Della bufala. Intesa come una delle belle arti

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Il M5Stelle sceglie l’UKIP di Farage e svela la sua natura di movimento di destra. Questo è il commento che il Fatto Quotidiano non mi ha permesso di pubblicare.

Posted by pocavista su 12 giugno 2014

Oggi ho postato più volte questo commento all’articolo de il Fatto Quotidiano relativo alle elezioni on-line del M5 Stelle per la scelta delle alleanze al Parlamento Europeo.  La moderazione evidentemente non ha gradito le argomentazioni contenute nel mio commento, che non conteneva insulti ed era in argomento.

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Riporto qui di sotto il commento rifiutato:

“Scelta delle alleanze 5 Stelle in Europa. Proviamo a fare della facile dietrologia con una rudimentale teoria del complotto (utilizziamo gli stessi schemi narrativi cari a Casaleggio e ai suoi influencer, che hanno tanto successo tra molti seguaci del movimento).

1 – Agli Usa conviene un’ Europa forte e unita? No, è una concorrente pericolosa, sul piano economico, commerciale e politico come la Cina. Divide et impera, principio sempre valido.

2 – Chi è il più fedele alleato europeo degli Usa? La Gran Bretagna, che dopo l’alleanza con gli Usa nella II guerra mondiale (avrà firmato qualche trattato segreto che la vincola alle posizioni internazionali USA), ha appoggiato “TUTTE” le posizioni degli USA nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite; ospita sul proprio territorio il sistema spionistico globale degli Usa “Echelon” e sue versioni successive; ha partecipato e promosso “TUTTE” le azioni militari USA nel mondo; si è opposta alla creazione di una moneta unica europea e alla creazione di una forza militare comune.

3 – Qual è il movimento più antieuropeo espresso dalle ultime elezioni britanniche? L’Ukip di Farage.

4 – Il movimento 5 Stelle da tempo ha ottenuto un endorsement politico dall’amministrazione USA, dopo che Grillo era stato ricevuto dall’Ambasciatore USA a Roma (già ai tempi dell’amministrazione Bush). Cosa c’era andato a fare Grillo nell’Ambasciata USA? L’appoggio USA è solo politico?

5 – Grillo ha dichiarato che l’Ambasciatore GB aveva tentato di farlo incontrare con Letta, diventato Presidente del Consiglio. Cosa ci faceva Grillo nell’Ambasciata GB, il movimento gli aveva forse dato qualche incarico o ci era andato a chiedere solo informazioni turistiche?

6 – Non appena eletti, i primi portavoce del M5 Stelle (Crimi e Lombardi) sono stati ricevuti dall’Ambasciatore USA. Cosa ci sono andati a fare?

7 – Casaleggio, prima e dopo la sua candidatura in una lista apparentata con Forza Italia nel 2004, collaborava con grandi imprese americane, utilizzando tecniche di marketing virale su Internet.

8 – Nel M 5 Stelle nessun cittadino ha discusso e preso decisioni in merito alle alleanze da fare in Europa “PRIMA” delle elezioni europee. I “Cittadini” e i Meet-up vengono messi di fronte al fatto compiuto : Grillo e il figlio di Casaleggio non hanno mai ottenuto il mandato della Rete di trattare con Farage e l’UKIP, ma gli accordi sembrano siano già fatti.

9 – Come seconda scelta, nelle votazioni online, dopo l’UKIP, viene proposta un’altra formazione emanazione della destra conservatrice, puta caso anche questa britannica. La scelta di non fare gruppo con nessuno, viene invece demolita da un video allegato al blog che mette in guardia dal suicidio politico provocato da questa terza scelta. I Verdi, che apparirebbero il gruppo programmaticamente più affine ai 5 Stelle, vengono esclusi dal listino bloccato.

10 – Il capogruppo 5 Stelle al Parlamento Europeo, Corrao, sulle alleanze in Europa :”l’ultima parola spetta ai cittadini”.

11 – I voti dei cittadini finiscono sui server di Casaleggio, che per sua stessa ammissione (vedi sua intervista al Fatto Quotidiano) non vengono controllati da nessuna società indipendente.

Tutti i punti riportati sopra corrispondono alla realtà dei fatti o servono solo per alimentare una nuova teoria del complotto?

 

Adesso arriveranno commenti del tipo : sì, ma i piddioti, il Mose, Penati, il Monte dei Paschi, Mineo, i brogli elettorali, l’ebetino iscariota, le banche massoniche. Ma sulle scelte e la natura del Movimento che ormai ha svelato di essere apertamente di destra che si dice?”

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La bella morte. Ovvero il Cavaliere alla battaglia finale.

Posted by pocavista su 8 novembre 2013

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Altan, da L’Epresso

Er Cavajere, ormai senza cavallo,

sapenno che c’avrà la decadenza,

poiché ’r potere vôle conzervallo,

nu’ riesce a immaggina’ de resta’ senza…

E allora, se capisce, è assai aggitato,

e vede li nemici dapertutto,

così ’r Congresso mo’ l’ha anticipato,

perché se vo’ gioca’ tutto pe’ tutto…

Ma si se sbaja, poi, sarà sconfitto,

e da la scerta capirà er destino:

così nun sa si deve ascorta’ Fitto,

oppuro ’r maggiordomo, ch’è Angelino…

Certo che mo’, a vedello sballottato,

Sirvio me pare ’n puggile intronato…

(postato da “Giggi”, sul Corriere della Sera del 8.11.2013)

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La pagliuzza e lo scolapasta. Grillo ormai risponde all’eco.

Posted by pocavista su 3 giugno 2013

ELLEKAPPA Lo scolapasta

 

L’eco dell’ego

Grillo: “Non ce l’ho con i giornalisti . Ma non dimentico, gli faremo un culo così” .

Grillo a Catania : “Faremo i conti con i Floris e i Ballarò…“. Grillo risponde all’eco del famigerato proclama bulgaro con cui Berlu invocò e ottenne l’espulsione di Santoro, Biagi e Luttazzi dalla RAI.

Dopo aver attaccato la Gabanelli , suo primo ex-candidato ideale al Quirinale, colpevole solo di aver chiesto chiarezza sui conti del Movimento, attacca anche il suo altro ex-candidato ideale per il Quirinale : “Rodotà un ottuagenario miracolato dal WEB”.Si sentono gli echi del giovanilismo futurista e fascista di “Giovinezza Giovinezza”, che manganellava i “pennivendoli”. 

Alle comunali abbiamo vinto, dichiara Grillo, anche se il M5Stelle in tre mesi ha dimezzato i propri consensi. Anche per lui sembra non spegnersi l’eco della Prima Repubblica democristiana, in cui tutti si dichiaravano contenti dell’esito elettorale qualunque fosse.

gif primitivo con clavaGrillo ha minacciato a più riprese di prendere a calci i parlamentari, per così dire, troppo autonomi (dopo i precedenti casi Favia e Scalzi, già un parlamentare è stato espulso dal movimento 5 stelle). Apriremo “il Parlamento come una scatoletta di tonno”. Inquietanti echi del discorso di insediamento di Mussolini in Parlamento, dopo la marcia su Roma : “Faremo di questa aula sorda e grigia un bivacco di manipoli”.

E’ solo un caso che ogni tanto nei suoi comizi Grillo, tra il serio e il faceto, urli “Italiani!”, come faceva – serio – il Duce? Del resto come giudicare le valutazione positive sul fascismo espresse a suo tempo dalla ex-portavoce alla Camera dei 5 Stelle, Lombardi,  e il richiamo alla necessità di distribuire un po’ di’ “olio di ricino” pronunciato dall’altra parlamentare pentastelluta Castelli? C’è qualcuno che si era stupito della richiesta di voti a quelli di Casa Pound avanzata da Grillo prima delle ultime elezioni politiche? Saranno semplici “echi“, ma suonano male.

Gli “echi” cui spesso rispondono Grillo e molti dei suoi dovrebbero apparire inquietanti agli occhi di una persona che creda nella democrazia, nel libero confronto delle idee e nel rispetto del dissenso.

 Grillo non dialoga, insulta e sbeffeggia, evita le domande, non entra nel merito, ricorre spesso ad attacchi personali, preferisce i monologhi urlando davanti ad una folla adorante. E nella folla non abbondano senso critico e raziocinio, proprio per la contaminazione emotiva che avviene in quelle situazioni, come già ebbe a dimostrare Gustave le Bon nel 1895, analizzando i primi raduni di massa.

C’è qualcuno che ha visto il video in cui si coglie l’entusiasmo irrefrenabile dell’immensa folla all’annuncio del Duce che parlava da Palazzo Venezia : “La dichiarazione di guerra è stata consegnata agli Ambasciatori di Francia e Inghilterra!”?  Poi magari qualcuno a casa, a mente fredda, qualche piccola domanda se la sarà posta.

 

Le bon

Gustave Le Bon, uno dei fondatori della psicologia sociale e autore della “Psicologia delle Folle”

Davanti alla folla è sufficiente urlare, dichiararsi vittima di qualcuno (per es. TV e giornalisti), insultandolo e schernendolo e l’applauso è assicurato. Pochissimi presenti coglieranno per esempio la palese contraddizione di Grillo che, da un lato, denuncia che l’Italia è al 57mo posto (o al 64mo)  nelle classifiche della libertà dell’informazione e dall’altro minaccia pubblicamente i giornalisti, facendone nomi e cognomi (Sicilia!), e fa allontanare gli operatori TV che riprendono il suo comizio. 

Grillo come Coppi. Un uomo solo al comando.

Grillo è sempre più un uomo solo al comando che si dichiara vittima di oscuri complotti. Come il Duce, che descriveva l’Italia fascista vittima delle forze “demo-pluto-giudaiche”internazionali. O, nel suo piccolo, come Berlusconi, che si dichiara vittima di toghe rosse che lo perseguitano da 20 anni, dei poteri forti, di chi non lo vuol far lavorare e della Germania della Merkel.

Grillo – come fanno spesso i leader supremi – ha adottato la teoria del complotto a tutto campo, che è utilissima per nascondere propri errori e debolezze : è sempre colpa degli altri, nel suo caso degli “inciucisti” del PDL e meno L, della casta, dei giornalisti prezzolati, della TV, di chi “ha sbagliato a votare 5 Stelle”, degli italiani di serie A che “tengono famiglia” e non votano 5Stelle. Chi non è allineato e coperto diventa un traditore (vedi Gabanelli e Rodotà, figure positive fino ad un minuto prima) e complice della casta.

Gli uomini soli al comando sono spesso vittime prima di tutto del loro ego smisurato, impermeabile a ogni critica, manicheo (chi non è con me è contro di me), aggressivo, che utilizza l’insulto, lo sberleffo e la minaccia come metodo di confronto, che afferma verità apodittiche, che pretende obbedienza assoluta dai suoi. 

masanellAnche se Grillo non è nè Masaniello, nè il Duce, nè Hitler, beninteso, ricordiamo che Masaniello, dopo una settimana, è stato ucciso dai suoi. Il Duce è finito appeso per i piedi e insultato da chi, magari fino a poco tempo prima, lo acclamava. Hitler, suicida nel bunker a Berlino. Questa la storia.

Nella cosiddetta nostra Seconda Repubblica dei partiti personali, Bossi è durato 20 anni, ma poi è stato travolto dai diamanti padani e dalle lauree albanesi del Trota. Di Pietro, dopo 15 anni di partito personale, possiamo definirlo “non pervenuto”. Berlusconi, il leader supremo per eccellenza, che sembrava ormai destinato solo a fare l’anziano “utilizzatore finale” di “cene eleganti”, è stato rimesso nel gioco politico dal comportamento di Grillo e dei suoi. 

Dove vanno i 5 Stelle?

Grillo, nel suo cupio dissolvi, sembra stia portando il Movimento 5 Stelle ad una scissione, come da noi previsto 2 mesi fa in questo blog.

Secondo alcuni, per evitare la frattura del M5S, il boss dovrebbe passare la mano ad altri e affrontare una seria cura per i disturbi narcisistici della personalità.gif  medico con cartella clinica

Le speranze di pulizia e rinnovamento legate al successo dei 5 Stelle rischiano – ahimè – di andare perdute, proprio per opera di colui le aveva dato voce e forte consistenza elettorale.

Ma anche per opera di molti di quei 163 veri miracolati dal WEB che siedono in Parlamento. Incompetenza e arroganza, tutto in un colpo solo, non si augura a nessuno. 

Vedremo come andrà a finire.

 

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Politica italiana e psichiatria : come capire meglio i comportamenti dei politici.

Posted by pocavista su 26 marzo 2013

Trattative per la formazione del nuovo governo

Vogliamo l’incarico di formare il Governo. Siamo il primo partito italiano. Considerando gli astenuti, rappresentiamo oltre il 50% degli italiani e abbiamo la maggioranza assoluta in Parlamento.

Grillo ha tenuto “sveglio” Napolitano. Se non ci danno l’incarico di Presidente del Consiglio, vogliamo almeno la presidenza di alcune Commissioni Parlamentari e del Copasir. Noi non ci arrendiamo al gioco della politica e non facciamo scambi di posti (!?).

I programmi di PD e PDL sono sovrapponibili, come possiamo votarli? Il PDL è un partito controllato in modo totalitario dal suo capo, in spregio a qualsiasi regola democratica.

Indovinate chi l’ha detto?

elezioni2013 pd vs m5s

Risultati elezioni politiche 2013 – Fonte : Ministero Interni

Dal “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali”: 

 

  1. Ha un senso grandioso di importanza (esagera risultati e talento …)
  2. E’ assorbito da fantasie di illimitati successi, potere, ….
  3. Crede di essere speciale e unico.
  4. Richiede eccessiva ammirazione.
  5. Ha la sensazione che tutto gli sia dovuto…..
  6. Sfruttamento interpersonale, cioè si approfitta degli altri per i propri scopi.
  7. Manca di empatia, è incapace di identificarsi con i sentimenti ed i bisogni dell’altro.
  8. E’ spesso invidioso degli altri o crede che gli altri lo invidino.
  9. Mostra comportamenti o atteggiamenti arroganti e presuntuosi.

 

Conclusione: Disturbo narcisistico di personalità

Così lo psichiatra Anghinoni, commentando un articolo di Repubblica del 25 marzo 2013 sulle trattative per formazione del nuovo governo.

Voi conoscente qualcuno con questi sintomi? E magari con una spiccata tendenza alla coprolalia (l’uso frequente di parolacce e insulti)?

Incredibile : Veneziani dà del "tappo" a Berlusconi su "Il Giornale"

Qualche Suggerimento (in ordine alfabetico) : votate. 

 

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Grillo : “Il Movimento 5 Stelle cambierà il Mondo”. Stiamo passando dai berluscones ai grillones.

Posted by pocavista su 5 marzo 2013

1 – Grillo come Berlusconi : “Ghe pensi mi!”

Beppe Grillo snobba i giornalisti italiani. Dà invece un’ intervista alla Bbc in cui afferma che “destra e sinistra si metteranno insieme e governeranno un Paese di macerie di cui sono responsabili”. Poi, entro un anno, “ci saranno nuove elezioni e … il Movimento 5 Stelle cambierà il mondo”. Minchia!, come direbbe Floris. Berlusconi è dal 94 che voleva cambiare l’Italia, non il mondo, e noi stiamo ancora aspettando. 

E pensare che nel mio piccolo non riesco nemmeno a cambiare l’olio alla macchina.

2 – Direttorio e Montecitorio

Il mondo cambierà con Grillo – ammettiamolo pure – ma i suoi parlamentari non “cambieranno casacca”, se no lui democraticamente li “caccerà a calci”. Grillo si è scagliato contro l’art. 67 della Costituzione, secondo cui «ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato».

Guarda caso, Grillo fino a ieri difendeva proprio l’art.67, che andava bene per gli altri, ma per i suoi no. Quando si dice la coerenza.

Vedi http://www.beppegrillo.it/2010/08/le_dimissioni_di_fini.html

Dal rifiuto di Grillo di collaborare con gli altri partiti si desume che lui considera il Parlamento come una sorta di Direttorio di citoyens duri e puri della Rivoluzione Francese (d’altro canto i suoi parlamentari si fanno chiamare “cittadini”). Libertè (del WEB), Egalitè (“uno vale uno”), Fraternitè (il Grande Fratello ovvero Casaleggio). Poi però è venuto Robespierre, il Terrore e la ghigliottina.  E dopo, con la Restaurazione, è venuto Napoleone.

grillo e casaleggio

Grillo e Casaleggio

3 – Dai berluscones ai grillones

Dopo le espulsioni decretate da Grillo di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, che si erano permessi di criticare la scarsa democrazia interna del movimento (vedi i casi di Tavolazzi, Favia e Salsi), qualcuno comincia a porsi delle domande. Grillo urla al megafono che lui è solo un megafono del movimento.

Tuttavia il divieto di parlare a nome del movimento e di comunicare con la stampa, anche per i parlamentari, sancisce di fatto la gestione autoritaria del movimento. Chi parla e detta la linea, di fatto, è solo il duo Grillo-Casaleggio. Chi critica la democrazia interna, lo ha affermato Grillo, “va fuori dalle palle“.

Come fanno allora i grillini a criticare la gestione padronale di Forza Italia prima e del PDL poi da parte di Berlusconi? Qui stiamo passando dai berluscones ai grillones.

Sui vari giornali sono sempre più frequenti i commenti critici dei lettori: Il 04.03 alle 10:11, il lettore de Il Giornale “alessandro61” commenta: Vorrei solo ricordare alcune cose:

  1. non esiste una “democrazia diretta”, dire che “si vota sul web” è pura presa per i fondelli, poiché dovrebbe essere ovvio che … le possibilità di manipolazione infinite;
  2. esigere che i deputati non abbiano comunicazione con la stampa è una posizione completamente dittatoriale: chi sono i deputati grillini? burattini che devono essere imbeccati da Grillo e Casaleggio e devono fare quello che viene loro detto senza nemmeno poter parlare?
  3. dire che “non si faranno accordi con gli altri partiti” significa solo una cosa: vogliamo governare da soli in modo da aver il controllo totale.

Bene, sommate 1+2+3… Nessuna democrazia interna, ma seguire i diktat di due personaggi nemmeno votati, uno dei quali praticamente invisibile, in attesa di avere il controllo totale… Ma si sa, agli italiani l’uomo forte è sempre piaciuto.

bonzino” il 03/03/2013 alle 20:23 rincara la dose e afferma :Grillo ha mandato in parlamento solo dei pianisti. Non potranno neanche andare al cesso senza il suo permesso. Ma attenti, Grillo è il nuovo Robespierre, l’incorruttibile, che poi è diventato uno dei 10 dittatori più spietati della storia insieme a Stalin e Hitler.

Grillo come Stalin e Hitler? “Bonzino” non esagera un po’? Nelle chat e nei blog circola questa citazione, che sembra riportata da uno dei comizi di Grillo durante lo tsunami tour: I nostri avversari ci accusano … di essere intolleranti e litigiosi. Dicono che rifiutiamo il dialogo con gli altri partiti. Dicono che non siamo affatto democratici perché vogliamo sfasciare tutto…. Devo ammettere una cosa – questi signori hanno perfettamente ragione. Siamo intolleranti.

Ci siamo dati un obiettivo, spazzare questi partiti politici fuori dal parlamento…. I partiti! Per …anni hanno dimostrato cosa sono stati capaci di fare. Abbiamo una nazione economicamente distrutta, gli agricoltori rovinati, la classe media in ginocchio, le finanze agli sgoccioli, milioni di disoccupati… sono loro i responsabili! 

Io vengo confuso… oggi sono socialista, domani comunista, poi sindacalista, loro ci confondono, pensano che siamo come loro. Noi non siamo come loro! Loro sono morti, e vogliamo vederli tutti nella tomba!”.

Indovinate se si tratta di un post di Grillo sul suo blog, oppure di un suo comizio a Torino, a Milano oppure a Roma, nel mega-evento di chiusura a piazza S.Giovanni.

Avete indovinato? Forse no: in realtà l’autore è un certo Adolf Hitler, in un comizio poi ripreso nei “Discorsi di lotta e vittoria”, 1932. 

Il seguente video riporta parte del discorso elettorale del Fuehrer , che è leggermente diverso dalle traduzioni che circolano in questi giorni tra i blog e nelle chat. Ma la sostanza – come si può desumere dall’audio per chi sa il tedesco o dai sottotitoli in inglese – la possono giudicare tutti. 

Non voglio paragonare Grillo a Hitler, ma forse si spiega perchè molti estremisti di destra si sono infilati nel movimento dei 5 Stelle, come ieri nella Lega (vedi Borghezio, Gentilini & Co.). 

http://www.youtube.com/watch?v=Tx5pylNZXC

4 – Robespierre in maschera

La cifra stilistica di Grillo è l’invettiva e l’insulto, il linguaggio è tipicamente quello della destra fascisteggiante de Il Borghese, di Libero, de Il Giornale o dell’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini. Il quale Giannini però non si sarebbe sognato di definire il premio Nobel Rita Levi Montalcini “una vecchia puttana”, come ha fatto invece Grillo. 

Ogni leader carismatico ha i suoi imitatori, che ne riprendono alcuni tratti, a volte quelli peggiori. Alcuni grillones-influencer, sul WEB, da tempo fanno a gara ad insultare e aggredire sistematicamente chi li critica. 

Il sottoscritto, ha ricevuto vari insulti gratuiti, per avere pubblicato un lungo post su Grillo in cui, accanto agli elementi positivi, si mettevano in evidenza alcuni limiti del movimento. Senza conoscermi, qualcuno mi rinfacciava persino di aver votato Berlusconi che ho sempre combattuto e di voler difendere dei privilegi che non ho, visto che non sono mai stato eletto da nessuna parte, non rubo, non evado, non godo di pensioni o vitalizi, non faccio le vacanze a spese di Daccò. 

Caro Grillo : ormai sei un uomo pubblico, non più un comico che fa satira ricorrendo al classico “pernacchio” alla Totò e alla DeFilippo. Il tuo linguaggio violento sta facendo danni nella cultura delle nuove generazioni analoghi a quelli fatti dal berlusconismo sull’etica collettiva. Smettila.

Oppure organizza una gara con Sgarbi, Sallusti e la Santanchè e insultatevi tra di voi.

5 – I grillones in Parlamento, ovvero la paura di governare.

Grillo ha portato in Parlamento persone forse oneste e mosse da buona volontà, ma che per la maggior parte sono degli sprovveduti. Gente che propone di risolvere i problemi dell’Italia con l’aloe arborescens, i mulini ad acqua, le coppe della luna, l’uso dei limoni per fare i detersivi; gente che deve cercare su Google per sapere dove sta il Senato e propugna la “lotta al menefreghismo civico” come panacea di tutti i mali. Qui siamo a livello di Razzi e un po’ sotto a quello di Scilipoti. 

Non è sufficiente “non saper truccare i bilanci”, come dice Grillo, bisogna saperli leggere e gestire, se no te li truccano gli altri. Bisogna sapere come funziona la macchina pubblica, se no la manovrano gli altri. Insomma non basta sapere un po’ d’inglese imparicchiato sul WEB per diventare Ministro degli Esteri. 

Bebbe Grillo con la maschera  fa footing in spiaggia

Il Grillo mascherato

Grillo non vuol fare governare i suoi? Ha ragione, visto che adesso li ha conosciuti da vicino e magari non ha avuto ancora tempo di mettere al sicuro i propri risparmi all’estero.

Concludo citando Beppe Severgnini che scriveva sul Corriere del 4 marzo 2013 : “le mascherate – letterali – del capo possono far sorridere, all’inizio; ma poi diventano patetiche. L’insulto come metodo di discussione non è liberatorio: è imbarazzante e volgare. 

L’abitudine a parlare solo con i media stranieri non è sofisticata, ma provinciale.

Sapere quali sono le intenzioni di un sesto del Parlamento italiano leggendo le anticipazioni di un’intervista di Beppe Grillo alla rivista tedesca Focus è umiliante: per lui, per noi, per tutti.”

Dio ce la mandi buona.

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Silvio “gnaa’ fa’”. Berlusconi in panne, tamponato da Grillo sulla corsia di sorpasso. Monti ha bisogno del carro attrezzi e attende il meccanico di Bettola.

Posted by pocavista su 23 febbraio 2013

tamponamento

La macchina elettorale di Berlusconi travolta sulla corsia di sorpasso dalla marea di auto grilline.

 

Silvio “Gnaa’ fa’” e mette mano al suo portafoglio personale. Il voto di scambio sull’IMU non ferma lo tsunami di Grillo. 

Un segnale di disperazione? “Se non ci sarà l’accordo con la Svizzera, restituirò l’IMU attingendo al mio patrimonio personale”. Così Silvio in TV. 

Ormai Berlusconi è disposto a pagare i voti di tasca propria ,visto che i soldi che secondo lui sarebbero dovuti arrivare dalla Svizzera per finanziare la restituzione dell’IMU non arriveranno prima di qualche anno. 

Secondo le indagini della magistratura c’era un assessore lombardo del PDL – indagato per voto di scambio – che comprava i voti dalla ‘ndrangheta pagandoli 50 euro l’uno. A Berlusconi ogni voto costerebbe molto di più, ma per lui il gioco pesante vale la candela.altan truffatore con invidia

 I sondaggi elettorali proibiti in Italia, divulgati nel Canton Ticino, indicano che si debba dare per scontata la netta vittoria del centrosinistra alla Camera. Il Csx ha buone probabilità di vincere anche al Senato.

http://www.tio.ch/News/Estero/723067/I-numeri-che-l-Italia-non-puo-sapere/

L’effetto IMU per Berlusconi sembra non essere bastato, travolto dallo Tsunami di Grillo che gli sottrae molti indecisi.

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Oggi è difficile credere in un ideale : ma per un compenso adeguato lo si può sempre fare. Tutto quello che avreste voluto sapere su Grillo e i 5 Stelle ma non avete mai avuto il tempo di chiedere. Aggiornato al 21 febbraio 2012.

Posted by pocavista su 21 febbraio 2013

Oggi è difficile credere in un ideale : ma per un compenso adeguato lo si può sempre fare.

(IL POST PUò ESSERE SCARICATO IN PDF CLICCANDO L’ICONA QUI A FIANCO)

Le elezioni sono imminenti e Grillo riempie le piazze.

Il successo del Movimento 5 Stelle sembra legato anche ad un’efficacissima campagna elettorale. Merito di Grillo e Casaleggio? No, perché la campagna elettorale di Grillo è stata condotta con grandissimo spiegamento di mezzi soprattutto dai suoi avversari politici, che non si sono risparmiati nel mostrare i propri scandali a livello locale e nazionale, le malefatte bancarie, gli sperperi di denaro pubblico, le collusioni con la malavita organizzata, la difesa ad oltranza dei propri scandalosi privilegi. 

L’involontaria campagna pro-Grillo ha reso noto a tutti ormai che i partiti tradizionali sono infestati dalla moltitudine dei Renzo Bossi, delle Minetti, dei Belsito, dei Lusi, dei Fiorito, dei Razzi, dei rappresentanti della malavita organizzata, di gente disposta a votare in Parlamento che Berlusconi credeva veramente che Ruby fosse la nipote di Mubarak, dei politici che ricevono le case a loro insaputa o che vi ospitano – sempre a loro insaputa – dei cognati.

La gente comune mano mano prendeva nota dei partiti di appartenenza dei politici e li metteva nella lista nera.

Il tonno di Grillo

Con l’aria che tira, Grillo ha avuto gioco facile e può gridare : “Apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno” .tonno 2

Grillo presenta candidati giovani e inesperti al Parlamento? Un limite? Macchè, ribatte lui : “I nostri candidati sono giovani e inesperti, è il loro valore aggiunto: non sanno come si trucca un bilancio”. Qualcuno potrebbe obiettare che magari un bilancio non bisogna saperlo truccare, ma almeno saperlo leggere.

Beppe Severgnini commenta sul Corriere della Sera del 21 febbraio 2012: “È vero, far peggio di alcuni parlamentari uscenti appare impossibile…. Le «Parlamentarie», con cui sono stati scelti, hanno coinvolto 32 mila persone: un numero irrisorio. Prendiamo l’Umbria … Tiziana Ciprini, con 84 preferenze è stata la più votata tra gli 81 candidati, ed è capolista alla Camera. Ha 37 anni, una laurea in Psicologia “. Ecco la proposta principale del suo programma : «Rivoluzione culturale: abbandono del sistema della delega e del menefreghismo civico e promozione di sistemi, metodi e stili di vita basati sulla partecipazione». Come direbbe Floris : Minchia!

Beh a questo punto farebbe la sua figura anche uno Scilipoti, con le sue battaglie per la diffusione dell’agopuntura e contro il signoraggio bancario.

Dio ce la mandi buona!  

PS – Chi si vuol fare un’idea più sistematica del fenomeno Grillo e del Movimento 5 Stelle, può dare un’occhiata qua sotto.

Tutto quello che avreste voluto sapere su Grillo ma non avete mai avuto il coraggio di chiedere.

Il segreto dell’agitatore politico è di rendersi stupido quanto i suoi ascoltatori, in modo che questi credano di essere intelligenti come lui”. (Karl Kraus)

Questo post nasce per dare a me stesso qualche risposta ai numerosi interrogativi che ho su Grillo e sul suo movimento. Spero sia utile anche a qualche lettore.  Il post è scaricabile anche in PDF. Aspetto commenti, tollero insulti. (aggiornato al 21 febbraio 2012)

Pocavista

1 – Grillo, chi era costui?

Il Grillo-Stalin apparso su Il Male

Beppe Grillo (1948) secondo molti suoi critici sarebbe un ex-comico, divenuto oggi un politico populista. Molti non si pronunciano sul suo futuro, ma lo vedono seduto in Parlamento, nonostante le sue numerose dichiarazioni in senso contrario.

Scoperto” da Pippo Baudo, acquista notorietà per alcune sue partecipazioni in TV negli anni ’70 e per la conduzione del Festival di Sanremo nel 1978. Nel suo curriculum c’è anche qualche apparizione cinematografica.

Le sue esibizioni televisive vanno prendendo nel tempo connotazioni sempre più satiriche. La sua carriera TV si interrmpe poi bruscamente nel novembre 1986, in seguito a un suo commento alla megatrasferta in Cina del Governo del socialista Craxi, pronunciato durante il varietà televisivo Fantastico : “A un certo momento Martelli (allora vice di Craxi) ha fatto una delle figure più terribili… Ha chiamato Craxi e ha detto: “Ma senti un po’, qua ce n’è un miliardo e son tutti socialisti?”. E Craxi ha detto: “Sì, perché?”. “Ma allora se son tutti socialisti, a chi rubano?”

Bandito dalla TV, Grillo fa spettacoli teatrali in cui propone temi ambientali e di critica politica, finché il nuovo consiglio di amministrazione della RAI, insediato all’epoca di “Mani Pulite”, lo richiama in TV. Va in onda il “Beppe Grillo show” che ottiene un grande successo di ascolti.

Successivamente Grillo torna agli spettacoli teatrali e alle piazze, in cui tratta tematiche ambientali (lotta agli inceneritori, incentivazione delle energie rinnovabili) e di critica politica. Apre un blog di grande successo che è tuttora in testa alle classifiche italiane.

E’ contro la TAV, il copyright, le centrali a carbone, la politica industriale delle case farmaceutiche. Dopo aver criticato in passato computer e internet, diventa un fautore dei blog e di Internet. Ha una sua casa editrice che ha lanciato la collana beppegrillo.

Nel giugno 2007 Grillo interviene al Parlamento Europeo, parlando di energie alternative e denunciando la presenza nel Parlamento Italiano di decine di condannati in via definitiva. Nello stesso anno organizza il “Vaffanculo Day” nelle piazze di varie città italiane, utilizzando i blog come forma di mobilitazione. In occasione dell’evento sono state raccolte centinaia di migliaia di firme per proporre modifiche alla legge elettorale (1 – non sono candidabili cittadini se condannati o in attesa di giudizio; 2 – va posto un limite massimo di 10 anni di permanenza degli eletti in Parlamento; 3 – reintroduzione della preferenza diretta per votare i parlamentari). Le proposte, depositate in Senato da Grillo nel dicembre 2007, non hanno avuto riscontro, anche perché il Parlamento si è sciolto nel febbraio successivo per la caduta del Governo Prodi.

Nel 2008 durante il “Monnezza Day” tenutosi a Napoli, Grillo denuncia “lo sfruttamento del Sud da parte del Nord”. Nel successivo “V2 Day” Grillo presenta tre referendum abrogativi (abolizione dell’ordine giornalisti, della Legge Gasparri e dei finanziamenti ai giornali). Altre iniziative riguardano la proprietà pubblica dell’acqua, la limitazione per le nuove costruzioni edilizie, la diffusione di trasporti pubblici non inquinanti e di piste ciclabili, il riciclaggio dei rifiuti, le energie alternative.  Si impegna per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Risultato raggiunto, ma da consolidare.

Nel 2009 Grillo annuncia provocatoriamente la sua candidatura alle primarie del Partito Democratico. La Commissione Nazionale di Garanzia del PD non gli consente però l’iscrizione al partito e quindi non si può candidare alla segreteria dato che Grillo organizzerebbe “movimenti antagonisti al PD”.  

In seguito al rifiuto del PD, Grillo fonda il il Movimento 5 Stelle. Alle successive elezioni amministrative il Movimento ottiene un discreto successo, con l’elezione di numerosi rappresentati nelle istituzioni locali e regionali.

2 – Grillo e Internet

Dopo aver distrutto più volte dei personal computer al termine di suoi spettacoli, Grillo si è convertito sulla via di Damasco ed è divenuto l’autore di un blog di grande successo, primo in Italia per contatti unici giornalieri. Il blog di Grillo nel 2006 e nel 2008 ha vinto il premio di “Miglior Blog” al Macchianera Blog Awards; mentre nel 2009, gli è stato assegnato il premio come “Miglior blog andato a puttane“.

Secondo alcuni suoi critici, il blog di Grillo avrebbe contribuito a diffondere delle “bufale”, come nel caso della coppia dei cellulari che riuscirebbero a cuocere le uova (una nota leggenda metropolitana originata da un articolo satirico tutto british). Ancor più famosa quella della biowashball, una pallina di plastica forata con all’interno piccole sfere ceramiche che sarebbe in grado di lavare i panni in lavatrice senza detersivo. I test effettuati non hanno dato invece nessun riscontro e il superiore potere pulente della biowashball si è rivelato una bufala.

In seguito alle numerose denunce di “bufalità” ricevute, Grillo ha invitato a non “guardare la televisione o leggere i giornali finanziati dallo Stato” per informarsi. Solo lui e il suo blog sarebbero la fonte di verità da cui attingere.

In altre occasioni Grillo ha pubblicato sul blog dei “quasi falsi”, come le lettere che Benedetto XVI e il presidente cinese Hu Jin Tao – in realtà collage di discorsi pronunciati in diverse occasioni – avrebbero inviato a Grillo in quanto influente opinion leader.

Altri accusanoGrillo di censura, in quanto dal suo blog verrebbero eliminati i commenti “sgraditi”.

3 – Grillo e la Casaleggio Associati

Molti osservatori fanno rilevare che dietro Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle ci sono le eminenze grigie della società di marketing e gestione delle reti della ditta Casaleggio & Associati. Berlusconi quando lanciò Forza Italia si avvalse della struttura e delle menti della sua potentissima Publitalia (molti suoi funzionari e dirigenti divennero parlamentari o governatori di regione); Grillo, nel suo piccolo, ha la Casaleggio.

Come racconta uno dei fratelli Casaleggio nel libro “Web Ergo Sum” (2004), la svolta internettista di Grillo – che fino ad allora distruggeva i computer – avvenne dopo un incontro con lui. Gianroberto Casaleggio, divenuto consigliere di Grillo, ne avrebbe curato in seguito l’immagine, il blog (cura anche quello di Di Pietro), la rete dei Meet-up, le iniziative editoriali. Secondo alcune voci, sarebbe sua l’idea del V-Day.

Pietro Orsatti, su MicroMega 5/2010, sottolinea come il ritorno “di visibilità e il grande impatto del movimento dei «grillini» sia dovuto in gran parte alla sinergia con questa azienda specializzata nella comunicazione e nel marketing digitale”. Secondo la Casaleggio “Le reti sono ovunque intorno a noi. Fino a qualche anno fa, le relazioni tra persone, oggetti ed eventi erano attribuite al caso. L’unico modo per ipotizzare il funzionamento dei sistemi complessi era attribuirne le ragioni ad avvenimenti casuali. La vita e l’evoluzione delle reti seguono invece leggi precise e la conoscenza di queste regole ci permette di utilizzare le reti a nostro vantaggio”.

Anche sulla rete, è l’abito che fa il monaco, ovvero l’immagine è tutto : lo staff Grillo avrebbe fatto censurare una video-song satirica di Tony Troja, il quale sul Fatto Quotidiano aveva parlato di quanto i grillini fossero permalosi. Dopo qualche ora il video su YouTube viene oscurato: “Beppe Grillo come fa?”: questo video non è più disponibile a causa di un reclamo di violazione del copyright da parte di StaffGrillo”.

Ma non era proprio Grillo a lottare contro il copyright? Nel suo spettacolo “Incantesimi” (2006) aveva affermato che “La conoscenza deve andare libera. L’umanità va avanti quando la conoscenza è libera. I copyright, i diritti d’autore bloccano la ricerca, bloccano il progresso dell’umanità. […] Viva la pirateria!” Adesso capiamo che lottava solo contro il copyright altrui.

4 – Grillo, la giustizia e il fisco

Il blog www.tafanus.it ricostruisce la condanna di Grillo per omicidio colposo plurimo.

Il 7 dicembre 1982 … decide di partire con alcuni amici alla volta di Col di Tenda, sulla antica via romana tra la Francia e la Costa ligure. In pratica, una strada sterrata militare in alta quota che porta a delle antiche fortificazioni belliche. Con lui ci sono i coniugi Renzo Giberti e Rossana Guastapelle .. col figlio Francesco di 8, oltre a un altro amico di nome Mambretti… Un quinto amico decide di scendere assieme alla fidanzata e al cane. Una scelta di buon senso, che salverà la vita al gruppetto dei “rinunciatari”… Un altro gruppo di amici, nonché un’opportuna segnaletica,lo sconsigliano vivamente; a esser precisi, la strada è chiusa. Fa niente: Grillo ha uno Chevrolet Blazer …All’altezza di Bec Rouge …l’auto sbanda su un ruscelletto ghiacciato e scivola verso una scarpata. Grillo riesce a scaraventarsi fuori dall’abitacolo, ma gli altri no, e l’auto rotola nella scarpata per un’ottantina di metri. Mambretti sopravvive non si sa come. I due coniugi muoiono, e ciò che resta del figlio viene trovato sotto la fiancata dell’auto.

Segue processo : in primo grado Grillo viene assolto per insufficienza di prove. L’accusa ricorre in appello, producendo le prove che la strada percorsa da Grillo era strada era “chiusa al traffico” per pericolosità. “La Corte d’appello di Torino, il 13 marzo 1985, lo condannò a un anno e quattro mesi col beneficio della condizionale, ma col ritiro della patente. Non andrà meglio in Cassazione, l’8 aprile 1988: pena confermata nonostante gli sforzi dell’avvocato Alfredo Biondi, che nel settembre scorso è stato peraltro inserito da Grillo nella lista dei parlamentari condannati e dunque da epurare: il reato fiscale di Biondi in realtà è stato depenalizzato e sostituito da un’ammenda, tanto che non figura nemmeno del casellario giudiziario, diversamente dal reato di Grillo che perciò, secondo la sua proposta di non candidatura dei condannati, non potrebbe candidare se medesimo.”

Alcuni organi di stampa e blog hanno riportato anche la notizia dei condoni per abusi edilizi e irregolarità fiscali di cui avrebbe usufruito Grillo. Secondo il quotidiano Il Tempo, la Gestimar srl, l’immobiliare della famiglia Grillo proprietaria di una decina di immobili in Liguria e in Sardegna si è avvalsa del condono tombale, per gli esercizi degli anni 2002 e 2003.

Durante le sue pubbliche apparizioni il comico avrebbe poi ammesso di aver utilizzato i condoni, che lui – pubblicamente – contesta così duramente (vedi lettera a Repubblica in cui nel 2004 accusava i parlamentari di centrodestra, che avevano approvato i condoni, di avere fatto un favore agli evasori e di stimolare comportamenti elusivi).

5 – Grillo :  pecunia non olet

Nel 1984 Grillo accetta di partecipare alla Festa dell’Unità di Dicomano (Firenze) per 35 milioni di lire. La sera dello spettacolo piove a catinelle e il pubblico non viene. Incassi scarsi. I compagni della sezione locale cercano di ricontrattare il compenso, ma Grillo, da buon genovese, non fa sconti. L’unico con busta paga della segreteria comunista è Franco Innocenti, 26 anni, che deve stipulare un mutuo ventennale per pagare Grillo. Fino ai 46 anni dovrà lavorare per pagare un comico che, almeno in questo caso, ha fatto piangere qualcuno.

6 – Grillo e l’ecologia

Sono note le sue battaglie per la diffusione delle energie alternative e per il risparmio energetico. Secondo Chicco Testa ex- amministratore delegato dell’Enel che fece compiere verifiche, Grillo si fece installare 20 KW a casa (contro la media di 3 KW della maggior parte delle case italiane), mentre il l’impianto fotovoltaico da lui installato ne produrrebbe al max 2. A merito di Grillo tuttavia andrebbe ascritto il fatto di avere stipulato il primo contratto di fornitura di energia elettrica all’ Enel da parte di un singolo cittadino. Contratti poi diffusi in seguito ai provvedimenti governativi di incentivazione delle energie alternative.

Altri rimproverano a Grillo il possesso di barche e di una Ferrari che proprio ecologiche non sono.

7 – Grillo e la comunicazione

Grillo ha spesso denunciato di essere vittima di censure da parte di stampa e TV. Lui, dice, di battersi per la libertà di stampa e contro ogni forma di censura. Sovente però ha rifiutato di rispondere a domande scomode postegli da giornalisti (per esempio de Il Giornale e de L’Espresso). Per esempio Gilioli dell’Espresso gli avrebbe proposto quattro pagine di intervista sul tema dell’informazione. Dopo avere ottenuto le domande via mail, Grillo si sarebbe rifiutato di rispondere perché le giudicava “offensive”.

Secondo lui i giornali avrebbero paura delle sue battaglie e del Verbo che ci distilla continuamente nei suoi interventi.

Il Blog www.tafanus.it riporta “quanto capitato a Emilio Targia, Edoardo Fleischner e Federica De Maria: tre studiosi che hanno seguito Grillo per due anni, tra spettacoli e appuntamenti col suo staff, per scrivere un libro. Primo saggio “crossmediale” sul fenomeno Grillo, dal titolo profetico: “Chi ha paura di Beppe Grillo?”. Editore: Longanesi, data di uscita prevista: maggio 2007. Contratto stipulato, copie prenotate in libreria. Poi lo stop: Beppe Grillo diffida dal pubblicare il libro.”

…La storia richiama quella di “Grillo da ridere (per non piangere)”, che Kaos Edizioni mandò in libreria nel 2003. «Il libro riportava suoi brani, imprescindibili per raccontarlo. Nonostante fosse una biografia tutt’altro che critica verso Grillo, lui ne chiese e ottenne il sequestro», racconta il curatore Lorenzo Ruggiero.”

Grillo, come Berlusconi e – fino a poco tempo fa – Bossi, si pongono come “un uomo solo al comando”. Ma finché si pensava a Fausto Coppi in fuga al Tour de France la cosa poteva andare : quando riguarda la politica, il pericolo – per la democrazia – è sempre in agguato.

Il linguaggio di Grillo non appare molto diverso da quello di due formidabili demagoghi e populisti, come Berlusconi e Bossi : insulti, allusioni di tipo sessuale per denigrare gli avversari, bufale, minacce, proclami irrealistici e roboanti, riti.

Da un lato (i due B.) si parla dei “coglioni che votano a sinistra”, di quelli che “ce l’hanno duro”, di “stronzi”, “di utili idioti”. Si mostra il dito medio e si fanno pernacchie. Si insultano i giornalisti, si incitano le guardie del corpo a menarli (Bossi), si toglie loro il microfono o la tribuna con proclami bulgari.

Dall’altro, Grillo parla del premio Nobel Rita Levi Montalcini come di “una vecchia puttana”, dei leader politici italiani come dei “dementi”, di Fassino come “una salma”, di Berlusconi come dello “psiconano”, di Vendola come “il buson” (frocio, in dialetto bolognese) e di un “buco senza una ciambella”. Dopo una puntata di Porta a Porta chiosa : “Prodi ha l’Alzheimer”. Sul suo blog si chiede “Ma il Presidente Napolitano è in salute? Posso avere, per favore, la sua cartella clinica?”. Il tutto condito con dei “vaffanculo”.

Da un lato (i due B.) si officiano canti liturgici (“E Forza Italia”, “Va pensiero”) e riti dell’ampolla (gli effetti della ripetuta esposizione alle inquinatissime acque del Po sono sotto gli occhi di tutti); dall’altro (G.) c’è la litania liturgica dei vaffanculo e i rituali della traversata in canotto portato a braccia dalla folla dei fedeli o della distruzione sul palco dei computer, un mezzuccio retorico che richiamava la distruzione delle chitarre al termine dei concerti dei gruppi rock negli anni 60-70. 

Da un lato c’era un comico dilettante, Berlusconi, che raccontava le sue barzellette di fronte ad un pubblico adorante e impermeabile a qualsiasi critica, insieme ad un tragicomico involontario come Bossi, che mostrava il dito medio e profferiva pernacchie agli avversari di fronte ad un popolo padano adorante e impermeabile a qualsiasi critica. Dall’altro oggi c’è un comico professionista, Grillo, che esegue i suoi lazzi e le sue sparate di fronte ad un pubblico ugualmente adorante e impermeabile a qualsiasi critica.

Le reazioni alle eventuali critiche rivolte ad ognuno dei tre leader “carismatici” suscitano spesso nei fans reazioni scomposte, piene di insulti, accuse personali e di pesanti allusioni sessuali. Chi ha avuto modo di seguire i commenti dei lettori de Il Giornale pieni di insulti di volta in volta per “i Komunistelli”, per Casini, per Boffo, per il direttore di Famiglia Cristiana, per Montezemolo e per la Marcegaglia, per Fini e Bocchino, per la Bocassini e per i magistrati “rossi” avrà notato forti analogie di linguaggio con quello dei seguaci di Grillo sul suo blog o sui blog che ospitano post non troppo teneri con Grillo. Prima si insulta e si lanciano accuse di connivenza con “la vecchia politica che ha portato allo sfascio questo paese di merda”, poi si riafferma la propria fede nel capo carismatico per mettersi la coscienza a posto.

Il loro linguaggio per certi aspetti richiama da vicino quello utilizzato da Guglielmo Giannini, il fondatore del movimento dell’Uomo Qualunque, che ebbe un discreto successo nel dopoguerra. Sulla rivista di Giannini per irridere gli avversari se ne storpiavano i nomi : Piero Calamandrei diviene Caccamandrei; Salvatorelli diventa Servitorelli; Vinciguerra è trasformato in Perdiguerra. Il “vento del Nord” diventa “rutto del Nord”. Una vignetta dal titolo PDF (ossia “pezzo di fesso”) ospitava i personaggi sotto tiro.

L’idea di Giannini era di dare spazio alle opinioni “dell’uomo della strada”, contrario al regime dei partiti e al dirigismo economico. Le idee di Grillo sono poi così diverse, malgrado il suo programma “modernista”?

8 – Grillo monologhista, monomaniaco e monomediale?

Grillo ha scelto il dialogo a senso unico, il monologo, e cerca di evitare chi pone domande scomode. E’ la strategia comunicativa del resto utilizzata per anni da Berlusconi. Il quale, al massimo, sceglieva di andare nel salottino accogliente di Porta a Porta, da un Bruno Vespa pronto a fornirgli gli assist e le scrivanie di ciliegio in cui firmare fasulli contratti con gli italiani. E ogni tanto di telefonare a Floris, Santoro e Lerner in diretta, per insultarli, per dare loro la patente di fazioso, per poi riattaccare loro il telefono in faccia prima che gli interlocutori possano rispondergli a tono.

E’ una strategia comunicativa non democratica, che favorisce la demagogia di chi solletica i sentimenti viscerali dei suoi ascoltatori e il culto della personalità.

Berlusconi e Grillo sono entrambi monologhisti, comunicano a senso unico; sono monomaniaci (B. contro i comunisti che si annidavano dappertutto; G. contro tutta la classe politica, nessuno escluso) e monomediali (Berlusconi preferisce il linguaggio televisivo e i canali TV di cui può disporre a piacimento, mentre Grillo si è arroccato su Internet).

Entrambi fanno largo uso della teoria del complotto. Per B. erano “le toghe rosse” , “i comunisti” e i “poteri forti” a tramare contro di lui, per ostacolarne le riforme e il “nuovo che avanza”. Per G. sarebbero i partiti, i vecchi leader, le banche, le multinazionali che impedirebbero le riforme di cui avrebbe bisogno il Paese. Sono tutti da buttare; secondo Beppe Grillo “sono residuati bellici, gente vecchia che parla di concetti vecchi, che propaganda tecnologie “morte e sepolte” come il nucleare, che vive una politica putrefatta” (Curzio Maltese, Il Venerdì di Repubblica, 13 agosto 2010).

In questo Grillo ha dei punti di contatto con il linguaggio populistico del sindaco Renzi, il rottamatore della “vecchia” classe politica, ma va molto oltre.

Berlusconi e Grillo si dipingono entrambi come vittime di una discriminazione da parte del mondo della comunicazione : per B. quasi tutta l’informazione, anche quella di Mediaset, a parte Emilio Fede, era in mano “ai comunisti”; per G. sarebbe in mano a giornalisti pagati dallo stato, tramite il finanziamento pubblico, e dagli oligopoli, che hanno interesse al mantenimento della status quo. Grillo ha detto che ai talk-show non ci devono andare i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, perché sono tutti dei partiti e dei giornalisti schierati (in realtà per non mandare allo sbaraglio dei giovani inesperti che verrebbero fatti a pezzi dai politici di professione e dai giornalisti).  Che il giornalisti tranne pochi (probabilmente quelli de Il Fatto quotidiano) fanno schifo. Che a tutti i partiti bisognerebbe fare il “processo di Norimberga”. Che bisogna uscire dall’Euro. Che non pagherà le tasse, se prima non gli dicono come e dove saranno spese. Che la Lega Nord è stata colpita dalla magistratura perché è all’opposizione di questo governo.

Dulcis in fundo, ha affermato che “La mafia non strangola le sue vittime, si limita al 10% di pizzo” (in Sicilia, il 29 Aprile 2012), a differenza dello stato che ti strangola con le tasse.

A proposito di tasse, ecco altre dichiarazioni di Grillo che forniscono un comodo alibi agli evasori: “se tutti pagassero le tasse si ruberebbe il doppio”, “i controlli della Finanza sono un modo per istillare l’odio sociale”. D’altro canto anche Berlusconi ha affermato più volte che sarebbe legittimo evadere le tasse quando sono troppe, ottenendo valanghe di voti tra le partite IVA. Segnaliamo, a chi facesse finta di niente, che le tasse – per chi le deve pagare – sono sempre troppe, anche quando sono basse. Ovvero, chi può farlo e corre pochi rischi di essere beccato, se evade l’IVA al 21%, evaderà anche quella al 4%. Il resto sono chiacchiere e distintivo epropaganda buona per i lettori de Il Giornale.

La “curva sud” dei fan di Grillo – anche quando costui palesemente la fa fuori dal vaso – si affannano a “contestualizzare” e “interpretare” per giustificarlo : un po’ come il vescovo “Fisichella” quando contestualizzava la blasfemia del “cattolicissimo” Berlusconi.

9 – Grillo è di destra o di sinistra?

Grillo punta al bersaglio grosso e solletica la pancia dei delusi dai partiti (secondo i sondaggi quasi il 40% degli elettori), dei meridionali disoccupati quando è al Sud (“Il Sud sfruttato da secoli dal Nord”), dei padani quando sta al Nord (“la Lega colpita dalla magistratura perché sta all’opposizione”), degli evasori e le partite IVA (“lo stato ti strangola con le tasse e non si pagano le tasse se prima non dicono come le spenderanno”), degli ecologisti (con le energie alternative e le pseudomiracolose Biowashballs), dei delusi dall’euro (è meglio uscire dall’euro) e degli antagonisti come i NoTAV, dei giovani che hanno di fronte solo disoccupazione e precarietà, di quelli che sono preoccupati per la microcriminalità e per gli immigrati (per esempio, si è detto contrario allo ius soli e preoccupato per la presenza dei rom).

Manca solo che Grillo dica che gli allevatori non devono pagare le multe per le “quote latte” o che le farmacie e i tassisti non si devono toccare e poi Grillo si garantirebbe potenziali consensi praticamente in ogni terra di conquista.

D’altro canto anche se molti argomenti da lui usati sono contraddittori, questo non conta agli occhi dei suoi seguaci : ognuno prende ciò che gli interessa o lo colpisce di più. E’ la vecchia tecnica del venditore di auto : se si trova di fronte ad una famigliola con tre figli, il venditore descrive l’auto come “spaziosa e spartana nei consumi”; se il potenziale acquirente è un giovane tamarro con la fidanzata “bona”, la stessa auto è definita “sportiva ed elegante, con un impianto stereo potentissimo”. 

Berlusconi – quando si presentava come “il Presidente Operaio” – del resto prometteva : metterò meno tasse per tutti e aumenterò le pensioni, vi darò un milione di posti di lavoro e una casa per tutti. Come avrebbe fatto ad aumentare le pensioni e a dare una casa a tutti diminuendo le tasse non era dato sapere : erano provvedimenti incompatibili, visto il livello del nostro debito pubblico. Ma alla gente allora ciò non importava. E adesso la gente si lamenta perché oggi, con tasse, IMU e riforma delle pensioni, deve pagare i conti di ieri e le malefatte di una classe politica cui la gente ha concesso il proprio voto di scambio turandosi non solo il naso, ma gli occhi e le orecchie.

Recentemente il quotidiano Libero (27 aprile 2012) metteva in evidenza che nei comizi di Grillo ci sono anche alcuni elementi che spiegano perché piaccia, oltre che all’elettorato deluso dalla sinistra, anche a quello di centrodestra. “Il primo è senza dubbio la nazione: Grillo non fa che scagliarsi contro le istituzioni sovranazionali, propugna la fuoriuscita dall’euro e quindi il ritorno alle vecchie monete e ai sacrosanti inviolabili confini. Grosso modo il programma della cara Marine Le Pen e di tutta la destra sovranista (di cui in Italia purtroppo si sono perse le tracce). Il secondo è l’immigrazione, che al comico-politico non piace per niente. Dopo la nazione e l’immigrazione il terzo argomento che fa di Grillo un uomo oggettivamente di destra è la libertà personale. Altro che il Berlusconi prima maniera! Se tutti i grillini fossero come il loro duce (pardon, fondatore) il Movimento 5 Stelle sarebbe la nuova Casa delle Libertà.”

Grillo è un “duce” come lo definisce Libero? Al riguardo lascio la parola a Emanuela G, che ha inviato il seguente commento al sito WEB de Il Fatto quotidiano :

Grillo non è “semplicemente il testimonial” del Movimento 5 S. Ne è il proprietario: ha depositato e brevettato il marchio del movimento . All’ interno del Movimento chi non si è allineato esattamente sulle sue parole si è trovato sbattuto fuori: non da un assemblea, un voto di sfiducia o simili basse pratiche da partiti. Lo ha detto lui, e basta.

Del resto non lo fanno tutti i leader supremi del proprio movimento? Lo ha fatto Berlusconi con Fini, definito dalla stampa embedded del Biscione “un traditore” e messo alla gogna per mesi con “la casa di Montecarlo”. Lo ha fatto il leghista Maroni con Rosi Mauro, capro espiatorio sacrificato per salvare il vecchio leader Bossi.

Il “liberale” Berlusconi non ha nominato Alfano segretario del “suo” partito, senza consultare nessuno? Bene, il Grillo che si batte strenuamente per la democrazia ha cooptato poco democraticamente i quattro responsabili del Movimento, senza che la base li avesse scelti.

Ricordiamo un titolo del quotidiano Libero dopo le elezioni regionale del 2011 : “Il Cav al Grillo ammazza Pd :”Lunga vita, così ci fai vincere”

10 – Grillo l’oclocrate : “padrone” o “garante” del M5Stelle?

Sul blog www.rinabrundu.com , Rina Brundu posta un articolo sul rischio (reggetevi forte) dell’olocrazia. Riportiamo le sue parole : “ L’oclocrazia sarebbe una ideale forma di amministrazione della cosa pubblica dove le decisioni vengono prese direttamente dalle masse (dal greco όχλος = moltitudine, massa). Per lo più sarebbe una degenerazione demagogica delle possibilità della democrazia. Difficile anche da attuarsi… se, per esempio, si seguisse l’ideale grilliano : tanti login sul suo sito Internet tanti voti incassati. Tuttavia, ora come allora l’oclocrazia portata all’estremo potrebbe avere una sua drammatica conseguenza: ovvero, l’approdo verso una qualsiasi forma di dittatura.”

Prima la Brundu afferma che il Movimento a 5 Stelle non correrebbe questo rischio che “vanta una politica sostenuta da una gerarchia interna digitale di tipo orizzontale, sulla linea dell’ideologia primus inter pares”, per poi smentirsi subito dopo : “… l’ organigramma gestionale espresso dal “grillismo” … è un grafico che mostra una unica verticalità: Grillo stesso! O, nelle parole usate da un suo adepto durante l’ultima trasmissione di Servizio Pubblico di Santoro, mostra… il garante.

La Brundu conclude che Grillo non possa esercitare appieno il ruolo di “garante” dato che non può candidarsi al Parlamento (è stato condannato) e non potrebbe guidare le sue truppe grilline nello scontro finale con il sistema dei partiti. Argomento interessante, ma – non me ne voglia la Brundu – deboluccio.

Interessante rimane comunque l’accenno della Brundu ai rischi della democrazia diretta, dell’oclocrazia , in cui all’abolizione della mediazione dei partiti, farebbe riscontro il ricorso alla democrazia dei referendum, dei televoto, dei login sul WEB. Si provi a pensare a quale risultato avrebbe su internet un referendum sulle misure di riduzione del debito pubblico introdotte da Monti : se i risultati del referendum fossero messi in pratica, faremmo immediatamente la fine non dico della Grecia, ma dell’Argentina di 10 anni fa.

11 – Grillo : un demagogo o un populista?

A me gli occhi, please!

Qualche anno fa Sartori anticipava su Il Corriere della Sera il tema della oclocrazia, riproposto in questi giorni dalla Brundu, rilevando che legittimazione del potere – almeno in Occidente – deve essere democratica, cioè fatta sempre in nome del popolo. Anche Chavez in Venezuela si presenta come il “portavoce del popolo”. Il politologo teme al contrario l’eccesso di «democrazia che uccide la democrazia, la democrazia che si suicida».

Sartori introduce la distinzione tra demagogia e populismo, il quale denota “una genuina democrazia «immediata » che nasce dal basso e che, per questo rispetto, è l’esatto contrario di demagogia. Pertanto il populismo così definito… ha la forza di essere una democrazia embrionale genuina, ma al contempo la terribile debolezza di incarnare un infantilismo politico … incapace di costruire alcunché. Le sue proposte «al positivo» sono, appunto, puerili e inconsistenti.

Per Sartori, Grillo non sarebbe dunque un demagogo, quanto un populista : in soldoni più Bossi, che Berlusconi. Poi aggiunge che “nelle democrazie di massa e contestualmente di video-potere senza un (uso) modico di demagogia nessun leader farebbe oramai molta strada”.

Alla classica domanda «cosa avete fatto per il vostro Paese?», Berlusconi potrebbe rispondere: niente, salvo che liberarlo da Prodi. E viceversa. Cioè Prodi potrà dire: niente, salvo che liberarlo da Berlusconi.” . 

E’ in questo nulla, pieno di molte macerie, che a mio avviso cresce la disaffezione per  la politica tradizionale e la protesta contro i partiti che curano solamente i propri interessi : humus in cui attecchisce e si sviluppa la pianta del M5Stelle.

12 – In difesa di Grillo.

Chi scrive è d’accordo sul fatto che la condanna per omicidio colposo di Grillo – forse legato ad una leggerezza da tamarro di provincia, in ebbrezza da recente possesso di Chevrolet Blazer (se hai un 4×4 devi però sapere che non puoi camminare sulle acque come Gesù) – non debba essere usata per delegittimare la sua azione politica e le sue idee. Inoltre mi trovo d’accordo con Gad Lerner che il fatto che Grillo guadagni molto non debba essere usato come arma di delegittimazione : finché non ruba, non evade e non riceve prebende statali per puri meriti di appartenenza a cricche o partiti, nessuno gli può rimproverare di essere pagato per quanto il mercato gli riconosce. 

A Grillo e al suo movimento va il merito di avere posto al centro dell’agenda politica tematiche come il risparmio energetico, le energie alternative, l’etica nell’amministrazione della cosa pubblica, la lotta contro le rendite da monopolio, la democratizzazione dell’informazione, la lotta ai privilegi dei partiti e dei parlamentari. 

A Grillo riconosciamo anche il grosso merito di aver diffuso la concezione che i parlamentari non sono nostri rappresentanti, ma nostri dipendenti, dato che ricevono denaro pubblico. Come ogni padrone che si rispetti, dovremmo tenere sotto controllo i nostri dipendenti, cioè i parlamentari. Così ha diffuso l’idea di far presenziare ai grillini muniti di telecamera ai consigli comunali e provinciali, riversando i filmati sul WEB, per rendere meno segrete le stanze del potere.

 Un forte elemento a carattere moralizzatore del M5S è il totale rifiuto dei contributi ai partiti. Questa è una posizione che ha un grande impatto sull’opinione pubblica scandalizzata dagli incredibili privilegi della “casta”.  Tuttavia alcuni fanno notare che ciò metterebbe la politica organizzata totalmente nelle mani delle lobby dei grandi gruppi economici che – finanziando i partiti – ne condizionerebbero fortemente i comportamenti e l’azione di governo (vedi USA, in cui i grandi gruppi che finanziano le campagne dei presidenti vincenti poi passano regolarmente all’incasso).

Il M5S siculo restituisce 1.426.00 Euro di rimborsi elettorali

13 – Grillo : indizi a carico

Non sono d’accordo però che alcuni suoi meriti debbano fare dimenticare la sua incoerenza in merito ai condoni, al suo privato stile di consumi energetici, di poca tolleranza nei confronti delle critiche, di insofferenza verso i giornalisti, di ricorso a comportamenti censori con la scusa della difesa del (suo) copyright, di uso dell’insulto nei confronti di tutti, di uso del continuo turpiloquio in occasioni pubbliche. Non si può essere ugualmente tolleranti verso di lui quando fa crociate ludddiste contro i computer e poi cambia idea poco dopo; o propala bufale come la cura di Bella, le auto a idrogeno che le multinazionali non metterebbero volutamente in produzione, la Biowashball. Oppure quando afferma che sull’Aids ci sono dei seri sospetti che sia una bufala; quando prima difende la produzione di biocarburanti e poi dice che affamano il modo; quando che fa credere di essere destinatario di false missive di pontefici e di capi di stato. O quando spara frasi infelici come quella che la mafia non strangola nessuno.

Grillo ha ormai assunto un ruolo pubblico, non è più un mero comico che si avvale metaforicamente del “pernacchio” alla Totò al cinema o a teatro. Chi è disposto a tollerare e giustificare le sue incoerenze, il suo linguaggio pieno di insulti e il suo perenne tono da tribuno, dicendo che ciò che conta “sono solo le idee e il programma” del Movimento, ricalca la posizione farisaica di quelli che ieri applaudivano il Berlusconi del family day e della legge per punire i clienti delle prostitute e che però a casa sua organizzava i “bunga bunga”.

L’uomo pubblico non può impunemente “predicare bene e razzolare male”: quale “grillino”, oggi, concederebbe ad un politico di varare misure lacrime e sangue per i “soliti noti”, mantenendo nel contempo gli scandalosi privilegi di cui costui gode?

14 – Grillo : dr.Jekyll e Mr.Hyde

A questo punto mi sto convincendo che esistano due volti del Nostro e che aveva ragione Alessandro Gilioli (A.G., Le due facce di Beppe Grillo, su Micromega) quando affermava che “ Ho pochi dubbi infatti che buona parte delle questioni sollevate prima da Grillo e poi dai suoi meet-up – fino al Movimento 5 Stelle – meritino ampia cittadinanza politica e … supporto. Sto parlando ad esempio delle battaglie per lo sviluppo e la libertà della Rete; di quelle per un nuovo ambientalismo realizzato in modo “glocal” dal basso; di quelle per un’ecologia della finanza e dell’economia capitalista in generale …; di quelle contro i privilegi e le perversioni clienteliste di buona parte della politica professionale (“casta”); di quelle per l’acqua pubblica, contro gli abusi edilizi, e anche di quelle contro i meccanismo censori, autocensori e distorsivi presenti nei media italiani.”

Gilioli metteva in evidenza anche il lato oscuro del personaggio Grillo:Quello dal linguaggio fascisteggiante che ironizza sui difetti fisici degli avversari politici; quello convinto che Pd e Pdl siano la stessa cosa..; quello che si rifiuta di firmare per il libero WiFi, perché l’iniziativa non l’ha lanciata lui; quello che si rifiuta di accettare qualsiasi domanda sulla sua condanna penale con un comunicato in stile sovietico lontanissimo dalla trasparenza dovuto da chiunque faccia politica; quello che non vuole rispondere a domande scomode perché lui (testuale) «è un monologhista»; quello infine che si è coltivato (anche) un’ampia area di seguaci fideistici e acritici, che ricoprono di insulti chiunque provi a mettere in discussione il loro guru.

Concordo che dentro il fenomeno Grillo ci sia del buono e del meno buono, dell’ottimo e del pessimo. Molti punti del suo programma sono condivisibili, anche se c’è bisogno di molto lavoro per tradurli in proposte concrete e attuabili; altri sono molto generici e fumosi e propongono soluzioni semplicistiche a problemi che sono molto complessi. 

Grillo e il suo movimento sono protagonisti affidabili per portare a compimento le sue battaglie? C’è chi si chiede come Gad Lerner (www.gadlerner.it/2012/04/15/la-commedia-di-beppe-grillo-trita-e-ritrita.html) se c’è qualcuno che affiderebbe tranquillamente a Grillo i destini della sua azienda o della sua famiglia. La domanda retorica implica però una certa sottovalutazione del fenomeno Grillo che non condividiamo.

Non è sufficiente né giusto dare a qualcuno o a un movimento l’etichetta di “antipolitica”, di anticasta”, di “populismo demagogico” o di “dilettantismo allo sbaraglio” per delegittimarne le idee e le proposte. Credo che abbia ragione Marco Travaglio quando rileva che  “i partitocrati seguitano a confondere le cause con gli effetti. Grillo l’hanno creato loro: rifiutando le sue proposte, asserragliandosi a palazzo, barricando porte e finestre, alzando i ponti levatoi per tenere lontani dalla politica i cittadini e rovesciando su di loro pentoloni d’olio, anzi di merda bollente”. (M.T: il Fatto 28 aprile 2012).

Più recentemente Gilioli, riprendendo sul suo blog la questione Grillo, concludeva che “si vuole davvero sfidare Grillo (e sperare che il futuro ci riservi qualcosa di meglio di un nuovo cesarismo carismatico-mediatico) non serve più a nulla rinfacciargli all’unanimità le coglionate che lui dice. Serve che la sinistra smetta di farle, le coglionate.”

Come si fa a non essere d’accordo con Gilioli?

15 – La “Biowashball economica” di Grillo

Mi preme sottolineare un ulteriore aspetto : scorrendo il programma del movimento 5 Stelle colpisce la frequenza con cui appaiono declinazioni dei verbi “vietare”, “abolire”, “eliminare”, “ridurre”. E’ la pars destruens del programma, quella più facile: quella che trova i maggiori e immediati consensi tra gli elettori delusi. C’è anche una pars construens, con alcune proposte molto suggestive sulla carta, ma enunciate in modo generico e che non si vede come possano essere tradotte in pratica, considerando la scarsità di risorse di cui il sistema Italia dispone e le prevedibili resistenze di lobbies e gruppi sociali. Adesso a Parma i 5Stelle si saranno presi anche i voti di farmacisti e tassinari e di varie partite IVA deluse dal “Cavalier Patonza”: che provino a far loro pagare le tasse e a togliere i vari privilegi per vedere che cosa succederà.

Per finire : come considerare l’ultima sparata – diciamo la “Biowashball economica” – di Grillo di “uscire dall’euro” («Sono per uscire dall’euro, con il minor danno possibile, e non pagare il debito pubblico o pagarne solo una parte».)? Bravo Grillo: lo spread salirebbe a mille, avremmo inflazione galoppante, immediata limitazione al prelievo di contante, divieto di esportare moneta, fallimenti a catena, stipendi pubblici non pagati, ecc. Grillo è mai stato in Argentina subito dopo il default di quel Paese?

Per fortuna Grillo non è presidente del Consiglio: invece il Movimento 5 Stelle, dopo il successo elettorale in alcune città, dovrà cominciare a misurarsi con i problemi concreti della gestione della cosa pubblica a livello locale : meno slogan, meno vaffa, e più lavoro per risolvere i problemi di amministrazione di una città.

Già un neo-sindaco del M5Stelle, appena eletto, ha detto che bisognerà aumentare le tasse locali, altro che “tasse=pizzo di stato” come denunciato da Grillo in Sicilia. Vogliamo poi vedere come se la caverà il nuovo sindaco di Parma del M5 Stelle alle prese con il mostruoso debito del suo comune e se riuscirà a pagare gli stipendi comunali anche dopo l’estate. Altro che slogan su “no all’inceneritore” senza sapere cosa fare della mondezza prodotta nel suo comune, “no tasse”, “no partiti”, “no banche”, ecc.

A tutti i nuovi amministratori del M5Stelle, adesso costretti ad abbandonare “chiacchiere e distintivo” per imparare il difficile mestiere di gestire la cosa pubblica, il nostro sincero in bocca la lupo.

16 – In principio fu Tavolazzi – Aggiornamenti su Grillo e M5Stelle

Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati a maggio.

Il Movimento 5Stelle aveva appena conquistato il comune di Parma e si faceva un gran parlare del neo sindaco Pizzarotti. Cui, a distanza di 6 mesi i sondaggi assegnano ancora il favore popolare.

In questi mesi cosa è successo di nuovo? Tre sono i fatti più significativi che riguardano il Movimento 5 Stelle : 

1 – la sua impetuosa crescita elettorale; 

2 – una campagna di stampa ostile al M5S;

3 – l’emergere di un significativo dissenso interno.

1 – Notevole è la crescita elettorale del M5S, testimoniata anche dal recente successo nelle elezioni regionali in Sicilia, dove il M5S è risultato il partito più votato. Si pensi che fino a poco fa la Sicilia appariva un feudo inattaccabile dei partiti di centro destra. 

Oggi i sondaggi sulle intenzioni di voto a livello nazionale collocano il M5S al secondo posto, con il 18-19%. La cosa sorprende fino ad un certo punto, considerando il cupio dissolvi che attraversa i partiti tradizionali e in particolare quelli di cdx.

Negli ultimi mesi il Movimento 5Stelle sembra ottenere consensi in particolare tra gli elettori delusi del PDL e dell’IDV, mentre l’emorragia di voti del PD in favore del M5S sembra essersi fermata. Anzi il PD – stando ai sondaggi più recenti – sta riguadagnando consensi. Sul PD attualmente confluiscono circa il 30% delle intenzioni di voto e sembra recuperare anche parte degli elettori di csx con una elevata propensione all’astensione o al voto di protesta.

Due stili a confronto : Grillo vs Saddam


Stando ai sondaggi delle ultime settimane, il M5S sembra aver raggiunto il top del consenso elettorale e sta registrando un certo ridimensionamento nelle intenzioni di voto.

La battuta di arresto delle “sorti magnifiche et progressive” del M5S sembra legato ai seguenti fattori.

2 – Le campagne di stampa delegittimanti. Giornali e canali TV legati al PDL e al mondo Berlusconiano hanno cominciato ad attaccare Grillo e il M5S ad ogni piè sospinto. In particolare si distinguono Il Giornale e il quotidiano Libero, preoccupati dall’emorragia di elettori pidiellini che stanno ingrossando quotidianamente le fila della curva sud di Grillo.

Grillo, con il collaudato metodo Boffo, viene attaccato soprattutto sul piano personale : sua figlia Luna, beccata con due dosi di coca, viene definita una “cocainomane” e Grillo fatto passare per genitore scellerato e disattento; la sua attuale moglie, fotografata con addosso una pelliccia, viene additata come una falsa animalista. Si denuncia, come fosse un crimine contro i precari e i disoccupati italiani, l’acquisto di una villa in Kenia per 300.000 euro, da parte della moglie dell’ex-comico.

Questi giornali accusano inoltre Grillo di avere un potere “monocratico” e di non tollerare il dissenso interno.

E’ singolare che tali argomentazioni vengano sostenute su giornali diretti da chi ha difeso, al di là di ogni senso del pudore, la gestione monocratica e aziendale del PDL da parte di Berlusconi; le sue innumerevoli leggi ad personam; il suo stile di vita da satrapo assiro-babilonese, cui faceva riscontro la dilagante degenerazione corruttiva della cosa pubblica. Giornali che hanno fatto ricorso al Metodo Boffo per attaccare sul piano personale – non solo gli avversari politici – ma chi dava sia pur timida prova di autonomia o dissenso : da Boffo, al direttore di Famiglia Cristiana, a Casini, a Follini, a Fini, alla Marcegaglia, a Montezemolo, a Della Valle, alla Prestigiacomo.

Panorama, il più diffuso settimanale italiano, di proprietà della Mondadori berlusconiana, rinfaccia a Grillo il suo presunto antisionismo, che sarebbe legato anche alle influenze esercitate dalla sua nuova moglie iraniana. L’ideologia del programma 5 stelle sarebbe per Panorama basato sull’idea complottista della triade “banche-massoneria- ebrei “che dominerebbe l’ordine economico mondiale. (“Grillo e la sindrome del complotto pluto-demo-giudaico”, 25-06-2012)

Anche dal PD si sono levate voci di critica nei confronti del M5S, il cui programma viene accusato di inconsistenza e il linguaggio, usato da Grillo nei confronti della classe politica, secondo Bersani ricorderebbe il fascismo: “ Frasi del tipo: ‘siete dei cadaveri ambulanti, vi seppelliremo vivi’ e così via, sono le frasi di un linguaggio fascista, così come lo abbiamo conosciuto in Italia”. La denuncia di Bersani ha innescato dure reazioni da parte di Grillo : “a Bersani non mi sognerei mai di dare del fascista, gli imputo invece di aver agito in accordo con ex fascisti e piduisti per un ventennio, spartendo insieme a loro anche le ossa della Nazione”.

3 – L’emergere di un dissenso interno. In principio fu Tavolazzi. Poi vennero Favia, Federica Salsi e Biolè.

Qualche settimana fa a “Piazzapulita” su La 7 viene mandato un fuorionda, in cui uno dei più autorevoli esponente del M5S, il consigliere regionale emiliano Favia denunciava la mancanza di democrazia all’interno del Movimento (vd. Anche IL SOLE 24 ORE Il fuorionda di Favia scuote i grillini: «Grillo padre padrone nel M5s la democrazia non esiste» 7 settembre 2012).

Nel fuorionda registrato in una pausa caffè al bar, Favia attacca senza mezzi termini il guru Casaleggio : «prende per il c… tutti perché da noi la democrazia non esiste. Grillo é un istintivo, lo conosco bene, non sarebbe mai stato in grado di pianificare una cosa del genere. … c’é una mente freddissima molto acculturata molto intelligente dietro, che di organizzazione, di dinamiche umane, di politica se ne intende».

Poi proseguiva Favia : «Il problema è su – spiega – Quindi o si levano dai c….. oppure il movimento gli esploderà in mano. Ma loro stavano già andando in crisi con questo aumento di voti. Come si sono salvati? Con divieto di andare in tv. Io con Santoro me la sono cavata, ma applicando un veto. Ho preso anche l’applauso ma mi è anche costato dire quello che non pensavo”.

Dal M5S si sono levate subito polemiche e insulti contro “l’ingrato e traditore” Favia. C’è chi accusa Favia si avere “concordato” il fuorionda.

Favia nei giorni successivi tenta di spiegare, di fare dei distinguo, di recuperare. «Se di questi ed altri dubbi non ne parlavo in pubblico, è perché … avevo ed ho fiducia nel superamento di queste criticità, come abbiamo sempre fatto in questi anni, evolvendoci costantemente; è stato un grave errore lasciarmi andare ad uno sfogo privato e scomposto, rubato da un cronista di cui mi ero fidato» . Ma ormai la frittata è fatta e il re è nudo.

Subito gli organi di informazione legati ai partiti tradizionali si sono buttati a corpo morto sulla vicenda, evidenziando che già nel recente passato Grillo aveva espulso Tavolazzi, uno dei maggiori esponente del M5S emiliano e consigliere comunale a Ferrara, il primo a sollevare la questione della democrazia interna. Grillo si era opposto all’utilizzazione di Tavolazzi da parte del sindaco Pizzarotti, che avrebbe voluto come direttore generale del comune di Parma : la ricusazione della candidatura poi è stata giustificata con mancanza dei requisiti di legge, dato che l’ing.Tavolazzi non aveva una laurea in economia o giurisprudenza.

E a luglio l’espulso Tavolazzi aveva mandato una lettera aperta a Grillo denunciando il deficit di democrazia interna e il rischio“che il progetto politico del Movimento sia … un esperimento di marketing politico”. E poi gli chiede “Tra un anno in Parlamento cosa portiamo, i post del tuo blog su economia e diritti civili?” (Il Fatto Quotidiano, 17 luglio 2012).

Dopo le esternazioni carpite a Favia, giornali e TV cercano di intervistare esponenti del M5S, nonostante la fatwa pronunciata da Grillo nei confronti dei giornalisti e dei talk show. Grillo teme soprattutto il famoso “tritacarne mediatico” con il quale i grillini, non abituati alla comunicazione TV e al confronto con i vecchi marpioni dei talk show, verrebbero fatti a polpette.

Federica Salsi e Grillo

Qualche giorno fa Ballarò riesce a portare in trasmissione Federica Salsi, consigliera comunale di Bologna del M5S. Federica dice la sua, ma non esce benissimo dal confronto TV. Grillo attacca la Salsi con linguaggio che alcuni ritengono tipicamente maschilista : “La tv è il vostro punto G” ; “Il solito quarto d’ora di celebrità descritto da Warhol che dà l’orgasmo ai parenti che guardano da casa“” (titolo de il Fatto Quotidiano).

Nei giorni successivi il popolo grillino si scatena contro la Salsi e qualcuno commenta in assemblea “p…na era e p..na rimane” (TGCOM 24) . Gli altri due consiglierei del M5S si siedono lontano da lei durante le sedute del consiglio comunale in segno di dissenso. Nonostante gli attacchi, la Salsi riottiene la fiducia della sua base locale e si difende : “Ritengo importante far conoscere la collegialità del nostro movimento. … Il movimento è uno e spero che vada avanti unito anche con opinioni diverse e ritengo sia doveroso avere un confronto anche su opinioni diverse. Sono andata a Ballarò perché credo sia importante far conoscere il lavoro collegiale del Movimento. I dissapori sul piano personale rimangono, ma dobbiamo risolverli tra noi, confrontandoci. Non devono interferire con il nostro lavoro di eletti” (da Polisblog).

Ma Grillo non demorde e cerca di delegittimare il consenso ottenuto dalla Salsi a Bologna “I giornalisti- scrive Grillo sul suo blog – insistono con la fiducia a questo o a quell’altro esponente del M5S data con l’applausometro o con il voto per alzata di mano di poche decine di persone, la cui l’iscrizione al M5S non viene certificata formalmente“. E aggiunge che “la fiducia va gestita in modo formale. Non siamo all’asilo mariuccia, cari pennivendoli”. (La Repubblica, 16 novembre 2012)

favia e grillo

Favia prende però le difese della Salsi «Chi l’ha insultata sono tre deficienti» (Corriere della Sera, 15 novembre 2012). Favia dice – a propositi dei grillini dell’ultim’ora che vorrebbero la talebanizzazione del movimento– che “forse scambiano Grillo per Pancho Villa o Zapata …Noi non abbiamo leader a cui ispirarci, i leader siamo noi cittadini…

Nei giorni scorsi l’avvocato di Grillo, Michelangelo Montefusco, comunica al consigliere regionale piemontese 5Stelle Fabrizio Biolè la decisione di Grillo “di revocare l’autorizzazione all’utilizzo da parte Sua del nome e del marchio del Movimento 5 Stelle di cui egli è esclusivo titolare, invitandola a volersi astenere, per il futuro, dal qualificare la sua azione politica come riferibile al Movimento stesso o, più in generale, come ispirata dalla persona del mio cliente“. Siamo ormai giunti alla democrazia tramite avvocati.

Biolè secondo molti pagherebbe il suo appoggio a Federica Salsi ( «Trovo degradante e irrispettoso – aveva dichiarato Biolè commentando la battuta sul punto G – l’aver traslato la critica dal piano di merito a quello di attacco machista»). (Il Messaggero, Grillo caccia dal M5S il consigliere piemontese Biolè, 12 novembre 2012). Il motivo ufficiale addotto da Grillo invece sottolinea che Biolè ha già ricoperto due mandati come consigliere comunale in provincia di Cuneo.

17 – M5S come Scientology?

Federica Salsi ha affermato che il M5S corre il rischio di diventare una setta come Scientology. Nelle sette di norma un leader supremo o una oligarchia detta e modifica le regole a piacere, giudica chi le infrange e adotta le sanzioni nei confronti dei dissidenti. Altro che separazione dei poteri.  Luca Telese su PubblicoGiornale il 7 settembre 2012 pubblica un interessante ariticolo  dal titolo “Da Scientology a Casaleggiology” che qui riportiamo per sommi capi.

Mentre alcuni ultras sui social network scatenano il prevedibile cliché di ingiurie (Favia opportunista, Favia carrierista, Favia agente della Spectre nel M5s), molti intuiscono il dramma interiore del più brillante dirigente grillino apparso sulla scena fino ad ora.” Favia secondo telese si sarebbe tolto un bel peso dallo stomaco, dicendo ciò che molti grillini mormorano e cioè che il “Re è Nudo”, ovvero “che in mezzo alla bella storia di volontariato e di passione dei militanti del M5s è nata una piccola web-setta, una Scientology Casaleggina, con tanto di tecnostrutture e vangeli video per annunciare profezie millenariste“.

Grillo e Casaleggio

Adesso non sarà più un segreto il fatto che la Casaleggio usava la rete (anche) per orientare il movimento (e le sue scelte) sotto la facciata della democrazia diretta. La balla sul “carrierismo” di Favia, dunque serve a nascondere la verità sull’eterodirezione di Casaleggio. E anche il fatto che fra il web manager-spin doctor e i ragazzi eletti (soprattutto quelli dell’Emilia Romagna) esisteva da mesi un conflitto sotterraneo. Il web era utilizzato dalla Casaleggio e associati come strumento di pressione. Forse persino sul leader del movimento, se é vera la ricerca che ha rivelato l’esistenza di un iscritto fake su due fra i followers di Grillo.”

Telese ritiene non sia un caso che la lotta per il controllo del M5s deflagri proprio Emilia Romagna, dove il movimento si è maggiormente consolidato ed ha una maggiore presenza istituzionale.  I tentativi di controllo  da parte del duo Grillo-Casaleggio sarebbe stata “confermata ieri anche da Sonia Alfano, ex beniamina del movimento ai tempi delle europee, e poi oggetto di una campagna di web-fango dopo la rottura con Casaleggio, subito spostata (sempre da lui) anche su beppegrillo.it“.

Telese ricorda alcuni fatti che riguardano il movimento emiliano : “Andrea De Franceschi, consigliere regionale, viene crocifisso sul tema cruciale dei rimborsi ai giornali. Poi lo stesso Favia, viene fatto oggetto di attacchi via web che lo accusano, nientemeno di “Berlusconismo”. Il terzo scossone è l’espulsione di Valentino Tavolazzi consigliere comunale a Ferrara, accusato di voler “partitizzare” il movimento.

Quindi c’è la vicenda di Maurizio Pallante economista, che scrive il programma dei grillini sui temi dell’energia, ignorando il dibattito accesissimo sul web. Se ne va pure lui e tra i Grillini si ripete l’adagio immortale di Pietro Nenni, secondo cui in tutte le sinistre “c’è sempre uno più puro che ti epura“. 

In seguito Grillo emana il divieto tassativo agli aderenti al movimento di andare in TV e nei talk show, cosa tuttavia mai scritta nello statuto del Movimento.  Telese rievoca a proposito la dinamica che opponeva massimalisti e riformisti nell’antico partito socialista di un secolo fa : riformisti negli organi elettivi e massimalisti a dirigere il partito il cui organo di stampa,l’Avanti, era diretto  nientemeno che da Benito Mussolini.
Il giornalista conclude che mentre gente come Favia e Tavolazzi ci hanno messo la faccia, Casaleggio ci si è arricchito, gestendo una web-setta “con geniale scaltrezza“.

Per farsi un’idea del Casaleggio-pensiero si veda il video millenarista pubblicato sul sito della sua società e visibile anche su you tube.http://youtu.be/sV8MwBXmewU

 

18 – Le “Parlamentarie” e la damnatio memoriae 

L’idea di democrazia della rete propugnata da Grillo e dai suoi si è tradotta anche nella pratica della “parlamentarie”. Queste consentirebbero la scelta “democratica” via WEB dei candidati alle prossime elezioni al Parlamento. Il costo economico di questa operazione ha l’indubbio vantaggio di essere molto basso, ma taglia fuori chi non ha dimestichezza con i computer e Internet. 

Molti fanno osservare che i voti espressi in rete vanno a finire sui server di Casaleggio. I voti vengono controllati dal suo staff e non da un’autorità di controllo indipendente. Non si capisce come gli elettori del movimento possano controllare se i voti vengano conteggiati correttamente oppure no.

D’altro canto questa modalità riflette in pieno il carattere di “democrazia monarchica” che vige all’interno del M5S. Questa non sembra discostarsi molto dall’idea berlusconiana della democrazia all’interno del partito : voi discutete pure liberamente, ma alla fine decide sempre il capo e chi non è d’accordo viene messo alla porta. E magari additato al pubblico ludibrio. Fini da un lato, con la casa di Montecarlo; la Salsi dall’altro, con il punto G.

La Salsi, è cronaca recente, viene addirittura cancellata dagli elenchi degli eletti del M5Stelle : ormai si ritorna alla damnatio memoriae degli imperatori romani o dei faraoni d’Egitto.

 

19 – Il linguaggio “testicolare” del democratico Grillo. Per la serie : a chi osa darmi del violento spaccherò tutti i denti.

Molti comunicatori si aiutano con il linguaggio del corpo e gesticolano. Da noi invece invece “testicolano”. 

A un Alfano che esprimeva perplessità sulla eventuale ricandidatura di Marcello Dell’Utri che ha all’attivo alcune condanne – non definitive – per contiguità alla mafia, il bibliofilo Dell’Utri rispondeva che “Alfano non ha le palle”. In pratica gli dava del “quaquaraquà”, che in Trinacria non è proprio un bel complimento. 

L’ex-comico genovese, prendendo letteralmente la palla al balzo, due giorni fa in video comunicava al popolo del M5S che chi ritenesse che Grillo e Casaleggio siano poco democratici, abbiano manipolato le “parlamentarie” e si mettano in tasca i soldi degli eletti del Movimento “se ne deve andare fuori dalle palle”. E con due righe in un post ha espulso Favia e la Salsi. Come a dire : chi mi dà del violento, si beccherà un pugno in faccia.

I giornali fiancheggiatori del PDL berlusconiano hanno applicato negli ultimi tempi il famigerato “metodo Boffo” contro chi assumeva posizioni scomode per il padrone delle ferriere. Gli ultimi episodi suggeriscono che Grillo, dal canto suo, stia applicando il metodo Tavolazzi (per uomo) e il Punto G (per signora).

Grillo fuori dalle palle

Un Grillo sempre più muscolare manda i dissidenti “fuori dalle palle”

 

_.

Per chi volesse farsi direttamente un’idea di quanto di buono e di meno buono, di specifico o di troppo generico, di concreto o di velleitario ci sia nel programma del Movimento creato da Grillo, alleghiamo il programma del M5S, così come appare nel suo blog. Speriamo solo che Grillo non chieda di oscurare il nostro blog con la scusa della violazione del copyright.

Programmada http://www.beppegrillo.com

STATO E CITTADINI

L’organizzazione attuale dello Stato è burocratica, sovradimensionata, costosa, inefficiente.

Il Parlamento non rappresenta più i cittadiniche non possono scegliere

il candidato, ma solo il simbolo del partito. La Costituzione non è applicata. I partiti si sono

sostituiti alla volontà popolare e sottratti al suo controllo e giudizio.

Abolizione delle province

Accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti

Abolizione del Lodo Alfano

Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico

Riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica

Eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione

dopo due anni e mezzo

Divieto per i parlamentari di esercitare un’altra professione durante il mandato

Stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali

Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato)

Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati

Partecipazione diretta a ogni incontro pubblico da parte dei cittadini via web,

come già avviene per Camera e Senato

Abolizione delle Authority e contemporanea introduzione di una vera class action

Referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum

Obbligatorietà della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa

popolare

Approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria

Leggi rese pubbliche on line almeno tre mesi prima delle loro approvazione per ricevere i

commenti dei cittadini.

ENERGIA

Se venisse applicata rigorosamente la legge 10/91, per riscaldare gli edifici

si consumerebbero 14 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato

calpestabile all’anno. In realtà se ne consumano di più. Dal 2002 la legge tedesca, e più di

recente la normativa in vigore nella Provincia di Bolzano, fissano a 7 litri di gasolio, o metri

cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno il consumo massimo consentito nel

riscaldamento ambienti. Meno della metà del consumo medio italiano. Utilizzando

l’etichettatura in vigore negli elettrodomestici, nella Provincia di Bolzano questo livello

corrisponde alla classe C, mentre alla classe B corrisponde a un consumo non superiore a 5

litri di gasolio, o metri cubi di metano, e alla classe A un consumo non superiore a 3 litri di

gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato all’anno. Nel riscaldamento degli ambienti,

una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2, anche per evitare le

sanzioni economiche previste dal trattato di Kyoto nei confronti dei Paesi inadempienti, deve

articolarsi nei seguenti punti:

Applicazione immediata della normativa, già prevista dalla legge 10/91 e prescritta dalla

direttiva europea 76/93, sulla certificazione energetica degli edifici

Definizione della classe C della provincia di Bolzano come livello massimo di consumi per la

concessione delle licenze edilizie relative sia alle nuove costruzioni, sia alle ristrutturazioni di

edifici esistenti

Riduzione di almeno il 10 per cento in cinque anni dei consumi energetici del patrimonio

edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziare per gli inadempienti

Agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative per i contratti di

ristrutturazioni energetiche col metodo esco (energy service company), ovvero effettuate a

spese di chi le realizza e ripagate dal risparmio economico che se ne ricava

Elaborazione di una normativa sul pagamento a consumo dell’energia termica nei condomini,

come previsto dalla direttiva europea 76/93, già applicata da altri Paesi europei.

Il rendimento medio delle centrali termoelettriche dell’Enel si attesta intorno al 38%. Lo

standard con cui si costruiscono le centrali di nuova generazione, i cicli combinati, è del

55/60%.

La co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, con utilizzo del calore nel luogo di

produzione e trasporto a distanza dell’energia elettrica, consente di utilizzare il potenziale

energetico del combustibile fino al 97%. Le inefficienze e gli sprechi attuali nella produzione

termoelettrica non sono accettabili né tecnologicamente, né economicamente, né moralmente,

sia per gli effetti devastanti sugli ambienti, sia perché accelerano l’esaurimento delle risorse

fossili, sia perché comportano un loro accaparramento da parte dei Paesi ricchi a danno dei

Paesi poveri. Non è accettabile di per sé togliere il necessario a chi ne ha bisogno, ma se poi si

spreca, è inconcepibile. Per accrescere l’offerta di energia elettrica non è necessario costruire

nuove centrali, di nessun tipo. La prima cosa da fare è accrescere l’efficienza e ridurre gli

sprechi delle centrali esistenti, accrescendo al contempo l’efficienza con cui l’energia prodotta

viene utilizzata dalle utenze (lampade, elettrodomestici, condizionatori e macchinari industriali).

Solo in seguito, se l’offerta di energia sarà ancora carente, si potrà decidere di costruire nuovi

impianti di generazione elettrica. Nella produzione di energia elettrica e termica, una politica

energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2 anche accrescendo l’offerta, deve

articolarsi nei seguenti punti:

Potenziamento e riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termoelettriche esistenti

Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica con tecnologie che utilizzano le fonti

fossili nei modi più efficienti, come la co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a partire

dagli edifici più energivori: ospedali, centri com-merciali, industrie con processi che utilizzano calore

tecnologico, centri sportivi ecc.

Estensione della possibilità di riversare in rete e di vendere l’energia elettrica anche agli impianti

di micro-cogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW

Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica estendendo a tutte le fonti

rinnovabili e alla micro-cogenerazione diffusa la normativa del conto energia, vincolandola ai kW

riversati in rete nelle ore di punta ed escludendo i chilowattora prodotti nelle ore vuote

Applicazione rigorosa della normativa prevista dai decreti sui certificati di efficienza energetica,

anche in considerazione dell’incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili

che essi comportano

Eliminazione degli incentivi previsti dal CIP6 alla combustione dei rifiuti in base al

loro inserimento, privo di fondamento tecnico-scientifico, tra le fonti rinnovabili

Legalizzazione e incentivazione della produzione di biocombustibili, vincolando all’incremento

della sostanza organica nei suoli le produzioni agricole finalizzate a ciò

Incentivazione della produzione distribuita di energia termica con fonti rinnovabili, in particolare

le biomasse vergini, in piccoli impianti finalizzati all’autoconsumo, con un controllo rigoroso del

legno proveniente da raccolte differenziate ed esclu-dendo dagli incentivi la distribuzione a

distanza del calore per la sua inefficienza e il suo impatto ambientale

Incentivazione della produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici.

INFORMAZIONE

L’informazione è uno dei fondamenti della democrazia e della sopravvivenza individuale. Se il

controllo dell’informazione è concentrato in pochi attori, inevitabilmente si manifestano derive

antidemocratiche. Se l’informazione ha come riferimenti i soggetti economici e non il cittadino, gli

interessi delle multinazionali e dei gruppi di potere economico prevalgono sugli interessi del

singolo. L’informazione quindi è alla base di qualunque altra area di interesse sociale. Il cittadino

non informato o disinformato non può decidere, non può scegliere. Assume un ruolo di

consumatore e di elettore passivo, escluso dalle scelte che lo riguardano.

Le proposte:

Cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano

Eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche

Nessun canale televisivo con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da

alcun soggetto privato, l’azionariato deve essere diffuso con proprietà massima del 10%

Le frequenze televisive vanno assegnate attraverso un’asta pubblica ogni cinque anni

Abolizione della legge del governo D’Alema che richiede un contributo dell’uno per cento sui

ricavi agli assegnatari di frequenze televisive

Nessun quotidiano con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun

soggetto privato, l’azionariato diffuso con proprietà massima del 10%

Abolizione dell’Ordine dei giornalisti

Vendita ad azionariato diffuso, con proprietà massima del 10%, di due canali televisivi pubblici

Un solo canale televisivo pubblico, senza pubblicità, informativo e culturale,indipendente dai

partiti

Abolizione della legge Gasparri

Copertura completa dell’ADSL a livello di territorio nazionale

Statalizzazione della dorsale telefonica, con il suo riacquisto a prezzo di costo da Telecom Italia,

e l’impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi competitivi ad ogni operatore

telefonico

Introduzione dei ripetitori Wimax per l’accesso mobile e diffuso alla Rete

Eliminazione del canone telefonico per l’allacciamento alla rete fissa

Allineamento immediato delle tariffe di connessione a Internet e telefoniche a quelle europee

Tetto nazionale massimo del 5% per le società di raccolta pubblicitaria facenti capo a un singolo

soggetto economico privato

Riduzione del tempo di decorrenza della proprietà intellettuale a 20 anni

Abolizione della legge Urbani sul copyright

Divieto della partecipazione azionaria da parte delle banche e di enti pubblici o para pubblici a

società editoriali

Depenalizzazione della querela per diffamazione e riconoscimento al querelato dello stesso

importo richiesto in caso di non luogo a procedere (importo depositato presso il tribunale in

anticipo in via cautelare all’atto della querela)

Abolizione della legge Pisanu sulla limitazione all’accesso wi fi.

ECONOMIA

Introduzione della class action

Abolizione delle scatole cinesi in Borsa

Abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società

quotate

Introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate

Abolizione della legge Biagi

Impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente

mercato interno

Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale

Introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una

compartecipazione alle eventuali perdite

Impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessa società se

questa si è resa responsabile di gravi reati

Impedire l’acquisto prevalente a debito di una società (es. Telecom Italia)

Introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle

aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato

Abolizione delle stock option

Abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset,

Ferrovie dello Stato

Allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi

europei

Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e

con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai

servizi senza bisogno di intermediari

Vietare la nomina di persone condannate in via definitiva (es. Scaroni all’Eni) come

amministratori in aziende aventi come azionista lo Stato o quotate in Borsa

Favorire le produzioni locali

Sostenere le società no profit

Sussidio di disoccupazione garantito

Disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es.distributori di acqua in bottiglia).

TRASPORTI

Disincentivo dell’uso dei mezzi privati motorizzati nelle aree urbane

Sviluppo di reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana ed extra urbana

Istituzione di spazi condominiali per il parcheggio delle biciclette

Istituzione dei parcheggi per le biciclette nelle aree urbane

Introduzione di una forte tassazione per l’ingresso nei centri storici di automobili private con un

solo occupante a bordo

Potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e dei mezzi pubblici a uso individuale (car

sharing) con motori elettrici alimentati da reti

Blocco immediato del Ponte sullo Stretto

Blocco immediato della Tav in Val di Susa

Proibizione di costruzione di nuovi parcheggi nelle aree urbane

Sviluppo delle tratte ferroviarie legate al pendolarismo

Copertura dell’intero Paese con la banda larga

Incentivazione per le imprese che utilizzano il telelavoro

Sistema di collegamenti efficienti tra diverse forme di trasporto pubblici

Incentivazione di strutture di accoglienza per uffici dislocati sul territorio collegati a Internet

Incentivazione dei mercati locali con produzioni provenienti dal territorio

Corsie riservate per i mezzi pubblici nelle aree urbane

Piano di mobilità per i disabili obbligatorio a livello comunale.

SALUTE

L’Italia è uno dei pochi Paesi con un sistema sanitario pubblico ad accesso universali. Due fatti

però stanno minando alle basi l’universalità e l’omogeneità del Servizio Sanitario Nazionale: la

devolution, che affida alle Regioni l’assistenza sanitaria e il suo finanziamento e accentua le

differenze territoriali, e la sanità privata che sottrae risorse e talenti al pubblico. Si tende inoltre ad

organizzare la Sanità come un’azienda e a far prevalere gli obiettivi economici rispetto a quelli di

salute e di qualità dei servizi.

GRATUITÀ DELLE CURE ED EQUITÀ DI ACCESSO

Garantire l’accesso alle prestazioni essenziali del Servizio Sanitario Nazionale universale e

gratuito

Ticket proporzionali al reddito per le prestazioni non essenziali

Monitorare e correggere gli effetti della devolution sull’equità d’accesso alla Sanità

FARMACI

Promuovere l’uso di farmaci generici e fuori brevetto, equivalenti e meno costosi rispetto ai

farmaci “di marca” (che in Italia costano spesso di più che all’estero) e più sicuri rispetto ai

prodotti di recente approvazione

Prescrizione medica dei principi attivi invece delle marche delle singole specialità (come

avviene ad esempio in Gran Bretagna)

INFORMAZIONE

Programma di educazione sanitaria indipendente pubblico e permanente sul corretto uso dei

farmaci, sui loro rischi e benefici

Politica sanitaria nazionale di tipo culturale per promuovere stili di vita salutari e scelte di consumo

consapevoli per sviluppare l’autogestione della salute (operando sui fattori di rischio e di protezione

delle malattie) e l’automedicazione semplice

Informare sulla prevenzione primaria (alimentazione sana, attività fisica, astensione dal fumo) e

sui limiti della prevenzione secondaria (screening, diagnosi precoce, medicina predittiva),

ridimensionandone la portata, perché spesso risponde a logiche commerciali

Sistema di misurazione della qualità degli interventi negli ospedali (tassi di successo, mortalità,

volume dei casi trattati ecc.) di pubblico dominio

MEDICI

Proibire gli incentivi economici agli informatori “SCIENTIFICI” sulle vendite dei farmaci

Separare le carriere dei medici pubblici e privati, non consentire a un medico che lavora in

strutture pubbliche di Operare nel privato

Incentivazione della permanenza dei medici nel pubblico, legandola al merito con tetti massimi

alle tariffe richieste in sede privata

Criteri di trasparenza e di merito nella promozione dei primari

ORGANIZZAZIONE

Liste di attesa pubbliche e on line

Istituzione di centri unici di prenotazione on line

Convenzioni con le strutture private rese pubbliche e on line

Investire sui consultori familiari

Limitare l’influenza dei direttori generali nelle ASL e negli ospedali attraverso la reintroduzione

dei consigli di amministrazione

LOTTA PER IL DOLORE

Allineare l’Italia agli altri Paesi europei e alle direttive dell’Organizzazione

Mondiale della Sanità (OMS) nella lotta al dolore. In particolare per l’uso degli oppiacei (morfina e

simili)

RICERCA

Possibilità dell’8 per mille alla ricerca medico-scientifica

Finanziare la ricerca indipendente attingendo ai fondi destinati alla ricerca militare

Promuovere e finanziare ricerche sugli effetti sulla salute, in particolare legate

alle disuguaglianze sociali e all’inquinamento ambientale dando priorità ai ricercatori indipendenti

Promuovere la ricerca sulle malattie rare e spesare le cure all’estero in assenza di strutture

nazionali

Introdurre, sulla base delle raccomandazioni dell’OMS, a livello di Governo centrale e regionale,

la valutazione dell’impatto sanitario delle politiche pubbliche, in particolare per i settori dei

trasporti, dell’urbanistica, dell’ambiente, del lavoro e dell’educazione

AMMINISTRATORI PUBBLICI

Eliminazione degli inceneritori

Introduzione del reato di strage per danni sensibili e diffusi causati dalle politiche locali e

nazionali che comportano malattie e decessi nei cittadini nei confronti degli amministratori

pubblici (ministri, presidenti di Regione, sindaci, assessori).

ISTRUZIONE

Abolizione della legge Gelmini

Diffusione obbligatoria di Internet nelle scuole con l’accesso per gli studenti

Graduale abolizione dei libri di scuola stampati, e quindi la loro gratuità, con l’accessibilità via

Internet in formato digitale

Insegnamento obbligatorio della lingua inglese dall’asilo

Abolizione del valore legale dei titoli di studio

Risorse finanziarie dello Stato erogate solo alla scuola pubblica

Valutazione dei docenti universitari da parte degli studenti

Insegnamento gratuito della lingua italiana per gli stranieri(obbligatorio in caso di richiesta di

cittadinanza)

Accesso pubblico via Internet alle lezioni universitarie

Investimenti nella ricerca universitaria

Insegnamento a distanza via Internet

Integrazione Università/Aziende

Sviluppo strutture di accoglienza degli studenti

 

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Strani incontri sulla via di Damasco – Ovvero tre “insospettabili comunisti” : un giornalista esodato, un dandy liberale, una ex-spia della CIA.

Posted by pocavista su 1 febbraio 2013

Sulla via di Damasco non c’è solo San Paolo?   1 – Vittorio Feltri, ex direttore di Libero e “ direttore esodato” de Il Giornale per fare posto a Sallusti; nel tempo libero, manganellatore mediatico di punta del “Popolo dell’Amore”. Giornalista di cui non si ricorda un sorriso in pubblico a memoria d’uomo. 

Durante la trasmissione radio “La Zanzara”, Vittorio Feltri non fa sconti al Pdl parlando delle sue liste elettorali “pulite”: “Mi fanno venire i conati di vomito, Berlusconi ha ricandidato i soliti. Mi sono saltati agli occhi i nomi di una decina di mignotte”.

 

sallusti e feltri

Il direttore in carica e il direttore “esodato” , Sallusti e Feltri

2 . Oscar Giannino, candidato premier liberal-liberista di “Fermare il Declino”, già autorevole fustigatore della sinistra e dei sindacati, da solo o in coppia con Brunetta alla Versiliana (inteso come ex-ministro e non come cantante dei Ricchi e e Poveri).

Comunicato stampa di “Fermare il Declino” “Giannino: Incomponibile abisso, Berlusconi parla a vanvera.” “ Anche oggi, giornata della memoria, si dimostra incomponibile l’abisso tra un politico europeo come la Merkel, con le sue parole sulla responsabilità perenne della Germania e l’elogio del duce fatto da Berlusconi. Vergogna eterna a chi parla a vanvera

 

giannino oscar 1

Oscar Giannino : una vita per il guardaroba

3 . Giuliano Ferrara, figlio del vecchio dirigente PCI Maurizio Ferrara, già giovane comunista, già socialista craxiano, già spia della CIA (per sua stessa ammissione su Il Foglio) per conto della quale spiava Craxi, già portavoce del governo forzitaliota di Berlusconi, già esegeta della mutanda al teatro Dal Verme per celebrare la libertà di bunga bunga di Berlusconi.

L’attuale direttore di una testata semiclandestina di destra come “Il Foglio”, ha dichiarato di recente: “Io Berlusconi lo voto, ma non mi faccio fregare dalle balle che racconta”. La domanda sorge spontanea: come può uno ritenuto sveglio come Giuliano Ferrara votare un anziano che “racconta balle”? 

Risposta : se non ti senti parte della schiera delle “mignotte” di cui parla Feltri, se riesci a non arrossire quando difendi “chi parla a vanvera” e non fai parte degli ultras milanisti euforici per l’acquisto elettorale di Balotelli, forse sei vittima di una patologica avversione nei confronti di ciò che ha segnato la tua gioventù e che ti costringe al servizio del “Lato Oscuro della Forza”.

 

ferrara-foto-elefante-01

Ferrara, una vita per la mutanda

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La Saga dei “delequamente attemperati”. La neolingua dell’on.Razzi.

Posted by pocavista su 8 ottobre 2012

In questo blog ci siamo già occupati più volte dell’on.Razzi. Onorevole perchè qualcuno – come Di Pietro – ha avuto la bella idea di fallo eleggere al Parlamento nella circoscrizione estero. Una volta eletto – dopo aver denunciato tentativi di corruzione ai suoi danni per transitare nelle file della maggioranza che sosteneva il governo Berlusconi – in limine mortis (della legislatura, quando Berlusconi rischiava di essere messo in minoranza e Razzi di perdere il vitalizio) Razzi è accorso al capezzale di un governo agonizzate insieme a Scilipoi, Calearo e altri parlamentari “responsabili”.

Qualche giorno fa il nostro Razzi ha pronunciato un discorso in una lingua incomprensibile piena di strafalcioni. Questi sono i nostri rappresentanti. E poi c’è chi si lamenta se la Germania manifesta disagio a convivere con l’Italia dei Razzi, delle Minetti, dei Renzo Bossi, dei Belsito, dei Lusi e dei Fiorito.

Vedere per credere. Il video è ripreso da esposito.blogautore.espresso.repubblica.it

Coloro che volessero continuare a farsi del male possono dare un’occhiata ai post pubblicati a suo tempo su questo blog riguardanti l’epopea del mitico Razzi, ormai uno dei personaggi cult del nostro Parlamento, che non ha niente da invidiare a Scilipoti o Bossi.

Lacrime e vitalizi. La storia del mitico Razzi.

Parlamento voterà oppure no la fiducia alla manovra presentata da Monti? Quali saranno i criteri che i parlamentari seguiranno per valutare la manovra lacrime e sangue che colpirà lavoratori, pensionati, anziani e fasce più deboli della popolazione? 

Le sincere lacrime del Ministro Elsa Fornero mentre illustra la manovra

L’ineffabile on.Razzi, del quale riproponiamo di seguito l’edificante ritratto già pubblicato su questo blog, ci ha fornito un ulteriore prova dei criteri che guidano molti di coloro che fanno parte della casta degli “intoccabili”.

Ecco un video di un recentissimo colloquio con un suo collega parlamentare e fatto circolare su La7.



Inutile aggiungere che in Parlamento, in particolare dai banchi del PDL, si sono levate proteste non tanto per il comportamento di Razzi, quanto perchè un suo collega parlamentare si è permesso di registrare e diffondere le sue dichiarazioni.

I parlamentari del PDL chiedono un procedimento disciplinare per il parlamentare che “ha fatto la spia”, ma non per chi usa il Parlamento – e qui ci scusiamo se ricorriamo al linguaggio aulico di Razzi – “per farsi i cazzi propri“.

L’On. Alessandra Mussolini, tanta nipote di cotanto “nonno”, coglie qui l’occasione per scagliarsi sia contro l’on.Barbato, autore del video carpito segretamente a Razzi violandone la privacy, sia contro Fini che avrebbe tenuto bordone a Barbato. Per la cronaca la Mussolini – quando si dice la coerenza – è la stessa persona che ha fotografato di nascosto in Parlamento e denunciato al volgo la tresca semiclandestina Bocchino-Carfagna. Lavannare e vaiasse unite nella lotta alla privacy. 

L’Onorevole (si fa per dire) Razzi: chi era costui?

C’è un emigrato contro il quale è stato avviato un procedimento penale per uso personale dei fondi di un’associazione di emigrati che lui presiedeva. In breve : “scappato con la cassa”, secondo la definizione de “Il Fatto quotidiano”.

L’emigrato, impiegato amministrativo in una fabbrica di prodotti tessili e che si autodefinisce un “tessitore”, viene eletto in Parlamento nella circoscrizione “estero” con poche migliaia di voti. Per la precisione con l’ IDV per fare opposizione dura a Berlusconi.

A settembre 2010, l’ex- emigrato denuncia in TV un tentativo – da parte di un esponente della maggioranza di governo – di “comprarlo”.

Si è parlato anche di pagarmi il mutuo e darmi un posto nel governo, ma la proposta più concreta è stata la rielezione sicura”, afferma. Ma lui – proclama sdegnato – non si farà mai comprare da nessuno perchè ha una parola sola.

A dicembre, “tomo tomo, cacchio cacchio“,  costui lascia l’opposizione per entrare nelle schiere della maggioranza di governo insieme all’agopuntore Scilipoti. Vota e rivota la fiducia a Berlusconi. 

Intervistato al Tg3 :“Adesso che lei è qui a votare per la maggioranza, cosa si aspetta?”. E lui candidamente : “Un incarico di governo”. Quale? Come direbbe il Manzoni, lo “sciagurato rispose”: “Non importa, basta che vado al governo”. Si noti il disinvolto uso del congiuntivo, che lui probabilmente confonde con una malattia oftalmica.

(La scarsa frequentazione con l’Italiano sembra essere un requisito fondamentale per fare parte dell’Italia dei Valori : oltre a Di Pietro e Razzi, anche Barbato sembra vantare lo stesso eloquio forbito. Forse Di Pietro non vuole sentirsi solo)

Nel maggio 2011, l’ineffabile “tessitore” viene nominato consigliere personale del Ministro dell’Agricoltura Romano, come lui del gruppo di Iniziativa Responsabile. Inoltre diviene membro della VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione) e della XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea) del Parlamento Italiano.

Il soggetto in questione si chiama Antonio Razzi, che lascia perfino stupefacenti interviste radiofoniche come quella seguente. 

DA LIBERO TV – INTERVISTA DI RAZZI A LA ZANZARA SU RADIO 24 

E poi c’è chi non vuol dare la cittadinanza agli emigrati stranieri se non dimostrano di sapere l’italiano.

Conclusione : meglio lui o il Trota?

Quali competenze abbia costui per divenire consigliere personale del Ministro dell’Agricoltura, far parte della Commissione Cultura e della Commissione Politiche dell’Unione europea lascio a voi giudicare. Però lo stipendio da parlamentare se lo prende, con tutti i privilegi annessi e connessi.  

E adesso punta decisamente al vitalizio.

PS. domandina a Di Pietro : ma chi k…o porti in Parlamento? Dopo De Gregorio e Scilipoti, anche Razzi? E ci lamentiamo del Trota? 

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Lacrime e vitalizi. La vera storia dell’on.Razzi, uno dei “Responsabili” che hanno soccorso Berlusconi. Un video svela il suo reale pensiero sulla missione di Parlamentare.

Posted by pocavista su 16 dicembre 2011

Il Parlamento voterà oppure no la fiducia alla manovra presentata da Monti? Quali saranno i criteri che i parlamentari seguiranno per valutare la manovra lacrime e sangue che colpirà lavoratori, pensionati, anziani e fasce più deboli della popolazione? 

Le sincere lacrime del Ministro Elsa Fornero mentre illustra la manovra

L’ineffabile on.Razzi, del quale riproponiamo di seguito l’edificante ritratto già pubblicato su questo blog, ci ha fornito un ulteriore prova dei criteri che guidano molti di coloro che fanno parte della casta degli “intoccabili”.

Ecco un video di un recentissimo colloquio con un suo collega parlamentare e fatto circolare su La7.



Inutile aggiungere che in Parlamento, in particolare dai banchi del PDL, si sono levate proteste non tanto per il comportamento di Razzi, quanto perchè un suo collega parlamentare si è permesso di registrare e diffondere le sue dichiarazioni.

I parlamentari del PDL chiedono un procedimento disciplinare per il parlamentare che “ha fatto la spia”, ma non per chi usa il Parlamento – e qui ci scusiamo se ricorriamo al linguaggio aulico di Razzi – “per farsi i cazzi propri“.

L’On. Alessandra Mussolini, tanta nipote di cotanto “nonno”, coglie qui l’occasione per scagliarsi sia contro l’on.Barbato, autore del video carpito segretamente a Razzi violandone la privacy, sia contro Fini che avrebbe tenuto bordone a Barbato. Per la cronaca la Mussolini – quando si dice la coerenza – è la stessa persona che ha fotografato di nascosto in Parlamento e denunciato al volgo la tresca semiclandestina Bocchino-Carfagna. Lavannare e vaiasse unite nella lotta alla privacy. 

L’Onorevole (si fa per dire) Razzi: chi era costui?

C’è un emigrato contro il quale è stato avviato un procedimento penale per uso personale dei fondi di un’associazione di emigrati che lui presiedeva. In breve : “scappato con la cassa”, secondo la definizione de “Il Fatto quotidiano”.

L’emigrato, impiegato amministrativo in una fabbrica di prodotti tessili e che si autodefinisce un “tessitore”, viene eletto in Parlamento nella circoscrizione “estero” con poche migliaia di voti. Per la precisione con l’ IDV per fare opposizione dura a Berlusconi.

A settembre 2010, l’ex- emigrato denuncia in TV un tentativo – da parte di un esponente della maggioranza di governo – di “comprarlo”.

Si è parlato anche di pagarmi il mutuo e darmi un posto nel governo, ma la proposta più concreta è stata la rielezione sicura”, afferma. Ma lui – proclama sdegnato – non si farà mai comprare da nessuno perchè ha una parola sola.

A dicembre, “tomo tomo, cacchio cacchio“,  costui lascia l’opposizione per entrare nelle schiere della maggioranza di governo insieme all’agopuntore Scilipoti. Vota e rivota la fiducia a Berlusconi. 

Intervistato al Tg3 :“Adesso che lei è qui a votare per la maggioranza, cosa si aspetta?”. E lui candidamente : “Un incarico di governo”. Quale? Come direbbe il Manzoni, lo “sciagurato rispose”: “Non importa, basta che vado al governo”. Si noti il disinvolto uso del congiuntivo, che lui probabilmente confonde con una malattia oftalmica.

(La scarsa frequentazione con l’Italiano sembra essere un requisito fondamentale per fare parte dell’Italia dei Valori : oltre a Di Pietro e Razzi, anche Barbato sembra vantare lo stesso eloquio forbito. Forse Di Pietro non vuole sentirsi solo)

Nel maggio 2011, l’ineffabile “tessitore” viene nominato consigliere personale del Ministro dell’Agricoltura Romano, come lui del gruppo di Iniziativa Responsabile. Inoltre diviene membro della VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione) e della XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea) del Parlamento Italiano.

Il soggetto in questione si chiama Antonio Razzi, che lascia perfino stupefacenti interviste radiofoniche come quella seguente. 

DA LIBERO TV – INTERVISTA DI RAZZI A LA ZANZARA SU RADIO 24 

E poi c’è chi non vuol dare la cittadinanza agli emigrati stranieri se non dimostrano di sapere l’italiano.

Conclusione : meglio lui o il Trota?

Quali competenze abbia costui per divenire consigliere personale del Ministro dell’Agricoltura, far parte della Commissione Cultura e della Commissione Politiche dell’Unione europea lascio a voi giudicare. Però lo stipendio da parlamentare se lo prende, con tutti i privilegi annessi e connessi.  

E adesso punta decisamente al vitalizio.

PS. domandina a Di Pietro : ma chi k…o porti in Parlamento? Dopo De Gregorio e Scilipoti, anche Razzi? E ci lamentiamo del Trota? 

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Il premier frainteso. La hit parade delle celebri frasi del “migliore statista degli ultimi 150 anni.” Vota la tua frase preferita

Posted by pocavista su 13 novembre 2011

GAME OVER DELL’UTILIZZATORE FINALE

GAME OVER - da STOPCENSURA

VOTA LA TUA FRASE  PREFERITA

 

Berlusconi non sarà ricordato solo per :

  • le decine di Leggi ad personam che si è fatto o ha cercato di farsi approvare.

  • il gigantesco conflitto di interessi in cui ha impelagato l’Italia,

  • le bufale che raccontato in TV,

  • le barzellette che ha detto in giro, 

  • il bacio alla mano a Gheddafi, 

  • le gaffe fatte negli incontri internazionali,

  • il bunga bunga,

  • avere dato una mazzata alle finanze e alla credibilità internazione dell’Italia.

Alcuni lo ricorderanno anche per le sue frasi celebri.  Ve ne proponiamo una scelta.


L’IMPRENDITORE E LO STATISTA

  • Non entrerò mai in politica.

  • Scendo in campo per un nuovo miracolo italiano.

  • Conflitto di interessi? Venderò le mie TV

  • Delle TV sono ormai il “mero proprietario”.

  • Mi confronterò con lei quando avrà vinto tante Coppe dei Campioni quante ne ho vinte io con il Milan

  • Lo giuro sulla testa dei miei figli.

  • Sono l’unto del Signore.

  • Sono il miglior premier degli ultimi 150 anni.

  • Faccio il premier a tempo perso.

  • Me ne vado da questo Paese di merda.

  • Come sempre, sono stato frainteso.  

LA POLITICA

  • Con Bossi non prenderò più nemmeno un caffè.

  • La Casa delle Libertà. Il Polo del Buon Governo.

  • Faremo la rivoluzione liberale

  • Il premier in Italia non ha nessun potere.

  • Evadere è un diritto naturale che è nel cuore degli uomini.

IL GOVERNO DEL FARE

  • Meno tasse per tutti

  • Non metteremo mai le mani nelle tasche degli italiani.

  • Più lavoro per tutti

  • Stasera firmerò davanti al notaio un contratto con gli italiani

  • Il Ponte sullo Stretto si farà in tempi brevi

  • Farò votare una severa legge anti-corruzione

  • Rientreranno molti capitali con lo scudo fiscale per contribuire al rilancio dell’economia

  • E’ tutta colpa dell’euro.

  • Farò sparire la spazzatura da Napoli in tre giorni.

  • Abbiamo compiuto il miracolo della ricostruzione dell’Aquila

  • Candido Lampedusa al Nobel per la Pace.

I COMUNISTI

  • Prodi, un utile idiota dei comunisti.

  • I comunisti cinesi bollivano i bambini per farne concime.

  • La Costituzione è comunista

  • L’Economist è comunista.

  • D’Alema è comunista (!) 

LA CULTURA GENERALE

  • Romolo e Remolo

  • Mussolini non ha mai ammazzato nessuno, anzi mandava la gente in vacanza al confino.

  • Vorrei incontrare il padre dei fratelli Cervi

  • L’energia atomica, che nasce dalla scomposizione della cellula

I RAPPORTI INTERNAZIONALI

  • Non chiamo Gheddafi per non disturbarlo.

  • La proporrò per il ruolo di kapò. (A Schulz, europarlamentare tedesco)

  • Siete turisti della democrazia (al Parlamento Europeo)

  • L’Islam è una civiltà inferiore.

  • Sarkozy ha imparato da me

  • Obama è bello, giovane e abbronzato.

  • La Merkel è una culona inchiavabile.

LA MALAVITA ORGANIZZATA

  • La mafia, poche centinaia di persone.

  • La trasmissione “La Piovra” rovina l’immagine dell’Italia all’estero.

  • Chi scrive di mafia lo strangolerei con le mie mani.

  • Mangano (lo stalliere mafioso) si comportava bene; prendeva la comunione nella cappella di Arcore.

LA GIUSTIZIA

  • Previti è un perseguitato.

  • Tutti sono uguali di fronte alla legge, ma io sono un po’ più uguale degli altri.

  • Sono sempre stato assolto.

  • I giudici sono matti, antropologicamente diversi dal resto della razza umana.

  • Ai giudici noi insidiamo le mogli, siamo dei tombeur de femmes

  • All Iberian mai sentita. Mills mai conosciuto.

IL SESSO

  • Andiamo al Bunga Bunga.

  •  Che ne direbbe di una ciulatina?

  • Il padre di Noemi era l’autista di Craxi. 

  • Mai frequentato minorenni.

  • Non ho mai pagato una donna.

  • Ruby era la nipote di Mubarak.

  • Pagavo Ruby perché non si prostituisse.

  • Solo cene eleganti.

  • La Minetti è “madre-lingua”

  • La patonza deve girare!

    Altan, da L’Espresso


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Ci sono gli indignados, i pellicciados e gli svergognados. Edificante storia di un emigrato, accusato di essere fuggito con la cassa, che dà una mano a salvare Berlusconi.

Posted by pocavista su 19 ottobre 2011

Da “er pelliccia” a “er tessitore responsabbile”. La cultura del “mutuo ravvicinamento”. Sin verguenza.

Gli indignados hanno visto oscurare la manifestazione delle loro giuste proteste dalle distruzioni operate in piazza dai nerovestiti o dai semisvestiti come “er pelliccia”. Qui ci interessa ricordare un caso ancor più scandaloso di quello dei “pellicciados”, sul quale i Sallusti, i Ferrara e i Minzolini osservano un religioso silenzio.


 C’è un emigrato contro il quale è stato avviato un procedimento penale per uso personale dei fondi di un’associazione di emigrati che lui presiedeva. In breve : “scappato con la cassa”, secondo la definizione de “Il Fatto quotidiano”.

L’emigrato, amministrativo in un fabbrica di prodotti tessili e che si autodefinisce un “tessitore”- viene eletto in Parlamento nella circoscrizione “estero” con poche migliaia di voti. Con l’ IDV per fare opposizione a Berlusconi.

A settembre 2010 l’ex- emigrato denuncia in TV un tentativo – da parte di un esponente della maggioranza di governo – di “comprarlo”.

Si è parlato anche di pagarmi il mutuo e darmi un posto nel governo, ma la proposta più concreta è stata la rielezione sicura”, afferma. Ma lui – proclama sdegnato – non si farà mai comprare da nessuno perchè ha una parola sola.

A dicembre, “tomo tomo cacchio cacchio“,  costui lascia l’opposizione per entrare nelle schiere della maggioranza di governo insieme all’agopuntore Scilipoti. Vota e rivota la fiducia a Berlusconi. 

Intervistato al Tg3 :“Adesso che lei è qui a votare per la maggioranza, cosa si aspetta?”. E lui candidamente : “Un incarico di governo”. Quale? Come direbbe il Manzoni, lo “sciagurato rispose”: “Non importa, basta che vado al governo”. 

Nel maggio 2011, l’ineffabile “tessitore” viene nominato consigliere personale del Ministro dell’Agricoltura Romano, come lui del gruppo di Iniziativa Responsabile. Inoltre viene nominato membro della VII Commissione (Cultura, Scienza e Istruzione) e della XIV Commissione (Politiche dell’Unione Europea) del Parlamento Italiano.

Il soggetto in questione si chiama Antonio Razzi, che lascia perfino interviste radiofoniche come quella seguente. 

DA LIBERO TV – INTERVISTA DI RAZZI A LA ZANZARA SU RADIO 24 

E poi c’è chi non vuol dare la cittadinanza agli emigrati stranieri se non dimostrano di sapere l’italiano.

Conclusione : meglio lui o il Trota?

Quali competenze abbia costui per divenire consigliere personale del Ministro dell’Agricoltura, far parte della Commissione Cultura e della Commissione Politiche dell’Unione europea lascio a voi giudicare. Però lo stipendio da parlamentare se lo prende, con tutti i privilegi annessi e connessi.  

In Italia c’è chi si indigna, manifesta pacificamente e cerca di cambiare le cose. C’è anche chi si incazza e distrugge tutto in piazza, portando suo malgrado ossigeno al capezzale del regime berlusconiano morente. 

Dopo “er Patonza” (Berlusconi) e “er Canotta” (Bossi), ormai non ci facciamo mancare niente. Abbiamo anche “Er Pelliccia”, che lancia estintori contro la polizia (strano “estremista di sinistra” che nella sua pagina Facebook cita una frase di Hitler contro la stampa liberale e marxista), pendant violento e naif del non violento ma più scaltro “Tessitore responsabbile” : per entrambi, da italiano, provo un profondo senso di vergogna. 

PS. domandina a Di Pietro : ma chi k…o porti in Parlamento? Dopo De Gregorio e Scilipoti, anche Razzi? E ci lamentiamo del Trota? 

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Dal Patto d’Acciaio al Patto della Pròstata. Ecco perchè Umberto “er Canotta” non può mollare Silvio “er patonza”.

Posted by pocavista su 5 ottobre 2011

Il Patto d’Acciaio

Come tutti sanno, il 22 maggio 1939, Anno XVII dell’Era Fascista, venne firmato il cosiddetto Patto D’Acciaio tra l’Italia fascista e la Germania nazionalsocialista.

La firma del Patto d'Acciaio

Con il Patto, S. M. il Re d’Italia e di Albania, nonché Imperatore d’Etiopia, e il Cancelliere del Reich tedesco sancivano (all’art.2) che “Qualora … (gli) interessi vitali di una delle Parti contraenti dovessero essere minacciati dall’esterno, l’altra Parte contraente darà alla Parte minacciata il suo pieno appoggio … allo scopo di eliminare questa minaccia.

Poi e sappiamo tutti com’è andata a finire : venne la Seconda Guerra Mondiale, il 25 luglio e l’8 settembre.

Il Patto della Crostata

D'Alema, in estasi come S.Teresa, mentre ripensa alla crostata

 

Il patto più celebre della “Seconda Repubblica” è il famigerato Patto della Crostata. Dopo la vittoria dell’Ulivo nel ’96, l’allora segretario del Pds, D’Alema, ebbe la brillante idea di iniziare un dialogo con Berlusconi. Gianni Letta si incaricò di organizzare una cena a casa sua, ospiti Berlusconi e D’Alema. I due siglarono un accordo davanti al dolce: una crostata.

Gianni Letta non ha mai rivelato i veri ingredienti della sua famosa "crostata"

Poi sappiamo tutti com’è andata a finire: D’Alema divenne presidente della Bicamerale per fare le riforme istituzionali. Garbatamente accantonò la legge sul conflitto di interessi, lasciando a Berlusconi il dominio del mondo dell’informazione.

Il Patto della Prostata : er Canotta ed er Patonza uniti nella lotta

Oggi, in tempi di crisi, non potendoci permettere nè l’acciaio e nè il dolce, ci siamo ridotti al patto della Prostata (vista l’età dei contraenti).

Vi siete mai chiesti chi glielo faccia fare a Bossi di salvare sempre e comunque Berlusconi, nonostante che la base leghista ormai sia in aperta rivolta e chieda di mollare “er patonza”?

 

Eleganza padana

Ricordiamo che solo pochi anni fa la Padania usciva con prime pagine di fuoco contro Berlusconi, definito addirittura “mafioso”.

Poi nel 2000 la miracolosa conversione di Bossi sulla via di Arcore. Oggi assistiamo ai continui salvataggi del Governo Berlusconi da parte della Lega. Fino a quando?


Da un po’ di tempo circola un’interessante spiegazione del fenomeno. Aspettiamo che i vertici della Lega smentiscano o confermino quanto contenuto nel video seguente. 

Inutile dire che le eventuali smentite verbali sarebbero assai meno convincenti della decisione di abbandonare l’accanimento terapeutico con cui la Lega mantiene in vita un governo moribondo.

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Magdi Allam: un mediocre agente dei servizi, un Borghezio in versione copta, un caso clinico che ha un debole per Barabba? “La strage in Norvegia è figlia del multiculturalismo”.

Posted by pocavista su 26 luglio 2011

Ieri il “cristiano” Allam scriveva su Il Giornale : “Dietro all’estremismo dei neonazi o alla jihad la stessa volontà di prevaricazione. Se si vuole fermare l’odio, l’Europa deve mettere fine alla politica delle porte aperte.”Aridaje cor multiculturalismo.


da trentinosolidarieta.it

Con Allam abbiamo già dato. Purtroppo,

Su questo blog abbiamo già parlato di Magdi Cristiano Allam. Egiziano che ha abbandonato l’islam per convertirsi al cristianesimo in versione fondamentalista medioevale. Conversione che gli è fruttata anche il posto di parlamentare europeo.

Allam ama talmente l’Italia e tutte le sue località che non le molla quasi mai per andare al Parlamento Europeo, da cui riceve un lauto stipendio. E’ uno dei parlamentari più assenteisti perché troppo occupato a organizzare sfortunate liste politiche come “Io amo l’Italia”, “Io amo Milano”, “Io amo la Lucania”. Insomma, se potesse, Allam non risparmierebbe nessuna località, da Abbiategrasso a Zagarolo.

Magdi Allam, con Maurizio Lupi che lo assiste, si battezza

In molte zone ormai, appena avvistano Allam, appendono ferri di cavallo e cornetti rossi all’ingresso del paese e proclamano il lutto cittadino.

Voci non confermate riportano che l’ambasciata norvegese abbia diffidato Allam dal costituire una sua lista “Io amo Oslo” oppure “Io amo uno dei paesi scandinavi, specie se iniziano con la lettera N”.

Il Borghezio copto

L'elegante gestualità di Borghezio

Da tempo Allam esprime posizioni analoghe a quelle estremistiche di Borghezio e di molti leghisti: vuol rimandare a casa gli emigrati (tanto lui ha già il passaporto italiano), ritiene che la radice di tutti i mali sia l’islam (lui si è appena battezzato, con l’assistenza del ciellino Maurizio Lupi) e il multiculturalismo. Non sappiamo se Allam sia al soldo di qualche servizio segreto (professione, del resto, rispettabile se svolta secondo le leggi vigenti), sia stato lesto a capire che a destra c’è un vuoto culturale che è facile occupare e che fornisce posti e prebende, oppure sia solo un caso clinico : non vogliamo fare nessuna illazione, ma le sue posizioni appaiono spesso deliranti.

Ecco uno stralcio del suo articolo : “Ammettiamolo: in un primo tempo quando la pista islamica sembrava avvalorata, tutti ci sentivamo come rincuorati, probabilmente perché condividiamo la consapevolezza che questo genere di odiosi crimini contro l’umanità appartiene quasi naturalmente a dei fanatici votati a imporre con la forza ovunque nel mondo la sottomissione ad Allah …” “Mentre quando è stato arrestato e abbiamo visto il volto di un norvegese che sulla propria pagina di Facebook si presenta come «conservatore, di fede cristiana, ama la musica classica e i videogiochi di guerra », siamo stati come colti dal panico.

Poi Allam percorre sentieri sempre più tortuosi per spiegarci che l’’ideologia del razzismo “… è l’altra faccia della medaglia del multiculturalismo.” In particolare il multiculturalismo sarebbe “la trasposizione in ambito sociale del relativismo che si fonda sulla tesi che per amare il prossimo si debba sposare la sua religione o le sue idee”.

Tesi assai bislacca : io, per esempio, tra i miei amici ho ebrei osservanti e non, elettori di destra e di sinistra, musulmani osservanti, livornesi, vicini di casa rumeni di religione ortodossa, atei e cattolici devoti, laziali e juventini. Con alcuni riesco a comunicare bene, con altri meno : ma non ho dovuto sposare l’ebraismo, la cultura della destra sociale, l’islam, la religione ortodossa, nè diventare livornese.

Non parto dall’idea che i miei valori siano “superiori” a quelli di un ebreo, di un musulmano, di un buddista, di un ateo o di un tifoso dell’Atalanta. E nemmeno che per avere rapporti civili e di rispetto reciproco debba diventare come loro o loro debbano diventare come me.

Allam avrebbe votato per Barabba?

Magdi Allam invece ci dice che non dobbiamo “anteporre l’amore per il prossimo alla salvaguardia dei legittimi interessi nazionali della popolazione autoctona” : a questo punto punto ci viene il sospetto che Allam, tra il Gesù che predicava l’amore per il prossimo e il Barabba, scelto dalla folla su indicazione dei sacerdoti del tempio per salvaguardare i valori tradizionali della “popolazione autoctona”, abbia un inconfessabile debole per Barabba.

E che dire di quando Allam afferma “non riconosciamo alcuna giustificazione e non concediamo alcuna attenuante a qualsiasi forma di terrorismo”, ma ritiene opportuno aggiungere “compreso il terrorismo neonazista”? L’“additamentum non petitum” somiglia molto alla “excusatio non petita”.

Fa sorridere il fatto che Allam voglia combattere il multiculturalismo, fenomeno che gli permette di pubblicare i suoi deliranti articoli in Italia invece che in Egitto e di fare il parlamentare europeo invece che il cammelliere maghrebino.

Fa meno sorridere la tesi che se vogliamo sconfiggere il razzismo, l’Europa dovrebbe adottare ideologie razziste e di chiusura verso le culture non europee. Non è proprio quello che voleva ottenere il terrorista norvegese?

I valori giudaico-cristiani del Borghezio copto

Allam si è mai chiesto se esista una unica identità europea e se sia riducibile ad un generico patrimonio culturale giudaico cristiano, difficile da definire?

Ha mai studiato a fondo la storia di un continente che ha avuto :

  • i valori pagani e politeisti della civiltà greca e romana;
  • il cristianesimo dei martiri e delle catacombe, ma anche il martirio di Ipazia ad opera dei monaci agli ordini del vescovo Cirillo;
  • le crociate;
  • le torture dell’Inquisizione e i roghi degli eretici e delle streghe;
  • gli ebrei perseguitati e confinati nei ghetti;
  • la civiltà araba in Sicilia e nella penisola iberica;
  • la Riforma e la Controriforma;
  • la persecuzione contro gli Ugonotti;
  • i progrom contro gli ebrei nell’Europa orientale;
  • il Rinascimento;
  • la tortura di Galileo e la nascita del metodo sperimentale che ha fondato la scienza moderna;
  • l’Illuminismo e la Rivoluzione Francese;
  • il marxismo;
  • il socialismo sovietico;
  • il nazismo e il fascismo?

La democrazia odierna, oltre che nella Rivoluzione Francese, affonda le proprie origine nell’antica Grecia, che di giudaico e di cristiano aveva ben poco.

Aristotele raffigurato da Raffaello Sanzio

Ma insieme a ciò che c’è di positivo, l’Europa “cristiana” ha prodotto in tempi recenti anche i campi di concentramento nazisti e sovietici, il terrorismo dei cristianissimi irlandesi, lo sterminio di migliaia di musulmani a Srebrenica da parte delle cristianissime brigate serbe e l’uccisione di quasi cento ragazzi “cristiani, ariani e norvegesi” da parte di un “cristiano, ariano e norvegese”, in nome della difesa dei valori di una civiltà europea che nessuno saprebbe identificare con esattezza. A parte Giovanardi.

Ben venga la libera circolazione delle persone, ma ognuno deve stare a casa propria” (!?)

Sono pochi i lettori di destra che hanno il coraggio di appoggiare apertamente le tesi fondamentaliste e deliranti di Allam : riportiamo solo la posizione di #58 Blent (150) che il 24.07.11 alle ore 12:36 scrive: “… il multiculturalismo è il flagello più grande che ci possa capitare. I popoli devono avere la loro identità distinta e non minata da altre culture. Ben venga la libera circolazione delle persone, ma ognuno deve stare a casa propria. Dio ha creato le razze diverse che sono un immenso patrimonio, l’uomo stupido le sta cancellando. …”.

Rivelatrice la frase contraddittoria : “ben venga la libera circolazione delle persone, ma ognuno deve stare a casa propria”, che ci sembra riassumere la confusa logica di Allam. Dovremmo forse concludere che la colpa della strage norvegese sarebbe – in ultima analisi – di chi persegue la tolleranza e la convivenza pacifica e non di chi predica il razzismo e la superiorità della cultura europea?

Quindi, caro Allam, meglio tacere e passare per ignoranti, che aprire bocca e togliere ogni dubbio. Anche in merito al proprio razzismo.

Borghezio, che parla sempre, i dubbi ce li ha tolti da tempo.

PS – Maroni e Calderoli si sono dissociati da Borghezio. Si tratta dello stesso Calderoli che ha lanciato il Maiale Day e andava a spargere urina di porco per rendere impuri i luoghi scelti dagli islamici per le loro moschee?

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Il Metodo Boffo, adesso in due eleganti confezioni : per uomo e per signora. Oggi ne viene fatto grazioso omaggio alla Prestigiacomo.

Posted by pocavista su 23 luglio 2011

A Firenze si svolgono celebri manifestazioni di moda, come Pitti-Uomo, Pitti-Donna e Pitti-Bimbo, note in tutto il mondo.

I gentiluomini de Il Giornale, di Libero e di RaiSet negli ultimi tempi hanno preferito lanciare nel mondo il Boffo-Uomo e il Boffo-Donna, prestigiose manifestazioni di affetto riservate a quei malcapitati che accennano a qualche timido dissenso nei confronti del Leader Supremo. Non ancora varato il Boffo-Bimbo, ma non disperiamo.

Boffo – uomo

Caratteristica comune del Metodo Boffo è quella di cercare di colpire soprattutto la vita privata del destinatario. Ai tapini di sesso maschile si rimprovera, di volta in volta, producendo documenti parziali o falsi, oppure alterandone il contesto :

  • di essere gay (l’ex-direttore dell’Avvenire, Boffo, accusato falsamente di “essere attenzionato dalla Questura”);
  • di andare in giro nudi (si pubblica una privatissima foto di un giovane Vendola – allora privato cittadino – in un campo di nudisti) e perciò indegni di fare la morale sul caso Ruby;
  • di essere dei traditori (Fini) che si fanno abbindolare dalla compagna di turno ;
  • di tramare con dei generici “poteri forti” (Tremonti, Montezemolo);
  • di essere degli imprenditori semifalliti, nonché ebrei e – come aggravante – residenti all’estero (De Benedetti);
  • di essere strambi perché dotati di calzini pervinca (il giudice Mesiano che ha condannato la Fininvest a risarcire la CIR per averle scippato la Mondadori comprando un giudice);

E l’elenco potrebbe continuare con i vari Follini, Woodcock, Di Pietro, Bocchino.

Feltri e Boffo

Boffo – donna

Alle donne “scomode”, o che potrebbero diventarlo, si rinfaccia invece di essere uterine, umorali, ingrate, succubi di partner inaffidabili e pericolosi. Talcolta di fa della pesante ironia su avversarie “più belle che intelligenti” (B. su Rosi Bindi).

Si comincia con Veronica Lario, colpevole di essersi stancata dei bunga bunga maritali con stuoli di giovanissime veline, e la si accusa di essere una “velina ingrata”: per meglio esporla al pubblico ludibrio, si pubblica una sua antica foto a seno nudo in prima pagina.

Poi si passa a Ilda Boccassini – PM del caso Ruby – cui si rinfaccia la “grave” colpa di aver baciato in pubblico, trenta anni fa, il suo fidanzato di allora, giornalista di sinistra, nei pressi del Palazzo di Giustizia : ciò avrebbe dovuto costituire la prova provata che Ilda Boccassini è “un magistrato rosso” e che non avrebbe i titoli morali per occuparsi del “caso Ruby”.

Successivamente tocca alla mitica Carfagna, che tempo fa aveva dato prova di  irrequietezza politica. Mara – promessa sposa del giovane imprenditore Mezzaroma e già chiacchierata per una presunta liason  con B. – viene subito cucinata a dovere, mettendo in piazza la sua love story con il “traditore” Italo Bocchino (un nome, una garanzia), che le avrebbe messo in testa strane idee. Episodio che si arricchisce, a margine, di scambi di insulti con la Mussolini (il celebre “vaiassa”!).

Oggi è il turno della Prestigiacomo, colpevole di avere avuto un atteggiamento autonomo rispetto al resto del PdL, sulla questione della “monnezza” di Napoli.

Infatti, puntuale come un orologio svizzero, Il Giornale ospita un articolo di Giancarlo Perna, dal titolo Il caso Prestigiacomo: la ministra inadeguata inamorata (sic) di De Magistris”. Il giornalista (e chiediamo scusa alla categoria dei giornalisti) denuncia “Le giravolte della titolare dell’Ambiente. L’ultima il “flirt” politico col sindaco Idv.”.

Boffo-donna : ora c’è la soap opera “Boffo Style”

Com’è noto, il ministro Prestigiacomo due giorni fa si era schierata con l’opposizione sul decreto rifiuti : ma poi PdL e Lega hanno votato contro il governo per fare dispetto a De Magistris.

Il Giornale come spiega l’atteggiamento del Ministro dell’Ambiente? Considerazioni tecniche e di merito? No : “La signora Prestigiacomo ha voluto compiacere Gigino de Magistris, notorio essendo il suo debole (politico, per l’amordiddio) per l’aitante guascone che guida Napoli”.

Poi rincara la dose : “Potenza del fascino «non solo politico» del bruno partenopeo”. Si chiarisce al lettore meno informato che il Ministro, chiamata da Perna prima Steffi e poi Presty, (nomi che rievocano Barbie, la bambola di plastica) “piange sempre quando è indispettita e il quando è in aumento”.

E perché piangerebbe la nostra bionda Ministra? Ce lo spiega Perna, che si improvvisa psicologo ministeriale : “Qui sta il problema. Presty non si sente più amata dal Berlusca. Alla sua quinta legislatura … ha perso il monopolio femminile dei primi anni. Quando conobbe il Cav a Siracusa, che poi la portò ad Arcore con altri giovani di Forza Italia, fu circondata dalle sue premure: «Come sei bella, come sei alta» e cose così. Ne era la pupilla ancora negli anni 2001-2006 quando la fece ministro – appena trentaquattrenne – delle Pari opportunità …”.

E allora, diranno i lettori de Il Giornale e i quattro lettori del nostro blog, esiste un lieto fine nella soap opera (Boffo style) sceneggiata dall’ineffabile Perna? “Oggi, la ribalta è delle Carfagna, Gelmini, Meloni. Di qui, l’inquietudine, il volersi mostrare a costo di andare contro. A ogni Consiglio dei ministri c’è l’attesa di scintille a causa di Stefania: un battibecco, un pianto dirotto, ecc.”.

Confronto di idee in Consiglio dei Ministri? No, dice Perna, scontri isterici tra primedonne. Adesso, che il Giornale ha rivelato chi ci governa, possiamo dormire sonni tranquilli.

Sallusti, Feltri e Belpietro uniti nella lotta. Nel fango.

Questo è il giornalismo dei “servi liberi” di Berlusconi, che si commenta da solo. Sei un Ministro e cerchi di risolvere i problemi dell’Italia? No devi solo obbedire al Leader Supremo. O sei allineato e coperto, oppure vieni sputtanato col metodo Boffo. Per dei giornalisti sedicenti “liberi” e “liberali” non c’è male.

Riportiamo – per finire – due commenti dei lettori del sito WEB de Il Giornale :

#26 00ginetto (127), il 22.07.11 alle ore 11:47 scrive: “Ma si, dai, sbarazziamoci della Prestigiacomo. Il suo problema non è essere una incompetente nella materia di cui è ministro. Il problema vero è che non è neanche pregiudicata, e nelle file del pdl questo stona molto...”.

#52 buonanotteallitalia (463) il 22.07.11 alle ore 14:22 invece scrive: “A forza di dare l’ordine di attaccare tutti i propri amici e alleati, Berlusconi finirà per ritrovarsi solo con Sallusti per le sue seratine …”.

Non vogliamo essere così pessimisti : B. – costretto a privarsi anche di Lele Mora cui hanno messo le manette – potrà sempre contare su Apicella.

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Feltri, Tremonti e la Tammurriata Nera. Vi spieghiamo perchè l’economia italiana è sotto attacco : “‘e vvote basta sulo ‘na guardata”!

Posted by pocavista su 12 luglio 2011

Alchimisti d’oggi

Si prendano fini particelle di una sostanza solida, organica o inorganica a piacere, e si facciano disperdere in un liquido. Se la materia in sospensione ha una densità maggiore del liquido, nel tempo le particelle in sospensione si depositano sul fondo del contenitore. Il sedimento risultante si definisce fango. La parola sembra che risalga all’indoeuropeo “fani”, che indica la melma o la palude.

La produzione di fango, fenomeno estremamente diffuso in natura, rievoca antiche procedure latine utilizzate per condannare alla damnatio memoriae il potente decaduto o il nemico da castigare. Ricorda anche il particolare trattamento che durante il fascismo liquidava i gerarchi divenuti scomodi, accusati sistematicamente di “pederastia”.

La versione odierna della pratica per delegittimare e intimidire un avversario avviene per via mediatica (campagne di stampa e/o TV), con la diffusione di notizie e documenti compromettenti, riguardanti per lo più la vita privata : le informazioni sono spesso fornite in modo parziale e manipolato, e a volte completamente inventate. Anche se poi i fatti smentiranno le illazioni, qualche schizzo di fango rimarrà sul malcapitato di turno.

Questo modo di procedere è definito dagli anglosassoni “character assassination”. Da noi è conosciuto più modestamente come “metodo Boffo”, dal malcapitato direttore dell’Avvenire, costretto alle dimissioni da una campagna di stampa denigratoria condotta dall’ineffabile Vittorio Feltri. Il moderno alchimista del fango ha dovuto ammettere, in seguito, di avere usato anche una falsa velina della questura che accusava Boffo di essere un noto omosessuale attenzionato dalla Questura. 

Il metodo sembra particolarmente caro ai mezzi di comunicazione e ai “servi liberi”  vicini al presidente Berlusconi, che l’hanno usato o che hanno minacciato di usarlo anche con Follini, Fini, Marcegaglia, Montezemolo, Mesiano (ridicolizzato in TV per via dei calzini pervinca), Bocchino, la Bocassini, Di Pietro. I “servi liberi” di Berlusconi non hanno esitato poi a mostrare in prima pagina anche le nudità di un giovanissimo Nichi Vendola – “colpevole” di avere frequentato un campo nudisti – e di Veronica Lario, definita “velina ingrata”. 

Veronica Lario

Tremonti e Boffo uniti nella lotta

Eravamo stati facili profeti quando in un nostro post di un paio di mesi fa avevamo previsto che il prossimo bersaglio del “metodo Boffo” sarebbe stato Tremonti, vero e pericoloso concorrente interno di Berlusconi. Il quale si è affrettato a indicare come proprio delfino l’innocuo e servizievole Alfano.

Tremonti, fautore di una manovra economica lacrime e sangue, è inoltre il capro espiatorio ideale su cui scaricare lo scontento degli elettori di cdx anch’essi colpiti dalla Finanziaria in approvazione al Parlamento.

Lo stesso Tremonti, in un recente colloquio con B., avrebbe dichiarato di non essere disposto a subire passivamente il metodo Boffo, che i “servi liberi” di Berlusconi hanno cominciato impietosamente ad applicargli.

Aggiornamento del 13 luglio : oggi Alessandro Sallusti, facendo finta di cadere dal pero, spara un titolone in prima pagina : “Chi vuole incastrare il Ministro Tremonti?”. A destra ormai si gioca allo” schiaffo del soldato”. La situazione, da tragica, sta diventando comica.


Le misteriose leggi dell’economia, per la prima volta spiegate. Da Feltri

Molti dicono che l’Italia sta affondando, sommersa dai debiti e dai colpi della speculazione internazionale, dagli scandali, da una classe politica sempre più rapace, da una corruzione diffusa, dall’evasione fiscale, dalla monnezza.

Alcuni ingenui si chiederanno : ma la colpa di chi è? Forse dell’insipienza del governo di nani e ballerine che non governa e che tiene il Parlamento occupato a votare lodi Alfani, leggi salva Fininvest e trasferimenti di Ministeri a Monza?

Per fortuna che c’è Vittorio Feltri che ce lo spiega (vedi Il Giornale del 11.07.2011) : “Ecco chi rovina l’Italia: prima rema contro poi si mette a piangere”.

Ci riferiamo al mostruoso risarcimento che Silvio Berlusconi dovrà liquidare a Carlo De Benedetti per effetto di una sentenza emessa dal tribunale civile, relativa a un vecchio contenzioso riguardante la Mondadori. Una somma enorme (560 milioni di euro) che minaccia la salute della casa editrice, non solo le tasche del premier.

Feltri poi tocca vette surreali e non teme il ridicolo “Senza contare che un ribasso Mondadori (quasi certo), avvenendo in un momento di difficoltà del mercato, potrebbe provocare un crollo del nostro sistema e, quindi, incoraggiare gli speculatori ad attaccare i Bot”.

Noi poveri sprovveduti pensavamo che gli investitori internazionali guardassero alla montagna di debito pubblico (il terzo nel mondo) che sta strozzando l’Italia la cui economia è ferma da un decennio e all’insipienza di un governo che non governa e non mantiene le promesse (riforme istituzionali, costi della politica, abolizione delle province, riduzione del carico fiscale, lotta alla corruzione, Ponte sullo Stretto). 

Che inoltre costringe il Parlamento a votare sulla nipotina di Mubarak, sui lodi Alfano per mettere al riparo Berlusconi dai processi e a pronunciarsi su provvedimenti salva Fininvest. Che infine fa votare una manovra finanziaria che attribuisce ai governi futuri la responsabilità dei suoi effetti più indigesti.

Per fortuna c’è Feltri, travestito da economista, che ci spiega che la speculazione si starebbe accanendo su di noi : 

1 – a causa del risarcimento milionario che Berlusconi, definito “corruttore attivo” dai giudici (con Previti esecutore materiale della corruzione già condannato in via definitiva), dovrebbe dare a De Benedetti per averlo “scippato” venti anni fa della Mondadori. 

2 – a causa di politici incoscienti, allo scopo di dare addosso al governo, non esitano a descrivere il Paese come fosse sull’orlo del baratro, ridotto in miseria… un popolo allo sbando, soggiogato da un istrione disonesto, da una maggioranza degna di lui, da ministri inetti”.

E qui ritorna il fine economista Feltri : “D’altronde ,l’economia, la finanza, i mercati sono più sensibili alle impressioni che non ai dati di fatto.

Noi umili blogger, che l’economia l’abbiamo studiata e insegnata in aule universitarie, a questo punto rimpiangiamo il tempo sprecato a faticare su cose inutili come formule, grafici, econometria, moltiplicatori, utilità marginali, tassi di rendimento interno, ottimi paretiani, Keynes e Samuelson.

Feltri ci insegna invece che l’economia è tutta una questione di impressione (forse qualche volta ha sentito parlare di “sentiment index” e tanto gli basta, visto che i lettori de Il Giornale sembrano di bocca buona) e che basterebbe studiare la Tammurriata Nera :

Io nun capisco ‘e vvote che succede

e chello ca se vede nun se crede nun se crede …

‘e vvote basta sulo ‘na guardata,

e ‘a femmena è rimasta sott”a botta ‘mpressiunata”.

E si sa, l’economia è “femmena”! 

Quindi elementi come debito pubblico quasi fuori controllo, stagnazione economica, scarsa competitività delle aziende, riduzione del potere di acquisto, infrastrutture carenti, servizi inefficienti, corruzione galoppante e governo “ad personam” per Feltri non c’entrano. La colpa sarebbe solo della “mala guardata” di Bersani, Di Pietro e Santoro.

Ci permettiamo di dubitarne. Anche perché, approfondendo lo studio della bibliografia a Lui cara, leggiamo :


Seh ‘na guardata seh

seh ‘na ‘mprissione seh

va truvanno mò chi è stato

c’ha cugliuto buono ‘o tiro …

Addò pastin’ ‘o grano, ‘o grano cresce

riesce o nun riesce, semp’è grano chello ch’esce …

Non prendiamoci per i tornelli

Egregio direttore Feltri, riconosciamo che sua professionalità di delegittimatore sia fuori discussione, da vero padre nobile del Metodo Boffo : ma con l’economia forse sarebbe meglio lasciar spazio ad un ministro noto per la modestia e il basso profilo, come Brunetta che, se non avesse trascurato la carriera accademica per dedicarsi alla politica dei tornelli, avrebbe preso di sicuro  (sono parole sue)  il Nobel per l’economia. 

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I mezzadri di Capranica. Nuda proprietà e mezzadria nel PdL : la proposta dei “servi liberi” di Ferrara per salvare il soldato Silvio.

Posted by pocavista su 9 giugno 2011


I servi liberi e la mezzadria

Com’è noto, i “servi della gleba” erano i contadini – e le loro famiglie – obbligati alla coltivazione di un fondo agricolo vita natural durante. 

 I servi, in cambio di protezione giuridica e militare da parte del signore, dovevano prestargli anche servizi extra e pagargli le decime.

Sembra che sia stato per primo l’imperatore Diocleziano, per fronteggiare l’abbandono delle campagne da parte di un numero crescente di contadini che veniva a cercare fortuna nelle città, in particolare a Roma, ad emanare per primo un decreto che costringeva i coloni (da colere, coltivare) a rimanere nei campi e a tramandare il mestiere ai figli.

La servitù della gleba (della zolla) sopravvisse fino al XVI secolo. I primi “servi liberi” italiani furono quelli di Bologna nel 1257 : la città liberò, previo riscatto, quasi 6000 servi sottoposti a signori laici. I servi sottoposti agli ecclesiastici, grazie al vescovo Boncambio, furono liberati gratis. E poi c’è oggi qualche “servo libero” che parla male della Chiesa!

In Italia il superamento della servitù della gleba dette luogo a rapporti contrattuali come la mezzadria : la proprietà dei terreni rimaneva al Signore, il mezzadro ci metteva il lavoro e poi si faceva a metà.

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I Mezzadri di Capranica

 

I “servi liberi” convocati da Ferrara al Capranica, a Roma, ricordano un po’ i servi liberati a Bologna : questa volta la città che li ha liberati è la Milano di Pisapia. E un po’ anche la Napoli di De Magistris.

Dopo le batoste elettorali del Signore dei Pidielli, i “servi di Berlusconi”, come spesso sono stati bollati dagli oppositori, si sono sentiti più “liberi” di criticare il Monarca in crisi. Al Capranica, di fronte ad una platea di ultras (ultrasettantenni) sanfedisti, sono stati usati termini inconcepibili fino a poco fa : regicidio, disastro, funerali senza la salma, primarie.

Nel disperato tentativo di salvare “l’uomo solo al telecomando” e la “sua lucida follia”, e soprattutto se stessi dal probabile crollo del berlusconismo, gli aspiranti mezzadri si sono rimboccati le maniche (Bersani ci consenta questa espressione), con questa mission impossible: salvare il Re, per salvare l’Italia. Ferrara si inventa nientemeno che le “primarie”, rubando l’idea al centrosinistra, per scegliere il leader del centrodestra : le primarie dovrebbero dare una patina di democrazia a un partito (prima Forza Italia poi PDL) che “non è un partito, ma solo una proprietà” (così Giampiero Mughini alla radio qualche anno fa).

Ferrara e gli altri "servi liberi" del Capranica, ripresi in mezzo ad un Berlusconi di cartone ancora non trapiantato (Berlusconi, non il cartone)

Sallusti ha però obiettato a Ferrara che “Berlusconi è un monarca e il berlusconismo una monarchia: E se tu, Giuliano, vuoi sottrargli alcuni poteri metti a rischio la monarchia. E quindi meriti di essere punito con la pena di morte.” Sallusti ride della sua battuta finale, ma ha ragione : un monarca assoluto come B. non si accontenterebbe mai della “nuda proprietà” o di una “mezzadria” nel “suo” partito.

Un sovrano assoluto, che ritiene di essere al di sopra della legge, che dichiara di non avere mai potere a sufficienza, e a cui alcuni rimproverano anche una riedizione dello ius primae noctis (sesso in cambio di carriera politica o televisiva), può forse accettare una scelta che non sia “per acclamazione” o approvare delle primarie “non pilotate”?   Inutile ricordare che B. ha sempre emarginato chi lavorava per succedergli, accusandolo di mettergli i bastoni tra le ruote e che “non lo faceva lavorare”: prima Bossi, nel 94, poi Follini, poi Casini e infine Fini. 

Adesso il nuovo temibile concorrente, che starebbe tramando contro il sovrano per prenderne il posto, è Giulio Tremonti. Il monarca in declino si è affrettato infatti a indicare come suo delfino l’uomo dallo sguardo perennemente corrucciato e dalla fronte inutilmente spaziosa, ma che non rappresenta un vero pericolo per lui : Alfano, il Ministro – con licenza parlando – della Giustizia.

Angelino Alfano

Sospettiamo che Sallusti e Belpietro, subito dopo il referendum, metteranno in atto il metodo Boffo per stroncare sul nascere la candidatura alla leadership di Tremonti, che sarà additato al pubblico ludibrio. Si potrà accusare Tremonti di  a) connivenza con i fantomatici “poteri forti”; b) di essere al soldo di Bossi e del leghismo secessionista; c) di essere un ragioniere e non un economista; d) di costituire un ostacolo alla ripresa economica del Paese; e) di essere “un comunista” travestito da socialista a sua volta travestito da pidiellino. 

La cosa non deve sorprendere : sul sito WEB de Il Giornale qualche lettore già gli dà del “comunista”. Manca ancora qualcuno che lo definisca “toga rossa al soldo della Procura di Milano”, ma non disperiamo.

 

Commento finale : Ferrara e il ginocchio della lavandaia

Riportiamo il lucido commento di 46 Lincol Rafel (24) n merito alla rimpatriata dei “servi liberi” ,che scrive, il 08.06.11 alle ore 16:38, sul sito WEB de Il Giornale :

Al Capranica sembrava di stare in una camera ardente. C’era anche il morto. Ammazzato dai servi, ai quali l’accostamento di ‘liberi’ non è riuscito a dare dignità. Il berlusconismo è finito. Lo dico senza disprezzo … Ancora una volta, a riconoscersi pregi e difetti si sono ritrovati gli stessi interessati, con la pretesa di essere obiettivi. Il dramma della caduta ha solo un nome: credibilità. Volutamente smarrita da lui e dai suoi servi (lasciamo perdere ‘liberi’).

La sottomissione ha dettato i modi e i tempi del perdono degli eccessi, la negazione dell’evidenza, la giustificazione facile delle debolezze senili, la liceità di leggi ad personam, utilizzate con arroganza per vantare una fedina penale pulita.

Se qualcuno dei presenti avesse avuto l’onestà di aiutarlo, richiamandolo con una critica non servile alle sue responsabilità, forse non sarebbe stata neppure allestita la camera ardente.

Forse per la mezzadria propugnata da Ferrara nel PdL, d’altra parte già abolita nelle campagne con una legge dell’83, è un po’ tardi e suona male alle orecchie del padrone. Il quale si starà chiedendo : ma che si sono messi in testa ‘sti “servi”, che spesso ho pagato, protetto e promosso, di essere anche “liberi”?  E poi : o sei un servo o sei libero. “Servo libero” è solo un ossimoro dietro cui si nascondono coloro che hanno la vocazione del servo, ma non lo vogliono ammettere per pudore. Un po’ di coerenza, per favore.

Forse Ferrara farebbe meglio a continuare a lavare le mutande di Berlusconi, come al Dal Verme a Milano. Rischierebbe solo il ginocchio della lavandaia, non la decapitazione come gli ha ricordato – ridendo, ma non troppo –  Sallusti.

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Un ex-immigrato impartisce lezioni di intolleranza verso gli immigrati. Il “cristiano” Magdi Allam rimprovera ad un Cardinale l’eccessivo amore per il prossimo.

Posted by pocavista su 7 giugno 2011

L’Amore part-time secondo Allam

Ormai, a destra, non sanno più con chi prendersela.

 Stavolta è il turno del Cardinal Tettamanzi, colpevole di “catto-relativismo”, cioè di amare part-time : amerebbe molto il prossimo, specie gli immigrati, ma poco se stesso. Peccato “contestualizzato” e divenuto mortale a causa dell’amicizia presunta con Pisapia.

Il Card.Tettamanzi

 

A dare la scomunica al cardinale è nientepopodimenoche un neofita cristiano, ex-immigrato cairota ed ex-musulmano, contrario alla costruzione delle moschee e intollerante verso gli immigrati in genere.

Praticamente un ascaro delle truppe cammellate che marciano a fianco dei Borghezio e dei Calderoli, e che nei ritagli di tempo fa anche il Parlamentare Europeo. Ascaro che ama travestirsi – lui che ha vissuto venti anni al Cairo, poi a Roma e infine a Viterbo – da Milanese.


Magdi “Cristiano” Allam : chi era costui?

Allam, egiziano nato al Cairo, immigrato in Italia all’età di vent’anni, è un ex-musulmano convertitosi tre anni fa alla religione cattolica e battezzato dal Papa in persona, con il ciellino Maurizio Lupi come sponsor. Ha voluto aggiungere al proprio nome quello di Cristiano, un marchio di fabbrica. Sembra che non si sia ancora fatto tatuare una croce sul petto, ma non disperiamo.

Al precedente matrimonio, da cui ha avuto due figli, ne ha sommato un altro nel 2007. In forma civile. Tanto per adeguarsi i alla moda dei leader – cattolicissimi – del centrodestra, che vantano almeno due famiglie.

Dopo la sua conversione, da giornalista che era, si butta in politica.

Prima fonda il partito dei “ Protagonisti per l’Europa Cristiana”, che gli consente un accordo con l’UDC per farsi eleggere nel 2009 al Parlamento Europeo. (Per la cronaca : secondo VoteWatch, dopo quasi due anni dalle elezioni del 2009, l’assenteista Magdi Allam risulta essere al 708º posto su 733, in coda alla classifica delle presenze di tutti gli europarlamentari).

Poi trasforma la sua creatura politica nel partito “Io amo l’Italia”. Allam trova anche il modo di proporsi anche per la presidenza della Regione Lucania, con il suo partito “Io amo la Lucania”. Ma alle elezioni regionali è stato respinto con perdite dai Lucani, insospettiti dal fatto che Allam dichiari di amare ogni località in cui casualmente metta piede. Da Casalpusterlengo a Roccasecca dei Volsci.

Chi fosse interessato a vedere come Allam svolgesse il suo lavoro di giornalista, prima di mettersi a fare il “cristero” fondamentalista in politica, può consultare le interessanti note di Valerio Evangelisti su :

http://italy.indymedia.org/news/2006/07/1113013.php

L’articolo di Allam su Il Giornale.

Allam contrappone il duo “capital-comunista Giuliano Pisapia e il catto-relativista cardinal Dionigi Tettamanzi” alla coppia di fatto formata dal” cattociellino Roberto Formigoni e dal laico-leghista Roberto Maroni”.

Per Allam i “cattivi” Pisapia-Tettamanzi si sarebbero macchiati di un’orrenda colpa, l’amore part-time : amerebbero il prossimo loro, ma si dimenticherebbero di amare se stessi. I “buoni” Formigoni-Maroni invece non si dimenticherebbero di amare (molto) se stessi.

Questa la singolare tesi del neoconvertito Allam : “…è arrivato il momento di avere la lucidità e il coraggio di privilegiare l’amore per se stessi, l’amore per l’Italia e per gli italiani, perché diversamente non potremo donare amore al prossimo in modo responsabile”.

A Tettamanzi, un involuto Allam rimprovera il “mondialismo”: “che cosa è la mondialità evidenziata in un contesto identitario come distinta e come un superamento del nostro essere milanesi e italiani?” E insiste : “noi siamo invitati ad azzerare le nostre radici, i nostri valori, la nostra identità e ci è richiesto di aderire a una nuova civiltà che si realizza con la sommatoria quantitativa delle istanze di tutti coloro che arrivano a casa nostra…”.

Il nostro stupore cresce sempre di più nel leggere l’incerta prosa di Allam che fa rimpiangere il dipietrese : “noi la pensiamo in modo qualitativamente (?) diverso! Rivendichiamo il diritto-dovere di sostenere … che è arrivato il momento di rifondare l’Italia affrancandola dalla strategia massonica che ha ispirato l’unità d’Italia …” e non vogliamo “trasformarci in terra di occupazione dell’immigrazionismo (?)”. Infine chiude con una frase dimenticabile È arrivato il momento di far primeggiare l’Italia degli italiani, occupandoci di noi italiani prima di preoccuparci degli immigrati; … di scegliere il mondo dell’essere, non dell’avere e dell’apparire!”.

Manca solo la citazione mussoliniana “Combattenti di terra, di mare e dell’aria… Un’ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria…Le dichiarazioni  di guerra sono state consegnate agli Ambasciatori di Marocco e Tunisia… ”.

A questo punto, uno appena appena normale si chiederebbe : Magdi Allam ci è o ci fa?

Perché lui, egiziano, immigrato in Italia, divenuto italiano e cristiano da poco, è così intollerante verso tutti gli altri immigrati che non hanno avuto la fortuna di fare carriera con il centrodestra? Perché ci invita a “… scegliere il mondo dell’essere, non dell’avere e dell’apparire!”, e poi diventa fautore del berlusconismo e si mette a fare il talebano cristiano e leghista alla Borghezio? 

Ah dimenticavo : nel 2006, Allam ha vinto il premio Dan David, istituito dall’omonima fondazione israeliana per “il suo incessante lavoro mirante a favorire la comprensione e la tolleranza fra le culture“. ! Ci piacerebbe conoscere i componenti della giuria.

Giudicate voi stessi la sua singolare concezione dell’amore cristiano per il prossimo, in cui il prossimo viene messo in lista di attesa a tempo indeterminato per lasciare più spazio all’amore per se stessi.

Senza dubbio Allam riscuote molti consensi nella base più conservatrice del Popolo dell’Amore. Per esempio il lettore #15 Victor2010 (669), il 06.06.11 alle ore 10:50, scrive:

Tettamanzi è la classica punizione divina inflitta alla Chiesa dal Padreterno. Ha distrutto la diocesi, creato confusione fra i credenti, svuotato le chiese, una vera sciagura. Non dimentichiamo che questo personaggio, quando era vescovo di Genova, andava a braccetto con Cofferati in testa ai cortei della CGIL, adesso va a braccetto di Pisapia”.

Aumenta la dose #137 sorciverdi (409), che il 06.06.11 alle ore 16:37, dice:

Tettamanzi è l’ennesimo esempio dei danni prodotti dal Concilio Vaticano II e quindi non mi stupisco che nella Chiesa ci sia anche gente come lui… mezzo cardinale e mezzo comunista buono solo a confondere gli animi ….Spero che il Papa cominci a fare pulizia all’interno della Chiesa e ci liberi da questi tristi figuri.”

Non manca chi vuole andare per le spicce e sogna il manganello benedetto: #125 Carlo Marra (20,) il 06.06.11 alle ore 15:46, scrive: “Lavare la testa agli asini si perde tempo e denaro… Discutere con i cattocomunisti si perde tempo … bisogna farli sentire adoperando maniere ….. forti! Capito mi hai?

Infine lettore 138 QuoVadis (326) il 06.06.11 alle ore 16:39 si pregia di informare noi sprovveduti che “…il mondialismo è il progetto di Lucifero per favorire l’avvento dell’Anticristo…”.

Adesso, per fortuna, siamo tutti avvisati.

Qualche lettore de Il Giornale però dissente da Allam :

#67 Nathan_Never (42), il 06.06.11 alle ore 12:37, denuncia la “retorica da scuola coranica di Magdi Allam… Non potete farvi una religione ‘fai da te’ dove valgono solo alcuni insegnamenti e altri no… Se poi siete contemporaneamente cristiani e sostenitori della ‘soluzione finale’ per gli immigrati (come emerge da molti post) allora sarebbe il caso di farsi un’analisi di coscienza…

#63 giocar (308) il 06.06.11 alle ore 12:27 poi chiede, riferendosi a Tettamanzi :

Perché, se difendeva il bunga-bunga o il sistema per cui la Minetti è diventata consigliere regionale, andava bene? Era più consono ai valori del vangelo?

Sindrome di Stoccolma?

Non sappiamo se Allam soffra di amnesia selettiva, sia affetto da schizofrenia, abbia recentemente cambiato pusher, sia in realtà un agente (scarsino) dei servizi israeliani oppure un nipotino di Mubarak sotto copertura pronto a proporsi per le feste di Arcore. Magari è semplicemente un tipo molto spregiudicato che ha scoperto che – a spararle grosse – a destra si fa carriera : ma noi non vogliamo insinuare niente.  

Forse Allam deve solo dimostrare a se stesso di essere più occidentale di noi. E’ un fenomeno piuttosto comune, quando si verifica un processo di mobilità sociale ascendente, che si adottino atteggiamenti superconformisti, estremizzando i nuovi valori e comportamenti. Ma in questo affanno a “fare l’occidentale duro e puro”, Allam dimentica i veri valori dell’occidente liberale, la tolleranza e il rispetto per le diverse culture.


Non so perché, ma se gente come Allam deve rappresentare il pensiero della destra italiana, affiancando i Ferrara, i Sallusti e gli Sgarbi, avverto  una nostalgia crescente di un giornalista con il quale ho dissentito e polemizzato spesso. 

Perciò aridatece Marcello Veneziani, almeno lui l’italiano lo conosce e sa adoperare la penna. Ad alcuni apparirà un po’ maliconico: ma lui la sera, invece di frequentare il bunga bunga, legge. E non si limita ad Oriana Fallaci.

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Ultim’ora : Berlusconi ricoverato per attacco di pisapismo. La reazione delle Olgettine.

Posted by pocavista su 30 maggio 2011

  Berlusconi, affetto da priapismo politico e fautore del bunga bunga, nell’apprendere la notizia della massiccia vittoria del centrosinistra sembra sia stato colto da un attacco di pisapismo persistente.  Il fastidioso fenomeno – che debilita fortemente la sfera privata del Presidente – è stata accolto con un sospiro di sollievo dalle Olgettine. E da alcune parlamentari.


La stessa statuetta di Priapo di proprietà del Presidente, conservata gelosamente nelle stanze del bunga bunga, sembra abbia registrato delle incresciose defaillances. Per il Dio pagano, si tratterebbe della prima volta, dopo una millenaria storia di successi.

La pompetta presidenziale, dopo l'emorragia di voti verificatasi in tutta Italia, perde continuamente pressione (pisapismo persistente). Perciò non riesce più a risollevare le sorti del Leader del Popolo dell'Amore

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Le gravi colpe di Pisapia per la prima volta svelate.

Posted by pocavista su 26 maggio 2011

Il Pisapia desnudo.

Dopo la campagna di delegittimazione di Pisapia da parte di Berlusconi e della Moratti, si sono scatenati migliaia di fans sulla pagina Facebook di Pisapia.

La creatività del popolo di Internet ha fornito migliaia di definizioni falsamente denigratorie e paradossali di Pisapia, che di fatto neutralizzano i tentativi goffi e affannati della destra di farne un “ladro d’auto”, complice e sodale di terroristi islamici, zingari e clandestini.

Nel frattempo la Moratti ha cercato di rifarsi il look per il ballottaggio : ma a questo punto, più che una nuova strategia di comunicazione, le sarebbe forse più utile il viaggio della speranza a Lourdes.

La Moratti cerca ora di farsi un nuovo look : ma forse le serve una vera magia o un miracolo


I cento volti di Pisapia, “Il Signore delle Moschee”

Ecco le migliori 100 definizioni di Pisapia (P##) che abbiamo selezionato da Facebook e dintorni

  1. P## ha proposto la camera del buco. Ma è per l’ozono.
  1. P## è il vero autore de “Il Signore delle Moschee”
  2. P## da bimbo, per dispetto, faceva i tagli ai quadri di Fontana
  3. P## scrive messaggi porno nei cessi degli Autogrill, ma lascia il cellulare della Moratti
  4. Gli scheletri hanno P## nel proprio armadio
  5. P## sparse la voce che nel settore Z dell’Heysel davano birra gratis
  6. Il Mar Morto scoppiava di salute prima che arrivasse P##.
  7. P## ha insistito con Noè per caricare una coppia di zanzare sull’Arca
  8. Da quando c’è P## anche i continenti vanno alla deriva.
  9. P## è il chirurgo plastico della Santanchè
  10. P## è stato il maestro di recitazione di Nicoletta Braschi.
  11. Se la notte sei solo e hai tanto freddo, P## è quello che si sta facendo tua moglie.
  12. P## è l’unico che scambierebbe il suo fustino con due dei tuoi
  13. P## era il vero utilizzatore della carta di credito di Minzolini
  14. P## ha comprato di nascosto la casa a Scajola
  1. P## farà suonare “O mia bela Madunina” alla banda comunale con la vuvuzuela
  2. P## in realtà è la Moratti senza la parrucca
  3. P## era alla guida del motorino su cui è fuggito il Mullah Omar dall’Afganistan
  4. P## voterà P##. Pur conoscendone il programma.
  5. P## gestisce di nascosto uno spaccio di scilipoti.
  6. P## ha presentato Yoko Ono a John Lennon.
  1. P## ha portato Ruby ad Arcore, dicendo che era la nipote maggiorenne di Mubarak
  2. P## è il pusher di Don Seppia …e forse anche di La Russa
  3. P## guarda solo i c. d. Rom Zingarelli e ascolta esclusivamente “I Nomadi”.
  4. Quando il colonnello Kurtz di Apocalipse now dice “L’orrore..l’orrore” prima di morire è perché ha visto P##.
  5. P## cancellava col bianchetto i nomi dalla lista di Schindler.
  6. Sullo zerbino di casa P## c’è scritto: “hellcome”.
  7. Nel laboratorio segreto del suo castello, P## ha dato vita a un inquietante OGM di nome Ghedini
  8. P## organizza le code in modo che la tua sia sempre la più lenta.
  9. P## ha presentato Lele Mora a se stesso.
  10. P## fece un tuffo a bomba al largo di Fukushima, provocando qualche disagio al Giappone
  11. Quando P## pulisce casa, Milano si riempie di polveri sottili.
  12. Se ascolti un qualsiasi disco degli AC/DC al contrario, si sente la parola “P##”
  13. P## chiede sempre : “quando nascerà?”, alle donne grasse.
  14. In 16 anni P## non ha mai informato Fini di quello che Berlusconi faceva votare in Parlamento!
  15. Dopo accurate analisi, si è appurato che il calendario Maya coincide con l’agenda di P##.
  16. P## una volta ha suggerito a Vittorio De Sica : perché non fai un figlio?
  17. Per un fenomeno sconosciuto alla scienza, vicino a P## non c’è mai campo.
  18. P## è la vera “fidanzata segreta” di Berlusconi.
  19. P## lavorava all’anagrafe quando nacque Pippa Middleton.
  20. P## è talmente perfido che lascerà vincere la Moratti.
  21. P##, la notte di Natale, lascia acceso il camino.
  22. P## vendeva le enciclopedie per strada chiedendo: “Hai qualcosa contro i ragazzi che sono stati in comunità?”
  23. Al supermercato P## stacca i codici a barre dalle confezioni di mortadella e li attacca su quelle di salmone. Poi va alla cassa.
  24. Quando tu non sai la risposta, P## alza la mano.
  25. P## ti dice “state mansi raga, domani mi offro in mate”. E poi scompare per una settimana.
  1. P## ti sveglia la domenica mattina per regalarti La Torre di Guardia
  2. P## va a 90 all’ora in terza fila in autostrada. E ha pure il cappello.
  3. P## ha veramente rubato un’auto. Era una Duna.
  4. P## si salverà dall’Inferno, perché servirebbe un girone ad hoc e non ci sono i fondi.
  5. Senza P##, Eschilo avrebbe fondato la commedia, non la tragedia
  1. P## sventa furto d’auto di una signora; la Moratti: “Grazie, non so come avrei fatto senza la mia macchina del fango”
  1. P## come hobby attacca cartelli con la scritta “pelati di merda” alla schiena di quelli che stanno per passare davanti a un raduno di naziskin.
  1. P## l’anno scorso è andato al mare ad Avetrana.
  2. P## ga el suv, l’è un bauscia milanes …
  3. P## si faceva tenere fermi i chiodi da Padre Pio per attaccare i quadri.
  4. P## ha iscritto all’albo Sallusti e Belpietro.
  5. P## non fa sesso sicuro; la Moratti non fa sesso, sicuro!
  6. P## proporrà una revisione del Concordato. Per dare l’otto per mille solo ai preti pedofili
  7. P## ad Annozero interrompe il pubblico.
  8. P## fu il primo a scrivere “xkè” e “ti lovvo”.
  9. P## ha convertito Palpatine al lato oscuro della forza
  10. P## una volta ha chiesto una mano alla Venere di Milo.
  11. P## è stato l’istitutore delle buona maniere di Vittorio Sgarbi
  12. P## bussa sempre 2 volte.
  13. P## si tira le piste ciclabili.
  14. Il figlio di P## si chiama Nathan Falco.
  15. P## non va demonizzato, ma esorcizzato.
  1. P## ha messo due confezioni di Cialis nella doccia di Strauss Kahn. Poi si è travestito da cameriera.
  2. E’ stato P## a ridurre in quel modo Sallusti.
  3. P## era l’insegnante di italiano di Di Pietro.
  4. P## uccide a bastonate i cuccioli di foca. Non per la pelliccia: per hobby.
  5. P## si scaccola di nascosto. Nella stanza del muco.
  6. Con P## la Borsa sarà ribattezzata Suk
  7. P## istigherà i Rom a costruirsi delle case, così gli italiani potranno derubarle
  8. Con P## alla prima della Scala quest’anno canterà Khaled
  9. P## ha rubato la prima ragazza ad Hitler e poi gli ha detto che era ebreo.
  10. P## ha inventato il colesterolo cattivo per sconfiggere quello buono.
  11. P## ha suggerito a Bill Gates di lanciare Windows Vista.
  1. Se ascolti i comizi di P## al contrario, senti il manifesto delle Bestie di Satana.
  2. Picasso volle immortalare la natività di P## nel quadro “Guernica”.
  3. Gli attentatori delle torri gemelle si schiantarono gridando “P## Akbar
  4. P## è il ghost writer dei libri di Vespa e delle poesie di Sandro Bondi
  5. P## si accese una sigaretta alla stazione di Viareggio il 29 giugno 2009 alle ore 23:48.
  6. P## lancia bustine di eroina oltre la recinzione di S.Patrignano
  7. Quando chiamano Houston per un problema, quel problema è P##.
  8. P## è così cattivo, che è l’unico a cui Belpietro riesce simpatico.
  9. Se vince P##, i milanesi dovranno lavare i vetri alle auto dei rom.
  10. P## ha insegnato a sorridere all’avv.Previti.
  11. Due rette parallele non si incontrano mai perché P## ne ostacola l’amicizia.
  12. P## aiuta le vecchiette ad attraversare l’autostrada.
  13. P## vuole un solo naviglio a Milano: lo Stige.
  14. P## era invidioso del talento di Salieri.
  15. Se lecchi i volantini di P##, poi ti butti dalla finestra credendo di essere P##.
  16. P## è comunista, ma nel suo simbolo la falce è un’altra.
  17. Olindo e Rosa avevano il terrore di incrociare P## sul pianerottolo.
  18. P## non solo è favorevole al fine vita, se ne occupa direttamente.
  1. P## ama così tanto le tasse che ha chiamato sua figlia Iva.
  2. P## mette l’acido nelle acquasantiere delle chiese per far ustionare le dita ai fedeli
  3. Prima di incontrare P##, “L’Urlo” di Munch era “La Risata” di Munch.

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Strategia dell’Untore. Da Alessandro Manzoni a Letizia Moratti : scovato un gay islamico clandestino di etnia Rom che si droga al Leonkavallo e che vota Pisapia.

Posted by pocavista su 23 maggio 2011

Le strategie comunicative di Berlusconi 

In questo blog abbiamo già parlato di alcune delle strategie comunicative adottate negli ultimi anni da Berlusconi :

  • delegittimazione dell’avversario (Metodo Boffo)
  • banalizzazione delle critiche (si tratta di puro gossip e di invidia da parte dei “sinistrati”);
  • rovesciamento delle parti (è stata lesa la privacy di B.; B. vittima della magistratura rossa; i sinistri sono i violenti e noi il popolo dell’amore );
  • agenda setting (TV e giornali parlano prevalentemente di argomenti che avvantaggiano B., come immigrazione, criminalità, divisioni nello schieramento avversario. I problemi reali del paese passano in secondo piano);
  • strategia della distrazione (per es. non si parla più di nucleare e si cancella il referendum; si riempie la TV di Grandi Fratelli, Isole dei Famosi, Amici e Fattorie);
  • sabotaggio mediatico (interruzioni continue degli avversari per neutralizzarne gli argomenti nei confronti TV; telefonate minacciose di B. e di Masi ai talk show televisivi; uso del metodo “panino” delle notizie: si fa parlare prima un esponente del governo che pone il tema, poi un esponente dell’opposizione, infine un esponente della maggioranza che lo attacca, sulla base del principio che chi parla per ultimo ha sempre ragione);
  • teoria del complotto, la più redditizia : c’è un bravuomo che lotta da solo contro tutti quelli che “non lo fanno lavorare”. Chi si metterebbe di traverso? La magistratura “rossa”, i non meglio identificati “poteri forti”, i “ribaltonisti”, i Follini, poi i Casini e infine i Fini. Ma anche l’Unione Europea, il Quirinale, il CSM, il Consiglio di Stato, la Costituzione, i giornali, Santoro e Floris. Ah, scusate mi dimenticavo : perfino le opposizioni parlamentari.

Ma nei momenti critici di una campagna elettorale si fa ricorso anche ai trucchi più sporchi. Vi ricordate di Rutelli in corsa a sindaco di Roma per il dopo Veltroni nel 2008? In quindici giorni Rutelli, largamente in testa al primo turno, perse 97.000 voti e Alemanno ne guadagnò 91.000. Cosa era successo? Quattro stupri in undici giorni, finiti ad ogni ora del giorno e della notte sui TG e sui giornali. Celebre la dichiarazione di Maurizio Gasparri (Pdl),: “La Roma di Prodi, Rutelli e Veltroni è il regno del terrore e dello stupro”.

Barbara Palombelli e Francesco Rutelli messi a nudo

Dopo quindici giorni di martellamento mediatico, Alemanno venne percepito come l’unico che avrebbe potuto mettere fine al degrado sociale della capitale. E l’incolpevole Rutelli – già fiaccato dalla riesumazione della leggenda metropolitana che voleva sua moglie Barbara Palombelli beneficiaria della STA (in realtà azienda interamente comunale) che riscuoteva i parcheggi a Roma – come il responsabile di tale situazione.

Ci fu senza dubbio anche un effetto di trascinamento, dovuto alla vittoria alle politiche di quindici giorni prima di Berlusconi, visto che molti saltano sempre sul carro del vincitore. Ma decisivo fu il risalto dato alle violenze (per alcuni assai sospette) dalle TV nazionali : un famoso giornalista TV, poi passato alla concorrenza, ha ricordato che a Mediaset – a vittoria di Alemanno ottenuta – ci furono brindisi al grido di “missione compiuta”. Non ne abbiamo riscontri diretti, ma ciò appare assai verosimile.

La strategia dell’untore a Milano

A Milano la partita resta ancora aperta. Dopo il colpo basso del confronto TV, in cui la Moratti ha rivolto accuse false a Pisapia non dandogli possibilità di replica, adesso Berlusconi e i suoi stanno abbandonando la strategia dello scontro istituzionale con altri organi dello stato e con la costituzione che a Milano non sembra aver sortito effetti.

La supposta aggressione alla mamma di un assessore comunale PdL da parte di un fantomatico fan di Pisapia armato di fischietti e volantini sembra essere una montatura (vedi dichiarazione di una testimone e sequenza fotografica su http://letteraviola.it/2011/05/ecco-come-gli-sceneggiatori-del-pdl-creano-tragedie-contro-pisapia-foto/).

Ma fornisce argomenti a chi vuol accreditare l’immagine di una Milano “ostaggio dei violenti fan di Pisapia”. Berlusconi non a caso si è buttato a pesce sull’episodio ed è andato in ospedale a fare il buon samaritano, visitando l’aggredita con regolamentari TV al seguito.

Adesso si adotta la strategia dell’untore e si punta al bersaglio grosso degli umori viscerali : ecco zingaropoli, la città in mano al Leonkavallo, ai drogati, ai clandestini, ai comunisti, ai violenti, ai gay e agli islamici.

Il Comitato elettorale di Pisapia ha denunciato l’esistenza di ragazzi che andrebbero in metro per giornate intere con stereo a tutto volume infastidendo i passeggeri e facendosi passare per fan di Pisapia; geometri e operai che vanno in giro per Milano, come nel celebre episodio di “Amici miei”, a prendere le misure per costruire fantomatiche moschee; zingari che distribuiscono volantini pro-Pisapia. Si costruiscono episodi di violenza a danni di sostenitori della Moratti.

In un colpo solo la Delta Force berlusconiana tenta di dare vita a un OGM chimerico : un gay islamico clandestino di etnia Rom che si droga e frequenta i centri sociali e che vota Pisapia. Siccome le chiacchiere TV non impressionano più di tanto, si cerca allora di dimostrare “in corpore vili” quello che diverrebbe Milano con la vittoria di Pisapia : città in balìa di zingari gay islamici e drogati.

Achtung banditen!

Ma pensiamo che questo non sia sufficiente. Nelle prossime probabilmente si cercherà di alzare ancora di più la tensione. Riportiamo alcuni commenti apparsi ieri sul sito WEB de Il Giornale:

#167 focacola (6) il 22.05.11 alle ore 18:04 scrive:

Facciamo una scommessa? Mi gioco la dentiera che prima del ballottaggio accadrà un gravissimo episodio di violenza. Ne sarà vittima un esponente o un simpatizzante del pdl milanese. Il fatto susciterà tale impressione da indurre gli elettori moderati a votare in massa per la Moratti…

Rincara la dose #57 Rondò Veneziano (257) che, il 22.05.11 alle ore 13:29, scrive: “Non credo che basterà la mamma dell’assessore che viene aggredita, buttata a terra e scalciata per strada. Qui ci vuole qualcosa di più dirompente, tipo una bella bomba islamica in piazza duomo o Lassini che viene rapito dalle BR e scrive un bel memoriale dalla prigionia.”

Nel frattempo i crociati del Popolo dell’Amore si stanno mobilitando in difesa dei valori cristiani : #164 Random64 (3007), il 22.05.11 alle ore 18:01, scrive:

o si costringe la sinistra parlamentare (che fiancheggia sta teppaglia) ad abbandonare questo schifo o si utilizzi il duro manganello della repressione delle forze dell’ordine… si vada dentro i centri sociali, leoncavallo o simili e si sgomberino con la forza dove “forza” sta bastonate fra i denti… li rilasceranno? pazienza saranno zoppi e senza “denti” , volete che non lo capiscano? siamo sotto lo scacco della solita “bestiaccia rossa” a quattro zampe: una in parlamento, una nelle piazze, una nell’amministrazione ,una nella giustizia..iniziamo a “pestarne” qualcuna..

Pisapia raffigurato da "Libero", il 19 maggio 2011

Giustamente Pisapia, preoccupato di quello che può succedere, ha chiesto ai propri sostenitori di “volgere cristianamente l’altra guancia”. Per uno fatto passare per “paladino di zingari gay islamici” non c’è male. Bravo Pisapia.

Siamo curiosi di vedere quello che succederà i prossimi giorni. Nel frattempo Youreporter pubblica un video sui controlli di polizia fatti a chi contesta – civilmente – la Moratti.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/05/22/vietato-contestare-la-moratti-2/112982/

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Silvio urla per vincere! Ecco la trappola tesa alle opposizioni.

Posted by pocavista su 28 aprile 2011

Silvio urla per vincere! Ecco la trappola tesa alle opposizioni. Una delle tante. Si chiama agenda setting.

(da Il Fatto)

Sarebbe una grave ingenuità ritenere che i toni sempre piu aspri degli attacchi che Berlusconi rivolge in questi giorni in varie direzioni, dalla magistratura alla scuola pubblica, siano segni di nervosismo o di debolezza se non veri e propri errori di un leader al tramonto. Significherebbe non capire che si tratta di una strategia consapevole e di una trappola tesa all’opposizione.

Questo severo monito dato alle opposizioni perché non subiscano sempre l’agenda dettata da Berlusconi proviene – nientepopodimenochè – da La Malfa il Giovane. Così scriveva qualche giorno fa su L’Espresso. 

La Malfa il Vecchio, commemorato in un francobollo emesso dalla Repubblica Italiana

I più giovani si chiederanno : il giovane la Malfa, chi era costui? Basterebbe dire che non è altro che il figlio di Ugo La Malfa, fondatore del Partito Repubblicano, uno dei cavalli di razza della prima repubblica.

Una sorta di Renzo Bossi con la laurea divenuto docente universitario? No, qualcosa di più : la Malfa figlio, che a suo tempo sembrava un puledro di razza, purtroppo è invecchiato senza mantenere ciò che prometteva, di divenire cioè un leader di caratura nazionale.

Lui ha più di settanta anni ed è ormai parte dell’arredamento di Montecitorio, visto che da quasi quaranta siede in Parlamento, una sorta vecchia pendola che oscilla tra la destra e la sinistra.

Nonostante che il suo partito, il PRI – tradizione di sinistra moderata – proclamasse da sempre l’esigenza di pulizia e di rigore in politica e in economia, Giorgio è riuscito a beccarsi una condanna a sei mesi per tangenti nella vicenda Enimont ai tempi di Mani Pulite.

La Malfa il Giovane – nottetempo – decide allora di passare il confine tra i due schieramenti per fare il ministro per Berlusconi e si fa eleggere nelle liste di Forza Italia. Un po’ come Tremonti, il primo ribaltonista della Seconda Repubblica, fattosi eleggere contro Berlusconi nel 94 nel Patto Segni per poi passato dalla sera alla mattina con il Cavaliere per fare il Ministro nel suo primo Governo, per dargli una maggioranza in Parlamento che non aveva. 

Ultimamente La Malfa è uscito dal PdL e si è collocato nel Gruppo Misto, forse per fare posto ai Razzi e agli Scilipoti, di cui forse non condivide la linea sui mutui e sull’agopuntura.

Notiamo che al transfuga La Malfa non è ancora stato applicato il Metodo Boffo da parte dei Sallusti e dei Feltri : e questo la dice lunga su quanto ormai conti poco il Nostro.

Berlusconi e l’agenda setting.

Perché allora ci occupiamo di quanto dice La Malfa il Giovane? Perché afferma una cosa che tutti coloro che si occupano di comunicazione conoscono. E che i vari Di Pietro, Bersani & Co (l’uno cresciuto nelle questure e nei tribunali; l’altro nelle Case del Popolo dove si sa tutto di Lambrusco e piadine, ma poco di comunicazione) sembrano ignorare.

La Malfa, il Giovane

In effetti Berlusconi con le sue dichiarazioni cerca di occupare con forza il centro della scena politica e mediatica, distogliendo l’attenzione da altre questioni (leggi e leggine per sistemare i suoi processi; la modifica della legge elettorale per neutralizzare i problemi di governabilità al Senato posti dall’esistenza del Terzo Polo; i problemi economici crescenti di molte famiglie; le troppe promesse non mantenute riguardo a fisco, occupazione, grandi opere, monnezza napoletana).

Berlusconi attacca violentemente la magistratura, la Consulta, la Presidenza della Repubblica, la Costituzione : le opposizioni reagiscono e lui si dipinge ancora una volta la povera vittima che viene attaccata perché vuole modernizzare l’Italia.

Questo ricompatta il suo elettorato in questo momento un po’ disorientato. Grazie anche al suo assoluto predominio sul mondo dell’informazione TV.

I Santoro e i Floris? Contano poco : si rivolgono a un elettorato già orientato e informato : quello che può fare la differenza invece è composto dalle casalinghe di Voghera che leggono “Sorrisi e Canzoni” e “Chi?” e che guardano le soap opera, i pensionati che vedono tutti i giorni il TG1 o il TG5,e i ragazzi che pasteggiano a Isole dei Famosi, Amici e Grandi Fratelli.

E’ a costoro che pensa Berlusconi quando fa le sue sparate e indica le priorità dei temi su cui discutere. E’ ciò che in comunicazione si chiama agenda setting.

I mezzi d’informazione – in particolare TV – definiscono la rilevanza di un tema (dando notizie di apertura e maggiori spazi di approfondimento per esempio nei TG) : i lettori o i telespettatori percepiranno come rilevanti i temi indicati come tali dai mezzi di informazione. E ne parleranno sul lavoro, in tram o dal barbiere. 

Infatti basta che Il Giornale e Libero sparino un titolo a otto colonne in prima pagina e che magari il TG5 lo rilanci in prima serata, per “costringere” tutti i TG e gli altri giornali a riprendere il tema per non “bucare” la notizia.

Vi ricordate l’ultima campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Roma? Rutelli era molto più avanti di Alemanno al primo turno; poi – nei quindici giorni che lo separavano dal secondo turno – quasi tutti i giornali e le TV di Berlusconi dettero grande rilevanza al tentativo di stupro avvenuto vicino a una fermata della metro a Roma. 

Il problema del governo della città nella percezione dei cittadini venne ridotto ad un problema di sicurezza. Rutelli non era sindaco e a lui non avrebbero potuto essere addossate colpe che non aveva. Ma per quindici giorni TV e giornali non parlarono d’altro. Conclusione : Alemanno risalì lo svantaggio e vinse.

Oggi la giunta Alemanno è stato toccata dallo scandalo di Parentopoli e gli stupri vicino alle fermate della metro continuano come prima : ma i giornali e le TV parlano d’altro. 

 

A questo serve l’agenda setting. Tema che approfondiremo in un prossimo post “più tecnico”.

P.S. – C’è ancora chi si stupisce che nelle altre democrazie occidentali un soggetto che possegga un giornale o un canale TV non possa candidarsi al Parlamento né tantomeno fare il Presidente del Consiglio? E che Bloomberg, per fare il sindaco di New York (sindaco non il Presidente USA) abbia dovuto cedere il suo canale TV, che tra l’altro si occupa unicamente di economia e finanza?

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La malattia breve come il processo breve: se sei gravemente malato, ma non ce la fanno ad operarti entro tre mesi, vieni dichiarato clinicamente guarito. Per legge.

Posted by pocavista su 13 aprile 2011



“Processo breve” in versione PdL : se il processo non arriva a conclusione entro i termini di prescrizione accorciati, l’imputato è dichiarato innocente. Per legge. Se non lo è, sono problemi nostri.

Applichiamo lo stesso criterio al settore dell’assistenza sanitaria, anch’esso afflitto da enormi tempi di attesa per i pazienti.

Ecco allora che il Parlamento potrebbe approvare la “malattia breve”, per snellire le file di attesa: se la visita in ospedale o l’intervento chirurgico non viene svolto per esempio entro tre mesi, il malato è dichiarato clinicamente guarito. Per legge. Se poi muore, sono problemi suoi.

Qualcuno potrebbe obiettare che servirebbe invece ridurre gli sprechi, controllare meglio il personale ospedaliero, eliminare i numerosi episodi di corruzione, eliminare i conflitti di interesse di molti medici che accrescono le inefficienze delle strutture sanitarie pubbliche – in cui lavorano – per dirottare i pazienti verso le cliniche private in cui operano.

La “malattia breve” così descritta sarebbe una presa in giro? Ma è la stessa logica del processo breve, nella versione approvata in Parlamento.

In effetti uno potrebbe aspettarsi invece  che, per ridurre la durata dei processi, si riorganizzassero i tribunali e si investisse in risorse e personale per renderli maggiormente efficienti.

Ma anche che :

1 – si eliminasse l’istituto della prescrizione, per rendere meno appetibili le pratiche dilatorie adottate dagli avvocati specialmente di quelli che assistono imputati potenti (molti testimoni, perizie inutili, legittima suspicione, richieste di trasferimenti del procedimento);

Ferve lattività in Parlamento per risolvere i problemi degli italiani

2 – in caso di appello, si desse la possibilità al giudice di aumentare pene e sanzioni eventualmente comminate nel primo grado di giudizio. Molti ricorsi in appello vengono fatti per allungare i tempi della sentenza definitiva e tentare la via della prescrizione, tanto non si rischia un aggravamento delle pene.

3 – si eliminasse il terzo grado di giudizio.

Invece la maggioranza al governo vuole introdurre la prescrizione breve per gli incensurati come Berlusconi (non bastano più le attenuanti generiche di cui già si è avvalso?); vuole mettere i PM sotto il controllo del potere politico con la scusa della separazione delle carriere dei magistrati; vuole introdurre la responsabilità civile diretta dei magistrati (quale sarà il magistrato che emetterà sentenze di colpevolezza in una causa penale, sapendo che l’imputato gli può fare una causa civile? E che succederà nelle cause civili, quando il giudice dovrà dare pure torto a qualcuno?).

Scilipoti in Parlamento dimostra spiccata vocazione musicale : eccolo colto nell'atteggiamento del "pianista", cioè di chi usa entrambe le mani per votare anche per un collega assente. Non a caso fa parte dei gruppo dei "responsabili"...

Ma ormai siamo nelle mani dei Razzi e degli Scilipoti di turno, accorsi in soccorso del Leader Supremo.

E pensare che qualche tempo fa qualcuno si lamentava, perchè gli italiani avevano mandato Iva Zanicchi al Parlamento Europeo a rappresentare l’Italia, mentre i lombardi avevano eletto il Trota e la Minetti in Consiglio Regionale …

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Questa ci mancava : il caso Ruby spiegato ai fanciulli. Marcello Veneziani e l’educazione dei figli.

Posted by pocavista su 8 aprile 2011

Continuiamo a leggerla, caro Veneziani, dato che lei non finisce mai di stupirci.

Lei ama descriversi come un onesto ragazzo di destra deluso dalla vita e da Fini in particolare. C’è chi la ritiene invece un furbo intellettuale di destra che si è ricavato una nicchia ecologica blindata all’interno del potere berlusconiano; chi un fascista “buono” e un po’ triste che sa usare la penna e che la sera legge Kant invece di andare al bunga bunga. E che preferisce usare la vaselina mediatica al posto del manganello.

Probabilmente in Veneziani convivono più personalità, come in dr.Jekyll e Mr.Hyde : di giorno, si mette un rassicurante doppiopetto; la sera, il maglioncino girocollo da intellettuale engagè per spiegare Evola e de Maistre; il sabato, i pantaloncini corti, la camicia, il fez e il moschetto di legno da balilla.

Ma, per coerenza, veste sempre in tinta unita. In nero. Colore che sfina, è assai gradito alla maggioranza al potere e si abbina bene con tutto. Anche con Giampaolo Pansa.

Ruby e il tredicenne.

Ieri, nella sua consueta rubrica il Cucù su Il Giornale, Veneziani spiegava la vicenda Ruby ad un presunto figlio tredicenne.

Provate voi a spiegare la vicenda Ruby a un ragazzo sveglio di tredici anni. Ti chiede se la denuncia è partita da qualcuno che si sente danneggiato… E tu dici di no, non c’è nessuna denuncia, non c’è una vera parte lesa. Ti chiede poi se c’è stata violenza o danni alla ragazza … e tu dici di no, era già escort prima…

Ti chiede se è stata pagata con i soldi di noi contribuenti, e tu devi rispondere di no, lui … fa regalie di tasca sua. Ti chiede allora se è stato beccato sul fatto, perché è brutto vedere un vecchio fare sesso con una ragazzina, e tu dici di no, nessuno li ha visti, negano ambedue, non ci sono prove.”

Poi continua :

… tu dici che … è brutta quella telefonata in questura e così quella falsa parentela con Mubarak, quegli amici Mora&Fede e quel troiaio… Lui incalza: ma questa vicenda ha danneggiato l’Italia nel mondo? E tu dici di si, è stato un danno all’immagine e alla credibilità dell’Italia e del suo governo.

Ma poi ti chiede se è stato lui a esibire al mondo questa brutta storiella privata; no, devi rispondere, l’ha resa pubblica chi ha intercettato, impegnando tanta gente e tanti soldi per spiarlo, e chi poi l’ha sputtanato ogni giorno sui giornali e in tv. … E allora tu dici, però ora basta, vai a scuola...”.

Qui Veneziani mostra al figlio come esercitare il mestiere più antico del mondo dopo il meretricio : quello dell’intellettuale che si mette al servizio del potente di turno, facendo finta di essere indipendente e persino critico, all’occorrenza.

Marcello Veneziani

Qual è la ricetta?

  • Si prenda una vicenda scomoda per il potente e se ne riproponga la versione a lui più favorevole (“non c’è vera parte lesa”, la ragazza era già una prostituta, Berlusconi l’ha pagata di tasca sua, entrambi negano di avere fatto sesso);
  • si aggiunga una leggera presa di distanza, se no pare di fare la parte di Fede (“è brutta la telefonata in questura e la scusa della parentela di Mubarak”);
  • si attenui fino ad annullare le proprie osservazioni critiche (per esempio, raccontando che così fan tutti);
  • si suggerisca che la colpa non è di chi le cose le fa, ma di chi le racconta.

In soldoni: si occultano i reati da accertare (prostituzione minorile, concussione), si dice che si tratta di puro gossip e moralismo, e si fa passare il potente per una povera vittima di invidiosi, guardoni, falliti, complottisti.

Il sesso ormai è reato?

Il giorno seguente Veneziani cerca di terminare il compitino, presentando un nuovo articolo: “Caso Ruby e giornali: ormai il sesso è reato, hanno capovolto i valori”.

Il buon Marcello ripropone lo schema narrativo predisposto dai comunicatori berlusconiani e presentato su giornali e TV dai Ferrara, dagli Sgarbi, dai Sallusti, dai Belpietro, dai Signorini, dai Minzolini e dai parlamentari PdL (si tratta di gossip, è una congiura dei magistrati rossi, si spendono i soldi per spiare Berlusconi invece di perseguire i delinquenti, lui ha agito solo per evitare un incidente diplomatico con l’Egitto).

Veneziani propone una sua variante allo schema :

  • prende un elemento del caso Ruby che può aver suscitato perplessità in qualche elettore del Popolo dell’Amore;
  • lo fa proprio ( “Sì, ho trovato triste anch’io che il Parlamento abbia dovuto pronunciarsi sulla vicenda Ruby e trovo avvilente che abbia dovuto avallare la tesi del premier realmente convinto che si trattasse della nipote di Mubarak. È una brutta pagina del Parlamento…”);
  • e alla fine lo “sterilizza” ( “Seguendo la tradizione del Giornale di Indro Montanelli, mi turo il naso e dico: meglio così che far cadere un governo e una maggioranza su Ruby. Sarebbe stato ancora più indecente e vergognoso”).

Poi Veneziani si avventura nel così fan tutti e cita Vittorio Emanuele II, Craxi, Kennedy. Vuole farci concludere che non c’è niente di nuovo nella vicenda Ruby.

Vittorio Emanuele e la Bela Rosin

Magari qualcuno potrebbe obiettargli che Vittorio Emanuele II non faceva passare la “bela Rosin” per nipotina di Menelik, o che Anja Pieroni e Marylin Monroe non erano minorenni e non venivano pagate un tanto a botta. Vittorio Emanuele, Craxi e Kennedy non risulta inoltre che abbiamo mai partecipato ad un “family day”.

Figuriamoci se infine Veneziani perde l’occasione per l’attacco di rito alla magistratura : “Il potere giudiziario non può paralizzare il potere legislativo ed esecutivo, non può rovesciare la sovranità popolare e gettare nel caos una nazione”.

Alcuni commenti dei suoi lettori

Molto si potrebbe obiettare ad un Veneziani che arranca dietro ad argomentazioni sempre più deboli. Ma facciamogli rispondere dai suoi lettori, che commentano sul sito WEB de Il Giornale.

Marylin Monroe

 

Il lettore #19 kreb (156), il 08.04.11 alle ore 12:21, scrive:

Il potere giudiziario non può paralizzare il potere legislativo ed esecutivo, non può rovesciare la sovranità popolare e gettare nel caos una nazione. Aggiungo che il capo del potere esecutivo non può utilizzare la maggioranza di cui gode in Parlamento per paralizzare l’attività legislativa! Così come non può approvare delle leggi che per un tornaconto personale mandino in fumo gli interessi di migliaia di vittime, che si vedranno private di un valore supremo come la giustizia per via della prescrizione breve.

Da mesi ormai il Parlamento discute provvedimenti che non hanno nulla a che vedere con l’interesse generale ma con gli interessi di poche persone. Questo è realmente intollerabile. Da mesi si discute di Lodo Alfano, legittimo impedimento, legge sulle intercettazioni, processo (o sarebbe meglio dire prescrizione) breve”.

#13 bart (124), il 08.04.11 alle ore 10:48, evidenzia che un altro aspetto dell’anomalia berlusconiana:

Un’affermazione come: “ormai il sesso è reato” mi sembra frutto, più della nostra era mediatica, di semplice paranoia.

Come quell’altra per cui il potere giudiziario potrebbe “rovesciare la sovranità popolare” per il semplice fatto di mettere sotto inchiesta il capo dell’esecutivo. La maggioranza continua ad essere legittimata a governare, come è normale che faccia in qualsiasi paese liberale. Ma se il governo della maggioranza dipende assolutamente da un uomo solo, cosa che invece nei paesi liberali normalmente non accade, questo è un problema della maggioranza, non della magistratura.

Quanto al fatto che ci siano state epoche in cui i vizi erano privati e le virtù pubbliche, è vero, e io, come tanti, non ne sento la nostalgia.”

#25 DubitoErgoSum (11) il 07.04.11 alle ore 1:50, suggerisce a Veneziani le risposte da dare al figlio tredicenne che si meraviglia che un vecchio di 75 anni corra dietro a sue possibili compagne di banco:

(il ragazzo) ti chiede se la denuncia è partita da qualcuno che si sente danneggiato, e tu gli rispondi che esistono valori che devono essere tutelati e reati che devono essere perseguiti a prescindere dall’esistenza di una denuncia, perché sono d’interesse di tutta la comunità civile.

Ti chiede se era minorenne o no … e poi quella storia della nipote di Mubarak, e tu rispondi che sì, era minorenne, e a volte in situazioni disperate si ricorre a scuse ridicole perché non si sa che altro dire (ti ricordi, figliolo, quella volta che ti abbiamo colto a guardare foto di donnine nude sul PC e tu hai cercato di darci a bere che stavi facendo una ricerca di scienze?).

…gli dici che una cosa sbagliata fatta da molti o per molto tempo non diventa per questo improvvisamente giusta, e che se lo ricordi bene la prossima volta che i suoi amici lo inviteranno ad andare a rubacchiare le figurine dall’edicolante perché tanto “una volta o l’altra lo fanno tutti”.

… Lui incalza: ma questa vicenda ha danneggiato l’Italia nel mondo? E tu dici di si, .., ma la colpa non è di chi ha dato la notizia, bensì di chi ha commesso il fatto, e che se lo ricordi la prossima volta che gli verrà in mente di tacere per difendere il bulletto della scuola che ha dato fastidio alla ragazzina indifesa, perché qualcuno gli ha detto che “non va bene fare la spia” e che devi solo “farti gli affari tuoi”.”

Conclusione

Ma siamo proprio sicuri che il genitore Veneziani sia tanto pirla da trattare un figlio tredicenne, molto “sveglio”, come se fosse un qualsiasi aspirante tronista o una velina?

Preferiamo credere che Veneziani, l’uomo della vaselina, intendesse parlare solo al popolo di elettori dell’amore. Che – guarda caso – va trattato come un ragazzo di scuola media nemmeno troppo sveglio, come disse il Leader Supremo durante una convention aziendale, subito prima della sua scesa in campo.

La seguiamo sempre con attenzione,

saluti dal suo affezionato blogger, velenoso e cretino,

Pocavista

Pocavista

 

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Presidenti e ministri che ignorano di cosa parlano. La Gelmini da Fazio denuncia un inesistente corso di laurea su “L’Asino dell’Amiata”! Berlusconi parla di energia nucleare prodotta dalla “scomposizione delle cellule”!

Posted by pocavista su 13 marzo 2011

Siamo costretti a una replica non voluta : ebbene sì, l’ Asino dell’Amiata è, sotto sotto, comunista. Dev’essere per questo che risulta così  insopportabile agli esponenti del governo di destra. Ne parlano male e volentieri tutti i Ministri berlusconiani, da essere divenuto il simbolo degli sprechi dell’Università italiana.

Anche stasera il Ministro Gelmini da Fazio, a “Che tempo che fa“,  ha colto al balzo l’occasione per dimostrare la propria ignoranza delle cose dell’Università. Anche lei, come molti suoi colleghi, parla per sentito dire, denunciando  l’esistenza di un inesistente Corso di Laurea sull’Asino dell’Amiata.

Il MInistro Gelmini da Fazio parla di un fantomatico corso di laurea sull'Asino dell'Amiata (foto da comitatoscuolapubblica.wordpress.com)

 

Forse la Gelmini attinge la propria conoscenza a fonti scientifiche fondamentali, quali il leghista Roberto Castelli e lo scudocrociato Rotondi, Ministro di un Ministero inutile come quello per l’Attuazione del Programma: gente a cui certo non fa difetto il pensiero. Nonostante i tempi di crisi, in cui tutti tirano la cinghia, ne hanno una riserva così abbondante da dispensarne a piene mani in ogni occasione.

Mentre la Gelmini gioca al rialzo, parlando di un corso di laurea sull’Asino dell’Amiata (menzogna clamorosa), Roberto Castelli,  qualche settimana fa ad Annozero si limitava a ironizzare su di una ricerca costata decine di migliaia di euro per studiare un particolare tipo di Asino originario di una determinata regione d’Italia.

Segnaliamo un LIBRO che si è già occupato della questione in occasione delle dimenticabili performance televisive del duo Rotondi-Brunetta a Ballarò nel 2008. I due tiravano in ballo – forse senza sapere bene di cosa stavano parlando – la famosa ricerca sull’Asino dell’Amiata.

Bene : rifacciamo nomi, cognomi e indirizzi. Facoltà di Veterinaria dell’Università di Pisa. Responsabile della Ricerca : Prof. Camilli. Anno 2004. Finanziamento : 55.000 euro. Una miseria. Almeno rispetto ai presunti 400.000 euro accollati al contribuente italiano per organizzare un premio cinematografico fasullo da attribuire ad un’attrice bulgara nelle grazie del premier. “A sua insaputa”.  O al costo del Ministero per l’Attuazione del Programma, istituzione che ci viene invidiata nel mondo.

Che cosa hanno fatto di male questi “spreconi dell’Università di Pisa”? Hanno studiato la mappatura genetica dell’animale e certe sue particolarità, come il fatto che sia immune a certe malattie, alcune delle quali mortali per l’uomo. Ricordiamo che l’Asino dell’Amiata è stata dichiarata una razza a rischio d’estinzione dalla Commissione responsabile delle Biodiversità del Parlamento europeo (NL 215/90), dalla FAO (FAO, 2000) e dal Monitoring Institute for Rare Breed and Seed in Europe (2001). 

La ricerca va collegata al valore ormai universalmente riconosciuto della biodiversità, forse troppo difficile da comprendere anche per soggetti come Castelli e Rotondi che pure ne costituiscono una dimostrazione all’interno della specie umana.

Due parole. Com’è noto l’asino, oltre che nel ramo dei trasporti, ha svolto mansioni lavorative anche in campo cosmeti­co, medico e alimentare. Quella di Poppea che faceva i bagni nel latte d’asina sembra sia una bufala. Sono veri invece gli usi medici e alimentari dell’asino. Già nella Francia del XVIII secolo furono istituite delle “lat­terie asinine” che dispensavano a puerpere e balie il prezios­o lat­te destinato a neonati cagionevoli. L’utilità del latte d’asina è oggi provata scientificamente come alternativa ai latti speciali per uso pe­diatrico. Il latte d’asina, essendo assai simile a quello umano, è attualmente rientrato nella dieta dei neonati allergici alle proteine del latte vaccino.

La Gelmini, Castelli e company poi hanno mai sentito parlare di onoterapia, l’uso di asini – assai più docili dei cavalli – per la terapia dei disabili?

Lo sa la Gelmini che progetti come quelli dell’Asino dell’Amiata sono stati finanziati dal  suo Ministero dopo valutazioni effettuate da un panel di esperti di nominati dal Ministro Moratti, Ministro – se lei non lo sapesse – del precedente Governo Berlusconi? Ridicolizzare un titolo di una ricerca universitaria, senza conoscerne contenuti, può andar bene per un Sallusti o per un Belpietro, meno bene per il Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica.

 

Asino “sorcino crociato” dell’Amiata

A questo punto, cara Gelmini e caro Castelli, qualche malpensante potrebbe ricordarsi che lo stufato d’asino è un piatto tipico della Lombardia e che fino a qualche anno fa si trovava comunemente nelle osterie padane. Tenendo conto che “si è ciò che si mangia”, c’è chi potrebbe concludere maliziosamente che chi mangia carne d’asino poi ha alte probabilità di diventarlo.

 


In conclusione, Gelmini e Castelli ci permettano un suggerimento : non parlino di cose che conoscono solo per sentito dire, come la ricerca sull’asino amiatino. Ci parlino invece di altri veri scandali dell’università, come le facoltà con pochi studenti, create ad hoc per soddisfare le richieste di qualche barone o politico locale.Oppure della “parentopoli” che dilaga in alcune università italiane.

O dei 250 milioni di euro sottratti dal suo governo alla scuola pubblica per regalarli a quelle private e cattoliche in particolare, in modo tale che qualche vescovo “contestualizzi” i peccatucci del premier.

E che pensano dell’ignoranza crassa del nostro amato Presidente del Consiglio, che parla di “energia nucleare prodotta dalla scomposizione delle cellule”(!). Si tratta forse di cellule cerebrali che si scompongono durante il bunga bunga?

Al leghista Castelli, a proposito di “parentopoli” che lui ha citato così bene ad Annozero, confessiamo che ci saremmo aspettati da parte sua, di cui è ben nota la coerenza, anche un qualche accenno a Renzo Bossi.

Il figlio del Senatur, in arte “il Trota”, già pluribocciato all’esame di maturità, non si sa per quali meriti è divenuto consigliere regionale della Lombardia, affiancando la collega Minetti.  La quale, essendo igienista dentale e “madrelingua”, può almeno vantare qualche merito di natura orale.

Non le risulta che il suo stipendio annuale, a carico del contribuente italiano, sia di molto superiore a quanto è costata la ricerca sull’asino?

Asino o trota lombarda sì, asino amiatino no?

Al Ministro Gelmini chiederei invece se la recente decisione del suo collega di governo, il Ministro Maroni, di far svolgere elezioni amministrative e Referendum in due turni separati a giugno – il che comporta un aggravio di spesa (seggi, organizzazione, presidenti di seggio e scrutatori) di centinaia di milioni di euro – non la scandalizzi di più delle poche decine di migliaia di euro che è costata la ricerca sull’Asino dell’Amiata.

Abbiamo il sospetto che, se si tratta di non far raggiungere il quorum a un referendum scomodo, anche la rigorosa Gelmini chiuda un occhio sui costi e preferisca dare spazio a ben altri quadrupedi.

Chi volesse controllare le affermazioni della Gelmini in merito all’esistenza di “corsi di laurea sull’asino dell’Amiata” può controllare il seguente video RAI (a partire dal minuto 7) :

PS – In un nostro precedente post riportavamo l’incipit di un capitolo del libro “Di Uomini e di Animali”, relativo alle esternazioni di Rotondi e Brunetta sull’asino dell’Amiata.

Chi fosse interessato può cliccare su   ROTONDI , BRUNETTA E L\’ASINO

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La vaselina e il manganello. Dr.Jekill e Mr.Hyde. Marcello Veneziani, Alessandro Sallusti e il “fangometro”.

Posted by pocavista su 11 marzo 2011

Fango alla vaselina? Nuova lettera aperta a Marcello Veneziani

Dopo un anno di esondazioni, il merdometro segna ora livelli di guardia”. Così Veneziani su “Il Giornale” all’inizio del 2011.

In passato su questo blog ho confessato l’inconfessabile : contravvenendo ad ogni indicazione medica, ho rivelato che ogni giorno cercavo l’articolo di Marcello Veneziani su “Il Giornale”. Il bello è che continuo a farlo. Poi spinto da un irresistibile cupio dissolvi, sbircio anche i commenti che il Popolo dell’Amore riversa sul sito WEB del quotidiano. Una lettura che consiglio a tutti, magari lontano dai pasti.

Veneziani, sempre generoso, a suo tempo mi aveva gratificato dandomi del “blogger velenoso e cretino”. Da toscano, vado fiero di quel “velenoso”; da italiano, mi conforta quel “cretino”, aggettivo che mi fa sentire in buona e nutrita compagnia.

A volte mi viene da pensare che il nostro intellettuale di destra sia un fascista “buono” (“nel senso di Montanelli”, come ha affermato ad Annozero un fascista che tanto buono non è, come il Ministro La Russa, che prende a calci – nel senso fisico del termine – i giornalisti scomodi). Buono, dato che la sera legge Kant prima di recitare le orazioni serali, mentre gli altri del suo schieramento – come direbbe Paolo Guzzanti – “vanno a Ministre”. Buono, perché conosce l’arte della scrittura, come pochi dalle sue parti.

Buono, ma pur sempre fascista. Lui, uno dei pochi che sa usare i congiuntivi (che dalle sue parti politiche è un rischio, visto che potrebbero prenderlo per un vezzo da effeminati), non ha il fisico per l’uso del manganello, come invece l’artigliata Santanchè o l’inquietante Sallusti. Inadatto allo scontro fisico e introvabile nelle farmacie l’olio di ricino, Veneziani ha dovuto ripiegare sulla vaselina.

Copyright "Il Giornale"

 

In “Auspicio per il 2011: la stampa che vorrei” all’inizio di gennaio il buon Marcello diceva: “Veniamo da un anno di veleni a mezzo stampa. … È difficile sopravvivere a questo clima senza essere schiacciati dal brutale obbligo di schierarsi e insultare…”.

Veneziani poi rilevava che “le stagioni cambiano, urgono svolte e ritorni di stile. Il Giornale non può essere un quotidiano corsaro … Chiaro e deciso nei suoi orientamenti, ma più sobrio e rigoroso nei toni, capace di raccontare fatti e non solo versioni, inchieste e non solo campagne, contenuti e non solo titoli, commenti e non veleni.”

Chiudeva, sollecitando a buttare via clavi e corazze. “Si può essere … chiari senza essere rozzi. Anche per concorrere a elevare la qualità di quel popolo, maggioritario nelle urne, minoritario nella lettura. E non solleticare la sua pancia, il suo basic instinct.”

Abbiamo atteso alcune settimane per vedere il nuovo doppiopetto grigio de “Il Giornale” : abbiamo invece visto sparare in prima le foto di Vendola ventenne, nudo in una spiaggia per nudisti; articolesse sulla Bocassini colpevole di avere baciato in pubblico trent’anni prima il proprio fidanzato (maggiorenne); titoli a nove colonne sui magistrati guardoni (quelli di Milano che indagano su Berlusconi), e così via.

Il Giornale di Sallusti sente irresistibile – come direbbe Veneziani – “il richiamo del sangue e della foresta” e ignora il richiamo della vaselina di Veneziani. Che continua imperterrito a scrivere nello stesso quotidiano.

A questo punto la domanda sorge spontanea : che si sia rotto il “merdometro” di Veneziani? Veneziani non vuol rinunciare alla mensa aziendale? Oppure Marcello sta facendo il gioco delle parti? Stanno giocando a “il buono (Veneziani), il brutto (Sallusti) e il cattivo” (sempre Sallusti, costretto per ragioni di bilancio a interpretare due ruoli)?

Voi non ci crederete, ma Veneziani dice di avere fatto una scoperta fondamentale : “il magistrato non è Dio in terra … Da quando dilaga l’ateismo e non crediamo più alla Verità Unica e Assoluta, da quando non funzionano più neanche i surrogati teologi­ci, ovvero le ideologie, abbiamo lasciato il ruolo di Dio al Magistrato.” Chi l’avrebbe mai detto! (“Se il magistrato crede di essere Dio in terra”. così Marcello Venenziani su “Il Giornale” del 10 marzo 2011)
Poi viene la chiusa ad effetto, ad uso dei suoi fan “se la Giustizia fa così schifo, vuol dire che non è nelle mani di Dio ma nella migliore delle ipotesi di comuni mortali. Anzi a volte ometti, discesi dal verbo omettere.

Marcello Veneziani

Strano che Veneziani rimproveri alla magistratura di “omettere” : per una volta che non hanno “omesso” di indagare sul Rubygate, il suo giornale e i canali TV della casa hanno fatto il finimondo.

Veneziani ormai non sa su quali che vetri arrampicarsi : dice che i magistrati vogliono interpretare le leggi (cioè cercano di capire e di far rispettare ciò che il Parlamento – in maniera spesso contraddittoria e incompleta – legifera) e si sentono intoccabili. Non è vero che lo siano : esistono organi di controllo e sanzionatori come il Consiglio Superiore della Magistratura, che può comminare sanzioni contro quei magistrati che non facciano il proprio dovere. Alcuni magistrati infedeli sono stati condannati anche a pene detentive: un caso noto è quello dei giudici Metta e Squillante, corrotti dall’ex-ministro Previti per dare la Mondadori a Berlusconi, che hanno condanne definitive.

Forse Veneziani rimprovera al CSM di essere troppo indulgente con i magistrati? Ma avete mai sentito invece Veneziani rimproverare il Parlamento, e in particolare il PdL, di essere troppo indulgente con i parlamentari stessi? Solo in questi giorni il Parlamento a maggioranza berlusconiana ha negato l’autorizzazione a procedere, all’arresto, all’acquisizione di intercettazioni (che sono prove) o ha sollevato conflitti di competenza per Berlusconi, Sgarbi, Pecoraro Scanio, Brancher, Cosentino, Di Girolamo, Altero Matteoli.

Ci sono personaggi che continuano a sedere in Parlamento nonostante condanne in secondo grado per mafia come Dell’Utri (PdL); Cuffaro è da poco entrato in carcere perché è arrivata anche la sentenza di terzo grado (tutti a dire un gran bene di Cuffaro perchè si è presentato spontaneamente in carcere, invece di nascondersi dietro i banchi parlamentari).

Si ricorderà che l’allora partito Forza Italia fece ostruzionismo per impedire che Previti – condannato in via definitiva a 5 anni per corruzione in atti giudiziari e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici – lasciasse il Parlamento per scontare la pena.


Perchè Veneziani non fa un bell’articolo anche sul fatto che all’estero, nelle democrazie di paesi civili, un ministro tedesco si dimette perché beccato a copiare la tesi di dottorato o un ministro finlandese si dimette perché si è scoperto che per diversi mesi aveva avuto una colf in nero? E sul fatto che anche in Africa un ministro si è dimesso solo perché fotografato con alcune belle ragazze maggiorenni, altro che minorenni e nipoti di Mubarak!


No, queste cose per lui sono solo gossip : Veneziani preferisce invece i bagni di fango alla vaselina per i giudici, tanto antipatici al Leader Supremo che ha deciso di metterli a posto una volta per tutte con una riforma “epocale”.
Puntuali arrivano i riscontri sul sito WEB de Il Giornale, da parte di quel Popolo dell’Amore che ha una singolare concezione della democrazia :
#29 perigo (382) il 10.03.11 alle ore 14:39 scrive:
Complimenti per l’analisi! Di un perfetto che più perfetto non si può. Ma la frase di Veneziani che mi ha rallegrato la mattinata è questa: “ometti, discesi dal verbo omettere”.


#27 actarus100 (408) il 10.03.11 alle ore 13:41 scrive:
Grande Marcello!! Hai saputo sintetizzare quello che sto predicando con parole molto rozze da diversi anni. Ho scritto e pubblicato alcuni anni fa un pamplet (sic) che ha suscitato l’interesse e l’ilarità di molti lettori. … Che i magistrati si sentano la casta eletta “unta dal signore”, (senza legittimità popolare perché non necessaria), é chiaro oggi anche ai più sprovveduti.


#26 marcothink (417) il 10.03.11 alle ore 13:11 scrive:
Sottoscrivo, Aggiungerei Che è Necessario Poter Perseguire Quei Magistrati E Legislatori Che Creano Ingiustizie Sociali. Non Sarebbe Una Cattiva Idea Quella Di Mettere Sotto Voto Popolare I Casi Di Dubbia Etica O Di Cattiva Giustizia. Almeno Ci Leveremmo Di Torno Quei Personaggi Che, Per Esempio, Affidano I Bambini Alle Coppie Gay.”


C’è addirittura chi si dichiara disposto a cambiare residenza per votare Veneziani.
#1 charmant2 (1829) il 10.03.11 alle ore 8:49 scrive:
Onore a Marcello Veneziani: Pacato, distinto signore amante della verità senza per questo essere un Giudice. … Onore al merito, sig.Marcello. E se ti sacrifichi scendendo in politica,il mio voto,anche se dovrò cambiare residenza,è tuo.


Ma c’è anche qualche lettore che dissente e mantiene un certo grado di lucidità. Così #11 berto81 (60) il 10.03.11 alle ore 10:33 scrive:
Solitamente ammiro i suoi articoli, ma oggi mi ha un po’ deluso. In realtà il giudice prende le decisioni da lei indicate seguendo la legge. Dunque è la legge che decide. Dunque è il parlamento, indirettamente il popolo che decide, tranne in alcuni casi costituzionalmente previsti. Non vedo altra soluzione se non quello di un potere indipendente che ha il compito di far rispettare la legge, come in tutte le democrazie. Dunque il suo articolo suona vano e superficiale… Di critiche alla magistratura se ne possono esprimere tante, queste lasciano il tempo che trovano e sono quasi tutte opinabili. Auguri di pronta guarigione”.


Veneziani, attaccando i magistrati e la magistratura, sembrerebbe favorevole ad una sorta di satrapia mediorientale in cui il sovrano, anche se  “eletto dal popolo”, vuole esercitare direttamente la giustizia. Ed è per questo che la riforma “epocale” della giustizia mette i giudici – almeno i PM che perseguono i reati – di fatto sotto il controllo del governo che tra l’altro deciderà di volta in volta quali reati perseguire in forma prioritaria.


Non a caso questa riforma della giustizia del PdL era a suo tempo propugnata dalla P2. Facciamo un esempio assurdo : se un ipotetico capo di governo fosse stato beccato a frequentare minorenni marocchine, lui potrebbe chiedere alla sua maggioranza di imporre ai PM di perseguire “prioritariamente” solo la frequentazione di minorenni italiane. Oppure se – accusato di concussione – potrebbe indicare invece tra le priorità da processare il furto nei supermercati.


Ma anche così, caro Veneziani ci sarebbero giudici che dovrebbero “interpretare” e applicare la legge : non vorrà mica che Berlusconi – visto che in tribunale non si pratica la lap dance – èassi le proprie giornate a giudicare chi ha rubato un paio di calzini alla Standa?


Mi permetto allora di suggerire qualche alternativa. Eliminiamo magistratura e tribunali, ingombranti e costosi. Gli imputati di reati si potrebbero recare in appositi studi televisivi : da casa il pubblico dotato di telecomando, dopo la necessaria pausa pubblicitaria, li giudicherà con il televoto.

Ancora troppo complicato? Allora non rimarrebbe che l’autocertificazione dell’imputato, inviata alla parte lesa via e-mail: “sono colpevole e mi condanno a venti anni e sei mesi di carcere duro, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici”; oppure “sono innocente e condanno in via definitiva il denunciante al pagamento di 300.000 euro per il disturbo arrecatomi”. Probabilmente ci saranno poche condanne e molte assoluzioni.

Processo breve, eliminazione della “magistratura politicizzata”, costi processuali ridotti a zero e soluzione del problema dell’affollamento delle carceri : tutto in un colpo solo. Elementare, Watson.

Quindi Veneziani non sia timido : proponga chiaramente l’autocertificazione e tagliamo la testa la toro!


Saluti da un blogger velenoso e cretino
nonché suo affezionato lettore,
Pocavista

PS – Si rimetta presto.

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L’avreste mai detto? Sallusti è un guardone che si chiude in bagno con le foto della Santachè! Chi di Metodo Boffo colpisce, di Metodo Boffo perisce.

Posted by pocavista su 7 marzo 2011

Ormai l’allievo ha superato il maestro.

Sallusti, dopo aver aver fatto l’apprendista da Feltri, si è messo in proprio e ha dato nuovo vigore alla nobile arte del lancio del fango (il cosiddetto “Metodo Boffo”). Ciò in vista della riforma che il plurinquisito Berlusconi intende attuare sulla giustizia. Cose che succedono solo in Italia.

Dopo i calzini turchesi del giudice Mesiano, adesso i magistrati vengono fatti passare da Il Giornale per matti (ieri) e guardoni (oggi) : Sallusti sta preparando il terreno per il processo di Milano contro Berlusconi (caso Ruby) e per la riforma della giustizia, che dovrebbe sistemare una volta per tutte i conti con quella parte della magistratura che ancora si ostina a fare il proprio lavoro.

I metodi barbarici di Sallusti, Feltri, Brachino e company, ormai stanno trasformando il sistema dell’informazione in una vera e propria fabbrica del fango.

Marcello Veneziani, che all’inizio dell’anno su Il Giornale auspicava un diverso e più sereno uso dell’informazione, si è rifugiato nella sua rubrica del “Cucù” e ormai lascia il campo libero ai veri squadristi dell’informazione. Altro che libero confronto delle idee : ormai c’è solo fango e manganello. Lui, il Marcello, in fondo in fondo, è un fascista buono.

Applichiamo anche noi il “Metodo Boffo”

Cosa direbbero i “veri” liberali di destra se anche ai loro rappresentanti venisse applicato il “metodo Boffo”? La regola la conosciamo tutti : a brigante, brigante e mezzo.

Ecco la foto che, secondo alcune indiscrezioni non confermate, incastrerebbe Sallusti.   L’insospettabile voyeur sarebbe solito chiudersi in bagno con il suo smartphone, da cui potrebbe accedere a foto come quella che mostriamo.

La tonsilla siliconica della Santanchè avrebbe un particolare potere afrodisiaco sulla Redazione de Il GIornale

Quella che abbiamo dato è una pseudonotizia fangosa alla Feltri e Sallusti. Si usano condizionali, allusioni, indiscrezioni non confermate, per buttare melma sull’avversario di turno. Salvo poi smentire tutto : ma intanto qualche schizzo di m… rimane addosso al malcapitato. Prima Boffo, poi Don Sciortino, poi Mesiano, poi Fini, poi la Marcegaglia, poi Woodcock, poi Vendola, poi la Bocassini, poi di nuovo tutta la magistratura “rossa”.

Caro Sallusti, lo sappiamo che sei pagato per questo, ma smettila con il giornalismo “monnezza”: non vorremmo continuare a scendere sul tuo stesso piano.

I lettori di destra non si ribellano mai a questo modo distorto e calunnioso di fare informazione? Sono tutti dei criptofascisti o dei fascisti dichiarati?

La democratura berlusconiana

Manca poco per il completamento della “democratura”, quella forma di dittatura sostanziale che mantiene solo alcuni aspetti formali della democrazia prevista dal programma della P2 dei Lucio Gelli, e dei piduisti Berlusconi e Cicchitto. La divisione e l’indipendenza dei poteri dello Stato e la libertà e il pluralismo dei mezzi di informazione – fondamenti di tutte le democrazie occidentali – vengono progressivamente cancellati e sottoposti al controllo del Potere esecutivo (Il Governo)

Potere Legislativo – Berlusconi e la Lega hanno ormai ridotto il Parlamento ad una dependance di nominati dall’alto, scelti per la loro fedeltà al capo, e ad un mercato di personaggi in vendita.

Informazione – Il predominio di Berlusconi sui mezzi di comunicazione TV è quasi assoluto, ma da destra si parla di RAI sotto il controllo della sinistra. Masi, il direttore della RAI, chi è, un bolscevico? I TG1, i TG2 , TG4, TG5 e TG di Italia 1 vanno in onda più volte al giorno e diffondono verità a senso unico, filoberlusca. Il filoberlusconiano Vespa va in onda 4 o 5 volte a settimana; il guastatore Sgarbi impazza ad ogni ora su ogni canale TV, insieme ai videomessaggi selvaggi di Berlusconi; l’ex-spia della CIA divenuto oggi lo “smutandato di Collegno”, Giuliano Ferrara, si prepara a fare la sua rubrica giornaliera su RAI 1 nell’ora di massimo ascolto. Per non parlare di Matrix, Paragone, Signorini che diffondono in vario modo il verbo berlusconiano.

In una situazione del genere, a destra si ha il coraggio di chiedere l’alternanza a Santoro e Floris (che vanno in onda una sera a settimana)! A parte Santoro che va su RAI2, Floris, Dandini e Fazio sono relegati sulla rete più piccola della Rai, RAI3 e si rivolgono ad un pubblico di nicchia : in soldoni, non spostano voti.

Altro capitolo, che tratteremo in un prossimo post, sono i vari programmi di intrattenimento che plasmano la cultura e indirettamente i comportamenti elettorali dei telespettatori più influenzabili, come casalinghe, anziani, adolescenti (dal Grande Fratello, Amici,Isola dei Famosi, Uomini e Donne, fino alla Fattoria). Molte mamme ormai incitano le figlie a darla al Premier …

Potere Giudiziario – Manca solo la terza gamba della democratura piduista: il controllo della magistratura. Nelle prossime settimane Berlusconi darà l’affondo definitivo con la sua riforma della giustizia, con la colpevole complicità della Lega, che ieri definiva Berlusconi “fascista e mafioso” e Roma “ladrona”.

Oggi la dirigenza della Lega ha cambiato idea: il potere – da quando mondo è mondo – corrompe chi ce l’ha e la base leghista non se n’è ancora accorta.

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Homo italienisch – Come i tedeschi vedono gli italiani!

Posted by pocavista su 24 febbraio 2011

CARNEVALE IN GERMANIA

A DESTRA SI DA’ LA COLPA ALLA  STAMPA CHE NE PARLA E DA’ UNA CATTIVA IMMAGINE DEL PAESE  – A SINISTRA A CHI CERTE COSE LE FA.  CHI HA RAGIONE?

DOMANDA FACILE FACILE AI SEGUACI DI BERLUSCONI : LA COLPA E’ DELLA STAMPA CHE PARLA DEI MASSACRI DI GHEDDAFI OPPURE DI GHEDDAFI CHE I MASSACRI LI FA?


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Il linguaggio del corpo, ovvero come smascherare i politici che mentono in TV.

Posted by pocavista su 3 febbraio 2011

Ambasciatori, politici e altri venditori

C’è chi afferma che gli ambasciatori sono pagati per mentire per conto del proprio paese. I politici, di solito, mentono in proprio. Come molti altri ciarlatani che ci capita di incontrare nella vita.

Gli uni e gli altri sovente vendono notizie non vere. Spesso è difficile riconoscere una menzogna detta da un politico, dato che i retroscena non sono interamente noti ai più, che non hanno possibilità di informarsi compiutamente, nè hanno interesse a farlo.TV e giornali, del resto, mettono in evidenza solo quello che fa loro più comodo per sostenere una certa tesi.

Inoltre telespettatori e lettori di giornali accettano e incamerano in prevalenza solo quelle informazioni che confermano la propria visione del mondo e scartano a priori le informazioni “dissonanti.”

Così se Berlusconi dice in TV che lui non ha mai toccato Ruby o Noemi, e che non ha mai pagato una donna, e che è intervenuto in questura solo perché lui credeva che quella fosse effettivamente la nipote di Mubarak, molti dei suoi sono disposti a credergli sulla parola. Questo fenomeno della persistenza del consenso a Berlusconi provoca stupore negli avversari politici, secondo i quali ci sarebbero invece “evidenze incontrovertibili”: le ricerche di psicologia forniscono una spiegazione esauriente di come permanga il consenso politico verso un leader, anche quando emergano suoi comportamenti inaccettabili.

Le bugie hanno le gambe corte

Gli studi sul linguaggio del corpo hanno messo in evidenza che questo proverbio ha un fondamento : l’orientamento di gambe e piedi, quando mentiamo, tradisce le nostre vere intenzioni.

Un buon comunicatore spesso riesce a controllare il linguaggio non verbale della parte superiore del corpo. Quasi tutti hanno difficoltà a controllare la parte inferiore, piedi e gambe. Se l’individuo pronuncia una bugia, nella stragrande maggioranza dei casi aumenteranno i movimenti delle gambe e dei piedi : si comincia a battere il piede in terra, non si riesce a trovare una posizione di riposo per le gambe, che spesso verranno orientate verso l’uscita, simulando – psicologicamente –  una fuga.

Molti dirigenti e politici si trovano maggiormente a loro agio dietro una scrivania, che permette di mascherare la parte inferiore del corpo. Vengono praticamente banditi i tavoli e le scrivanie con il piano di materiale trasparente.

E’ solo un caso che a partire dal videomessaggio della sua “scesa in campo” del 1994, fino al contratto con gli italiani sottoscritto da Vespa nel 2001, per giungere agli odierni videomessaggi che si susseguono a tambur battente per contrastare gli effetti del caso Ruby, Berlusconi parli sempre da dietro una scrivania, che nasconde la parte inferiore del corpo?

Guardami negli occhi

Ci sono altri segnali che il corpo manda inconsciamente, mentre si pronuncia una bugia: lo sguardo sfuggente è uno di questi. Quando qualcuno mente, spesso non riesce a sostenere lo sguardo dell’interlocutore e punta gli occhi altrove. Tuttavia lo sguardo sfuggente può esser causato anche da timidezza o da senso di colpa, non necessariamente da una bugia.

Un politico che in TV spesso evita lo sguardo altrui è Bersani, che fa così apparire meno convincenti le proprie argomentazioni. Probabilmente non è un abile venditore e alla scuola di partito non gli hanno insegnato l’ABC della comunicazione televisiva.

Berlusconi invece, cosciente che questo è un segno rivelatore, cerca di guardare negli occhi direttamente lo spettatore dei suoi videomessaggi.

Berlusconi – forse il più abile comunicatore politico mai apparso sulla scena italiana – però non riesce a controllare totalmente lo sguardo, sposta gli occhi per microistanti in altre direzioni o su un oggetto che comincia manipolare e a cui si aggrappa per avere maggiore sicurezza(come dei fogli di appunti). Tuttavia nei videomessaggi berlusconiani, potendo essere registrati più volte in studio, la regia può intervenire con una sapiente opera di “taglia e cuci”, per eliminare la maggior parte dei segnali ritenuti “dannosi” per la veridicità ed efficacia del messaggio.

L’esibizione “live” di solito rivela molto di più di un messaggio registrato ed è forse per questo che non vediamo più Berlusconi in confronti live con giornalisti non addomesticati che possono porre domande scomode (l’ultimo episodio è quello dell’Annunziata, quando B. abbandonò lo studio perchè invece che rispondere a delle domande voleva fare il solito monologo) o in dibattiti con oppositori in campagna elettorale.

L’ultimo faccia a faccia in TV con un oppositore politico è stato quello con Rutelli. Ricordiamo che quando Rutelli stava parlando, Berlusconi si alzò e andò a spazzolare il bavero della giacca dell’avversario. Questo gesto, apparentemente innocuo e amichevole, in realtà lasciava intendere che Rutelli avesse la forfora. In tal modo B. neutralizzò, con un piccolissimo gesto, la maggiore eloquenza, la giovinezza e l’ascendente sul pubblico femminile del suo avversario.

Barbara Palombelli e Francesco Rutelli messi a nudo

 

Poi, da quando si sono imposte delle regole severe nei confronti TV in campagna elettorali tra i leader dei vari schieramenti, B. non ha più accettato di parteciparvi. Sarà un caso?

Torniamo allo sguardo. C’è una variazione non controllabile dell’occhio che si accompagna spesso alla menzogna. Questa consiste nell’aumento della dimensione delle pupille e nella frequenza di ammiccamento delle palpebre.

Sembra assodato che quando un individuo pronuncia una menzogna, rallenti il battito della palpebre, per poi accelerare – assai sopra la frequenza normale – dopo averla detta (leggi : passato il pericolo di essere scoperti mentre la si pronuncia).  Al contrario, chi afferma una cosa vera aumenta la frequenza del battito delle palpebre mentre la dice, per diminuirla successivamente.

Il fenomeno però non è ben visibile in TV. I giornali riportano che Berlusconi, per esempio, sembra si faccia riprendere con una calza di nylon fissata sull’obbiettivo della telecamera : ciò riduce non solo le rughe visibili, ma renderebbe difficile scorgere particolari minuti come la variazione della dimensione delle pupille.

Si controlli il seguente video, reperibile su Youtube, in cui l’assemblaggio particolare permette invece di cogliere i numerosi segnali corporei inviati da Berlusconi e che normalmente sfuggono ai più. Ai numerosi segnali di nervosismo e di fuga (aggiusta i fogli, ruota le spalle, dà brevi guizzi altrove con lo sguardo), Berlusconi aggiunge segnali di acquietamento (mostra le palme delle mani, per far vedere agli spettatori che lui non è pericoloso, ma una vittima) o che comunicano determinazione (mani che vanno in sincrono dall’alto verso il basso). Caratteristica, quest’ultima, anche di Bersani.

Come si distingue un sorriso vero da uno falso?


Com’è noto, il sorriso sul volto della persona che incontriamo ci mette in una buona disposizione d’animo. Berlusconi per esempio si fa riprendere in pubblico quasi sempre sorridente. Vuol comunicare apertura, fiducia, ottimismo, sicurezza di sè.

Una delle azioni che facciamo più di frequente, quando vogliamo mascherare un sentimento negativo, è quella di sorridere. Come si distingue allora un sorriso vero da uno falso?

Molte persone non sanno cogliere i segnali secondari della mimica facciale e si lasciano ingannare dai falsi sorrisi.

Il sorriso falso coinvolge solo la parte inferiore del volto, i muscoli della bocca. Quello vero, anche gli occhi, che sovente mostrano le famose “rughe a zampa di gallina” ( i fisiologi indicano che il sorriso vero comporta una contrazione spontanea del muscolo oculare detto pars lateralis) e un lieve abbassamento delle sopracciglia.

Talvolta il sorriso falso appare e scompare in modo troppo improvviso e asimmetrico e desta qualche sospetto nell’interlocutore.

Le donne, normalmente più brave degli uomini a leggere i segnali corporei, hanno maggiore facilità a discriminare un sorriso vero da uno falso.

Le mani davanti alla bocca.

Clinton al tempo dell'affare Lewinski

I bambini portano le mani al volto, quando dicono una bugia. In generale, ci si copre la bocca nel tentativo di “coprire le parole ingannatrici”. Da adulti il gesto tende a divenire più elaborato; la copertura della bocca lascia spesso il posto a una grattatina sul naso, a stuzzicarsi l’orecchio, a una rapida deglutizione, a grattarsi il collo o aggiustarsi il collo della camicia.  Quando un individuo avvicina la mano al volto, non necessariamente dice il falso; può magari cercare di coprire solo un proprio imbarazzo e la tendenza ad arrossire.  Berlusconi usa il fard anche al di fuori delle occasioni televisive : questo – oltre a dargli un aspetto più “giovanile” – lo mette al riparo anche da eventuali rossori.

 

Il toccarsi o il grattarsi il naso è un gesto assai frequente in situazione di particolare nervosismo. Sembra infatti che quando l’individuo pronuncia una menzogna provochi un maggiore afflusso di sangue al naso che aumenta leggermente di dimensioni. Pinocchio docet.

 

Anche il portarsi il dito alla bocca può rivelare l’ansia legata ad una situazione sgradevole, ansiogena. Non necessariamente testimonia una menzogna, ma dovrebbe comunque metterci in guardia.

Tutti questi gesti non vanno valutati isolatamente, ma all’interno di  una situazione comunicativa : vanno “contestualizzati”, come direbbe mons.Fisichella.

 

La coerenza tra linguaggio verbale e non verbale

Molti non riescono a cogliere i veri segnali corporei inviati dagli interlocutori, specie quando mentono. Bisogna esercitarsi invece a interpretare i nostri politici al di là delle loro dichiarazioni, per poter cogliere le loro vere intenzioni e individuare le menzogne durante le loro sceneggiate televisive.

Dovremmo essere invece in grado di valutare soprattutto la coerenza tra quanto un politico afferma e il linguaggio del corpo che ne accompagna le parole.

Un video “di scuola” è quello relativo alle dichiarazioni di Bill Clinton, che negò di avere mai avuto rapporti sessuali con Monica Lewinsky. Il caso è illustre precursore del nostrano Rubygate, con i relativi  e insistenti videomessaggi TV del nostro Presidente del Consiglio.

Nel video appare chiara l’incoerenza tra comunicazione verbale e non verbale di Clinton: per esempio, quando afferma di non aver avuto una relazione sessuale con la Lewinsky, guarda da una parte e con il dito indica l’altra parte. Inoltre scandisce le parole più lentamente per conferire loro maggiore veridicità.

Per un utile paragone, si veda su Youtube il videomessaggio di Berlusconi in cui dice più o meno “mai, ripeto mai, ho pagato una donna per fare sesso”. La ripetizione e il rallentamento della ritmica del discorso, per conferire maggiore enfasi alla comunicazione, sono quanto meno sospette.

Conclusione

Il buon Indro Montanelli disse una volta : “Strano paese il nostro. Punisce i venditori di sigarette, ma premia i venditori di fumo!”

ESERCITIAMOCI : ALCUNI ESEMPI  DI LINGUAGGIO NON VERBALE DI POLITICI ITALIANI

Berlusconi e il contratto con gli italiani


B. concludeva : “Se quattro dei cinque punti del contratto non saranno realizzati non mi ricandiderò più”.

Notare che la famosa scrivania aveva il piano di ciliegio, non di cristallo, e i movimenti della parte inferiore del corpo erano mascherati.

Il linguaggio non verbale di Prodi

Il linguaggio non verbale di Di Pietro e La Russa

Il linguaggio non verbale di Bersani

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Sgarbi, su “Il Giornale”, parla dell’ “Uccello di Fuoco” di Berlusconi. Politici dal “flaccido don” e mondo femminile nel pensiero del “cosiddetto” critico d’arte.

Posted by pocavista su 1 febbraio 2011

Da Stravinskij a Berlusconi

Su “Il Giornale” del 1 febbraio 2011, Sgarbi scrive un articolo sul caso Ruby, dove  immagina un eventuale interrogatorio di Berlusconi da parte della Bocassini, in cui afferma che “Berlusconi in privato …fa ascoltare” l’Uccello di Fuoco”  alla sedicente nipote di Mubarak”. Inevitabile la domanda : l’Uccello è quello di Igor Stravinskij o quello dello statista di Arcore?

Sgarbi  – da presunto cultore della materia – si intrattiene volentieri sul rapporto tra uomini politici e mondo femminile, spesso popolato da giovanissime aspiranti al successo, come Nicole Minetti, disposte a “un rapporto affettuoso” con  un uomo politico anziano dal “flaccido don” (siamo debitori di questa bella definizione a Lameduck) –  “c…lo flaccido”, così l’ha definito la Minetti intercettata, parlando di un uomo ricco, potente e soprattutto generoso di cui si sarebbe invaghita.

Nell’articolo, fa capolino la visione del mondo di Sgarbi sulle donne, che lui pensa di conoscere bene, dato che ne frequenta “cinquanta a settimana”. Roba da far impallidire il presunto harem di Berlusconi.

Già in precedenza Sgarbi su Il Giornale aveva parlato di Fini e di Berlusconi e del loro rapporto con le donne, criticando Fini e lodando Berlusconi.

Tutto nasce quando Sgarbi rilascia un’intervista al settimanale “A” sul caso Fini-Tulliano-casa di Montecarlo.   Feltri si butta a pesce e il 14 agosto pubblica un’articolessa del primo cittadino di Salemi.

 

Vittorio Sgarbi. Chi era costui?

Tutti sanno chi è Sgarbi. Garbato, cortese, assai rispettoso con gli interlocutori che dissentono da lui, riservato, fedele. sgarbi-incazzato-1Tiene molto alla legalità, tanto è vero che non si conoscono nemmeno sue infrazioni ai divieti di sosta. In effetti ha girato per anni con la scorta di stato pagata dai contribuenti.

Si dichiara critico d’arte e polemista. Molti nutrono più di un dubbio sulla prima qualifica, mentre sulla seconda non possiamo che convenire. Se qualcuno non ne fosse convinto, può consultare su Youtube la hit parade delle performance televisive del pacato intellettuale.

Sgarbi – da vero uomo di mondo – si muove a tutto campo, come risulta dal suo curriculum. sgarbi-incazzato-2Su Wikipedia qualcuno si è preso la briga di elencare le sue numerose condanne – per truffa ai danni dello stato (definitiva) e soprattutto per diffamazione – cui si è talvolta sottratto, suo malgrado, con indulti e prescrizioni.

Ma ciò a cui tiene di più sembra sia la coerenza. Al riguardo,  Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Sgarbi) riporta anche il robusto curriculum delle militanze politiche del Nostro:

 

  • Partito Comunista Italiano, che lo ha candidato a sindaco di Pesaro;
  • Partito Socialista Italiano, per il quale è stato consigliere comunale a San Severino Marche;
  • DC-MSI, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di San Severino Marche nel 1992;
  • Partito Liberale Italiano, per il quale è stato deputato;
  • Partito Federalista, che ha fondato nel 1995 e poi lasciato per aderire alla Lista Pannella;
  • Lista Marco Pannella, con la Lista Pannella-Sgarbi, abbandonata dallo stesso Sgarbi prima delle elezioni;
  • Forza Italia, nella quale ha inglobato il suo movimento I Liberal Sgarbi-I libertari;
  • Partito Repubblicano Italiano con il quale si è alleato per le elezioni europee nel 2004;
  • Lista Consumatori, con la quale si è candidato per le Politiche del 2006, senza essere eletto;
  • UDC-DC, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di Salemi nel 2008;
  • Movimento per le Autonomie con il quale è stato candidato alle Elezioni europee del 2009 nel cartello elettorale del Polo dell’Autonomia nella circoscrizione Isole.
  • Con Rete Liberal, alle regionali 2010 del Lazio ha sostenuto Renata Polverini

Ha inoltre fatto parte dell’Unione Monarchica Italiana”.

 

Roba da fare invidia all’implume Capezzone, ancor giovine di bottega, che però si farà, visto l’impegno che mette nel passare repentinamente da uno schieramento all’all’altro.

L'opione del martin pescatore

L'opinione del martin pescatore

Ci preoccupa l’assenza nel suo curriculum della Sudtiroler VolksPartei e del Movimento per la Ricostituzione del Sacro Romano Impero, ma siamo sicuri che colmerà al più presto queste inaccettabili lacune..

Visto da quale pulpito vien la predica, andiamo a vedere che cosa ha dichiarato il Nostro. Sgarbi, che per due anni ha “mantenuto il doveroso rispetto per Gianfranco Fini” , fin qui non ha detto niente. Ma dopo quello che sta succedendo, avverte l’ obbligo morale di prenderne le difese, dando una sua versione. Fini si è innamorato di questa “ragazza semplice e buona”… “La Tulliani, pure intelligente, è certo più bella che intelligente.” Fini come ogni “uomo innamorato non vede la realtà com’è, e interpreta in modo positivo ciò che altri giudicano malizioso”… “Non voglio dire che Elisabetta Tulliani volesse «sistemarsi». Voglio dire che Fini non doveva farsi sistemare.”

E qui inizia l’affondo : “Si può dunque pensare, anzi oggi è una certezza, che Fini sia stato, nella considerazione popolare, sopravvalutato”

Sgarbi a questo punto mostra tutto il suo talento per rubriche come la posta del cuore dei settimanali femminili. Parla delle ragazze “nell’orbita di uomini di fresco potere del centrodestra”, spesso raccomandate per intraprendere carriere artistiche e televisive. gif-ragazza-che-cammina-sexy1Ma anche delle donne della stagione politica precedente, “dominatrici di altri politici democratici o democristiani”. … “Donne di personalità forti che hanno letteralmente «occupato» i loro uomini condizionandone scelte e destini. Come per Fini, l’epilogo di Mastella si deve al cieco amore per Sandra. Clemente ha fatto saltare tutto, ha perduto se stesso, e ha fatto cadere Prodi per amore di Sandra. Quando essa è stata incriminata, non ci ha visto più e ha abbandonato tutto.” Adesso Alberoni può anche andare in pensione.

Però lui, Sgarbi, mica si fa condizionare dalle donne, come i comuni mortali di sesso maschile. “E ciò – rivela Sgarbi – li differenzia da me, e, anche se in modo più artigianale, da Berlusconi, che ha una sua «ingenuità», che amiamo essere «visitati», non «occupati». E non ci lasciamo travolgere né dal fascino, né dal potere seduttivo di una donna.” Anche Sgarbi, come il Berlusconi così definito dal suo avvocato di fiducia, si vanta di essere una sorta di ghedinesco “Utilizzatore Finale”.

 

D’altro canto Sgarbi afferma che “la Tulliani … non è dominatrice. Chiunque poteva prenderne le misure e non farsi travolgere dal suo giovanile entusiasmo. Meno Fini.” Con la scusa della difesa del Presidente della Camera, a Fini viene dunque affibbiato di fatto il ruolo del pirla che si fa infinocchiare dalla “sgallettata” di turno. L’abilissimo Sgarbi strizza l’occhio al maschilismo di molti elettori di destra,sgallettata-1 che provano una sincera ammirazione per l’Utilizzazione Finale (“una botta e via”è l’elegante espressione di uso comune) e una commiserazione per chi “ci casca”. L’invidia nei confronti del Leader Supremo non è assolutamente appannaggio dei “sinistri”, come la vulgata di destra vuol far credere. La maggior parte dei maschietti di destra, costretta a una “modica dose” di sesso coniugale, guarda con invidia a chi si può permettere l’overdose di sesso extraconiugale (vero o presunto, non ha importanza) con attricette e veline che appare privilegio del potere. Lo ius primae noctis, appreso nei lontani tempi di scuola, riemerge con forza ad opera dei nostri satrapi da avanspettacolo. Al riguardo, in un’intervista rilasciata a “Il Secolo XIX” di Genova, Sgarbi non ce la fa più a trattenersi e, come fosse con gli amici al Bar Sport, si lascia andare a questa dichiarazione “Io frequento 50 donne a settimana e, così come non ho storie d’amore con tutte, da tutte mi libero”. Come a dire “a me Silvio e il Merolone mi fanno una s…”. (Sgarbi dovrebbe sapere che in giro c’è chi conosce non solo Geminello Alvi, ma anche Plauto e il suo Miles Gloriosus e potrebbe fare imbarazzanti paragoni).

Mentre il Fini innamorato è “sorprendente e pericoloso”, al contrario “… l’abile, seppur generoso, Silvio, non ebbe dubbi, non si lasciò travolgere… si è liberato di tutte, anche di Veronica.”berlusco-fa-le-corna

Ma il gentleman ferrarese fornisce materia anche per le gentili lettrici di destra, indotte a pensare che di Fini non ci può fidare perché ha tradito la moglie per una “sgallettata” qualsiasi.

Sgarbi completa il servizietto a Fini, iniziato da Feltri :

 

  • tradisci il patto con gli elettori del PdL perché dissenti da Berlusconi (Feltri)
  • tradisci la fiducia del tuo stesso ex-partito (Feltri, che accusa Fini di uso privato di beni del partito) e non puoi fare il moralizzatore (altro slogan molto in voga tra i destri e i Grillini : “Il più pulito ci ha la rogna”);
  • infine sei un uomo “dabbene” che si lascia abbindolare dalla prima “velina” e quindi come si fa a fidarsi di te (Sgarbi)?

 

 

Ed ora si arriva al dunque. Qualcuno ancora pensa che Fini abbia mostrato disaccordo con Berlusconi per ragioni politiche, come legalità, federalismo e quisquilie di questa natura? Macché, Sgarbi fa sapere che il Fini “travolto dalla passione … si irrita quindi con Berlusconi per alcune sortite di «Striscia la Notizia»” che riguardano la sua compagna. E quindi conclude che “Da questa vicenda Gianfranco esce come un ingenuo, inadeguato a misurarsi con le realtà complesse e difficili della politica”.

In soldoni da “Il Giornale” si comunica alla platea della destra che Fini è: traditore (Feltri), imbroglione (Feltri), fesso (Sgarbi), incapace (Sgarbi). Ciapa su e porta a ca’.

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Certo che Sgarbi nell’operazione di demolizione della figura di Fini è assai più sottile di Feltri, che va giù con l’accetta. Se Feltri parla alla pancia degli elettori di destra, qui Sgarbi li titilla ancora più efficacemente dentro le mutande. D’altro canto è noto, non solo ai fan di De Andrè, che anche per il Re Carlo che “tornava dalla guerra … più che l’onor poté il digiuno!”.

 

All’autore di questo post, l’operazione di demolizione della figura di Gianfranco Fini appare invece strumentale e scandalosa. Molto al di là delle sue eventuali responsabilità nella vicenda monegasca, che la magistratura dovrà appurare. Certo, se si dovesse dimettere lui che non è nemmeno indagato, i due grandi Utilizzatori Finali, Berlusconi e Sgarbi – che qualche problemuccio con la giustizia ce l’hanno avuto – cosa dovrebbero fare?

Chi vuole consultare la hit parade di Sgarbi clicchi qui sotto :

SGARBI – The very best of

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Berlusconi fa parte del Consiglio Supremo di Difesa e coordina i servizi segreti. I suoi comportamenti espongono l’Italia a seri rischi sul piano della sicurezza nazionale.

Posted by pocavista su 29 gennaio 2011

Il Presidente del Consiglio, secondo la legislazione vigente, è vicepresidente del Consiglio Supremo di Difesa (CSD).

Il CSD è un organo di rilevanza costituzionale che si occupa dei problemi politici e tecnici attinenti alla sicurezza e alla difesa nazionale. E’ presieduto dal Presidente della Repubblica; il vicepresidente è Berlusconi. Partecipano al CSD i ministri degli Esteri, dell’Interno, della Difesa, il Capo di Stato Maggiore della Difesa. Il segretario del CSD è il generale Rolando Mosca Moschini.

Per esempio, il 10 novembre 2010 il CSD ha deciso il potenziamento dell’impegno militare italiano in Afghanistan e la riduzione delle forze nel teatro di Balcani. (http://www.grnet.it/news/95-news/2014-consiglio-supremo-di-difesa-potenziamento-impegno-in-afghanistan-riduzione-nei-balcani.html)

Funzione particolarmente delicata – che la legge affida direttamente al Presidente del Consiglio – è la vigilanza e il controllo sul Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica (il DIS), ossia i Servizi segreti dello Stato. (http://www.quirinale.it/qrnw/statico/attivita/csd/csd.htm).

Quindi Berlusconi partecipa alle decisioni riguardanti l’impegno militare italiano all’estero, gli indirizzi e gli investimenti italiani nel sistema della difesa, il coordinamento dei servizi segreti, il segreto di stato. I suoi comportamenti privati e le sue frequentazioni non lo devono mettere in condizione di essere ricattato né di rivelare segreti riguardanti la sicurezza dello stato.

Al contrario :

  • In casa di Berlusconi poteva “entrare liberamente chiunque, non c’era niente da nascondere” (parole del Ministro Rotondi a Ballarò del 25 gennaio 2011). Questo sembrerebbe confermato anche dalle dichiarazioni delle ragazze e dalle intercettazioni. E’ vero oppure no?
  • Alcune ragazze del supposto harem del premier avevano il suo numero telefonico privato. Tanto è vero quando Ruby viene portata alla questura di Milano per furto, la sua amica brasiliana telefona a Berlusconi a Parigi, che chiede di affidare Ruby, “la nipote di Mubarak”, alla Minetti.. E’ prudente che il capo di governo lasci il proprio numero di cellulare privato a persone della cui condotta e della cui identità non si è certi?
  • Talora entrano ad Arcore persone sconosciute : nelle intercettazioni emerge la presenza di un misterioso cubano portato da Marysthell Polanco, una delle amiche del premier, precipitosamente fatto allontanare da Emilio Fede ritenendolo pericoloso. Se la cosa fosse confermata, sarebbe di una gravità assoluta. Aspettiamo smentite.
  • Marysthell Polanco, dominicana, quella che da Lerner si lamentava come la polizia si fosse presentata alle sette per perquisire la sua abitazione svegliando la sua bambina, secondo quanto riportato dai giornali ha continuato a frequentare la villa di Berlusconi anche dopo che il suo fidanzato è stato arrestato per narcotraffico. Più di due chili di coca sono stati trovati dentro l’auto della Minetti, di cui lui era alla guida. (La Minetti era però all’estero). Altri dieci chili di coca sono stati trovati nel garage della Polanco, in via dell’Olgettina. Frequentare la fidanzata maggiorenne di un narcotrafficante non è reato, ma è opportuno per un capo di governo?
  • Ruby è di origine araba, marocchina, minorenne fino a poco fa. Secondo l’ultima versione della difesa di Berlusconi, funzionale allo spostamento del processo al Tribunale dei Ministri, il premier aveva creduto che Ruby “fosse veramente la nipote di Mubarak”. Ammesso che sia veramente così, perché Berlusconi non ha fatto controllare dai servizi di sicurezza italiani se l’identità di Ruby (nipote di un capo di stato straniero) fosse veritiera? Ruby non avrebbe potuto agire su mandato di un servizio segreto straniero o di un’organizzazione terroristica, per carpire segreti, organizzare un’attentato, ricattare il premier?

Considerazioni finali

A noi non interessa dare una valutazione morale della condotta privata di Berlusconi. Ognuno può avere una sua idea sulla coerenza tra partecipazione a Family Day, annuncio di un disegno di legge per lottare contro la prostituzione, difesa dei valori cristiani da un lato, e i suoi comportamenti privati, dall’altro. Da destra molti giustificano la condotta del premier, dicendo che “a casa propria ognuno può fare quello che vuole”, e il Rubygate è puro voyeurismo dei giudici e dei giornali.

A noi, in questa sede, non interessano gli eventuali reati che la procura di Milano sta contestando al Premier (concussione e prostituzione minorile). Da destra si contesta l’iniziativa dei magistrati dicendo che è il solito complotto delle toghe rosse.

A noi preoccupa in particolare il fatto che il nostro Presidente del Consiglio, con i suoi comportamenti, metta a rischio non solo l’immagine, ma anche e soprattutto la nostra sicurezza nazionale. La storia dello spionaggio internazionale è piena di ricatti a base di sesso, soldi e droga. Non riusciamo a immaginare che nelle dacie di Putin si presenti una sedicente nipotina di Mubarak, senza che l’ex- colonnello del KGB Putin prenda le dovute cautele, o che alla Casa Bianca possa entrare e uscire liberamente la donna di un narcotrafficante preso con 12 kg di coca.

La condotta del nostro premier, che qualcuno ritiene essere ormai in preda ad una sex addiction – la grave patologia di dipendenza dal sesso, per la quale si sono fatti ricoverare in clinica Michael Douglas e Tiger Woods – dovrebbe suscitare allarme e preoccupazione da parte di tutti gli italiani che abbiano a cuore la sorte del nostro paese.

Il popolo di destra che dice a questo proposito? Si rifugia ancora dietro il comodo mantra della privacy violata e del un presunto complotto della Bocassini?

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Berlusconi come Michael Douglas o Tiger Woods? Cosa è la dipendenza dal sesso e come si cura.

Posted by pocavista su 21 gennaio 2011

Com’è noto, sia l’attore che il campione dei golf si sono fatti ricoverare in clinica per farsi curare dalla sex addiction, la dipendenza dal sesso. Questa dipendenza, al pari di quella dalle droghe, dall’alcool, dal gioco d’azzardo, dai videogiochi e dal lavoro, è una sindrome assai studiata che condiziona pesantemente e fortemente la vita delle persone che ne sono affette.

Era forse questa la malattia cui si riferiva la ex-moglie di Berlusconi, Veronica Lario (“mio marito è un uomo malato, chi gli sta vicino e gli vuole bene dovrebbe costringerlo a curarsi”, così suonava più o meno la sua denuncia dopo lo scandalo della minorenne Noemi l’anno scorso)? Le intercettazioni di decine di giovani ragazze – alcune delle quali ospiti del condominio di via Olgettina, reclutate da Lele Mora e da Emilio Fede e che si avvicendavano nelle feste di Arcore – deporrebbero a favore di questa tesi.

La cosa potrebbe rimanere nell’ambito dei puri comportamenti privati, ma nel caso di Berlusconi, al di là degli eventuali reati che potessero essere appurati – trattandosi di un presidente del consiglio, membro del Consiglio Supremo di Difesa, da un lato, e responsabile politico del Dipartimento Informazioni per la Sicurezza (DIS), che coordina i servizi segreti e che tutela il segreto di stato, dall’altro – tali comportamenti potrebbero mettere a repentaglio anche la sicurezza nazionale.

In effetti in questi giorni sono uscite anche notizie – per ora non confermate – riguardanti movimenti di agenti segreti stranieri attorno al condominio di via Olgettina.

Già dopo l’uscita del libro “Tendenza Veronica” di Maria Latella, molti quotidiani britannici e il tedesco Spiegel parlavano della “dipendenza sessuale” di Berlusconi. Il Times pubblicava un articolo intitolato “Berlusconi consigliato di entrare in una clinica per guarire la dipendenza sessuale”. Il Times sottolineava come l’idea della clinica sia stata ventilata in famiglia dopo il G8 dell’Aquila.

Ormai la cosa è di dominio mondiale e gli italiani in giro per il mondo vengono spesso sfottuti a causa del nostro premier. Per esempio all’autore di questo post è capitato qualche tempo fa di essere stato oggetto di ironia, non troppo sottile – in quanto connazionale di Berlusconi – addirittura da parte di un ministro dell’Angola. Paese che non è certamente in cima alla classifica di Transparency International. Cosa è la dipendenza dal sesso

Alcuni soggetti, invece di approcciarsi alla sessualità come gioco, relazione, comunicazione, scambio di piacere, momento privilegiato dell’intimità, la vivono in modo ossessivo, divenendone “dipendenti”. Questa disturbo viene comunemente definito “dipendenza sessuale”, ma anche ipersessualità; in inglese “sex addiction” o “sex dependence”.

E’ una delle dipendenze senza droga, come il lavoro,  il gioco d’azzardo, i videogiochi e Facebook, che ha importanti ripercussioni sia a livello individuale che sociale.

Sintomi

L’individuo dipendente vive il sesso in modo ossessivo fino a divenire un’esigenza primaria, cui tutto può venir sacrificato, come la salute, la famiglia, gli amici e il lavoro. Molti di coloro che soffrono di questa dipendenza hanno gravi problemi matrimoniali e familiari, e giungono talvolta a compiere reati a sfondo sessuale. La patologia è rilevante non solo per gli aspetti clinici individuali, ma anche per i gravi riflessi sociali. Se poi ne dovesse risultare affetto un capo di governo la sua gravità sarebbe evidente a tutti.

Diagnosi

Come si riconosce un comportamento sessuale intenso da una vera dipendenza, che si manifesta in modo progressivo e crescente fino a diventare devastante per la vita dell’individuo e che l’individuo stesso stenta a riconoscere? Sono stati proposti test specifici, tra cui il SAST (Sexual Addiction Screening Test) elaborato dal Dott. Carnes, direttore del Sexual Disorder Service all’Istituto Meadows in Arizona (USA).

Terapia

La psicoterapia individuale o di gruppo e l’uso di psicofarmaci sono usati per curare questa patologia. Talvolta al paziente vengono inibite tutte le attività sessuali per periodi di tre mesi per dimostrare di poter vivere senza sesso. Spesso il ricovero in cliniche specializzate è l’unico modo per affrontare efficacemente la patologia.

La dipendenza da sesso in Italia

Una ricerca effettuata in Italia dall’Associazione Italiana per la Ricerca in Sessuologia, che ha riguardato oltre mille persone maggiorenni, ha effettuato una ricerca in Italia sulla rilevanza del fenomeno. I risultati della ricerca italiana non si discostano molto da quelli ottenuti da analoghe ricerca Usa La patologia sembra riguardare circa il 6-10 % degli uomini e il 2% delle donne, con valori più elevati nella fascia di età 36-50 anni.

I soggetti borderline – ovvero che rischiano di sviluppare una sex addiction – sono ancora di più (circa il 14% i maschi e 4% le femmine). La dipendenza dal sesso è maggiormente presente (8%) tra i single, in particolare tra i single separati o divorziati (23%). Sono cifre assai rilevanti, più elevanti di quanto ci si possa aspettare. Inoltre molti dipendenti dal sesso assumono cocaina.

Conclusioni : dottor Jekyll e mister Hyde

Gli individui affetti da sex addiction presentano spesso due facce.

Quella pubblica, pulita, da insospettabile uomo di successo, tutto dedito al lavoro e alla famiglia, che dà all’esterno un’immagine di persona psicologicamente forte e irreprensibile.

Quella privata, ossessionata dalla ricerca di materiale porno, dagli scambi di coppia, dal sesso di gruppo, dalla ricerca di partner e prostitute sempre nuove e sempre più giovani, fino alle molestie e allo stalking : attività cui progressivamente si sacrifica tutto, salute, famiglia, amici e lavoro.

Se Berlusconi, secondo quanto suggerito a suo tempo da Veronica Lario e secondo quanto sembra emergere dal cosiddetto Rubygate, fosse affetto da questa patologia, tutti gli italiani – di destra o di sinistra – dovrebbero seriamente preoccuparsi.

Soprattutto perché quella miriade di yes-men di cui il Cavaliere si è circondato dentro e fuori dal Parlamento, e che sfruttano voracemente il suo potere e i suoi soldi, continuano a fare un muro di gomma attorno a lui : non lo aiutano a risolvere i suoi problemi e affondano l’Italia in un mare di ridicolo.

 

QUANDO SI DICE : PARLARE CON COGNIZIONE DI CAUSA!

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L’arte della bufala. Chi ha individuato la bufala? Ecco la soluzione e quattro nuovi quesiti.

Posted by pocavista su 16 gennaio 2011

Nel post precedente si chiedeva di individuare l’unica bufala in mezzo a quattro notizie. Ecco la soluzione.

1 – Episodio del lustrascarpe di Istanbul. Vero (capitato personalmente).

2 – Crescita del debito pubblico italiano sotto il governo Berlusconi. Vero (fonte : Banca d’Italia)

3 – Maroni condannato per resistenza a pubblico ufficiale. Vero (Condanna a 8 mesi in primo grado, a 4 mesi e mezzo in secondo. Condanna confermata in Cassazione,  che gli ha inflitto una pena pecuniaria di 5320 euro)

4 – Berlusconi che non ha mai chiesto ai suoi di votare una legge per il suo “legittimo impedimento”, secondo quanto dichiarato pubblicamente due giorni fa. Fate voi.

Visto il successo della prima puntata, vi propongo un nuovo quesito. Sapete individuare l’unica notizia tra le seguenti che non è una rudimentale bufala?

Barbara Palombelli e Enrico Rutelli messi a nudo

1 – Barbara Palombelli, moglie di Francesco Rutelli, già sindaco di Roma e che all’epoca aveva istituito i parcheggi a pagamento, aveva una partecipazione azionaria (insieme a Maria De Filippi, moglie di Maurizio Costanzo) nella società romana che gestiva la riscossione dei parcheggi a pagamento.

 

2 – Marco Travaglio – il giornalista de “Il Fatto” diretto da Antonio Padellaro, l’ex-direttore dell’Unità – da giovanissimo ha militato in “Lotta Continua”, poi è divenuto dirigente della Federazione Giovanile Comunista, prima di diventare giornalista professionista.

3 – Berlusconi è stato condannato per falsa testimonianza da un tribunale italiano ben prima del suo ingresso in politica e ha usufruito dell’amnistia varata da un governo di centrosinistra.

4 – Mani Pulite è stata un’operazione studiata a tavolino dai magistrati di sinistra – in concomitanza della caduta del muro di Berlino – per consegnare il potere nelle mani dell’allora PCI. D’altro canto nessun esponente comunista è mai stato incriminato dal Pool di Mani Pulite per tangenti o corruzione.

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Totò o Nostradamus? Razzi, Scilipoti, Elio e le Storie Tese.

Posted by pocavista su 15 dicembre 2010

Il trio Scilipoti, Calearo, Cesario (© Mauro Scrobogna / LaPresse)

Gli ex-dipietristi Scilipoti e Razzi – insieme a Calearo. ex-PD, e Cesario, ex-PD e ex-API  – hanno votato la fiducia a Berlusconi per “senso di responsabilità'” (?!)

 

OGNI COMMENTO E’ SUPERFLUO

 

 

TOTO’ o NOSTRADAMUS?

SCILIPOTI

RAZZI

MA MI FACCIA IL PIACERE!

L’IMMAGINE DELL’ITALIA ALL’ESTERO

Scilipoti, colto in flagranza, mentre vota per un collega

 

ELIO E LE STORIE TESE  

 

Programma chiaro, massima trasparenza

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Sfiduciare o non sfiduciare? Un commento ai recenti sondaggi sulle intenzioni di voto.

Posted by pocavista su 3 dicembre 2010

Parlamento chiuso. Per precauzione, fino al voto di fiducia. Ci sono i numeri per sfiduciare Berlusconi? Chi dovrebbe avere paura di andare alle urne in primavera? Bene vediamo qual è la situazione attuale delle intenzioni di voto.

Ci siamo presi la briga di confrontare i dati delle elezioni 2008 alla Camera, con i recenti sondaggi sulle intenzioni di voto (Euromedia per 11/9 e 2/10, IPSOS per le altre date). Abbiamo accorpato i dati relativi ai tre principali schieramenti che dovrebbero presentarsi alle eventuali elezioni di primavera ;  PdL+Lega+LaDestra (linea azzurra); PD+SEL+IDV (linea rossa); FLI+UDC+API (linea verde). I sondaggi più recenti indicherebbero una sostanziale parità  tra i due maggiori schieramenti (attorno al 40%).

Lo schieramento di destra  dalle elezioni del 2008 ad oggi avrebbe perso circa il 10%, mentre lo schieramento di sinistra attorno all’1%. I centristi UDC+FLI e API sarebbero su 12%.  Bisogna aggiungere che esiste oggi una grossa area di astensione, dal 35 al 40%, che potrebbe essere recuperata al voto in extremis. Questa possibilità, riteniamo, potrebbe riguardare in particolar modo lo schieramento di destra, il cui Leader può avvalersi efficacemente della comunicazione TV.

 

 

Se i tre schieramenti perseguissero una strategia di formazione di cartelli elettorali allargati anche ad altre forze politiche  (le sinistre potrebbero recuperare un 2/3 % di PDCI/Rifondazione, 1% di radicali e 1% tra socialisti e autonomisti); il centro potrebbe recuperare un 2% tra  MPA e liste minori (Rotondi?Pisanu?); le destre ormai sembrano aver raschiato il fondo del barile e dovrebbero accontentarsi di quanto si portano in dote da sole. Non sappiamo cosa faranno i cosiddetti Grillini, accreditati di un 3%.

Malgrado ciò la galassia di sx potrebbe raggiungere anche il 44%, i centristi il 14, mentre la galassia di dx potrebbe recuperare con un rush finale un altro 3 o 4% di elettori oggi astensionisti.

 

 

Quindi è lo schieramento di destra che rischia di più da eventuali elezioni anticipate, anche perchè – dopo una riforma elettorale che precedesse le nuove elezioni – lo schieramento di centro farà  il bello e il cattivo tempo nel nuovo parlamento e anche nei governi locali. Un po’ come i socialisti venti anni fa.

Prossimamente su questi schermi vedremo probabilmente un governo tecnico di “salvezza nazionale” per un paio di anni, che faccia non solo la riforma elettorale, ma che cerchi di mettere in sicurezza i conti pubblici e tolga definitivamente Berlusconi dai cabasisi. Probabilmente si farà la riforma elettorale e Berlusconi potrà dedicarsi con maggiore serenità ai suoi passatempi serali in compagnia di Fede, ma non nutriamo tuttavia molte illusioni sulla compattezza delle forze che dovrebbero permettere ad un governo tecnico di tartassare ancora di più gli italiani. Dio ce la mandi buona.

A chi dovrebbe essere affidata la conduzione del governo tecnico?  Vediamo due candidati in pole position : Tremonti e Draghi. Tremonti, il primo ribaltonista della Seconda Repubblica (nel 94, appena eletto con il Patto Segni nel Centrosinistra, passò dalla sera alla mattina con Berlusconi – che non aveva i numeri in Parlamento –  per fare il Ministro) sarebbe molto gradito alla Lega e a una parte del PdL; il secondo al Resto del Mondo.

Si vedano i giudizi degli italiani su alcuni personaggi pubblici, secondo IPSOS : in testa c’è il Presidente Napolitano con circa l’80% di giudizi positivi (barra blu) e  circa il 15% di giudizi negativi. In coda il trio Bossi, Schifani e Berlusconi che hanno il minor indice di gradimento e i maggiori giudizi negativi. Anche Di Pietro, in quanto a giudizi negativi, ha le sue brave soddisfazioni giungendo nel giro medaglie.

 

 

 

Nel grafico seguente viene riportato il differenziale tra giudizi positivi e negativi : più ci si avvicina alla circonferenza esterna del grafico più si è amati dagli italiani; più ci si avvicina al centro più si è odiati. A parte Napolitano, il maggior differenziale ce l’hanno nell’ordine Draghi, la Marcegaglia, Montezemolo e Tremonti. Anche Vendola riscuote una risicatissima sufficienza, mentre tutti gli altri vengono bocciati. Così Fini, Bersani e Casini sono rimandati a ottobre.  Di Pietro, di cui è notoria la difficoltà con grammatica e sintassi, e Schifani, che molti italiani forse preferivano con il riporto, devono ripetere la classe. Provvedimenti di espulsione in blocco gli italiani sembrano volere invece per Berlusconi e Bossi.

 

 

Confessiamo di attendere con ansia i sondaggi che sbandiererà tra un po’ Berlusconi, che rosicherà per quel 92%  di popolarità  concesso da “sondaggisti indipendenti”a quel sincero democratico che è il presidente del Kazakistan, da lui baciato sulle guance con sincera ammirazione.

PS – I grafici si basano su nostre elaborazioni ed interpretazioni di dati IPSOS ed Euromedia.

 

 

 

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La pancia di Severgnini e la dissonanza cognitiva

Posted by pocavista su 2 novembre 2010

 

I – I fattori di Severgnini alla prova del bunga bunga.

Com’è noto Berlusconi ha alimentato ormai un vero e proprio genere letterario, che è quello dell’analisi del berlusconismo. Gli oppositori di sinistra e di destra si sono sempre chiesti : ma com’è possibile che molti italiani siano così ingenui da credere ancora a questo venditore di fumo? I suoi sostenitori invece continuano a domandarsi increduli : ma come fanno quegli invidiosi dei “sinistrati” e dei “finioti” a non rendersi conto che Berlusconi è l’uomo del fare, l’unico che può rendere l’Italia un paese più moderno? Qualcuno potrebbe obbiettare che B. è soprattutto l’uomo del dire e del baciare. Uomo delle lettere, sicuramente no; del testamento, forse. Vedremo nei prossimi giorni.

Nei giorni del bunga bunga, il giornalista del Corriere, Beppe Severgnini, cerca di spiegare ai posteri il fenomeno Berlusconi e pubblica da Rizzoli “La Pancia degli Italiani”. Berlusconi invece tenta di spiegare ai contemporanei quanto sia buono lui, dichiarando che lui aiuta sempre le Ruby in difficoltà e che “è meglio amare le donne che essere gay”. E minaccia di inondarci di dèpliant (pieghevoli, in italiano), in cui si magnificano le sorti magnifiche et progressive del suo governo. Anche nel suo entourage preferisce i pieghevoli, come Bondi, Capezzone, Fede, Minzolini, che dicono sempre di sì e creano pochi problemi.


 

Beppe Severgnini
Beppe Severgnini

 

II – Cosa ha trovato Severgnini frugando nelle nostre pance?

Rovistando dentro le nostre viscere, Severgnini ricostruisce una sorta di decalogo sui fattori di successo del Berlusconismo. (vd BEPPE SEVERGNINI ). Cerchiamo di sintetizzarli e di dare qualche nostro commento (tra virgolette e in corsivo le citazioni) :

1) Fattore umano
Berlusconi, in fondo, è uno di noi. E’ “pate e’ figlie”, ma donnaiolo, devoto ma non troppo, tifoso di calcio, intollerante delle regole che devono valere solo per gli altri, narcisista. Il conflitto d’interesse? Gli italiani ne sono pieni. I guai giudiziari? Colpa dei magistrati di sinistra.

2) Fattore divino
gif-palpatinelightninganiB. sa che gli italiani si dichiarano cattolici, anche se non praticanti, e violano allegramente la maggior parte dei comandamenti. La coerenza tra dichiarazioni e comportamenti non è una qualità italiana e quasi nessuno la chiede ai nostri politici. “In Vaticano si accontentano di una legislazione favorevole, e non si preoccupano dei cattivi esempi”. Esenzioni ICI, 8 per mille, finanziamenti alle chiese cattoliche, placet dei vescovi agli insegnanti di religione pagati dallo stato? Ok. Bigamia, ricorso a prostitute, festini, bestemmie? Bisogna contestualizzare, come dice monsignor Fisichella. Tanto poi c’è la confessione e si va in Paradiso lo stesso.

3) Fattore Robinson
Robinson, nel senso di Crusoe. B. ha sfruttato l’individualismo italico come fattore culturale. Nella vulgata popolare, B. si è fatto da sé, è insofferente verso le regole, non ha fiducia in tutto ciò che è pubblico. Quindi per i suoi fan è un ganzo e quelli che lo criticano sono solo invidiosi.

4) Fattore Truman
Truman, nel senso del film di Peter Weir, “Il Truman Show”. Cinque milioni è il numero di italiani – di ogni opinione politica – che compra i quotidiani di informazione, entra in libreria, seguono telegiornali non embedded come Sky Tg24 e Tg La7, guardano programmi TV d’approfondimento. Severgnini sospetta che siano sempre gli stessi, una minoranza che non può determinare però i risultati delle elezioni politiche. Invece “la televisione – tutta, non solo i notiziari – resta fondamentale per i personaggi che crea, per i messaggi che lancia, per le suggestioni che lascia, per le cose che dice e soprattutto per quelle che tace. E chi possiede la Tv privata e controlla la Tv pubblica, in Italia?”.

5) Fattore Hoover
La Hoover, produttrice d’aspirapolveri. Deve il suo successo soprattutto ai suoi rappresentanti, venditori implacabili della propria merce. Come Berlusconi : “B. possiede una capacità di seduzione commerciale che … ha applicato alla politica. …il messaggio dev’essere semplice, gradevole e rassicurante. La convinzione che la ripetitività paga… (e) che l’aspetto esteriore … resta fondamentale (tra una bella figura e un buon comportamento, in Italia non c’è partita).”

6) Fattore Zelig
Il desiderio di essere gradito ha insegnato a B. tecniche degne di Zelig, camaleontico protagonista del film di Woody Allen. Padre di famiglia coi figli (e le due mogli, finché è durata). Donnaiolo con le donne. Giovane tra i giovani … Lavoratore tra gli operai. Imprenditore tra gli imprenditori. Tifoso tra i tifosi. … Lombardo tra i lombardi. Italiano tra i meridionali. Napoletano tra i napoletani … Andasse a una partita di basket, potrebbe uscirne più alto”.

7) Fattore harem
Noemi Letizia, la D’Addario, Ruby, veline e soubrette fatte eleggere in Parlamento e nelle assemblee regionali, le feste a Villa Certosa e a Palazzo Grazioli? “B. dapprima ha negato, poi ha abbozzato («Sono fedele? Frequentemente»), alla fine ha accettato la reputazione («Non sono un santo»)”. B. fa ciò che molti italiani, principalmente i suoi fan, invidiosi, sognano.

8) Fattore Medici
B. è come i Medici, sta cercando di fondare una Signoria : gli italiani sanno bene che B. cura i propri interessi e quelli della sua famiglia, ma sperano di ricavarne qualcosa mendicando le briciole che cadono dalla sua tavola. I signori rinascimentali facevano i mecenati di pittori e scultori; B. invece spende fortune in mausolei, ville oltraggiose e giovani signorine, che talora colloca in Parlamento o nelle Assemblee elettive locali.

9) Fattore T.I.N.A.
T.I.N.A., There Is No Alternative. L’acronimo, coniato da Margaret Thatcher, spiega la scelta di molti elettori del Partito dell’Amore. L’alternativa di centrosinistra s’è rivelata poco appetitosa: “Il doppio, sospetto e simmetrico fallimento di Romano Prodi – eletto nel 1996 e 2006, silurato nel 1998 e 2008 – ha un suo garbo estetico, ma si è rivelato un’eredità pesante.”

Inoltre “il centrodestra unito rassicura, almeno quanto il centrosinistra diviso irrita”. Così Gianfranco Fini, non appena ha osato manifestare autonomia e dissenso dal Leader Supremo, viene fatto oggetto di ferocissime critiche e insulti.

10) Fattore Palio
Avete presente i tifosi della Lazio che preferiscono perdere con l’Inter pur di evitare lo scudetto alla Roma? Lo stesso succede nel Palio di Siena : l’importante è non far vincere la contrada rivale. Quindi meglio Berlusconi, con tutti i suoi difetti, pur di non far vincere i “sinistri”.

III – La curva sud dei fan di B.

Dentro la nostra pancia, la peristalsi rimescola e trasforma tutti questi fattori. Il prodotto finale della digestione,“la deiezione culturale”, dovrebbe essere il sostegno incondizionato a tutto ciò che fa e dice il Leader Supremo. In effetti, nell’analisi di Severgnini, il “fattore Palio” sembrerebbe l’unico che potrebbe spiegare l’esistenza di un’opposizione politica e culturale al berlusconismo: solo chi è nato in un’altra contrada – di centro sinistra – svilupperebbe una reazione immunitaria nei confronti degli altri nove fattori. Chi è nato invece nella contrada “giusta” difficilmente si salverebbe dal fascino di B.

Si potrebbero così spiegare non solo i comportamenti elettorali, ma anche le posizioni di molti elettori del Partito dell’Amore che agli oppositori appaiono incomprensibili e illogici. Facciamo l’esempio del recente caso Ruby, in cui il premier si è adoperato per far rilasciare una sua amichetta minorenne arrestata per furto, fatta passare per nipote del presidente egiziano Mubarak. Un osservatore liberale “indipendente” si aspetterebbe che tutti gli italiani in blocco condannassero l’abuso (per ora presunto) del proprio ruolo istituzionale da parte del Presidente del Consiglio. Invece i suoi fan commentano così sul sito WEB de Il Giornale :

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#7 carlodavoli (1) il 02.11.10 alle ore 9:04 scrive: Siamo sempre alle solite: i soliti potentati della sinistra che vogliono prendere il potere senza fare la fatica di vincere le elezioni, senza il voto degli italiani. La solita invidia, gelosia nei confronti di un governo che per la prima volta in Italia si muove nella giusta direzione ed attua delle vere riforme ad unico vantaggio dei cittadini. Le tentano tutte , senza alcuno scrupolo, per denigrare l’opera di Silvio: Silvio e’ uno di noi, uno di noi cittadini onesti. Grazie Silvio e non mollare mai!!! I bravi cittadini sono con te!

#4 Tommaso Berretta (343) il 02.11.10 alle ore 8:40 commenta: Un gran parlare per le feste di Arcore! Vorrei chiedere: ma per le feste ed i festini di Marrazzo e compagni questa sinistra come si è comportata? Almeno ad Arcore la compagnia era femminile….”gif-ragazza-che-cammina-sexy

#12 giampietro (390) il 02.11.10 alle ore 9:12 scrive: Campagna acquisti, in attesa e per contrastare la riforma della magistratura, cercasi Escort, venditrici di droga e gole profonde disponibili a demolire il governo, Togliatti era in procinto di vendere l’Italia al regime Sovietico, a queste azioni meschine si prestano pure certi togati, ora di sicuro esce la notizia che Berlusconi nasconde Matteo Messina Denaro, ma siamo seri una volta per tutte meno pagliacciate e poi dicono più fiducia nella magistratura.

#24 oliveto (75) il 02.11.10 alle ore 9:38 propone una singolare versione evangelica, in cui il fatto in questione semplicemente scompare: Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi”… per sete di potere. Questo riferimento del VANGELO, secondo MATTEO, calza bene sul Popolo della Libertà e in particolare su Silvio Berlusconi. E ancora “Rallegratevi ed esultate perché grande e la vostra ricompensa”… quando il popolo sarà chiamato a giudicare, tramite il voto. Con molta umiltà consiglierei ai falsi santi e agli apprendisti stregoni (COLORO CHE PONTIFICANO OGNI GIORNO: i professionisti della politica) di leggere e studiare i vangeli, almeno per affrontare con un po’ (sic) di dignità il breve percorso di vita terrena, prima di avviarsi sulla strada più lunga dell’altro mondo… AMEN”

#21 meverix (468) il 02.11.10 alle ore 9:36 insinua: “Domanda. Perchè certe procure, anzichè indagare sui malavitosi e mafiosi in generale, perdono tempo con queste stupidaggini? Perchè, poi, indagano con chi va a donne e non con chi va a trans o si fa dare in quel posto?

#31 gabriellatrasmondi (55) il 02.11.10 alle ore 9:57, scrive “il Governo è fermo…..il Governo non fa niente….. Berlusconi pensa solo agli affari suoi…. E sapete perché? perché giudici, magistrati, opposizione pensano o cercano di pensare solo a Berlusconi. lo tengono al palo (sperano) per farlo fuori. E poi facciamo brutta figura nel mondo a causa di Berlusconi!!! E’ una comica!

#35 wtrading (158) il 02.11.10 alle ore 10:04 cerca di fare del sarcasmo da destra: “Riflessione : A Sinistra Non Scopano, Sono Illibati, Non Vanno A Festini, Non Bevono, Non Fumano, Non Riescono A Godere, Non Amano Le Donne…,(ma Amano I Trans). Sono Tutti Vergini… La Droga Non Sanno Nemmeno Cosa Sia. E Dove La Trovate Una Opposizione Politica Siffatta? In Italia. Ovviamente. Dove I Magistrati, I Giornalisti Che Li Sostengono E I Politici Che Sostengono I Magistrati E I Giornalisti Sono Di Una Trasparenza Abbagliante. Andranno Certamente In Paradiso! Per Adesso Sperano Di Andare Al Governo. Ma Di Cubiste, Di Droga,di Case Rubate, Di Favori In Rai, Mai Sentito Parlare! Sono La Purezza In Persona Loro. Meritano Senz’altro Una Riconoscenza Elevata. Ma A Questo Ci Pensera’ Napolitano, Il Nostro “silenzioso” Presidente, Che Prima O Poi Li Fara’ Governare. Per Cui Saremmo Additati Come Il Governo Dei Puri E Delle Vergini. Evviva. Amen”

#41 angel42 (51) il 02.11.10 alle ore 10:39 scrive: silvio se ti va fai fin che puoi. beato te. i pm..forse.. non possono piu. e allora è tutta invidia… non è che vogliono esser invitati pure loro, maschi e femmine? sei tutti noi. che li mandino ai lavori forzati!!!!”

Nei precedenti commenti dei lettori de Il Giornale, il fatto di cui si dovrebbe parlare – ovvero il presunto abuso del ruolo istituzionale da parte del Presidente del Consiglio sospettato di andare a letto con minorenni, il che costituisce un reato – semplicemente scompare. Singolare che molti fan di B. esaltino la virilità del leader, contrapponendola alla “gaiezza” di Vendola o dei Marrazzo. Il presunto abuso di potere viene così nascosto sotto il tappeto di un collaudato repertorio paranoideo, à la Cornacchione, cui i fan di B. si aggrappano da anni con le unghie e con i denti : anche in questo caso si tratterebbe di invidia, gelosia, inettitutidine dei “sinistri”, gossip, complotto dei magistrati e dei poteri forti contro il povero B.

 

 

IV – La tecnica del venditore di successo

I fattori che Severgnini ha trovato nella pancia degli italiani non spiegano tutto: ci vuole un enzima che ne favorisca il “corretto” metabolismo.Cioè rafforzando stereotipi e modelli culturali propri del berlusconismo. Secondo l’autore di questo post, questo enzima (reggetevi forte)  è “la minimizzazione dell dissonanza cognitiva”. Ma andiamo con ordine.

Le dichiarazioni apparentemente estemporanee e bislacche del nostro Leader Supremo sembrano ormai destinate a divenire materia di civile e divertita conversazione, dato che ormai non ci si scandalizza più; i suoi fan inoltre appaiono completamente impermeabili a qualsiasi critica, come segnalava Umberto Eco in un suo articolo su “La Repubblica” del 29 settembre 2003.

Eco faceva l’esempio del venditore di automobili che, di fronte ad un trentenne dall’aspetto sportivo, inizialmente cercherà di esaltare gli aspetti tecnologici e le prestazioni di un’auto concepita per una guida sportiva. Non appena capito che il cliente ha dei figli piccoli e una suocera da portare in giro, costui passerà a magnificare la capienza del bagagliaio, la sicurezza e i consumi contenuti della stessa auto.

In effetti pochissimi clienti e elettori si accorgono della mancanza di coerenza del venditore o del politico di turno, perché la maggior parte focalizza l’attenzione solo sull’argomento che lo col­pisce di più, dimenticando gli altri.

L’importante, per chi vende una macchina o un partito politico, è usare molti argomenti anche contraddittori. Lo slogan “vi abbasso le tasse e vi alzo le pensioni” alle orecchie del negoziante e dell’artigiano sarà un irresistibile canto delle sirene per l’accenno alla riduzione delle tasse; la promessa di una pensione più alta otterrà il consenso entusiastico del pensionato sociale. Ma l’incompatibilità tra le due proposte (con meno tasse, vista la situazione del nostro debito pubblico, non si possono aumentare le pensioni e viceversa) non allarmerà né il bottegaio, né il pensionato.

Analogamente, come si possa sconfiggere il cancro in tre anni (così ha dichiarato il Nostro prima delle elezioni del 2010), riducendo drasticamente la spesa sanitaria, non è dato sapere. Ma molti anziani con seri problemi di salute saranno assai sensibili a questo argomento.

Un messaggio contraddittorio in realtà può permettere di carpire la fiducia di categorie sociali assai diverse ed è questo a cui si ricorre assai spesso. Se poi si ha a disposizione una potenza di fuoco mediatica che non ha uguali nel mondo occidentale, il gioco diventa facile.

 

V – La dissonanza cognitiva. Chi era costei?

La dissonanza cognitiva è un concetto introdotto da Leon Festinger nel 1957 in psicologia sociale. Un individuo quando riceve un’informazione che confermi il proprio sistema di valori e la propria visione del mondo si troverà in una situazione tranquilizzante, ovvero di “consonanza cognitiva” (“lo dicevo, io!”). Invece quando la nuova informazione minacci di smantellare parte della propria visione del mondo o della percezione di sè, si avrà una “dissonanza”.  L’individuo allora tenderà a minimizzare questa dissonanza, per diminuire il proprio disagio.

Per ridurre la dissonanza si può cambiare il proprio comportamento o le proprie preferenze; oppure rifiutare le informazioni “dissonanti”. E’ più facile accettare solo quelle informazioni che fanno più comodo. Cambiare il proprio comportamento è difficile e mette ansia.

Avete presente Esopo e la favola della volpe e dell’uva? Non potendo arrivare all’uva, la volpe – per minimizzare la dissonanza cognitiva e a mettersi il cuore in pace metterà in funzione un meccanismo psicologico che la porterà a concludere che l’uva era acerba.gif-volpe

La minimizzazione della dissonanza cognitiva porta così molte persone ad “una cecità localizzata”: per esempio, spesso il coniuge tradito è l’ultimo ad accorgersi dei comportamenti dell’altro coniuge, dato che riconoscere la realtà del tradimento sarebbe troppo penoso. Il coniuge tradito tenderà sovente a fornire a se stesso giustificazioni e interpretazioni “consonanti”, giungendo perfino a negare l’evidenza del tradimento. Di questa cecità localizzata deve essere stato vittima anche l’On. Lupi, del PdL, che a Ballarò del 2 novembre – arrampicandosi sugli specchi – negava con forza che ci fossero mai stati festini ad Arcore.

La mente degli esseri umani normali funziona all’opposto di quella dei buoni scienziati, che se sono tali non cercano conferme alle proprie teorie ma, al contrario, cercano di confutarle per vedere se reggono l’urto dei fatti” (p. 6). A volte … risulta più comodo mantenere il proprio punto di vista. Del resto credere è uno dei nostri più consolidati automatismi e ci risparmia la fatica di ricercare le informazioni più obiettive”. (Paolo Legrenzi, Credere, 2008)

In soldoni : ognuno di noi ha una propria visione del mondo e che tende a comunica­re in mille modi agli altri. Per non vederla andare in frantumi e fare la figura del pirla di fronte a se stesso e al prossimo, l’individuo tende a prendere per buone e inca­merare prevalentemente, se non unicamente, quelle informazioni che rafforzano le sue opi­nioni. Al contrario, tende a eli­minare o mi­nimizzare quelle che gliele confutano. Così i lettori di destra leggono  Il Giornale, e quelli di sinistra “La Repubblica”.

Si tratta di un processo che serve a risparmiare all’indivi­duo un faticoso e angoscioso lavoro di ricostruzione della pro­pria identità. Confermando che gli umani, nel quotidiano, sono es­seri “a razionalità molto limitata”, come san­no bene gli esperti di marketing, i preti e i venditori di aspirapolveri.

Ed anche il nostro beneamato Leader Supremo che, se dichiara di aver aiutato Ruby solo per solidarietà umana, è strasicuro che i suoi fan gli crederanno. Il fatto che B. sia intervenuto in questura per aiutare una sua amichetta minorenne straniera accusata di furto, facendola passare per nipote di un capo di stato straniero, viene semplicemente rimosso dai fan del Partito dell’Amore. Si vedano i commenti eloquenti di molti lettori gif-darth-vater-dancingal sito WEB de Il Giornale.

Credere, obbedire, combattere sono ancora una volta le parole d’ordine, che danno sicurezza e impediscono di porsi domande scomode, a cui si aggrappano molti elettori di destra. Pronti a mettersi di nuovo al servizio del Lato Oscuro della Forza.

Come disse Indro Montanelli qualche anno fa : “Strano paese il nostro. Colpisce i venditori di sigarette, ma premia i venditori di fumo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ruby, il bunga bunga e i vecchioni. Da Guido Reni ad Artemisia Gentileschi. Passando per Arcore.

Posted by pocavista su 29 ottobre 2010

“Susanna e i vecchioni” è un soggetto ricorrente nella pittura rinascimentale e barocca. Guido Reni, il Tintoretto, Rubens, Allori, Rembrandt, Artemisia Gentileschi e molti altri pittori, fino al contemporaneo Botero, si sono cimentati sul tema. La storia è ripresa dal biblico libro XIII di Daniele, in cui alla tarda età non viene associata non tanto la saggezza, quanto il vizio.

Susanna era la sposa di Joachim, il ricco proprietario di un palazzo circondato da un parco dove indiva banchetti e feste per numerosi invitati. Tra costoro c’erano due anziani magistrati che guardavano la casta Susanna con occhio lubrico. Un caldo pomeriggio d’estate Susanna si spogliò nuda senza rendersi conto che occhi estranei la stavano spiando: i due vecchi si erano nascosti nel parco di Joachim ed insieme architettarono uno sporco ricatto: :“Concediti a noi, se no ti accuseremo di tradire tuo marito con un giovane”.

Susanna si mise allora a urlare per far accorrere i servi, ma i magistrati a loro volta gridarono accusandola di adulterio, reato che prevedeva la lapidazione. Quando tutto sembrava perduto, fu salvata dal giovane Daniele che chiese separatamente ai due anziani dove si fosse nascosto l’amante di Susanna. I due dettero risposte diverse, svelando la menzogna. Così i due vecchi vennero condannati e Susanna si salvò.

L’associazione viene spontanea : Noemi, le veline, le igieniste dentali, le escort, le calendariste e adesso le Ruby, che hanno animato le nostre cronache negli ultimi anni e i cui nomi sono stati spesso accomunati a quello del nostro Leader Supremo, ricordano un po’ Susanna e i vecchioni lussuriosi. Nell’ultimo episodio di cronaca che vede al centro Berlusconi, Fede e la minorenne marocchina Ruby, i senili arrapati non sono però magistrati. Inoltre le Susanne odierne tanto caste e irreprensibili non sono, ma usano il loro fascino per farsi una posizione, anche in Parlamento secondo quanto hanno denunciato recentemente la parlamentare Angela Napoli e il sen. Guzzanti, che ha parlato perfino di “mignottocrazia”.

 

Lo scoop di Svistasocialclub.wordpress.org - Versione originale di "Susanna e i Vecchioni" di Artemisia Gentileschi, dopo il restauro predisposto dal Ministro della Cultura Bondi

Potere e harem, vecchiaia che usa l’altrui giovinezza per sfuggire alla terza età. Una storia vecchia come il mondo. Anche il nostro anziano Leader Supremo, che non fa mistero di amare il bunga bunga con giovani signorine, ogni volta che viene accusato di avere messo le mani nella marmellata, nega e grida al complotto delle toghe rosse. Cosa incomprensibile almeno stavolta, in cui i magistrati milanesi lo hanno ritenuto “parte lesa”. Come Marrazzo, del resto.

Si ricorderà che nel caso Marrazzo, Berlusconi consigliò – per pura e disinteressata solidarietà, s’intende – all’allora governatore del Lazio di pagare i propri ricattatori, perché togliessero di mezzo un video compromettente. Nel caso di Ruby, sembra – ma è un’ipotesi che la magistratura dovrà accertare – che la Presidenza del Consiglio fece pressioni per far rilasciare la giovane Ruby, arrestata per furto dalla questura di Milano. Ruby, minorenne marocchina fuggita da una casa-famiglia di Palermo e frequentatrice della reggia di Arcore, fu fatta passare addirittura per nipote del presidente egiziano Mubarak. (“Io aiuto sempre chi ha bisogno”, ha dichiarato il nostro Leader Supremo).

A destra come si vive la vicenda? Ecco alcuni istruttivi commenti dei lettori al sito WEB de Il Giornale :

#32 TRIDENTINA AVANTI (664) il 30.10.10 alle ore 13:58 scrive:

Forza Cav tieni duro! Dillo Silvio ai kompagni di merende che le paghi le tasse e a milioni; dillo che non hai mai “lanciato molotov” contro le Forze dell’ordine; dillo che non sei mai andato a spasso “sottobraccio” con i terroristi; dillo che non fai pedofilia come certi ministri di un Famoso Credo religioso molto diffuso, il più diffuso, nel ns. Paese; dillo che non hai mai licenziato nessuno non come colui che, cacciato dagli Agnelli, acquisì quella famosa società di prodotti da ufficio (mobili, sistemi di calcolo, informatica, elettronica ecc.) di Ivrea, in ottima salute, la fece fallire e lasciò sulla strada più di 6000 persone; ma soprattutto dillo che a casa tua potresti fare tutto quel….. che vuoi!!! Ma forse tutto ciò accade per la famosa “invidia” infatti loro più di qualche riga di coca e qualche transessuale a pagamento….

#24 futuro libero (424) il 30.10.10 alle ore 12:33 scrive:

In Italia abbiamo solo due persone che hanno il coraggio di dichiarare: Berlusconi ama le donne, e Vendola ama gli uomini. Tutti gli altri stanno zitti, forse devono nascondere qualcosa? Vai Silvio li hai fatti impazzire tutti quanti non sanno più dove attaccarsi, o meglio magari lo sanno ma la moralità non consente.

#22 mala tempora currunt (30) il 30.10.10 alle ore 12:32 scrive:

non ci trovo nulla di male nel dire che uno ama le donne!!! chi di noi non lo ha mai detto? purtroppo dall’altra parte ci sono persone , es. Vendola, che hanno dei gusti molto poco ortrodossi… immaginate la novità: una checca presidente del consiglio…. tutto il parlamento in seta rosa e festini a luci rosse tre volte la settimana…anche una come la Bindi avrebbe una chance…per non parlare di chi, sempre “sinistro, abbordava i trans per strada….. che belle persone quelle!!!! allora meglio 1…100…1000 berlusconi!!!

#7 bruna.amorosi (1428) il 30.10.10 alle ore 10:51 scrive:

Ammazza quanto strillano questi sinistri , eppure il bunga bunga è il loro sport preferito vedi Vendola, Marrazzo e compagnia bella. Certo che il rossore sulla faccia proprio non lo conoscono . E allora meno male che almeno il capo del governo è un uomo normale. Bravo Berlusconi. Poi a Famiglia Cristiana ricordiamogli i preti pedofili e anche Boffo, che proprio puro non è…”

Una domanda a Marcello Veneziani, che su Il Giornale dice di non poterne più di questo gossip che descrive il premier come un orco : supponiamo che Obama facesse pressioni sull’FBI per far rilasciare una minorenne messicana arrestata per furto, protagonista di un rapporto ovale nella Sala Orale (oppure di un rapporto orale nella Sala Ovale, che fa lo stesso), dicendo che è la nipote di Fidel Castro, e di affidarla all’igienista dentale della Casa Bianca. Lei parlerebbe ancora di pettegolezzo?

A nessuno di costoro purtroppo viene in mente che nessuno rinfaccia al premier le sue preferenze sessuali (in PdL è o non è il partito dell’amore?),  quanto  l’eventuale interferenza sul funzionamento di un’altra istituzione dello stato come la polizia, per far rilasciare una sua amica (per di più minorenne) arrestata per furto, facendola passare come parente di un capo di stato straniero, rischiando un serio incidente diplomatico, e chiedendo che venisse affidata alla sua igienista dentale, ex-show girl, da lui fatta eleggere alla Regione Lombardia.  Anche la Santa ‘nchè(?) in TV ha ammesso la chiamata di Berlusconi alla questura milanese, ma a destra se la pigliano con Boffo e Marrazzo. I quali si sono dimessi da tempo, a differenza del loro amato Leader Supremo che dalla poltrona non si schioda.

Ma è questo che probabilmente Berlusconi e molti lettori de Il Giornale  intendono per “alto senso dello Stato”. Ma si sa, la politica ormai è una forma di perversione sessuale particolarmente adatta alle persone anziane.

 

Le Susanne e il vecchione.

Per chi volesse conoscere il vero significato dell’espressione bunga bunga – mai tradotta da TG e giornali vicini al governo – può cliccare su http://www.urbandictionary.com oppure su   http://appuntidemocratici.wordpress.com/2010/10/30/il-bunga-bunga-presidenziale-e-lo-smarrito-senso-del-limite/

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Perchè Fini e i suoi hanno votato il nuovo Lodo Alfano? Un sondaggio

Posted by pocavista su 22 ottobre 2010

Dopo che i finiani di FLI hanno salvato l’ex-ministro Lunardi, ma, soprattuto, hanno votato a favore del Lodo Alfano “retroattivo”, si sono scatenati i commenti negativi del popolo del WEB che si riconosceva nella posizioni di Fini. Fini e i suoi rischiano di perdere ulteriori consensi, già intaccati dalla campagna di stampa scatenata dai mezzi di informazione vicini a Berlusconi.

La realpolitik non sempre paga in termini elettorali e di consenso. A volte meglio un po’ di coraggio in più. Obama docet.

Rispondi al sondaggio :

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