Della bufala. Intesa come una delle belle arti

Posts Tagged ‘Antonio Razzi’

La Saga dei “delequamente attemperati”. La neolingua dell’on.Razzi.

Posted by pocavista su 8 ottobre 2012

In questo blog ci siamo già occupati più volte dell’on.Razzi. Onorevole perchè qualcuno – come Di Pietro – ha avuto la bella idea di fallo eleggere al Parlamento nella circoscrizione estero. Una volta eletto – dopo aver denunciato tentativi di corruzione ai suoi danni per transitare nelle file della maggioranza che sosteneva il governo Berlusconi – in limine mortis (della legislatura, quando Berlusconi rischiava di essere messo in minoranza e Razzi di perdere il vitalizio) Razzi è accorso al capezzale di un governo agonizzate insieme a Scilipoi, Calearo e altri parlamentari “responsabili”.

Qualche giorno fa il nostro Razzi ha pronunciato un discorso in una lingua incomprensibile piena di strafalcioni. Questi sono i nostri rappresentanti. E poi c’è chi si lamenta se la Germania manifesta disagio a convivere con l’Italia dei Razzi, delle Minetti, dei Renzo Bossi, dei Belsito, dei Lusi e dei Fiorito.

Vedere per credere. Il video è ripreso da esposito.blogautore.espresso.repubblica.it

Coloro che volessero continuare a farsi del male possono dare un’occhiata ai post pubblicati a suo tempo su questo blog riguardanti l’epopea del mitico Razzi, ormai uno dei personaggi cult del nostro Parlamento, che non ha niente da invidiare a Scilipoti o Bossi.

Lacrime e vitalizi. La storia del mitico Razzi.

Parlamento voterà oppure no la fiducia alla manovra presentata da Monti? Quali saranno i criteri che i parlamentari seguiranno per valutare la manovra lacrime e sangue che colpirà lavoratori, pensionati, anziani e fasce più deboli della popolazione? 

Le sincere lacrime del Ministro Elsa Fornero mentre illustra la manovra

L’ineffabile on.Razzi, del quale riproponiamo di seguito l’edificante ritratto già pubblicato su questo blog, ci ha fornito un ulteriore prova dei criteri che guidano molti di coloro che fanno parte della casta degli “intoccabili”.

Ecco un video di un recentissimo colloquio con un suo collega parlamentare e fatto circolare su La7.



Inutile aggiungere che in Parlamento, in particolare dai banchi del PDL, si sono levate proteste non tanto per il comportamento di Razzi, quanto perchè un suo collega parlamentare si è permesso di registrare e diffondere le sue dichiarazioni.

I parlamentari del PDL chiedono un procedimento disciplinare per il parlamentare che “ha fatto la spia”, ma non per chi usa il Parlamento – e qui ci scusiamo se ricorriamo al linguaggio aulico di Razzi – “per farsi i cazzi propri“.

L’On. Alessandra Mussolini, tanta nipote di cotanto “nonno”, coglie qui l’occasione per scagliarsi sia contro l’on.Barbato, autore del video carpito segretamente a Razzi violandone la privacy, sia contro Fini che avrebbe tenuto bordone a Barbato. Per la cronaca la Mussolini – quando si dice la coerenza – è la stessa persona che ha fotografato di nascosto in Parlamento e denunciato al volgo la tresca semiclandestina Bocchino-Carfagna. Lavannare e vaiasse unite nella lotta alla privacy. 

L’Onorevole (si fa per dire) Razzi: chi era costui?

C’è un emigrato contro il quale è stato avviato un procedimento penale per uso personale dei fondi di un’associazione di emigrati che lui presiedeva. In breve : “scappato con la cassa”, secondo la definizione de “Il Fatto quotidiano”.

L’emigrato, impiegato amministrativo in una fabbrica di prodotti tessili e che si autodefinisce un “tessitore”, viene eletto in Parlamento nella circoscrizione “estero” con poche migliaia di voti. Per la precisione con l’ IDV per fare opposizione dura a Berlusconi.

A settembre 2010, l’ex- emigrato denuncia in TV un tentativo – da parte di un esponente della maggioranza di governo – di “comprarlo”.

Si è parlato anche di pagarmi il mutuo e darmi un posto nel governo, ma la proposta più concreta è stata la rielezione sicura”, afferma. Ma lui – proclama sdegnato – non si farà mai comprare da nessuno perchè ha una parola sola.

A dicembre, “tomo tomo, cacchio cacchio“,  costui lascia l’opposizione per entrare nelle schiere della maggioranza di governo insieme all’agopuntore Scilipoti. Vota e rivota la fiducia a Berlusconi. 

Intervistato al Tg3 :“Adesso che lei è qui a votare per la maggioranza, cosa si aspetta?”. E lui candidamente : “Un incarico di governo”. Quale? Come direbbe il Manzoni, lo “sciagurato rispose”: “Non importa, basta che vado al governo”. Si noti il disinvolto uso del congiuntivo, che lui probabilmente confonde con una malattia oftalmica.

(La scarsa frequentazione con l’Italiano sembra essere un requisito fondamentale per fare parte dell’Italia dei Valori : oltre a Di Pietro e Razzi, anche Barbato sembra vantare lo stesso eloquio forbito. Forse Di Pietro non vuole sentirsi solo)

Nel maggio 2011, l’ineffabile “tessitore” viene nominato consigliere personale del Ministro dell’Agricoltura Romano, come lui del gruppo di Iniziativa Responsabile. Inoltre diviene membro della VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione) e della XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea) del Parlamento Italiano.

Il soggetto in questione si chiama Antonio Razzi, che lascia perfino stupefacenti interviste radiofoniche come quella seguente. 

DA LIBERO TV – INTERVISTA DI RAZZI A LA ZANZARA SU RADIO 24 

E poi c’è chi non vuol dare la cittadinanza agli emigrati stranieri se non dimostrano di sapere l’italiano.

Conclusione : meglio lui o il Trota?

Quali competenze abbia costui per divenire consigliere personale del Ministro dell’Agricoltura, far parte della Commissione Cultura e della Commissione Politiche dell’Unione europea lascio a voi giudicare. Però lo stipendio da parlamentare se lo prende, con tutti i privilegi annessi e connessi.  

E adesso punta decisamente al vitalizio.

PS. domandina a Di Pietro : ma chi k…o porti in Parlamento? Dopo De Gregorio e Scilipoti, anche Razzi? E ci lamentiamo del Trota? 

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Lacrime e vitalizi. La vera storia dell’on.Razzi, uno dei “Responsabili” che hanno soccorso Berlusconi. Un video svela il suo reale pensiero sulla missione di Parlamentare.

Posted by pocavista su 16 dicembre 2011

Il Parlamento voterà oppure no la fiducia alla manovra presentata da Monti? Quali saranno i criteri che i parlamentari seguiranno per valutare la manovra lacrime e sangue che colpirà lavoratori, pensionati, anziani e fasce più deboli della popolazione? 

Le sincere lacrime del Ministro Elsa Fornero mentre illustra la manovra

L’ineffabile on.Razzi, del quale riproponiamo di seguito l’edificante ritratto già pubblicato su questo blog, ci ha fornito un ulteriore prova dei criteri che guidano molti di coloro che fanno parte della casta degli “intoccabili”.

Ecco un video di un recentissimo colloquio con un suo collega parlamentare e fatto circolare su La7.



Inutile aggiungere che in Parlamento, in particolare dai banchi del PDL, si sono levate proteste non tanto per il comportamento di Razzi, quanto perchè un suo collega parlamentare si è permesso di registrare e diffondere le sue dichiarazioni.

I parlamentari del PDL chiedono un procedimento disciplinare per il parlamentare che “ha fatto la spia”, ma non per chi usa il Parlamento – e qui ci scusiamo se ricorriamo al linguaggio aulico di Razzi – “per farsi i cazzi propri“.

L’On. Alessandra Mussolini, tanta nipote di cotanto “nonno”, coglie qui l’occasione per scagliarsi sia contro l’on.Barbato, autore del video carpito segretamente a Razzi violandone la privacy, sia contro Fini che avrebbe tenuto bordone a Barbato. Per la cronaca la Mussolini – quando si dice la coerenza – è la stessa persona che ha fotografato di nascosto in Parlamento e denunciato al volgo la tresca semiclandestina Bocchino-Carfagna. Lavannare e vaiasse unite nella lotta alla privacy. 

L’Onorevole (si fa per dire) Razzi: chi era costui?

C’è un emigrato contro il quale è stato avviato un procedimento penale per uso personale dei fondi di un’associazione di emigrati che lui presiedeva. In breve : “scappato con la cassa”, secondo la definizione de “Il Fatto quotidiano”.

L’emigrato, impiegato amministrativo in una fabbrica di prodotti tessili e che si autodefinisce un “tessitore”, viene eletto in Parlamento nella circoscrizione “estero” con poche migliaia di voti. Per la precisione con l’ IDV per fare opposizione dura a Berlusconi.

A settembre 2010, l’ex- emigrato denuncia in TV un tentativo – da parte di un esponente della maggioranza di governo – di “comprarlo”.

Si è parlato anche di pagarmi il mutuo e darmi un posto nel governo, ma la proposta più concreta è stata la rielezione sicura”, afferma. Ma lui – proclama sdegnato – non si farà mai comprare da nessuno perchè ha una parola sola.

A dicembre, “tomo tomo, cacchio cacchio“,  costui lascia l’opposizione per entrare nelle schiere della maggioranza di governo insieme all’agopuntore Scilipoti. Vota e rivota la fiducia a Berlusconi. 

Intervistato al Tg3 :“Adesso che lei è qui a votare per la maggioranza, cosa si aspetta?”. E lui candidamente : “Un incarico di governo”. Quale? Come direbbe il Manzoni, lo “sciagurato rispose”: “Non importa, basta che vado al governo”. Si noti il disinvolto uso del congiuntivo, che lui probabilmente confonde con una malattia oftalmica.

(La scarsa frequentazione con l’Italiano sembra essere un requisito fondamentale per fare parte dell’Italia dei Valori : oltre a Di Pietro e Razzi, anche Barbato sembra vantare lo stesso eloquio forbito. Forse Di Pietro non vuole sentirsi solo)

Nel maggio 2011, l’ineffabile “tessitore” viene nominato consigliere personale del Ministro dell’Agricoltura Romano, come lui del gruppo di Iniziativa Responsabile. Inoltre diviene membro della VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione) e della XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea) del Parlamento Italiano.

Il soggetto in questione si chiama Antonio Razzi, che lascia perfino stupefacenti interviste radiofoniche come quella seguente. 

DA LIBERO TV – INTERVISTA DI RAZZI A LA ZANZARA SU RADIO 24 

E poi c’è chi non vuol dare la cittadinanza agli emigrati stranieri se non dimostrano di sapere l’italiano.

Conclusione : meglio lui o il Trota?

Quali competenze abbia costui per divenire consigliere personale del Ministro dell’Agricoltura, far parte della Commissione Cultura e della Commissione Politiche dell’Unione europea lascio a voi giudicare. Però lo stipendio da parlamentare se lo prende, con tutti i privilegi annessi e connessi.  

E adesso punta decisamente al vitalizio.

PS. domandina a Di Pietro : ma chi k…o porti in Parlamento? Dopo De Gregorio e Scilipoti, anche Razzi? E ci lamentiamo del Trota? 

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“Stato canaglia”, mignottocrazia e “stato bordello”

Posted by pocavista su 19 settembre 2010

Ahi serva Italia, di dolore ostello,

nave sanza nocchiere in gran tempesta,

non donna di province, ma bordello!

(Dante Alighieri)

Come tutti sappiamo, anche Dante ebbe i suoi guai con il potere. Oggi sta suscitando qualche veemente reazione da parte del nostro governo l’articolo di J.Walston, intitolato “The Bordello State”, apparso sulla prestigiosa rivista americano Foreign Policy.

bordello-state

Stato bordello o stato canaglia?

L’espressione “stato canaglia” (rogue state) venne coniata da scienziati politici per definire una nazione considerata una grave minaccia per la pace nel mondo. Un governo autoritario che lede i diritti fondamentali dei cittadini, che sponsorizza il terrorismo e che detiene armi di distruzione di massa sarebbero le caratteristiche dei “rogue states”. Gli “stati canaglia”, facendo comunella, costituirebbero l’ “Asse del Male”, formula resa celebre in particolare da George W.Bush al tempo delle guerre in Afganistan e Iraq.

George W. Bush, annuncia che l'Iraq possiede armi di distruzione di massa

George W. Bush, annuncia che l'Iraq possiede armi di distruzione di massa

La domanda sorge spontanea : che c’entriamo noi con gli “stati canaglia”? Se applicassimo in maniera estensiva la definizione di rogue state qualche dubbio ci verrebbe : abbiamo un governo che tende a divenire sempre più autoritario (cerca di attuare presidenzialismo, eliminazione progressiva della divisione tra i poteri dello stato a vantaggio dell’esecutivo, riscrittura unilaterale della Costituzione, limitazione della libertà di stampa e del pluralismo specie nel mondo della comunicazione TV; con la legge “porcata” stabilisce l’impossibilità di scegliere i parlamentari che sono nominati direttamente dai capipartito secondo criteri di fedeltà); applica il terrorismo comunicativo nei confronti degli avversari politici (vedi casi Di Pietro, Boffo e Fini) bombardati dagli organi di stampa e televisivi che fanno capo all’autocrate maximo; utilizza l’impero mediatico al suo servizio anche come organo di distrazione di massa. Inoltre non è più tempo di un “Asse del Male” come il RoBerTo (l’Asse Roma, Berlino, Tokio della seconda guerra mondiale), ma pensando all’amicizia tra due “democraticissimi” colonnelli, come Putin e Gheddafi, e un Cavaliere nostrano, qualcuno potrebbe fare qualche malevole associazione (RoMosTri – Roma, Mosca, Tripoli).

Il saeculum obscurum e la pornocrazia

Com’è noto negli “Annales Ecclesiastici” del Cardinale Cesare Baronio viene definito saeculum obscurum quel travagliato periodo del X secolo, che ebbe inizio con il Papa Sergio III e durò una sessantina d’anni fino alla morte del Papa GiovanniXII nel 964. Altri studiosi, specie di ambito protestante, definirono “pornocrazia” quel periodo, nel quale ebbe un ruolo fondamentale la componente femminile della famiglia (si direbbe oggi : la cricca) di Teofilatto. In particolare due donne di costumi non irreprensibili, Teodora e sua figlia Marozia, ebbero una forte influenza sul governo di Roma e della Chiesa, architettando affari, congiure di palazzo, delitti, matrimoni.

Marozia aveva 15 anni quando divenne la concubina di Papa Sergio III. Gli Annales non riportano se la minorenne avesse svolto prima uno stage a Casoria o in Sardegna. Secondo quanto riporta Liutprando, vescovo di Cremona, l’avvenente e micidiale Marozia organizzò l’omicidio del suo precedente amante Papa Giovanni X (in precedenza sponsorizzato da Teodora), dopo averlo fatto imprigionare. Marozia fece in modo di far eleggere Papa un proprio figlio che assunse il nome di Giovanni XI. L’influenza delle due nobili signore si protrasse per molti anni, durante i quali si succedettero una dozzina di papi, ognuno dei quali dalla vita assai breve. Con la morte del nipote di Marozia, Papa Giovanni XII, il Cardinal Baronio riteneva che avesse avuto fine il secolo oscuro.

La storia ci insegna che numerose donne, consorti e cortigiane, ebbero influenza sulla composizione e sull’esercizio del potere in ogni epoca. Si pensi alle coltissime cortigiane veneziane e romane, a Lucrezia Borgia a Roma, a quelle della corte francese,

Madame de Pompadour, la favorita di Luigi XV

Madame de Pompadour, la favorita di Luigi XV

come Madame de Pompadour al tempo di Luigi XV. Ma, per venire ai giorni nostri, affermare che la nuova compagna di Fini, Elisabetta, abbia avuto un ruolo decisivo sulle posizioni politiche del Presidente della Camera – tesi sostenuta da Vittorio Sgarbi di recente su “Il Giornale” – appare strumentale e denigratoria. Il quale Fini, al di là delle valutazioni politiche che si vogliono dare del suo recente dissenso politico e delle sue responsabilità sulla vicende della casa monegasca, per lo meno gif-sorpresa1non agisce da “mero utilizzatore finale” di giovani femmine compiacenti, al contrario del Leader Supremo e di Sgarbi medesimo che confessa di frequentare “50 donne alla settimana” (vd Il Giornale).

Ma il nostro è un saeculum obscurum? Con Stalinismo, Fascismo, Nazismo, due guerre mondiali, la bomba atomica, la guerra del Vietnam, quelle in Medioriente e i vari genocidi nel secolo scorso non ci siamo fatti mancare niente. Anche l’Italia ci ha messo del suo. Ma le donne e la pornocrazia? Oggi da noi si sono estinte cortigiane e dame che fanno e disfanno re e Papi. Si sono affermate nuove specie antropologiche, come veline, soubrette e calendariste che fanno a gara per entrare nell’harem del sovrano o dei suoi cortigiani. Le più “dotate” e disponibili, secondo la finiana Angela Napoli o l’ex-PdL Paolo Guzzanti, finiscono in Parlamento o al Governo per meriti extrapolitici. Per il Presidente Fini questa tesi può indurre pericolose generalizzazioni qualunquiste e quindi invita alla cautela.

Lo stato bordello e la mignottocrazia

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Paolo Guzzanti

Il termine “mignotta” viene fatto derivare dal francese mignòter (carezzare) o da mignon (favorito). Alcuni ritengono invece che la parola sia da collegare alle registrazioni anagrafiche relative agli orfani un tempo abbandonati nella ruota dei conventi (filius matris ignotae, abbreviato come filius m.ignotae, che nel volgare romanesco diventa fijio de mignotta, ovvero figlio di donna di malaffare).

Il sito http://www.mignottocrazia.it/ , nel rivendicare allo psichiatra Ceravolo il neologismo “mignottocrazia”, ricorda che il termine mignotta non ha solo valore dispregiativo. gif-monica_modeling_vogue“Una mignotta col suo atteggiamento può ottenere molti vantaggi, dei gioielli o dei bei vestiti, fino a una boutique e a una vita brillante: può avere in suo potere un uomo che detiene il potere …e può far carriera con la velocità di un lampo, spinta dal suo sponsor”. In effetti “…sbottonandosi in maniera oculata, si può entrare subito nella stanza dei bottoni”, anche se alcuni invidiosi esclusi la chiamano ormai “la stanza delle battone”.

Un paio di anni fa Paolo Guzzanti, uscendo dal PdL, aveva denunciato pubblicamente la “mignottocrazia”, quel fenomeno che portava alcune donne avvenenti a fare rapida carriera politica, molto al di sopra dei propri intrinseci meriti intellettuali e politici. Guzzanti si era anche beccato una querela da parte di una ministra che si riteneva coinvolta dalle sue dichiarazioni.

Abbiamo riferito nell’antefatto che la prestigiosa rivista Foreign Policy (FP) è uscita in copertina con una titolo a tutta pagina “The bordello state”. Indovinate a quale stato si riferiva. Subito l’ambasciatore italiano a Washington si è precipitato a smentire e precisare, affermando che invece l’Italia è un paese prospero e sicuro, democratico e stimato nel mondo come non mai. 3-anniMa FP la mette giù dura parlando delle residenze del premier come dei “bordelli e non solo in senso metaforico” (“the prime minister’s residences have become brothels — and not just metaphorically“). Al riguardo il parlamentare PdL Stracquadanio, uno che deve passare tutto il giorno a ricordarsi come si chiama, ha dichiarato a Klauscondicio: ”E’ assolutamente legittimo che per fare carriera ognuno di noi utilizzi quel che ha, l’intelligenza o la bellezza che siano.”. ”Ognuno ha il diritto di assecondare le virtu’ che la natura gli ha dato e di farne degno utilizzo in un congruo collocamento esistenziale. Sono fatti privati. Ognuno deve disporre del proprio corpo come meglio crede. Non mi interessa. Fino a quando esiste consenso non c’e’ violenza e se non c’e’ violenza non c’e’ problema”. “Se anche una deputata o un deputato facessero coming out e ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza, non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato“, rimarca Stracquadanio.

Per inciso, Stracqua è il sincero liberale che qualche tempo fa aveva auspicato il ricorso al “metodo Boffo” contro il dissenziente Fini.

FP passa poi a esaminare i famosi 5 punti che dovrebbero costituire l’ossatura dell’azione di governo. Il punto più controverso è quello della giustizia, che per SB significherebbe immunità dai procedimenti giudiziari (impunità, secondo altri). Solo per poter governare tranquillo, aggiunge sarcastico JW.

Berlusconi e Putin nei pressi di Mosca

Berlusconi e Putin uniti dalla smodata passione per il pelo

Succcessivamente FP ricorda il sodalizio di SB con Gheddafi e Putin, definito da SB un “dono di Dio”, per poi passare in rassegna l’attuale campagna acquisti di parlamentari da parte di SB per far sopravvivere il proprio governo. Sul suo Blog Massimo Donadi denuncia il tentativo di corruzione operato dalla maggioranza PdL nei confornti del suo collega parlamentare Antonio Razzi. “In cambio di un passaggio dalla loro parte, gli hanno offerto in posti il lista blindato nelle prossime politiche, una poltrona da sottosegretario o viceministro, oppure … il pagamento del mutuo residuo della sua casa”. Vd. DONADI BLOG

Ci permettiamo di segnalare il fatto a Vittorio Feltri : vista l’attenzione dimostrata da “Il Giornale” per il settore immobiliare e che il tormentone su Fini e la casa di Montecarlo rischia di essere monotono, Feltri potrebbe dare via ad un nuovo filone di inchiesta sulle rate del mutuo di Razzi. Rate che avrebbero potuto essere pagate da ignoti, in cambio di un appoggio al governo, se Razzi non lo avesse pubblicamente denunciato. Tanto per ravvivare l’interesse dei suoi lettori.

In conclusione.

Candidate in liste collegate al PdL

Candidate in liste collegate al Centrodestra

Condividiamo quanto affermato in chiusura da FP. Ovvero che è sicuramente scandaloso che qualche avvenente ragazza sia approdata in Parlamento dopo un breve soggiorno nell’alcova del boss. Ma è ancor peggio che molti giornalisti, professionisti e politici abbiano ormai abbandonato ogni senso etico e si limitino al ruolo di serventi al pezzo.

Questa è la vera e più pericolosa pornocrazia italiana e può costituire il preludio ad un nuovo saeculum obscurum.

PS – L’esilarante volume di Lorenzo Raffi, “Di uomini e di animali”  è adesso disponibile

presso le Librerie Feltrinelli

157846_copertina_frontcover_icon-nuova Per saperne di più clicca qui : LIBRO

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