Della bufala. Intesa come una delle belle arti

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E adesso con chi ce la prendiamo?

Posted by pocavista su 11 aprile 2012

E adesso con chi ce la prendiamo? Dobbiamo confessare che, da quando il nostro amato Leader Supremo, l’arcoriano “Vate della Patonza”, ha dovuto lasciare le redini del Governo a Monti, eravamo tentati di mollare il nostro blog. 

Come i blogger sanno, tenere un blog aggiornato, scrivere post originali e documentati è una fatica improba, ancorché non remunerata. La domanda “chi ce lo fa fare?” affiora più volte; la risposta che “è un dovere sociale” – sempre meno convinta – anche.

 

Il pubblico che frequenta i blog del resto preferisce di gran lunga una comunicazione molto sintetica, un po’ gridata, magari riassunta in una battuta, in una foto o in una vignetta. Grande è il rischio di essere superficiali, non documentati, sensazionalisti : il tutto per farsi leggere dai nostri quattro lettori che – spesso – si imbattono per puro caso nei nostri post, mentre cercano ben altro con Google.

Si pensi ad un aggregatore di blog come “OKnotizie”, che risulta essere forse il più popolare aggregatore italiano. I post di Svistasocialclub che hanno avuto maggiore successo di voti e di frequentazione su OKNotizie sono stati quelli più brevi, di tenore satirico, riassunti magari in una o due foto. Sono i post che costano meno fatica in termini di documentazione, sforzo di riflessione e di scrittura, a ottenere maggiore successo, per così dire, “di critica e di pubblico”.

E allora chi ce lo fa fare di leggere, documentarci e scrivere qualche riflessione su fatti e protagonisti della società italiana? Ebbene, ci siamo presi una pausa di riflessione di alcune settimane, durante le quali non abbiamo alimentato il blog : ci stavamo rilassando perché in effetti la “democratura” berlusconiana faceva meno paura di prima; l’algido Minzolini, il “fido” Fede, il druido Bossi e il mitico Trota si sono fatti da parte; probabilmente tra un po’ toccherà anche ai siliconi della Minetti lasciare la Regione Lombardia per ritornare ad occuparsi di igiene orale o di animazione per feste private. La triade di guastatori Santanchè, Lupi, La Russa è ormai costretta a strillare un po’ meno in TV. E perfino il funereo Sallusti l’abbiamo visto prodursi in qualcosa che somigliava ad un sorriso di circostanza.

Il tutto, mentre l’androide Monti, con quella sua voce prodotta al sintetizzatore, cerca di mettere una dolorosa pezza ad una situazione al limite del collasso finanziario, economico ed etico. Mentre i tre Poli devono appoggiarlo in Parlamento, “loro malgrado”.

Autore : Nicola Bucci

Ma ora il nostro amico Giuliano Ferrara, lo “smutandato di Collegno”, come lo abbiamo definito in un nostro precedente post, ci sta ritirando dentro per i capelli. Confessiamo che non riusciamo a sopportare i suoi pistolotti serali di Radio Londra, tanto intelligenti quando autocompiaciuti : il servo-libero Ferrara si ritiene talmente indipendente e controcorrente da risultare ancora più dedito di un Fede o di un Minzolini a difendere l’indifendibile, ovvero la causa di un padrone e dei suoi sodali di ieri ormai in piena bancarotta politica.

Militante padano DOC

Il nostro post e quelli futuri forse non piaceranno alla maggior parte del pubblico dei blog : saranno lunghi e un po’ noiosi. Ma li preferiamo così, visto che durano di più nel tempo, come gli elettrodomestici tedeschi che, non a caso, costano un po’ di più. 

Anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo concluso : “chissenefrega” di OKNotizie.

A presto,  con il post su Giulianone. Pocavista

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Dal Patto d’Acciaio al Patto della Pròstata. Ecco perchè Umberto “er Canotta” non può mollare Silvio “er patonza”.

Posted by pocavista su 5 ottobre 2011

Il Patto d’Acciaio

Come tutti sanno, il 22 maggio 1939, Anno XVII dell’Era Fascista, venne firmato il cosiddetto Patto D’Acciaio tra l’Italia fascista e la Germania nazionalsocialista.

La firma del Patto d'Acciaio

Con il Patto, S. M. il Re d’Italia e di Albania, nonché Imperatore d’Etiopia, e il Cancelliere del Reich tedesco sancivano (all’art.2) che “Qualora … (gli) interessi vitali di una delle Parti contraenti dovessero essere minacciati dall’esterno, l’altra Parte contraente darà alla Parte minacciata il suo pieno appoggio … allo scopo di eliminare questa minaccia.

Poi e sappiamo tutti com’è andata a finire : venne la Seconda Guerra Mondiale, il 25 luglio e l’8 settembre.

Il Patto della Crostata

D'Alema, in estasi come S.Teresa, mentre ripensa alla crostata

 

Il patto più celebre della “Seconda Repubblica” è il famigerato Patto della Crostata. Dopo la vittoria dell’Ulivo nel ’96, l’allora segretario del Pds, D’Alema, ebbe la brillante idea di iniziare un dialogo con Berlusconi. Gianni Letta si incaricò di organizzare una cena a casa sua, ospiti Berlusconi e D’Alema. I due siglarono un accordo davanti al dolce: una crostata.

Gianni Letta non ha mai rivelato i veri ingredienti della sua famosa "crostata"

Poi sappiamo tutti com’è andata a finire: D’Alema divenne presidente della Bicamerale per fare le riforme istituzionali. Garbatamente accantonò la legge sul conflitto di interessi, lasciando a Berlusconi il dominio del mondo dell’informazione.

Il Patto della Prostata : er Canotta ed er Patonza uniti nella lotta

Oggi, in tempi di crisi, non potendoci permettere nè l’acciaio e nè il dolce, ci siamo ridotti al patto della Prostata (vista l’età dei contraenti).

Vi siete mai chiesti chi glielo faccia fare a Bossi di salvare sempre e comunque Berlusconi, nonostante che la base leghista ormai sia in aperta rivolta e chieda di mollare “er patonza”?

 

Eleganza padana

Ricordiamo che solo pochi anni fa la Padania usciva con prime pagine di fuoco contro Berlusconi, definito addirittura “mafioso”.

Poi nel 2000 la miracolosa conversione di Bossi sulla via di Arcore. Oggi assistiamo ai continui salvataggi del Governo Berlusconi da parte della Lega. Fino a quando?


Da un po’ di tempo circola un’interessante spiegazione del fenomeno. Aspettiamo che i vertici della Lega smentiscano o confermino quanto contenuto nel video seguente. 

Inutile dire che le eventuali smentite verbali sarebbero assai meno convincenti della decisione di abbandonare l’accanimento terapeutico con cui la Lega mantiene in vita un governo moribondo.

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Ruby, il bunga bunga e i vecchioni. Da Guido Reni ad Artemisia Gentileschi. Passando per Arcore.

Posted by pocavista su 29 ottobre 2010

“Susanna e i vecchioni” è un soggetto ricorrente nella pittura rinascimentale e barocca. Guido Reni, il Tintoretto, Rubens, Allori, Rembrandt, Artemisia Gentileschi e molti altri pittori, fino al contemporaneo Botero, si sono cimentati sul tema. La storia è ripresa dal biblico libro XIII di Daniele, in cui alla tarda età non viene associata non tanto la saggezza, quanto il vizio.

Susanna era la sposa di Joachim, il ricco proprietario di un palazzo circondato da un parco dove indiva banchetti e feste per numerosi invitati. Tra costoro c’erano due anziani magistrati che guardavano la casta Susanna con occhio lubrico. Un caldo pomeriggio d’estate Susanna si spogliò nuda senza rendersi conto che occhi estranei la stavano spiando: i due vecchi si erano nascosti nel parco di Joachim ed insieme architettarono uno sporco ricatto: :“Concediti a noi, se no ti accuseremo di tradire tuo marito con un giovane”.

Susanna si mise allora a urlare per far accorrere i servi, ma i magistrati a loro volta gridarono accusandola di adulterio, reato che prevedeva la lapidazione. Quando tutto sembrava perduto, fu salvata dal giovane Daniele che chiese separatamente ai due anziani dove si fosse nascosto l’amante di Susanna. I due dettero risposte diverse, svelando la menzogna. Così i due vecchi vennero condannati e Susanna si salvò.

L’associazione viene spontanea : Noemi, le veline, le igieniste dentali, le escort, le calendariste e adesso le Ruby, che hanno animato le nostre cronache negli ultimi anni e i cui nomi sono stati spesso accomunati a quello del nostro Leader Supremo, ricordano un po’ Susanna e i vecchioni lussuriosi. Nell’ultimo episodio di cronaca che vede al centro Berlusconi, Fede e la minorenne marocchina Ruby, i senili arrapati non sono però magistrati. Inoltre le Susanne odierne tanto caste e irreprensibili non sono, ma usano il loro fascino per farsi una posizione, anche in Parlamento secondo quanto hanno denunciato recentemente la parlamentare Angela Napoli e il sen. Guzzanti, che ha parlato perfino di “mignottocrazia”.

 

Lo scoop di Svistasocialclub.wordpress.org - Versione originale di "Susanna e i Vecchioni" di Artemisia Gentileschi, dopo il restauro predisposto dal Ministro della Cultura Bondi

Potere e harem, vecchiaia che usa l’altrui giovinezza per sfuggire alla terza età. Una storia vecchia come il mondo. Anche il nostro anziano Leader Supremo, che non fa mistero di amare il bunga bunga con giovani signorine, ogni volta che viene accusato di avere messo le mani nella marmellata, nega e grida al complotto delle toghe rosse. Cosa incomprensibile almeno stavolta, in cui i magistrati milanesi lo hanno ritenuto “parte lesa”. Come Marrazzo, del resto.

Si ricorderà che nel caso Marrazzo, Berlusconi consigliò – per pura e disinteressata solidarietà, s’intende – all’allora governatore del Lazio di pagare i propri ricattatori, perché togliessero di mezzo un video compromettente. Nel caso di Ruby, sembra – ma è un’ipotesi che la magistratura dovrà accertare – che la Presidenza del Consiglio fece pressioni per far rilasciare la giovane Ruby, arrestata per furto dalla questura di Milano. Ruby, minorenne marocchina fuggita da una casa-famiglia di Palermo e frequentatrice della reggia di Arcore, fu fatta passare addirittura per nipote del presidente egiziano Mubarak. (“Io aiuto sempre chi ha bisogno”, ha dichiarato il nostro Leader Supremo).

A destra come si vive la vicenda? Ecco alcuni istruttivi commenti dei lettori al sito WEB de Il Giornale :

#32 TRIDENTINA AVANTI (664) il 30.10.10 alle ore 13:58 scrive:

Forza Cav tieni duro! Dillo Silvio ai kompagni di merende che le paghi le tasse e a milioni; dillo che non hai mai “lanciato molotov” contro le Forze dell’ordine; dillo che non sei mai andato a spasso “sottobraccio” con i terroristi; dillo che non fai pedofilia come certi ministri di un Famoso Credo religioso molto diffuso, il più diffuso, nel ns. Paese; dillo che non hai mai licenziato nessuno non come colui che, cacciato dagli Agnelli, acquisì quella famosa società di prodotti da ufficio (mobili, sistemi di calcolo, informatica, elettronica ecc.) di Ivrea, in ottima salute, la fece fallire e lasciò sulla strada più di 6000 persone; ma soprattutto dillo che a casa tua potresti fare tutto quel….. che vuoi!!! Ma forse tutto ciò accade per la famosa “invidia” infatti loro più di qualche riga di coca e qualche transessuale a pagamento….

#24 futuro libero (424) il 30.10.10 alle ore 12:33 scrive:

In Italia abbiamo solo due persone che hanno il coraggio di dichiarare: Berlusconi ama le donne, e Vendola ama gli uomini. Tutti gli altri stanno zitti, forse devono nascondere qualcosa? Vai Silvio li hai fatti impazzire tutti quanti non sanno più dove attaccarsi, o meglio magari lo sanno ma la moralità non consente.

#22 mala tempora currunt (30) il 30.10.10 alle ore 12:32 scrive:

non ci trovo nulla di male nel dire che uno ama le donne!!! chi di noi non lo ha mai detto? purtroppo dall’altra parte ci sono persone , es. Vendola, che hanno dei gusti molto poco ortrodossi… immaginate la novità: una checca presidente del consiglio…. tutto il parlamento in seta rosa e festini a luci rosse tre volte la settimana…anche una come la Bindi avrebbe una chance…per non parlare di chi, sempre “sinistro, abbordava i trans per strada….. che belle persone quelle!!!! allora meglio 1…100…1000 berlusconi!!!

#7 bruna.amorosi (1428) il 30.10.10 alle ore 10:51 scrive:

Ammazza quanto strillano questi sinistri , eppure il bunga bunga è il loro sport preferito vedi Vendola, Marrazzo e compagnia bella. Certo che il rossore sulla faccia proprio non lo conoscono . E allora meno male che almeno il capo del governo è un uomo normale. Bravo Berlusconi. Poi a Famiglia Cristiana ricordiamogli i preti pedofili e anche Boffo, che proprio puro non è…”

Una domanda a Marcello Veneziani, che su Il Giornale dice di non poterne più di questo gossip che descrive il premier come un orco : supponiamo che Obama facesse pressioni sull’FBI per far rilasciare una minorenne messicana arrestata per furto, protagonista di un rapporto ovale nella Sala Orale (oppure di un rapporto orale nella Sala Ovale, che fa lo stesso), dicendo che è la nipote di Fidel Castro, e di affidarla all’igienista dentale della Casa Bianca. Lei parlerebbe ancora di pettegolezzo?

A nessuno di costoro purtroppo viene in mente che nessuno rinfaccia al premier le sue preferenze sessuali (in PdL è o non è il partito dell’amore?),  quanto  l’eventuale interferenza sul funzionamento di un’altra istituzione dello stato come la polizia, per far rilasciare una sua amica (per di più minorenne) arrestata per furto, facendola passare come parente di un capo di stato straniero, rischiando un serio incidente diplomatico, e chiedendo che venisse affidata alla sua igienista dentale, ex-show girl, da lui fatta eleggere alla Regione Lombardia.  Anche la Santa ‘nchè(?) in TV ha ammesso la chiamata di Berlusconi alla questura milanese, ma a destra se la pigliano con Boffo e Marrazzo. I quali si sono dimessi da tempo, a differenza del loro amato Leader Supremo che dalla poltrona non si schioda.

Ma è questo che probabilmente Berlusconi e molti lettori de Il Giornale  intendono per “alto senso dello Stato”. Ma si sa, la politica ormai è una forma di perversione sessuale particolarmente adatta alle persone anziane.

 

Le Susanne e il vecchione.

Per chi volesse conoscere il vero significato dell’espressione bunga bunga – mai tradotta da TG e giornali vicini al governo – può cliccare su http://www.urbandictionary.com oppure su   http://appuntidemocratici.wordpress.com/2010/10/30/il-bunga-bunga-presidenziale-e-lo-smarrito-senso-del-limite/

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La governante, il sigaro e l’assistito. Ovvero il pranzo della pace tra Bossi, Polverini e Alemanno

Posted by pocavista su 6 ottobre 2010

lega-contro-roma-ladrona

 

Si era mai sentito che una Governatrice imboccasse un uomo politico che ha diffamato il suo territorio e ha offeso i suoi cittadini? Bossi e i suoi da più di vent’anni ce l’hanno con “Roma Ladrona”. Città, peraltro, in cui si sono “attovagliati” molto volentieri : anche loro predicano bene e razzolano male.

 

La Polverini imbocca Bossi

La Polverini imbocca Bossi

 

Invece proprio questo è successo oggi nella tavolata in Piazza Montecitorio, dove la Polverini si è improvvisata badante e ha imboccato un Bossi in serie ambasce col rigatone. La Polverini, poveretta, deve avere qualche difficoltà con l’italiano, confondendo il ruolo di Governatrice con quello di Governante. A proposito : chi paga il pranzo organizzato a fini mediatici? Ma quello che ha fatto veramente passare il segno è che il sindaco di Roma, Alemanno, abbia addirittura acceso il sigaro bossi-fuma-sigaroal leader “celodurista”. bossi-ce-lho-duroNoi siamo contro qualsiasi discriminazione basata sull’orientamento sessuale; ma che Alemanno dedichi tutte queste attenzioni al sigaro di Bossi, che afferma di averlo sempre duro come tutti i leghisti, sotto l’occhio delle telecamere di tutto il mondo appare francamente eccessivo …. Nemmeno al Gay Pride si era mai visto tanto.

Ormai, per mantenere il potere, c’è chi è disposto a fare di tutto. Ma forse si tratta solo di prove di erezioni anticipate.

 

Lega Nord : esercitazioni di routine alla scuola di partito

 

 

Ci è messo anche l’ex-ministro Zaia, oggi governatore del Veneto, con una sua esternazione. Zaia non è un leghista qualsiasi : tanto per dire è uno che ha nel suo curriculum, come maggior titolo di merito, la fondazione del Consorzio del  Radicchio Rosso di Treviso. Mica pizza e fichi. La solenne dichiarazione di Zaia suonava pressapoco così :”Noi leghisti non ce l’abbiamo con i Romani, ma con il potere dei Palazzi di Roma”. Domanda : visto che fino a poco tempo fa lui era Ministro e che i palazzi romani li gestiva anche lui, insieme agli altri Ministri padani Bossi, Castelli, Calderoli e Maroni,  non sarà che Zaia e gli altri leghisti ce l’hanno con se stessi?

 

Il Governatore veneto Zaia, in ricognizione sul campo: porci padani o romani?

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Elogio del Porco – Una risposta all’SPQR di Bossi e all’abbuffata con Alemanno e Polverini

Posted by pocavista su 4 ottobre 2010

Dopo che Umberto Bossi ha dato del porco al popolo romano (Sono Porci Questi Romani), si sono levate numerose proteste. Molti si sono sentiti offesi da quella citazione sbagliata di Bossi. Asterix in realtà diceva : Sono Pazzi Questi Romani. Il Senatur, esposto per anni ai vapori insalubri emanati da celtiche ampolle contenenti le minacciose acque del Po, probabilmente comincia ad accusare il colpo.

Alemanno, Polverini, Bossi e Cota si ritrovano a Roma per un pranzo di riconciliazione.  L’abbuffata dovrebbe servire per ricompattare gli elettori sudisti del PdL, offesi dal suol principale alleato. Ennesimo teatrino ad uso mediatico, che lascia il tempo che trova, effettuato il Piazza Montecitorio a base di polenta e pajata. Pantomima tuttavia controproducente a livello mediatico : troppo facile la battuta che quando si tratta di mangiare …

Non sappiamo se Bossi senior intendesse offendere i romani (dopo si è scusato). Dorma pure sonni tranquilli: non c’è riuscito. E come potrebbero essersi offesi i Romani, paragonati a un nobilissimo e virilissimo animale come il maiale?

Al riguardo voglio riportare alcuni passi del capitolo Splendori e miserie di Monsieur Maiale di un mio recente volume, Di Uomini e di Animali, Vedi.

157846_copertina_frontcover_icon-nuova Per saperne di più clicca qui : LIBRO

Auguro al Senatur, a tutti quei leghisti che compensano le poche letture con le molte certezze, e soprattutto al piccolo Trota, incolpevole esempio di familismo amorale leghista, buona lettura. LR

I cani ci guardano dal basso. I gatti dall’alto. I maiali ci trattano da loro pari (W.Churchill)

Smentite le tesi Darwin a favore di quelle di Lamarck? Se­condo alcuni, l’evoluzione di una specie non dipenderebbe da mutazioni ca­suali che fanno emergere i geni più idonei ad affront­are le condi­zioni ambientali, come sosteneva Darwin. Re­centi ricerche con­fermerebbero invece un’evoluzione di tipo la­marckiano : le con­dizioni sociali influirebbero sulla specie uma­na al punto da mo­dificarne perfino l’anatomia. … Al ri­guardo, segnaliamo la nota ricerca che ha appurato che “Operai e impiegati preferiscono il calcio, professionisti e appartenenti alla classe media il tennis, dirigenti e imprenditori il golf. Da cui si desume che mentre avanzi nella scala sociale le tue palle assu­meranno dimensioni via via minori”.

Bossi mostra l'accurato lavoro di una manicure padana

Bossi mostra l'accurato lavoro di una manicure padana

Per coerenza ne seguirebbe che sovrani come Carlo d’In­ghilterra, mega imprenditori come Rupert Murdock e Bill Gates e, nel suo pic­colo, anche il nostro amato e ricco premier, dovreb­bero avere attributi microscopici. Nel caso del principe, ciò for­nirebbe una spiegazione plausibile delle sue tragiche vi­cende sentimentali. … Per tutti costo­ro, i VIP intendo dire, poi si porrebbe il problema se siano in grado di ri­prodursi normalmente, oppure debbano farlo per partenoge­nesi o gem­mazione. Partendo da qui, vari studiosi sono giunti a ipo­tizzare che “l’invidia del pene”, resa celebre da Freud, spie­gherebbe alcuni dei loro comporta­menti altrimenti incomprensi­bili : progre­dendo nella scala socia­le, i VIP sottopor­rebbero i propri dipen­denti o il proprio paese a pratiche che – se non altro per ra­gioni anatomiche – non sarebbe­ro più in grado di esercitare con le pro­prie consorti o fidanzate. Deve essere per questo che il nostro amato Leader Supre­mo, avendo appreso che il codice fi­scale migliora la funzionalità del fisco e quello postale della po­sta, appena giunto al potere si è preoccupato di mettere su­bito in cantiere la rifor­ma del codice penale. E i primi risultati, almeno a giudicare dalle sue frequentazioni con giovani donne, prezzolate o meno, sono quanto mai incoraggiant­i. Ipotesi che darebbe ragio­ne all’acuta osservazione di Franco Bardi.

Da un versante opposto, ulteriore conferme verrebbero dal fatto che il maiale, ani­male nobilissimo, ma relegato dai suoi de­trattori ai livelli più in­fimi della società, è dotato invece di attri­buti di tutto rispetto. Animale considerato – a torto – sporco e stupido, pura carne da macello, ancorché conosciuto – a ragione – per prestazioni ama­torie superlative. gif-maiale-21Com’è noto, invidiosi alle­vatori ormai privano i suini dei piaceri della carne, affidando la riproduzione di questa specie ad asettiche fecondazioni artificia­li, in cui di erotico è ri­masta solo la lubrica mano del veteri­nario. Ma non è stato sem­pre così; vediamo dunque come sono andate le cose nella storia suina.

Maiale con tetto, cinese perfetto

Sembra che il maiale abbia cominciato la sua love story con l’uomo nell’area compresa tra la Mesopotamia e il Mediterraneo orientale: il ri­trovamento più antico, nella Turchia sud-orientale, la fa risalire all’ottavo millennio A.C. Dopo il cane, fu dunque il maiale il più antico amico dell’uomo, ben prima di pecore e capre. … Per quale motivo cinesi, greci, egizi e romani hanno tenuto in grande considerazione il maiale? … Il successo del maiale nelle società agricole stanziali sembra legato alla sua estrema prolificità e alla resa in carne elevata rispetto al suo consumo calorico. Se alleva­to allo stato brado, mangia prodotti come ghiande e tuberi non consumati da altri erbivori. La tenera bestiola è onnivora e non fa concorrenza all’uomo, se non marginalmente, nel consumo di alimenti. Se invece viene stabulato, il maiale poteva consumare gli scarti alimentari e quelli agricoli.

Grazie al maiale, una società agricola tradizionale riusciva a produrre carne senza consumare al tal scopo preziose risorse agricole. Gli altri animali da allevamento riuscivano a utilizzare zone di pascolo diverse da quelle frequen­tate dai suini e svolgevano funzioni complementari a quelle pu­ramente alimentari del maiale : gli ovini davano lana e latte, i bo­vini fornivano la forza motrice per i lavori pesanti, i cavalli con­sentivano la mobilità necessaria in guerra e per i trasporti. Nelle società agricole tradizionali gli animali potevano dunque fare buon gioco di squadra : all’agricoltura veniva affidata difesa e centrocampo, il porco agiva da centravanti di sfondamento, men­tre gli altri animali lavoravano sulle fasce.

Il maiale era ed è dunque uno dei migliori amici dell’uomo. Ammesso e non concesso che l’interessato possa nutrire genuini sentimenti di amicizia per colui che è sempre stato il suo vero boia. L’importanza del maiale nella maggiore società agri­cola del mondo antico, la Cina, era tale da influenzarne anche la scrit­tura : l’ideogramma della parola “casa” è composto dall’u­nione di due distinti ideogrammi, uno che significa “tetto” e l’al­tro che vuol dire “maiale”.

L’allevamento del porcello era fondamentale anche per i Greci … e per gli Etruschi, che for­se ne iniziarono la pratica quando si espansero nella Pianura Pa­dana, attorno al VII secolo A.C.

Nel mondo romano, maiale e cinghiale venivano addirittu­ra accostati anche a divinità italiche o latine. … Maialis sembra pren­dere il nome da Maia, dea della fecondità e del risveglio della na­tura in primavera. A Cerere, dea italica della Terra, patrona della fe­condità agraria e protettrice dei morti, e a Tellus, divinità ro­mana della Terra, veniva sacrificata una scrofa. Ciò avveniva prima della mietitura per propiziare un buon raccolto e per espia­re le eventuali trasgressioni delle pratiche rituali dovute ai defunt­i. La terra rende possibile la vita, fornendo acqua e cibo : la vita poi torna alla terra, con la sepoltura dei morti.

Simbolicamente il maiale rappresentava per i popoli italici una bestia innocente attraverso la quale gli dei mandavano mes­saggi agli uomini. Presso gli Etruschi era comune la predizione del futuro tramite aruspici che leggevano il fegato di maiale. Le novelle spose latine invece strofinavano del grasso di maiale, simbolo di fertilità, sugli stipiti della porta della nuova casa in segno di buon augurio. Si ricorderà poi l’episodio descritto da Virgilio nel quale una candida scrofa segnala ad Enea, transfuga da Troia caduta in mano ai greci, il luogo di sbarco nel Lazio.gif-maiale-3

...nella Gallia Cisalpina l’allevamento dei porci era un elemento fondamentale dell’economia locale, che poteva sfrutta­re risorse naturali favorevoli come i vasti boschi e l’abbond­anza delle acque. Le popolazioni cisalpine erano “assai abili nell’alle­vamento del maiale”, secondo quanto ci testimonia lo storico greco Polibio che percorse in lungo e in largo la Gallia padana.

Glandaticum padanorum

Con il declino dell’impero romano e la crisi dell’agricoltu­ra basata sulle fattorie, progressivamente declinò anche l’alleva­mento del maiale, in particolare nell’Italia centrale e meridiona­le… Al contrario in Pianura Padana, anche dopo le invasioni barbariche, si mantenne l’allevamento del maiale. Sia i Longo­bardi che i Franchi, entrambi di cultura suinofila, non fecero che rafforzare la precedente tradizione ci­salpina di produzione suini­cola. Si ebbe perciò una Longobardia al nord che allevava suini e una Romanìa bizantina al centro sud che basava gli allevamen­ti su ovini e caprini. Ciò avvenne sia per le condizioni naturali particolarmente favorevoli della Pada­nia, che per la presenza nel diritto germanico di consuetudini come il glandaticum, il libero pascolo nei querceti. Il querceto era la silva fructuosa per eccel­lenza, la cui estensione per con­venzione si calcolava non in ettar­i, ma in numero di maiali che era in grado di alimentare. Querceti e faggete costituivano fino al medioevo dunque le sil­vae ad incrassandum porcos.

Oggigiorno tali silvae, ormai abbattute per far posto a col­ture agricole e case, sembrano essere state sostituite degnamen­te dall’apparato dello stato, in cui molti solerti amministratori pub­blici praticano il glandaticum in piena autonomia.

Gli attuali servi della gleba ormai non conoscono il latino, anche se vantano grande consuetudine con modelli di solida va­lenza linguistica e culturale, come “Il Grande Fratello”, ” L’Isola dei Famosi” e “Amici”. Poco avvezzi all’evanescente linguaggio giuridico (tipo “dazione ambientale”), sono soliti definire tale pratica con il termine di “mazzetta”. Se dotati di maggiori cono­scenze trigonometriche, possono adoperare la parola “tangente”. La quale, dai tempi di Euclide, abbandonati i prece­denti inutili scopi geometrici, da retta che era è divenuta esem­pio di poca ret­titudine. La suddetta assolve ormai la preclara e nobilissima fun­zione sociale “de ugne le ròte”, come viene defi­nita nel forbito lessico dei più esclusivi college di Eton. Un tem­po per lubrifica­re le ruote bastava un po’ di grasso di maiale, mentre oggi serve contante. E’ il progresso.

Un doveroso accenno alla decima porcorum, la decima do­vuta un tempo ai conventi anche per l’allevamento dei maiali : ai nostri giorni ne sopravvivono versioni rivedute e corrette, che nel linguaggio contemporaneo si chiamerebbero “8 per mille”, oppure “stralcio di 120 milioni di euro” a favore delle scuole cat­toliche, in deroga ai tagli di spesa subiti interamente dalla scuola pubblica. Cambiano i tempi, ma in Italia, terra vaticana, le deci­me sopravvivono indomite.

Con la decadenza del sistema economico legata alle inva­sioni barbariche, le cose per il porco si misero maluccio. Non solo per la diminuzione degli allevamenti, ma an­che sul piano simbolico. La Chiesa di Roma, fino a tutto il Me­dioevo, tentò di combattere tutti quei simboli legati alla reli­gione pagana, cioè del pagus, che caratterizzava il popolino più incolto. Il maiale quindi condivise dei brutti momenti con stre­ghe, eretici e gatti neri, divenendo creatura negativa, simbolo della lussuria e del peccato. Dante, per esempio, giunse a collo­care i falsari nell’In­ferno (XXX Canto)gif-diavoletto-simpa, i quali per passare il tempo dovevano az­zannarsi tra di loro: “mordendo correvan di quel modo che ‘l porco quando del porcil si schiude”. Poi, cam­biati i tempi, il maiale venne riscoperto e nuova­mente allevato come fondamentale produttore di carne e di gras­so da cuocere.

In Europa, poco a poco, si affinarono le tecniche di alleva­mento e vennero create nuove razze con incroci sempre più se­lettivi. Risorgendo da secoli di pregiudizi, si registrò la diffusio­ne di un un fervore suinofilo. Fenomeno testimoniato anche dal­l’apparire di una vera letteratura sul porco : uno dei classici testi di riferi­mento è “L’eccellenza et il trionfo del porco”, pubblicato nel 1594 ad opera di quel Sallustio Miranda che fu autore, sta­volta con il suo vero nome di Giulio Cesare Croce, anche di “Bertoldo e Bertoldino”.

L’escalation culturale del maiale proseguirà con Vincenzo Tanara che editerà “L’economia del cittadino in villa” nel 1644. Si tratta di un testo di cucina ed economia domestica in cui si de­scrivono i metodi di cottura del maiale in “centodieci maniere di farne vivande”. Infine, nel secolo successivo, l’Abate Giusep­pe Ferrari da Castelvetro, Accademico Ducale de’ Dissonanti di Modena darà alle stampe un poema in rime intitolato “Gli elogi del Porco”, cui annette un ricettario per cucinare le carni del medesimo. L’abate, forse vergognandosi di avere affrontato un argomento poco confacente al suo abito talare, si firmerà con il clamoroso quanto improbabile pseudonimo di Tigrinto Bisto­nio.

Oggi grandi concentrazioni di suini si registrano in Veneto, Lombardia, Friuli ed Emilia. La provincia di Mantova vanta la presenza più elevata di suini con quattro maiali per abitante…”

Commento Finale

Allora Senatur come la mettiamo? L’allevamento del maiale – animale nobile e sensibile – è stato introdotto dagli Etruschi e sviluppato dai Celti e dai Longobardi in Padania. Ancora oggi è fortemente praticato nelle terre padane.

gif-pecorelle-danzantiAl Sud c’era la pastorizia. Perciò non avremmo difficoltà ad accettare la seguente versione di SPQR : Sono Pastori Questi Romani. I porci vivono un po’ più a nord. La prossima volta, Senatur, si informi meglio. E non si fidi troppo di quel Calderoli, con i suoi “Maiale Day”, che se ne va in giro a spargere urina di maiale per impedire ai musulmani di costruire le loro chiese. Essere razzisti non è una bella cosa. Ignoranti, ancor meno. Poi se uno è anche ministro …

Calderoli che dà sfoggio di eleganza padana

Calderoli che dà sfoggio di eleganza padana

PS – Se­gnaliamo, a chi volesse approfondire il singolare feno­meno, che un’analisi statistica condotta su base provinciale forni­rebbe una forte correlazione positiva tra la concentrazione della popolazio­ne suina e il voto leghista. Manca per ora un valido modello interpretativo di tipo zootecnico-sociologico : questo, finora, non consente a noi sudisti di tirare maliziose e insinuanti conclu­sioni. Ma ci stiamo lavorando.

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DALLA LIBERTA’ DIGITALE AL DIGITALE DELLA LIBERTA’

Posted by pocavista su 16 settembre 2010

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Dopo le recenti sentenze del TAR e il parere di AGCOM contrari alla sospensione dei talk show televisivi in occasione delle elezioni, vogliamo esprimere il nostro appoggio a trasmissioni scomode come Ballarò e Annozero, che il PDL  cerca di ostacolare in ogni modo. Queste – insieme al TG3 – sono ormai le uniche voci dissonanti nel palinsesto televisivo infestato da 5 TG filogovernativi, dalle Radio Londra,  dai Grandi Fratelli, dai Matrix, dalle Isole dei Famosi, dalle Rita Dalla Chiesa con le sue bufale su L’Aquila, dalle telenovelas.

Non a caso l’Italia si trova agli ultimi posti in occidente in merito alla libertà e pluralità d’informazione.  E manca ancora il progetto di legge governativo per limitare la libertà dei blogger e di Internet.

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A proposito di comunicazione : stiamo passando dalla “Libertà digitale al Digitale della libertà”.

L’Italia sta assistendo ad una vorticosa trasformazione del sistema delle comunicazioni. Arretrata in altri campi (libertà di informazione, Internet, pluralismo), l’Italia è invece ai primi posti nel mondo nel “Digitale Terrestre” e nella “Banda Larga” .

Il digitale terrestre italiano si presente nelle due varianti principali : “digitale padano”, diffuso nelle regioni del Nord, e “digitale della libertà”, presente a macchia di leopardo in tutto il territorio e talvolta all’estero.

DIGITALE PADANO

Bossi, il colto, Lega Nord

Il tipico understatement britannico di Bossi, Lega Nord, che mostra l'accurato lavoro di una manicure padana.

SOTTO : Il sofisticato esteta Calderoli, già terza carica dello Stato, cerca di incarnare l'italiano medio. Avendo grosse difficoltà con l'italiano, per prudenza esibisce solo il medio

SOTTO : Il sofisticato esteta Calderoli cerca di incarnare l'italiano medio. Avendo grosse difficoltà con l'italiano, per prudenza esibisce solo il medio

Renzo Bossi, in arte "Il Trota", con i lauti emolumenti da Consigliere Reginale Lombardo, si è comprato una elegante T-shirt per sentirsi all'altezza del suo nuovo ruolo istituzionale

Renzo Bossi, in arte "Il Trota", con i lauti emolumenti da Consigliere Regionale Lombardo, si è comprato una elegante T-shirt per sentirsi all'altezza del suo nuovo ruolo istituzionale

DIGITALE DELLA LIBERTA’

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Digitale di lotta e di Governo. Il Leader Supremo anticipa gli sviluppi tecnologici della comunicazione governativa

 

Il raffinato Leader Supremo come sempre dà sfoggio di grande classe

Il raffinato Leader Supremo non perde occasione per dare sfoggio di grande classe. La bionda candidata ride, pensando forse ai numerosi siti surfati dal minaccioso digitale del Leader.

 

Capezzone, da poco nel PdL e quindi ancora poco allenato, sta scaldando il dito medio in una pausa dei lavori parlamentari.

L'ancora inesperto Capezzone, da poco nel PdL e quindi bisognoso di allenamento, sta scaldando il dito medio in una pausa dei lavori parlamentari.

Daniela Santanchè, sottosegretario, con la raffinata cifra stilistica che la distingue

Daniela Santanchè, sottosegretario, con la raffinata cifra stilistica che ormai contraddistingue molti esponenti della destra. Santa 'n chè?

Digitale a doppia banda

Digitale a doppia banda, particolarmente adatto per la "Mondovisione"

BANDA LARGA

Con il Governo Berlusconi, la Banda – per unanime consenso – si è allargata. Forse oltre ogni ragionevole aspettativa.

Una delle molteplici formazioni della Banda Larga

Una delle molteplici formazioni della Banda Larga

Per chi vuole sapere di più sulla Banda Larga

Chi vuole sapere di più sulla Banda Larga legga il libro di Sergio Rizzo

Altan, da L'Espresso

Altan, da L'Espresso

vedi anche I MOLTI VOLTI DEL POTERE

PS – L’esilarante volume di Lorenzo Raffi, “Di uomini e di animali”  è adesso disponibile

presso le Librerie Feltrinelli

157846_copertina_frontcover_icon-nuova Per saperne di più clicca qui : LIBRO

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