Della bufala. Intesa come una delle belle arti

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Strategia dell’Untore. Da Alessandro Manzoni a Letizia Moratti : scovato un gay islamico clandestino di etnia Rom che si droga al Leonkavallo e che vota Pisapia.

Posted by pocavista su 23 maggio 2011

Le strategie comunicative di Berlusconi 

In questo blog abbiamo già parlato di alcune delle strategie comunicative adottate negli ultimi anni da Berlusconi :

  • delegittimazione dell’avversario (Metodo Boffo)
  • banalizzazione delle critiche (si tratta di puro gossip e di invidia da parte dei “sinistrati”);
  • rovesciamento delle parti (è stata lesa la privacy di B.; B. vittima della magistratura rossa; i sinistri sono i violenti e noi il popolo dell’amore );
  • agenda setting (TV e giornali parlano prevalentemente di argomenti che avvantaggiano B., come immigrazione, criminalità, divisioni nello schieramento avversario. I problemi reali del paese passano in secondo piano);
  • strategia della distrazione (per es. non si parla più di nucleare e si cancella il referendum; si riempie la TV di Grandi Fratelli, Isole dei Famosi, Amici e Fattorie);
  • sabotaggio mediatico (interruzioni continue degli avversari per neutralizzarne gli argomenti nei confronti TV; telefonate minacciose di B. e di Masi ai talk show televisivi; uso del metodo “panino” delle notizie: si fa parlare prima un esponente del governo che pone il tema, poi un esponente dell’opposizione, infine un esponente della maggioranza che lo attacca, sulla base del principio che chi parla per ultimo ha sempre ragione);
  • teoria del complotto, la più redditizia : c’è un bravuomo che lotta da solo contro tutti quelli che “non lo fanno lavorare”. Chi si metterebbe di traverso? La magistratura “rossa”, i non meglio identificati “poteri forti”, i “ribaltonisti”, i Follini, poi i Casini e infine i Fini. Ma anche l’Unione Europea, il Quirinale, il CSM, il Consiglio di Stato, la Costituzione, i giornali, Santoro e Floris. Ah, scusate mi dimenticavo : perfino le opposizioni parlamentari.

Ma nei momenti critici di una campagna elettorale si fa ricorso anche ai trucchi più sporchi. Vi ricordate di Rutelli in corsa a sindaco di Roma per il dopo Veltroni nel 2008? In quindici giorni Rutelli, largamente in testa al primo turno, perse 97.000 voti e Alemanno ne guadagnò 91.000. Cosa era successo? Quattro stupri in undici giorni, finiti ad ogni ora del giorno e della notte sui TG e sui giornali. Celebre la dichiarazione di Maurizio Gasparri (Pdl),: “La Roma di Prodi, Rutelli e Veltroni è il regno del terrore e dello stupro”.

Barbara Palombelli e Francesco Rutelli messi a nudo

Dopo quindici giorni di martellamento mediatico, Alemanno venne percepito come l’unico che avrebbe potuto mettere fine al degrado sociale della capitale. E l’incolpevole Rutelli – già fiaccato dalla riesumazione della leggenda metropolitana che voleva sua moglie Barbara Palombelli beneficiaria della STA (in realtà azienda interamente comunale) che riscuoteva i parcheggi a Roma – come il responsabile di tale situazione.

Ci fu senza dubbio anche un effetto di trascinamento, dovuto alla vittoria alle politiche di quindici giorni prima di Berlusconi, visto che molti saltano sempre sul carro del vincitore. Ma decisivo fu il risalto dato alle violenze (per alcuni assai sospette) dalle TV nazionali : un famoso giornalista TV, poi passato alla concorrenza, ha ricordato che a Mediaset – a vittoria di Alemanno ottenuta – ci furono brindisi al grido di “missione compiuta”. Non ne abbiamo riscontri diretti, ma ciò appare assai verosimile.

La strategia dell’untore a Milano

A Milano la partita resta ancora aperta. Dopo il colpo basso del confronto TV, in cui la Moratti ha rivolto accuse false a Pisapia non dandogli possibilità di replica, adesso Berlusconi e i suoi stanno abbandonando la strategia dello scontro istituzionale con altri organi dello stato e con la costituzione che a Milano non sembra aver sortito effetti.

La supposta aggressione alla mamma di un assessore comunale PdL da parte di un fantomatico fan di Pisapia armato di fischietti e volantini sembra essere una montatura (vedi dichiarazione di una testimone e sequenza fotografica su http://letteraviola.it/2011/05/ecco-come-gli-sceneggiatori-del-pdl-creano-tragedie-contro-pisapia-foto/).

Ma fornisce argomenti a chi vuol accreditare l’immagine di una Milano “ostaggio dei violenti fan di Pisapia”. Berlusconi non a caso si è buttato a pesce sull’episodio ed è andato in ospedale a fare il buon samaritano, visitando l’aggredita con regolamentari TV al seguito.

Adesso si adotta la strategia dell’untore e si punta al bersaglio grosso degli umori viscerali : ecco zingaropoli, la città in mano al Leonkavallo, ai drogati, ai clandestini, ai comunisti, ai violenti, ai gay e agli islamici.

Il Comitato elettorale di Pisapia ha denunciato l’esistenza di ragazzi che andrebbero in metro per giornate intere con stereo a tutto volume infastidendo i passeggeri e facendosi passare per fan di Pisapia; geometri e operai che vanno in giro per Milano, come nel celebre episodio di “Amici miei”, a prendere le misure per costruire fantomatiche moschee; zingari che distribuiscono volantini pro-Pisapia. Si costruiscono episodi di violenza a danni di sostenitori della Moratti.

In un colpo solo la Delta Force berlusconiana tenta di dare vita a un OGM chimerico : un gay islamico clandestino di etnia Rom che si droga e frequenta i centri sociali e che vota Pisapia. Siccome le chiacchiere TV non impressionano più di tanto, si cerca allora di dimostrare “in corpore vili” quello che diverrebbe Milano con la vittoria di Pisapia : città in balìa di zingari gay islamici e drogati.

Achtung banditen!

Ma pensiamo che questo non sia sufficiente. Nelle prossime probabilmente si cercherà di alzare ancora di più la tensione. Riportiamo alcuni commenti apparsi ieri sul sito WEB de Il Giornale:

#167 focacola (6) il 22.05.11 alle ore 18:04 scrive:

Facciamo una scommessa? Mi gioco la dentiera che prima del ballottaggio accadrà un gravissimo episodio di violenza. Ne sarà vittima un esponente o un simpatizzante del pdl milanese. Il fatto susciterà tale impressione da indurre gli elettori moderati a votare in massa per la Moratti…

Rincara la dose #57 Rondò Veneziano (257) che, il 22.05.11 alle ore 13:29, scrive: “Non credo che basterà la mamma dell’assessore che viene aggredita, buttata a terra e scalciata per strada. Qui ci vuole qualcosa di più dirompente, tipo una bella bomba islamica in piazza duomo o Lassini che viene rapito dalle BR e scrive un bel memoriale dalla prigionia.”

Nel frattempo i crociati del Popolo dell’Amore si stanno mobilitando in difesa dei valori cristiani : #164 Random64 (3007), il 22.05.11 alle ore 18:01, scrive:

o si costringe la sinistra parlamentare (che fiancheggia sta teppaglia) ad abbandonare questo schifo o si utilizzi il duro manganello della repressione delle forze dell’ordine… si vada dentro i centri sociali, leoncavallo o simili e si sgomberino con la forza dove “forza” sta bastonate fra i denti… li rilasceranno? pazienza saranno zoppi e senza “denti” , volete che non lo capiscano? siamo sotto lo scacco della solita “bestiaccia rossa” a quattro zampe: una in parlamento, una nelle piazze, una nell’amministrazione ,una nella giustizia..iniziamo a “pestarne” qualcuna..

Pisapia raffigurato da "Libero", il 19 maggio 2011

Giustamente Pisapia, preoccupato di quello che può succedere, ha chiesto ai propri sostenitori di “volgere cristianamente l’altra guancia”. Per uno fatto passare per “paladino di zingari gay islamici” non c’è male. Bravo Pisapia.

Siamo curiosi di vedere quello che succederà i prossimi giorni. Nel frattempo Youreporter pubblica un video sui controlli di polizia fatti a chi contesta – civilmente – la Moratti.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/22/vietato-contestare-la-moratti-2/112982/

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Silvio urla per vincere! Ecco la trappola tesa alle opposizioni.

Posted by pocavista su 28 aprile 2011

Silvio urla per vincere! Ecco la trappola tesa alle opposizioni. Una delle tante. Si chiama agenda setting.

(da Il Fatto)

Sarebbe una grave ingenuità ritenere che i toni sempre piu aspri degli attacchi che Berlusconi rivolge in questi giorni in varie direzioni, dalla magistratura alla scuola pubblica, siano segni di nervosismo o di debolezza se non veri e propri errori di un leader al tramonto. Significherebbe non capire che si tratta di una strategia consapevole e di una trappola tesa all’opposizione.

Questo severo monito dato alle opposizioni perché non subiscano sempre l’agenda dettata da Berlusconi proviene – nientepopodimenochè – da La Malfa il Giovane. Così scriveva qualche giorno fa su L’Espresso. 

La Malfa il Vecchio, commemorato in un francobollo emesso dalla Repubblica Italiana

I più giovani si chiederanno : il giovane la Malfa, chi era costui? Basterebbe dire che non è altro che il figlio di Ugo La Malfa, fondatore del Partito Repubblicano, uno dei cavalli di razza della prima repubblica.

Una sorta di Renzo Bossi con la laurea divenuto docente universitario? No, qualcosa di più : la Malfa figlio, che a suo tempo sembrava un puledro di razza, purtroppo è invecchiato senza mantenere ciò che prometteva, di divenire cioè un leader di caratura nazionale.

Lui ha più di settanta anni ed è ormai parte dell’arredamento di Montecitorio, visto che da quasi quaranta siede in Parlamento, una sorta vecchia pendola che oscilla tra la destra e la sinistra.

Nonostante che il suo partito, il PRI – tradizione di sinistra moderata – proclamasse da sempre l’esigenza di pulizia e di rigore in politica e in economia, Giorgio è riuscito a beccarsi una condanna a sei mesi per tangenti nella vicenda Enimont ai tempi di Mani Pulite.

La Malfa il Giovane – nottetempo – decide allora di passare il confine tra i due schieramenti per fare il ministro per Berlusconi e si fa eleggere nelle liste di Forza Italia. Un po’ come Tremonti, il primo ribaltonista della Seconda Repubblica, fattosi eleggere contro Berlusconi nel 94 nel Patto Segni per poi passato dalla sera alla mattina con il Cavaliere per fare il Ministro nel suo primo Governo, per dargli una maggioranza in Parlamento che non aveva. 

Ultimamente La Malfa è uscito dal PdL e si è collocato nel Gruppo Misto, forse per fare posto ai Razzi e agli Scilipoti, di cui forse non condivide la linea sui mutui e sull’agopuntura.

Notiamo che al transfuga La Malfa non è ancora stato applicato il Metodo Boffo da parte dei Sallusti e dei Feltri : e questo la dice lunga su quanto ormai conti poco il Nostro.

Berlusconi e l’agenda setting.

Perché allora ci occupiamo di quanto dice La Malfa il Giovane? Perché afferma una cosa che tutti coloro che si occupano di comunicazione conoscono. E che i vari Di Pietro, Bersani & Co (l’uno cresciuto nelle questure e nei tribunali; l’altro nelle Case del Popolo dove si sa tutto di Lambrusco e piadine, ma poco di comunicazione) sembrano ignorare.

La Malfa, il Giovane

In effetti Berlusconi con le sue dichiarazioni cerca di occupare con forza il centro della scena politica e mediatica, distogliendo l’attenzione da altre questioni (leggi e leggine per sistemare i suoi processi; la modifica della legge elettorale per neutralizzare i problemi di governabilità al Senato posti dall’esistenza del Terzo Polo; i problemi economici crescenti di molte famiglie; le troppe promesse non mantenute riguardo a fisco, occupazione, grandi opere, monnezza napoletana).

Berlusconi attacca violentemente la magistratura, la Consulta, la Presidenza della Repubblica, la Costituzione : le opposizioni reagiscono e lui si dipinge ancora una volta la povera vittima che viene attaccata perché vuole modernizzare l’Italia.

Questo ricompatta il suo elettorato in questo momento un po’ disorientato. Grazie anche al suo assoluto predominio sul mondo dell’informazione TV.

I Santoro e i Floris? Contano poco : si rivolgono a un elettorato già orientato e informato : quello che può fare la differenza invece è composto dalle casalinghe di Voghera che leggono “Sorrisi e Canzoni” e “Chi?” e che guardano le soap opera, i pensionati che vedono tutti i giorni il TG1 o il TG5,e i ragazzi che pasteggiano a Isole dei Famosi, Amici e Grandi Fratelli.

E’ a costoro che pensa Berlusconi quando fa le sue sparate e indica le priorità dei temi su cui discutere. E’ ciò che in comunicazione si chiama agenda setting.

I mezzi d’informazione – in particolare TV – definiscono la rilevanza di un tema (dando notizie di apertura e maggiori spazi di approfondimento per esempio nei TG) : i lettori o i telespettatori percepiranno come rilevanti i temi indicati come tali dai mezzi di informazione. E ne parleranno sul lavoro, in tram o dal barbiere. 

Infatti basta che Il Giornale e Libero sparino un titolo a otto colonne in prima pagina e che magari il TG5 lo rilanci in prima serata, per “costringere” tutti i TG e gli altri giornali a riprendere il tema per non “bucare” la notizia.

Vi ricordate l’ultima campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Roma? Rutelli era molto più avanti di Alemanno al primo turno; poi – nei quindici giorni che lo separavano dal secondo turno – quasi tutti i giornali e le TV di Berlusconi dettero grande rilevanza al tentativo di stupro avvenuto vicino a una fermata della metro a Roma. 

Il problema del governo della città nella percezione dei cittadini venne ridotto ad un problema di sicurezza. Rutelli non era sindaco e a lui non avrebbero potuto essere addossate colpe che non aveva. Ma per quindici giorni TV e giornali non parlarono d’altro. Conclusione : Alemanno risalì lo svantaggio e vinse.

Oggi la giunta Alemanno è stato toccata dallo scandalo di Parentopoli e gli stupri vicino alle fermate della metro continuano come prima : ma i giornali e le TV parlano d’altro. 

 

A questo serve l’agenda setting. Tema che approfondiremo in un prossimo post “più tecnico”.

P.S. – C’è ancora chi si stupisce che nelle altre democrazie occidentali un soggetto che possegga un giornale o un canale TV non possa candidarsi al Parlamento né tantomeno fare il Presidente del Consiglio? E che Bloomberg, per fare il sindaco di New York (sindaco non il Presidente USA) abbia dovuto cedere il suo canale TV, che tra l’altro si occupa unicamente di economia e finanza?

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La governante, il sigaro e l’assistito. Ovvero il pranzo della pace tra Bossi, Polverini e Alemanno

Posted by pocavista su 6 ottobre 2010

lega-contro-roma-ladrona

 

Si era mai sentito che una Governatrice imboccasse un uomo politico che ha diffamato il suo territorio e ha offeso i suoi cittadini? Bossi e i suoi da più di vent’anni ce l’hanno con “Roma Ladrona”. Città, peraltro, in cui si sono “attovagliati” molto volentieri : anche loro predicano bene e razzolano male.

 

La Polverini imbocca Bossi

La Polverini imbocca Bossi

 

Invece proprio questo è successo oggi nella tavolata in Piazza Montecitorio, dove la Polverini si è improvvisata badante e ha imboccato un Bossi in serie ambasce col rigatone. La Polverini, poveretta, deve avere qualche difficoltà con l’italiano, confondendo il ruolo di Governatrice con quello di Governante. A proposito : chi paga il pranzo organizzato a fini mediatici? Ma quello che ha fatto veramente passare il segno è che il sindaco di Roma, Alemanno, abbia addirittura acceso il sigaro bossi-fuma-sigaroal leader “celodurista”. bossi-ce-lho-duroNoi siamo contro qualsiasi discriminazione basata sull’orientamento sessuale; ma che Alemanno dedichi tutte queste attenzioni al sigaro di Bossi, che afferma di averlo sempre duro come tutti i leghisti, sotto l’occhio delle telecamere di tutto il mondo appare francamente eccessivo …. Nemmeno al Gay Pride si era mai visto tanto.

Ormai, per mantenere il potere, c’è chi è disposto a fare di tutto. Ma forse si tratta solo di prove di erezioni anticipate.

 

Lega Nord : esercitazioni di routine alla scuola di partito

 

 

Ci è messo anche l’ex-ministro Zaia, oggi governatore del Veneto, con una sua esternazione. Zaia non è un leghista qualsiasi : tanto per dire è uno che ha nel suo curriculum, come maggior titolo di merito, la fondazione del Consorzio del  Radicchio Rosso di Treviso. Mica pizza e fichi. La solenne dichiarazione di Zaia suonava pressapoco così :”Noi leghisti non ce l’abbiamo con i Romani, ma con il potere dei Palazzi di Roma”. Domanda : visto che fino a poco tempo fa lui era Ministro e che i palazzi romani li gestiva anche lui, insieme agli altri Ministri padani Bossi, Castelli, Calderoli e Maroni,  non sarà che Zaia e gli altri leghisti ce l’hanno con se stessi?

 

Il Governatore veneto Zaia, in ricognizione sul campo: porci padani o romani?

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Elogio del Porco – Una risposta all’SPQR di Bossi e all’abbuffata con Alemanno e Polverini

Posted by pocavista su 4 ottobre 2010

Dopo che Umberto Bossi ha dato del porco al popolo romano (Sono Porci Questi Romani), si sono levate numerose proteste. Molti si sono sentiti offesi da quella citazione sbagliata di Bossi. Asterix in realtà diceva : Sono Pazzi Questi Romani. Il Senatur, esposto per anni ai vapori insalubri emanati da celtiche ampolle contenenti le minacciose acque del Po, probabilmente comincia ad accusare il colpo.

Alemanno, Polverini, Bossi e Cota si ritrovano a Roma per un pranzo di riconciliazione.  L’abbuffata dovrebbe servire per ricompattare gli elettori sudisti del PdL, offesi dal suol principale alleato. Ennesimo teatrino ad uso mediatico, che lascia il tempo che trova, effettuato il Piazza Montecitorio a base di polenta e pajata. Pantomima tuttavia controproducente a livello mediatico : troppo facile la battuta che quando si tratta di mangiare …

Non sappiamo se Bossi senior intendesse offendere i romani (dopo si è scusato). Dorma pure sonni tranquilli: non c’è riuscito. E come potrebbero essersi offesi i Romani, paragonati a un nobilissimo e virilissimo animale come il maiale?

Al riguardo voglio riportare alcuni passi del capitolo Splendori e miserie di Monsieur Maiale di un mio recente volume, Di Uomini e di Animali, Vedi.

157846_copertina_frontcover_icon-nuova Per saperne di più clicca qui : LIBRO

Auguro al Senatur, a tutti quei leghisti che compensano le poche letture con le molte certezze, e soprattutto al piccolo Trota, incolpevole esempio di familismo amorale leghista, buona lettura. LR

I cani ci guardano dal basso. I gatti dall’alto. I maiali ci trattano da loro pari (W.Churchill)

Smentite le tesi Darwin a favore di quelle di Lamarck? Se­condo alcuni, l’evoluzione di una specie non dipenderebbe da mutazioni ca­suali che fanno emergere i geni più idonei ad affront­are le condi­zioni ambientali, come sosteneva Darwin. Re­centi ricerche con­fermerebbero invece un’evoluzione di tipo la­marckiano : le con­dizioni sociali influirebbero sulla specie uma­na al punto da mo­dificarne perfino l’anatomia. … Al ri­guardo, segnaliamo la nota ricerca che ha appurato che “Operai e impiegati preferiscono il calcio, professionisti e appartenenti alla classe media il tennis, dirigenti e imprenditori il golf. Da cui si desume che mentre avanzi nella scala sociale le tue palle assu­meranno dimensioni via via minori”.

Bossi mostra l'accurato lavoro di una manicure padana

Bossi mostra l'accurato lavoro di una manicure padana

Per coerenza ne seguirebbe che sovrani come Carlo d’In­ghilterra, mega imprenditori come Rupert Murdock e Bill Gates e, nel suo pic­colo, anche il nostro amato e ricco premier, dovreb­bero avere attributi microscopici. Nel caso del principe, ciò for­nirebbe una spiegazione plausibile delle sue tragiche vi­cende sentimentali. … Per tutti costo­ro, i VIP intendo dire, poi si porrebbe il problema se siano in grado di ri­prodursi normalmente, oppure debbano farlo per partenoge­nesi o gem­mazione. Partendo da qui, vari studiosi sono giunti a ipo­tizzare che “l’invidia del pene”, resa celebre da Freud, spie­gherebbe alcuni dei loro comporta­menti altrimenti incomprensi­bili : progre­dendo nella scala socia­le, i VIP sottopor­rebbero i propri dipen­denti o il proprio paese a pratiche che – se non altro per ra­gioni anatomiche – non sarebbe­ro più in grado di esercitare con le pro­prie consorti o fidanzate. Deve essere per questo che il nostro amato Leader Supre­mo, avendo appreso che il codice fi­scale migliora la funzionalità del fisco e quello postale della po­sta, appena giunto al potere si è preoccupato di mettere su­bito in cantiere la rifor­ma del codice penale. E i primi risultati, almeno a giudicare dalle sue frequentazioni con giovani donne, prezzolate o meno, sono quanto mai incoraggiant­i. Ipotesi che darebbe ragio­ne all’acuta osservazione di Franco Bardi.

Da un versante opposto, ulteriore conferme verrebbero dal fatto che il maiale, ani­male nobilissimo, ma relegato dai suoi de­trattori ai livelli più in­fimi della società, è dotato invece di attri­buti di tutto rispetto. Animale considerato – a torto – sporco e stupido, pura carne da macello, ancorché conosciuto – a ragione – per prestazioni ama­torie superlative. gif-maiale-21Com’è noto, invidiosi alle­vatori ormai privano i suini dei piaceri della carne, affidando la riproduzione di questa specie ad asettiche fecondazioni artificia­li, in cui di erotico è ri­masta solo la lubrica mano del veteri­nario. Ma non è stato sem­pre così; vediamo dunque come sono andate le cose nella storia suina.

Maiale con tetto, cinese perfetto

Sembra che il maiale abbia cominciato la sua love story con l’uomo nell’area compresa tra la Mesopotamia e il Mediterraneo orientale: il ri­trovamento più antico, nella Turchia sud-orientale, la fa risalire all’ottavo millennio A.C. Dopo il cane, fu dunque il maiale il più antico amico dell’uomo, ben prima di pecore e capre. … Per quale motivo cinesi, greci, egizi e romani hanno tenuto in grande considerazione il maiale? … Il successo del maiale nelle società agricole stanziali sembra legato alla sua estrema prolificità e alla resa in carne elevata rispetto al suo consumo calorico. Se alleva­to allo stato brado, mangia prodotti come ghiande e tuberi non consumati da altri erbivori. La tenera bestiola è onnivora e non fa concorrenza all’uomo, se non marginalmente, nel consumo di alimenti. Se invece viene stabulato, il maiale poteva consumare gli scarti alimentari e quelli agricoli.

Grazie al maiale, una società agricola tradizionale riusciva a produrre carne senza consumare al tal scopo preziose risorse agricole. Gli altri animali da allevamento riuscivano a utilizzare zone di pascolo diverse da quelle frequen­tate dai suini e svolgevano funzioni complementari a quelle pu­ramente alimentari del maiale : gli ovini davano lana e latte, i bo­vini fornivano la forza motrice per i lavori pesanti, i cavalli con­sentivano la mobilità necessaria in guerra e per i trasporti. Nelle società agricole tradizionali gli animali potevano dunque fare buon gioco di squadra : all’agricoltura veniva affidata difesa e centrocampo, il porco agiva da centravanti di sfondamento, men­tre gli altri animali lavoravano sulle fasce.

Il maiale era ed è dunque uno dei migliori amici dell’uomo. Ammesso e non concesso che l’interessato possa nutrire genuini sentimenti di amicizia per colui che è sempre stato il suo vero boia. L’importanza del maiale nella maggiore società agri­cola del mondo antico, la Cina, era tale da influenzarne anche la scrit­tura : l’ideogramma della parola “casa” è composto dall’u­nione di due distinti ideogrammi, uno che significa “tetto” e l’al­tro che vuol dire “maiale”.

L’allevamento del porcello era fondamentale anche per i Greci … e per gli Etruschi, che for­se ne iniziarono la pratica quando si espansero nella Pianura Pa­dana, attorno al VII secolo A.C.

Nel mondo romano, maiale e cinghiale venivano addirittu­ra accostati anche a divinità italiche o latine. … Maialis sembra pren­dere il nome da Maia, dea della fecondità e del risveglio della na­tura in primavera. A Cerere, dea italica della Terra, patrona della fe­condità agraria e protettrice dei morti, e a Tellus, divinità ro­mana della Terra, veniva sacrificata una scrofa. Ciò avveniva prima della mietitura per propiziare un buon raccolto e per espia­re le eventuali trasgressioni delle pratiche rituali dovute ai defunt­i. La terra rende possibile la vita, fornendo acqua e cibo : la vita poi torna alla terra, con la sepoltura dei morti.

Simbolicamente il maiale rappresentava per i popoli italici una bestia innocente attraverso la quale gli dei mandavano mes­saggi agli uomini. Presso gli Etruschi era comune la predizione del futuro tramite aruspici che leggevano il fegato di maiale. Le novelle spose latine invece strofinavano del grasso di maiale, simbolo di fertilità, sugli stipiti della porta della nuova casa in segno di buon augurio. Si ricorderà poi l’episodio descritto da Virgilio nel quale una candida scrofa segnala ad Enea, transfuga da Troia caduta in mano ai greci, il luogo di sbarco nel Lazio.gif-maiale-3

...nella Gallia Cisalpina l’allevamento dei porci era un elemento fondamentale dell’economia locale, che poteva sfrutta­re risorse naturali favorevoli come i vasti boschi e l’abbond­anza delle acque. Le popolazioni cisalpine erano “assai abili nell’alle­vamento del maiale”, secondo quanto ci testimonia lo storico greco Polibio che percorse in lungo e in largo la Gallia padana.

Glandaticum padanorum

Con il declino dell’impero romano e la crisi dell’agricoltu­ra basata sulle fattorie, progressivamente declinò anche l’alleva­mento del maiale, in particolare nell’Italia centrale e meridiona­le… Al contrario in Pianura Padana, anche dopo le invasioni barbariche, si mantenne l’allevamento del maiale. Sia i Longo­bardi che i Franchi, entrambi di cultura suinofila, non fecero che rafforzare la precedente tradizione ci­salpina di produzione suini­cola. Si ebbe perciò una Longobardia al nord che allevava suini e una Romanìa bizantina al centro sud che basava gli allevamen­ti su ovini e caprini. Ciò avvenne sia per le condizioni naturali particolarmente favorevoli della Pada­nia, che per la presenza nel diritto germanico di consuetudini come il glandaticum, il libero pascolo nei querceti. Il querceto era la silva fructuosa per eccel­lenza, la cui estensione per con­venzione si calcolava non in ettar­i, ma in numero di maiali che era in grado di alimentare. Querceti e faggete costituivano fino al medioevo dunque le sil­vae ad incrassandum porcos.

Oggigiorno tali silvae, ormai abbattute per far posto a col­ture agricole e case, sembrano essere state sostituite degnamen­te dall’apparato dello stato, in cui molti solerti amministratori pub­blici praticano il glandaticum in piena autonomia.

Gli attuali servi della gleba ormai non conoscono il latino, anche se vantano grande consuetudine con modelli di solida va­lenza linguistica e culturale, come “Il Grande Fratello”, ” L’Isola dei Famosi” e “Amici”. Poco avvezzi all’evanescente linguaggio giuridico (tipo “dazione ambientale”), sono soliti definire tale pratica con il termine di “mazzetta”. Se dotati di maggiori cono­scenze trigonometriche, possono adoperare la parola “tangente”. La quale, dai tempi di Euclide, abbandonati i prece­denti inutili scopi geometrici, da retta che era è divenuta esem­pio di poca ret­titudine. La suddetta assolve ormai la preclara e nobilissima fun­zione sociale “de ugne le ròte”, come viene defi­nita nel forbito lessico dei più esclusivi college di Eton. Un tem­po per lubrifica­re le ruote bastava un po’ di grasso di maiale, mentre oggi serve contante. E’ il progresso.

Un doveroso accenno alla decima porcorum, la decima do­vuta un tempo ai conventi anche per l’allevamento dei maiali : ai nostri giorni ne sopravvivono versioni rivedute e corrette, che nel linguaggio contemporaneo si chiamerebbero “8 per mille”, oppure “stralcio di 120 milioni di euro” a favore delle scuole cat­toliche, in deroga ai tagli di spesa subiti interamente dalla scuola pubblica. Cambiano i tempi, ma in Italia, terra vaticana, le deci­me sopravvivono indomite.

Con la decadenza del sistema economico legata alle inva­sioni barbariche, le cose per il porco si misero maluccio. Non solo per la diminuzione degli allevamenti, ma an­che sul piano simbolico. La Chiesa di Roma, fino a tutto il Me­dioevo, tentò di combattere tutti quei simboli legati alla reli­gione pagana, cioè del pagus, che caratterizzava il popolino più incolto. Il maiale quindi condivise dei brutti momenti con stre­ghe, eretici e gatti neri, divenendo creatura negativa, simbolo della lussuria e del peccato. Dante, per esempio, giunse a collo­care i falsari nell’In­ferno (XXX Canto)gif-diavoletto-simpa, i quali per passare il tempo dovevano az­zannarsi tra di loro: “mordendo correvan di quel modo che ‘l porco quando del porcil si schiude”. Poi, cam­biati i tempi, il maiale venne riscoperto e nuova­mente allevato come fondamentale produttore di carne e di gras­so da cuocere.

In Europa, poco a poco, si affinarono le tecniche di alleva­mento e vennero create nuove razze con incroci sempre più se­lettivi. Risorgendo da secoli di pregiudizi, si registrò la diffusio­ne di un un fervore suinofilo. Fenomeno testimoniato anche dal­l’apparire di una vera letteratura sul porco : uno dei classici testi di riferi­mento è “L’eccellenza et il trionfo del porco”, pubblicato nel 1594 ad opera di quel Sallustio Miranda che fu autore, sta­volta con il suo vero nome di Giulio Cesare Croce, anche di “Bertoldo e Bertoldino”.

L’escalation culturale del maiale proseguirà con Vincenzo Tanara che editerà “L’economia del cittadino in villa” nel 1644. Si tratta di un testo di cucina ed economia domestica in cui si de­scrivono i metodi di cottura del maiale in “centodieci maniere di farne vivande”. Infine, nel secolo successivo, l’Abate Giusep­pe Ferrari da Castelvetro, Accademico Ducale de’ Dissonanti di Modena darà alle stampe un poema in rime intitolato “Gli elogi del Porco”, cui annette un ricettario per cucinare le carni del medesimo. L’abate, forse vergognandosi di avere affrontato un argomento poco confacente al suo abito talare, si firmerà con il clamoroso quanto improbabile pseudonimo di Tigrinto Bisto­nio.

Oggi grandi concentrazioni di suini si registrano in Veneto, Lombardia, Friuli ed Emilia. La provincia di Mantova vanta la presenza più elevata di suini con quattro maiali per abitante…”

Commento Finale

Allora Senatur come la mettiamo? L’allevamento del maiale – animale nobile e sensibile – è stato introdotto dagli Etruschi e sviluppato dai Celti e dai Longobardi in Padania. Ancora oggi è fortemente praticato nelle terre padane.

gif-pecorelle-danzantiAl Sud c’era la pastorizia. Perciò non avremmo difficoltà ad accettare la seguente versione di SPQR : Sono Pastori Questi Romani. I porci vivono un po’ più a nord. La prossima volta, Senatur, si informi meglio. E non si fidi troppo di quel Calderoli, con i suoi “Maiale Day”, che se ne va in giro a spargere urina di maiale per impedire ai musulmani di costruire le loro chiese. Essere razzisti non è una bella cosa. Ignoranti, ancor meno. Poi se uno è anche ministro …

Calderoli che dà sfoggio di eleganza padana

Calderoli che dà sfoggio di eleganza padana

PS – Se­gnaliamo, a chi volesse approfondire il singolare feno­meno, che un’analisi statistica condotta su base provinciale forni­rebbe una forte correlazione positiva tra la concentrazione della popolazio­ne suina e il voto leghista. Manca per ora un valido modello interpretativo di tipo zootecnico-sociologico : questo, finora, non consente a noi sudisti di tirare maliziose e insinuanti conclu­sioni. Ma ci stiamo lavorando.

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