternativi è confinata a un ristretto pubblico di sinistra); “declinava nolo” (sono recenti le sue dichiarazioni contro l’amore mercenario emerso nel Rubygate);

Francesco Storace : “Te, consacra scrofe!” (Alcuni malopensanti – da cui ci dissociamo – ritengono che ciò si riferisca all’investitura di Daniela Santanchè come candidata de La Destra alle ultime elezioni politiche)

Daniele Capezzone : “capezzale dei neon” (il portavoce di B. sta volentieri sotto i riflettori per cantare le lodi di un berlusconismo agonizzante).

Alessandra Mussolini “munsi il re, salassando” (dopo i dissapori con Fini e Storace, blandì Berlusconi, fu eletta parlamentare, per il suo stipendio attingendo – come tutti i suoi colleghi – alle casse dello stato).

GIORNALI E GIORNALISTI

Il Giornale : “Ingollerai!” (inequivocabile riferimento al Metodo Boffo)

La Repubblica : “al pubblicare”, “a lebbra : pulci!” (fa le pulci al Cavaliere, che considera la peste del sistema Italia)

Famiglia Cristiana : “agli miri sfiancata”; “fanatica gli rimasi” (nonostante i duri attacchi de Il Giornale al direttore di F.C., Don Sciortino, la rivista ha mantenuto la propria linea editoriale di critica a B.).

Michele Santoro “lo schianteremo!”; “le amiche storno” (riferimento a Berlusconi e al Rubygate).

Marco Travaglio “Lo marcavi, grato” (Travaglio grazie alle sue severe critiche a Berlusconi è divenuto famoso)

Giovanni Floris : “in fango, risolvi” ; “sfilavi rognoni” (gentile e paziente, ma tenace, nel mettere in difficoltà i berluscones).

Concita de Gregorio : “accende grigio toro” (la bella direttrice dell’Unità fa arrabbiare l’anziano tombeur de femmes – prezzolate “a sua insaputa”-  di Arcore).

Alessandro Sallusti : “salassando, illustre!”; “dell’intruso, salassa!” (per la sua attività giornalistica e per il suo physique du role, molti lo ritengono una sorta di Nosferatu che succhia il sangue di ogni oppositore).

Vittorio Feltri : “torvi file, trito”; “irto vi rifletto”; “filetti ritrovo” (il maggiore esponente del “Metodo Boffo” mesta nel torbido, con dei dossier o dei files, per scorticare le tenere carni degli avversari veri o presunti di Berlusconi)

Vittorio Sgarbi : “irto, sbrigativo”; “ivi sbriga torto”; “sbigottirà rovi” (la virulenza di Sgarbi e la sua iracondia sono un suo tratto distintivo – del resto uno che si chiama Sgarbi…)

Giuliano Ferrara : “erro : lì naufragai” (i miserandi risultati elettorali del suo movimento No Aborto); “funeraria gloria” (dato che secondo alcuni porta male – se questo fosse confermato, ma io non ci credo – di fatto avrebbe recitato il Deprofundis a Berlusconi con la sua manifestazione “di sostegno” al Teatro Dal Verme a Milano)

Maurizio Belpietro : “permutabile, ori zio” (avanti e ‘ndrè tra Libero e il Giornale, gioielli di zio Silvio); “Tu rompi : belerai ozi” e “imputo liberare zio”(farai l’elogio del bunga bunga e ti batterai per il proscioglimento di B?)

Augusto Minzolini : “maligni ozi su Unto” (il suo TG riduce reati e critiche sull’Unto del Signore a semplice gossip); “ smunto, languii ozi” (il suo pallore è forse legato alla sua attività professionale?).

Marcello Veneziani : “caramelle ne’ novizi”, “cavaliere, non milze!” “venni macellare ozi” (a gennaio, Veneziani su Il Giornale auspicava toni più pacati nella linea editoriale. La nuova versione “alla vaselina” però è durata poco : Veneziani sta tuttavia mantenendo una sua linea più caramellosa, forse per non allontanare i “novizi” del PdL).

Nicola Porro : “Loro? Carponi!” (caso Marcegaglia?). Ma anche “Corna, piloro!” (colpire allo stomaco l’avversario, mettendo in piazza vicende amorose altrui).

Bruno Vespa : “bravo, punse!” (d’altra parte si tratta di un imenottero).

Franco Bechis : “finché sbraco” , “nocche sfibra” (sembra che batta i pugni sul tavolo), “finchè sbarco” (forse aspira ad un posto di maggiore rilievo nella compagine berlusconiana). Noi pensiamo sia più adatto “Confische bar”.

Piero Ostellino : “lenirei sto polo”, “lenirei lo posto” ( forse per un suo recente articolo sul Corriere molto tollerante col bunga bunga presidenziale). Troviamo più incisivo l’epitaffio: “ostinerei, pollo”.


Ci fermiamo qui. Fateci pervenire le vostre proposte.

Pocavista

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Caro Veneziani, ci sei o ci fai? Ipocrita triste a chi?

Posted by pocavista su 14 dicembre 2010

Abbiamo da poco confessato in pubblico un peccato mortale e ci tocca farne subito un altro : commentare un nuovo articolo di Marcello Veneziani contro “i tristi ipocriti che vedono i disonesti solo a destra”. I “tristi ipocriti” ci rimandano a Dante che colloca gli ipocriti nell’Ottavo Cerchio dell’Inferno: “ Poi disser me : « 0 Tosco, ch’ai collegio dell’ ipocriti tristi se’ venuto”.

Dante Alighieri

Veneziani si affanna a cercare argomenti per giustificare la campagna acquisti last minute di parlamentari dell’opposizione per sostenere un governo morente. Di fronte a qualcuno che muore, come il “governo del fare a sua insaputa”, è plausibile che lo stesso Veneziani possa manifestare cordoglio.

 

Del resto, a partire dai suoi scritti in cui lamenta che i suoi meriti intellettuali non vengono riconosciuti, che il malvagio Fini ha tradito le sue speranze di ragazzo di destra, che qualche blogger “velenoso e cretino” continui a postare qualche severo commento nei suoi confronti, non è che Veneziani dimostri di sprizzare allegria da tutti i pori. D’altro canto, a giudicare anche dalle sue foto, nessuno lo può immaginare impegnato in una sincera risata.

Torniamo agli ipocriti, guardiamo l’incipit dell’articolo di Veneziani :

Che differenza c’è tra il figlio del caposcorta di Veltroni assunto all’Atac quando era sindaco Veltroni e il figlio del caposcorta di Alemanno assunto all’Atac quando è sindaco Alemanno? Un abisso. Il primo è ordinaria amministrazione, il secondo è una vergogna e Alemanno deve dimettersi.” Appena ho letto questa frase, mi sono detto : come mai tutti i figli dei caposcorta dei sindaci di Roma vanno a finire all’Atac, l’azienda dei trasporti romana? Traffico, smog, stress per un raccomandato eccellente? Non c’è un’altra municipalizzata più tranquilla e meno nociva? Poi mi sono reso conto che Veneziani usava un artificio retorico per dire che di notte tutti i gatti sono bigi : parentopoli e corruzione non hanno colore politico. Insomma : todos caballeros.

Caro Veneziani, le riconosciamo il pieno diritto di essere triste, ma la invitiamo a scegliere meglio anche gli argomenti retorici. Non si rende conto che cerca di far passare, presso il popolo dei suoi lettori, la vulgata che anche Veltroni ha sistemato il figlio del suo caposcorta all’Atac? Se fosse vero, allora deve andarlo a denunciare in Procura; se fosse falso, lei – maliziosamente – sta alimentando una nuova leggenda metropolitana. Leggenda analoga alla bufala su Barbara Palombelli, moglie dell’allora sindaco Rutelli, supposta proprietaria della società che gestisce i parcheggi a pagamento di Roma (invece interamente di proprietà del Comune). Diceria fatta ricircolare ad arte a distanza di tempo in occasione delle nuove elezioni comunali a Roma, in cui Rutelli è stato sconfitto da Alemanno.

Lei Veneziani si chiede che differenza ci sia tra “un deputato eletto nelle liste del Pdl che cambia partito e ritira la fiducia al premier a cui era abbinato e un deputato eletto nelle liste dell’Idv che cambia partito e fa il percorso inverso al suo collega… E se dietro all’uno come all’altro si può supporre che ci sia un interesse personale (garantirsi un futuro incerto con seggi, incarichi, prebende?)”.

Provo a risponderle. Nessuna differenza.

A parte qualche piccolo particolare : chi scende dalla invincibile carrazzata berlusconiana rinuncia a qualche privilegio e a gestire un po’ di potere oggi, forse per poterne gestire uno magari maggiore, ma molto più incerto, domani. Chi invece vi sale all’ultimo minuto, proveniendo magari da un partito come l’IDV che ha fatto dell’antiberlusconismo a tutto campo il suo marchio di fabbrica, soprattutto dopo avere dichiarato pubblicamente che qualcuno del PdL si era offerto di pagargli il mutuo in cambio di un voto di fiducia, non fa venire qualche sospetto di corruzione? Veneziani non vorrà insinuare che anche Fini , Granata o la Bongiorno si siano fatti pagare il mutuo da Bersani, uno ormai costretto ad arrampicarsi sui tetti come i gatti per inseguire suoi improbabili elettori, segretario un partito che come si dice a Roma “nun ci ha più manco l’occhi pe’ piagne”?

Presumendo invece la buona fede di tutti, dovremmo concludere che non c’è nessuna differenza se uno passa da sinistra a destra o viceversa. D’altro canto la legge non prevede vincolo di mandato per i parlamentari.

Premesso ciò, vorrei che Veneziani spiegasse allora perché Fini, Bocchino e Granata sono dei traditori, mentre Razzi, Calearo e Scilipoti non lo sono. E Tremonti non è anche lui marchiato dall’infamia di un antico tradimento? Tremonti, il Ministro? Si, il primo ribaltonista della seconda repubblica, eletto all’opposizione nel 1994 con il Patto Segni e, colto da improvvisa vocazione berlusconiana dalla sera alla mattina, divenuto subito Ministro del Governo Berlusconi, che altrimenti non avrebbe avuto i numeri in Parlamento per governare. E Bondi, ex-comunista tutto di un pezzo e ora aedo del berlusconismo, è un traditore oppure no? E il giovane Capezzone, dopo aver detto peste e corna di Berlusconi, che nel giro di pochi giorni ha cambiato schieramento e ne è divenuto addirittura portavoce? E De Gregorio, Villari, Adornato, Guzzanti, Dini e compagnia cantante? E Mastella, prima Ministro con Berlusconi, poi Ministro con Prodi che ha pure contribuito sfiduciare, poi di nuovo con Berlusconi che l’ha messo in sicurezza dai suoi guai giudiziari facendolo eleggere al Parlamento Europeo con il PdL?

MA MI FACCIA IL PIACERE!

Ma Veneziani prosegue implacabile : Questa campagna contro la corruzione fa vomitare. Ora, si sa bene che la corruzione non nasce con la destra al governo o con Berlusconi e nemmeno con la sinistra, a essere onesti…. ma evitiamo di stabilire teoremi ideologici e razzismo etico: non c’è la razza dei corrotti a destra e degli incorrotti a sinistra. La responsabilità è personale e si proceda caso per caso ... D’accordo.

Le faccio notare, caro Veneziani, che a sinistra si fanno dimettere i Marrazzo, “parte lesa” ma ricattabile nello scandalo con i trans e il sindaco di Bologna Del Bono che faceva pagare al comune di Bologna i viaggi della propria fidanzata; che non si grida al complotto se va in galera  Ottaviano del Turco, governatore centrosinistra dell’Abruzzo accusato di corruzione; che si rifanno le elezioni in Molise quando la magistratura accerta irregolarità nella presentazione delle liste del centrosinistra. Senza protestare di essere vittime di macchinazioni giudiziarie.

Le risulta che a sinistra ci siano deputati condannati in secondo grado a 7 anni per mafia come Dell’Utri o Totò Cuffaro; sottosegretari come Cosentino difesi a oltranza dal PdL su cui ci sono varie richieste di arresto per camorra; ex-Ministri come Previti che hanno corrotto giudici per favorire Berlusconi “a sua insaputa”; Primi Ministri che si fanno approvare quaranta leggi per favorire le proprie aziende e per sfuggire alla giustizia, o che fanno passare per nipotine di Mubarak proprie amichette minorenni nei guai con la legge?

Peccato che a destra ogni volta che si tocca qualcuno che conta, Berlusconi in testa, ci si affanni a denunciare la trame delle “toghe rosse”, “dei giornali” e “dei poteri forti”. Veneziani ripropone anche nel suo ultimo articolo la solfa delle toghe rosse, che colpirebbero a destra e chiuderebbero un occhio a sinistra. Provi a spiegarlo meglio al suo affezionato lettore che commenta sul sito WEB de Il Giornale :

#90 salferraro2 (80) che il 12.12.10 alle ore 15:50 scrive: “… se andiamo a vedere chi ruba di più per appartenenza partitica, gli amministratori di sinistra detengono record assoluti di corruzione in ogni Regione, Provincia e Comune. Solo in Campania nel 2009 c’era il bel rapporto di 71 a 3 a favore dei rossi in amministrazioni comunali indagate. Anche se all’Alta Scuola di Formazione delle Frattocchie hanno sempre insegnato le Tecniche di Latrocinio con Destrezza nelle amministrazioni pubbliche e rassicurato il basso rischio di essere beccati e perseguiti dai magistrati per motivi che è igienico tacere …”.

Questo predominio schiacciante dei “rossi” sul fronte dei processi per corruzione – ammesso e non concesso che le cifre fornite dal lettore siano vere – come si concilierebbe allora con il complotto ordito dalle toghe rosse che perseguiterebbero solo le povere vittime di destra, i Berlusconi e le mille cricche che ruotano attorno al potere berlusconiano?

A un certo punto Veneziani è costretto ad ammettere che “ Sul malaffare a destra… sconforta sapere che i «propri» eletti non sono migliori degli altri… E non c’è nemmeno l’alibi consolatorio per dire: sì sul piano clientelare e nepotistico agiscono come gli altri, ma almeno lasciano segni mirabili in altri campi, impronte di grandi imprese, esempi fulgidi, simboli, idee e principi finora calpestati. No, è tutto così scarso, dappertutto.”

In questo, Veneziani, non posso che darle ragione. Nel popolo di sinistra, però quando ci si accorge delle pagliuzze e delle travi dei propri rappresentanti, c’è ancora chi si scandalizza e non grida al complotto. A destra invece si fa finta di non vedere la foresta di sequoia che alberga nell’occhio di Berlusconi e dei molti accorsi a mangiare le briciole che cadono dalla sua tavola. Meglio gridare al complotto, che spiega tutto e niente, e fare finta di non vedere.

Marcello Veneziani

 

Anche lei, che non perde occasione per proclamare “la propria onestà” a tutto campo, non sarà vittima di questa cecità localizzata? Altrimenti uno potrebbe chiedere al mesto Veneziani : ci è o ci fa? Non rischia di passare lui per primo per “triste ipocrita”?

Sempre in attesa di una sua risposta, il suo affezionato lettore, “velenoso e cretino”,

pocavista

Pocavista

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Il “Governo del fare, a sua insaputa”. Veneziani, Wikileaks e il complotto mondiale.

Posted by pocavista su 1 dicembre 2010

(da Inserto Satirico)

Non abbiamo amico migliore di Silvio Berlusconi che ha sostenuto sempre con la stessa coerenza le Amministrazioni Clinton, Bush e Obama“: così il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, a margine del vertice dell’Osce ad Astana, in Kazakhstan.

L'opinione del martin pescatore

 

Subito Daniele Capezzone, portavoce del PdL, noto nel mondo perché si imbatte per strada in misteriosi cazzotti che invece di lasciare tracce sul suo volto le lasciano inspiegabilmente sul quello di Putin, non si è lasciato sfuggire la ghiotta occasione. “Ora la sinistra chieda scusa. Dopo le parole chiarissime, gli elogi pieni e incondizionati, il riconoscimento caloroso e assolutamente inconsueto che va ben al di là di qualunque liturgia diplomatica, che Hillary Clinton ha indirizzato a Silvio Berlusconi, l’opposizione, Pd in testa, farebbe bene a scusarsi con il Premier. Se fossero persone serie, ammetterebbero di avere sbagliato“. (Per i curiosi, un ritratto interessante di El Cabezon è tratteggiato su il post CAPEZZONE)

A parte il giovane Capezzone e il pallido Bondi, tutti sanno che l’abile Hillary Clinton, abbandonato diplomaticamente il suo Bill troppo impegnato in impegnativi esami orali sotto qualche tavolo ovale, ha cercato solo di salvare la faccia alla sua Amministrazione sputtanata da Wikileaks con qualche frase di circostanza. Cosa pretendeva, Capezzone, che Hillary dicesse pubblicamente : “Egregio signore, lei è un brutto porco come mio marito e racconta barzellette orribili!”? Oppure “La nostra Amministrazione ritiene che lei abbia troppo cerone e troppa moquette in testa, meglio la bandana pervinca!”. Sarebbe come se Frattini in visita ufficiale a Tripoli dicesse a Gheddafi “Lei è un dittatore eccentrico e inaffidabile e si fa troppo Botox. Però ci dia il gas, che ne abbiamo tanto bisogno!”.

Non sappiamo se nei prossimi giorni – se il sito di Wikileaks non verrà chiuso (ieri è stato sottoposto ad un attacco massiccio da parte degli hacker che ne ha impedito il funzionamento per molte ore) e se Assange non verrà “neutralizzato” con arresti o sparizioni (la CIA usa il termine “rendition”) – verranno fuori altre cosucce meno gossipare sul nostro Leader Supremo. Magari relative a suoi proclami : “Ho evitato la guerra Russia-Georgia”, “Ho fatto firmare il trattato a Obama e Putin”, “Ho dato istruzioni a Obama su come fare con la crisi finanziaria mondiale”, “Sconfiggeremo il cancro in tre anni”. Lo statista di Arcore dimostra capacità incredibili, risolvendo la crisi finanziaria mondiale e convincendo Obama e Putin a firmare trattati che mai avrebbero firmato : ma come non riesca tuttora a risolvere il più semplice e casareccio problema della monnezza a Napoli rimane un mistero.

Dopo che l’opposizione ha suonato le sue trombe, amplificando le prime rivelazioni di Wikileaks , anche Il Giornale berlusconiano – spronato dai Capezzone in servizio permanente effettivo – suona le proprie campane.

Risponde alla cartolina precetto anche Marcello Veneziani, un intellettuale che – quando ci si mette – scrive benino. Il Nietzsche del Tavoliere dà alle stampe il 30 novembre su Il Giornale un articolo intitolato “Macché 11 settembre, è il 1° aprile della diplomazia”. Marcello però deve essere stato buttato giù dal letto nottetempo per stilare l’articolo, dato che non trova di meglio che scrivere : “... una obesa signora americana, come purtroppo ce ne sono tante negli States, Elizabeth Dibble, trincia un giudizio su Berlusconi dandogli dell’incapace e del vanitoso, e poi riferisce di feste selvagge… I giudizi della signora in sovrappeso (disturbi ormonali e ghiandolari?, dovremmo chiederci stando ai criteri usati per redigere questi compitini) sembrano solo il frutto di una sommaria lettura dei titoli dei giornali … Ma pensate che il compitino di una grassa patatona americana (sia)…così determinante per influenzare l’azione politica di Obama?”. Manca solo che Veneziani rinfacci alla Dibble di portare dei calzini turchesi, come il giudice Mesiano, e poi siamo al completo.

Marcello Veneziani

Dopo questo grossolano tentativo di demolizione della figura della diplomatica americana, ci si aspetterebbe che Veneziani concludesse che “è più bella che intelligente”, secondo l’elegante definizione data da Berlusconi in diretta a Rosi Bindi. Viene da chiedersi : se al posto della diplomatica americana in sovrappeso ci fosse stata la bellissima Ruby o la Minetti, l’avvenente soubrette e igienista dentale del premier approdata al Consiglio Regionale della Lombardia per meriti gengivali, le sue dichiarazioni sarebbero state più attendibili?

A questo Veneziani, in versione embedded, rispondono con entusiasmo alcuni commentatori del Popolo dell’Amore, come #32 Edmond Dantes (598), che il 30.11.10 alle ore 14:49 scrive con accenti lombrosiani:

… Veneziani non se la prende con gli obesi ma solo con gli imbecilli, che nel caso sono anche obesi. E l’obesità, a volte, é conseguenza di patologie organiche che possono avere anche riflessi sulle funzioni cognitive. Non é una colpa l’imbecillità, ma neppure un titolo per la carriera diplomatica. Che per tutti gli antiberlusconiani rappresenti invece una medaglia al valore non stupisce più di tanto.”

Un probabile infiltrato da sinistra, #42 Pietro Valdo (261), il 30.11.10 alle ore 17:48 invece chiosa :

#32 Edmond Dantes, la ringrazio sinceramente per il conforto che dà a noi tutti. Vedendo Borghezio e Calderoli chissà quanti pensavano che “l’obesità…é conseguenza di patologie organiche che possono avere anche riflessi sulle funzioni cognitive” ma non osavano dirlo.

Poi Veneziani – che passa per essere una delle migliori penne della destra, il che è tutto dire – si supera. Prima dichiara che “.…non c’è da indignarsi e gridare al complotto”. Poi invece parla di “suggeritori internazionali che si servono magari di toghe avvelenate, ma anche di scatole vuote nostrane per riempirle di tritolo e far esplodere il governo in carica. Quello è il pericolo reale, oltre la bufala. Vedrete, non si fermeranno lì…”.

Il buon Marcello rispolvera la vulgata paranoidea del complotto demo-pluto-giudaico-massonico di mussoliniana memoria, che nella versione contemporanea dell’amato Leader diventa il complotto perpetrato dai giornali di sinistra, dalle toghe rosse e dai “poteri forti”. Tutti quelli che non cantano nel coro diventano automaticamente “comunisti, sinistrati invidiosi che sanno solo odiare”. Non si salvano nemmeno personaggi culturalmente di destra come Fini, Di Pietro, Travaglio, Luca Telese e il compianto Montanelli. Anche Obama viene definito da qualcuno “un mezzo socialista”. Si vedano i commenti di molti lettori de “Il Giornale” . Mentre tutti dimenticano che Putin, definito dal nostro premier “un dono di Dio”, è pur sempre un ex-colonnello del KGB sovietico che ha una singolare idea della libertà di stampa.

Il nostro premier, in Russia, mima il gesto del mitra ad una giornalista che aveva posto una domanda scomoda a Putin

Ecco per esempio la concezione della libertà di opinione che circola anche all’interno del Popolo della Libertà : #114 anbie (130) il 29.11.10 alle ore 15:19 scrive: “Io attendo di vedere stasera Fazio e Saviano cosa avranno il coraggio di dire. Una cosa è certa, se si attaccheranno a Wikileaks spero che qualcuno abbia la cognizione di far interrompere immediatamente la trasmissione e di far arrestare quei due deficienti progressivi. In casi come questo ci vuole il pugno di ferro.”

La teoria del complotto funziona sempre perché mette in funzione quel meccanismo di “minimizzazione della dissonanza cognitiva” di cui abbiamo parlato in un altro post (vedi il post “DISSONANZA COGNITIVA“) Berlusconi da sempre ha alimentato l’ipotesi del complotto: ieri ha chiesto pubblicamente chi è che paga queste ragazze che affermano di fare le prostitute e che entrano a casa sua.

A Scaiola qualcuno paga la casa e a Berlusconi le ragazze, “a sua insaputa”. Poi magari “se le fa” lo stesso, “a sua insaputa”, se no sembra brutto. Conclusione : questo è “il governo del fare”. Sì, ma “ a sua insaputa”.

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Il quindicenne del Fronte della Gioventù alla corte del Siddharta di Arcore.

Posted by pocavista su 30 settembre 2010

Marcello Veneziani a scuola doveva essere bravino in italiano, un po’ meno in filosofia. Infatti, quando è in vena, scrive bene, eccome. E’ il contenuto che lascia a desiderare. Specie se uno decide di mettersi al gif-darth-vater-sw8servizio del Signore del Lato Oscuro della Forza. Prendiamo ad esempio due editoriali di Veneziani apparsi a poca distanza l’uno dall’altro, entrambi frutto di buonissima scrittura. I primo è apparso il 25 settembre “Gianfranco traditore e ladro di sogni” e il secondo celebra il 74 compleanno di Berlusconi, “La vita miracolosa del Siddharta della Brianza”.

Tutti sanno che in questi mesi Feltri ha attaccato Fini sia sul piano politico perché “tradisce” il patto con gli elettori, che sul piano etico, con la pagliuzza nell’occhio della casa di Montecarlo. Solo pochi lettori di destra sanno che Sgarbi lo ha attaccato sul piano personale, facendo passare Fini per un pirla e un incapace che si fa infinocchiare da una sgallettata qualsiasi. Vedi Sgarbi vs Fini

Nel primo editoriale Veneziani cerca di demolire il rapporto di Fini con quella parte del popolo missino che non si è mai riconosciuta completamente in Berlusconi, ma stenta a capire i perché e i percome del percorso dell’ex-leader di AN.

In una sorta di autobiografico Amarcord, dedicato a quel Marcello quindicenne che negli anni 70 portava in piazza il tricolore, Veneziani ricorda la propria vita :

Amarcord. Il giovane Alemanno e il FdG

Amarcord. Il giovane Alemanno e il FdG

“ Scuola politica di pomeriggio, volantini di sera, manifesti di notte, rischi di botte e ogni tanto pellegrinaggi in cerca di purezza con tricolori e fazzoletti al collo”. “Erano migliaia i ragazzi come lui. Ce ne furono alcuni che persero la vita, una trentina mi pare ..”.

A questo punto Veneziani lancia il primo affondo : “è lui, il ragazzo di quindici anni, il vero mandante e ispiratore delle accuse a Fini. Non rivuole indietro i soldi che spese per … mantenere la sezione, per comprare la colla … Non rivuole nemmeno gli anni perduti che nessuno del resto può restituirgli, le passioni bruciate di quel tempo … Quell’etichetta gli restò addosso per tutta la vita, e gli costò non poco, ma seppe anche costruirvi sopra qualcosa.”. Non sappiamo gli altri, ma Veneziani ci ha costruito benino, visto che è anche divenuto anche consigliere di amministrazione della RAI.

Quel ragazzo, continua Veneziani, capisce la necessità di “adeguarsi al proprio tempo, abiurare, rinnegare, perfino tradire. Non giustifica, ma capisce; non rispetta, ma accetta. È la politica, bellezza.”

Molti militanti di destra, allora giovani e meno giovani, quelli che magari andavano a tirare le monetine a Craxi al St.Raphael e che inneggiavano a Mani Pulite, hanno dovuto ingoiare i Previti (ma in fondo in fondo qualcuno lo ritiene pur sempre un camerata condannato da una magistratura bolscevica); le amicizie con l’ex colonnello del KGB Putin e con Gheddafi, che mandava i missili a Pantelleria e che ci fa sparare addosso con le motovedette che gli abbiamo fornito; lo scandaloso scudo fiscale che premia evasori e riciclatori all’estero; oltre a tante altre cose che avrebbero fatto rivoltare Almirante nella tomba. Per sopportare tutto questo, il popolo della fiamma ha dovuto recitare continuamente il mantra dello sdoganamento, grazie a un Uomo della Provvidenza con la bandana (l’Uomo, non la Provvidenza) che lo ha portato al potere,berlusconi-santo gli ha messo a disposizione quasi le sue TV e quelle delle RAI, giornali manganellatori e riviste mondadoriane, gli ha permesso di parlare anche delle foibe e della RSI. Ma soprattutto ha messo ai margini i “sinistri” di tutte le risme.

Ma tutta questa pletora di ex-craxiani e ex-democristiani, di faccendieri e di collusi con mafie di ogni tipo, che si affolla attorno all’incontrastato Signore dei Capelli di Arcore, molti ex-missini non l’ha mai digerita.

Ora MV rivela che “quel che non gli va giù è vedere quelle paghette di ragazzi che alla politica dettero solo e non ebbero niente, quei soldi arrotolati di poveracci che li sottraevano alle loro famiglie e venivano a dirlo orgogliosi, quelle pietose collette tra gente umile e onesta, per tenere in vita sezioni, finire in quel modo. Gente che risparmiava sulla benzina della propria Seicento per dare due soldi al partito che col tempo finirono inghiottiti in una Ferrari.pianto-gatto-silvestro Gente che ha lasciato alla Buona Causa il suo appartamento. Gente che sperava di vedere un giorno trionfare l’Idea, come diceva con fede grottesca e verace. E invece, Montecarlo, i Caraibi, due, tre partiti sciolti nel nulla, gioventù dissolte nell’acido. È questo che il ragazzo non può perdonare”.

E qui Veneziani dà fondo a tutte le sue abilità manipolatorie, buttandosi su un grottesco e retorico strappacore : “giocare sulla pelle dei poveri e dei ragazzini che per abitare i loro sogni si erano tolti i due soldi che avevano, no, non è accettabile. salvadanaioAttingere da quel salvadanaio di emarginate speranze è vergognoso… Fini non ha diritto di rubare i sogni di un ragazzo, di un vecchio, di un combattente.” Poi la chiusa a effetto : “se un uomo è disposto a svendere casa, o non vale niente la casa o non vale niente lui. E la casa valeva.”. Bravissimo retore, non c’è che dire.

E qui parte la standing ovation degli ex- quindicenni di destra : #6 guidode.zolt (2916) il 25.09.10 alle ore 9:00 commenta sul sito WEB de Il Giornale: “un fragoroso applauso…!gif-applauso Lei Veneziani ha saputo tirar fuori quello che molti di noi avevano dentro…con tutta la mia stima.

#37 piesaggi (2), il 25.09.10 alle ore 10:08, non si trattiene : “Marcello, sei un GRANDE ! Te lo dice un sessantottenne (NON un sessantottino), colonnello dei CC. in pensione ! Grande veramente grande!!!”. C’è qualcuno che pensava che un colonnello dei carabinieri potesse essere un sessantottino camuffato?

#47 JhonStone (101) il 25.09.10 alle ore 10:28 scrive: “Cazzarola!! Sapevo che lo scrivere era un arte, che le parole fossero come scalpello… ma è raro vedere ‘live’ tanta maestria… un capolavoro, non c’è altro da dire.

#19 Michele Calò (366)il 25.09.10 alle ore 9:37 scrive: “Hai ragione Marcello, ci ha rubato i sogni, l’illusione di una Destra antidemocristiana, anticomunista, laica ma non anticattolica, europea ma non anti italiana, ecumenica ma non vile dinanzi all’islam. … Gli imbecilli sinistri, dipietristi, finioti non possono capire, nel loro deserto interiore, nella loro pezzenteria di sentimenti, quello che proviamo noi …

#39 emigrasso (243) il 25.09.10 alle ore 10:09 scrive: “Oggi Veneziani mi ha commosso. Con un groppo alla gola dico che uomini come Fini, traditori, profittatori e vigliacchi, non meritano che di rappresentare quelli della sua razza: i vari Bocchino, Granata etc. Vedere come hanno ridotto il nostro vecchio MSI e come hanno svilito ciò che di grande e bello c’è nell’Ideale, mi dà il voltastomaco. Non meritano che il disprezzo …

Qualcuno accomuna Fini addirittura a Bin Laden. Manca solo che lo accusino di essere l’autore dell’attentato alle Torri Gemelle e poi siamo a posto. Il lettore #74 dony (323) il 25.09.10 alle ore 11:22 ricorda i “…valori di Onestà, Moralità, Giustizia, Patria, Famiglia, Senso dello Stato… in cui oggi fermamente nonostante tutto ancora crediamo. E questo Bin Laden nostrano, incollato alla poltrona, ha calpestato tutto ciò’ per favorire la sua compagna di letto, la di lei famigliola e il tulliano portafoglio. Solo i Santoro i Travaglio i Concita, Magistrati vari e compagnia bella possono perdonare quest’uomo che non ci fa onore. NOI NO!!! (Grazie al Dott. Veneziani per il bellissimo articolo)

Ma qualche lettore disilluso dalla politica cerca di sottrarsi alla trappola dei buoni sentimenti e obbietta, come #67 natuzzim (3) il 25.09.10 alle ore 11:10 : “Anche io ho un simile tuo percorso ma sono rimasto nell’ombra, non sono mai andato in televisione … l’età mi ha fatto capire che la politica è bella ma che i politici non fanno altro che pensare ai c….i loro, tutti con il presidente del consiglio in testa, seguito da Fini, Bossi, Casini, Di Pietro, Bersani e via elencando e anche tu che a quindici anni sognavi, oggi che ti sei svegliato cosa stai facendo? Non stai prendendo per i fondelli altri quindicenni sognatori”.

C’è anche uno sconsolato #94 Gioacchino.S (8) che il 25.09.10 alle ore 12:15 scrive: “... Pensavamo di essere diversi dai forzaitalioti, vecchi socialisti cialtroni e pure un pò lestofanti,lega-pontida-rullo diversi dai leghisti, noi così legati indissolubilmente al Tricolore e alla Nazione, “right or wrong, is my Country”, ed invece eccoci qua senza più genitori, figli di n.n, in cerca di un’identità ormai persa per sempre.”

Un altro lettore si chiede come faccia Veneziani e quel popolo di destra, che dice di riconoscersi in valori quali Onestà, Moralità, Giustizia, Patria, Famiglia, Senso dello Stato, a stare insieme a Previti, Capezzone, Cicchitto, Verdini, Cosentino, Scajola, Dell’Utri, La Russa, Stracquadanio, Brancher e compagnia cantante. E a un Leader che si fa approvare decine di leggi ad personam. Altro che appartamentino di Montecarlo!

Mi scuso per il riferimento personale, ma è la domanda che anch’io ho sempre posto ai miei amici di destra, per alcuni dei quali nutro profondo rispetto e stima.

siddhartaMa accanto al Veneziani retore, che cerca di avvelenare i tradizionali pozzi a cui si abbeverano le truppe “finiote”, allontanandole da quello che lui definisce Gianfrego Fini, c’è un altro Veneziani che scrive dellaVita miracolosa del Siddharta della Brianza”. E’ un omaggio al compleanno del Leader Supremo, fatto di garbata ironia, che cerca di neutralizzare la feroce e onnipresente satira dei “sinistri” nei confronti del Leader Supremo e che, forse, qualche breccia l’ha fatta anche nel popolo di destra più legato “all’Ideale”.

Andatevelo a leggere integralmente, è un vero pezzo di bravura giornalistica. gif-chapeauChapeau. Veneziani e il Siddharta della Brianza

PS – L’esilarante volume di Lorenzo Raffi, “Di uomini e di animali”  è adesso disponibile

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“Santa Lucia luntana” e l’appartamentino di Montecarlo : piccolo, ma con tripli servizi.

Posted by pocavista su 25 settembre 2010

CI MANCAVA SOLO LA SPY STORY NELLA REPUBBLICA DELLE BANANE! gif-detective

Alcuni ricorderanno che “Santa Lucia Luntana” era una bella canzone napoletana di E. A. Mario. Siamo nel 1919 e molti emigranti italiani – anche veneti e friulani – partono alla volta delle Americhe per guadagnarsi il pane.

Partono ‘e bastimente
pe’ terre assaje luntan
e…”

Mentre all’inizio del novecento si lasciava Santa Lucia di Napoli, oggi a Santa Lucia delle Antille ci si va, meta tropicale diventata improvvisamente di moda. Oggi “e’ bastimente” sono navi da crociera in cui molti “emigranti”, turisti veri o con le barbe finte, si aggirano per i Caraibi alla ricerca di sole e, soprattutto, di documenti sull’appartamentino di Montecarlo.

st_lucia-mapSanta Lucia è una piccola isola caraibica con poco più di 160 mila abitanti, dei quali più del 90% di origine africana o mulatti. La disoccupazione sfiora il 35%. Santa Lucia è una vera e propria repubblica delle banane, dato che basa la propria economia in gran parte sulla coltura della banana. Negli ultimi giorni si è però registrato stranamente un notevole incremento del turismo fuori stagione (l’alta stagione va da gennaio ad aprile).

Qualche fatto :

  • 15 settembre : Su Il Velino, di Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della Libertà, appare un articolo di Vittorugo Mangiavillano che si domandava “Anche la casa di Montecarlo nelle maglie della nostra intelligence e delle Fiamme Gialle?”

  • 17 settembre : Il Giornale pubblica un articolo dal titolo “I servizi segreti seguono la pista che porta ai Caraibi”. Quello stesso giorno i tre direttori del servizi segreti (Dis, Aise, Aisi) smentiscono che l’intelligence italiana si stia occupando di quell’affare.

  • 18 settembre : Un uomo, che sta aspettando di parlare con il Primo Ministro di Santa Lucia, viene ucciso con alcuni colpi di pistola sulla veranda dell’ufficio del Primo Ministro Stephenson King. Il Primo Ministro si chiude dentro e dopo qualche minuto sopraggiunge la polizia. Regolamento di conti tra criminali, delitto passionale o avvertimento al Primo Ministro? Vedi THE VOICE OF ST.LUCIA 1

  • 20 settembre : Il St.Lucy Star pubblica un articolo di Alisha Ally in cui si afferma che “ … non è la prima volta che un Primo Ministro di Santa Lucia viene visitato dal crimine”. Lo Star dà conto che, in passato, sia le residenze del Primo Ministro (P.M) che del capo dell’opposizione sono state svaligiate più volte. L’uomo ucciso nell’ufficio del Primo Ministro aveva chiesto l’assistenza del P.M. per ottenere un lavoro. Il P.M. Ha dichiarato che nessuno può dirsi al sicuro in questo paese. (“… none of us in this country is safe and there is a need for each one of us to take control of the existing situation”). Vedi ST.LUCIA STAR

Il Primo Ministro di St.Lucia: "Nessuno di noi è al sicuro"

Il Primo Ministro di St.Lucia: "Nessuno di noi è al sicuro"

  • 22 settembre : alcuni giornali italiani riportano la notizia del sito Dagospia che due giornali di Santo Domingo hanno pubblicato una lettera “secret and confidential”del Ministro della Giustizia di Santa Lucia in cui si fanno risalire a Gianfranco Tulliani le due società off-shore coinvolte nell’acquisto dell’appartamento di Montecarlo.

  • 23 settembre : Il Fatto Quotidiano rileva difformità grafiche tra la carta intestata ufficiale del Dipartimento di Giustizia di Santa Lucia e quella in cui appare la lettera confidenziale del Ministro.

  • 23 settembre : Durante la trasmissione “Annozero”, un non meglio identificato David “amico della famiglia del Ministro degli Esteri di Santa Lucia” dichiara che l’isola pullulerebbe di agenti italiani, libici e russi travestiti da turisti. Il sedicente David sostiene di trovarsi in Svizzera perché le “famiglie dei ministri sono stati invitate a lasciare l’isola” per ragioni di sicurezza. Vedi quanto riportato in SICILIA NEWS

  • 24 settembre : Il Ministro della Giustizia di Santa Lucia, Francis, fa una conferenza stampa in cui dice che la lettera è autentica, ma non sa spiegare come sia finita ai due quotidiani di Santo Domingo, dopo essere transitata per l’ Honduras. Cfr IL FATTO

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Un veduta di St.Lucia

Riassumendo :

  • Santa Lucia, secondo quanto rivelato da Il Velino e da Il Giornale, potrebbe essere al centro delle attenzioni dei Servizi italiani;
  • Un uomo viene impunemente assassinato nella veranda dell’ufficio del Primo Ministro. Si tratta di un avvertimento al governo locale o di un regolamento di conti tra malviventi?
  • In un contesto nel quale il Primo Ministro dichiara pubblicamente che nessuno a Santa Lucia può dirsi sicuro, può essere ritenuta veritiera la versione fornita dal Ministro della Giustizia Francis riguardo alle società off-shore? Su di lui sono state esercitate indebite pressioni?
  • Perchè sul sito ufficiale del Governo di Saint Lucia, tra i componenti del Cabinet non appare Francis come Ministro della Giustizia, ma il “Senator The Honourable Dr. Nicholas Frederick, Attorney General and Minister for Justice”? C’è stato un recente rimpasto? Vedi COMPOSIZIONE GOVERNO SAINT LUCIA
  • La telefonata ad Annozero è vera o è una polpetta avvelenata per Santoro?
  • Il documento che farebbe risalire a Tulliani le due società off-shore è una patacca oppure no? Il documento del resto non sembra chiarire molto: si dichiara che Tulliani è il Beneficial Owner, il beneficiario; potrebbe perciò essere un inquilino o un amministratore. Il proprietario invece dovrebbe essere definito Titleholder.
  • Che interesse avrebbe il Governo di Santa Lucia a togliere “spontaneamente” il velo di segretezza alle società off-shore, provocando la fuga di migliaia di clienti che depositano fondi nelle ospitali banche dell’isola? Parafrasando il Vangelo : non di solo pane vive l’uomo, e Santa Lucia non di sole banane.
  • Perché il Governo di Santa Lucia sta prendendo tempo per dare risposte ufficiali? Non ci sarebbe da stupirsi se Santa Lucia, che fa parte del Commonwealth, avesse chiesto qualche aiutino, per pararsi le spalle, agli 007 di sua Maestà Britannica e agli americani, che non vedono di buon occhio le pericolose frequentazioni del nostro Leader Supremo con Gheddafi e Putin.

La storia ormai ha assunto le connotazioni da trama di un libro di Ken Follett. Il fatto è che, dopo le stragi e i tanti scandali che in Italia hanno visto all’opera i servizi deviati, ci viene fatto di pensare male. Gli uomini di Fini sono al contrattacco e hanno cominciato a fare dei nomi : attendiamo il videomessaggio del Presidente della Camera.

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DALLA LIBERTA’ DIGITALE AL DIGITALE DELLA LIBERTA’

Posted by pocavista su 16 settembre 2010

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Dopo le recenti sentenze del TAR e il parere di AGCOM contrari alla sospensione dei talk show televisivi in occasione delle elezioni, vogliamo esprimere il nostro appoggio a trasmissioni scomode come Ballarò e Annozero, che il PDL  cerca di ostacolare in ogni modo. Queste – insieme al TG3 – sono ormai le uniche voci dissonanti nel palinsesto televisivo infestato da 5 TG filogovernativi, dalle Radio Londra,  dai Grandi Fratelli, dai Matrix, dalle Isole dei Famosi, dalle Rita Dalla Chiesa con le sue bufale su L’Aquila, dalle telenovelas.

Non a caso l’Italia si trova agli ultimi posti in occidente in merito alla libertà e pluralità d’informazione.  E manca ancora il progetto di legge governativo per limitare la libertà dei blogger e di Internet.

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A proposito di comunicazione : stiamo passando dalla “Libertà digitale al Digitale della libertà”.

L’Italia sta assistendo ad una vorticosa trasformazione del sistema delle comunicazioni. Arretrata in altri campi (libertà di informazione, Internet, pluralismo), l’Italia è invece ai primi posti nel mondo nel “Digitale Terrestre” e nella “Banda Larga” .

Il digitale terrestre italiano si presente nelle due varianti principali : “digitale padano”, diffuso nelle regioni del Nord, e “digitale della libertà”, presente a macchia di leopardo in tutto il territorio e talvolta all’estero.

DIGITALE PADANO

Bossi, il colto, Lega Nord

Il tipico understatement britannico di Bossi, Lega Nord, che mostra l'accurato lavoro di una manicure padana.

SOTTO : Il sofisticato esteta Calderoli, già terza carica dello Stato, cerca di incarnare l'italiano medio. Avendo grosse difficoltà con l'italiano, per prudenza esibisce solo il medio

SOTTO : Il sofisticato esteta Calderoli cerca di incarnare l'italiano medio. Avendo grosse difficoltà con l'italiano, per prudenza esibisce solo il medio

Renzo Bossi, in arte "Il Trota", con i lauti emolumenti da Consigliere Reginale Lombardo, si è comprato una elegante T-shirt per sentirsi all'altezza del suo nuovo ruolo istituzionale

Renzo Bossi, in arte "Il Trota", con i lauti emolumenti da Consigliere Regionale Lombardo, si è comprato una elegante T-shirt per sentirsi all'altezza del suo nuovo ruolo istituzionale

DIGITALE DELLA LIBERTA’

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Digitale di lotta e di Governo. Il Leader Supremo anticipa gli sviluppi tecnologici della comunicazione governativa

 

Il raffinato Leader Supremo come sempre dà sfoggio di grande classe

Il raffinato Leader Supremo non perde occasione per dare sfoggio di grande classe. La bionda candidata ride, pensando forse ai numerosi siti surfati dal minaccioso digitale del Leader.

 

Capezzone, da poco nel PdL e quindi ancora poco allenato, sta scaldando il dito medio in una pausa dei lavori parlamentari.

L'ancora inesperto Capezzone, da poco nel PdL e quindi bisognoso di allenamento, sta scaldando il dito medio in una pausa dei lavori parlamentari.

Daniela Santanchè, sottosegretario, con la raffinata cifra stilistica che la distingue

Daniela Santanchè, sottosegretario, con la raffinata cifra stilistica che ormai contraddistingue molti esponenti della destra. Santa 'n chè?

Digitale a doppia banda

Digitale a doppia banda, particolarmente adatto per la "Mondovisione"

BANDA LARGA

Con il Governo Berlusconi, la Banda – per unanime consenso – si è allargata. Forse oltre ogni ragionevole aspettativa.

Una delle molteplici formazioni della Banda Larga

Una delle molteplici formazioni della Banda Larga

Per chi vuole sapere di più sulla Banda Larga

Chi vuole sapere di più sulla Banda Larga legga il libro di Sergio Rizzo

Altan, da L'Espresso

Altan, da L'Espresso

vedi anche I MOLTI VOLTI DEL POTERE

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A QUANDO UN DOSSIER SU MONTEZEMOLO?

Posted by pocavista su 13 agosto 2010

Una richiesta a Feltri : a quando un dossier su

Luca Cordero di Montezemolo?

no comment

Montezemolo : Berlusconi ci ha deluso!

Gasparri del PdL replica : invece di parlare, scenda in politica e ci faccia vedere cosa sa fare.

Montezemolo ribatte : “È semplicemente ridicolo pensare che per poter esprimere la mia opinione sullo stato del Paese io debba entrare in politica. Questa è una visione miope e autoreferenziale di una casta“.

Nell’attesa di capire cosa farà Montezemolo, intanto abbiamo visto cosa sanno fare Gasparri e soci. E ci è bastato.gasparrimarcor_omissis

Il popolo di destra però va giù duro. Ecco qualche commento, pubblicato sul sito WEB de “Il Giornale”, che riportiamo in versione integrale, errori inclusi.

Un lettore che si firma #67 Pasquale Esposito (299),il 12.08.10, alle ore 14:52, scrive:

CARO MONTEZEMOLO SAREBBE STATO MEGLIO SE LEI FOSSE STATO ZITTO!!! cosi avrebbe fatto piu bella figura, perche non prova lei a vincere un gran premio con tre ruote?, la ferrari ci ha provato ma non ha vinto!!!. in questi 2 anni di governo; BERLUSCONI ha dovuto fare i conti con una crisi mondiale, un terremoto in abruzzo e lo scandalo della munnezza di napoli ed e riuscito a far rilanciare l,industria certo non e che tutto e tornato come prima ma se ci fosse stato bersani al potere l,italia avrebbe fatto la fine della grecia!!!. il governo ha fatto anche delle riforme importanti come quella della scuola che e stata rovinata dai sessantottini, la riforma della PA; HA FERMATO I FLUSSI EMIGRATORI (sic) DEGLI EXTRACOMUNITARI!! e se potrebbe (sic) fare il programma di governo l,italia andrebbe molto meglio invece si e trovato con l,opposizione in casa e non ha potuto fare tutto quello che doveva fare, in piu e contrastato da una magistratura cieca ai bisogni del paese e che fa politica contro di lui!!!” –berlusconi-meno-tasse-per-tutti

Il lettore Esposito non aggiunge però “non abbiamo messo le mani nelle tasche degli italiani”. Altrimenti il repertorio degli slogan televisivi della destra sarebbe quasi completo.

A completarlo ci pensano gli altri lettori. Il lettore “Lepanto” introduce anche l’essenziale elemento dell’ “odio” nei confronti di Berlusconi. Manca, ahinoi, l’ “invidia”, sentimento che potrebbe accomunare Montezemolo ai “sinistri”, come vengono definiti tutti quelli che non sono allineati e coperti nel popolo della libertà vigilata (definizione del giovane Capezzone). Ma tutto sommato possiamo considerare “l’invidia” come un sottoprodotto dell’”odio”. Sempre di peccati capitali si tratta.

#153 lepanto (1199) – lettore, il 12.08.10 alle ore 16:22, scrive:

“Ma questo Cordero quali titoli possiede per parlare di Berlusconi? Nella sua “carriera” ha solo ritirato lauti stipendi dalla Fiat, dalla Ferrari e dalla Confindustria senza mai combinare un tubo.montezemolo-con-attrezzatura-indust Ha passato un’intera vita tra feste, attrici e yatchs, freguentando (sic) unicamente politici della prima repubblica che lui rimpiange enormemente perchè garantiva centinaia di miliardi di lire alla Fiat a fondo perduto con la complicità dei sindacati. Berlusconi ha detto basta a questo andazzo e per questo Cordero lo odia.”

Mentre Lepanto fa anche del gossip su Montezemolo, “ivantabarini” invece riprende gli argomenti ricorrenti a destra contro le” campagne denigratorie e “gossippare” nei confronti del Leader Supremo, e sulla mancanza di leadership della sinistra, che non sarebbe mai “leale”. #158 ivantabarini (2) – lettore , il 12.08.10 alle ore 16:26, scrive:

“Mi dispiace sinceramente, che una persona come Montezemolo .. ci dia spiegazioni sulla vita politica italiana, alquanto farneticanti; forse dovrebbe valutare più attentamente che le varie campagne denigratorie e di gossip, sono l’unica arma della sinistra, di una sinistra priva di un leader che sappia concretizzare un’opposizione leale. Le parole di Montezemolo sono una vera delusione. Ivan”

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Il Partito dell'Amore

Luca farebbe bene a stare zitto perché non conosce la materia. Siamo l’unico paese nel quale la magistratura oltre che istituzione é anche partito politicamente impegnato. Questa anomalia insieme al debito pubblico e ad una cultura di sinistra ancora radicata sia pure per retaggio del passato impedisce le riforme che sarebbero utili e necessarie e per le quali serve un accordo oltre la maggioranza a causa delle inevitabili implicazioni costituzionali. … Si aggiunga la delicata cotingenza (sic) economico-finanziaria e si spiega perché Silvio ha potuto fare meno di ciò che avrebbe voluto fare. Accontentiamoci di aver mandato a casa i visco-schioppa e mortadella, pegoraro (sic) e compagni !”

Infine non può mancare l’elemento paranoideo della congiura permanente contro Silvio da parte dei “poteri forti” e dei “traditori”. E’ questo il collante che tiene sempre insieme il logos della destra : la congiura spiega facilmente tutto e il contrario di tutto, almeno nelle menti di chi deve compensare le poche letture con le molte certezze.

Anche coi tacchi Silvio mi arriva qui

Anche coi tacchi Silvio mi arriva qui

I fatti spariscono e rimane solo la congiura. Le vicende giudiziarie, i guai fiscali, le Noemi e le frequentazioni pericolose del Leader Supremo sarebbero tutte frutto di un piano eversivo dei “poteri forti”, attraverso la magistratura, i giornali italiani e stranieri e le TV.

Uno appena appena normale si sorprenderebbe che il Leader Supremo non venga considerato dai suoi a sua volta parte dei “poteri forti”, forse l’unico vero potere forte che c’è oggi in Italia.

Il “povero Silvio” in effetti :

  • controlla direttamente o indirettamente l’80% della TV e il 90% del mercato pubblicitario italiano (tramite le agenzie di raccolta pubblicitaria di Mediaset e Rai), la maggior casa editrice del paese, giornali e riviste d’informazione e una miriade di periodici destinati a un pubblico “poco politicizzato”e assai influenzabile;
  • ha goduto di una maggioranza bulgara in Parlamento – almeno fino a poco fa –  che gli ha approvato senza battere ciglio tutte le leggi ad personam e ad aziendam;
  • è il capo del governo;
  • è il più ricco uomo d’Italia e uno dei più ricchi del mondo e dispone di risorse che nessuno dei suoi concorrenti politici può permettersi.

Ma per i suoi fedelissimi, Berlusconi è come quello di Cornacchione, il “povero Silvio” che “ha tutti contro”, che “non lo fanno lavorare”, che è “troppo buono”, che “è talmente ricco che non bisogno di rubare”, che “una Costituzione votata dai comunisti gli impedisce di fare veramente il bene dell’Italia”. Insomma ieri si diceva “Il Duce ha sempre ragione”, oggi molti dei suoi pensano che “Silvio ha sempre ragione”.

In questo contesto chi la pensa diversamente dal Leader Supremo, non è che un “traditore” . #185 noppige (258) – lettore, il 12.08.10 alle ore 17:02, scrive sul sito WEB de “Il Giornale”:  “Tra “Farefuturo” e “Italia futura” siamo oramai accerchiati da tanti grandi futuristi, provenienti da un incloncudente (sic) passato,il cui ruolo si concretizza con il discredito alla persona del Capo del Governo. Poi tutto il resto è favola se pensano di unirsi Fini ,Vendola, Bocchino, Casini, Bersani, Bindi, Briguglio, Granata, Di Pietro con Montezemolo e Rutelli con la speranza di convincere gli italiani in un futuro concepito con teoremi e filosofia politica praticamente squilibrata ed inaffidabile.La gente vuole un Paese moderno con le riforme promesse in campagna elettorale e libero dai burocrati e dai politicanti di professione. Basta con gli inciuci di Palazzo e chi tenta di tornare al passato è un traditore.”

Ma a destra non c’è nessuno che si fa venire qualche tenue dubbio? Gli altri sono tutti “traditori”? Qualche raro lettore manifesta in verità un qualche disagio berlusconimussolini-300x214nei confronti di una cultura di destra basata solo sul “Credere, obbedire, combattere”, altro che sul pensiero liberale!

In effetti #226 Dreamer66 (137) – lettore, il 12.08.10 alle ore 18:07, scrive: “..Ogni volta che mi capita leggere su queste pagine riguardo a delle critiche sul “sommo” presidente, non posso nascondere il profondo stato di ilarità che mi pervade… Ma quanti e quali diversi NEMICI, di volta in volta, si rende necessario combattere all’ultimo sangue??? Vediamo quelli che mi ricordo: Fini, Bocchino, Granata, Moroni fra i nemici “interni”, poi… Bersani, Casini, Bonino, Prodi, Di Pietro fra gli esterni… Travaglio, Santoro tra i giornalisti… Caritas, Emercency (sic) fra le associazioni no profit… Ultimo acquisto: Montezemolo… mi sembra la formazione di una squadra di calcio.

Un’ultima cosa. Secondo quanto affermato da Il Giornale, un lettore avrebbe segnalato alla redazione che girando per Montercarlo si era imbattuto, casualmente, in un citofono di nome Tulliani. E da lì avrebbe preso il via tutto il bombardamento su Fini. Potremmo credere a questa storia, magari se lo sconosciuto lettore si chiamasse, per esempio, Renato Farina, ex-vicedirettore di Feltri e radiato dall’Albo dei Giornalisti perchè al soldo dei servizi segreti per spiare i propri colleghi. Ma questa è una pura illazione. Certo che Vittorio Feltri, un giornalista “diversamente rispettoso”della deontologia professionale –  famoso nel mondo per avere pubblicato documenti falsi che hanno provocato le dimissioni di Boffo, e per aver dichiarato sul proprio quotidiano che per due anni aveva scritto falsità sul conto di Di Pietro,accusandolo di aver preso soldi da Pacini Battaglia – è uno che le occasioni sa prendere al volo.tulliani-ferrari-180x140

Al valoroso direttore diamo una nuova dritta : Tulliani, il cognato di  Fini, non è il solo ad avere una costosa Ferrari, che lava con le sue stesse mani. Anche Montezemolo è stato visto con una Ferrari e, come aggravante, la fa lavare ad altri. Se Feltri volesse iniziare un’inchiestina anche su un personaggio come Montezemolo che sta diventando scomodo per il suo datore di lavoro, saprebbe dove cominciare…

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Luca con una delle sue utilitarie

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LA PAGLIA, LA TRAVE E IL CAPEZZONE – Fini e l’appartamentino

Posted by pocavista su 10 agosto 2010

 

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LA PAGLIA, LA TRAVE E IL CAPEZZONE.

Ovvero : Fini e l’appartamentino di AN

 

Fini : “Un’inchiesta della Magistratura accerterà se sulla vicenda della casa a Montecarlo sono state commesse irregolarità o violazioni di legge. E’ la ragione per cui mi sono fino ad oggi limitato ad affermare ‘Ben vengano le indagini’. A differenza di altri non ho l’abitudine di strillare contro i magistrati comunisti‘.

Accettabile la dichiarazione di principio. Meno convincente la spiegazione sullo svolgimento della vicenda che, tra l’altro, non riguarda beni pubblici bensì il patrimonio privato di AN. Ma aspettiamo che la magistratura faccia il proprio lavoro.

Il Giornale”, che insieme a “Libero” e al “Il Tempo” hanno iniziato a massacrare Fini, raccoglie le firme per chiedere le dimissioni del Presidente della Camera. gif-avvoltoioTra i primi firmatari la Santanchè (Santa ‘n chè? Ma non è quella che ha affermato in TV che bisogna rispettare anche la privacy dei mafiosi?) e Stracquadanio, parlamentare PdL, il gentiluomo che aveva anticipato che a Fini sarebbe stato riservato il “trattamento Boffo”.

Secondo il periodico online di Farefuturo, : “A guardare in azione i manganellatori di professione – è scritto – sembra quasi che la ‘filosofia politica’ del Pdl sia solo e soltanto quella di garantire un potere tutto personale: politico, aziendale, economico“. Va da sé che da un direttore come Feltri, che sulla scrivania tiene il busto di Mussolini, ci si doveva aspettare una certa familiarità con il manganello, sia pure mediatico.

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Fini, colpito da fuoco amico. "Se avessi saputo quanto fa male il manganello, mi sarei portato almeno un po' di olio di ricino!"

In democrazia è normale che si chieda a una figura pubblica, come quella di Fini, una spiegazione di un fatto apparentemente anomalo come la vendita di un appartamento di AN a due società off-shore. Che lo chieda “Il Giornale” nei tempi e nei modi che tutti sappiamo, appare sospetto anche ad alcuni dei suoi lettori.

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Gianfra', ma che ce tocca fa' per riportarti sulla retta via. Di Arcore.

Sul sito WEB de “Il Giornale” sono gli stessi berluscones ad azzardare qualche timido dubbio, come il lettore #21 “devezze (2)”, che il 10.08.10 alle ore 11:00 scrive: “a me sembra che siate voi ad essere diventati giustizialisti all’improvviso… come mai questa disparità di trattamento? come mai a Berlusconi tutti i benefici del dubbio su tutte le faccende sporche in cui è immischiato, e per Fini invece richiesta di dimissioni immediate? che coerenza”.

 

Sembra disorientato anche un altro lettore de “Il GIornale”,“#5 el liga (134)”, che il 10.08.10 alle ore 9:18 commenta sul sito:

Situazione adorabilmente complicata. Usando la logica mi pare di poter dire: 1. non va bene che Fini faccia il capocorrente da presidente della camera; anche Casini e Bertinotti l’hanno un po’ fatto ma lui esagera. Dovrebbe essere molto più moderato oppure dimettersi. 2. essendo io stato sempre contro tutti i linciaggi, quello di Berlusconi e quello di Boffo, quello di Scaiola e quello di Marrazzo et cetera mi posso permettere di dire che anche questo del Giornale contro Fini è parecchio sopra le righe e, se posso usare un termine caro a Berlusconi, a orologeria. 3. E giusta la domanda: se fosse un berlusconiano cosa direbbero Di Pietro, Repubblica & company? gif-burlanda-berluscdirige-orchestraPerò è anche giusta la domanda: se fosse un berlusconiano fedelissimo, il Giornale avrebbe fatto una così rigorosa inchiesta su fatti che legalmente sono privati? Inchiesta ovviamente legittima ma …

Qualche lettore giunge perfino a fare dell’ironia sottile sulla campagna de “Il Giornale”, proponendo una lettura della cosa che rimanderebbe direttamente alle vicende giudiziarie che hanno visto protagonista il Premier Supremo.

Il lettore “#3 Lu. Car. (444)”, il 10.08.10 alle ore 9:01 scrive:

Pazzesco come Fini abbia trafficato con questo appartamento. Società fittizie di comodo, conti in nero, castelli finanziari, probabili tangenti, forse corruzione a finanzieri e giudici per realizzare e coprire queste operazioni. Poi uso del potere per salvarsi e stare sulla breccia là dove la giustizia ha paura di arrivare e per poter modificare le leggi garantendosi impunità e buoni affari. Fini ha commesso tutto questo e quindi deve dimettersi. Il mariuolo Fini deve andarsene.Ironia che, essendo molto sottile, probabilmente è sfuggita a molti lettori del sito.

 

Argomentazioni tuttavia che non turbano l’ineffabile Daniele Capezzone, il portavoce del Leader Supremo. El Cabezon è quello che quando esterna in TV dà l’impressione che aspetti con impazienza la fine del collegamento per sganasciarsi dal ridere per le sue stesse dichiarazioni.

Il giovane Capezzone, dall’inquietante anagramma (si provi per esempio a spostare la seconda sillaba del nome al terzo posto), ha fatto della coerenza il proprio stile di vita. Com’è possibile che questo fior di garantista abbia chiesto “ufficialmente” le dimissioni di Fini?

Capezzone, chi era costui? El Cabezon, si ricorderà, da piccolo è stato anche segretario del partito radicale, prima della propria fulminea conversione sulla via di Arcore. Celebre la sua intervista a Radio Vaticana, il 5 dicembre 2001, in cui dichiarava che la pedofilia al pari di qualunque orientamento e preferenza sessuale, non può essere considerata un reato.

 

Capezzone, ovvero dr.Jekill and mr. Hyde

El Cabezon, uno dei migliori dr.Jekill and Mr. Hyde della politica italiana

Sul Corriere della sera, 4 febbraio 2006, a pagina 8 dichiarava che “Berlusconi … doveva fare le grandi riforme economiche e abbiamo Tremonti che scrive libri da no global, doveva fare la grande riforma della giustizia e si è fatto solo gli affari suoi. Ha trasformato la Casa delle libertà nella Casa delle libertà vigilate.”

 

 

Sul Corriere della sera, 30 ottobre 2003, p. 13, riferendosi al governo Berlusconi, diceva “Sarebbe un’eresia dirsi d’accordo con chi ha impostazioni clerico-fasciste su materie come il divorzio, la droga, la ricerca scientifica.”

Altra dichiarazione del Nostro: “Silvio Berlusconi è entrato in politica con 5 mila miliardi di debiti e con le banche che tentavano di strozzarlo; oggi vanta 29 mila miliardi di attivo e figura tra i sette uomini più ricchi del pianeta”. (da Repubblica, 30 ottobre 2005, p. 13)

Su Repubblica, 19 marzo 2006, un Capezzone in piena crisi puberale dava fiato ad un’elegantissima esternazione: “Dopo il cieco di Sorrento, la muta di Portici, e lo smemorato di Collegno, arriva lo sciancato di Arcore. Berlusconi è patetico.”

Altrove (“L’omonimo”, Carta Canta del 31 marzo 2006) paragonava Berlusconi a Vanna Marchi e Tremonti al Mago do Nascimento.berlsuca-e-vanna-marchi

Naturalmente saremmo lieti di smentire tali citazioni, riprese dal blog “L’Antefatto” e dal sito Web di FareFuturo, qualora si rivelassero errate.

 

Bene, ognuno ha diritto di cambiare opinione. Non solo Fini, ma anche l’imberbe Capezzone, divenuto ormai un secondino nella “casa delle libertà vigilate”.  Oggi afferma che “Siamo garantisti verso tutti, ma non siamo ciechi. La spiegazione fornita dal presidente Fini non spiega granché sulla ormai famosa vicenda monegasca”.

Ma forse il Leader Supremo, che lui rappresenta così bene, ha fornito spiegazioni soddisfacenti alle famose 10 domande di Repubblica? Berlusconi, anzi, ha querelato “La Repubblica”, non perché affermasse il falso, ma solo perché poneva domande scomode.

Capezzone, tra l’altro condannato a febbraio in via definitiva per avere dato del teppista ad un pubblico ministero,

Daniele Capezzone, oggi portavoce di Berlusconi, ieri a fianco di Cossutta e Fassino. Per la serie : "oggi è molto difficile credere negli ideali, ma per un compenso adeguato lo si può sempre fare"

Daniele Capezzone, oggi portavoce di Berlusconi, ieri a fianco di Cossutta e Fassino. Per la serie : "oggi è molto difficile credere negli ideali, ma per un compenso adeguato lo si può sempre fare"

sarebbe più credibile se, a proposito di vendite off-shore, chiedesse proprio al suo principale– come ha stabilito la sentenza per la corruzione dell’avvocato inglese David Mills – notizia delle varie società domiciliate nei paradisi fiscali di mezzo mondo e a lui riconducibili. A proposito di residenze estere, Capezzone poi non avrebbe che l’imbarazzo della scelta, dato che ai Caraibi il Cavaliere possiede almeno sei ville controllate da società off-shore. capezzone_talebanoEn passant, il buon Daniele potrebbe chiedere conto anche dei millecinquecento miliardi di lire di fondi neri accumulati all’estero da società del premier, sistemati da una legge appositamente fatta approvare dall’interessato. E magari perché le sue società hanno usufruito spesso dei condoni fiscali varati dai suoi governi.

El Cabezon avrà anche una sua spiegazione per l’affare Mediatrade, in cui cui Berlusconi è accusato di “appropriazione indebita” e “frode fiscale” per aver concorso nel 2002-2005 (mentre era presidente del Consiglio) a “stornare” 34 milioni di euro dai bilanci di Mediaset (società quotata) e a frodare il fisco per 8 milioni di euro. Per non parlare delle frequentazioni anche recenti del suo Leader Supremo con l’avvocato Cesare Previti che comprò i giudici del caso Mondadori con soldi della Fininvest. Bene, il bimbo prodigio Capezzone ci faccia sapere qualcosa senza nascondersi anche lui dietro legittimi impedimenti.

Altan, da "L'Espresso"

Altan, da "L'Espresso"

 

Uno come Capezzone, che ci immaginiamo sottoposto a forti stress perchè passa freneticamente da uno schieramento politico all’altro ad ogni elezionecapezzone-no-centristi e la cui carriera politica potrebbe venire stroncata all’improvviso, per prudenza dovrebbe dotarsi almeno dei conforti religiosi. Cerchiamo di consigliargli qualche lettura edificante:

gif-frate-pelatoIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: “… Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, mentre tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”.(Luca 6,39-42, oppure Matteo 7, 1-5)

 

Ma non sarà che il nostro Cabezon forse più che le travi e le pagliuzze sa riconoscere meglio le “canne” e le “paglie”?

 

 

 

 

 

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