Della bufala. Intesa come una delle belle arti

Archive for the ‘Media e tecnologia’ Category

Ecco come funziona la macchina del fango. Il titolo afferma, l’articolo smentisce. Ovvero il giornalismo trash di Libero

Posted by pocavista su 3 febbraio 2013

Sallusti e Belpietro uniti nella lotta. Nel fango.

Si ricorderà che Sallusti – direttore de Il Giornale – ha fatto la parte del martire della libertà di stampa. La sua condanna al carcere per diffamazione per avere pubblicato il falso contro un giudice senza mai darne smentita è stata tramutata in multa. Da Napolitano. 

I giornalisti di destra hanno così ottenuto in pratica la libertà di diffamare chiunque, in cambio di una multa che pagherà l’editore (cioè la famiglia Berlusconi). In campagna elettorale poi, dal momento che i colpi bassi si sprecano e che la posta in gioco vale tantissimo, cosa volete che sia una multa di poche migliaia di euro?

Nel suo piccolo, Belpietro, direttore di Libero quotidiano, oggi dà un piccolo esempio di come funzioni questo tipo di giornalismo : sparare fango in un titolo, salvo poi smentire il titolo stesso nell’articolo.

belpietro bz

Belpietro

Tanto si sa, il popolo di destra non legge, e i pochi che leggono generalmente fermano al titolo.

Questo è quanto pubblicato su Libero il 3 febbraio 2013.

http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1175647/Trento–restituisce-un-portafoglio–e-viene-condannata-per-furto.html

Giustizia impazzita

Trento, restituisce un portafoglio e viene condannata per furto

Una donna trova un portafoglio in una sala giochi e lo porta alla polizia. Per un fatale errore parte il processo e scatta la macchia sulla fedina penale

Restituisce un portafoglio ma viene processata. E’ la strana storia di una donna che a Trento trova un portafoglio in una sala giochi e lo consegna alla polizia per restituirlo al proprietario. Condannata per furto aggravato. Così la donna si è ritrovata con la pedina fenale sporca.Tutto perché in questura la procedura di restituzione era stata ritardata per errori di indirizzo del proprietario e i vigili intanto, a cui il proprietario aveva sporto denuncia, l’avevano identificata attraverso le telecamere di sicurezza della sala giochi e la targa dell’auto come una ladra. Una ladra che aveva portato via il portafoglio, con dentro 500 euro, assegni e documenti. La donna ha chiesto successivamente di essere regolarmente processata ed è stata assolta.

Allora come può essere stata condannata per furto se è stata assolta?

La logica si sa, non è il forte del Popolo dell’Amore : ma qui l’importante per Libero è continuare a buttare fango sulla magistratura. Al massimo si rischia una piccola multa …

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libero quotidiano 3 feb 2013

L’articolo apparso su Libero il 3febbraio 2013

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“Meno male che Silvio c’è”. L’uomo che sta liquidando il centrodestra.

Posted by pocavista su 20 dicembre 2012

Berlusconi, uno che tiene alla coerenza.

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Prima affermava che avrebbe fatto un passo indietro per il bene del centrodestra e del paese e non si sarebbe candidato.

Poi si smentiva : mi tocca ricandidarmi per il bene del paese, in tanti me lo chiedono. Quando c’è bisogno di dare una mano a qualcuno, non so dire di no.

Prima “Non faremo campagna contro Monti» (01/11/2012)”; “Monti sciolga la riserva. Guidi i moderati” (14/12/2012).

Poi : “Il premier contro chi lo sostiene? Sarebbe moralmente discutibile” (14/12/2012); Berlusconi chiude a Monti e «litiga» con il Ppe «Al vertice l’ avevo invitato io. Ora mi candido» (18/12/2012) – Maertens, il capo dei Popolari Europei però lo sbugiarda : Monti l’ho invitato io e Berlusconi non c’entra niente.

Berlusconi: «Monti in campo? Piccolo protagonista» (19/12/2012)

Berlusconi : “cene eleganti e rottamazione”

D’altro canto, a uno che firmava la proposta di legge insieme a Mara Carfagna per punire i clienti delle prostitute e poi a casa sua organizzava i bunga bunga e frequentava le escort inviategli da Tarantini non bisogna chiedere troppo.

Berlusconi è sempre stato generoso e vuole dare una mano al paese in difficoltà : “quando c’è bisogno non riesco a tirarmi indietro”. La mano effettivamente continua a darla alle Olgettine, pagandole profumatamente, anche quando sono chiamate a testimoniare nel processo Ruby. Paga per gratitudine, s’intende : dopo la morte della madre, ha raccontato in TV da Barbara d’Urso che si sentiva “tanto solo” e per pura amicizia le Olgettine gli tenevano compagnia durante “le cene eleganti”.Il quindicenne del Fronte della Gioventù alla corte del Siddharta di Arcore.

Poi si è scusato pubblicamente con tutte le donne per quello che è accaduto. Cosa? Uno si scusa per delle “cene eleganti”? Forse avrebbe dovuto invitare la Minetti e la Polanco in una pizzeria al taglio.

Berlusconi ora dice che vuole rottamare i vecchi della politica attaccati alla poltrona.

Lui, che è in politica da quasi venti anni e ne ha quasi ottanta, che si ricandida per la sesta volta, non è “un vecchio della politica attaccato alla poltrona?”. Si, ma lui dice di essere ringiovanito da quando racconta di essersi fidanzato con una velina di Telecafone, fondatrice del movimento “Silvio ci manchi”.

E poi è stato nella beauty farm di Briatore in Kenia.

I calcoli errati del Cavaliere

Ormai chi si sorprende più di Berlusconi? Tra i suoi yes men del centro destra, smarriti dall’assenza del Leader che se ne andava nel resort keniota di Briatore a rifarsi lo chassis, è tutto un gridare “finalmente è tornato”, “vincere e vinceremo”. 

Con poche eccezioni : i ciellini, che il Vaticano ha dirottato a sostegno di Monti, il maestro di sci Frattini e il recordman democristiano Pisanu.

meloni con o senza photoshop

Dopo il manifesto ritoccato con photoshop della Meloni, sono fioriti degli accostamenti impietosi su Internet

Tra i pochi giornalisti di destra che cantano fuori dal ricostituito coro berlusconiano di nani e ballerine, c’è Mario Sechi, il direttore de Il Tempo di Roma, di cui riportiamo una sintesi di un suo recente editoriale

I calcoli errati del Cavaliere”.

Sechi afferma che Silvio Berlusconi è prigioniero dei suoi errori.Incurante del contesto politico interno e internazionale ha lanciato la sua sesta candidatura a Palazzo Chigi e il risultato è sotto gli occhi di tutti: non ha più una linea politica, dice tutto e il contrario di tutto, un giorno Monti è il nemico da abbattere e il giorno dopo è il «candidato dei moderati».

Poi rileva che Berlusconi sta giocando una partita pericolosa e si ritrova sempre più isolato. Il direttore de Il Tempo sostiene invece la candidatura diretta di Mario Monti, dato che “… è più che mai necessaria la figura di un «aggregatore» delle forze liberali, conservatrici e riformiste del Paese. Mario Monti è l’uomo giusto. Una sua lista … sarebbe un elemento di chiarezza per tutti”.

In tal modo da un lato il Pd non avrebbe più scuse “per coprire la propria insufficienza sul piano dell’affidabilità in materia economica” e “il Pdl berlusconiano non avrebbe più senso di esistere, se non come testimonianza di una grande opportunità buttata al vento dal suo leader”. Anche i centristi “con molte parole e pochi voti sarebbero costretti ad accettare una leadership autorevole senza porre condizioni che non possono permettersi.”

Il direttore de Il Tempo conclude “E Berlusconi? Si schiarisca le idee. Non è troppo tardi per passare la mano con onore, ma è troppo tardi per inchiodare la storia al suo nome.

Egregio direttore, io mi troverei anche d’accordo sul fatto che Berlusconi ha fatto il suo tempo e deve farsi da parte. Ma a questo punto, dopo che Monti ha dato il suo imprimatur ai centristi con la benedizione del Vaticano e dell’Europa, Berlusconi ha scelto di non “passare la mano con onore”.

La nuova fidanzata di Berlusconi, la raffinata Francesca Pascale di Telecafone, dà prova delle proprie abilità con il Calippo.  Non bravissima negli scritti, promossa all’orale. Pronta per fare la first lady.

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I denti del poliziotto e la democrazia del WEB

Posted by pocavista su 27 novembre 2012

Perché questo blog ha pubblicato un fake sui denti dei poliziotti?

1 – Antecedente – Da poco abbiamo pubblicato e poi rimosso un brevissimo post su un presunto falso scoop de “Il Giornale”, in cui si riportava che un ispettore di polizia si era dovuto far aggiustare 8 incisivi distruttigli da un manifestante violento. All’ispettore va, naturalmente, tutta la nostra solidarietà, oltre alle scuse al Giornale che –  stavolta – ha pubblicato un titolo corretto.

 

2 – IL WEB ha sempre ragione?  Il fake trae origine dal nostro recente aggiornamento del post su Grillo e la democrazia via WEB. In particolare lo spunto ci è stato fornito dal video millenarista della Casaleggio Associati che – dopo aver predetto una guerra mondiale entro il 2020 con uso di armi batteriologiche e la riduzione della popolazione mondiale a un miliardo – preconizza una democrazia globale esercitata attraverso WEB, che consentirebbe a tutti di vivere felici e contenti. Niente manipolazioni, niente Grandi Fratelli orwelliani, niente conflitti economici, sociali, religiosi o culturali.

In effetti dopo aver aggiornato il nostro lungo post su Grillo e il M5Stelle, alcuni amici ci hanno costretto ad un lunga discussione su vantaggi, limiti e pericoli della democrazia via WEB. Alcuni sostengono che il WEB sia democratico “di per sè” e possa consentire di superare il problema di chi controlla l’informazione in TV e nei giornali. Il WEB probabilmente riduce lo strapotere di chi controlla a casa nostra Mediaset o la Rai, Repubblica, Il Corriere della Sera o Il Giornale, ma non appare la soluzione definitiva dei mali dell’informazione.

Il WEB ha favorito – sembra – le primavere arabe e, nel nostro piccolo, l’affermarsi di movimenti di protesta e di rinnovamento come il Movimento 5 Stelle. E’ benvenuto quindi il WEB, con i suoi meet-up, i blog, i wikipedia, i giornali on-line, i podcast e gli streaming. Del resto anche noi abbiamo attivato il nostro modestissimo blog.

Tuttavia dobbiamo essere consapevoli dei grossi margini di manipolazione dell’informazione e quindi della democrazia che esiste anche sul WEB. Manipolazione possibile per chi fosse pronto ad utilizzare adeguate tecniche comunicative, anche non troppo sofisticate. Altri ritengono invece che, visto l’elevatissimo numero di utenti del WEB, le bufale prima o poi verrebbero comunque smontate da una sorta di “conoscenza critica collettiva”.

E’ un po’ il problema generale del WEB, in cui tutti possono contribuire a far circolare sia le informazioni vere, che informazioni false o parzialmente vere. A ben vedere, bisogna concludere però che alcuni, pochissimi, possono ottenere una grande circolazione delle informazioni che hanno a cuore (vere o false che siano), mentre la stragrande parte degli utenti può farle conoscere solo a una ristretta di parenti e amici.

Per esempio : un motore di ricerca (come Google, Bing, Altavista, Yahoo) fornisce magari migliaia di risultati su uno specifico argomento (che poi sono sono una piccola parte di ciò che esiste sul WEB al riguardo), però in un certo rango (ordine di priorità) che l’utente non può determinare. Generalmente ci si ferma a conrollare e ci si collega a siti segnalati nella prima schermata di risultati (difficilmente si vanno a controllare i siti in schermate oltre la quarta o la quinta).

I guadagni enormi accumulati da chi gestisce i motori di ricerca sono in gran parte legati alla loro possibilità di determinare un rango tra le informazioni, presentando per primi i siti disposti a pagare al motore di ricerca per godere di questo privilegio.

Un problema leggermente diverso si presenta per Wikipedia : dato che tutti possono contribuire a creare l’Enciclopedia mondiale, tutti possono alterare le informazioni che vi sono contenute. Recentemente sui giornali sono apparse notizie che denunciavano che molte imprese commerciali sono solite “ritoccare” le informazioni che le riguardavano per ottenere un’immagine migliore nei confronti dei clienti.

3 – Voilà la buffleCome scommessa con gli amici, per cercare di smentire le certezze di chi sostiene che il WEB alla fine “ha sempre ragione”, abbiamo allora costruito un piccolo fake, una bufala per dirla in italiano, accusando altri di aver propinato a loro volta una bufala. Il test è stato effettuato su un aggregatore di blog come OK-Notizie, il più frequentato in Italia. Per costruire una bufala informativa basta costruire una notizia verosimile, che faccia leva su un pregiudizio politico o su stereotipi culturali, e che confermi la visione del mondo di chi la legge. E’ così che hanno origine anche le leggende metropolitane. E’ il fenomeno psicologico della “minimizzazione della dissonanza cognitiva” di cui abbiamo ampiamente parlato in questo blog, mentre cercavamo di  analizzare il successo ottenuto a suo tempo dalla comunicazione berlusconiana.  

E’ opinione comune che l’innamorato tradito sia sempre l’ultimo ad accorgersi dei tradimenti dell’amata, così come il fan sfegatato del leader carismatico è sempre l’ultimo a percepirne gli inganni. Anche se “il re è nudo”, ci saranno sempre molti fan che non se ne accorgeranno, perché hanno un’attenzione selettiva che scarta automaticamente gli elementi dissonanti. Ed è così che alcuni ricorrono alle teorie del complotto per ottenere facile consenso tra i fan più sprovveduti : vedi i complotti che sarebbero stati orditi a tavolino dalla magistratura rossa (Berlusconi) o dalle forze demo-pluto-giudaiche ai danni dell’Italia(il più recente Grillo e prima di lui il Duce).

Ancora oggi, nonostante che la vicenda berlusconiana sia giunta al suo epilogo con aspetti farseschi, ci sono ancora gli ultimi jap del Berlusca che combattono in sperdute isole del Mediterraneo, manifestando la loro fede incrollabile nel Mikado di Arcore e alimentando patetiche discussioni sulle pagine di quotidiani “di famiglia”.  

Ai fini della nostra scommessa, abbiamo quindi cercato di scegliere un bersaglio “assai comodo”, il quotidiano “il Giornale”, visto che la maggior parte degli utenti di Ok-Notizie sono di tutt’altro orientamento politico. Il post-fake da noi pubblicato – senza affermarlo esplicitamente – lasciava intendere che Il Giornale si fosse sbagliato, dando una notizia sull’esistenza di “ben otto incisivi” in un ispettore di polizia, come se questi denti fossero troppi. 

In un paio di ore, il post è stato letto centinaia di volte. Ha inoltre ottenuto alcune decine di OK di approvazione su Ok-Notizie. Tutto questo nonostante che il post riportasse di proposito una tavola anatomica in cui si dimostrava che gli incisivi umani erano proprio otto (quattro superiori e quattro inferiori).  Tuttavia solo pochissimi lettori più attenti dimostravano il proprio dissenso dal post o facevano rilevare che in questo caso Il Giornale ci aveva azzeccato. Come volevasi dimostrare.

4 – La “tweetizzazione” della comunicazione sul WEB. La comunicazione via WEB purtroppo ha molti limiti : i post non vengono letti, vengono solo “guardati”; si dà un’occhiata al titolo o ad una foto. Se riflettono gli stereotipi del lettore, costui incamera acriticamente l’informazione, anche se nel corpo del post c’è una evidente smentita a quanto affermato nel titolo (a ben guardare, questa è la stessa tecnica usata spesso su Il Giornale). 

L’utente WEB va di fretta e spesso preferisce il tweet al post lungo e complesso; lo slogan si sostituisce al ragionamento e alla riflessione, così come il vaffanculo e il dito medio alla critica e al confronto articolato. Analogamente il semplicismo programmatico di molti talebani prima leghisti, poi berlusconiani e oggi grillisti trascura la complessità della gestione della cosa pubblica e dell’economia globalizzata e lascia spazio alla demagogia populista.

Per quanto riguarda le caratteristiche e i limiti della democrazia via WEB, poi ci sarebbe da parlare di  marketing virale, di ruolo degli influencer, di oclocrazia, di controllo delle reti. Ma riprenderemo più avanti il discorso.

5 – Allegato – Per conoscenza riporto una sintesi del fake, pubblicato stamani e che meno del 5% dei lettori hanno riconosciuto come tale. 

Ecco il clamoroso scoop anatomico de Il Giornale :

Un ispettore di polizia avrebbe avuto “otto incisivi” rotti da parte di un manifestante. E’ una particolare dotazione  dentale che nemmeno Nicole Minetti, igienista dentale e “madrelingua”, promossa consigliere regionale per meriti orali, ci ha mai rivelato.

Un cane poliziotto

Questi sono i denti di cui tutti siamo dotati, e  gli ispettori di polizia non fanno certo eccezione

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Silvio urla per vincere! Ecco la trappola tesa alle opposizioni.

Posted by pocavista su 28 aprile 2011

Silvio urla per vincere! Ecco la trappola tesa alle opposizioni. Una delle tante. Si chiama agenda setting.

(da Il Fatto)

Sarebbe una grave ingenuità ritenere che i toni sempre piu aspri degli attacchi che Berlusconi rivolge in questi giorni in varie direzioni, dalla magistratura alla scuola pubblica, siano segni di nervosismo o di debolezza se non veri e propri errori di un leader al tramonto. Significherebbe non capire che si tratta di una strategia consapevole e di una trappola tesa all’opposizione.

Questo severo monito dato alle opposizioni perché non subiscano sempre l’agenda dettata da Berlusconi proviene – nientepopodimenochè – da La Malfa il Giovane. Così scriveva qualche giorno fa su L’Espresso. 

La Malfa il Vecchio, commemorato in un francobollo emesso dalla Repubblica Italiana

I più giovani si chiederanno : il giovane la Malfa, chi era costui? Basterebbe dire che non è altro che il figlio di Ugo La Malfa, fondatore del Partito Repubblicano, uno dei cavalli di razza della prima repubblica.

Una sorta di Renzo Bossi con la laurea divenuto docente universitario? No, qualcosa di più : la Malfa figlio, che a suo tempo sembrava un puledro di razza, purtroppo è invecchiato senza mantenere ciò che prometteva, di divenire cioè un leader di caratura nazionale.

Lui ha più di settanta anni ed è ormai parte dell’arredamento di Montecitorio, visto che da quasi quaranta siede in Parlamento, una sorta vecchia pendola che oscilla tra la destra e la sinistra.

Nonostante che il suo partito, il PRI – tradizione di sinistra moderata – proclamasse da sempre l’esigenza di pulizia e di rigore in politica e in economia, Giorgio è riuscito a beccarsi una condanna a sei mesi per tangenti nella vicenda Enimont ai tempi di Mani Pulite.

La Malfa il Giovane – nottetempo – decide allora di passare il confine tra i due schieramenti per fare il ministro per Berlusconi e si fa eleggere nelle liste di Forza Italia. Un po’ come Tremonti, il primo ribaltonista della Seconda Repubblica, fattosi eleggere contro Berlusconi nel 94 nel Patto Segni per poi passato dalla sera alla mattina con il Cavaliere per fare il Ministro nel suo primo Governo, per dargli una maggioranza in Parlamento che non aveva. 

Ultimamente La Malfa è uscito dal PdL e si è collocato nel Gruppo Misto, forse per fare posto ai Razzi e agli Scilipoti, di cui forse non condivide la linea sui mutui e sull’agopuntura.

Notiamo che al transfuga La Malfa non è ancora stato applicato il Metodo Boffo da parte dei Sallusti e dei Feltri : e questo la dice lunga su quanto ormai conti poco il Nostro.

Berlusconi e l’agenda setting.

Perché allora ci occupiamo di quanto dice La Malfa il Giovane? Perché afferma una cosa che tutti coloro che si occupano di comunicazione conoscono. E che i vari Di Pietro, Bersani & Co (l’uno cresciuto nelle questure e nei tribunali; l’altro nelle Case del Popolo dove si sa tutto di Lambrusco e piadine, ma poco di comunicazione) sembrano ignorare.

La Malfa, il Giovane

In effetti Berlusconi con le sue dichiarazioni cerca di occupare con forza il centro della scena politica e mediatica, distogliendo l’attenzione da altre questioni (leggi e leggine per sistemare i suoi processi; la modifica della legge elettorale per neutralizzare i problemi di governabilità al Senato posti dall’esistenza del Terzo Polo; i problemi economici crescenti di molte famiglie; le troppe promesse non mantenute riguardo a fisco, occupazione, grandi opere, monnezza napoletana).

Berlusconi attacca violentemente la magistratura, la Consulta, la Presidenza della Repubblica, la Costituzione : le opposizioni reagiscono e lui si dipinge ancora una volta la povera vittima che viene attaccata perché vuole modernizzare l’Italia.

Questo ricompatta il suo elettorato in questo momento un po’ disorientato. Grazie anche al suo assoluto predominio sul mondo dell’informazione TV.

I Santoro e i Floris? Contano poco : si rivolgono a un elettorato già orientato e informato : quello che può fare la differenza invece è composto dalle casalinghe di Voghera che leggono “Sorrisi e Canzoni” e “Chi?” e che guardano le soap opera, i pensionati che vedono tutti i giorni il TG1 o il TG5,e i ragazzi che pasteggiano a Isole dei Famosi, Amici e Grandi Fratelli.

E’ a costoro che pensa Berlusconi quando fa le sue sparate e indica le priorità dei temi su cui discutere. E’ ciò che in comunicazione si chiama agenda setting.

I mezzi d’informazione – in particolare TV – definiscono la rilevanza di un tema (dando notizie di apertura e maggiori spazi di approfondimento per esempio nei TG) : i lettori o i telespettatori percepiranno come rilevanti i temi indicati come tali dai mezzi di informazione. E ne parleranno sul lavoro, in tram o dal barbiere. 

Infatti basta che Il Giornale e Libero sparino un titolo a otto colonne in prima pagina e che magari il TG5 lo rilanci in prima serata, per “costringere” tutti i TG e gli altri giornali a riprendere il tema per non “bucare” la notizia.

Vi ricordate l’ultima campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Roma? Rutelli era molto più avanti di Alemanno al primo turno; poi – nei quindici giorni che lo separavano dal secondo turno – quasi tutti i giornali e le TV di Berlusconi dettero grande rilevanza al tentativo di stupro avvenuto vicino a una fermata della metro a Roma. 

Il problema del governo della città nella percezione dei cittadini venne ridotto ad un problema di sicurezza. Rutelli non era sindaco e a lui non avrebbero potuto essere addossate colpe che non aveva. Ma per quindici giorni TV e giornali non parlarono d’altro. Conclusione : Alemanno risalì lo svantaggio e vinse.

Oggi la giunta Alemanno è stato toccata dallo scandalo di Parentopoli e gli stupri vicino alle fermate della metro continuano come prima : ma i giornali e le TV parlano d’altro. 

 

A questo serve l’agenda setting. Tema che approfondiremo in un prossimo post “più tecnico”.

P.S. – C’è ancora chi si stupisce che nelle altre democrazie occidentali un soggetto che possegga un giornale o un canale TV non possa candidarsi al Parlamento né tantomeno fare il Presidente del Consiglio? E che Bloomberg, per fare il sindaco di New York (sindaco non il Presidente USA) abbia dovuto cedere il suo canale TV, che tra l’altro si occupa unicamente di economia e finanza?

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Veneziani, Il Giornale e il Sidol. Ovvero come lustrare il nuovo predellino di Berlusconi.

Posted by pocavista su 4 gennaio 2011

Dagli Zeloti agli Scilipoti.

Anno nuovo, veste nuova. Noi blogger, affezionati lettori di suoi editoriali (“Auspicio per il 2011: la stampa che vorrei”, su Il Giornale del 2.1.2011), abbiamo avuto il privilegio di ammirare il nuovo look indossato per l’occasione da Marcello Veneziani. Un rassicurante doppiopetto grigio da moderato di destra, ormai ex-fascista, se non da sincero liberaldemocratico. Sembra una mise più acconcia per cantare le sorti magnifiche et progressive della nuova creatura politica che Berlusconi si accinge a varare. Veneziani sta preparando il Sidol per lustrare il nuovo predellino di Silvio.

Lui, il Leader Supremo, però dice di non avere più l’età per i predellini. In effetti le cronache testimoniano che le sue residue energie senili si indirizzano più volentieri a giovani porcelline, forse “prezzolate a sua insaputa”, dato non può più premiarle con nuovi posti di governo, cui anelavano prima i più fedeli zeloti e che ora sono riservati alla tribù degli Scilipoti.

Prima un bel restyling del partito, secondo i dettami dei suoi esperti di marketing politico. Poi Silvio manderà in avanscoperta un giovane garzone di bottega, Alfano, per recuperare un po’ di elettori del Popolo dell’Amore in momentanea libera uscita. Forse anche Alfano sarà sottoposto ad accurato restyling, a cominciare da quella sua fronte inutilmente spaziosa (a fini elettorali, s’intende, non ce ne voglia il proprietario della fronte), cui potrebbero venire trapiantati nottetempo preziosi e catodici bulbi capillizi, nobilitati dai pregressi servigi resi al grande Leader

Lui, l’Uomo della Provvidenza in Bandana, il Signore dei Capelli, a cui la Storia riconoscerà pieno merito per aver fatto togliere il riporto al Senatore Schifani, intanto sta prenotando una tranquilla vecchiaia al Quirinale. Dove magari potrà ricevere le nipotine di Mubarak tra due ali di corrazzieri.

Mario Giordano

Veneziani, lo stilita.

Volete sapere quale sarà la futura linea editoriale de Il Giornale, secondo quanto potrebbero aver stabilito gli spin doctors berlusconiani che preparano la nuova campagna elettorale?

Senza andare lontano, ce la rivela Veneziani, il quale denuncia che “L’anno appena concluso ha visto infatti i giornali non semplici testimoni, ma protagonisti e ispiratori della lotta politica e della vita civile e incivile del nostro Paese. Veniamo da un anno di veleni a mezzo stampa. Veleni efficaci se si considerano gli effetti che hanno avuto sulla politica…”

Ma no, chi l’avrebbe mai detto. Non c’era anche Veneziani a manganellare “Gianfrego” Fini con la pagliuzza della casa di MonteCarlo, minimizzando la foresta di sequoia che staziona da decenni nell’occhio del Leader Supremo? E a parlare di puro gossip, di complotti mondiali contro Berlusconi, di toghe rosse scatenate, di traditori che vendono un casa al di sotto del proprio valore : “o non vale niente il bene e non vale niente lui. E la casa valeva…” (citiamo a memoria), chi c’era? Veneziani stava forse in ritiro con i monaci del Monte Athos, martoriandosi col cilicio e nutrendosi di radici ed erbe amare?

Il primo a sinistra non sarà Marcello Veneziani in versione "anacoreta barbuto"?

Il buon Marcello rileva che “ai giornali d’opposizione in tenuta da guerra, hanno risposto a tono i giornali filogovernativi, con titoli aggressivi e campagne di stampa di pari veemenza. La differenza è che i primi sono rimasti intoccabili e incensurati, i secondi sono stati sanzionati e denigrati come macchine del fango.”

Domanda ingenua : Veneziani ha mai sentito parlare del “Metodo Boffo”, che lui e suoi colleghi hanno applicato a Fini (dopo il suggerimento di Stracquadanio), all’autore di Gomorra, a Don Sciortino,il direttore di Famiglia Cristiana, e che minacciavano di applicare alla Marcegaglia colpevole di avere espresso velate critiche al governo? Forse i giornali di opposizione che denunciavano lo scandalo di un Presidente del Consiglio che interviene in una questura per far rilasciare un’amica minorenne accusata di furto facendola passare per nipote di Mubarak non hanno dovuto ricorrere ad una falsa velina della questura, come ha fatto Il Giornale nel caso Boffo. E nemmeno hanno dovuto inventarsi le cricche, le Noemi, le ragazze che arrivavano in branco nelle ville del Grande Capo scortate dai carabinieri, le decine di leggi ad personam, i Cosentino, i Dell’Utri, i Previti, gli Scaiola, i Razzi e gli Scilipoti. E nemmeno megabufale come lo scandalo Mitrokhin e Telekom Serbia, basate su documenti falsi malconfezionati a tavolino e testimonianze inattendibili (vi ricordate del fantomatico agente Scaramella e del sedicente conte Igor Marini, al secolo scaricatore al mercato ortofrutticolo di Brescia?).

Forse Veneziani ignora che Berlusconi, nella sua estrema generosità, fa di tutto pur di aiutare la stampa di opposizione, fornendole sempre nuovi argomenti. D’altro canto anche l’opposizione di sinistra ha sempre fatto di tutto per aiutare Berlusconi. Riuscendovi.

Veneziani infine ci informa che “Dopo un anno di esondazioni, il merdometro segna ora livelli di guardia”. Poi ci dice “ma le stagioni cambiano, urgono svolte e ritorni di stile… (un giornale) più sobrio e rigoroso nei toni … Si può essere decisi ma eleganti, e si può essere chiari senza essere rozzi… per concorrere a elevare la qualità di quel popolo, maggioritario nelle urne, minoritario nella lettura…”. Anche Veneziani finalmente deve ammettere che gran parte del popolo di destra compensa le poche letture con le molte certezze. Meglio se urlate con la bava alla bocca in TV dai LaRussa o dalle Santanchè di turno. E poi Marcello si lamenta per la supposta discriminazione della cultura di destra da parte di quella di sinistra.

I consiglieri di Berlusconi forse si sono accorti che il manganello mediatico non fa più effetto, è stato controproducente e ha provocato una reazione di rigetto. E adesso – abbandonato Feltri nelle accoglienti braccia di Belpietro che continuerà a seguire il “richiamo del sangue e della foresta” – si ricorre alla vaselina.

Chissà come se la caverà Veneziani con la vaselina, materia più complicata e scivolosa da trattare del frettoloso e contundente manganello. Lo seguiremo con attenzione.

Auguri, dal suo affezionatissimo “blogger velenoso e cretino”,

pocavista

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Saviano visto da destra. Saviano, Maroni e il popolo dell’Amore.

Posted by pocavista su 17 novembre 2010

Bobo Maroni, che un destino cinico e baro ha indebitamente sottratto alle glorie dei piano bar del varesotto per fare il Ministro degli Interni, minaccia querela contro Saviano e rivendica il diritto di replica. Forse per dire che al Nord va tutto bene, come ha fatto nel caso di Ruby, la “nipotina di Mubarak”.

 

Il simpatico Maroni vanta un singolare record : oltre a indossare delle cravatte improponibili, è l’unico ministro degli Interni ad avere azzannato il polpaccio di un poliziotto che qualche anno fa perquisiva la sede della Lega Nord e condannato per resistenza a pubblico ufficiale (si confrontino le cronache). 22 dic.2009. “Roberto Maroni? Sul fronte antimafia è uno dei migliori ministri dell’Interno di sempre“.

Dichiarazioni di Roberto Saviano al settimanale “Panorama”, che proseguiva così : “Il centrosinistra ha responsabilità enormi nella collusione con le organizzazioni criminali: le due regioni con più comuni sciolti per mafia sono Campania e Calabria. E chi le ha amministrate negli ultimi 12 anni? Il centrosinistra“. E concludeva “… le mafie non guardano a destra o a sinistra, ma soltanto al proprio interesse e all’avvicinabilità dei rappresentanti politici, a qualunque livello essi si trovino“.

15 nov.2010. Roberto Maroni protesta scandalizzato con Saviano che – citando indagini della magistratura – ricordava che le mafie si sono insediate al Nord e “interloquiscono” anche con la Lega. Maroni e molti elettori di destra si sono stracciati le vesti, spesso senza nemmeno avere visto la trasmissione. Saviano non ha affermato che la Lega è collusa con le mafie, ma che le mafie cercano di interloquire con gli amministratori leghisti del ricco Nord. Dove stia lo scandalo di quanto affermato da Saviano non è dato sapere.

Bobo Maroni

(Cfr. il video della trasmissione http://www.youtube.com/watch?v=4aCTqEg5Ygc).

Il successo della trasmissione di Fazio e Saviano in effetti produce allarme non solo nel governo, ma anche nella base del “partito dell’amore”.

Ecco alcuni commenti dei lettori al sito WEB de Il Giornale, che consigliamo di consultare regolarmente a chi volesse toccare con mano i veri “valori” della destra leghista e berlusconiana.

La lista dei valori recitata da Fini nella trasmissione di Fazio e Saviano forse andrebbe bene per un partito conservatore o liberale di tipo anglosassone. Ma qui siamo nella Vandea gallo-padana e la cultura è ben altra.

Molti commentatori si limitano ad espressioni offensive elementari :

#2 卢卡·布雷西亚尼 (230) il 16.11.10 alle ore 11:43 scrive “I terroni sono tutti uguali

#344 Paci Augusto (716) il 16.11.10 alle ore 19:48: “calunniatore in carica alla sinistra #342 xbando (13) il 16.11.10 alle ore 19:46 : “Una meteora….Un masaniello

#237 Locatelli (86) -il 16.11.10 alle ore 18:06 scrive: ... un montato megalomane

#230 Giampaolo Ferrari (368) il 16.11.10 alle ore 17:59 scrive: “…un demente

#227 anbie (46) il 16.11.10 alle ore 17:57 scrive: “Portatore di malattie mediatiche”. Un vero e proprio virus letale. Un intellettualoide

#218 Pontil Ernesto (68) il 16.11.10 alle ore 17:50 scrive: “pagliaccio”

#176 Ennaz (269) il 16.11.10 alle ore 17:11 scrive: buffone!

#89 TRIDENTINA AVANTI (801) il 16.11.10 alle ore 15:11 si avventura in un neologismo: “…mafiocamoristkomunist

#151 semovente (782) il 16.11.10 alle ore 16:19 cita involontariamente Bettino Craxi, : “scrittore dei miei stivali

Un altro lettore, #87 roberto spoto (15) il 16.11.10 alle ore 15:07, fa perfidamente notare: Saviano è cattivo…e la cattiveria gli ha fatto cadere i capelli ! Il lettore lascia supporre che invece Berlusconi sia infinitamente buono, infatti i capelli gli sono miracolosamente ricresciuti.

Altri lettori invece mettono in dubbio il valore di Saviano, che ha “fatto i soldi” ed è ritenuto la pedina di un complotto antiberlusca dei “sinistrati”, se non addirittura uomo della camorra. E’ la sperimentata tecnica di delegittimazione personale, unita alla teoria del complotto comunista, secondo l’insegnamento dello statista di Arcore.

#355 parlassero tutti di meno (108) il 16.11.10 alle ore 20:35 scrive: “Saviano è un falso martire…tipo Travaglio. Sono anti-italiani, che tifano il male x dimostrare la loro grandezza e la loro superiorità morale”.

#356 alberto51 (513) il 16.11.10 alle ore 20:37 scrive: “Soliloquio da sgomento e da persona con gravi squilibri neurologici in preda a convulsioni demenziali…

#351 gigi52 (66) il 16.11.10 alle ore 20:16 scrive: “Il guru Saviano sta rendendo un ottimo servizio alla mafia e ndrangheta…

#310 maiona (189) il 16.11.10 alle ore 19:00 scrive: .da morto di fame a miliardario….cattocomunista….sei l’uomo che sa tutto ..il nuovo messia.. dammi i numeri del superenalotto… .

#300 zorzi graziano (274) il 16.11.10 alle ore 18:56 scrive: ” La mafia dei TUOI conterranei è subdola !è come TE!!!!!! Siete la vergogna nostra nel mondo!!!!!! E vieni a fare il fighetto saputello ! Raccontando le malefatte dei TUOI conterranei ti arricchisci!!!!!!!!! Non è come portare le immondizie tossiche da Milano a Napoli quello che stai facendo testa scalza?????.Tu porti le notizie sporche che ha prodotto la TUA gente …….e ci s******i coinvolgendoci!!!! Vai a lavorareeeeeeeeeeeeee

#295 MAURI (402) il 16.11.10 alle ore 18:52 scrive: “Se Lei fosse quello che dice di essere, sarebbe già concime per più nobili fiori, anziché quello scrittore da strapazzo che è … quaquaraquà.”

284 graffias (571) il 16.11.10 alle ore 18:42 scrive: “Caro Signor Saviano …lei è rientrato nella solita velenosa schiera dell’intelighenzia sinistroide piatta e senza alcuna onestà intellettuale….”

#264 steacanessa (2105) il 16.11.10 alle ore 18:28 scrive: vietato dire che saviano ha lo sguardo torvo da camorrista.

#223 limick (184) il 16.11.10 alle ore 17:53 scrive: L’unico che si e’ arricchito con la Mafia e’ proprio Saviano… e il suo bersaglio e’ proprio la Lega.. per dare una mano concreta alla Mafia, un vero picciotto.. NORD LIBERO!

La Padania, quotidiano Lega Nord, giugno 1998

#204 cagliostro10 (448) il 16.11.10 alle ore 17:37 scrive: messo dov’è apposta dalla camorra visto i risultati che ha avuto lo stato nel combatterla…

#170 flordluna (2181) il 16.11.10 alle ore 17:07 scrive: Io non pago piu’ il canone, mi sono stancata degli arroganti presuntuosi e tarati mentali volutamente!

#168 isacco (130) il 16.11.10 alle ore 17:02 scrive: Insultando chi lavora per l’Italia con infamie menzoniere (sic) non fate altro che far risaltare la vostra disonestà morale e finanziaria.

#150 albi61 (16) il 16.11.10 alle ore 16:18 scrive: …un dilettante che ha scoperto come è redditizio prendere in giro gli Italiani…

#105 Rosieposie (206) il 16.11.10 alle ore 15:25 scrive: “per aver scritto un libro ti credi il nuovo profeta e non sai neanche di cosa straparli, vergognati e vieni a vedere come si fa il mazzo al nord chi vota Lega!!!!”

#98 gedeone@libero.it (387) il 16.11.10 alle ore 15:16 scrive: I sinistri con il cervello ripieno di segatura si sono gasati perchè la “loro” trasmissione (una delle tante) ha raggiunto 9 ml. di spettatori. … Ed allora sinistri sinistrati, se audience deve essere, suggerite al “vostro capostruttura” di trasmettere film porno che tra l’altro si addicono a molti di voi avvezzi a guardare dal buco della serratura.”

Una gentile lettrice chiede con fermezza l’applicazione del Metodo Boffo a Saviano :#252 angelarossi (227) il 16.11.10 alle ore 18:22 scrive: “uno scrittore di infimo livello, un pallone gonfiato da Rifondazione Comunista, un ipocrita sostenuto e finanziato dai camorristi e dai mafiosi che finge di combattere rischiando la vita (ma quando mai!!). Facciamo un’indagine approfondita sul personaggio e vediamo cosa salta fuori?

#43 Aristide (91) il 16.11.10 alle ore 14:11 invece ironizza : Saviano è un eroe ed anche un ammortizzatore sociale: dà lavoro a squadre di uomini che gli garantiscono la sicurezza vigilando giorno e notte che nulla gli accada, naturalmente pagati dai cittadini. Avendo probabilmente esaurito la vena di scrittore, o comunque essendosi appannata, si dà allo spettacolo, sempre a spese dei cittadini. Nel frattempo è diventato milionario, ma quanti sacrifici e quante rinunce per il nostro eroe, costretto a dire castronerie pur di aumentare lo share.

Gli fa eco #155 honhil (455) il 16.11.10 alle ore 16:21, affermando che “Saviano è una specie di salamandra. Non ha nemici. L’anfibio ne è privo «perché se un qualsiasi predatore lo prende in bocca, dalle “macchie gialle” esce una specie di liquido urticante che fa mollare la presa»… Un Totem a cui nessun cagnolino o cagnone oserà mai avvicinarsi per innaffiarlo con la sua pipì.” Un lettore invoca l’intervento di Napolitano, adducendo addirittura motivi di “sicurezza nazionale”:

#138 ruggi (692) il 16.11.10 alle ore 16:07 scrive: … Saviano appare una macchietta da protagonismo che ricorda il napoletano avvocato paglietta. Queste tramissioni provocatorie hanno del delinquenziale e provocano odio e potrebbero avere risvolti imprevedibili. Il Presidente Giorgio Napolitano le fermi, per motivi di ordine pubblico e di sicurezza nazionale prima che sia troppo tardi.

C’è poi chi propone di togliergli la scorta (dimenticandosi che anche Emilio Fede, Belpietro e la Pivetti ce l’hanno da anni, e che imponenti scorte sono utilizzate per accompagnare miriadi di ragazze alle feste del premier) e chi lo vuole morto .

260 marcopagliarino (447) il 16.11.10 alle ore 18:27 scrive: “... caro Maroni gli faccia togliere la protezione dopotutto non sembra che ne abbia piu’ bisogno che se la faccia dare da chi gli permette di andare in onda e’ ora che oscenita’ del genere finiscano e se la mafia/camorra o chiunque lo vuole morto si accomodino nessuno piangerà di sicuro

#235 eras (443) il 16.11.10 alle ore 18:04 scrive: “La scorta ce l’ avrà per difendersi da chi gli vuol lanciare pomodori e uova marce”

#119 brunello.faraldi (63)il 16.11.10 alle ore 15:47 scrive: “… ringrazia questo governo che ti mantiene la scorta. Fosse per me ti manderei a spasso con quel frate camuffato di fazio a vedere cosa succede. Probabilmente niente perchè il tuo libro sono tutte balle raccontate da tua nonna.

#282 lamwolf (69) il 16.11.10 alle ore 18:41 scrive“ … con un libro ha ottenuto i privilegi di scorte e auto blindate, pagate dai contribuenti 24 ore su 24 da anni scorazza su e giù per l’Italia alla faccia nostra. … Saviano, nessuno ti ha ordinato di scrivere e fare la guerra alla mafia basta privilegi, via scorte e auto blindate se ci tiene alla tua pelle la vigilanza e le scorte te le paghi privatamente oppure ti chiudi in un fortino blindato per il resto della tua vita.”

Concludiamo l’ edificante rassegna con il commento sarcastico di #51 MrPulp (27), che il 16.11.10 alle ore 14:36 scrive: “Che noia Fazio e Saviano. Gli Avion Travel poi.. veramente pessimi. Per non parlare di De Andrè e Ligabue. Addirittura ho visto definire “comici” Albanese e Rossi.. ma io dico lo guardate Colorado Cafè? Quello si che fa ridere. Infine come non definire tv di serie B la ex compagna di Welby che ha deciso di leggere gli ultimi pensieri di colui che ha amato per 40 anni. O la testimonianza del padre di Eluana Englaro.. molto meglio Maria De Filippi. Per fortuna che io ieri sera tutta questa roba non l’ho nemmeno vista e mi sono guardato il Grande Fratello!! Vai Alessia che il prossimo lunedì faremo uno share migliore di loro.”

Ma si tratta probabilmente di un isolato lettore di sinistra infiltrato tra le schiere dei berluscones e dei leghisti d’assalto.

 

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La saga degli insulti e la sindrome degli ex. Gianfranco Fini visto da destra.

Posted by pocavista su 10 novembre 2010

E’ durata quasi venti anni. La storia d’amore tra Fini e Berlusconi. Adesso, come tra due bravi ex, volano gli stracci. Fini, scordandosi di avere concesso a Berlusconi di tutto e di più, compresa la quarantina delle leggi ad personam di questi anni, si accorge improvvisamente che il suo vecchio alleato è un autocrate populista che fa solo i propri interessi e ci sputtana in giro per il mondo. Berlusconi invece ha scatenato i suoi nella caccia al “traditore” per sancirne la definitiva damnatio memoriae presso la sua base elettorale.

Silvio ha sdoganato, recuperato dalla marginalità politica, portato al Governo e reso protagonista Fini. Fini, l’ingrato, adesso lo pugnala alle spalle”. Questo sembra essere il sentimento prevalente che aleggia oggi tra molti elettori del Partito dell’Amore, almeno a giudicare dai commenti che appaiono sui sito Web de Il Giornale e di Libero.

Questi due quotidiani hanno cercato di massacrare Fini, definendolo traditore del patto elettorale con il PdL, e truffatore, con la vicenda dell’appartamentino di Montecarlo. I berluscones hanno risposto bene alla campagna denigratoria condotta dai due giornali, insieme ad una parte degli antichi simpatizzanti di AN. Questi ultimi sobillati anche da alcuni degli ex-colonnelli di AN, ormai arruolati full-time nelle truppe cammellate del Signore di Arcore.

In particolare Feltri e Belpietro hanno insistito sul “tradimento” di Fini e sulla mancanza di autorevolezza del Presidente della Camera nell’invocare rigore e moralità, cercando di accreditare la tesi del “così fan tutti”. Questi occhiuti giornalisti si stracciano le vesti per la pagliuzza monegasca nell’occhio di Fini, mentre giustificano da sempre la foresta di sequoia che alberga nel bulbo oculare del loro Leader Supremo.

Seguitissime penne de Il Giornale, come Marcello Veneziani e Vittorio Sgarbi, in alcuni editoriali hanno cercato di demolire Fini anche sul piano personale. Veneziani, che da sempre studia da intellettuale di destra, dà sfoggio di una discreta abilità retorica, parlando di etica: “Fini non ha diritto di rubare i sogni di un ragazzo, di un vecchio, di un combattente … se un uomo è disposto a svendere casa, o non vale niente la casa o non vale niente lui. E la casa valeva.” Confronta il nostro post

https://svistasocialclub.wordpress.com/2010/09/30/il-quindicenne-del-fronte-della-gioventu-alla-corte-del-siddharta-di-arcore/ . In un editoriale più recente e molto meno riuscito, Veneziani invece definisce Fini “ l’Umbria di se stesso” e parla di “un Fini inacidito (che) compie lo storico strappo di Perugia, terra del suo precursore Gaucci.”. Quando si dice la classe! Ecco uno scadente Veneziani, più acido del solito, gettare fango sulla vita privata di un politico antiberlusca, come un qualsiasi giornalista di destra.

Sgarbi in un suo articolo invece la butta sulla supposta dipendenza di Fini dalla Tulliani, di cui sarebbe “troppo innamorato”. “Da questa vicenda Gianfranco esce come un ingenuo, inadeguato a misurarsi con le realtà complesse e difficili della politica” e tra le righe – da vero signore qual è – lascia intravedere che dalla Tulliani ci sarebbe passato prima lui. Si veda il un nostro precedente post

https://svistasocialclub.wordpress.com/2010/08/14/sgarbi-le-donne-e-fini/

Il sedicente critico d’arte (che dice di frequentare anche “50 donne a settimana”) rivende se stesso e Berlusconi come persone capaci e non ingenue, dato che non si fanno “occupare dalle donne”, ma si fanno “visitare come un museo”. Sgarbi qui trascura il fatto che al museo di solito si paga il biglietto. Al contrario nel caso di Berlusconi – se i fatti fossero confermati, ma io non ci credo (come direbbe Benigni, con ironia, e la Carfagna, senza) – sembrerebbe che sia il museo a pagare il biglietto alle belle visitanti.

Tanto per vedere gli umori del Partito dell’Amore, facciamo una panoramica delle definizioni date a Fini e ai suoi da molti lettori de Il Giornale e di Libero.

Da Il Giornale

#32 arnaldo40 (21) il 08.11.10 alle ore 9:41 : fetente

#31 Angelo Mezzadri (31) il 08.11.10 alle ore 9:40 : squallido personaggio, borioso ed ambizioso, falso moralista … circondato da parassiti

#29 EZIA MORANDI (140) il 08.11.10 alle ore 9:39 : vomitevole

#28 drazen (129) il 08.11.10 alle ore 9:39 : traditore globale, a tutto campo! … con una ingratitudine cinica; …inaffidabile

il 08.11.10 alle ore 9:17 : saltafossi … con l’appoggio dei più modesti tirapiedi della ex Alleanza Nazionale … in preda alla più smodata ambizione… ottuso ex squadrista…

#14 vincenzo (103) il 08.11.10 alle ore 8:57 : il politico più vile e deleterio dall’Unità d’Italia in poi… (insieme a una) masnada di inqualificabili figuri …

#9 fdelongis (117) il 08.11.10 alle ore 8:49: manovratore occulto e “massone” della magistratura politicizzata e del meridionalismo piu’ becero condito da un pagano narcisismo …

#8 lagoditovel (42) il 08.11.10 alle ore 8:49 : Finulliani … un mezzo uomo … uomo senza vergogna e senza pudore!!

#5 maryforever (8) il 08.11.10 alle ore 8:43 : benzinaio (!)

#4 egi (670) – il 08.11.10 alle ore 8:40 : faccia di bronzo … fascista delfino di Almirante

#2 aldo berimballi (100) il 08.11.10 alle ore 8:37 Traditore Vigliacco

#1 partenopeo78 (25) il 08.11.10 alle ore 8:36 : impostore

#33 beppazzo (132) il 08.11.10 alle ore 19:34 : loffa

#21 frado (10) il 08.11.10 alle ore 18:04 : truffatore.

#58 mellera tiziano (19) il 08.11.10 alle ore 18:40 : Voltagabbana col Bostik al C…; al soldo dei poteri occulti

#57 viento (551) il 08.11.10 alle ore 18:39 : finavil (fini + vinavil)

#46 herbavoliox (76) il 08.11.10 alle ore 18:26 : disertore mangia, mangia lui, mangia la galluccia, mangia la suocera, mangia il cognato. fa solo pena

#4 mpwpir (2) il 08.11.10 alle ore 16:06 : losco individuo – probabilmente vendutosi, per un piatto di lenticchie, agli esperti ribaltonisti

#21 Dario40 (4196) il 09.11.10 alle ore 17:21 : senza un minimo di dignità

#15 fossog (564) il 09.11.10 alle ore 15:30 : inutile burocrate

#12 angelo (200) il 09.11.10 alle ore 14:39 : finto leader al guinzaglio di chissà

#45 giottin (1348) 09.11.10 alle ore 19:30 : farabutto.

#40 gstrazz46 (249) il 09.11.10 alle ore 19:02 : voltagabbana

#38 vittorio pierbon (62) l 09.11.10 alle ore 18:59 : capo di un partito finto che occupa una carica istituzionale vera

#29 salva55 (12)il 09.11.10 alle ore 18:06 : fini e compagni di merende sono disonesti immorali e traditori … gentaglia!!!!

#27 b.bruno (3132) il 09.11.10 alle ore 17:59 : biscia

#19 Michele Calò (366)il 25.09.10 alle ore 9:37 : “Gli imbecilli sinistri, dipietristi, finioti non possono capire, nel loro deserto interiore, nella loro pezzenteria di sentimenti, quello che proviamo noi …

#39 emigrasso (243) il 25.09.10 alle ore 10:09 : “uomini come Fini, traditori, profittatori e vigliacchi, non meritano che di rappresentare quelli della sua razza…

da Libero News

Postato da budm69 | 09/11/2010 alle 20.08 : meschino

17 | Postato da betadue | 09/11/2010 alle 10.52 : faccia di bronzo

2 | Postato da Bachis Figus | 09/11/2010 alle 17.15 : lustrascarpe;

8 | Postato da angelomichele | 09/11/2010 alle 10.52 : una vergogna mondiale,

11 | Postato da sarafra | 09/11/2010 alle 09.42 : ceffo roso dall’invidia e dall’inclinazione a primeggiare

12 | Postato da ghigabiagioni | 09/11/2010 alle 09.24 : truffatore

13 | Postato da sarafra | 09/11/2010 alle 09.21 : pregiudicato! Parli bene e razzoli male.“… camaleonte confuso.

18 | Postato da minimo | 08/11/2010 alle 21.29 : Fli, (Faida Lenta Ignominale) … non ha nessun abito mentale che ci faccia pensare alla sua legalità… non ha il senso del dovere..non ha rispetto delle istituzioni… non ha il senso dello stato…F(Faida) L(lenta) I(Ingiuriosa)

25 | Postato da emilioq | 08/11/2010 alle 19.58 : questo figuro merita l’Oscar della faccia tosta!

31 | Postato da martello carlo | 08/11/2010 alle 19.24 : quell’iscariota di G.F.Tulliani … untuosa nomenklatura …. Il lettore poi fa un’inaspettata minaccia  : P.le Loreto.

36 | Postato da salvato27 | 08/11/2010 alle 17.52 : Futuro senza libertà, e un partito di traditori! Bocchino fa onore al nome, con la lingua piú lunga dei suoi compagni lecconi.


Chiudiamo la passerella delle espressioni caritatevoli del Partito dell’Amore, nonché Popolo delle Libertà (di insultare, probabilmente), con il PdL di Mestre che sul proprio sito WEB chiosa : Gianfry “sotto il vestito niente” … un mediocre e spregiudicato personaggio, abile a dire le più infime ovvietà e banalità. … il primo, vero fasciocomunista d’Italia. Non siamo alla creatività di quei lettori de Il Giornale che definiscono Fini un “voltagabbana col Bostik” o “un camaleonte confuso” : ma da quadri PdL formatisi alla scuola di partito dei Brunetta e co. non si può pretendere di più.

Come disse Berlusconi, nel suo primo messaggio del 1994 in cui annunciava che sarebbe sceso in campo : “Questa è l’Italia che amo!”. E questi sono gli italiani che lo sostengono.

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A further brick in the wall della “democratura”- Ovvero : chi si potrà più permettere di scrivere un libro d’inchiesta?

Posted by pocavista su 15 giugno 2010

Adesso ci sarà anche la censura sui libri?

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Altan - da "L'Espresso"


Com’è noto, l’articolo 8 della legge sulla stampa dà il diritto di rettifica a chiunque ritenga che immagini e informazioni pubblicate siano lesive della propria reputazione o contrari alla verità. Finora la rettifica era prevista solo per gli articoli pubblicati sui giornali e per le notizie diffuse via etere, adesso invece il ddl sulle intercettazioni approvato al Senato “introduce questo diritto anche nei confronti del contenuto dei libri. L’autore e l’editore (o lo stampatore, se l’editore non è indicato), a richiesta dell’interessato, deve pubblicare la rettifica a proprie spese su non più di 2 quotidiani nazionali, scelti dalla parte offesa. È previsto il diritto di replica?”

L'opinione del Martin Pescatore

L'opinione del Martin Pescatore

“No. La legge dice ‘senza commento’… Mentre la multa verrà inflitta da un giudice alla fine del processo, se ci sarà una condanna, la rettifica dovrà essere pubblicata e pagata entro 7 giorni. Inoltre, dato che non è consentito replicare, l’autore e l’editore potrebbero essere costretti a pubblicare un testo dell’interessato pieno di falsità .” (A.Mascali, su” Il Fatto quotidiano” del 13.06.2010)

Ci sono nuove regole anche per le rettifiche degli articoli? Con la nuova legge il giornalista chiamato in causa, che adesso può controbattere, in base al ddl passato al Senato non potrà più farlo.

Ne segue che pertanto prima di pubblicare un libro di inchiesta e/o di satira un editore dovrà pensare anche a questi aspetti, cioè ai costi non indifferenti che rischia di dover affrontare.” E spesso deciderà di non pubblicare nulla, per non correre rischi.

La “democratura” è il nuovo regime che si sta affermando in Italia, in cui della “democrazia” – progressivamente svuotata degli aspetti sostanziali (informazione libera, trasparenza, indipendenza della magistratura, divisione tra i poteri dello stato) – rimangono solo gli aspetti formali (elezioni e Parlamento, i cui componenti sono nominati di fatto dalle segreterie dei partiti). E’ la nuova “dittatura” della maggioranza, degenerazione della democrazia occidentale, processo nel quale l’Italia, per una volta, è all’avanguardia.

C’è qualcuno che si ricorda cosa prevedeva il programma della P2?

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(foto de "Il Fatto" del 13.6.2010) - "La scienza conferma : chi si somiglia, si piglia" (Corriere della Sera,11.5.2006)

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Il nostro SOSTEGNO a “Il Fatto” quotidiano

Posted by pocavista su 5 giugno 2010

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da "Il Fatto"

Questo blog appoggia un giornale indipendente e “fuori dal coro” come “Il Fatto quotidiano”. Non sempre condividiamo le argomentazioni e la vis polemica del giornale, ma ne  sosteniamo l’approccio coraggioso di denuncia del malcostume dei potenti e delle bufale che ci vengono propinate, ogni giorno, dai mezzi di comunicazione al servizio di chi detiene un potere quasi incontrastato.

Purtroppo ormai si sta affermando in Italia una sorta di democrazia a “responsabilità limitata”, in cui la libertà di informazione e i contrappesi istituzionali propri di un sistema democratico vengono ridotti poco a poco. E’ un golpe a rate, maturato giorno per giorno, piano piano, riducendo gli spazi alla libertà di informazione e picconando le fondamenta della nostra democrazia, basata sulla divisione dei poteri (esecutivo, legislativo e giudiziario) dai tempi della Rivoluzione Francese. E’ il vecchio programma della P2 di Gelli, riveduto e corretto, che sta trovando compimento in Italia nell’indifferenza della maggioranza dei cittadini.

Altan - da "L'Espresso"

Altan - da "L'Espresso"

Temiamo che questo sia un percorso irreversibile, in cui si manterranno le forme della democrazia (elezioni, parlamento), ma in cui il consenso sociale e politico verrà sempre più controllato da chi detiene il monopolio sui mezzi di comunicazioni di massa. Paventiamo inoltre che la divisione dei poteri dello stato verrà in pratica ridotta a pura finzione, lasciando tutto il potere all’esecutivo. Magari si permetterà a qualche giornale e a qualche raro giornalista TV di opposizione di fare “il grillo parlante” per mostrare alla “gente” che “questo non è un regime”. E molti ci crederanno.

L’Italia – spesso al traino di altri paesi – stavolta purtroppo sta anticipando ciò che potrebbe avvenire tra non molti anni anche in altre democrazie occidentali, che forse di democratico manterranno la forma e perderanno la sostanza. Un suggerimento : questo non fatelo sapere al Papi, se no è capace di rivendicarne, trionfante, il diritto di primogenitura al prossimo G8.

Orwell, con il suo libro “1984”, denunciava la degenerazione dei regimi socialisti vittime del “Grande Fratello”, ma avrebbe dovuto guardare oltre, cioè alla possibile involuzione delle democrazie liberali dell’Occidente..

Se anche voi volete dare il vostro sostegno “Il Fatto Quotidiano” o saperne di più collegatevi a

http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/

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"Rembrandt, Terza età",(da "Il Fatto" quot.) - Cribbio, ormai non riesco più a camminare sulle acque! (NdA)

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Lorenzo Raffi, Di quaglie e altri volatili, ovvero “le niveau monte”

Posted by pocavista su 27 marzo 2009

IL PRESENTE POST  CONTIENE UNA SINTESI DI QUANTO E’ IN CORSO DI PUBBLICAZIONE NEL VOLUME

LORENZO RAFFI – D’UOMINI E D’ANIMALI

Ovvero della bufala, intesa come una delle belle arti

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Un umile galliforme : la quaglia Molti conoscono la quaglia comune (coturnix coturnix), un piccolo esponente dei phasanidae simile a starne e pernici. Mentre altri fagianidi, come gli spettacolari pavoni comuni (pavo cristatus) arrivano anche a sei chili e i bellissimi fagiani maschi superano i due chilogrammi di peso, le modeste quaglie possono a malapena raggiungere i 150 grammi. La quaglia comune ha un piumaggio grigio-bruno e presenta striature nere, bianche e gialle o marroncine sui fianchi. La dotazione del maschio prevede anche un collarino e una macchia nero rossiccia sul petto. Si tratta di un uccello che si nutre a terra di semi e di foglie. In caso di allarme non si alza in volo, ma preferisce fuggire “di pedina”, cioè correndo rapidamente tra i cespugli in cerca di un riparo. E’ un animale che dall’Africa migra verso nord per raggiungere le aree di riproduzione. I maschi sono particolarmente aggressivi nel difendere il proprio territorio ed emettono un tipico richiamo per attirare le femmine. Nei giorni di vacche grasse, cioè quando abbondano le femmine, il maschio è poligamo, altrimenti si accontenta di una unica moglie : dopo l’accoppiamento lascia però la cura delle uova alla sola femmina. Le quaglie, a differenza degli altri gallinacei, sono poco socievoli : anche per la quaglia il matrimonio, monogamo o poligamo che sia, sembra essere la tomba dell’amore. Dopo l’accoppiamento, il legame coniugale si allenta e il maschio praticamente si disinteressa non solo della cova, ma anche della madre dei suoi figli.gif-uccello-divert Secondo i naturalisti le facoltà intellettive delle quaglie sono al di sotto di quella degli altri gallinacei; ciò è però compensato da una notevole capacità di adattamento ad ambienti diversi. In Italia la quaglia si è ben adattata alle modifiche ambientali imposte dall’agricoltura moderna, anche se l’impiego di insetticidi e lo sfalcio meccanico delle piante foraggere ne ostacolano fortemente la nidificazione e l’alimentazione dei nidiacei. L’avvistamento delle quaglie da noi ormai avviene quasi solo in occasione della ricognizione ai supermercati più forniti, che espongono i nudi cadaverini degli esemplari di allevamento su quelle camere mortuarie che sono i banchi frigo del reparto carni. Tra le molte specie di quaglia classificate dai naturalisti, ci vorremmo soffermare su una nuova specie non ancora sufficientemente studiata e che riveste un particolare interesse per gli studiosi italiani: il Quagliariello.  

Dalla Quaglia al Quagliariello

Il Quagliariello in effetti è notevole sia per la singolarità del proprio linguaggio, che si avvicina all’italiano, sia per l’habitat che predilige, i luoghi chiusi e in particolare le aule universitarie e parlamentari.gif-pulcino-3d In questi luoghi, riesce ad articolare dei veri e propri discorsi, tipo : “Ma chiedo agli studenti … se invece con il loro atteggiamento non stanno difendendo sprechi inammissibili e privilegi intollerabili (Applausi dal Gruppo PdL): 5.500 corsi di laurea, per i quali oggi ci si può laureare in cura del cane e del gatto o in acquacoltura”. (Senato della Repubblica – Legislatura 16º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 080 del 29/10/2008) L’autorevole oratore, che ha pronunciato tali parole in difesa della riforma Gelmini, era nientepopodimeno che il Sen. Quagliariello Gaetano, forzista della prima ora. Costui, nel proprio sito WEB, riporta fiero il proprio pedigree : “Tra i miei avi vi sono sindaci e vice-sindaci liberali della città di Salerno, mentre il mio nonno … è stato senatore democristiano…”. Laureato in scienze politiche a Bari, muove “i primi passi in politica nel Partito Radicale”, uscendone nel 1982, a ventidue anni. Anticipando, il che è tutto dire, anche uno svelto come Capezzone. “Ricercatore all’università de L’Aquila per otto anni, professore associato all’università di Bologna per due, visiting professor a Parigi e a Stanford (solo per un trimestre) e, infine, sono tornato come professore ordinario di Storia Contemporanea alla Luiss dove per due anni, dal 2004 al 2006, ho diretto il Dipartimento di Scienze storiche e socio-politiche” Il Senatore, nato a Salerno, vissuto a Bari, ricercatore all’Aquila, docente a Bologna, in cattedra a Roma, visiting professor a Parigi, tifoso del Napoli, mai vissuto e lavorato in Toscana, viene eletto e rieletto dove? Naturalmente in Toscana, dove il suo partito presume che goda di ampio seguito e radicamento sociale. Forse qualcuno, mosso a compassione, lo avrà visto affannarsi paonazzo su un pedalò al largo di qualche spiaggia lucchese sotto il sole di agosto.  Scrive diversi libri, “ma, soprattutto, … una biografia politica di Charles De Gaulle che mi è costata dieci anni di ricerca (oggi è tradotta anche in francese)”. Collabora “con L’Indipendente, Il Foglio, Il Giornale, Il Messaggero, Il Riformista, Libero e con Radio24”. Sul giornale on-line L’Occidentale cura la rubrica “Odio il lunedì.” Così preso dallo scrivere e dal pedalò, evidentemente al Senatore rimane ben poco tempo per leggere. Altrimenti avrebbe potuto approfondire, come tutti sanno al di fuori delle aule del Senato,  il concetto che l’acquacoltura non è la coltivazione dell’acqua, ma riguarda le tecniche di allevamento di pesci, crostacei e molluschi (come salmoni, trote, orate, spigole, tonni, gamberi, ostriche, cozze). Tali forme di allevamento coprono ormai più della metà del fabbisogno ittico in molti paesi del mondo. Anche da noi l’aquacoltura va acquisendo sempre maggiore importanza economica, visto l’impoverimento delle risorse ittiche del Mediterraneo. Al senatore Quagliariello qualcuno potrebbe allora chiedere : perchè un corso di laurea breve sull’ acquacoltura è uno spreco, insieme alla cura veterinaria dei quindici milioni fra gatti e cani italiani, mentre gli studi svolti dalla Fondazione che lui ha fondato, Magna Carta (e di cui non sappiamo se la parola “Magna” vada considerata un aggettivo oppure un verbo) e che riceve anche contributi statali, non lo sono?gif-080pesce-pagliaccio Del resto, come ci insegna l’ornitologia, c’è quaglia e quaglia, e non tutti i Quagliarielli quagliano allo stesso modo. Siamo andati a rivedere il “Parere” sul nuovo Piano Agricolo Nazionale, espresso dal CNEL, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, nel lontano 1985. Il documento conteneva tra l’altro un ordine del giorno a favore dello sviluppo dell’acquacoltura. «Dichiaro anch’io che voterò a favore. Ritengo tuttavia che i problemi riguardanti le biotecnologie e le tecnologie alimentari applicate alle situazioni dell’agricoltura siano da approfondire … ». Dichiarazione di voto dell’allora Consigliere Ernesto Quagliariello, illustre padre del Quagliariello Gaetano. Inoltre l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari, ha promosso recentemente autorevoli studi e convegni internazionali anche sull’acquacoltura. Sapete chi è responsabile delle relazioni esterne dell’IAM? Rosanna Quagliariello, che ci risulta essere sorella del senatore Gaetano. A questo punto uno malizioso come Benigni si porrebbe la domanda : ma allora di è veramente figlio il senatore? ::::CONTINUA::::

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LORENZO RAFFI – D’UOMINI E D’ANIMALI

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