Della bufala. Intesa come una delle belle arti

Posts Tagged ‘bunga bunga’

PARTICIPANTS TO A FUNERAL PARLOR – OVVERO MORTE POLITICA DI UN LEADER

Posted by pocavista su 2 agosto 2013

No comment : l’evento 

berlusconi condannatoDa Huffington Post

Il vero “esercito di Silvio” – Le truppe cammellate accorrono al capezzale del Cav

Palazzo Grazioli - sentenza Mediaset BerlusconiPoverino, e pensare che ci ha fatto tanto del bene! (da Corriere della Sera)

Mediaset: a via del Plebiscito stato maggiore PdlOra che sarà di me? (da Corriere della Sera)

  http://www.corriere.it/politica/foto/08-2013/palazzo/grazioli/volti-tirati-sguardi-bassi-pellegrinaggio-palazzo-grazioli_a694b3d6-fb3c-11e2-be12-dc930f513713.shtml#6  

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Il premier frainteso. La hit parade delle celebri frasi del “migliore statista degli ultimi 150 anni.” Vota la tua frase preferita

Posted by pocavista su 13 novembre 2011

GAME OVER DELL’UTILIZZATORE FINALE

GAME OVER - da STOPCENSURA

VOTA LA TUA FRASE  PREFERITA

 

Berlusconi non sarà ricordato solo per :

  • le decine di Leggi ad personam che si è fatto o ha cercato di farsi approvare.

  • il gigantesco conflitto di interessi in cui ha impelagato l’Italia,

  • le bufale che raccontato in TV,

  • le barzellette che ha detto in giro, 

  • il bacio alla mano a Gheddafi, 

  • le gaffe fatte negli incontri internazionali,

  • il bunga bunga,

  • avere dato una mazzata alle finanze e alla credibilità internazione dell’Italia.

Alcuni lo ricorderanno anche per le sue frasi celebri.  Ve ne proponiamo una scelta.


L’IMPRENDITORE E LO STATISTA

  • Non entrerò mai in politica.

  • Scendo in campo per un nuovo miracolo italiano.

  • Conflitto di interessi? Venderò le mie TV

  • Delle TV sono ormai il “mero proprietario”.

  • Mi confronterò con lei quando avrà vinto tante Coppe dei Campioni quante ne ho vinte io con il Milan

  • Lo giuro sulla testa dei miei figli.

  • Sono l’unto del Signore.

  • Sono il miglior premier degli ultimi 150 anni.

  • Faccio il premier a tempo perso.

  • Me ne vado da questo Paese di merda.

  • Come sempre, sono stato frainteso.  

LA POLITICA

  • Con Bossi non prenderò più nemmeno un caffè.

  • La Casa delle Libertà. Il Polo del Buon Governo.

  • Faremo la rivoluzione liberale

  • Il premier in Italia non ha nessun potere.

  • Evadere è un diritto naturale che è nel cuore degli uomini.

IL GOVERNO DEL FARE

  • Meno tasse per tutti

  • Non metteremo mai le mani nelle tasche degli italiani.

  • Più lavoro per tutti

  • Stasera firmerò davanti al notaio un contratto con gli italiani

  • Il Ponte sullo Stretto si farà in tempi brevi

  • Farò votare una severa legge anti-corruzione

  • Rientreranno molti capitali con lo scudo fiscale per contribuire al rilancio dell’economia

  • E’ tutta colpa dell’euro.

  • Farò sparire la spazzatura da Napoli in tre giorni.

  • Abbiamo compiuto il miracolo della ricostruzione dell’Aquila

  • Candido Lampedusa al Nobel per la Pace.

I COMUNISTI

  • Prodi, un utile idiota dei comunisti.

  • I comunisti cinesi bollivano i bambini per farne concime.

  • La Costituzione è comunista

  • L’Economist è comunista.

  • D’Alema è comunista (!) 

LA CULTURA GENERALE

  • Romolo e Remolo

  • Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, anzi mandava la gente in vacanza al confino.

  • Vorrei incontrare il padre dei fratelli Cervi

  • L’energia atomica, che nasce dalla scomposizione della cellula

I RAPPORTI INTERNAZIONALI

  • Non chiamo Gheddafi per non disturbarlo.

  • La proporrò per il ruolo di kapò. (A Schulz, europarlamentare tedesco)

  • Siete turisti della democrazia (al Parlamento Europeo)

  • L’Islam è una civiltà inferiore.

  • Sarkozy ha imparato da me

  • Obama è bello, giovane e abbronzato.

  • La Merkel è una culona inchiavabile.

LA MALAVITA ORGANIZZATA

  • La mafia, poche centinaia di persone.

  • La trasmissione “La Piovra” rovina l’immagine dell’Italia all’estero.

  • Chi scrive di mafia lo strangolerei con le mie mani.

  • Mangano (lo stalliere mafioso) si comportava bene; prendeva la comunione nella cappella di Arcore.

LA GIUSTIZIA

  • Previti è un perseguitato.

  • Tutti sono uguali di fronte alla legge, ma io sono un po’ più uguale degli altri.

  • Sono sempre stato assolto.

  • I giudici sono matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana.

  • Ai giudici noi insidiamo le mogli, siamo dei tombeur de femmes

  • All Iberian mai sentita. Mills mai conosciuto.

IL SESSO

  • Andiamo al Bunga Bunga.

  •  Che ne direbbe di una ciulatina?

  • Il padre di Noemi era l’autista di Craxi. 

  • Mai frequentato minorenni.

  • Non ho mai pagato una donna.

  • Ruby era la nipote di Mubarak.

  • Pagavo Ruby perché non si prostituisse.

  • Solo cene eleganti.

  • La Minetti è “madre-lingua”

  • La patonza deve girare!

    Altan, da L’Espresso


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Il Metodo Boffo, adesso in due eleganti confezioni : per uomo e per signora. Oggi ne viene fatto grazioso omaggio alla Prestigiacomo.

Posted by pocavista su 23 luglio 2011

A Firenze si svolgono celebri manifestazioni di moda, come Pitti-Uomo, Pitti-Donna e Pitti-Bimbo, note in tutto il mondo.

I gentiluomini de Il Giornale, di Libero e di RaiSet negli ultimi tempi hanno preferito lanciare nel mondo il Boffo-Uomo e il Boffo-Donna, prestigiose manifestazioni di affetto riservate a quei malcapitati che accennano a qualche timido dissenso nei confronti del Leader Supremo. Non ancora varato il Boffo-Bimbo, ma non disperiamo.

Boffo – uomo

Caratteristica comune del Metodo Boffo è quella di cercare di colpire soprattutto la vita privata del destinatario. Ai tapini di sesso maschile si rimprovera, di volta in volta, producendo documenti parziali o falsi, oppure alterandone il contesto :

  • di essere gay (l’ex-direttore dell’Avvenire, Boffo, accusato falsamente di “essere attenzionato dalla Questura”);
  • di andare in giro nudi (si pubblica una privatissima foto di un giovane Vendola – allora privato cittadino – in un campo di nudisti) e perciò indegni di fare la morale sul caso Ruby;
  • di essere dei traditori (Fini) che si fanno abbindolare dalla compagna di turno ;
  • di tramare con dei generici “poteri forti” (Tremonti, Montezemolo);
  • di essere degli imprenditori semifalliti, nonché ebrei e – come aggravante – residenti all’estero (De Benedetti);
  • di essere strambi perché dotati di calzini pervinca (il giudice Mesiano che ha condannato la Fininvest a risarcire la CIR per averle scippato la Mondadori comprando un giudice);

E l’elenco potrebbe continuare con i vari Follini, Woodcock, Di Pietro, Bocchino.

Feltri e Boffo

Boffo – donna

Alle donne “scomode”, o che potrebbero diventarlo, si rinfaccia invece di essere uterine, umorali, ingrate, succubi di partner inaffidabili e pericolosi. Talcolta di fa della pesante ironia su avversarie “più belle che intelligenti” (B. su Rosi Bindi).

Si comincia con Veronica Lario, colpevole di essersi stancata dei bunga bunga maritali con stuoli di giovanissime veline, e la si accusa di essere una “velina ingrata”: per meglio esporla al pubblico ludibrio, si pubblica una sua antica foto a seno nudo in prima pagina.

Poi si passa a Ilda Boccassini – PM del caso Ruby – cui si rinfaccia la “grave” colpa di aver baciato in pubblico, trenta anni fa, il suo fidanzato di allora, giornalista di sinistra, nei pressi del Palazzo di Giustizia : ciò avrebbe dovuto costituire la prova provata che Ilda Boccassini è “un magistrato rosso” e che non avrebbe i titoli morali per occuparsi del “caso Ruby”.

Successivamente tocca alla mitica Carfagna, che tempo fa aveva dato prova di  irrequietezza politica. Mara – promessa sposa del giovane imprenditore Mezzaroma e già chiacchierata per una presunta liason  con B. – viene subito cucinata a dovere, mettendo in piazza la sua love story con il “traditore” Italo Bocchino (un nome, una garanzia), che le avrebbe messo in testa strane idee. Episodio che si arricchisce, a margine, di scambi di insulti con la Mussolini (il celebre “vaiassa”!).

Oggi è il turno della Prestigiacomo, colpevole di avere avuto un atteggiamento autonomo rispetto al resto del PdL, sulla questione della “monnezza” di Napoli.

Infatti, puntuale come un orologio svizzero, Il Giornale ospita un articolo di Giancarlo Perna, dal titolo Il caso Prestigiacomo: la ministra inadeguata inamorata (sic) di De Magistris”. Il giornalista (e chiediamo scusa alla categoria dei giornalisti) denuncia “Le giravolte della titolare dell’Ambiente. L’ultima il “flirt” politico col sindaco Idv.”.

Boffo-donna : ora c’è la soap opera “Boffo Style”

Com’è noto, il ministro Prestigiacomo due giorni fa si era schierata con l’opposizione sul decreto rifiuti : ma poi PdL e Lega hanno votato contro il governo per fare dispetto a De Magistris.

Il Giornale come spiega l’atteggiamento del Ministro dell’Ambiente? Considerazioni tecniche e di merito? No : “La signora Prestigiacomo ha voluto compiacere Gigino de Magistris, notorio essendo il suo debole (politico, per l’amordiddio) per l’aitante guascone che guida Napoli”.

Poi rincara la dose : “Potenza del fascino «non solo politico» del bruno partenopeo”. Si chiarisce al lettore meno informato che il Ministro, chiamata da Perna prima Steffi e poi Presty, (nomi che rievocano Barbie, la bambola di plastica) “piange sempre quando è indispettita e il quando è in aumento”.

E perché piangerebbe la nostra bionda Ministra? Ce lo spiega Perna, che si improvvisa psicologo ministeriale : “Qui sta il problema. Presty non si sente più amata dal Berlusca. Alla sua quinta legislatura … ha perso il monopolio femminile dei primi anni. Quando conobbe il Cav a Siracusa, che poi la portò ad Arcore con altri giovani di Forza Italia, fu circondata dalle sue premure: «Come sei bella, come sei alta» e cose così. Ne era la pupilla ancora negli anni 2001-2006 quando la fece ministro – appena trentaquattrenne – delle Pari opportunità …”.

E allora, diranno i lettori de Il Giornale e i quattro lettori del nostro blog, esiste un lieto fine nella soap opera (Boffo style) sceneggiata dall’ineffabile Perna? “Oggi, la ribalta è delle Carfagna, Gelmini, Meloni. Di qui, l’inquietudine, il volersi mostrare a costo di andare contro. A ogni Consiglio dei ministri c’è l’attesa di scintille a causa di Stefania: un battibecco, un pianto dirotto, ecc.”.

Confronto di idee in Consiglio dei Ministri? No, dice Perna, scontri isterici tra primedonne. Adesso, che il Giornale ha rivelato chi ci governa, possiamo dormire sonni tranquilli.

Sallusti, Feltri e Belpietro uniti nella lotta. Nel fango.

Questo è il giornalismo dei “servi liberi” di Berlusconi, che si commenta da solo. Sei un Ministro e cerchi di risolvere i problemi dell’Italia? No devi solo obbedire al Leader Supremo. O sei allineato e coperto, oppure vieni sputtanato col metodo Boffo. Per dei giornalisti sedicenti “liberi” e “liberali” non c’è male.

Riportiamo – per finire – due commenti dei lettori del sito WEB de Il Giornale :

#26 00ginetto (127), il 22.07.11 alle ore 11:47 scrive: “Ma si, dai, sbarazziamoci della Prestigiacomo. Il suo problema non è essere una incompetente nella materia di cui è ministro. Il problema vero è che non è neanche pregiudicata, e nelle file del pdl questo stona molto...”.

#52 buonanotteallitalia (463) il 22.07.11 alle ore 14:22 invece scrive: “A forza di dare l’ordine di attaccare tutti i propri amici e alleati, Berlusconi finirà per ritrovarsi solo con Sallusti per le sue seratine …”.

Non vogliamo essere così pessimisti : B. – costretto a privarsi anche di Lele Mora cui hanno messo le manette – potrà sempre contare su Apicella.

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Il playboy su Playboy : Silvio fa anche il coniglietto del mese

Posted by pocavista su 25 aprile 2011

IL PRESIDENTE DEL PARTITO DELL’AMORE FINALMENTE RICEVE IL GIUSTO RICONOSCIMENTO INTERNAZIONALE

Dopo un’estenuante attesa, Berlusconi finisce su Playboy, edizione tedesca, in forma di Santino. Era ora : date a Cesare quel che è di Cesare!

Ecco una raccolta di sue pubbliche dichiarazioni che testimoniano il suo profondo attaccamento per la famiglia cristiana tradizionale, che gli viene riconosciuto finalmente anche da Playboy. L’Uomo della Provvidenza è ormai in odore di santità.


DA STERN A PLAYBOY

Nei mesi scorsi  erano circolate le foto di carri allegorici presenti alle sfilate di Carnevale in vari paesi del mondo : ciò forniva la prova della considerazione di cui godiamo all’estero per merito del nostro Leader Supremo e di chi continua a sostenerlo.

Berlusconi in copertina su STERN

Dopo essere stato preso di mira dai giornali di tutto il mondo, non poteva mancare Playboy. L’edizione tedesca della rivista pubblica un santino del premier in perfetto stile anni cinquanta.  Giusto tributo a chi si considera un macho senza rivali e ama circondarsi di giovanissime nipotine.


Processo Ruby : violazione della privacy di S.B. o giusto procedimento per verificare l’esistenza di eventuali reati? Ognuno si sarà fatto un’idea.

C’è ancora qualche indeciso che ha bisogno di un aiutino o di un ripasso? Ecco un bignami di pubbliche dichiarazioni del Leader Supremo sulle donne (da l’Espresso del 10 marzo 2011).


«Se cambiate idea e decidete di mettere sui treni ad Alta Velocità delle hostess, io mi propongo per il casting». (10 dicembre 2010)

«Sono fatto così da sempre, e se qualche volta mi succede di guardare in faccia una bella ragazza, meglio essere appassionato delle belle ragazze che gay».(2 novembre 2010)

«Mi accusano sempre di circondarmi di belle ragazze senza cervello. Ecco, invece qui delle belle ragazze che si sono laureate con il massimo dei voti e che non assomigliano certo a Rosy Bindi». (19 luglio 2010)

(foto/santino da PLAYBOY ): L'Unto del Signore è guidato e protetto da San Ghedini, novello Virgilio sceso negli Inferi, mentre la Minetti imita l'estasi Santa Teresa e intona la laude "Meno male che Silvio c'è". L'immacolata Ruby, a destra, simboleggia il peccato originale, da cui il premier si è mondato con generose beneficenze a giovani ragazze traviate. In alto a sinistra, una minacciosa Bocassini agita la " sinistra" falce della legge. Sembra che il Santino abbia potenti capacità taumaturgiche.

«Portate qualche volta anche qualche bella ragazza. Noi l’apprezzeremmo perché siamo latini». (12 luglio 2010)

«Stamani in albergo volevo farmi una ciulatina con una cameriera. Ma la ragazza mi ha detto: “Presidente, ma se lo abbiamo fatto un’ora fa…”. Vedete che scherzi che fa l’età? ». (4 luglio 2010)

«Non vogliamo più morti albanesi nel canale di Otranto o flussi criminali verso l’Italia. Faremo un’eccezione per chi porta belle ragazze». (12 febbraio 2010)

«Quando vedo belle donne perdo il filo… Preferite così o quegli altri? Marrazzo per esempio?» (11 febbraio 2010) «Sento parlare la signora Rosy Bindi: è sempre più bella che intelligente». (8 ottobre 2009)

«Ci sono in giro un mare di belle figliole. Io non sono un santo, lo avete capito tutti, speriamo lo capiscano anche gli amici di Repubblica». (22 luglio 2009)

«Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane, credo che non ce la faremmo mai». (25 gennaio 2009) «La Santanchè è una bella sberla». (7 aprile 2008)

«Le donne del centrodestra sono certamente più belle di quelle del centrosinistra». (7 aprile 2008)

«Margaret Thatcher? Se fosse stata una bella gnocca me ne ricorderei». (6 luglio 2007)

«Io con te andrei ovunque». (A Aida Yespica, 31 gennaio 2007)

«Guardatela, se non fossi già sposato me la sposerei». (A Mara Carfagna, 31 gennaio 2007)

«Per ottenere la presidenza italiana ho rispolverato tutte le mie arti da playboy, per utilizzare tutta una serie di sollecitazioni amorevoli nei confronti della signora presidente». (22 giugno 2005)

«Viviana Beccalossi è più brava che bella… il contrario di Rosy Bindi». (9 aprile 2003)

«Amo la Francia, e continuo ad amarla, basta contare le fidanzate che vi ho avuto». (19 aprile 2002)

«Vedo laggiù in prima fila rappresentanti di notevole livello estetico. Sapete che sono innamorato di mia moglie ma non ho perso il senso estetico e noto delle gambe straordinarie che circolano». (6 aprile 2002)  

(CITAZIONI RIPORTATE DA L’ESPRESSO DE L’11 MARZO 2011)

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Questa ci mancava : il caso Ruby spiegato ai fanciulli. Marcello Veneziani e l’educazione dei figli.

Posted by pocavista su 8 aprile 2011

Continuiamo a leggerla, caro Veneziani, dato che lei non finisce mai di stupirci.

Lei ama descriversi come un onesto ragazzo di destra deluso dalla vita e da Fini in particolare. C’è chi la ritiene invece un furbo intellettuale di destra che si è ricavato una nicchia ecologica blindata all’interno del potere berlusconiano; chi un fascista “buono” e un po’ triste che sa usare la penna e che la sera legge Kant invece di andare al bunga bunga. E che preferisce usare la vaselina mediatica al posto del manganello.

Probabilmente in Veneziani convivono più personalità, come in dr.Jekyll e Mr.Hyde : di giorno, si mette un rassicurante doppiopetto; la sera, il maglioncino girocollo da intellettuale engagè per spiegare Evola e de Maistre; il sabato, i pantaloncini corti, la camicia, il fez e il moschetto di legno da balilla.

Ma, per coerenza, veste sempre in tinta unita. In nero. Colore che sfina, è assai gradito alla maggioranza al potere e si abbina bene con tutto. Anche con Giampaolo Pansa.

Ruby e il tredicenne.

Ieri, nella sua consueta rubrica il Cucù su Il Giornale, Veneziani spiegava la vicenda Ruby ad un presunto figlio tredicenne.

Provate voi a spiegare la vicenda Ruby a un ragazzo sveglio di tredici anni. Ti chiede se la denuncia è partita da qualcuno che si sente danneggiato… E tu dici di no, non c’è nessuna denuncia, non c’è una vera parte lesa. Ti chiede poi se c’è stata violenza o danni alla ragazza … e tu dici di no, era già escort prima…

Ti chiede se è stata pagata con i soldi di noi contribuenti, e tu devi rispondere di no, lui … fa regalie di tasca sua. Ti chiede allora se è stato beccato sul fatto, perché è brutto vedere un vecchio fare sesso con una ragazzina, e tu dici di no, nessuno li ha visti, negano ambedue, non ci sono prove.”

Poi continua :

… tu dici che … è brutta quella telefonata in questura e così quella falsa parentela con Mubarak, quegli amici Mora&Fede e quel troiaio… Lui incalza: ma questa vicenda ha danneggiato l’Italia nel mondo? E tu dici di si, è stato un danno all’immagine e alla credibilità dell’Italia e del suo governo.

Ma poi ti chiede se è stato lui a esibire al mondo questa brutta storiella privata; no, devi rispondere, l’ha resa pubblica chi ha intercettato, impegnando tanta gente e tanti soldi per spiarlo, e chi poi l’ha sputtanato ogni giorno sui giornali e in tv. … E allora tu dici, però ora basta, vai a scuola...”.

Qui Veneziani mostra al figlio come esercitare il mestiere più antico del mondo dopo il meretricio : quello dell’intellettuale che si mette al servizio del potente di turno, facendo finta di essere indipendente e persino critico, all’occorrenza.

Marcello Veneziani

Qual è la ricetta?

  • Si prenda una vicenda scomoda per il potente e se ne riproponga la versione a lui più favorevole (“non c’è vera parte lesa”, la ragazza era già una prostituta, Berlusconi l’ha pagata di tasca sua, entrambi negano di avere fatto sesso);
  • si aggiunga una leggera presa di distanza, se no pare di fare la parte di Fede (“è brutta la telefonata in questura e la scusa della parentela di Mubarak”);
  • si attenui fino ad annullare le proprie osservazioni critiche (per esempio, raccontando che così fan tutti);
  • si suggerisca che la colpa non è di chi le cose le fa, ma di chi le racconta.

In soldoni: si occultano i reati da accertare (prostituzione minorile, concussione), si dice che si tratta di puro gossip e moralismo, e si fa passare il potente per una povera vittima di invidiosi, guardoni, falliti, complottisti.

Il sesso ormai è reato?

Il giorno seguente Veneziani cerca di terminare il compitino, presentando un nuovo articolo: “Caso Ruby e giornali: ormai il sesso è reato, hanno capovolto i valori”.

Il buon Marcello ripropone lo schema narrativo predisposto dai comunicatori berlusconiani e presentato su giornali e TV dai Ferrara, dagli Sgarbi, dai Sallusti, dai Belpietro, dai Signorini, dai Minzolini e dai parlamentari PdL (si tratta di gossip, è una congiura dei magistrati rossi, si spendono i soldi per spiare Berlusconi invece di perseguire i delinquenti, lui ha agito solo per evitare un incidente diplomatico con l’Egitto).

Veneziani propone una sua variante allo schema :

  • prende un elemento del caso Ruby che può aver suscitato perplessità in qualche elettore del Popolo dell’Amore;
  • lo fa proprio ( “Sì, ho trovato triste anch’io che il Parlamento abbia dovuto pronunciarsi sulla vicenda Ruby e trovo avvilente che abbia dovuto avallare la tesi del premier realmente convinto che si trattasse della nipote di Mubarak. È una brutta pagina del Parlamento…”);
  • e alla fine lo “sterilizza” ( “Seguendo la tradizione del Giornale di Indro Montanelli, mi turo il naso e dico: meglio così che far cadere un governo e una maggioranza su Ruby. Sarebbe stato ancora più indecente e vergognoso”).

Poi Veneziani si avventura nel così fan tutti e cita Vittorio Emanuele II, Craxi, Kennedy. Vuole farci concludere che non c’è niente di nuovo nella vicenda Ruby.

Vittorio Emanuele e la Bela Rosin

Magari qualcuno potrebbe obiettargli che Vittorio Emanuele II non faceva passare la “bela Rosin” per nipotina di Menelik, o che Anja Pieroni e Marylin Monroe non erano minorenni e non venivano pagate un tanto a botta. Vittorio Emanuele, Craxi e Kennedy non risulta inoltre che abbiamo mai partecipato ad un “family day”.

Figuriamoci se infine Veneziani perde l’occasione per l’attacco di rito alla magistratura : “Il potere giudiziario non può paralizzare il potere legislativo ed esecutivo, non può rovesciare la sovranità popolare e gettare nel caos una nazione”.

Alcuni commenti dei suoi lettori

Molto si potrebbe obiettare ad un Veneziani che arranca dietro ad argomentazioni sempre più deboli. Ma facciamogli rispondere dai suoi lettori, che commentano sul sito WEB de Il Giornale.

Marylin Monroe

 

Il lettore #19 kreb (156), il 08.04.11 alle ore 12:21, scrive:

Il potere giudiziario non può paralizzare il potere legislativo ed esecutivo, non può rovesciare la sovranità popolare e gettare nel caos una nazione. Aggiungo che il capo del potere esecutivo non può utilizzare la maggioranza di cui gode in Parlamento per paralizzare l’attività legislativa! Così come non può approvare delle leggi che per un tornaconto personale mandino in fumo gli interessi di migliaia di vittime, che si vedranno private di un valore supremo come la giustizia per via della prescrizione breve.

Da mesi ormai il Parlamento discute provvedimenti che non hanno nulla a che vedere con l’interesse generale ma con gli interessi di poche persone. Questo è realmente intollerabile. Da mesi si discute di Lodo Alfano, legittimo impedimento, legge sulle intercettazioni, processo (o sarebbe meglio dire prescrizione) breve”.

#13 bart (124), il 08.04.11 alle ore 10:48, evidenzia che un altro aspetto dell’anomalia berlusconiana:

Un’affermazione come: “ormai il sesso è reato” mi sembra frutto, più della nostra era mediatica, di semplice paranoia.

Come quell’altra per cui il potere giudiziario potrebbe “rovesciare la sovranità popolare” per il semplice fatto di mettere sotto inchiesta il capo dell’esecutivo. La maggioranza continua ad essere legittimata a governare, come è normale che faccia in qualsiasi paese liberale. Ma se il governo della maggioranza dipende assolutamente da un uomo solo, cosa che invece nei paesi liberali normalmente non accade, questo è un problema della maggioranza, non della magistratura.

Quanto al fatto che ci siano state epoche in cui i vizi erano privati e le virtù pubbliche, è vero, e io, come tanti, non ne sento la nostalgia.”

#25 DubitoErgoSum (11) il 07.04.11 alle ore 1:50, suggerisce a Veneziani le risposte da dare al figlio tredicenne che si meraviglia che un vecchio di 75 anni corra dietro a sue possibili compagne di banco:

(il ragazzo) ti chiede se la denuncia è partita da qualcuno che si sente danneggiato, e tu gli rispondi che esistono valori che devono essere tutelati e reati che devono essere perseguiti a prescindere dall’esistenza di una denuncia, perché sono d’interesse di tutta la comunità civile.

Ti chiede se era minorenne o no … e poi quella storia della nipote di Mubarak, e tu rispondi che sì, era minorenne, e a volte in situazioni disperate si ricorre a scuse ridicole perché non si sa che altro dire (ti ricordi, figliolo, quella volta che ti abbiamo colto a guardare foto di donnine nude sul PC e tu hai cercato di darci a bere che stavi facendo una ricerca di scienze?).

…gli dici che una cosa sbagliata fatta da molti o per molto tempo non diventa per questo improvvisamente giusta, e che se lo ricordi bene la prossima volta che i suoi amici lo inviteranno ad andare a rubacchiare le figurine dall’edicolante perché tanto “una volta o l’altra lo fanno tutti”.

… Lui incalza: ma questa vicenda ha danneggiato l’Italia nel mondo? E tu dici di si, .., ma la colpa non è di chi ha dato la notizia, bensì di chi ha commesso il fatto, e che se lo ricordi la prossima volta che gli verrà in mente di tacere per difendere il bulletto della scuola che ha dato fastidio alla ragazzina indifesa, perché qualcuno gli ha detto che “non va bene fare la spia” e che devi solo “farti gli affari tuoi”.”

Conclusione

Ma siamo proprio sicuri che il genitore Veneziani sia tanto pirla da trattare un figlio tredicenne, molto “sveglio”, come se fosse un qualsiasi aspirante tronista o una velina?

Preferiamo credere che Veneziani, l’uomo della vaselina, intendesse parlare solo al popolo di elettori dell’amore. Che – guarda caso – va trattato come un ragazzo di scuola media nemmeno troppo sveglio, come disse il Leader Supremo durante una convention aziendale, subito prima della sua scesa in campo.

La seguiamo sempre con attenzione,

saluti dal suo affezionato blogger, velenoso e cretino,

Pocavista

Pocavista

 

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Chi è “il burlesco inviso” che “bollisce insu’ rovi”? Chi “fu abile rotture?” La politica e la Pagina della Sfinge.

Posted by pocavista su 22 febbraio 2011

Nomen Homen : già gli antichi avevano intuito come un nome possa influire sul destino di una persona.

Anche se a volte il legame tra nome e destino di qualcuno non è così evidente. Ma, a ben scavare, il destino di un uomo emerge sempre tra le lettere del suo nome.

Ci siamo allora dilettati con anagrammi a frase, esercizio ben conosciuto da chi frequenti la Pagina della Sfinge della Settimana Enigmistica.

Ecco quello che abbiamo trovato:

PARTITI

Popolo Libertà : “popolo tribale”, “poi porto balle” (non un partito, ma una “Curva Sud”, imbonita a dovere dal suo proprietario)

Popolo della Libertà : “badate il pollo, prole” (figli che gestite il mio impero mediatico, fate buona guardia ai pollastri che mi danno il loro consenso)

Partito Lega Nord : “Partito del grano”, “grattando il pero”; “parandogli retto” (a Silvio), “lotto per randagi” (da fan di Mani pulite a partito della cadrega romana; dalle accuse al “mafioso di Arcore” all’accanimento terapeutico che tiene in vita Berlusconi, accogliendo parlamentari randagi meridionali); “parlando, rigetto” (i suoi militanti spesso vomitano insulti a Radio Padania).

Partito Democratico : “accreditato importo”(Fassino : abbiamo una banca!); “accade: mi porti torto!” (Il sistematico tiro al bersaglio sui propri leader)

Futuro e Libertà : “fu abile rotture”; ; “il tutore : bufera!”; “furberia tutelo”. (FLI ha rotto col Pdl; Fini viene accusato de essere il furbetto dell’appartamentino di Montecarlo e di aver traditogli elettori e le sue tradizioni di destra, cominciando con il suo viaggio in Israele: “Lui? frutto ebrea”).

Unione Democratica di Centro : “Te, odieremo, rincantucciando”, “temere odio, rincantucciando” (due versioni : una da alternativa di Terzo Polo, la seconda da inciucio con Berlusconi); “rincantucciando, odi meteore”(mentre cerchi una tua nicchia ecologia al centro dello schieramento politico, qualcuno ti rivolgerà un sonoro pernacchio).

Sinistra Ecologia Libertà : “Gioì’ scartabellare in sito” (il partito e i suoi militanti sono molto presenti in rete)

POLITICI

Giorgio Napolitano : “Aggiòrnati : lo opìno!” (Ha detto a Berlusconi che il sistema giudiziario italiano gli offre tutte le garanzie).

Silvio Berlusconi :” il burlesco inviso”, “su livori sbilenco”, “bollisce insu’ rovi!”; “bellicoso in virus”. Oggi la sua popolarità è in vistoso calo; da molti – specie all’estero – viene considerato una macchietta. Ultimamente è un po’ nervoso.

Il Cavaliere di Arcore : “li’ accadrà! leverei ori!” (le donazioni fatte ad Arcore alle sue amichette?)

Gianfranco Fini : “gran in officina”, “affari non cingi”; (Il Presidente della Camera non sembra raccogliere molto dal suo strappo con Berlusconi); “cigni fanfaroni” (alcuni suoi parlamentari stanno ritornando mestamente nel pollaio berlusconiano). “Con Farina, fingi!”(Renato Farina, vice di Feltri, spia dei Servizi Segreti sospeso dall’Albo dei Giornalisti; poi regolarmente premiato dal PdL con l’elezione alla Camera)

Pierferdinando Casini : “Decadrai! Non persi Fini!” (a Berlusconi : nonostante alcune defezioni rimane in piedi il progetto dell’alleanza con Fini per il Terzo Polo)

Pierluigi Bersani : “bagnerei, lui spiri!” (festeggerei a champagne nel caso che Silvio si levasse di mezzo); “insuperabile, giri!” (gira come una trottola, da Sanremo ai tetti delle Università occupate, con le maniche rimboccate).

Massimo D’Alema : “mossi male dama” (dai tempi della Bicamerale ne ha sbagliate di mosse!); “ma saldai somme” (riferimento all’appartamento in affitto da lui lasciato dopo denunce su affittopoli?).

Francesco Rutelli : “nel ficcare, lustro” (una decisa smentita all’impietosa satira rivoltagli da Vauro).

Nichi Vendola : chiavi nel Don” (forse ha in programma un viaggio in Russia); “donne valichi” (vai oltre le femmine). Nicola Vendola : “calando, lenivo” (forse si riferisce alle sue preferenze sessuali); “decollava inno” , “cadano novelli” (le sue qualità affabulatorie sembrano affascinare i più giovani); “l’ode non valica” (l’evocazione di modelli sociali alternativi è confinata a un ristretto pubblico di sinistra); “declinava nolo” (sono recenti le sue dichiarazioni contro l’amore mercenario emerso nel Rubygate);

Francesco Storace : “Te, consacra scrofe!” (Alcuni malopensanti – da cui ci dissociamo – ritengono che ciò si riferisca all’investitura di Daniela Santanchè come candidata de La Destra alle ultime elezioni politiche)

Daniele Capezzone : “capezzale dei neon” (il portavoce di B. sta volentieri sotto i riflettori per cantare le lodi di un berlusconismo agonizzante).

Alessandra Mussolini “munsi il re, salassando” (dopo i dissapori con Fini e Storace, blandì Berlusconi, fu eletta parlamentare, per il suo stipendio attingendo – come tutti i suoi colleghi – alle casse dello stato).

GIORNALI E GIORNALISTI

Il Giornale : “Ingollerai!” (inequivocabile riferimento al Metodo Boffo)

La Repubblica : “al pubblicare”, “a lebbra : pulci!” (fa le pulci al Cavaliere, che considera la peste del sistema Italia)

Famiglia Cristiana : “agli miri sfiancata”; “fanatica gli rimasi” (nonostante i duri attacchi de Il Giornale al direttore di F.C., Don Sciortino, la rivista ha mantenuto la propria linea editoriale di critica a B.).

Michele Santoro “lo schianteremo!”; “le amiche storno” (riferimento a Berlusconi e al Rubygate).

Marco Travaglio “Lo marcavi, grato” (Travaglio grazie alle sue severe critiche a Berlusconi è divenuto famoso)

Giovanni Floris : “in fango, risolvi” ; “sfilavi rognoni” (gentile e paziente, ma tenace, nel mettere in difficoltà i berluscones).

Concita de Gregorio : “accende grigio toro” (la bella direttrice dell’Unità fa arrabbiare l’anziano tombeur de femmes – prezzolate “a sua insaputa”-  di Arcore).

Alessandro Sallusti : “salassando, illustre!”; “dell’intruso, salassa!” (per la sua attività giornalistica e per il suo physique du role, molti lo ritengono una sorta di Nosferatu che succhia il sangue di ogni oppositore).

Vittorio Feltri : “torvi file, trito”; “irto vi rifletto”; “filetti ritrovo” (il maggiore esponente del “Metodo Boffo” mesta nel torbido, con dei dossier o dei files, per scorticare le tenere carni degli avversari veri o presunti di Berlusconi)

Vittorio Sgarbi : “irto, sbrigativo”; “ivi sbriga torto”; “sbigottirà rovi” (la virulenza di Sgarbi e la sua iracondia sono un suo tratto distintivo – del resto uno che si chiama Sgarbi…)

Giuliano Ferrara : “erro : lì naufragai” (i miserandi risultati elettorali del suo movimento No Aborto); “funeraria gloria” (dato che secondo alcuni porta male – se questo fosse confermato, ma io non ci credo – di fatto avrebbe recitato il Deprofundis a Berlusconi con la sua manifestazione “di sostegno” al Teatro Dal Verme a Milano)

Maurizio Belpietro : “permutabile, ori zio” (avanti e ‘ndrè tra Libero e il Giornale, gioielli di zio Silvio); “Tu rompi : belerai ozi” e “imputo liberare zio”(farai l’elogio del bunga bunga e ti batterai per il proscioglimento di B?)

Augusto Minzolini : “maligni ozi su Unto” (il suo TG riduce reati e critiche sull’Unto del Signore a semplice gossip); “ smunto, languii ozi” (il suo pallore è forse legato alla sua attività professionale?).

Marcello Veneziani : “caramelle ne’ novizi”, “cavaliere, non milze!” “venni macellare ozi” (a gennaio, Veneziani su Il Giornale auspicava toni più pacati nella linea editoriale. La nuova versione “alla vaselina” però è durata poco : Veneziani sta tuttavia mantenendo una sua linea più caramellosa, forse per non allontanare i “novizi” del PdL).

Nicola Porro : “Loro? Carponi!” (caso Marcegaglia?). Ma anche “Corna, piloro!” (colpire allo stomaco l’avversario, mettendo in piazza vicende amorose altrui).

Bruno Vespa : “bravo, punse!” (d’altra parte si tratta di un imenottero).

Franco Bechis : “finché sbraco” , “nocche sfibra” (sembra che batta i pugni sul tavolo), “finchè sbarco” (forse aspira ad un posto di maggiore rilievo nella compagine berlusconiana). Noi pensiamo sia più adatto “Confische bar”.

Piero Ostellino : “lenirei sto polo”, “lenirei lo posto” ( forse per un suo recente articolo sul Corriere molto tollerante col bunga bunga presidenziale). Troviamo più incisivo l’epitaffio: “ostinerei, pollo”.


Ci fermiamo qui. Fateci pervenire le vostre proposte.

Pocavista

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Lo smutandato di Collegno. Pane al Pane, Verme al DalVerme. Ecco la copia de “Il Foglio” in cui Ferrara ammetteva di aver spiato Craxi per conto della Cia.

Posted by pocavista su 12 febbraio 2011

Giuliano Ferrara, lo smutandato di Collegno

Un tempo c’era lo smemorato di Collegno. Oggi Ferrara al Teatro Dal Verme inneggia alla mutanda e al bunga bunga. Colto da improvvisa amnesia, lo smutandato di Collegno si è dimenticato che ieri organizzava il Family Day e il movimento Prolife. E che l’altro ieri spiava Craxi (lui dice : “spiegava”) per conto e con i soldi della CIA. E che qualche tempo prima militava nel PCI, dopo aver strizzato l’occhio a Lotta Continua.

 

Alleghiamo, in formato Pdf, copia della pagina de Il Foglio del 2003 in cui Ferrara ammetteva di aver spiato Craxi per conto della CIA (clicca su FERRARA LA SPIA – POI CLICCA DI NUOVO SU “FERRARA LA SPIA” NELLA NUOVA FINESTRA E SI APRIRA’ IL DOCUMENTO IN PDF)

Caro Cavaliere, stia molto attento a “er mutanda”, al secolo Ferrara Giuliano. Si dice che porti male. Conduce gli amici sempre su terreni scivolosi : ieri per esempio ha detto che lei non è Breznev (infatti il burosauro sovietico era assai più alto e non si era fatto trapiantare i capelli) e che dovrebbe andare in TV accettando il contraddittorio. Non lo faccia, caro Presidente, ne uscirebbe maluccio.

Io non ho mai creduto che qualcuno possa portare iella, ma i fatti sembrano parlare da soli e convincerebbero anche gli ultrascettici del CICAP.

Come ricordava Travaglio ieri su Il Fatto quotidiano :

1 – Ferrara ieri era nel PCI. Il “glorioso partito di Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer” ha poi fatto una fine che tanto gloriosa non è : estinto. Ai rarissimi esemplari di comunisti doc ormai è stato applicato il radiocollare per rintracciarli in fabbriche semiabbandonate e diroccate case del popolo di periferia.

2 – Ferrara poi è migrato nel PSI. Il “glorioso partito che era di Nenni e di Craxi” poi è naufragato nella Tangentopoli scoperchiata da Mani Pulite. Craxi è dovuto fuggire ad Hammamet; di Martelli se ne sono perse le tracce a Malindi e di De Michelis viene rinvenuta ogni tanto solo un po’ di forfora.

3 – Ferrara – non contento – si è accasato in seguito in Forza Italia e ha fatto il Ministro dei Rapporti con il Parlamento nel primo governo Berlusconi nel 1994. Governo colpito e affondato dopo appena sette mesi di vita. Micidiale.

4 – Ferrara infine, in occasione delle ultime elezioni, ha dato vita al Movimento Prolife – No Aborto, ottenendo un risibile risultato da prefisso telefonico.

Ferrara, nudo come un verme. Poi al "Dal Verme"

Consentitemi una riflessione a proposito di Prolife : per dare il nome al suo movi­mento, Ferrara non avrà tratto ispirazione da certe compresse che magari tiene sul comodino? Danno sollievo a me, lo da­ranno ad altri, avrà pensato il fine intellettuale.

In effetti PROLIFE viene prodotto dalla Zeta Farmaceutici in 3 forme, come capsula, pastiglia gustosa del sapore latteo o come soluzione specialmente adatta per i bambini. PROLIFE ri­stabilisce l’equilibrio della microflora intestinale impedendo così il gonfiore, i disturbi digestivi, la stitichezza.

Questo potrebbe spiegare due cose :

  1. perché Ferrara in TV appare spesso di cattivo umore e maltratta senza pietà i suoi interlocutori;
  2. che per lui, intellettuale snob, la parola “movimento” sia più affine alla peristalsi che alle opinioni.

En passant, ricordiamo che Ferrara ha sostenuto :

  • la liberazione di Adriano Sofri : che invece si è fatto tutta la galera a cui è stato condannato;
  • D’Alema per la corsa al Quirinale : viceversa poi è stato eletto Napolitano
  • Rutelli alle ultime elezioni come sindaco di Roma : invece ha poi vinto Alemanno;
  • Sarah Palin alle elezioni in America : al contrario, oggi abbiamo Obama presidente;
  • la seconda guerra di Bush all’Irak, per esportarvi la democrazia : dopo dieci anni e centiania di migliaia di morti siamo ancora “a carissimo amico”.

Quindi, caro Cavaliere cosparga la casa di sale, faccia affiggere ferri di cavallo alla porta e viaggi con un cornetto rosso king-size in tasca (utile anche in caso di un bunga bunga imprevisto) contro i mortali effluvi iellatori di Ferrara. Dal Teatro Dal Verme di Milano ci mettono un attimo per giungere in Brianza fino ad Arcore.

Devo dire che anche Lei, caro Presidente Berlusconi, in quanto a iella, non se la passa male : Lei sale al governo nel 2001 e poco dopo c’è l’attacco alle Torri Gemelle, con successiva crisi economica mondiale. Ritorna al Governo nel 2008, e subito scoppia la crisi dei mutui subprime americani, con conseguente gravissima crisi economica mondiale e l’Italia ridotta a un colabrodo.

Da italiano, ormai stufo di passare da zimbello nel mondo (quando vado all’estero mi faccio ormai passare per portoghese, popolo assai meno chiacchierato), mi permetto un suggerimento : il nostro Leader Supremo e lo smutandato di Collegno, Ferrara, perché non lasciano l’Italia (rimettendosi prima i calzoni) e, insieme allo zio di Ruby ormai fuggiasco, non fanno un bel pellegrinaggio a Lourdes?  Dicono che lì fanno i miracoli… Hai visto mai?

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Dire, fare, baciare, lettere e testamento. L’evoluzione della strategia comunicativa di Berlusconi per neutralizzare il caso Ruby

Posted by pocavista su 8 febbraio 2011

Dopo le prime notizie sul “caso Ruby”, i consulenti di comunicazione di Berlusconi hanno cercato di correre ai ripari, cercando di mettere una “pezza” a quella che poteva diventare una vicenda devastante per il nostro Leader Supremo.

Bisognava raccontare la cosa non solo proponendo un punto di vista, ma alterare anche molti fatti che stavano emergendo con forza dalle intercettazioni, testimonianze, bonifici bancari.  Gli spin doctors berlusconiani (così vengono definiti gli specialisti che creano consenso verso un leader o un progamma politico) hanno proposto veri e propri schemi narrativi “alternativi”, poi recitati in maniera uniforme e acritica più volte in TV da parlamentari e giornalisti amici. Il via lo ha dato lo stesso Berlusconi che, come d’abitudine, ha invaso la TV con i suoi videomessaggi e pseudointerviste.

Marco Cacciotto, su “Il Sole 24 Ore” del 20 gennaio, rilevava che la sfida consisteva nel  “portare dalla propria parte quella fascia di elettori intermedia che non ha una forte identificazione politica e che, prendendo posizione, potrebbe spostare gli equilibri“. Non si punta – come di solito fa il centrosinistra – al bersaglio grosso e indistinto dell’intero corpo elettorale – ma a quelle fasce di elettori di centrodestra disorientati e delusi, oltre che ai milioni di elettori non politicizzati e tendenzialmente orientati all’astensione.

La strategia comunicativa seguita dai consiglieri di Berlusconi sembra simile a quella del caso “Monica Lewinsky”, in cui veniva messo sotto accusa il presidente Clinton.

La strategia si è sviluppata per fasi successive, a seconda della reazione del pubblico.  Sondaggi e i “focus group” riescono a fornire agli spin doctors elementi per rendere sempre più efficaci gli schemi narrativi proposti al grande pubblico e suggerire quando passare ad una fase successiva.

Prima fase : la negazione. I videomessaggi del Presidente del Consiglio, i penosi e maldestri interventi dei suoi più fedeli parlamentari – come quelli del cattolicissimo (!) on.Lupi – , e i titoli dei suoi giornali e telegiornali hanno dapprima negato i fatti. Si affermava che si sarebbe violata la vita privata di Berlusconi, (“i magistrati spiano dal buco della serratura”), e che non c’erano stati reati, né prostituzione.

Poi, quando sono state rese pubbliche le intercettazioni e sono emersi bonifici bancari e testimonianze di ragazze che avevano partecipato alle feste di Arcore, non si poteva più negare l’evidenza.

Si è passati quindi alla Seconda fase : la minimizzazione.

Abbiamo allora assistito a numerosi interventi, interviste e comparsate TV delle ragazze implicate nel caso. Queste dichiaravano all’unisono che le feste c’erano, ma si trattava di eventi morigerati ed “eleganti”.

M.Polanco

Poi Ruby è andata in TV a piangere, dicendo che era stata mandata via di casa perchè uno zio l’aveva violentata (rischiando l’autogol, perchè qualcuno avrebbe potuto incolpare Mubarak).

Anche soubrette dominicana Polanco è andata da Lerner a fare la parte della mamma premurosa, lamentandosi perchè i poliziotti che hanno perquisito casa sua hanno svegliato sua figlia. La mammina premurosa non si era però accorta che il suo compagno faceva il narcotrafficante(beccato l’estate scorsa con 12 kg di coca e condannato a 8 anni).

Qualcuno (Carlo Rossella) si è azzardato a descrivere i dopocena di Arcore come una sorta di dopolavoro ferrovieri, in cui si cantavano le canzoni di Apicella, si raccontavano barzellette e si faceva il cineforum.

Poi, magari, si chiudeva la serata con tre Pater, Ave e Gloria.

I soldi e gli appartamenti dati alle ragazze da Berlusconi vengono fatti passare in TV come un aiuto dato da un benefattore a povere ragazze raminghe e bisognose. La stessa Iva Zanicchi da Lerner parlava di un Berlusconi benefattore che “aiuta tutti”. Anche Iva Zanicchi, fatta lavorare per anni a Mediasei, viene candidata al Parlamento Europeo probabilmente perchè era una “povera cantante” bisognosa di aiuto, che senza qualche decina di migliaia di euro al mese dello stipendio di parlamentare europea non poteva sbarcare il lunario.

Il Ministro Romani, ex-uomo Mediaset – si presenta in TV con una lista di enti caritatevoli che avrebbero beneficiato della bontà d’animo del Presidente del Consiglio. Lista che per fortuna ci ha risparmiato.

Pochi fanno notare in TV (Bocchino è l’unico) che tra le beneficiate non c’è una nonna terremotata o un’operaia disoccupata, ma solo giovani soubrette con i tacchi a spillo e la quinta di reggiseno.

Tutte le ragazze – in pubblico – a sostenere che non ci sono stati rapporti sessuali e che B. non sapeva che Ruby fosse minorenne. Nessuno spiega allora perchè abbia telefonato in questura a Milano per affidarla alla Minetti.

Si fanno circolare paragoni con Clinton e Kennedy, tacendo però che entrambi non pagavano le donne e andavano con maggiorenni. Si eclissa sul fatto che Clinton è stato costretto a presentarsi davanti ai giudici ed è stato condannato.

Visto che anche la minimizzazione non funziona, si passa alla terza fase : la delegittimazione.

Si riesuma il consueto mantra : le toghe sono “rosse” e perseguitano B. da 17 anni, ma B. è sempre stato assolto. Non è vero, ma se lo fosse, non si capirebbe allora perchè tenti di sottrarsi sempre al giudizio dei tribunali. (Condannato in via definitiva nel 91 per falsa testimonianza con condanna amnistiata; prescritto numerose volte perchè i suoi legali sono riusciti ad allungarei tempi con tutti i possibili artifizi; alcuni processi sono stati annullati perchè B. ha fatto approvare leggi retroattive come quella della depenalizzazione del falso in bilancio)

Il Giornale sbatte in prima pagina la “clamorosa” notizia che la Bocassini, 30 anni prima, si è baciata in pubblico con il fidanzato, un giornalista di sinistra. Si comincia a colpire anche Bruti Liberati, il procuratore capo di Milano, lodato invece solo pochi mesi prima da esponendi del PdL.

L’ineffabile ministro Rotondi va da Floris a dire che lui ammira i magistrati che combattono il terrorismo, non i magistrati politicizzati come la Bocassini (al che Floris gli fa notare che proprio la Bocassini aveva preso il posto di Falcone nella lotta alla mafia dopo la sua uccisione).

Si cerca di delegittimare anche i giornalisti e le trasmissioni che forniscono informazioni scomode : la Santanchè accusa tutti di essere dei comunisti, dai giornalisti, agli ospiti delle trasmissioni, al pubblico presente, poi si alza e se ne va. Berlusconi insulta in diretta Lerner al telefono (“un postribolo televisivo” e le “cosiddette” signore) e invita  Iva Zanicchi ad andarsene.

Si recuperano delegittimatori ad alto potenziale come il diversamente pacato Sgarbi e il diversamente magro Ferrara, che cominciano a sparare a palle incatenate sui giudici, sui “falsi moralisti” di sinistra e sulle femministe. Si rimproverano agli oppositori i casi Marrazzo e Sircana (tra l’altro i due esponenti del centrosinistra– pur non essendo accusati di alcun reato – si sono dimessi entrambi perchè ricattabili), nel tentativo di far passare le tesi che “il più pulito ci ha la rogna” e “da quale pulpito vien la predica”.

Giuliano Ferrara

Poi, anche quando il processo del gettare discredito su giudici e giornalisti mostra la corda (solo il 12% degli italiani – secondo gli ultimi sondaggi – crede che Berlusconi e le sue amichette passassero il dopocena recitando il Santo Rosario), si lancia la quarta fase : la distrazione.

Sembra che sia stato cruciale il ruolo di Giuliano Ferrara nel passaggio alla quarta fase : ha definito “criminale” l’iniziativa di una manifestazione del PDL contro i giudici di Milano, la cui organizzazione era già stata affidata al duo di pasionarie Santanchè-Brambilla.

Così, seguendo l’indicazione dell’ex-spia della CIA Ferrara (come lui stesso ha ammesso su Il Foglio di qualche anno fa), Berlusconi sta comunicando che vuol fare le riforme, vuol cambiare il paese, vuol dare una sferzata all’economia.

Perchè B. non le ha fatte finora? Bisogna pur dare la colpa a un capro espiatorio. Infatti su Il Giornale riprendono gli attacchi a Fini, che sarebbe colui che ha boicottato le riforme fino adesso. Berlusconi comunica al mondo che – senza il “traditore” Fini – finalmente si potrà realizzare il programma di governo.

Dopo il Governo del “Dire” e del “Baciare”, aridaje con il “Governo del Fare”. Delle “Lettere”, questo Governo non lo è stato mai: ci ha provato solo Bondi con le sue poesie da liceale.

Manca solo il “Testamento”. Aspettiamo fiduciosi.

 

Dire,fare,baciare,lettere e testamento. La penitenza

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Sgarbi, su “Il Giornale”, parla dell’ “Uccello di Fuoco” di Berlusconi. Politici dal “flaccido don” e mondo femminile nel pensiero del “cosiddetto” critico d’arte.

Posted by pocavista su 1 febbraio 2011

Da Stravinskij a Berlusconi

Su “Il Giornale” del 1 febbraio 2011, Sgarbi scrive un articolo sul caso Ruby, dove  immagina un eventuale interrogatorio di Berlusconi da parte della Bocassini, in cui afferma che “Berlusconi in privato …fa ascoltare” l’Uccello di Fuoco”  alla sedicente nipote di Mubarak”. Inevitabile la domanda : l’Uccello è quello di Igor Stravinskij o quello dello statista di Arcore?

Sgarbi  – da presunto cultore della materia – si intrattiene volentieri sul rapporto tra uomini politici e mondo femminile, spesso popolato da giovanissime aspiranti al successo, come Nicole Minetti, disposte a “un rapporto affettuoso” con  un uomo politico anziano dal “flaccido don” (siamo debitori di questa bella definizione a Lameduck) –  “c…lo flaccido”, così l’ha definito la Minetti intercettata, parlando di un uomo ricco, potente e soprattutto generoso di cui si sarebbe invaghita.

Nell’articolo, fa capolino la visione del mondo di Sgarbi sulle donne, che lui pensa di conoscere bene, dato che ne frequenta “cinquanta a settimana”. Roba da far impallidire il presunto harem di Berlusconi.

Già in precedenza Sgarbi su Il Giornale aveva parlato di Fini e di Berlusconi e del loro rapporto con le donne, criticando Fini e lodando Berlusconi.

Tutto nasce quando Sgarbi rilascia un’intervista al settimanale “A” sul caso Fini-Tulliano-casa di Montecarlo.   Feltri si butta a pesce e il 14 agosto pubblica un’articolessa del primo cittadino di Salemi.

 

Vittorio Sgarbi. Chi era costui?

Tutti sanno chi è Sgarbi. Garbato, cortese, assai rispettoso con gli interlocutori che dissentono da lui, riservato, fedele. sgarbi-incazzato-1Tiene molto alla legalità, tanto è vero che non si conoscono nemmeno sue infrazioni ai divieti di sosta. In effetti ha girato per anni con la scorta di stato pagata dai contribuenti.

Si dichiara critico d’arte e polemista. Molti nutrono più di un dubbio sulla prima qualifica, mentre sulla seconda non possiamo che convenire. Se qualcuno non ne fosse convinto, può consultare su Youtube la hit parade delle performance televisive del pacato intellettuale.

Sgarbi – da vero uomo di mondo – si muove a tutto campo, come risulta dal suo curriculum. sgarbi-incazzato-2Su Wikipedia qualcuno si è preso la briga di elencare le sue numerose condanne – per truffa ai danni dello stato (definitiva) e soprattutto per diffamazione – cui si è talvolta sottratto, suo malgrado, con indulti e prescrizioni.

Ma ciò a cui tiene di più sembra sia la coerenza. Al riguardo,  Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Sgarbi) riporta anche il robusto curriculum delle militanze politiche del Nostro:

 

  • Partito Comunista Italiano, che lo ha candidato a sindaco di Pesaro;
  • Partito Socialista Italiano, per il quale è stato consigliere comunale a San Severino Marche;
  • DC-MSI, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di San Severino Marche nel 1992;
  • Partito Liberale Italiano, per il quale è stato deputato;
  • Partito Federalista, che ha fondato nel 1995 e poi lasciato per aderire alla Lista Pannella;
  • Lista Marco Pannella, con la Lista Pannella-Sgarbi, abbandonata dallo stesso Sgarbi prima delle elezioni;
  • Forza Italia, nella quale ha inglobato il suo movimento I Liberal Sgarbi-I libertari;
  • Partito Repubblicano Italiano con il quale si è alleato per le elezioni europee nel 2004;
  • Lista Consumatori, con la quale si è candidato per le Politiche del 2006, senza essere eletto;
  • UDC-DC, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di Salemi nel 2008;
  • Movimento per le Autonomie con il quale è stato candidato alle Elezioni europee del 2009 nel cartello elettorale del Polo dell’Autonomia nella circoscrizione Isole.
  • Con Rete Liberal, alle regionali 2010 del Lazio ha sostenuto Renata Polverini

Ha inoltre fatto parte dell’Unione Monarchica Italiana”.

 

Roba da fare invidia all’implume Capezzone, ancor giovine di bottega, che però si farà, visto l’impegno che mette nel passare repentinamente da uno schieramento all’all’altro.

L'opione del martin pescatore

L'opinione del martin pescatore

Ci preoccupa l’assenza nel suo curriculum della Sudtiroler VolksPartei e del Movimento per la Ricostituzione del Sacro Romano Impero, ma siamo sicuri che colmerà al più presto queste inaccettabili lacune..

Visto da quale pulpito vien la predica, andiamo a vedere che cosa ha dichiarato il Nostro. Sgarbi, che per due anni ha “mantenuto il doveroso rispetto per Gianfranco Fini” , fin qui non ha detto niente. Ma dopo quello che sta succedendo, avverte l’ obbligo morale di prenderne le difese, dando una sua versione. Fini si è innamorato di questa “ragazza semplice e buona”… “La Tulliani, pure intelligente, è certo più bella che intelligente.” Fini come ogni “uomo innamorato non vede la realtà com’è, e interpreta in modo positivo ciò che altri giudicano malizioso”… “Non voglio dire che Elisabetta Tulliani volesse «sistemarsi». Voglio dire che Fini non doveva farsi sistemare.”

E qui inizia l’affondo : “Si può dunque pensare, anzi oggi è una certezza, che Fini sia stato, nella considerazione popolare, sopravvalutato”

Sgarbi a questo punto mostra tutto il suo talento per rubriche come la posta del cuore dei settimanali femminili. Parla delle ragazze “nell’orbita di uomini di fresco potere del centrodestra”, spesso raccomandate per intraprendere carriere artistiche e televisive. gif-ragazza-che-cammina-sexy1Ma anche delle donne della stagione politica precedente, “dominatrici di altri politici democratici o democristiani”. … “Donne di personalità forti che hanno letteralmente «occupato» i loro uomini condizionandone scelte e destini. Come per Fini, l’epilogo di Mastella si deve al cieco amore per Sandra. Clemente ha fatto saltare tutto, ha perduto se stesso, e ha fatto cadere Prodi per amore di Sandra. Quando essa è stata incriminata, non ci ha visto più e ha abbandonato tutto.” Adesso Alberoni può anche andare in pensione.

Però lui, Sgarbi, mica si fa condizionare dalle donne, come i comuni mortali di sesso maschile. “E ciò – rivela Sgarbi – li differenzia da me, e, anche se in modo più artigianale, da Berlusconi, che ha una sua «ingenuità», che amiamo essere «visitati», non «occupati». E non ci lasciamo travolgere né dal fascino, né dal potere seduttivo di una donna.” Anche Sgarbi, come il Berlusconi così definito dal suo avvocato di fiducia, si vanta di essere una sorta di ghedinesco “Utilizzatore Finale”.

 

D’altro canto Sgarbi afferma che “la Tulliani … non è dominatrice. Chiunque poteva prenderne le misure e non farsi travolgere dal suo giovanile entusiasmo. Meno Fini.” Con la scusa della difesa del Presidente della Camera, a Fini viene dunque affibbiato di fatto il ruolo del pirla che si fa infinocchiare dalla “sgallettata” di turno. L’abilissimo Sgarbi strizza l’occhio al maschilismo di molti elettori di destra,sgallettata-1 che provano una sincera ammirazione per l’Utilizzazione Finale (“una botta e via”è l’elegante espressione di uso comune) e una commiserazione per chi “ci casca”. L’invidia nei confronti del Leader Supremo non è assolutamente appannaggio dei “sinistri”, come la vulgata di destra vuol far credere. La maggior parte dei maschietti di destra, costretta a una “modica dose” di sesso coniugale, guarda con invidia a chi si può permettere l’overdose di sesso extraconiugale (vero o presunto, non ha importanza) con attricette e veline che appare privilegio del potere. Lo ius primae noctis, appreso nei lontani tempi di scuola, riemerge con forza ad opera dei nostri satrapi da avanspettacolo. Al riguardo, in un’intervista rilasciata a “Il Secolo XIX” di Genova, Sgarbi non ce la fa più a trattenersi e, come fosse con gli amici al Bar Sport, si lascia andare a questa dichiarazione “Io frequento 50 donne a settimana e, così come non ho storie d’amore con tutte, da tutte mi libero”. Come a dire “a me Silvio e il Merolone mi fanno una s…”. (Sgarbi dovrebbe sapere che in giro c’è chi conosce non solo Geminello Alvi, ma anche Plauto e il suo Miles Gloriosus e potrebbe fare imbarazzanti paragoni).

Mentre il Fini innamorato è “sorprendente e pericoloso”, al contrario “… l’abile, seppur generoso, Silvio, non ebbe dubbi, non si lasciò travolgere… si è liberato di tutte, anche di Veronica.”berlusco-fa-le-corna

Ma il gentleman ferrarese fornisce materia anche per le gentili lettrici di destra, indotte a pensare che di Fini non ci può fidare perché ha tradito la moglie per una “sgallettata” qualsiasi.

Sgarbi completa il servizietto a Fini, iniziato da Feltri :

 

  • tradisci il patto con gli elettori del PdL perché dissenti da Berlusconi (Feltri)
  • tradisci la fiducia del tuo stesso ex-partito (Feltri, che accusa Fini di uso privato di beni del partito) e non puoi fare il moralizzatore (altro slogan molto in voga tra i destri e i Grillini : “Il più pulito ci ha la rogna”);
  • infine sei un uomo “dabbene” che si lascia abbindolare dalla prima “velina” e quindi come si fa a fidarsi di te (Sgarbi)?

 

 

Ed ora si arriva al dunque. Qualcuno ancora pensa che Fini abbia mostrato disaccordo con Berlusconi per ragioni politiche, come legalità, federalismo e quisquilie di questa natura? Macché, Sgarbi fa sapere che il Fini “travolto dalla passione … si irrita quindi con Berlusconi per alcune sortite di «Striscia la Notizia»” che riguardano la sua compagna. E quindi conclude che “Da questa vicenda Gianfranco esce come un ingenuo, inadeguato a misurarsi con le realtà complesse e difficili della politica”.

In soldoni da “Il Giornale” si comunica alla platea della destra che Fini è: traditore (Feltri), imbroglione (Feltri), fesso (Sgarbi), incapace (Sgarbi). Ciapa su e porta a ca’.

fini-e-berlusca-dissenso

Certo che Sgarbi nell’operazione di demolizione della figura di Fini è assai più sottile di Feltri, che va giù con l’accetta. Se Feltri parla alla pancia degli elettori di destra, qui Sgarbi li titilla ancora più efficacemente dentro le mutande. D’altro canto è noto, non solo ai fan di De Andrè, che anche per il Re Carlo che “tornava dalla guerra … più che l’onor poté il digiuno!”.

 

All’autore di questo post, l’operazione di demolizione della figura di Gianfranco Fini appare invece strumentale e scandalosa. Molto al di là delle sue eventuali responsabilità nella vicenda monegasca, che la magistratura dovrà appurare. Certo, se si dovesse dimettere lui che non è nemmeno indagato, i due grandi Utilizzatori Finali, Berlusconi e Sgarbi – che qualche problemuccio con la giustizia ce l’hanno avuto – cosa dovrebbero fare?

Chi vuole consultare la hit parade di Sgarbi clicchi qui sotto :

SGARBI – The very best of

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Perchè Berlusconi insulta al telefono e la Santanchè in TV si alza e se ne va? Vi spieghiamo la nuova strategia comunicativa del Cavaliere.

Posted by pocavista su 28 gennaio 2011

Gli ultimi episodi sono la telefonata del Leader Supremo a Lerner e le fughe della Santanchè dalle trasmissioni “ostili”. A questi si aggiunge la recente telefonata intimidatoria di Masi a Santoro. Solo maleducazione? C’è molto di più.

Fin dai primordi, i rappresentanti del centrodestra berlusconiano che vanno in TV vengono istruiti a dovere dagli esperti di comunicazione. Usano tecniche collaudate e mezzi retorici efficaci : celebre l’espediente del contratto con gli italiani di Berlusconi, con tanto di firma, notaio e scrivania nel 2001.

Due elementi principali caratterizzano – da anni – la partecipazione degli esponenti del PDL a trasmissioni TV. Il primo è il tono aggressivo nei confronti degli avversari e dei conduttori televisivi “ostili.”; il secondo è l’uniformità e la ripetizione del semplice messaggio che trasmettono.

Gli esponenti dello schieramento berlusconiano  in TV cercano di interrompere sistematicamente gli avversari quando utilizzano argomentazioni efficaci : alzano la voce, parlano contemporaneamente,  rendono di fatto impossibile comunicare il messaggio altrui. Questa tecnica nel tempo fa diminuire anche l’audience di trasmissioni scomode : il battibecco continuo infastidisce molti ascoltatori che alla fine cambiano canale irritati.

Altra tecnica ricorrente è l’attacco degli avversari sul piano personale, per far loro saltare i nervi e costringerli a difendersi, abbandonando le precedenti argomentazioni. Insieme ad un attore non protagonista, Gasparri, i veri guastatori sono La Russa (celebri il suo “pedofilo”, gridato pubblicamente ad un contestatore durante il Columbus Day a New York e i suoi numerosi “vigliacco”, gridati ad uno studente ad Annozero), e Sgarbi, il massimo interprete vivente del genere (“capra, capra” è il suo mantra), che urlano, offendono e aggrediscono in malo modo qualsiasi interlocutore manifesti dissenso.

Metamoforfosi : Un tempo La Russa faceva il tifo per Di Pietro. Chi è cambiato?

 

In alternativa, quando un conduttore TV cerca di fare il proprio mestiere ponendo argomenti o domande scomode, lo si attacca violentemente e lo si accusa di essere fazioso e comunista, di fare trasmissioni con tesi precostituite, con pubblico ostile, senza contraddittorio.

Seguendo una collaudata strategia pubblicitaria, le parole e le frasi chiave vengono ripetute sempre uguali e più volte in contesti diversi : una delle più ricorrenti è che “le toghe rosse perseguitano Berlusconi da quando è entrato in politica”, tanto è vero “che ha dovuto subire un numero enorme di processi” : 108(secondo Berlusconi stesso), 109 (secondo Bonaiuti da Vespa), 119 (secondo Rotondi, da Floris). In realtà i processi sono 25 (vedi PROCESSI A CARICO DI BERLUSCONI ); alcuni processi sono iniziati ben prima della sua “discesa in campo” del 1994.

Oggi, di fronte all’immagine di un Berlusconi che pagherebbe giovani ragazze per allietare le sue serate e che interviene in questura per far liberare una sua amica minorenne, facendola passare per nipotina di Mubarak, le tecniche comunicative “tradizionali” della destra berlusconiana hanno introdotto qualche aggiustamento.

Si mandano alcune donne del suo presunto harem in TV a sostenere la tesi che Silvio è un “benefattore disinteressato e generoso”, per allontanare il sospetto invece che allunghi le mani sulle loro grazie.

Lele Mora, si accerta delle qualità morali delle candidate

Perfino la povera Iva Zanicchi definisce Silvio un benefattore, anche se poi aggiunge che lui “ama la carne fresca”.

Tutti i testimonial del PdL cercano di accreditare la tesi che nelle serate di Arcore non c’era niente da nascondere : parlano di aver visto solo “cene eleganti”, con dopocena passati dal premier con le ragazze a cantare con Apicella (!) discutere di politica (!!) o a vedere film impegnati (!!!), se non a recitare il rosario. Alcuni come l’on.Lupi ostentano sicurezza in TV nel negare che ci siano mai stati festini ad Arcore. Il ministro Romani, per dimostrare la grandezza del Benefattore Silvio da Arcore, si presenta da Floris persino con una lista di enti benefici che avrebbero usufruito della generosità di Silvio.

E’ singolare che della infinita generosità del premier abbiano beneficiato solo giovani donne di spettacolo con tacchi a spillo e la quinta di reggiseno, non un’operaia in cassa integrazione o un’anziana terremotata (l’unico oppositore lucido in TV sembra Italo Bocchino, che ha detto queste cose).

Silvio è uno che sfrutterebbe il corpo delle donne? Le “cosiddette” ragazze dell’harem affermano in coro in TV che il Papi le ha sempre trattate con il massimo rispetto e non le mai toccate (è notoria la sua propensione per la castità). Vengono messe in campo anche le Ministre Carfagna, Gelmini, Brambilla, già molto chiacchierate per la loro improvvisa carriera politica, cui si uniscono le Ministre Prestigiacomo e Meloni pronte a giurare che Berlusconi – con le donne – è un vero signore.

Tesi sostenuta disinvoltamente perfino dalla siliconica Santanchè, la quale due anni fa incitò a non votare Berlusconi che vede le donne “solo in posizione orizzontale”. Oggi, divenuta sottoministra di Rotondi,  sulla falsariga di ciò che fece Berlusconi dall’Annunziata in TV dà a tutti del fazioso e del bugiardo e poi abbandona le trasmissioni. Le fughe della Santanchè hanno la funzione comunicativa di mostrare che alcune trasmissioni TV sostengono tesi a senso unico e sono dominate da ospiti del centrosinistra. Tali comportamenti hanno anche il vantaggio di ottenere grande risalto nei telegiornali e sulla stampa.

Questa strategia elementare sembra funzionare, tanto è vero che i recenti sondaggi mostrano una piccola ripresa del PdL. Questo suscita sorpresa in molti elettori di centrosinistra etra gli stessi politici del centrosinistra, poco avvezzi alle odierne tecniche di comunicazione politica in TV.

Aridaje con la dissonanza cognitiva

Per capire meglio la strategia di comunicazione della destra, dovremmo considerare il concetto di minimizzazione della dissonanza cognitiva di cui abbiamo già parlato in alcuni dei nostri post precedenti.DISSONANZA COGNITIVA In Soldoni : molti individui, quando si trovano di fronte ad informazioni che minacciano la propria visione del mondo (religiosa o politica), tendono semplicemente ad ignorarle. Accettano solo le informazioni che rafforzano le loro convinzioni. Così si sentono – per così dire – meno pirla.

I fatti, i reati, le politiche sono elementi secondari per molti elettori, che vogliono solo essere rassicurati : la comunicazione politica della destra è sempre pronta a farlo.

Mentre il centrosinistra insiste nel parlare a tutti, utilizzando argomentazioni complesse e razionali,  il centrodestra invece si rivolge soprattutto agli elettori decisivi per ottenere la vittoria elettorale.

Lo schieramento di centrosinistra parla prevalentemente alla testa di “tutti” gli elettori : quello di destra sostanzialmente alla “pancia” dei suoi “probabili” elettori.

Il Centrodestra, che già si avvale del dominio berlusconiano sul mondo dell’informazione televisiva e delle riviste di intrattenimento, trae grosso vantaggio anche da questi limiti della strategia comunicativa del centrosinistra.

Da un lato , la destra comunica emozioni positive e di speranza tramite brevi slogan (“il presidente operaio”, “l’imprenditore di successo”, “meno tasse per tutti”, “il governo del fare”, “il miglior presidente degli ultimi 150 anni”, “meno male che Silvio c’è”, “L’Italia è tornata a contare nel mondo”). Se poi tutto ciò sia vero o no non conta : basta che qualcuno ci creda.

Dall’altro, la destra sfrutta forti sentimenti negativi come :

  • paura (“la criminalità dilagante”, “l’emigrazione selvaggia”, “la fobia islamica”, “la violenza di donne da parte degli extracomunitari”). Ricordiamo le TV di Berlusconi scatenate al secondo turno alle comunali di Roma, che hanno messo in prima pagina per quindici giorni due stupri avvenuti a Roma, convincendo gli elettori indecisi di centro destra e contribuendo a dare la vittoria ad Alemanno).
  • sdegno (“vogliono fare un ribaltone per via giudiziaria”, “hanno fatto brogli elettorali”);
  • disprezzo nei confronti degli avversari (“sono dei comunisti”, “dei cattocomunisti”, “dei radical-chic”, “dei gay”, “dei perdenti”, “un’armata brancaleone”, “dei sinistrati”, “difensori delle caste”, “sono dei disfattisti”).

La comunicazione della destra punta ad evidenziare i propri punti di forza, associando forti sentimenti negativi agli avversari, compattando così i propri elettori. A destra colui che rende possibile questa narrazione è Silvio Berlusconi, al quale i suoi fan, che vedono la propria visione del mondo andare al potere grazie a lui, sembrano concedere tutto e il contrario di tutto.

La sinistra al contrario non si avvale di messaggi univoci, semplici e forti, che sintetizzino un programma alternativo a quello berlusconiano, da ripetere in continuazione in TV. La sinistra non si rivolge direttamente ai suoi elettori e a quelli che si sono allontanati e rifugiati nel non voto, nel voto alla Lega Nord o nel voto a Grillo. Ogni suo leader emergente subisce pesanti critiche da parte di esponenti del proprio schieramento.

La sinistra parla alla testa, ottima cosa sul piano etico, ma che funziona poco nella creazione di comportamenti elettorali . Se non riesce a rivolgersi  soprattuto “alla pancia” dei suoi potenziali elettori, in TV non leverà mai un ragno dal buco e dovrà continuare ad affidarsi ai Santoro di turno.

In tal modo Berlusconi, Ruby o non Ruby, continuerà a fare il bello e il cattivo tempo, instaurando quella “democratura” (una dittatura con parvenze di democrazia) sognata a suo tempo dalla P2.

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PUBBLICITA’ PROGRESSO. Ovvero il micidiale amaro Giuliani

Posted by pocavista su 26 novembre 2010

Qualcosa di indigesto? Inappetenza, dolori di stomaco, mal di testa, flatulenza? Arroganza dovuta a lunga consuetudine con il potere? Troppo bunga bunga?

Torna alla tradizione, passa alla fitoterapia.

Pubblicità Progresso

Tutta la nostra solidarietà a Fede, picchiato in un ristorante milanese dall’industriale farmaceutico Giuliani, quello del noto amaro medicinale. Pare che Fede avesse incautamente ordinato delle troffie genovesi al pesto. Alcuni testimoni – tra i quali inspiegabilmente si è verificato un orgasmo collettivo – hanno dichiarato che dopo l’aggressione l’imprenditore si è recato in bagno per lavarsi accuratamente le mani, mentre gli agenti della scorta di Fede si scambiavano “il cinque”

Interrogati dai giornalisti, sia il 79enne Fede che il 72enne Giuliani, hanno detto di non ricordarsi il perché dell’aggressione.

Qualche invidioso commentatore di sinistra ha avanzato qualche odioso sospetto sul movente dell’aggressione a Fede. Facciamo notare, concordando con il saggio Ian Postuma, che – alla fine – l’amaro prevale sempre sull’invidia e sull’odio.

A molti appare inconcepibile che l’autore dell’insano gesto sia stato uno del calibro di Gian Germano Giuliani, ricco imprenditore e marito di donne bellissime; un uomo che ha avuto tutto dalla vita. Ora.

Dopo l’incidente, Fede si sarebbe recato in questura per la denuncia. Qui, alla richiesta delle generalità avrebbe dichiarato, ancora visibilmente scosso dall’accaduto : “Professione?” – “Giornalista”.

Il ristorante milanese la Risacca, in cui è avvenuto il deprecabile episodio di violenza e noto per l’inappuntabile qualità del servizio, ha subito apposto un cartello fuori dal locale “Sono gradite le prenotazioni”.

La casa farmaceutica Giuliani, le cui azioni sono state sospese in borsa per eccesso di rialzo, ha annunciato un restyling del suo prodotto di punta, che adesso dovrebbe chiamarsi “Amaro Micidiale Giuliani”.

Ultim’ora. Chiarite le cause dell’indegna aggressione : Giuliani avrebbe dichiarato che il TG4 di Fede – sia per la sua superiore efficacia sulla peristalsi intestinale, sia perchè consegnato gratis a domicilio – faceva concorrenza sleale al suo Amaro Medicinale.

La nuova linea di prodotti Giuliani, dopo il restyling

PS – Volete sapere chi è veramente Emilio Fede? Andate a vedere il post LE SCUSE DI FEDE pubblicato sul blog http://www.nudaveritàwordpress.com, che ospita una significativa lettera di una dipendente di Mediaset in pensione.

 

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La pancia di Severgnini e la dissonanza cognitiva

Posted by pocavista su 2 novembre 2010

 

I – I fattori di Severgnini alla prova del bunga bunga.

Com’è noto Berlusconi ha alimentato ormai un vero e proprio genere letterario, che è quello dell’analisi del berlusconismo. Gli oppositori di sinistra e di destra si sono sempre chiesti : ma com’è possibile che molti italiani siano così ingenui da credere ancora a questo venditore di fumo? I suoi sostenitori invece continuano a domandarsi increduli : ma come fanno quegli invidiosi dei “sinistrati” e dei “finioti” a non rendersi conto che Berlusconi è l’uomo del fare, l’unico che può rendere l’Italia un paese più moderno? Qualcuno potrebbe obbiettare che B. è soprattutto l’uomo del dire e del baciare. Uomo delle lettere, sicuramente no; del testamento, forse. Vedremo nei prossimi giorni.

Nei giorni del bunga bunga, il giornalista del Corriere, Beppe Severgnini, cerca di spiegare ai posteri il fenomeno Berlusconi e pubblica da Rizzoli “La Pancia degli Italiani”. Berlusconi invece tenta di spiegare ai contemporanei quanto sia buono lui, dichiarando che lui aiuta sempre le Ruby in difficoltà e che “è meglio amare le donne che essere gay”. E minaccia di inondarci di dèpliant (pieghevoli, in italiano), in cui si magnificano le sorti magnifiche et progressive del suo governo. Anche nel suo entourage preferisce i pieghevoli, come Bondi, Capezzone, Fede, Minzolini, che dicono sempre di sì e creano pochi problemi.


 

Beppe Severgnini
Beppe Severgnini

 

II – Cosa ha trovato Severgnini frugando nelle nostre pance?

Rovistando dentro le nostre viscere, Severgnini ricostruisce una sorta di decalogo sui fattori di successo del Berlusconismo. (vd BEPPE SEVERGNINI ). Cerchiamo di sintetizzarli e di dare qualche nostro commento (tra virgolette e in corsivo le citazioni) :

1) Fattore umano
Berlusconi, in fondo, è uno di noi. E’ “pate e’ figlie”, ma donnaiolo, devoto ma non troppo, tifoso di calcio, intollerante delle regole che devono valere solo per gli altri, narcisista. Il conflitto d’interesse? Gli italiani ne sono pieni. I guai giudiziari? Colpa dei magistrati di sinistra.

2) Fattore divino
gif-palpatinelightninganiB. sa che gli italiani si dichiarano cattolici, anche se non praticanti, e violano allegramente la maggior parte dei comandamenti. La coerenza tra dichiarazioni e comportamenti non è una qualità italiana e quasi nessuno la chiede ai nostri politici. “In Vaticano si accontentano di una legislazione favorevole, e non si preoccupano dei cattivi esempi”. Esenzioni ICI, 8 per mille, finanziamenti alle chiese cattoliche, placet dei vescovi agli insegnanti di religione pagati dallo stato? Ok. Bigamia, ricorso a prostitute, festini, bestemmie? Bisogna contestualizzare, come dice monsignor Fisichella. Tanto poi c’è la confessione e si va in Paradiso lo stesso.

3) Fattore Robinson
Robinson, nel senso di Crusoe. B. ha sfruttato l’individualismo italico come fattore culturale. Nella vulgata popolare, B. si è fatto da sé, è insofferente verso le regole, non ha fiducia in tutto ciò che è pubblico. Quindi per i suoi fan è un ganzo e quelli che lo criticano sono solo invidiosi.

4) Fattore Truman
Truman, nel senso del film di Peter Weir, “Il Truman Show”. Cinque milioni è il numero di italiani – di ogni opinione politica – che compra i quotidiani di informazione, entra in libreria, seguono telegiornali non embedded come Sky Tg24 e Tg La7, guardano programmi TV d’approfondimento. Severgnini sospetta che siano sempre gli stessi, una minoranza che non può determinare però i risultati delle elezioni politiche. Invece “la televisione – tutta, non solo i notiziari – resta fondamentale per i personaggi che crea, per i messaggi che lancia, per le suggestioni che lascia, per le cose che dice e soprattutto per quelle che tace. E chi possiede la Tv privata e controlla la Tv pubblica, in Italia?”.

5) Fattore Hoover
La Hoover, produttrice d’aspirapolveri. Deve il suo successo soprattutto ai suoi rappresentanti, venditori implacabili della propria merce. Come Berlusconi : “B. possiede una capacità di seduzione commerciale che … ha applicato alla politica. …il messaggio dev’essere semplice, gradevole e rassicurante. La convinzione che la ripetitività paga… (e) che l’aspetto esteriore … resta fondamentale (tra una bella figura e un buon comportamento, in Italia non c’è partita).”

6) Fattore Zelig
Il desiderio di essere gradito ha insegnato a B. tecniche degne di Zelig, camaleontico protagonista del film di Woody Allen. Padre di famiglia coi figli (e le due mogli, finché è durata). Donnaiolo con le donne. Giovane tra i giovani … Lavoratore tra gli operai. Imprenditore tra gli imprenditori. Tifoso tra i tifosi. … Lombardo tra i lombardi. Italiano tra i meridionali. Napoletano tra i napoletani … Andasse a una partita di basket, potrebbe uscirne più alto”.

7) Fattore harem
Noemi Letizia, la D’Addario, Ruby, veline e soubrette fatte eleggere in Parlamento e nelle assemblee regionali, le feste a Villa Certosa e a Palazzo Grazioli? “B. dapprima ha negato, poi ha abbozzato («Sono fedele? Frequentemente»), alla fine ha accettato la reputazione («Non sono un santo»)”. B. fa ciò che molti italiani, principalmente i suoi fan, invidiosi, sognano.

8) Fattore Medici
B. è come i Medici, sta cercando di fondare una Signoria : gli italiani sanno bene che B. cura i propri interessi e quelli della sua famiglia, ma sperano di ricavarne qualcosa mendicando le briciole che cadono dalla sua tavola. I signori rinascimentali facevano i mecenati di pittori e scultori; B. invece spende fortune in mausolei, ville oltraggiose e giovani signorine, che talora colloca in Parlamento o nelle Assemblee elettive locali.

9) Fattore T.I.N.A.
T.I.N.A., There Is No Alternative. L’acronimo, coniato da Margaret Thatcher, spiega la scelta di molti elettori del Partito dell’Amore. L’alternativa di centrosinistra s’è rivelata poco appetitosa: “Il doppio, sospetto e simmetrico fallimento di Romano Prodi – eletto nel 1996 e 2006, silurato nel 1998 e 2008 – ha un suo garbo estetico, ma si è rivelato un’eredità pesante.”

Inoltre “il centrodestra unito rassicura, almeno quanto il centrosinistra diviso irrita”. Così Gianfranco Fini, non appena ha osato manifestare autonomia e dissenso dal Leader Supremo, viene fatto oggetto di ferocissime critiche e insulti.

10) Fattore Palio
Avete presente i tifosi della Lazio che preferiscono perdere con l’Inter pur di evitare lo scudetto alla Roma? Lo stesso succede nel Palio di Siena : l’importante è non far vincere la contrada rivale. Quindi meglio Berlusconi, con tutti i suoi difetti, pur di non far vincere i “sinistri”.

III – La curva sud dei fan di B.

Dentro la nostra pancia, la peristalsi rimescola e trasforma tutti questi fattori. Il prodotto finale della digestione,“la deiezione culturale”, dovrebbe essere il sostegno incondizionato a tutto ciò che fa e dice il Leader Supremo. In effetti, nell’analisi di Severgnini, il “fattore Palio” sembrerebbe l’unico che potrebbe spiegare l’esistenza di un’opposizione politica e culturale al berlusconismo: solo chi è nato in un’altra contrada – di centro sinistra – svilupperebbe una reazione immunitaria nei confronti degli altri nove fattori. Chi è nato invece nella contrada “giusta” difficilmente si salverebbe dal fascino di B.

Si potrebbero così spiegare non solo i comportamenti elettorali, ma anche le posizioni di molti elettori del Partito dell’Amore che agli oppositori appaiono incomprensibili e illogici. Facciamo l’esempio del recente caso Ruby, in cui il premier si è adoperato per far rilasciare una sua amichetta minorenne arrestata per furto, fatta passare per nipote del presidente egiziano Mubarak. Un osservatore liberale “indipendente” si aspetterebbe che tutti gli italiani in blocco condannassero l’abuso (per ora presunto) del proprio ruolo istituzionale da parte del Presidente del Consiglio. Invece i suoi fan commentano così sul sito WEB de Il Giornale :

berlusconi-con-veline

#7 carlodavoli (1) il 02.11.10 alle ore 9:04 scrive: Siamo sempre alle solite: i soliti potentati della sinistra che vogliono prendere il potere senza fare la fatica di vincere le elezioni, senza il voto degli italiani. La solita invidia, gelosia nei confronti di un governo che per la prima volta in Italia si muove nella giusta direzione ed attua delle vere riforme ad unico vantaggio dei cittadini. Le tentano tutte , senza alcuno scrupolo, per denigrare l’opera di Silvio: Silvio e’ uno di noi, uno di noi cittadini onesti. Grazie Silvio e non mollare mai!!! I bravi cittadini sono con te!

#4 Tommaso Berretta (343) il 02.11.10 alle ore 8:40 commenta: Un gran parlare per le feste di Arcore! Vorrei chiedere: ma per le feste ed i festini di Marrazzo e compagni questa sinistra come si è comportata? Almeno ad Arcore la compagnia era femminile….”gif-ragazza-che-cammina-sexy

#12 giampietro (390) il 02.11.10 alle ore 9:12 scrive: Campagna acquisti, in attesa e per contrastare la riforma della magistratura, cercasi Escort, venditrici di droga e gole profonde disponibili a demolire il governo, Togliatti era in procinto di vendere l’Italia al regime Sovietico, a queste azioni meschine si prestano pure certi togati, ora di sicuro esce la notizia che Berlusconi nasconde Matteo Messina Denaro, ma siamo seri una volta per tutte meno pagliacciate e poi dicono più fiducia nella magistratura.

#24 oliveto (75) il 02.11.10 alle ore 9:38 propone una singolare versione evangelica, in cui il fatto in questione semplicemente scompare: Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi”… per sete di potere. Questo riferimento del VANGELO, secondo MATTEO, calza bene sul Popolo della Libertà e in particolare su Silvio Berlusconi. E ancora “Rallegratevi ed esultate perché grande e la vostra ricompensa”… quando il popolo sarà chiamato a giudicare, tramite il voto. Con molta umiltà consiglierei ai falsi santi e agli apprendisti stregoni (COLORO CHE PONTIFICANO OGNI GIORNO: i professionisti della politica) di leggere e studiare i vangeli, almeno per affrontare con un po’ (sic) di dignità il breve percorso di vita terrena, prima di avviarsi sulla strada più lunga dell’altro mondo… AMEN”

#21 meverix (468) il 02.11.10 alle ore 9:36 insinua: “Domanda. Perchè certe procure, anzichè indagare sui malavitosi e mafiosi in generale, perdono tempo con queste stupidaggini? Perchè, poi, indagano con chi va a donne e non con chi va a trans o si fa dare in quel posto?

#31 gabriellatrasmondi (55) il 02.11.10 alle ore 9:57, scrive “il Governo è fermo…..il Governo non fa niente….. Berlusconi pensa solo agli affari suoi…. E sapete perché? perché giudici, magistrati, opposizione pensano o cercano di pensare solo a Berlusconi. lo tengono al palo (sperano) per farlo fuori. E poi facciamo brutta figura nel mondo a causa di Berlusconi!!! E’ una comica!

#35 wtrading (158) il 02.11.10 alle ore 10:04 cerca di fare del sarcasmo da destra: “Riflessione : A Sinistra Non Scopano, Sono Illibati, Non Vanno A Festini, Non Bevono, Non Fumano, Non Riescono A Godere, Non Amano Le Donne…,(ma Amano I Trans). Sono Tutti Vergini… La Droga Non Sanno Nemmeno Cosa Sia. E Dove La Trovate Una Opposizione Politica Siffatta? In Italia. Ovviamente. Dove I Magistrati, I Giornalisti Che Li Sostengono E I Politici Che Sostengono I Magistrati E I Giornalisti Sono Di Una Trasparenza Abbagliante. Andranno Certamente In Paradiso! Per Adesso Sperano Di Andare Al Governo. Ma Di Cubiste, Di Droga,di Case Rubate, Di Favori In Rai, Mai Sentito Parlare! Sono La Purezza In Persona Loro. Meritano Senz’altro Una Riconoscenza Elevata. Ma A Questo Ci Pensera’ Napolitano, Il Nostro “silenzioso” Presidente, Che Prima O Poi Li Fara’ Governare. Per Cui Saremmo Additati Come Il Governo Dei Puri E Delle Vergini. Evviva. Amen”

#41 angel42 (51) il 02.11.10 alle ore 10:39 scrive: silvio se ti va fai fin che puoi. beato te. i pm..forse.. non possono piu. e allora è tutta invidia… non è che vogliono esser invitati pure loro, maschi e femmine? sei tutti noi. che li mandino ai lavori forzati!!!!”

Nei precedenti commenti dei lettori de Il Giornale, il fatto di cui si dovrebbe parlare – ovvero il presunto abuso del ruolo istituzionale da parte del Presidente del Consiglio sospettato di andare a letto con minorenni, il che costituisce un reato – semplicemente scompare. Singolare che molti fan di B. esaltino la virilità del leader, contrapponendola alla “gaiezza” di Vendola o dei Marrazzo. Il presunto abuso di potere viene così nascosto sotto il tappeto di un collaudato repertorio paranoideo, à la Cornacchione, cui i fan di B. si aggrappano da anni con le unghie e con i denti : anche in questo caso si tratterebbe di invidia, gelosia, inettitutidine dei “sinistri”, gossip, complotto dei magistrati e dei poteri forti contro il povero B.

 

 

IV – La tecnica del venditore di successo

I fattori che Severgnini ha trovato nella pancia degli italiani non spiegano tutto: ci vuole un enzima che ne favorisca il “corretto” metabolismo.Cioè rafforzando stereotipi e modelli culturali propri del berlusconismo. Secondo l’autore di questo post, questo enzima (reggetevi forte)  è “la minimizzazione dell dissonanza cognitiva”. Ma andiamo con ordine.

Le dichiarazioni apparentemente estemporanee e bislacche del nostro Leader Supremo sembrano ormai destinate a divenire materia di civile e divertita conversazione, dato che ormai non ci si scandalizza più; i suoi fan inoltre appaiono completamente impermeabili a qualsiasi critica, come segnalava Umberto Eco in un suo articolo su “La Repubblica” del 29 settembre 2003.

Eco faceva l’esempio del venditore di automobili che, di fronte ad un trentenne dall’aspetto sportivo, inizialmente cercherà di esaltare gli aspetti tecnologici e le prestazioni di un’auto concepita per una guida sportiva. Non appena capito che il cliente ha dei figli piccoli e una suocera da portare in giro, costui passerà a magnificare la capienza del bagagliaio, la sicurezza e i consumi contenuti della stessa auto.

In effetti pochissimi clienti e elettori si accorgono della mancanza di coerenza del venditore o del politico di turno, perché la maggior parte focalizza l’attenzione solo sull’argomento che lo col­pisce di più, dimenticando gli altri.

L’importante, per chi vende una macchina o un partito politico, è usare molti argomenti anche contraddittori. Lo slogan “vi abbasso le tasse e vi alzo le pensioni” alle orecchie del negoziante e dell’artigiano sarà un irresistibile canto delle sirene per l’accenno alla riduzione delle tasse; la promessa di una pensione più alta otterrà il consenso entusiastico del pensionato sociale. Ma l’incompatibilità tra le due proposte (con meno tasse, vista la situazione del nostro debito pubblico, non si possono aumentare le pensioni e viceversa) non allarmerà né il bottegaio, né il pensionato.

Analogamente, come si possa sconfiggere il cancro in tre anni (così ha dichiarato il Nostro prima delle elezioni del 2010), riducendo drasticamente la spesa sanitaria, non è dato sapere. Ma molti anziani con seri problemi di salute saranno assai sensibili a questo argomento.

Un messaggio contraddittorio in realtà può permettere di carpire la fiducia di categorie sociali assai diverse ed è questo a cui si ricorre assai spesso. Se poi si ha a disposizione una potenza di fuoco mediatica che non ha uguali nel mondo occidentale, il gioco diventa facile.

 

V – La dissonanza cognitiva. Chi era costei?

La dissonanza cognitiva è un concetto introdotto da Leon Festinger nel 1957 in psicologia sociale. Un individuo quando riceve un’informazione che confermi il proprio sistema di valori e la propria visione del mondo si troverà in una situazione tranquilizzante, ovvero di “consonanza cognitiva” (“lo dicevo, io!”). Invece quando la nuova informazione minacci di smantellare parte della propria visione del mondo o della percezione di sè, si avrà una “dissonanza”.  L’individuo allora tenderà a minimizzare questa dissonanza, per diminuire il proprio disagio.

Per ridurre la dissonanza si può cambiare il proprio comportamento o le proprie preferenze; oppure rifiutare le informazioni “dissonanti”. E’ più facile accettare solo quelle informazioni che fanno più comodo. Cambiare il proprio comportamento è difficile e mette ansia.

Avete presente Esopo e la favola della volpe e dell’uva? Non potendo arrivare all’uva, la volpe – per minimizzare la dissonanza cognitiva e a mettersi il cuore in pace metterà in funzione un meccanismo psicologico che la porterà a concludere che l’uva era acerba.gif-volpe

La minimizzazione della dissonanza cognitiva porta così molte persone ad “una cecità localizzata”: per esempio, spesso il coniuge tradito è l’ultimo ad accorgersi dei comportamenti dell’altro coniuge, dato che riconoscere la realtà del tradimento sarebbe troppo penoso. Il coniuge tradito tenderà sovente a fornire a se stesso giustificazioni e interpretazioni “consonanti”, giungendo perfino a negare l’evidenza del tradimento. Di questa cecità localizzata deve essere stato vittima anche l’On. Lupi, del PdL, che a Ballarò del 2 novembre – arrampicandosi sugli specchi – negava con forza che ci fossero mai stati festini ad Arcore.

La mente degli esseri umani normali funziona all’opposto di quella dei buoni scienziati, che se sono tali non cercano conferme alle proprie teorie ma, al contrario, cercano di confutarle per vedere se reggono l’urto dei fatti” (p. 6). A volte … risulta più comodo mantenere il proprio punto di vista. Del resto credere è uno dei nostri più consolidati automatismi e ci risparmia la fatica di ricercare le informazioni più obiettive”. (Paolo Legrenzi, Credere, 2008)

In soldoni : ognuno di noi ha una propria visione del mondo e che tende a comunica­re in mille modi agli altri. Per non vederla andare in frantumi e fare la figura del pirla di fronte a se stesso e al prossimo, l’individuo tende a prendere per buone e inca­merare prevalentemente, se non unicamente, quelle informazioni che rafforzano le sue opi­nioni. Al contrario, tende a eli­minare o mi­nimizzare quelle che gliele confutano. Così i lettori di destra leggono  Il Giornale, e quelli di sinistra “La Repubblica”.

Si tratta di un processo che serve a risparmiare all’indivi­duo un faticoso e angoscioso lavoro di ricostruzione della pro­pria identità. Confermando che gli umani, nel quotidiano, sono es­seri “a razionalità molto limitata”, come san­no bene gli esperti di marketing, i preti e i venditori di aspirapolveri.

Ed anche il nostro beneamato Leader Supremo che, se dichiara di aver aiutato Ruby solo per solidarietà umana, è strasicuro che i suoi fan gli crederanno. Il fatto che B. sia intervenuto in questura per aiutare una sua amichetta minorenne straniera accusata di furto, facendola passare per nipote di un capo di stato straniero, viene semplicemente rimosso dai fan del Partito dell’Amore. Si vedano i commenti eloquenti di molti lettori gif-darth-vater-dancingal sito WEB de Il Giornale.

Credere, obbedire, combattere sono ancora una volta le parole d’ordine, che danno sicurezza e impediscono di porsi domande scomode, a cui si aggrappano molti elettori di destra. Pronti a mettersi di nuovo al servizio del Lato Oscuro della Forza.

Come disse Indro Montanelli qualche anno fa : “Strano paese il nostro. Colpisce i venditori di sigarette, ma premia i venditori di fumo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ruby, il bunga bunga e i vecchioni. Da Guido Reni ad Artemisia Gentileschi. Passando per Arcore.

Posted by pocavista su 29 ottobre 2010

“Susanna e i vecchioni” è un soggetto ricorrente nella pittura rinascimentale e barocca. Guido Reni, il Tintoretto, Rubens, Allori, Rembrandt, Artemisia Gentileschi e molti altri pittori, fino al contemporaneo Botero, si sono cimentati sul tema. La storia è ripresa dal biblico libro XIII di Daniele, in cui alla tarda età non viene associata non tanto la saggezza, quanto il vizio.

Susanna era la sposa di Joachim, il ricco proprietario di un palazzo circondato da un parco dove indiva banchetti e feste per numerosi invitati. Tra costoro c’erano due anziani magistrati che guardavano la casta Susanna con occhio lubrico. Un caldo pomeriggio d’estate Susanna si spogliò nuda senza rendersi conto che occhi estranei la stavano spiando: i due vecchi si erano nascosti nel parco di Joachim ed insieme architettarono uno sporco ricatto: :“Concediti a noi, se no ti accuseremo di tradire tuo marito con un giovane”.

Susanna si mise allora a urlare per far accorrere i servi, ma i magistrati a loro volta gridarono accusandola di adulterio, reato che prevedeva la lapidazione. Quando tutto sembrava perduto, fu salvata dal giovane Daniele che chiese separatamente ai due anziani dove si fosse nascosto l’amante di Susanna. I due dettero risposte diverse, svelando la menzogna. Così i due vecchi vennero condannati e Susanna si salvò.

L’associazione viene spontanea : Noemi, le veline, le igieniste dentali, le escort, le calendariste e adesso le Ruby, che hanno animato le nostre cronache negli ultimi anni e i cui nomi sono stati spesso accomunati a quello del nostro Leader Supremo, ricordano un po’ Susanna e i vecchioni lussuriosi. Nell’ultimo episodio di cronaca che vede al centro Berlusconi, Fede e la minorenne marocchina Ruby, i senili arrapati non sono però magistrati. Inoltre le Susanne odierne tanto caste e irreprensibili non sono, ma usano il loro fascino per farsi una posizione, anche in Parlamento secondo quanto hanno denunciato recentemente la parlamentare Angela Napoli e il sen. Guzzanti, che ha parlato perfino di “mignottocrazia”.

 

Lo scoop di Svistasocialclub.wordpress.org - Versione originale di "Susanna e i Vecchioni" di Artemisia Gentileschi, dopo il restauro predisposto dal Ministro della Cultura Bondi

Potere e harem, vecchiaia che usa l’altrui giovinezza per sfuggire alla terza età. Una storia vecchia come il mondo. Anche il nostro anziano Leader Supremo, che non fa mistero di amare il bunga bunga con giovani signorine, ogni volta che viene accusato di avere messo le mani nella marmellata, nega e grida al complotto delle toghe rosse. Cosa incomprensibile almeno stavolta, in cui i magistrati milanesi lo hanno ritenuto “parte lesa”. Come Marrazzo, del resto.

Si ricorderà che nel caso Marrazzo, Berlusconi consigliò – per pura e disinteressata solidarietà, s’intende – all’allora governatore del Lazio di pagare i propri ricattatori, perché togliessero di mezzo un video compromettente. Nel caso di Ruby, sembra – ma è un’ipotesi che la magistratura dovrà accertare – che la Presidenza del Consiglio fece pressioni per far rilasciare la giovane Ruby, arrestata per furto dalla questura di Milano. Ruby, minorenne marocchina fuggita da una casa-famiglia di Palermo e frequentatrice della reggia di Arcore, fu fatta passare addirittura per nipote del presidente egiziano Mubarak. (“Io aiuto sempre chi ha bisogno”, ha dichiarato il nostro Leader Supremo).

A destra come si vive la vicenda? Ecco alcuni istruttivi commenti dei lettori al sito WEB de Il Giornale :

#32 TRIDENTINA AVANTI (664) il 30.10.10 alle ore 13:58 scrive:

Forza Cav tieni duro! Dillo Silvio ai kompagni di merende che le paghi le tasse e a milioni; dillo che non hai mai “lanciato molotov” contro le Forze dell’ordine; dillo che non sei mai andato a spasso “sottobraccio” con i terroristi; dillo che non fai pedofilia come certi ministri di un Famoso Credo religioso molto diffuso, il più diffuso, nel ns. Paese; dillo che non hai mai licenziato nessuno non come colui che, cacciato dagli Agnelli, acquisì quella famosa società di prodotti da ufficio (mobili, sistemi di calcolo, informatica, elettronica ecc.) di Ivrea, in ottima salute, la fece fallire e lasciò sulla strada più di 6000 persone; ma soprattutto dillo che a casa tua potresti fare tutto quel….. che vuoi!!! Ma forse tutto ciò accade per la famosa “invidia” infatti loro più di qualche riga di coca e qualche transessuale a pagamento….

#24 futuro libero (424) il 30.10.10 alle ore 12:33 scrive:

In Italia abbiamo solo due persone che hanno il coraggio di dichiarare: Berlusconi ama le donne, e Vendola ama gli uomini. Tutti gli altri stanno zitti, forse devono nascondere qualcosa? Vai Silvio li hai fatti impazzire tutti quanti non sanno più dove attaccarsi, o meglio magari lo sanno ma la moralità non consente.

#22 mala tempora currunt (30) il 30.10.10 alle ore 12:32 scrive:

non ci trovo nulla di male nel dire che uno ama le donne!!! chi di noi non lo ha mai detto? purtroppo dall’altra parte ci sono persone , es. Vendola, che hanno dei gusti molto poco ortrodossi… immaginate la novità: una checca presidente del consiglio…. tutto il parlamento in seta rosa e festini a luci rosse tre volte la settimana…anche una come la Bindi avrebbe una chance…per non parlare di chi, sempre “sinistro, abbordava i trans per strada….. che belle persone quelle!!!! allora meglio 1…100…1000 berlusconi!!!

#7 bruna.amorosi (1428) il 30.10.10 alle ore 10:51 scrive:

Ammazza quanto strillano questi sinistri , eppure il bunga bunga è il loro sport preferito vedi Vendola, Marrazzo e compagnia bella. Certo che il rossore sulla faccia proprio non lo conoscono . E allora meno male che almeno il capo del governo è un uomo normale. Bravo Berlusconi. Poi a Famiglia Cristiana ricordiamogli i preti pedofili e anche Boffo, che proprio puro non è…”

Una domanda a Marcello Veneziani, che su Il Giornale dice di non poterne più di questo gossip che descrive il premier come un orco : supponiamo che Obama facesse pressioni sull’FBI per far rilasciare una minorenne messicana arrestata per furto, protagonista di un rapporto ovale nella Sala Orale (oppure di un rapporto orale nella Sala Ovale, che fa lo stesso), dicendo che è la nipote di Fidel Castro, e di affidarla all’igienista dentale della Casa Bianca. Lei parlerebbe ancora di pettegolezzo?

A nessuno di costoro purtroppo viene in mente che nessuno rinfaccia al premier le sue preferenze sessuali (in PdL è o non è il partito dell’amore?),  quanto  l’eventuale interferenza sul funzionamento di un’altra istituzione dello stato come la polizia, per far rilasciare una sua amica (per di più minorenne) arrestata per furto, facendola passare come parente di un capo di stato straniero, rischiando un serio incidente diplomatico, e chiedendo che venisse affidata alla sua igienista dentale, ex-show girl, da lui fatta eleggere alla Regione Lombardia.  Anche la Santa ‘nchè(?) in TV ha ammesso la chiamata di Berlusconi alla questura milanese, ma a destra se la pigliano con Boffo e Marrazzo. I quali si sono dimessi da tempo, a differenza del loro amato Leader Supremo che dalla poltrona non si schioda.

Ma è questo che probabilmente Berlusconi e molti lettori de Il Giornale  intendono per “alto senso dello Stato”. Ma si sa, la politica ormai è una forma di perversione sessuale particolarmente adatta alle persone anziane.

 

Le Susanne e il vecchione.

Per chi volesse conoscere il vero significato dell’espressione bunga bunga – mai tradotta da TG e giornali vicini al governo – può cliccare su http://www.urbandictionary.com oppure su   http://appuntidemocratici.wordpress.com/2010/10/30/il-bunga-bunga-presidenziale-e-lo-smarrito-senso-del-limite/

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Sgarbi su “Il Giornale” parla dell’Uccello di Fuoco di Berlusconi. Politica dal “culo flaccido” e mondo femminile nel pensiero del “cosiddetto” critico d’arte.

Posted by pocavista su 14 agosto 2010

 

 

Da Stravinskij a Berlusconi

Su “Il Giornale” del 1 febbraio 2011, Sgarbi scrive un articolo sul caso Ruby, dove  immagina un eventuale interrogatorio di Berlusconi da parte della Bocassini, in cui afferma che “Berlusconi in privato …fa ascoltare” l’Uccello di Fuoco”  alla sedicente nipote di Mubarak”. Inevitabile la domanda : l’Uccello è quello di Igor Stravinskij o quello dello statista di Arcore?

Sgarbi  – da presunto cultore della materia – si intrattiene volentieri sul rapporto tra uomini politici e mondo femminile, spesso popolato da giovanissime aspiranti al successo disposte a “un rapporto affettuoso”, come Nicole Minetti, di un uomo politico anziano dal “culo flaccido”(così l’ha definito la Minetti), casualmente ricco, potente e soprattutto e generoso.

Nell’articolo, fa capolino la visione del mondo di Sgarbi sulle donne, che lui pensa di conoscere bene, dato che ne frequenta “cinquanta a settimana”. Roba da far impallidire il presunto harem di Berlusconi.

Già in precedenza Sgarbi su Il Giornale aveva parlato di Fini e di Berlusconi e del loro rapporto con le donne, criticando Fini e lodando Berlusconi.

Tutto nasce quando Sgarbi rilascia un’intervista al settimanale “A” sul caso Fini-Tulliano-casa di Montecarlo.   Feltri si butta a pesce e il 14 agosto pubblica un’articolessa del primo cittadino di Salemi.

 

Vittorio Sgarbi. Chi era costui?

Tutti sanno chi è Sgarbi. Garbato, cortese, assai rispettoso con gli interlocutori che dissentono da lui, riservato, fedele. sgarbi-incazzato-1Tiene molto alla legalità, tanto è vero che non si conoscono nemmeno sue infrazioni ai divieti di sosta. In effetti ha girato per anni con la scorta di stato pagata dai contribuenti.

Si dichiara critico d’arte e polemista. Molti nutrono più di un dubbio sulla prima qualifica, mentre sulla seconda non possiamo che convenire. Se qualcuno non ne fosse convinto, può consultare su Youtube la hit parade delle performance televisive del pacato intellettuale.

Sgarbi – da vero uomo di mondo – si muove a tutto campo, come risulta dal suo curriculum. sgarbi-incazzato-2Su Wikipedia qualcuno si è preso la briga di elencare le sue numerose condanne – per truffa ai danni dello stato (definitiva) e soprattutto per diffamazione – cui si è talvolta sottratto, suo malgrado, con indulti e prescrizioni.

Ma ciò a cui tiene di più sembra sia la coerenza. Al riguardo,  Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Sgarbi) riporta anche il robusto curriculum delle militanze politiche del Nostro:

 

  • Partito Comunista Italiano, che lo ha candidato a sindaco di Pesaro;
  • Partito Socialista Italiano, per il quale è stato consigliere comunale a San Severino Marche;
  • DC-MSI, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di San Severino Marche nel 1992;
  • Partito Liberale Italiano, per il quale è stato deputato;
  • Partito Federalista, che ha fondato nel 1995 e poi lasciato per aderire alla Lista Pannella;
  • Lista Marco Pannella, con la Lista Pannella-Sgarbi, abbandonata dallo stesso Sgarbi prima delle elezioni;
  • Forza Italia, nella quale ha inglobato il suo movimento I Liberal Sgarbi-I libertari;
  • Partito Repubblicano Italiano con il quale si è alleato per le elezioni europee nel 2004;
  • Lista Consumatori, con la quale si è candidato per le Politiche del 2006, senza essere eletto;
  • UDC-DC, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di Salemi nel 2008;
  • Movimento per le Autonomie con il quale è stato candidato alle Elezioni europee del 2009 nel cartello elettorale del Polo dell’Autonomia nella circoscrizione Isole.
  • Con Rete Liberal, alle regionali 2010 del Lazio ha sostenuto Renata Polverini

Ha inoltre fatto parte dell’Unione Monarchica Italiana”.

 

Roba da fare invidia all’implume Capezzone, ancor giovine di bottega, che però si farà, visto l’impegno che mette nel passare repentinamente da uno schieramento all’all’altro.

L'opione del martin pescatore

L'opinione del martin pescatore

Ci preoccupa l’assenza nel suo curriculum della Sudtiroler VolksPartei e del Movimento per la Ricostituzione del Sacro Romano Impero, ma siamo sicuri che colmerà al più presto queste inaccettabili lacune..

Visto da quale pulpito vien la predica, andiamo a vedere che cosa ha dichiarato il Nostro. Sgarbi, che per due anni ha “mantenuto il doveroso rispetto per Gianfranco Fini” , fin qui non ha detto niente. Ma dopo quello che sta succedendo, avverte l’ obbligo morale di prenderne le difese, dando una sua versione. Fini si è innamorato di questa “ragazza semplice e buona”… “La Tulliani, pure intelligente, è certo più bella che intelligente.” Fini come ogni “uomo innamorato non vede la realtà com’è, e interpreta in modo positivo ciò che altri giudicano malizioso”… “Non voglio dire che Elisabetta Tulliani volesse «sistemarsi». Voglio dire che Fini non doveva farsi sistemare.”

E qui inizia l’affondo : “Si può dunque pensare, anzi oggi è una certezza, che Fini sia stato, nella considerazione popolare, sopravvalutato”

Sgarbi a questo punto mostra tutto il suo talento per rubriche come la posta del cuore dei settimanali femminili. Parla delle ragazze “nell’orbita di uomini di fresco potere del centrodestra”, spesso raccomandate per intraprendere carriere artistiche e televisive. gif-ragazza-che-cammina-sexy1Ma anche delle donne della stagione politica precedente, “dominatrici di altri politici democratici o democristiani”. … “Donne di personalità forti che hanno letteralmente «occupato» i loro uomini condizionandone scelte e destini. Come per Fini, l’epilogo di Mastella si deve al cieco amore per Sandra. Clemente ha fatto saltare tutto, ha perduto se stesso, e ha fatto cadere Prodi per amore di Sandra. Quando essa è stata incriminata, non ci ha visto più e ha abbandonato tutto.” Adesso Alberoni può anche andare in pensione.

Però lui, Sgarbi, mica si fa condizionare dalle donne, come i comuni mortali di sesso maschile. “E ciò – rivela Sgarbi – li differenzia da me, e, anche se in modo più artigianale, da Berlusconi, che ha una sua «ingenuità», che amiamo essere «visitati», non «occupati». E non ci lasciamo travolgere né dal fascino, né dal potere seduttivo di una donna.” Anche Sgarbi, come il Berlusconi così definito dal suo avvocato di fiducia, si vanta di essere una sorta di ghedinesco “Utilizzatore Finale”.

 

D’altro canto Sgarbi afferma che “la Tulliani … non è dominatrice. Chiunque poteva prenderne le misure e non farsi travolgere dal suo giovanile entusiasmo. Meno Fini.” Con la scusa della difesa del Presidente della Camera, a Fini viene dunque affibbiato di fatto il ruolo del pirla che si fa infinocchiare dalla “sgallettata” di turno. L’abilissimo Sgarbi strizza l’occhio al maschilismo di molti elettori di destra,sgallettata-1 che provano una sincera ammirazione per l’Utilizzazione Finale (“una botta e via”è l’elegante espressione di uso comune) e una commiserazione per chi “ci casca”. L’invidia nei confronti del Leader Supremo non è assolutamente appannaggio dei “sinistri”, come la vulgata di destra vuol far credere. La maggior parte dei maschietti di destra, costretta a una “modica dose” di sesso coniugale, guarda con invidia a chi si può permettere l’overdose di sesso extraconiugale (vero o presunto, non ha importanza) con attricette e veline che appare privilegio del potere. Lo ius primae noctis, appreso nei lontani tempi di scuola, riemerge con forza ad opera dei nostri satrapi da avanspettacolo. Al riguardo, in un’intervista rilasciata a “Il Secolo XIX” di Genova, Sgarbi non ce la fa più a trattenersi e, come fosse con gli amici al Bar Sport, si lascia andare a questa dichiarazione “Io frequento 50 donne a settimana e, così come non ho storie d’amore con tutte, da tutte mi libero”. Come a dire “a me Silvio e il Merolone mi fanno una s…”. (Sgarbi dovrebbe sapere che in giro c’è chi conosce non solo Geminello Alvi, ma anche Plauto e il suo Miles Gloriosus e potrebbe fare imbarazzanti paragoni).

Mentre il Fini innamorato è “sorprendente e pericoloso”, al contrario “… l’abile, seppur generoso, Silvio, non ebbe dubbi, non si lasciò travolgere… si è liberato di tutte, anche di Veronica.”berlusco-fa-le-corna

Ma il gentleman ferrarese fornisce materia anche per le gentili lettrici di destra, indotte a pensare che di Fini non ci può fidare perché ha tradito la moglie per una “sgallettata” qualsiasi.

Sgarbi completa il servizietto a Fini, iniziato da Feltri :

 

  • tradisci il patto con gli elettori del PdL perché dissenti da Berlusconi (Feltri)
  • tradisci la fiducia del tuo stesso ex-partito (Feltri, che accusa Fini di uso privato di beni del partito) e non puoi fare il moralizzatore (altro slogan molto in voga tra i destri e i Grillini : “Il più pulito ci ha la rogna”);
  • infine sei un uomo “dabbene” che si lascia abbindolare dalla prima “velina” e quindi come si fa a fidarsi di te (Sgarbi)?

 

 

Ed ora si arriva al dunque. Qualcuno ancora pensa che Fini abbia mostrato disaccordo con Berlusconi per ragioni politiche, come legalità, federalismo e quisquilie di questa natura? Macché, Sgarbi fa sapere che il Fini “travolto dalla passione … si irrita quindi con Berlusconi per alcune sortite di «Striscia la Notizia»” che riguardano la sua compagna. E quindi conclude che “Da questa vicenda Gianfranco esce come un ingenuo, inadeguato a misurarsi con le realtà complesse e difficili della politica”.

In soldoni da “Il Giornale” si comunica alla platea della destra che Fini è: traditore (Feltri), imbroglione (Feltri), fesso (Sgarbi), incapace (Sgarbi). Ciapa su e porta a ca’.

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Certo che Sgarbi nell’operazione di demolizione della figura di Fini è assai più sottile di Feltri, che va giù con l’accetta. Se Feltri parla alla pancia degli elettori di destra, qui Sgarbi li titilla ancora più efficacemente dentro le mutande. D’altro canto è noto, non solo ai fan di De Andrè, che anche per il Re Carlo che “tornava dalla guerra … più che l’onor poté il digiuno!”.

 

All’autore di questo post, l’operazione di demolizione della figura di Gianfranco Fini appare invece strumentale e scandalosa. Molto al di là delle sue eventuali responsabilità nella vicenda monegasca, che la magistratura dovrà appurare. Certo, se si dovesse dimettere lui che non è nemmeno indagato, i due grandi Utilizzatori Finali, Berlusconi e Sgarbi – che qualche problemuccio con la giustizia ce l’hanno avuto – cosa dovrebbero fare?

Chi vuole consultare la hit parade di Sgarbi clicchi qui sotto :

SGARBI – The very best of

PS – L’esilarante volume di Lorenzo Raffi, “Di uomini e di animali”  è adesso disponibile

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