Della bufala. Intesa come una delle belle arti

Posts Tagged ‘berlusconi’

La bella morte. Ovvero il Cavaliere alla battaglia finale.

Posted by pocavista su 8 novembre 2013

Immagine

Altan, da L’Epresso

Er Cavajere, ormai senza cavallo,

sapenno che c’avrà la decadenza,

poiché ’r potere vôle conzervallo,

nu’ riesce a immaggina’ de resta’ senza…

E allora, se capisce, è assai aggitato,

e vede li nemici dapertutto,

così ’r Congresso mo’ l’ha anticipato,

perché se vo’ gioca’ tutto pe’ tutto…

Ma si se sbaja, poi, sarà sconfitto,

e da la scerta capirà er destino:

così nun sa si deve ascorta’ Fitto,

oppuro ’r maggiordomo, ch’è Angelino…

Certo che mo’, a vedello sballottato,

Sirvio me pare ’n puggile intronato…

(postato da “Giggi”, sul Corriere della Sera del 8.11.2013)

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PARTICIPANTS TO A FUNERAL PARLOR – OVVERO MORTE POLITICA DI UN LEADER

Posted by pocavista su 2 agosto 2013

No comment : l’evento 

berlusconi condannatoDa Huffington Post

Il vero “esercito di Silvio” – Le truppe cammellate accorrono al capezzale del Cav

Palazzo Grazioli - sentenza Mediaset BerlusconiPoverino, e pensare che ci ha fatto tanto del bene! (da Corriere della Sera)

Mediaset: a via del Plebiscito stato maggiore PdlOra che sarà di me? (da Corriere della Sera)

  http://www.corriere.it/politica/foto/08-2013/palazzo/grazioli/volti-tirati-sguardi-bassi-pellegrinaggio-palazzo-grazioli_a694b3d6-fb3c-11e2-be12-dc930f513713.shtml#6  

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Lacrime e vitalizi. La vera storia dell’on.Razzi, uno dei “Responsabili” che hanno soccorso Berlusconi. Un video svela il suo reale pensiero sulla missione di Parlamentare.

Posted by pocavista su 16 dicembre 2011

Il Parlamento voterà oppure no la fiducia alla manovra presentata da Monti? Quali saranno i criteri che i parlamentari seguiranno per valutare la manovra lacrime e sangue che colpirà lavoratori, pensionati, anziani e fasce più deboli della popolazione? 

Le sincere lacrime del Ministro Elsa Fornero mentre illustra la manovra

L’ineffabile on.Razzi, del quale riproponiamo di seguito l’edificante ritratto già pubblicato su questo blog, ci ha fornito un ulteriore prova dei criteri che guidano molti di coloro che fanno parte della casta degli “intoccabili”.

Ecco un video di un recentissimo colloquio con un suo collega parlamentare e fatto circolare su La7.



Inutile aggiungere che in Parlamento, in particolare dai banchi del PDL, si sono levate proteste non tanto per il comportamento di Razzi, quanto perchè un suo collega parlamentare si è permesso di registrare e diffondere le sue dichiarazioni.

I parlamentari del PDL chiedono un procedimento disciplinare per il parlamentare che “ha fatto la spia”, ma non per chi usa il Parlamento – e qui ci scusiamo se ricorriamo al linguaggio aulico di Razzi – “per farsi i cazzi propri“.

L’On. Alessandra Mussolini, tanta nipote di cotanto “nonno”, coglie qui l’occasione per scagliarsi sia contro l’on.Barbato, autore del video carpito segretamente a Razzi violandone la privacy, sia contro Fini che avrebbe tenuto bordone a Barbato. Per la cronaca la Mussolini – quando si dice la coerenza – è la stessa persona che ha fotografato di nascosto in Parlamento e denunciato al volgo la tresca semiclandestina Bocchino-Carfagna. Lavannare e vaiasse unite nella lotta alla privacy. 

L’Onorevole (si fa per dire) Razzi: chi era costui?

C’è un emigrato contro il quale è stato avviato un procedimento penale per uso personale dei fondi di un’associazione di emigrati che lui presiedeva. In breve : “scappato con la cassa”, secondo la definizione de “Il Fatto quotidiano”.

L’emigrato, impiegato amministrativo in una fabbrica di prodotti tessili e che si autodefinisce un “tessitore”, viene eletto in Parlamento nella circoscrizione “estero” con poche migliaia di voti. Per la precisione con l’ IDV per fare opposizione dura a Berlusconi.

A settembre 2010, l’ex- emigrato denuncia in TV un tentativo – da parte di un esponente della maggioranza di governo – di “comprarlo”.

Si è parlato anche di pagarmi il mutuo e darmi un posto nel governo, ma la proposta più concreta è stata la rielezione sicura”, afferma. Ma lui – proclama sdegnato – non si farà mai comprare da nessuno perchè ha una parola sola.

A dicembre, “tomo tomo, cacchio cacchio“,  costui lascia l’opposizione per entrare nelle schiere della maggioranza di governo insieme all’agopuntore Scilipoti. Vota e rivota la fiducia a Berlusconi. 

Intervistato al Tg3 :“Adesso che lei è qui a votare per la maggioranza, cosa si aspetta?”. E lui candidamente : “Un incarico di governo”. Quale? Come direbbe il Manzoni, lo “sciagurato rispose”: “Non importa, basta che vado al governo”. Si noti il disinvolto uso del congiuntivo, che lui probabilmente confonde con una malattia oftalmica.

(La scarsa frequentazione con l’Italiano sembra essere un requisito fondamentale per fare parte dell’Italia dei Valori : oltre a Di Pietro e Razzi, anche Barbato sembra vantare lo stesso eloquio forbito. Forse Di Pietro non vuole sentirsi solo)

Nel maggio 2011, l’ineffabile “tessitore” viene nominato consigliere personale del Ministro dell’Agricoltura Romano, come lui del gruppo di Iniziativa Responsabile. Inoltre diviene membro della VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione) e della XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea) del Parlamento Italiano.

Il soggetto in questione si chiama Antonio Razzi, che lascia perfino stupefacenti interviste radiofoniche come quella seguente. 

DA LIBERO TV – INTERVISTA DI RAZZI A LA ZANZARA SU RADIO 24 

E poi c’è chi non vuol dare la cittadinanza agli emigrati stranieri se non dimostrano di sapere l’italiano.

Conclusione : meglio lui o il Trota?

Quali competenze abbia costui per divenire consigliere personale del Ministro dell’Agricoltura, far parte della Commissione Cultura e della Commissione Politiche dell’Unione europea lascio a voi giudicare. Però lo stipendio da parlamentare se lo prende, con tutti i privilegi annessi e connessi.  

E adesso punta decisamente al vitalizio.

PS. domandina a Di Pietro : ma chi k…o porti in Parlamento? Dopo De Gregorio e Scilipoti, anche Razzi? E ci lamentiamo del Trota? 

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I 20 sogni di Berlusconi e il duro risveglio degli italiani. L’utile promemoria del settimanale “Oggi”.

Posted by pocavista su 30 novembre 2011

Il Contratto con gli Italiani e i cinque punti. 

Vi ricordate il famigerato “Contratto con gli Italiani” firmato in TV a Porta a Porta nel 2001, in cui Berlusconi prometteva di non ripresentarsi alle elezioni se non avesse realizzato almeno 4 dei 5 punti previsti?

Ebbene, alla fine di legislatura nel 2006, Berlusconi dichiarò – sempre con la complicità televisiva di Vespa – di avere realizzato 4 dei 5 punti e che quindi si sarebbe ricandidato. Berlusconi, da buon self-made man,  si è fatto anche l’autovalutazione. Positiva, come si conviene al “miglior statista degli ultimi 150 anni”, come ha avuto la modestia di definirsi.

E’ come se la commissione che deve valutare un candidato fosse composta da un unico membro : il candidato, appunto, che dichiara e mette a verbale di essere stato bravino.

Se cinque punti vi sembran pochi … Ovvero i nuovi venti sogni di Berlusconi.

L’anomalia non deve essere sfuggita ai pochi giornalisti “non embedded” collocati al di fuori del mondo della comunicazione berlusconiana, come a quelli del settimanale “Oggi”. Il settimanale, appena varato il nuovo governo Berlusconi nel 2008, pubblicava – a futura memoria – una lista delle 20 promesse elettorali di Berlusconi. I giornalisti chiedevano ai lettori di conservare la pagina con le venti promesse dello statista di Arcore (“I sogni”), per controllare che cosa sarebbe stata realizzato e cosa no.

In effetti sia gli elettori che i politici si scordano presto delle promesse elettorali : chi si ricorda che il principale cavallo di battaglia del berlusconiano “Contratto con gli italiani” era la riduzione delle tasse, con introduzione di due sole aliquote IRPEF, una al 23% e l’altra al 33%? Chi si prende poi la briga di controllare se siano stati creati o meno un milione e mezzo di posti di lavoro?

Qui vi riproponiamo la pagina di “Oggi”.

Un aiutino da casa?  Vi diciamo quello che è stato realizzato : punto 2; punto 3 (estendendo l’esenzione ICI – già approvata dal governo Prodi per  le fasce meno abbienti – anche alle case di maggior pregio); punto 4; punto 5 (ma gli straordinari sono praticamente inesistenti in situazione di crisi economica); punto 10 (scaricando sui contribuenti 3 miliardi e mezzo di euro di debiti dell’Alitalia – la bad company – e svendendo ai “capitani coraggiosi” la  good company, destinata comunque a finire nelle mani dell’Air France).

Per il resto giudicate voi. E – per carità di patria – abbiamo tralasciato Ponti sullo Stretto di Messina, prestigio internazionale dell’Italia, situazione del debito pubblico, livelli di corruzione, potere crescente delle mafie al centro nord, efficienza della pubblica amministrazione. 

LA PAGINA PUBBLICATA QUALCHE ANNO FA DAL SETTIMANALE "OGGI"

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Il premier frainteso. La hit parade delle celebri frasi del “migliore statista degli ultimi 150 anni.” Vota la tua frase preferita

Posted by pocavista su 13 novembre 2011

GAME OVER DELL’UTILIZZATORE FINALE

GAME OVER - da STOPCENSURA

VOTA LA TUA FRASE  PREFERITA

 

Berlusconi non sarà ricordato solo per :

  • le decine di Leggi ad personam che si è fatto o ha cercato di farsi approvare.

  • il gigantesco conflitto di interessi in cui ha impelagato l’Italia,

  • le bufale che raccontato in TV,

  • le barzellette che ha detto in giro, 

  • il bacio alla mano a Gheddafi, 

  • le gaffe fatte negli incontri internazionali,

  • il bunga bunga,

  • avere dato una mazzata alle finanze e alla credibilità internazione dell’Italia.

Alcuni lo ricorderanno anche per le sue frasi celebri.  Ve ne proponiamo una scelta.


L’IMPRENDITORE E LO STATISTA

  • Non entrerò mai in politica.

  • Scendo in campo per un nuovo miracolo italiano.

  • Conflitto di interessi? Venderò le mie TV

  • Delle TV sono ormai il “mero proprietario”.

  • Mi confronterò con lei quando avrà vinto tante Coppe dei Campioni quante ne ho vinte io con il Milan

  • Lo giuro sulla testa dei miei figli.

  • Sono l’unto del Signore.

  • Sono il miglior premier degli ultimi 150 anni.

  • Faccio il premier a tempo perso.

  • Me ne vado da questo Paese di merda.

  • Come sempre, sono stato frainteso.  

LA POLITICA

  • Con Bossi non prenderò più nemmeno un caffè.

  • La Casa delle Libertà. Il Polo del Buon Governo.

  • Faremo la rivoluzione liberale

  • Il premier in Italia non ha nessun potere.

  • Evadere è un diritto naturale che è nel cuore degli uomini.

IL GOVERNO DEL FARE

  • Meno tasse per tutti

  • Non metteremo mai le mani nelle tasche degli italiani.

  • Più lavoro per tutti

  • Stasera firmerò davanti al notaio un contratto con gli italiani

  • Il Ponte sullo Stretto si farà in tempi brevi

  • Farò votare una severa legge anti-corruzione

  • Rientreranno molti capitali con lo scudo fiscale per contribuire al rilancio dell’economia

  • E’ tutta colpa dell’euro.

  • Farò sparire la spazzatura da Napoli in tre giorni.

  • Abbiamo compiuto il miracolo della ricostruzione dell’Aquila

  • Candido Lampedusa al Nobel per la Pace.

I COMUNISTI

  • Prodi, un utile idiota dei comunisti.

  • I comunisti cinesi bollivano i bambini per farne concime.

  • La Costituzione è comunista

  • L’Economist è comunista.

  • D’Alema è comunista (!) 

LA CULTURA GENERALE

  • Romolo e Remolo

  • Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, anzi mandava la gente in vacanza al confino.

  • Vorrei incontrare il padre dei fratelli Cervi

  • L’energia atomica, che nasce dalla scomposizione della cellula

I RAPPORTI INTERNAZIONALI

  • Non chiamo Gheddafi per non disturbarlo.

  • La proporrò per il ruolo di kapò. (A Schulz, europarlamentare tedesco)

  • Siete turisti della democrazia (al Parlamento Europeo)

  • L’Islam è una civiltà inferiore.

  • Sarkozy ha imparato da me

  • Obama è bello, giovane e abbronzato.

  • La Merkel è una culona inchiavabile.

LA MALAVITA ORGANIZZATA

  • La mafia, poche centinaia di persone.

  • La trasmissione “La Piovra” rovina l’immagine dell’Italia all’estero.

  • Chi scrive di mafia lo strangolerei con le mie mani.

  • Mangano (lo stalliere mafioso) si comportava bene; prendeva la comunione nella cappella di Arcore.

LA GIUSTIZIA

  • Previti è un perseguitato.

  • Tutti sono uguali di fronte alla legge, ma io sono un po’ più uguale degli altri.

  • Sono sempre stato assolto.

  • I giudici sono matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana.

  • Ai giudici noi insidiamo le mogli, siamo dei tombeur de femmes

  • All Iberian mai sentita. Mills mai conosciuto.

IL SESSO

  • Andiamo al Bunga Bunga.

  •  Che ne direbbe di una ciulatina?

  • Il padre di Noemi era l’autista di Craxi. 

  • Mai frequentato minorenni.

  • Non ho mai pagato una donna.

  • Ruby era la nipote di Mubarak.

  • Pagavo Ruby perché non si prostituisse.

  • Solo cene eleganti.

  • La Minetti è “madre-lingua”

  • La patonza deve girare!

    Altan, da L’Espresso


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Dal Patto d’Acciaio al Patto della Pròstata. Ecco perchè Umberto “er Canotta” non può mollare Silvio “er patonza”.

Posted by pocavista su 5 ottobre 2011

Il Patto d’Acciaio

Come tutti sanno, il 22 maggio 1939, Anno XVII dell’Era Fascista, venne firmato il cosiddetto Patto D’Acciaio tra l’Italia fascista e la Germania nazionalsocialista.

La firma del Patto d'Acciaio

Con il Patto, S. M. il Re d’Italia e di Albania, nonché Imperatore d’Etiopia, e il Cancelliere del Reich tedesco sancivano (all’art.2) che “Qualora … (gli) interessi vitali di una delle Parti contraenti dovessero essere minacciati dall’esterno, l’altra Parte contraente darà alla Parte minacciata il suo pieno appoggio … allo scopo di eliminare questa minaccia.

Poi e sappiamo tutti com’è andata a finire : venne la Seconda Guerra Mondiale, il 25 luglio e l’8 settembre.

Il Patto della Crostata

D'Alema, in estasi come S.Teresa, mentre ripensa alla crostata

 

Il patto più celebre della “Seconda Repubblica” è il famigerato Patto della Crostata. Dopo la vittoria dell’Ulivo nel ’96, l’allora segretario del Pds, D’Alema, ebbe la brillante idea di iniziare un dialogo con Berlusconi. Gianni Letta si incaricò di organizzare una cena a casa sua, ospiti Berlusconi e D’Alema. I due siglarono un accordo davanti al dolce: una crostata.

Gianni Letta non ha mai rivelato i veri ingredienti della sua famosa "crostata"

Poi sappiamo tutti com’è andata a finire: D’Alema divenne presidente della Bicamerale per fare le riforme istituzionali. Garbatamente accantonò la legge sul conflitto di interessi, lasciando a Berlusconi il dominio del mondo dell’informazione.

Il Patto della Prostata : er Canotta ed er Patonza uniti nella lotta

Oggi, in tempi di crisi, non potendoci permettere nè l’acciaio e nè il dolce, ci siamo ridotti al patto della Prostata (vista l’età dei contraenti).

Vi siete mai chiesti chi glielo faccia fare a Bossi di salvare sempre e comunque Berlusconi, nonostante che la base leghista ormai sia in aperta rivolta e chieda di mollare “er patonza”?

 

Eleganza padana

Ricordiamo che solo pochi anni fa la Padania usciva con prime pagine di fuoco contro Berlusconi, definito addirittura “mafioso”.

Poi nel 2000 la miracolosa conversione di Bossi sulla via di Arcore. Oggi assistiamo ai continui salvataggi del Governo Berlusconi da parte della Lega. Fino a quando?


Da un po’ di tempo circola un’interessante spiegazione del fenomeno. Aspettiamo che i vertici della Lega smentiscano o confermino quanto contenuto nel video seguente. 

Inutile dire che le eventuali smentite verbali sarebbero assai meno convincenti della decisione di abbandonare l’accanimento terapeutico con cui la Lega mantiene in vita un governo moribondo.

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Conformista, servo libero o solo servo? Il test del naso. Da Ferrara a Veneziani : si parte da Weber e si arriva a Woody Allen.

Posted by pocavista su 18 giugno 2011

I “servi liberi” chiamati a raccolta da Ferrara al Capranica di Roma sono stati uno dei bersagli preferiti da parte del mondo dei blog. Mai ossimoro fu più infelice, specie con questi chiari di luna per il cdx : se fai il servo per tua libera scelta, non puoi essere libero, hanno osservato con ironia molti blogger tra cui il sottoscritto. Blogger che Veneziani ha a suo tempo definito “velenosi e cretini”.

Oggi nel suo ultimo articolo su il Giornale (“Servi liberi a destra, carogne a sinistra”), che noi blogger velenosi e cretini ci ostiniamo a leggere, V. propone una sua fenomenologia della servitù.

Il buon Marcello comincia a tagliare con l’accetta : “La servitù è l’unica categoria in­terpretativa usata per giudicare il berlusconismo”. Questo, naturalmente, non è vero : ma a lui forse piace l’idea che i “trinariciuti” di sinistra vadano sempre e comunque all’ingrosso. E che, rovesciando la frittata, i conformisti in realtà siano gli antiberlusconiani solo perché adesso stanno diventando maggioranza nel Paese( “se quattro voci dicono la stessa cosa e una le contraddice, il conformismo riguarda i quattro e non il singolo . E…il rapporto tra propagandisti anti-berlusconiani e filo-b è … 4 contro 1”).

Vogliamo ricordare che gli psicologi sociali assimilano il conformismo al comportamento mimetico, in base al quale l’individuo si nasconde nell’ambiente sociale in cui vive, assumendone i tratti più comuni, ricavandone un senso di protezione. Un po’ come una zebra che indossa un abito a strisce come tutto il suo branco per confondere la vista dei leoni.

Ma qui non ci siamo proprio, caro Veneziani : il conformista non è chi esprime una posizione che diventa maggioritaria in un gruppo sociale, ma chi “non capisce, ma si adegua”. “Chi capisce, ma si adegua”, senza esservi obbligato, dovrebbe essere definito servo.


Prolegomeni ad una fenomenologia del servo

Quali sono le categorie in cui possono essere classificati i “servi”, secondo Veneziani?

  1. Il Militante : è animato da forte spirito di appartenenza ad un’idea o ad un gruppo. Notiamo che l’esasperazione dello spirito di appartenenza trasforma i militanti in “coloro che sono disposti a tagliarsi gli attributi, pur di far dispetto alla moglie”. Tradotto in politichese : pur di non far vincere i comunisti, voto sempre e comunque Berlusconi.
  2. Il Seguace : ha il culto del Capo Supremo. Nel linguaggio da bar : “ci vuole uno che decida per tutti se no non si combina niente” .
  3. Il Libero Pensatore che “si tura il naso” : “liberamente e criticamente paragona il leader a i suoi rivali e preferisce lui a loro” e che non deve essere considerato un servo.
  4. Il Servitore Professionale : instaura col leader un rapporto di prestazione professionale. Ti sostengo (per le belle donne : te la do) in cambio di soldi, prebende e carriera. Della serie : oggi è difficile credere in un ideale, ma per un compenso adeguato lo si può sempre fare.
  5. L’Opportunista : foltissima categoria di servi, soggetti che cercano di ottenere qualche favore personale;
  6. L’Utile Idiota  : chi è scioccamente asservito, anche contro il proprio interesse.
  7. Il Servo Infedele : colui che “è pronto a voltar le spalle e perfino ad accusare di servitù gli altri solo perché non ha avuto quel che voleva o ha cambiato livrea”.
  8. L’Ultimo Kamikaze Jap: “l’orgoglioso che insiste nel difendere il suo leader anche quando questi ha torto o cade nel discredito ed è perdente” per dimostrare la propria lealtà.
  9. Il Consigliori : chi è vicino al potente non per servirlo, ma per consigliarlo. Non servo, ma badante. O almeno si crede tale per presunzione.

Alcune delle precedenti definizioni sono di Veneziani; altre mie. Ma poi si potrebbero aggiungere i clientes, i lobbisti, i navigatori a vista, i Responsabili, e chi più ne ha più ne metta.


Il servo è un trans?

Veneziani ci propone una sorta di tipologia ideale weberiana a cui ascrivere gli aspiranti servi. Tuttavia noi sappiamo che un servo è per natura un trans (e qui il sesso e il genere non c’entrano)  : un po’ opportunista, un po’ servo infedele, un po’ conformista, un po’ seguace. Appartiene cioè a più tipologie.

Per fare un esempio : uno come Ferrara in che casella lo vogliamo mettere? La casella – vista la mole del titolare – deve essere necessariamente ampia : è un Consigliori, ma anche un Servo Infedele (spiava Craxi per conto della CIA) e un Libero Pensatore dal naso otturato (pur di non far vincere D’Alema cosa non giustificherebbe). Non aggiungo Opportunista, sia per non prendermi una querela, sia perché non lo conosco a sufficienza.

Maurizio Lupi? Un po’ Militante, un po’ Ultimo Kamikaze. Bondi? Per molti dei suoi detrattori sarebbe un Utile Idiota, un Seguace e un Opportunista. Ma forse è solo un caso clinico.


Scopri il servo che c’è in te. Il test del naso.

Esiste un test per verificare se uno è veramente un servo? “ La ricetta di Veneziani : “Provate a separare il soggetto in odore di servitù dal suo presunto padrone e notate se sul piano delle opinioni mantiene le stesse idee oppure no”.

A leggere i suoi scritti su Il Giornale, per es. si ricava l’idea che Veneziani avalli sempre e comunque – turandosi il naso e usando una buona dose di vaselina – la leadership carismatica di Berlusconi qualunque cosa faccia. Tuttavia portare acqua al mulino di un capo carismatico, “solo contro tutti”, a cui si attribuisce il ruolo di “salvatore” dell’Italia (dai perfidi comunisti e dai giudici rossi), aiuta il capo a perseguire unicamente i propri interessi a scapito di quelli collettivi. E stimola il capo al narcisismo, a circondarsi solo di yes-man e di te-la-dò-woman, alla perdita del senso di realtà, all’insensibilità ai valori morali e all’etica comune. Contribuisce perciò all’affermazione di un’autocrazia del bunga-bunga.

Ci piacerebbe separare Veneziani dal suo presunto padrone de Il Giornale, per vedere se cambierebbe qualcosa nei suoi scritti : esperimento interessante, cui sottoporrei volentieri anche gli ex-socialisti confluiti nelle schiere berlusconiane.

V. suggerisce di guardare anche alla storia personale del soggetto accusato di servitù “per vedere se è stato sempre dalla parte del potere o se magari per lungo tempo ha scelto scomode opposizioni, da emarginato senza padroni”. V. a chi si riferisce : a Capezzone, ex-radicale; a Bondi, ex-comunista; a La Russa, ex-MSI ? A se stesso? Tutti ex-emarginati.

Da blogger “velenoso e cretino” ho il sospetto invece che Veneziani ci mandi un messaggio subliminale : siccome io, da giovane militante di destra, ero fuori da giochi, vuol dire che non ero, non sono e non sarò mai un servo. Se fosse così, sarebbe un ottimo esempio di paralogismo subliminale.

Ok Veneziani, lei non sarà un servo, ma solo un Libero Pensatore che “si tura il naso” in continuazione : vogliamo però ricordarle che nel film “Il dormiglione” di Woody Allen il mondo viene dominato da un leader dispotico, già ucciso dai ribelli, e di cui è rimasto in vita solo un piccolo organo che continua a governare. Il naso, appunto.

Forse, dopo il funerale del Leader Supremo celebrato al Capranica dai “servi liberi”, l’unico collante che li tiene uniti nel difendere la cara salma è – appunto – il naso. Chiuso.

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I mezzadri di Capranica. Nuda proprietà e mezzadria nel PdL : la proposta dei “servi liberi” di Ferrara per salvare il soldato Silvio.

Posted by pocavista su 9 giugno 2011


I servi liberi e la mezzadria

Com’è noto, i “servi della gleba” erano i contadini – e le loro famiglie – obbligati alla coltivazione di un fondo agricolo vita natural durante. 

 I servi, in cambio di protezione giuridica e militare da parte del signore, dovevano prestargli anche servizi extra e pagargli le decime.

Sembra che sia stato per primo l’imperatore Diocleziano, per fronteggiare l’abbandono delle campagne da parte di un numero crescente di contadini che veniva a cercare fortuna nelle città, in particolare a Roma, ad emanare per primo un decreto che costringeva i coloni (da colere, coltivare) a rimanere nei campi e a tramandare il mestiere ai figli.

La servitù della gleba (della zolla) sopravvisse fino al XVI secolo. I primi “servi liberi” italiani furono quelli di Bologna nel 1257 : la città liberò, previo riscatto, quasi 6000 servi sottoposti a signori laici. I servi sottoposti agli ecclesiastici, grazie al vescovo Boncambio, furono liberati gratis. E poi c’è oggi qualche “servo libero” che parla male della Chiesa!

In Italia il superamento della servitù della gleba dette luogo a rapporti contrattuali come la mezzadria : la proprietà dei terreni rimaneva al Signore, il mezzadro ci metteva il lavoro e poi si faceva a metà.

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I Mezzadri di Capranica

 

I “servi liberi” convocati da Ferrara al Capranica, a Roma, ricordano un po’ i servi liberati a Bologna : questa volta la città che li ha liberati è la Milano di Pisapia. E un po’ anche la Napoli di De Magistris.

Dopo le batoste elettorali del Signore dei Pidielli, i “servi di Berlusconi”, come spesso sono stati bollati dagli oppositori, si sono sentiti più “liberi” di criticare il Monarca in crisi. Al Capranica, di fronte ad una platea di ultras (ultrasettantenni) sanfedisti, sono stati usati termini inconcepibili fino a poco fa : regicidio, disastro, funerali senza la salma, primarie.

Nel disperato tentativo di salvare “l’uomo solo al telecomando” e la “sua lucida follia”, e soprattutto se stessi dal probabile crollo del berlusconismo, gli aspiranti mezzadri si sono rimboccati le maniche (Bersani ci consenta questa espressione), con questa mission impossible: salvare il Re, per salvare l’Italia. Ferrara si inventa nientemeno che le “primarie”, rubando l’idea al centrosinistra, per scegliere il leader del centrodestra : le primarie dovrebbero dare una patina di democrazia a un partito (prima Forza Italia poi PDL) che “non è un partito, ma solo una proprietà” (così Giampiero Mughini alla radio qualche anno fa).

Ferrara e gli altri "servi liberi" del Capranica, ripresi in mezzo ad un Berlusconi di cartone ancora non trapiantato (Berlusconi, non il cartone)

Sallusti ha però obiettato a Ferrara che “Berlusconi è un monarca e il berlusconismo una monarchia: E se tu, Giuliano, vuoi sottrargli alcuni poteri metti a rischio la monarchia. E quindi meriti di essere punito con la pena di morte.” Sallusti ride della sua battuta finale, ma ha ragione : un monarca assoluto come B. non si accontenterebbe mai della “nuda proprietà” o di una “mezzadria” nel “suo” partito.

Un sovrano assoluto, che ritiene di essere al di sopra della legge, che dichiara di non avere mai potere a sufficienza, e a cui alcuni rimproverano anche una riedizione dello ius primae noctis (sesso in cambio di carriera politica o televisiva), può forse accettare una scelta che non sia “per acclamazione” o approvare delle primarie “non pilotate”?   Inutile ricordare che B. ha sempre emarginato chi lavorava per succedergli, accusandolo di mettergli i bastoni tra le ruote e che “non lo faceva lavorare”: prima Bossi, nel 94, poi Follini, poi Casini e infine Fini. 

Adesso il nuovo temibile concorrente, che starebbe tramando contro il sovrano per prenderne il posto, è Giulio Tremonti. Il monarca in declino si è affrettato infatti a indicare come suo delfino l’uomo dallo sguardo perennemente corrucciato e dalla fronte inutilmente spaziosa, ma che non rappresenta un vero pericolo per lui : Alfano, il Ministro – con licenza parlando – della Giustizia.

Angelino Alfano

Sospettiamo che Sallusti e Belpietro, subito dopo il referendum, metteranno in atto il metodo Boffo per stroncare sul nascere la candidatura alla leadership di Tremonti, che sarà additato al pubblico ludibrio. Si potrà accusare Tremonti di  a) connivenza con i fantomatici “poteri forti”; b) di essere al soldo di Bossi e del leghismo secessionista; c) di essere un ragioniere e non un economista; d) di costituire un ostacolo alla ripresa economica del Paese; e) di essere “un comunista” travestito da socialista a sua volta travestito da pidiellino. 

La cosa non deve sorprendere : sul sito WEB de Il Giornale qualche lettore già gli dà del “comunista”. Manca ancora qualcuno che lo definisca “toga rossa al soldo della Procura di Milano”, ma non disperiamo.

 

Commento finale : Ferrara e il ginocchio della lavandaia

Riportiamo il lucido commento di 46 Lincol Rafel (24) n merito alla rimpatriata dei “servi liberi” ,che scrive, il 08.06.11 alle ore 16:38, sul sito WEB de Il Giornale :

Al Capranica sembrava di stare in una camera ardente. C’era anche il morto. Ammazzato dai servi, ai quali l’accostamento di ‘liberi’ non è riuscito a dare dignità. Il berlusconismo è finito. Lo dico senza disprezzo … Ancora una volta, a riconoscersi pregi e difetti si sono ritrovati gli stessi interessati, con la pretesa di essere obiettivi. Il dramma della caduta ha solo un nome: credibilità. Volutamente smarrita da lui e dai suoi servi (lasciamo perdere ‘liberi’).

La sottomissione ha dettato i modi e i tempi del perdono degli eccessi, la negazione dell’evidenza, la giustificazione facile delle debolezze senili, la liceità di leggi ad personam, utilizzate con arroganza per vantare una fedina penale pulita.

Se qualcuno dei presenti avesse avuto l’onestà di aiutarlo, richiamandolo con una critica non servile alle sue responsabilità, forse non sarebbe stata neppure allestita la camera ardente.

Forse per la mezzadria propugnata da Ferrara nel PdL, d’altra parte già abolita nelle campagne con una legge dell’83, è un po’ tardi e suona male alle orecchie del padrone. Il quale si starà chiedendo : ma che si sono messi in testa ‘sti “servi”, che spesso ho pagato, protetto e promosso, di essere anche “liberi”?  E poi : o sei un servo o sei libero. “Servo libero” è solo un ossimoro dietro cui si nascondono coloro che hanno la vocazione del servo, ma non lo vogliono ammettere per pudore. Un po’ di coerenza, per favore.

Forse Ferrara farebbe meglio a continuare a lavare le mutande di Berlusconi, come al Dal Verme a Milano. Rischierebbe solo il ginocchio della lavandaia, non la decapitazione come gli ha ricordato – ridendo, ma non troppo –  Sallusti.

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Strategia dell’Untore. Da Alessandro Manzoni a Letizia Moratti : scovato un gay islamico clandestino di etnia Rom che si droga al Leonkavallo e che vota Pisapia.

Posted by pocavista su 23 maggio 2011

Le strategie comunicative di Berlusconi 

In questo blog abbiamo già parlato di alcune delle strategie comunicative adottate negli ultimi anni da Berlusconi :

  • delegittimazione dell’avversario (Metodo Boffo)
  • banalizzazione delle critiche (si tratta di puro gossip e di invidia da parte dei “sinistrati”);
  • rovesciamento delle parti (è stata lesa la privacy di B.; B. vittima della magistratura rossa; i sinistri sono i violenti e noi il popolo dell’amore );
  • agenda setting (TV e giornali parlano prevalentemente di argomenti che avvantaggiano B., come immigrazione, criminalità, divisioni nello schieramento avversario. I problemi reali del paese passano in secondo piano);
  • strategia della distrazione (per es. non si parla più di nucleare e si cancella il referendum; si riempie la TV di Grandi Fratelli, Isole dei Famosi, Amici e Fattorie);
  • sabotaggio mediatico (interruzioni continue degli avversari per neutralizzarne gli argomenti nei confronti TV; telefonate minacciose di B. e di Masi ai talk show televisivi; uso del metodo “panino” delle notizie: si fa parlare prima un esponente del governo che pone il tema, poi un esponente dell’opposizione, infine un esponente della maggioranza che lo attacca, sulla base del principio che chi parla per ultimo ha sempre ragione);
  • teoria del complotto, la più redditizia : c’è un bravuomo che lotta da solo contro tutti quelli che “non lo fanno lavorare”. Chi si metterebbe di traverso? La magistratura “rossa”, i non meglio identificati “poteri forti”, i “ribaltonisti”, i Follini, poi i Casini e infine i Fini. Ma anche l’Unione Europea, il Quirinale, il CSM, il Consiglio di Stato, la Costituzione, i giornali, Santoro e Floris. Ah, scusate mi dimenticavo : perfino le opposizioni parlamentari.

Ma nei momenti critici di una campagna elettorale si fa ricorso anche ai trucchi più sporchi. Vi ricordate di Rutelli in corsa a sindaco di Roma per il dopo Veltroni nel 2008? In quindici giorni Rutelli, largamente in testa al primo turno, perse 97.000 voti e Alemanno ne guadagnò 91.000. Cosa era successo? Quattro stupri in undici giorni, finiti ad ogni ora del giorno e della notte sui TG e sui giornali. Celebre la dichiarazione di Maurizio Gasparri (Pdl),: “La Roma di Prodi, Rutelli e Veltroni è il regno del terrore e dello stupro”.

Barbara Palombelli e Francesco Rutelli messi a nudo

Dopo quindici giorni di martellamento mediatico, Alemanno venne percepito come l’unico che avrebbe potuto mettere fine al degrado sociale della capitale. E l’incolpevole Rutelli – già fiaccato dalla riesumazione della leggenda metropolitana che voleva sua moglie Barbara Palombelli beneficiaria della STA (in realtà azienda interamente comunale) che riscuoteva i parcheggi a Roma – come il responsabile di tale situazione.

Ci fu senza dubbio anche un effetto di trascinamento, dovuto alla vittoria alle politiche di quindici giorni prima di Berlusconi, visto che molti saltano sempre sul carro del vincitore. Ma decisivo fu il risalto dato alle violenze (per alcuni assai sospette) dalle TV nazionali : un famoso giornalista TV, poi passato alla concorrenza, ha ricordato che a Mediaset – a vittoria di Alemanno ottenuta – ci furono brindisi al grido di “missione compiuta”. Non ne abbiamo riscontri diretti, ma ciò appare assai verosimile.

La strategia dell’untore a Milano

A Milano la partita resta ancora aperta. Dopo il colpo basso del confronto TV, in cui la Moratti ha rivolto accuse false a Pisapia non dandogli possibilità di replica, adesso Berlusconi e i suoi stanno abbandonando la strategia dello scontro istituzionale con altri organi dello stato e con la costituzione che a Milano non sembra aver sortito effetti.

La supposta aggressione alla mamma di un assessore comunale PdL da parte di un fantomatico fan di Pisapia armato di fischietti e volantini sembra essere una montatura (vedi dichiarazione di una testimone e sequenza fotografica su http://letteraviola.it/2011/05/ecco-come-gli-sceneggiatori-del-pdl-creano-tragedie-contro-pisapia-foto/).

Ma fornisce argomenti a chi vuol accreditare l’immagine di una Milano “ostaggio dei violenti fan di Pisapia”. Berlusconi non a caso si è buttato a pesce sull’episodio ed è andato in ospedale a fare il buon samaritano, visitando l’aggredita con regolamentari TV al seguito.

Adesso si adotta la strategia dell’untore e si punta al bersaglio grosso degli umori viscerali : ecco zingaropoli, la città in mano al Leonkavallo, ai drogati, ai clandestini, ai comunisti, ai violenti, ai gay e agli islamici.

Il Comitato elettorale di Pisapia ha denunciato l’esistenza di ragazzi che andrebbero in metro per giornate intere con stereo a tutto volume infastidendo i passeggeri e facendosi passare per fan di Pisapia; geometri e operai che vanno in giro per Milano, come nel celebre episodio di “Amici miei”, a prendere le misure per costruire fantomatiche moschee; zingari che distribuiscono volantini pro-Pisapia. Si costruiscono episodi di violenza a danni di sostenitori della Moratti.

In un colpo solo la Delta Force berlusconiana tenta di dare vita a un OGM chimerico : un gay islamico clandestino di etnia Rom che si droga e frequenta i centri sociali e che vota Pisapia. Siccome le chiacchiere TV non impressionano più di tanto, si cerca allora di dimostrare “in corpore vili” quello che diverrebbe Milano con la vittoria di Pisapia : città in balìa di zingari gay islamici e drogati.

Achtung banditen!

Ma pensiamo che questo non sia sufficiente. Nelle prossime probabilmente si cercherà di alzare ancora di più la tensione. Riportiamo alcuni commenti apparsi ieri sul sito WEB de Il Giornale:

#167 focacola (6) il 22.05.11 alle ore 18:04 scrive:

Facciamo una scommessa? Mi gioco la dentiera che prima del ballottaggio accadrà un gravissimo episodio di violenza. Ne sarà vittima un esponente o un simpatizzante del pdl milanese. Il fatto susciterà tale impressione da indurre gli elettori moderati a votare in massa per la Moratti…

Rincara la dose #57 Rondò Veneziano (257) che, il 22.05.11 alle ore 13:29, scrive: “Non credo che basterà la mamma dell’assessore che viene aggredita, buttata a terra e scalciata per strada. Qui ci vuole qualcosa di più dirompente, tipo una bella bomba islamica in piazza duomo o Lassini che viene rapito dalle BR e scrive un bel memoriale dalla prigionia.”

Nel frattempo i crociati del Popolo dell’Amore si stanno mobilitando in difesa dei valori cristiani : #164 Random64 (3007), il 22.05.11 alle ore 18:01, scrive:

o si costringe la sinistra parlamentare (che fiancheggia sta teppaglia) ad abbandonare questo schifo o si utilizzi il duro manganello della repressione delle forze dell’ordine… si vada dentro i centri sociali, leoncavallo o simili e si sgomberino con la forza dove “forza” sta bastonate fra i denti… li rilasceranno? pazienza saranno zoppi e senza “denti” , volete che non lo capiscano? siamo sotto lo scacco della solita “bestiaccia rossa” a quattro zampe: una in parlamento, una nelle piazze, una nell’amministrazione ,una nella giustizia..iniziamo a “pestarne” qualcuna..

Pisapia raffigurato da "Libero", il 19 maggio 2011

Giustamente Pisapia, preoccupato di quello che può succedere, ha chiesto ai propri sostenitori di “volgere cristianamente l’altra guancia”. Per uno fatto passare per “paladino di zingari gay islamici” non c’è male. Bravo Pisapia.

Siamo curiosi di vedere quello che succederà i prossimi giorni. Nel frattempo Youreporter pubblica un video sui controlli di polizia fatti a chi contesta – civilmente – la Moratti.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/22/vietato-contestare-la-moratti-2/112982/

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Silvio urla per vincere! Ecco la trappola tesa alle opposizioni.

Posted by pocavista su 28 aprile 2011

Silvio urla per vincere! Ecco la trappola tesa alle opposizioni. Una delle tante. Si chiama agenda setting.

(da Il Fatto)

Sarebbe una grave ingenuità ritenere che i toni sempre piu aspri degli attacchi che Berlusconi rivolge in questi giorni in varie direzioni, dalla magistratura alla scuola pubblica, siano segni di nervosismo o di debolezza se non veri e propri errori di un leader al tramonto. Significherebbe non capire che si tratta di una strategia consapevole e di una trappola tesa all’opposizione.

Questo severo monito dato alle opposizioni perché non subiscano sempre l’agenda dettata da Berlusconi proviene – nientepopodimenochè – da La Malfa il Giovane. Così scriveva qualche giorno fa su L’Espresso. 

La Malfa il Vecchio, commemorato in un francobollo emesso dalla Repubblica Italiana

I più giovani si chiederanno : il giovane la Malfa, chi era costui? Basterebbe dire che non è altro che il figlio di Ugo La Malfa, fondatore del Partito Repubblicano, uno dei cavalli di razza della prima repubblica.

Una sorta di Renzo Bossi con la laurea divenuto docente universitario? No, qualcosa di più : la Malfa figlio, che a suo tempo sembrava un puledro di razza, purtroppo è invecchiato senza mantenere ciò che prometteva, di divenire cioè un leader di caratura nazionale.

Lui ha più di settanta anni ed è ormai parte dell’arredamento di Montecitorio, visto che da quasi quaranta siede in Parlamento, una sorta vecchia pendola che oscilla tra la destra e la sinistra.

Nonostante che il suo partito, il PRI – tradizione di sinistra moderata – proclamasse da sempre l’esigenza di pulizia e di rigore in politica e in economia, Giorgio è riuscito a beccarsi una condanna a sei mesi per tangenti nella vicenda Enimont ai tempi di Mani Pulite.

La Malfa il Giovane – nottetempo – decide allora di passare il confine tra i due schieramenti per fare il ministro per Berlusconi e si fa eleggere nelle liste di Forza Italia. Un po’ come Tremonti, il primo ribaltonista della Seconda Repubblica, fattosi eleggere contro Berlusconi nel 94 nel Patto Segni per poi passato dalla sera alla mattina con il Cavaliere per fare il Ministro nel suo primo Governo, per dargli una maggioranza in Parlamento che non aveva. 

Ultimamente La Malfa è uscito dal PdL e si è collocato nel Gruppo Misto, forse per fare posto ai Razzi e agli Scilipoti, di cui forse non condivide la linea sui mutui e sull’agopuntura.

Notiamo che al transfuga La Malfa non è ancora stato applicato il Metodo Boffo da parte dei Sallusti e dei Feltri : e questo la dice lunga su quanto ormai conti poco il Nostro.

Berlusconi e l’agenda setting.

Perché allora ci occupiamo di quanto dice La Malfa il Giovane? Perché afferma una cosa che tutti coloro che si occupano di comunicazione conoscono. E che i vari Di Pietro, Bersani & Co (l’uno cresciuto nelle questure e nei tribunali; l’altro nelle Case del Popolo dove si sa tutto di Lambrusco e piadine, ma poco di comunicazione) sembrano ignorare.

La Malfa, il Giovane

In effetti Berlusconi con le sue dichiarazioni cerca di occupare con forza il centro della scena politica e mediatica, distogliendo l’attenzione da altre questioni (leggi e leggine per sistemare i suoi processi; la modifica della legge elettorale per neutralizzare i problemi di governabilità al Senato posti dall’esistenza del Terzo Polo; i problemi economici crescenti di molte famiglie; le troppe promesse non mantenute riguardo a fisco, occupazione, grandi opere, monnezza napoletana).

Berlusconi attacca violentemente la magistratura, la Consulta, la Presidenza della Repubblica, la Costituzione : le opposizioni reagiscono e lui si dipinge ancora una volta la povera vittima che viene attaccata perché vuole modernizzare l’Italia.

Questo ricompatta il suo elettorato in questo momento un po’ disorientato. Grazie anche al suo assoluto predominio sul mondo dell’informazione TV.

I Santoro e i Floris? Contano poco : si rivolgono a un elettorato già orientato e informato : quello che può fare la differenza invece è composto dalle casalinghe di Voghera che leggono “Sorrisi e Canzoni” e “Chi?” e che guardano le soap opera, i pensionati che vedono tutti i giorni il TG1 o il TG5,e i ragazzi che pasteggiano a Isole dei Famosi, Amici e Grandi Fratelli.

E’ a costoro che pensa Berlusconi quando fa le sue sparate e indica le priorità dei temi su cui discutere. E’ ciò che in comunicazione si chiama agenda setting.

I mezzi d’informazione – in particolare TV – definiscono la rilevanza di un tema (dando notizie di apertura e maggiori spazi di approfondimento per esempio nei TG) : i lettori o i telespettatori percepiranno come rilevanti i temi indicati come tali dai mezzi di informazione. E ne parleranno sul lavoro, in tram o dal barbiere. 

Infatti basta che Il Giornale e Libero sparino un titolo a otto colonne in prima pagina e che magari il TG5 lo rilanci in prima serata, per “costringere” tutti i TG e gli altri giornali a riprendere il tema per non “bucare” la notizia.

Vi ricordate l’ultima campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Roma? Rutelli era molto più avanti di Alemanno al primo turno; poi – nei quindici giorni che lo separavano dal secondo turno – quasi tutti i giornali e le TV di Berlusconi dettero grande rilevanza al tentativo di stupro avvenuto vicino a una fermata della metro a Roma. 

Il problema del governo della città nella percezione dei cittadini venne ridotto ad un problema di sicurezza. Rutelli non era sindaco e a lui non avrebbero potuto essere addossate colpe che non aveva. Ma per quindici giorni TV e giornali non parlarono d’altro. Conclusione : Alemanno risalì lo svantaggio e vinse.

Oggi la giunta Alemanno è stato toccata dallo scandalo di Parentopoli e gli stupri vicino alle fermate della metro continuano come prima : ma i giornali e le TV parlano d’altro. 

 

A questo serve l’agenda setting. Tema che approfondiremo in un prossimo post “più tecnico”.

P.S. – C’è ancora chi si stupisce che nelle altre democrazie occidentali un soggetto che possegga un giornale o un canale TV non possa candidarsi al Parlamento né tantomeno fare il Presidente del Consiglio? E che Bloomberg, per fare il sindaco di New York (sindaco non il Presidente USA) abbia dovuto cedere il suo canale TV, che tra l’altro si occupa unicamente di economia e finanza?

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Il playboy su Playboy : Silvio fa anche il coniglietto del mese

Posted by pocavista su 25 aprile 2011

IL PRESIDENTE DEL PARTITO DELL’AMORE FINALMENTE RICEVE IL GIUSTO RICONOSCIMENTO INTERNAZIONALE

Dopo un’estenuante attesa, Berlusconi finisce su Playboy, edizione tedesca, in forma di Santino. Era ora : date a Cesare quel che è di Cesare!

Ecco una raccolta di sue pubbliche dichiarazioni che testimoniano il suo profondo attaccamento per la famiglia cristiana tradizionale, che gli viene riconosciuto finalmente anche da Playboy. L’Uomo della Provvidenza è ormai in odore di santità.


DA STERN A PLAYBOY

Nei mesi scorsi  erano circolate le foto di carri allegorici presenti alle sfilate di Carnevale in vari paesi del mondo : ciò forniva la prova della considerazione di cui godiamo all’estero per merito del nostro Leader Supremo e di chi continua a sostenerlo.

Berlusconi in copertina su STERN

Dopo essere stato preso di mira dai giornali di tutto il mondo, non poteva mancare Playboy. L’edizione tedesca della rivista pubblica un santino del premier in perfetto stile anni cinquanta.  Giusto tributo a chi si considera un macho senza rivali e ama circondarsi di giovanissime nipotine.


Processo Ruby : violazione della privacy di S.B. o giusto procedimento per verificare l’esistenza di eventuali reati? Ognuno si sarà fatto un’idea.

C’è ancora qualche indeciso che ha bisogno di un aiutino o di un ripasso? Ecco un bignami di pubbliche dichiarazioni del Leader Supremo sulle donne (da l’Espresso del 10 marzo 2011).


«Se cambiate idea e decidete di mettere sui treni ad Alta Velocità delle hostess, io mi propongo per il casting». (10 dicembre 2010)

«Sono fatto così da sempre, e se qualche volta mi succede di guardare in faccia una bella ragazza, meglio essere appassionato delle belle ragazze che gay».(2 novembre 2010)

«Mi accusano sempre di circondarmi di belle ragazze senza cervello. Ecco, invece qui delle belle ragazze che si sono laureate con il massimo dei voti e che non assomigliano certo a Rosy Bindi». (19 luglio 2010)

(foto/santino da PLAYBOY ): L'Unto del Signore è guidato e protetto da San Ghedini, novello Virgilio sceso negli Inferi, mentre la Minetti imita l'estasi Santa Teresa e intona la laude "Meno male che Silvio c'è". L'immacolata Ruby, a destra, simboleggia il peccato originale, da cui il premier si è mondato con generose beneficenze a giovani ragazze traviate. In alto a sinistra, una minacciosa Bocassini agita la " sinistra" falce della legge. Sembra che il Santino abbia potenti capacità taumaturgiche.

«Portate qualche volta anche qualche bella ragazza. Noi l’apprezzeremmo perché siamo latini». (12 luglio 2010)

«Stamani in albergo volevo farmi una ciulatina con una cameriera. Ma la ragazza mi ha detto: “Presidente, ma se lo abbiamo fatto un’ora fa…”. Vedete che scherzi che fa l’età? ». (4 luglio 2010)

«Non vogliamo più morti albanesi nel canale di Otranto o flussi criminali verso l’Italia. Faremo un’eccezione per chi porta belle ragazze». (12 febbraio 2010)

«Quando vedo belle donne perdo il filo… Preferite così o quegli altri? Marrazzo per esempio?» (11 febbraio 2010) «Sento parlare la signora Rosy Bindi: è sempre più bella che intelligente». (8 ottobre 2009)

«Ci sono in giro un mare di belle figliole. Io non sono un santo, lo avete capito tutti, speriamo lo capiscano anche gli amici di Repubblica». (22 luglio 2009)

«Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane, credo che non ce la faremmo mai». (25 gennaio 2009) «La Santanchè è una bella sberla». (7 aprile 2008)

«Le donne del centrodestra sono certamente più belle di quelle del centrosinistra». (7 aprile 2008)

«Margaret Thatcher? Se fosse stata una bella gnocca me ne ricorderei». (6 luglio 2007)

«Io con te andrei ovunque». (A Aida Yespica, 31 gennaio 2007)

«Guardatela, se non fossi già sposato me la sposerei». (A Mara Carfagna, 31 gennaio 2007)

«Per ottenere la presidenza italiana ho rispolverato tutte le mie arti da playboy, per utilizzare tutta una serie di sollecitazioni amorevoli nei confronti della signora presidente». (22 giugno 2005)

«Viviana Beccalossi è più brava che bella… il contrario di Rosy Bindi». (9 aprile 2003)

«Amo la Francia, e continuo ad amarla, basta contare le fidanzate che vi ho avuto». (19 aprile 2002)

«Vedo laggiù in prima fila rappresentanti di notevole livello estetico. Sapete che sono innamorato di mia moglie ma non ho perso il senso estetico e noto delle gambe straordinarie che circolano». (6 aprile 2002)  

(CITAZIONI RIPORTATE DA L’ESPRESSO DE L’11 MARZO 2011)

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La malattia breve come il processo breve: se sei gravemente malato, ma non ce la fanno ad operarti entro tre mesi, vieni dichiarato clinicamente guarito. Per legge.

Posted by pocavista su 13 aprile 2011



“Processo breve” in versione PdL : se il processo non arriva a conclusione entro i termini di prescrizione accorciati, l’imputato è dichiarato innocente. Per legge. Se non lo è, sono problemi nostri.

Applichiamo lo stesso criterio al settore dell’assistenza sanitaria, anch’esso afflitto da enormi tempi di attesa per i pazienti.

Ecco allora che il Parlamento potrebbe approvare la “malattia breve”, per snellire le file di attesa: se la visita in ospedale o l’intervento chirurgico non viene svolto per esempio entro tre mesi, il malato è dichiarato clinicamente guarito. Per legge. Se poi muore, sono problemi suoi.

Qualcuno potrebbe obiettare che servirebbe invece ridurre gli sprechi, controllare meglio il personale ospedaliero, eliminare i numerosi episodi di corruzione, eliminare i conflitti di interesse di molti medici che accrescono le inefficienze delle strutture sanitarie pubbliche – in cui lavorano – per dirottare i pazienti verso le cliniche private in cui operano.

La “malattia breve” così descritta sarebbe una presa in giro? Ma è la stessa logica del processo breve, nella versione approvata in Parlamento.

In effetti uno potrebbe aspettarsi invece  che, per ridurre la durata dei processi, si riorganizzassero i tribunali e si investisse in risorse e personale per renderli maggiormente efficienti.

Ma anche che :

1 – si eliminasse l’istituto della prescrizione, per rendere meno appetibili le pratiche dilatorie adottate dagli avvocati specialmente di quelli che assistono imputati potenti (molti testimoni, perizie inutili, legittima suspicione, richieste di trasferimenti del procedimento);

Ferve lattività in Parlamento per risolvere i problemi degli italiani

2 – in caso di appello, si desse la possibilità al giudice di aumentare pene e sanzioni eventualmente comminate nel primo grado di giudizio. Molti ricorsi in appello vengono fatti per allungare i tempi della sentenza definitiva e tentare la via della prescrizione, tanto non si rischia un aggravamento delle pene.

3 – si eliminasse il terzo grado di giudizio.

Invece la maggioranza al governo vuole introdurre la prescrizione breve per gli incensurati come Berlusconi (non bastano più le attenuanti generiche di cui già si è avvalso?); vuole mettere i PM sotto il controllo del potere politico con la scusa della separazione delle carriere dei magistrati; vuole introdurre la responsabilità civile diretta dei magistrati (quale sarà il magistrato che emetterà sentenze di colpevolezza in una causa penale, sapendo che l’imputato gli può fare una causa civile? E che succederà nelle cause civili, quando il giudice dovrà dare pure torto a qualcuno?).

Scilipoti in Parlamento dimostra spiccata vocazione musicale : eccolo colto nell'atteggiamento del "pianista", cioè di chi usa entrambe le mani per votare anche per un collega assente. Non a caso fa parte dei gruppo dei "responsabili"...

Ma ormai siamo nelle mani dei Razzi e degli Scilipoti di turno, accorsi in soccorso del Leader Supremo.

E pensare che qualche tempo fa qualcuno si lamentava, perchè gli italiani avevano mandato Iva Zanicchi al Parlamento Europeo a rappresentare l’Italia, mentre i lombardi avevano eletto il Trota e la Minetti in Consiglio Regionale …

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Questa ci mancava : il caso Ruby spiegato ai fanciulli. Marcello Veneziani e l’educazione dei figli.

Posted by pocavista su 8 aprile 2011

Continuiamo a leggerla, caro Veneziani, dato che lei non finisce mai di stupirci.

Lei ama descriversi come un onesto ragazzo di destra deluso dalla vita e da Fini in particolare. C’è chi la ritiene invece un furbo intellettuale di destra che si è ricavato una nicchia ecologica blindata all’interno del potere berlusconiano; chi un fascista “buono” e un po’ triste che sa usare la penna e che la sera legge Kant invece di andare al bunga bunga. E che preferisce usare la vaselina mediatica al posto del manganello.

Probabilmente in Veneziani convivono più personalità, come in dr.Jekyll e Mr.Hyde : di giorno, si mette un rassicurante doppiopetto; la sera, il maglioncino girocollo da intellettuale engagè per spiegare Evola e de Maistre; il sabato, i pantaloncini corti, la camicia, il fez e il moschetto di legno da balilla.

Ma, per coerenza, veste sempre in tinta unita. In nero. Colore che sfina, è assai gradito alla maggioranza al potere e si abbina bene con tutto. Anche con Giampaolo Pansa.

Ruby e il tredicenne.

Ieri, nella sua consueta rubrica il Cucù su Il Giornale, Veneziani spiegava la vicenda Ruby ad un presunto figlio tredicenne.

Provate voi a spiegare la vicenda Ruby a un ragazzo sveglio di tredici anni. Ti chiede se la denuncia è partita da qualcuno che si sente danneggiato… E tu dici di no, non c’è nessuna denuncia, non c’è una vera parte lesa. Ti chiede poi se c’è stata violenza o danni alla ragazza … e tu dici di no, era già escort prima…

Ti chiede se è stata pagata con i soldi di noi contribuenti, e tu devi rispondere di no, lui … fa regalie di tasca sua. Ti chiede allora se è stato beccato sul fatto, perché è brutto vedere un vecchio fare sesso con una ragazzina, e tu dici di no, nessuno li ha visti, negano ambedue, non ci sono prove.”

Poi continua :

… tu dici che … è brutta quella telefonata in questura e così quella falsa parentela con Mubarak, quegli amici Mora&Fede e quel troiaio… Lui incalza: ma questa vicenda ha danneggiato l’Italia nel mondo? E tu dici di si, è stato un danno all’immagine e alla credibilità dell’Italia e del suo governo.

Ma poi ti chiede se è stato lui a esibire al mondo questa brutta storiella privata; no, devi rispondere, l’ha resa pubblica chi ha intercettato, impegnando tanta gente e tanti soldi per spiarlo, e chi poi l’ha sputtanato ogni giorno sui giornali e in tv. … E allora tu dici, però ora basta, vai a scuola...”.

Qui Veneziani mostra al figlio come esercitare il mestiere più antico del mondo dopo il meretricio : quello dell’intellettuale che si mette al servizio del potente di turno, facendo finta di essere indipendente e persino critico, all’occorrenza.

Marcello Veneziani

Qual è la ricetta?

  • Si prenda una vicenda scomoda per il potente e se ne riproponga la versione a lui più favorevole (“non c’è vera parte lesa”, la ragazza era già una prostituta, Berlusconi l’ha pagata di tasca sua, entrambi negano di avere fatto sesso);
  • si aggiunga una leggera presa di distanza, se no pare di fare la parte di Fede (“è brutta la telefonata in questura e la scusa della parentela di Mubarak”);
  • si attenui fino ad annullare le proprie osservazioni critiche (per esempio, raccontando che così fan tutti);
  • si suggerisca che la colpa non è di chi le cose le fa, ma di chi le racconta.

In soldoni: si occultano i reati da accertare (prostituzione minorile, concussione), si dice che si tratta di puro gossip e moralismo, e si fa passare il potente per una povera vittima di invidiosi, guardoni, falliti, complottisti.

Il sesso ormai è reato?

Il giorno seguente Veneziani cerca di terminare il compitino, presentando un nuovo articolo: “Caso Ruby e giornali: ormai il sesso è reato, hanno capovolto i valori”.

Il buon Marcello ripropone lo schema narrativo predisposto dai comunicatori berlusconiani e presentato su giornali e TV dai Ferrara, dagli Sgarbi, dai Sallusti, dai Belpietro, dai Signorini, dai Minzolini e dai parlamentari PdL (si tratta di gossip, è una congiura dei magistrati rossi, si spendono i soldi per spiare Berlusconi invece di perseguire i delinquenti, lui ha agito solo per evitare un incidente diplomatico con l’Egitto).

Veneziani propone una sua variante allo schema :

  • prende un elemento del caso Ruby che può aver suscitato perplessità in qualche elettore del Popolo dell’Amore;
  • lo fa proprio ( “Sì, ho trovato triste anch’io che il Parlamento abbia dovuto pronunciarsi sulla vicenda Ruby e trovo avvilente che abbia dovuto avallare la tesi del premier realmente convinto che si trattasse della nipote di Mubarak. È una brutta pagina del Parlamento…”);
  • e alla fine lo “sterilizza” ( “Seguendo la tradizione del Giornale di Indro Montanelli, mi turo il naso e dico: meglio così che far cadere un governo e una maggioranza su Ruby. Sarebbe stato ancora più indecente e vergognoso”).

Poi Veneziani si avventura nel così fan tutti e cita Vittorio Emanuele II, Craxi, Kennedy. Vuole farci concludere che non c’è niente di nuovo nella vicenda Ruby.

Vittorio Emanuele e la Bela Rosin

Magari qualcuno potrebbe obiettargli che Vittorio Emanuele II non faceva passare la “bela Rosin” per nipotina di Menelik, o che Anja Pieroni e Marylin Monroe non erano minorenni e non venivano pagate un tanto a botta. Vittorio Emanuele, Craxi e Kennedy non risulta inoltre che abbiamo mai partecipato ad un “family day”.

Figuriamoci se infine Veneziani perde l’occasione per l’attacco di rito alla magistratura : “Il potere giudiziario non può paralizzare il potere legislativo ed esecutivo, non può rovesciare la sovranità popolare e gettare nel caos una nazione”.

Alcuni commenti dei suoi lettori

Molto si potrebbe obiettare ad un Veneziani che arranca dietro ad argomentazioni sempre più deboli. Ma facciamogli rispondere dai suoi lettori, che commentano sul sito WEB de Il Giornale.

Marylin Monroe

 

Il lettore #19 kreb (156), il 08.04.11 alle ore 12:21, scrive:

Il potere giudiziario non può paralizzare il potere legislativo ed esecutivo, non può rovesciare la sovranità popolare e gettare nel caos una nazione. Aggiungo che il capo del potere esecutivo non può utilizzare la maggioranza di cui gode in Parlamento per paralizzare l’attività legislativa! Così come non può approvare delle leggi che per un tornaconto personale mandino in fumo gli interessi di migliaia di vittime, che si vedranno private di un valore supremo come la giustizia per via della prescrizione breve.

Da mesi ormai il Parlamento discute provvedimenti che non hanno nulla a che vedere con l’interesse generale ma con gli interessi di poche persone. Questo è realmente intollerabile. Da mesi si discute di Lodo Alfano, legittimo impedimento, legge sulle intercettazioni, processo (o sarebbe meglio dire prescrizione) breve”.

#13 bart (124), il 08.04.11 alle ore 10:48, evidenzia che un altro aspetto dell’anomalia berlusconiana:

Un’affermazione come: “ormai il sesso è reato” mi sembra frutto, più della nostra era mediatica, di semplice paranoia.

Come quell’altra per cui il potere giudiziario potrebbe “rovesciare la sovranità popolare” per il semplice fatto di mettere sotto inchiesta il capo dell’esecutivo. La maggioranza continua ad essere legittimata a governare, come è normale che faccia in qualsiasi paese liberale. Ma se il governo della maggioranza dipende assolutamente da un uomo solo, cosa che invece nei paesi liberali normalmente non accade, questo è un problema della maggioranza, non della magistratura.

Quanto al fatto che ci siano state epoche in cui i vizi erano privati e le virtù pubbliche, è vero, e io, come tanti, non ne sento la nostalgia.”

#25 DubitoErgoSum (11) il 07.04.11 alle ore 1:50, suggerisce a Veneziani le risposte da dare al figlio tredicenne che si meraviglia che un vecchio di 75 anni corra dietro a sue possibili compagne di banco:

(il ragazzo) ti chiede se la denuncia è partita da qualcuno che si sente danneggiato, e tu gli rispondi che esistono valori che devono essere tutelati e reati che devono essere perseguiti a prescindere dall’esistenza di una denuncia, perché sono d’interesse di tutta la comunità civile.

Ti chiede se era minorenne o no … e poi quella storia della nipote di Mubarak, e tu rispondi che sì, era minorenne, e a volte in situazioni disperate si ricorre a scuse ridicole perché non si sa che altro dire (ti ricordi, figliolo, quella volta che ti abbiamo colto a guardare foto di donnine nude sul PC e tu hai cercato di darci a bere che stavi facendo una ricerca di scienze?).

…gli dici che una cosa sbagliata fatta da molti o per molto tempo non diventa per questo improvvisamente giusta, e che se lo ricordi bene la prossima volta che i suoi amici lo inviteranno ad andare a rubacchiare le figurine dall’edicolante perché tanto “una volta o l’altra lo fanno tutti”.

… Lui incalza: ma questa vicenda ha danneggiato l’Italia nel mondo? E tu dici di si, .., ma la colpa non è di chi ha dato la notizia, bensì di chi ha commesso il fatto, e che se lo ricordi la prossima volta che gli verrà in mente di tacere per difendere il bulletto della scuola che ha dato fastidio alla ragazzina indifesa, perché qualcuno gli ha detto che “non va bene fare la spia” e che devi solo “farti gli affari tuoi”.”

Conclusione

Ma siamo proprio sicuri che il genitore Veneziani sia tanto pirla da trattare un figlio tredicenne, molto “sveglio”, come se fosse un qualsiasi aspirante tronista o una velina?

Preferiamo credere che Veneziani, l’uomo della vaselina, intendesse parlare solo al popolo di elettori dell’amore. Che – guarda caso – va trattato come un ragazzo di scuola media nemmeno troppo sveglio, come disse il Leader Supremo durante una convention aziendale, subito prima della sua scesa in campo.

La seguiamo sempre con attenzione,

saluti dal suo affezionato blogger, velenoso e cretino,

Pocavista

Pocavista

 

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Presidenti e ministri che ignorano di cosa parlano. La Gelmini da Fazio denuncia un inesistente corso di laurea su “L’Asino dell’Amiata”! Berlusconi parla di energia nucleare prodotta dalla “scomposizione delle cellule”!

Posted by pocavista su 13 marzo 2011

Siamo costretti a una replica non voluta : ebbene sì, l’ Asino dell’Amiata è, sotto sotto, comunista. Dev’essere per questo che risulta così  insopportabile agli esponenti del governo di destra. Ne parlano male e volentieri tutti i Ministri berlusconiani, da essere divenuto il simbolo degli sprechi dell’Università italiana.

Anche stasera il Ministro Gelmini da Fazio, a “Che tempo che fa“,  ha colto al balzo l’occasione per dimostrare la propria ignoranza delle cose dell’Università. Anche lei, come molti suoi colleghi, parla per sentito dire, denunciando  l’esistenza di un inesistente Corso di Laurea sull’Asino dell’Amiata.

Il MInistro Gelmini da Fazio parla di un fantomatico corso di laurea sull'Asino dell'Amiata (foto da comitatoscuolapubblica.wordpress.com)

 

Forse la Gelmini attinge la propria conoscenza a fonti scientifiche fondamentali, quali il leghista Roberto Castelli e lo scudocrociato Rotondi, Ministro di un Ministero inutile come quello per l’Attuazione del Programma: gente a cui certo non fa difetto il pensiero. Nonostante i tempi di crisi, in cui tutti tirano la cinghia, ne hanno una riserva così abbondante da dispensarne a piene mani in ogni occasione.

Mentre la Gelmini gioca al rialzo, parlando di un corso di laurea sull’Asino dell’Amiata (menzogna clamorosa), Roberto Castelli,  qualche settimana fa ad Annozero si limitava a ironizzare su di una ricerca costata decine di migliaia di euro per studiare un particolare tipo di Asino originario di una determinata regione d’Italia.

Segnaliamo un LIBRO che si è già occupato della questione in occasione delle dimenticabili performance televisive del duo Rotondi-Brunetta a Ballarò nel 2008. I due tiravano in ballo – forse senza sapere bene di cosa stavano parlando – la famosa ricerca sull’Asino dell’Amiata.

Bene : rifacciamo nomi, cognomi e indirizzi. Facoltà di Veterinaria dell’Università di Pisa. Responsabile della Ricerca : Prof. Camilli. Anno 2004. Finanziamento : 55.000 euro. Una miseria. Almeno rispetto ai presunti 400.000 euro accollati al contribuente italiano per organizzare un premio cinematografico fasullo da attribuire ad un’attrice bulgara nelle grazie del premier. “A sua insaputa”.  O al costo del Ministero per l’Attuazione del Programma, istituzione che ci viene invidiata nel mondo.

Che cosa hanno fatto di male questi “spreconi dell’Università di Pisa”? Hanno studiato la mappatura genetica dell’animale e certe sue particolarità, come il fatto che sia immune a certe malattie, alcune delle quali mortali per l’uomo. Ricordiamo che l’Asino dell’Amiata è stata dichiarata una razza a rischio d’estinzione dalla Commissione responsabile delle Biodiversità del Parlamento europeo (NL 215/90), dalla FAO (FAO, 2000) e dal Monitoring Institute for Rare Breed and Seed in Europe (2001). 

La ricerca va collegata al valore ormai universalmente riconosciuto della biodiversità, forse troppo difficile da comprendere anche per soggetti come Castelli e Rotondi che pure ne costituiscono una dimostrazione all’interno della specie umana.

Due parole. Com’è noto l’asino, oltre che nel ramo dei trasporti, ha svolto mansioni lavorative anche in campo cosmeti­co, medico e alimentare. Quella di Poppea che faceva i bagni nel latte d’asina sembra sia una bufala. Sono veri invece gli usi medici e alimentari dell’asino. Già nella Francia del XVIII secolo furono istituite delle “lat­terie asinine” che dispensavano a puerpere e balie il prezios­o lat­te destinato a neonati cagionevoli. L’utilità del latte d’asina è oggi provata scientificamente come alternativa ai latti speciali per uso pe­diatrico. Il latte d’asina, essendo assai simile a quello umano, è attualmente rientrato nella dieta dei neonati allergici alle proteine del latte vaccino.

La Gelmini, Castelli e company poi hanno mai sentito parlare di onoterapia, l’uso di asini – assai più docili dei cavalli – per la terapia dei disabili?

Lo sa la Gelmini che progetti come quelli dell’Asino dell’Amiata sono stati finanziati dal  suo Ministero dopo valutazioni effettuate da un panel di esperti di nominati dal Ministro Moratti, Ministro – se lei non lo sapesse – del precedente Governo Berlusconi? Ridicolizzare un titolo di una ricerca universitaria, senza conoscerne contenuti, può andar bene per un Sallusti o per un Belpietro, meno bene per il Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica.

 

Asino “sorcino crociato” dell’Amiata

A questo punto, cara Gelmini e caro Castelli, qualche malpensante potrebbe ricordarsi che lo stufato d’asino è un piatto tipico della Lombardia e che fino a qualche anno fa si trovava comunemente nelle osterie padane. Tenendo conto che “si è ciò che si mangia”, c’è chi potrebbe concludere maliziosamente che chi mangia carne d’asino poi ha alte probabilità di diventarlo.

 


In conclusione, Gelmini e Castelli ci permettano un suggerimento : non parlino di cose che conoscono solo per sentito dire, come la ricerca sull’asino amiatino. Ci parlino invece di altri veri scandali dell’università, come le facoltà con pochi studenti, create ad hoc per soddisfare le richieste di qualche barone o politico locale.Oppure della “parentopoli” che dilaga in alcune università italiane.

O dei 250 milioni di euro sottratti dal suo governo alla scuola pubblica per regalarli a quelle private e cattoliche in particolare, in modo tale che qualche vescovo “contestualizzi” i peccatucci del premier.

E che pensano dell’ignoranza crassa del nostro amato Presidente del Consiglio, che parla di “energia nucleare prodotta dalla scomposizione delle cellule”(!). Si tratta forse di cellule cerebrali che si scompongono durante il bunga bunga?

Al leghista Castelli, a proposito di “parentopoli” che lui ha citato così bene ad Annozero, confessiamo che ci saremmo aspettati da parte sua, di cui è ben nota la coerenza, anche un qualche accenno a Renzo Bossi.

Il figlio del Senatur, in arte “il Trota”, già pluribocciato all’esame di maturità, non si sa per quali meriti è divenuto consigliere regionale della Lombardia, affiancando la collega Minetti.  La quale, essendo igienista dentale e “madrelingua”, può almeno vantare qualche merito di natura orale.

Non le risulta che il suo stipendio annuale, a carico del contribuente italiano, sia di molto superiore a quanto è costata la ricerca sull’asino?

Asino o trota lombarda sì, asino amiatino no?

Al Ministro Gelmini chiederei invece se la recente decisione del suo collega di governo, il Ministro Maroni, di far svolgere elezioni amministrative e Referendum in due turni separati a giugno – il che comporta un aggravio di spesa (seggi, organizzazione, presidenti di seggio e scrutatori) di centinaia di milioni di euro – non la scandalizzi di più delle poche decine di migliaia di euro che è costata la ricerca sull’Asino dell’Amiata.

Abbiamo il sospetto che, se si tratta di non far raggiungere il quorum a un referendum scomodo, anche la rigorosa Gelmini chiuda un occhio sui costi e preferisca dare spazio a ben altri quadrupedi.

Chi volesse controllare le affermazioni della Gelmini in merito all’esistenza di “corsi di laurea sull’asino dell’Amiata” può controllare il seguente video RAI (a partire dal minuto 7) :

PS – In un nostro precedente post riportavamo l’incipit di un capitolo del libro “Di Uomini e di Animali”, relativo alle esternazioni di Rotondi e Brunetta sull’asino dell’Amiata.

Chi fosse interessato può cliccare su   ROTONDI , BRUNETTA E L\’ASINO

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Homo italienisch – Come i tedeschi vedono gli italiani!

Posted by pocavista su 24 febbraio 2011

CARNEVALE IN GERMANIA

A DESTRA SI DA’ LA COLPA ALLA  STAMPA CHE NE PARLA E DA’ UNA CATTIVA IMMAGINE DEL PAESE  – A SINISTRA A CHI CERTE COSE LE FA.  CHI HA RAGIONE?

DOMANDA FACILE FACILE AI SEGUACI DI BERLUSCONI : LA COLPA E’ DELLA STAMPA CHE PARLA DEI MASSACRI DI GHEDDAFI OPPURE DI GHEDDAFI CHE I MASSACRI LI FA?


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Chi è “il burlesco inviso” che “bollisce insu’ rovi”? Chi “fu abile rotture?” La politica e la Pagina della Sfinge.

Posted by pocavista su 22 febbraio 2011

Nomen Homen : già gli antichi avevano intuito come un nome possa influire sul destino di una persona.

Anche se a volte il legame tra nome e destino di qualcuno non è così evidente. Ma, a ben scavare, il destino di un uomo emerge sempre tra le lettere del suo nome.

Ci siamo allora dilettati con anagrammi a frase, esercizio ben conosciuto da chi frequenti la Pagina della Sfinge della Settimana Enigmistica.

Ecco quello che abbiamo trovato:

PARTITI

Popolo Libertà : “popolo tribale”, “poi porto balle” (non un partito, ma una “Curva Sud”, imbonita a dovere dal suo proprietario)

Popolo della Libertà : “badate il pollo, prole” (figli che gestite il mio impero mediatico, fate buona guardia ai pollastri che mi danno il loro consenso)

Partito Lega Nord : “Partito del grano”, “grattando il pero”; “parandogli retto” (a Silvio), “lotto per randagi” (da fan di Mani pulite a partito della cadrega romana; dalle accuse al “mafioso di Arcore” all’accanimento terapeutico che tiene in vita Berlusconi, accogliendo parlamentari randagi meridionali); “parlando, rigetto” (i suoi militanti spesso vomitano insulti a Radio Padania).

Partito Democratico : “accreditato importo”(Fassino : abbiamo una banca!); “accade: mi porti torto!” (Il sistematico tiro al bersaglio sui propri leader)

Futuro e Libertà : “fu abile rotture”; ; “il tutore : bufera!”; “furberia tutelo”. (FLI ha rotto col Pdl; Fini viene accusato de essere il furbetto dell’appartamentino di Montecarlo e di aver traditogli elettori e le sue tradizioni di destra, cominciando con il suo viaggio in Israele: “Lui? frutto ebrea”).

Unione Democratica di Centro : “Te, odieremo, rincantucciando”, “temere odio, rincantucciando” (due versioni : una da alternativa di Terzo Polo, la seconda da inciucio con Berlusconi); “rincantucciando, odi meteore”(mentre cerchi una tua nicchia ecologia al centro dello schieramento politico, qualcuno ti rivolgerà un sonoro pernacchio).

Sinistra Ecologia Libertà : “Gioì’ scartabellare in sito” (il partito e i suoi militanti sono molto presenti in rete)

POLITICI

Giorgio Napolitano : “Aggiòrnati : lo opìno!” (Ha detto a Berlusconi che il sistema giudiziario italiano gli offre tutte le garanzie).

Silvio Berlusconi :” il burlesco inviso”, “su livori sbilenco”, “bollisce insu’ rovi!”; “bellicoso in virus”. Oggi la sua popolarità è in vistoso calo; da molti – specie all’estero – viene considerato una macchietta. Ultimamente è un po’ nervoso.

Il Cavaliere di Arcore : “li’ accadrà! leverei ori!” (le donazioni fatte ad Arcore alle sue amichette?)

Gianfranco Fini : “gran in officina”, “affari non cingi”; (Il Presidente della Camera non sembra raccogliere molto dal suo strappo con Berlusconi); “cigni fanfaroni” (alcuni suoi parlamentari stanno ritornando mestamente nel pollaio berlusconiano). “Con Farina, fingi!”(Renato Farina, vice di Feltri, spia dei Servizi Segreti sospeso dall’Albo dei Giornalisti; poi regolarmente premiato dal PdL con l’elezione alla Camera)

Pierferdinando Casini : “Decadrai! Non persi Fini!” (a Berlusconi : nonostante alcune defezioni rimane in piedi il progetto dell’alleanza con Fini per il Terzo Polo)

Pierluigi Bersani : “bagnerei, lui spiri!” (festeggerei a champagne nel caso che Silvio si levasse di mezzo); “insuperabile, giri!” (gira come una trottola, da Sanremo ai tetti delle Università occupate, con le maniche rimboccate).

Massimo D’Alema : “mossi male dama” (dai tempi della Bicamerale ne ha sbagliate di mosse!); “ma saldai somme” (riferimento all’appartamento in affitto da lui lasciato dopo denunce su affittopoli?).

Francesco Rutelli : “nel ficcare, lustro” (una decisa smentita all’impietosa satira rivoltagli da Vauro).

Nichi Vendola : chiavi nel Don” (forse ha in programma un viaggio in Russia); “donne valichi” (vai oltre le femmine). Nicola Vendola : “calando, lenivo” (forse si riferisce alle sue preferenze sessuali); “decollava inno” , “cadano novelli” (le sue qualità affabulatorie sembrano affascinare i più giovani); “l’ode non valica” (l’evocazione di modelli sociali alternativi è confinata a un ristretto pubblico di sinistra); “declinava nolo” (sono recenti le sue dichiarazioni contro l’amore mercenario emerso nel Rubygate);

Francesco Storace : “Te, consacra scrofe!” (Alcuni malopensanti – da cui ci dissociamo – ritengono che ciò si riferisca all’investitura di Daniela Santanchè come candidata de La Destra alle ultime elezioni politiche)

Daniele Capezzone : “capezzale dei neon” (il portavoce di B. sta volentieri sotto i riflettori per cantare le lodi di un berlusconismo agonizzante).

Alessandra Mussolini “munsi il re, salassando” (dopo i dissapori con Fini e Storace, blandì Berlusconi, fu eletta parlamentare, per il suo stipendio attingendo – come tutti i suoi colleghi – alle casse dello stato).

GIORNALI E GIORNALISTI

Il Giornale : “Ingollerai!” (inequivocabile riferimento al Metodo Boffo)

La Repubblica : “al pubblicare”, “a lebbra : pulci!” (fa le pulci al Cavaliere, che considera la peste del sistema Italia)

Famiglia Cristiana : “agli miri sfiancata”; “fanatica gli rimasi” (nonostante i duri attacchi de Il Giornale al direttore di F.C., Don Sciortino, la rivista ha mantenuto la propria linea editoriale di critica a B.).

Michele Santoro “lo schianteremo!”; “le amiche storno” (riferimento a Berlusconi e al Rubygate).

Marco Travaglio “Lo marcavi, grato” (Travaglio grazie alle sue severe critiche a Berlusconi è divenuto famoso)

Giovanni Floris : “in fango, risolvi” ; “sfilavi rognoni” (gentile e paziente, ma tenace, nel mettere in difficoltà i berluscones).

Concita de Gregorio : “accende grigio toro” (la bella direttrice dell’Unità fa arrabbiare l’anziano tombeur de femmes – prezzolate “a sua insaputa”-  di Arcore).

Alessandro Sallusti : “salassando, illustre!”; “dell’intruso, salassa!” (per la sua attività giornalistica e per il suo physique du role, molti lo ritengono una sorta di Nosferatu che succhia il sangue di ogni oppositore).

Vittorio Feltri : “torvi file, trito”; “irto vi rifletto”; “filetti ritrovo” (il maggiore esponente del “Metodo Boffo” mesta nel torbido, con dei dossier o dei files, per scorticare le tenere carni degli avversari veri o presunti di Berlusconi)

Vittorio Sgarbi : “irto, sbrigativo”; “ivi sbriga torto”; “sbigottirà rovi” (la virulenza di Sgarbi e la sua iracondia sono un suo tratto distintivo – del resto uno che si chiama Sgarbi…)

Giuliano Ferrara : “erro : lì naufragai” (i miserandi risultati elettorali del suo movimento No Aborto); “funeraria gloria” (dato che secondo alcuni porta male – se questo fosse confermato, ma io non ci credo – di fatto avrebbe recitato il Deprofundis a Berlusconi con la sua manifestazione “di sostegno” al Teatro Dal Verme a Milano)

Maurizio Belpietro : “permutabile, ori zio” (avanti e ‘ndrè tra Libero e il Giornale, gioielli di zio Silvio); “Tu rompi : belerai ozi” e “imputo liberare zio”(farai l’elogio del bunga bunga e ti batterai per il proscioglimento di B?)

Augusto Minzolini : “maligni ozi su Unto” (il suo TG riduce reati e critiche sull’Unto del Signore a semplice gossip); “ smunto, languii ozi” (il suo pallore è forse legato alla sua attività professionale?).

Marcello Veneziani : “caramelle ne’ novizi”, “cavaliere, non milze!” “venni macellare ozi” (a gennaio, Veneziani su Il Giornale auspicava toni più pacati nella linea editoriale. La nuova versione “alla vaselina” però è durata poco : Veneziani sta tuttavia mantenendo una sua linea più caramellosa, forse per non allontanare i “novizi” del PdL).

Nicola Porro : “Loro? Carponi!” (caso Marcegaglia?). Ma anche “Corna, piloro!” (colpire allo stomaco l’avversario, mettendo in piazza vicende amorose altrui).

Bruno Vespa : “bravo, punse!” (d’altra parte si tratta di un imenottero).

Franco Bechis : “finché sbraco” , “nocche sfibra” (sembra che batta i pugni sul tavolo), “finchè sbarco” (forse aspira ad un posto di maggiore rilievo nella compagine berlusconiana). Noi pensiamo sia più adatto “Confische bar”.

Piero Ostellino : “lenirei sto polo”, “lenirei lo posto” ( forse per un suo recente articolo sul Corriere molto tollerante col bunga bunga presidenziale). Troviamo più incisivo l’epitaffio: “ostinerei, pollo”.


Ci fermiamo qui. Fateci pervenire le vostre proposte.

Pocavista

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Non satira, ma sofisticata strategia di comunicazione : la canzone di Luca e Paolo a Sanremo serve per “annacquare” lo scandalo Ruby.

Posted by pocavista su 16 febbraio 2011


Le Iene sono di sinistra o sono la foglia di fico delle TV di Berlusconi? Prima le foglie di fico erano di più, ormai è stato allontanato anche Mentana e ci sono rimasti loro e Antonio Ricci.

Sono pochi quelli che si pongono la domanda : la canzone che Luca e Paolo hanno cantato a Sanremo è frutto del loro sacco, cioè satira, oppure fa parte di una strategia sofisticata di disinformazione messa in piedi dagli specialisti in comunicazione di Berlusconi?

Ecco il testo della canzone di Luca e Paolo “Ti sputtanerò”

Ti sputtanerò

al Giornale andrò

con in mano foto dove tu sei con un trans.

Ti consegnerò le intercettazioni

e alle prossime elezioni sputtanato sei.

Ti sputtanerò con certi filmini che darò alla Boccassini dove ci sei tu.

E le mostrerò donne sopra i cubi e ci metto pure Ruby che ti fotterò

E se Emilio/Fede /non si/ vede /ce lo aggiungo col Photoshop.

Ho già sentito Lele/Mora/ che dichiara/cosa?/ tutto!

Ti sputtanerò sarà un po’ il mio tarlo

con la casa a Montecarlo dei parenti tuoi… mogli e buoi…tutti tuoi!

e ti sto sputtanando …dove? In questura!/ pure! /porto anche la Santanché.

Le ragazze stanno dalla parte mia

e so che mi sostengono se l’affitto in via dell’Olgettina è intestato a me.

Tuo cognato già lo sai io lo dimostrerò

che la casa al Principato appartiene a lui.

Ti sputtanerò farò l’inventario

con Noemi e la D’Addario dei festini tuoi

Ti sputtanerò dirò a D’Agostino

che tua suocera e Bocchino han gli inciuci in Rai.

E se tu intercetti la Nicole Minetti

c’è Ghedini che intercetterà te.

Ti sto sputtanando…dove? da Santoro… quando? Ora. Chiamo.

Ti sputtanerò. Non mi butti giù.

Sì ma il 6 aprile in aula ci vai solo tu.

Le vicende attuali vengono descritte dalla canzone come risultato di un conflitto tra Fini e Berlusconi. Tuttavia Fini viene attaccato molto più duramente dell’altro.

Infatti si insinua che Fini potrebbe avere avuto rapporti con trans (il che agli occhi di molti è peggio che avere rapporti con minorenni; starebbe in combutta con la Boccassini e farebbe circolare foto false ritoccate con il photoshop).

Le accuse a Berlusconi, in confronto, sono molto più lievi, ma “il 6 aprile in aula” ci andrà solo lui!

Si suggerisce in tal modo la tesi che, in fin dei conti Berlusconi, sarebbe solo un puttaniere come ce ne sono tanti, mentre Fini sarebbe mezzo gay, traditore e spione.

Ci chiediamo come mai Masi in RAI fà censura preventiva a suon di telefonate in diretta, contratti non firmati, disposizioni per la composizione del pubblico, dichiarando guerra ai Santoro, ai Floris e alle Dandini, che si rivolgono ad un pubblico già schierato e politicizzato. Si cerca di limitare e sabotare la libertà di trasmissioni e di conduttori che tutto sommato non spostano voti, se non in minima parte.

Poi la RAI permette stranamente una canzone così a Sanremo, dove si fa il 50% di share e viene visto dal pubblico meno politicizzato.

La canzone punta in effetti al bersaglio grosso del pubblico più influenzabile e popolare – che non legge i giornali e di certe cose sa solo per sentito dire – facendo passare la tesi  che tutti i politici sono colpevoli, quindi nessuno è realmente colpevole. Tradotto in linguaggio popolare : il pulito ci ha la rogna!

Il Giornale di Sallusti nel frattempo fa finta di scagliarsi contro le Iene che a Sanremo farebbero propaganda di sinistra : ciò sostiene la tesi che in Italia non ci sarebbe regime mediatico e che invece tutti si accaniscono contro il premier. (significativi i commenti dei lettori sul sito WEB de Il Giornale)

Solo qualche commentatore o blogger più attento fà rilevare che l’operazione potrebbe essere una sofisticata operazione di disinformazione.

I maggiori giornali – anche Repubblica – sembrano esserci cascati completamente. Vuol dire che le opposizioni non hanno ancora capito con chi hanno a che fare e non sanno riconoscere gli schemi narrativi ad uso del grosso pubblico che gli spin doctors della comunicazione berlusconiana preparano di volta in volta.

Diamoci un svegliata : il Grande Fratello orwelliano è all’opera per diffondere le sue verità, si avvale di grandi risorse e di strumenti comunicativi sofisticati e Berlusconi si sta giocando il tutto per tutto.

 

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Lo smutandato di Collegno. Pane al Pane, Verme al DalVerme. Ecco la copia de “Il Foglio” in cui Ferrara ammetteva di aver spiato Craxi per conto della Cia.

Posted by pocavista su 12 febbraio 2011

Giuliano Ferrara, lo smutandato di Collegno

Un tempo c’era lo smemorato di Collegno. Oggi Ferrara al Teatro Dal Verme inneggia alla mutanda e al bunga bunga. Colto da improvvisa amnesia, lo smutandato di Collegno si è dimenticato che ieri organizzava il Family Day e il movimento Prolife. E che l’altro ieri spiava Craxi (lui dice : “spiegava”) per conto e con i soldi della CIA. E che qualche tempo prima militava nel PCI, dopo aver strizzato l’occhio a Lotta Continua.

 

Alleghiamo, in formato Pdf, copia della pagina de Il Foglio del 2003 in cui Ferrara ammetteva di aver spiato Craxi per conto della CIA (clicca su FERRARA LA SPIA – POI CLICCA DI NUOVO SU “FERRARA LA SPIA” NELLA NUOVA FINESTRA E SI APRIRA’ IL DOCUMENTO IN PDF)

Caro Cavaliere, stia molto attento a “er mutanda”, al secolo Ferrara Giuliano. Si dice che porti male. Conduce gli amici sempre su terreni scivolosi : ieri per esempio ha detto che lei non è Breznev (infatti il burosauro sovietico era assai più alto e non si era fatto trapiantare i capelli) e che dovrebbe andare in TV accettando il contraddittorio. Non lo faccia, caro Presidente, ne uscirebbe maluccio.

Io non ho mai creduto che qualcuno possa portare iella, ma i fatti sembrano parlare da soli e convincerebbero anche gli ultrascettici del CICAP.

Come ricordava Travaglio ieri su Il Fatto quotidiano :

1 – Ferrara ieri era nel PCI. Il “glorioso partito di Gramsci, Togliatti, Longo e Berlinguer” ha poi fatto una fine che tanto gloriosa non è : estinto. Ai rarissimi esemplari di comunisti doc ormai è stato applicato il radiocollare per rintracciarli in fabbriche semiabbandonate e diroccate case del popolo di periferia.

2 – Ferrara poi è migrato nel PSI. Il “glorioso partito che era di Nenni e di Craxi” poi è naufragato nella Tangentopoli scoperchiata da Mani Pulite. Craxi è dovuto fuggire ad Hammamet; di Martelli se ne sono perse le tracce a Malindi e di De Michelis viene rinvenuta ogni tanto solo un po’ di forfora.

3 – Ferrara – non contento – si è accasato in seguito in Forza Italia e ha fatto il Ministro dei Rapporti con il Parlamento nel primo governo Berlusconi nel 1994. Governo colpito e affondato dopo appena sette mesi di vita. Micidiale.

4 – Ferrara infine, in occasione delle ultime elezioni, ha dato vita al Movimento Prolife – No Aborto, ottenendo un risibile risultato da prefisso telefonico.

Ferrara, nudo come un verme. Poi al "Dal Verme"

Consentitemi una riflessione a proposito di Prolife : per dare il nome al suo movi­mento, Ferrara non avrà tratto ispirazione da certe compresse che magari tiene sul comodino? Danno sollievo a me, lo da­ranno ad altri, avrà pensato il fine intellettuale.

In effetti PROLIFE viene prodotto dalla Zeta Farmaceutici in 3 forme, come capsula, pastiglia gustosa del sapore latteo o come soluzione specialmente adatta per i bambini. PROLIFE ri­stabilisce l’equilibrio della microflora intestinale impedendo così il gonfiore, i disturbi digestivi, la stitichezza.

Questo potrebbe spiegare due cose :

  1. perché Ferrara in TV appare spesso di cattivo umore e maltratta senza pietà i suoi interlocutori;
  2. che per lui, intellettuale snob, la parola “movimento” sia più affine alla peristalsi che alle opinioni.

En passant, ricordiamo che Ferrara ha sostenuto :

  • la liberazione di Adriano Sofri : che invece si è fatto tutta la galera a cui è stato condannato;
  • D’Alema per la corsa al Quirinale : viceversa poi è stato eletto Napolitano
  • Rutelli alle ultime elezioni come sindaco di Roma : invece ha poi vinto Alemanno;
  • Sarah Palin alle elezioni in America : al contrario, oggi abbiamo Obama presidente;
  • la seconda guerra di Bush all’Irak, per esportarvi la democrazia : dopo dieci anni e centiania di migliaia di morti siamo ancora “a carissimo amico”.

Quindi, caro Cavaliere cosparga la casa di sale, faccia affiggere ferri di cavallo alla porta e viaggi con un cornetto rosso king-size in tasca (utile anche in caso di un bunga bunga imprevisto) contro i mortali effluvi iellatori di Ferrara. Dal Teatro Dal Verme di Milano ci mettono un attimo per giungere in Brianza fino ad Arcore.

Devo dire che anche Lei, caro Presidente Berlusconi, in quanto a iella, non se la passa male : Lei sale al governo nel 2001 e poco dopo c’è l’attacco alle Torri Gemelle, con successiva crisi economica mondiale. Ritorna al Governo nel 2008, e subito scoppia la crisi dei mutui subprime americani, con conseguente gravissima crisi economica mondiale e l’Italia ridotta a un colabrodo.

Da italiano, ormai stufo di passare da zimbello nel mondo (quando vado all’estero mi faccio ormai passare per portoghese, popolo assai meno chiacchierato), mi permetto un suggerimento : il nostro Leader Supremo e lo smutandato di Collegno, Ferrara, perché non lasciano l’Italia (rimettendosi prima i calzoni) e, insieme allo zio di Ruby ormai fuggiasco, non fanno un bel pellegrinaggio a Lourdes?  Dicono che lì fanno i miracoli… Hai visto mai?

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Dire, fare, baciare, lettere e testamento. L’evoluzione della strategia comunicativa di Berlusconi per neutralizzare il caso Ruby

Posted by pocavista su 8 febbraio 2011

Dopo le prime notizie sul “caso Ruby”, i consulenti di comunicazione di Berlusconi hanno cercato di correre ai ripari, cercando di mettere una “pezza” a quella che poteva diventare una vicenda devastante per il nostro Leader Supremo.

Bisognava raccontare la cosa non solo proponendo un punto di vista, ma alterare anche molti fatti che stavano emergendo con forza dalle intercettazioni, testimonianze, bonifici bancari.  Gli spin doctors berlusconiani (così vengono definiti gli specialisti che creano consenso verso un leader o un progamma politico) hanno proposto veri e propri schemi narrativi “alternativi”, poi recitati in maniera uniforme e acritica più volte in TV da parlamentari e giornalisti amici. Il via lo ha dato lo stesso Berlusconi che, come d’abitudine, ha invaso la TV con i suoi videomessaggi e pseudointerviste.

Marco Cacciotto, su “Il Sole 24 Ore” del 20 gennaio, rilevava che la sfida consisteva nel  “portare dalla propria parte quella fascia di elettori intermedia che non ha una forte identificazione politica e che, prendendo posizione, potrebbe spostare gli equilibri“. Non si punta – come di solito fa il centrosinistra – al bersaglio grosso e indistinto dell’intero corpo elettorale – ma a quelle fasce di elettori di centrodestra disorientati e delusi, oltre che ai milioni di elettori non politicizzati e tendenzialmente orientati all’astensione.

La strategia comunicativa seguita dai consiglieri di Berlusconi sembra simile a quella del caso “Monica Lewinsky”, in cui veniva messo sotto accusa il presidente Clinton.

La strategia si è sviluppata per fasi successive, a seconda della reazione del pubblico.  Sondaggi e i “focus group” riescono a fornire agli spin doctors elementi per rendere sempre più efficaci gli schemi narrativi proposti al grande pubblico e suggerire quando passare ad una fase successiva.

Prima fase : la negazione. I videomessaggi del Presidente del Consiglio, i penosi e maldestri interventi dei suoi più fedeli parlamentari – come quelli del cattolicissimo (!) on.Lupi – , e i titoli dei suoi giornali e telegiornali hanno dapprima negato i fatti. Si affermava che si sarebbe violata la vita privata di Berlusconi, (“i magistrati spiano dal buco della serratura”), e che non c’erano stati reati, né prostituzione.

Poi, quando sono state rese pubbliche le intercettazioni e sono emersi bonifici bancari e testimonianze di ragazze che avevano partecipato alle feste di Arcore, non si poteva più negare l’evidenza.

Si è passati quindi alla Seconda fase : la minimizzazione.

Abbiamo allora assistito a numerosi interventi, interviste e comparsate TV delle ragazze implicate nel caso. Queste dichiaravano all’unisono che le feste c’erano, ma si trattava di eventi morigerati ed “eleganti”.

M.Polanco

Poi Ruby è andata in TV a piangere, dicendo che era stata mandata via di casa perchè uno zio l’aveva violentata (rischiando l’autogol, perchè qualcuno avrebbe potuto incolpare Mubarak).

Anche soubrette dominicana Polanco è andata da Lerner a fare la parte della mamma premurosa, lamentandosi perchè i poliziotti che hanno perquisito casa sua hanno svegliato sua figlia. La mammina premurosa non si era però accorta che il suo compagno faceva il narcotrafficante(beccato l’estate scorsa con 12 kg di coca e condannato a 8 anni).

Qualcuno (Carlo Rossella) si è azzardato a descrivere i dopocena di Arcore come una sorta di dopolavoro ferrovieri, in cui si cantavano le canzoni di Apicella, si raccontavano barzellette e si faceva il cineforum.

Poi, magari, si chiudeva la serata con tre Pater, Ave e Gloria.

I soldi e gli appartamenti dati alle ragazze da Berlusconi vengono fatti passare in TV come un aiuto dato da un benefattore a povere ragazze raminghe e bisognose. La stessa Iva Zanicchi da Lerner parlava di un Berlusconi benefattore che “aiuta tutti”. Anche Iva Zanicchi, fatta lavorare per anni a Mediasei, viene candidata al Parlamento Europeo probabilmente perchè era una “povera cantante” bisognosa di aiuto, che senza qualche decina di migliaia di euro al mese dello stipendio di parlamentare europea non poteva sbarcare il lunario.

Il Ministro Romani, ex-uomo Mediaset – si presenta in TV con una lista di enti caritatevoli che avrebbero beneficiato della bontà d’animo del Presidente del Consiglio. Lista che per fortuna ci ha risparmiato.

Pochi fanno notare in TV (Bocchino è l’unico) che tra le beneficiate non c’è una nonna terremotata o un’operaia disoccupata, ma solo giovani soubrette con i tacchi a spillo e la quinta di reggiseno.

Tutte le ragazze – in pubblico – a sostenere che non ci sono stati rapporti sessuali e che B. non sapeva che Ruby fosse minorenne. Nessuno spiega allora perchè abbia telefonato in questura a Milano per affidarla alla Minetti.

Si fanno circolare paragoni con Clinton e Kennedy, tacendo però che entrambi non pagavano le donne e andavano con maggiorenni. Si eclissa sul fatto che Clinton è stato costretto a presentarsi davanti ai giudici ed è stato condannato.

Visto che anche la minimizzazione non funziona, si passa alla terza fase : la delegittimazione.

Si riesuma il consueto mantra : le toghe sono “rosse” e perseguitano B. da 17 anni, ma B. è sempre stato assolto. Non è vero, ma se lo fosse, non si capirebbe allora perchè tenti di sottrarsi sempre al giudizio dei tribunali. (Condannato in via definitiva nel 91 per falsa testimonianza con condanna amnistiata; prescritto numerose volte perchè i suoi legali sono riusciti ad allungarei tempi con tutti i possibili artifizi; alcuni processi sono stati annullati perchè B. ha fatto approvare leggi retroattive come quella della depenalizzazione del falso in bilancio)

Il Giornale sbatte in prima pagina la “clamorosa” notizia che la Bocassini, 30 anni prima, si è baciata in pubblico con il fidanzato, un giornalista di sinistra. Si comincia a colpire anche Bruti Liberati, il procuratore capo di Milano, lodato invece solo pochi mesi prima da esponendi del PdL.

L’ineffabile ministro Rotondi va da Floris a dire che lui ammira i magistrati che combattono il terrorismo, non i magistrati politicizzati come la Bocassini (al che Floris gli fa notare che proprio la Bocassini aveva preso il posto di Falcone nella lotta alla mafia dopo la sua uccisione).

Si cerca di delegittimare anche i giornalisti e le trasmissioni che forniscono informazioni scomode : la Santanchè accusa tutti di essere dei comunisti, dai giornalisti, agli ospiti delle trasmissioni, al pubblico presente, poi si alza e se ne va. Berlusconi insulta in diretta Lerner al telefono (“un postribolo televisivo” e le “cosiddette” signore) e invita  Iva Zanicchi ad andarsene.

Si recuperano delegittimatori ad alto potenziale come il diversamente pacato Sgarbi e il diversamente magro Ferrara, che cominciano a sparare a palle incatenate sui giudici, sui “falsi moralisti” di sinistra e sulle femministe. Si rimproverano agli oppositori i casi Marrazzo e Sircana (tra l’altro i due esponenti del centrosinistra– pur non essendo accusati di alcun reato – si sono dimessi entrambi perchè ricattabili), nel tentativo di far passare le tesi che “il più pulito ci ha la rogna” e “da quale pulpito vien la predica”.

Giuliano Ferrara

Poi, anche quando il processo del gettare discredito su giudici e giornalisti mostra la corda (solo il 12% degli italiani – secondo gli ultimi sondaggi – crede che Berlusconi e le sue amichette passassero il dopocena recitando il Santo Rosario), si lancia la quarta fase : la distrazione.

Sembra che sia stato cruciale il ruolo di Giuliano Ferrara nel passaggio alla quarta fase : ha definito “criminale” l’iniziativa di una manifestazione del PDL contro i giudici di Milano, la cui organizzazione era già stata affidata al duo di pasionarie Santanchè-Brambilla.

Così, seguendo l’indicazione dell’ex-spia della CIA Ferrara (come lui stesso ha ammesso su Il Foglio di qualche anno fa), Berlusconi sta comunicando che vuol fare le riforme, vuol cambiare il paese, vuol dare una sferzata all’economia.

Perchè B. non le ha fatte finora? Bisogna pur dare la colpa a un capro espiatorio. Infatti su Il Giornale riprendono gli attacchi a Fini, che sarebbe colui che ha boicottato le riforme fino adesso. Berlusconi comunica al mondo che – senza il “traditore” Fini – finalmente si potrà realizzare il programma di governo.

Dopo il Governo del “Dire” e del “Baciare”, aridaje con il “Governo del Fare”. Delle “Lettere”, questo Governo non lo è stato mai: ci ha provato solo Bondi con le sue poesie da liceale.

Manca solo il “Testamento”. Aspettiamo fiduciosi.

 

Dire,fare,baciare,lettere e testamento. La penitenza

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Il linguaggio del corpo, ovvero come smascherare i politici che mentono in TV.

Posted by pocavista su 3 febbraio 2011

Ambasciatori, politici e altri venditori

C’è chi afferma che gli ambasciatori sono pagati per mentire per conto del proprio paese. I politici, di solito, mentono in proprio. Come molti altri ciarlatani che ci capita di incontrare nella vita.

Gli uni e gli altri sovente vendono notizie non vere. Spesso è difficile riconoscere una menzogna detta da un politico, dato che i retroscena non sono interamente noti ai più, che non hanno possibilità di informarsi compiutamente, nè hanno interesse a farlo.TV e giornali, del resto, mettono in evidenza solo quello che fa loro più comodo per sostenere una certa tesi.

Inoltre telespettatori e lettori di giornali accettano e incamerano in prevalenza solo quelle informazioni che confermano la propria visione del mondo e scartano a priori le informazioni “dissonanti.”

Così se Berlusconi dice in TV che lui non ha mai toccato Ruby o Noemi, e che non ha mai pagato una donna, e che è intervenuto in questura solo perché lui credeva che quella fosse effettivamente la nipote di Mubarak, molti dei suoi sono disposti a credergli sulla parola. Questo fenomeno della persistenza del consenso a Berlusconi provoca stupore negli avversari politici, secondo i quali ci sarebbero invece “evidenze incontrovertibili”: le ricerche di psicologia forniscono una spiegazione esauriente di come permanga il consenso politico verso un leader, anche quando emergano suoi comportamenti inaccettabili.

Le bugie hanno le gambe corte

Gli studi sul linguaggio del corpo hanno messo in evidenza che questo proverbio ha un fondamento : l’orientamento di gambe e piedi, quando mentiamo, tradisce le nostre vere intenzioni.

Un buon comunicatore spesso riesce a controllare il linguaggio non verbale della parte superiore del corpo. Quasi tutti hanno difficoltà a controllare la parte inferiore, piedi e gambe. Se l’individuo pronuncia una bugia, nella stragrande maggioranza dei casi aumenteranno i movimenti delle gambe e dei piedi : si comincia a battere il piede in terra, non si riesce a trovare una posizione di riposo per le gambe, che spesso verranno orientate verso l’uscita, simulando – psicologicamente –  una fuga.

Molti dirigenti e politici si trovano maggiormente a loro agio dietro una scrivania, che permette di mascherare la parte inferiore del corpo. Vengono praticamente banditi i tavoli e le scrivanie con il piano di materiale trasparente.

E’ solo un caso che a partire dal videomessaggio della sua “scesa in campo” del 1994, fino al contratto con gli italiani sottoscritto da Vespa nel 2001, per giungere agli odierni videomessaggi che si susseguono a tambur battente per contrastare gli effetti del caso Ruby, Berlusconi parli sempre da dietro una scrivania, che nasconde la parte inferiore del corpo?

Guardami negli occhi

Ci sono altri segnali che il corpo manda inconsciamente, mentre si pronuncia una bugia: lo sguardo sfuggente è uno di questi. Quando qualcuno mente, spesso non riesce a sostenere lo sguardo dell’interlocutore e punta gli occhi altrove. Tuttavia lo sguardo sfuggente può esser causato anche da timidezza o da senso di colpa, non necessariamente da una bugia.

Un politico che in TV spesso evita lo sguardo altrui è Bersani, che fa così apparire meno convincenti le proprie argomentazioni. Probabilmente non è un abile venditore e alla scuola di partito non gli hanno insegnato l’ABC della comunicazione televisiva.

Berlusconi invece, cosciente che questo è un segno rivelatore, cerca di guardare negli occhi direttamente lo spettatore dei suoi videomessaggi.

Berlusconi – forse il più abile comunicatore politico mai apparso sulla scena italiana – però non riesce a controllare totalmente lo sguardo, sposta gli occhi per microistanti in altre direzioni o su un oggetto che comincia manipolare e a cui si aggrappa per avere maggiore sicurezza(come dei fogli di appunti). Tuttavia nei videomessaggi berlusconiani, potendo essere registrati più volte in studio, la regia può intervenire con una sapiente opera di “taglia e cuci”, per eliminare la maggior parte dei segnali ritenuti “dannosi” per la veridicità ed efficacia del messaggio.

L’esibizione “live” di solito rivela molto di più di un messaggio registrato ed è forse per questo che non vediamo più Berlusconi in confronti live con giornalisti non addomesticati che possono porre domande scomode (l’ultimo episodio è quello dell’Annunziata, quando B. abbandonò lo studio perchè invece che rispondere a delle domande voleva fare il solito monologo) o in dibattiti con oppositori in campagna elettorale.

L’ultimo faccia a faccia in TV con un oppositore politico è stato quello con Rutelli. Ricordiamo che quando Rutelli stava parlando, Berlusconi si alzò e andò a spazzolare il bavero della giacca dell’avversario. Questo gesto, apparentemente innocuo e amichevole, in realtà lasciava intendere che Rutelli avesse la forfora. In tal modo B. neutralizzò, con un piccolissimo gesto, la maggiore eloquenza, la giovinezza e l’ascendente sul pubblico femminile del suo avversario.

Barbara Palombelli e Francesco Rutelli messi a nudo

 

Poi, da quando si sono imposte delle regole severe nei confronti TV in campagna elettorali tra i leader dei vari schieramenti, B. non ha più accettato di parteciparvi. Sarà un caso?

Torniamo allo sguardo. C’è una variazione non controllabile dell’occhio che si accompagna spesso alla menzogna. Questa consiste nell’aumento della dimensione delle pupille e nella frequenza di ammiccamento delle palpebre.

Sembra assodato che quando un individuo pronuncia una menzogna, rallenti il battito della palpebre, per poi accelerare – assai sopra la frequenza normale – dopo averla detta (leggi : passato il pericolo di essere scoperti mentre la si pronuncia).  Al contrario, chi afferma una cosa vera aumenta la frequenza del battito delle palpebre mentre la dice, per diminuirla successivamente.

Il fenomeno però non è ben visibile in TV. I giornali riportano che Berlusconi, per esempio, sembra si faccia riprendere con una calza di nylon fissata sull’obbiettivo della telecamera : ciò riduce non solo le rughe visibili, ma renderebbe difficile scorgere particolari minuti come la variazione della dimensione delle pupille.

Si controlli il seguente video, reperibile su Youtube, in cui l’assemblaggio particolare permette invece di cogliere i numerosi segnali corporei inviati da Berlusconi e che normalmente sfuggono ai più. Ai numerosi segnali di nervosismo e di fuga (aggiusta i fogli, ruota le spalle, dà brevi guizzi altrove con lo sguardo), Berlusconi aggiunge segnali di acquietamento (mostra le palme delle mani, per far vedere agli spettatori che lui non è pericoloso, ma una vittima) o che comunicano determinazione (mani che vanno in sincrono dall’alto verso il basso). Caratteristica, quest’ultima, anche di Bersani.

Come si distingue un sorriso vero da uno falso?


Com’è noto, il sorriso sul volto della persona che incontriamo ci mette in una buona disposizione d’animo. Berlusconi per esempio si fa riprendere in pubblico quasi sempre sorridente. Vuol comunicare apertura, fiducia, ottimismo, sicurezza di sè.

Una delle azioni che facciamo più di frequente, quando vogliamo mascherare un sentimento negativo, è quella di sorridere. Come si distingue allora un sorriso vero da uno falso?

Molte persone non sanno cogliere i segnali secondari della mimica facciale e si lasciano ingannare dai falsi sorrisi.

Il sorriso falso coinvolge solo la parte inferiore del volto, i muscoli della bocca. Quello vero, anche gli occhi, che sovente mostrano le famose “rughe a zampa di gallina” ( i fisiologi indicano che il sorriso vero comporta una contrazione spontanea del muscolo oculare detto pars lateralis) e un lieve abbassamento delle sopracciglia.

Talvolta il sorriso falso appare e scompare in modo troppo improvviso e asimmetrico e desta qualche sospetto nell’interlocutore.

Le donne, normalmente più brave degli uomini a leggere i segnali corporei, hanno maggiore facilità a discriminare un sorriso vero da uno falso.

Le mani davanti alla bocca.

Clinton al tempo dell'affare Lewinski

I bambini portano le mani al volto, quando dicono una bugia. In generale, ci si copre la bocca nel tentativo di “coprire le parole ingannatrici”. Da adulti il gesto tende a divenire più elaborato; la copertura della bocca lascia spesso il posto a una grattatina sul naso, a stuzzicarsi l’orecchio, a una rapida deglutizione, a grattarsi il collo o aggiustarsi il collo della camicia.  Quando un individuo avvicina la mano al volto, non necessariamente dice il falso; può magari cercare di coprire solo un proprio imbarazzo e la tendenza ad arrossire.  Berlusconi usa il fard anche al di fuori delle occasioni televisive : questo – oltre a dargli un aspetto più “giovanile” – lo mette al riparo anche da eventuali rossori.

 

Il toccarsi o il grattarsi il naso è un gesto assai frequente in situazione di particolare nervosismo. Sembra infatti che quando l’individuo pronuncia una menzogna provochi un maggiore afflusso di sangue al naso che aumenta leggermente di dimensioni. Pinocchio docet.

 

Anche il portarsi il dito alla bocca può rivelare l’ansia legata ad una situazione sgradevole, ansiogena. Non necessariamente testimonia una menzogna, ma dovrebbe comunque metterci in guardia.

Tutti questi gesti non vanno valutati isolatamente, ma all’interno di  una situazione comunicativa : vanno “contestualizzati”, come direbbe mons.Fisichella.

 

La coerenza tra linguaggio verbale e non verbale

Molti non riescono a cogliere i veri segnali corporei inviati dagli interlocutori, specie quando mentono. Bisogna esercitarsi invece a interpretare i nostri politici al di là delle loro dichiarazioni, per poter cogliere le loro vere intenzioni e individuare le menzogne durante le loro sceneggiate televisive.

Dovremmo essere invece in grado di valutare soprattutto la coerenza tra quanto un politico afferma e il linguaggio del corpo che ne accompagna le parole.

Un video “di scuola” è quello relativo alle dichiarazioni di Bill Clinton, che negò di avere mai avuto rapporti sessuali con Monica Lewinsky. Il caso è illustre precursore del nostrano Rubygate, con i relativi  e insistenti videomessaggi TV del nostro Presidente del Consiglio.

Nel video appare chiara l’incoerenza tra comunicazione verbale e non verbale di Clinton: per esempio, quando afferma di non aver avuto una relazione sessuale con la Lewinsky, guarda da una parte e con il dito indica l’altra parte. Inoltre scandisce le parole più lentamente per conferire loro maggiore veridicità.

Per un utile paragone, si veda su Youtube il videomessaggio di Berlusconi in cui dice più o meno “mai, ripeto mai, ho pagato una donna per fare sesso”. La ripetizione e il rallentamento della ritmica del discorso, per conferire maggiore enfasi alla comunicazione, sono quanto meno sospette.

Conclusione

Il buon Indro Montanelli disse una volta : “Strano paese il nostro. Punisce i venditori di sigarette, ma premia i venditori di fumo!”

ESERCITIAMOCI : ALCUNI ESEMPI  DI LINGUAGGIO NON VERBALE DI POLITICI ITALIANI

Berlusconi e il contratto con gli italiani


B. concludeva : “Se quattro dei cinque punti del contratto non saranno realizzati non mi ricandiderò più”.

Notare che la famosa scrivania aveva il piano di ciliegio, non di cristallo, e i movimenti della parte inferiore del corpo erano mascherati.

Il linguaggio non verbale di Prodi

Il linguaggio non verbale di Di Pietro e La Russa

Il linguaggio non verbale di Bersani

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Sgarbi, su “Il Giornale”, parla dell’ “Uccello di Fuoco” di Berlusconi. Politici dal “flaccido don” e mondo femminile nel pensiero del “cosiddetto” critico d’arte.

Posted by pocavista su 1 febbraio 2011

Da Stravinskij a Berlusconi

Su “Il Giornale” del 1 febbraio 2011, Sgarbi scrive un articolo sul caso Ruby, dove  immagina un eventuale interrogatorio di Berlusconi da parte della Bocassini, in cui afferma che “Berlusconi in privato …fa ascoltare” l’Uccello di Fuoco”  alla sedicente nipote di Mubarak”. Inevitabile la domanda : l’Uccello è quello di Igor Stravinskij o quello dello statista di Arcore?

Sgarbi  – da presunto cultore della materia – si intrattiene volentieri sul rapporto tra uomini politici e mondo femminile, spesso popolato da giovanissime aspiranti al successo, come Nicole Minetti, disposte a “un rapporto affettuoso” con  un uomo politico anziano dal “flaccido don” (siamo debitori di questa bella definizione a Lameduck) –  “c…lo flaccido”, così l’ha definito la Minetti intercettata, parlando di un uomo ricco, potente e soprattutto generoso di cui si sarebbe invaghita.

Nell’articolo, fa capolino la visione del mondo di Sgarbi sulle donne, che lui pensa di conoscere bene, dato che ne frequenta “cinquanta a settimana”. Roba da far impallidire il presunto harem di Berlusconi.

Già in precedenza Sgarbi su Il Giornale aveva parlato di Fini e di Berlusconi e del loro rapporto con le donne, criticando Fini e lodando Berlusconi.

Tutto nasce quando Sgarbi rilascia un’intervista al settimanale “A” sul caso Fini-Tulliano-casa di Montecarlo.   Feltri si butta a pesce e il 14 agosto pubblica un’articolessa del primo cittadino di Salemi.

 

Vittorio Sgarbi. Chi era costui?

Tutti sanno chi è Sgarbi. Garbato, cortese, assai rispettoso con gli interlocutori che dissentono da lui, riservato, fedele. sgarbi-incazzato-1Tiene molto alla legalità, tanto è vero che non si conoscono nemmeno sue infrazioni ai divieti di sosta. In effetti ha girato per anni con la scorta di stato pagata dai contribuenti.

Si dichiara critico d’arte e polemista. Molti nutrono più di un dubbio sulla prima qualifica, mentre sulla seconda non possiamo che convenire. Se qualcuno non ne fosse convinto, può consultare su Youtube la hit parade delle performance televisive del pacato intellettuale.

Sgarbi – da vero uomo di mondo – si muove a tutto campo, come risulta dal suo curriculum. sgarbi-incazzato-2Su Wikipedia qualcuno si è preso la briga di elencare le sue numerose condanne – per truffa ai danni dello stato (definitiva) e soprattutto per diffamazione – cui si è talvolta sottratto, suo malgrado, con indulti e prescrizioni.

Ma ciò a cui tiene di più sembra sia la coerenza. Al riguardo,  Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Sgarbi) riporta anche il robusto curriculum delle militanze politiche del Nostro:

 

  • Partito Comunista Italiano, che lo ha candidato a sindaco di Pesaro;
  • Partito Socialista Italiano, per il quale è stato consigliere comunale a San Severino Marche;
  • DC-MSI, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di San Severino Marche nel 1992;
  • Partito Liberale Italiano, per il quale è stato deputato;
  • Partito Federalista, che ha fondato nel 1995 e poi lasciato per aderire alla Lista Pannella;
  • Lista Marco Pannella, con la Lista Pannella-Sgarbi, abbandonata dallo stesso Sgarbi prima delle elezioni;
  • Forza Italia, nella quale ha inglobato il suo movimento I Liberal Sgarbi-I libertari;
  • Partito Repubblicano Italiano con il quale si è alleato per le elezioni europee nel 2004;
  • Lista Consumatori, con la quale si è candidato per le Politiche del 2006, senza essere eletto;
  • UDC-DC, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di Salemi nel 2008;
  • Movimento per le Autonomie con il quale è stato candidato alle Elezioni europee del 2009 nel cartello elettorale del Polo dell’Autonomia nella circoscrizione Isole.
  • Con Rete Liberal, alle regionali 2010 del Lazio ha sostenuto Renata Polverini

Ha inoltre fatto parte dell’Unione Monarchica Italiana”.

 

Roba da fare invidia all’implume Capezzone, ancor giovine di bottega, che però si farà, visto l’impegno che mette nel passare repentinamente da uno schieramento all’all’altro.

L'opione del martin pescatore

L'opinione del martin pescatore

Ci preoccupa l’assenza nel suo curriculum della Sudtiroler VolksPartei e del Movimento per la Ricostituzione del Sacro Romano Impero, ma siamo sicuri che colmerà al più presto queste inaccettabili lacune..

Visto da quale pulpito vien la predica, andiamo a vedere che cosa ha dichiarato il Nostro. Sgarbi, che per due anni ha “mantenuto il doveroso rispetto per Gianfranco Fini” , fin qui non ha detto niente. Ma dopo quello che sta succedendo, avverte l’ obbligo morale di prenderne le difese, dando una sua versione. Fini si è innamorato di questa “ragazza semplice e buona”… “La Tulliani, pure intelligente, è certo più bella che intelligente.” Fini come ogni “uomo innamorato non vede la realtà com’è, e interpreta in modo positivo ciò che altri giudicano malizioso”… “Non voglio dire che Elisabetta Tulliani volesse «sistemarsi». Voglio dire che Fini non doveva farsi sistemare.”

E qui inizia l’affondo : “Si può dunque pensare, anzi oggi è una certezza, che Fini sia stato, nella considerazione popolare, sopravvalutato”

Sgarbi a questo punto mostra tutto il suo talento per rubriche come la posta del cuore dei settimanali femminili. Parla delle ragazze “nell’orbita di uomini di fresco potere del centrodestra”, spesso raccomandate per intraprendere carriere artistiche e televisive. gif-ragazza-che-cammina-sexy1Ma anche delle donne della stagione politica precedente, “dominatrici di altri politici democratici o democristiani”. … “Donne di personalità forti che hanno letteralmente «occupato» i loro uomini condizionandone scelte e destini. Come per Fini, l’epilogo di Mastella si deve al cieco amore per Sandra. Clemente ha fatto saltare tutto, ha perduto se stesso, e ha fatto cadere Prodi per amore di Sandra. Quando essa è stata incriminata, non ci ha visto più e ha abbandonato tutto.” Adesso Alberoni può anche andare in pensione.

Però lui, Sgarbi, mica si fa condizionare dalle donne, come i comuni mortali di sesso maschile. “E ciò – rivela Sgarbi – li differenzia da me, e, anche se in modo più artigianale, da Berlusconi, che ha una sua «ingenuità», che amiamo essere «visitati», non «occupati». E non ci lasciamo travolgere né dal fascino, né dal potere seduttivo di una donna.” Anche Sgarbi, come il Berlusconi così definito dal suo avvocato di fiducia, si vanta di essere una sorta di ghedinesco “Utilizzatore Finale”.

 

D’altro canto Sgarbi afferma che “la Tulliani … non è dominatrice. Chiunque poteva prenderne le misure e non farsi travolgere dal suo giovanile entusiasmo. Meno Fini.” Con la scusa della difesa del Presidente della Camera, a Fini viene dunque affibbiato di fatto il ruolo del pirla che si fa infinocchiare dalla “sgallettata” di turno. L’abilissimo Sgarbi strizza l’occhio al maschilismo di molti elettori di destra,sgallettata-1 che provano una sincera ammirazione per l’Utilizzazione Finale (“una botta e via”è l’elegante espressione di uso comune) e una commiserazione per chi “ci casca”. L’invidia nei confronti del Leader Supremo non è assolutamente appannaggio dei “sinistri”, come la vulgata di destra vuol far credere. La maggior parte dei maschietti di destra, costretta a una “modica dose” di sesso coniugale, guarda con invidia a chi si può permettere l’overdose di sesso extraconiugale (vero o presunto, non ha importanza) con attricette e veline che appare privilegio del potere. Lo ius primae noctis, appreso nei lontani tempi di scuola, riemerge con forza ad opera dei nostri satrapi da avanspettacolo. Al riguardo, in un’intervista rilasciata a “Il Secolo XIX” di Genova, Sgarbi non ce la fa più a trattenersi e, come fosse con gli amici al Bar Sport, si lascia andare a questa dichiarazione “Io frequento 50 donne a settimana e, così come non ho storie d’amore con tutte, da tutte mi libero”. Come a dire “a me Silvio e il Merolone mi fanno una s…”. (Sgarbi dovrebbe sapere che in giro c’è chi conosce non solo Geminello Alvi, ma anche Plauto e il suo Miles Gloriosus e potrebbe fare imbarazzanti paragoni).

Mentre il Fini innamorato è “sorprendente e pericoloso”, al contrario “… l’abile, seppur generoso, Silvio, non ebbe dubbi, non si lasciò travolgere… si è liberato di tutte, anche di Veronica.”berlusco-fa-le-corna

Ma il gentleman ferrarese fornisce materia anche per le gentili lettrici di destra, indotte a pensare che di Fini non ci può fidare perché ha tradito la moglie per una “sgallettata” qualsiasi.

Sgarbi completa il servizietto a Fini, iniziato da Feltri :

 

  • tradisci il patto con gli elettori del PdL perché dissenti da Berlusconi (Feltri)
  • tradisci la fiducia del tuo stesso ex-partito (Feltri, che accusa Fini di uso privato di beni del partito) e non puoi fare il moralizzatore (altro slogan molto in voga tra i destri e i Grillini : “Il più pulito ci ha la rogna”);
  • infine sei un uomo “dabbene” che si lascia abbindolare dalla prima “velina” e quindi come si fa a fidarsi di te (Sgarbi)?

 

 

Ed ora si arriva al dunque. Qualcuno ancora pensa che Fini abbia mostrato disaccordo con Berlusconi per ragioni politiche, come legalità, federalismo e quisquilie di questa natura? Macché, Sgarbi fa sapere che il Fini “travolto dalla passione … si irrita quindi con Berlusconi per alcune sortite di «Striscia la Notizia»” che riguardano la sua compagna. E quindi conclude che “Da questa vicenda Gianfranco esce come un ingenuo, inadeguato a misurarsi con le realtà complesse e difficili della politica”.

In soldoni da “Il Giornale” si comunica alla platea della destra che Fini è: traditore (Feltri), imbroglione (Feltri), fesso (Sgarbi), incapace (Sgarbi). Ciapa su e porta a ca’.

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Certo che Sgarbi nell’operazione di demolizione della figura di Fini è assai più sottile di Feltri, che va giù con l’accetta. Se Feltri parla alla pancia degli elettori di destra, qui Sgarbi li titilla ancora più efficacemente dentro le mutande. D’altro canto è noto, non solo ai fan di De Andrè, che anche per il Re Carlo che “tornava dalla guerra … più che l’onor poté il digiuno!”.

 

All’autore di questo post, l’operazione di demolizione della figura di Gianfranco Fini appare invece strumentale e scandalosa. Molto al di là delle sue eventuali responsabilità nella vicenda monegasca, che la magistratura dovrà appurare. Certo, se si dovesse dimettere lui che non è nemmeno indagato, i due grandi Utilizzatori Finali, Berlusconi e Sgarbi – che qualche problemuccio con la giustizia ce l’hanno avuto – cosa dovrebbero fare?

Chi vuole consultare la hit parade di Sgarbi clicchi qui sotto :

SGARBI – The very best of

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Berlusconi fa parte del Consiglio Supremo di Difesa e coordina i servizi segreti. I suoi comportamenti espongono l’Italia a seri rischi sul piano della sicurezza nazionale.

Posted by pocavista su 29 gennaio 2011

Il Presidente del Consiglio, secondo la legislazione vigente, è vicepresidente del Consiglio Supremo di Difesa (CSD).

Il CSD è un organo di rilevanza costituzionale che si occupa dei problemi politici e tecnici attinenti alla sicurezza e alla difesa nazionale. E’ presieduto dal Presidente della Repubblica; il vicepresidente è Berlusconi. Partecipano al CSD i ministri degli Esteri, dell’Interno, della Difesa, il Capo di Stato Maggiore della Difesa. Il segretario del CSD è il generale Rolando Mosca Moschini.

Per esempio, il 10 novembre 2010 il CSD ha deciso il potenziamento dell’impegno militare italiano in Afghanistan e la riduzione delle forze nel teatro di Balcani. (http://www.grnet.it/news/95-news/2014-consiglio-supremo-di-difesa-potenziamento-impegno-in-afghanistan-riduzione-nei-balcani.html)

Funzione particolarmente delicata – che la legge affida direttamente al Presidente del Consiglio – è la vigilanza e il controllo sul Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica (il DIS), ossia i Servizi segreti dello Stato. (http://www.quirinale.it/qrnw/statico/attivita/csd/csd.htm).

Quindi Berlusconi partecipa alle decisioni riguardanti l’impegno militare italiano all’estero, gli indirizzi e gli investimenti italiani nel sistema della difesa, il coordinamento dei servizi segreti, il segreto di stato. I suoi comportamenti privati e le sue frequentazioni non lo devono mettere in condizione di essere ricattato né di rivelare segreti riguardanti la sicurezza dello stato.

Al contrario :

  • In casa di Berlusconi poteva “entrare liberamente chiunque, non c’era niente da nascondere” (parole del Ministro Rotondi a Ballarò del 25 gennaio 2011). Questo sembrerebbe confermato anche dalle dichiarazioni delle ragazze e dalle intercettazioni. E’ vero oppure no?
  • Alcune ragazze del supposto harem del premier avevano il suo numero telefonico privato. Tanto è vero quando Ruby viene portata alla questura di Milano per furto, la sua amica brasiliana telefona a Berlusconi a Parigi, che chiede di affidare Ruby, “la nipote di Mubarak”, alla Minetti.. E’ prudente che il capo di governo lasci il proprio numero di cellulare privato a persone della cui condotta e della cui identità non si è certi?
  • Talora entrano ad Arcore persone sconosciute : nelle intercettazioni emerge la presenza di un misterioso cubano portato da Marysthell Polanco, una delle amiche del premier, precipitosamente fatto allontanare da Emilio Fede ritenendolo pericoloso. Se la cosa fosse confermata, sarebbe di una gravità assoluta. Aspettiamo smentite.
  • Marysthell Polanco, dominicana, quella che da Lerner si lamentava come la polizia si fosse presentata alle sette per perquisire la sua abitazione svegliando la sua bambina, secondo quanto riportato dai giornali ha continuato a frequentare la villa di Berlusconi anche dopo che il suo fidanzato è stato arrestato per narcotraffico. Più di due chili di coca sono stati trovati dentro l’auto della Minetti, di cui lui era alla guida. (La Minetti era però all’estero). Altri dieci chili di coca sono stati trovati nel garage della Polanco, in via dell’Olgettina. Frequentare la fidanzata maggiorenne di un narcotrafficante non è reato, ma è opportuno per un capo di governo?
  • Ruby è di origine araba, marocchina, minorenne fino a poco fa. Secondo l’ultima versione della difesa di Berlusconi, funzionale allo spostamento del processo al Tribunale dei Ministri, il premier aveva creduto che Ruby “fosse veramente la nipote di Mubarak”. Ammesso che sia veramente così, perché Berlusconi non ha fatto controllare dai servizi di sicurezza italiani se l’identità di Ruby (nipote di un capo di stato straniero) fosse veritiera? Ruby non avrebbe potuto agire su mandato di un servizio segreto straniero o di un’organizzazione terroristica, per carpire segreti, organizzare un’attentato, ricattare il premier?

Considerazioni finali

A noi non interessa dare una valutazione morale della condotta privata di Berlusconi. Ognuno può avere una sua idea sulla coerenza tra partecipazione a Family Day, annuncio di un disegno di legge per lottare contro la prostituzione, difesa dei valori cristiani da un lato, e i suoi comportamenti privati, dall’altro. Da destra molti giustificano la condotta del premier, dicendo che “a casa propria ognuno può fare quello che vuole”, e il Rubygate è puro voyeurismo dei giudici e dei giornali.

A noi, in questa sede, non interessano gli eventuali reati che la procura di Milano sta contestando al Premier (concussione e prostituzione minorile). Da destra si contesta l’iniziativa dei magistrati dicendo che è il solito complotto delle toghe rosse.

A noi preoccupa in particolare il fatto che il nostro Presidente del Consiglio, con i suoi comportamenti, metta a rischio non solo l’immagine, ma anche e soprattutto la nostra sicurezza nazionale. La storia dello spionaggio internazionale è piena di ricatti a base di sesso, soldi e droga. Non riusciamo a immaginare che nelle dacie di Putin si presenti una sedicente nipotina di Mubarak, senza che l’ex- colonnello del KGB Putin prenda le dovute cautele, o che alla Casa Bianca possa entrare e uscire liberamente la donna di un narcotrafficante preso con 12 kg di coca.

La condotta del nostro premier, che qualcuno ritiene essere ormai in preda ad una sex addiction – la grave patologia di dipendenza dal sesso, per la quale si sono fatti ricoverare in clinica Michael Douglas e Tiger Woods – dovrebbe suscitare allarme e preoccupazione da parte di tutti gli italiani che abbiano a cuore la sorte del nostro paese.

Il popolo di destra che dice a questo proposito? Si rifugia ancora dietro il comodo mantra della privacy violata e del un presunto complotto della Bocassini?

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Perchè Berlusconi insulta al telefono e la Santanchè in TV si alza e se ne va? Vi spieghiamo la nuova strategia comunicativa del Cavaliere.

Posted by pocavista su 28 gennaio 2011

Gli ultimi episodi sono la telefonata del Leader Supremo a Lerner e le fughe della Santanchè dalle trasmissioni “ostili”. A questi si aggiunge la recente telefonata intimidatoria di Masi a Santoro. Solo maleducazione? C’è molto di più.

Fin dai primordi, i rappresentanti del centrodestra berlusconiano che vanno in TV vengono istruiti a dovere dagli esperti di comunicazione. Usano tecniche collaudate e mezzi retorici efficaci : celebre l’espediente del contratto con gli italiani di Berlusconi, con tanto di firma, notaio e scrivania nel 2001.

Due elementi principali caratterizzano – da anni – la partecipazione degli esponenti del PDL a trasmissioni TV. Il primo è il tono aggressivo nei confronti degli avversari e dei conduttori televisivi “ostili.”; il secondo è l’uniformità e la ripetizione del semplice messaggio che trasmettono.

Gli esponenti dello schieramento berlusconiano  in TV cercano di interrompere sistematicamente gli avversari quando utilizzano argomentazioni efficaci : alzano la voce, parlano contemporaneamente,  rendono di fatto impossibile comunicare il messaggio altrui. Questa tecnica nel tempo fa diminuire anche l’audience di trasmissioni scomode : il battibecco continuo infastidisce molti ascoltatori che alla fine cambiano canale irritati.

Altra tecnica ricorrente è l’attacco degli avversari sul piano personale, per far loro saltare i nervi e costringerli a difendersi, abbandonando le precedenti argomentazioni. Insieme ad un attore non protagonista, Gasparri, i veri guastatori sono La Russa (celebri il suo “pedofilo”, gridato pubblicamente ad un contestatore durante il Columbus Day a New York e i suoi numerosi “vigliacco”, gridati ad uno studente ad Annozero), e Sgarbi, il massimo interprete vivente del genere (“capra, capra” è il suo mantra), che urlano, offendono e aggrediscono in malo modo qualsiasi interlocutore manifesti dissenso.

Metamoforfosi : Un tempo La Russa faceva il tifo per Di Pietro. Chi è cambiato?

 

In alternativa, quando un conduttore TV cerca di fare il proprio mestiere ponendo argomenti o domande scomode, lo si attacca violentemente e lo si accusa di essere fazioso e comunista, di fare trasmissioni con tesi precostituite, con pubblico ostile, senza contraddittorio.

Seguendo una collaudata strategia pubblicitaria, le parole e le frasi chiave vengono ripetute sempre uguali e più volte in contesti diversi : una delle più ricorrenti è che “le toghe rosse perseguitano Berlusconi da quando è entrato in politica”, tanto è vero “che ha dovuto subire un numero enorme di processi” : 108(secondo Berlusconi stesso), 109 (secondo Bonaiuti da Vespa), 119 (secondo Rotondi, da Floris). In realtà i processi sono 25 (vedi PROCESSI A CARICO DI BERLUSCONI ); alcuni processi sono iniziati ben prima della sua “discesa in campo” del 1994.

Oggi, di fronte all’immagine di un Berlusconi che pagherebbe giovani ragazze per allietare le sue serate e che interviene in questura per far liberare una sua amica minorenne, facendola passare per nipotina di Mubarak, le tecniche comunicative “tradizionali” della destra berlusconiana hanno introdotto qualche aggiustamento.

Si mandano alcune donne del suo presunto harem in TV a sostenere la tesi che Silvio è un “benefattore disinteressato e generoso”, per allontanare il sospetto invece che allunghi le mani sulle loro grazie.

Lele Mora, si accerta delle qualità morali delle candidate

Perfino la povera Iva Zanicchi definisce Silvio un benefattore, anche se poi aggiunge che lui “ama la carne fresca”.

Tutti i testimonial del PdL cercano di accreditare la tesi che nelle serate di Arcore non c’era niente da nascondere : parlano di aver visto solo “cene eleganti”, con dopocena passati dal premier con le ragazze a cantare con Apicella (!) discutere di politica (!!) o a vedere film impegnati (!!!), se non a recitare il rosario. Alcuni come l’on.Lupi ostentano sicurezza in TV nel negare che ci siano mai stati festini ad Arcore. Il ministro Romani, per dimostrare la grandezza del Benefattore Silvio da Arcore, si presenta da Floris persino con una lista di enti benefici che avrebbero usufruito della generosità di Silvio.

E’ singolare che della infinita generosità del premier abbiano beneficiato solo giovani donne di spettacolo con tacchi a spillo e la quinta di reggiseno, non un’operaia in cassa integrazione o un’anziana terremotata (l’unico oppositore lucido in TV sembra Italo Bocchino, che ha detto queste cose).

Silvio è uno che sfrutterebbe il corpo delle donne? Le “cosiddette” ragazze dell’harem affermano in coro in TV che il Papi le ha sempre trattate con il massimo rispetto e non le mai toccate (è notoria la sua propensione per la castità). Vengono messe in campo anche le Ministre Carfagna, Gelmini, Brambilla, già molto chiacchierate per la loro improvvisa carriera politica, cui si uniscono le Ministre Prestigiacomo e Meloni pronte a giurare che Berlusconi – con le donne – è un vero signore.

Tesi sostenuta disinvoltamente perfino dalla siliconica Santanchè, la quale due anni fa incitò a non votare Berlusconi che vede le donne “solo in posizione orizzontale”. Oggi, divenuta sottoministra di Rotondi,  sulla falsariga di ciò che fece Berlusconi dall’Annunziata in TV dà a tutti del fazioso e del bugiardo e poi abbandona le trasmissioni. Le fughe della Santanchè hanno la funzione comunicativa di mostrare che alcune trasmissioni TV sostengono tesi a senso unico e sono dominate da ospiti del centrosinistra. Tali comportamenti hanno anche il vantaggio di ottenere grande risalto nei telegiornali e sulla stampa.

Questa strategia elementare sembra funzionare, tanto è vero che i recenti sondaggi mostrano una piccola ripresa del PdL. Questo suscita sorpresa in molti elettori di centrosinistra etra gli stessi politici del centrosinistra, poco avvezzi alle odierne tecniche di comunicazione politica in TV.

Aridaje con la dissonanza cognitiva

Per capire meglio la strategia di comunicazione della destra, dovremmo considerare il concetto di minimizzazione della dissonanza cognitiva di cui abbiamo già parlato in alcuni dei nostri post precedenti.DISSONANZA COGNITIVA In Soldoni : molti individui, quando si trovano di fronte ad informazioni che minacciano la propria visione del mondo (religiosa o politica), tendono semplicemente ad ignorarle. Accettano solo le informazioni che rafforzano le loro convinzioni. Così si sentono – per così dire – meno pirla.

I fatti, i reati, le politiche sono elementi secondari per molti elettori, che vogliono solo essere rassicurati : la comunicazione politica della destra è sempre pronta a farlo.

Mentre il centrosinistra insiste nel parlare a tutti, utilizzando argomentazioni complesse e razionali,  il centrodestra invece si rivolge soprattutto agli elettori decisivi per ottenere la vittoria elettorale.

Lo schieramento di centrosinistra parla prevalentemente alla testa di “tutti” gli elettori : quello di destra sostanzialmente alla “pancia” dei suoi “probabili” elettori.

Il Centrodestra, che già si avvale del dominio berlusconiano sul mondo dell’informazione televisiva e delle riviste di intrattenimento, trae grosso vantaggio anche da questi limiti della strategia comunicativa del centrosinistra.

Da un lato , la destra comunica emozioni positive e di speranza tramite brevi slogan (“il presidente operaio”, “l’imprenditore di successo”, “meno tasse per tutti”, “il governo del fare”, “il miglior presidente degli ultimi 150 anni”, “meno male che Silvio c’è”, “L’Italia è tornata a contare nel mondo”). Se poi tutto ciò sia vero o no non conta : basta che qualcuno ci creda.

Dall’altro, la destra sfrutta forti sentimenti negativi come :

  • paura (“la criminalità dilagante”, “l’emigrazione selvaggia”, “la fobia islamica”, “la violenza di donne da parte degli extracomunitari”). Ricordiamo le TV di Berlusconi scatenate al secondo turno alle comunali di Roma, che hanno messo in prima pagina per quindici giorni due stupri avvenuti a Roma, convincendo gli elettori indecisi di centro destra e contribuendo a dare la vittoria ad Alemanno).
  • sdegno (“vogliono fare un ribaltone per via giudiziaria”, “hanno fatto brogli elettorali”);
  • disprezzo nei confronti degli avversari (“sono dei comunisti”, “dei cattocomunisti”, “dei radical-chic”, “dei gay”, “dei perdenti”, “un’armata brancaleone”, “dei sinistrati”, “difensori delle caste”, “sono dei disfattisti”).

La comunicazione della destra punta ad evidenziare i propri punti di forza, associando forti sentimenti negativi agli avversari, compattando così i propri elettori. A destra colui che rende possibile questa narrazione è Silvio Berlusconi, al quale i suoi fan, che vedono la propria visione del mondo andare al potere grazie a lui, sembrano concedere tutto e il contrario di tutto.

La sinistra al contrario non si avvale di messaggi univoci, semplici e forti, che sintetizzino un programma alternativo a quello berlusconiano, da ripetere in continuazione in TV. La sinistra non si rivolge direttamente ai suoi elettori e a quelli che si sono allontanati e rifugiati nel non voto, nel voto alla Lega Nord o nel voto a Grillo. Ogni suo leader emergente subisce pesanti critiche da parte di esponenti del proprio schieramento.

La sinistra parla alla testa, ottima cosa sul piano etico, ma che funziona poco nella creazione di comportamenti elettorali . Se non riesce a rivolgersi  soprattuto “alla pancia” dei suoi potenziali elettori, in TV non leverà mai un ragno dal buco e dovrà continuare ad affidarsi ai Santoro di turno.

In tal modo Berlusconi, Ruby o non Ruby, continuerà a fare il bello e il cattivo tempo, instaurando quella “democratura” (una dittatura con parvenze di democrazia) sognata a suo tempo dalla P2.

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C’è postribolo e postribolo. “Signori si nasce. E lui, purtroppo, non lo nacque”. La mistica del Popolo dell’Amore nei commenti su “Il Giornale”

Posted by pocavista su 26 gennaio 2011

Talvolta Freud ci mette lo zampino ed espone anche i grandi comunicatori al pericolo di infortuni: il premier difende la Minetti in TV, dicendo che “è madrelingua” e che ha dato buona prova di sé nei rapporti con le delegazioni in visita in Lombardia. I più malevoli hanno concluso: brava in orale e formidabile nell’ora di ricreazione. CVD.

I fatti sono noti. Il  “migliore statista italiano degli ultimi 150 anni” – con la consueta eleganza – insulta per telefono Gad Lerner e le “cosiddette” signore presenti e invita l’on. Zanicchi a uscire dallo studio. Al che Lerner prende le difese delle signore : “le signore presenti non sono “cosiddette” e se lei le chiama così è un cafone”.

La Zanicchi, poverina, che un destino cinico e baro ha portato a fare il parlamentare europeo, va completamente nel pallone e si alza, farfuglia qualcosa, poi si risiede, accenna a una difesa d’ufficio, ripete il mantra del Berlusconi perseguitato dalle toghe rosse. Fine della trasmissione.

La simpatica Zanicchi, cui va la tutta nostra solidarietà, forse era meglio che continuasse a cantare “Zingara” ed evitasse ruoli penosi per difendere l’indifendibile in tramissioni “non protette”. Bravissimo Lerner che in chiusura ha dato “onore al merito” alla Zanicchi, definendola una “vera signora”.

On. Zanicchi, però “mi consenta” una domandina facile facile : che contributo effettivo sta dando al Parlamento Europeo, da cui riceve un lauto stipendio?

l'on.Iva Zanicchi, in una foto di pochi anni fa

 

Ieri, Il Giornale, house organ della famiglia Berlusconi, intitolava : “Il Cav si ribella agli insulti di Lerner”.  “Il Giornale”, da quando se n’è andato Montanelli, sembra privo di giornalisti che sappiano cos’è la deontologia professionale. La tecnica è sempre quella: si falsificano i fatti nel titolo (la maggior parte dei lettori guarda solo quello) e  si annacqua il tutto nell’articolo. Il titolo è stato modificato nel pomeriggio come “Lerner infanga, il Cav si ribella in TV”, dopo le proteste di alcuni lettori. Il fango dev’essere di qualità pregiata, visto che è stato definito tale da gente assai pratica nel gettare melma e liquami secondo il “metodo Boffo”.

Chi non avesse visto la trasmissione si guardi il video della telefonata del nostro Premier a Lerner

 

Oppure passi all’altra versione della telefonata del premier. Il finale è inaspettato.

Signori si nasce. E lui, purtroppo, non lo nacque”.

Naturalmente il Popolo dell’Amore, che ha una diretta corrispondenza di amorosi sensi con l’indiscusso Leader Supremo, si scatena subito. Ecco alcuni commenti apparsi sul sito WEB de Il Giornale:

#3 cadlonia (153) il 25.01.11 alle ore 8:30 scrive: “Lei, Lerner è un misero umuncolo (sic), che nella sua vita non lascerà traccia alcuna. E’ solo un grande maleducato come tanti altri suoi compari, ma tant’è forse ci meritiamo tutto questo!?! Certo che più cafone di lei è già difficile immaginare….andrebbe bene in una repubblica islamica. Poi avendola seguito una qualche volta nei suoi programmi faziosi, penso sia gravemente disturbato nella sua mente dal problema donne. Un consiglio, si faccia una bella visita psichiatrica…ne ha veramente bisogno se non vuole continuare ad essere quel buffone che è!!!!!!!!

Lo stesso lettore, alle ore 8:40, temendo di essere stato troppo tenero, rafforza il concetto :

Lerner sei solo un salame, anzi un bischero!!! Il nulla del nulla!!! Se non fosse per i sinistri tuoi gregari che ti hanno omaggiato di un lavoro in TV, per le tue capacità non sapresti nemmeno guadagnare l’acqua che bevi!!!! Un personaggio viscido, bavoso e scostante. Forse sei geloso perché a te le donne non ti vogliono talmente sei ripugnante!!!

Alle ore 8:35#7 il 25.01.11 , si esibisce un autentico liberaldemocratico del Popolo della Libertà, aifide (31), che vuol far chiudere anche La7. “L’infedele è da sempre un programma ignobile, come il suo conduttore. Bene ha fatto il Presidente del Consiglio ad intervenire e spero che riesca in qualche modo a far chiudere programma e rete”.

Un altro sincero liberale, come si autodefinisce #34 raffa62 (168), il 25.01.11, alle ore 8:54 lancia un proclama contro i “trucidi” :

bravo Presidente! trattalo come si deve, questo individuo veramente spregevole, da decenni comanda la mano armata dei pm. Tanto non ti vedranno in tribunale a Milano, perché se dovessero riuscirvi…, ci saremo anche noi, tutti i liberali d’Italia! chiunque riuscirà a liberarsi dagli impegni…sarà lì,a milano davanti al tribunale. speriamo di essere almeno un milione! facciamo vedere a questi trucidi che il popolo è con te!!

#30 depil (522) il 25.01.11 alle ore 8:50  invece dimostra una notevole cultura zoologica :“ma presidente lasci perdere la iena sputans, il verme che si trova negli intestini dei vermi , il nulla fatto nulla che senso ha replicare ad una ****accia quel parassita vile e infame?”

Gad Lerner, secondo l'interpretazione di A.Molino

 

Accanto a questi lettori “moderati”, c’è un altro gruppo di lettori informati delle origine ebraiche di Lerner, che si lancia in “eleganti” commenti razzistici. Ne riportiamo solo due :

#41 mau55 (11) il 25.01.11 alle ore 9:03 scrive: “ma chi ha dato a Lerner la nazionalitá italiana a quell´extracomunitario?

Addirittura c’è chi sembra riesumare la dimenticabile performance del nostro Presidente del Consiglio che al Parlamento Europeo propose per una parte di kapò (uno degli aguzzini dei lager nazisti, n.d.r.) il parlamentare tedesco Schulz (che ebbe membri della propria famiglia sterminati nei lager nazisti). #232 mattb51 (11)il 25.01.11 alle ore 12:38 infatti chiosa semplicemente : “Lerner-Hitler” . Quando si dice il buongusto!

Conclusione :

Il messaggio inviato dal Popolo dell’Amore viene sintetizzato da uno dei pochi dissenzienti, #26 Sandro Marti (142), che il 25.01.11 alle ore 8:47 manifesta il suo sarcasmo : “Questi conduttori devono capire, una volta per tutte, che l’unica persona che può insultare il suo prossimo è Silvio Berlusconi e che gli unici che hanno diritto di interrompere costantemente i loro interlocutori sono i parlamentari del Pdl (vedi Santanchè, Lupi…) Questa è la berlusconocrazia, cerchiamo di mettercelo in testa.

Berlusconi e i suoi si fermeranno qui? C’è già qualche popolano dell’amore che si lascia sfuggire una parola di troppo, come #280 TRIDENTINA AVANTI (1150) il 25.01.11 alle ore 15:18 “...io auspico una sana e robusta dittatura, di DESTRA ovviamente!

Berlusconi, leader del Popolo dell'Amore, alla Confindustria

Per il Popolo dell’Amore i contenuti politici sembrano ormai divenuti pura finzione : molti fanno dell’insulto il metodo di confronto; il razzismo, dopo essere stato sdoganato dalla Lega Nord dei Borghezio, dei Calderoli e dei Gentilini, trova piena ospitalità anche nel popolo dell’Amore. C’è infine chi ha perduto ogni freno inibitorio e chiede apertamente un colpo di stato.

 

Grazie per la chiarezza: c’è qualcuno che non lo aveva ancora capito?

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L’arte della bufala. Una di queste quattro notizie è una bufala grossolana. Sai dire quale?

Posted by pocavista su 14 gennaio 2011

Istanbul

 

Istanbul, 7 gennaio 2011. Alcuni turisti italiani tornano di sera in albergo. Scendendo da un cavalcavia pedonale deserto, si imbattono in un ragazzo seduto in terra che piange. I suoi poveri attrezzi da lustrascarpe sono sparsi tutt’intorno in disordine e la cassetta che li conteneva è completamente fracassata. In faccia ha i segni di recenti percosse. Il racket dei lustrascarpe, una rapina da quattro soldi, la polizia? Gli italiani passano oltre colti di sorpresa, poi una delle signore si ferma impietosita, torna indietro e consegna 10 euro al ragazzo, che non ha neppure la forza di ringraziare. Italiani, brava gente!

Due sere dopo, stesso posto, stessa ora, stessi turisti che tornano in albergo. Incredibile, ma vero : il ragazzo è di nuovo lì, con gli stessi segni di percosse sul volto, la cassetta fracassata e gli oggetti da lustrascarpe sparsi a terra esattamente come due giorni prima, il volto rigato da copiose lacrime, in attesa del turista di passaggio.

Una grande interpretazione, degna del miglior Charlie Chaplin. Chapeau!

Il sedicente “miglior governo della storia della Repubblica” ha portato il nostro debito pubblico a milleottocentosessantanove miliardi di euro dai 1637 miliardi dell’ultimo governo Prodi di tre anni fa.

Il Ministro degli Interni Maroni, che ha recentemente criticato la magistratura per avere rilasciato a piede libero i manifestanti  che protestavano contro la riforma Gelmini, accusati di resistenza a pubblico ufficiale, è stato condannato anni fa per resistenza a pubblico ufficiale, avendo morso un polpaccio a un poliziotto durante una perquisizione ad una sede della Lega.

Maroni non si è fatto nemmeno un giorno di galera. Il poliziotto invece ha dovuto fare l’antirabbica.

Berlusconi non ha mai chiesto che si votasse una legge per sancire il “legittimo impedimento” che lo avrebbe messo al riparo dai processi che lo riguardano (vedi sue dichiarazioni pubbliche del 14 gennaio 2011).

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Le niveau monte : miserie e splendori della scuola italiana. La riforma Gelmini e il mercato globale.

Posted by pocavista su 14 gennaio 2011

Mettendo ordine nella mia libreria, ho ritrovato un ritaglio di Le Monde, del 29 aprile 1989, che consideravo smarrito. Mi sono riletto l’articolo di Claude Sarraute, dal titolo “Le niveau monte” (il livello aumenta), che tracciava l’evoluzione della scuola francese negli ultimi decenni.

Visto ciò che sta succedendo da noi con la riforma Gelmini, sono stato indotto a proporre un’analisi analoga sugli sviluppi del sistema scolastico italiano dal 1950 ad oggi. Mi sono avventurato anche a immaginare un possibile futuro del sistema scolastico del nostro paese.

Vicende e scenari che tento di sintetizzare attraverso i “Compiti in Classe di Matematica”, la materia che sembra meglio riflettere lo stato e l’evoluzione del nostro sistema scolastico.

Insegnamento tradizionale 1950/60 – “Scuola Elementare”

Un contadino vende un sacco di patate per 300 lire. I suoi costi di produzione ammontano ai 3/4 del prezzo di vendita. Tenendo conto che la moglie del contadino si chiama Carmela, calcolare qual è il suo guadagno.

Insegnamento riformato 1970 (dopo movimento studentesco del 1968) – “Liceo”

Un agricoltore capitalista privilegiato si appropria ingiustamente di un plusvalore di 100 lire, prodotto dai suoi operai, sulla vendita di un sacco di patate. Esprimi un giudizio su come gli studenti, seguendo il pensiero del presidente Mao, possano contribuire a sviluppare la lotta di classe nelle campagne.

 

 

Insegnamento rinnovato 1978 (dopo movimento “Pantera” del 1977) – “Liceo”

Un agrikoltore vende un sakko di patate a 1000 lire. Tenendo konto che i kosti di produzione ammontano a 800 lire e il guadagno a 200 lire, diskuti con i tuoi kompagni di klasse del ruolo della patata nella società kontemporanea.

 

Insegnamento moderno 1998 (dopo riforma Berlinguer ) – “Scuola media inferiore”

Un contadino scambia un insieme P di patate contro un insieme M di monete. Il cardinale dell’insieme M è uguale a 5000 e ogni elemento di P appartenente a M è uguale a 10 lire. Disegna 500 punti rappresentanti l’elemento M. L’insieme C dei costi di produzione comprende 60 punti in meno rispetto a quelli dell’insieme M. Rappresenta l’insieme C come un sottoinsieme di M e rispondi alle domande seguenti :

  • (obiettivo pedagogico-formativo) qual è il numero cardinale del sottoinsieme G dei guadagni (da evidenziare in rosso)?
  • (rapporti scuola-famiglia) che cosa pensa tuo padre del sottoinsieme G dei guadagni?

(NB. : Nel caso in cui il tuo papà fosse appena rincasato, dopo essere stato 8 ore di corsa su e giù per le impalcature portando a spalla calce e mattoni, avere passato 4 ore bloccato nel traffico e ricorresse talvolta ad un linguaggio non adeguato a soggetti in età di scuola dell’obbligo, è consentito riferire il pensiero della mamma o di un lontano parente.)

 

Insegnamento 2013 (dopo II riforma Gelmini) – “Scuola Superiore delle Libertà o delle 3 I (Impresa, Inglese, Informatica)”

Un success farmer (imprenditore agricolo di successo) , ingiustamente oberato da un fiscal system (sistema fiscale) esoso, vende in black (al nero) delle potatoes (patate) guadagnando quel poco che basta per acquistare al figlio student (studente) :

  • il grembiulino nero previsto dalla riforma, che rende uguali a scuola il figlio del rich (ricco) e quello del poor (povero) ;
  • una BMW ( BMW) coupè, dotata di GPS (GPS) e computer (computer) di bordo, necessaria per ovviare all’inesistenza del trasporto pubblico scolastico abolito dalla II riforma Gelmini (Gelmini);
  • un casale-garçonnière (casale-garçonnière) abusivo sull’ Appia Antica (Appia Antica), zona archeologica, indispensabile per l’ora di ricreazione del figlio dell’agricoltore, secondo prescrizione medica.

Tenendo conto che il success farmer non può nemmeno recuperare l’IVA pagata sul grembiule :

  • dai un voto in condotta a chi vorrebbe combattere l’ holy & saint (sacrosanta) evasione fiscale
  • riporta le motivazioni sulla improrogabile necessità di un condono edilizio riguardante sopratutto le zones (zone) di rispetto archeologico;
  • stima il numero delle “veline” (veline) che lo student potrebbe caricare sulla BMW e portare nella garçonnière, thanks (grazie) alla vendita in black realizzata dal padre.

 

Insegnamento 2025 (dopo riforma 1.04.2024) – “ Libera Università delle Libertà – Free University of the Freedom to be free”

Premessa (conforme a circ.min. 1 Aprile XVIII)

E’ ampiamente riconosciuto che il nostro beneamato Leader ha dedicato tutta la propria esistenza al bene dell’Italia, rintuzzando gli attacchi congiunti delle forze eversive di opposizione, della magistratura e del sistema dell’informazione (eccettuando forse solo tutti i canali televisivi nazionali, i numerosi quotidiani, settimanali e mensili e la quasi totalità delle case editrici che Lui possiede e controlla).

Il Leader Supremo è riuscito per primo a trasformare l’Italia nel prospero “paese del fare”, a cui si sono aggiunti via via il “paese del dire”, e infine quelli del “baciare” e delle “lettere” (mentre per il “testamento” c’è sempre tempo), spazzando via ogni inutile intralcio istituzionale e politico (Parlamento, Elezioni, Corte dei Conti, Magistratura e, naturalmente, le opposizioni politiche).

L’amata Guida Suprema, come ricordano i libri di storia, ha eliminato definitivamente anche il problema dell’acqua alta a Venezia, da tutti ritenuto insolubile, distribuendo a proprie spese 10 fogli di carta assorbente ad ogni veneziano.

Oggi l’Italia è un paese di consumatori disciplinati, forte e rispettato nei villaggi montani del Belucistan, oltre che in alcuni atolli minori dell’arcipelago delle Tonga.

Sondaggio n. 1

Tenendo conto di quanto ricordato nella Premessa Ministeriale, esprimi in scala 1 a 10 :

  • la tua soddisfazione per l’azione svolta dal Leader per aumentare la disciplina tra noi consumatori;
  • la tua valutazione sulla Sua ultima canzone “Quella volta che Mara aveva il mal di testa”;
  • il tuo giudizio sulle minigonne delle consigliere che Lo assistono nei week-end in Sardegna .

NB : ogni risposta al di sotto di un punteggio minimo di 9 comporta l’espulsione dalla scuola per scarso rendimento (circ.min. 1.04. XVIII) e la lettura dell’opera integrale delle poesie di Sandro Bondi.

Sondaggio n. 2

Di quanti centimetri il Leader supera il metro e ottanta ? Metti una croce su A, B o C.

A = 3

B = 7

C = 9

NB : ogni risposta diversa da B o C comporta l’espulsione dalla scuola per dissidenza ideologica, oltre all’assistenza coatta del TG4 delle 19 (circ.min. 1.04. XVIII)

Insegnamento 2050 (dopo riforma Chang-Li) – Corso di dottorato per caste inferiori (europei, americani, paria)

Esame di “Addizioni a una cifra su pallottoliere”

(Al momento siamo impossibilitati a fornire il testo della prova d’esame, essendo stato distribuito agli alunni solo nelle due uniche lingue ufficiali : cinese mandarino antico, in ideogrammi esadecimali, e Hindi contemporaneo, in linguaggio macchina per computer olografici di V generazione).

Il post è tratto dal libro di Lorenzo Raffi, “Di Uomini e di Animali” – Il libro può essere acquistatato online su LAFELTRINELLI o presso la catena delle librerie Feltrinelli.

157846_copertina_frontcover_icon-nuova Se vuoi un assaggio del libro clicca qui : LIBRO


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Il “Governo del fare, a sua insaputa”. Veneziani, Wikileaks e il complotto mondiale.

Posted by pocavista su 1 dicembre 2010

(da Inserto Satirico)

Non abbiamo amico migliore di Silvio Berlusconi che ha sostenuto sempre con la stessa coerenza le Amministrazioni Clinton, Bush e Obama“: così il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, a margine del vertice dell’Osce ad Astana, in Kazakhstan.

L'opinione del martin pescatore

 

Subito Daniele Capezzone, portavoce del PdL, noto nel mondo perché si imbatte per strada in misteriosi cazzotti che invece di lasciare tracce sul suo volto le lasciano inspiegabilmente sul quello di Putin, non si è lasciato sfuggire la ghiotta occasione. “Ora la sinistra chieda scusa. Dopo le parole chiarissime, gli elogi pieni e incondizionati, il riconoscimento caloroso e assolutamente inconsueto che va ben al di là di qualunque liturgia diplomatica, che Hillary Clinton ha indirizzato a Silvio Berlusconi, l’opposizione, Pd in testa, farebbe bene a scusarsi con il Premier. Se fossero persone serie, ammetterebbero di avere sbagliato“. (Per i curiosi, un ritratto interessante di El Cabezon è tratteggiato su il post CAPEZZONE)

A parte il giovane Capezzone e il pallido Bondi, tutti sanno che l’abile Hillary Clinton, abbandonato diplomaticamente il suo Bill troppo impegnato in impegnativi esami orali sotto qualche tavolo ovale, ha cercato solo di salvare la faccia alla sua Amministrazione sputtanata da Wikileaks con qualche frase di circostanza. Cosa pretendeva, Capezzone, che Hillary dicesse pubblicamente : “Egregio signore, lei è un brutto porco come mio marito e racconta barzellette orribili!”? Oppure “La nostra Amministrazione ritiene che lei abbia troppo cerone e troppa moquette in testa, meglio la bandana pervinca!”. Sarebbe come se Frattini in visita ufficiale a Tripoli dicesse a Gheddafi “Lei è un dittatore eccentrico e inaffidabile e si fa troppo Botox. Però ci dia il gas, che ne abbiamo tanto bisogno!”.

Non sappiamo se nei prossimi giorni – se il sito di Wikileaks non verrà chiuso (ieri è stato sottoposto ad un attacco massiccio da parte degli hacker che ne ha impedito il funzionamento per molte ore) e se Assange non verrà “neutralizzato” con arresti o sparizioni (la CIA usa il termine “rendition”) – verranno fuori altre cosucce meno gossipare sul nostro Leader Supremo. Magari relative a suoi proclami : “Ho evitato la guerra Russia-Georgia”, “Ho fatto firmare il trattato a Obama e Putin”, “Ho dato istruzioni a Obama su come fare con la crisi finanziaria mondiale”, “Sconfiggeremo il cancro in tre anni”. Lo statista di Arcore dimostra capacità incredibili, risolvendo la crisi finanziaria mondiale e convincendo Obama e Putin a firmare trattati che mai avrebbero firmato : ma come non riesca tuttora a risolvere il più semplice e casareccio problema della monnezza a Napoli rimane un mistero.

Dopo che l’opposizione ha suonato le sue trombe, amplificando le prime rivelazioni di Wikileaks , anche Il Giornale berlusconiano – spronato dai Capezzone in servizio permanente effettivo – suona le proprie campane.

Risponde alla cartolina precetto anche Marcello Veneziani, un intellettuale che – quando ci si mette – scrive benino. Il Nietzsche del Tavoliere dà alle stampe il 30 novembre su Il Giornale un articolo intitolato “Macché 11 settembre, è il 1° aprile della diplomazia”. Marcello però deve essere stato buttato giù dal letto nottetempo per stilare l’articolo, dato che non trova di meglio che scrivere : “... una obesa signora americana, come purtroppo ce ne sono tante negli States, Elizabeth Dibble, trincia un giudizio su Berlusconi dandogli dell’incapace e del vanitoso, e poi riferisce di feste selvagge… I giudizi della signora in sovrappeso (disturbi ormonali e ghiandolari?, dovremmo chiederci stando ai criteri usati per redigere questi compitini) sembrano solo il frutto di una sommaria lettura dei titoli dei giornali … Ma pensate che il compitino di una grassa patatona americana (sia)…così determinante per influenzare l’azione politica di Obama?”. Manca solo che Veneziani rinfacci alla Dibble di portare dei calzini turchesi, come il giudice Mesiano, e poi siamo al completo.

Marcello Veneziani

Dopo questo grossolano tentativo di demolizione della figura della diplomatica americana, ci si aspetterebbe che Veneziani concludesse che “è più bella che intelligente”, secondo l’elegante definizione data da Berlusconi in diretta a Rosi Bindi. Viene da chiedersi : se al posto della diplomatica americana in sovrappeso ci fosse stata la bellissima Ruby o la Minetti, l’avvenente soubrette e igienista dentale del premier approdata al Consiglio Regionale della Lombardia per meriti gengivali, le sue dichiarazioni sarebbero state più attendibili?

A questo Veneziani, in versione embedded, rispondono con entusiasmo alcuni commentatori del Popolo dell’Amore, come #32 Edmond Dantes (598), che il 30.11.10 alle ore 14:49 scrive con accenti lombrosiani:

… Veneziani non se la prende con gli obesi ma solo con gli imbecilli, che nel caso sono anche obesi. E l’obesità, a volte, é conseguenza di patologie organiche che possono avere anche riflessi sulle funzioni cognitive. Non é una colpa l’imbecillità, ma neppure un titolo per la carriera diplomatica. Che per tutti gli antiberlusconiani rappresenti invece una medaglia al valore non stupisce più di tanto.”

Un probabile infiltrato da sinistra, #42 Pietro Valdo (261), il 30.11.10 alle ore 17:48 invece chiosa :

#32 Edmond Dantes, la ringrazio sinceramente per il conforto che dà a noi tutti. Vedendo Borghezio e Calderoli chissà quanti pensavano che “l’obesità…é conseguenza di patologie organiche che possono avere anche riflessi sulle funzioni cognitive” ma non osavano dirlo.

Poi Veneziani – che passa per essere una delle migliori penne della destra, il che è tutto dire – si supera. Prima dichiara che “.…non c’è da indignarsi e gridare al complotto”. Poi invece parla di “suggeritori internazionali che si servono magari di toghe avvelenate, ma anche di scatole vuote nostrane per riempirle di tritolo e far esplodere il governo in carica. Quello è il pericolo reale, oltre la bufala. Vedrete, non si fermeranno lì…”.

Il buon Marcello rispolvera la vulgata paranoidea del complotto demo-pluto-giudaico-massonico di mussoliniana memoria, che nella versione contemporanea dell’amato Leader diventa il complotto perpetrato dai giornali di sinistra, dalle toghe rosse e dai “poteri forti”. Tutti quelli che non cantano nel coro diventano automaticamente “comunisti, sinistrati invidiosi che sanno solo odiare”. Non si salvano nemmeno personaggi culturalmente di destra come Fini, Di Pietro, Travaglio, Luca Telese e il compianto Montanelli. Anche Obama viene definito da qualcuno “un mezzo socialista”. Si vedano i commenti di molti lettori de “Il Giornale” . Mentre tutti dimenticano che Putin, definito dal nostro premier “un dono di Dio”, è pur sempre un ex-colonnello del KGB sovietico che ha una singolare idea della libertà di stampa.

Il nostro premier, in Russia, mima il gesto del mitra ad una giornalista che aveva posto una domanda scomoda a Putin

Ecco per esempio la concezione della libertà di opinione che circola anche all’interno del Popolo della Libertà : #114 anbie (130) il 29.11.10 alle ore 15:19 scrive: “Io attendo di vedere stasera Fazio e Saviano cosa avranno il coraggio di dire. Una cosa è certa, se si attaccheranno a Wikileaks spero che qualcuno abbia la cognizione di far interrompere immediatamente la trasmissione e di far arrestare quei due deficienti progressivi. In casi come questo ci vuole il pugno di ferro.”

La teoria del complotto funziona sempre perché mette in funzione quel meccanismo di “minimizzazione della dissonanza cognitiva” di cui abbiamo parlato in un altro post (vedi il post “DISSONANZA COGNITIVA“) Berlusconi da sempre ha alimentato l’ipotesi del complotto: ieri ha chiesto pubblicamente chi è che paga queste ragazze che affermano di fare le prostitute e che entrano a casa sua.

A Scaiola qualcuno paga la casa e a Berlusconi le ragazze, “a sua insaputa”. Poi magari “se le fa” lo stesso, “a sua insaputa”, se no sembra brutto. Conclusione : questo è “il governo del fare”. Sì, ma “ a sua insaputa”.

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Berlusconi e la telefonata a Ballarò : dalla dissonanza cognitiva al marketing virale.

Posted by pocavista su 24 novembre 2010

La telefonata di Berlusconi a Floris : infortunio o abilità comunicativa?

Ieri sera a Ballarò Berlusconi si è esibito in una telefonate delle sue. Repertorio collaudato : servizio mistificatorio, fate parlare i vostri poi cambiate argomento, io non ho detto quello che ho detto nel filmato, tutta colpa della sinistra, click e fine della telefonata. Domande accettate? Nessuna. Alla faccia del contraddittorio da lui sempre richiesto a trasmissioni “scomode”. Video BERLUSCONI VS FLORIS

Giovanni Floris

Maleducazione? Forse. Tentativo maldestro di negare quanto appena mostrato da un filmato che demolisce sue precedenti affermazioni propagandistiche? No. Grande abilità nella comunicazione da parte di Berlusconi? Certamente.

Il vero obbiettivo del Leader Supremo non era quello di convincere la platea degli avversari politici, quanto quello di ricompattare la curva sud dei propri tifosi. L’uomo di Arcore ha di nuovo messo al lavoro la dissonanza cognitiva di quei pochi del Popolo dell’Amore che, invece di seguire il Grande Fratello, guardano Floris. (Sul concetto di dissonanza cognitiva si veda il precedente post La pancia di Severgnini).

Costoro – probabilmente scossi dall’immagine dei cumuli della monnezza napoletana che contrastano con le dichiarazioni del Leader Supremo (metteremo le cose a posto in tre giorni, poi in dieci giorni; invece è passato più di un mese e stiamo peggio di prima) – prenderanno per buona la versione del Premier. E concluderanno con grande sollievo “meno male che Silvio c’è”.

Dicevamo nel post prima citato che la minimizzazione della dissonanza cognitiva produce una sorta di “cecità localizzata” in molte persone. Questa è una delle chiavi del successo elettorale di Berlusconi e che Severgnini, nel suo recente volume su “La pancia degli italiani”, a nostro avviso non ha sufficientemente chiarito.

Vorremmo mettere in evidenza un’altra tecnica usata dal Nostro per catturare il consenso politico, legata all’uso del “marketing” virale, una tecnica comunicativa sofisticata sempre più utilizzata nelle campagne pubblicitarie.

Dalle leggende metropolitane al marketing virale

  • Partiamo dalle leggende metropolitane. Le odierne leggende metropolitane, analogamente a quelle che animavano ieri il mondo mitologico e religioso, presentano come reali alcuni “fatti” che passano di bocca in bocca. O di computer in computer. In molti casi si tratta di episodi “FOAF” (“a Friend of a Friend says”), cioè riferiti da un amico di un ami­co in “viva voce” o tramite catene di S. Antonio via e-mail.
  • Sovente queste leggende sono scandalose oppure divertenti e ciò ne facilita la diffusione, dato che molte persone vogliono sorprendere, inorridire o divertire i propri conoscenti, come suc­cede con la notizia di episodi tragici o con le barzellette. Chi si fa veicolo di una leggenda metropolitana non è necessariamente in malafede, ma è spesso inconsapevole vittima della leggenda che contribuisce a diffondere.
  • Del resto queste storie hanno un certo margine di verosimiglianza e vengono arricchite di partico­lari per aumentarne la credibilità. Dettagli tuttavia che si accom­pagnano sovente a fonti e dati generici.
  • Molte di queste leggende sono innocue, altre volte provo­cano seri danni economici, vedi quelle relative a Mc Donald’s e Coca Cola, o alimentano stereotipi sociali negativi, come la dicer­ia che narra che i Rom segnalerebbero con particolari codici le abitazioni da svaligiare.
    In altri casi, leggende metropolitane e dicerie vengono usa­te come sotterranei strumenti di lotta politica. Per esempio qual­che anno fa Rutelli, allora sindaco di Roma, aveva introdotto il pagamento della sosta per limitare il traffico urbano, suscitando malumori presso alcune categorie di cittadini. Subito aveva pre­so piede la diceria che Barbara Palombelli, la consorte di Rutelli, era la proprietaria della società che gestiva i parcheggi a paga­mento. Il particolare che tendeva a dare veridicità alla cosa era il supposto coinvolgimento di Maria de Filippi, la conduttrice di “Amici”, che avrebbe agito in combutta con la sindachessa.
  • La diceria ha continuato a circolare per molto tempo, nonostante le smentite e le querele presentate in tribunale dalla Palombelli contro ignoti. D’altro canto la STA, la società romana di gestione dei parcheg­gi, è interamente di proprietà comunale e non può fare capo a privati. Questo particolare veniva però completamen­te taciuto dalla diceria, che ne avrebbe rivelato la natura di pura “bufala”. Al contrario, la diceria è stata opportu­namente riesu­mata in oc­casione delle elezioni 2008 per il sinda­co di Roma, quando Ru­telli è stato sconfitto da Gianni Aleman­no.

Barbara Palombelli e Francesco Rutelli messi a nudo

Il marketing virale come strumento di consenso politico


  • Dicerie e leggende metropolitane usano gli stessi principi del “marketing virale”. Questo affianca alla tradizionale comuni­cazione su TV o su carta stampata, quella ancor più convincente della “testimonianza” di un amico o di un conoscente, che si pro­paga di bocca in bocca come un virus influenzale.
  • Un efficace spot in TV potrebbe farti apprezzare un’automobile; ma se te la consiglia il tuo meccanico o il tuo vicino di casa che ti dice di averla provata, anche se non è vero, è molto probabile che tu fi­nisca per acquistare proprio quella.
    In politica, se dichiaro che “evadere le tasse gravose è giu­sto” fornisco un comodo alibi morale a determinati gruppi so­ciali e alla loro infedeltà fi­scale. Otterrò in cambio non solo il loro consenso elettorale, ma anche un efficace comportamento “propagandistico” nei miei confronti.
  • In fin dei conti, come ci ri­cordava Marcello Marchesi, per­ché si dovrebbe denunciare il reddito dopo tutto il bene che ci ha fatto?
  • Otterrò consenso politico, anche appoggiando le posizioni di una potente confes­sione religio­sa, come per esempio quella cattolica, e le concedo magari privilegi economici (no a eutanasia, fecondazione assisti­ta, pillola del giorno dopo, da un lato; otto per mille, finanzia­mento alle scuole cattoliche, nulla osta della curia vescovile cat­tolica per i docenti di religione, dall’altro). Se poi frequento escort e minorenni, e bestemmio, troverò sempre un vescovo come monsignor Fisichella che invita a “contestualizzare”. E poi c’è sempre la confessione che risolve tutto di fronte a Dio e agli uomini.
  • Significativa la battuta di Corrado Guzzanti all’ultima trasmissione “Vieni Via Con Me” : dopo la concessione da parte del Governo di 240 milioni di euro alle scuole privata (quasi tutte cattoliche) sottraendoli alla scuola pubblica, la Chiesa ha dato al Premier un bonus di tre scandali a fondo sessuale e bestemmia libera fino al 2012.
  • Corrado Guzzanti

  • In parole povere : se ho l’ac­cortezza di farmi “amiche” le categorie che han­no molti con­tatti sociali (tassisti, bottegai, baristi, artigiani, far­macisti, preti e suo­re) queste si faranno promotrici, interessate o inconsapevoli, del­le dicerie e degli stereotipi culturali che mi fa­voriscono. Ciò si tradurrà in un vantaggio consistente sui miei avversari politici.
  • Mettendo in giro di proposito alcune dicerie si cerca di alter­are le regole del gioco, sul piano politico oppure su quello economico, per ottenere vantaggi o penalizzare la concorrenza.
  • Le dicerie fatte volutamente circolare da una parte e dall’altra, durante la Seconda Guerra Mondiale e la Guerra Fredda, faceva­no parte di quella guerra psicologica che poteva fornire vantaggi importanti ai contendenti. In passato, per contrastare le eresie, anche la Chiesa Cattolica ha fatto circolare dicerie, per esempio contro i Catari, che venivano fatti passare per adoratori del de­monio sot­to le spoglie di un gatto nero.
  • In conclusione, al di là degli usi più o meno leciti o stru­mentali cui possono prestarsi, le leggende e le dicerie moderne riflettono ancora una volta la propensione dell’uomo a produrre, credere e diffondere creazioni fantastiche per soddisfare suoi bi­sogni e interessi più o meno inconsci, per esorcizzare le proprie ansie o per confermare degli stereotipi. Il tutto in coerenza con quel principio di “minimizzazione della dissonanza cognitiva” di cui parlavamo sopra e che, alla prima occasione, viene sfruttato dai venditori di fumo della pubblicità e della politica.
    E in questo tipo di “marketing virale” Berlusconi non ha rivali in Italia.

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La pancia di Severgnini e la dissonanza cognitiva

Posted by pocavista su 2 novembre 2010

 

I – I fattori di Severgnini alla prova del bunga bunga.

Com’è noto Berlusconi ha alimentato ormai un vero e proprio genere letterario, che è quello dell’analisi del berlusconismo. Gli oppositori di sinistra e di destra si sono sempre chiesti : ma com’è possibile che molti italiani siano così ingenui da credere ancora a questo venditore di fumo? I suoi sostenitori invece continuano a domandarsi increduli : ma come fanno quegli invidiosi dei “sinistrati” e dei “finioti” a non rendersi conto che Berlusconi è l’uomo del fare, l’unico che può rendere l’Italia un paese più moderno? Qualcuno potrebbe obbiettare che B. è soprattutto l’uomo del dire e del baciare. Uomo delle lettere, sicuramente no; del testamento, forse. Vedremo nei prossimi giorni.

Nei giorni del bunga bunga, il giornalista del Corriere, Beppe Severgnini, cerca di spiegare ai posteri il fenomeno Berlusconi e pubblica da Rizzoli “La Pancia degli Italiani”. Berlusconi invece tenta di spiegare ai contemporanei quanto sia buono lui, dichiarando che lui aiuta sempre le Ruby in difficoltà e che “è meglio amare le donne che essere gay”. E minaccia di inondarci di dèpliant (pieghevoli, in italiano), in cui si magnificano le sorti magnifiche et progressive del suo governo. Anche nel suo entourage preferisce i pieghevoli, come Bondi, Capezzone, Fede, Minzolini, che dicono sempre di sì e creano pochi problemi.


 

Beppe Severgnini
Beppe Severgnini

 

II – Cosa ha trovato Severgnini frugando nelle nostre pance?

Rovistando dentro le nostre viscere, Severgnini ricostruisce una sorta di decalogo sui fattori di successo del Berlusconismo. (vd BEPPE SEVERGNINI ). Cerchiamo di sintetizzarli e di dare qualche nostro commento (tra virgolette e in corsivo le citazioni) :

1) Fattore umano
Berlusconi, in fondo, è uno di noi. E’ “pate e’ figlie”, ma donnaiolo, devoto ma non troppo, tifoso di calcio, intollerante delle regole che devono valere solo per gli altri, narcisista. Il conflitto d’interesse? Gli italiani ne sono pieni. I guai giudiziari? Colpa dei magistrati di sinistra.

2) Fattore divino
gif-palpatinelightninganiB. sa che gli italiani si dichiarano cattolici, anche se non praticanti, e violano allegramente la maggior parte dei comandamenti. La coerenza tra dichiarazioni e comportamenti non è una qualità italiana e quasi nessuno la chiede ai nostri politici. “In Vaticano si accontentano di una legislazione favorevole, e non si preoccupano dei cattivi esempi”. Esenzioni ICI, 8 per mille, finanziamenti alle chiese cattoliche, placet dei vescovi agli insegnanti di religione pagati dallo stato? Ok. Bigamia, ricorso a prostitute, festini, bestemmie? Bisogna contestualizzare, come dice monsignor Fisichella. Tanto poi c’è la confessione e si va in Paradiso lo stesso.

3) Fattore Robinson
Robinson, nel senso di Crusoe. B. ha sfruttato l’individualismo italico come fattore culturale. Nella vulgata popolare, B. si è fatto da sé, è insofferente verso le regole, non ha fiducia in tutto ciò che è pubblico. Quindi per i suoi fan è un ganzo e quelli che lo criticano sono solo invidiosi.

4) Fattore Truman
Truman, nel senso del film di Peter Weir, “Il Truman Show”. Cinque milioni è il numero di italiani – di ogni opinione politica – che compra i quotidiani di informazione, entra in libreria, seguono telegiornali non embedded come Sky Tg24 e Tg La7, guardano programmi TV d’approfondimento. Severgnini sospetta che siano sempre gli stessi, una minoranza che non può determinare però i risultati delle elezioni politiche. Invece “la televisione – tutta, non solo i notiziari – resta fondamentale per i personaggi che crea, per i messaggi che lancia, per le suggestioni che lascia, per le cose che dice e soprattutto per quelle che tace. E chi possiede la Tv privata e controlla la Tv pubblica, in Italia?”.

5) Fattore Hoover
La Hoover, produttrice d’aspirapolveri. Deve il suo successo soprattutto ai suoi rappresentanti, venditori implacabili della propria merce. Come Berlusconi : “B. possiede una capacità di seduzione commerciale che … ha applicato alla politica. …il messaggio dev’essere semplice, gradevole e rassicurante. La convinzione che la ripetitività paga… (e) che l’aspetto esteriore … resta fondamentale (tra una bella figura e un buon comportamento, in Italia non c’è partita).”

6) Fattore Zelig
Il desiderio di essere gradito ha insegnato a B. tecniche degne di Zelig, camaleontico protagonista del film di Woody Allen. Padre di famiglia coi figli (e le due mogli, finché è durata). Donnaiolo con le donne. Giovane tra i giovani … Lavoratore tra gli operai. Imprenditore tra gli imprenditori. Tifoso tra i tifosi. … Lombardo tra i lombardi. Italiano tra i meridionali. Napoletano tra i napoletani … Andasse a una partita di basket, potrebbe uscirne più alto”.

7) Fattore harem
Noemi Letizia, la D’Addario, Ruby, veline e soubrette fatte eleggere in Parlamento e nelle assemblee regionali, le feste a Villa Certosa e a Palazzo Grazioli? “B. dapprima ha negato, poi ha abbozzato («Sono fedele? Frequentemente»), alla fine ha accettato la reputazione («Non sono un santo»)”. B. fa ciò che molti italiani, principalmente i suoi fan, invidiosi, sognano.

8) Fattore Medici
B. è come i Medici, sta cercando di fondare una Signoria : gli italiani sanno bene che B. cura i propri interessi e quelli della sua famiglia, ma sperano di ricavarne qualcosa mendicando le briciole che cadono dalla sua tavola. I signori rinascimentali facevano i mecenati di pittori e scultori; B. invece spende fortune in mausolei, ville oltraggiose e giovani signorine, che talora colloca in Parlamento o nelle Assemblee elettive locali.

9) Fattore T.I.N.A.
T.I.N.A., There Is No Alternative. L’acronimo, coniato da Margaret Thatcher, spiega la scelta di molti elettori del Partito dell’Amore. L’alternativa di centrosinistra s’è rivelata poco appetitosa: “Il doppio, sospetto e simmetrico fallimento di Romano Prodi – eletto nel 1996 e 2006, silurato nel 1998 e 2008 – ha un suo garbo estetico, ma si è rivelato un’eredità pesante.”

Inoltre “il centrodestra unito rassicura, almeno quanto il centrosinistra diviso irrita”. Così Gianfranco Fini, non appena ha osato manifestare autonomia e dissenso dal Leader Supremo, viene fatto oggetto di ferocissime critiche e insulti.

10) Fattore Palio
Avete presente i tifosi della Lazio che preferiscono perdere con l’Inter pur di evitare lo scudetto alla Roma? Lo stesso succede nel Palio di Siena : l’importante è non far vincere la contrada rivale. Quindi meglio Berlusconi, con tutti i suoi difetti, pur di non far vincere i “sinistri”.

III – La curva sud dei fan di B.

Dentro la nostra pancia, la peristalsi rimescola e trasforma tutti questi fattori. Il prodotto finale della digestione,“la deiezione culturale”, dovrebbe essere il sostegno incondizionato a tutto ciò che fa e dice il Leader Supremo. In effetti, nell’analisi di Severgnini, il “fattore Palio” sembrerebbe l’unico che potrebbe spiegare l’esistenza di un’opposizione politica e culturale al berlusconismo: solo chi è nato in un’altra contrada – di centro sinistra – svilupperebbe una reazione immunitaria nei confronti degli altri nove fattori. Chi è nato invece nella contrada “giusta” difficilmente si salverebbe dal fascino di B.

Si potrebbero così spiegare non solo i comportamenti elettorali, ma anche le posizioni di molti elettori del Partito dell’Amore che agli oppositori appaiono incomprensibili e illogici. Facciamo l’esempio del recente caso Ruby, in cui il premier si è adoperato per far rilasciare una sua amichetta minorenne arrestata per furto, fatta passare per nipote del presidente egiziano Mubarak. Un osservatore liberale “indipendente” si aspetterebbe che tutti gli italiani in blocco condannassero l’abuso (per ora presunto) del proprio ruolo istituzionale da parte del Presidente del Consiglio. Invece i suoi fan commentano così sul sito WEB de Il Giornale :

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#7 carlodavoli (1) il 02.11.10 alle ore 9:04 scrive: Siamo sempre alle solite: i soliti potentati della sinistra che vogliono prendere il potere senza fare la fatica di vincere le elezioni, senza il voto degli italiani. La solita invidia, gelosia nei confronti di un governo che per la prima volta in Italia si muove nella giusta direzione ed attua delle vere riforme ad unico vantaggio dei cittadini. Le tentano tutte , senza alcuno scrupolo, per denigrare l’opera di Silvio: Silvio e’ uno di noi, uno di noi cittadini onesti. Grazie Silvio e non mollare mai!!! I bravi cittadini sono con te!

#4 Tommaso Berretta (343) il 02.11.10 alle ore 8:40 commenta: Un gran parlare per le feste di Arcore! Vorrei chiedere: ma per le feste ed i festini di Marrazzo e compagni questa sinistra come si è comportata? Almeno ad Arcore la compagnia era femminile….”gif-ragazza-che-cammina-sexy

#12 giampietro (390) il 02.11.10 alle ore 9:12 scrive: Campagna acquisti, in attesa e per contrastare la riforma della magistratura, cercasi Escort, venditrici di droga e gole profonde disponibili a demolire il governo, Togliatti era in procinto di vendere l’Italia al regime Sovietico, a queste azioni meschine si prestano pure certi togati, ora di sicuro esce la notizia che Berlusconi nasconde Matteo Messina Denaro, ma siamo seri una volta per tutte meno pagliacciate e poi dicono più fiducia nella magistratura.

#24 oliveto (75) il 02.11.10 alle ore 9:38 propone una singolare versione evangelica, in cui il fatto in questione semplicemente scompare: Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi”… per sete di potere. Questo riferimento del VANGELO, secondo MATTEO, calza bene sul Popolo della Libertà e in particolare su Silvio Berlusconi. E ancora “Rallegratevi ed esultate perché grande e la vostra ricompensa”… quando il popolo sarà chiamato a giudicare, tramite il voto. Con molta umiltà consiglierei ai falsi santi e agli apprendisti stregoni (COLORO CHE PONTIFICANO OGNI GIORNO: i professionisti della politica) di leggere e studiare i vangeli, almeno per affrontare con un po’ (sic) di dignità il breve percorso di vita terrena, prima di avviarsi sulla strada più lunga dell’altro mondo… AMEN”

#21 meverix (468) il 02.11.10 alle ore 9:36 insinua: “Domanda. Perchè certe procure, anzichè indagare sui malavitosi e mafiosi in generale, perdono tempo con queste stupidaggini? Perchè, poi, indagano con chi va a donne e non con chi va a trans o si fa dare in quel posto?

#31 gabriellatrasmondi (55) il 02.11.10 alle ore 9:57, scrive “il Governo è fermo…..il Governo non fa niente….. Berlusconi pensa solo agli affari suoi…. E sapete perché? perché giudici, magistrati, opposizione pensano o cercano di pensare solo a Berlusconi. lo tengono al palo (sperano) per farlo fuori. E poi facciamo brutta figura nel mondo a causa di Berlusconi!!! E’ una comica!

#35 wtrading (158) il 02.11.10 alle ore 10:04 cerca di fare del sarcasmo da destra: “Riflessione : A Sinistra Non Scopano, Sono Illibati, Non Vanno A Festini, Non Bevono, Non Fumano, Non Riescono A Godere, Non Amano Le Donne…,(ma Amano I Trans). Sono Tutti Vergini… La Droga Non Sanno Nemmeno Cosa Sia. E Dove La Trovate Una Opposizione Politica Siffatta? In Italia. Ovviamente. Dove I Magistrati, I Giornalisti Che Li Sostengono E I Politici Che Sostengono I Magistrati E I Giornalisti Sono Di Una Trasparenza Abbagliante. Andranno Certamente In Paradiso! Per Adesso Sperano Di Andare Al Governo. Ma Di Cubiste, Di Droga,di Case Rubate, Di Favori In Rai, Mai Sentito Parlare! Sono La Purezza In Persona Loro. Meritano Senz’altro Una Riconoscenza Elevata. Ma A Questo Ci Pensera’ Napolitano, Il Nostro “silenzioso” Presidente, Che Prima O Poi Li Fara’ Governare. Per Cui Saremmo Additati Come Il Governo Dei Puri E Delle Vergini. Evviva. Amen”

#41 angel42 (51) il 02.11.10 alle ore 10:39 scrive: silvio se ti va fai fin che puoi. beato te. i pm..forse.. non possono piu. e allora è tutta invidia… non è che vogliono esser invitati pure loro, maschi e femmine? sei tutti noi. che li mandino ai lavori forzati!!!!”

Nei precedenti commenti dei lettori de Il Giornale, il fatto di cui si dovrebbe parlare – ovvero il presunto abuso del ruolo istituzionale da parte del Presidente del Consiglio sospettato di andare a letto con minorenni, il che costituisce un reato – semplicemente scompare. Singolare che molti fan di B. esaltino la virilità del leader, contrapponendola alla “gaiezza” di Vendola o dei Marrazzo. Il presunto abuso di potere viene così nascosto sotto il tappeto di un collaudato repertorio paranoideo, à la Cornacchione, cui i fan di B. si aggrappano da anni con le unghie e con i denti : anche in questo caso si tratterebbe di invidia, gelosia, inettitutidine dei “sinistri”, gossip, complotto dei magistrati e dei poteri forti contro il povero B.

 

 

IV – La tecnica del venditore di successo

I fattori che Severgnini ha trovato nella pancia degli italiani non spiegano tutto: ci vuole un enzima che ne favorisca il “corretto” metabolismo.Cioè rafforzando stereotipi e modelli culturali propri del berlusconismo. Secondo l’autore di questo post, questo enzima (reggetevi forte)  è “la minimizzazione dell dissonanza cognitiva”. Ma andiamo con ordine.

Le dichiarazioni apparentemente estemporanee e bislacche del nostro Leader Supremo sembrano ormai destinate a divenire materia di civile e divertita conversazione, dato che ormai non ci si scandalizza più; i suoi fan inoltre appaiono completamente impermeabili a qualsiasi critica, come segnalava Umberto Eco in un suo articolo su “La Repubblica” del 29 settembre 2003.

Eco faceva l’esempio del venditore di automobili che, di fronte ad un trentenne dall’aspetto sportivo, inizialmente cercherà di esaltare gli aspetti tecnologici e le prestazioni di un’auto concepita per una guida sportiva. Non appena capito che il cliente ha dei figli piccoli e una suocera da portare in giro, costui passerà a magnificare la capienza del bagagliaio, la sicurezza e i consumi contenuti della stessa auto.

In effetti pochissimi clienti e elettori si accorgono della mancanza di coerenza del venditore o del politico di turno, perché la maggior parte focalizza l’attenzione solo sull’argomento che lo col­pisce di più, dimenticando gli altri.

L’importante, per chi vende una macchina o un partito politico, è usare molti argomenti anche contraddittori. Lo slogan “vi abbasso le tasse e vi alzo le pensioni” alle orecchie del negoziante e dell’artigiano sarà un irresistibile canto delle sirene per l’accenno alla riduzione delle tasse; la promessa di una pensione più alta otterrà il consenso entusiastico del pensionato sociale. Ma l’incompatibilità tra le due proposte (con meno tasse, vista la situazione del nostro debito pubblico, non si possono aumentare le pensioni e viceversa) non allarmerà né il bottegaio, né il pensionato.

Analogamente, come si possa sconfiggere il cancro in tre anni (così ha dichiarato il Nostro prima delle elezioni del 2010), riducendo drasticamente la spesa sanitaria, non è dato sapere. Ma molti anziani con seri problemi di salute saranno assai sensibili a questo argomento.

Un messaggio contraddittorio in realtà può permettere di carpire la fiducia di categorie sociali assai diverse ed è questo a cui si ricorre assai spesso. Se poi si ha a disposizione una potenza di fuoco mediatica che non ha uguali nel mondo occidentale, il gioco diventa facile.

 

V – La dissonanza cognitiva. Chi era costei?

La dissonanza cognitiva è un concetto introdotto da Leon Festinger nel 1957 in psicologia sociale. Un individuo quando riceve un’informazione che confermi il proprio sistema di valori e la propria visione del mondo si troverà in una situazione tranquilizzante, ovvero di “consonanza cognitiva” (“lo dicevo, io!”). Invece quando la nuova informazione minacci di smantellare parte della propria visione del mondo o della percezione di sè, si avrà una “dissonanza”.  L’individuo allora tenderà a minimizzare questa dissonanza, per diminuire il proprio disagio.

Per ridurre la dissonanza si può cambiare il proprio comportamento o le proprie preferenze; oppure rifiutare le informazioni “dissonanti”. E’ più facile accettare solo quelle informazioni che fanno più comodo. Cambiare il proprio comportamento è difficile e mette ansia.

Avete presente Esopo e la favola della volpe e dell’uva? Non potendo arrivare all’uva, la volpe – per minimizzare la dissonanza cognitiva e a mettersi il cuore in pace metterà in funzione un meccanismo psicologico che la porterà a concludere che l’uva era acerba.gif-volpe

La minimizzazione della dissonanza cognitiva porta così molte persone ad “una cecità localizzata”: per esempio, spesso il coniuge tradito è l’ultimo ad accorgersi dei comportamenti dell’altro coniuge, dato che riconoscere la realtà del tradimento sarebbe troppo penoso. Il coniuge tradito tenderà sovente a fornire a se stesso giustificazioni e interpretazioni “consonanti”, giungendo perfino a negare l’evidenza del tradimento. Di questa cecità localizzata deve essere stato vittima anche l’On. Lupi, del PdL, che a Ballarò del 2 novembre – arrampicandosi sugli specchi – negava con forza che ci fossero mai stati festini ad Arcore.

La mente degli esseri umani normali funziona all’opposto di quella dei buoni scienziati, che se sono tali non cercano conferme alle proprie teorie ma, al contrario, cercano di confutarle per vedere se reggono l’urto dei fatti” (p. 6). A volte … risulta più comodo mantenere il proprio punto di vista. Del resto credere è uno dei nostri più consolidati automatismi e ci risparmia la fatica di ricercare le informazioni più obiettive”. (Paolo Legrenzi, Credere, 2008)

In soldoni : ognuno di noi ha una propria visione del mondo e che tende a comunica­re in mille modi agli altri. Per non vederla andare in frantumi e fare la figura del pirla di fronte a se stesso e al prossimo, l’individuo tende a prendere per buone e inca­merare prevalentemente, se non unicamente, quelle informazioni che rafforzano le sue opi­nioni. Al contrario, tende a eli­minare o mi­nimizzare quelle che gliele confutano. Così i lettori di destra leggono  Il Giornale, e quelli di sinistra “La Repubblica”.

Si tratta di un processo che serve a risparmiare all’indivi­duo un faticoso e angoscioso lavoro di ricostruzione della pro­pria identità. Confermando che gli umani, nel quotidiano, sono es­seri “a razionalità molto limitata”, come san­no bene gli esperti di marketing, i preti e i venditori di aspirapolveri.

Ed anche il nostro beneamato Leader Supremo che, se dichiara di aver aiutato Ruby solo per solidarietà umana, è strasicuro che i suoi fan gli crederanno. Il fatto che B. sia intervenuto in questura per aiutare una sua amichetta minorenne straniera accusata di furto, facendola passare per nipote di un capo di stato straniero, viene semplicemente rimosso dai fan del Partito dell’Amore. Si vedano i commenti eloquenti di molti lettori gif-darth-vater-dancingal sito WEB de Il Giornale.

Credere, obbedire, combattere sono ancora una volta le parole d’ordine, che danno sicurezza e impediscono di porsi domande scomode, a cui si aggrappano molti elettori di destra. Pronti a mettersi di nuovo al servizio del Lato Oscuro della Forza.

Come disse Indro Montanelli qualche anno fa : “Strano paese il nostro. Colpisce i venditori di sigarette, ma premia i venditori di fumo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ruby, il bunga bunga e i vecchioni. Da Guido Reni ad Artemisia Gentileschi. Passando per Arcore.

Posted by pocavista su 29 ottobre 2010

“Susanna e i vecchioni” è un soggetto ricorrente nella pittura rinascimentale e barocca. Guido Reni, il Tintoretto, Rubens, Allori, Rembrandt, Artemisia Gentileschi e molti altri pittori, fino al contemporaneo Botero, si sono cimentati sul tema. La storia è ripresa dal biblico libro XIII di Daniele, in cui alla tarda età non viene associata non tanto la saggezza, quanto il vizio.

Susanna era la sposa di Joachim, il ricco proprietario di un palazzo circondato da un parco dove indiva banchetti e feste per numerosi invitati. Tra costoro c’erano due anziani magistrati che guardavano la casta Susanna con occhio lubrico. Un caldo pomeriggio d’estate Susanna si spogliò nuda senza rendersi conto che occhi estranei la stavano spiando: i due vecchi si erano nascosti nel parco di Joachim ed insieme architettarono uno sporco ricatto: :“Concediti a noi, se no ti accuseremo di tradire tuo marito con un giovane”.

Susanna si mise allora a urlare per far accorrere i servi, ma i magistrati a loro volta gridarono accusandola di adulterio, reato che prevedeva la lapidazione. Quando tutto sembrava perduto, fu salvata dal giovane Daniele che chiese separatamente ai due anziani dove si fosse nascosto l’amante di Susanna. I due dettero risposte diverse, svelando la menzogna. Così i due vecchi vennero condannati e Susanna si salvò.

L’associazione viene spontanea : Noemi, le veline, le igieniste dentali, le escort, le calendariste e adesso le Ruby, che hanno animato le nostre cronache negli ultimi anni e i cui nomi sono stati spesso accomunati a quello del nostro Leader Supremo, ricordano un po’ Susanna e i vecchioni lussuriosi. Nell’ultimo episodio di cronaca che vede al centro Berlusconi, Fede e la minorenne marocchina Ruby, i senili arrapati non sono però magistrati. Inoltre le Susanne odierne tanto caste e irreprensibili non sono, ma usano il loro fascino per farsi una posizione, anche in Parlamento secondo quanto hanno denunciato recentemente la parlamentare Angela Napoli e il sen. Guzzanti, che ha parlato perfino di “mignottocrazia”.

 

Lo scoop di Svistasocialclub.wordpress.org - Versione originale di "Susanna e i Vecchioni" di Artemisia Gentileschi, dopo il restauro predisposto dal Ministro della Cultura Bondi

Potere e harem, vecchiaia che usa l’altrui giovinezza per sfuggire alla terza età. Una storia vecchia come il mondo. Anche il nostro anziano Leader Supremo, che non fa mistero di amare il bunga bunga con giovani signorine, ogni volta che viene accusato di avere messo le mani nella marmellata, nega e grida al complotto delle toghe rosse. Cosa incomprensibile almeno stavolta, in cui i magistrati milanesi lo hanno ritenuto “parte lesa”. Come Marrazzo, del resto.

Si ricorderà che nel caso Marrazzo, Berlusconi consigliò – per pura e disinteressata solidarietà, s’intende – all’allora governatore del Lazio di pagare i propri ricattatori, perché togliessero di mezzo un video compromettente. Nel caso di Ruby, sembra – ma è un’ipotesi che la magistratura dovrà accertare – che la Presidenza del Consiglio fece pressioni per far rilasciare la giovane Ruby, arrestata per furto dalla questura di Milano. Ruby, minorenne marocchina fuggita da una casa-famiglia di Palermo e frequentatrice della reggia di Arcore, fu fatta passare addirittura per nipote del presidente egiziano Mubarak. (“Io aiuto sempre chi ha bisogno”, ha dichiarato il nostro Leader Supremo).

A destra come si vive la vicenda? Ecco alcuni istruttivi commenti dei lettori al sito WEB de Il Giornale :

#32 TRIDENTINA AVANTI (664) il 30.10.10 alle ore 13:58 scrive:

Forza Cav tieni duro! Dillo Silvio ai kompagni di merende che le paghi le tasse e a milioni; dillo che non hai mai “lanciato molotov” contro le Forze dell’ordine; dillo che non sei mai andato a spasso “sottobraccio” con i terroristi; dillo che non fai pedofilia come certi ministri di un Famoso Credo religioso molto diffuso, il più diffuso, nel ns. Paese; dillo che non hai mai licenziato nessuno non come colui che, cacciato dagli Agnelli, acquisì quella famosa società di prodotti da ufficio (mobili, sistemi di calcolo, informatica, elettronica ecc.) di Ivrea, in ottima salute, la fece fallire e lasciò sulla strada più di 6000 persone; ma soprattutto dillo che a casa tua potresti fare tutto quel….. che vuoi!!! Ma forse tutto ciò accade per la famosa “invidia” infatti loro più di qualche riga di coca e qualche transessuale a pagamento….

#24 futuro libero (424) il 30.10.10 alle ore 12:33 scrive:

In Italia abbiamo solo due persone che hanno il coraggio di dichiarare: Berlusconi ama le donne, e Vendola ama gli uomini. Tutti gli altri stanno zitti, forse devono nascondere qualcosa? Vai Silvio li hai fatti impazzire tutti quanti non sanno più dove attaccarsi, o meglio magari lo sanno ma la moralità non consente.

#22 mala tempora currunt (30) il 30.10.10 alle ore 12:32 scrive:

non ci trovo nulla di male nel dire che uno ama le donne!!! chi di noi non lo ha mai detto? purtroppo dall’altra parte ci sono persone , es. Vendola, che hanno dei gusti molto poco ortrodossi… immaginate la novità: una checca presidente del consiglio…. tutto il parlamento in seta rosa e festini a luci rosse tre volte la settimana…anche una come la Bindi avrebbe una chance…per non parlare di chi, sempre “sinistro, abbordava i trans per strada….. che belle persone quelle!!!! allora meglio 1…100…1000 berlusconi!!!

#7 bruna.amorosi (1428) il 30.10.10 alle ore 10:51 scrive:

Ammazza quanto strillano questi sinistri , eppure il bunga bunga è il loro sport preferito vedi Vendola, Marrazzo e compagnia bella. Certo che il rossore sulla faccia proprio non lo conoscono . E allora meno male che almeno il capo del governo è un uomo normale. Bravo Berlusconi. Poi a Famiglia Cristiana ricordiamogli i preti pedofili e anche Boffo, che proprio puro non è…”

Una domanda a Marcello Veneziani, che su Il Giornale dice di non poterne più di questo gossip che descrive il premier come un orco : supponiamo che Obama facesse pressioni sull’FBI per far rilasciare una minorenne messicana arrestata per furto, protagonista di un rapporto ovale nella Sala Orale (oppure di un rapporto orale nella Sala Ovale, che fa lo stesso), dicendo che è la nipote di Fidel Castro, e di affidarla all’igienista dentale della Casa Bianca. Lei parlerebbe ancora di pettegolezzo?

A nessuno di costoro purtroppo viene in mente che nessuno rinfaccia al premier le sue preferenze sessuali (in PdL è o non è il partito dell’amore?),  quanto  l’eventuale interferenza sul funzionamento di un’altra istituzione dello stato come la polizia, per far rilasciare una sua amica (per di più minorenne) arrestata per furto, facendola passare come parente di un capo di stato straniero, rischiando un serio incidente diplomatico, e chiedendo che venisse affidata alla sua igienista dentale, ex-show girl, da lui fatta eleggere alla Regione Lombardia.  Anche la Santa ‘nchè(?) in TV ha ammesso la chiamata di Berlusconi alla questura milanese, ma a destra se la pigliano con Boffo e Marrazzo. I quali si sono dimessi da tempo, a differenza del loro amato Leader Supremo che dalla poltrona non si schioda.

Ma è questo che probabilmente Berlusconi e molti lettori de Il Giornale  intendono per “alto senso dello Stato”. Ma si sa, la politica ormai è una forma di perversione sessuale particolarmente adatta alle persone anziane.

 

Le Susanne e il vecchione.

Per chi volesse conoscere il vero significato dell’espressione bunga bunga – mai tradotta da TG e giornali vicini al governo – può cliccare su http://www.urbandictionary.com oppure su   http://appuntidemocratici.wordpress.com/2010/10/30/il-bunga-bunga-presidenziale-e-lo-smarrito-senso-del-limite/

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TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SULLA VILLA DI ANTIGUA. Un documento fotografico chiarisce i retroscena

Posted by pocavista su 19 ottobre 2010

 

Antefatto

Antigua è una piccola isola della Antille, nei Caraibi, scoperta nel 1493 da Cristoforo Colombo, che la chiamò così in onore della Vergine di La Antigua esposta nella cattedrale di Siviglia. Oggi, oltre ad essere un richiamo turistico, è un centro per molte società di scommesse online ed è considerato un paradiso fiscale dato che ospita numerose società off-shore.

Nella lista di coloro che posseggono una casa ad Antigua, appaiono molti nomi famosi come lo stilista Giorgio Armani; il proprietario della compagnia aerea Virgin Atlantic, Richard Branson; il chitarrista Eric Clapton; lo scrittore Ken Follett; il miliardario texano Allen Stanford; il calciatore Shevshenko; la più nota anchorwoman americana, Oprah Winfrey. E Silvio Berlusconi.

Nell’ultima puntata di Report, la giornalista Milena Gabanelli ha sollevato qualche interrogativo sull’acquisto da parte del nostro Leader Supremo di una villa in Antigua, per 22 milioni di euro. Il reportage pone in evidenza che Silvio Berlusconi ha acquistato terreno e villa da Flatpoint, una società off-shore. Per chi non l’avesse visto, il video di Report che parla della villa di Antigua è su : http://www.youtube.com/watch?v=D9ZLhR_Lmlo

La Gabanelli ha iniziato il servizio con le seguenti parole : “La trasparenza è d’obbligo. Se si è indagato per 3 mesi sulla proprietà di una casa di 55 mq a Montecarlo, attribuita ai familiari del presidente della Camera, Gianfranco Fini, è opportuno che si sappia da chi il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha comprato terreni e casa nell’isola caraibica di Antigua“. Ed ha concluso dicendo : “Abbiamo inseguito una cucina Scavolini, qui parliamo di ben altre cifre. I 22 milioni di euro pagati ad Antigua corrispondono al valore reale di mercato dell’immensa proprietà? Il presidente del Consiglio avrebbe il dovere di dissipare questi dubbi.

La Gabanelli, in chiusura di trasmissione, ha dichiarato la propria disponibilità a ospitare un intervento del premier per chiarire la vicenda. Tuttavia, ancor prima di aver visto la puntata l’on Ghedini, l’avvocato del premier, ha chiesto alla RAI che non venisse mandato in onda il servizio perchè “privo di contradditorio”.

Una vista di Antigua

Una vista di Antigua

Quali sono gli aspetti controversi della vicenda?

Molti articoli di giornale cercano di chiarire gli aspetti più intricati della vicenda. Su www.giornalettismo.com si fa un’ottima sintesi, che chi riportiamo per sommi capi.

La storia …comincia nel novembre scorso, quando Bankitalia arriva a commissariare la Arner con il dottor Alessandro Marcheselli, in seguito indagato per favoreggiamento e riciclaggio dalla procura di Milano. Tra le società con il conto alla Arner, la Flat Point Developement, che ha ricevuto una serie di versamenti per l’acquisto di immobili e terreni ad AntiguaBerlusconi … ha speso un milione e settecentomila euro per il terreno. Dandoli a chi? Impossibile saperlo, visto che la società Flat Point è a sua volta di proprietà di un’altra società, con base alle Antille Olandesi. Ma la Flat Point ha anche una sede italiana, a Torino, amministrata da Giuseppe Cappanera. La controllata Emerald Cove International, invece, ha come amministratore Flavio De Paulis, che è anche vicedirettore di Banca Arner a Lugano.
E perché la Arner è nota? Per una brutta storia in cui c’entra Bankitalia. La storia … parla di 34 milioni di euro transitati dai conti di Banca Arner per arrivare alla società off-shore Flat Point costituita ad Antigua. Il motivo, ufficiale, è quello di non ben precisate operazioni immobiliari. La notizia…è che di questi 34 milioni, 20 sono riconducibili a conti correnti intestati a Silvio Berlusconi.

… Ad oggi risultano indagati l’ex presidente e l’ex ad della banca, Nicola Bravetti e Davide Jarach, sulla base del rapporto di Bankitalia che ha rilevato “gravi e diffuse irregolarità sulla base della normativa anti-riciclaggio“. La banca aveva come clienti Marina e Piersilvio Berlusconi e alcune holding Fininvest, oltre ai 10 milioni in giacenza del conto del Premier, e … Ennio Doris di Mediolanum. Ma soprattutto, c’è Paolo Del Bue: imputato nel processo sui diritti tv proprio come responsabile della Arner SA, scriveva il Corriere, e fiduciario della famiglia Berlusconi. Oltre che già citato nella sentenza Mills, dove si metteva in luce il suo ruolo nello spostamento di 103 miliardi di lire tra le società off-shore riconducibili a Mediaset. In più… c’è anche Stefano Previti, il figlio di Cesare.”

Le ville di Berlusconi sono cinque, come ha fatto sapere Ghedini. Chi le vende, la Flat Point è stato definito “di assoluta opacità” da Bankitalia, perché non è possibile sapere chi sia il reale proprietario della società… Il proprietario ha preso una ventina di milioni da Berlusconi. .. il primo ministro Brian Lester Bird ha dato il permesso per costruire, e ne ha rimediata una (di ville) anche lui … Capomar Holding, società con sede a Curaçao controlla Flat Point Engineering, ma gestite da fiduciari, cioé prestanomi. “Non sappiamo chi ha costruito la villa ad Antigua”, dice Mondani. Sei chilometri di costa e tanti alberghi da costruire, come fa sapere un amministratore. Un’ottantina di ville, oltre a quelle già fatte sono in tutto un centinaio, per 170 ettari…

Intanto, il 16 settembre scorso il Club de Paris ha concesso la ristrutturazione dell’86% del debito di Antigua, come aveva promesso Berlusconi al premier.”

La villa di Berlusconi ad Antigua

La villa di Berlusconi ad Antigua

La posizione de “Il Giornale”

Il 18 ottobre il nuovo direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti firma un articolo dal titolo ambiguo. “I Trucchi Off-shore della Gabanelli”, che fa subito pensare a oscuri artifici che la giornalista avrebbe utilizzato per falsificare chissà che cosa.

Dopo aver di nuovo intonato l’inno gregoriano su Fini e Tulliani, Sallusti si scaglia contro la Gabanelli colpevole – a suo dire – di dare una mano a Fini. La Gabanelli cercherebbe di oscurare la vicenda di un appartamentino di 55 metri quadri ponendo qualche interrogativo sull’acquisto della villa caraibica da parte del Leader Superno.

La Gabanelli è una brava giornalista, dice Sallusti , ma ha un difetto: i suoi dos­sier … sono a senso unico. Ha fatto le pulci a mezzo centro­destra, è stata alla larga da qualsiasi cosa possa portare dalle parti della sinistra. Quindi anche da Gianfran­co Fini. … A parte quella, però, le case le interessano. Anzi, è attratta da una in particola­re, che guarda caso è di Sil­vio Berlusconi. Altro che i settanta metri quadrati di Montecarlo (Sallusti ha già fatto lievitare la superficie a settanta metri, in vista di ulteriori espansioni mediatiche pre-elettorali), parliamo di una reggia costruita ad Anti­gua.”

Sallusti prosegue : “Se il privato cittadino Berlusco­ni ha usato tutti gli strumen­ti finanziari (off-shore com­prese) che il mercato e le leg­gi internazionali mettono a disposizione non ha com­messo alcun reato. Se il fisco italiano avesse qualche cosa da ridire accerti e proceda… Dare a prescindere dell’eva­sore fiscale a un gruppo, Fi­ninvest, che ha pagato 8 mi­­liardi di tasse (una finanzia­ria) negli ultimi quindici an­ni ­mi pare comunque un pa­radosso.”

Sorvoliamo sul fatto che Sallusti impieghi un banale e mistificatorio argomento (caro Sallusti, il termine giuste sarebbe “paralogismo”) per confutare in anticipo ogni interrogativo sull’operazione di Antigua. Ammesso e non concesso che la Fininvest abbia pagato 8 miliardi (in realtà 7.7 miliardi) di tasse in 15 anni, questo non costituisce la prova che la Fininvest abbia pagato tutte le tasse che avrebbe dovuto.

Visto che le società del premier hanno usufruito, anche di recente, di condoni fiscali e di sconti clamorosi da parte dell’Agenzia delle Entrate, che il reato di falso in bilancio di sue società è stato sanato solo con una legge ad personam, che si sia avvalso in passato di società off-shore come la All Iberian, riconducibili al suo gruppo e che ci sono altri procedimenti in corso, forse qualche interrogativo dovrebbe porselo anche Sallusti.

 

La smentita odierna di “Libero”

Dal canto suo, il vicedirettore di Libero, Bechis, scrive oggi sul suo giornale che il servizio di Report è stato “sbugiardato”, citando la nota fatta pervenire ai giornali da Postizzi :

Con riferimento alle notizie apparse in questi giorni su alcuni quotidiani italiani e alla trasmissione Report di ieri sera, devo precisare che il gruppo costituito dalle società Emerald Cove e Flat Point Development fa capo sia alla società Kappomar Holding nv controllata giuridicamente ed economicamente da me come azionista di riferimento e da altri azionisti sia minoritariamente al signor Michael Berry, cittadino irlandese. Tutti questi soggetti nulla hanno a che fare con il presidente del Consiglio Berlusconi e con il suo gruppo”.

Il problema, egregio Bechis, è che la smentita non smentisce niente. Postizzi non dichiara di essere proprietario, ma che lui controlla “giuridicamente ed economicamente” quella società. E questo può farlo anche un fiduciario che gestisce una società per conto e negli interessi del vero proprietario. Postizzi potrebbe essere nella stessa posizione dell’avvocato Franco Ellero, il quale dichiarò che la casa di Montecarlo apparteneva non a Tulliani, ma a un suo cliente.

Allora Postizzi è il vero proprietario oppure il fiduciario, come indicato anche da Report? Attendiamo con ansia le conferme.

Il Piano Casa di Libero

Il Piano Casa di Libero - Forse ai Caraibi

La posizione dei lettori de “Il Giornale” e de “Il Fatto”. Dal “percolato”al “corruttore”

Cosa ci ha capito il grosso pubblico? Quali sono le reazioni immediate? Abbiamo messo a confronto alcuni commenti apparsi sui siti WEB de “Il Giornale “e de “Il Fatto”, che qui riportiamo.

Sulla vicenda, molti lettori de “Il Giornale” non sembrano essere sfiorati da alcun dubbio. Ecco qualche loro commento al sito WEB del quotidiano berlusconiano :

#1 eglanthyne (2013) il 18.10.10 alle ore 8:56 scrive: “Egregio direttore , ho visto Report e sono certa che anche se l’ anoressica giornalaia leggesse 1000 e ++++++ volte questo articolo non capirebbe la differenza … .

#6 herbavoliox (66) il 18.10.10 alle ore 9:34 scrive: “Peccato nell’inchiesta si taccia un piccolo particolare: Fini ha rubato soldi ad AN per appropriarsi della casa, Berlusconi ha usato soldi suoi per fare quel che gli pare. A me pare moooolto diversa la cosa di quanto la si voglia far credere… Gli italiani forse ragionano in proprio e le fette di salame si stanno diradando signori miei!

#4 viento (461) il 18.10.10 alle ore 9:21 scrive: “Il dott Sallusti stamattina a LA7 a (sic) ben spiegato la differenza trà (sic) le due cose anche se era solo contro tutti, adesso mi spiego perchè la Gabbanelli (sic) a (sic) fortemente voluto la copertura da mamma RAI da eventuali querele cosi (sic) puo (sic) continuare a dire menzogne tanto paga la mamma cioè noi..

#40 rococo21 (744) il 18.10.10 alle ore 13:02 fa una ramanzina alla Gabanelli e la butta in politica : “Come mai la illustre ed illuminata giornalista non ha mai fatto una – “inchiesta” ? – e non un dossier sulle coop di pierluigicoop che pagano delle tasse inique o addirittùra irrisòrie perché protette dai comunisti???? A proposito dello slogan “la coop sei tu” non mi pare che i prezzi delle coop siano particolarmente economici, anzi molte volte sono superiori agli altri supermercati. Come dire: Falce e carrello.”

Il lettore Rococo21 però dimentica che la Gabanelli ha fatto anche delle inchieste che mettevano sotto torchio le sinistre, come nel caso dell’inchiesta sui rifiuti in Campania e sugli scempi edilizi nel Comune di Roma in epoca veltroniana.

Il lettore #9 flordluna (2094) il 18.10.10 alle ore 9:27, senza entrare mai nel merito delle questioni sollevate dalla Gabanelli, riprende il collaudato repertorio sui “sinistri invidiosi e frustrati”, “incivili e immorali” : “...con questa puntata iniziale di ieri sera, la stessa gabanelli ha mostrato la sua vera faccia di cialtrona di bassa lega ed invidiosa! La sua sporcizia morale peggiore e’ l’aver paragonato montecarlo/AN, con le proprietà private di Berlusconi, sapendo bene della differenza tra le due cose, ma ha preferito passare da cretina piuttosto che perdere la possibilita’ di fare gossip! Nel suo pseudogiustizialismo becero si vanta di fare giornalismo, povera beota, in questo caso e’ stata solo incivile, prevaricatoria e da denuncia! Occorre… che il ministro Alfano provveda a stoppare questi incivili ed immorali personaggi senz’autore…ma pieni di livore, invidiosi e frustrati!

Ma c’è anche un ecologico lettore de “Il Giornale” che, il 18.10.10 alle ore 14:51, commenta: “Gabanelli, Santoro, ecc. sono come il percolato che fuoriesce dalla fermentazione dei rifiuti...”.

Dalle espressioni caritatevoli di cui sopra, si evince che molti tra i commentatori de “l Giornale” sono convinti esponenti del Partito dell’Amore.

C’è anche qualche probabile infiltrato “sinistroide” oppure “finiota”, come #8 avalon42 (33) che, il 18.10.10 alle ore 9:24, dà fondo a reminiscenze evangeliche : “ Chi di off shore ferisce di off shore perisce!”; oppure come #3 Monniacale (58) che il 18.10.10, alle ore 8:55, chiosa “La storia di Montecarlo (secondo me vera) è una bazzecola rispetto a questa. Spero che Il giornale dedichi lo stesso spazio a questa vicenda come per quella di Fini. Anche, nel caso, per sbugiardare quelli di Report. Come faceva Ghedini a dire che erano tutte “baggianate” senza aver mai visto il servizio?

#64 Davide Manin (2), il 18.10.10 alle ore 12:18, pone una domanda che sembra banale “Tutti i politici italiani (Fini, Berlusconi, Bersani inclusi) dovrebbero essere contenti di rispondere a domande scomode. Negli Stati Uniti e in Inghilterra i politici fanno la fila per essere messi alla prova da giornalisti agguerriti: e’ un modo per dimostrarsi competenti davanti agli elettori. Perché in Italia no?

#27 pidario (70) il 18.10.10 alle ore 11:50 scrive: “… la Gabanelli ..non mi è sembrata particolarmente accanita contro il Premier nè ho ravvisato, nelle sue parole, alcuna difesa nei confronti del Presidente della Camera… Quanto alla differenza tra quanto accaduto e da verificare, sia nel caso del Presidente della Camera che in quello del Premier, non la trovo particolarmente significative. Credo che gli italiani vorrebbero davvero sapere sia a chi è stata venduta la casa di Montecarlo che da chi e come è stato comprato il terreno ad Antigua..”

 

Fin qui i lettori de “Il Giornale”. Ma sul versante opposto come la vivono i lettori, per esempio, de “Il Fatto”?

Ciò che ci ha colpito è che molti commenti sul blog de “Il Fatto” non siano riferibili a una tradizionale cultura di sinistra, come ci si potrebbe aspettare, ma rispecchiano una cultura “giustizialista” da destra sociale o una cultura liberaldemocratica. In alcuni casi, i commenti emanano sentenze di colpevolezza senz’appello (si parla di “corruttore”, di “arresto immediato”, di “mascalzoni”, di “mafioso”); in altri si fa invece riferimento ai tradizionali valori liberali.

 

Max, 18.10.2010, ore 15.45, scrive indignato : “Di quale prova ha ancora bisogno questo umiliato Paese per scaricare e arrestare questo pericolosissimo multi-miliardario-trafficante-corruttore? Cosa aspetta il nostro Parlamento a varare il decreto dell’immediato arresto e confiscazione (sic!) di tutti i beni sottratti alle casse dello Stato da questo mafioso? Io mi chiedo: dove son finiti i nostri onorevoli “salva-Patria” della vecchia e patriottica Destra Nazionale? Perché non fanno qualcosa?…

Il lettore Gianni Pintus ribadisce il concetto, 18.10.2010, ore 15.24:” Mi piacerebbe che Il Giornale, Libero e Panorama si occupassero per un anno di appurare cosa si nasconde dietro gli “acquisti” del corruttore di Arcore, ad Antigua, tutte le cose nascoste (con possibile riciclaggio di soldi). Credo che sarebbe molto più interessante rispetto ai 55mq della casa del cognato di Fini a Montecarlo…”

Umberto, 18.10.2010, ore 15.08, scrive senza misericordia: “Fuori dal governo i mascalzoni travestiti da politici. Ghedini, Cicchitto, Bonaiuti finirete presto tra le pagine dell’infamia, inserto speciale della storia della repubblica italiana. Diciamo le cose come stanno, basta con i giri di parole. Il fulcro di tutto è il conflitto di interessi. B e la crikka devono tornare a casa, tra le nebbie della Valpadana.

Armelo, 18.10.2010, ore 14.52, commenta “Non cè (sic) da meravigliarsi se un parlamentare, avvocato difensore del presidente del consiglio, chieda alla Rai di non mandare in onda un reportage, che riguarda il medesimo presidente del consiglio, prima ancora di averlo visto. Non pochi, difensori dei forti e mai dalla parte dei deboli, vorrebbero la censura preventiva per non far sapere ai deboli le debolezze dei forti..”.

Un lettore che si firma “Allora, che querela sia!”, 18.10.2010, ore 15.01, pone una sfida giudiziaria:Se fanno querela, ben venga. Ne seguiremo l’iter con molta attenzione, avranno così l’occasione di dimostrare l’insussistenza dei fatti evidenziati da Report…

Zion, 18.10.2010, ore 15.05 scrive : “Il vero problema è che la destra sociale purtroppo vuol dire poco, ed è soprattutto un’eredità del fascismo, a me piace la destra liberale, la destra che abbassa le tasse, ma riesce a far funzionare i servizi ottimizzando al massimo, la destra del libero mercato, la destra che dentro se stessa si sente orgogliosa di essere italiana. Purtroppo al momento dove ti giri ti giri ti giri male”

ajò, il 18.10.2010, ore 12.02, la butta sul personale : ”Mio marito lavora da quasi 40 anni, ha uno stipendio di 1.280 euro al mese, ci siamo comprati una casetta e la metà dello stipendio finisce nel mutuo, siamo sommersi dalle bollette, non usciamo più neanche a prendere una pizza….., quando sento queste notizie mi viene il voltastomaco, e la cosa peggiora quando apprendo che qualcuno vorrebbe che certe notizie vengano censurate…”

Vincenzo, 18.10.2010, ore 13.39, commenta scandalizzato : “Altro che case ai terremotati di L’Aquila questo le case le fa ad Antigua, e son tutte sue. Che bella faccia ha.”

kirby il 18.10.2010, ore 13.18, infine sintetizza così la vicenda : “Lo “scandalo” sta nel fatto che questa società non si riesce a sapere a chi appartiene, data la sua usuale struttura da società “off-shore” cioè a matrioska. … Qui scatta l’ipotesi : la società in questione apparterà per caso a Berlusconi che con la scusa dell’acquisto di una villa ha spostato 22 milioni di euro in un paradiso fiscale? ai posteri l’ardua sentenza”.

 

Il vero scoop sulla villa di Antigua. Una foto chiarisce tutto.

Confessiamo che l’attuale direttore de “Il Giornale”, Sallusti ci fa un po’ tenerezza. Non tanto per quel suo inquietante volto, in cui molti riconoscono il Nosferatu di Murnau, quanto per il fatto che da un po’ di tempo è divenuto compagno di Crudelia de Mon, al secolo Daniela Santanchè. E’ una cosa che non auguriamo a nessuno e che saremmo lieti di poter smentire.

 

Alessandro Sallusti

Alessandro Sallusti, come lo vedono i suoi detrattori

Vogliamo perciò dare un paio di dritte a Sallusti. Intanto eviti di parlare sul suo giornale del fatto che il Comune di Milano ha  messo nel proprio bilancio i costi dell’illuminazione di una parte dell’isola di Antigua (puta caso quella in cui c’è anche la villa di Berlusconi) : solidarietà fiscale con il sud sì, ma che anche i Caraibi attingano alle casse della  Padania ..  ( se qualche milanese incredulo volesse controllare : VOGLIO CONTROLLARE DI PERSONA ).

Poi Sallusti controlli bene la foto in fondo a questo post, che ritrae un angolo nascosto della villa di Antigua. Le mura di un vecchio edificio, abbattuto per far posto alla nuova villa, sono decorate da una bandiera di un paradiso sperduto e da una targa, che permetterebbero di risalire all’identità del vero proprietario della Flat Point : si tratterebbe di un pregiudicato sardo di estrema sinistra che ha trascorso lunghi anni in carcere. Sarebbe un certo Gramsci Antonio, su cui stanno indagando anche gli ispettori della Gelmini. Questo sì che sarebbe un vero scoop, altro che cucina Scavolini!

Bandiera di un paradiso fiscale non identificato e targa apposta su un vecchio muro abbattuto per far posto alla villa di Antigua

Bandiera di un paradiso fiscale non identificato e targa apposta su un vecchio muro abbattuto per far posto alla villa di Antigua

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CHI DI OFF-SHORE COLPISCE DI OFF-SHORE PERISCE

Posted by pocavista su 19 ottobre 2010

 

Location delle ville berlusconiane (da Il Sole 24 ore)

L’ultima trasmissione della Gabanelli solleva qualche interrogativo sull’acquisto di una villa ad Antigua, da parte nel nostro Leader Supremo, da una società off-shore.

Com’è noto molte multinazionali e una miriade di privati VIP fanno largo ricorso alle società off-shore, prevalentemente per ragioni fiscali. Il costo per divenire proprietario di una off-shore è assai abbordabile : si va da poche centinaia di dollari a qualche migliaio di dollari. Molti consulenti insediati nei paradisi fiscali offrono anche società “usate”, pronte per l’uso, a prezzi di saldo. C’è chi può evadere così le tasse nel proprio paese, esportare illegalmente ingenti capitali e garantirsi l’anonimato. Naturalmente non tutto ciò che si può fare con una off-shore è illegale.

Qualche tempo fa un articolo a firma di Marco Sodano su La Stampa forniva interessanti informazioni (vd. http://www3.lastampa.it/domande-risposte/articolo/lstp/341722/) –

Per chi volesse capire di più sul funzionamento di queste particolari società, riportiamo alcuni passi dell’articolo di Sodano.

 

Off-shore : Quali le caratteristiche di queste società?
Si tratta di società registrate in base alle leggi di uno stato estero, ma che conducono la loro attività al di fuori dello Stato o della giurisdizione in cui sono registrate. In genere si tratta di Paesi i cui ordinamenti prevedono scarsi controlli, pochi adempimenti contabili e regimi fiscali agevolati…
L’obiettivo principale è proprio ridurre al minimo l’imposizione fiscale, approfittando delle imposte molto basse. Ma … è possibile ottenere anche altri vantaggi: per esempio la protezione di un patrimonio, la semplificazione della burocrazia, l’ottimizzazione dei costi, e la riservatezza.

Come si risale al titolare di una società off-shore?
La riservatezza è uno dei capisaldi dei paesi nei quali si costituiscono le off-shore. Pur di attirare sul loro territorio i capitali – e gestire le operazioni – di queste società, i Paesi non forniscono informazioni sulle società con base nel loro territorio. Così spesso le società offshore sono usate per realizzare discretamente speculazioni spericolate, se non addiritutra operazioni vietate o illecite, o per nascondere perdite di bilancio. La costituzione di offshore all’interno dell’architettura societaria di gruppi multinazionali è un fenomeno diffuso. Senza la riservatezza, i paesi perderebbero la loro ricchezza: e per questo motivo il governo di Saint Lucia, citato nella vicenda «Tulliani» è criticato con durezza dalla sua opposizione. L’aver rivelato dettagli sulla questione della casa di Montecarlo, vecchia proprietà del partito di An, mette a rischio la sua sopravvivenza economica».

Come si apre una società off-shore?
In sostanza bastano il proprio codice fiscale e un collegamento a internet. La rete pullula di società italiane e straniere che offrono il servizio completo. Qualcuna mette addirittura a disposizione società già costituite e rimaste inattive, ed è pronta a «girarle» ai suoi clienti in caso di necessità.

Le società off-shore sono legali?
Sì. Nonostante l’ammanco delle entrate fiscali, causato dalle società offshore ai cittadini dei Paesi a fiscalità ordinaria, un soggetto residente in qualsiasi Stato può legalmente creare e utilizzare una società off-shore.

La legge italiana come regola le off-shore?
Attravero la norma sulla tutela del risparmio del 2005 che attribuisce al Ministro della giustizia il potere di determinare gli Stati «i cui ordinamenti non garantiscono la trasparenza della Costituzione, della situazione patrimoniale e finanziaria e della gestione delle società». Per le società per azioni italiane che controllino o siano collegate con società con sede in quegli Stati sono previsti particolari obblighi informativi: devono documentare il patrimonio movimentato, le tasse pagate e dove sono stati realizzati i profitti.

Dove cittadini italiani non possono controllare o aprire off-shore?
Non esistono luoghi in cui non sia possibile. Però, nei Paesi in cui il ministro della Giustizia individui «carenze particolarmente gravi», le Spa italiane sono tenute a rispettare un regolamento stabilito dalla Consob, la commissione di vigilanza, che valuta «le ragioni di carattere imprenditoriale» che motivano la scelta. La Consob, qualora rilevi irregolarità, può presentare denuncia al Tribunale.”

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Tramonto ad Antigua

 

 

Giurisdizioni off-shore.

Wikipedia riporta gli stati “opachi” da un punto di vista fiscale e in cui è possibile aprire società off-shore.

È possibile registrare società offshore in numerose giurisdizioni. In alcune di esse, come ad esempio Regno Unito e Nuova Zelanda, esistono particolari tipi di società che offrono diversi vantaggi tipici delle entità offshore. La seguente lista non è esaustiva.

Andorra

Anguilla

Aruba

Bahamas

Barbados

Belize

Bermuda

Isole Vergini Britanniche

Brunei

Isole Cayman

Isole Cook

Costa Rica

Cipro

Dubai

Gibilterra

Grenada

Guernsey

Hong Kong

Isola di Man

Jersey

Giordania

Labuan

Liberia

Isole Marshall

Mauritius

Monaco

Antille Olandesi

Nuova Zelanda

Panama

Ras al-Khaima

Repubblica Dominicana

Saint Lucia

Seychelles

Singapore

Trinidad e Tobago

Turks e Caicos

Regno Unito

Vanuatu


Vaticano

 

Invece stati come San Marino, Lussemburgo, Liechstein e Svizzera, negli ultimi tempi, permettono se non una completa trasparenza, quanto meno una certa collaborazione con le autorità fiscali dei maggiori paesi del mondo.

 

Per quanto riguarda l’utilizzo delle off-shore, da parte di società che fanno capo al nostro Leader Supremo, si possono consultare i seguenti link :

 

http://isoladeimapinguary.blogspot.com/2010/09/limpero-off-shore-di-berlusconi.html

 

http://www.giornalettismo.com/archives/84559/berlusconi-loffshore-quelle/

 

http://www.repubblica.it/politica/2010/09/28/news/berlusconi_offshore-7498633/

 

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE67A0D620100811

 

In un altro post daremo conto in maniera più specifica della vicenda Berlusconi- Antigua-Gabanelli.

 

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METODO BOFFO VS METODO WOODCOCK. Da De Coubertin a Stracquadanio

Posted by pocavista su 16 ottobre 2010

Il Metodo Boffo

“L’importante è partecipare”. Fin qui il barone de Coubertin.

Il Barone Pierre de Coubertin

Il Barone Pierre de Coubertin

Nel tempo il “partecipare” è stato relegato in panchina e sostituito dal verbo “vincere”. In Italia, da sempre avanguardia creativa nell’etica pubblica, il motto poi è diventato “l’importante è screditare”. Anche usando dossier falsi o falsificando platealmente i fatti. La ricetta è stata definita dal parlamentare PdL Stracquadanio “Metodo Boffo”. Cerchiamo dunque di ricostruire la ricetta di un piatto che sembra assai gradito al nostro Leader Supremo.  gif-padella

Ingredienti di base. Si prenda un politico di maggioranza dissenziente. In mancanza di meglio, si può utilizzare anche un oppositore, un giornalista, un conduttore televisivo, un magistrato, un imprenditore, purché “scomodo”. 

Lardellatura. Si dia un certo spazio mediatico all’operato del soggetto di cui sopra, per risvegliare su di lui l’attenzione del pubblico. Qualora i soggetti da cucinare appartengano ad una stessa categoria professionale (come alcuni giornalisti o magistrati), si cominci a “fare di ogni erba un fascio”, pardon “ di ogni erba un comunista”. Varianti ammesse per definire l’erba cattiva: PCI-DS-PD, cattocomunista, sinistroide radical-chic o toga rossa. Lo si descriva come soggetto invidioso del successo del Leader Supremo, o come professionista della calunnia che complotta per sovvertire “il libero voto della maggioranza degli italiani”.

Fiammeggiatura. Si pubblichi qualche violento titolo a tutta pagina de Il Giornale, di Libero e/o del Il Tempo in cui si getti discredito sul personaggio di cui sopra.

Farcitura. Si preparino in atmosfera protetta e si diano alle stampe fotocopie di documenti verosimili o inventati di sana pianta, che dovrebbero costituire la “prova provata” dei titoli di cui sopra (dossier, testimonianze più o meno attendibili di faccendieri, vicini di casa e ignari passanti, piantine, cucine Scavolini, e-mail, veline di questura).gif-cuoco-barbecue-3d

Brasatura. Si faccia riprendere questi titoli da varie trasmissioni TV e notiziari “amici”, cercando di avvalorare le tesi dei giornali che hanno iniziato la campagna denigratoria. Si deve dedicare un tempo adeguato alla brasatura, utilizzando attrezzatura varia da cucina, come trasmissioni generaliste, il soap opera time, domeniche in, giornali di gossip, oltre ai TG amici. L’importante è mirare al bersaglio grosso del pubblico meno politicizzato e più influenzabile (casalinghe, anziani, strati meno acculturati della popolazione).gif-cuoco-3d

Rifinitura finale. Si dia molto spazio alle dichiarazioni degli esponenti PdL che esprimono certezze sulla colpevolezza del soggetto sottoposto a “Metodo Boffo” . Si dia invece un ruolo marginale a chi esprime un’opinione contraria. Si rendano note eventuali disavventure economiche o amorose del malcapitato per metterne in cattiva luce anche gli aspetti più privati (metodo Boffo “olistico”). 

Tempi di cottura. Se non si ottengono risultati immediati (cottura al sangue), si faccia brasare il tutto per un mese o due, usando un grosso volume di fuoco mediatico, alimentato da giornalisti “embedded” muniti di schidioni da grigliata e di uno spesso strato di pelo sullo stomaco a mo’ da giubbotto antiproiettile.

Presentazione in tavola. Infine si servano al Leader Supremo, su un piatto di portata d’argento, le dimissioni del malcapitato di turno. In caso di mancate dimissioni, quando il soggetto presenti carni troppo tigliose che mal si prestano a cottura mediatica, rimarranno pur sempre tracce di bruciatura. La ricetta del metodo Boffo è già stata utilizzata per :

  • Di Pietro, accusato falsamente da Feltri di avere ricevuto soldi da Pacini Battaglia (episodio per il quale “Il Giornale” ha dovuto corrispondere varie centinaia di milioni di lire a Di Pietro, perché ritirasse le querele, e Feltri si è dovuto scusare dalle stesse colonne de “Il Giornale”);
  • il Caso Telekom Serbia, con bufale presentate dallo pseudo conte Igor Marini, scaricatore del mercato ortofrutticolo di Brescia, poi condannato per falso,
  • il caso Mitrokhin, con bufale fornite dallo spione Scaramella, poi condannato per falsa testimonianza;
  • il governatore del Lazio Marrazzo, vittima di un oscuro ricatto ordito da “mele marce” dell’Arma dei CC, con la vicenda dei trans, in cui in realtà è solo parte lesa. Si ricorderà che il filmato compromettente che ritraeva Marrazzo coi trans, chissà perché, era finito sulla scrivania di Berlusconi, il quale aveva “consigliato” Marrazzo di pagare, invece di denunciare il ricatto alla magistratura. Per un uomo di Stato qual è il nostro Leader Supremo non c’è male! Nella vicenda intanto ci sono alcune morti misteriose di un pusher e di alcuni trans.
  • il direttore dell’Avvenire, Boffo, con regolare bufala predisposta dal quotidiano diretto da Littorio Feltri, usando una velina falsa;
  • Don Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, fatto passare dai soliti noti per pseudo prete cattocomunista;
  • Fini, con la vicenda della casa di Montecarlo montata da “Il Giornale” , da “Libero” e da “Il Tempo”(storia che presenta già molte crepe e che è stata momentaneamente abbandonata in attesa che Fini e i suoi votassero la riedizione del Lodo Alfano);
  • il presunto tentativo di ricatto ai danni della Marcegaglia, la leader di Confindustria che si era azzardata a criticare il governo.

Il Metodo Woodcock

John Woodcock

Alcuni giornali vicini al Leader Supremo hanno invece posto l’attenzione sul “Metodo Woodcock”. Woodcock è il magistrato già salito alla ribalta per varie inchieste che hanno toccato alcuni potenti e che ha fatto rivelare il presunto tentativo di ricatto operato dal vicedirettore de “Il Giornale” nei confronti della Marcegaglia. Il cosidetto Metodo Woodcock consisterebbe nell’alzare un polverone giudiziario, gettando fango su alcuni potenti attraverso inchieste che poi si risolverebbero in nulla. Al riguardo il Consigliere leghista al CSM, Matteo Brigandi (un cognome, un destino) ha proposto provvedimenti disciplinari contro Woodcock, il cui operato getterebbe discredito sulla magistratura. Ma è proprio vero che Woodcock, per mania di protagonismo, infanga politici e imprenditori immacolati con inchieste campate in aria? Alcune inchieste avviate da Woodcock, come quella definita “Savoiagate” e che portò all’arresto anche di Vittorio Emanuele di Savoia, e quella detta “VIPgate”

Vittorio Emanuele di Savoia

Vittorio Emanuele di Savoia

sono poi finite effettivamente in una bolla di sapone, dato che i tribunali non hanno rilevato fatti di rilevanza penale.

Singolare è il caso di Vittorio Emanuele di Savoia che, in carcere a Potenza, cadde una notte dal letto “a castello”. Tragicomica nemesi per un sedicente sovrano che ai castelli invece dovrebbe esserci abituato.

Altre inchieste si sono arenate sotto montagne di sabbia scaricate sui procedimenti da avvocati, politici e magistrati. Tuttavia qualcosina Woodcock ha messo in cascina.  Per esempio Woodcock ha fatto condannare in vari gradi (e quindi i vari collegi giudicanti hanno ravvisato riscontri oggettivi) :

  • il cancelliere del Tribunale Fallimentare di Potenza, perchè vendeva per proprio conto gli immobili derivanti da fallimento;
  • il direttore e il presidente del collegio sindacale Inail, per corruzione. Entrambi hanno dovuto risarcire milioni di euro;
  • l’ambasciatore Vattani (che faceva pagare a noi contribuenti decine di migliaia di euro di telefonate private con la sua ganza) e il portavoce finiano Sottile (che aveva appuntamenti galanti con signorine negli stessi uffici del Ministero) per peculato;
  • gli imprenditori Roberto e Claudio Petrassi, per corruzione, insieme all’assessore laziale e, ahimè nostro vicino di casa, Gargano;
  • una dirigente dell’Agenzia delle Entrate, per corruzione;
  • un avvocato potentino, Piervito Bardi, per favoreggiamento;
  • il noto paparazzo dei Vip Fabrizio Corona e altri, per estorsioni e corruzione.

Su “il Fatto” quotidiano viene poi riportato che Woodcock ha fatto rinviare a giudizio il magistrato Vincenzo Barbieri (già dirigente al ministero della Giustizia, attualmente a capo della procura di Avezzano) per falso, truffa e peculato, e che un’altra mega-inchiesta ancora in corso, sulle tangenti Total Italia per le estrazioni petrolifere, ha avuto varie conferme fino in Cassazione. Qualche anno fa il ministro leghista della Giustizia Castelli sottopose a inchiesta disciplinare Woodcock, che poi su prosciolto dal CSM e Castelli condannato a pagare le spese processuali. Certo i più affezionati lettori de “Il Giornale” potrebbero obiettare che Woodcock potrebbe godere della complicità di “toghe rosse che gli reggono il sacco”. Ma avete mai sentito un colletto bianco o un politico che – beccati con le mani nella marmellata – non si dichiari vittima del fumus persecutionis della magistratura? Atteggiamento ormai diventato largamente di moda tra gli imputati da quando il nostro Leader Supremo è sceso in campo. Il fumus, il legittimo sospetto, le toghe rosse, i complotti ormai si sprecano.

Spiace dirlo, ma l’unico politico di rango che ha ammesso pubblicamente le proprie malefatte tangentizie, sfidando gli altri politici tangentizzati di tutti i partiti a fare altrettanto, è stato Bettino Craxi. Però lo ha fatto dopo avere inizialmente cercato di minimizzare, scaricando il “mariuolo” Mario Chiesa beccato in flagrante, come se fosse una mela marcia isolata, e aver minacciato Antonio Di Pietro con dei documenti fasulli (“abbiamo un poker d’assi” contro Di Pietro, dichiarò).Poi Craxi fu costretto, secondo la vulgata dei suoi fedelissimi saliti in tutta fretta sul carro del nuovo vincitore from Arcore, “all’ esilio” dalle “toghe rosse” di Mani Pulite. In realtà scelse la latitanza all’estero per evitare il carcere, essendo stata abolita nel frattempo l’immunità parlamentare. Ma era ancora Prima Repubblica. Oggi la situazione invece è tutta rose e fiori, a “parte qualche mela marcia isolata”. (?!)

Ormai siamo nella Seconda Repubblica

Seconda Repubblica

Conclusione

Tutto lascia supporre che il Metodo Boffo tornerà ad essere applicato in grande stile dai mezzi di comunicazione vicini al Leader Supremo, specialmente in vista della prossima tornata elettorale di primavera. Riteniamo che, in lista di attesa, siano stati inseriti – per meriti speciali – Montezemolo, Vendola, Bersani, Santoro, Mentana, Draghi, Napolitano. Incerta la presenza di Soru, che è già stato cucinato da una variante del Metodo Boffo, in occasione delle ultime elezioni regionali per la Sardegna.  Candidati di riserva i sindaci PD Renzi e Chiamparino. Quasi sicura l’aggiunta alla lista di Woodcock, già sottoposto in passato a violenti attacchi da parte di Vittorio Feltri.

PS – Per chi non lo sapesse, il 2 giugno 2002 Vittorio Feltri aveva pubblicato su “Il Foglio” un violento editoriale contro Woodcock. Feltri viene poi condannato per diffamazione il 13 febbraio 2005 con atto del Tribunale di Monza. Il buon Littorio perde il pelo, ma non il vizio.

Ricordiamo che VittorioEmanuele di Savoia, finito in carcere a Potenza, cadde una notte dal letto “a castello”. Tragica nemesi per un sovrano o sedicente tale che ai castelli ci dovrebbe essere abituato. Altre inchieste si sono arenate sotto montagne di sabbia scaricate sui procedimenti giudiziari da avvocati, politici e magistrati. Tuttavia qualcosina Woodcock ha portato in cascina. Solo per menzionare i casi più noti, Woodcock ha fatto condannare in vari gradi (e quindi i vari collegi giudicanti hanno ravvisato riscontri oggettivi) :

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Il quindicenne del Fronte della Gioventù alla corte del Siddharta di Arcore.

Posted by pocavista su 30 settembre 2010

Marcello Veneziani a scuola doveva essere bravino in italiano, un po’ meno in filosofia. Infatti, quando è in vena, scrive bene, eccome. E’ il contenuto che lascia a desiderare. Specie se uno decide di mettersi al gif-darth-vater-sw8servizio del Signore del Lato Oscuro della Forza. Prendiamo ad esempio due editoriali di Veneziani apparsi a poca distanza l’uno dall’altro, entrambi frutto di buonissima scrittura. I primo è apparso il 25 settembre “Gianfranco traditore e ladro di sogni” e il secondo celebra il 74 compleanno di Berlusconi, “La vita miracolosa del Siddharta della Brianza”.

Tutti sanno che in questi mesi Feltri ha attaccato Fini sia sul piano politico perché “tradisce” il patto con gli elettori, che sul piano etico, con la pagliuzza nell’occhio della casa di Montecarlo. Solo pochi lettori di destra sanno che Sgarbi lo ha attaccato sul piano personale, facendo passare Fini per un pirla e un incapace che si fa infinocchiare da una sgallettata qualsiasi. Vedi Sgarbi vs Fini

Nel primo editoriale Veneziani cerca di demolire il rapporto di Fini con quella parte del popolo missino che non si è mai riconosciuta completamente in Berlusconi, ma stenta a capire i perché e i percome del percorso dell’ex-leader di AN.

In una sorta di autobiografico Amarcord, dedicato a quel Marcello quindicenne che negli anni 70 portava in piazza il tricolore, Veneziani ricorda la propria vita :

Amarcord. Il giovane Alemanno e il FdG

Amarcord. Il giovane Alemanno e il FdG

“ Scuola politica di pomeriggio, volantini di sera, manifesti di notte, rischi di botte e ogni tanto pellegrinaggi in cerca di purezza con tricolori e fazzoletti al collo”. “Erano migliaia i ragazzi come lui. Ce ne furono alcuni che persero la vita, una trentina mi pare ..”.

A questo punto Veneziani lancia il primo affondo : “è lui, il ragazzo di quindici anni, il vero mandante e ispiratore delle accuse a Fini. Non rivuole indietro i soldi che spese per … mantenere la sezione, per comprare la colla … Non rivuole nemmeno gli anni perduti che nessuno del resto può restituirgli, le passioni bruciate di quel tempo … Quell’etichetta gli restò addosso per tutta la vita, e gli costò non poco, ma seppe anche costruirvi sopra qualcosa.”. Non sappiamo gli altri, ma Veneziani ci ha costruito benino, visto che è anche divenuto anche consigliere di amministrazione della RAI.

Quel ragazzo, continua Veneziani, capisce la necessità di “adeguarsi al proprio tempo, abiurare, rinnegare, perfino tradire. Non giustifica, ma capisce; non rispetta, ma accetta. È la politica, bellezza.”

Molti militanti di destra, allora giovani e meno giovani, quelli che magari andavano a tirare le monetine a Craxi al St.Raphael e che inneggiavano a Mani Pulite, hanno dovuto ingoiare i Previti (ma in fondo in fondo qualcuno lo ritiene pur sempre un camerata condannato da una magistratura bolscevica); le amicizie con l’ex colonnello del KGB Putin e con Gheddafi, che mandava i missili a Pantelleria e che ci fa sparare addosso con le motovedette che gli abbiamo fornito; lo scandaloso scudo fiscale che premia evasori e riciclatori all’estero; oltre a tante altre cose che avrebbero fatto rivoltare Almirante nella tomba. Per sopportare tutto questo, il popolo della fiamma ha dovuto recitare continuamente il mantra dello sdoganamento, grazie a un Uomo della Provvidenza con la bandana (l’Uomo, non la Provvidenza) che lo ha portato al potere,berlusconi-santo gli ha messo a disposizione quasi le sue TV e quelle delle RAI, giornali manganellatori e riviste mondadoriane, gli ha permesso di parlare anche delle foibe e della RSI. Ma soprattutto ha messo ai margini i “sinistri” di tutte le risme.

Ma tutta questa pletora di ex-craxiani e ex-democristiani, di faccendieri e di collusi con mafie di ogni tipo, che si affolla attorno all’incontrastato Signore dei Capelli di Arcore, molti ex-missini non l’ha mai digerita.

Ora MV rivela che “quel che non gli va giù è vedere quelle paghette di ragazzi che alla politica dettero solo e non ebbero niente, quei soldi arrotolati di poveracci che li sottraevano alle loro famiglie e venivano a dirlo orgogliosi, quelle pietose collette tra gente umile e onesta, per tenere in vita sezioni, finire in quel modo. Gente che risparmiava sulla benzina della propria Seicento per dare due soldi al partito che col tempo finirono inghiottiti in una Ferrari.pianto-gatto-silvestro Gente che ha lasciato alla Buona Causa il suo appartamento. Gente che sperava di vedere un giorno trionfare l’Idea, come diceva con fede grottesca e verace. E invece, Montecarlo, i Caraibi, due, tre partiti sciolti nel nulla, gioventù dissolte nell’acido. È questo che il ragazzo non può perdonare”.

E qui Veneziani dà fondo a tutte le sue abilità manipolatorie, buttandosi su un grottesco e retorico strappacore : “giocare sulla pelle dei poveri e dei ragazzini che per abitare i loro sogni si erano tolti i due soldi che avevano, no, non è accettabile. salvadanaioAttingere da quel salvadanaio di emarginate speranze è vergognoso… Fini non ha diritto di rubare i sogni di un ragazzo, di un vecchio, di un combattente.” Poi la chiusa a effetto : “se un uomo è disposto a svendere casa, o non vale niente la casa o non vale niente lui. E la casa valeva.”. Bravissimo retore, non c’è che dire.

E qui parte la standing ovation degli ex- quindicenni di destra : #6 guidode.zolt (2916) il 25.09.10 alle ore 9:00 commenta sul sito WEB de Il Giornale: “un fragoroso applauso…!gif-applauso Lei Veneziani ha saputo tirar fuori quello che molti di noi avevano dentro…con tutta la mia stima.

#37 piesaggi (2), il 25.09.10 alle ore 10:08, non si trattiene : “Marcello, sei un GRANDE ! Te lo dice un sessantottenne (NON un sessantottino), colonnello dei CC. in pensione ! Grande veramente grande!!!”. C’è qualcuno che pensava che un colonnello dei carabinieri potesse essere un sessantottino camuffato?

#47 JhonStone (101) il 25.09.10 alle ore 10:28 scrive: “Cazzarola!! Sapevo che lo scrivere era un arte, che le parole fossero come scalpello… ma è raro vedere ‘live’ tanta maestria… un capolavoro, non c’è altro da dire.

#19 Michele Calò (366)il 25.09.10 alle ore 9:37 scrive: “Hai ragione Marcello, ci ha rubato i sogni, l’illusione di una Destra antidemocristiana, anticomunista, laica ma non anticattolica, europea ma non anti italiana, ecumenica ma non vile dinanzi all’islam. … Gli imbecilli sinistri, dipietristi, finioti non possono capire, nel loro deserto interiore, nella loro pezzenteria di sentimenti, quello che proviamo noi …

#39 emigrasso (243) il 25.09.10 alle ore 10:09 scrive: “Oggi Veneziani mi ha commosso. Con un groppo alla gola dico che uomini come Fini, traditori, profittatori e vigliacchi, non meritano che di rappresentare quelli della sua razza: i vari Bocchino, Granata etc. Vedere come hanno ridotto il nostro vecchio MSI e come hanno svilito ciò che di grande e bello c’è nell’Ideale, mi dà il voltastomaco. Non meritano che il disprezzo …

Qualcuno accomuna Fini addirittura a Bin Laden. Manca solo che lo accusino di essere l’autore dell’attentato alle Torri Gemelle e poi siamo a posto. Il lettore #74 dony (323) il 25.09.10 alle ore 11:22 ricorda i “…valori di Onestà, Moralità, Giustizia, Patria, Famiglia, Senso dello Stato… in cui oggi fermamente nonostante tutto ancora crediamo. E questo Bin Laden nostrano, incollato alla poltrona, ha calpestato tutto ciò’ per favorire la sua compagna di letto, la di lei famigliola e il tulliano portafoglio. Solo i Santoro i Travaglio i Concita, Magistrati vari e compagnia bella possono perdonare quest’uomo che non ci fa onore. NOI NO!!! (Grazie al Dott. Veneziani per il bellissimo articolo)

Ma qualche lettore disilluso dalla politica cerca di sottrarsi alla trappola dei buoni sentimenti e obbietta, come #67 natuzzim (3) il 25.09.10 alle ore 11:10 : “Anche io ho un simile tuo percorso ma sono rimasto nell’ombra, non sono mai andato in televisione … l’età mi ha fatto capire che la politica è bella ma che i politici non fanno altro che pensare ai c….i loro, tutti con il presidente del consiglio in testa, seguito da Fini, Bossi, Casini, Di Pietro, Bersani e via elencando e anche tu che a quindici anni sognavi, oggi che ti sei svegliato cosa stai facendo? Non stai prendendo per i fondelli altri quindicenni sognatori”.

C’è anche uno sconsolato #94 Gioacchino.S (8) che il 25.09.10 alle ore 12:15 scrive: “... Pensavamo di essere diversi dai forzaitalioti, vecchi socialisti cialtroni e pure un pò lestofanti,lega-pontida-rullo diversi dai leghisti, noi così legati indissolubilmente al Tricolore e alla Nazione, “right or wrong, is my Country”, ed invece eccoci qua senza più genitori, figli di n.n, in cerca di un’identità ormai persa per sempre.”

Un altro lettore si chiede come faccia Veneziani e quel popolo di destra, che dice di riconoscersi in valori quali Onestà, Moralità, Giustizia, Patria, Famiglia, Senso dello Stato, a stare insieme a Previti, Capezzone, Cicchitto, Verdini, Cosentino, Scajola, Dell’Utri, La Russa, Stracquadanio, Brancher e compagnia cantante. E a un Leader che si fa approvare decine di leggi ad personam. Altro che appartamentino di Montecarlo!

Mi scuso per il riferimento personale, ma è la domanda che anch’io ho sempre posto ai miei amici di destra, per alcuni dei quali nutro profondo rispetto e stima.

siddhartaMa accanto al Veneziani retore, che cerca di avvelenare i tradizionali pozzi a cui si abbeverano le truppe “finiote”, allontanandole da quello che lui definisce Gianfrego Fini, c’è un altro Veneziani che scrive dellaVita miracolosa del Siddharta della Brianza”. E’ un omaggio al compleanno del Leader Supremo, fatto di garbata ironia, che cerca di neutralizzare la feroce e onnipresente satira dei “sinistri” nei confronti del Leader Supremo e che, forse, qualche breccia l’ha fatta anche nel popolo di destra più legato “all’Ideale”.

Andatevelo a leggere integralmente, è un vero pezzo di bravura giornalistica. gif-chapeauChapeau. Veneziani e il Siddharta della Brianza

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Incredibile : Veneziani dà del “tappo” a Berlusconi su “Il Giornale”

Posted by pocavista su 28 settembre 2010

Marcello Veneziani

Marcello Veneziani

IL LIQUAME SA DI TAPPO

Qualcuno pensa che Marcello Veneziani, da grande, si sia iscritto al club degli Ultras di Arcore e faccia continue sviolinate al Leader Supremo scrivendo editoriali ruffiani su Il Giornale? Nemmeno per sogno. Veneziani, intellettuale di destra (scusate l’ossimoro), fresco autore di un pezzo strappacore da antologia sul quindicenne di destra di ieri oggi deluso da Fini ( di cui daremo conto in un prossimo post) si azzarda perfino a dare del “tappo” al Cavaliere. Definizione poco elegante, che fa pensare subito alla bassa statura dell’alto statista. Il tappo viene perfino associato al cattivo odore : berlusco-bandana-1Berlusconi è il tappo che impedisce la fuoriuscita dei liquami della partitocrazia”.(M.Veneziani, Ecco perché il Cav non deve essere stappato, Il Giornale del 27 settembre 2010).

Se salta il tappo – prosegue Veneziani – allora verrà il bello: il centrodestra si farà in quattro, e il centrosinistra pure. Più un paio di terzini della politica che pretenderanno di giocare al centro.”

E allora sarà la “gioia dei poteri forti e dei mediatori con ricattino annesso”. La domanda sorge spontanea : ma in che paese vive Veneziani? Berlusconi, che è l’uomo più potente e ricco d’Italia, non è lui stesso “il” potere forte per eccellenza e beneficia come non mai di “questo” bipolarismo? I ricatti a Sircana, Marrazzo, Boffo e Fini e prima ancora a Di Pietro; le cricche; lo scandalo della Protezione Civile; l’Alitalia data per quattro soldi agli amici, scaricando sui cittadini tre miliardi e mezzo di debiti; il Governo che chiede aiuto a parlamentari condannati per mafia; le quaranta leggi ad personam; gli sconti fiscali scandalosi concessi alle aziende del premier; i Previti e i Dell’Utri, le bufale delle Commissioni Mitrokhin e di Telekom Serbia miseramente sgonfiatesi, i conflitti permanenti tra i poteri dello stato, non sono il frutto di questo bipolarismo malato in cui il Cavaliere pare trovarsi particolarmente a suo agio?

altan-ho-trovato-mela-sana

Altan, da L'Espresso

Lo stesso Veneziani è costretto ad ammettere “no, la fogna c’è già, eccome. Solo che con la svolta partitocratica, con il salto del tappo, la fogna non verrà più convogliata in due collettori”. Veneziani però fa finta di non accorgersi che uno dei due collettori, proprio quello in cui si sente più a suo agio, costruito su misura per il Leader Supremo e che trasporta milioni di barili di populismo, è quello che inquina maggiormente le falde freatiche che alimentano la vita del nostro Paese.

Infine Veneziani lamenta “il linciaggio verso il Giornale e Libero per aver fatto giornalismo d’inchiesta e aver pubblicato ciò che è stato poi confermato”. Da chi e da come non è dato sapere. Dal ministro di Santa Lucia, dalla foto della cucina Scavolini? Marcello, ormai sei grande, non essere così ingenuo. Anche i documenti che sputtanavano Di Pietro sembravano veri, poi Feltri ha chiesto scusa nel 97 a Di Pietro proprio dalle pagine de Il Giornale, e ha corrisposto a Di Pietro varie centinaia di milioni di vecchie lire per evitare i processi. Anche la velina che inchiodava Boffo era stata prodotta da “un testimone degno di fede” e poi Feltri ha dovuto ammettere che era falsa, scusandosi con Boffo, ormai neutralizzato dalle dimissioni. Anche i documenti della Mitrokhin e Telekom Serbia sembravano veri : peccato che Igor Marini e Scaramella, testimoni e confezionatori delle patacche, siano stati condannati per falso e il tutto sia finito in una bolla di sapone. Ah, dimenticavo : si sa, tutta la magistratura è composta da bolscevici e talebani dipietristi.

Ma intanto si continua ad applicare il vecchio principio mediatico : butta il liquame nelle pale del ventilatore, che qualche schizzo arriverà. Basta avere a disposizione qualche giornale e un bel po’ di canali TV e alle elezioni qualche frutto si raccoglie sempre

UN BRINDISI

Veneziani conclude : “se la politica è scesa così in basso, i giornali … si sono collocati alla stessa altezza. Ma se salta il tappo, brinderemo finalmente coi liquami”.liquame-collettore

Vorrei rassicurare Veneziani : non si preoccupi per gli italiani, che con i liquami – sparsi a piene mani anche dai giornali in cui lui scrive – ci brindano da anni.

Mi permetto di suggerirgli uno slogan per la prossima campagna elettorale del PdL : “Che vuoi di più dalla vita? Un liquame!”.

Tanto molti elettori del PdL, che guardano scandalizzati alla pagliuzza monegasca nell’occhio di Fini e non riescono a vedere la foresta di sequoia che prospera in quello di Berlusconi, continueranno a scegliere il collettore di liquami di maggiore portata. Gli italiani corrono sempre in aiuto del vincitore, come diceva Ennio Flaiano.

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La concrezione rinvenuta nell'occhio del Leader Supremo

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FINI E IL TRIANGOLO DELLE BERMUDE. LA STRANA ROGNA DELL’APPARTAMENTINO E IL PORTATORE SANO. Il videomessaggio chiarisce qualcosa?

Posted by pocavista su 26 settembre 2010

gif-guerrieri-medievali

La guerra dei video messaggi.

Ieri sia Fini che Berlusconi si sono combattuti a suon di videomessaggi immessi sul WEB e rimbalzati dappertutto.

Ubi maior, prima quello di Berlusconi, in cui il Leader Supremo ha pronunciato la battuta dell’anno :

“Gli italiani hanno un estremo bisogno di valori positivi, di valori etici e morali, hanno bisogno di ritrovare la fiducia nello Stato” (Silvio Berlusconi, videomessaggio apparso sul sito dei Promotori della Libertà, 25.9.2010). La segnalerò a www.spinoza.it

Per il resto, la solita propaganda di repertorio : governo del fare, missione di pace in Afganistan, veleni e disinformazione contro il governo, noi lavoriamo gli altri infangano.

Da "Il Misfatto", 26.9.2010

Da "Il Misfatto", 26.9.2010

Ma parliamo di Fini (vedi il videomessaggio di Fini sul WEB di FAREFUTURO) e delle cose strane che avvengono tra Montecarlo e i Caraibi.

  • Strano che Fini, nel suo videomessaggio, chiarisca e non chiarisca. “Mi dimetterò da Presidente della Camera se qualcuno dimostrerà che l’appartamento è di Tulliani”. Cosa praticamente indimostrabile, dato che società proprietaria dell’appartamento di Montecarlo è “al portatore”. Mossa che vorrebbe essere astuta, ma in realtà è assai debole.
  • Strano che Fini ci abbia messo tanto per fare dichiarazioni pubbliche sulla casa di Montecarlo. Si tratta di imbarazzo per essere stato colto con le mani nella marmellata, sia pure in un episodio marginale, o strategia cosciente per far gonfiare meglio la bolla mediatica e farla esplodere con un bel botto?
  • Strano che Fini, dopo avere rivendicato la difesa della legalità, delle regole e della divisione dei poteri che dovrebbe essere alla base di uno stato democratico, dopo avere denunciato che Berlusconi – senza nominarlo apertamente – di queste cose se ne frega altamente e che fa bastonare i suoi avversari dai suoi lanzichenecchi mediatici, dopo aver detto in pratica che Berlusconi rappresenta un pericolo per la democrazia in Italia, abbia offerto a Berlusconi un ramoscello d’olivo. Si è arreso o cerca una tregua per organizzare meglio le sue truppe? Rimette il cerino nelle mani di Berlusconi, finché non si fa la nuova finanziaria lacrime e sangue, per la quale il governo si prenderà gli accidenti degli italiani perdendo ulteriori consensi?
    "Come fa male il manganello mediatico. Era meglio se mi portavo un po' di olio di ricino!"

    "Come fa male il manganello mediatico. Era meglio se mi portavo un po' di olio di ricino!"

  • Strano che Fini, che a Berlusconi ha concesso di tutto e di più, facendogli votare tutte le leggi ad personam, di queste cose si sia accorto solo adesso. Meglio tardi che mai.
  • Strano che l’avvocato Ellero, ex-senatore della Lega Nord, abbia rilasciato le sue dichiarazioni che escluderebbero Tulliani come proprietario della casa di Montecarlo, in concomitanza con il messaggio di Fini. Un side effect del messaggio di Fini oppure una mossa concordata?
  • Strana la telefonata misteriosagif-telefono-che-suona di un sedicente amico della famiglia del Ministro degli Esteri di Santa Lucia ad Annozero, in cui si denunciava la presenza di agenti italiani, libici e russi nel proprio paese e che le famiglie dei Ministri di Santa Lucia erano state fatte allontanare dal Paese proprio per prudenza. Telefonata veridica oppure una sceneggiata per preparare la contromossa di Fini? Perché la famiglia di un Ministro straniero fa telefonare proprio ad Annozero? Un assist di Santoro a Fini oppure una buccia di banana su cui qualcuno cerca di far scivolare il Santoro perennemente sotto attacco da parte dei Berlusconi’s boys?
  • Strano che il Ministro della Giustizia di Santa Lucia, Francis, quello che figura nel videomessaggio che fa ricondurre la proprietà della Timara, la società cui appartiene l’appartamento di Montecarlo, allo stesso Tulliani, abbia violato una legge di Santa Lucia per rivelare chi sta dietro una società off-shore, facendo correre il rischio che le altre società off-shore tolgano le tende e i soldi dall’isola;
  • Strano che il sullodato Ministro della Giustizia Francis non appaia nell’elenco dei Ministri sul sito ufficiale del Governo di Santa Lucia e che al suo posto ci sia invece qualcun altro; Vedi COMPOSIZIONE GOVERNO SAINT LUCIA
  • Strano che praticamente tutti i dossier su avversari politici di ieri e di oggi arrivino sulla scrivania di Berlusconi e/o nelle redazioni di riviste e quotidiani del suo gruppo o della sua famiglia.
  • Strano che in Italia ormai non si parli più delle lettere di Ciancimino che indicherebbero Berlusconi come uno dei contatti della mafia siciliana; dei numerosi guai giudiziari del premier che cerca di fare di tutto per evitare i processi; delle cricche di malaffare che imperversano nei dintorni del potere berlusconiano; dei favori fatti ad evasori internazionali con lo scudo fiscale; delle società offshore come All Iberian possieduta dalle società di Berlusconi; dello sconto fiscale mostruoso (da alcune centinaia di milioni di euro a meno di dieci milioni) di cui hanno usufruito società del premier grazie ad un suo provvedimento legislativo.
  • Strano che non si parli più degli innumerevoli condannati e pregiudicati che siedono il Parlamento, in particolare nei banchi del centrodestra; dei sacrifici che devono fare sempre i soliti noti mentre il premier continua a comprarsi ville dappertutto; della coerenza dei leghisti, che un tempo chiamavano Berlusconi “il mafioso di Arcore” e sventolavano cappi in Parlamento al tempo di tangentopoli, mentre ora salvano in Parlamento gli accusati di camorra, votano tutte le leggi ad personam di Berlusconi e vanno a visitare col cappello in mano le nuove ville acquistate dal Leader Supremo; del crescente numero di disoccupati e dell’impoverimento di un gran numero di famiglie italiane. Strano che ci si arrovelli invece per appurare di chi è un appartamentino di qualche decina di metri quadri.
  • Strano che chi ha quasi il monopolio della comunicazione televisiva, possieda inoltre direttamente o indirettamente alcuni quotidiani e una miriade di riviste destinate ad un pubblico meno politicizzato e possa condizionare fortemente i giornali concorrenti attraverso la concessione di pubblicità (Publitalia di Mediaset e Sipra dei Rai controllano oltre il 90% del mercato pubblicitario), riesca a influenzare fortemente l’opinione pubblica e stabilisca quali notizie siano importanti e quali no. In gergo giornalistico si chiama “agenda setting“.Ebbene tra tutte queste stranezze, non appare strana tutta questa attenzione sull’appartamento di Montecarlo, che è funzionale a demolire un avversario politico e a riaffermare il principio “il più pulito ci ha la rogna”, slogan caro a molti elettori di centro destra e, mi permetto di aggiungere, ai grillini.  Quindi se tutti hanno la rogna, anche uno che di rogne ne ha fin troppe come Berlusconi diventa una sorta di portatore sano. Attraverso un’analoga operazione mediatica (il famigerato “Metodo Boffo” di cui l’ineffabile parlamentare del PdL Stracquadanio è il cantore) si fa passare l’idea che i Boffo, i don Sciortino, i Fini – colpevoli di abigeato politico perché cercano di sottrarre qualche ingenua pecorella dall’ovile di Arcore – non avrebbero alcun titolo per denunciare le malefatte altrui.

Chi non si piega, “io lo spiezzo” con il “Metodo Boffo”.

Berluscono fa finta di sparare ad una giornalista russa che aveva rivolto una domanda scomoda al suo amico e sodale Putin

Berlusconi mima il gesto di sparare ad una giornalista russa che aveva rivolto una domanda scomoda al suo amico e sodale Putin

Non siamo ancora nella Russia di Putin, in cui i giornalisti scomodi vengono uccisi a revolverate. Per ora il manganello è solo mediatico. Ma un domani chissà, non mettiamo limiti alla Provvidenza e al suo Uomo.

E’ ancora democrazia? Berlusconi cerca di farci transitare verso una strana forma di governo che manterrà alcuni meccanismi formali della democrazia (elezioni, Parlamento di nominati dai segretari di partito, libertà di stampa), ma che di fatto è una dittatura dell’esecutivo (presidenzialismo, leggi ad personam per la serie “io so’ io e voi nun siete ‘n cazzo”, magistratura sottomessa al controllo dell’esecutivo, Corte Costituzionale sotto controllo politico, quasi monopolio dei mezzi di comunicazione per condizionare l’opinione pubblica, controllo del WEB attraverso forte tassa per l’apertura di un blog e varie disposizioni vessatorie, ecc.). Una dittatura alla vaselina o per meglio dire “una democratura”.

A meno che Fini – supplendo a opposizioni evanescenti come quella del PD o a pseudo opposizioni come quella UDC –triangolo-bermude-2 non riesca a sopravvivere politicamente al caraibico triangolo delle Bermude in cui Berlusconi sta cercando di farlo scomparire. E che invece lo sgambetto riesca a farlo Fini a Berlusconi, costringendolo a rifugiarsi in una delle ville che il Leader Supremo possiede – stranamente – ai Caraibi.

Links :

TRIPLI SERVIZI PER L\’APPARTAMENTINO DI MONTECARLO

IL FATTO QUOTIDIANO : COSI\’ PARLO\’ FINI

PIOVONO RANE : CENTRODESTRA ALL\’ITALIANA

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Profumo sul motopeschereccio Ariete mitragliato dai libici?

Posted by pocavista su 22 settembre 2010

Clamoroso : Profumo trovato sul motopeschereccio Ariete mitragliato dai libici? Tutta la verità in un reportage fotografico.libia-italia-ci-spariamo-da-soli

Alessandro Profumo, dimissionario da Unicredit

Alessandro Profumo, dimissionario da Unicredit

Dopo la recente vicenda delle dimissioni di Alessandro Profumo da CDA di Unicredit, a seguito del rastrellamento di un cospicuo pacchetto azionario da parte di libici, ormai divenuti principale azionista della primo gruppo bancario italiano, qualcuno si è chiesto se questo fosse da collegarsi con la vicenda del peschereccio italiano mitragliato dai libici.

Ebbene alcune foto chiariscono ciò che potrebbe costituire un intrigo internazionale dagli inquietanti retroscena. Le sottoponiamo alla valutazione dei lettori.

Il Peschereccio Ariete, mitragliato dai libici, esaminato dai nostri militari

Il Peschereccio Ariete, mitragliato dai libici, esaminato dai nostri militari

I danni provocati dalla motovedetta libica

I danni provocati dalla motovedetta libica

L'ingente quantità di profumo trovata a bordo

L'ingente quantità di Profumo trovata a bordo

Speriamo che magistrati siciliani, che stanno effettuando l’interrogatorio dei sei finanzieri italiani presenti sulla motovedetta libica che ha attaccato il peschereccio Ariete, facciano piena luce.

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“Stato canaglia”, mignottocrazia e “stato bordello”

Posted by pocavista su 19 settembre 2010

Ahi serva Italia, di dolore ostello,

nave sanza nocchiere in gran tempesta,

non donna di province, ma bordello!

(Dante Alighieri)

Come tutti sappiamo, anche Dante ebbe i suoi guai con il potere. Oggi sta suscitando qualche veemente reazione da parte del nostro governo l’articolo di J.Walston, intitolato “The Bordello State”, apparso sulla prestigiosa rivista americano Foreign Policy.

bordello-state

Stato bordello o stato canaglia?

L’espressione “stato canaglia” (rogue state) venne coniata da scienziati politici per definire una nazione considerata una grave minaccia per la pace nel mondo. Un governo autoritario che lede i diritti fondamentali dei cittadini, che sponsorizza il terrorismo e che detiene armi di distruzione di massa sarebbero le caratteristiche dei “rogue states”. Gli “stati canaglia”, facendo comunella, costituirebbero l’ “Asse del Male”, formula resa celebre in particolare da George W.Bush al tempo delle guerre in Afganistan e Iraq.

George W. Bush, annuncia che l'Iraq possiede armi di distruzione di massa

George W. Bush, annuncia che l'Iraq possiede armi di distruzione di massa

La domanda sorge spontanea : che c’entriamo noi con gli “stati canaglia”? Se applicassimo in maniera estensiva la definizione di rogue state qualche dubbio ci verrebbe : abbiamo un governo che tende a divenire sempre più autoritario (cerca di attuare presidenzialismo, eliminazione progressiva della divisione tra i poteri dello stato a vantaggio dell’esecutivo, riscrittura unilaterale della Costituzione, limitazione della libertà di stampa e del pluralismo specie nel mondo della comunicazione TV; con la legge “porcata” stabilisce l’impossibilità di scegliere i parlamentari che sono nominati direttamente dai capipartito secondo criteri di fedeltà); applica il terrorismo comunicativo nei confronti degli avversari politici (vedi casi Di Pietro, Boffo e Fini) bombardati dagli organi di stampa e televisivi che fanno capo all’autocrate maximo; utilizza l’impero mediatico al suo servizio anche come organo di distrazione di massa. Inoltre non è più tempo di un “Asse del Male” come il RoBerTo (l’Asse Roma, Berlino, Tokio della seconda guerra mondiale), ma pensando all’amicizia tra due “democraticissimi” colonnelli, come Putin e Gheddafi, e un Cavaliere nostrano, qualcuno potrebbe fare qualche malevole associazione (RoMosTri – Roma, Mosca, Tripoli).

Il saeculum obscurum e la pornocrazia

Com’è noto negli “Annales Ecclesiastici” del Cardinale Cesare Baronio viene definito saeculum obscurum quel travagliato periodo del X secolo, che ebbe inizio con il Papa Sergio III e durò una sessantina d’anni fino alla morte del Papa GiovanniXII nel 964. Altri studiosi, specie di ambito protestante, definirono “pornocrazia” quel periodo, nel quale ebbe un ruolo fondamentale la componente femminile della famiglia (si direbbe oggi : la cricca) di Teofilatto. In particolare due donne di costumi non irreprensibili, Teodora e sua figlia Marozia, ebbero una forte influenza sul governo di Roma e della Chiesa, architettando affari, congiure di palazzo, delitti, matrimoni.

Marozia aveva 15 anni quando divenne la concubina di Papa Sergio III. Gli Annales non riportano se la minorenne avesse svolto prima uno stage a Casoria o in Sardegna. Secondo quanto riporta Liutprando, vescovo di Cremona, l’avvenente e micidiale Marozia organizzò l’omicidio del suo precedente amante Papa Giovanni X (in precedenza sponsorizzato da Teodora), dopo averlo fatto imprigionare. Marozia fece in modo di far eleggere Papa un proprio figlio che assunse il nome di Giovanni XI. L’influenza delle due nobili signore si protrasse per molti anni, durante i quali si succedettero una dozzina di papi, ognuno dei quali dalla vita assai breve. Con la morte del nipote di Marozia, Papa Giovanni XII, il Cardinal Baronio riteneva che avesse avuto fine il secolo oscuro.

La storia ci insegna che numerose donne, consorti e cortigiane, ebbero influenza sulla composizione e sull’esercizio del potere in ogni epoca. Si pensi alle coltissime cortigiane veneziane e romane, a Lucrezia Borgia a Roma, a quelle della corte francese,

Madame de Pompadour, la favorita di Luigi XV

Madame de Pompadour, la favorita di Luigi XV

come Madame de Pompadour al tempo di Luigi XV. Ma, per venire ai giorni nostri, affermare che la nuova compagna di Fini, Elisabetta, abbia avuto un ruolo decisivo sulle posizioni politiche del Presidente della Camera – tesi sostenuta da Vittorio Sgarbi di recente su “Il Giornale” – appare strumentale e denigratoria. Il quale Fini, al di là delle valutazioni politiche che si vogliono dare del suo recente dissenso politico e delle sue responsabilità sulla vicende della casa monegasca, per lo meno gif-sorpresa1non agisce da “mero utilizzatore finale” di giovani femmine compiacenti, al contrario del Leader Supremo e di Sgarbi medesimo che confessa di frequentare “50 donne alla settimana” (vd Il Giornale).

Ma il nostro è un saeculum obscurum? Con Stalinismo, Fascismo, Nazismo, due guerre mondiali, la bomba atomica, la guerra del Vietnam, quelle in Medioriente e i vari genocidi nel secolo scorso non ci siamo fatti mancare niente. Anche l’Italia ci ha messo del suo. Ma le donne e la pornocrazia? Oggi da noi si sono estinte cortigiane e dame che fanno e disfanno re e Papi. Si sono affermate nuove specie antropologiche, come veline, soubrette e calendariste che fanno a gara per entrare nell’harem del sovrano o dei suoi cortigiani. Le più “dotate” e disponibili, secondo la finiana Angela Napoli o l’ex-PdL Paolo Guzzanti, finiscono in Parlamento o al Governo per meriti extrapolitici. Per il Presidente Fini questa tesi può indurre pericolose generalizzazioni qualunquiste e quindi invita alla cautela.

Lo stato bordello e la mignottocrazia

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Paolo Guzzanti

Il termine “mignotta” viene fatto derivare dal francese mignòter (carezzare) o da mignon (favorito). Alcuni ritengono invece che la parola sia da collegare alle registrazioni anagrafiche relative agli orfani un tempo abbandonati nella ruota dei conventi (filius matris ignotae, abbreviato come filius m.ignotae, che nel volgare romanesco diventa fijio de mignotta, ovvero figlio di donna di malaffare).

Il sito http://www.mignottocrazia.it/ , nel rivendicare allo psichiatra Ceravolo il neologismo “mignottocrazia”, ricorda che il termine mignotta non ha solo valore dispregiativo. gif-monica_modeling_vogue“Una mignotta col suo atteggiamento può ottenere molti vantaggi, dei gioielli o dei bei vestiti, fino a una boutique e a una vita brillante: può avere in suo potere un uomo che detiene il potere …e può far carriera con la velocità di un lampo, spinta dal suo sponsor”. In effetti “…sbottonandosi in maniera oculata, si può entrare subito nella stanza dei bottoni”, anche se alcuni invidiosi esclusi la chiamano ormai “la stanza delle battone”.

Un paio di anni fa Paolo Guzzanti, uscendo dal PdL, aveva denunciato pubblicamente la “mignottocrazia”, quel fenomeno che portava alcune donne avvenenti a fare rapida carriera politica, molto al di sopra dei propri intrinseci meriti intellettuali e politici. Guzzanti si era anche beccato una querela da parte di una ministra che si riteneva coinvolta dalle sue dichiarazioni.

Abbiamo riferito nell’antefatto che la prestigiosa rivista Foreign Policy (FP) è uscita in copertina con una titolo a tutta pagina “The bordello state”. Indovinate a quale stato si riferiva. Subito l’ambasciatore italiano a Washington si è precipitato a smentire e precisare, affermando che invece l’Italia è un paese prospero e sicuro, democratico e stimato nel mondo come non mai. 3-anniMa FP la mette giù dura parlando delle residenze del premier come dei “bordelli e non solo in senso metaforico” (“the prime minister’s residences have become brothels — and not just metaphorically“). Al riguardo il parlamentare PdL Stracquadanio, uno che deve passare tutto il giorno a ricordarsi come si chiama, ha dichiarato a Klauscondicio: ”E’ assolutamente legittimo che per fare carriera ognuno di noi utilizzi quel che ha, l’intelligenza o la bellezza che siano.”. ”Ognuno ha il diritto di assecondare le virtu’ che la natura gli ha dato e di farne degno utilizzo in un congruo collocamento esistenziale. Sono fatti privati. Ognuno deve disporre del proprio corpo come meglio crede. Non mi interessa. Fino a quando esiste consenso non c’e’ violenza e se non c’e’ violenza non c’e’ problema”. “Se anche una deputata o un deputato facessero coming out e ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza, non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato“, rimarca Stracquadanio.

Per inciso, Stracqua è il sincero liberale che qualche tempo fa aveva auspicato il ricorso al “metodo Boffo” contro il dissenziente Fini.

FP passa poi a esaminare i famosi 5 punti che dovrebbero costituire l’ossatura dell’azione di governo. Il punto più controverso è quello della giustizia, che per SB significherebbe immunità dai procedimenti giudiziari (impunità, secondo altri). Solo per poter governare tranquillo, aggiunge sarcastico JW.

Berlusconi e Putin nei pressi di Mosca

Berlusconi e Putin uniti dalla smodata passione per il pelo

Succcessivamente FP ricorda il sodalizio di SB con Gheddafi e Putin, definito da SB un “dono di Dio”, per poi passare in rassegna l’attuale campagna acquisti di parlamentari da parte di SB per far sopravvivere il proprio governo. Sul suo Blog Massimo Donadi denuncia il tentativo di corruzione operato dalla maggioranza PdL nei confornti del suo collega parlamentare Antonio Razzi. “In cambio di un passaggio dalla loro parte, gli hanno offerto in posti il lista blindato nelle prossime politiche, una poltrona da sottosegretario o viceministro, oppure … il pagamento del mutuo residuo della sua casa”. Vd. DONADI BLOG

Ci permettiamo di segnalare il fatto a Vittorio Feltri : vista l’attenzione dimostrata da “Il Giornale” per il settore immobiliare e che il tormentone su Fini e la casa di Montecarlo rischia di essere monotono, Feltri potrebbe dare via ad un nuovo filone di inchiesta sulle rate del mutuo di Razzi. Rate che avrebbero potuto essere pagate da ignoti, in cambio di un appoggio al governo, se Razzi non lo avesse pubblicamente denunciato. Tanto per ravvivare l’interesse dei suoi lettori.

In conclusione.

Candidate in liste collegate al PdL

Candidate in liste collegate al Centrodestra

Condividiamo quanto affermato in chiusura da FP. Ovvero che è sicuramente scandaloso che qualche avvenente ragazza sia approdata in Parlamento dopo un breve soggiorno nell’alcova del boss. Ma è ancor peggio che molti giornalisti, professionisti e politici abbiano ormai abbandonato ogni senso etico e si limitino al ruolo di serventi al pezzo.

Questa è la vera e più pericolosa pornocrazia italiana e può costituire il preludio ad un nuovo saeculum obscurum.

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DALLA LIBERTA’ DIGITALE AL DIGITALE DELLA LIBERTA’

Posted by pocavista su 16 settembre 2010

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Dopo le recenti sentenze del TAR e il parere di AGCOM contrari alla sospensione dei talk show televisivi in occasione delle elezioni, vogliamo esprimere il nostro appoggio a trasmissioni scomode come Ballarò e Annozero, che il PDL  cerca di ostacolare in ogni modo. Queste – insieme al TG3 – sono ormai le uniche voci dissonanti nel palinsesto televisivo infestato da 5 TG filogovernativi, dalle Radio Londra,  dai Grandi Fratelli, dai Matrix, dalle Isole dei Famosi, dalle Rita Dalla Chiesa con le sue bufale su L’Aquila, dalle telenovelas.

Non a caso l’Italia si trova agli ultimi posti in occidente in merito alla libertà e pluralità d’informazione.  E manca ancora il progetto di legge governativo per limitare la libertà dei blogger e di Internet.

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A proposito di comunicazione : stiamo passando dalla “Libertà digitale al Digitale della libertà”.

L’Italia sta assistendo ad una vorticosa trasformazione del sistema delle comunicazioni. Arretrata in altri campi (libertà di informazione, Internet, pluralismo), l’Italia è invece ai primi posti nel mondo nel “Digitale Terrestre” e nella “Banda Larga” .

Il digitale terrestre italiano si presente nelle due varianti principali : “digitale padano”, diffuso nelle regioni del Nord, e “digitale della libertà”, presente a macchia di leopardo in tutto il territorio e talvolta all’estero.

DIGITALE PADANO

Bossi, il colto, Lega Nord

Il tipico understatement britannico di Bossi, Lega Nord, che mostra l'accurato lavoro di una manicure padana.

SOTTO : Il sofisticato esteta Calderoli, già terza carica dello Stato, cerca di incarnare l'italiano medio. Avendo grosse difficoltà con l'italiano, per prudenza esibisce solo il medio

SOTTO : Il sofisticato esteta Calderoli cerca di incarnare l'italiano medio. Avendo grosse difficoltà con l'italiano, per prudenza esibisce solo il medio

Renzo Bossi, in arte "Il Trota", con i lauti emolumenti da Consigliere Reginale Lombardo, si è comprato una elegante T-shirt per sentirsi all'altezza del suo nuovo ruolo istituzionale

Renzo Bossi, in arte "Il Trota", con i lauti emolumenti da Consigliere Regionale Lombardo, si è comprato una elegante T-shirt per sentirsi all'altezza del suo nuovo ruolo istituzionale

DIGITALE DELLA LIBERTA’

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Digitale di lotta e di Governo. Il Leader Supremo anticipa gli sviluppi tecnologici della comunicazione governativa

 

Il raffinato Leader Supremo come sempre dà sfoggio di grande classe

Il raffinato Leader Supremo non perde occasione per dare sfoggio di grande classe. La bionda candidata ride, pensando forse ai numerosi siti surfati dal minaccioso digitale del Leader.

 

Capezzone, da poco nel PdL e quindi ancora poco allenato, sta scaldando il dito medio in una pausa dei lavori parlamentari.

L'ancora inesperto Capezzone, da poco nel PdL e quindi bisognoso di allenamento, sta scaldando il dito medio in una pausa dei lavori parlamentari.

Daniela Santanchè, sottosegretario, con la raffinata cifra stilistica che la distingue

Daniela Santanchè, sottosegretario, con la raffinata cifra stilistica che ormai contraddistingue molti esponenti della destra. Santa 'n chè?

Digitale a doppia banda

Digitale a doppia banda, particolarmente adatto per la "Mondovisione"

BANDA LARGA

Con il Governo Berlusconi, la Banda – per unanime consenso – si è allargata. Forse oltre ogni ragionevole aspettativa.

Una delle molteplici formazioni della Banda Larga

Una delle molteplici formazioni della Banda Larga

Per chi vuole sapere di più sulla Banda Larga

Chi vuole sapere di più sulla Banda Larga legga il libro di Sergio Rizzo

Altan, da L'Espresso

Altan, da L'Espresso

vedi anche I MOLTI VOLTI DEL POTERE

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Perché Berlusconi frequenta Putin? Tutta la verità, per la prima volta svelata da un documento segreto

Posted by pocavista su 11 settembre 2010

Molti ingenui saranno rimasti sorpresi dalla dichiarazione del nostro Leader Supremo che l’ex-colonnello del KGB Putin “è un dono di Dio”, insomma un faro della democrazia e una manna per la Russia. Molti (o per meglio dire, molte) in Italia conoscono Putin solo per il “lettone” usato dal Nostro. Altri anche per la politica militare utilizzata in Cecenia e per il trattamento riservato a dissidenti e giornalisti scomodi.

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Berlusconi e Putin concordano il piano

Noi siamo entrati in possesso di un documento riservato – da alcuni ritenuto apocrifo e frutto di fantapolitica – che chiarisce definitivamente i retroscena della misteriosa frequentazione tra Berlusconi e Putin. Dobbiamo dire che non ci sentiamo di giurare sulla sua veridicità. Anzi ogni riferimento a fatti e persone reali potrebbe essere puramente casuale. D’altra parte, visto che ormai vengono pubblicati diari di Mussolini di dubbia provenienza (come quelli in possesso di Dell’Utri) o veline false (come quelle pubblicate da Feltri su Boffo), anche noi ci sentiamo autorizzati a rendere pubblici alcuni passi del documento rinvenuto da un passante nei dintorni dell’Archivio Mitrokhin. Al lettore il compito di verificarne l’autenticità

Ci scusiamo per l’approssimativa traduzione dal russo del documento che  è stato scritto a mano in cirillico e che è stato tradotto da un ricercatore precario dell’Orientale di Napoli.

Le misteriose società svizzere e i capitali che stanno all’origine dei primi investimenti di S.B., non sono riconducibili a operazioni di riciclaggio mafioso. Le società erano state costituite dall’allora PCI e utilizzavano fondi provenienti dall’Unione Sovietica.

Armando Cossutta

Armando Cossutta

“All’inizio degli anni ’70 Mosca dette a Cossutta, uomo di fiducia di Mosca annidato all’interno del PCI, l’ordine di mettere tali capitali a disposizione di un agente KGB sotto copertura, l’allora sconosciuto S.B.”.

Secondo omissis SB e FC erano stati reclutati e addestrati dal KGB durante le crociere in cui i due si esibivano come musicisti in gioventù. La fonte omissis ritiene che i due fossero stati fotografati in pose compromettenti con un travestito bulgaro sulla motonave da crociera Ivan Shevshenko e successivamente ricattati dal KGB. In particolare SB, durante l’addestramento, sarebbe risultato primo dei corsi di “disinformacjia”, travestimento con bandana e cerone, comunicazione senza contraddittorio.

La sua bassa statura, che ne facilitava l’occultamento, oltre all’incapacità assoluta di arrossire, lo fecero preferire a FC, il quale fu destinato invece a compiti amministrativi.”

Nel 1973 la CIA, venuta a conoscenza che SB era un agente sovietico, utilizzò i canali della mafia americana per contattare quella siciliana, che gli mise alle costole un certo Marcello D. e uno stalliere. Questi ultimi due svolsero in effetti attività di controspionaggio come agenti della CIA presso la residenza di SB, indossando la coppola durante i pranzi ufficiali per passare da esponenti della mafia per tranquillizzare il loro ospite”.

Nel documento si definisce “geniale” la mossa dei servizi segreti di organizzare nottetempo, con la complicità dello scultore Cascella, il trasferimento di

Sandro Bondi, ancora comunista

Sandro Bondi, quand'era ancora ufficialmente comunista

Sa.Bon. (nome in codice SBond), ex-sindaco comunista toscano, “agente KGB in sonno (che fonti … (omissis) ritengono nipote naturale di Beria per la sua forte somiglianza con l’esponente staliniano), presso la residenza di SB, per divenirne segretario e portavoce. Per sviare ogni sospetto, la conversione ufficiale di SBond sarebbe avvenuta durante un viaggio in Siria, sulla strada di Damasco”.

Mano a mano i servizi segreti russi misero a disposizione di SB nuovi aiutanti, come l’agente Larossija (il nome di copertura è La Russa) che, malgrado i numerosi lifting, l’aspetto e il temperamento ne rivelano l’inequivocabile origine cecena; l’agente Chikchenko (nome di copertura Er Cicca), di origine georgiana come Stalin, già infiltrato nella sinistra socialista, poi infiltrato nella P2, infine infiltrato al governo; Vytt El Feltr, che la fonte …(omissis) gasparrimarcor_omissisritiene essere un fuoriuscito yemenita con un passato nella Stasi della Germania Est, a cui i Servizi Segreti italiani avevano messo alle costole il suo vice Farina (l’agente Betulla) per controllarlo; e infine “Giuliano er secco”, l’agente diversamente magro, proveniente dal corpo dei SEAL americani, uomo con tendenza al triplo gioco : ex-comunista assoldato dalla CIA per spiare Craxi, poi assoldato dal KGB per spiare Ritanna Armeni su La7, poi assoldato nuovamente dalla CIA per effettuare l’analisi metasemantica delle incomprensibili e probabilmente criptate poesie di SBond. In realtà l’esile Giuliano era e resta un agente al servizio del Lato Oscuro della Forza, che spia solo se stesso e riferisce a suoi immaginari superiori attraverso gli editoriali criptati de “Il Foglio”.

Una rara immagine di Ferrara durante un addestramento in un reparto SEAL

Spiaggia di Capocotta. Una rara immagine di Ferrara durante un addestramento da testa di cuoio in un reparto SEAL

Secondo il documento, molti personaggi che compaiono sulla scena politica italiana sembrano avere delle identità nascoste : “Noemi sarebbe in realtà una linguista bielorussa cinquantenne sottoposta a ripetuti lifting, addestrata a parlare l’ostico dialetto di Casoria e fornitrice personale di Gerovital per SB; l’escort D’Addario sarebbe un’agente dei servizi moldavi incaricata di controllare che SB non prenda eccessive dosi di Viagra che ne possano compromettere la salute e le dichiarazioni d’amicizia con la Russia”. Infine la notizia più sconvolgente : il famoso lettone di Putin sarebbe pieno di cimici.

Adesso il quadro si fa più chiaro e possiamo capire perchè SB e l’ex colonnello del KGB Putin si vedono così spesso : SB in realtà è solo uno scaltro agente moscovita di provata fede comunista che cerca di impossessarsi definitivamente del nostro paese per conto di Mosca che vuole la quarta sponda nel Mediterraneo; il suo anticomunismo viscerale è solo una copertura frutto di un raffinato lavoro di intelligence; D’Alema, da quando è Presidente del Copasir (l’organo di controllo dei servizi segreti) ha scoperto la verità su SB ed ha avvertito il cognato di Fini a Montecarlo che lo ha detto a Fini che è stato costretto così a uscire dal PdL in tutta fretta (senza poter avvisare prima Donna Assunta Almirante che ci è rimasta male); i servizi segreti vaticani hanno informato Don Sciortino, il quale su Famiglia Cristiana ha iniziato l’operazione di sganciamento dal PdL; Casini ha invece iniziato il suo avvicinamento al PdL, perché rimane un democristiano e lui ne ha già viste di tutti i colori; il Ministro Meloni,

Il divino Otelma

Il Divino Otelma, durante il vaticinio sul lettone di Putin

presa da dubbi amletici, ha chiamato il Mago Otelma alla festa dei giovani di destra di Atreju per farsi dire se le cose stanno proprio così. Intanto il divino Otelma ha rivelato che SB fa frequenti viaggi in Russia solo per chiedere a Putin di cambiargli il materasso fuori misura del famoso lettone, che è infestato dalle cimici. Probabilmente questa è l’unica informazione contenuta nel documento segreto che nemmeno Scaramella, il famoso teste della Commissione Mitrokhin, potrà smentire.

Il vero motivo dei viaggi di SB in Russia

Il vero motivo dei viaggi di SB in Russia

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Veneziani, Berlusconi e la monarchia

Posted by pocavista su 9 settembre 2010


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Marcello Veneziani, nella tipica posa da intellettuale di destra

Veneziani su “Il Giornale” del 9 settembre 2010 pubblica un articolo da titolo “Siamo monarchici. E ci piace Re Silvio”.

L’impagabile Marcello, che studia da sempre da intellettuale di destra con alterni risultati, pregiasi informare che l’Italia “è un paese monarchico che …ha votato Berlusconi perché è un monarca.” Poi aggiunge che l’Italia “non vuole un dittatore, ma un re, che è figura temperata e gentile, perfino gaia e lussuosa, che conduca per mano e non trascini il suo popolo, indulgente, che rassicuri e non minacci, amato dal popolo, e dunque votato e giudicato, e non un arcigno tiranno…” .

Ora qualcuno potrebbe obbiettare che forse Berlusconi tanto temperato e gentile non è, minacci più che rassicurare, non voglia essere giudicato da chicchesia, più che al bene del Paese pensi al proprio e a quello delle aziende di cui è “mero proprietario”, definisca “coglioni” gli elettori avversari, faccia poco regalmente le corna in pubblico, dia del kapò a un parlamentare tedesco che ha avuto i propri familiari sterminati in un campo di concentramento nazista, denunci “la Repubblica” che gli pone delle semplici domande, faccia usare il “Metodo Boffo” nei confronti di chi non è allineato e coperto, dia del comunista a chiunque non sia un beota yesman. E, come Caligola, faccia senatore non il proprio cavallo Incitatus, ma alcune delle proprie ganze. Un autocrate farebbe qualcosa di molto diverso? Almeno il Duce, come affermato recentemente dalla Mussolini nipote in TV, le donne se le portava a letto, non le faceva ministro per meriti di alcova.

Ma una cosa Veneziani l’azzecca, quando afferma che gli italiani vogliono “il rex come alibi per eludere la lex”. In effetti il basso tasso etico e di senso istituzionale, di cui dà prova il nostro rex, non fa che riflettere il tasso etico della maggior parte degli italiani che in lui si riconoscono.

Il fine intellettuale però non chiarisce ai suoi lettori che il rex molte leggi se le è fatte fare per risolvere i suoi problemucci con la giustizia e con il fisco, o per dare una mano alle proprie aziende, penalizzando la concorrenza. Alla faccia dei propri sudditi che ormai gli perdonano tutto e il contrario di tutto. Al contrariodi quanto facciano con i “traditori” della Corona, come Fini, Don Sciortino, Boffo, Casini e Montezemolo.

Ne dà prova il lettore #71 alyas (6), che il 08.09.10 alle ore 21:55 invia il seguente commento al sito WEB de “Il Giornale” :

Berlusconi è il più grande Presidente del Consiglio che l’Italia abbia avuto. E’ un uomo ricchissimo sia a livello materiale che come etica partitica…A volte, ha sbagliato le scelte di alleati (purtroppo in politica bisogna a volte fidarsi…fa parte del gioco). Berlusconi è sceso in politica con la consapevolezza che sarebbe stato attaccato da tutti (come abbiamo avuto modo di constatare dai tanti attacchi sia materiali che morali)…Ma ha avuto il coraggio delle sue idee…le sue azioni…E non venite a dirmi per favore che è sceso in politica per fare leggi ad personam…Scuse squallide e senza senso…berlusconi_coronaBerlusconi se stava a casa e in mediaset non avrebbe mai subito attacchi, per cui le frottole su di lui sono solo speculative a livello politico. Berlusconi ama l’Italia e l’ha ripulita sia a livello della “munnezza ereditata dalla sinistra”, sia a livello internazionale dandole un prestigio mai avuto prima con i governicchi di sinistra. Per cui lunga Vita al Premier Silvio.”

Per rendersi meglio conto del prestigio a livello internazionale di cui goda oggi l’Italia, suggerei al lettore “alyas” qualche gita all’estero o la lettura di giornali stranieri, anche di destra.

Veneziani assume poi toni improvvisamente freudiani, evocando lontani complessi di Edipo e di Giocasta. “Quando perse la figura paterna regale, perché il re era ormai remoto, l’Italia si rifugiò nella figura della regina madre, la Democrazia cristiana. La Dc era una mamma collettiva che faceva le veci del Padre assente e per ingannare l’attesa del Re e tirare a campare, disfaceva di notte quel che filava di giorno. Così sfiancando i suoi proci, rinviando, mediando e logorando, la penelope democristiana ha governato la casa per anni, vedova virtuale del Re.”

Immagine suggestiva della Balena Bianca, la DC, di cui V. però trascura dc-balena-bianca-2meriti (ha permesso il permanere dell’Italia nell’ambito delle democrazie occidentali e ne ha fatto un paese sviluppato) e colpe (il clientelismo, la corruzione, le trame eversive).

A Veneziani infine “vien voglia di gridare «viva il Re»; o «viva la Regina», magari di quelle sovrane sobrie, con le suole bucate, come la vecchia, cara Elisabetta d’Inghilterra…”.regina-inghilterra-suola-bucata

Il problema, caro Veneziani, è che il tuo caro rex “le suole bucate” le ha lasciate a noi. E che lui alla monarchia costituzionale preferisce di gran lunga quella assoluta.

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Fini sulle orme di Sigerico. La via “Francigena”, da Arcore a Mirabello

Posted by pocavista su 6 settembre 2010

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LA VIA FRANCIGENA DI FINI : ECCO LE PIETRE MILIARI

Com’è noto Roma, Gerusalemme e Santiago de Compostela erano le mete delle peregrinationes maiores medievali. La via Francigena, la rete di cammini che portava i pellegrini a destinazione, era costellata di mansiones, destinate all’ospitalità del pellegrino.

Oggigiorno il pellegrino Fini, nella sua peregrinatio dal Msi ad An, al PdL a Fli, ha sostato nella mansio ospitale di Mirabello, dopo aver fatto tappa prima a Fiuggi e poi ad Arcore. In terra langobardorum ha pronunciato il suo nuovo credo. Eccone una sintesi.

GARANTISMO – “l garantismo è un principio sacrosanto, ma mai può essere considerato come una sorta di impunità permanente”. Bene, ma tutte le leggi ad personam chi gliele ha votate finora?

IL PARLAMENTO – I “parlamentari non sono come i clienti della Standa che se non cambiano il supermercato ottengono il premio fedeltà… Il Parlamento non può essere una sorta di dependance del governo”.

Calderoli, già vicepresidente del Senato, elogia gli effetti della legge "porcata".

Il raffinato esteta Calderoli, già vicepresidente del Senato, illustra al suo popolo gli effetti della legge "porcata".

La legge “porcata”, come la ha definita lo stesso Calderoli che l’ha portata in Parlamento, non l’aveva votata anche Fini?

L’ESERCIZIO DEL GOVERNO “Governare non può mai significare in alcun modo comandare. Governare è comprendere le ragioni altrui e garantire equilibrio tra i potere. .. La magistratura è un caposaldo della democrazia italiana”. Meglio tardi che mai.

VISITORS : Ovverso un alieno nel PdL?

VISITORS : Ovvero c'è un alieno nel PdL?

LESA MAESTA’ – “Siamo tutti grati a Berlusconi (per lo sdoganamento di AN, n.d.A.)…ma la gratitudine non può significare che ogni volta che si indica una strada diversa si incorre in una “lesa maestà”.berlusconi-caesar“Non ci può essere una lesa maestà perché non c’è un popolo di sudditi, ma di cittadini”. Principio fondamentale nelle democrazie occidentali in cui Fini ha stentato a riconoscersi fino a pochi anni fa.

SENSO DELLE ISTITUZIONI “..chi ha responsabilità istituzionali deve rispettare tutte le altre istituzioni, a partire dal Capo dello Stato, che è un punto di riferimento… garantire equilibrio tra i poteri e garantire le ragioni altrui”. Ragionamento lapalissiano, che è il fondamento della democrazia occidentale, che ai destri pdiellini sembra solo un cedimento nei confronti dei “comunisti”.

PDL – “C’è il partito del predellino, ma il Popolo della libertà non c’è più… Il Pdl non può essere derubricato a contorno del leader, un grande partito deve essere qualcosa di più del coro dei plaudenti”. Quando questo lo dicevano Follini e Casini, caro Gianfranco tu stavi allineato e coperto. In effetti ti stavi solo liberando di una scomoda concorrenza.

METODO BOFFO – “Si va avanti senza farci intimidire da quello che è stato il “metodo Boffo” messo in campo da alcuni giornali che dovrebbero essere, pensate un po’, il biglietto d’amore del partito dell’amore…vitttorio-feltri-nosferatuLa campagna estiva di alcuni giornali del centrodestra è stata il tentativo di dar vita ad un’autentica lapidazione di tipo islamico contro la mia famiglia”. Quando il metodo è stato applicato a Boffo, a Veronica Lario e prima ancora a Di Pietro, Fini si è forse stracciato le vesti? Non gli è sembrata una presa in giro degli italiani la soluzione del conflitto di interessi data da Frattini (Berlusconi diventa “mero” proprietario, esce in corridoio quando il Consiglio dei Ministri decide qualcosa che riguardano le sue aziende e quindi il conflitto di interessi è risolto) e votata da AN? Si accorge solo adesso che chi ha in mano i mezzi di comunicazione di massa fa il bello è il cattivo tempo e bastona gli avversare come più gli aggrada?La legge Gasparri a Fini dice qualcosa? Gasparri non era uno dei suoi (ormai ex) colonnelli?

Maurizio Gasparri mentre zittisce Europa 7 e dà una mano a Mediaset

Maurizio Gasparri mentre zittisce Europa 7 e dà una mano a Mediaset

FEDERALISMO – “Il federalismo è possibile solo se sarà fatto nell’interesse di tutta l’Italia, non soltanto nella parte più sviluppata del Paese”. Fini tranquillizza gli elettori meridionali che costituiscono il grosso della sua base elettorale, ma non dice come e con quali risorse.

GIUSTIZIA – “Io non sarò mai contrario al lodo Alfano o al legittimo impedimento … Berlusconi ha il diritto di governare senza che una parte della magistratura lo possa mettere fuorigioco…Dobbiamo lavorare …per una legge, come in altri paesi d’Europa per tutelare la figura del capo del governo. E quindi non la cancellazione dei processi, ma la sospensione”. Un colpo al cerchio, uno alla botte. Per Fini, che ha guidato partiti storicamente “legge e ordine” quale MSI e AN, che poi ha fatto in nome e per conto di Berlusconi una lunga lotta contro il cosiddetto “giustizialismo” delle sinistre e di Di Pietro, è molto difficile essere coerenti fino in fondo.

Fini a Mirabello : riflesso pavloviano

Fini a Mirabello : riflesso pavloviano?

ECONOMIA -“Il nostro governo ha ben fermato la crisi, ma oggi dobbiamo far ripartire l’economia. Non basta che i nostri conti pubblici tengano. Dobbiamo far ripartire l’economia … facendo le riforme che erano nel programma originario del Pdl. Riforme che portino una sintesi, ad un nuovo patto tra il capitale e il lavoro. Mettendo i produttori di ricchezza dalla stessa parte della barricata.“. Si ripropongono forse le corporazioni di nostalgica memoria?

ETICA – “Chiamo a raccolta … L’Italia onesta … quella dell’etica che un padre insegna ad un figlio. Il senso del dovere, di appartenenza e civico…Sono i deboli che hanno bisogno di garanzie e non i più forti. Questo per me è il centrodestra e della politica con la p maiuscola“. Abbandonati i condoni, gli scudi fiscali per evasori ed esportatori di capitali all’estero, riafforano gli antichi ricordi della destra sulla politica sociale a favore delle fasce più deboli, possibile punto di incontro con i cattolici e le sinistre.

PATTO DI LEGISLATURA – “Si va avanti senza ribaltoni o ribaltini, senza cambi di campo. E senza atteggiamenti che possano dare in alcun modo agli elettori la sensazione che noi si abbia raccolto voti nel centrodestra per poi portarli da qualche altra parte..  “Si va avanti … convinti della necessità di onorare quel patto con gli elettori, ma fino in fondo, senza magari aggiungerci qualche parte che nel programma non c’era e che invece diventa un’emergenza”. Tradotta in italiano : Caro Silvio, assumiti tu la responsabilità di andare a elezioni anticipate, dato che chi provoca le elezioni di solito viene penalizzato dagli elettori.

NOSTRO COMMENTO FINALE : Gioco delle parti, tentativo di sventare la successione di Tremonti a Berlusconi, vera conversione ai principi della destra conservatrice europea? Non lo sappiamo, ma speriamo nella terza che ho detto.

Ricordiamo l’imbarazzo mostrato qualche anno fa al Parlamento Europeo da Fini, allora Ministro degli Esteri,

L'impagabile gaffeur di Arcore

L'impagabile gaffeur di Arcore in una delle sue più riuscite esibizioni

a fianco di un Berlusconi che dava del kapo’ al parlamentare tedesco Schulz, che aveva perso dei familiari in un campo di concentramento nazista. Ciò  lascia intravedere che anche un politico di lungo corso come Fini talvolta può provare reale disagio per tutto il pelo che gli è cresciuto sullo stomaco, specie da quando si è accompagnato al Sire di Arcore. Speriamo dunque che Fini non abbia deciso solo di adottare un nuovo look, ma che studi davvero per diventare leader di un partito conservatore di tipo europeo.

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Altan, 1980

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Tra il “Governo del Fare” e quello del “dire, baciare, lettere …”

Posted by pocavista su 27 agosto 2010

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Sconto fiscale per la Mondadori : "Intanto ho risparmiato io. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare!"

Se vuoi vai; se non vuoi manda. Proverbio ben conosciuto e di cui il Leader Supremo ha recentemente fornito una sua personale versione lombarda : “ghe pensi mi!“. In effetti in tutti questi anni che è stato al Governo o all’opposizione “el gh’aà pensà” anche troppo bene. Dopo Tangentopoli, quando i suoi referenti politici erano stati spazzati via dall’indignazione popolare, ha deciso che era giunto il momento di occuparsi di certe cose in prima persona. Ed è sceso, con rispetto parlando, in campo. Come si dice : chi fa per sè, fa per tre.

Oggi, in clima elettorale, il “Governo del Fare” ha messo in giro una pubblicità per iPad e iPhone. Le famose “Tre I” della propaganda berlusconiana del 2001 sono così destinate ad aumentare di numero.

Nella fretta, gli autori del compitino pubblicitario si sono dimenticati di inserirvi i fatti più significativi che hanno caratterizzato l’attività politica di Berlusconi e dei suoi governi. Cerchiamo dunque di colmare qualche lacuna, con l’aiuto di P.Caterisano, che ringraziamo :

Duilio Poggiolini

Uno dei casi più eclatanti di Tangentopoli. Ma che sarà mai un puff pieno di soldi e gioielli rispetto a quello che succede oggi!

“1. Decreto Biondi 1994. Approvato dal governo Berlusconi I, vieta la custodia cautelare in carcere trasformata in arresti domiciliari per i reati contro la Pubblica amministrazione e quelli finanziari, comprese la corruzione e la concussione, proprio mentre alcuni ufficiali della Guardia di Finanza confessano di essere stati corrotti da quattro società del gruppo Fininvest Mediolanum, Videotime, Mondadori e Tele+… Il decreto provoca la scarcerazione immediata di 2764 detenuti, dei quali 350 sono colletti bianchi coinvolti in Tangentopoli compresi la signora Poggiolini, l’ex ministro Francesco De Lorenzo e Antonino Cinà, il medico di Totò Riina. Le proteste di piazza contro il “Salvaladri” inducono la Lega e An a ritirare il consenso al decreto e a costringere Berlusconi a lasciarlo decadere in Parlamento per manifesta incostituzionalità. Subito dopo vengono arrestati Paolo Berlusconi, il capo dei servizi fiscali della Fininvest Salvatore Sciascia e il consulente del gruppo Massimo Maria Berruti, accusato di aver depistato le indagini subito dopo un colloquio con Berlusconi.

2. Legge Tremonti 1994. Il decreto …detassa del 50% gli utili reinvestiti dalle imprese, purchè riguardino l’acquisto di “beni strumentali nuovi”. La neonata società Mediaset … utilizza la legge per risparmiare 243 miliardi di lire di imposte sull’acquisto di diritti cinematografici per film d’annata: che non sono beni strumentali, ma immateriali, e non sono nuovi, ma vecchi. A sanare l’illegalità interviene il 27 ottobre 1994 una circolare “interpretativa” …

3. Rogatorie (2001). Berlusconi fa approvare una legge che cancella le prove giunte dall’estero per rogatoria ai magistrati italiani, comprese ovviamente quelle che dimostrano le corruzioni dei giudici romani da parte di Previti & C.

Cesare Previti

Cesare Previti

4. Falso in bilancio (2002). Siccome Berlusconi ha cinque processi in corso per falso in bilancio… il governo fa abbassare le pene da 5 a 4 anni per le società quotate e addirittura a 3 per le non quotate (prescrizione più breve, massimo 7 anni e mezzo per le quotate e 4 e mezzo per le non quotate; e niente più custodia cautelare né intercettazioni); rendono il falso per le non quotate perseguibile solo a querela del socio o del creditore; depenalizzano … il falso nel bilancio presentato alle banche; fissano amplissime soglie di non punibilità … Così tutti i processi al Cavaliere per falso in bilancio vengono cancellati…

5. Mandato di cattura europeo (2001). Unico fra quelli dell’Unione europea, il governo Berlusconi II rifiuta di ratificare il “mandato di cattura europeo”, ma solo relativamente ai reati finanziari e contro la Pubblica amministrazione .

6. Cirami (2002). I difensori di Previti e Berlusconi chiedono alla Cassazione di spostare i loro processi a Brescia perché, sostengono, a Milano l’intero Tribunale è viziato da inguaribile prevenzione contro di loro. E…reintroducono il vecchio concetto di “legittima suspicione” per motivi di ordine pubblico … ma la Cassazione, nel gennaio 2003, respinge la richiesta di trasloco: il Tribunale di Milano è sereno e imparziale.

7. Lodo Maccanico-Schifani (2003). La Cdl approva la legge 140, primo firmatario Renato Schifani,

Renato Schifano, nelle due versioni con riporto e senza

Haute Couture - Renato Schifani, mostra le due collezioni : inverno (con riporto) ed estate (senza)

che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica, della Camera, del Senato, del Consiglio e della Corte costituzionale. I processi a Berlusconi si bloccano in attesa che la Consulta esamini le eccezioni di incostituzionalità sollevate dal Tribunale di Milano. E ripartono nel gennaio 2004, quando la Corte boccia il “lodo”.

8. Ex Cirielli (2005). Il 29 novembre 2005 la Cdl vara la legge ex Cirielli … che riduce la prescrizione per gli incensurati e trasforma in arresti domiciliari la detenzione per gli ultrasettantenni (Previti ha appena compiuto 70 anni, Berlusconi sta per compierli). La legge … decima i capi di imputazione del processo Mediaset (la frode fiscale passa da 15 a 7 anni e mezzo) e cerca di annientare il processo Mills (la corruzione anche giudiziaria si prescrive non più in 15, ma in 10 anni).

9. Condono fiscale (2002). La legge finanziaria 2003 varata nel dicembre 2002 contiene il condono tombale….Mediaset ne approfitta subito per sanare le evasioni di 197 milioni di euro contestate dall’Agenzia delle entrate pagandone appena 35. Anche Berlusconi usa il condono per cancellare con appena 1800 euro un’evasione di 301 miliardi di lire contestata dai pm di Milano.

10. Condono per i coimputati (2003). Col decreto 143 c’è la “interpretazione autentica” del condono, il governo ci infila anche coloro che hanno “concorso a commettere i reati”…il governo Berlusconi salva anche i 9 coimputati del premier, accusati nel processo Mediaset di averlo aiutato a evadere con fatture false o gonfiate.

11. Pecorella (2006). Salvato dalla prescrizione nel processo Sme, grazie alle attenuanti generiche, Berlusconi … fa approvare per sicurezza nel dicembre 2005 la legge che abolisce l’appello, ma solo quando lo interpone il pm contro assoluzioni o prescrizioni.

gaetano pecorella

Gaetano Pecorella, Ma che c... di leggi vuoi ancora?

In caso di condanna in primo grado, invece, l’imputato potrà ancora appellare. Il presidente Ciampi respinge la Pecorella in quanto incostituzionale. Berlusconi allunga di un mese la scadenza della legislatura per ripresentarla uguale e la fa riapprovare (legge n.46) nel gennaio 2006. Ciampi stavolta è costretto a firmarla. Ma poi la Consulta la boccia in quanto incostituzionale.

12. Frattini (2002). Il 28 febbraio 2002 la Cdl approva la legge Frattini sul conflitto d’interessi: chi possiede aziende e va al governo, ma di quelle aziende è soltanto il “mero proprietario”, non è in conflitto d’interessi e non è costretto a cederle. Unica conseguenza per il premier:deve lasciare la presidenza del Milan

Franco Frattini

Franco Frattini, uno che sa guardare oltre (che cosa non lo sa nemmeno lui)

13.Gasparri-1(2003). In base alla nuova sentenza della Consulta del 2002, entro il 31 dicembre 2003 Rete4 deve essere spenta e passare sul satellite. Il 5 dicembre la Cdl approva la legge Gasparri sulle tv: Rete4 può seguitare a trasmettere “ancorchè priva di titolo abilitativo”, cioè anche se non ha più la concessione dal 1999; il tetto antitrust del 20% sul totale delle reti non va più calcolato sulle 10 emittenti nazionali, ma su 15 (compresa Telemarket). Dunque Mediaset può tenersi le sue tre tv. Quanto al tetto pubblicitario del 20%, viene addirittura alzato grazie al trucco del “Sic”, che include un panel talmente ampio di situazioni da sfiorare l’infinito. Confalonieri calcola che Mediaset potrà espandere i ricavi di 1-2 miliardi di euro l’anno. Ma il 16 dicembre Ciampi rispedisce la legge al mittente: è incostituzionale.

14. Berlusconi salva-Rete4 (2003). Mancano due settimane allo spegnimento di Rete4. Alla vigilia di Natale, Berlusconi firma un decreto salva-Rete4 (n.352) che concede alla sua tv l’ennesima proroga semestrale, in attesa della nuova Gasparri.

15. Gasparri-2 (2004). La nuova legge approvata il 29 aprile 2004, molto simile a quella bocciata dal Quirinale, assicura che Rete4 non sfora il tetto antitrust perché entro il 30 aprile il 50% degli italiani capteranno il segnale del digitale terrestre,

Maurizio Gasparri, zittisce Europa 7

Maurizio Gasparri mentre zittisce Europa 7

che garantirà loro centinaia di nuovi canali. Poi però si scopre che, a quella data, solo il 18% della popolazione riceve il segnale digitale. Ma poi l’Agcom dà un’interpretazione estensiva della norma: basta che in un certo luogo arrivi il segnale digitale di una sola emittente, per considerare quel luogo totalmente digitalizzato. Rete4 è salva, Europa 7 è ancora senza frequenze.

16. Decoder di Stato (2004). La finaziaria per il 2005 varata nel dicembre 2004 prevede un contributo pubblico di 150 euro nel 2004 e di 70 nel 2005 per chi acquista il decoder per la nuova tecnologia televisiva.

17. Salva-decoder (2003). Il digitale terrestre è un affarone per Mediaset… il governo che ha depenalizzato il falso in bilancio porta fino a 3 anni con 30 milioni di multa la pena massima per smart card fasulle per le pay tv.

18. Salva-Milan (2002). Col decreto 282/2002, convertito in legge il 18 febbraio, il governo Berlusconi consente alle società di calcio… di ammortizzare sui bilanci 2002 e spalmare nei dieci anni successivi la svalutazione dei cartellini dei giocatori. Il Milan risparmia 242 milioni di euro.

19. Salva-diritti tv (2006). Forza Italia blocca il ddl, appoggiato da tutti gli altri partiti di destra e di sinistra, per modificare il sistema di vendita dei diritti tv del calcio che penalizano le società di calcio più piccole.

20. Tassa di successione (2001). Il 28 giugno 2001 il governo Berlusconi abolisce la tassa di successione per i patrimoni superiori ai 350 milioni di lire (fino a quella cifra l’imposta era già stata abrogata dall’Ulivo). Per combinazione, il premier ha cinque figli e beni stimati in 25mila miliardi di lire.

tremonti

Giulio Tremonti, strabiliato da ciò che gli tocca sentire in Consiglio dei Ministri

22. Villa abusiva con condono (2004). Il 6 maggio 2004, mentre «La Nuova Sardegna» svela gli abusi edilizi a Villa Certosa, Berlusconi fa approvare due decreti. Il primo … contiene anche un piano (segretato) per la sicurezza di Villa La Certosa. Il secondo individua la residenza di Berlusconi in Sardegna come «sede alternativa di massima sicurezza per l’incolumità del presidente del Consiglio e per la continuità dell’azione di governo». Ed estende il beneficio anche a tutte le altre residenze del premier e famiglia sparse per l’Italia. Così si bloccano le indagini sugli abusi edilizi nella sua villa in Costa Smeralda. Poi nel 2005 il ministro dell’Interno Pisanu toglie il segreto. Ma ormai è tardi. La legge n. 208 del 2004, varata dal governo Berlusconi, estende il condono edilizio del 2003 anche alle zone protette: come quella in cui sorge la sua villa. Prontamente la Idra Immobiliare, proprietaria delle residenze private del Cavaliere, presenta dieci diverse richieste di condono edilizio. E riesce a sanare tutto per la modica cifra di 300mila euro.

23. Ad Mediolanum (2005). .. Forza Italia impone una serie di norme favorevoli alle compagnie assicurative nella riforma della previdenza integrativa e complementare (dl 252/2005), fra cui lo spostamento di 14 miliardi di euro verso le assicurazioni, alcune norme che forniscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale (a beneficio anche di Mediolanum, di proprietà di Berlusconi e Doris) …Nel gennaio del 2004, le Poste Italiane con un appalto senza gara hanno concesso a Mediolanum l’utilizzo dei 16mila sportelli postali sparsi in tutta Italia.

24. Ad Mondadori-1 (2005). Il 9 giugno 2005 il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti stipula

Letizia Moratti, prima e dopo il lifting

Letizia Moratti, prima e dopo il lifting

un accordo con le Poste Spa per il servizio «Postescuola»… le case editrici non consegneranno i loro volumi direttamente, ma tramite la Mondolibri Bol, una società posseduta al 50 per cento da Arnoldo Mondadori Editore Spa, di cui è mero proprietario Berlusconi. L’Antitrust esamina il caso, ma pur accertando l’indubbio vantaggio per le casse Mondadori, non può censurare l’iniziativa perché a firmare l’accordo non è stato il premier, ma la Moratti.

25. Indulto (2006). Nel luglio 2006 centrosinistra e centrodestra approvano l’indulto Mastella

Clemente Mastella "Io non c'entro"

Clemente Mastella "Io centro. Ma non c'entro".

(contrari Idv, An, Lega, astenuto il Pdci): 3 anni di sconto di pena a chi ha commesso reati prima del 2 maggio di quell’anno. Lo sconto vale anche per i reati contro la Pubblica amministrazione (che sul sovraffollamento della carceri non incidono per nulla), compresa la corruzione giudiziaria, altrimenti Previti resterebbe agli arresti domiciliari.

26. Lodo Alfano (2008). Nel luglio 2008, alla vigilia della sentenza nel processo Berlusconi-Mills, il Pdl tornato al governo approva il lodo Alfano che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica, della Camera, del Senato e del Consiglio. Soprattutto del Consiglio. Nell’ottobre 2009 la Consulta boccerà anche quello in quanto incostituzionale.

27. Più Iva per Sky (2008). Il 28 novembre 2008 il governo raddoppia l’Iva a Sky, la pay-tv di Rupert Murdoch, principale concorrente di Mediaset, portandola dal 10 al 20%.Meno spot per Sky (2009). Il 17 dicembre 2009 il governo Berlusconi vara il decreto Romani che obbliga Sky a scendere entro il 2013 dal 18 al 12% di affollamento orario di spot.

28. Ad listam (2010). Visto che le liste del Pdl sono state presentate fuori tempo massimo nel Lazio e senza timbri di autenticazione a Milano, il governo vara un decreto “interpretativo” che stravolge la legge elettorale, sanando ex post le illegalità commesse per costringere il Tar a riammetterle. Ma non si accorge che, nel Lazio, la legge elettorale è regionale e non può essere modificata da un decreto del governo centrale. Così il Tar ribadisce che la lista è fuorilegge, dunque esclusa.

29. Il legittimo impedimento (2010).

Al Fano

Al Fano, Escogito ergo sum!

Non sapendo più come bloccare i processi Mediaset e Mills, Berlusconi fa approvare il 10 marzo 2010 una legge che rende automatico il “legittimo impedimento” a comparire nelle udienze per sé stesso e per i suoi ministri, il tutto per una durata di 6 mesi, prorogabili fino a 18. Basterà una certificazione della Presidenza del Consiglio e i giudici dovranno fermarsi, senza poter controllare se l’impedimento sia effettivo e legittimo.

30. Norma salva- Mondadori inserita nella Legge Finanziaria per il 2010 che consentirà alla Fininvest di pagare 8,6 milioni di tasse evase invece che 173 milioni oltre interessi e sanzioni.

Il tutto in attesa della soluzione finale, cioè delle nuove leggi ad personam che porteranno il totale a quota 41 : “processo breve”, anti-intercettazioni e lodo Alfano-bis costituzionale. Cioè incostituzionale.”

Abbiamo ripreso la precedente lista dal blog di Pasquale Caterisano al quale rimandiamo per una più trattazione più dettagliata. Naturalmente se qualcuno ci segnalasse delle inesattezze nella precedente lista, ne daremmo immediata notizia e provvederemo alle rettifiche del caso.

Recentemente il pio Bondi, da cattolico, ha espresso “sconcerto e disgusto” per l’editoriale di Famiglia Cristiana diretta da Don Sciortino, in cui si critica il Leader Supremo.

Sandro Bondi dopo il viaggio ad Arcore (a destra)

Sandro Bondi dopo il viaggio ad Arcore e la conversione (a destra)

Il cattolicissimo ed ex-comunista Bondi non ha mai provato “sconcerto e disgusto” quando ha appoggiato tutti i provvedimenti sopra elencati?

Bene, questo è il Governo del Fare e i Bondi, i Feltri e i Capezzoni i suoi aedi. Ma dopo le vicende che hanno visto il premier agli onori delle cronache per vicende piccanti con giovani donne, rilasciare dichiarazioni imbarazzanti e strampalate (una delle più recenti : “sconfiggeremo il cancro in tre anni“, vedi ultime elezioni regionali), inviare libri autobiografici a milioni di famiglie italiane, il governo del Leader Supremo si è guadagnato sul campo anche il titolo di Governo del Dire, del Baciare e delle Lettere. Manca solo il Testamento.

berluscon-ad-personam

Fini sta lavorando al testamento. Però con scarse probabilità di riuscita, visto che il Leader Supremo – con la mossa del predellino – ha arruolato al suo seguito gran parte delle truppe di AN e gli sta scatenando contro i suoi lanzichenecchi mediatici.

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Sgarbi su “Il Giornale” parla dell’Uccello di Fuoco di Berlusconi. Politica dal “culo flaccido” e mondo femminile nel pensiero del “cosiddetto” critico d’arte.

Posted by pocavista su 14 agosto 2010

 

 

Da Stravinskij a Berlusconi

Su “Il Giornale” del 1 febbraio 2011, Sgarbi scrive un articolo sul caso Ruby, dove  immagina un eventuale interrogatorio di Berlusconi da parte della Bocassini, in cui afferma che “Berlusconi in privato …fa ascoltare” l’Uccello di Fuoco”  alla sedicente nipote di Mubarak”. Inevitabile la domanda : l’Uccello è quello di Igor Stravinskij o quello dello statista di Arcore?

Sgarbi  – da presunto cultore della materia – si intrattiene volentieri sul rapporto tra uomini politici e mondo femminile, spesso popolato da giovanissime aspiranti al successo disposte a “un rapporto affettuoso”, come Nicole Minetti, di un uomo politico anziano dal “culo flaccido”(così l’ha definito la Minetti), casualmente ricco, potente e soprattutto e generoso.

Nell’articolo, fa capolino la visione del mondo di Sgarbi sulle donne, che lui pensa di conoscere bene, dato che ne frequenta “cinquanta a settimana”. Roba da far impallidire il presunto harem di Berlusconi.

Già in precedenza Sgarbi su Il Giornale aveva parlato di Fini e di Berlusconi e del loro rapporto con le donne, criticando Fini e lodando Berlusconi.

Tutto nasce quando Sgarbi rilascia un’intervista al settimanale “A” sul caso Fini-Tulliano-casa di Montecarlo.   Feltri si butta a pesce e il 14 agosto pubblica un’articolessa del primo cittadino di Salemi.

 

Vittorio Sgarbi. Chi era costui?

Tutti sanno chi è Sgarbi. Garbato, cortese, assai rispettoso con gli interlocutori che dissentono da lui, riservato, fedele. sgarbi-incazzato-1Tiene molto alla legalità, tanto è vero che non si conoscono nemmeno sue infrazioni ai divieti di sosta. In effetti ha girato per anni con la scorta di stato pagata dai contribuenti.

Si dichiara critico d’arte e polemista. Molti nutrono più di un dubbio sulla prima qualifica, mentre sulla seconda non possiamo che convenire. Se qualcuno non ne fosse convinto, può consultare su Youtube la hit parade delle performance televisive del pacato intellettuale.

Sgarbi – da vero uomo di mondo – si muove a tutto campo, come risulta dal suo curriculum. sgarbi-incazzato-2Su Wikipedia qualcuno si è preso la briga di elencare le sue numerose condanne – per truffa ai danni dello stato (definitiva) e soprattutto per diffamazione – cui si è talvolta sottratto, suo malgrado, con indulti e prescrizioni.

Ma ciò a cui tiene di più sembra sia la coerenza. Al riguardo,  Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Sgarbi) riporta anche il robusto curriculum delle militanze politiche del Nostro:

 

  • Partito Comunista Italiano, che lo ha candidato a sindaco di Pesaro;
  • Partito Socialista Italiano, per il quale è stato consigliere comunale a San Severino Marche;
  • DC-MSI, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di San Severino Marche nel 1992;
  • Partito Liberale Italiano, per il quale è stato deputato;
  • Partito Federalista, che ha fondato nel 1995 e poi lasciato per aderire alla Lista Pannella;
  • Lista Marco Pannella, con la Lista Pannella-Sgarbi, abbandonata dallo stesso Sgarbi prima delle elezioni;
  • Forza Italia, nella quale ha inglobato il suo movimento I Liberal Sgarbi-I libertari;
  • Partito Repubblicano Italiano con il quale si è alleato per le elezioni europee nel 2004;
  • Lista Consumatori, con la quale si è candidato per le Politiche del 2006, senza essere eletto;
  • UDC-DC, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di Salemi nel 2008;
  • Movimento per le Autonomie con il quale è stato candidato alle Elezioni europee del 2009 nel cartello elettorale del Polo dell’Autonomia nella circoscrizione Isole.
  • Con Rete Liberal, alle regionali 2010 del Lazio ha sostenuto Renata Polverini

Ha inoltre fatto parte dell’Unione Monarchica Italiana”.

 

Roba da fare invidia all’implume Capezzone, ancor giovine di bottega, che però si farà, visto l’impegno che mette nel passare repentinamente da uno schieramento all’all’altro.

L'opione del martin pescatore

L'opinione del martin pescatore

Ci preoccupa l’assenza nel suo curriculum della Sudtiroler VolksPartei e del Movimento per la Ricostituzione del Sacro Romano Impero, ma siamo sicuri che colmerà al più presto queste inaccettabili lacune..

Visto da quale pulpito vien la predica, andiamo a vedere che cosa ha dichiarato il Nostro. Sgarbi, che per due anni ha “mantenuto il doveroso rispetto per Gianfranco Fini” , fin qui non ha detto niente. Ma dopo quello che sta succedendo, avverte l’ obbligo morale di prenderne le difese, dando una sua versione. Fini si è innamorato di questa “ragazza semplice e buona”… “La Tulliani, pure intelligente, è certo più bella che intelligente.” Fini come ogni “uomo innamorato non vede la realtà com’è, e interpreta in modo positivo ciò che altri giudicano malizioso”… “Non voglio dire che Elisabetta Tulliani volesse «sistemarsi». Voglio dire che Fini non doveva farsi sistemare.”

E qui inizia l’affondo : “Si può dunque pensare, anzi oggi è una certezza, che Fini sia stato, nella considerazione popolare, sopravvalutato”

Sgarbi a questo punto mostra tutto il suo talento per rubriche come la posta del cuore dei settimanali femminili. Parla delle ragazze “nell’orbita di uomini di fresco potere del centrodestra”, spesso raccomandate per intraprendere carriere artistiche e televisive. gif-ragazza-che-cammina-sexy1Ma anche delle donne della stagione politica precedente, “dominatrici di altri politici democratici o democristiani”. … “Donne di personalità forti che hanno letteralmente «occupato» i loro uomini condizionandone scelte e destini. Come per Fini, l’epilogo di Mastella si deve al cieco amore per Sandra. Clemente ha fatto saltare tutto, ha perduto se stesso, e ha fatto cadere Prodi per amore di Sandra. Quando essa è stata incriminata, non ci ha visto più e ha abbandonato tutto.” Adesso Alberoni può anche andare in pensione.

Però lui, Sgarbi, mica si fa condizionare dalle donne, come i comuni mortali di sesso maschile. “E ciò – rivela Sgarbi – li differenzia da me, e, anche se in modo più artigianale, da Berlusconi, che ha una sua «ingenuità», che amiamo essere «visitati», non «occupati». E non ci lasciamo travolgere né dal fascino, né dal potere seduttivo di una donna.” Anche Sgarbi, come il Berlusconi così definito dal suo avvocato di fiducia, si vanta di essere una sorta di ghedinesco “Utilizzatore Finale”.

 

D’altro canto Sgarbi afferma che “la Tulliani … non è dominatrice. Chiunque poteva prenderne le misure e non farsi travolgere dal suo giovanile entusiasmo. Meno Fini.” Con la scusa della difesa del Presidente della Camera, a Fini viene dunque affibbiato di fatto il ruolo del pirla che si fa infinocchiare dalla “sgallettata” di turno. L’abilissimo Sgarbi strizza l’occhio al maschilismo di molti elettori di destra,sgallettata-1 che provano una sincera ammirazione per l’Utilizzazione Finale (“una botta e via”è l’elegante espressione di uso comune) e una commiserazione per chi “ci casca”. L’invidia nei confronti del Leader Supremo non è assolutamente appannaggio dei “sinistri”, come la vulgata di destra vuol far credere. La maggior parte dei maschietti di destra, costretta a una “modica dose” di sesso coniugale, guarda con invidia a chi si può permettere l’overdose di sesso extraconiugale (vero o presunto, non ha importanza) con attricette e veline che appare privilegio del potere. Lo ius primae noctis, appreso nei lontani tempi di scuola, riemerge con forza ad opera dei nostri satrapi da avanspettacolo. Al riguardo, in un’intervista rilasciata a “Il Secolo XIX” di Genova, Sgarbi non ce la fa più a trattenersi e, come fosse con gli amici al Bar Sport, si lascia andare a questa dichiarazione “Io frequento 50 donne a settimana e, così come non ho storie d’amore con tutte, da tutte mi libero”. Come a dire “a me Silvio e il Merolone mi fanno una s…”. (Sgarbi dovrebbe sapere che in giro c’è chi conosce non solo Geminello Alvi, ma anche Plauto e il suo Miles Gloriosus e potrebbe fare imbarazzanti paragoni).

Mentre il Fini innamorato è “sorprendente e pericoloso”, al contrario “… l’abile, seppur generoso, Silvio, non ebbe dubbi, non si lasciò travolgere… si è liberato di tutte, anche di Veronica.”berlusco-fa-le-corna

Ma il gentleman ferrarese fornisce materia anche per le gentili lettrici di destra, indotte a pensare che di Fini non ci può fidare perché ha tradito la moglie per una “sgallettata” qualsiasi.

Sgarbi completa il servizietto a Fini, iniziato da Feltri :

 

  • tradisci il patto con gli elettori del PdL perché dissenti da Berlusconi (Feltri)
  • tradisci la fiducia del tuo stesso ex-partito (Feltri, che accusa Fini di uso privato di beni del partito) e non puoi fare il moralizzatore (altro slogan molto in voga tra i destri e i Grillini : “Il più pulito ci ha la rogna”);
  • infine sei un uomo “dabbene” che si lascia abbindolare dalla prima “velina” e quindi come si fa a fidarsi di te (Sgarbi)?

 

 

Ed ora si arriva al dunque. Qualcuno ancora pensa che Fini abbia mostrato disaccordo con Berlusconi per ragioni politiche, come legalità, federalismo e quisquilie di questa natura? Macché, Sgarbi fa sapere che il Fini “travolto dalla passione … si irrita quindi con Berlusconi per alcune sortite di «Striscia la Notizia»” che riguardano la sua compagna. E quindi conclude che “Da questa vicenda Gianfranco esce come un ingenuo, inadeguato a misurarsi con le realtà complesse e difficili della politica”.

In soldoni da “Il Giornale” si comunica alla platea della destra che Fini è: traditore (Feltri), imbroglione (Feltri), fesso (Sgarbi), incapace (Sgarbi). Ciapa su e porta a ca’.

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Certo che Sgarbi nell’operazione di demolizione della figura di Fini è assai più sottile di Feltri, che va giù con l’accetta. Se Feltri parla alla pancia degli elettori di destra, qui Sgarbi li titilla ancora più efficacemente dentro le mutande. D’altro canto è noto, non solo ai fan di De Andrè, che anche per il Re Carlo che “tornava dalla guerra … più che l’onor poté il digiuno!”.

 

All’autore di questo post, l’operazione di demolizione della figura di Gianfranco Fini appare invece strumentale e scandalosa. Molto al di là delle sue eventuali responsabilità nella vicenda monegasca, che la magistratura dovrà appurare. Certo, se si dovesse dimettere lui che non è nemmeno indagato, i due grandi Utilizzatori Finali, Berlusconi e Sgarbi – che qualche problemuccio con la giustizia ce l’hanno avuto – cosa dovrebbero fare?

Chi vuole consultare la hit parade di Sgarbi clicchi qui sotto :

SGARBI – The very best of

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