Della bufala. Intesa come una delle belle arti

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Da Quarto a Pechino. Ovvero la spedizione dei Mille e la finanza globale

Posted by pocavista su 12 luglio 2017

I PARTE – Qualche osservazione sull’articolo di Gianluca Ferrara, “l 1000 fantasmi che governano il mondo”, sul Fatto Quotidiano del 9 luglio 2017.

Gianluca Ferrara, direttore editoriale di Dissensi editore, dichiara una laurea in scienze politiche e di occuparsi di politica internazionale. Tra i suoi maestri, cita ambientalisti come Vandana Shiva e Paul Connett. Ma afferma di trarre ispirazione  anche dalle illustri tonache del missionario terzomondista Alex Zanotelli, del prete anarco-cristiano Don Gallo e del “francescano” Beppe Grillo, elogiante la povertà (altrui) ad Assisi e anacoreta penitente nell’eremo di Briatore a Malindi.

Ferrara raccatta qua e là fatti, cifre e opinioni che lui accosta in modo approssimativo.

E poi si lancia in affermazioni definitive: “sono soltanto in Mille coloro che esercitano il potere su uomini, animali e vegetazione”. Chi sarebbero questi “moderni faraoni del mondo”? Secondo il Nostro, “I primi 500 sono gli amministratori delegati delle multinazionali inserite nella lista di Fortune 500, le 500 maggiori imprese del mondo”. Costoro costituirebbero “una rete solida nella quale tengono imprigionati 7 miliardi di individui. Questi 500 controllano la produzione di cibo, armamenti, energia, acqua e informazione. Ma soprattutto controllano la politica diventata damigella dell’economia e della sua degenerazione finanziaria.” Ma chi sono gli altri 500?

Per Ferrara sono le big five della finanza: Bank of America, J.P. Morgan, Goldman Sachs, Citybank e Hsbc Usa; e le big five del credito: Deutsche Bank, Credit SuisseUbsCitycorp-Merill Linch e Bnp-Paribas.

Ferrara parte da un fenomeno ormai acclarato (la concentrazione di potere delle grosse corporation transnazionali e della finanza globalizzata), per sparare cifre ad effetto ad uso del popolo del web, per riproporre il complotto dell’internazionale demo-pluto-giudaico-massonica, che avrebbe organizzato “una rete solida nella quale sono imprigionati 7 miliardi di individui”.

Qualcuno potrebbe obbiettare che esistono non solo gli AD, ma anche gli azionisti, i megafondi pensione, i fondi sovrani, i petrodollari, i proventi del riciclaggio e dell’evasione, le mafie, i governi. I quali, invece di essere tutti d’accordo sul come fregare i 7 miliardi di essere umani come sostiene Ferrara, lottano tra di loro a suon di soldi e talvolta con le bombe per allargare la propria fetta di mercato, i profitti, o la loro sfera di influenza territoriale. Non è un complotto, ma un conflitto permanente tra potenze ostili, che possono trovare momentanei interessi convergenti.

Per Ferrara la rete che ci imprigiona è anche il “cibo spazzatura” che ha reso “più di 2 miliardi di persone in sovrappeso, delle quali più di mezzo miliardo obeso”. “Sull’altro lato della medaglia ci sono i volti di quel quasi miliardo di uomini donne e bambini che vivono nell’indigenza, e sono malnutriti.” Lasciamo per il momento da parte la questione del “cibo spazzatura” e parliamo della fame.

Chi sono i colpevoli? Naturalmente i Mille (i 500+500 di cui sopra). A questo punto Ferrara, che dice di occuparsi di questioni internazionali, la spara veramente grossa : “nei paesi definiti ipocritamente poveri, in realtà ricchi di risorse, fino a 40 anni fa, prima che il regno dei 1000 cominciasse la sua politica egemonica, non c’era malnutrizione.!!! Confesso che quando ho letto questa frase sono saltato sulla sedia. Il sottoscritto ha insegnato per molti anni economia in una università di un paese africano e ha lavorato per trenta anni in decine di paesi in via di sviluppo: sulla fame e sul sottosviluppo ne ho sentiti di tutti i colori, ma ciò che scrive Ferrara è demenziale.

Mi sono chiesto chi gli ha concesso una laurea in scienze politiche. E se legge qualcosa oltre a ciò che scrive: che per un direttore editoriale come lui dovrebbe essere un obbligo.

Ma non dobbiamo meravigliarci troppo : oggi in economia e in politica, e adesso in medicina con le istanze antivax, si va “per sentito dire”, “per letto e condiviso sui social”. Per ottenere consenso, l’importante è essere “contro”, delegittimare ogni autorità e ogni autorevolezza, di politici, imprenditori, scienziati, alimentando le teorie del complotto ordito dai Mille e dai loro “lacchè politici” ai danni del popolo.

Ferrara afferma che 40 anni fa non c’era malnutrizione nei paesi in via di sviluppo (PVS): poi cosa sarebbe successo? “Con la distruzione delle economie di sussistenza, l’abbattimento delle barriere doganali e l’imposizione di monoculture per produrre mangime finalizzato alle mandrie bovine, si è rotto un equilibrio millenario”. Ferrara dimostra ancora una volta di non sapere di cosa parla e che non basta accostare a caso qualcosa raccolta qua e la’ sul WEB per fare un discorso di senso compiuto.

Andiamo con ordine per confutare le boiate che spara Ferrara:

1 – “40 anni fa non c’era malnutrizione nei PVS”? In realtà oltre un terzo (34% ) della popolazione mondiale di allora soffriva la fame o era malnutrita. 25 anni fa la popolazione malnutrita scendeva al 23%; oggi è il 12.9% della popolazione mondiale (dati FAO). Sempre troppi, ma il fenomeno è assai meno grave di prima. Inoltre nel 1981 (quasi quarant’anni fa), il 52% della popolazione mondiale viveva in estrema povertà. Oggi è meno del 21%. 

2 – la malnutrizione è stata causata dalla “distruzione delle economie di sussistenza”? L’economia di sussistenza, che caratterizza molti PVS, è prevalentemente agricola: si produce poco, non si accumulano risorse e non si investe, non c’è sviluppo né innovazione, si ha bisogno di superfici da coltivare sempre più vaste (con deforestazione crescente e desertificazione) per alimentare una popolazione in forte crescita demografica. Alla prima crisi – climatica, economica, bellica – si muore di fame o ci si imbarca sui barconi. Nella migliore delle ipotesi, Ferrara fa confusione tra agricoltura di sussistenza e agricoltura sostenibile, che sono due cose diverse. Ma da lui non possiamo pretendere troppo.

3 – la malnutrizione è stata causata dall’“abbattimento delle barriere doganali”? Ma quando mai? In molti casi sono stati proprio i PVS a chiedere di abbattere le barriere doganali per esportare le materie prime o i propri manufatti nei paesi sviluppati (recente è il caso della riduzione delle barriere doganali chiesto da Tunisia – con turismo azzerato dopo gli attentati del Bardo – per l’olio d’oliva : “aiutiamoli a casa loro”, poi quando qualcuno lo fa, la Lega e i 5 Stelle organizzano le barricate, anche se l’Italia consuma molto più olio di oliva di quanto ne produciamo). Inoltre con l’abbattimento di molte barriere doganali e la globalizzazione, molti paesi come Cina, India, Thailandia, Indonesia, Pakistan e Vietnam hanno ridotto drasticamente gli indici di malnutrizione e di povertà. Questi paesi rappresentano da soli circa la metà della popolazione mondiale.

4 – malnutrizione a causa “dell’imposizione di monoculture per l’allevamento bovino”? I mangimi per l’allevamento bovino utilizzano mais, soia e altri pannelli oleosi. Principali produttori di materie prime per mangimi sono USA, Canada e Brasile, paesi “nutriti” anche troppo. Questo fatto può causare la malnutrizione esistente in Burkina Faso, Ciad o Bangladesh? Al massimo si potrebbe dire che invece di dare la soia e il mais ai bovini (ci vogliono 10 kg di mais per produrre un kg di carne bovina), potremmo regalarli ai paesi più poveri. Facile a dirsi, difficile a farsi. Problema diverso sarebbe dire che l’allevamento bovino contribuisce fortemente all’effetto serra e che dobbiamo cambiare modelli di alimentazione perché insalubri e non sostenibili. Ferrara è non solo no vax, ma anche no bov. Ma troppo impegnato a essere contro qualcosa, fa un po’ di confusione tra i vari concetti, tanto i suoi lettori sono di bocca buona.

Poi Ferrara, abituato a non guardare troppo per il sottile, si allarga ancora :” i capi di governo dei Paesi che aderiscono all’Ocse sono dei dipendenti di questi 1000 individui. Sono succubi (ma anche complici) di un progetto di colonizzazione delle coscienze perfettamente realizzato.”

I Mille avrebbero poi imposto “un paradigma economico che è una mutazione neoliberista, dato che poi sono gli Stati a pagare le conseguenze delle turbolenze finanziarie …”: Inutile far osservare a Ferrara che non c’è relazione tra la prima e la seconda parte di questa frase.

Alla fine Ferrara si sbilancia, rivelando a noi comuni mortali l’esistenza della Spectre di bondiana memoria: “Questa super élite è un governo mondiale ombra che semina consenso elargendo piccole e grandi posizioni di potere e persino premi… Giornalisti, docenti universitari, economisti, politici tutti caduti in questa prigione intellettuale che difendono persino con ardore.” Per fortuna c’è Ferrara che si è salvato non si sa come dalla “colonizzazione delle coscienze”, e che ci mette in guardia dal cadere “in questa prigione intellettuale” gestita dal Lato Oscuro Della Forza.

Poi c’è la chicca finale: Ferrara sembra collocare tra gli eroi che si ribellano all’ordine costituito dei Mille,  quei personaggi “emarginati, resi inoffensivi e persino eliminati (si pensi a Saddam e Gheddafi)”, come i nostri “Enrico Mattei e Aldo Moro”. Certo, un Aldo Moro paragonato a Gheddafi e Saddam fa un po’ impressione.  Ma i lettori del FQ, ormai sono abituati a ben altro e vogliono roba forte.

L’articolo di Ferrara, che mescola fenomeni veri a fattoidi e dati falsi, sembra raggiungere il proprio scopo: riporto solo un esemplare commento – da complottista tutto di un pezzo – a firma di Nino Faroli, sul FQ in calce all’articolo.

...e’ un nuovo ordine mondiale dove dei mille soprannominati che ci mettono la faccia ed alle volte anche il deretano, ne rimane una cerchia di circa 200 persone sparse per tutti i continenti ma collegate tra loro da vincoli di sangue e dal vero potere oscuro messo in atto da generazioni, che come in una sorta di cupola mafiosa decidono guerre, pace,morte o risurrezioni di Stati e di governi , passaggi di fortune o perdite per intere categorie umane , controllano l’acqua ed il clima ,decidono dove desertificare per poi prendere il tutto senza colpo ferire mettendo simulacri di governi plasmabili secondo il loro volere , decidono le economie mondiali dove devono andare ed a volte ne programmano le crisi pilotandole da dietro le quinte, pilotano emergenze e pandemie con relative vaccinazione a livello globale, decidono a tavolino chi deve mangiare o no,…per loro non esistono confini, razze o religioni anzi sono concetti di cui si servono per meglio mantenerne il potere”.

Caro Ferrara, i tuoi Mille garibaldini della finanza globale fanno una figura fantozziana in confronto al vero potere di queste poche famiglie, “legate da vincoli di sangue e dal vero potere oscuro da generazioni” (ebrei? Aridaje coi Protocolli dei Savi di Sion della Russia zarista), che “controllano l’acqua e il clima (minchia!)”, “decidono dove desertificare” e “pilotano emergenze e pandemie con relative vaccinazioni a livello globale” .

Ultima osservazione. Ferrara denunciava prima che siamo tutti immersi “in una sorta di Truman Show” permanente : gli è mai sorto il dubbio che lui stesso ne contribuisca alla sceneggiatura? O forse qualche dubbio ce l’ha, ma cerca di avere tutte le carte in regola (fa l’ambientalista all’ingrosso strizzando l’occhio ai vegani, dichiara di avere preti no global e il “poverello di Assisi” Grillo come riferimenti spirituali, dichiara di lottare contro un generico “pensiero unico dominante”, alimenta un facile complottismo, combatte il “fascismo sanitario” di chi vuole i vaccini infantili obbligatori) per candidarsi alle prossime parlamentarie a 5 stelle. In bocca al lupo.

II PARTE. Globalizzazione, capitale finanziario e concentrazione economica.

Lasciamo ora da parte questo complottismo un po’ naif.

Ferrara pone anche questioni serie. Le grandi corporation transnazionali ormai sfuggono alla regolamentazione e alle leggi degli stati, influenzando in molti casi le decisioni dei governi. Inoltre “la finanza, un tempo a servizio dell’economia, è cresciuta fino a diventare 13, 14 volte maggiore dell’economia reale”. Questi sono problemi reali che pongono ai popoli e ai governi delle sfide difficili.

II.1 -A questo punto mi sia consentita qualche riflessione sul dibattito odierno sui costi/benefici della globalizzazione dell’economia e del potere del capitale finanziario.1 C’è chi ne evidenzia le ricadute negative, chi i benefici. Non c’è dubbio che il fenomeno della globalizzazione, sotto i colpi delle ondate migratorie, dell’impoverimento di alcuni strati della popolazione dei paesi sviluppati, delle difficoltà occupazionali e della scarsa crescita, goda di cattiva stampa.

C’è chi come Richard Baldwin, nel suo recente saggio “The Great Convergence: information technology and the new globalization “(Belknap), afferma che la globalizzazione sta sfuggendo al controllo del mondo occidentale. Questa si è affermata più che con le merci, con il trasferimento di know-how tecnologico. Ciò è avvenuto in una sola direzione, dai G7 ai paesi emergenti (in particolare a Cina, India, Indonesia, Pakistan, Corea, Polonia e Thailandia), che lo hanno combinato con i loro bassi salari. Ciò ha creato una situazione di concorrenza sul mercato globale che molti settori dei paesi sviluppati non sono stati in grado di sostenere.

In questi paesi emergenti vive circa metà degli abitanti della Terra, con una forte domanda interna che ha permesso il decollo delle loro economie e delle loro capacità produttive. Al contrario, nelle economie occidentali questo fenomeno si è ripercosso sui livelli di occupazione e sui salari dei lavoratori. Ciò viene aggravato da informatizzazione e robotizzazione di vaste branche dell’economia, che espellono i lavoratori dal sistema produttivo.

Mentre un tempo la competizione avveniva sostanzialmente tra le industrie nazionali, oggi la concorrenza avviene tra multinazionali che catturano i massimi vantaggi ovunque li trovino. Apple, progetta nella Silicon Valley, si fa elaborare il software in Pakistan, costruisce i componenti elettronici in Cina. Infine prende sede fiscale in paesi come l’Irlanda, con cui ha concordato un livello di tassazione risibile.

Le multinazionali si avvantaggiano sempre più, spiazzando i concorrenti che non riesco a raggiungere i loro livelli dimensionali e di innovazione. Ciò si traduce in un crescente accumulo di ricchezza nelle mani di pochi imprenditori globali e un impoverimento relativo dei lavoratori e delle classi medie dei paesi occidentali. Inoltre il crescente invecchiamento della popolazione e la diminuzione della sua componente attiva ne aggravano la situazione.

II.2 – Nel processo di globalizzazione dell’economia, il capitalismo finanziario va assumendo un ruolo sempre più rilevante.

All’inizio degli anni ’80 alcuni economisti teorizzarono il superamento dell’intervento degli Stati nell’economia. Margaret Thatcher, in Gran Bretagna e Ronald Reagan, negli Stati Uniti , lanciarono per primi una nuova politica economica liberista, la “reagonomics”. Il libero mercato avrebbe dovuto rimettere le cose a posto, premiando il merito, l’efficienza, la trasparenza. L’apertura ai mercati globali e la finanziarizzazione dell’economia avrebbero dovuto consentire di passare da un’economia basata sulla fabbrica e sul territorio a una economia basata sulla conoscenza, cioè su innovazione e dematerializzazione.

Lo strumento di questo nuovo approccio fu rappresentato da una nuova politica monetaria. Il principale fautore della teoria monetarista, Milton Friedman, sosteneva da tempo che la politica monetaria costituiva “di per sé” la migliore politica economica possibile. Secondo tale approccio, le politiche monetarie mirate alla stabilità dei prezzi favorirebbero le dinamiche dei mercati. Diventava fondamentale dunque l’indipendenza delle banche centrali dagli organi politici e il contenimento dell’inflazione e dei deficit pubblici.

II.3 – Negli anni ’80 gli Stati dettero vita a un gran numero di organizzazioni internazionali, ciascuna con uno specifico mandato. Nel 1995 nasce la World Trade Organization, con l’obiettivo di liberalizzare i commerci mondiali: WTO componeva, con FMI e World Bank, la Trimurti del neo-liberismo. In tale contesto il mercato globale veniva concepito come una sorta di strumento di pace internazionale, che avrebbe messo in secondo piano gli aspetti strategici e militari.

II.4 – La liberalizzazione finanziaria avrebbe creato un mare magnum di capitali, nel quale tutti avrebbero potuto navigare col vento in poppa.

La finanza, da tradizionale strumento necessario alla vita delle imprese e dell’economia in generale,  però ha acquisito progressivamente un ruolo autonomo, che produce nuovi rischi e poche opportunità di crescita dell’economia reale. Adesso sono le holding finanziarie a fornire nuove direttive strategiche alle imprese. Si persegue la massimizzazione del valore a breve/medio delle azioni, non tanto la massimizzazione del fatturato, il mantenimento dell’occupazione, il livello degli investimenti in Ricerca e Sviluppo.

La delocalizzazione degli impianti produttivi, per sfruttare i bassi salari dei paesi poveri, e il trasferimento delle sedi offshore, in paesi a fiscalità vantaggiosa, sono i risultati di questo nuovo approccio.

II.5 – Da tempo le acquisizioni di imprese concorrenti di successo non avvengono solo per aumentare le proprie quote di mercato, ma anche per eliminare concorrenti pericolosi e godere di posizioni di quasi monopolio. Il libero mercato (in questo caso dei capitali finanziari), che avrebbe dovuto garantire efficienza dei mercati e massima utilità per i consumatori, in realtà tende a produrre distorsioni macroscopiche. Le grandi imprese sono sempre più attive nei mercati speculativi, che sovente sono ben più remunerativi della produzione di beni e servizi.

Il grosso problema è che nell’oceano dei capitali quelli che non sanno nuotare bene o che maneggiano strumenti finanziari pericolosi, come i derivati, annegano miseramente, portando a fondo molti compagni di navigazione e non solo. Prima è venuto il default dell’Argentina, poi si sono succeduti via via altri collassi finanziari, fino alla grande crisi del 2008. E queste crisi sembrano non avere insegnato molto.

Oggi assistiamo a due effetti paradossali: il primo è che si è avuta un’espansione della massa monetaria nonostante le teorie monetariste. Il secondo è che quelle banche centrali, che dovevano controllare l’espansione della moneta, hanno contribuito a espanderla. Le banche centrali negli ultimi anni hanno adottato armi non convenzionali, come il “quantitative easing”. La Banca Centrale del Giappone, la Federal Reserve statunitense e la BCE – dopo aver effettuato un replenishment monetario di molte loro banche che rischiavano il fallimento per la crisi del 2008 – hanno comprato e continuano a comprare obbligazioni governative per molte centinaia di miliardi di dollari. E c’è oggi chi protesta perché l’Italia sta cercando di salvare alcune sue banche, e con esse milioni di correntisti, per non precipitare nel caos finanziario e nella corsa generalizzata a ritirare i risparmi (vedi Grecia).

II.6 Non solo ombre, ma anche luci: il nuovo ordine mondiale, che non è solo finanziarizzazione dell’economia, ma anche globalizzazione dei mercati, ha consentito a un miliardo di persone di uscire dalla fame e dalla povertà come in Cina e in India. Ha beneficiato anche i consumatori occidentali con prodotti importati a basso costo. Ma ciò non deve far dimenticare i pericoli di una situazione potenzialmente esplosiva di cui la crisi del 2008, seppur grave, rischia di apparire un episodio marginale. L’Unione Europea ha imposto alcune regole agli Stati-membri più a rischio”, sostenute dai rigoristi del deficit. Tuttavia, per minimizzare i rischi legati all’inflazione, le politiche europee hanno indotto stagnazione economica, disoccupazione e pericolose tendenze deflattive. Senza risolvere i rischi legati alla finanza. Negli ultimi tempi per fortuna si assiste ad una lenta ripresa economica (anche in Italia), dell’inflazione e dell’occupazione. Ma la precarizzazione del lavoro è un fenomeno crescente, che anche le misure “di sinistra” come l’eventuale abolizione del jobs act non riuscirebbero a contrastare.

Accanto ai benefici della globalizzazione, alcuni obiettivi promessi dalla liberalizzazione finanziaria e dei mercati sono stati disattesi: sono aumentati i trust e gli oligopoli, con conseguenti rendite di posizione per le imprese e di perdita di efficienza per i consumatori; si è demonizzato il debito pubblico, riducendo i livelli di welfare precedenti.

Infine si sta acuendo la disuguaglianza sociale: la ricchezza prodotta non scivola verso il basso della scala sociale, ma vince ogni legge di gravità e si accumula in alto, nelle mani di un numero sempre più ristretto di attori.

E ciò è una delle principali cause della crisi economico-sociale e della rappresentanza politica dei paesi industriali avanzati. Crisi che pone sfide assai complicate. Che il “sovranismo economico” basato sulla chiusura dei mercati, sostenuti dai movimenti “populisti” di casa nostra che guardano a Trump e a Putin, rischia di aggravare.

1 In questa seconda parte, sintetizzo alcuni commenti contenuti della recensione di L.Raffi al volume di Maria Rosaria Ferrarese – “Promesse mancate – Dove ci ha portato il capitalismo finanziario”, Il Mulino, 2017, apparsa su “Pandora, Rivista di teoria e politica”, marzo 2017

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La verità sul referendum. Ovvero quella di Raniero La Valle

Posted by pocavista su 13 ottobre 2016

 

LA RETORICA E IL CATTOCOMUNISTA

 Raniero la Valle è un rispettabile giornalista e studioso cattolico, addentro alle cose vaticane. Non è un bigotto intellettuale, ma uno che ama confrontarsi con le cose del mondo. Poi ognuno può giudicare con quali esiti. Un tempo direttore de “Il Popolo”, organo DC, poi del cattolicissimo “Avvenire d’Italia”, A La Valle oggi non dovrebbe stare scomodo l’attributo di “cattocomunista”, visto che nel 2009  si è candidato alle elezioni europee con la “Lista Comunista Anticapitalista” nella Circoscrizione Centro 14.

 La Valle inizia la sua conferenza per i partigiani dell’ANPI, parlando del grave fenomeni dei profughi e degli immigrati: Qualcuno dice che nel 2050 i trasmigranti saranno 250 milioni. E l’Italia che fa? Sfoltisce il Senato.”

Poi rincara la dose: “E’ in corso una terza guerra mondiale non dichiarata,… E l’Italia che fa? Toglie lo stipendio ai senatori.” … “Fallisce il G20 ad Hangzhou in Cina. E in tutto questo l’Italia che fa? Fa eleggere i senatori dai consigli regionali.”

Qualcuno potrebbe obiettare a questo banale espediente retorico, che il buon Raniero propina forse per scuotere dai torpori postprandiali un uditorio di coetanei: ma se non toccassimo il Senato, risolveremmo forse il fenomeno delle migrazioni epocali o scongiureremmo la terza guerra mondiale? La Valle avrebbe potuto dire di tutto e il contrario di tutto : fallisce il G20 e l’Italia che fa? Abolisce l’IMU sulla prima casa, istituisce il reato di omicidio stradale e si fa i selfie col sen. Razzi.la-valle

SI SCRIVE RENZI, SI LEGGE ERDOGAN

Poi La Valle si lancia sull’economico-catastrofico, senza rinunciare al retorico : “l’Italia è a crescita zero, la disoccupazione giovanile, ecc.ecc.”. Per la serie: Dio è morto e nemmeno io mi sento troppo bene!… “E l’Italia che fa? Fa una legge elettorale che esclude dal Parlamento il pluralismo ideologico e sociale”.

Con la riforma Boschi, l’esecutivo sarà più stabile e probabilmente eviteremo quella penosa sfilza di governi balneari e natalizi che ha caratterizzato il nostro Paese fin a poco tempo fa. 63 governi in70 anni. Governicchi frutto di quel proporzionale che ha favorito inciuci e ricatti dei partitini di turno, sistema rilanciato – pensate un po’ – da quei 5 Stelle che dicono che non faranno mai accordi con nessuno! E come si governerebbe allora, se nessuno raggiungesse il 51%?

La Valle sembra dimenticare che la riforma Boschi non abolisce la divisione dei poteri, né ruolo di garante del Presidente della Repubblica, La magistratura rimarrà indipendente, non vengono abolite le elezioni, la stampa e il WEB rimarranno liberi. E anche La Valle sarà libero di dire quello che pensa.

L’ORA E’ GIUNTA!

Per La Valle: “E’ venuto dunque il momento di dire la verità sul referendum.” Ma la prende un po’ alla larga, passando prima per la Mesopotamia. “Se si fosse conosciuta prima la bugia di Bush e di Blair, e saputo che le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein non c’erano, non sarebbe stato devastato il Medio Oriente, il terrorismo non avrebbe preso le forme totali dei combattenti suicidi in tutto il mondo e oggi non rischieremmo l’elezione di Trump in America”. Tesi in parte condivisibile, ma ancora non vediamo perché parta dalle menzogne di Bush e Blair per stangare Renzi e le sue riforme.

Poi La Valle si avventura in un passaggio un po’ osè : “Se si fosse saputa la verità sul delitto e sui mandanti dell’uccisione di Moro, l’Italia si sarebbe salvata dalla decadenza in cui è stata precipitata.”. Magari fosse stato così semplice: ditemi la verità su Moro, e vi risolvo in un colpo solo la crisi economica, la delocalizzazione, l’invecchiamento della popolazione, i problemi della finanza derivata, la corruzione, la mafia e la disoccupazione!

SE 300 MILIONI VI SEMBRAN POCHI…

La Valle, forse ricordandosi che si parlava di riforme, dice che è una menzogna che la riforma del Senato farà risparmiare. Però cita la Ragioneria Generale dello Stato, secondo cui il risparmio ammonterebbe a cinquantotto milioni di euro che si otterrebbero togliendo la paga ai senatori. All’anno. Il risparmio di circa 300 milioni di euro per legislatura, sono pochi, una quasi “menzogna”? Ok , allora caro La Valle perché lei non si batte con lo stesso vigore per far pagare l’IMU alla Chiesa, per abolire l’8 per mille e tutti quei contributi e facilitazioni alla Chiesa Cattolica e a uno stato estero (Il Vaticano) che costano al contribuente italiano circa 4 miliardi di euro l’anno? Perché Papa Francesco e la Curia se ne avrebbero a male?

La Valle più avanti sottolinea che non ci sarebbe nemmeno un risparmio sui tempi della politica. Secondo lui  al contrario si allungherebbero i tempi della produzione legislativa. Infatti la riforma introdurrebbe  sei diversi tipi di leggi e di procedure che interesserebbero ambedue le Camere: come le leggi costituzionali, elettorali e di interesse europeo, quelle di competenza regionale e le leggi di bilancio . E non è poco. Ma allora tutto questo gridare alla dittatura del monocameralismo non è eccessivo?

DALLA TEOLOGIA DELLA RIVELAZIONE AI GIALLI MONDADORI

La Valle cerca di spiegare benevolmente a noi comuni mortali che non è la legge Boschi il vero oggetto del referendum…: “”il referendum è uno svelamento della vera lotta che si sta svolgendo nel mondo e della posta che è in gioco”. Poi il vero colpo di scena e si ricorre alla cattolicissima teologia della rivelazione: “ il referendum come rivelatore dello stato del mondo”.

Con La Valle non ci si annoia: si passa dalla Mesopotamia alla teologia, per giungere ai gialli Mondadori : “per trovare la verità nascosta del referendum, il suo vero movente, la sua vera premeditazione, bisogna ricorrere a degli indizi, come si fa per ogni giallo.”

Il primo indizio è che “Renzi… ha detto di aver fatto questa riforma su suggerimento di Napolitano; ma prima ancora di Napolitano c’era la banca J. P. Morgan che, in un documento del 2013, in nome del capitalismo vincente, aveva indicato quattro difetti delle Costituzioni (da lei ritenute socialiste) adottate in Europa nel dopoguerra: a) una debolezza degli esecutivi nei confronti dei Parlamenti; b) un’eccessiva capacità di decisione delle Regioni nei confronti dello Stato; c) la tutela costituzionale del diritto del lavoro; d) la libertà di protestare contro le scelte non gradite del potere”.

Ottimo coup de thèatre per risvegliare i partigiani dell’ANPI che sonnecchiano, in attesa di dare sollievo alla prostata: si viene a sapere che il comunista Napolitano non era un agente del KGB, come molti sospettavano, ma in realtà era un prezzolato della JP Morgan.© Copyright 2014 CorbisCorporation

Prima ancora c’era stato il programma avanzato dalla Commissione Trilaterale …E la stessa cosa vogliono ora i grandi poteri economici e finanziari mondiali …”

La Valle, da buon No Global terzomondista e tardocomunista cattolico, rilancia la teoria tanto cara ai nazifascisti anni trenta e ai lega-grillisti di oggi, del complotto globale demo-pluto-masso-giudaico, che ha la sua capitale a Washington e i suoi mandanti nella finanza internazionale. Nello scenario mondiale di La Valle, la Cina, l’India, la Russia di Putin, i paesi produttori di petrolio,  il fondamentalismo islamico, il progresso tecnologico che taglia via milioni di posti di lavoro, il cambiamento climatico semplicemente non esistono o sarebbero meri spettatori o effetti delle trame della Trilateral e della finanza speculativa.

E QUI CASCA L’ITALICUM

La Valle, tornando alle riforme,  sostiene che “il rapporto di fiducia tra il Parlamento ed il governo viene vanificato … perché (il Governo) dovrà ottenere la fiducia da un solo partito”. La legge elettorale Italicum prevede infatti che un solo partito o lista avrà – vincendo al l primo turno o al ballottaggio – la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera (340 deputati su 615). Cosa giudicata antidemocratica.

Quindi, visto che l’Italicum non prevede un sistema sostanzialmente diverso da quello dell’elezione dei sindaci (primo turno, poi eventuale ballottaggio tra i due candidati/liste più votate, e premio di maggioranza a chi vince) , si dovrebbe concludere, per esempio, che la Raggi allora è stata eletta in maniera antidemocratica? E che il ballottaggio dei sindaci con premio di maggioranza, che fa vincere 19 volte su 20 i 5 Stelle, è un sistema elettorale iniquo e pericoloso? Ma questo sistema non ha appena consentito un’alternanza radicale al governo di molte città, con maggioranze stabili per almeno 5 anni? Ma l’alternanza tra chi governa, decisa dal voto degli elettori, non è l’essenza della democrazia?

E’ grave che i senatori non siano più eletti direttamente dai cittadini, come avviene oggi in molti altri paesi occidentali “democratici”, ma siano frutto di un’elezione di secondo livello? Forse, ma neppure il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio sono scelti direttamente dai cittadini, ma dai parlamentari eletti. Lo prevede – guarda un po’ – la Costituzione in vigore dal dopoguerra. Che La Valle e il fronte del no non vogliono cambiare. 

RENZI, IL GRANDE FRATELLOgif big brother cam

Il secondo indizio per La Valle è il ritardo della data della convocazione del referendum; ciò vuol dire che “occorreva alzare il livello dello scontro, e soprattutto ci voleva il riarmo prima che si giungesse allo scontro finale”. Il riarmo per acquisire la superiorità sul terreno era il controllo totale dell’informazione, secondo La Valle.

Controllo totale dell’informazione? Conveniamo che l’estromissione di Giannini e della Berlinguer dai ruoi ricoperti in RAI ricorda da vicino l’editto bulgaro di Berlusconi e non è una bella cosa. Ma da qui a comparare l’Italia di Renzi con la Turchia di Erdogan ce ne corre: la bassa posizione italiana nella classifica della libertà di stampa è dovuta:

1 – al possesso di tre reti TV nazionali da parte di un solo soggetto politico (Berlusconi), che possiede anche il principale gruppo editoriale italiano (Mondadori-Einaudi), e al controllo politico da parte del governo in carica di due dei tre canali della TV di stato;

2 – al fatto che 8 giornalisti italiani sono stati uccisi dalla criminalità organizzata e che molti altri giornalisti vivano sotto scorta.

2 – al fatto che molti organi di informazione non siano di  proprietà di editori “puri;

3 – e anche al fatto che alcuni politici, come Grillo, tanto per non fare nomi, contribuiscono ad abbassare ulteriormente il nostro 73mo posto nella classifica della libertà di stampa, quando sul proprio blog e nei comizi chiedono la gogna pubblica per i giornalisti sgraditi . E il problema vero è che molti suoi sostenitori non si fanno nemmeno troppo pregare per partecipare al loro linciaggio sui social.

LE ARMATE DEL SI E DEL NO

Controllo totale dell’informazione, diceva il buon Raniero. Vediamo dunque gli schieramenti mediatici per il SI e per il NO al referendum, che coincidono grosso modo con quelli di chi sostiene il governo e chi l’opposizione.

  1. TV: per il SI (RAI 1, RAI 3, parzialmente SKY ; per il NO (le berlusconiane Rete 4, Canale 5, Italia 1; – La 7 ,filo 5 Stelle – Rai 2, filo-opposizione di centro destra). Variegata la posizione dei canali TV minori.
  2. Giornali: per il SI: Gruppo Repubblica-Espresso (Repubblica, La Stampa), il Sole 24 Ore, Il Messaggero, L’Unità; per il NO : Il Fatto, Il Giornale, il gruppo Quotidiano Nazionale (Il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno), Il Tempo. Incerta è per ora la nuova collocazione de Il Corriere della Sera, recentemente acquisito da Cairo, proprietario de La 7, che ha scelto il pubblico grillino come proprio segmento di mercato di riferimento. Poi ci sono i periodici: a parte l’Espresso, quasi tutti gli altri periodici sono di proprietà del gruppo Mondadori di Berlusconi,
  3. Internet e social, che hanno sempre maggiore importanza comunicativa, specie per la formazione delle opinioni politiche: qui stravincono i 5 Stelle.

Dove stia “il controllo totale dell’informazione” o lo strapotere mediatico di Renzi non è dato sapere. Poi magari La Valle ce lo spiega meglio.

GOGNA MEDIATICA?

Secondo La Valle, Renzi aveva bisogno di distruggere il principale avversario e fautore politico del No, il Movimento 5 Stelle; questo spiegherebbe gli attacchi alla Raggi. Caro la Valle, i giornali avranno un po’ enfatizzato le difficoltà della Raggi, ma ieri si sono buttati a capofitto sulla Panda Rossa di Marino e i suoi scontrini, o sulla Boschi per via del padre in Banca Etruria. Non dimentichiamo che la Raggi viene colpita soprattutto dal fuoco amico del Movimento. E’ vittima delle proprie incapacità e di quelle di un movimento/partito che ha avuto un anno intero per preparare una squadra di governo per Roma. Invece a distanza di 3 mesi e mezzo dalle elezioni siamo ancora a carissimo amico. L’unico assessore di vaglia rimasto nella giunta Raggi, Berdini, glielo ha trovato D’Alema! Quando si dice il caso!dalemamagoIL TERZO INDIZIO

Poi un terzo indizio. La Valle segue Agatha Christie, secondo cui tre indizi fanno una prova.

Interrogato sul suo voto Prodi dice: non mi pronunzio perché se no turbo i mercati e destabilizzo l’Italia in Europa. Dunque non è una questione italiana, è una questione che riguarda l’Europa, è una questione che potrebbe turbare i mercati. Insomma è qualcosa che ha a che fare con l’assetto del mondo.”  Ovvero: vince il NO e magari fa cadere il regime di Pechino! Un tempo si diceva che un battito di ali di una farfalla può provocare un uragano agli antipodi. Ma siano in epoca di referendum e allora …

RANIERO E TROTSKJI

Con la soppressione del muro di Berlino e la fine della guerra fredda … l’Occidente fa un’altra scelta; si riappropria della guerra e la esibisce a tutto il mondo nella spettacolare rappresentazione della prima guerra del Golfo del 1991,… . Alla contrapposizione Est-Ovest si sostituisce quella Nord-Sud.”

Poi, con un notevole salto in avanti, La Valle ci svela la verità del referendum. “La nuova Costituzione è la quadratura del cerchio. Gli istituti della democrazia non sono compatibili con la competizione globale, con la guerra permanente, chi vuole mantenerli è considerato un conservatore. …Se la gente muore di fame, e il mercato non la mantiene in vita, la politica non può intervenire, perché sono proibiti gli aiuti di Stato.” . Raniero, qui facciamo confusione con le pratiche lesive della concorrenza, che sono un’altra cosa. 

Ancora una volta La Valle si fa prendere la mano e fa un brutto scivolone: “ Se lo Stato ci prova, o introduce leggi a difesa del lavoro o dell’ambiente, le imprese lo portano in tribunale e vincono la causa. Questo dicono i nuovi trattati del commercio globale.”. Ma quando mai e dove? Caro La Valle, qui devo citare il sen.Razzi: “no, guesto non gredo!”. 

E infine La Valle veste perfino i panni del Trotskji della IV Internazionale, o il saio da gesuita di Papa Francesco: “La guerra è lo strumento supremo per difendere il mercato e far vincere nel mercato.”

CONCLUDENDO: SI VOTA SU RENZI O SULLA RIFORMA?

E allora – prosegue il Nostro – questa è la ragione per cui la Costituzione si deve difendere. Non perché oggi sia operante, perché è stata già cambiata nel ‘91, e il mondo del costituzionalismo democratico è stato licenziato tra l’89 e il ’91.” !

Ne seguirebbe che Renzi e il suo referendum sarebbero in ritardo di un quarto di secolo, secondo la tesi di La Valle, Dovremmo concludere allora che chi vota NO, si illude di mantenere in vita una Costituzione che di fatto non esiste più dalla caduta del Muro di Berlino. renzi-dittatore

La domanda dunque sorge spontanea: se i giochi sono già fatti da più di 25 anni, questo referendum – vincesse il NO – servirebbe a qualcos’altro, se non a scalzare Renzi dal Governo? Ma a questo punto La Valle non risponde: forse già si stava godendo gli applausi del suo uditorio.

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Giannone e la Taverna. La “zoccola”, il “pernacchio” e il politicamente corretto.

Posted by pocavista su 4 maggio 2015

“Ho querelato Giannone perché sui miei profili e account social non mancano le critiche, ma un insulto (“sei una zoccola” con un tweet) come quello non si può tollerare”.paola-taverna-facebook-mod

Giannone ha rivolto alla Taverna un’inaccettabile offesa, sessista e maschilista per di più, ed è da condannare senza scusanti. Punto.
Però ci si chiede perché Giannone non abbia utilizzato espressioni eleganti e politicamente corrette, secondo lo stile 5 Stelle, come “ebetina” (i 5 Stelle a Renzi), “vecchia putt…” (Grillo alla premio Nobel Montalcini), “sei in preda al punto G” (sempre Grillo a una 5 Stelle poi espulsa), “collusa” /”cornuta” (i 5 S alla Boldrini). Ma anche “assassina” (Grillo a Umberto Veronesi), “container di m… liquida” (Grillo a Giuliano Ferrara),”psiconana” (Grillo a Berlu), “salma” (Grillo a Napolitano), “brava a fare i pom…” (5 Stelle a deputate PD).
Se preso alla sprovvista, Giannone non avrebbe potuto ricorrere invece al sofisticato e pentastelluto “vaffa” o indire il simpatico sondaggio (già in uso nel blog di Grillo e rivolto alla Boldrini) “cosa faresti in un giro in macchina con la Taverna?”.grillo tiè
In alternativa, scartando il troppo dialettale “vaiassa“, già logoro per l’abuso fattone dal duo Mussolini-Carfagna, il campano Giannone non avrebbe potuto destinare un sonoro e definitivo “pernacchio partenopeo” (vedi Eduardo de Filippo, che distingue fra pernacchio “di testa” e “di petto”) alla cittadina Taverna, la quale sembra ritenere che gli insulti siano inaccettabili solo quando siano rivolti a lei, visto che non ha mai protestato per il linguaggio usato dal suo capo e dai suoi colleghi?
La querela per “pernacchio”, sia doloso che colposo, forma espressiva che elimina le premesse per saltare subito alle conclusioni, non è prevista dal codice penale. Come si vede, quel piddino sprovveduto di Giannone avrebbe potuto esprimere “correttamente” il proprio pensiero senza rischiare costose querele …

http://www.youtube.com/watch?v=bTI92AmFU8s

PS -Il termine “zoccola” di cui ha fatto uso Gerardo Giannone costituisce un’offesa per la legge? Una sentenza di un pretore di Bergamo ha assolto una donna che durante una lite aveva definito un’altra donna per due volte “zoccola”. Il pretore ha deciso che il fatto non costituisce reato.

Al contrario una recente sentenza della  Cassazione, n. 5070 depositata il 21 gennaio 2013,  ha confermato la condanna del Giudice di Pace di Messina e poi del Tribunale della stessa città, per il reato di ingiuria commesso da un medico che aveva definito “zoccola” una sua collega. E’ davvero singolare, osservava la Cassazione che un uomo che si presume di “elevata cultura”, come il medico condannato, non si renda conto della gravità del suo comportamento dando della “zoccola” a una donna.
Da cui si evince che se è una donna a definire zoccola un’altra donna, la cosa non costituisce ingiuria. Se invece lo fa un uomo “di elevata cultura” lo è.

La domanda che sorge spontanea è : la Taverna è sicura che Giannone possa essere definito “uomo di elevata cultura”? Altrimenti la querela non avrebbe senso. E se – per pura ipotesi di scuola – “zoccola” lo avesse detto la cittadina Taverna, supponiamo alla Boldrini, ciò costituirebbe ingiuria o il tribunale deve stabilire prima se la Taverna – ex-impiegata in un’azienda sanitaria e che voleva sputare a Berlusconi – è “donna di elevata cultura”?gif martello tribunale

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Dal Patto d’Acciaio al Patto della Pròstata. Ecco perchè Umberto “er Canotta” non può mollare Silvio “er patonza”.

Posted by pocavista su 5 ottobre 2011

Il Patto d’Acciaio

Come tutti sanno, il 22 maggio 1939, Anno XVII dell’Era Fascista, venne firmato il cosiddetto Patto D’Acciaio tra l’Italia fascista e la Germania nazionalsocialista.

La firma del Patto d'Acciaio

Con il Patto, S. M. il Re d’Italia e di Albania, nonché Imperatore d’Etiopia, e il Cancelliere del Reich tedesco sancivano (all’art.2) che “Qualora … (gli) interessi vitali di una delle Parti contraenti dovessero essere minacciati dall’esterno, l’altra Parte contraente darà alla Parte minacciata il suo pieno appoggio … allo scopo di eliminare questa minaccia.

Poi e sappiamo tutti com’è andata a finire : venne la Seconda Guerra Mondiale, il 25 luglio e l’8 settembre.

Il Patto della Crostata

D'Alema, in estasi come S.Teresa, mentre ripensa alla crostata

 

Il patto più celebre della “Seconda Repubblica” è il famigerato Patto della Crostata. Dopo la vittoria dell’Ulivo nel ’96, l’allora segretario del Pds, D’Alema, ebbe la brillante idea di iniziare un dialogo con Berlusconi. Gianni Letta si incaricò di organizzare una cena a casa sua, ospiti Berlusconi e D’Alema. I due siglarono un accordo davanti al dolce: una crostata.

Gianni Letta non ha mai rivelato i veri ingredienti della sua famosa "crostata"

Poi sappiamo tutti com’è andata a finire: D’Alema divenne presidente della Bicamerale per fare le riforme istituzionali. Garbatamente accantonò la legge sul conflitto di interessi, lasciando a Berlusconi il dominio del mondo dell’informazione.

Il Patto della Prostata : er Canotta ed er Patonza uniti nella lotta

Oggi, in tempi di crisi, non potendoci permettere nè l’acciaio e nè il dolce, ci siamo ridotti al patto della Prostata (vista l’età dei contraenti).

Vi siete mai chiesti chi glielo faccia fare a Bossi di salvare sempre e comunque Berlusconi, nonostante che la base leghista ormai sia in aperta rivolta e chieda di mollare “er patonza”?

 

Eleganza padana

Ricordiamo che solo pochi anni fa la Padania usciva con prime pagine di fuoco contro Berlusconi, definito addirittura “mafioso”.

Poi nel 2000 la miracolosa conversione di Bossi sulla via di Arcore. Oggi assistiamo ai continui salvataggi del Governo Berlusconi da parte della Lega. Fino a quando?


Da un po’ di tempo circola un’interessante spiegazione del fenomeno. Aspettiamo che i vertici della Lega smentiscano o confermino quanto contenuto nel video seguente. 

Inutile dire che le eventuali smentite verbali sarebbero assai meno convincenti della decisione di abbandonare l’accanimento terapeutico con cui la Lega mantiene in vita un governo moribondo.

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Magdi Allam: un mediocre agente dei servizi, un Borghezio in versione copta, un caso clinico che ha un debole per Barabba? “La strage in Norvegia è figlia del multiculturalismo”.

Posted by pocavista su 26 luglio 2011

Ieri il “cristiano” Allam scriveva su Il Giornale : “Dietro all’estremismo dei neonazi o alla jihad la stessa volontà di prevaricazione. Se si vuole fermare l’odio, l’Europa deve mettere fine alla politica delle porte aperte.”Aridaje cor multiculturalismo.


da trentinosolidarieta.it

Con Allam abbiamo già dato. Purtroppo,

Su questo blog abbiamo già parlato di Magdi Cristiano Allam. Egiziano che ha abbandonato l’islam per convertirsi al cristianesimo in versione fondamentalista medioevale. Conversione che gli è fruttata anche il posto di parlamentare europeo.

Allam ama talmente l’Italia e tutte le sue località che non le molla quasi mai per andare al Parlamento Europeo, da cui riceve un lauto stipendio. E’ uno dei parlamentari più assenteisti perché troppo occupato a organizzare sfortunate liste politiche come “Io amo l’Italia”, “Io amo Milano”, “Io amo la Lucania”. Insomma, se potesse, Allam non risparmierebbe nessuna località, da Abbiategrasso a Zagarolo.

Magdi Allam, con Maurizio Lupi che lo assiste, si battezza

In molte zone ormai, appena avvistano Allam, appendono ferri di cavallo e cornetti rossi all’ingresso del paese e proclamano il lutto cittadino.

Voci non confermate riportano che l’ambasciata norvegese abbia diffidato Allam dal costituire una sua lista “Io amo Oslo” oppure “Io amo uno dei paesi scandinavi, specie se iniziano con la lettera N”.

Il Borghezio copto

L'elegante gestualità di Borghezio

Da tempo Allam esprime posizioni analoghe a quelle estremistiche di Borghezio e di molti leghisti: vuol rimandare a casa gli emigrati (tanto lui ha già il passaporto italiano), ritiene che la radice di tutti i mali sia l’islam (lui si è appena battezzato, con l’assistenza del ciellino Maurizio Lupi) e il multiculturalismo. Non sappiamo se Allam sia al soldo di qualche servizio segreto (professione, del resto, rispettabile se svolta secondo le leggi vigenti), sia stato lesto a capire che a destra c’è un vuoto culturale che è facile occupare e che fornisce posti e prebende, oppure sia solo un caso clinico : non vogliamo fare nessuna illazione, ma le sue posizioni appaiono spesso deliranti.

Ecco uno stralcio del suo articolo : “Ammettiamolo: in un primo tempo quando la pista islamica sembrava avvalorata, tutti ci sentivamo come rincuorati, probabilmente perché condividiamo la consapevolezza che questo genere di odiosi crimini contro l’umanità appartiene quasi naturalmente a dei fanatici votati a imporre con la forza ovunque nel mondo la sottomissione ad Allah …” “Mentre quando è stato arrestato e abbiamo visto il volto di un norvegese che sulla propria pagina di Facebook si presenta come «conservatore, di fede cristiana, ama la musica classica e i videogiochi di guerra », siamo stati come colti dal panico.

Poi Allam percorre sentieri sempre più tortuosi per spiegarci che l’’ideologia del razzismo “… è l’altra faccia della medaglia del multiculturalismo.” In particolare il multiculturalismo sarebbe “la trasposizione in ambito sociale del relativismo che si fonda sulla tesi che per amare il prossimo si debba sposare la sua religione o le sue idee”.

Tesi assai bislacca : io, per esempio, tra i miei amici ho ebrei osservanti e non, elettori di destra e di sinistra, musulmani osservanti, livornesi, vicini di casa rumeni di religione ortodossa, atei e cattolici devoti, laziali e juventini. Con alcuni riesco a comunicare bene, con altri meno : ma non ho dovuto sposare l’ebraismo, la cultura della destra sociale, l’islam, la religione ortodossa, nè diventare livornese.

Non parto dall’idea che i miei valori siano “superiori” a quelli di un ebreo, di un musulmano, di un buddista, di un ateo o di un tifoso dell’Atalanta. E nemmeno che per avere rapporti civili e di rispetto reciproco debba diventare come loro o loro debbano diventare come me.

Allam avrebbe votato per Barabba?

Magdi Allam invece ci dice che non dobbiamo “anteporre l’amore per il prossimo alla salvaguardia dei legittimi interessi nazionali della popolazione autoctona” : a questo punto punto ci viene il sospetto che Allam, tra il Gesù che predicava l’amore per il prossimo e il Barabba, scelto dalla folla su indicazione dei sacerdoti del tempio per salvaguardare i valori tradizionali della “popolazione autoctona”, abbia un inconfessabile debole per Barabba.

E che dire di quando Allam afferma “non riconosciamo alcuna giustificazione e non concediamo alcuna attenuante a qualsiasi forma di terrorismo”, ma ritiene opportuno aggiungere “compreso il terrorismo neonazista”? L’“additamentum non petitum” somiglia molto alla “excusatio non petita”.

Fa sorridere il fatto che Allam voglia combattere il multiculturalismo, fenomeno che gli permette di pubblicare i suoi deliranti articoli in Italia invece che in Egitto e di fare il parlamentare europeo invece che il cammelliere maghrebino.

Fa meno sorridere la tesi che se vogliamo sconfiggere il razzismo, l’Europa dovrebbe adottare ideologie razziste e di chiusura verso le culture non europee. Non è proprio quello che voleva ottenere il terrorista norvegese?

I valori giudaico-cristiani del Borghezio copto

Allam si è mai chiesto se esista una unica identità europea e se sia riducibile ad un generico patrimonio culturale giudaico cristiano, difficile da definire?

Ha mai studiato a fondo la storia di un continente che ha avuto :

  • i valori pagani e politeisti della civiltà greca e romana;
  • il cristianesimo dei martiri e delle catacombe, ma anche il martirio di Ipazia ad opera dei monaci agli ordini del vescovo Cirillo;
  • le crociate;
  • le torture dell’Inquisizione e i roghi degli eretici e delle streghe;
  • gli ebrei perseguitati e confinati nei ghetti;
  • la civiltà araba in Sicilia e nella penisola iberica;
  • la Riforma e la Controriforma;
  • la persecuzione contro gli Ugonotti;
  • i progrom contro gli ebrei nell’Europa orientale;
  • il Rinascimento;
  • la tortura di Galileo e la nascita del metodo sperimentale che ha fondato la scienza moderna;
  • l’Illuminismo e la Rivoluzione Francese;
  • il marxismo;
  • il socialismo sovietico;
  • il nazismo e il fascismo?

La democrazia odierna, oltre che nella Rivoluzione Francese, affonda le proprie origine nell’antica Grecia, che di giudaico e di cristiano aveva ben poco.

Aristotele raffigurato da Raffaello Sanzio

Ma insieme a ciò che c’è di positivo, l’Europa “cristiana” ha prodotto in tempi recenti anche i campi di concentramento nazisti e sovietici, il terrorismo dei cristianissimi irlandesi, lo sterminio di migliaia di musulmani a Srebrenica da parte delle cristianissime brigate serbe e l’uccisione di quasi cento ragazzi “cristiani, ariani e norvegesi” da parte di un “cristiano, ariano e norvegese”, in nome della difesa dei valori di una civiltà europea che nessuno saprebbe identificare con esattezza. A parte Giovanardi.

Ben venga la libera circolazione delle persone, ma ognuno deve stare a casa propria” (!?)

Sono pochi i lettori di destra che hanno il coraggio di appoggiare apertamente le tesi fondamentaliste e deliranti di Allam : riportiamo solo la posizione di #58 Blent (150) che il 24.07.11 alle ore 12:36 scrive: “… il multiculturalismo è il flagello più grande che ci possa capitare. I popoli devono avere la loro identità distinta e non minata da altre culture. Ben venga la libera circolazione delle persone, ma ognuno deve stare a casa propria. Dio ha creato le razze diverse che sono un immenso patrimonio, l’uomo stupido le sta cancellando. …”.

Rivelatrice la frase contraddittoria : “ben venga la libera circolazione delle persone, ma ognuno deve stare a casa propria”, che ci sembra riassumere la confusa logica di Allam. Dovremmo forse concludere che la colpa della strage norvegese sarebbe – in ultima analisi – di chi persegue la tolleranza e la convivenza pacifica e non di chi predica il razzismo e la superiorità della cultura europea?

Quindi, caro Allam, meglio tacere e passare per ignoranti, che aprire bocca e togliere ogni dubbio. Anche in merito al proprio razzismo.

Borghezio, che parla sempre, i dubbi ce li ha tolti da tempo.

PS – Maroni e Calderoli si sono dissociati da Borghezio. Si tratta dello stesso Calderoli che ha lanciato il Maiale Day e andava a spargere urina di porco per rendere impuri i luoghi scelti dagli islamici per le loro moschee?

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Ultim’ora : Berlusconi ricoverato per attacco di pisapismo. La reazione delle Olgettine.

Posted by pocavista su 30 maggio 2011

  Berlusconi, affetto da priapismo politico e fautore del bunga bunga, nell’apprendere la notizia della massiccia vittoria del centrosinistra sembra sia stato colto da un attacco di pisapismo persistente.  Il fastidioso fenomeno – che debilita fortemente la sfera privata del Presidente – è stata accolto con un sospiro di sollievo dalle Olgettine. E da alcune parlamentari.


La stessa statuetta di Priapo di proprietà del Presidente, conservata gelosamente nelle stanze del bunga bunga, sembra abbia registrato delle incresciose defaillances. Per il Dio pagano, si tratterebbe della prima volta, dopo una millenaria storia di successi.

La pompetta presidenziale, dopo l'emorragia di voti verificatasi in tutta Italia, perde continuamente pressione (pisapismo persistente). Perciò non riesce più a risollevare le sorti del Leader del Popolo dell'Amore

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Le gravi colpe di Pisapia per la prima volta svelate.

Posted by pocavista su 26 maggio 2011

Il Pisapia desnudo.

Dopo la campagna di delegittimazione di Pisapia da parte di Berlusconi e della Moratti, si sono scatenati migliaia di fans sulla pagina Facebook di Pisapia.

La creatività del popolo di Internet ha fornito migliaia di definizioni falsamente denigratorie e paradossali di Pisapia, che di fatto neutralizzano i tentativi goffi e affannati della destra di farne un “ladro d’auto”, complice e sodale di terroristi islamici, zingari e clandestini.

Nel frattempo la Moratti ha cercato di rifarsi il look per il ballottaggio : ma a questo punto, più che una nuova strategia di comunicazione, le sarebbe forse più utile il viaggio della speranza a Lourdes.

La Moratti cerca ora di farsi un nuovo look : ma forse le serve una vera magia o un miracolo


I cento volti di Pisapia, “Il Signore delle Moschee”

Ecco le migliori 100 definizioni di Pisapia (P##) che abbiamo selezionato da Facebook e dintorni

  1. P## ha proposto la camera del buco. Ma è per l’ozono.
  1. P## è il vero autore de “Il Signore delle Moschee”
  2. P## da bimbo, per dispetto, faceva i tagli ai quadri di Fontana
  3. P## scrive messaggi porno nei cessi degli Autogrill, ma lascia il cellulare della Moratti
  4. Gli scheletri hanno P## nel proprio armadio
  5. P## sparse la voce che nel settore Z dell’Heysel davano birra gratis
  6. Il Mar Morto scoppiava di salute prima che arrivasse P##.
  7. P## ha insistito con Noè per caricare una coppia di zanzare sull’Arca
  8. Da quando c’è P## anche i continenti vanno alla deriva.
  9. P## è il chirurgo plastico della Santanchè
  10. P## è stato il maestro di recitazione di Nicoletta Braschi.
  11. Se la notte sei solo e hai tanto freddo, P## è quello che si sta facendo tua moglie.
  12. P## è l’unico che scambierebbe il suo fustino con due dei tuoi
  13. P## era il vero utilizzatore della carta di credito di Minzolini
  14. P## ha comprato di nascosto la casa a Scajola
  1. P## farà suonare “O mia bela Madunina” alla banda comunale con la vuvuzuela
  2. P## in realtà è la Moratti senza la parrucca
  3. P## era alla guida del motorino su cui è fuggito il Mullah Omar dall’Afganistan
  4. P## voterà P##. Pur conoscendone il programma.
  5. P## gestisce di nascosto uno spaccio di scilipoti.
  6. P## ha presentato Yoko Ono a John Lennon.
  1. P## ha portato Ruby ad Arcore, dicendo che era la nipote maggiorenne di Mubarak
  2. P## è il pusher di Don Seppia …e forse anche di La Russa
  3. P## guarda solo i c. d. Rom Zingarelli e ascolta esclusivamente “I Nomadi”.
  4. Quando il colonnello Kurtz di Apocalipse now dice “L’orrore..l’orrore” prima di morire è perché ha visto P##.
  5. P## cancellava col bianchetto i nomi dalla lista di Schindler.
  6. Sullo zerbino di casa P## c’è scritto: “hellcome”.
  7. Nel laboratorio segreto del suo castello, P## ha dato vita a un inquietante OGM di nome Ghedini
  8. P## organizza le code in modo che la tua sia sempre la più lenta.
  9. P## ha presentato Lele Mora a se stesso.
  10. P## fece un tuffo a bomba al largo di Fukushima, provocando qualche disagio al Giappone
  11. Quando P## pulisce casa, Milano si riempie di polveri sottili.
  12. Se ascolti un qualsiasi disco degli AC/DC al contrario, si sente la parola “P##”
  13. P## chiede sempre : “quando nascerà?”, alle donne grasse.
  14. In 16 anni P## non ha mai informato Fini di quello che Berlusconi faceva votare in Parlamento!
  15. Dopo accurate analisi, si è appurato che il calendario Maya coincide con l’agenda di P##.
  16. P## una volta ha suggerito a Vittorio De Sica : perché non fai un figlio?
  17. Per un fenomeno sconosciuto alla scienza, vicino a P## non c’è mai campo.
  18. P## è la vera “fidanzata segreta” di Berlusconi.
  19. P## lavorava all’anagrafe quando nacque Pippa Middleton.
  20. P## è talmente perfido che lascerà vincere la Moratti.
  21. P##, la notte di Natale, lascia acceso il camino.
  22. P## vendeva le enciclopedie per strada chiedendo: “Hai qualcosa contro i ragazzi che sono stati in comunità?”
  23. Al supermercato P## stacca i codici a barre dalle confezioni di mortadella e li attacca su quelle di salmone. Poi va alla cassa.
  24. Quando tu non sai la risposta, P## alza la mano.
  25. P## ti dice “state mansi raga, domani mi offro in mate”. E poi scompare per una settimana.
  1. P## ti sveglia la domenica mattina per regalarti La Torre di Guardia
  2. P## va a 90 all’ora in terza fila in autostrada. E ha pure il cappello.
  3. P## ha veramente rubato un’auto. Era una Duna.
  4. P## si salverà dall’Inferno, perché servirebbe un girone ad hoc e non ci sono i fondi.
  5. Senza P##, Eschilo avrebbe fondato la commedia, non la tragedia
  1. P## sventa furto d’auto di una signora; la Moratti: “Grazie, non so come avrei fatto senza la mia macchina del fango”
  1. P## come hobby attacca cartelli con la scritta “pelati di merda” alla schiena di quelli che stanno per passare davanti a un raduno di naziskin.
  1. P## l’anno scorso è andato al mare ad Avetrana.
  2. P## ga el suv, l’è un bauscia milanes …
  3. P## si faceva tenere fermi i chiodi da Padre Pio per attaccare i quadri.
  4. P## ha iscritto all’albo Sallusti e Belpietro.
  5. P## non fa sesso sicuro; la Moratti non fa sesso, sicuro!
  6. P## proporrà una revisione del Concordato. Per dare l’otto per mille solo ai preti pedofili
  7. P## ad Annozero interrompe il pubblico.
  8. P## fu il primo a scrivere “xkè” e “ti lovvo”.
  9. P## ha convertito Palpatine al lato oscuro della forza
  10. P## una volta ha chiesto una mano alla Venere di Milo.
  11. P## è stato l’istitutore delle buona maniere di Vittorio Sgarbi
  12. P## bussa sempre 2 volte.
  13. P## si tira le piste ciclabili.
  14. Il figlio di P## si chiama Nathan Falco.
  15. P## non va demonizzato, ma esorcizzato.
  1. P## ha messo due confezioni di Cialis nella doccia di Strauss Kahn. Poi si è travestito da cameriera.
  2. E’ stato P## a ridurre in quel modo Sallusti.
  3. P## era l’insegnante di italiano di Di Pietro.
  4. P## uccide a bastonate i cuccioli di foca. Non per la pelliccia: per hobby.
  5. P## si scaccola di nascosto. Nella stanza del muco.
  6. Con P## la Borsa sarà ribattezzata Suk
  7. P## istigherà i Rom a costruirsi delle case, così gli italiani potranno derubarle
  8. Con P## alla prima della Scala quest’anno canterà Khaled
  9. P## ha rubato la prima ragazza ad Hitler e poi gli ha detto che era ebreo.
  10. P## ha inventato il colesterolo cattivo per sconfiggere quello buono.
  11. P## ha suggerito a Bill Gates di lanciare Windows Vista.
  1. Se ascolti i comizi di P## al contrario, senti il manifesto delle Bestie di Satana.
  2. Picasso volle immortalare la natività di P## nel quadro “Guernica”.
  3. Gli attentatori delle torri gemelle si schiantarono gridando “P## Akbar
  4. P## è il ghost writer dei libri di Vespa e delle poesie di Sandro Bondi
  5. P## si accese una sigaretta alla stazione di Viareggio il 29 giugno 2009 alle ore 23:48.
  6. P## lancia bustine di eroina oltre la recinzione di S.Patrignano
  7. Quando chiamano Houston per un problema, quel problema è P##.
  8. P## è così cattivo, che è l’unico a cui Belpietro riesce simpatico.
  9. Se vince P##, i milanesi dovranno lavare i vetri alle auto dei rom.
  10. P## ha insegnato a sorridere all’avv.Previti.
  11. Due rette parallele non si incontrano mai perché P## ne ostacola l’amicizia.
  12. P## aiuta le vecchiette ad attraversare l’autostrada.
  13. P## vuole un solo naviglio a Milano: lo Stige.
  14. P## era invidioso del talento di Salieri.
  15. Se lecchi i volantini di P##, poi ti butti dalla finestra credendo di essere P##.
  16. P## è comunista, ma nel suo simbolo la falce è un’altra.
  17. Olindo e Rosa avevano il terrore di incrociare P## sul pianerottolo.
  18. P## non solo è favorevole al fine vita, se ne occupa direttamente.
  1. P## ama così tanto le tasse che ha chiamato sua figlia Iva.
  2. P## mette l’acido nelle acquasantiere delle chiese per far ustionare le dita ai fedeli
  3. Prima di incontrare P##, “L’Urlo” di Munch era “La Risata” di Munch.

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Non satira, ma sofisticata strategia di comunicazione : la canzone di Luca e Paolo a Sanremo serve per “annacquare” lo scandalo Ruby.

Posted by pocavista su 16 febbraio 2011


Le Iene sono di sinistra o sono la foglia di fico delle TV di Berlusconi? Prima le foglie di fico erano di più, ormai è stato allontanato anche Mentana e ci sono rimasti loro e Antonio Ricci.

Sono pochi quelli che si pongono la domanda : la canzone che Luca e Paolo hanno cantato a Sanremo è frutto del loro sacco, cioè satira, oppure fa parte di una strategia sofisticata di disinformazione messa in piedi dagli specialisti in comunicazione di Berlusconi?

Ecco il testo della canzone di Luca e Paolo “Ti sputtanerò”

Ti sputtanerò

al Giornale andrò

con in mano foto dove tu sei con un trans.

Ti consegnerò le intercettazioni

e alle prossime elezioni sputtanato sei.

Ti sputtanerò con certi filmini che darò alla Boccassini dove ci sei tu.

E le mostrerò donne sopra i cubi e ci metto pure Ruby che ti fotterò

E se Emilio/Fede /non si/ vede /ce lo aggiungo col Photoshop.

Ho già sentito Lele/Mora/ che dichiara/cosa?/ tutto!

Ti sputtanerò sarà un po’ il mio tarlo

con la casa a Montecarlo dei parenti tuoi… mogli e buoi…tutti tuoi!

e ti sto sputtanando …dove? In questura!/ pure! /porto anche la Santanché.

Le ragazze stanno dalla parte mia

e so che mi sostengono se l’affitto in via dell’Olgettina è intestato a me.

Tuo cognato già lo sai io lo dimostrerò

che la casa al Principato appartiene a lui.

Ti sputtanerò farò l’inventario

con Noemi e la D’Addario dei festini tuoi

Ti sputtanerò dirò a D’Agostino

che tua suocera e Bocchino han gli inciuci in Rai.

E se tu intercetti la Nicole Minetti

c’è Ghedini che intercetterà te.

Ti sto sputtanando…dove? da Santoro… quando? Ora. Chiamo.

Ti sputtanerò. Non mi butti giù.

Sì ma il 6 aprile in aula ci vai solo tu.

Le vicende attuali vengono descritte dalla canzone come risultato di un conflitto tra Fini e Berlusconi. Tuttavia Fini viene attaccato molto più duramente dell’altro.

Infatti si insinua che Fini potrebbe avere avuto rapporti con trans (il che agli occhi di molti è peggio che avere rapporti con minorenni; starebbe in combutta con la Boccassini e farebbe circolare foto false ritoccate con il photoshop).

Le accuse a Berlusconi, in confronto, sono molto più lievi, ma “il 6 aprile in aula” ci andrà solo lui!

Si suggerisce in tal modo la tesi che, in fin dei conti Berlusconi, sarebbe solo un puttaniere come ce ne sono tanti, mentre Fini sarebbe mezzo gay, traditore e spione.

Ci chiediamo come mai Masi in RAI fà censura preventiva a suon di telefonate in diretta, contratti non firmati, disposizioni per la composizione del pubblico, dichiarando guerra ai Santoro, ai Floris e alle Dandini, che si rivolgono ad un pubblico già schierato e politicizzato. Si cerca di limitare e sabotare la libertà di trasmissioni e di conduttori che tutto sommato non spostano voti, se non in minima parte.

Poi la RAI permette stranamente una canzone così a Sanremo, dove si fa il 50% di share e viene visto dal pubblico meno politicizzato.

La canzone punta in effetti al bersaglio grosso del pubblico più influenzabile e popolare – che non legge i giornali e di certe cose sa solo per sentito dire – facendo passare la tesi  che tutti i politici sono colpevoli, quindi nessuno è realmente colpevole. Tradotto in linguaggio popolare : il pulito ci ha la rogna!

Il Giornale di Sallusti nel frattempo fa finta di scagliarsi contro le Iene che a Sanremo farebbero propaganda di sinistra : ciò sostiene la tesi che in Italia non ci sarebbe regime mediatico e che invece tutti si accaniscono contro il premier. (significativi i commenti dei lettori sul sito WEB de Il Giornale)

Solo qualche commentatore o blogger più attento fà rilevare che l’operazione potrebbe essere una sofisticata operazione di disinformazione.

I maggiori giornali – anche Repubblica – sembrano esserci cascati completamente. Vuol dire che le opposizioni non hanno ancora capito con chi hanno a che fare e non sanno riconoscere gli schemi narrativi ad uso del grosso pubblico che gli spin doctors della comunicazione berlusconiana preparano di volta in volta.

Diamoci un svegliata : il Grande Fratello orwelliano è all’opera per diffondere le sue verità, si avvale di grandi risorse e di strumenti comunicativi sofisticati e Berlusconi si sta giocando il tutto per tutto.

 

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Svelato il mistero : la fidanzata di Berlusconi si chiama Susanna.

Posted by pocavista su 17 gennaio 2011

 

 

VAURO 2011

Cherchez la femme. Dopo le rivelazioni di Berlusconi che, seguendo i consigli di Libero e de Il Giornale, ha dichiarato di essersi fatto la fidanzata  (anche se le cronache suggeriscono che se ne sia fatta più d’una), siamo partiti alla ricerca.

Abbiamo scartato subito le quattordici ragazze cui è stato dato in comodato d’uso un condominio da cui potevano spostarsi comodamente ad Arcore, in caso di bisogno. Forse non all’altezza del ruolo. Abbiamo escluso anche Nicole Minetti, l’igienista dentale del premier  eletta consigliere regionale in Lombardia per meriti gengivali, più adatta a curare piorree e tartaro che a tessere rapporti internazionali come “prima dama”. Da scartare la Santanchè, per eccesso d’anni, di silicone e di testosterone.  Mara Carfagna? No, troppo chiacchierata per la sua subitanea ascesa ai ranghi di Ministro e ormai una signora con un nuovo look da Maria Goretti.  Qualcuno suggerisce Dacia Valent, la parlamentare di colore : ma poi chi glielo va a raccontare a Bossi e ai suoi? La Gelmini? troppo algida per la lap dance, ma forse più adatta a guepiéres di lattice.

Poi è emerso improvvisamente un cognome e un nome : Susanna, o per meglio dire Lacasta Susanna. La ragazza occupa un ruolo di tutto rispetto nella storia dell’arte e della religione e potrebbe portare nuovo prestigio al premier.

Un soggetto ricorrente nella pittura rinascimentale e barocca riguarda “Susanna e i vecchioni” . Guido Reni,  Tintoretto, Rubens, Allori, Rembrandt, Artemisia Gentileschi e molti altri pittori, fino al contemporaneo Botero, si sono cimentati sul tema. La storia è ripresa dal biblico libro XIII di Daniele, in cui alla tarda età non viene associata non tanto la saggezza, quanto il vizio.

Susanna era la sposa di Joachim, il ricco proprietario di un palazzo circondato da un parco dove indiva banchetti e feste per numerosi invitati. Tra costoro c’erano due anziani magistrati che guardavano la casta Susanna con occhio lubrico. Un caldo pomeriggio d’estate Susanna si spogliò nuda senza rendersi conto che occhi estranei la stavano spiando: i due vecchi si erano nascosti nel parco di Joachim ed insieme architettarono uno sporco ricatto: :“Concediti a noi, se no ti accuseremo di tradire tuo marito con un giovane”.

Susanna si mise allora a urlare per far accorrere i servi, ma i magistrati a loro volta gridarono accusandola di adulterio, reato che prevedeva la lapidazione. Quando tutto sembrava perduto, fu salvata dal giovane Daniele che chiese separatamente ai due anziani dove si fosse nascosto l’amante di Susanna. I due dettero risposte diverse, svelando la menzogna. Così i due vecchi vennero condannati e Susanna si salvò.

L’associazione viene spontanea : Noemi, le veline, le igieniste dentali, le escort, le calendariste e adesso le Ruby, che hanno animato le nostre cronache negli ultimi anni e i cui nomi sono stati spesso accomunati a quello del nostro Leader Supremo, ricordano un po’ Susanna e i vecchioni lussuriosi. Nell’ultimo episodio di cronaca che vede al centro Berlusconi, Fede e la minorenne marocchina Ruby, i senili arrapati non sono però magistrati. Inoltre le Susanne odierne tanto caste e irreprensibili non sono, ma usano il loro fascino per farsi una posizione, anche in Parlamento secondo quanto hanno denunciato recentemente la parlamentare Angela Napoli e il sen. Guzzanti, che ha parlato perfino di “mignottocrazia”.

Lo scoop di Svistasocialclub.wordpress.org – Versione originale di “Susanna e i Vecchioni” di Artemisia Gentileschi, dopo il restauro predisposto dal Ministro della Cultura Bondi

Potere e harem, vecchiaia che usa l’altrui giovinezza per sfuggire alla terza età. Una storia vecchia come il mondo. Anche il nostro anziano Leader Supremo, che non fa mistero di amare il bunga bunga con giovani signorine, ogni volta che viene accusato di avere messo le mani nella marmellata, nega e grida al complotto delle toghe rosse.

Si ricorderà che nel caso Marrazzo, Berlusconi consigliò – per pura e disinteressata solidarietà, s’intende – all’allora governatore del Lazio di pagare i propri ricattatori, perché togliessero di mezzo un video compromettente. Nel caso di Ruby, sembra – ma è un’ipotesi che la magistratura dovrà accertare – che la Presidenza del Consiglio fece pressioni per far rilasciare la giovane Ruby, arrestata per furto dalla questura di Milano. Ruby, minorenne marocchina fuggita da una casa-famiglia di Palermo e frequentatrice della reggia di Arcore, fu fatta passare addirittura per nipote del presidente egiziano Mubarak. (“Io aiuto sempre chi ha bisogno”, ha dichiarato il nostro Leader Supremo).

A destra come si vive la vicenda? Ecco alcuni istruttivi commenti dei lettori al sito WEB de Il Giornale :

#2 raffa62 (88) il 17.01.11 alle ore 8:51 scrive:

per prima cosa dobbiamo partire in “quarta”,cioè,fare tante manifestazioni,tutti i giorni,per 15 giorni,per difendere Silvio,la libertà di farci governare da chi diciamo noi…,e la immediata riforna sell giustizia!! poi,bisogna isolare IL traditore.Poi…,mandare ispezioni alla procura di milano…per controllare i soldi come si spendono e approvare subito la commissione d’inchiesta parlamentare per questi pseudo magistrati.

In particolare i commenti rivolgono alcune affettuose attenzioni a Fini, che ha suggerito a Berlusconi di difendersi non in TV ma di fronte ai giudici.

#40 nuvmar (11) il 17.01.11 alle ore 9:41 scrive:

ma fini chi è? -Ti pare giusto vedere una “alta” carica dello stato che va dai rossi a sparlare del presidente del consiglio o, comunque , di un parlamentare dello Stato e di cui dovrebbe essere garante?!! Cioè: -Dimentichiamo un poco chi lo votò (M. S. I. Fiamma tricolore ) tradito, e vediamo i fatti ————-,Nulla,proprio niente, solo azioni scomposte contro il nemico,a favore dei propri nemici, con la speranza di soddisfare le mire della tulliana,suppongo, ma è troppo anche questo per quello là!

#31 Michele Calò (405) – il 17.01.11 alle ore 8:50 scrive:

Voglio segnalare alla Treccani il termine “finiano” quale sinonimo di infame,maramaldesco,sciacallo,avvoltoio,vigliacco,traditore. Il fecaloma della Camera si sta mostrando in tutto il suo squallore di carta igienica della magistratura rossa e della sinistra forcaiola.Tant’è che è andato a prostituirsi da quel Fazio dalla faccia da fesso e con il portafoglio gonfio che di mestiere fa lo stuoino.E per dire cosa?Che Berlusconi deve andare dai PM di Milano a farsi massacrare?Lui che ha svenduto ogni dignità(se mai l’ha avuta!)per non farsi inquisire su MonteCarlo?O per non dovere rispondere sulla Tosi?Per non parlare dei suoi amichetti dei giochi informatici a cui Tremonti chiede di pagare 70 MILIARDI DI EURO?!?O vogliamo fare anche due chiacchiere su Lady ASL, le società della ex moglie e del suo segretario particolare fatto eleggere alla Camera per cautelarlo?E magari due chiacchiere sulle precedenti gite monegasche per “salutare” i bancari italiani che lavorano lì?Fini,nemmeno la Cloaca Massima è disposta ad accoglierti!

#18 gianfra.46 (44) – il 16.01.11 alle ore 23:59 scrive:

Questo viscido verme nauseabondo, questo voltagabbana da due soldi, questo vile traditore che farebbe impallidire Giuda e Badoglio questa persona, dicevo, ha l’ardire di insegnare agli altri su come comportarsi di fronte alla giustizia!!!! Che si vergogni; io non so chi lo potrà votare, comunque chi avrà lo stomaco di votarlo dovrà vergognarsi pure lui. Fini…fai schifo!!!!! Un ex ammiratore di questo omucolo.

Già in ottobre, alle prime avvisaglie dello scandalo Ruby, il “popolo dell’amore”  – preclaro esempio di carità cristiana e di tolleranza – aveva esercitato tutta la sua comprensione per le “debolezze” del premier.

#32 TRIDENTINA AVANTI (664) il 30.10.10 alle ore 13:58 scrive:

Forza Cav tieni duro! Dillo Silvio ai kompagni di merende che le paghi le tasse e a milioni; dillo che non hai mai “lanciato molotov” contro le Forze dell’ordine; dillo che non sei mai andato a spasso “sottobraccio” con i terroristi; dillo che non fai pedofilia come certi ministri di un Famoso Credo religioso molto diffuso, il più diffuso, nel ns. Paese; dillo che non hai mai licenziato nessuno non come colui che, cacciato dagli Agnelli, acquisì quella famosa società di prodotti da ufficio (mobili, sistemi di calcolo, informatica, elettronica ecc.) di Ivrea, in ottima salute, la fece fallire e lasciò sulla strada più di 6000 persone; ma soprattutto dillo che a casa tua potresti fare tutto quel….. che vuoi!!! Ma forse tutto ciò accade per la famosa “invidia” infatti loro più di qualche riga di coca e qualche transessuale a pagamento….

#24 futuro libero (424) il 30.10.10 alle ore 12:33 scrive:

In Italia abbiamo solo due persone che hanno il coraggio di dichiarare: Berlusconi ama le donne, e Vendola ama gli uomini. Tutti gli altri stanno zitti, forse devono nascondere qualcosa? Vai Silvio li hai fatti impazzire tutti quanti non sanno più dove attaccarsi, o meglio magari lo sanno ma la moralità non consente.

#22 mala tempora currunt (30) il 30.10.10 alle ore 12:32 scrive:

non ci trovo nulla di male nel dire che uno ama le donne!!! chi di noi non lo ha mai detto? purtroppo dall’altra parte ci sono persone , es. Vendola, che hanno dei gusti molto poco ortrodossi… immaginate la novità: una checca presidente del consiglio…. tutto il parlamento in seta rosa e festini a luci rosse tre volte la settimana…anche una come la Bindi avrebbe una chance…per non parlare di chi, sempre “sinistro, abbordava i trans per strada….. che belle persone quelle!!!! allora meglio 1…100…1000 berlusconi!!!

#7 bruna.amorosi (1428) il 30.10.10 alle ore 10:51 scrive:

Ammazza quanto strillano questi sinistri , eppure il bunga bunga è il loro sport preferito vedi Vendola, Marrazzo e compagnia bella. Certo che il rossore sulla faccia proprio non lo conoscono . E allora meno male che almeno il capo del governo è un uomo normale. Bravo Berlusconi. Poi a Famiglia Cristiana ricordiamogli i preti pedofili e anche Boffo, che proprio puro non è…”

A nessuno di costoro purtroppo viene in mente che non si rinfacciano all’alto statista le sue preferenze sessuali (in PdL è o non è il partito dell’amore?),  quanto  l’eventuale interferenza sul funzionamento di un’altra istituzione dello stato come la polizia, per far rilasciare una sua amica (per di più minorenne) arrestata per furto, facendola passare come parente di un capo di stato straniero, rischiando un serio incidente diplomatico, e chiedendo che venisse affidata alla sua igienista dentale, ex-show girl, da lui fatta eleggere alla Regione Lombardia.  Ma a destra parlano invece di “ingerenza nella vita privata del premier” e  se la pigliano con Boffo e Marrazzo. I quali si sono dimessi da tempo, a differenza del loro amato Leader Supremo che dalla poltrona non si schioda.

Ma è questo che probabilmente Berlusconi e molti lettori de Il Giornale  intendono per “alto senso dello Stato”.

La politica ormai sembra divenuta una forma di perversione sessuale particolarmente adatta alle persone anziane.


Le Susanne e il vecchione.

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SONDAGGIO : DAI IL DASPO AD HONOREM AI POLITICI ITALIANI

Posted by pocavista su 28 dicembre 2010

Contribuisci alla costruzione del classifica per il DASPO D’ORO del 2010.

Proponiamo una lista di venti personaggi politici che si sono guadagnati il nostro sincero apprezzamento durante quest’anno. In parole povere hanno acquisito meriti tali da poter essere considerati i candidati ideali di un DASPO ad honorem.

Il DASPO, per chi non lo sapesse, è un provvedimento emanato dalla Autorità di Pubblica Sicurezza per impedire l’ingresso negli stadi di quei tifosi che si sono macchiati di atti di violenza durante eventi sportivi. Il DASPO dato ai politici dovrebbe essere un provvedimento che cautela noi cittadini nei confronti di una classe politica che ha perso gran parte della sua credibilità.

Dal sondaggio viene escluso il nostro amato Leader Supremo, un fuoriclasse universalmente riconosciuto : non ci sarebbe gara con personaggi tutto sommato minori, che probabilmente non lasceranno traccia alcuna nei libri di storia. Sua frase celebre : “vinceremo il cancro in tre anni”, frase che fa impallidire quella del 94: ci saranno solo due aliquote fiscali, una al 23% e l’altra al 33%.

I politici sono elencati in ordine alfabetico. Prima di votare il sondaggio, vi diamo un breve riepilogo sui meriti acquisiti dai Nostri.

  • Bersani, si rimbocca le maniche per salire sui tetti e incontrare i suoi potenziali elettori. Forse sospetta che siano ormai quattro gatti
  • Bertolaso ,“Ma quali escort? Erano solo massaggi antistress” (12 febbraio 2010)
  • Bondi, che sarebbe già stato inserito di diritto per le sue opere di poesia, si è guadagnato ulteriori meriti con quella lettera del 16 dicembre “Cari compagni del Pd, non mi sfiduciate”;
  • Bossi senior, quello di “Sono Porci Questi Romani”. Per aver candidato e fatto eleggere il figlio Renzo a consigliere regionale. Contro i ladroni di Roma, ormai si mette in campo la parentopoli padana.
  • Brunetta, che dopo aver negato una storia piccante con la escort Nadia Macrì, è stato smentito dal ritrovamento di uno sgabello (C.Guzzanti)
  • Calderoli, una vita dedicata alla carne suina. Un gentleman, autodefinitosi autore di una “legge porcata”, già promotore del “maiale day”, in funzione antislamica. Per semplificare le leggi, ha acceso un falò in piazza. Ma forse voleva farsi una porchetta.
  • Capezzone, la coerenza al potere; “Sono bisessuale ma non devi dirlo in giro” (9 settembre 2010). Celebre perché il fantomatico cazzotto in faccia che dice di avere ricevuto per strada da uno sconosciuto, sembra aver lasciato stranamente un livido sul volto di Putin.
  • Carfagna, con suo odierno look da Maria Goretti, dà della “vaiassa” alla Mussolini. Sarebbe stata più credibile con il suo precedente look da calendarista.
  • Cicchitto, già P2, “L’attentato a Belpietro è colpa di Di Pietro” (1 ottobre 2010) – Oggi “Il Giornale” pubblica un articolo che afferma che l’attentato a Belpietro è stato un’invenzione del caposcorta.
  • D’Alema, per aver detto, secondo quanto rivelato da Wikileaks, che la magistratura in Italia rappresenta un pericolo per la democrazia. Lui ha smentito. Ma forse è lui un pericolo per la sinistra.
  • Dell’Utri, condannato in secondo grado a 7 anni per mafia e rifugiatosi in Senato, che ha messo in circolazione i falsi diari di Mussolini. “Mangano (lo stalliere mafioso) resta il mio eroe” (29 giugno 2010)
  • Di Pietro, per l’acume con cui sceglie i candidati da portare in Parlamento con l’IDV. Ha detto “Chi mi critica vuole prendere il mio posto”. Ma non era ciò che diceva Berlusconi di Fini?
  • Fini, che dopo aver votato decine di leggi ad personam in favore di Berlusconi, si accorge improvvisamente dopo sedici anni di avere a che fare con un autocrate.
  • Gasparri. Il sincero democratico che propone l’arresto preventivo dei manifestanti che si potrebbero macchiare di reati. Perché non arrestare preventivamente allora tutti i parlamentari che si potrebbero macchiare di corruzione?
  • La Russa, altro sincero democratico, che dopo aver dato pubblicamente del “pedofilo” ad un contestatore durante il Columbus Day a NY, dice in TV di non prendersela se gli danno del “fascista”. Nel senso di Montanelli. Il povero Indro si rivolterà nella tomba.
  • Maroni, l’unico ministro degli Interni che ha il coraggio di protestare con la magistratura per avere rilasciato a piede libero manifestanti accusati di resistenza a pubblico ufficiale, dopo essere stata a sua volta condannato definitivamente per resistenza a pubblico ufficiale. Lui, il Ministro, che aveva morso un polpaccio a un poliziotto che perquisiva la sede della Lega, non ha fatto un giorno di galera. Inserito nel sondaggio anche perché va male non solo in legge, ma anche in italiano (avrà imparato il significato della parola “interloquisce”?).
  • Razzi, ex-IDV che ha votato la fiducia a Berlusconi, dopo aver pronunciato tre mesi fa in un’intervista TV la frase : Se tradissi, come potrei guardare il faccia chi mi ha votato per fare l’opposizione a Berlusconi?
  • Santanchè, nota nel mondo per la sua profonda conoscenza del silicone e per aver detto “Io sottosegretario? Non l’ho data a nessuno, nemmeno a Berlusconi” (19 marzo 2010). Ma allora quello con Sallusti è un amore platonico?
  • Scilipoti, ex-IDV, che ha votato la fiducia a Berlusconi, con questa motivazione : “non posso rimanere in un partito come l’IDV che ha questa posizione sull’agopuntura”.
  • Veltroni, che malgrado le promesse di trasferirsi a lavorare in Africa, ha offerto il posto di capolista in Veneto all’imprenditore di destra Calearo. Il quale, alla prima occasione, ha dato la fiducia a Berlusconi.

AVVISO : DOPO ALCUNI GIORNI, SONO STATI ELIMINATI DAL SONDAGGIO  BONDI, BRUNETTA, CARFAGNA, DELL’UTRI E VELTRONI CHE NON HANNO TOTALIZZATO VOTI. RIMANGONO IN LIZZA PER ORA IN QUINDICI A CONTENDERSI IL DASPO D’ORO.

IL PRIMO GENNAIO SONO USCITI DALLA CLASSIFICA ANCHE CAPEZZONE, CALDEROLI, BERSANI, RAZZI E DI PIETRO. PER ORA LA TOP TEN VEDE SALDAMENTE AL COMANDO GASPARRI.

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Totò o Nostradamus? Razzi, Scilipoti, Elio e le Storie Tese.

Posted by pocavista su 15 dicembre 2010

Il trio Scilipoti, Calearo, Cesario (© Mauro Scrobogna / LaPresse)

Gli ex-dipietristi Scilipoti e Razzi – insieme a Calearo. ex-PD, e Cesario, ex-PD e ex-API  – hanno votato la fiducia a Berlusconi per “senso di responsabilità'” (?!)

 

OGNI COMMENTO E’ SUPERFLUO

 

 

TOTO’ o NOSTRADAMUS?

SCILIPOTI

RAZZI

MA MI FACCIA IL PIACERE!

L’IMMAGINE DELL’ITALIA ALL’ESTERO

Scilipoti, colto in flagranza, mentre vota per un collega

 

ELIO E LE STORIE TESE  

 

Programma chiaro, massima trasparenza

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Caro Veneziani, ci sei o ci fai? Ipocrita triste a chi?

Posted by pocavista su 14 dicembre 2010

Abbiamo da poco confessato in pubblico un peccato mortale e ci tocca farne subito un altro : commentare un nuovo articolo di Marcello Veneziani contro “i tristi ipocriti che vedono i disonesti solo a destra”. I “tristi ipocriti” ci rimandano a Dante che colloca gli ipocriti nell’Ottavo Cerchio dell’Inferno: “ Poi disser me : « 0 Tosco, ch’ai collegio dell’ ipocriti tristi se’ venuto”.

Dante Alighieri

Veneziani si affanna a cercare argomenti per giustificare la campagna acquisti last minute di parlamentari dell’opposizione per sostenere un governo morente. Di fronte a qualcuno che muore, come il “governo del fare a sua insaputa”, è plausibile che lo stesso Veneziani possa manifestare cordoglio.

 

Del resto, a partire dai suoi scritti in cui lamenta che i suoi meriti intellettuali non vengono riconosciuti, che il malvagio Fini ha tradito le sue speranze di ragazzo di destra, che qualche blogger “velenoso e cretino” continui a postare qualche severo commento nei suoi confronti, non è che Veneziani dimostri di sprizzare allegria da tutti i pori. D’altro canto, a giudicare anche dalle sue foto, nessuno lo può immaginare impegnato in una sincera risata.

Torniamo agli ipocriti, guardiamo l’incipit dell’articolo di Veneziani :

Che differenza c’è tra il figlio del caposcorta di Veltroni assunto all’Atac quando era sindaco Veltroni e il figlio del caposcorta di Alemanno assunto all’Atac quando è sindaco Alemanno? Un abisso. Il primo è ordinaria amministrazione, il secondo è una vergogna e Alemanno deve dimettersi.” Appena ho letto questa frase, mi sono detto : come mai tutti i figli dei caposcorta dei sindaci di Roma vanno a finire all’Atac, l’azienda dei trasporti romana? Traffico, smog, stress per un raccomandato eccellente? Non c’è un’altra municipalizzata più tranquilla e meno nociva? Poi mi sono reso conto che Veneziani usava un artificio retorico per dire che di notte tutti i gatti sono bigi : parentopoli e corruzione non hanno colore politico. Insomma : todos caballeros.

Caro Veneziani, le riconosciamo il pieno diritto di essere triste, ma la invitiamo a scegliere meglio anche gli argomenti retorici. Non si rende conto che cerca di far passare, presso il popolo dei suoi lettori, la vulgata che anche Veltroni ha sistemato il figlio del suo caposcorta all’Atac? Se fosse vero, allora deve andarlo a denunciare in Procura; se fosse falso, lei – maliziosamente – sta alimentando una nuova leggenda metropolitana. Leggenda analoga alla bufala su Barbara Palombelli, moglie dell’allora sindaco Rutelli, supposta proprietaria della società che gestisce i parcheggi a pagamento di Roma (invece interamente di proprietà del Comune). Diceria fatta ricircolare ad arte a distanza di tempo in occasione delle nuove elezioni comunali a Roma, in cui Rutelli è stato sconfitto da Alemanno.

Lei Veneziani si chiede che differenza ci sia tra “un deputato eletto nelle liste del Pdl che cambia partito e ritira la fiducia al premier a cui era abbinato e un deputato eletto nelle liste dell’Idv che cambia partito e fa il percorso inverso al suo collega… E se dietro all’uno come all’altro si può supporre che ci sia un interesse personale (garantirsi un futuro incerto con seggi, incarichi, prebende?)”.

Provo a risponderle. Nessuna differenza.

A parte qualche piccolo particolare : chi scende dalla invincibile carrazzata berlusconiana rinuncia a qualche privilegio e a gestire un po’ di potere oggi, forse per poterne gestire uno magari maggiore, ma molto più incerto, domani. Chi invece vi sale all’ultimo minuto, proveniendo magari da un partito come l’IDV che ha fatto dell’antiberlusconismo a tutto campo il suo marchio di fabbrica, soprattutto dopo avere dichiarato pubblicamente che qualcuno del PdL si era offerto di pagargli il mutuo in cambio di un voto di fiducia, non fa venire qualche sospetto di corruzione? Veneziani non vorrà insinuare che anche Fini , Granata o la Bongiorno si siano fatti pagare il mutuo da Bersani, uno ormai costretto ad arrampicarsi sui tetti come i gatti per inseguire suoi improbabili elettori, segretario un partito che come si dice a Roma “nun ci ha più manco l’occhi pe’ piagne”?

Presumendo invece la buona fede di tutti, dovremmo concludere che non c’è nessuna differenza se uno passa da sinistra a destra o viceversa. D’altro canto la legge non prevede vincolo di mandato per i parlamentari.

Premesso ciò, vorrei che Veneziani spiegasse allora perché Fini, Bocchino e Granata sono dei traditori, mentre Razzi, Calearo e Scilipoti non lo sono. E Tremonti non è anche lui marchiato dall’infamia di un antico tradimento? Tremonti, il Ministro? Si, il primo ribaltonista della seconda repubblica, eletto all’opposizione nel 1994 con il Patto Segni e, colto da improvvisa vocazione berlusconiana dalla sera alla mattina, divenuto subito Ministro del Governo Berlusconi, che altrimenti non avrebbe avuto i numeri in Parlamento per governare. E Bondi, ex-comunista tutto di un pezzo e ora aedo del berlusconismo, è un traditore oppure no? E il giovane Capezzone, dopo aver detto peste e corna di Berlusconi, che nel giro di pochi giorni ha cambiato schieramento e ne è divenuto addirittura portavoce? E De Gregorio, Villari, Adornato, Guzzanti, Dini e compagnia cantante? E Mastella, prima Ministro con Berlusconi, poi Ministro con Prodi che ha pure contribuito sfiduciare, poi di nuovo con Berlusconi che l’ha messo in sicurezza dai suoi guai giudiziari facendolo eleggere al Parlamento Europeo con il PdL?

MA MI FACCIA IL PIACERE!

Ma Veneziani prosegue implacabile : Questa campagna contro la corruzione fa vomitare. Ora, si sa bene che la corruzione non nasce con la destra al governo o con Berlusconi e nemmeno con la sinistra, a essere onesti…. ma evitiamo di stabilire teoremi ideologici e razzismo etico: non c’è la razza dei corrotti a destra e degli incorrotti a sinistra. La responsabilità è personale e si proceda caso per caso ... D’accordo.

Le faccio notare, caro Veneziani, che a sinistra si fanno dimettere i Marrazzo, “parte lesa” ma ricattabile nello scandalo con i trans e il sindaco di Bologna Del Bono che faceva pagare al comune di Bologna i viaggi della propria fidanzata; che non si grida al complotto se va in galera  Ottaviano del Turco, governatore centrosinistra dell’Abruzzo accusato di corruzione; che si rifanno le elezioni in Molise quando la magistratura accerta irregolarità nella presentazione delle liste del centrosinistra. Senza protestare di essere vittime di macchinazioni giudiziarie.

Le risulta che a sinistra ci siano deputati condannati in secondo grado a 7 anni per mafia come Dell’Utri o Totò Cuffaro; sottosegretari come Cosentino difesi a oltranza dal PdL su cui ci sono varie richieste di arresto per camorra; ex-Ministri come Previti che hanno corrotto giudici per favorire Berlusconi “a sua insaputa”; Primi Ministri che si fanno approvare quaranta leggi per favorire le proprie aziende e per sfuggire alla giustizia, o che fanno passare per nipotine di Mubarak proprie amichette minorenni nei guai con la legge?

Peccato che a destra ogni volta che si tocca qualcuno che conta, Berlusconi in testa, ci si affanni a denunciare la trame delle “toghe rosse”, “dei giornali” e “dei poteri forti”. Veneziani ripropone anche nel suo ultimo articolo la solfa delle toghe rosse, che colpirebbero a destra e chiuderebbero un occhio a sinistra. Provi a spiegarlo meglio al suo affezionato lettore che commenta sul sito WEB de Il Giornale :

#90 salferraro2 (80) che il 12.12.10 alle ore 15:50 scrive: “… se andiamo a vedere chi ruba di più per appartenenza partitica, gli amministratori di sinistra detengono record assoluti di corruzione in ogni Regione, Provincia e Comune. Solo in Campania nel 2009 c’era il bel rapporto di 71 a 3 a favore dei rossi in amministrazioni comunali indagate. Anche se all’Alta Scuola di Formazione delle Frattocchie hanno sempre insegnato le Tecniche di Latrocinio con Destrezza nelle amministrazioni pubbliche e rassicurato il basso rischio di essere beccati e perseguiti dai magistrati per motivi che è igienico tacere …”.

Questo predominio schiacciante dei “rossi” sul fronte dei processi per corruzione – ammesso e non concesso che le cifre fornite dal lettore siano vere – come si concilierebbe allora con il complotto ordito dalle toghe rosse che perseguiterebbero solo le povere vittime di destra, i Berlusconi e le mille cricche che ruotano attorno al potere berlusconiano?

A un certo punto Veneziani è costretto ad ammettere che “ Sul malaffare a destra… sconforta sapere che i «propri» eletti non sono migliori degli altri… E non c’è nemmeno l’alibi consolatorio per dire: sì sul piano clientelare e nepotistico agiscono come gli altri, ma almeno lasciano segni mirabili in altri campi, impronte di grandi imprese, esempi fulgidi, simboli, idee e principi finora calpestati. No, è tutto così scarso, dappertutto.”

In questo, Veneziani, non posso che darle ragione. Nel popolo di sinistra, però quando ci si accorge delle pagliuzze e delle travi dei propri rappresentanti, c’è ancora chi si scandalizza e non grida al complotto. A destra invece si fa finta di non vedere la foresta di sequoia che alberga nell’occhio di Berlusconi e dei molti accorsi a mangiare le briciole che cadono dalla sua tavola. Meglio gridare al complotto, che spiega tutto e niente, e fare finta di non vedere.

Marcello Veneziani

 

Anche lei, che non perde occasione per proclamare “la propria onestà” a tutto campo, non sarà vittima di questa cecità localizzata? Altrimenti uno potrebbe chiedere al mesto Veneziani : ci è o ci fa? Non rischia di passare lui per primo per “triste ipocrita”?

Sempre in attesa di una sua risposta, il suo affezionato lettore, “velenoso e cretino”,

pocavista

Pocavista

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Tutto è relativo : non rimane che credere nell’happy hour (parte prima)

Posted by pocavista su 9 dicembre 2010

Adamo ed Eva in fuga dal Paradiso : ne hanno avuto abbastanza? (da una Bibbia napoletana del 1340)

L’uomo, si sa, nei momenti di crisi deve credere in qualcosa, si deve aggrappare a una qualche certezza, come lo spritz nell’happy hour. E invece cosa lo attende? Assange, lo stupratore assai improbabile; la compravendita presumibile con tanto di vago tariffario di parlamentare; il presunto bunga bunga del premier; l’incertezza sul voto di sfiducia a Berlusconi; i seri dubbi sulla ripresa dell’economia nel medio periodo; il possibile complotto internazionale contro l’Italia e il suo “presunto” governo; le escort che vanno e vengono da Arcore forse pagate da qualcuno all’insaputa del padrone di casa; il sindaco Renzi che si reca nottetempo ad Arcore, credendo presumibilmente a una diceria non confermata che parlava di una Escort da rottamare (“l’ho fatto per Firenze”); la verosimile rottura di Maroni …

Matteo Renzi, mentre chiede se qualcuno ha un cellulare da rottamare

 

E’ vero che la fisica moderna ci insegna che ci muoviamo in un mondo che non è deterministico, ma probabilistico, ma adesso – probabilmente – si esagera. Basta, ritorniamo ai valori dello spirito.

Effetti collaterali

Di questi tempi, come direbbe il sig. Giuliani, ci vuole fede. Dev’essere per questo che c’è chi proclama a gran voce la superiorità dell’Occidente, dei valori cristiani, della Padania sul Meridione, della destra sulla sinistra e viceversa, della Roma sul Chievo. Si affermano nuovi riti : le ampolle padane, i cori di “Meno male che Silvio c’è”, le agili scalate sui tetti di Bersani, il volantinaggio aereo del tardo dannunziano LaRussa. Un tempo era facile : “credere, obbedire, combattere” e tutti a spellarsi le mani per applaudire il tenore al balcone. Salvo poi, alla prima stecca, sommergerlo in una salva di fischi. Oggi è tutto un po’ più complicato.

A differenza di molti commentatori che affollano il sito WEB de “Il Giornale” purtroppo ho molti dubbi e poche certezze. Invidio anche i molti politici che si proclamano integerrimi difensori di qualsiasi cosa che faccia audience. Salvo poi, come l’ineffabile Capezzone, dire esattamente il contrario di quello che affermavano poche settimane prima, con la stessa sicumera.

Ormai si dà del traditore, del venduto, del coglione, o addirittura , come ha fatto pubblicamente il Ministro La Russa durante il Columbus Day del 2009 a New York, del “pedofilo”, al prossimo. Meno male che al governo c’è ancora il Partito dell’Amore, se no dove andremmo a finire?

Piergiorgio Odifreddi

In questo contesto, mi sta rivenendo alla mente il libro di Piergiogio Odifreddi, (P.O.) “Perché non possiamo essere cristiani” che ho letto un paio di anni fa. Lasciatemi fare qualche considerazione.

 

Anche P.O. parte subito con un’introduzione provocatoria, “Cristiani e cretini”, che in molti avrà prodotto aumento della pressione, sdegno e rifiuto. Anche se il crètin viene poi giustificato etimologicamente, ormai la frittata è fatta : si leggerà il libro come nei film polizieschi americani, in cui “da questo momento ogni tua dichiarazione potrà essere utilizzata contro di te”.

P.O. come La Russa o Berlusconi? Perché utilizza un incipit così provocatorio? Vuole forse un posto in Parlamento?(continua)

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Lettera aperta a Marcello Veneziani. Da parte di un “velenoso cretino”

Posted by pocavista su 6 dicembre 2010


Marcello Veneziani

Sul “Il Giornale” di ieri Veneziani scriveva che “c’è sempre il velenoso cretino di turno che scrive, su un blog, un sito, o altrove, che sei un servo pagato”. Questa vibrante denuncia mi costringe ad uscire allo scoperto e mi spinge a confessare in pubblico due, tra i molti peccati, di cui mi sono macchiato di recente.

Il primo, veniale, consiste nel cercare ogni giorno e leggere con attenzione il possibile editoriale di Veneziani. Per quale motivo? Forse perché un mio antico e timido compagno di banco delle scuole medie si chiamava anch’egli Marcello Veneziani, pugliese e probabilmente incolpevole omonimo dell’intellettuale di destra. Forse perché i suoi articoli, a volte molto eleganti, mi preparano spiritualmente alla lettura degli istruttivi commenti di molti lettori de “Il Giornale”, organo di stampa del Partito dell’Amore. Commenti, come si conviene a chi fa dell’amore per il prossimo il proprio credo, spesso pieni di feroci insulti, pressapochismo, di sentito dire, di pregiudizi razzisti, di accuse a tutti i non allineati di “essere dei comunisti”, degli “invidiosi” e dei “traditori”. Infine, sicuramente per la curiosità intellettuale di sapere cosa gira nella cultura di destra, liberale o post-fascista, che Veneziani rappresenta meglio dei Lando Buzzanca o dei Gasparri.

Lando Buzzanca

Il secondo peccato, stavolta mortale, consiste nell’avere ceduto alla tentazione di scrivere qualche post severo su alcuni editoriali del buon Marcello. Il mio blog non è così ben frequentato come il sito WEB de “Il Giornale”; i miei post vengono letti solo da uno sparuto gruppuscolo di carbonari di sinistra e da qualche malcapitato navigante di destra, approdato per caso sul mio blog.

Non credo di essere pertanto io la causa di questa crisi di identità che sembra affliggere Veneziani, che afferma “Da tempo mi piacerebbe non occuparmi più di Fini, di Berlusconi e della sinistra, e di tutto quel mondo che si agita intorno a loro”. In caso contrario mi sentirei troppo in colpa.

“Velenoso cretino”, dicevamo. Velenoso, io? Sì, come si conviene ad ogni buon toscano. Cretino, non posso escluderlo. Forse mi sentirei più a mio agio, tenendo conto anche della elegante definizione data dal Leader Supremo nei confronti di chi non lo vota, se venissi descritto invece come un “velenoso coglione” che alimenta lo spesso inutile mondo dei blog.

Chiarisco il mio pensiero. Veneziani “servo”? Mai detto, né pensato. Veneziani afferma di credere “all’onestà, non solo l’onestà intellettuale, come oggi si dice, ma l’onestà vera e totale, che passa per la mente, il cuore e le mani”. Dobbiamo credergli.

Ma ci consenta di criticarlo quando lui cerca di far passare una goffa applicazione del “Metodo Boffo” per minare la credibilità di Elizabeth Dibble, autrice dei rapporti americani su Berlusconi divulgati da Wikileaks. Veneziani bolla la Dibble, oggi responsabile diplomatica di tutte le ambasciate americane in Europa, come “una obesa signora americana”, “una patatona”, riducendo poi tutto a gossip per minimizzare i giudizi tranchant della diplomazia americana sul nostro premier.

Ma anche di criticarlo quando, dopo aver negato l’esistenza di un complotto, ritira invece in ballo “i poteri forti”, “le toghe rosse”, avallando le tesi paranoideo-propagandistiche del Leader Supremo. In caso di difficoltà, la colpa si dà sempre agli altri, che tramerebbero nell’ombra.

L'evoluzione della specie

Berlusconi ed i suoi periodicamente cercano di riaccendere i riflessi condizionati di un certo popolo di destra, in cui riaffiorano i vaghi ricordi sulle forze demo-pluto-giudaiche e massoniche sempre all’opera per mettere i bastoni tra le ruote di un Duce “che ha sempre ragione”. Non lo sa Veneziani che da Predappio ad Arcore ci sono pochi chilometri?

Veneziani non me ne vorrà quando critico anche un suo editoriale strappacore e autobiografico sul ragazzo di destra, che si levava il pane di bocca per sostenere la sezione dell’allora MSI. Quel ragazzo che vede i suoi sogni giovanili infranti da Fini per la vicenda della casa di Montecarlo. La vista acutissima dell’onesto Veneziani inquadra e si scandalizza – giustamente – per la pagliuzza nell’occhio di Fini: strano che non scorga invece la foresta di sequoia che alberga in quello di Berlusconi e concluda che, comunque, è molto peggio la pagliuzza.

Se Fini avesse continuato ad appoggiare tutte le leggi ad personam e giustificato tutte le gaffe del grande capo, come ha fatto in tutti questi anni, presumibilmente a molti intellettuali di destra la casetta di Montecarlo non avrebbe fatto né caldo né freddo. In un paese in cui Berlusconi non ha voluto vendere l’Alitalia ad Air France, che si sarebbe accollata anche tutti i suoi debiti pregressi, ma l’ha praticamente regalata ad una cordata di amici suoi, scaricando su noi contribuenti 3 miliardi e mezzo di euro di debiti della “bad company”, cosa vuoi che siano i 55 metri quadri di un appartamentino da restaurare, oltretutto di proprietà di un partito e non dello stato? Probabilmente Veneziani, Feltri, Sallusti e Belpietro si sarebbero messi l’anima in pace e avrebbero bollato come “demagogici” gli eventuali attacchi a Fini del Travaglio o della Gabanelli di turno.

Veneziani ha mai sentito parlare di quel fenomeno psicologico chiamato “minimizzazione della dissonanza cognitiva” che produce dei fenomeni di “cecità localizzata”? (vedi l’altro nostro post DISSONANZA COGNITIVA ). A questo fenomeno sembrano soggetti inconsapevolmente molti “popolani dell’amore”, privi di strumenti culturali adeguati, che devono supplire alle scarse letture con le molte certezze e che giustificano – a prescindere, come direbbe Totò –  tutto ciò che fa il Leader Supremo. Ma Veneziani no, lui fa l’intellettuale, certi fenomeni dovrebbe conoscerli bene e dovrebbe saperli gestire.

Caro Veneziani mi rendo conto che lei nutre gratitudine per un personaggio come Berlusconi che ha “sdoganato” la destra e i suoi intellettuali, e che ha permesso in passato a Marcello Veneziani di fare anche il consigliere di amministrazione della RAI. E magari per aver fermato nel ’94 la “gioiosa macchina da guerra” (si fa per dire) di Occhetto e company. Ma questa riconoscenza fin dove deve arrivare? Si deve permettere a Berlusconi di tutto e di più, relegandosi nel ruolo di intellettuale “embedded” o ci sono dei limiti che un uomo di cultura di destra, che rivendica quell’onestà “che passa per la mente, il cuore e le mani” come fa lei, non può superare? Quando è il momento di pronunciare la parola basta e dire pane al pane e vino al vino?

Annunci recentemente affissi sui muri di Roma

Ci faccia sapere, Veneziani, noi la seguiamo con attenzione e con il rispetto che si merita.

Buon lavoro dal suo affezionato lettore, un blogger “velenoso e cretino” che corrisponde al nome di

Pocavista

Pocavista

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L’asino si è stufato. Ovvero asini, leghisti e altri ministri.

Posted by pocavista su 6 dicembre 2010

Anche al leghista Roberto Castelli, già Ministro della Repubblica, come già al suo collega Rotondi, senza dubbio non fa difetto il pensiero. Nonostante i tempi di crisi, in cui tutti tirano la cinghia, ne ha una riserva così abbondante da dispensarne a piene mani in ogni occasione.
Roberto Castelli, nell’ultima puntata di Annozero, per dimostrare gli sprechi esistenti nell’Università, forniva “Come prova schiacciante …, e non è la prima volta che lo fa, una ricerca costata decine di migliaia di euro per studiare un particolare tipo di Asino originario di una determinata regione d’Italia.”(dalla lettera di Marino Bertolino, pubblicata su “Il Fatto” quotidiano del 5 dicembre 2010 che ricordava le caratteristiche della ricerca citata da Castelli).
Segnaliamo un LIBRO che si è già occupato della questione in occasione delle dimenticabili performance televisive del duo Rotondi-Brunetta a Ballarò nel 2008. I due tiravano in ballo – forse senza sapere bene di cosa stavano parlando – la ricerca sull’Asino dell’Amiata. Bene : rifacciamo nomi, cognomi e indirizzi. Facoltà di Veterinaria dell’Università di Pisa. Responsabile della Ricerca : Prof. Camilli. Anno 2004. Finanziamento 55.000 euro. Una miseria. Almeno rispetto ai presunti 400.000 euro accollati al contribuente italiano per organizzare un premio cinematografico fasullo da attribuire ad un’attrice bulgara nelle grazie del premier. “A sua insaputa”.
Che cosa hanno fatto di male questi “spreconi dell’Università di Pisa”? Hanno studiato la mappatura genetica dell’animale e certe sue particolarità, come il fatto che sia immune a certe malattie, alcune delle quali mortali per l’uomo. Ricordiamo che l’Asino dell’Amiata è stata dichiarata una razza a rischio d’estinzione dalla Commissione responsabile delle Biodiversità del Parlamento europeo (NL 215/90), dalla FAO (FAO, 2000) e dal Monitoring Institute for Rare Breed and Seed in Europe (2001).
Due parole. Com’è noto l’asino, oltre che nel ramo dei trasporti, ha svolto mansioni lavorative anche in campo cosmeti­co, medico e alimentare. Quella di Poppea che faceva i bagni nel latte d’asina sembra sia una bufala. Sono veri invece gli usi medici e alimentari dell’asino. Già nella Francia del XVIII secolo furono istituite delle “lat­terie asinine” che dispensavano a puerpere e balie il prezios­o lat­te destinato a neonati cagionevoli. L’utilità del latte d’asina è oggi provata scientificamente come alternativa ai latti speciali per uso pe­diatrico. Il latte d’asina, essendo assai simile a quello umano, è attualmente rientrato nella dieta dei neonati allergici alle proteine del latte vaccino.
Castelli poi ha mai sentito parlare di onoterapia, l’uso di asini – assai più docili dei cavalli – per la terapia dei disabili?
Asino “sorcino crociato” dell’Amiata
A questo punto, caro Castelli, qualche malpensante potrebbe ricordarsi che lo stufato d’asino è un piatto tipico della Lombardia e fino a qualche anno fa si trovava comunemente nelle osterie padane. Tenendo conto che “si è ciò che si mangia”, c’è chi potrebbe concludere maliziosamente che chi mangia carne d’asino poi ha alte probabilità di diventare leghista. Qualcun altro potrebbe insinuare che un’analisi condotta a livello territoriale dimostrerebbe un’alta correlazione statistica tra il numero dei maiali presenti in loco e l’incidenza del voto leghista.
Precisiamo che l’assenza – finora – di un valido modello interpretativo zootecnico-sociologico non permetterebbe di tirare insinuanti  e definitive conclusioni. Ma, tenendo conto della singolare predilezione dimostrata in ogni occasione dal suo collega di partito Calderoli per il maiale, non vorremmo che un Di Pietro, Un Travaglio o un Vauro prendessero la cosa per buona e la sbandierassero a loro volta ad Annozero.
Un impietoso fotomontaggio ritrae Calderoli, autore della “legge porcata”, e fautore del “maiale Day”
In conclusione, il simpatico Castelli ci permetta un suggerimento : non parli di cose che conosce solo per sentito dire come la ricerca sull’asino amiatino. Ci parli invece di altri veri scandali dell’università, come le facoltà con pochi studenti, create ad hoc per soddisfare le richieste di qualche barone o politico locale. O dei 270 milioni di euro sottratti dal suo governo alla scuola pubblica per regalarli a quelle private e cattoliche in particolare, in modo tale che qualche vescovo “contestualizzi” i peccatucci del premier. Oppure della “parentopoli” che dilaga in alcune università italiane.
Castelli, a proposito di “parentopoli” che lei ha citato così bene ad Annozero, confessiamo che ci saremmo aspettati da parte sua, di cui è ben nota la coerenza, anche qualche accenno a Renzo Bossi. Il figlio del Senatur, in arte “il Trota, già pluribocciato all’esame di maturità, non si sa per quali meriti divenuto consigliere regionale della Lombardia. Non le risulta che il suo stipendio annuale, a carico del contribuente italiano, sia di molto superiore a quanto è costata la ricerca sull’asino?
Asino o trota lombarda sì, asino amiatino no?
PS – In un nostro precedente post riportavamo l’incipit di un capitolo del nostro libro “Di Uomini e di Animali” relativo alle esternazioni di Rotondi e Brunetta sull’asino dell’Amiata. Chi fosse interessato può cliccare su   ROTONDI , BRUNETTA E L\’ASINO
 

 

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Sfiduciare o non sfiduciare? Un commento ai recenti sondaggi sulle intenzioni di voto.

Posted by pocavista su 3 dicembre 2010

Parlamento chiuso. Per precauzione, fino al voto di fiducia. Ci sono i numeri per sfiduciare Berlusconi? Chi dovrebbe avere paura di andare alle urne in primavera? Bene vediamo qual è la situazione attuale delle intenzioni di voto.

Ci siamo presi la briga di confrontare i dati delle elezioni 2008 alla Camera, con i recenti sondaggi sulle intenzioni di voto (Euromedia per 11/9 e 2/10, IPSOS per le altre date). Abbiamo accorpato i dati relativi ai tre principali schieramenti che dovrebbero presentarsi alle eventuali elezioni di primavera ;  PdL+Lega+LaDestra (linea azzurra); PD+SEL+IDV (linea rossa); FLI+UDC+API (linea verde). I sondaggi più recenti indicherebbero una sostanziale parità  tra i due maggiori schieramenti (attorno al 40%).

Lo schieramento di destra  dalle elezioni del 2008 ad oggi avrebbe perso circa il 10%, mentre lo schieramento di sinistra attorno all’1%. I centristi UDC+FLI e API sarebbero su 12%.  Bisogna aggiungere che esiste oggi una grossa area di astensione, dal 35 al 40%, che potrebbe essere recuperata al voto in extremis. Questa possibilità, riteniamo, potrebbe riguardare in particolar modo lo schieramento di destra, il cui Leader può avvalersi efficacemente della comunicazione TV.

 

 

Se i tre schieramenti perseguissero una strategia di formazione di cartelli elettorali allargati anche ad altre forze politiche  (le sinistre potrebbero recuperare un 2/3 % di PDCI/Rifondazione, 1% di radicali e 1% tra socialisti e autonomisti); il centro potrebbe recuperare un 2% tra  MPA e liste minori (Rotondi?Pisanu?); le destre ormai sembrano aver raschiato il fondo del barile e dovrebbero accontentarsi di quanto si portano in dote da sole. Non sappiamo cosa faranno i cosiddetti Grillini, accreditati di un 3%.

Malgrado ciò la galassia di sx potrebbe raggiungere anche il 44%, i centristi il 14, mentre la galassia di dx potrebbe recuperare con un rush finale un altro 3 o 4% di elettori oggi astensionisti.

 

 

Quindi è lo schieramento di destra che rischia di più da eventuali elezioni anticipate, anche perchè – dopo una riforma elettorale che precedesse le nuove elezioni – lo schieramento di centro farà  il bello e il cattivo tempo nel nuovo parlamento e anche nei governi locali. Un po’ come i socialisti venti anni fa.

Prossimamente su questi schermi vedremo probabilmente un governo tecnico di “salvezza nazionale” per un paio di anni, che faccia non solo la riforma elettorale, ma che cerchi di mettere in sicurezza i conti pubblici e tolga definitivamente Berlusconi dai cabasisi. Probabilmente si farà la riforma elettorale e Berlusconi potrà dedicarsi con maggiore serenità ai suoi passatempi serali in compagnia di Fede, ma non nutriamo tuttavia molte illusioni sulla compattezza delle forze che dovrebbero permettere ad un governo tecnico di tartassare ancora di più gli italiani. Dio ce la mandi buona.

A chi dovrebbe essere affidata la conduzione del governo tecnico?  Vediamo due candidati in pole position : Tremonti e Draghi. Tremonti, il primo ribaltonista della Seconda Repubblica (nel 94, appena eletto con il Patto Segni nel Centrosinistra, passò dalla sera alla mattina con Berlusconi – che non aveva i numeri in Parlamento –  per fare il Ministro) sarebbe molto gradito alla Lega e a una parte del PdL; il secondo al Resto del Mondo.

Si vedano i giudizi degli italiani su alcuni personaggi pubblici, secondo IPSOS : in testa c’è il Presidente Napolitano con circa l’80% di giudizi positivi (barra blu) e  circa il 15% di giudizi negativi. In coda il trio Bossi, Schifani e Berlusconi che hanno il minor indice di gradimento e i maggiori giudizi negativi. Anche Di Pietro, in quanto a giudizi negativi, ha le sue brave soddisfazioni giungendo nel giro medaglie.

 

 

 

Nel grafico seguente viene riportato il differenziale tra giudizi positivi e negativi : più ci si avvicina alla circonferenza esterna del grafico più si è amati dagli italiani; più ci si avvicina al centro più si è odiati. A parte Napolitano, il maggior differenziale ce l’hanno nell’ordine Draghi, la Marcegaglia, Montezemolo e Tremonti. Anche Vendola riscuote una risicatissima sufficienza, mentre tutti gli altri vengono bocciati. Così Fini, Bersani e Casini sono rimandati a ottobre.  Di Pietro, di cui è notoria la difficoltà con grammatica e sintassi, e Schifani, che molti italiani forse preferivano con il riporto, devono ripetere la classe. Provvedimenti di espulsione in blocco gli italiani sembrano volere invece per Berlusconi e Bossi.

 

 

Confessiamo di attendere con ansia i sondaggi che sbandiererà tra un po’ Berlusconi, che rosicherà per quel 92%  di popolarità  concesso da “sondaggisti indipendenti”a quel sincero democratico che è il presidente del Kazakistan, da lui baciato sulle guance con sincera ammirazione.

PS – I grafici si basano su nostre elaborazioni ed interpretazioni di dati IPSOS ed Euromedia.

 

 

 

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Il “Governo del fare, a sua insaputa”. Veneziani, Wikileaks e il complotto mondiale.

Posted by pocavista su 1 dicembre 2010

(da Inserto Satirico)

Non abbiamo amico migliore di Silvio Berlusconi che ha sostenuto sempre con la stessa coerenza le Amministrazioni Clinton, Bush e Obama“: così il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, a margine del vertice dell’Osce ad Astana, in Kazakhstan.

L'opinione del martin pescatore

 

Subito Daniele Capezzone, portavoce del PdL, noto nel mondo perché si imbatte per strada in misteriosi cazzotti che invece di lasciare tracce sul suo volto le lasciano inspiegabilmente sul quello di Putin, non si è lasciato sfuggire la ghiotta occasione. “Ora la sinistra chieda scusa. Dopo le parole chiarissime, gli elogi pieni e incondizionati, il riconoscimento caloroso e assolutamente inconsueto che va ben al di là di qualunque liturgia diplomatica, che Hillary Clinton ha indirizzato a Silvio Berlusconi, l’opposizione, Pd in testa, farebbe bene a scusarsi con il Premier. Se fossero persone serie, ammetterebbero di avere sbagliato“. (Per i curiosi, un ritratto interessante di El Cabezon è tratteggiato su il post CAPEZZONE)

A parte il giovane Capezzone e il pallido Bondi, tutti sanno che l’abile Hillary Clinton, abbandonato diplomaticamente il suo Bill troppo impegnato in impegnativi esami orali sotto qualche tavolo ovale, ha cercato solo di salvare la faccia alla sua Amministrazione sputtanata da Wikileaks con qualche frase di circostanza. Cosa pretendeva, Capezzone, che Hillary dicesse pubblicamente : “Egregio signore, lei è un brutto porco come mio marito e racconta barzellette orribili!”? Oppure “La nostra Amministrazione ritiene che lei abbia troppo cerone e troppa moquette in testa, meglio la bandana pervinca!”. Sarebbe come se Frattini in visita ufficiale a Tripoli dicesse a Gheddafi “Lei è un dittatore eccentrico e inaffidabile e si fa troppo Botox. Però ci dia il gas, che ne abbiamo tanto bisogno!”.

Non sappiamo se nei prossimi giorni – se il sito di Wikileaks non verrà chiuso (ieri è stato sottoposto ad un attacco massiccio da parte degli hacker che ne ha impedito il funzionamento per molte ore) e se Assange non verrà “neutralizzato” con arresti o sparizioni (la CIA usa il termine “rendition”) – verranno fuori altre cosucce meno gossipare sul nostro Leader Supremo. Magari relative a suoi proclami : “Ho evitato la guerra Russia-Georgia”, “Ho fatto firmare il trattato a Obama e Putin”, “Ho dato istruzioni a Obama su come fare con la crisi finanziaria mondiale”, “Sconfiggeremo il cancro in tre anni”. Lo statista di Arcore dimostra capacità incredibili, risolvendo la crisi finanziaria mondiale e convincendo Obama e Putin a firmare trattati che mai avrebbero firmato : ma come non riesca tuttora a risolvere il più semplice e casareccio problema della monnezza a Napoli rimane un mistero.

Dopo che l’opposizione ha suonato le sue trombe, amplificando le prime rivelazioni di Wikileaks , anche Il Giornale berlusconiano – spronato dai Capezzone in servizio permanente effettivo – suona le proprie campane.

Risponde alla cartolina precetto anche Marcello Veneziani, un intellettuale che – quando ci si mette – scrive benino. Il Nietzsche del Tavoliere dà alle stampe il 30 novembre su Il Giornale un articolo intitolato “Macché 11 settembre, è il 1° aprile della diplomazia”. Marcello però deve essere stato buttato giù dal letto nottetempo per stilare l’articolo, dato che non trova di meglio che scrivere : “... una obesa signora americana, come purtroppo ce ne sono tante negli States, Elizabeth Dibble, trincia un giudizio su Berlusconi dandogli dell’incapace e del vanitoso, e poi riferisce di feste selvagge… I giudizi della signora in sovrappeso (disturbi ormonali e ghiandolari?, dovremmo chiederci stando ai criteri usati per redigere questi compitini) sembrano solo il frutto di una sommaria lettura dei titoli dei giornali … Ma pensate che il compitino di una grassa patatona americana (sia)…così determinante per influenzare l’azione politica di Obama?”. Manca solo che Veneziani rinfacci alla Dibble di portare dei calzini turchesi, come il giudice Mesiano, e poi siamo al completo.

Marcello Veneziani

Dopo questo grossolano tentativo di demolizione della figura della diplomatica americana, ci si aspetterebbe che Veneziani concludesse che “è più bella che intelligente”, secondo l’elegante definizione data da Berlusconi in diretta a Rosi Bindi. Viene da chiedersi : se al posto della diplomatica americana in sovrappeso ci fosse stata la bellissima Ruby o la Minetti, l’avvenente soubrette e igienista dentale del premier approdata al Consiglio Regionale della Lombardia per meriti gengivali, le sue dichiarazioni sarebbero state più attendibili?

A questo Veneziani, in versione embedded, rispondono con entusiasmo alcuni commentatori del Popolo dell’Amore, come #32 Edmond Dantes (598), che il 30.11.10 alle ore 14:49 scrive con accenti lombrosiani:

… Veneziani non se la prende con gli obesi ma solo con gli imbecilli, che nel caso sono anche obesi. E l’obesità, a volte, é conseguenza di patologie organiche che possono avere anche riflessi sulle funzioni cognitive. Non é una colpa l’imbecillità, ma neppure un titolo per la carriera diplomatica. Che per tutti gli antiberlusconiani rappresenti invece una medaglia al valore non stupisce più di tanto.”

Un probabile infiltrato da sinistra, #42 Pietro Valdo (261), il 30.11.10 alle ore 17:48 invece chiosa :

#32 Edmond Dantes, la ringrazio sinceramente per il conforto che dà a noi tutti. Vedendo Borghezio e Calderoli chissà quanti pensavano che “l’obesità…é conseguenza di patologie organiche che possono avere anche riflessi sulle funzioni cognitive” ma non osavano dirlo.

Poi Veneziani – che passa per essere una delle migliori penne della destra, il che è tutto dire – si supera. Prima dichiara che “.…non c’è da indignarsi e gridare al complotto”. Poi invece parla di “suggeritori internazionali che si servono magari di toghe avvelenate, ma anche di scatole vuote nostrane per riempirle di tritolo e far esplodere il governo in carica. Quello è il pericolo reale, oltre la bufala. Vedrete, non si fermeranno lì…”.

Il buon Marcello rispolvera la vulgata paranoidea del complotto demo-pluto-giudaico-massonico di mussoliniana memoria, che nella versione contemporanea dell’amato Leader diventa il complotto perpetrato dai giornali di sinistra, dalle toghe rosse e dai “poteri forti”. Tutti quelli che non cantano nel coro diventano automaticamente “comunisti, sinistrati invidiosi che sanno solo odiare”. Non si salvano nemmeno personaggi culturalmente di destra come Fini, Di Pietro, Travaglio, Luca Telese e il compianto Montanelli. Anche Obama viene definito da qualcuno “un mezzo socialista”. Si vedano i commenti di molti lettori de “Il Giornale” . Mentre tutti dimenticano che Putin, definito dal nostro premier “un dono di Dio”, è pur sempre un ex-colonnello del KGB sovietico che ha una singolare idea della libertà di stampa.

Il nostro premier, in Russia, mima il gesto del mitra ad una giornalista che aveva posto una domanda scomoda a Putin

Ecco per esempio la concezione della libertà di opinione che circola anche all’interno del Popolo della Libertà : #114 anbie (130) il 29.11.10 alle ore 15:19 scrive: “Io attendo di vedere stasera Fazio e Saviano cosa avranno il coraggio di dire. Una cosa è certa, se si attaccheranno a Wikileaks spero che qualcuno abbia la cognizione di far interrompere immediatamente la trasmissione e di far arrestare quei due deficienti progressivi. In casi come questo ci vuole il pugno di ferro.”

La teoria del complotto funziona sempre perché mette in funzione quel meccanismo di “minimizzazione della dissonanza cognitiva” di cui abbiamo parlato in un altro post (vedi il post “DISSONANZA COGNITIVA“) Berlusconi da sempre ha alimentato l’ipotesi del complotto: ieri ha chiesto pubblicamente chi è che paga queste ragazze che affermano di fare le prostitute e che entrano a casa sua.

A Scaiola qualcuno paga la casa e a Berlusconi le ragazze, “a sua insaputa”. Poi magari “se le fa” lo stesso, “a sua insaputa”, se no sembra brutto. Conclusione : questo è “il governo del fare”. Sì, ma “ a sua insaputa”.

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PUBBLICITA’ PROGRESSO. Ovvero il micidiale amaro Giuliani

Posted by pocavista su 26 novembre 2010

Qualcosa di indigesto? Inappetenza, dolori di stomaco, mal di testa, flatulenza? Arroganza dovuta a lunga consuetudine con il potere? Troppo bunga bunga?

Torna alla tradizione, passa alla fitoterapia.

Pubblicità Progresso

Tutta la nostra solidarietà a Fede, picchiato in un ristorante milanese dall’industriale farmaceutico Giuliani, quello del noto amaro medicinale. Pare che Fede avesse incautamente ordinato delle troffie genovesi al pesto. Alcuni testimoni – tra i quali inspiegabilmente si è verificato un orgasmo collettivo – hanno dichiarato che dopo l’aggressione l’imprenditore si è recato in bagno per lavarsi accuratamente le mani, mentre gli agenti della scorta di Fede si scambiavano “il cinque”

Interrogati dai giornalisti, sia il 79enne Fede che il 72enne Giuliani, hanno detto di non ricordarsi il perché dell’aggressione.

Qualche invidioso commentatore di sinistra ha avanzato qualche odioso sospetto sul movente dell’aggressione a Fede. Facciamo notare, concordando con il saggio Ian Postuma, che – alla fine – l’amaro prevale sempre sull’invidia e sull’odio.

A molti appare inconcepibile che l’autore dell’insano gesto sia stato uno del calibro di Gian Germano Giuliani, ricco imprenditore e marito di donne bellissime; un uomo che ha avuto tutto dalla vita. Ora.

Dopo l’incidente, Fede si sarebbe recato in questura per la denuncia. Qui, alla richiesta delle generalità avrebbe dichiarato, ancora visibilmente scosso dall’accaduto : “Professione?” – “Giornalista”.

Il ristorante milanese la Risacca, in cui è avvenuto il deprecabile episodio di violenza e noto per l’inappuntabile qualità del servizio, ha subito apposto un cartello fuori dal locale “Sono gradite le prenotazioni”.

La casa farmaceutica Giuliani, le cui azioni sono state sospese in borsa per eccesso di rialzo, ha annunciato un restyling del suo prodotto di punta, che adesso dovrebbe chiamarsi “Amaro Micidiale Giuliani”.

Ultim’ora. Chiarite le cause dell’indegna aggressione : Giuliani avrebbe dichiarato che il TG4 di Fede – sia per la sua superiore efficacia sulla peristalsi intestinale, sia perchè consegnato gratis a domicilio – faceva concorrenza sleale al suo Amaro Medicinale.

La nuova linea di prodotti Giuliani, dopo il restyling

PS – Volete sapere chi è veramente Emilio Fede? Andate a vedere il post LE SCUSE DI FEDE pubblicato sul blog http://www.nudaveritàwordpress.com, che ospita una significativa lettera di una dipendente di Mediaset in pensione.

 

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Berlusconi e la telefonata a Ballarò : dalla dissonanza cognitiva al marketing virale.

Posted by pocavista su 24 novembre 2010

La telefonata di Berlusconi a Floris : infortunio o abilità comunicativa?

Ieri sera a Ballarò Berlusconi si è esibito in una telefonate delle sue. Repertorio collaudato : servizio mistificatorio, fate parlare i vostri poi cambiate argomento, io non ho detto quello che ho detto nel filmato, tutta colpa della sinistra, click e fine della telefonata. Domande accettate? Nessuna. Alla faccia del contraddittorio da lui sempre richiesto a trasmissioni “scomode”. Video BERLUSCONI VS FLORIS

Giovanni Floris

Maleducazione? Forse. Tentativo maldestro di negare quanto appena mostrato da un filmato che demolisce sue precedenti affermazioni propagandistiche? No. Grande abilità nella comunicazione da parte di Berlusconi? Certamente.

Il vero obbiettivo del Leader Supremo non era quello di convincere la platea degli avversari politici, quanto quello di ricompattare la curva sud dei propri tifosi. L’uomo di Arcore ha di nuovo messo al lavoro la dissonanza cognitiva di quei pochi del Popolo dell’Amore che, invece di seguire il Grande Fratello, guardano Floris. (Sul concetto di dissonanza cognitiva si veda il precedente post La pancia di Severgnini).

Costoro – probabilmente scossi dall’immagine dei cumuli della monnezza napoletana che contrastano con le dichiarazioni del Leader Supremo (metteremo le cose a posto in tre giorni, poi in dieci giorni; invece è passato più di un mese e stiamo peggio di prima) – prenderanno per buona la versione del Premier. E concluderanno con grande sollievo “meno male che Silvio c’è”.

Dicevamo nel post prima citato che la minimizzazione della dissonanza cognitiva produce una sorta di “cecità localizzata” in molte persone. Questa è una delle chiavi del successo elettorale di Berlusconi e che Severgnini, nel suo recente volume su “La pancia degli italiani”, a nostro avviso non ha sufficientemente chiarito.

Vorremmo mettere in evidenza un’altra tecnica usata dal Nostro per catturare il consenso politico, legata all’uso del “marketing” virale, una tecnica comunicativa sofisticata sempre più utilizzata nelle campagne pubblicitarie.

Dalle leggende metropolitane al marketing virale

  • Partiamo dalle leggende metropolitane. Le odierne leggende metropolitane, analogamente a quelle che animavano ieri il mondo mitologico e religioso, presentano come reali alcuni “fatti” che passano di bocca in bocca. O di computer in computer. In molti casi si tratta di episodi “FOAF” (“a Friend of a Friend says”), cioè riferiti da un amico di un ami­co in “viva voce” o tramite catene di S. Antonio via e-mail.
  • Sovente queste leggende sono scandalose oppure divertenti e ciò ne facilita la diffusione, dato che molte persone vogliono sorprendere, inorridire o divertire i propri conoscenti, come suc­cede con la notizia di episodi tragici o con le barzellette. Chi si fa veicolo di una leggenda metropolitana non è necessariamente in malafede, ma è spesso inconsapevole vittima della leggenda che contribuisce a diffondere.
  • Del resto queste storie hanno un certo margine di verosimiglianza e vengono arricchite di partico­lari per aumentarne la credibilità. Dettagli tuttavia che si accom­pagnano sovente a fonti e dati generici.
  • Molte di queste leggende sono innocue, altre volte provo­cano seri danni economici, vedi quelle relative a Mc Donald’s e Coca Cola, o alimentano stereotipi sociali negativi, come la dicer­ia che narra che i Rom segnalerebbero con particolari codici le abitazioni da svaligiare.
    In altri casi, leggende metropolitane e dicerie vengono usa­te come sotterranei strumenti di lotta politica. Per esempio qual­che anno fa Rutelli, allora sindaco di Roma, aveva introdotto il pagamento della sosta per limitare il traffico urbano, suscitando malumori presso alcune categorie di cittadini. Subito aveva pre­so piede la diceria che Barbara Palombelli, la consorte di Rutelli, era la proprietaria della società che gestiva i parcheggi a paga­mento. Il particolare che tendeva a dare veridicità alla cosa era il supposto coinvolgimento di Maria de Filippi, la conduttrice di “Amici”, che avrebbe agito in combutta con la sindachessa.
  • La diceria ha continuato a circolare per molto tempo, nonostante le smentite e le querele presentate in tribunale dalla Palombelli contro ignoti. D’altro canto la STA, la società romana di gestione dei parcheg­gi, è interamente di proprietà comunale e non può fare capo a privati. Questo particolare veniva però completamen­te taciuto dalla diceria, che ne avrebbe rivelato la natura di pura “bufala”. Al contrario, la diceria è stata opportu­namente riesu­mata in oc­casione delle elezioni 2008 per il sinda­co di Roma, quando Ru­telli è stato sconfitto da Gianni Aleman­no.

Barbara Palombelli e Francesco Rutelli messi a nudo

Il marketing virale come strumento di consenso politico


  • Dicerie e leggende metropolitane usano gli stessi principi del “marketing virale”. Questo affianca alla tradizionale comuni­cazione su TV o su carta stampata, quella ancor più convincente della “testimonianza” di un amico o di un conoscente, che si pro­paga di bocca in bocca come un virus influenzale.
  • Un efficace spot in TV potrebbe farti apprezzare un’automobile; ma se te la consiglia il tuo meccanico o il tuo vicino di casa che ti dice di averla provata, anche se non è vero, è molto probabile che tu fi­nisca per acquistare proprio quella.
    In politica, se dichiaro che “evadere le tasse gravose è giu­sto” fornisco un comodo alibi morale a determinati gruppi so­ciali e alla loro infedeltà fi­scale. Otterrò in cambio non solo il loro consenso elettorale, ma anche un efficace comportamento “propagandistico” nei miei confronti.
  • In fin dei conti, come ci ri­cordava Marcello Marchesi, per­ché si dovrebbe denunciare il reddito dopo tutto il bene che ci ha fatto?
  • Otterrò consenso politico, anche appoggiando le posizioni di una potente confes­sione religio­sa, come per esempio quella cattolica, e le concedo magari privilegi economici (no a eutanasia, fecondazione assisti­ta, pillola del giorno dopo, da un lato; otto per mille, finanzia­mento alle scuole cattoliche, nulla osta della curia vescovile cat­tolica per i docenti di religione, dall’altro). Se poi frequento escort e minorenni, e bestemmio, troverò sempre un vescovo come monsignor Fisichella che invita a “contestualizzare”. E poi c’è sempre la confessione che risolve tutto di fronte a Dio e agli uomini.
  • Significativa la battuta di Corrado Guzzanti all’ultima trasmissione “Vieni Via Con Me” : dopo la concessione da parte del Governo di 240 milioni di euro alle scuole privata (quasi tutte cattoliche) sottraendoli alla scuola pubblica, la Chiesa ha dato al Premier un bonus di tre scandali a fondo sessuale e bestemmia libera fino al 2012.
  • Corrado Guzzanti

  • In parole povere : se ho l’ac­cortezza di farmi “amiche” le categorie che han­no molti con­tatti sociali (tassisti, bottegai, baristi, artigiani, far­macisti, preti e suo­re) queste si faranno promotrici, interessate o inconsapevoli, del­le dicerie e degli stereotipi culturali che mi fa­voriscono. Ciò si tradurrà in un vantaggio consistente sui miei avversari politici.
  • Mettendo in giro di proposito alcune dicerie si cerca di alter­are le regole del gioco, sul piano politico oppure su quello economico, per ottenere vantaggi o penalizzare la concorrenza.
  • Le dicerie fatte volutamente circolare da una parte e dall’altra, durante la Seconda Guerra Mondiale e la Guerra Fredda, faceva­no parte di quella guerra psicologica che poteva fornire vantaggi importanti ai contendenti. In passato, per contrastare le eresie, anche la Chiesa Cattolica ha fatto circolare dicerie, per esempio contro i Catari, che venivano fatti passare per adoratori del de­monio sot­to le spoglie di un gatto nero.
  • In conclusione, al di là degli usi più o meno leciti o stru­mentali cui possono prestarsi, le leggende e le dicerie moderne riflettono ancora una volta la propensione dell’uomo a produrre, credere e diffondere creazioni fantastiche per soddisfare suoi bi­sogni e interessi più o meno inconsci, per esorcizzare le proprie ansie o per confermare degli stereotipi. Il tutto in coerenza con quel principio di “minimizzazione della dissonanza cognitiva” di cui parlavamo sopra e che, alla prima occasione, viene sfruttato dai venditori di fumo della pubblicità e della politica.
    E in questo tipo di “marketing virale” Berlusconi non ha rivali in Italia.

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Maroni, gli elenchi e il Popolo dell’Amore estremo. Ciò che Bobo non ha detto a “Vieni via con me”

Posted by pocavista su 23 novembre 2010

Il Ministro Maroni, nel pieno esercizio delle sue funzioni

L’Amore : famolo strano. E un po’ violento.


Maroni stasera ha svolto il suo compitino da Fazio, recitando il suo elenco da cui si evincerebbe quanto la Lega sia buona e virtuosa. Non riportiamo per esteso quanto detto da Maroni, che ha occupato la TV praticamente per tre giorni, facendo conoscere ampiamente le proprie ragioni. Quei pochi che se lo fossero perso, possono colmare la grave lacuna guardando il Video MARONI A VIENI VIA CON ME . Ricordiamo solo che lo stesso Saviano, in tempi non sospetti, riconosceva a Maroni notevoli meriti nella lotta alla criminalità organizzata. O per meglio dire al suo braccio armato. Si veda anche il nostro precedente post “Saviano visto da destra”.

Non mettiamo in dubbio l’impegno antimafia del Ministro Maroni, anche se la comunicazione governativa tende ad attribuire solo al Governo anche i meriti che invece sono di altre istituzioni. E’ il caso della Magistratura, della Polizia giudiziaria e della Commissione Antimafia, che conducono il grosso delle indagini.

Tuttavia qualcuno potrebbe chiedersi se lui e il suo partito abbiano dimostrato lo stesso impegno nel colpire i colletti bianchi e i politici in odore di collusione con la criminalità organizzata. Qualche altro potrebbe chiedergli perchè la Lega abbia votato no alla richiesta di arresto per Dell’Utri (condannato anche in secondo grado a sette anni per mafia) e per il senatore Cosentino (raggiunto da ben sette mandati di cattura).

O perchè nel 2008 anche il suo partito abbia rifiutato l’arresto del Senatore Di Girolamo, che la magistratura accusava di collusione con la ‘ndrangheta? (Com’è noto nel 2010, dopo che è pervenuta una seconda richiesta di arresto, la maggioranza dopo numerosi tentennamenti ha “convinto” Di Girolamo a dimettersi). O perchè Maroni si sia rifiutato di sciogliere il Comune di Fondi per infiltrazioni mafiose, come aveva chiesto più volte lo stesso prefetto di Latina. O perchè se da un lato si sequestrano i beni ad esponenti della criminalità organizzata, dall’altro si permette a prestanome di riacquistarli.

Oppure perchè l’ingente quantità dei capitali esportati illegalmente all’estero dalla criminalità organizzata sia stata “ripulita” e rimpatriata con il condono fiscale (conl’imposta ridicola del 5%) votato anche dalla Lega. Se da un lato si toglie, dall’altro si dà, eccome. E perchè il governo e la Lega si sono opposte all’introduzione del reato di autoriciclaggio? E’ vero oppure no che ci sono una quindicina di amministratori (quattro Lega, il resto del PdL) che risultano coinvolti in inchieste sugli affari dell ‘ndrangheta al Nord?

Infine quelli dalla memoria più lunga potrebbero chiedere perchè nel 1998 Bossi definiva Berlusconi “il mafioso di Arcore” e la Padania inseriva in prima pagina Dell’Utri e Berlusconi in una lista di mafiosi. (Si veda di nuovo il nostro precedente post “Saviano visto da destra”).

Inoltre ci piacerebbe che il Ministro Maroni potesse rispondere anche ad un altro elenco che qui riportiamo. Un elenco di cui in TV nessuno parla e che purtroppo rappresenta la cultura politica di un partito che gioca un ruolo rilevantissimo nell’azione di governo. Ministri, parlamentari e amministratori locali leghisti si lasciano andare ad affermazioni dal contenuto palesemente razzistico. Probabilmente si tratta di quella parte del Popolo dell’Amore che pratica una sorta di Amore Estremo per “i diversi”, stranieri, ebrei, gay, musulmani.

Contravvenendo ad una regola che ci siamo data, alleghiamo integralmente il post “L’elenco di Maroni”. Questo non è farina del nostro sacco, ma è apparso oggi su Metilparaben. Potevamo limitarci a segnalare il link; ma in questo caso vogliamo dare la massima visibilità a questo elenco istruttivo, che temiamo, il Ministro Maroni non chiederà mai di commentare a Vieni Via Con Me.

Il Popolo dell'Amore in versione celtica

VAI A METILPARABEN


L’elenco di Maroni

22nov2010

Postato da Metilparaben alle 10:50

Visto che stasera il ministro Maroni sarà da Fazio e Saviano per difendere la Lega, gli consiglio di leggere l’elenco che ho preparato apposta per lui. Chissà, magari già che c’è riesce a spiegarci in che modo dobbiamo interpretare le perle che ci sono scritte dentro.

  • Gli immigrati bisognerebbe vestirli da leprotti per fare pim pim pim col fucile. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • Meglio noi del centrodestra che andiamo con le donne, che quelli del centrosinistra che vanno con i culattoni. (Umberto Bossi, ministro delle Riforme per il Federalismo)
  • Quegli islamici di merda e le loro palandrane del cazzo! Li prenderemo per le barbe e li rispediremo a casa a calci nel culo! (Mario Borghezio, europarlamentare)
  • Agli immigrati bisognerebbe prendere le impronte dei piedi per risalire ai tracciati particolari delle tribù. (Erminio Boso, europarlamentare)
  • La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni. (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
  • Gli omosessuali devono smetterla di vedere discriminazioni dappertutto. Dicano quello che vogliono, la loro non è una condizione di normalità. (Flavio Tosi, sindaco di Verona)
  • Nella vita penso si debba provare tutto tranne due cose: i culattoni e la droga. (Renzo Bossi, consigliere regionale della Lombardia)
  • Gli omosessuali? La tolleranza ci può anche essere ma se vengono messi dove sono sempre stati… anche nelle foibe. (Giancarlo Valmori, assessore all’ambiente di Albizzate)
  • A Gorgo hanno violentato una donna con uno scalpello davanti e didietro. E io dico a Pecoraro Scanio che voglio che succeda la stessa cosa a sua sorella e a sua madre. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • Carrozze metro solo per milanesi. (Matteo Salvini, eurodeputato)
  • Sono stato, sono e rimarrò un razzista secondo le ultime direttive UE poichè credo, e aspetto smentita da quei pochi che mi leggono, che certe notizie riportate solo da Il Giornale definiscano chiaramente che tra razza e razza c’è e ci deve essere differenza. (Giacomo Rolletti, assessore all’ambiente di Varazze)
  • Gli sciacalli vanno fucilati. Bisogna dare alle forze dell’ordine l’autorità di provvedere all’esecuzione sul posto. Ci vuole la legge marziale. (Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso)
  • Darò immediatamente disposizioni alla mia comandante affinché faccia pulizia etnica dei culattoni. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • I disabili nella scuola? Ritardano lo svolgimento dei programmi scolastici, più utile metterli su percorsi differenziati. (Pietro Fontanini, presidente della provincia di Udine)
  • Siamo in un Paese libero, o no? E poi la cosa che mi fece più arrabbiare non furono le botte, ma gli insulti. Ebreo. A me. Capito? (Mario Borghezio, eurodeputato)
  • E’ un reato offrire anche solo un the caldo ad un immigrato clandestino. (Luca Zaia, presidente della regione Veneto)
  • Viva la famiglia e abbasso i culattoni! (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
  • Rispediamo gli immigrati a casa in vagoni piombati. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)
  • Finché ci saremo noi, i musulmani non potranno pregare in comunità. (Marco Colombo, sindaco di Sesto Calende)
  • Vergognati, extracomunitario! (Loris Marini, vicepresidente della sesta circoscrizione di Verona)
  • Se ancora non si è capito essere culattoni è un peccato capitale. (Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione Normativa)
  • Parcheggi gratis per le famiglie, esclusi stranieri e coppie di fatto. (Roberto Anelli, sindaco di Alzano)
  • Voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari: io ne ho distrutti due a Treviso. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)

    Giancarlo Gentilini

  • E’ proprio per questo che invito ad assumere trevigiani: i meridionali vengono qua come sanguisughe. (Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso)
  • Se non ci sarà il federalismo, ci potrà essere la secessione. (Roberto Castelli, vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti)
  • Noi ci lasciamo togliere i canti natalizi da una banda di cornuti islamici di merda. (Mario Borghezio, eurodeputato)
  • Mi faccia una lega! (Gino Volta, consigliere comunale di Castel San Pietro Terme, su un paio di slip regalati al sindacoSara Brunori)
  • Le nozze miste, in linea di massima, durano poco e producono più danni che fortune. (Marco Rondini, deputato)
  • L’immigrato non è mio fratello, ha un colore della pelle diverso. Cosa facciamo degli immigrati che sono rimasti in strada dopo gli sgomberi? Purtroppo il forno crematorio di Santa Bona non è ancora pronto. (Piergiorgio Stiffoni, senatore)
  • Siamo stanchi di sentire in tv parlare in napoletano e romano. (Luca Zaia, presidente della regione Veneto)
  • Oggi abbiamo avuto notizia che si è suicidato un mafioso, un ex 41 bis, detenuto del carcere di Catania. Certo che se altri pedofili e mafiosi facessero la stessa cosa non sarebbe affatto male. (Gianluca Buonanno, deputato)
  • Se dovessimo celebrare in Friuli Venezia Giulia i 150 anni dovremmo issare sul pennone la bandiera austro-ungarica. (Edouard Ballaman, presidente del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia)
  • Fermiamo per un anno le vendite di case e di attività commerciali a tutti gli extracomunitari. (Matteo Salvini, eurodeputato)
  • E’ inammissibile che anche in alcune zone di Milano ci siano veri e propri assembramenti di cittadini stranieri che sostano nei giardini pubblici. (Davide Boni, capodelegazione nella giunta regionale della Lombardia)
  • Gli islamici rompono il cazzo nelle scuole e vorrebbero privarci dei nostri simboli. (Mario Borghezio, europarlamentare)
  • I gommoni degli immigrati devono essere affondati a colpi di bazooka. (Giancarlo Gentilini, vice sindaco di Treviso)

    La Lega ha conquistato anche l'Andalusia?

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Saviano visto da destra. Saviano, Maroni e il popolo dell’Amore.

Posted by pocavista su 17 novembre 2010

Bobo Maroni, che un destino cinico e baro ha indebitamente sottratto alle glorie dei piano bar del varesotto per fare il Ministro degli Interni, minaccia querela contro Saviano e rivendica il diritto di replica. Forse per dire che al Nord va tutto bene, come ha fatto nel caso di Ruby, la “nipotina di Mubarak”.

 

Il simpatico Maroni vanta un singolare record : oltre a indossare delle cravatte improponibili, è l’unico ministro degli Interni ad avere azzannato il polpaccio di un poliziotto che qualche anno fa perquisiva la sede della Lega Nord e condannato per resistenza a pubblico ufficiale (si confrontino le cronache). 22 dic.2009. “Roberto Maroni? Sul fronte antimafia è uno dei migliori ministri dell’Interno di sempre“.

Dichiarazioni di Roberto Saviano al settimanale “Panorama”, che proseguiva così : “Il centrosinistra ha responsabilità enormi nella collusione con le organizzazioni criminali: le due regioni con più comuni sciolti per mafia sono Campania e Calabria. E chi le ha amministrate negli ultimi 12 anni? Il centrosinistra“. E concludeva “… le mafie non guardano a destra o a sinistra, ma soltanto al proprio interesse e all’avvicinabilità dei rappresentanti politici, a qualunque livello essi si trovino“.

15 nov.2010. Roberto Maroni protesta scandalizzato con Saviano che – citando indagini della magistratura – ricordava che le mafie si sono insediate al Nord e “interloquiscono” anche con la Lega. Maroni e molti elettori di destra si sono stracciati le vesti, spesso senza nemmeno avere visto la trasmissione. Saviano non ha affermato che la Lega è collusa con le mafie, ma che le mafie cercano di interloquire con gli amministratori leghisti del ricco Nord. Dove stia lo scandalo di quanto affermato da Saviano non è dato sapere.

Bobo Maroni

(Cfr. il video della trasmissione http://www.youtube.com/watch?v=4aCTqEg5Ygc).

Il successo della trasmissione di Fazio e Saviano in effetti produce allarme non solo nel governo, ma anche nella base del “partito dell’amore”.

Ecco alcuni commenti dei lettori al sito WEB de Il Giornale, che consigliamo di consultare regolarmente a chi volesse toccare con mano i veri “valori” della destra leghista e berlusconiana.

La lista dei valori recitata da Fini nella trasmissione di Fazio e Saviano forse andrebbe bene per un partito conservatore o liberale di tipo anglosassone. Ma qui siamo nella Vandea gallo-padana e la cultura è ben altra.

Molti commentatori si limitano ad espressioni offensive elementari :

#2 卢卡·布雷西亚尼 (230) il 16.11.10 alle ore 11:43 scrive “I terroni sono tutti uguali

#344 Paci Augusto (716) il 16.11.10 alle ore 19:48: “calunniatore in carica alla sinistra #342 xbando (13) il 16.11.10 alle ore 19:46 : “Una meteora….Un masaniello

#237 Locatelli (86) -il 16.11.10 alle ore 18:06 scrive: ... un montato megalomane

#230 Giampaolo Ferrari (368) il 16.11.10 alle ore 17:59 scrive: “…un demente

#227 anbie (46) il 16.11.10 alle ore 17:57 scrive: “Portatore di malattie mediatiche”. Un vero e proprio virus letale. Un intellettualoide

#218 Pontil Ernesto (68) il 16.11.10 alle ore 17:50 scrive: “pagliaccio”

#176 Ennaz (269) il 16.11.10 alle ore 17:11 scrive: buffone!

#89 TRIDENTINA AVANTI (801) il 16.11.10 alle ore 15:11 si avventura in un neologismo: “…mafiocamoristkomunist

#151 semovente (782) il 16.11.10 alle ore 16:19 cita involontariamente Bettino Craxi, : “scrittore dei miei stivali

Un altro lettore, #87 roberto spoto (15) il 16.11.10 alle ore 15:07, fa perfidamente notare: Saviano è cattivo…e la cattiveria gli ha fatto cadere i capelli ! Il lettore lascia supporre che invece Berlusconi sia infinitamente buono, infatti i capelli gli sono miracolosamente ricresciuti.

Altri lettori invece mettono in dubbio il valore di Saviano, che ha “fatto i soldi” ed è ritenuto la pedina di un complotto antiberlusca dei “sinistrati”, se non addirittura uomo della camorra. E’ la sperimentata tecnica di delegittimazione personale, unita alla teoria del complotto comunista, secondo l’insegnamento dello statista di Arcore.

#355 parlassero tutti di meno (108) il 16.11.10 alle ore 20:35 scrive: “Saviano è un falso martire…tipo Travaglio. Sono anti-italiani, che tifano il male x dimostrare la loro grandezza e la loro superiorità morale”.

#356 alberto51 (513) il 16.11.10 alle ore 20:37 scrive: “Soliloquio da sgomento e da persona con gravi squilibri neurologici in preda a convulsioni demenziali…

#351 gigi52 (66) il 16.11.10 alle ore 20:16 scrive: “Il guru Saviano sta rendendo un ottimo servizio alla mafia e ndrangheta…

#310 maiona (189) il 16.11.10 alle ore 19:00 scrive: .da morto di fame a miliardario….cattocomunista….sei l’uomo che sa tutto ..il nuovo messia.. dammi i numeri del superenalotto… .

#300 zorzi graziano (274) il 16.11.10 alle ore 18:56 scrive: ” La mafia dei TUOI conterranei è subdola !è come TE!!!!!! Siete la vergogna nostra nel mondo!!!!!! E vieni a fare il fighetto saputello ! Raccontando le malefatte dei TUOI conterranei ti arricchisci!!!!!!!!! Non è come portare le immondizie tossiche da Milano a Napoli quello che stai facendo testa scalza?????.Tu porti le notizie sporche che ha prodotto la TUA gente …….e ci s******i coinvolgendoci!!!! Vai a lavorareeeeeeeeeeeeee

#295 MAURI (402) il 16.11.10 alle ore 18:52 scrive: “Se Lei fosse quello che dice di essere, sarebbe già concime per più nobili fiori, anziché quello scrittore da strapazzo che è … quaquaraquà.”

284 graffias (571) il 16.11.10 alle ore 18:42 scrive: “Caro Signor Saviano …lei è rientrato nella solita velenosa schiera dell’intelighenzia sinistroide piatta e senza alcuna onestà intellettuale….”

#264 steacanessa (2105) il 16.11.10 alle ore 18:28 scrive: vietato dire che saviano ha lo sguardo torvo da camorrista.

#223 limick (184) il 16.11.10 alle ore 17:53 scrive: L’unico che si e’ arricchito con la Mafia e’ proprio Saviano… e il suo bersaglio e’ proprio la Lega.. per dare una mano concreta alla Mafia, un vero picciotto.. NORD LIBERO!

La Padania, quotidiano Lega Nord, giugno 1998

#204 cagliostro10 (448) il 16.11.10 alle ore 17:37 scrive: messo dov’è apposta dalla camorra visto i risultati che ha avuto lo stato nel combatterla…

#170 flordluna (2181) il 16.11.10 alle ore 17:07 scrive: Io non pago piu’ il canone, mi sono stancata degli arroganti presuntuosi e tarati mentali volutamente!

#168 isacco (130) il 16.11.10 alle ore 17:02 scrive: Insultando chi lavora per l’Italia con infamie menzoniere (sic) non fate altro che far risaltare la vostra disonestà morale e finanziaria.

#150 albi61 (16) il 16.11.10 alle ore 16:18 scrive: …un dilettante che ha scoperto come è redditizio prendere in giro gli Italiani…

#105 Rosieposie (206) il 16.11.10 alle ore 15:25 scrive: “per aver scritto un libro ti credi il nuovo profeta e non sai neanche di cosa straparli, vergognati e vieni a vedere come si fa il mazzo al nord chi vota Lega!!!!”

#98 gedeone@libero.it (387) il 16.11.10 alle ore 15:16 scrive: I sinistri con il cervello ripieno di segatura si sono gasati perchè la “loro” trasmissione (una delle tante) ha raggiunto 9 ml. di spettatori. … Ed allora sinistri sinistrati, se audience deve essere, suggerite al “vostro capostruttura” di trasmettere film porno che tra l’altro si addicono a molti di voi avvezzi a guardare dal buco della serratura.”

Una gentile lettrice chiede con fermezza l’applicazione del Metodo Boffo a Saviano :#252 angelarossi (227) il 16.11.10 alle ore 18:22 scrive: “uno scrittore di infimo livello, un pallone gonfiato da Rifondazione Comunista, un ipocrita sostenuto e finanziato dai camorristi e dai mafiosi che finge di combattere rischiando la vita (ma quando mai!!). Facciamo un’indagine approfondita sul personaggio e vediamo cosa salta fuori?

#43 Aristide (91) il 16.11.10 alle ore 14:11 invece ironizza : Saviano è un eroe ed anche un ammortizzatore sociale: dà lavoro a squadre di uomini che gli garantiscono la sicurezza vigilando giorno e notte che nulla gli accada, naturalmente pagati dai cittadini. Avendo probabilmente esaurito la vena di scrittore, o comunque essendosi appannata, si dà allo spettacolo, sempre a spese dei cittadini. Nel frattempo è diventato milionario, ma quanti sacrifici e quante rinunce per il nostro eroe, costretto a dire castronerie pur di aumentare lo share.

Gli fa eco #155 honhil (455) il 16.11.10 alle ore 16:21, affermando che “Saviano è una specie di salamandra. Non ha nemici. L’anfibio ne è privo «perché se un qualsiasi predatore lo prende in bocca, dalle “macchie gialle” esce una specie di liquido urticante che fa mollare la presa»… Un Totem a cui nessun cagnolino o cagnone oserà mai avvicinarsi per innaffiarlo con la sua pipì.” Un lettore invoca l’intervento di Napolitano, adducendo addirittura motivi di “sicurezza nazionale”:

#138 ruggi (692) il 16.11.10 alle ore 16:07 scrive: … Saviano appare una macchietta da protagonismo che ricorda il napoletano avvocato paglietta. Queste tramissioni provocatorie hanno del delinquenziale e provocano odio e potrebbero avere risvolti imprevedibili. Il Presidente Giorgio Napolitano le fermi, per motivi di ordine pubblico e di sicurezza nazionale prima che sia troppo tardi.

C’è poi chi propone di togliergli la scorta (dimenticandosi che anche Emilio Fede, Belpietro e la Pivetti ce l’hanno da anni, e che imponenti scorte sono utilizzate per accompagnare miriadi di ragazze alle feste del premier) e chi lo vuole morto .

260 marcopagliarino (447) il 16.11.10 alle ore 18:27 scrive: “... caro Maroni gli faccia togliere la protezione dopotutto non sembra che ne abbia piu’ bisogno che se la faccia dare da chi gli permette di andare in onda e’ ora che oscenita’ del genere finiscano e se la mafia/camorra o chiunque lo vuole morto si accomodino nessuno piangerà di sicuro

#235 eras (443) il 16.11.10 alle ore 18:04 scrive: “La scorta ce l’ avrà per difendersi da chi gli vuol lanciare pomodori e uova marce”

#119 brunello.faraldi (63)il 16.11.10 alle ore 15:47 scrive: “… ringrazia questo governo che ti mantiene la scorta. Fosse per me ti manderei a spasso con quel frate camuffato di fazio a vedere cosa succede. Probabilmente niente perchè il tuo libro sono tutte balle raccontate da tua nonna.

#282 lamwolf (69) il 16.11.10 alle ore 18:41 scrive“ … con un libro ha ottenuto i privilegi di scorte e auto blindate, pagate dai contribuenti 24 ore su 24 da anni scorazza su e giù per l’Italia alla faccia nostra. … Saviano, nessuno ti ha ordinato di scrivere e fare la guerra alla mafia basta privilegi, via scorte e auto blindate se ci tiene alla tua pelle la vigilanza e le scorte te le paghi privatamente oppure ti chiudi in un fortino blindato per il resto della tua vita.”

Concludiamo l’ edificante rassegna con il commento sarcastico di #51 MrPulp (27), che il 16.11.10 alle ore 14:36 scrive: “Che noia Fazio e Saviano. Gli Avion Travel poi.. veramente pessimi. Per non parlare di De Andrè e Ligabue. Addirittura ho visto definire “comici” Albanese e Rossi.. ma io dico lo guardate Colorado Cafè? Quello si che fa ridere. Infine come non definire tv di serie B la ex compagna di Welby che ha deciso di leggere gli ultimi pensieri di colui che ha amato per 40 anni. O la testimonianza del padre di Eluana Englaro.. molto meglio Maria De Filippi. Per fortuna che io ieri sera tutta questa roba non l’ho nemmeno vista e mi sono guardato il Grande Fratello!! Vai Alessia che il prossimo lunedì faremo uno share migliore di loro.”

Ma si tratta probabilmente di un isolato lettore di sinistra infiltrato tra le schiere dei berluscones e dei leghisti d’assalto.

 

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La saga degli insulti e la sindrome degli ex. Gianfranco Fini visto da destra.

Posted by pocavista su 10 novembre 2010

E’ durata quasi venti anni. La storia d’amore tra Fini e Berlusconi. Adesso, come tra due bravi ex, volano gli stracci. Fini, scordandosi di avere concesso a Berlusconi di tutto e di più, compresa la quarantina delle leggi ad personam di questi anni, si accorge improvvisamente che il suo vecchio alleato è un autocrate populista che fa solo i propri interessi e ci sputtana in giro per il mondo. Berlusconi invece ha scatenato i suoi nella caccia al “traditore” per sancirne la definitiva damnatio memoriae presso la sua base elettorale.

Silvio ha sdoganato, recuperato dalla marginalità politica, portato al Governo e reso protagonista Fini. Fini, l’ingrato, adesso lo pugnala alle spalle”. Questo sembra essere il sentimento prevalente che aleggia oggi tra molti elettori del Partito dell’Amore, almeno a giudicare dai commenti che appaiono sui sito Web de Il Giornale e di Libero.

Questi due quotidiani hanno cercato di massacrare Fini, definendolo traditore del patto elettorale con il PdL, e truffatore, con la vicenda dell’appartamentino di Montecarlo. I berluscones hanno risposto bene alla campagna denigratoria condotta dai due giornali, insieme ad una parte degli antichi simpatizzanti di AN. Questi ultimi sobillati anche da alcuni degli ex-colonnelli di AN, ormai arruolati full-time nelle truppe cammellate del Signore di Arcore.

In particolare Feltri e Belpietro hanno insistito sul “tradimento” di Fini e sulla mancanza di autorevolezza del Presidente della Camera nell’invocare rigore e moralità, cercando di accreditare la tesi del “così fan tutti”. Questi occhiuti giornalisti si stracciano le vesti per la pagliuzza monegasca nell’occhio di Fini, mentre giustificano da sempre la foresta di sequoia che alberga nel bulbo oculare del loro Leader Supremo.

Seguitissime penne de Il Giornale, come Marcello Veneziani e Vittorio Sgarbi, in alcuni editoriali hanno cercato di demolire Fini anche sul piano personale. Veneziani, che da sempre studia da intellettuale di destra, dà sfoggio di una discreta abilità retorica, parlando di etica: “Fini non ha diritto di rubare i sogni di un ragazzo, di un vecchio, di un combattente … se un uomo è disposto a svendere casa, o non vale niente la casa o non vale niente lui. E la casa valeva.” Confronta il nostro post

https://svistasocialclub.wordpress.com/2010/09/30/il-quindicenne-del-fronte-della-gioventu-alla-corte-del-siddharta-di-arcore/ . In un editoriale più recente e molto meno riuscito, Veneziani invece definisce Fini “ l’Umbria di se stesso” e parla di “un Fini inacidito (che) compie lo storico strappo di Perugia, terra del suo precursore Gaucci.”. Quando si dice la classe! Ecco uno scadente Veneziani, più acido del solito, gettare fango sulla vita privata di un politico antiberlusca, come un qualsiasi giornalista di destra.

Sgarbi in un suo articolo invece la butta sulla supposta dipendenza di Fini dalla Tulliani, di cui sarebbe “troppo innamorato”. “Da questa vicenda Gianfranco esce come un ingenuo, inadeguato a misurarsi con le realtà complesse e difficili della politica” e tra le righe – da vero signore qual è – lascia intravedere che dalla Tulliani ci sarebbe passato prima lui. Si veda il un nostro precedente post

https://svistasocialclub.wordpress.com/2010/08/14/sgarbi-le-donne-e-fini/

Il sedicente critico d’arte (che dice di frequentare anche “50 donne a settimana”) rivende se stesso e Berlusconi come persone capaci e non ingenue, dato che non si fanno “occupare dalle donne”, ma si fanno “visitare come un museo”. Sgarbi qui trascura il fatto che al museo di solito si paga il biglietto. Al contrario nel caso di Berlusconi – se i fatti fossero confermati, ma io non ci credo (come direbbe Benigni, con ironia, e la Carfagna, senza) – sembrerebbe che sia il museo a pagare il biglietto alle belle visitanti.

Tanto per vedere gli umori del Partito dell’Amore, facciamo una panoramica delle definizioni date a Fini e ai suoi da molti lettori de Il Giornale e di Libero.

Da Il Giornale

#32 arnaldo40 (21) il 08.11.10 alle ore 9:41 : fetente

#31 Angelo Mezzadri (31) il 08.11.10 alle ore 9:40 : squallido personaggio, borioso ed ambizioso, falso moralista … circondato da parassiti

#29 EZIA MORANDI (140) il 08.11.10 alle ore 9:39 : vomitevole

#28 drazen (129) il 08.11.10 alle ore 9:39 : traditore globale, a tutto campo! … con una ingratitudine cinica; …inaffidabile

il 08.11.10 alle ore 9:17 : saltafossi … con l’appoggio dei più modesti tirapiedi della ex Alleanza Nazionale … in preda alla più smodata ambizione… ottuso ex squadrista…

#14 vincenzo (103) il 08.11.10 alle ore 8:57 : il politico più vile e deleterio dall’Unità d’Italia in poi… (insieme a una) masnada di inqualificabili figuri …

#9 fdelongis (117) il 08.11.10 alle ore 8:49: manovratore occulto e “massone” della magistratura politicizzata e del meridionalismo piu’ becero condito da un pagano narcisismo …

#8 lagoditovel (42) il 08.11.10 alle ore 8:49 : Finulliani … un mezzo uomo … uomo senza vergogna e senza pudore!!

#5 maryforever (8) il 08.11.10 alle ore 8:43 : benzinaio (!)

#4 egi (670) – il 08.11.10 alle ore 8:40 : faccia di bronzo … fascista delfino di Almirante

#2 aldo berimballi (100) il 08.11.10 alle ore 8:37 Traditore Vigliacco

#1 partenopeo78 (25) il 08.11.10 alle ore 8:36 : impostore

#33 beppazzo (132) il 08.11.10 alle ore 19:34 : loffa

#21 frado (10) il 08.11.10 alle ore 18:04 : truffatore.

#58 mellera tiziano (19) il 08.11.10 alle ore 18:40 : Voltagabbana col Bostik al C…; al soldo dei poteri occulti

#57 viento (551) il 08.11.10 alle ore 18:39 : finavil (fini + vinavil)

#46 herbavoliox (76) il 08.11.10 alle ore 18:26 : disertore mangia, mangia lui, mangia la galluccia, mangia la suocera, mangia il cognato. fa solo pena

#4 mpwpir (2) il 08.11.10 alle ore 16:06 : losco individuo – probabilmente vendutosi, per un piatto di lenticchie, agli esperti ribaltonisti

#21 Dario40 (4196) il 09.11.10 alle ore 17:21 : senza un minimo di dignità

#15 fossog (564) il 09.11.10 alle ore 15:30 : inutile burocrate

#12 angelo (200) il 09.11.10 alle ore 14:39 : finto leader al guinzaglio di chissà

#45 giottin (1348) 09.11.10 alle ore 19:30 : farabutto.

#40 gstrazz46 (249) il 09.11.10 alle ore 19:02 : voltagabbana

#38 vittorio pierbon (62) l 09.11.10 alle ore 18:59 : capo di un partito finto che occupa una carica istituzionale vera

#29 salva55 (12)il 09.11.10 alle ore 18:06 : fini e compagni di merende sono disonesti immorali e traditori … gentaglia!!!!

#27 b.bruno (3132) il 09.11.10 alle ore 17:59 : biscia

#19 Michele Calò (366)il 25.09.10 alle ore 9:37 : “Gli imbecilli sinistri, dipietristi, finioti non possono capire, nel loro deserto interiore, nella loro pezzenteria di sentimenti, quello che proviamo noi …

#39 emigrasso (243) il 25.09.10 alle ore 10:09 : “uomini come Fini, traditori, profittatori e vigliacchi, non meritano che di rappresentare quelli della sua razza…

da Libero News

Postato da budm69 | 09/11/2010 alle 20.08 : meschino

17 | Postato da betadue | 09/11/2010 alle 10.52 : faccia di bronzo

2 | Postato da Bachis Figus | 09/11/2010 alle 17.15 : lustrascarpe;

8 | Postato da angelomichele | 09/11/2010 alle 10.52 : una vergogna mondiale,

11 | Postato da sarafra | 09/11/2010 alle 09.42 : ceffo roso dall’invidia e dall’inclinazione a primeggiare

12 | Postato da ghigabiagioni | 09/11/2010 alle 09.24 : truffatore

13 | Postato da sarafra | 09/11/2010 alle 09.21 : pregiudicato! Parli bene e razzoli male.“… camaleonte confuso.

18 | Postato da minimo | 08/11/2010 alle 21.29 : Fli, (Faida Lenta Ignominale) … non ha nessun abito mentale che ci faccia pensare alla sua legalità… non ha il senso del dovere..non ha rispetto delle istituzioni… non ha il senso dello stato…F(Faida) L(lenta) I(Ingiuriosa)

25 | Postato da emilioq | 08/11/2010 alle 19.58 : questo figuro merita l’Oscar della faccia tosta!

31 | Postato da martello carlo | 08/11/2010 alle 19.24 : quell’iscariota di G.F.Tulliani … untuosa nomenklatura …. Il lettore poi fa un’inaspettata minaccia  : P.le Loreto.

36 | Postato da salvato27 | 08/11/2010 alle 17.52 : Futuro senza libertà, e un partito di traditori! Bocchino fa onore al nome, con la lingua piú lunga dei suoi compagni lecconi.


Chiudiamo la passerella delle espressioni caritatevoli del Partito dell’Amore, nonché Popolo delle Libertà (di insultare, probabilmente), con il PdL di Mestre che sul proprio sito WEB chiosa : Gianfry “sotto il vestito niente” … un mediocre e spregiudicato personaggio, abile a dire le più infime ovvietà e banalità. … il primo, vero fasciocomunista d’Italia. Non siamo alla creatività di quei lettori de Il Giornale che definiscono Fini un “voltagabbana col Bostik” o “un camaleonte confuso” : ma da quadri PdL formatisi alla scuola di partito dei Brunetta e co. non si può pretendere di più.

Come disse Berlusconi, nel suo primo messaggio del 1994 in cui annunciava che sarebbe sceso in campo : “Questa è l’Italia che amo!”. E questi sono gli italiani che lo sostengono.

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La pancia di Severgnini e la dissonanza cognitiva

Posted by pocavista su 2 novembre 2010

 

I – I fattori di Severgnini alla prova del bunga bunga.

Com’è noto Berlusconi ha alimentato ormai un vero e proprio genere letterario, che è quello dell’analisi del berlusconismo. Gli oppositori di sinistra e di destra si sono sempre chiesti : ma com’è possibile che molti italiani siano così ingenui da credere ancora a questo venditore di fumo? I suoi sostenitori invece continuano a domandarsi increduli : ma come fanno quegli invidiosi dei “sinistrati” e dei “finioti” a non rendersi conto che Berlusconi è l’uomo del fare, l’unico che può rendere l’Italia un paese più moderno? Qualcuno potrebbe obbiettare che B. è soprattutto l’uomo del dire e del baciare. Uomo delle lettere, sicuramente no; del testamento, forse. Vedremo nei prossimi giorni.

Nei giorni del bunga bunga, il giornalista del Corriere, Beppe Severgnini, cerca di spiegare ai posteri il fenomeno Berlusconi e pubblica da Rizzoli “La Pancia degli Italiani”. Berlusconi invece tenta di spiegare ai contemporanei quanto sia buono lui, dichiarando che lui aiuta sempre le Ruby in difficoltà e che “è meglio amare le donne che essere gay”. E minaccia di inondarci di dèpliant (pieghevoli, in italiano), in cui si magnificano le sorti magnifiche et progressive del suo governo. Anche nel suo entourage preferisce i pieghevoli, come Bondi, Capezzone, Fede, Minzolini, che dicono sempre di sì e creano pochi problemi.


 

Beppe Severgnini
Beppe Severgnini

 

II – Cosa ha trovato Severgnini frugando nelle nostre pance?

Rovistando dentro le nostre viscere, Severgnini ricostruisce una sorta di decalogo sui fattori di successo del Berlusconismo. (vd BEPPE SEVERGNINI ). Cerchiamo di sintetizzarli e di dare qualche nostro commento (tra virgolette e in corsivo le citazioni) :

1) Fattore umano
Berlusconi, in fondo, è uno di noi. E’ “pate e’ figlie”, ma donnaiolo, devoto ma non troppo, tifoso di calcio, intollerante delle regole che devono valere solo per gli altri, narcisista. Il conflitto d’interesse? Gli italiani ne sono pieni. I guai giudiziari? Colpa dei magistrati di sinistra.

2) Fattore divino
gif-palpatinelightninganiB. sa che gli italiani si dichiarano cattolici, anche se non praticanti, e violano allegramente la maggior parte dei comandamenti. La coerenza tra dichiarazioni e comportamenti non è una qualità italiana e quasi nessuno la chiede ai nostri politici. “In Vaticano si accontentano di una legislazione favorevole, e non si preoccupano dei cattivi esempi”. Esenzioni ICI, 8 per mille, finanziamenti alle chiese cattoliche, placet dei vescovi agli insegnanti di religione pagati dallo stato? Ok. Bigamia, ricorso a prostitute, festini, bestemmie? Bisogna contestualizzare, come dice monsignor Fisichella. Tanto poi c’è la confessione e si va in Paradiso lo stesso.

3) Fattore Robinson
Robinson, nel senso di Crusoe. B. ha sfruttato l’individualismo italico come fattore culturale. Nella vulgata popolare, B. si è fatto da sé, è insofferente verso le regole, non ha fiducia in tutto ciò che è pubblico. Quindi per i suoi fan è un ganzo e quelli che lo criticano sono solo invidiosi.

4) Fattore Truman
Truman, nel senso del film di Peter Weir, “Il Truman Show”. Cinque milioni è il numero di italiani – di ogni opinione politica – che compra i quotidiani di informazione, entra in libreria, seguono telegiornali non embedded come Sky Tg24 e Tg La7, guardano programmi TV d’approfondimento. Severgnini sospetta che siano sempre gli stessi, una minoranza che non può determinare però i risultati delle elezioni politiche. Invece “la televisione – tutta, non solo i notiziari – resta fondamentale per i personaggi che crea, per i messaggi che lancia, per le suggestioni che lascia, per le cose che dice e soprattutto per quelle che tace. E chi possiede la Tv privata e controlla la Tv pubblica, in Italia?”.

5) Fattore Hoover
La Hoover, produttrice d’aspirapolveri. Deve il suo successo soprattutto ai suoi rappresentanti, venditori implacabili della propria merce. Come Berlusconi : “B. possiede una capacità di seduzione commerciale che … ha applicato alla politica. …il messaggio dev’essere semplice, gradevole e rassicurante. La convinzione che la ripetitività paga… (e) che l’aspetto esteriore … resta fondamentale (tra una bella figura e un buon comportamento, in Italia non c’è partita).”

6) Fattore Zelig
Il desiderio di essere gradito ha insegnato a B. tecniche degne di Zelig, camaleontico protagonista del film di Woody Allen. Padre di famiglia coi figli (e le due mogli, finché è durata). Donnaiolo con le donne. Giovane tra i giovani … Lavoratore tra gli operai. Imprenditore tra gli imprenditori. Tifoso tra i tifosi. … Lombardo tra i lombardi. Italiano tra i meridionali. Napoletano tra i napoletani … Andasse a una partita di basket, potrebbe uscirne più alto”.

7) Fattore harem
Noemi Letizia, la D’Addario, Ruby, veline e soubrette fatte eleggere in Parlamento e nelle assemblee regionali, le feste a Villa Certosa e a Palazzo Grazioli? “B. dapprima ha negato, poi ha abbozzato («Sono fedele? Frequentemente»), alla fine ha accettato la reputazione («Non sono un santo»)”. B. fa ciò che molti italiani, principalmente i suoi fan, invidiosi, sognano.

8) Fattore Medici
B. è come i Medici, sta cercando di fondare una Signoria : gli italiani sanno bene che B. cura i propri interessi e quelli della sua famiglia, ma sperano di ricavarne qualcosa mendicando le briciole che cadono dalla sua tavola. I signori rinascimentali facevano i mecenati di pittori e scultori; B. invece spende fortune in mausolei, ville oltraggiose e giovani signorine, che talora colloca in Parlamento o nelle Assemblee elettive locali.

9) Fattore T.I.N.A.
T.I.N.A., There Is No Alternative. L’acronimo, coniato da Margaret Thatcher, spiega la scelta di molti elettori del Partito dell’Amore. L’alternativa di centrosinistra s’è rivelata poco appetitosa: “Il doppio, sospetto e simmetrico fallimento di Romano Prodi – eletto nel 1996 e 2006, silurato nel 1998 e 2008 – ha un suo garbo estetico, ma si è rivelato un’eredità pesante.”

Inoltre “il centrodestra unito rassicura, almeno quanto il centrosinistra diviso irrita”. Così Gianfranco Fini, non appena ha osato manifestare autonomia e dissenso dal Leader Supremo, viene fatto oggetto di ferocissime critiche e insulti.

10) Fattore Palio
Avete presente i tifosi della Lazio che preferiscono perdere con l’Inter pur di evitare lo scudetto alla Roma? Lo stesso succede nel Palio di Siena : l’importante è non far vincere la contrada rivale. Quindi meglio Berlusconi, con tutti i suoi difetti, pur di non far vincere i “sinistri”.

III – La curva sud dei fan di B.

Dentro la nostra pancia, la peristalsi rimescola e trasforma tutti questi fattori. Il prodotto finale della digestione,“la deiezione culturale”, dovrebbe essere il sostegno incondizionato a tutto ciò che fa e dice il Leader Supremo. In effetti, nell’analisi di Severgnini, il “fattore Palio” sembrerebbe l’unico che potrebbe spiegare l’esistenza di un’opposizione politica e culturale al berlusconismo: solo chi è nato in un’altra contrada – di centro sinistra – svilupperebbe una reazione immunitaria nei confronti degli altri nove fattori. Chi è nato invece nella contrada “giusta” difficilmente si salverebbe dal fascino di B.

Si potrebbero così spiegare non solo i comportamenti elettorali, ma anche le posizioni di molti elettori del Partito dell’Amore che agli oppositori appaiono incomprensibili e illogici. Facciamo l’esempio del recente caso Ruby, in cui il premier si è adoperato per far rilasciare una sua amichetta minorenne arrestata per furto, fatta passare per nipote del presidente egiziano Mubarak. Un osservatore liberale “indipendente” si aspetterebbe che tutti gli italiani in blocco condannassero l’abuso (per ora presunto) del proprio ruolo istituzionale da parte del Presidente del Consiglio. Invece i suoi fan commentano così sul sito WEB de Il Giornale :

berlusconi-con-veline

#7 carlodavoli (1) il 02.11.10 alle ore 9:04 scrive: Siamo sempre alle solite: i soliti potentati della sinistra che vogliono prendere il potere senza fare la fatica di vincere le elezioni, senza il voto degli italiani. La solita invidia, gelosia nei confronti di un governo che per la prima volta in Italia si muove nella giusta direzione ed attua delle vere riforme ad unico vantaggio dei cittadini. Le tentano tutte , senza alcuno scrupolo, per denigrare l’opera di Silvio: Silvio e’ uno di noi, uno di noi cittadini onesti. Grazie Silvio e non mollare mai!!! I bravi cittadini sono con te!

#4 Tommaso Berretta (343) il 02.11.10 alle ore 8:40 commenta: Un gran parlare per le feste di Arcore! Vorrei chiedere: ma per le feste ed i festini di Marrazzo e compagni questa sinistra come si è comportata? Almeno ad Arcore la compagnia era femminile….”gif-ragazza-che-cammina-sexy

#12 giampietro (390) il 02.11.10 alle ore 9:12 scrive: Campagna acquisti, in attesa e per contrastare la riforma della magistratura, cercasi Escort, venditrici di droga e gole profonde disponibili a demolire il governo, Togliatti era in procinto di vendere l’Italia al regime Sovietico, a queste azioni meschine si prestano pure certi togati, ora di sicuro esce la notizia che Berlusconi nasconde Matteo Messina Denaro, ma siamo seri una volta per tutte meno pagliacciate e poi dicono più fiducia nella magistratura.

#24 oliveto (75) il 02.11.10 alle ore 9:38 propone una singolare versione evangelica, in cui il fatto in questione semplicemente scompare: Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi”… per sete di potere. Questo riferimento del VANGELO, secondo MATTEO, calza bene sul Popolo della Libertà e in particolare su Silvio Berlusconi. E ancora “Rallegratevi ed esultate perché grande e la vostra ricompensa”… quando il popolo sarà chiamato a giudicare, tramite il voto. Con molta umiltà consiglierei ai falsi santi e agli apprendisti stregoni (COLORO CHE PONTIFICANO OGNI GIORNO: i professionisti della politica) di leggere e studiare i vangeli, almeno per affrontare con un po’ (sic) di dignità il breve percorso di vita terrena, prima di avviarsi sulla strada più lunga dell’altro mondo… AMEN”

#21 meverix (468) il 02.11.10 alle ore 9:36 insinua: “Domanda. Perchè certe procure, anzichè indagare sui malavitosi e mafiosi in generale, perdono tempo con queste stupidaggini? Perchè, poi, indagano con chi va a donne e non con chi va a trans o si fa dare in quel posto?

#31 gabriellatrasmondi (55) il 02.11.10 alle ore 9:57, scrive “il Governo è fermo…..il Governo non fa niente….. Berlusconi pensa solo agli affari suoi…. E sapete perché? perché giudici, magistrati, opposizione pensano o cercano di pensare solo a Berlusconi. lo tengono al palo (sperano) per farlo fuori. E poi facciamo brutta figura nel mondo a causa di Berlusconi!!! E’ una comica!

#35 wtrading (158) il 02.11.10 alle ore 10:04 cerca di fare del sarcasmo da destra: “Riflessione : A Sinistra Non Scopano, Sono Illibati, Non Vanno A Festini, Non Bevono, Non Fumano, Non Riescono A Godere, Non Amano Le Donne…,(ma Amano I Trans). Sono Tutti Vergini… La Droga Non Sanno Nemmeno Cosa Sia. E Dove La Trovate Una Opposizione Politica Siffatta? In Italia. Ovviamente. Dove I Magistrati, I Giornalisti Che Li Sostengono E I Politici Che Sostengono I Magistrati E I Giornalisti Sono Di Una Trasparenza Abbagliante. Andranno Certamente In Paradiso! Per Adesso Sperano Di Andare Al Governo. Ma Di Cubiste, Di Droga,di Case Rubate, Di Favori In Rai, Mai Sentito Parlare! Sono La Purezza In Persona Loro. Meritano Senz’altro Una Riconoscenza Elevata. Ma A Questo Ci Pensera’ Napolitano, Il Nostro “silenzioso” Presidente, Che Prima O Poi Li Fara’ Governare. Per Cui Saremmo Additati Come Il Governo Dei Puri E Delle Vergini. Evviva. Amen”

#41 angel42 (51) il 02.11.10 alle ore 10:39 scrive: silvio se ti va fai fin che puoi. beato te. i pm..forse.. non possono piu. e allora è tutta invidia… non è che vogliono esser invitati pure loro, maschi e femmine? sei tutti noi. che li mandino ai lavori forzati!!!!”

Nei precedenti commenti dei lettori de Il Giornale, il fatto di cui si dovrebbe parlare – ovvero il presunto abuso del ruolo istituzionale da parte del Presidente del Consiglio sospettato di andare a letto con minorenni, il che costituisce un reato – semplicemente scompare. Singolare che molti fan di B. esaltino la virilità del leader, contrapponendola alla “gaiezza” di Vendola o dei Marrazzo. Il presunto abuso di potere viene così nascosto sotto il tappeto di un collaudato repertorio paranoideo, à la Cornacchione, cui i fan di B. si aggrappano da anni con le unghie e con i denti : anche in questo caso si tratterebbe di invidia, gelosia, inettitutidine dei “sinistri”, gossip, complotto dei magistrati e dei poteri forti contro il povero B.

 

 

IV – La tecnica del venditore di successo

I fattori che Severgnini ha trovato nella pancia degli italiani non spiegano tutto: ci vuole un enzima che ne favorisca il “corretto” metabolismo.Cioè rafforzando stereotipi e modelli culturali propri del berlusconismo. Secondo l’autore di questo post, questo enzima (reggetevi forte)  è “la minimizzazione dell dissonanza cognitiva”. Ma andiamo con ordine.

Le dichiarazioni apparentemente estemporanee e bislacche del nostro Leader Supremo sembrano ormai destinate a divenire materia di civile e divertita conversazione, dato che ormai non ci si scandalizza più; i suoi fan inoltre appaiono completamente impermeabili a qualsiasi critica, come segnalava Umberto Eco in un suo articolo su “La Repubblica” del 29 settembre 2003.

Eco faceva l’esempio del venditore di automobili che, di fronte ad un trentenne dall’aspetto sportivo, inizialmente cercherà di esaltare gli aspetti tecnologici e le prestazioni di un’auto concepita per una guida sportiva. Non appena capito che il cliente ha dei figli piccoli e una suocera da portare in giro, costui passerà a magnificare la capienza del bagagliaio, la sicurezza e i consumi contenuti della stessa auto.

In effetti pochissimi clienti e elettori si accorgono della mancanza di coerenza del venditore o del politico di turno, perché la maggior parte focalizza l’attenzione solo sull’argomento che lo col­pisce di più, dimenticando gli altri.

L’importante, per chi vende una macchina o un partito politico, è usare molti argomenti anche contraddittori. Lo slogan “vi abbasso le tasse e vi alzo le pensioni” alle orecchie del negoziante e dell’artigiano sarà un irresistibile canto delle sirene per l’accenno alla riduzione delle tasse; la promessa di una pensione più alta otterrà il consenso entusiastico del pensionato sociale. Ma l’incompatibilità tra le due proposte (con meno tasse, vista la situazione del nostro debito pubblico, non si possono aumentare le pensioni e viceversa) non allarmerà né il bottegaio, né il pensionato.

Analogamente, come si possa sconfiggere il cancro in tre anni (così ha dichiarato il Nostro prima delle elezioni del 2010), riducendo drasticamente la spesa sanitaria, non è dato sapere. Ma molti anziani con seri problemi di salute saranno assai sensibili a questo argomento.

Un messaggio contraddittorio in realtà può permettere di carpire la fiducia di categorie sociali assai diverse ed è questo a cui si ricorre assai spesso. Se poi si ha a disposizione una potenza di fuoco mediatica che non ha uguali nel mondo occidentale, il gioco diventa facile.

 

V – La dissonanza cognitiva. Chi era costei?

La dissonanza cognitiva è un concetto introdotto da Leon Festinger nel 1957 in psicologia sociale. Un individuo quando riceve un’informazione che confermi il proprio sistema di valori e la propria visione del mondo si troverà in una situazione tranquilizzante, ovvero di “consonanza cognitiva” (“lo dicevo, io!”). Invece quando la nuova informazione minacci di smantellare parte della propria visione del mondo o della percezione di sè, si avrà una “dissonanza”.  L’individuo allora tenderà a minimizzare questa dissonanza, per diminuire il proprio disagio.

Per ridurre la dissonanza si può cambiare il proprio comportamento o le proprie preferenze; oppure rifiutare le informazioni “dissonanti”. E’ più facile accettare solo quelle informazioni che fanno più comodo. Cambiare il proprio comportamento è difficile e mette ansia.

Avete presente Esopo e la favola della volpe e dell’uva? Non potendo arrivare all’uva, la volpe – per minimizzare la dissonanza cognitiva e a mettersi il cuore in pace metterà in funzione un meccanismo psicologico che la porterà a concludere che l’uva era acerba.gif-volpe

La minimizzazione della dissonanza cognitiva porta così molte persone ad “una cecità localizzata”: per esempio, spesso il coniuge tradito è l’ultimo ad accorgersi dei comportamenti dell’altro coniuge, dato che riconoscere la realtà del tradimento sarebbe troppo penoso. Il coniuge tradito tenderà sovente a fornire a se stesso giustificazioni e interpretazioni “consonanti”, giungendo perfino a negare l’evidenza del tradimento. Di questa cecità localizzata deve essere stato vittima anche l’On. Lupi, del PdL, che a Ballarò del 2 novembre – arrampicandosi sugli specchi – negava con forza che ci fossero mai stati festini ad Arcore.

La mente degli esseri umani normali funziona all’opposto di quella dei buoni scienziati, che se sono tali non cercano conferme alle proprie teorie ma, al contrario, cercano di confutarle per vedere se reggono l’urto dei fatti” (p. 6). A volte … risulta più comodo mantenere il proprio punto di vista. Del resto credere è uno dei nostri più consolidati automatismi e ci risparmia la fatica di ricercare le informazioni più obiettive”. (Paolo Legrenzi, Credere, 2008)

In soldoni : ognuno di noi ha una propria visione del mondo e che tende a comunica­re in mille modi agli altri. Per non vederla andare in frantumi e fare la figura del pirla di fronte a se stesso e al prossimo, l’individuo tende a prendere per buone e inca­merare prevalentemente, se non unicamente, quelle informazioni che rafforzano le sue opi­nioni. Al contrario, tende a eli­minare o mi­nimizzare quelle che gliele confutano. Così i lettori di destra leggono  Il Giornale, e quelli di sinistra “La Repubblica”.

Si tratta di un processo che serve a risparmiare all’indivi­duo un faticoso e angoscioso lavoro di ricostruzione della pro­pria identità. Confermando che gli umani, nel quotidiano, sono es­seri “a razionalità molto limitata”, come san­no bene gli esperti di marketing, i preti e i venditori di aspirapolveri.

Ed anche il nostro beneamato Leader Supremo che, se dichiara di aver aiutato Ruby solo per solidarietà umana, è strasicuro che i suoi fan gli crederanno. Il fatto che B. sia intervenuto in questura per aiutare una sua amichetta minorenne straniera accusata di furto, facendola passare per nipote di un capo di stato straniero, viene semplicemente rimosso dai fan del Partito dell’Amore. Si vedano i commenti eloquenti di molti lettori gif-darth-vater-dancingal sito WEB de Il Giornale.

Credere, obbedire, combattere sono ancora una volta le parole d’ordine, che danno sicurezza e impediscono di porsi domande scomode, a cui si aggrappano molti elettori di destra. Pronti a mettersi di nuovo al servizio del Lato Oscuro della Forza.

Come disse Indro Montanelli qualche anno fa : “Strano paese il nostro. Colpisce i venditori di sigarette, ma premia i venditori di fumo”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Ruby, il bunga bunga e i vecchioni. Da Guido Reni ad Artemisia Gentileschi. Passando per Arcore.

Posted by pocavista su 29 ottobre 2010

“Susanna e i vecchioni” è un soggetto ricorrente nella pittura rinascimentale e barocca. Guido Reni, il Tintoretto, Rubens, Allori, Rembrandt, Artemisia Gentileschi e molti altri pittori, fino al contemporaneo Botero, si sono cimentati sul tema. La storia è ripresa dal biblico libro XIII di Daniele, in cui alla tarda età non viene associata non tanto la saggezza, quanto il vizio.

Susanna era la sposa di Joachim, il ricco proprietario di un palazzo circondato da un parco dove indiva banchetti e feste per numerosi invitati. Tra costoro c’erano due anziani magistrati che guardavano la casta Susanna con occhio lubrico. Un caldo pomeriggio d’estate Susanna si spogliò nuda senza rendersi conto che occhi estranei la stavano spiando: i due vecchi si erano nascosti nel parco di Joachim ed insieme architettarono uno sporco ricatto: :“Concediti a noi, se no ti accuseremo di tradire tuo marito con un giovane”.

Susanna si mise allora a urlare per far accorrere i servi, ma i magistrati a loro volta gridarono accusandola di adulterio, reato che prevedeva la lapidazione. Quando tutto sembrava perduto, fu salvata dal giovane Daniele che chiese separatamente ai due anziani dove si fosse nascosto l’amante di Susanna. I due dettero risposte diverse, svelando la menzogna. Così i due vecchi vennero condannati e Susanna si salvò.

L’associazione viene spontanea : Noemi, le veline, le igieniste dentali, le escort, le calendariste e adesso le Ruby, che hanno animato le nostre cronache negli ultimi anni e i cui nomi sono stati spesso accomunati a quello del nostro Leader Supremo, ricordano un po’ Susanna e i vecchioni lussuriosi. Nell’ultimo episodio di cronaca che vede al centro Berlusconi, Fede e la minorenne marocchina Ruby, i senili arrapati non sono però magistrati. Inoltre le Susanne odierne tanto caste e irreprensibili non sono, ma usano il loro fascino per farsi una posizione, anche in Parlamento secondo quanto hanno denunciato recentemente la parlamentare Angela Napoli e il sen. Guzzanti, che ha parlato perfino di “mignottocrazia”.

 

Lo scoop di Svistasocialclub.wordpress.org - Versione originale di "Susanna e i Vecchioni" di Artemisia Gentileschi, dopo il restauro predisposto dal Ministro della Cultura Bondi

Potere e harem, vecchiaia che usa l’altrui giovinezza per sfuggire alla terza età. Una storia vecchia come il mondo. Anche il nostro anziano Leader Supremo, che non fa mistero di amare il bunga bunga con giovani signorine, ogni volta che viene accusato di avere messo le mani nella marmellata, nega e grida al complotto delle toghe rosse. Cosa incomprensibile almeno stavolta, in cui i magistrati milanesi lo hanno ritenuto “parte lesa”. Come Marrazzo, del resto.

Si ricorderà che nel caso Marrazzo, Berlusconi consigliò – per pura e disinteressata solidarietà, s’intende – all’allora governatore del Lazio di pagare i propri ricattatori, perché togliessero di mezzo un video compromettente. Nel caso di Ruby, sembra – ma è un’ipotesi che la magistratura dovrà accertare – che la Presidenza del Consiglio fece pressioni per far rilasciare la giovane Ruby, arrestata per furto dalla questura di Milano. Ruby, minorenne marocchina fuggita da una casa-famiglia di Palermo e frequentatrice della reggia di Arcore, fu fatta passare addirittura per nipote del presidente egiziano Mubarak. (“Io aiuto sempre chi ha bisogno”, ha dichiarato il nostro Leader Supremo).

A destra come si vive la vicenda? Ecco alcuni istruttivi commenti dei lettori al sito WEB de Il Giornale :

#32 TRIDENTINA AVANTI (664) il 30.10.10 alle ore 13:58 scrive:

Forza Cav tieni duro! Dillo Silvio ai kompagni di merende che le paghi le tasse e a milioni; dillo che non hai mai “lanciato molotov” contro le Forze dell’ordine; dillo che non sei mai andato a spasso “sottobraccio” con i terroristi; dillo che non fai pedofilia come certi ministri di un Famoso Credo religioso molto diffuso, il più diffuso, nel ns. Paese; dillo che non hai mai licenziato nessuno non come colui che, cacciato dagli Agnelli, acquisì quella famosa società di prodotti da ufficio (mobili, sistemi di calcolo, informatica, elettronica ecc.) di Ivrea, in ottima salute, la fece fallire e lasciò sulla strada più di 6000 persone; ma soprattutto dillo che a casa tua potresti fare tutto quel….. che vuoi!!! Ma forse tutto ciò accade per la famosa “invidia” infatti loro più di qualche riga di coca e qualche transessuale a pagamento….

#24 futuro libero (424) il 30.10.10 alle ore 12:33 scrive:

In Italia abbiamo solo due persone che hanno il coraggio di dichiarare: Berlusconi ama le donne, e Vendola ama gli uomini. Tutti gli altri stanno zitti, forse devono nascondere qualcosa? Vai Silvio li hai fatti impazzire tutti quanti non sanno più dove attaccarsi, o meglio magari lo sanno ma la moralità non consente.

#22 mala tempora currunt (30) il 30.10.10 alle ore 12:32 scrive:

non ci trovo nulla di male nel dire che uno ama le donne!!! chi di noi non lo ha mai detto? purtroppo dall’altra parte ci sono persone , es. Vendola, che hanno dei gusti molto poco ortrodossi… immaginate la novità: una checca presidente del consiglio…. tutto il parlamento in seta rosa e festini a luci rosse tre volte la settimana…anche una come la Bindi avrebbe una chance…per non parlare di chi, sempre “sinistro, abbordava i trans per strada….. che belle persone quelle!!!! allora meglio 1…100…1000 berlusconi!!!

#7 bruna.amorosi (1428) il 30.10.10 alle ore 10:51 scrive:

Ammazza quanto strillano questi sinistri , eppure il bunga bunga è il loro sport preferito vedi Vendola, Marrazzo e compagnia bella. Certo che il rossore sulla faccia proprio non lo conoscono . E allora meno male che almeno il capo del governo è un uomo normale. Bravo Berlusconi. Poi a Famiglia Cristiana ricordiamogli i preti pedofili e anche Boffo, che proprio puro non è…”

Una domanda a Marcello Veneziani, che su Il Giornale dice di non poterne più di questo gossip che descrive il premier come un orco : supponiamo che Obama facesse pressioni sull’FBI per far rilasciare una minorenne messicana arrestata per furto, protagonista di un rapporto ovale nella Sala Orale (oppure di un rapporto orale nella Sala Ovale, che fa lo stesso), dicendo che è la nipote di Fidel Castro, e di affidarla all’igienista dentale della Casa Bianca. Lei parlerebbe ancora di pettegolezzo?

A nessuno di costoro purtroppo viene in mente che nessuno rinfaccia al premier le sue preferenze sessuali (in PdL è o non è il partito dell’amore?),  quanto  l’eventuale interferenza sul funzionamento di un’altra istituzione dello stato come la polizia, per far rilasciare una sua amica (per di più minorenne) arrestata per furto, facendola passare come parente di un capo di stato straniero, rischiando un serio incidente diplomatico, e chiedendo che venisse affidata alla sua igienista dentale, ex-show girl, da lui fatta eleggere alla Regione Lombardia.  Anche la Santa ‘nchè(?) in TV ha ammesso la chiamata di Berlusconi alla questura milanese, ma a destra se la pigliano con Boffo e Marrazzo. I quali si sono dimessi da tempo, a differenza del loro amato Leader Supremo che dalla poltrona non si schioda.

Ma è questo che probabilmente Berlusconi e molti lettori de Il Giornale  intendono per “alto senso dello Stato”. Ma si sa, la politica ormai è una forma di perversione sessuale particolarmente adatta alle persone anziane.

 

Le Susanne e il vecchione.

Per chi volesse conoscere il vero significato dell’espressione bunga bunga – mai tradotta da TG e giornali vicini al governo – può cliccare su http://www.urbandictionary.com oppure su   http://appuntidemocratici.wordpress.com/2010/10/30/il-bunga-bunga-presidenziale-e-lo-smarrito-senso-del-limite/

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Perchè Fini e i suoi hanno votato il nuovo Lodo Alfano? Un sondaggio

Posted by pocavista su 22 ottobre 2010

Dopo che i finiani di FLI hanno salvato l’ex-ministro Lunardi, ma, soprattuto, hanno votato a favore del Lodo Alfano “retroattivo”, si sono scatenati i commenti negativi del popolo del WEB che si riconosceva nella posizioni di Fini. Fini e i suoi rischiano di perdere ulteriori consensi, già intaccati dalla campagna di stampa scatenata dai mezzi di informazione vicini a Berlusconi.

La realpolitik non sempre paga in termini elettorali e di consenso. A volte meglio un po’ di coraggio in più. Obama docet.

Rispondi al sondaggio :

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TUTTO QUELLO CHE C’E’ DA SAPERE SULLA VILLA DI ANTIGUA. Un documento fotografico chiarisce i retroscena

Posted by pocavista su 19 ottobre 2010

 

Antefatto

Antigua è una piccola isola della Antille, nei Caraibi, scoperta nel 1493 da Cristoforo Colombo, che la chiamò così in onore della Vergine di La Antigua esposta nella cattedrale di Siviglia. Oggi, oltre ad essere un richiamo turistico, è un centro per molte società di scommesse online ed è considerato un paradiso fiscale dato che ospita numerose società off-shore.

Nella lista di coloro che posseggono una casa ad Antigua, appaiono molti nomi famosi come lo stilista Giorgio Armani; il proprietario della compagnia aerea Virgin Atlantic, Richard Branson; il chitarrista Eric Clapton; lo scrittore Ken Follett; il miliardario texano Allen Stanford; il calciatore Shevshenko; la più nota anchorwoman americana, Oprah Winfrey. E Silvio Berlusconi.

Nell’ultima puntata di Report, la giornalista Milena Gabanelli ha sollevato qualche interrogativo sull’acquisto da parte del nostro Leader Supremo di una villa in Antigua, per 22 milioni di euro. Il reportage pone in evidenza che Silvio Berlusconi ha acquistato terreno e villa da Flatpoint, una società off-shore. Per chi non l’avesse visto, il video di Report che parla della villa di Antigua è su : http://www.youtube.com/watch?v=D9ZLhR_Lmlo

La Gabanelli ha iniziato il servizio con le seguenti parole : “La trasparenza è d’obbligo. Se si è indagato per 3 mesi sulla proprietà di una casa di 55 mq a Montecarlo, attribuita ai familiari del presidente della Camera, Gianfranco Fini, è opportuno che si sappia da chi il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha comprato terreni e casa nell’isola caraibica di Antigua“. Ed ha concluso dicendo : “Abbiamo inseguito una cucina Scavolini, qui parliamo di ben altre cifre. I 22 milioni di euro pagati ad Antigua corrispondono al valore reale di mercato dell’immensa proprietà? Il presidente del Consiglio avrebbe il dovere di dissipare questi dubbi.

La Gabanelli, in chiusura di trasmissione, ha dichiarato la propria disponibilità a ospitare un intervento del premier per chiarire la vicenda. Tuttavia, ancor prima di aver visto la puntata l’on Ghedini, l’avvocato del premier, ha chiesto alla RAI che non venisse mandato in onda il servizio perchè “privo di contradditorio”.

Una vista di Antigua

Una vista di Antigua

Quali sono gli aspetti controversi della vicenda?

Molti articoli di giornale cercano di chiarire gli aspetti più intricati della vicenda. Su www.giornalettismo.com si fa un’ottima sintesi, che chi riportiamo per sommi capi.

La storia …comincia nel novembre scorso, quando Bankitalia arriva a commissariare la Arner con il dottor Alessandro Marcheselli, in seguito indagato per favoreggiamento e riciclaggio dalla procura di Milano. Tra le società con il conto alla Arner, la Flat Point Developement, che ha ricevuto una serie di versamenti per l’acquisto di immobili e terreni ad AntiguaBerlusconi … ha speso un milione e settecentomila euro per il terreno. Dandoli a chi? Impossibile saperlo, visto che la società Flat Point è a sua volta di proprietà di un’altra società, con base alle Antille Olandesi. Ma la Flat Point ha anche una sede italiana, a Torino, amministrata da Giuseppe Cappanera. La controllata Emerald Cove International, invece, ha come amministratore Flavio De Paulis, che è anche vicedirettore di Banca Arner a Lugano.
E perché la Arner è nota? Per una brutta storia in cui c’entra Bankitalia. La storia … parla di 34 milioni di euro transitati dai conti di Banca Arner per arrivare alla società off-shore Flat Point costituita ad Antigua. Il motivo, ufficiale, è quello di non ben precisate operazioni immobiliari. La notizia…è che di questi 34 milioni, 20 sono riconducibili a conti correnti intestati a Silvio Berlusconi.

… Ad oggi risultano indagati l’ex presidente e l’ex ad della banca, Nicola Bravetti e Davide Jarach, sulla base del rapporto di Bankitalia che ha rilevato “gravi e diffuse irregolarità sulla base della normativa anti-riciclaggio“. La banca aveva come clienti Marina e Piersilvio Berlusconi e alcune holding Fininvest, oltre ai 10 milioni in giacenza del conto del Premier, e … Ennio Doris di Mediolanum. Ma soprattutto, c’è Paolo Del Bue: imputato nel processo sui diritti tv proprio come responsabile della Arner SA, scriveva il Corriere, e fiduciario della famiglia Berlusconi. Oltre che già citato nella sentenza Mills, dove si metteva in luce il suo ruolo nello spostamento di 103 miliardi di lire tra le società off-shore riconducibili a Mediaset. In più… c’è anche Stefano Previti, il figlio di Cesare.”

Le ville di Berlusconi sono cinque, come ha fatto sapere Ghedini. Chi le vende, la Flat Point è stato definito “di assoluta opacità” da Bankitalia, perché non è possibile sapere chi sia il reale proprietario della società… Il proprietario ha preso una ventina di milioni da Berlusconi. .. il primo ministro Brian Lester Bird ha dato il permesso per costruire, e ne ha rimediata una (di ville) anche lui … Capomar Holding, società con sede a Curaçao controlla Flat Point Engineering, ma gestite da fiduciari, cioé prestanomi. “Non sappiamo chi ha costruito la villa ad Antigua”, dice Mondani. Sei chilometri di costa e tanti alberghi da costruire, come fa sapere un amministratore. Un’ottantina di ville, oltre a quelle già fatte sono in tutto un centinaio, per 170 ettari…

Intanto, il 16 settembre scorso il Club de Paris ha concesso la ristrutturazione dell’86% del debito di Antigua, come aveva promesso Berlusconi al premier.”

La villa di Berlusconi ad Antigua

La villa di Berlusconi ad Antigua

La posizione de “Il Giornale”

Il 18 ottobre il nuovo direttore de Il Giornale, Alessandro Sallusti firma un articolo dal titolo ambiguo. “I Trucchi Off-shore della Gabanelli”, che fa subito pensare a oscuri artifici che la giornalista avrebbe utilizzato per falsificare chissà che cosa.

Dopo aver di nuovo intonato l’inno gregoriano su Fini e Tulliani, Sallusti si scaglia contro la Gabanelli colpevole – a suo dire – di dare una mano a Fini. La Gabanelli cercherebbe di oscurare la vicenda di un appartamentino di 55 metri quadri ponendo qualche interrogativo sull’acquisto della villa caraibica da parte del Leader Superno.

La Gabanelli è una brava giornalista, dice Sallusti , ma ha un difetto: i suoi dos­sier … sono a senso unico. Ha fatto le pulci a mezzo centro­destra, è stata alla larga da qualsiasi cosa possa portare dalle parti della sinistra. Quindi anche da Gianfran­co Fini. … A parte quella, però, le case le interessano. Anzi, è attratta da una in particola­re, che guarda caso è di Sil­vio Berlusconi. Altro che i settanta metri quadrati di Montecarlo (Sallusti ha già fatto lievitare la superficie a settanta metri, in vista di ulteriori espansioni mediatiche pre-elettorali), parliamo di una reggia costruita ad Anti­gua.”

Sallusti prosegue : “Se il privato cittadino Berlusco­ni ha usato tutti gli strumen­ti finanziari (off-shore com­prese) che il mercato e le leg­gi internazionali mettono a disposizione non ha com­messo alcun reato. Se il fisco italiano avesse qualche cosa da ridire accerti e proceda… Dare a prescindere dell’eva­sore fiscale a un gruppo, Fi­ninvest, che ha pagato 8 mi­­liardi di tasse (una finanzia­ria) negli ultimi quindici an­ni ­mi pare comunque un pa­radosso.”

Sorvoliamo sul fatto che Sallusti impieghi un banale e mistificatorio argomento (caro Sallusti, il termine giuste sarebbe “paralogismo”) per confutare in anticipo ogni interrogativo sull’operazione di Antigua. Ammesso e non concesso che la Fininvest abbia pagato 8 miliardi (in realtà 7.7 miliardi) di tasse in 15 anni, questo non costituisce la prova che la Fininvest abbia pagato tutte le tasse che avrebbe dovuto.

Visto che le società del premier hanno usufruito, anche di recente, di condoni fiscali e di sconti clamorosi da parte dell’Agenzia delle Entrate, che il reato di falso in bilancio di sue società è stato sanato solo con una legge ad personam, che si sia avvalso in passato di società off-shore come la All Iberian, riconducibili al suo gruppo e che ci sono altri procedimenti in corso, forse qualche interrogativo dovrebbe porselo anche Sallusti.

 

La smentita odierna di “Libero”

Dal canto suo, il vicedirettore di Libero, Bechis, scrive oggi sul suo giornale che il servizio di Report è stato “sbugiardato”, citando la nota fatta pervenire ai giornali da Postizzi :

Con riferimento alle notizie apparse in questi giorni su alcuni quotidiani italiani e alla trasmissione Report di ieri sera, devo precisare che il gruppo costituito dalle società Emerald Cove e Flat Point Development fa capo sia alla società Kappomar Holding nv controllata giuridicamente ed economicamente da me come azionista di riferimento e da altri azionisti sia minoritariamente al signor Michael Berry, cittadino irlandese. Tutti questi soggetti nulla hanno a che fare con il presidente del Consiglio Berlusconi e con il suo gruppo”.

Il problema, egregio Bechis, è che la smentita non smentisce niente. Postizzi non dichiara di essere proprietario, ma che lui controlla “giuridicamente ed economicamente” quella società. E questo può farlo anche un fiduciario che gestisce una società per conto e negli interessi del vero proprietario. Postizzi potrebbe essere nella stessa posizione dell’avvocato Franco Ellero, il quale dichiarò che la casa di Montecarlo apparteneva non a Tulliani, ma a un suo cliente.

Allora Postizzi è il vero proprietario oppure il fiduciario, come indicato anche da Report? Attendiamo con ansia le conferme.

Il Piano Casa di Libero

Il Piano Casa di Libero - Forse ai Caraibi

La posizione dei lettori de “Il Giornale” e de “Il Fatto”. Dal “percolato”al “corruttore”

Cosa ci ha capito il grosso pubblico? Quali sono le reazioni immediate? Abbiamo messo a confronto alcuni commenti apparsi sui siti WEB de “Il Giornale “e de “Il Fatto”, che qui riportiamo.

Sulla vicenda, molti lettori de “Il Giornale” non sembrano essere sfiorati da alcun dubbio. Ecco qualche loro commento al sito WEB del quotidiano berlusconiano :

#1 eglanthyne (2013) il 18.10.10 alle ore 8:56 scrive: “Egregio direttore , ho visto Report e sono certa che anche se l’ anoressica giornalaia leggesse 1000 e ++++++ volte questo articolo non capirebbe la differenza … .

#6 herbavoliox (66) il 18.10.10 alle ore 9:34 scrive: “Peccato nell’inchiesta si taccia un piccolo particolare: Fini ha rubato soldi ad AN per appropriarsi della casa, Berlusconi ha usato soldi suoi per fare quel che gli pare. A me pare moooolto diversa la cosa di quanto la si voglia far credere… Gli italiani forse ragionano in proprio e le fette di salame si stanno diradando signori miei!

#4 viento (461) il 18.10.10 alle ore 9:21 scrive: “Il dott Sallusti stamattina a LA7 a (sic) ben spiegato la differenza trà (sic) le due cose anche se era solo contro tutti, adesso mi spiego perchè la Gabbanelli (sic) a (sic) fortemente voluto la copertura da mamma RAI da eventuali querele cosi (sic) puo (sic) continuare a dire menzogne tanto paga la mamma cioè noi..

#40 rococo21 (744) il 18.10.10 alle ore 13:02 fa una ramanzina alla Gabanelli e la butta in politica : “Come mai la illustre ed illuminata giornalista non ha mai fatto una – “inchiesta” ? – e non un dossier sulle coop di pierluigicoop che pagano delle tasse inique o addirittùra irrisòrie perché protette dai comunisti???? A proposito dello slogan “la coop sei tu” non mi pare che i prezzi delle coop siano particolarmente economici, anzi molte volte sono superiori agli altri supermercati. Come dire: Falce e carrello.”

Il lettore Rococo21 però dimentica che la Gabanelli ha fatto anche delle inchieste che mettevano sotto torchio le sinistre, come nel caso dell’inchiesta sui rifiuti in Campania e sugli scempi edilizi nel Comune di Roma in epoca veltroniana.

Il lettore #9 flordluna (2094) il 18.10.10 alle ore 9:27, senza entrare mai nel merito delle questioni sollevate dalla Gabanelli, riprende il collaudato repertorio sui “sinistri invidiosi e frustrati”, “incivili e immorali” : “...con questa puntata iniziale di ieri sera, la stessa gabanelli ha mostrato la sua vera faccia di cialtrona di bassa lega ed invidiosa! La sua sporcizia morale peggiore e’ l’aver paragonato montecarlo/AN, con le proprietà private di Berlusconi, sapendo bene della differenza tra le due cose, ma ha preferito passare da cretina piuttosto che perdere la possibilita’ di fare gossip! Nel suo pseudogiustizialismo becero si vanta di fare giornalismo, povera beota, in questo caso e’ stata solo incivile, prevaricatoria e da denuncia! Occorre… che il ministro Alfano provveda a stoppare questi incivili ed immorali personaggi senz’autore…ma pieni di livore, invidiosi e frustrati!

Ma c’è anche un ecologico lettore de “Il Giornale” che, il 18.10.10 alle ore 14:51, commenta: “Gabanelli, Santoro, ecc. sono come il percolato che fuoriesce dalla fermentazione dei rifiuti...”.

Dalle espressioni caritatevoli di cui sopra, si evince che molti tra i commentatori de “l Giornale” sono convinti esponenti del Partito dell’Amore.

C’è anche qualche probabile infiltrato “sinistroide” oppure “finiota”, come #8 avalon42 (33) che, il 18.10.10 alle ore 9:24, dà fondo a reminiscenze evangeliche : “ Chi di off shore ferisce di off shore perisce!”; oppure come #3 Monniacale (58) che il 18.10.10, alle ore 8:55, chiosa “La storia di Montecarlo (secondo me vera) è una bazzecola rispetto a questa. Spero che Il giornale dedichi lo stesso spazio a questa vicenda come per quella di Fini. Anche, nel caso, per sbugiardare quelli di Report. Come faceva Ghedini a dire che erano tutte “baggianate” senza aver mai visto il servizio?

#64 Davide Manin (2), il 18.10.10 alle ore 12:18, pone una domanda che sembra banale “Tutti i politici italiani (Fini, Berlusconi, Bersani inclusi) dovrebbero essere contenti di rispondere a domande scomode. Negli Stati Uniti e in Inghilterra i politici fanno la fila per essere messi alla prova da giornalisti agguerriti: e’ un modo per dimostrarsi competenti davanti agli elettori. Perché in Italia no?

#27 pidario (70) il 18.10.10 alle ore 11:50 scrive: “… la Gabanelli ..non mi è sembrata particolarmente accanita contro il Premier nè ho ravvisato, nelle sue parole, alcuna difesa nei confronti del Presidente della Camera… Quanto alla differenza tra quanto accaduto e da verificare, sia nel caso del Presidente della Camera che in quello del Premier, non la trovo particolarmente significative. Credo che gli italiani vorrebbero davvero sapere sia a chi è stata venduta la casa di Montecarlo che da chi e come è stato comprato il terreno ad Antigua..”

 

Fin qui i lettori de “Il Giornale”. Ma sul versante opposto come la vivono i lettori, per esempio, de “Il Fatto”?

Ciò che ci ha colpito è che molti commenti sul blog de “Il Fatto” non siano riferibili a una tradizionale cultura di sinistra, come ci si potrebbe aspettare, ma rispecchiano una cultura “giustizialista” da destra sociale o una cultura liberaldemocratica. In alcuni casi, i commenti emanano sentenze di colpevolezza senz’appello (si parla di “corruttore”, di “arresto immediato”, di “mascalzoni”, di “mafioso”); in altri si fa invece riferimento ai tradizionali valori liberali.

 

Max, 18.10.2010, ore 15.45, scrive indignato : “Di quale prova ha ancora bisogno questo umiliato Paese per scaricare e arrestare questo pericolosissimo multi-miliardario-trafficante-corruttore? Cosa aspetta il nostro Parlamento a varare il decreto dell’immediato arresto e confiscazione (sic!) di tutti i beni sottratti alle casse dello Stato da questo mafioso? Io mi chiedo: dove son finiti i nostri onorevoli “salva-Patria” della vecchia e patriottica Destra Nazionale? Perché non fanno qualcosa?…

Il lettore Gianni Pintus ribadisce il concetto, 18.10.2010, ore 15.24:” Mi piacerebbe che Il Giornale, Libero e Panorama si occupassero per un anno di appurare cosa si nasconde dietro gli “acquisti” del corruttore di Arcore, ad Antigua, tutte le cose nascoste (con possibile riciclaggio di soldi). Credo che sarebbe molto più interessante rispetto ai 55mq della casa del cognato di Fini a Montecarlo…”

Umberto, 18.10.2010, ore 15.08, scrive senza misericordia: “Fuori dal governo i mascalzoni travestiti da politici. Ghedini, Cicchitto, Bonaiuti finirete presto tra le pagine dell’infamia, inserto speciale della storia della repubblica italiana. Diciamo le cose come stanno, basta con i giri di parole. Il fulcro di tutto è il conflitto di interessi. B e la crikka devono tornare a casa, tra le nebbie della Valpadana.

Armelo, 18.10.2010, ore 14.52, commenta “Non cè (sic) da meravigliarsi se un parlamentare, avvocato difensore del presidente del consiglio, chieda alla Rai di non mandare in onda un reportage, che riguarda il medesimo presidente del consiglio, prima ancora di averlo visto. Non pochi, difensori dei forti e mai dalla parte dei deboli, vorrebbero la censura preventiva per non far sapere ai deboli le debolezze dei forti..”.

Un lettore che si firma “Allora, che querela sia!”, 18.10.2010, ore 15.01, pone una sfida giudiziaria:Se fanno querela, ben venga. Ne seguiremo l’iter con molta attenzione, avranno così l’occasione di dimostrare l’insussistenza dei fatti evidenziati da Report…

Zion, 18.10.2010, ore 15.05 scrive : “Il vero problema è che la destra sociale purtroppo vuol dire poco, ed è soprattutto un’eredità del fascismo, a me piace la destra liberale, la destra che abbassa le tasse, ma riesce a far funzionare i servizi ottimizzando al massimo, la destra del libero mercato, la destra che dentro se stessa si sente orgogliosa di essere italiana. Purtroppo al momento dove ti giri ti giri ti giri male”

ajò, il 18.10.2010, ore 12.02, la butta sul personale : ”Mio marito lavora da quasi 40 anni, ha uno stipendio di 1.280 euro al mese, ci siamo comprati una casetta e la metà dello stipendio finisce nel mutuo, siamo sommersi dalle bollette, non usciamo più neanche a prendere una pizza….., quando sento queste notizie mi viene il voltastomaco, e la cosa peggiora quando apprendo che qualcuno vorrebbe che certe notizie vengano censurate…”

Vincenzo, 18.10.2010, ore 13.39, commenta scandalizzato : “Altro che case ai terremotati di L’Aquila questo le case le fa ad Antigua, e son tutte sue. Che bella faccia ha.”

kirby il 18.10.2010, ore 13.18, infine sintetizza così la vicenda : “Lo “scandalo” sta nel fatto che questa società non si riesce a sapere a chi appartiene, data la sua usuale struttura da società “off-shore” cioè a matrioska. … Qui scatta l’ipotesi : la società in questione apparterà per caso a Berlusconi che con la scusa dell’acquisto di una villa ha spostato 22 milioni di euro in un paradiso fiscale? ai posteri l’ardua sentenza”.

 

Il vero scoop sulla villa di Antigua. Una foto chiarisce tutto.

Confessiamo che l’attuale direttore de “Il Giornale”, Sallusti ci fa un po’ tenerezza. Non tanto per quel suo inquietante volto, in cui molti riconoscono il Nosferatu di Murnau, quanto per il fatto che da un po’ di tempo è divenuto compagno di Crudelia de Mon, al secolo Daniela Santanchè. E’ una cosa che non auguriamo a nessuno e che saremmo lieti di poter smentire.

 

Alessandro Sallusti

Alessandro Sallusti, come lo vedono i suoi detrattori

Vogliamo perciò dare un paio di dritte a Sallusti. Intanto eviti di parlare sul suo giornale del fatto che il Comune di Milano ha  messo nel proprio bilancio i costi dell’illuminazione di una parte dell’isola di Antigua (puta caso quella in cui c’è anche la villa di Berlusconi) : solidarietà fiscale con il sud sì, ma che anche i Caraibi attingano alle casse della  Padania ..  ( se qualche milanese incredulo volesse controllare : VOGLIO CONTROLLARE DI PERSONA ).

Poi Sallusti controlli bene la foto in fondo a questo post, che ritrae un angolo nascosto della villa di Antigua. Le mura di un vecchio edificio, abbattuto per far posto alla nuova villa, sono decorate da una bandiera di un paradiso sperduto e da una targa, che permetterebbero di risalire all’identità del vero proprietario della Flat Point : si tratterebbe di un pregiudicato sardo di estrema sinistra che ha trascorso lunghi anni in carcere. Sarebbe un certo Gramsci Antonio, su cui stanno indagando anche gli ispettori della Gelmini. Questo sì che sarebbe un vero scoop, altro che cucina Scavolini!

Bandiera di un paradiso fiscale non identificato e targa apposta su un vecchio muro abbattuto per far posto alla villa di Antigua

Bandiera di un paradiso fiscale non identificato e targa apposta su un vecchio muro abbattuto per far posto alla villa di Antigua

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CHI DI OFF-SHORE COLPISCE DI OFF-SHORE PERISCE

Posted by pocavista su 19 ottobre 2010

 

Location delle ville berlusconiane (da Il Sole 24 ore)

L’ultima trasmissione della Gabanelli solleva qualche interrogativo sull’acquisto di una villa ad Antigua, da parte nel nostro Leader Supremo, da una società off-shore.

Com’è noto molte multinazionali e una miriade di privati VIP fanno largo ricorso alle società off-shore, prevalentemente per ragioni fiscali. Il costo per divenire proprietario di una off-shore è assai abbordabile : si va da poche centinaia di dollari a qualche migliaio di dollari. Molti consulenti insediati nei paradisi fiscali offrono anche società “usate”, pronte per l’uso, a prezzi di saldo. C’è chi può evadere così le tasse nel proprio paese, esportare illegalmente ingenti capitali e garantirsi l’anonimato. Naturalmente non tutto ciò che si può fare con una off-shore è illegale.

Qualche tempo fa un articolo a firma di Marco Sodano su La Stampa forniva interessanti informazioni (vd. http://www3.lastampa.it/domande-risposte/articolo/lstp/341722/) –

Per chi volesse capire di più sul funzionamento di queste particolari società, riportiamo alcuni passi dell’articolo di Sodano.

 

Off-shore : Quali le caratteristiche di queste società?
Si tratta di società registrate in base alle leggi di uno stato estero, ma che conducono la loro attività al di fuori dello Stato o della giurisdizione in cui sono registrate. In genere si tratta di Paesi i cui ordinamenti prevedono scarsi controlli, pochi adempimenti contabili e regimi fiscali agevolati…
L’obiettivo principale è proprio ridurre al minimo l’imposizione fiscale, approfittando delle imposte molto basse. Ma … è possibile ottenere anche altri vantaggi: per esempio la protezione di un patrimonio, la semplificazione della burocrazia, l’ottimizzazione dei costi, e la riservatezza.

Come si risale al titolare di una società off-shore?
La riservatezza è uno dei capisaldi dei paesi nei quali si costituiscono le off-shore. Pur di attirare sul loro territorio i capitali – e gestire le operazioni – di queste società, i Paesi non forniscono informazioni sulle società con base nel loro territorio. Così spesso le società offshore sono usate per realizzare discretamente speculazioni spericolate, se non addiritutra operazioni vietate o illecite, o per nascondere perdite di bilancio. La costituzione di offshore all’interno dell’architettura societaria di gruppi multinazionali è un fenomeno diffuso. Senza la riservatezza, i paesi perderebbero la loro ricchezza: e per questo motivo il governo di Saint Lucia, citato nella vicenda «Tulliani» è criticato con durezza dalla sua opposizione. L’aver rivelato dettagli sulla questione della casa di Montecarlo, vecchia proprietà del partito di An, mette a rischio la sua sopravvivenza economica».

Come si apre una società off-shore?
In sostanza bastano il proprio codice fiscale e un collegamento a internet. La rete pullula di società italiane e straniere che offrono il servizio completo. Qualcuna mette addirittura a disposizione società già costituite e rimaste inattive, ed è pronta a «girarle» ai suoi clienti in caso di necessità.

Le società off-shore sono legali?
Sì. Nonostante l’ammanco delle entrate fiscali, causato dalle società offshore ai cittadini dei Paesi a fiscalità ordinaria, un soggetto residente in qualsiasi Stato può legalmente creare e utilizzare una società off-shore.

La legge italiana come regola le off-shore?
Attravero la norma sulla tutela del risparmio del 2005 che attribuisce al Ministro della giustizia il potere di determinare gli Stati «i cui ordinamenti non garantiscono la trasparenza della Costituzione, della situazione patrimoniale e finanziaria e della gestione delle società». Per le società per azioni italiane che controllino o siano collegate con società con sede in quegli Stati sono previsti particolari obblighi informativi: devono documentare il patrimonio movimentato, le tasse pagate e dove sono stati realizzati i profitti.

Dove cittadini italiani non possono controllare o aprire off-shore?
Non esistono luoghi in cui non sia possibile. Però, nei Paesi in cui il ministro della Giustizia individui «carenze particolarmente gravi», le Spa italiane sono tenute a rispettare un regolamento stabilito dalla Consob, la commissione di vigilanza, che valuta «le ragioni di carattere imprenditoriale» che motivano la scelta. La Consob, qualora rilevi irregolarità, può presentare denuncia al Tribunale.”

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Tramonto ad Antigua

 

 

Giurisdizioni off-shore.

Wikipedia riporta gli stati “opachi” da un punto di vista fiscale e in cui è possibile aprire società off-shore.

È possibile registrare società offshore in numerose giurisdizioni. In alcune di esse, come ad esempio Regno Unito e Nuova Zelanda, esistono particolari tipi di società che offrono diversi vantaggi tipici delle entità offshore. La seguente lista non è esaustiva.

Andorra

Anguilla

Aruba

Bahamas

Barbados

Belize

Bermuda

Isole Vergini Britanniche

Brunei

Isole Cayman

Isole Cook

Costa Rica

Cipro

Dubai

Gibilterra

Grenada

Guernsey

Hong Kong

Isola di Man

Jersey

Giordania

Labuan

Liberia

Isole Marshall

Mauritius

Monaco

Antille Olandesi

Nuova Zelanda

Panama

Ras al-Khaima

Repubblica Dominicana

Saint Lucia

Seychelles

Singapore

Trinidad e Tobago

Turks e Caicos

Regno Unito

Vanuatu


Vaticano

 

Invece stati come San Marino, Lussemburgo, Liechstein e Svizzera, negli ultimi tempi, permettono se non una completa trasparenza, quanto meno una certa collaborazione con le autorità fiscali dei maggiori paesi del mondo.

 

Per quanto riguarda l’utilizzo delle off-shore, da parte di società che fanno capo al nostro Leader Supremo, si possono consultare i seguenti link :

 

http://isoladeimapinguary.blogspot.com/2010/09/limpero-off-shore-di-berlusconi.html

 

http://www.giornalettismo.com/archives/84559/berlusconi-loffshore-quelle/

 

http://www.repubblica.it/politica/2010/09/28/news/berlusconi_offshore-7498633/

 

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE67A0D620100811

 

In un altro post daremo conto in maniera più specifica della vicenda Berlusconi- Antigua-Gabanelli.

 

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METODO BOFFO VS METODO WOODCOCK. Da De Coubertin a Stracquadanio

Posted by pocavista su 16 ottobre 2010

Il Metodo Boffo

“L’importante è partecipare”. Fin qui il barone de Coubertin.

Il Barone Pierre de Coubertin

Il Barone Pierre de Coubertin

Nel tempo il “partecipare” è stato relegato in panchina e sostituito dal verbo “vincere”. In Italia, da sempre avanguardia creativa nell’etica pubblica, il motto poi è diventato “l’importante è screditare”. Anche usando dossier falsi o falsificando platealmente i fatti. La ricetta è stata definita dal parlamentare PdL Stracquadanio “Metodo Boffo”. Cerchiamo dunque di ricostruire la ricetta di un piatto che sembra assai gradito al nostro Leader Supremo.  gif-padella

Ingredienti di base. Si prenda un politico di maggioranza dissenziente. In mancanza di meglio, si può utilizzare anche un oppositore, un giornalista, un conduttore televisivo, un magistrato, un imprenditore, purché “scomodo”. 

Lardellatura. Si dia un certo spazio mediatico all’operato del soggetto di cui sopra, per risvegliare su di lui l’attenzione del pubblico. Qualora i soggetti da cucinare appartengano ad una stessa categoria professionale (come alcuni giornalisti o magistrati), si cominci a “fare di ogni erba un fascio”, pardon “ di ogni erba un comunista”. Varianti ammesse per definire l’erba cattiva: PCI-DS-PD, cattocomunista, sinistroide radical-chic o toga rossa. Lo si descriva come soggetto invidioso del successo del Leader Supremo, o come professionista della calunnia che complotta per sovvertire “il libero voto della maggioranza degli italiani”.

Fiammeggiatura. Si pubblichi qualche violento titolo a tutta pagina de Il Giornale, di Libero e/o del Il Tempo in cui si getti discredito sul personaggio di cui sopra.

Farcitura. Si preparino in atmosfera protetta e si diano alle stampe fotocopie di documenti verosimili o inventati di sana pianta, che dovrebbero costituire la “prova provata” dei titoli di cui sopra (dossier, testimonianze più o meno attendibili di faccendieri, vicini di casa e ignari passanti, piantine, cucine Scavolini, e-mail, veline di questura).gif-cuoco-barbecue-3d

Brasatura. Si faccia riprendere questi titoli da varie trasmissioni TV e notiziari “amici”, cercando di avvalorare le tesi dei giornali che hanno iniziato la campagna denigratoria. Si deve dedicare un tempo adeguato alla brasatura, utilizzando attrezzatura varia da cucina, come trasmissioni generaliste, il soap opera time, domeniche in, giornali di gossip, oltre ai TG amici. L’importante è mirare al bersaglio grosso del pubblico meno politicizzato e più influenzabile (casalinghe, anziani, strati meno acculturati della popolazione).gif-cuoco-3d

Rifinitura finale. Si dia molto spazio alle dichiarazioni degli esponenti PdL che esprimono certezze sulla colpevolezza del soggetto sottoposto a “Metodo Boffo” . Si dia invece un ruolo marginale a chi esprime un’opinione contraria. Si rendano note eventuali disavventure economiche o amorose del malcapitato per metterne in cattiva luce anche gli aspetti più privati (metodo Boffo “olistico”). 

Tempi di cottura. Se non si ottengono risultati immediati (cottura al sangue), si faccia brasare il tutto per un mese o due, usando un grosso volume di fuoco mediatico, alimentato da giornalisti “embedded” muniti di schidioni da grigliata e di uno spesso strato di pelo sullo stomaco a mo’ da giubbotto antiproiettile.

Presentazione in tavola. Infine si servano al Leader Supremo, su un piatto di portata d’argento, le dimissioni del malcapitato di turno. In caso di mancate dimissioni, quando il soggetto presenti carni troppo tigliose che mal si prestano a cottura mediatica, rimarranno pur sempre tracce di bruciatura. La ricetta del metodo Boffo è già stata utilizzata per :

  • Di Pietro, accusato falsamente da Feltri di avere ricevuto soldi da Pacini Battaglia (episodio per il quale “Il Giornale” ha dovuto corrispondere varie centinaia di milioni di lire a Di Pietro, perché ritirasse le querele, e Feltri si è dovuto scusare dalle stesse colonne de “Il Giornale”);
  • il Caso Telekom Serbia, con bufale presentate dallo pseudo conte Igor Marini, scaricatore del mercato ortofrutticolo di Brescia, poi condannato per falso,
  • il caso Mitrokhin, con bufale fornite dallo spione Scaramella, poi condannato per falsa testimonianza;
  • il governatore del Lazio Marrazzo, vittima di un oscuro ricatto ordito da “mele marce” dell’Arma dei CC, con la vicenda dei trans, in cui in realtà è solo parte lesa. Si ricorderà che il filmato compromettente che ritraeva Marrazzo coi trans, chissà perché, era finito sulla scrivania di Berlusconi, il quale aveva “consigliato” Marrazzo di pagare, invece di denunciare il ricatto alla magistratura. Per un uomo di Stato qual è il nostro Leader Supremo non c’è male! Nella vicenda intanto ci sono alcune morti misteriose di un pusher e di alcuni trans.
  • il direttore dell’Avvenire, Boffo, con regolare bufala predisposta dal quotidiano diretto da Littorio Feltri, usando una velina falsa;
  • Don Sciortino, direttore di Famiglia Cristiana, fatto passare dai soliti noti per pseudo prete cattocomunista;
  • Fini, con la vicenda della casa di Montecarlo montata da “Il Giornale” , da “Libero” e da “Il Tempo”(storia che presenta già molte crepe e che è stata momentaneamente abbandonata in attesa che Fini e i suoi votassero la riedizione del Lodo Alfano);
  • il presunto tentativo di ricatto ai danni della Marcegaglia, la leader di Confindustria che si era azzardata a criticare il governo.

Il Metodo Woodcock

John Woodcock

Alcuni giornali vicini al Leader Supremo hanno invece posto l’attenzione sul “Metodo Woodcock”. Woodcock è il magistrato già salito alla ribalta per varie inchieste che hanno toccato alcuni potenti e che ha fatto rivelare il presunto tentativo di ricatto operato dal vicedirettore de “Il Giornale” nei confronti della Marcegaglia. Il cosidetto Metodo Woodcock consisterebbe nell’alzare un polverone giudiziario, gettando fango su alcuni potenti attraverso inchieste che poi si risolverebbero in nulla. Al riguardo il Consigliere leghista al CSM, Matteo Brigandi (un cognome, un destino) ha proposto provvedimenti disciplinari contro Woodcock, il cui operato getterebbe discredito sulla magistratura. Ma è proprio vero che Woodcock, per mania di protagonismo, infanga politici e imprenditori immacolati con inchieste campate in aria? Alcune inchieste avviate da Woodcock, come quella definita “Savoiagate” e che portò all’arresto anche di Vittorio Emanuele di Savoia, e quella detta “VIPgate”

Vittorio Emanuele di Savoia

Vittorio Emanuele di Savoia

sono poi finite effettivamente in una bolla di sapone, dato che i tribunali non hanno rilevato fatti di rilevanza penale.

Singolare è il caso di Vittorio Emanuele di Savoia che, in carcere a Potenza, cadde una notte dal letto “a castello”. Tragicomica nemesi per un sedicente sovrano che ai castelli invece dovrebbe esserci abituato.

Altre inchieste si sono arenate sotto montagne di sabbia scaricate sui procedimenti da avvocati, politici e magistrati. Tuttavia qualcosina Woodcock ha messo in cascina.  Per esempio Woodcock ha fatto condannare in vari gradi (e quindi i vari collegi giudicanti hanno ravvisato riscontri oggettivi) :

  • il cancelliere del Tribunale Fallimentare di Potenza, perchè vendeva per proprio conto gli immobili derivanti da fallimento;
  • il direttore e il presidente del collegio sindacale Inail, per corruzione. Entrambi hanno dovuto risarcire milioni di euro;
  • l’ambasciatore Vattani (che faceva pagare a noi contribuenti decine di migliaia di euro di telefonate private con la sua ganza) e il portavoce finiano Sottile (che aveva appuntamenti galanti con signorine negli stessi uffici del Ministero) per peculato;
  • gli imprenditori Roberto e Claudio Petrassi, per corruzione, insieme all’assessore laziale e, ahimè nostro vicino di casa, Gargano;
  • una dirigente dell’Agenzia delle Entrate, per corruzione;
  • un avvocato potentino, Piervito Bardi, per favoreggiamento;
  • il noto paparazzo dei Vip Fabrizio Corona e altri, per estorsioni e corruzione.

Su “il Fatto” quotidiano viene poi riportato che Woodcock ha fatto rinviare a giudizio il magistrato Vincenzo Barbieri (già dirigente al ministero della Giustizia, attualmente a capo della procura di Avezzano) per falso, truffa e peculato, e che un’altra mega-inchiesta ancora in corso, sulle tangenti Total Italia per le estrazioni petrolifere, ha avuto varie conferme fino in Cassazione. Qualche anno fa il ministro leghista della Giustizia Castelli sottopose a inchiesta disciplinare Woodcock, che poi su prosciolto dal CSM e Castelli condannato a pagare le spese processuali. Certo i più affezionati lettori de “Il Giornale” potrebbero obiettare che Woodcock potrebbe godere della complicità di “toghe rosse che gli reggono il sacco”. Ma avete mai sentito un colletto bianco o un politico che – beccati con le mani nella marmellata – non si dichiari vittima del fumus persecutionis della magistratura? Atteggiamento ormai diventato largamente di moda tra gli imputati da quando il nostro Leader Supremo è sceso in campo. Il fumus, il legittimo sospetto, le toghe rosse, i complotti ormai si sprecano.

Spiace dirlo, ma l’unico politico di rango che ha ammesso pubblicamente le proprie malefatte tangentizie, sfidando gli altri politici tangentizzati di tutti i partiti a fare altrettanto, è stato Bettino Craxi. Però lo ha fatto dopo avere inizialmente cercato di minimizzare, scaricando il “mariuolo” Mario Chiesa beccato in flagrante, come se fosse una mela marcia isolata, e aver minacciato Antonio Di Pietro con dei documenti fasulli (“abbiamo un poker d’assi” contro Di Pietro, dichiarò).Poi Craxi fu costretto, secondo la vulgata dei suoi fedelissimi saliti in tutta fretta sul carro del nuovo vincitore from Arcore, “all’ esilio” dalle “toghe rosse” di Mani Pulite. In realtà scelse la latitanza all’estero per evitare il carcere, essendo stata abolita nel frattempo l’immunità parlamentare. Ma era ancora Prima Repubblica. Oggi la situazione invece è tutta rose e fiori, a “parte qualche mela marcia isolata”. (?!)

Ormai siamo nella Seconda Repubblica

Seconda Repubblica

Conclusione

Tutto lascia supporre che il Metodo Boffo tornerà ad essere applicato in grande stile dai mezzi di comunicazione vicini al Leader Supremo, specialmente in vista della prossima tornata elettorale di primavera. Riteniamo che, in lista di attesa, siano stati inseriti – per meriti speciali – Montezemolo, Vendola, Bersani, Santoro, Mentana, Draghi, Napolitano. Incerta la presenza di Soru, che è già stato cucinato da una variante del Metodo Boffo, in occasione delle ultime elezioni regionali per la Sardegna.  Candidati di riserva i sindaci PD Renzi e Chiamparino. Quasi sicura l’aggiunta alla lista di Woodcock, già sottoposto in passato a violenti attacchi da parte di Vittorio Feltri.

PS – Per chi non lo sapesse, il 2 giugno 2002 Vittorio Feltri aveva pubblicato su “Il Foglio” un violento editoriale contro Woodcock. Feltri viene poi condannato per diffamazione il 13 febbraio 2005 con atto del Tribunale di Monza. Il buon Littorio perde il pelo, ma non il vizio.

Ricordiamo che VittorioEmanuele di Savoia, finito in carcere a Potenza, cadde una notte dal letto “a castello”. Tragica nemesi per un sovrano o sedicente tale che ai castelli ci dovrebbe essere abituato. Altre inchieste si sono arenate sotto montagne di sabbia scaricate sui procedimenti giudiziari da avvocati, politici e magistrati. Tuttavia qualcosina Woodcock ha portato in cascina. Solo per menzionare i casi più noti, Woodcock ha fatto condannare in vari gradi (e quindi i vari collegi giudicanti hanno ravvisato riscontri oggettivi) :

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La governante, il sigaro e l’assistito. Ovvero il pranzo della pace tra Bossi, Polverini e Alemanno

Posted by pocavista su 6 ottobre 2010

lega-contro-roma-ladrona

 

Si era mai sentito che una Governatrice imboccasse un uomo politico che ha diffamato il suo territorio e ha offeso i suoi cittadini? Bossi e i suoi da più di vent’anni ce l’hanno con “Roma Ladrona”. Città, peraltro, in cui si sono “attovagliati” molto volentieri : anche loro predicano bene e razzolano male.

 

La Polverini imbocca Bossi

La Polverini imbocca Bossi

 

Invece proprio questo è successo oggi nella tavolata in Piazza Montecitorio, dove la Polverini si è improvvisata badante e ha imboccato un Bossi in serie ambasce col rigatone. La Polverini, poveretta, deve avere qualche difficoltà con l’italiano, confondendo il ruolo di Governatrice con quello di Governante. A proposito : chi paga il pranzo organizzato a fini mediatici? Ma quello che ha fatto veramente passare il segno è che il sindaco di Roma, Alemanno, abbia addirittura acceso il sigaro bossi-fuma-sigaroal leader “celodurista”. bossi-ce-lho-duroNoi siamo contro qualsiasi discriminazione basata sull’orientamento sessuale; ma che Alemanno dedichi tutte queste attenzioni al sigaro di Bossi, che afferma di averlo sempre duro come tutti i leghisti, sotto l’occhio delle telecamere di tutto il mondo appare francamente eccessivo …. Nemmeno al Gay Pride si era mai visto tanto.

Ormai, per mantenere il potere, c’è chi è disposto a fare di tutto. Ma forse si tratta solo di prove di erezioni anticipate.

 

Lega Nord : esercitazioni di routine alla scuola di partito

 

 

Ci è messo anche l’ex-ministro Zaia, oggi governatore del Veneto, con una sua esternazione. Zaia non è un leghista qualsiasi : tanto per dire è uno che ha nel suo curriculum, come maggior titolo di merito, la fondazione del Consorzio del  Radicchio Rosso di Treviso. Mica pizza e fichi. La solenne dichiarazione di Zaia suonava pressapoco così :”Noi leghisti non ce l’abbiamo con i Romani, ma con il potere dei Palazzi di Roma”. Domanda : visto che fino a poco tempo fa lui era Ministro e che i palazzi romani li gestiva anche lui, insieme agli altri Ministri padani Bossi, Castelli, Calderoli e Maroni,  non sarà che Zaia e gli altri leghisti ce l’hanno con se stessi?

 

Il Governatore veneto Zaia, in ricognizione sul campo: porci padani o romani?

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Elogio del Porco – Una risposta all’SPQR di Bossi e all’abbuffata con Alemanno e Polverini

Posted by pocavista su 4 ottobre 2010

Dopo che Umberto Bossi ha dato del porco al popolo romano (Sono Porci Questi Romani), si sono levate numerose proteste. Molti si sono sentiti offesi da quella citazione sbagliata di Bossi. Asterix in realtà diceva : Sono Pazzi Questi Romani. Il Senatur, esposto per anni ai vapori insalubri emanati da celtiche ampolle contenenti le minacciose acque del Po, probabilmente comincia ad accusare il colpo.

Alemanno, Polverini, Bossi e Cota si ritrovano a Roma per un pranzo di riconciliazione.  L’abbuffata dovrebbe servire per ricompattare gli elettori sudisti del PdL, offesi dal suol principale alleato. Ennesimo teatrino ad uso mediatico, che lascia il tempo che trova, effettuato il Piazza Montecitorio a base di polenta e pajata. Pantomima tuttavia controproducente a livello mediatico : troppo facile la battuta che quando si tratta di mangiare …

Non sappiamo se Bossi senior intendesse offendere i romani (dopo si è scusato). Dorma pure sonni tranquilli: non c’è riuscito. E come potrebbero essersi offesi i Romani, paragonati a un nobilissimo e virilissimo animale come il maiale?

Al riguardo voglio riportare alcuni passi del capitolo Splendori e miserie di Monsieur Maiale di un mio recente volume, Di Uomini e di Animali, Vedi.

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Auguro al Senatur, a tutti quei leghisti che compensano le poche letture con le molte certezze, e soprattutto al piccolo Trota, incolpevole esempio di familismo amorale leghista, buona lettura. LR

I cani ci guardano dal basso. I gatti dall’alto. I maiali ci trattano da loro pari (W.Churchill)

Smentite le tesi Darwin a favore di quelle di Lamarck? Se­condo alcuni, l’evoluzione di una specie non dipenderebbe da mutazioni ca­suali che fanno emergere i geni più idonei ad affront­are le condi­zioni ambientali, come sosteneva Darwin. Re­centi ricerche con­fermerebbero invece un’evoluzione di tipo la­marckiano : le con­dizioni sociali influirebbero sulla specie uma­na al punto da mo­dificarne perfino l’anatomia. … Al ri­guardo, segnaliamo la nota ricerca che ha appurato che “Operai e impiegati preferiscono il calcio, professionisti e appartenenti alla classe media il tennis, dirigenti e imprenditori il golf. Da cui si desume che mentre avanzi nella scala sociale le tue palle assu­meranno dimensioni via via minori”.

Bossi mostra l'accurato lavoro di una manicure padana

Bossi mostra l'accurato lavoro di una manicure padana

Per coerenza ne seguirebbe che sovrani come Carlo d’In­ghilterra, mega imprenditori come Rupert Murdock e Bill Gates e, nel suo pic­colo, anche il nostro amato e ricco premier, dovreb­bero avere attributi microscopici. Nel caso del principe, ciò for­nirebbe una spiegazione plausibile delle sue tragiche vi­cende sentimentali. … Per tutti costo­ro, i VIP intendo dire, poi si porrebbe il problema se siano in grado di ri­prodursi normalmente, oppure debbano farlo per partenoge­nesi o gem­mazione. Partendo da qui, vari studiosi sono giunti a ipo­tizzare che “l’invidia del pene”, resa celebre da Freud, spie­gherebbe alcuni dei loro comporta­menti altrimenti incomprensi­bili : progre­dendo nella scala socia­le, i VIP sottopor­rebbero i propri dipen­denti o il proprio paese a pratiche che – se non altro per ra­gioni anatomiche – non sarebbe­ro più in grado di esercitare con le pro­prie consorti o fidanzate. Deve essere per questo che il nostro amato Leader Supre­mo, avendo appreso che il codice fi­scale migliora la funzionalità del fisco e quello postale della po­sta, appena giunto al potere si è preoccupato di mettere su­bito in cantiere la rifor­ma del codice penale. E i primi risultati, almeno a giudicare dalle sue frequentazioni con giovani donne, prezzolate o meno, sono quanto mai incoraggiant­i. Ipotesi che darebbe ragio­ne all’acuta osservazione di Franco Bardi.

Da un versante opposto, ulteriore conferme verrebbero dal fatto che il maiale, ani­male nobilissimo, ma relegato dai suoi de­trattori ai livelli più in­fimi della società, è dotato invece di attri­buti di tutto rispetto. Animale considerato – a torto – sporco e stupido, pura carne da macello, ancorché conosciuto – a ragione – per prestazioni ama­torie superlative. gif-maiale-21Com’è noto, invidiosi alle­vatori ormai privano i suini dei piaceri della carne, affidando la riproduzione di questa specie ad asettiche fecondazioni artificia­li, in cui di erotico è ri­masta solo la lubrica mano del veteri­nario. Ma non è stato sem­pre così; vediamo dunque come sono andate le cose nella storia suina.

Maiale con tetto, cinese perfetto

Sembra che il maiale abbia cominciato la sua love story con l’uomo nell’area compresa tra la Mesopotamia e il Mediterraneo orientale: il ri­trovamento più antico, nella Turchia sud-orientale, la fa risalire all’ottavo millennio A.C. Dopo il cane, fu dunque il maiale il più antico amico dell’uomo, ben prima di pecore e capre. … Per quale motivo cinesi, greci, egizi e romani hanno tenuto in grande considerazione il maiale? … Il successo del maiale nelle società agricole stanziali sembra legato alla sua estrema prolificità e alla resa in carne elevata rispetto al suo consumo calorico. Se alleva­to allo stato brado, mangia prodotti come ghiande e tuberi non consumati da altri erbivori. La tenera bestiola è onnivora e non fa concorrenza all’uomo, se non marginalmente, nel consumo di alimenti. Se invece viene stabulato, il maiale poteva consumare gli scarti alimentari e quelli agricoli.

Grazie al maiale, una società agricola tradizionale riusciva a produrre carne senza consumare al tal scopo preziose risorse agricole. Gli altri animali da allevamento riuscivano a utilizzare zone di pascolo diverse da quelle frequen­tate dai suini e svolgevano funzioni complementari a quelle pu­ramente alimentari del maiale : gli ovini davano lana e latte, i bo­vini fornivano la forza motrice per i lavori pesanti, i cavalli con­sentivano la mobilità necessaria in guerra e per i trasporti. Nelle società agricole tradizionali gli animali potevano dunque fare buon gioco di squadra : all’agricoltura veniva affidata difesa e centrocampo, il porco agiva da centravanti di sfondamento, men­tre gli altri animali lavoravano sulle fasce.

Il maiale era ed è dunque uno dei migliori amici dell’uomo. Ammesso e non concesso che l’interessato possa nutrire genuini sentimenti di amicizia per colui che è sempre stato il suo vero boia. L’importanza del maiale nella maggiore società agri­cola del mondo antico, la Cina, era tale da influenzarne anche la scrit­tura : l’ideogramma della parola “casa” è composto dall’u­nione di due distinti ideogrammi, uno che significa “tetto” e l’al­tro che vuol dire “maiale”.

L’allevamento del porcello era fondamentale anche per i Greci … e per gli Etruschi, che for­se ne iniziarono la pratica quando si espansero nella Pianura Pa­dana, attorno al VII secolo A.C.

Nel mondo romano, maiale e cinghiale venivano addirittu­ra accostati anche a divinità italiche o latine. … Maialis sembra pren­dere il nome da Maia, dea della fecondità e del risveglio della na­tura in primavera. A Cerere, dea italica della Terra, patrona della fe­condità agraria e protettrice dei morti, e a Tellus, divinità ro­mana della Terra, veniva sacrificata una scrofa. Ciò avveniva prima della mietitura per propiziare un buon raccolto e per espia­re le eventuali trasgressioni delle pratiche rituali dovute ai defunt­i. La terra rende possibile la vita, fornendo acqua e cibo : la vita poi torna alla terra, con la sepoltura dei morti.

Simbolicamente il maiale rappresentava per i popoli italici una bestia innocente attraverso la quale gli dei mandavano mes­saggi agli uomini. Presso gli Etruschi era comune la predizione del futuro tramite aruspici che leggevano il fegato di maiale. Le novelle spose latine invece strofinavano del grasso di maiale, simbolo di fertilità, sugli stipiti della porta della nuova casa in segno di buon augurio. Si ricorderà poi l’episodio descritto da Virgilio nel quale una candida scrofa segnala ad Enea, transfuga da Troia caduta in mano ai greci, il luogo di sbarco nel Lazio.gif-maiale-3

...nella Gallia Cisalpina l’allevamento dei porci era un elemento fondamentale dell’economia locale, che poteva sfrutta­re risorse naturali favorevoli come i vasti boschi e l’abbond­anza delle acque. Le popolazioni cisalpine erano “assai abili nell’alle­vamento del maiale”, secondo quanto ci testimonia lo storico greco Polibio che percorse in lungo e in largo la Gallia padana.

Glandaticum padanorum

Con il declino dell’impero romano e la crisi dell’agricoltu­ra basata sulle fattorie, progressivamente declinò anche l’alleva­mento del maiale, in particolare nell’Italia centrale e meridiona­le… Al contrario in Pianura Padana, anche dopo le invasioni barbariche, si mantenne l’allevamento del maiale. Sia i Longo­bardi che i Franchi, entrambi di cultura suinofila, non fecero che rafforzare la precedente tradizione ci­salpina di produzione suini­cola. Si ebbe perciò una Longobardia al nord che allevava suini e una Romanìa bizantina al centro sud che basava gli allevamen­ti su ovini e caprini. Ciò avvenne sia per le condizioni naturali particolarmente favorevoli della Pada­nia, che per la presenza nel diritto germanico di consuetudini come il glandaticum, il libero pascolo nei querceti. Il querceto era la silva fructuosa per eccel­lenza, la cui estensione per con­venzione si calcolava non in ettar­i, ma in numero di maiali che era in grado di alimentare. Querceti e faggete costituivano fino al medioevo dunque le sil­vae ad incrassandum porcos.

Oggigiorno tali silvae, ormai abbattute per far posto a col­ture agricole e case, sembrano essere state sostituite degnamen­te dall’apparato dello stato, in cui molti solerti amministratori pub­blici praticano il glandaticum in piena autonomia.

Gli attuali servi della gleba ormai non conoscono il latino, anche se vantano grande consuetudine con modelli di solida va­lenza linguistica e culturale, come “Il Grande Fratello”, ” L’Isola dei Famosi” e “Amici”. Poco avvezzi all’evanescente linguaggio giuridico (tipo “dazione ambientale”), sono soliti definire tale pratica con il termine di “mazzetta”. Se dotati di maggiori cono­scenze trigonometriche, possono adoperare la parola “tangente”. La quale, dai tempi di Euclide, abbandonati i prece­denti inutili scopi geometrici, da retta che era è divenuta esem­pio di poca ret­titudine. La suddetta assolve ormai la preclara e nobilissima fun­zione sociale “de ugne le ròte”, come viene defi­nita nel forbito lessico dei più esclusivi college di Eton. Un tem­po per lubrifica­re le ruote bastava un po’ di grasso di maiale, mentre oggi serve contante. E’ il progresso.

Un doveroso accenno alla decima porcorum, la decima do­vuta un tempo ai conventi anche per l’allevamento dei maiali : ai nostri giorni ne sopravvivono versioni rivedute e corrette, che nel linguaggio contemporaneo si chiamerebbero “8 per mille”, oppure “stralcio di 120 milioni di euro” a favore delle scuole cat­toliche, in deroga ai tagli di spesa subiti interamente dalla scuola pubblica. Cambiano i tempi, ma in Italia, terra vaticana, le deci­me sopravvivono indomite.

Con la decadenza del sistema economico legata alle inva­sioni barbariche, le cose per il porco si misero maluccio. Non solo per la diminuzione degli allevamenti, ma an­che sul piano simbolico. La Chiesa di Roma, fino a tutto il Me­dioevo, tentò di combattere tutti quei simboli legati alla reli­gione pagana, cioè del pagus, che caratterizzava il popolino più incolto. Il maiale quindi condivise dei brutti momenti con stre­ghe, eretici e gatti neri, divenendo creatura negativa, simbolo della lussuria e del peccato. Dante, per esempio, giunse a collo­care i falsari nell’In­ferno (XXX Canto)gif-diavoletto-simpa, i quali per passare il tempo dovevano az­zannarsi tra di loro: “mordendo correvan di quel modo che ‘l porco quando del porcil si schiude”. Poi, cam­biati i tempi, il maiale venne riscoperto e nuova­mente allevato come fondamentale produttore di carne e di gras­so da cuocere.

In Europa, poco a poco, si affinarono le tecniche di alleva­mento e vennero create nuove razze con incroci sempre più se­lettivi. Risorgendo da secoli di pregiudizi, si registrò la diffusio­ne di un un fervore suinofilo. Fenomeno testimoniato anche dal­l’apparire di una vera letteratura sul porco : uno dei classici testi di riferi­mento è “L’eccellenza et il trionfo del porco”, pubblicato nel 1594 ad opera di quel Sallustio Miranda che fu autore, sta­volta con il suo vero nome di Giulio Cesare Croce, anche di “Bertoldo e Bertoldino”.

L’escalation culturale del maiale proseguirà con Vincenzo Tanara che editerà “L’economia del cittadino in villa” nel 1644. Si tratta di un testo di cucina ed economia domestica in cui si de­scrivono i metodi di cottura del maiale in “centodieci maniere di farne vivande”. Infine, nel secolo successivo, l’Abate Giusep­pe Ferrari da Castelvetro, Accademico Ducale de’ Dissonanti di Modena darà alle stampe un poema in rime intitolato “Gli elogi del Porco”, cui annette un ricettario per cucinare le carni del medesimo. L’abate, forse vergognandosi di avere affrontato un argomento poco confacente al suo abito talare, si firmerà con il clamoroso quanto improbabile pseudonimo di Tigrinto Bisto­nio.

Oggi grandi concentrazioni di suini si registrano in Veneto, Lombardia, Friuli ed Emilia. La provincia di Mantova vanta la presenza più elevata di suini con quattro maiali per abitante…”

Commento Finale

Allora Senatur come la mettiamo? L’allevamento del maiale – animale nobile e sensibile – è stato introdotto dagli Etruschi e sviluppato dai Celti e dai Longobardi in Padania. Ancora oggi è fortemente praticato nelle terre padane.

gif-pecorelle-danzantiAl Sud c’era la pastorizia. Perciò non avremmo difficoltà ad accettare la seguente versione di SPQR : Sono Pastori Questi Romani. I porci vivono un po’ più a nord. La prossima volta, Senatur, si informi meglio. E non si fidi troppo di quel Calderoli, con i suoi “Maiale Day”, che se ne va in giro a spargere urina di maiale per impedire ai musulmani di costruire le loro chiese. Essere razzisti non è una bella cosa. Ignoranti, ancor meno. Poi se uno è anche ministro …

Calderoli che dà sfoggio di eleganza padana

Calderoli che dà sfoggio di eleganza padana

PS – Se­gnaliamo, a chi volesse approfondire il singolare feno­meno, che un’analisi statistica condotta su base provinciale forni­rebbe una forte correlazione positiva tra la concentrazione della popolazio­ne suina e il voto leghista. Manca per ora un valido modello interpretativo di tipo zootecnico-sociologico : questo, finora, non consente a noi sudisti di tirare maliziose e insinuanti conclu­sioni. Ma ci stiamo lavorando.

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Il quindicenne del Fronte della Gioventù alla corte del Siddharta di Arcore.

Posted by pocavista su 30 settembre 2010

Marcello Veneziani a scuola doveva essere bravino in italiano, un po’ meno in filosofia. Infatti, quando è in vena, scrive bene, eccome. E’ il contenuto che lascia a desiderare. Specie se uno decide di mettersi al gif-darth-vater-sw8servizio del Signore del Lato Oscuro della Forza. Prendiamo ad esempio due editoriali di Veneziani apparsi a poca distanza l’uno dall’altro, entrambi frutto di buonissima scrittura. I primo è apparso il 25 settembre “Gianfranco traditore e ladro di sogni” e il secondo celebra il 74 compleanno di Berlusconi, “La vita miracolosa del Siddharta della Brianza”.

Tutti sanno che in questi mesi Feltri ha attaccato Fini sia sul piano politico perché “tradisce” il patto con gli elettori, che sul piano etico, con la pagliuzza nell’occhio della casa di Montecarlo. Solo pochi lettori di destra sanno che Sgarbi lo ha attaccato sul piano personale, facendo passare Fini per un pirla e un incapace che si fa infinocchiare da una sgallettata qualsiasi. Vedi Sgarbi vs Fini

Nel primo editoriale Veneziani cerca di demolire il rapporto di Fini con quella parte del popolo missino che non si è mai riconosciuta completamente in Berlusconi, ma stenta a capire i perché e i percome del percorso dell’ex-leader di AN.

In una sorta di autobiografico Amarcord, dedicato a quel Marcello quindicenne che negli anni 70 portava in piazza il tricolore, Veneziani ricorda la propria vita :

Amarcord. Il giovane Alemanno e il FdG

Amarcord. Il giovane Alemanno e il FdG

“ Scuola politica di pomeriggio, volantini di sera, manifesti di notte, rischi di botte e ogni tanto pellegrinaggi in cerca di purezza con tricolori e fazzoletti al collo”. “Erano migliaia i ragazzi come lui. Ce ne furono alcuni che persero la vita, una trentina mi pare ..”.

A questo punto Veneziani lancia il primo affondo : “è lui, il ragazzo di quindici anni, il vero mandante e ispiratore delle accuse a Fini. Non rivuole indietro i soldi che spese per … mantenere la sezione, per comprare la colla … Non rivuole nemmeno gli anni perduti che nessuno del resto può restituirgli, le passioni bruciate di quel tempo … Quell’etichetta gli restò addosso per tutta la vita, e gli costò non poco, ma seppe anche costruirvi sopra qualcosa.”. Non sappiamo gli altri, ma Veneziani ci ha costruito benino, visto che è anche divenuto anche consigliere di amministrazione della RAI.

Quel ragazzo, continua Veneziani, capisce la necessità di “adeguarsi al proprio tempo, abiurare, rinnegare, perfino tradire. Non giustifica, ma capisce; non rispetta, ma accetta. È la politica, bellezza.”

Molti militanti di destra, allora giovani e meno giovani, quelli che magari andavano a tirare le monetine a Craxi al St.Raphael e che inneggiavano a Mani Pulite, hanno dovuto ingoiare i Previti (ma in fondo in fondo qualcuno lo ritiene pur sempre un camerata condannato da una magistratura bolscevica); le amicizie con l’ex colonnello del KGB Putin e con Gheddafi, che mandava i missili a Pantelleria e che ci fa sparare addosso con le motovedette che gli abbiamo fornito; lo scandaloso scudo fiscale che premia evasori e riciclatori all’estero; oltre a tante altre cose che avrebbero fatto rivoltare Almirante nella tomba. Per sopportare tutto questo, il popolo della fiamma ha dovuto recitare continuamente il mantra dello sdoganamento, grazie a un Uomo della Provvidenza con la bandana (l’Uomo, non la Provvidenza) che lo ha portato al potere,berlusconi-santo gli ha messo a disposizione quasi le sue TV e quelle delle RAI, giornali manganellatori e riviste mondadoriane, gli ha permesso di parlare anche delle foibe e della RSI. Ma soprattutto ha messo ai margini i “sinistri” di tutte le risme.

Ma tutta questa pletora di ex-craxiani e ex-democristiani, di faccendieri e di collusi con mafie di ogni tipo, che si affolla attorno all’incontrastato Signore dei Capelli di Arcore, molti ex-missini non l’ha mai digerita.

Ora MV rivela che “quel che non gli va giù è vedere quelle paghette di ragazzi che alla politica dettero solo e non ebbero niente, quei soldi arrotolati di poveracci che li sottraevano alle loro famiglie e venivano a dirlo orgogliosi, quelle pietose collette tra gente umile e onesta, per tenere in vita sezioni, finire in quel modo. Gente che risparmiava sulla benzina della propria Seicento per dare due soldi al partito che col tempo finirono inghiottiti in una Ferrari.pianto-gatto-silvestro Gente che ha lasciato alla Buona Causa il suo appartamento. Gente che sperava di vedere un giorno trionfare l’Idea, come diceva con fede grottesca e verace. E invece, Montecarlo, i Caraibi, due, tre partiti sciolti nel nulla, gioventù dissolte nell’acido. È questo che il ragazzo non può perdonare”.

E qui Veneziani dà fondo a tutte le sue abilità manipolatorie, buttandosi su un grottesco e retorico strappacore : “giocare sulla pelle dei poveri e dei ragazzini che per abitare i loro sogni si erano tolti i due soldi che avevano, no, non è accettabile. salvadanaioAttingere da quel salvadanaio di emarginate speranze è vergognoso… Fini non ha diritto di rubare i sogni di un ragazzo, di un vecchio, di un combattente.” Poi la chiusa a effetto : “se un uomo è disposto a svendere casa, o non vale niente la casa o non vale niente lui. E la casa valeva.”. Bravissimo retore, non c’è che dire.

E qui parte la standing ovation degli ex- quindicenni di destra : #6 guidode.zolt (2916) il 25.09.10 alle ore 9:00 commenta sul sito WEB de Il Giornale: “un fragoroso applauso…!gif-applauso Lei Veneziani ha saputo tirar fuori quello che molti di noi avevano dentro…con tutta la mia stima.

#37 piesaggi (2), il 25.09.10 alle ore 10:08, non si trattiene : “Marcello, sei un GRANDE ! Te lo dice un sessantottenne (NON un sessantottino), colonnello dei CC. in pensione ! Grande veramente grande!!!”. C’è qualcuno che pensava che un colonnello dei carabinieri potesse essere un sessantottino camuffato?

#47 JhonStone (101) il 25.09.10 alle ore 10:28 scrive: “Cazzarola!! Sapevo che lo scrivere era un arte, che le parole fossero come scalpello… ma è raro vedere ‘live’ tanta maestria… un capolavoro, non c’è altro da dire.

#19 Michele Calò (366)il 25.09.10 alle ore 9:37 scrive: “Hai ragione Marcello, ci ha rubato i sogni, l’illusione di una Destra antidemocristiana, anticomunista, laica ma non anticattolica, europea ma non anti italiana, ecumenica ma non vile dinanzi all’islam. … Gli imbecilli sinistri, dipietristi, finioti non possono capire, nel loro deserto interiore, nella loro pezzenteria di sentimenti, quello che proviamo noi …

#39 emigrasso (243) il 25.09.10 alle ore 10:09 scrive: “Oggi Veneziani mi ha commosso. Con un groppo alla gola dico che uomini come Fini, traditori, profittatori e vigliacchi, non meritano che di rappresentare quelli della sua razza: i vari Bocchino, Granata etc. Vedere come hanno ridotto il nostro vecchio MSI e come hanno svilito ciò che di grande e bello c’è nell’Ideale, mi dà il voltastomaco. Non meritano che il disprezzo …

Qualcuno accomuna Fini addirittura a Bin Laden. Manca solo che lo accusino di essere l’autore dell’attentato alle Torri Gemelle e poi siamo a posto. Il lettore #74 dony (323) il 25.09.10 alle ore 11:22 ricorda i “…valori di Onestà, Moralità, Giustizia, Patria, Famiglia, Senso dello Stato… in cui oggi fermamente nonostante tutto ancora crediamo. E questo Bin Laden nostrano, incollato alla poltrona, ha calpestato tutto ciò’ per favorire la sua compagna di letto, la di lei famigliola e il tulliano portafoglio. Solo i Santoro i Travaglio i Concita, Magistrati vari e compagnia bella possono perdonare quest’uomo che non ci fa onore. NOI NO!!! (Grazie al Dott. Veneziani per il bellissimo articolo)

Ma qualche lettore disilluso dalla politica cerca di sottrarsi alla trappola dei buoni sentimenti e obbietta, come #67 natuzzim (3) il 25.09.10 alle ore 11:10 : “Anche io ho un simile tuo percorso ma sono rimasto nell’ombra, non sono mai andato in televisione … l’età mi ha fatto capire che la politica è bella ma che i politici non fanno altro che pensare ai c….i loro, tutti con il presidente del consiglio in testa, seguito da Fini, Bossi, Casini, Di Pietro, Bersani e via elencando e anche tu che a quindici anni sognavi, oggi che ti sei svegliato cosa stai facendo? Non stai prendendo per i fondelli altri quindicenni sognatori”.

C’è anche uno sconsolato #94 Gioacchino.S (8) che il 25.09.10 alle ore 12:15 scrive: “... Pensavamo di essere diversi dai forzaitalioti, vecchi socialisti cialtroni e pure un pò lestofanti,lega-pontida-rullo diversi dai leghisti, noi così legati indissolubilmente al Tricolore e alla Nazione, “right or wrong, is my Country”, ed invece eccoci qua senza più genitori, figli di n.n, in cerca di un’identità ormai persa per sempre.”

Un altro lettore si chiede come faccia Veneziani e quel popolo di destra, che dice di riconoscersi in valori quali Onestà, Moralità, Giustizia, Patria, Famiglia, Senso dello Stato, a stare insieme a Previti, Capezzone, Cicchitto, Verdini, Cosentino, Scajola, Dell’Utri, La Russa, Stracquadanio, Brancher e compagnia cantante. E a un Leader che si fa approvare decine di leggi ad personam. Altro che appartamentino di Montecarlo!

Mi scuso per il riferimento personale, ma è la domanda che anch’io ho sempre posto ai miei amici di destra, per alcuni dei quali nutro profondo rispetto e stima.

siddhartaMa accanto al Veneziani retore, che cerca di avvelenare i tradizionali pozzi a cui si abbeverano le truppe “finiote”, allontanandole da quello che lui definisce Gianfrego Fini, c’è un altro Veneziani che scrive dellaVita miracolosa del Siddharta della Brianza”. E’ un omaggio al compleanno del Leader Supremo, fatto di garbata ironia, che cerca di neutralizzare la feroce e onnipresente satira dei “sinistri” nei confronti del Leader Supremo e che, forse, qualche breccia l’ha fatta anche nel popolo di destra più legato “all’Ideale”.

Andatevelo a leggere integralmente, è un vero pezzo di bravura giornalistica. gif-chapeauChapeau. Veneziani e il Siddharta della Brianza

PS – L’esilarante volume di Lorenzo Raffi, “Di uomini e di animali”  è adesso disponibile

presso le Librerie Feltrinelli e on-line su http://www.lafeltrinelli.it

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Pizza e mafia. Pasta e scooter. Mandolini e Scavolini. La Brambilla dichiara guerra alla Apple

Posted by pocavista su 29 settembre 2010

gif-bugIl Ministro per il Turismo, Michela Brambilla, ha deciso di adire a vie legali contro Apple, in quanto responsabile di “un danno di immagine per l’Italia” perchè distribuisce il programma WhatCountry. Secondo Apalon, la società che ha sviluppato il programmino,, l’Italia sarebbe sinonimo di “pizza, mafia, pasta e scooters“. Una volta tanto anche l’opposizione del PD, nella persona di Laura Garavini,

Il Ministro durante un'esternazione televisiva

Il Ministro in TV. Quando si tratta di esternare non si tira certo indietro.

plaude all’iniziativa di Brambilla la rossa. Il ministro rileva infatti che l’Italia è conosciuta come “un faro nel mondo per la sua storia, la sua cultura e il suo stile. Come cittadina e come ministro non posso permettere che si getti discredito sul nostro Paese”.

E’ un tripudio di giudizi entusiastici. Sul sito WEB de Il Giornale appaiono commenti del tipo “quanto me piace stà roscia!!!brava!!! ce ne avessimo quarcuna in più come te! FORZA!! Sei tutti noi!!!”: (#23 raffa62 (18) il 28.09.10 alle ore 17:54)

#22 steacanessa (2002) il 28.09.10 alle ore 17:52 scrive La Apple ha ottenuto un risultato: ero intenzionato ad acquistare l’all-in-one da 21,5 pollici ma mi rivolgerò alla concorrenza”.

Anche #8 Uchianghier (643) il 28.09.10 alle ore 16:34 minaccia la Apple: Blocchiamo l’importazione dei prodotti Apple e di tutti i suoi dipendenti come ideatori e portatori di castronerie”.

#2 Dario40 (4014), forse memore delle “inique sanzioni” applicate all’Italia nel ventennio, sogna un I-phone autarchico che “spezzi le reni” alla Apple. Così il 28.09.10 alle ore 16:11 dichiara “brava Brambilla. Finalmente qualcuno che si prende cura dell’immagine del nostro Paese. Forse, se fosse appena possibile, sarebbe il caso di valutare anche un’embargo (sic) ai prodotti della Apple.”

#9 lamiaterra (15) il 28.09.10 alle ore 16:41 azzarda anche una strategia giudiziaria : Bravissima Brambilla. Bisogna fare Una CLASS ACTION contro la APPLE per conto dii tutti gli Italiani. L’ITALIA E’ IL FARO DEL MONDO. E SOLO IL BEL PAESE ha la sua inconfondibile ITALIAN WAY. Ps. Dispiace per la Apple, un grande e validissimo Marchio: io sono un ammiratore e cliente della Apple.”

#11 pinolino (509) – il 28.09.10 alle ore 16:50 cerca di allargare il discorso e la butta in politica : Il ministro ha perfettamente ragione, pasta, pizza, mafia e scooter sono luoghi comuni ormai obsoleti. L’immagine attuale sarebbe la seguente : porci che fanno i gran premi con le bighe, esportatori di cucine a Montecarlo, cercatori di bussole mancine (sinistre), azzeccatori mancati di congiuntivi.”

A lui fa eco #40 petra (598), che alle ore 19:20 scarica la colpa sui Saviano, i Moretti e i “sinistri” in genere: Inutile piangere. Ce la siamo creata noi questa immagine. Gomorra, la Piovra, il Caimano, tutto rigorosamente tradotto ed esportato. Mai nulla di positivo su di noi, da parte nostra. … Brava Brambilla. Almeno lei cerca di dire qualcosa su questa pubblicità nefasta che certamente corrisponde parzialmente, ma che c’è ben altro in Italia.

Qualcuno si fa venire però qualche dubbio, come #37 Goldglimmer (88) che il 28.09.10 alle ore 18:57 scrive: Allora la Brambilla vuole che Apple dia un immagine distorta dell’Italia? La pasta e la pizza sono una realtà. Lo scooter lo hanno inventato gli italiani, ed è pure vero…Forse la Brambilla non sa che in tutti i libri di geografia scolastici, in Francia, Inghilterra, Germania, l’Italia viene descritta come terra della mafia”. Sulla stessa lunghezza d’onda sembra essere #10 vincenzo (94)  che il 28.09.10 alle ore 16:43 scrive: E se a What c. avessero ragione? Certo e’ triste constatare che gli altri non la pensano su di noi come vorremmo. O meglio, è triste essere peggiori di quanto ci si crede.

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Proviamo a riflettere : la pizza è un vanto dell’Italia; lo scooter – pensiamo alla Vespa – l’ha inventato la Piaggio ed è un’icona mondiale che richiama positivamente l’Italia che produceva e innovava.

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La prima mitica Vespa

Mafia è una bellissima isola al largo della Tanzania anticamente frequentata dalle feluche arabe (ma-fihal in arabo significa luogo di incontro, riunione). I mafiosi, come tutti possono immaginare, sono gli innocui abitanti dell’isoletta tropicale. Un ex-ministro berlusconiano come Lunardi aveva affermato che con la Mafia dobbiamo convivere. Ma, visto che questa si trova nell’Oceano Indiano, che fastidio ci dovrebbe dare? Non è mica Saint Lucia, che sta nei Caraibi e ospita scandalose società off-shore.

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Isola di Mafia

Cara Maria Vittoria Brambilla, allora dove sta il problema? Non possiamo mica portare in tribunale tutti quelli che criticano l’Italia o il suo governo, perché “ne ledono l’immagine”. Altrimenti a parte Bondi e Fede, qui non si salverebbe nessuno. Forse la Brambilla, che è una precisa e i compitini li vuole fare bene, è solo mossa dall’amore sviscerato per l’Italia  MV Brambilla canta l\’inno e, romanamente, saluta e dall’ansia di completezza. Come la maestra che a scuola ti metteva un voto basso perché non avevi sviluppato bene il tema. Ieri c’era la maestrina dalla penna rossa, oggi quella dalla chioma rossa. Personaggi da libro “Cuore”.

Il Ministro Brambilla, con le calze autoreggenti che ne costituiscono uno dei maggiori titoli di meritoIl Ministro dalle calze autoreggenti, che ne costituiscono forse il maggior titolo di merito, puntualizza che l’Italia è famosa nel mondo anche per la moda e l’arte. Devo dire che MVB mi ispira simpatia per due motivi : dimostra un amore sincero per gli animali e una rara propensione per l’autoironia, dato che inserisce filmati satirici che la riguardano nel proprio sito WEB. Brava. Voglio quindi darle un aiutino.

Il Ministro dovrebbe far notare agli autori di WhatCountry che sbagliano a citare la Mafia : per non fare torto a nessuno, bisognerebbe aggiungere ‘ndrangheta, camorra e corona unita.Non si può poi passare sotto silenzio che siamo noti nel mondo per un livello di corruzione, un’incidenza del lavoro nero e un’economia sommersa che forse non hanno uguali nel mondo sviluppato. Bisognerebbe inoltre citare altri prestigiosi prodotti del genio italico : la quarantina di provvedimenti ad personam fatti varare dal capo dell’esecutivo per sfuggire alla giustizia e l’invenzione del “Metodo Boffo”(patent pending), utilizzato per distruggere i propri avversari politici.

WhatCountry dovrebbe poi aggiungere che l’Italia è l’unico paese del mondo occidentale dove il capo dell’esecutivo controlla direttamente o indirettamente l’80 delle TV, tra Mediaset e RAI; dove, per risolvere il conflitto di interesse, il premier esce in corridoio quando in Consiglio dei Ministri si discutono provvedimenti che riguardano le sue aziende di cui – ecco la genialata italica – è divenuto il “mero proprietario”.

Ma forse MVB dovrebbe chiedere agli autori del programma incriminato di inserire altri elementi ancora, che rendono inimitabile l’Italia nel mondo:  la foto del premier che fa le corna durante summit internazionali, la riproduzione del lettone fuori misura donatogli (sembra) da Putin in cui transitano dame prezzolate, l’immagine di un avvocato come Previti, corruttore di giudici per acquisire fraudolentemente la Mondadori, il primo gruppo editoriale Italiano, per conto delle aziende del premier. Fermiamoci qui, se no il file sull’Italia di WhatCountry diventerebbe troppo pesante da scaricare e nessuno lo vorrebbe più.

Mi sembra già di sentire la Brambilla che vuole aggiungere in extremis anche la foto della cucina Scavolini, la più amata dai Tulliani. Caro Ministro voglio confidarle una cosa : in un recente viaggio in Austria, un cameriere di un ristorante, sentendoci parlare in italiano, ha detto con scherno : “Italiani, mandolini!” ed è scomparso senza servirci.

Non vorrei che la prossima volta ci dicessero : “Italiani, Scavolini!” : sarebbe troppo.

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Incredibile : Veneziani dà del “tappo” a Berlusconi su “Il Giornale”

Posted by pocavista su 28 settembre 2010

Marcello Veneziani

Marcello Veneziani

IL LIQUAME SA DI TAPPO

Qualcuno pensa che Marcello Veneziani, da grande, si sia iscritto al club degli Ultras di Arcore e faccia continue sviolinate al Leader Supremo scrivendo editoriali ruffiani su Il Giornale? Nemmeno per sogno. Veneziani, intellettuale di destra (scusate l’ossimoro), fresco autore di un pezzo strappacore da antologia sul quindicenne di destra di ieri oggi deluso da Fini ( di cui daremo conto in un prossimo post) si azzarda perfino a dare del “tappo” al Cavaliere. Definizione poco elegante, che fa pensare subito alla bassa statura dell’alto statista. Il tappo viene perfino associato al cattivo odore : berlusco-bandana-1Berlusconi è il tappo che impedisce la fuoriuscita dei liquami della partitocrazia”.(M.Veneziani, Ecco perché il Cav non deve essere stappato, Il Giornale del 27 settembre 2010).

Se salta il tappo – prosegue Veneziani – allora verrà il bello: il centrodestra si farà in quattro, e il centrosinistra pure. Più un paio di terzini della politica che pretenderanno di giocare al centro.”

E allora sarà la “gioia dei poteri forti e dei mediatori con ricattino annesso”. La domanda sorge spontanea : ma in che paese vive Veneziani? Berlusconi, che è l’uomo più potente e ricco d’Italia, non è lui stesso “il” potere forte per eccellenza e beneficia come non mai di “questo” bipolarismo? I ricatti a Sircana, Marrazzo, Boffo e Fini e prima ancora a Di Pietro; le cricche; lo scandalo della Protezione Civile; l’Alitalia data per quattro soldi agli amici, scaricando sui cittadini tre miliardi e mezzo di debiti; il Governo che chiede aiuto a parlamentari condannati per mafia; le quaranta leggi ad personam; gli sconti fiscali scandalosi concessi alle aziende del premier; i Previti e i Dell’Utri, le bufale delle Commissioni Mitrokhin e di Telekom Serbia miseramente sgonfiatesi, i conflitti permanenti tra i poteri dello stato, non sono il frutto di questo bipolarismo malato in cui il Cavaliere pare trovarsi particolarmente a suo agio?

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Altan, da L'Espresso

Lo stesso Veneziani è costretto ad ammettere “no, la fogna c’è già, eccome. Solo che con la svolta partitocratica, con il salto del tappo, la fogna non verrà più convogliata in due collettori”. Veneziani però fa finta di non accorgersi che uno dei due collettori, proprio quello in cui si sente più a suo agio, costruito su misura per il Leader Supremo e che trasporta milioni di barili di populismo, è quello che inquina maggiormente le falde freatiche che alimentano la vita del nostro Paese.

Infine Veneziani lamenta “il linciaggio verso il Giornale e Libero per aver fatto giornalismo d’inchiesta e aver pubblicato ciò che è stato poi confermato”. Da chi e da come non è dato sapere. Dal ministro di Santa Lucia, dalla foto della cucina Scavolini? Marcello, ormai sei grande, non essere così ingenuo. Anche i documenti che sputtanavano Di Pietro sembravano veri, poi Feltri ha chiesto scusa nel 97 a Di Pietro proprio dalle pagine de Il Giornale, e ha corrisposto a Di Pietro varie centinaia di milioni di vecchie lire per evitare i processi. Anche la velina che inchiodava Boffo era stata prodotta da “un testimone degno di fede” e poi Feltri ha dovuto ammettere che era falsa, scusandosi con Boffo, ormai neutralizzato dalle dimissioni. Anche i documenti della Mitrokhin e Telekom Serbia sembravano veri : peccato che Igor Marini e Scaramella, testimoni e confezionatori delle patacche, siano stati condannati per falso e il tutto sia finito in una bolla di sapone. Ah, dimenticavo : si sa, tutta la magistratura è composta da bolscevici e talebani dipietristi.

Ma intanto si continua ad applicare il vecchio principio mediatico : butta il liquame nelle pale del ventilatore, che qualche schizzo arriverà. Basta avere a disposizione qualche giornale e un bel po’ di canali TV e alle elezioni qualche frutto si raccoglie sempre

UN BRINDISI

Veneziani conclude : “se la politica è scesa così in basso, i giornali … si sono collocati alla stessa altezza. Ma se salta il tappo, brinderemo finalmente coi liquami”.liquame-collettore

Vorrei rassicurare Veneziani : non si preoccupi per gli italiani, che con i liquami – sparsi a piene mani anche dai giornali in cui lui scrive – ci brindano da anni.

Mi permetto di suggerirgli uno slogan per la prossima campagna elettorale del PdL : “Che vuoi di più dalla vita? Un liquame!”.

Tanto molti elettori del PdL, che guardano scandalizzati alla pagliuzza monegasca nell’occhio di Fini e non riescono a vedere la foresta di sequoia che prospera in quello di Berlusconi, continueranno a scegliere il collettore di liquami di maggiore portata. Gli italiani corrono sempre in aiuto del vincitore, come diceva Ennio Flaiano.

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La concrezione rinvenuta nell'occhio del Leader Supremo

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FINI E IL TRIANGOLO DELLE BERMUDE. LA STRANA ROGNA DELL’APPARTAMENTINO E IL PORTATORE SANO. Il videomessaggio chiarisce qualcosa?

Posted by pocavista su 26 settembre 2010

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La guerra dei video messaggi.

Ieri sia Fini che Berlusconi si sono combattuti a suon di videomessaggi immessi sul WEB e rimbalzati dappertutto.

Ubi maior, prima quello di Berlusconi, in cui il Leader Supremo ha pronunciato la battuta dell’anno :

“Gli italiani hanno un estremo bisogno di valori positivi, di valori etici e morali, hanno bisogno di ritrovare la fiducia nello Stato” (Silvio Berlusconi, videomessaggio apparso sul sito dei Promotori della Libertà, 25.9.2010). La segnalerò a www.spinoza.it

Per il resto, la solita propaganda di repertorio : governo del fare, missione di pace in Afganistan, veleni e disinformazione contro il governo, noi lavoriamo gli altri infangano.

Da "Il Misfatto", 26.9.2010

Da "Il Misfatto", 26.9.2010

Ma parliamo di Fini (vedi il videomessaggio di Fini sul WEB di FAREFUTURO) e delle cose strane che avvengono tra Montecarlo e i Caraibi.

  • Strano che Fini, nel suo videomessaggio, chiarisca e non chiarisca. “Mi dimetterò da Presidente della Camera se qualcuno dimostrerà che l’appartamento è di Tulliani”. Cosa praticamente indimostrabile, dato che società proprietaria dell’appartamento di Montecarlo è “al portatore”. Mossa che vorrebbe essere astuta, ma in realtà è assai debole.
  • Strano che Fini ci abbia messo tanto per fare dichiarazioni pubbliche sulla casa di Montecarlo. Si tratta di imbarazzo per essere stato colto con le mani nella marmellata, sia pure in un episodio marginale, o strategia cosciente per far gonfiare meglio la bolla mediatica e farla esplodere con un bel botto?
  • Strano che Fini, dopo avere rivendicato la difesa della legalità, delle regole e della divisione dei poteri che dovrebbe essere alla base di uno stato democratico, dopo avere denunciato che Berlusconi – senza nominarlo apertamente – di queste cose se ne frega altamente e che fa bastonare i suoi avversari dai suoi lanzichenecchi mediatici, dopo aver detto in pratica che Berlusconi rappresenta un pericolo per la democrazia in Italia, abbia offerto a Berlusconi un ramoscello d’olivo. Si è arreso o cerca una tregua per organizzare meglio le sue truppe? Rimette il cerino nelle mani di Berlusconi, finché non si fa la nuova finanziaria lacrime e sangue, per la quale il governo si prenderà gli accidenti degli italiani perdendo ulteriori consensi?
    "Come fa male il manganello mediatico. Era meglio se mi portavo un po' di olio di ricino!"

    "Come fa male il manganello mediatico. Era meglio se mi portavo un po' di olio di ricino!"

  • Strano che Fini, che a Berlusconi ha concesso di tutto e di più, facendogli votare tutte le leggi ad personam, di queste cose si sia accorto solo adesso. Meglio tardi che mai.
  • Strano che l’avvocato Ellero, ex-senatore della Lega Nord, abbia rilasciato le sue dichiarazioni che escluderebbero Tulliani come proprietario della casa di Montecarlo, in concomitanza con il messaggio di Fini. Un side effect del messaggio di Fini oppure una mossa concordata?
  • Strana la telefonata misteriosagif-telefono-che-suona di un sedicente amico della famiglia del Ministro degli Esteri di Santa Lucia ad Annozero, in cui si denunciava la presenza di agenti italiani, libici e russi nel proprio paese e che le famiglie dei Ministri di Santa Lucia erano state fatte allontanare dal Paese proprio per prudenza. Telefonata veridica oppure una sceneggiata per preparare la contromossa di Fini? Perché la famiglia di un Ministro straniero fa telefonare proprio ad Annozero? Un assist di Santoro a Fini oppure una buccia di banana su cui qualcuno cerca di far scivolare il Santoro perennemente sotto attacco da parte dei Berlusconi’s boys?
  • Strano che il Ministro della Giustizia di Santa Lucia, Francis, quello che figura nel videomessaggio che fa ricondurre la proprietà della Timara, la società cui appartiene l’appartamento di Montecarlo, allo stesso Tulliani, abbia violato una legge di Santa Lucia per rivelare chi sta dietro una società off-shore, facendo correre il rischio che le altre società off-shore tolgano le tende e i soldi dall’isola;
  • Strano che il sullodato Ministro della Giustizia Francis non appaia nell’elenco dei Ministri sul sito ufficiale del Governo di Santa Lucia e che al suo posto ci sia invece qualcun altro; Vedi COMPOSIZIONE GOVERNO SAINT LUCIA
  • Strano che praticamente tutti i dossier su avversari politici di ieri e di oggi arrivino sulla scrivania di Berlusconi e/o nelle redazioni di riviste e quotidiani del suo gruppo o della sua famiglia.
  • Strano che in Italia ormai non si parli più delle lettere di Ciancimino che indicherebbero Berlusconi come uno dei contatti della mafia siciliana; dei numerosi guai giudiziari del premier che cerca di fare di tutto per evitare i processi; delle cricche di malaffare che imperversano nei dintorni del potere berlusconiano; dei favori fatti ad evasori internazionali con lo scudo fiscale; delle società offshore come All Iberian possieduta dalle società di Berlusconi; dello sconto fiscale mostruoso (da alcune centinaia di milioni di euro a meno di dieci milioni) di cui hanno usufruito società del premier grazie ad un suo provvedimento legislativo.
  • Strano che non si parli più degli innumerevoli condannati e pregiudicati che siedono il Parlamento, in particolare nei banchi del centrodestra; dei sacrifici che devono fare sempre i soliti noti mentre il premier continua a comprarsi ville dappertutto; della coerenza dei leghisti, che un tempo chiamavano Berlusconi “il mafioso di Arcore” e sventolavano cappi in Parlamento al tempo di tangentopoli, mentre ora salvano in Parlamento gli accusati di camorra, votano tutte le leggi ad personam di Berlusconi e vanno a visitare col cappello in mano le nuove ville acquistate dal Leader Supremo; del crescente numero di disoccupati e dell’impoverimento di un gran numero di famiglie italiane. Strano che ci si arrovelli invece per appurare di chi è un appartamentino di qualche decina di metri quadri.
  • Strano che chi ha quasi il monopolio della comunicazione televisiva, possieda inoltre direttamente o indirettamente alcuni quotidiani e una miriade di riviste destinate ad un pubblico meno politicizzato e possa condizionare fortemente i giornali concorrenti attraverso la concessione di pubblicità (Publitalia di Mediaset e Sipra dei Rai controllano oltre il 90% del mercato pubblicitario), riesca a influenzare fortemente l’opinione pubblica e stabilisca quali notizie siano importanti e quali no. In gergo giornalistico si chiama “agenda setting“.Ebbene tra tutte queste stranezze, non appare strana tutta questa attenzione sull’appartamento di Montecarlo, che è funzionale a demolire un avversario politico e a riaffermare il principio “il più pulito ci ha la rogna”, slogan caro a molti elettori di centro destra e, mi permetto di aggiungere, ai grillini.  Quindi se tutti hanno la rogna, anche uno che di rogne ne ha fin troppe come Berlusconi diventa una sorta di portatore sano. Attraverso un’analoga operazione mediatica (il famigerato “Metodo Boffo” di cui l’ineffabile parlamentare del PdL Stracquadanio è il cantore) si fa passare l’idea che i Boffo, i don Sciortino, i Fini – colpevoli di abigeato politico perché cercano di sottrarre qualche ingenua pecorella dall’ovile di Arcore – non avrebbero alcun titolo per denunciare le malefatte altrui.

Chi non si piega, “io lo spiezzo” con il “Metodo Boffo”.

Berluscono fa finta di sparare ad una giornalista russa che aveva rivolto una domanda scomoda al suo amico e sodale Putin

Berlusconi mima il gesto di sparare ad una giornalista russa che aveva rivolto una domanda scomoda al suo amico e sodale Putin

Non siamo ancora nella Russia di Putin, in cui i giornalisti scomodi vengono uccisi a revolverate. Per ora il manganello è solo mediatico. Ma un domani chissà, non mettiamo limiti alla Provvidenza e al suo Uomo.

E’ ancora democrazia? Berlusconi cerca di farci transitare verso una strana forma di governo che manterrà alcuni meccanismi formali della democrazia (elezioni, Parlamento di nominati dai segretari di partito, libertà di stampa), ma che di fatto è una dittatura dell’esecutivo (presidenzialismo, leggi ad personam per la serie “io so’ io e voi nun siete ‘n cazzo”, magistratura sottomessa al controllo dell’esecutivo, Corte Costituzionale sotto controllo politico, quasi monopolio dei mezzi di comunicazione per condizionare l’opinione pubblica, controllo del WEB attraverso forte tassa per l’apertura di un blog e varie disposizioni vessatorie, ecc.). Una dittatura alla vaselina o per meglio dire “una democratura”.

A meno che Fini – supplendo a opposizioni evanescenti come quella del PD o a pseudo opposizioni come quella UDC –triangolo-bermude-2 non riesca a sopravvivere politicamente al caraibico triangolo delle Bermude in cui Berlusconi sta cercando di farlo scomparire. E che invece lo sgambetto riesca a farlo Fini a Berlusconi, costringendolo a rifugiarsi in una delle ville che il Leader Supremo possiede – stranamente – ai Caraibi.

Links :

TRIPLI SERVIZI PER L\’APPARTAMENTINO DI MONTECARLO

IL FATTO QUOTIDIANO : COSI\’ PARLO\’ FINI

PIOVONO RANE : CENTRODESTRA ALL\’ITALIANA

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“Santa Lucia luntana” e l’appartamentino di Montecarlo : piccolo, ma con tripli servizi.

Posted by pocavista su 25 settembre 2010

CI MANCAVA SOLO LA SPY STORY NELLA REPUBBLICA DELLE BANANE! gif-detective

Alcuni ricorderanno che “Santa Lucia Luntana” era una bella canzone napoletana di E. A. Mario. Siamo nel 1919 e molti emigranti italiani – anche veneti e friulani – partono alla volta delle Americhe per guadagnarsi il pane.

Partono ‘e bastimente
pe’ terre assaje luntan
e…”

Mentre all’inizio del novecento si lasciava Santa Lucia di Napoli, oggi a Santa Lucia delle Antille ci si va, meta tropicale diventata improvvisamente di moda. Oggi “e’ bastimente” sono navi da crociera in cui molti “emigranti”, turisti veri o con le barbe finte, si aggirano per i Caraibi alla ricerca di sole e, soprattutto, di documenti sull’appartamentino di Montecarlo.

st_lucia-mapSanta Lucia è una piccola isola caraibica con poco più di 160 mila abitanti, dei quali più del 90% di origine africana o mulatti. La disoccupazione sfiora il 35%. Santa Lucia è una vera e propria repubblica delle banane, dato che basa la propria economia in gran parte sulla coltura della banana. Negli ultimi giorni si è però registrato stranamente un notevole incremento del turismo fuori stagione (l’alta stagione va da gennaio ad aprile).

Qualche fatto :

  • 15 settembre : Su Il Velino, di Daniele Capezzone, portavoce del Popolo della Libertà, appare un articolo di Vittorugo Mangiavillano che si domandava “Anche la casa di Montecarlo nelle maglie della nostra intelligence e delle Fiamme Gialle?”

  • 17 settembre : Il Giornale pubblica un articolo dal titolo “I servizi segreti seguono la pista che porta ai Caraibi”. Quello stesso giorno i tre direttori del servizi segreti (Dis, Aise, Aisi) smentiscono che l’intelligence italiana si stia occupando di quell’affare.

  • 18 settembre : Un uomo, che sta aspettando di parlare con il Primo Ministro di Santa Lucia, viene ucciso con alcuni colpi di pistola sulla veranda dell’ufficio del Primo Ministro Stephenson King. Il Primo Ministro si chiude dentro e dopo qualche minuto sopraggiunge la polizia. Regolamento di conti tra criminali, delitto passionale o avvertimento al Primo Ministro? Vedi THE VOICE OF ST.LUCIA 1

  • 20 settembre : Il St.Lucy Star pubblica un articolo di Alisha Ally in cui si afferma che “ … non è la prima volta che un Primo Ministro di Santa Lucia viene visitato dal crimine”. Lo Star dà conto che, in passato, sia le residenze del Primo Ministro (P.M) che del capo dell’opposizione sono state svaligiate più volte. L’uomo ucciso nell’ufficio del Primo Ministro aveva chiesto l’assistenza del P.M. per ottenere un lavoro. Il P.M. Ha dichiarato che nessuno può dirsi al sicuro in questo paese. (“… none of us in this country is safe and there is a need for each one of us to take control of the existing situation”). Vedi ST.LUCIA STAR

Il Primo Ministro di St.Lucia: "Nessuno di noi è al sicuro"

Il Primo Ministro di St.Lucia: "Nessuno di noi è al sicuro"

  • 22 settembre : alcuni giornali italiani riportano la notizia del sito Dagospia che due giornali di Santo Domingo hanno pubblicato una lettera “secret and confidential”del Ministro della Giustizia di Santa Lucia in cui si fanno risalire a Gianfranco Tulliani le due società off-shore coinvolte nell’acquisto dell’appartamento di Montecarlo.

  • 23 settembre : Il Fatto Quotidiano rileva difformità grafiche tra la carta intestata ufficiale del Dipartimento di Giustizia di Santa Lucia e quella in cui appare la lettera confidenziale del Ministro.

  • 23 settembre : Durante la trasmissione “Annozero”, un non meglio identificato David “amico della famiglia del Ministro degli Esteri di Santa Lucia” dichiara che l’isola pullulerebbe di agenti italiani, libici e russi travestiti da turisti. Il sedicente David sostiene di trovarsi in Svizzera perché le “famiglie dei ministri sono stati invitate a lasciare l’isola” per ragioni di sicurezza. Vedi quanto riportato in SICILIA NEWS

  • 24 settembre : Il Ministro della Giustizia di Santa Lucia, Francis, fa una conferenza stampa in cui dice che la lettera è autentica, ma non sa spiegare come sia finita ai due quotidiani di Santo Domingo, dopo essere transitata per l’ Honduras. Cfr IL FATTO

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Un veduta di St.Lucia

Riassumendo :

  • Santa Lucia, secondo quanto rivelato da Il Velino e da Il Giornale, potrebbe essere al centro delle attenzioni dei Servizi italiani;
  • Un uomo viene impunemente assassinato nella veranda dell’ufficio del Primo Ministro. Si tratta di un avvertimento al governo locale o di un regolamento di conti tra malviventi?
  • In un contesto nel quale il Primo Ministro dichiara pubblicamente che nessuno a Santa Lucia può dirsi sicuro, può essere ritenuta veritiera la versione fornita dal Ministro della Giustizia Francis riguardo alle società off-shore? Su di lui sono state esercitate indebite pressioni?
  • Perchè sul sito ufficiale del Governo di Saint Lucia, tra i componenti del Cabinet non appare Francis come Ministro della Giustizia, ma il “Senator The Honourable Dr. Nicholas Frederick, Attorney General and Minister for Justice”? C’è stato un recente rimpasto? Vedi COMPOSIZIONE GOVERNO SAINT LUCIA
  • La telefonata ad Annozero è vera o è una polpetta avvelenata per Santoro?
  • Il documento che farebbe risalire a Tulliani le due società off-shore è una patacca oppure no? Il documento del resto non sembra chiarire molto: si dichiara che Tulliani è il Beneficial Owner, il beneficiario; potrebbe perciò essere un inquilino o un amministratore. Il proprietario invece dovrebbe essere definito Titleholder.
  • Che interesse avrebbe il Governo di Santa Lucia a togliere “spontaneamente” il velo di segretezza alle società off-shore, provocando la fuga di migliaia di clienti che depositano fondi nelle ospitali banche dell’isola? Parafrasando il Vangelo : non di solo pane vive l’uomo, e Santa Lucia non di sole banane.
  • Perché il Governo di Santa Lucia sta prendendo tempo per dare risposte ufficiali? Non ci sarebbe da stupirsi se Santa Lucia, che fa parte del Commonwealth, avesse chiesto qualche aiutino, per pararsi le spalle, agli 007 di sua Maestà Britannica e agli americani, che non vedono di buon occhio le pericolose frequentazioni del nostro Leader Supremo con Gheddafi e Putin.

La storia ormai ha assunto le connotazioni da trama di un libro di Ken Follett. Il fatto è che, dopo le stragi e i tanti scandali che in Italia hanno visto all’opera i servizi deviati, ci viene fatto di pensare male. Gli uomini di Fini sono al contrattacco e hanno cominciato a fare dei nomi : attendiamo il videomessaggio del Presidente della Camera.

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Profumo sul motopeschereccio Ariete mitragliato dai libici?

Posted by pocavista su 22 settembre 2010

Clamoroso : Profumo trovato sul motopeschereccio Ariete mitragliato dai libici? Tutta la verità in un reportage fotografico.libia-italia-ci-spariamo-da-soli

Alessandro Profumo, dimissionario da Unicredit

Alessandro Profumo, dimissionario da Unicredit

Dopo la recente vicenda delle dimissioni di Alessandro Profumo da CDA di Unicredit, a seguito del rastrellamento di un cospicuo pacchetto azionario da parte di libici, ormai divenuti principale azionista della primo gruppo bancario italiano, qualcuno si è chiesto se questo fosse da collegarsi con la vicenda del peschereccio italiano mitragliato dai libici.

Ebbene alcune foto chiariscono ciò che potrebbe costituire un intrigo internazionale dagli inquietanti retroscena. Le sottoponiamo alla valutazione dei lettori.

Il Peschereccio Ariete, mitragliato dai libici, esaminato dai nostri militari

Il Peschereccio Ariete, mitragliato dai libici, esaminato dai nostri militari

I danni provocati dalla motovedetta libica

I danni provocati dalla motovedetta libica

L'ingente quantità di profumo trovata a bordo

L'ingente quantità di Profumo trovata a bordo

Speriamo che magistrati siciliani, che stanno effettuando l’interrogatorio dei sei finanzieri italiani presenti sulla motovedetta libica che ha attaccato il peschereccio Ariete, facciano piena luce.

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“Stato canaglia”, mignottocrazia e “stato bordello”

Posted by pocavista su 19 settembre 2010

Ahi serva Italia, di dolore ostello,

nave sanza nocchiere in gran tempesta,

non donna di province, ma bordello!

(Dante Alighieri)

Come tutti sappiamo, anche Dante ebbe i suoi guai con il potere. Oggi sta suscitando qualche veemente reazione da parte del nostro governo l’articolo di J.Walston, intitolato “The Bordello State”, apparso sulla prestigiosa rivista americano Foreign Policy.

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Stato bordello o stato canaglia?

L’espressione “stato canaglia” (rogue state) venne coniata da scienziati politici per definire una nazione considerata una grave minaccia per la pace nel mondo. Un governo autoritario che lede i diritti fondamentali dei cittadini, che sponsorizza il terrorismo e che detiene armi di distruzione di massa sarebbero le caratteristiche dei “rogue states”. Gli “stati canaglia”, facendo comunella, costituirebbero l’ “Asse del Male”, formula resa celebre in particolare da George W.Bush al tempo delle guerre in Afganistan e Iraq.

George W. Bush, annuncia che l'Iraq possiede armi di distruzione di massa

George W. Bush, annuncia che l'Iraq possiede armi di distruzione di massa

La domanda sorge spontanea : che c’entriamo noi con gli “stati canaglia”? Se applicassimo in maniera estensiva la definizione di rogue state qualche dubbio ci verrebbe : abbiamo un governo che tende a divenire sempre più autoritario (cerca di attuare presidenzialismo, eliminazione progressiva della divisione tra i poteri dello stato a vantaggio dell’esecutivo, riscrittura unilaterale della Costituzione, limitazione della libertà di stampa e del pluralismo specie nel mondo della comunicazione TV; con la legge “porcata” stabilisce l’impossibilità di scegliere i parlamentari che sono nominati direttamente dai capipartito secondo criteri di fedeltà); applica il terrorismo comunicativo nei confronti degli avversari politici (vedi casi Di Pietro, Boffo e Fini) bombardati dagli organi di stampa e televisivi che fanno capo all’autocrate maximo; utilizza l’impero mediatico al suo servizio anche come organo di distrazione di massa. Inoltre non è più tempo di un “Asse del Male” come il RoBerTo (l’Asse Roma, Berlino, Tokio della seconda guerra mondiale), ma pensando all’amicizia tra due “democraticissimi” colonnelli, come Putin e Gheddafi, e un Cavaliere nostrano, qualcuno potrebbe fare qualche malevole associazione (RoMosTri – Roma, Mosca, Tripoli).

Il saeculum obscurum e la pornocrazia

Com’è noto negli “Annales Ecclesiastici” del Cardinale Cesare Baronio viene definito saeculum obscurum quel travagliato periodo del X secolo, che ebbe inizio con il Papa Sergio III e durò una sessantina d’anni fino alla morte del Papa GiovanniXII nel 964. Altri studiosi, specie di ambito protestante, definirono “pornocrazia” quel periodo, nel quale ebbe un ruolo fondamentale la componente femminile della famiglia (si direbbe oggi : la cricca) di Teofilatto. In particolare due donne di costumi non irreprensibili, Teodora e sua figlia Marozia, ebbero una forte influenza sul governo di Roma e della Chiesa, architettando affari, congiure di palazzo, delitti, matrimoni.

Marozia aveva 15 anni quando divenne la concubina di Papa Sergio III. Gli Annales non riportano se la minorenne avesse svolto prima uno stage a Casoria o in Sardegna. Secondo quanto riporta Liutprando, vescovo di Cremona, l’avvenente e micidiale Marozia organizzò l’omicidio del suo precedente amante Papa Giovanni X (in precedenza sponsorizzato da Teodora), dopo averlo fatto imprigionare. Marozia fece in modo di far eleggere Papa un proprio figlio che assunse il nome di Giovanni XI. L’influenza delle due nobili signore si protrasse per molti anni, durante i quali si succedettero una dozzina di papi, ognuno dei quali dalla vita assai breve. Con la morte del nipote di Marozia, Papa Giovanni XII, il Cardinal Baronio riteneva che avesse avuto fine il secolo oscuro.

La storia ci insegna che numerose donne, consorti e cortigiane, ebbero influenza sulla composizione e sull’esercizio del potere in ogni epoca. Si pensi alle coltissime cortigiane veneziane e romane, a Lucrezia Borgia a Roma, a quelle della corte francese,

Madame de Pompadour, la favorita di Luigi XV

Madame de Pompadour, la favorita di Luigi XV

come Madame de Pompadour al tempo di Luigi XV. Ma, per venire ai giorni nostri, affermare che la nuova compagna di Fini, Elisabetta, abbia avuto un ruolo decisivo sulle posizioni politiche del Presidente della Camera – tesi sostenuta da Vittorio Sgarbi di recente su “Il Giornale” – appare strumentale e denigratoria. Il quale Fini, al di là delle valutazioni politiche che si vogliono dare del suo recente dissenso politico e delle sue responsabilità sulla vicende della casa monegasca, per lo meno gif-sorpresa1non agisce da “mero utilizzatore finale” di giovani femmine compiacenti, al contrario del Leader Supremo e di Sgarbi medesimo che confessa di frequentare “50 donne alla settimana” (vd Il Giornale).

Ma il nostro è un saeculum obscurum? Con Stalinismo, Fascismo, Nazismo, due guerre mondiali, la bomba atomica, la guerra del Vietnam, quelle in Medioriente e i vari genocidi nel secolo scorso non ci siamo fatti mancare niente. Anche l’Italia ci ha messo del suo. Ma le donne e la pornocrazia? Oggi da noi si sono estinte cortigiane e dame che fanno e disfanno re e Papi. Si sono affermate nuove specie antropologiche, come veline, soubrette e calendariste che fanno a gara per entrare nell’harem del sovrano o dei suoi cortigiani. Le più “dotate” e disponibili, secondo la finiana Angela Napoli o l’ex-PdL Paolo Guzzanti, finiscono in Parlamento o al Governo per meriti extrapolitici. Per il Presidente Fini questa tesi può indurre pericolose generalizzazioni qualunquiste e quindi invita alla cautela.

Lo stato bordello e la mignottocrazia

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Paolo Guzzanti

Il termine “mignotta” viene fatto derivare dal francese mignòter (carezzare) o da mignon (favorito). Alcuni ritengono invece che la parola sia da collegare alle registrazioni anagrafiche relative agli orfani un tempo abbandonati nella ruota dei conventi (filius matris ignotae, abbreviato come filius m.ignotae, che nel volgare romanesco diventa fijio de mignotta, ovvero figlio di donna di malaffare).

Il sito http://www.mignottocrazia.it/ , nel rivendicare allo psichiatra Ceravolo il neologismo “mignottocrazia”, ricorda che il termine mignotta non ha solo valore dispregiativo. gif-monica_modeling_vogue“Una mignotta col suo atteggiamento può ottenere molti vantaggi, dei gioielli o dei bei vestiti, fino a una boutique e a una vita brillante: può avere in suo potere un uomo che detiene il potere …e può far carriera con la velocità di un lampo, spinta dal suo sponsor”. In effetti “…sbottonandosi in maniera oculata, si può entrare subito nella stanza dei bottoni”, anche se alcuni invidiosi esclusi la chiamano ormai “la stanza delle battone”.

Un paio di anni fa Paolo Guzzanti, uscendo dal PdL, aveva denunciato pubblicamente la “mignottocrazia”, quel fenomeno che portava alcune donne avvenenti a fare rapida carriera politica, molto al di sopra dei propri intrinseci meriti intellettuali e politici. Guzzanti si era anche beccato una querela da parte di una ministra che si riteneva coinvolta dalle sue dichiarazioni.

Abbiamo riferito nell’antefatto che la prestigiosa rivista Foreign Policy (FP) è uscita in copertina con una titolo a tutta pagina “The bordello state”. Indovinate a quale stato si riferiva. Subito l’ambasciatore italiano a Washington si è precipitato a smentire e precisare, affermando che invece l’Italia è un paese prospero e sicuro, democratico e stimato nel mondo come non mai. 3-anniMa FP la mette giù dura parlando delle residenze del premier come dei “bordelli e non solo in senso metaforico” (“the prime minister’s residences have become brothels — and not just metaphorically“). Al riguardo il parlamentare PdL Stracquadanio, uno che deve passare tutto il giorno a ricordarsi come si chiama, ha dichiarato a Klauscondicio: ”E’ assolutamente legittimo che per fare carriera ognuno di noi utilizzi quel che ha, l’intelligenza o la bellezza che siano.”. ”Ognuno ha il diritto di assecondare le virtu’ che la natura gli ha dato e di farne degno utilizzo in un congruo collocamento esistenziale. Sono fatti privati. Ognuno deve disporre del proprio corpo come meglio crede. Non mi interessa. Fino a quando esiste consenso non c’e’ violenza e se non c’e’ violenza non c’e’ problema”. “Se anche una deputata o un deputato facessero coming out e ammettessero di essersi venduti per fare carriera o per un posto in lizza, non sarebbe una ragione sufficiente per lasciare la Camera o il Senato“, rimarca Stracquadanio.

Per inciso, Stracqua è il sincero liberale che qualche tempo fa aveva auspicato il ricorso al “metodo Boffo” contro il dissenziente Fini.

FP passa poi a esaminare i famosi 5 punti che dovrebbero costituire l’ossatura dell’azione di governo. Il punto più controverso è quello della giustizia, che per SB significherebbe immunità dai procedimenti giudiziari (impunità, secondo altri). Solo per poter governare tranquillo, aggiunge sarcastico JW.

Berlusconi e Putin nei pressi di Mosca

Berlusconi e Putin uniti dalla smodata passione per il pelo

Succcessivamente FP ricorda il sodalizio di SB con Gheddafi e Putin, definito da SB un “dono di Dio”, per poi passare in rassegna l’attuale campagna acquisti di parlamentari da parte di SB per far sopravvivere il proprio governo. Sul suo Blog Massimo Donadi denuncia il tentativo di corruzione operato dalla maggioranza PdL nei confornti del suo collega parlamentare Antonio Razzi. “In cambio di un passaggio dalla loro parte, gli hanno offerto in posti il lista blindato nelle prossime politiche, una poltrona da sottosegretario o viceministro, oppure … il pagamento del mutuo residuo della sua casa”. Vd. DONADI BLOG

Ci permettiamo di segnalare il fatto a Vittorio Feltri : vista l’attenzione dimostrata da “Il Giornale” per il settore immobiliare e che il tormentone su Fini e la casa di Montecarlo rischia di essere monotono, Feltri potrebbe dare via ad un nuovo filone di inchiesta sulle rate del mutuo di Razzi. Rate che avrebbero potuto essere pagate da ignoti, in cambio di un appoggio al governo, se Razzi non lo avesse pubblicamente denunciato. Tanto per ravvivare l’interesse dei suoi lettori.

In conclusione.

Candidate in liste collegate al PdL

Candidate in liste collegate al Centrodestra

Condividiamo quanto affermato in chiusura da FP. Ovvero che è sicuramente scandaloso che qualche avvenente ragazza sia approdata in Parlamento dopo un breve soggiorno nell’alcova del boss. Ma è ancor peggio che molti giornalisti, professionisti e politici abbiano ormai abbandonato ogni senso etico e si limitino al ruolo di serventi al pezzo.

Questa è la vera e più pericolosa pornocrazia italiana e può costituire il preludio ad un nuovo saeculum obscurum.

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DALLA LIBERTA’ DIGITALE AL DIGITALE DELLA LIBERTA’

Posted by pocavista su 16 settembre 2010

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Dopo le recenti sentenze del TAR e il parere di AGCOM contrari alla sospensione dei talk show televisivi in occasione delle elezioni, vogliamo esprimere il nostro appoggio a trasmissioni scomode come Ballarò e Annozero, che il PDL  cerca di ostacolare in ogni modo. Queste – insieme al TG3 – sono ormai le uniche voci dissonanti nel palinsesto televisivo infestato da 5 TG filogovernativi, dalle Radio Londra,  dai Grandi Fratelli, dai Matrix, dalle Isole dei Famosi, dalle Rita Dalla Chiesa con le sue bufale su L’Aquila, dalle telenovelas.

Non a caso l’Italia si trova agli ultimi posti in occidente in merito alla libertà e pluralità d’informazione.  E manca ancora il progetto di legge governativo per limitare la libertà dei blogger e di Internet.

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A proposito di comunicazione : stiamo passando dalla “Libertà digitale al Digitale della libertà”.

L’Italia sta assistendo ad una vorticosa trasformazione del sistema delle comunicazioni. Arretrata in altri campi (libertà di informazione, Internet, pluralismo), l’Italia è invece ai primi posti nel mondo nel “Digitale Terrestre” e nella “Banda Larga” .

Il digitale terrestre italiano si presente nelle due varianti principali : “digitale padano”, diffuso nelle regioni del Nord, e “digitale della libertà”, presente a macchia di leopardo in tutto il territorio e talvolta all’estero.

DIGITALE PADANO

Bossi, il colto, Lega Nord

Il tipico understatement britannico di Bossi, Lega Nord, che mostra l'accurato lavoro di una manicure padana.

SOTTO : Il sofisticato esteta Calderoli, già terza carica dello Stato, cerca di incarnare l'italiano medio. Avendo grosse difficoltà con l'italiano, per prudenza esibisce solo il medio

SOTTO : Il sofisticato esteta Calderoli cerca di incarnare l'italiano medio. Avendo grosse difficoltà con l'italiano, per prudenza esibisce solo il medio

Renzo Bossi, in arte "Il Trota", con i lauti emolumenti da Consigliere Reginale Lombardo, si è comprato una elegante T-shirt per sentirsi all'altezza del suo nuovo ruolo istituzionale

Renzo Bossi, in arte "Il Trota", con i lauti emolumenti da Consigliere Regionale Lombardo, si è comprato una elegante T-shirt per sentirsi all'altezza del suo nuovo ruolo istituzionale

DIGITALE DELLA LIBERTA’

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Digitale di lotta e di Governo. Il Leader Supremo anticipa gli sviluppi tecnologici della comunicazione governativa

 

Il raffinato Leader Supremo come sempre dà sfoggio di grande classe

Il raffinato Leader Supremo non perde occasione per dare sfoggio di grande classe. La bionda candidata ride, pensando forse ai numerosi siti surfati dal minaccioso digitale del Leader.

 

Capezzone, da poco nel PdL e quindi ancora poco allenato, sta scaldando il dito medio in una pausa dei lavori parlamentari.

L'ancora inesperto Capezzone, da poco nel PdL e quindi bisognoso di allenamento, sta scaldando il dito medio in una pausa dei lavori parlamentari.

Daniela Santanchè, sottosegretario, con la raffinata cifra stilistica che la distingue

Daniela Santanchè, sottosegretario, con la raffinata cifra stilistica che ormai contraddistingue molti esponenti della destra. Santa 'n chè?

Digitale a doppia banda

Digitale a doppia banda, particolarmente adatto per la "Mondovisione"

BANDA LARGA

Con il Governo Berlusconi, la Banda – per unanime consenso – si è allargata. Forse oltre ogni ragionevole aspettativa.

Una delle molteplici formazioni della Banda Larga

Una delle molteplici formazioni della Banda Larga

Per chi vuole sapere di più sulla Banda Larga

Chi vuole sapere di più sulla Banda Larga legga il libro di Sergio Rizzo

Altan, da L'Espresso

Altan, da L'Espresso

vedi anche I MOLTI VOLTI DEL POTERE

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Perché Berlusconi frequenta Putin? Tutta la verità, per la prima volta svelata da un documento segreto

Posted by pocavista su 11 settembre 2010

Molti ingenui saranno rimasti sorpresi dalla dichiarazione del nostro Leader Supremo che l’ex-colonnello del KGB Putin “è un dono di Dio”, insomma un faro della democrazia e una manna per la Russia. Molti (o per meglio dire, molte) in Italia conoscono Putin solo per il “lettone” usato dal Nostro. Altri anche per la politica militare utilizzata in Cecenia e per il trattamento riservato a dissidenti e giornalisti scomodi.

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Berlusconi e Putin concordano il piano

Noi siamo entrati in possesso di un documento riservato – da alcuni ritenuto apocrifo e frutto di fantapolitica – che chiarisce definitivamente i retroscena della misteriosa frequentazione tra Berlusconi e Putin. Dobbiamo dire che non ci sentiamo di giurare sulla sua veridicità. Anzi ogni riferimento a fatti e persone reali potrebbe essere puramente casuale. D’altra parte, visto che ormai vengono pubblicati diari di Mussolini di dubbia provenienza (come quelli in possesso di Dell’Utri) o veline false (come quelle pubblicate da Feltri su Boffo), anche noi ci sentiamo autorizzati a rendere pubblici alcuni passi del documento rinvenuto da un passante nei dintorni dell’Archivio Mitrokhin. Al lettore il compito di verificarne l’autenticità

Ci scusiamo per l’approssimativa traduzione dal russo del documento che  è stato scritto a mano in cirillico e che è stato tradotto da un ricercatore precario dell’Orientale di Napoli.

Le misteriose società svizzere e i capitali che stanno all’origine dei primi investimenti di S.B., non sono riconducibili a operazioni di riciclaggio mafioso. Le società erano state costituite dall’allora PCI e utilizzavano fondi provenienti dall’Unione Sovietica.

Armando Cossutta

Armando Cossutta

“All’inizio degli anni ’70 Mosca dette a Cossutta, uomo di fiducia di Mosca annidato all’interno del PCI, l’ordine di mettere tali capitali a disposizione di un agente KGB sotto copertura, l’allora sconosciuto S.B.”.

Secondo omissis SB e FC erano stati reclutati e addestrati dal KGB durante le crociere in cui i due si esibivano come musicisti in gioventù. La fonte omissis ritiene che i due fossero stati fotografati in pose compromettenti con un travestito bulgaro sulla motonave da crociera Ivan Shevshenko e successivamente ricattati dal KGB. In particolare SB, durante l’addestramento, sarebbe risultato primo dei corsi di “disinformacjia”, travestimento con bandana e cerone, comunicazione senza contraddittorio.

La sua bassa statura, che ne facilitava l’occultamento, oltre all’incapacità assoluta di arrossire, lo fecero preferire a FC, il quale fu destinato invece a compiti amministrativi.”

Nel 1973 la CIA, venuta a conoscenza che SB era un agente sovietico, utilizzò i canali della mafia americana per contattare quella siciliana, che gli mise alle costole un certo Marcello D. e uno stalliere. Questi ultimi due svolsero in effetti attività di controspionaggio come agenti della CIA presso la residenza di SB, indossando la coppola durante i pranzi ufficiali per passare da esponenti della mafia per tranquillizzare il loro ospite”.

Nel documento si definisce “geniale” la mossa dei servizi segreti di organizzare nottetempo, con la complicità dello scultore Cascella, il trasferimento di

Sandro Bondi, ancora comunista

Sandro Bondi, quand'era ancora ufficialmente comunista

Sa.Bon. (nome in codice SBond), ex-sindaco comunista toscano, “agente KGB in sonno (che fonti … (omissis) ritengono nipote naturale di Beria per la sua forte somiglianza con l’esponente staliniano), presso la residenza di SB, per divenirne segretario e portavoce. Per sviare ogni sospetto, la conversione ufficiale di SBond sarebbe avvenuta durante un viaggio in Siria, sulla strada di Damasco”.

Mano a mano i servizi segreti russi misero a disposizione di SB nuovi aiutanti, come l’agente Larossija (il nome di copertura è La Russa) che, malgrado i numerosi lifting, l’aspetto e il temperamento ne rivelano l’inequivocabile origine cecena; l’agente Chikchenko (nome di copertura Er Cicca), di origine georgiana come Stalin, già infiltrato nella sinistra socialista, poi infiltrato nella P2, infine infiltrato al governo; Vytt El Feltr, che la fonte …(omissis) gasparrimarcor_omissisritiene essere un fuoriuscito yemenita con un passato nella Stasi della Germania Est, a cui i Servizi Segreti italiani avevano messo alle costole il suo vice Farina (l’agente Betulla) per controllarlo; e infine “Giuliano er secco”, l’agente diversamente magro, proveniente dal corpo dei SEAL americani, uomo con tendenza al triplo gioco : ex-comunista assoldato dalla CIA per spiare Craxi, poi assoldato dal KGB per spiare Ritanna Armeni su La7, poi assoldato nuovamente dalla CIA per effettuare l’analisi metasemantica delle incomprensibili e probabilmente criptate poesie di SBond. In realtà l’esile Giuliano era e resta un agente al servizio del Lato Oscuro della Forza, che spia solo se stesso e riferisce a suoi immaginari superiori attraverso gli editoriali criptati de “Il Foglio”.

Una rara immagine di Ferrara durante un addestramento in un reparto SEAL

Spiaggia di Capocotta. Una rara immagine di Ferrara durante un addestramento da testa di cuoio in un reparto SEAL

Secondo il documento, molti personaggi che compaiono sulla scena politica italiana sembrano avere delle identità nascoste : “Noemi sarebbe in realtà una linguista bielorussa cinquantenne sottoposta a ripetuti lifting, addestrata a parlare l’ostico dialetto di Casoria e fornitrice personale di Gerovital per SB; l’escort D’Addario sarebbe un’agente dei servizi moldavi incaricata di controllare che SB non prenda eccessive dosi di Viagra che ne possano compromettere la salute e le dichiarazioni d’amicizia con la Russia”. Infine la notizia più sconvolgente : il famoso lettone di Putin sarebbe pieno di cimici.

Adesso il quadro si fa più chiaro e possiamo capire perchè SB e l’ex colonnello del KGB Putin si vedono così spesso : SB in realtà è solo uno scaltro agente moscovita di provata fede comunista che cerca di impossessarsi definitivamente del nostro paese per conto di Mosca che vuole la quarta sponda nel Mediterraneo; il suo anticomunismo viscerale è solo una copertura frutto di un raffinato lavoro di intelligence; D’Alema, da quando è Presidente del Copasir (l’organo di controllo dei servizi segreti) ha scoperto la verità su SB ed ha avvertito il cognato di Fini a Montecarlo che lo ha detto a Fini che è stato costretto così a uscire dal PdL in tutta fretta (senza poter avvisare prima Donna Assunta Almirante che ci è rimasta male); i servizi segreti vaticani hanno informato Don Sciortino, il quale su Famiglia Cristiana ha iniziato l’operazione di sganciamento dal PdL; Casini ha invece iniziato il suo avvicinamento al PdL, perché rimane un democristiano e lui ne ha già viste di tutti i colori; il Ministro Meloni,

Il divino Otelma

Il Divino Otelma, durante il vaticinio sul lettone di Putin

presa da dubbi amletici, ha chiamato il Mago Otelma alla festa dei giovani di destra di Atreju per farsi dire se le cose stanno proprio così. Intanto il divino Otelma ha rivelato che SB fa frequenti viaggi in Russia solo per chiedere a Putin di cambiargli il materasso fuori misura del famoso lettone, che è infestato dalle cimici. Probabilmente questa è l’unica informazione contenuta nel documento segreto che nemmeno Scaramella, il famoso teste della Commissione Mitrokhin, potrà smentire.

Il vero motivo dei viaggi di SB in Russia

Il vero motivo dei viaggi di SB in Russia

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Veneziani, Berlusconi e la monarchia

Posted by pocavista su 9 settembre 2010


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Marcello Veneziani, nella tipica posa da intellettuale di destra

Veneziani su “Il Giornale” del 9 settembre 2010 pubblica un articolo da titolo “Siamo monarchici. E ci piace Re Silvio”.

L’impagabile Marcello, che studia da sempre da intellettuale di destra con alterni risultati, pregiasi informare che l’Italia “è un paese monarchico che …ha votato Berlusconi perché è un monarca.” Poi aggiunge che l’Italia “non vuole un dittatore, ma un re, che è figura temperata e gentile, perfino gaia e lussuosa, che conduca per mano e non trascini il suo popolo, indulgente, che rassicuri e non minacci, amato dal popolo, e dunque votato e giudicato, e non un arcigno tiranno…” .

Ora qualcuno potrebbe obbiettare che forse Berlusconi tanto temperato e gentile non è, minacci più che rassicurare, non voglia essere giudicato da chicchesia, più che al bene del Paese pensi al proprio e a quello delle aziende di cui è “mero proprietario”, definisca “coglioni” gli elettori avversari, faccia poco regalmente le corna in pubblico, dia del kapò a un parlamentare tedesco che ha avuto i propri familiari sterminati in un campo di concentramento nazista, denunci “la Repubblica” che gli pone delle semplici domande, faccia usare il “Metodo Boffo” nei confronti di chi non è allineato e coperto, dia del comunista a chiunque non sia un beota yesman. E, come Caligola, faccia senatore non il proprio cavallo Incitatus, ma alcune delle proprie ganze. Un autocrate farebbe qualcosa di molto diverso? Almeno il Duce, come affermato recentemente dalla Mussolini nipote in TV, le donne se le portava a letto, non le faceva ministro per meriti di alcova.

Ma una cosa Veneziani l’azzecca, quando afferma che gli italiani vogliono “il rex come alibi per eludere la lex”. In effetti il basso tasso etico e di senso istituzionale, di cui dà prova il nostro rex, non fa che riflettere il tasso etico della maggior parte degli italiani che in lui si riconoscono.

Il fine intellettuale però non chiarisce ai suoi lettori che il rex molte leggi se le è fatte fare per risolvere i suoi problemucci con la giustizia e con il fisco, o per dare una mano alle proprie aziende, penalizzando la concorrenza. Alla faccia dei propri sudditi che ormai gli perdonano tutto e il contrario di tutto. Al contrariodi quanto facciano con i “traditori” della Corona, come Fini, Don Sciortino, Boffo, Casini e Montezemolo.

Ne dà prova il lettore #71 alyas (6), che il 08.09.10 alle ore 21:55 invia il seguente commento al sito WEB de “Il Giornale” :

Berlusconi è il più grande Presidente del Consiglio che l’Italia abbia avuto. E’ un uomo ricchissimo sia a livello materiale che come etica partitica…A volte, ha sbagliato le scelte di alleati (purtroppo in politica bisogna a volte fidarsi…fa parte del gioco). Berlusconi è sceso in politica con la consapevolezza che sarebbe stato attaccato da tutti (come abbiamo avuto modo di constatare dai tanti attacchi sia materiali che morali)…Ma ha avuto il coraggio delle sue idee…le sue azioni…E non venite a dirmi per favore che è sceso in politica per fare leggi ad personam…Scuse squallide e senza senso…berlusconi_coronaBerlusconi se stava a casa e in mediaset non avrebbe mai subito attacchi, per cui le frottole su di lui sono solo speculative a livello politico. Berlusconi ama l’Italia e l’ha ripulita sia a livello della “munnezza ereditata dalla sinistra”, sia a livello internazionale dandole un prestigio mai avuto prima con i governicchi di sinistra. Per cui lunga Vita al Premier Silvio.”

Per rendersi meglio conto del prestigio a livello internazionale di cui goda oggi l’Italia, suggerei al lettore “alyas” qualche gita all’estero o la lettura di giornali stranieri, anche di destra.

Veneziani assume poi toni improvvisamente freudiani, evocando lontani complessi di Edipo e di Giocasta. “Quando perse la figura paterna regale, perché il re era ormai remoto, l’Italia si rifugiò nella figura della regina madre, la Democrazia cristiana. La Dc era una mamma collettiva che faceva le veci del Padre assente e per ingannare l’attesa del Re e tirare a campare, disfaceva di notte quel che filava di giorno. Così sfiancando i suoi proci, rinviando, mediando e logorando, la penelope democristiana ha governato la casa per anni, vedova virtuale del Re.”

Immagine suggestiva della Balena Bianca, la DC, di cui V. però trascura dc-balena-bianca-2meriti (ha permesso il permanere dell’Italia nell’ambito delle democrazie occidentali e ne ha fatto un paese sviluppato) e colpe (il clientelismo, la corruzione, le trame eversive).

A Veneziani infine “vien voglia di gridare «viva il Re»; o «viva la Regina», magari di quelle sovrane sobrie, con le suole bucate, come la vecchia, cara Elisabetta d’Inghilterra…”.regina-inghilterra-suola-bucata

Il problema, caro Veneziani, è che il tuo caro rex “le suole bucate” le ha lasciate a noi. E che lui alla monarchia costituzionale preferisce di gran lunga quella assoluta.

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Fini sulle orme di Sigerico. La via “Francigena”, da Arcore a Mirabello

Posted by pocavista su 6 settembre 2010

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LA VIA FRANCIGENA DI FINI : ECCO LE PIETRE MILIARI

Com’è noto Roma, Gerusalemme e Santiago de Compostela erano le mete delle peregrinationes maiores medievali. La via Francigena, la rete di cammini che portava i pellegrini a destinazione, era costellata di mansiones, destinate all’ospitalità del pellegrino.

Oggigiorno il pellegrino Fini, nella sua peregrinatio dal Msi ad An, al PdL a Fli, ha sostato nella mansio ospitale di Mirabello, dopo aver fatto tappa prima a Fiuggi e poi ad Arcore. In terra langobardorum ha pronunciato il suo nuovo credo. Eccone una sintesi.

GARANTISMO – “l garantismo è un principio sacrosanto, ma mai può essere considerato come una sorta di impunità permanente”. Bene, ma tutte le leggi ad personam chi gliele ha votate finora?

IL PARLAMENTO – I “parlamentari non sono come i clienti della Standa che se non cambiano il supermercato ottengono il premio fedeltà… Il Parlamento non può essere una sorta di dependance del governo”.

Calderoli, già vicepresidente del Senato, elogia gli effetti della legge "porcata".

Il raffinato esteta Calderoli, già vicepresidente del Senato, illustra al suo popolo gli effetti della legge "porcata".

La legge “porcata”, come la ha definita lo stesso Calderoli che l’ha portata in Parlamento, non l’aveva votata anche Fini?

L’ESERCIZIO DEL GOVERNO “Governare non può mai significare in alcun modo comandare. Governare è comprendere le ragioni altrui e garantire equilibrio tra i potere. .. La magistratura è un caposaldo della democrazia italiana”. Meglio tardi che mai.

VISITORS : Ovverso un alieno nel PdL?

VISITORS : Ovvero c'è un alieno nel PdL?

LESA MAESTA’ – “Siamo tutti grati a Berlusconi (per lo sdoganamento di AN, n.d.A.)…ma la gratitudine non può significare che ogni volta che si indica una strada diversa si incorre in una “lesa maestà”.berlusconi-caesar“Non ci può essere una lesa maestà perché non c’è un popolo di sudditi, ma di cittadini”. Principio fondamentale nelle democrazie occidentali in cui Fini ha stentato a riconoscersi fino a pochi anni fa.

SENSO DELLE ISTITUZIONI “..chi ha responsabilità istituzionali deve rispettare tutte le altre istituzioni, a partire dal Capo dello Stato, che è un punto di riferimento… garantire equilibrio tra i poteri e garantire le ragioni altrui”. Ragionamento lapalissiano, che è il fondamento della democrazia occidentale, che ai destri pdiellini sembra solo un cedimento nei confronti dei “comunisti”.

PDL – “C’è il partito del predellino, ma il Popolo della libertà non c’è più… Il Pdl non può essere derubricato a contorno del leader, un grande partito deve essere qualcosa di più del coro dei plaudenti”. Quando questo lo dicevano Follini e Casini, caro Gianfranco tu stavi allineato e coperto. In effetti ti stavi solo liberando di una scomoda concorrenza.

METODO BOFFO – “Si va avanti senza farci intimidire da quello che è stato il “metodo Boffo” messo in campo da alcuni giornali che dovrebbero essere, pensate un po’, il biglietto d’amore del partito dell’amore…vitttorio-feltri-nosferatuLa campagna estiva di alcuni giornali del centrodestra è stata il tentativo di dar vita ad un’autentica lapidazione di tipo islamico contro la mia famiglia”. Quando il metodo è stato applicato a Boffo, a Veronica Lario e prima ancora a Di Pietro, Fini si è forse stracciato le vesti? Non gli è sembrata una presa in giro degli italiani la soluzione del conflitto di interessi data da Frattini (Berlusconi diventa “mero” proprietario, esce in corridoio quando il Consiglio dei Ministri decide qualcosa che riguardano le sue aziende e quindi il conflitto di interessi è risolto) e votata da AN? Si accorge solo adesso che chi ha in mano i mezzi di comunicazione di massa fa il bello è il cattivo tempo e bastona gli avversare come più gli aggrada?La legge Gasparri a Fini dice qualcosa? Gasparri non era uno dei suoi (ormai ex) colonnelli?

Maurizio Gasparri mentre zittisce Europa 7 e dà una mano a Mediaset

Maurizio Gasparri mentre zittisce Europa 7 e dà una mano a Mediaset

FEDERALISMO – “Il federalismo è possibile solo se sarà fatto nell’interesse di tutta l’Italia, non soltanto nella parte più sviluppata del Paese”. Fini tranquillizza gli elettori meridionali che costituiscono il grosso della sua base elettorale, ma non dice come e con quali risorse.

GIUSTIZIA – “Io non sarò mai contrario al lodo Alfano o al legittimo impedimento … Berlusconi ha il diritto di governare senza che una parte della magistratura lo possa mettere fuorigioco…Dobbiamo lavorare …per una legge, come in altri paesi d’Europa per tutelare la figura del capo del governo. E quindi non la cancellazione dei processi, ma la sospensione”. Un colpo al cerchio, uno alla botte. Per Fini, che ha guidato partiti storicamente “legge e ordine” quale MSI e AN, che poi ha fatto in nome e per conto di Berlusconi una lunga lotta contro il cosiddetto “giustizialismo” delle sinistre e di Di Pietro, è molto difficile essere coerenti fino in fondo.

Fini a Mirabello : riflesso pavloviano

Fini a Mirabello : riflesso pavloviano?

ECONOMIA -“Il nostro governo ha ben fermato la crisi, ma oggi dobbiamo far ripartire l’economia. Non basta che i nostri conti pubblici tengano. Dobbiamo far ripartire l’economia … facendo le riforme che erano nel programma originario del Pdl. Riforme che portino una sintesi, ad un nuovo patto tra il capitale e il lavoro. Mettendo i produttori di ricchezza dalla stessa parte della barricata.“. Si ripropongono forse le corporazioni di nostalgica memoria?

ETICA – “Chiamo a raccolta … L’Italia onesta … quella dell’etica che un padre insegna ad un figlio. Il senso del dovere, di appartenenza e civico…Sono i deboli che hanno bisogno di garanzie e non i più forti. Questo per me è il centrodestra e della politica con la p maiuscola“. Abbandonati i condoni, gli scudi fiscali per evasori ed esportatori di capitali all’estero, riafforano gli antichi ricordi della destra sulla politica sociale a favore delle fasce più deboli, possibile punto di incontro con i cattolici e le sinistre.

PATTO DI LEGISLATURA – “Si va avanti senza ribaltoni o ribaltini, senza cambi di campo. E senza atteggiamenti che possano dare in alcun modo agli elettori la sensazione che noi si abbia raccolto voti nel centrodestra per poi portarli da qualche altra parte..  “Si va avanti … convinti della necessità di onorare quel patto con gli elettori, ma fino in fondo, senza magari aggiungerci qualche parte che nel programma non c’era e che invece diventa un’emergenza”. Tradotta in italiano : Caro Silvio, assumiti tu la responsabilità di andare a elezioni anticipate, dato che chi provoca le elezioni di solito viene penalizzato dagli elettori.

NOSTRO COMMENTO FINALE : Gioco delle parti, tentativo di sventare la successione di Tremonti a Berlusconi, vera conversione ai principi della destra conservatrice europea? Non lo sappiamo, ma speriamo nella terza che ho detto.

Ricordiamo l’imbarazzo mostrato qualche anno fa al Parlamento Europeo da Fini, allora Ministro degli Esteri,

L'impagabile gaffeur di Arcore

L'impagabile gaffeur di Arcore in una delle sue più riuscite esibizioni

a fianco di un Berlusconi che dava del kapo’ al parlamentare tedesco Schulz, che aveva perso dei familiari in un campo di concentramento nazista. Ciò  lascia intravedere che anche un politico di lungo corso come Fini talvolta può provare reale disagio per tutto il pelo che gli è cresciuto sullo stomaco, specie da quando si è accompagnato al Sire di Arcore. Speriamo dunque che Fini non abbia deciso solo di adottare un nuovo look, ma che studi davvero per diventare leader di un partito conservatore di tipo europeo.

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Altan, 1980

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Tra il “Governo del Fare” e quello del “dire, baciare, lettere …”

Posted by pocavista su 27 agosto 2010

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Sconto fiscale per la Mondadori : "Intanto ho risparmiato io. Ma da qualche parte bisogna pur cominciare!"

Se vuoi vai; se non vuoi manda. Proverbio ben conosciuto e di cui il Leader Supremo ha recentemente fornito una sua personale versione lombarda : “ghe pensi mi!“. In effetti in tutti questi anni che è stato al Governo o all’opposizione “el gh’aà pensà” anche troppo bene. Dopo Tangentopoli, quando i suoi referenti politici erano stati spazzati via dall’indignazione popolare, ha deciso che era giunto il momento di occuparsi di certe cose in prima persona. Ed è sceso, con rispetto parlando, in campo. Come si dice : chi fa per sè, fa per tre.

Oggi, in clima elettorale, il “Governo del Fare” ha messo in giro una pubblicità per iPad e iPhone. Le famose “Tre I” della propaganda berlusconiana del 2001 sono così destinate ad aumentare di numero.

Nella fretta, gli autori del compitino pubblicitario si sono dimenticati di inserirvi i fatti più significativi che hanno caratterizzato l’attività politica di Berlusconi e dei suoi governi. Cerchiamo dunque di colmare qualche lacuna, con l’aiuto di P.Caterisano, che ringraziamo :

Duilio Poggiolini

Uno dei casi più eclatanti di Tangentopoli. Ma che sarà mai un puff pieno di soldi e gioielli rispetto a quello che succede oggi!

“1. Decreto Biondi 1994. Approvato dal governo Berlusconi I, vieta la custodia cautelare in carcere trasformata in arresti domiciliari per i reati contro la Pubblica amministrazione e quelli finanziari, comprese la corruzione e la concussione, proprio mentre alcuni ufficiali della Guardia di Finanza confessano di essere stati corrotti da quattro società del gruppo Fininvest Mediolanum, Videotime, Mondadori e Tele+… Il decreto provoca la scarcerazione immediata di 2764 detenuti, dei quali 350 sono colletti bianchi coinvolti in Tangentopoli compresi la signora Poggiolini, l’ex ministro Francesco De Lorenzo e Antonino Cinà, il medico di Totò Riina. Le proteste di piazza contro il “Salvaladri” inducono la Lega e An a ritirare il consenso al decreto e a costringere Berlusconi a lasciarlo decadere in Parlamento per manifesta incostituzionalità. Subito dopo vengono arrestati Paolo Berlusconi, il capo dei servizi fiscali della Fininvest Salvatore Sciascia e il consulente del gruppo Massimo Maria Berruti, accusato di aver depistato le indagini subito dopo un colloquio con Berlusconi.

2. Legge Tremonti 1994. Il decreto …detassa del 50% gli utili reinvestiti dalle imprese, purchè riguardino l’acquisto di “beni strumentali nuovi”. La neonata società Mediaset … utilizza la legge per risparmiare 243 miliardi di lire di imposte sull’acquisto di diritti cinematografici per film d’annata: che non sono beni strumentali, ma immateriali, e non sono nuovi, ma vecchi. A sanare l’illegalità interviene il 27 ottobre 1994 una circolare “interpretativa” …

3. Rogatorie (2001). Berlusconi fa approvare una legge che cancella le prove giunte dall’estero per rogatoria ai magistrati italiani, comprese ovviamente quelle che dimostrano le corruzioni dei giudici romani da parte di Previti & C.

Cesare Previti

Cesare Previti

4. Falso in bilancio (2002). Siccome Berlusconi ha cinque processi in corso per falso in bilancio… il governo fa abbassare le pene da 5 a 4 anni per le società quotate e addirittura a 3 per le non quotate (prescrizione più breve, massimo 7 anni e mezzo per le quotate e 4 e mezzo per le non quotate; e niente più custodia cautelare né intercettazioni); rendono il falso per le non quotate perseguibile solo a querela del socio o del creditore; depenalizzano … il falso nel bilancio presentato alle banche; fissano amplissime soglie di non punibilità … Così tutti i processi al Cavaliere per falso in bilancio vengono cancellati…

5. Mandato di cattura europeo (2001). Unico fra quelli dell’Unione europea, il governo Berlusconi II rifiuta di ratificare il “mandato di cattura europeo”, ma solo relativamente ai reati finanziari e contro la Pubblica amministrazione .

6. Cirami (2002). I difensori di Previti e Berlusconi chiedono alla Cassazione di spostare i loro processi a Brescia perché, sostengono, a Milano l’intero Tribunale è viziato da inguaribile prevenzione contro di loro. E…reintroducono il vecchio concetto di “legittima suspicione” per motivi di ordine pubblico … ma la Cassazione, nel gennaio 2003, respinge la richiesta di trasloco: il Tribunale di Milano è sereno e imparziale.

7. Lodo Maccanico-Schifani (2003). La Cdl approva la legge 140, primo firmatario Renato Schifani,

Renato Schifano, nelle due versioni con riporto e senza

Haute Couture - Renato Schifani, mostra le due collezioni : inverno (con riporto) ed estate (senza)

che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica, della Camera, del Senato, del Consiglio e della Corte costituzionale. I processi a Berlusconi si bloccano in attesa che la Consulta esamini le eccezioni di incostituzionalità sollevate dal Tribunale di Milano. E ripartono nel gennaio 2004, quando la Corte boccia il “lodo”.

8. Ex Cirielli (2005). Il 29 novembre 2005 la Cdl vara la legge ex Cirielli … che riduce la prescrizione per gli incensurati e trasforma in arresti domiciliari la detenzione per gli ultrasettantenni (Previti ha appena compiuto 70 anni, Berlusconi sta per compierli). La legge … decima i capi di imputazione del processo Mediaset (la frode fiscale passa da 15 a 7 anni e mezzo) e cerca di annientare il processo Mills (la corruzione anche giudiziaria si prescrive non più in 15, ma in 10 anni).

9. Condono fiscale (2002). La legge finanziaria 2003 varata nel dicembre 2002 contiene il condono tombale….Mediaset ne approfitta subito per sanare le evasioni di 197 milioni di euro contestate dall’Agenzia delle entrate pagandone appena 35. Anche Berlusconi usa il condono per cancellare con appena 1800 euro un’evasione di 301 miliardi di lire contestata dai pm di Milano.

10. Condono per i coimputati (2003). Col decreto 143 c’è la “interpretazione autentica” del condono, il governo ci infila anche coloro che hanno “concorso a commettere i reati”…il governo Berlusconi salva anche i 9 coimputati del premier, accusati nel processo Mediaset di averlo aiutato a evadere con fatture false o gonfiate.

11. Pecorella (2006). Salvato dalla prescrizione nel processo Sme, grazie alle attenuanti generiche, Berlusconi … fa approvare per sicurezza nel dicembre 2005 la legge che abolisce l’appello, ma solo quando lo interpone il pm contro assoluzioni o prescrizioni.

gaetano pecorella

Gaetano Pecorella, Ma che c... di leggi vuoi ancora?

In caso di condanna in primo grado, invece, l’imputato potrà ancora appellare. Il presidente Ciampi respinge la Pecorella in quanto incostituzionale. Berlusconi allunga di un mese la scadenza della legislatura per ripresentarla uguale e la fa riapprovare (legge n.46) nel gennaio 2006. Ciampi stavolta è costretto a firmarla. Ma poi la Consulta la boccia in quanto incostituzionale.

12. Frattini (2002). Il 28 febbraio 2002 la Cdl approva la legge Frattini sul conflitto d’interessi: chi possiede aziende e va al governo, ma di quelle aziende è soltanto il “mero proprietario”, non è in conflitto d’interessi e non è costretto a cederle. Unica conseguenza per il premier:deve lasciare la presidenza del Milan

Franco Frattini

Franco Frattini, uno che sa guardare oltre (che cosa non lo sa nemmeno lui)

13.Gasparri-1(2003). In base alla nuova sentenza della Consulta del 2002, entro il 31 dicembre 2003 Rete4 deve essere spenta e passare sul satellite. Il 5 dicembre la Cdl approva la legge Gasparri sulle tv: Rete4 può seguitare a trasmettere “ancorchè priva di titolo abilitativo”, cioè anche se non ha più la concessione dal 1999; il tetto antitrust del 20% sul totale delle reti non va più calcolato sulle 10 emittenti nazionali, ma su 15 (compresa Telemarket). Dunque Mediaset può tenersi le sue tre tv. Quanto al tetto pubblicitario del 20%, viene addirittura alzato grazie al trucco del “Sic”, che include un panel talmente ampio di situazioni da sfiorare l’infinito. Confalonieri calcola che Mediaset potrà espandere i ricavi di 1-2 miliardi di euro l’anno. Ma il 16 dicembre Ciampi rispedisce la legge al mittente: è incostituzionale.

14. Berlusconi salva-Rete4 (2003). Mancano due settimane allo spegnimento di Rete4. Alla vigilia di Natale, Berlusconi firma un decreto salva-Rete4 (n.352) che concede alla sua tv l’ennesima proroga semestrale, in attesa della nuova Gasparri.

15. Gasparri-2 (2004). La nuova legge approvata il 29 aprile 2004, molto simile a quella bocciata dal Quirinale, assicura che Rete4 non sfora il tetto antitrust perché entro il 30 aprile il 50% degli italiani capteranno il segnale del digitale terrestre,

Maurizio Gasparri, zittisce Europa 7

Maurizio Gasparri mentre zittisce Europa 7

che garantirà loro centinaia di nuovi canali. Poi però si scopre che, a quella data, solo il 18% della popolazione riceve il segnale digitale. Ma poi l’Agcom dà un’interpretazione estensiva della norma: basta che in un certo luogo arrivi il segnale digitale di una sola emittente, per considerare quel luogo totalmente digitalizzato. Rete4 è salva, Europa 7 è ancora senza frequenze.

16. Decoder di Stato (2004). La finaziaria per il 2005 varata nel dicembre 2004 prevede un contributo pubblico di 150 euro nel 2004 e di 70 nel 2005 per chi acquista il decoder per la nuova tecnologia televisiva.

17. Salva-decoder (2003). Il digitale terrestre è un affarone per Mediaset… il governo che ha depenalizzato il falso in bilancio porta fino a 3 anni con 30 milioni di multa la pena massima per smart card fasulle per le pay tv.

18. Salva-Milan (2002). Col decreto 282/2002, convertito in legge il 18 febbraio, il governo Berlusconi consente alle società di calcio… di ammortizzare sui bilanci 2002 e spalmare nei dieci anni successivi la svalutazione dei cartellini dei giocatori. Il Milan risparmia 242 milioni di euro.

19. Salva-diritti tv (2006). Forza Italia blocca il ddl, appoggiato da tutti gli altri partiti di destra e di sinistra, per modificare il sistema di vendita dei diritti tv del calcio che penalizano le società di calcio più piccole.

20. Tassa di successione (2001). Il 28 giugno 2001 il governo Berlusconi abolisce la tassa di successione per i patrimoni superiori ai 350 milioni di lire (fino a quella cifra l’imposta era già stata abrogata dall’Ulivo). Per combinazione, il premier ha cinque figli e beni stimati in 25mila miliardi di lire.

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Giulio Tremonti, strabiliato da ciò che gli tocca sentire in Consiglio dei Ministri

22. Villa abusiva con condono (2004). Il 6 maggio 2004, mentre «La Nuova Sardegna» svela gli abusi edilizi a Villa Certosa, Berlusconi fa approvare due decreti. Il primo … contiene anche un piano (segretato) per la sicurezza di Villa La Certosa. Il secondo individua la residenza di Berlusconi in Sardegna come «sede alternativa di massima sicurezza per l’incolumità del presidente del Consiglio e per la continuità dell’azione di governo». Ed estende il beneficio anche a tutte le altre residenze del premier e famiglia sparse per l’Italia. Così si bloccano le indagini sugli abusi edilizi nella sua villa in Costa Smeralda. Poi nel 2005 il ministro dell’Interno Pisanu toglie il segreto. Ma ormai è tardi. La legge n. 208 del 2004, varata dal governo Berlusconi, estende il condono edilizio del 2003 anche alle zone protette: come quella in cui sorge la sua villa. Prontamente la Idra Immobiliare, proprietaria delle residenze private del Cavaliere, presenta dieci diverse richieste di condono edilizio. E riesce a sanare tutto per la modica cifra di 300mila euro.

23. Ad Mediolanum (2005). .. Forza Italia impone una serie di norme favorevoli alle compagnie assicurative nella riforma della previdenza integrativa e complementare (dl 252/2005), fra cui lo spostamento di 14 miliardi di euro verso le assicurazioni, alcune norme che forniscono fiscalmente la previdenza integrativa individuale (a beneficio anche di Mediolanum, di proprietà di Berlusconi e Doris) …Nel gennaio del 2004, le Poste Italiane con un appalto senza gara hanno concesso a Mediolanum l’utilizzo dei 16mila sportelli postali sparsi in tutta Italia.

24. Ad Mondadori-1 (2005). Il 9 giugno 2005 il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti stipula

Letizia Moratti, prima e dopo il lifting

Letizia Moratti, prima e dopo il lifting

un accordo con le Poste Spa per il servizio «Postescuola»… le case editrici non consegneranno i loro volumi direttamente, ma tramite la Mondolibri Bol, una società posseduta al 50 per cento da Arnoldo Mondadori Editore Spa, di cui è mero proprietario Berlusconi. L’Antitrust esamina il caso, ma pur accertando l’indubbio vantaggio per le casse Mondadori, non può censurare l’iniziativa perché a firmare l’accordo non è stato il premier, ma la Moratti.

25. Indulto (2006). Nel luglio 2006 centrosinistra e centrodestra approvano l’indulto Mastella

Clemente Mastella "Io non c'entro"

Clemente Mastella "Io centro. Ma non c'entro".

(contrari Idv, An, Lega, astenuto il Pdci): 3 anni di sconto di pena a chi ha commesso reati prima del 2 maggio di quell’anno. Lo sconto vale anche per i reati contro la Pubblica amministrazione (che sul sovraffollamento della carceri non incidono per nulla), compresa la corruzione giudiziaria, altrimenti Previti resterebbe agli arresti domiciliari.

26. Lodo Alfano (2008). Nel luglio 2008, alla vigilia della sentenza nel processo Berlusconi-Mills, il Pdl tornato al governo approva il lodo Alfano che sospende sine die i processi ai presidenti della Repubblica, della Camera, del Senato e del Consiglio. Soprattutto del Consiglio. Nell’ottobre 2009 la Consulta boccerà anche quello in quanto incostituzionale.

27. Più Iva per Sky (2008). Il 28 novembre 2008 il governo raddoppia l’Iva a Sky, la pay-tv di Rupert Murdoch, principale concorrente di Mediaset, portandola dal 10 al 20%.Meno spot per Sky (2009). Il 17 dicembre 2009 il governo Berlusconi vara il decreto Romani che obbliga Sky a scendere entro il 2013 dal 18 al 12% di affollamento orario di spot.

28. Ad listam (2010). Visto che le liste del Pdl sono state presentate fuori tempo massimo nel Lazio e senza timbri di autenticazione a Milano, il governo vara un decreto “interpretativo” che stravolge la legge elettorale, sanando ex post le illegalità commesse per costringere il Tar a riammetterle. Ma non si accorge che, nel Lazio, la legge elettorale è regionale e non può essere modificata da un decreto del governo centrale. Così il Tar ribadisce che la lista è fuorilegge, dunque esclusa.

29. Il legittimo impedimento (2010).

Al Fano

Al Fano, Escogito ergo sum!

Non sapendo più come bloccare i processi Mediaset e Mills, Berlusconi fa approvare il 10 marzo 2010 una legge che rende automatico il “legittimo impedimento” a comparire nelle udienze per sé stesso e per i suoi ministri, il tutto per una durata di 6 mesi, prorogabili fino a 18. Basterà una certificazione della Presidenza del Consiglio e i giudici dovranno fermarsi, senza poter controllare se l’impedimento sia effettivo e legittimo.

30. Norma salva- Mondadori inserita nella Legge Finanziaria per il 2010 che consentirà alla Fininvest di pagare 8,6 milioni di tasse evase invece che 173 milioni oltre interessi e sanzioni.

Il tutto in attesa della soluzione finale, cioè delle nuove leggi ad personam che porteranno il totale a quota 41 : “processo breve”, anti-intercettazioni e lodo Alfano-bis costituzionale. Cioè incostituzionale.”

Abbiamo ripreso la precedente lista dal blog di Pasquale Caterisano al quale rimandiamo per una più trattazione più dettagliata. Naturalmente se qualcuno ci segnalasse delle inesattezze nella precedente lista, ne daremmo immediata notizia e provvederemo alle rettifiche del caso.

Recentemente il pio Bondi, da cattolico, ha espresso “sconcerto e disgusto” per l’editoriale di Famiglia Cristiana diretta da Don Sciortino, in cui si critica il Leader Supremo.

Sandro Bondi dopo il viaggio ad Arcore (a destra)

Sandro Bondi dopo il viaggio ad Arcore e la conversione (a destra)

Il cattolicissimo ed ex-comunista Bondi non ha mai provato “sconcerto e disgusto” quando ha appoggiato tutti i provvedimenti sopra elencati?

Bene, questo è il Governo del Fare e i Bondi, i Feltri e i Capezzoni i suoi aedi. Ma dopo le vicende che hanno visto il premier agli onori delle cronache per vicende piccanti con giovani donne, rilasciare dichiarazioni imbarazzanti e strampalate (una delle più recenti : “sconfiggeremo il cancro in tre anni“, vedi ultime elezioni regionali), inviare libri autobiografici a milioni di famiglie italiane, il governo del Leader Supremo si è guadagnato sul campo anche il titolo di Governo del Dire, del Baciare e delle Lettere. Manca solo il Testamento.

berluscon-ad-personam

Fini sta lavorando al testamento. Però con scarse probabilità di riuscita, visto che il Leader Supremo – con la mossa del predellino – ha arruolato al suo seguito gran parte delle truppe di AN e gli sta scatenando contro i suoi lanzichenecchi mediatici.

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DON SCIORTINO, IL GIORNALE E IL PARTITO DELL’AMORE

Posted by pocavista su 26 agosto 2010

C’è un editoriale “scomodo”don-sciortino1 nel prossimo numero del settimanale cattolico più diffuso in Italia. Famiglia Cristiana, diretta da Don Sciortino, accusa Berlusconi di volere eliminare le regole che si è data la nostra democrazia, riducendo il bilanciamento dei vari poteri dello stato a puro “formalismo”. Per raggiungere i suoi scopi, Berlusconi farebbe applicare il “metodo Boffo” dagli organi di informazione vicini lui.

Com’è noto ,Vittorio Feltri aveva pubblicato su Il Giornale una “velina” che gettava discredito sul direttore dell’Avvenire Boffo, che si era azzardato ad avanzare qualche timida riserva sulla condotta di Berlusconi, al tempo del Noemi-gate

Noemi - Il lato B

Noemi - Il lato B

e del caso D’Addario. In questi giorni è la volta di Fini con la vicenda della casa di Montecarlo. Probabili candidati al “metodo Boffo” sono Don Sciortino (pericoloso perché semina qualche dubbio anche tra l’elettorato cattolico più tradizionalista) e Montezemolo (potenzialmente dannoso perché imprenditore assai popolare che può sottrarre voti alla destra).

E’ altresì noto che, una volta dimessosi Boffo travolto dallo scandalo, l’ineffabile Feltri dichiarava che la “velina” sputtanante era falsa. Feltri è stato sospeso per sei mesi dall’ordine dei giornalisti, ma continua come se niente fosse. Analogo metodo seguito a suo tempo da Feltri nei confronti di Antonio Di Pietro, accusato per anni dalle pagine de Il Giornale di avere preso soldi da Pacini Battaglia. Feltri poi dovette scusarsi con Di Pietro sulle stesse pagine del Giornale, dichiarando di aver scritto il falso e proclamando la propria immutata stima nei confronti del PM molisano.Ricordiamo che il quotidiano berlusconiano versò 750 milioni di lire (1997) a Di Pietro per fargli ritirare le querele.

Uno appena appena normale a questo punto non troverebbe niente di scandaloso nel settimanale di Don Sciortino, che denuncia la deriva populista-autoritaria del berlusconismo e l’indecoroso ricorso al “Metodo Boffo” per massacrare chi dissente dal Leader Supremo.

C’è qualcuno a cui appare denigratoria o contraria al vero la frase seguente (pronunciata da Gianfranco Fini nel dicembre del 2009) : «Berlusconi confonde il consenso popolare, che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo.»? Chi trova eversiva l’affermazione che c’è «una dirigenza di partito (PdL, n.A.) che fa uso dei bei volti e dei bei corpi di persone che con la politica non hanno molto a che fare, allo scopo di proiettare una (falsa) immagine di freschezza e rinnovamento»?

Oggi Sandro Bondi, «soprattutto come cattolico», esprime «sconcerto e disgusto». Per l’uso strumentale delle belle donne in politica? Per la pretesa “immunità” del suo capo nei confronti delle altre istituzioni di garanzia e controllo?

Il pio Ministro Bondi, in una delle sue trasfigurazioni

Il pio Ministro Bondi, mentre tenta di imitare Santa Teresa, in una delle sue più riuscite trasfigurazioni

Per il malcostume che assurge agli onori della cronaca soprattutto tra esponenti del proprio partito? Ma quando mai! Il pio Bondi, ex-sindaco comunista di Fivizzano, trasferitosi ad Arcore per stare più vicino al suo amato Leader (non si può mai sapere, un improvviso bisogno notturno quando la servitù è a riposo, come un po’ di bicarbonato, un pitale troppo pieno con cui irrorare il dissenziente di turno), se la prende invece con Don Sciortino.

Per uno dei principali esponenti del Partito dell’Amore non c’è male. Ma d’altra parte il suo Capo ha già definito “coglioni” quelli che non lo votano, Brunetta ha mandato “ a morì ammazzati”gli intellettuali di sinistra, La Russa, durante

Il tipico aplomb del Ministro La Russa

Il tipico aplomb del Ministro La Russa

la sfilata del Columbus Day del 2009, ha dato pubblicamente del pedofilo ad un contestatore che gli rimproverato di aver votato il Lodo Alfano. La Russa in USA Il mansueto Bondi non a caso è uno dei coordinatori del PdL ed è in piena sintonia con la base del Partito dell’Amore. Ecco alcuni commenti apparsi sul sito WEB de “Il Giornale” in questi giorni. Don Sciortino viene definito dai cattolicissimi lettori di destra nei modi più amorevoli:

#9 zorzi graziano (81) il 24.08.10 alle ore 17:03 :… esseri come don sciortino, esseri invertebrati …

#23 alberto51 (434) il 24.08.10 alle ore 17:16 : … un povero diavolo… Misero dentro e misero fuori, ma ricco di arroganza … Dire che è fazzioso (sic) è poco …

#33 zorzi graziano (81) il 24.08.10 alle ore 17:26 : Sciortino (lascerai)….un senso di nausea…

#40 giovanni PERINCIOLO (249) il 24.08.10 alle ore 17:29 : … questo ignobile scribacchino pontificante …questo velenoso individuo …

#45 carspagn (11) il 24.08.10 alle ore 17:36 : … questa ninfa Egeria dei cattocomunisti col suo giornalucolo parrocchiale … E’ di una faziosità vergognosa … Feltri: trattamento Boffo anche per costui, ne avrà scheletri nell’armadio! (speriamo non di bambini…)

#44 segalag (10) il 24.08.10 alle ore 17:34 : … Don Sciortino che è tutto fuorchè un “prete”…

#41 centocinque (1785) il 24.08.10 alle ore 17:30 : …don Sciortino e la coorte degli utili idioti …

#55 giosafat (218) il 24.08.10 alle ore 18:02 : … guitto farneticante… sto don del piffero!!!

#51 etasrl (108) il 24.08.10 alle ore 17:52 : … una persona così astiosa e accecata da vero e proprio odio…

#105 lucaitalia (15) il 24.08.10 alle ore 22:48 : … sara’ forse ubriaco quando scrive…

#103 Pulitzer (31) il 24.08.10 alle ore 22:42 : … Sciortino …fa rima con cretino.

#32 antares4646 (301) il 24.08.10 alle ore 17:25 : … un totale idiota come questo don Sciortino o meglio “don Sciocchino” …

#171 franco peppe (65) il 25.08.10 alle ore 12:57 : Don Scioltino vuol fare il don Strunzo della situazione.

#176 antonio54 (130) il 25.08.10 alle ore 15:41:

un Comunista, pelandrone e invidioso…. deve andare a lavorare i campi, con una bella vanga, però nell’eldorado Cubano! dai suoi amici comunisti…

Accanto a questa spontanea manifestazione amore cristiano, qualcuno nel popolo dei destri cerca di dare prova di un pensiero più articolato, che vada oltre l’insulto immediato.

Per esempio, il lettore Giacomo45 vanta entrature molto in alto. Il 24.08.10 alle ore 17:44 scrive minaccioso: O la Chiesa prende le distanze da don Sciortino, o io prendo le distanze dalla Chiesa . Quando sarà il momento, ne parlerò direttamente con il Padreterno.

C’è chi ipotizza un ritorno ai bei tempi dell’Inquisizione :

#42 gamma (395) il 24.08.10 alle ore 17:33 : gif-diavoletto-simpaNon è che per caso Don Sciortino sia posseduto da Satana ?

C’è anche un lettore che, con carità cristiana, ne augura il martirio in terra di missione :

#64 graffias (514) il 24.08.10 alle ore 18:17 scrive: … più che un prete … sembra un esponente politico ed anche molto esaltato. Forse una bella spretatina o una sospensione a divinis non gli farebbe male. Se poi il suo entusiasmo cristiano lo conducesse in qualche lontano paese tipo Sudan, Uganda, Arabia Saudita , Iraq, Cina o altri di cui ora non mi sovviene, penso che sarebbe il modo migliore per glorificare la fede, e molto probabilmente , lo vedremmo su un bell’arazzo sorridente in Piazza San Pietro.

Ecco poi un cristianissimo Pol Pot di destra, che come nella Cambogia di qualche anno fa, vuol mandare tutti a lavorare la terra. #92 elio2 (1438) il 24.08.10 alle ore 22:15 scrive:

é solo un esaltato che si crede anche prete, ma in effetti cosa sia veramente un prete per il cristiano, lui non lo sà (sic). Il suo giornale fà (sic) politica, come tutti i giornali di sinistra, e come tutti i giornali che pubblicano solo ideologia, che il Paese non vuole più neanche gratis, hanno il crollo dei lettori. Urge che venga tolto l’aiuto di stato, per la carta stampata e per tutte quelle attività, che si definiscono culturali, ma che sono sono un serbatoio di incapaci, per lavori inutili, che servono solo a procurare consenso, con i nostri soldi, chiaramente. Senza lettori e senza biglietti ai botteghini, qualunque cosa non stia in piedi da sola è giusto che fallisca, e i dipendenti, mandati a lavorare i campi.

Altri lo vorrebbero esiliato in Corea del Nord :

#61 antonio54 (129) il 24.08.10 alle ore 18:13 …anzichè fare il prete, dovrebbe andare ad arare la terra, però in Corea del Nord, così lo sistemano per le feste. E’ solo un Comunista.

Il lettore Cara Libertà, dimostra una inconscia predilezione per l’ossimoro e declama

#75 Cara.Libertà (90) il 24.08.10 alle ore 20:48 scrive: Catto-comunisti in stile aborto e divorzio! (Cara Libertà di che? Non si dovrebbe nemmeno poter divorziare?)

Don Sciortino diventa per qualcuno anche “golpista” :

#80 cleomartone (39) il 24.08.10 alle ore 21:05 scrive:

Escono allo scoperto tutti, piano piano i golpisti, che spalleggiavano Fini: inquieti per il mancato raggiungimento dell’obiettivo! Ora Sciortino!

Un lettore che ha scelto uno pseudonimo troppo impegnativo, si sente in dovere di fare sfoggio di un linguaggio che vorrebbe essere colto e sarcastico. Ma lo sforzo è evidentemente eccessivo e il risultato è il seguente :

#78 parmenide (90) il 24.08.10 alle ore 21:02 scrive:

lei si lascia prendere dal cervello dei rettili che normalmente è presente in tutti noi, solitamente non ha la prevalenza di rappresentanza dal momento che è tacitato dalla corteccia cerebrale. Se è così deduco che lei ne abbia molto poca, con l’aggravante che lei è un uomo di chiesa in cui dovrebbe albergare oltre che la fede anche la cristiana tolleranza e il sceverare quello che è di Dio e ciò che è di Cesare. Lei invece si presenta uomo sintesi di un cattocomunismo che si pensava fosse ormai archeologia. Devo dire che non è neppure originale corifeo di una battaglia politica becera, arrogante assieme a chi con il vangelo non ha e mai avuto a che fare. Faccia penitenza attraverso il silenzio di un ravvedimento.

SPAIN TRADITION

Il forte impegno a difesa della sacralità della vita e dei valori cristiani

Poi c’è il lettore che vuol “mettere le mani nelle tasche” dei preti :

#95 velenosoveleno (605) il 24.08.10 alle ore 22:22 scrive:

Il novello Torquemada don Sciortino si preoccupi di far pagare all’erario di Cesare quanto dovuto per tutti i beni che avete , così come Gesù Cristo ha chiaramente detto nei vangeli…

Qualcuno suggerisce a Feltri i contenuti per il “Metodo Boffo” da applicare al Don : #100 alessandro bettoni (944) il 24.08.10 alle ore 22:28 scrive:

Don Sciortino ci faccia un monotematico di “famiglia cristiana” dedicato alla pornografia e alla pedofilia e alla omosessualita’ nella chiesa. E anche ai siti gay dove si scrivono i suoi colleghi, ne parli di questo fenomeno. Parli anche delle cause intentate da coloro che quando vennero abusati dai sacerdoti,suoi colleghi, erano bambini di 8-10-12 anni. E di questa schifezza? Fazioso. pedofilia……….e chiesa…

Altri riesumano il brutto slogan antifascista di qualche decennio fa (“fascista carogna ritorna nella fogna”) e ne danno una versione riveduta e corretta.

#98 pricippo (133) il 24.08.10 alle ore 22:25 scrive: … un topo di sagrestiagif-topo-danza che si nasconde dietro un giornale… Costui è un violento che definiscie (sic) gli Italiani idioti o meno a seconda di ciò che votano!! è una mente distorta e presuntuosa che pensa di essere dio … inoltre è uomo di poca fede, ritenendo che la “situazione politica in cui versa l’Italia”, possa sfuggire al supremo controllo di colui che tutto ha creato!

Il lettore rikky46, più pratico, la butta sull’economico do ut des (non ti facciamo pagare, quindi non rompere) #50 rikky46 (1) il 24.08.10 alle ore 17:51 scrive:

Famiglia Cristiana dovrebbe ricordare che deve proprio dire grazie a Berlusconi se sui beni immobili della Chiesa non viene applicata l’ICI, mentre i partiti dell’opposizione vorrebbero reintrodurla e ben gli starebbe…

Qualcuno si fa prendere la mano e, già che c’è, lo accusa anche di commercio di armi e di riciclaggio :

#111 aldo1942 (101) il 24.08.10 alle ore 23:03 scrive:

… Che credibilità può avere uno come lei che con lo “IOR”, ha partecipato al commercio di armi, riciclaggio di denaro a intrighi internazionali a rubare la dignità e l’integrità fisica e morale di chi vi è stato affidato? Non le pare di appartenere a quei falsi pastori che vogliono mantenere il potere temporale del clero, vivere di soprusi e malvagità, mantenere il popolo nella povertà e nell’ignoranza per meglio operare?Famiglia Cristiana gif-strega-su-scopadovrebbe sapere che non siamo più nel Medio Evo e la caccia alle streghe non è più di moda.

Manca solo che qualche lettore accusi Don Sciortino di praticare la magia nera e poi saremmo al completo.

Ma, in effetti, l’unico reato di cui potrebbe essere incolpato Don Sciortino è l’abigeato perchè Famiglia Cristiana sta sottraendo qualche pia pecorella dall’ovile di Arcore.gif-pecorelle-danzanti

Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sulla cultura e sui veri sentimenti che animano la base del Partito dell’Amore, frequenti con regolarità il sito WEB de Il Giornale e ne scorra i commenti.  E poi forse si renderà conto che il problema non è costituito dai Berlusconi, Feltri,  Capezzone e Bondi, ma dagli italiani.

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Sgarbi su “Il Giornale” parla dell’Uccello di Fuoco di Berlusconi. Politica dal “culo flaccido” e mondo femminile nel pensiero del “cosiddetto” critico d’arte.

Posted by pocavista su 14 agosto 2010

 

 

Da Stravinskij a Berlusconi

Su “Il Giornale” del 1 febbraio 2011, Sgarbi scrive un articolo sul caso Ruby, dove  immagina un eventuale interrogatorio di Berlusconi da parte della Bocassini, in cui afferma che “Berlusconi in privato …fa ascoltare” l’Uccello di Fuoco”  alla sedicente nipote di Mubarak”. Inevitabile la domanda : l’Uccello è quello di Igor Stravinskij o quello dello statista di Arcore?

Sgarbi  – da presunto cultore della materia – si intrattiene volentieri sul rapporto tra uomini politici e mondo femminile, spesso popolato da giovanissime aspiranti al successo disposte a “un rapporto affettuoso”, come Nicole Minetti, di un uomo politico anziano dal “culo flaccido”(così l’ha definito la Minetti), casualmente ricco, potente e soprattutto e generoso.

Nell’articolo, fa capolino la visione del mondo di Sgarbi sulle donne, che lui pensa di conoscere bene, dato che ne frequenta “cinquanta a settimana”. Roba da far impallidire il presunto harem di Berlusconi.

Già in precedenza Sgarbi su Il Giornale aveva parlato di Fini e di Berlusconi e del loro rapporto con le donne, criticando Fini e lodando Berlusconi.

Tutto nasce quando Sgarbi rilascia un’intervista al settimanale “A” sul caso Fini-Tulliano-casa di Montecarlo.   Feltri si butta a pesce e il 14 agosto pubblica un’articolessa del primo cittadino di Salemi.

 

Vittorio Sgarbi. Chi era costui?

Tutti sanno chi è Sgarbi. Garbato, cortese, assai rispettoso con gli interlocutori che dissentono da lui, riservato, fedele. sgarbi-incazzato-1Tiene molto alla legalità, tanto è vero che non si conoscono nemmeno sue infrazioni ai divieti di sosta. In effetti ha girato per anni con la scorta di stato pagata dai contribuenti.

Si dichiara critico d’arte e polemista. Molti nutrono più di un dubbio sulla prima qualifica, mentre sulla seconda non possiamo che convenire. Se qualcuno non ne fosse convinto, può consultare su Youtube la hit parade delle performance televisive del pacato intellettuale.

Sgarbi – da vero uomo di mondo – si muove a tutto campo, come risulta dal suo curriculum. sgarbi-incazzato-2Su Wikipedia qualcuno si è preso la briga di elencare le sue numerose condanne – per truffa ai danni dello stato (definitiva) e soprattutto per diffamazione – cui si è talvolta sottratto, suo malgrado, con indulti e prescrizioni.

Ma ciò a cui tiene di più sembra sia la coerenza. Al riguardo,  Wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Vittorio_Sgarbi) riporta anche il robusto curriculum delle militanze politiche del Nostro:

 

  • Partito Comunista Italiano, che lo ha candidato a sindaco di Pesaro;
  • Partito Socialista Italiano, per il quale è stato consigliere comunale a San Severino Marche;
  • DC-MSI, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di San Severino Marche nel 1992;
  • Partito Liberale Italiano, per il quale è stato deputato;
  • Partito Federalista, che ha fondato nel 1995 e poi lasciato per aderire alla Lista Pannella;
  • Lista Marco Pannella, con la Lista Pannella-Sgarbi, abbandonata dallo stesso Sgarbi prima delle elezioni;
  • Forza Italia, nella quale ha inglobato il suo movimento I Liberal Sgarbi-I libertari;
  • Partito Repubblicano Italiano con il quale si è alleato per le elezioni europee nel 2004;
  • Lista Consumatori, con la quale si è candidato per le Politiche del 2006, senza essere eletto;
  • UDC-DC, alleanza con la quale è stato eletto sindaco di Salemi nel 2008;
  • Movimento per le Autonomie con il quale è stato candidato alle Elezioni europee del 2009 nel cartello elettorale del Polo dell’Autonomia nella circoscrizione Isole.
  • Con Rete Liberal, alle regionali 2010 del Lazio ha sostenuto Renata Polverini

Ha inoltre fatto parte dell’Unione Monarchica Italiana”.

 

Roba da fare invidia all’implume Capezzone, ancor giovine di bottega, che però si farà, visto l’impegno che mette nel passare repentinamente da uno schieramento all’all’altro.

L'opione del martin pescatore

L'opinione del martin pescatore

Ci preoccupa l’assenza nel suo curriculum della Sudtiroler VolksPartei e del Movimento per la Ricostituzione del Sacro Romano Impero, ma siamo sicuri che colmerà al più presto queste inaccettabili lacune..

Visto da quale pulpito vien la predica, andiamo a vedere che cosa ha dichiarato il Nostro. Sgarbi, che per due anni ha “mantenuto il doveroso rispetto per Gianfranco Fini” , fin qui non ha detto niente. Ma dopo quello che sta succedendo, avverte l’ obbligo morale di prenderne le difese, dando una sua versione. Fini si è innamorato di questa “ragazza semplice e buona”… “La Tulliani, pure intelligente, è certo più bella che intelligente.” Fini come ogni “uomo innamorato non vede la realtà com’è, e interpreta in modo positivo ciò che altri giudicano malizioso”… “Non voglio dire che Elisabetta Tulliani volesse «sistemarsi». Voglio dire che Fini non doveva farsi sistemare.”

E qui inizia l’affondo : “Si può dunque pensare, anzi oggi è una certezza, che Fini sia stato, nella considerazione popolare, sopravvalutato”

Sgarbi a questo punto mostra tutto il suo talento per rubriche come la posta del cuore dei settimanali femminili. Parla delle ragazze “nell’orbita di uomini di fresco potere del centrodestra”, spesso raccomandate per intraprendere carriere artistiche e televisive. gif-ragazza-che-cammina-sexy1Ma anche delle donne della stagione politica precedente, “dominatrici di altri politici democratici o democristiani”. … “Donne di personalità forti che hanno letteralmente «occupato» i loro uomini condizionandone scelte e destini. Come per Fini, l’epilogo di Mastella si deve al cieco amore per Sandra. Clemente ha fatto saltare tutto, ha perduto se stesso, e ha fatto cadere Prodi per amore di Sandra. Quando essa è stata incriminata, non ci ha visto più e ha abbandonato tutto.” Adesso Alberoni può anche andare in pensione.

Però lui, Sgarbi, mica si fa condizionare dalle donne, come i comuni mortali di sesso maschile. “E ciò – rivela Sgarbi – li differenzia da me, e, anche se in modo più artigianale, da Berlusconi, che ha una sua «ingenuità», che amiamo essere «visitati», non «occupati». E non ci lasciamo travolgere né dal fascino, né dal potere seduttivo di una donna.” Anche Sgarbi, come il Berlusconi così definito dal suo avvocato di fiducia, si vanta di essere una sorta di ghedinesco “Utilizzatore Finale”.

 

D’altro canto Sgarbi afferma che “la Tulliani … non è dominatrice. Chiunque poteva prenderne le misure e non farsi travolgere dal suo giovanile entusiasmo. Meno Fini.” Con la scusa della difesa del Presidente della Camera, a Fini viene dunque affibbiato di fatto il ruolo del pirla che si fa infinocchiare dalla “sgallettata” di turno. L’abilissimo Sgarbi strizza l’occhio al maschilismo di molti elettori di destra,sgallettata-1 che provano una sincera ammirazione per l’Utilizzazione Finale (“una botta e via”è l’elegante espressione di uso comune) e una commiserazione per chi “ci casca”. L’invidia nei confronti del Leader Supremo non è assolutamente appannaggio dei “sinistri”, come la vulgata di destra vuol far credere. La maggior parte dei maschietti di destra, costretta a una “modica dose” di sesso coniugale, guarda con invidia a chi si può permettere l’overdose di sesso extraconiugale (vero o presunto, non ha importanza) con attricette e veline che appare privilegio del potere. Lo ius primae noctis, appreso nei lontani tempi di scuola, riemerge con forza ad opera dei nostri satrapi da avanspettacolo. Al riguardo, in un’intervista rilasciata a “Il Secolo XIX” di Genova, Sgarbi non ce la fa più a trattenersi e, come fosse con gli amici al Bar Sport, si lascia andare a questa dichiarazione “Io frequento 50 donne a settimana e, così come non ho storie d’amore con tutte, da tutte mi libero”. Come a dire “a me Silvio e il Merolone mi fanno una s…”. (Sgarbi dovrebbe sapere che in giro c’è chi conosce non solo Geminello Alvi, ma anche Plauto e il suo Miles Gloriosus e potrebbe fare imbarazzanti paragoni).

Mentre il Fini innamorato è “sorprendente e pericoloso”, al contrario “… l’abile, seppur generoso, Silvio, non ebbe dubbi, non si lasciò travolgere… si è liberato di tutte, anche di Veronica.”berlusco-fa-le-corna

Ma il gentleman ferrarese fornisce materia anche per le gentili lettrici di destra, indotte a pensare che di Fini non ci può fidare perché ha tradito la moglie per una “sgallettata” qualsiasi.

Sgarbi completa il servizietto a Fini, iniziato da Feltri :

 

  • tradisci il patto con gli elettori del PdL perché dissenti da Berlusconi (Feltri)
  • tradisci la fiducia del tuo stesso ex-partito (Feltri, che accusa Fini di uso privato di beni del partito) e non puoi fare il moralizzatore (altro slogan molto in voga tra i destri e i Grillini : “Il più pulito ci ha la rogna”);
  • infine sei un uomo “dabbene” che si lascia abbindolare dalla prima “velina” e quindi come si fa a fidarsi di te (Sgarbi)?

 

 

Ed ora si arriva al dunque. Qualcuno ancora pensa che Fini abbia mostrato disaccordo con Berlusconi per ragioni politiche, come legalità, federalismo e quisquilie di questa natura? Macché, Sgarbi fa sapere che il Fini “travolto dalla passione … si irrita quindi con Berlusconi per alcune sortite di «Striscia la Notizia»” che riguardano la sua compagna. E quindi conclude che “Da questa vicenda Gianfranco esce come un ingenuo, inadeguato a misurarsi con le realtà complesse e difficili della politica”.

In soldoni da “Il Giornale” si comunica alla platea della destra che Fini è: traditore (Feltri), imbroglione (Feltri), fesso (Sgarbi), incapace (Sgarbi). Ciapa su e porta a ca’.

fini-e-berlusca-dissenso

Certo che Sgarbi nell’operazione di demolizione della figura di Fini è assai più sottile di Feltri, che va giù con l’accetta. Se Feltri parla alla pancia degli elettori di destra, qui Sgarbi li titilla ancora più efficacemente dentro le mutande. D’altro canto è noto, non solo ai fan di De Andrè, che anche per il Re Carlo che “tornava dalla guerra … più che l’onor poté il digiuno!”.

 

All’autore di questo post, l’operazione di demolizione della figura di Gianfranco Fini appare invece strumentale e scandalosa. Molto al di là delle sue eventuali responsabilità nella vicenda monegasca, che la magistratura dovrà appurare. Certo, se si dovesse dimettere lui che non è nemmeno indagato, i due grandi Utilizzatori Finali, Berlusconi e Sgarbi – che qualche problemuccio con la giustizia ce l’hanno avuto – cosa dovrebbero fare?

Chi vuole consultare la hit parade di Sgarbi clicchi qui sotto :

SGARBI – The very best of

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A QUANDO UN DOSSIER SU MONTEZEMOLO?

Posted by pocavista su 13 agosto 2010

Una richiesta a Feltri : a quando un dossier su

Luca Cordero di Montezemolo?

no comment

Montezemolo : Berlusconi ci ha deluso!

Gasparri del PdL replica : invece di parlare, scenda in politica e ci faccia vedere cosa sa fare.

Montezemolo ribatte : “È semplicemente ridicolo pensare che per poter esprimere la mia opinione sullo stato del Paese io debba entrare in politica. Questa è una visione miope e autoreferenziale di una casta“.

Nell’attesa di capire cosa farà Montezemolo, intanto abbiamo visto cosa sanno fare Gasparri e soci. E ci è bastato.gasparrimarcor_omissis

Il popolo di destra però va giù duro. Ecco qualche commento, pubblicato sul sito WEB de “Il Giornale”, che riportiamo in versione integrale, errori inclusi.

Un lettore che si firma #67 Pasquale Esposito (299),il 12.08.10, alle ore 14:52, scrive:

CARO MONTEZEMOLO SAREBBE STATO MEGLIO SE LEI FOSSE STATO ZITTO!!! cosi avrebbe fatto piu bella figura, perche non prova lei a vincere un gran premio con tre ruote?, la ferrari ci ha provato ma non ha vinto!!!. in questi 2 anni di governo; BERLUSCONI ha dovuto fare i conti con una crisi mondiale, un terremoto in abruzzo e lo scandalo della munnezza di napoli ed e riuscito a far rilanciare l,industria certo non e che tutto e tornato come prima ma se ci fosse stato bersani al potere l,italia avrebbe fatto la fine della grecia!!!. il governo ha fatto anche delle riforme importanti come quella della scuola che e stata rovinata dai sessantottini, la riforma della PA; HA FERMATO I FLUSSI EMIGRATORI (sic) DEGLI EXTRACOMUNITARI!! e se potrebbe (sic) fare il programma di governo l,italia andrebbe molto meglio invece si e trovato con l,opposizione in casa e non ha potuto fare tutto quello che doveva fare, in piu e contrastato da una magistratura cieca ai bisogni del paese e che fa politica contro di lui!!!” –berlusconi-meno-tasse-per-tutti

Il lettore Esposito non aggiunge però “non abbiamo messo le mani nelle tasche degli italiani”. Altrimenti il repertorio degli slogan televisivi della destra sarebbe quasi completo.

A completarlo ci pensano gli altri lettori. Il lettore “Lepanto” introduce anche l’essenziale elemento dell’ “odio” nei confronti di Berlusconi. Manca, ahinoi, l’ “invidia”, sentimento che potrebbe accomunare Montezemolo ai “sinistri”, come vengono definiti tutti quelli che non sono allineati e coperti nel popolo della libertà vigilata (definizione del giovane Capezzone). Ma tutto sommato possiamo considerare “l’invidia” come un sottoprodotto dell’”odio”. Sempre di peccati capitali si tratta.

#153 lepanto (1199) – lettore, il 12.08.10 alle ore 16:22, scrive:

“Ma questo Cordero quali titoli possiede per parlare di Berlusconi? Nella sua “carriera” ha solo ritirato lauti stipendi dalla Fiat, dalla Ferrari e dalla Confindustria senza mai combinare un tubo.montezemolo-con-attrezzatura-indust Ha passato un’intera vita tra feste, attrici e yatchs, freguentando (sic) unicamente politici della prima repubblica che lui rimpiange enormemente perchè garantiva centinaia di miliardi di lire alla Fiat a fondo perduto con la complicità dei sindacati. Berlusconi ha detto basta a questo andazzo e per questo Cordero lo odia.”

Mentre Lepanto fa anche del gossip su Montezemolo, “ivantabarini” invece riprende gli argomenti ricorrenti a destra contro le” campagne denigratorie e “gossippare” nei confronti del Leader Supremo, e sulla mancanza di leadership della sinistra, che non sarebbe mai “leale”. #158 ivantabarini (2) – lettore , il 12.08.10 alle ore 16:26, scrive:

“Mi dispiace sinceramente, che una persona come Montezemolo .. ci dia spiegazioni sulla vita politica italiana, alquanto farneticanti; forse dovrebbe valutare più attentamente che le varie campagne denigratorie e di gossip, sono l’unica arma della sinistra, di una sinistra priva di un leader che sappia concretizzare un’opposizione leale. Le parole di Montezemolo sono una vera delusione. Ivan”

berluscono-vasa-vasa

Il Partito dell'Amore

Luca farebbe bene a stare zitto perché non conosce la materia. Siamo l’unico paese nel quale la magistratura oltre che istituzione é anche partito politicamente impegnato. Questa anomalia insieme al debito pubblico e ad una cultura di sinistra ancora radicata sia pure per retaggio del passato impedisce le riforme che sarebbero utili e necessarie e per le quali serve un accordo oltre la maggioranza a causa delle inevitabili implicazioni costituzionali. … Si aggiunga la delicata cotingenza (sic) economico-finanziaria e si spiega perché Silvio ha potuto fare meno di ciò che avrebbe voluto fare. Accontentiamoci di aver mandato a casa i visco-schioppa e mortadella, pegoraro (sic) e compagni !”

Infine non può mancare l’elemento paranoideo della congiura permanente contro Silvio da parte dei “poteri forti” e dei “traditori”. E’ questo il collante che tiene sempre insieme il logos della destra : la congiura spiega facilmente tutto e il contrario di tutto, almeno nelle menti di chi deve compensare le poche letture con le molte certezze.

Anche coi tacchi Silvio mi arriva qui

Anche coi tacchi Silvio mi arriva qui

I fatti spariscono e rimane solo la congiura. Le vicende giudiziarie, i guai fiscali, le Noemi e le frequentazioni pericolose del Leader Supremo sarebbero tutte frutto di un piano eversivo dei “poteri forti”, attraverso la magistratura, i giornali italiani e stranieri e le TV.

Uno appena appena normale si sorprenderebbe che il Leader Supremo non venga considerato dai suoi a sua volta parte dei “poteri forti”, forse l’unico vero potere forte che c’è oggi in Italia.

Il “povero Silvio” in effetti :

  • controlla direttamente o indirettamente l’80% della TV e il 90% del mercato pubblicitario italiano (tramite le agenzie di raccolta pubblicitaria di Mediaset e Rai), la maggior casa editrice del paese, giornali e riviste d’informazione e una miriade di periodici destinati a un pubblico “poco politicizzato”e assai influenzabile;
  • ha goduto di una maggioranza bulgara in Parlamento – almeno fino a poco fa –  che gli ha approvato senza battere ciglio tutte le leggi ad personam e ad aziendam;
  • è il capo del governo;
  • è il più ricco uomo d’Italia e uno dei più ricchi del mondo e dispone di risorse che nessuno dei suoi concorrenti politici può permettersi.

Ma per i suoi fedelissimi, Berlusconi è come quello di Cornacchione, il “povero Silvio” che “ha tutti contro”, che “non lo fanno lavorare”, che è “troppo buono”, che “è talmente ricco che non bisogno di rubare”, che “una Costituzione votata dai comunisti gli impedisce di fare veramente il bene dell’Italia”. Insomma ieri si diceva “Il Duce ha sempre ragione”, oggi molti dei suoi pensano che “Silvio ha sempre ragione”.

In questo contesto chi la pensa diversamente dal Leader Supremo, non è che un “traditore” . #185 noppige (258) – lettore, il 12.08.10 alle ore 17:02, scrive sul sito WEB de “Il Giornale”:  “Tra “Farefuturo” e “Italia futura” siamo oramai accerchiati da tanti grandi futuristi, provenienti da un incloncudente (sic) passato,il cui ruolo si concretizza con il discredito alla persona del Capo del Governo. Poi tutto il resto è favola se pensano di unirsi Fini ,Vendola, Bocchino, Casini, Bersani, Bindi, Briguglio, Granata, Di Pietro con Montezemolo e Rutelli con la speranza di convincere gli italiani in un futuro concepito con teoremi e filosofia politica praticamente squilibrata ed inaffidabile.La gente vuole un Paese moderno con le riforme promesse in campagna elettorale e libero dai burocrati e dai politicanti di professione. Basta con gli inciuci di Palazzo e chi tenta di tornare al passato è un traditore.”

Ma a destra non c’è nessuno che si fa venire qualche tenue dubbio? Gli altri sono tutti “traditori”? Qualche raro lettore manifesta in verità un qualche disagio berlusconimussolini-300x214nei confronti di una cultura di destra basata solo sul “Credere, obbedire, combattere”, altro che sul pensiero liberale!

In effetti #226 Dreamer66 (137) – lettore, il 12.08.10 alle ore 18:07, scrive: “..Ogni volta che mi capita leggere su queste pagine riguardo a delle critiche sul “sommo” presidente, non posso nascondere il profondo stato di ilarità che mi pervade… Ma quanti e quali diversi NEMICI, di volta in volta, si rende necessario combattere all’ultimo sangue??? Vediamo quelli che mi ricordo: Fini, Bocchino, Granata, Moroni fra i nemici “interni”, poi… Bersani, Casini, Bonino, Prodi, Di Pietro fra gli esterni… Travaglio, Santoro tra i giornalisti… Caritas, Emercency (sic) fra le associazioni no profit… Ultimo acquisto: Montezemolo… mi sembra la formazione di una squadra di calcio.

Un’ultima cosa. Secondo quanto affermato da Il Giornale, un lettore avrebbe segnalato alla redazione che girando per Montercarlo si era imbattuto, casualmente, in un citofono di nome Tulliani. E da lì avrebbe preso il via tutto il bombardamento su Fini. Potremmo credere a questa storia, magari se lo sconosciuto lettore si chiamasse, per esempio, Renato Farina, ex-vicedirettore di Feltri e radiato dall’Albo dei Giornalisti perchè al soldo dei servizi segreti per spiare i propri colleghi. Ma questa è una pura illazione. Certo che Vittorio Feltri, un giornalista “diversamente rispettoso”della deontologia professionale –  famoso nel mondo per avere pubblicato documenti falsi che hanno provocato le dimissioni di Boffo, e per aver dichiarato sul proprio quotidiano che per due anni aveva scritto falsità sul conto di Di Pietro,accusandolo di aver preso soldi da Pacini Battaglia – è uno che le occasioni sa prendere al volo.tulliani-ferrari-180x140

Al valoroso direttore diamo una nuova dritta : Tulliani, il cognato di  Fini, non è il solo ad avere una costosa Ferrari, che lava con le sue stesse mani. Anche Montezemolo è stato visto con una Ferrari e, come aggravante, la fa lavare ad altri. Se Feltri volesse iniziare un’inchiestina anche su un personaggio come Montezemolo che sta diventando scomodo per il suo datore di lavoro, saprebbe dove cominciare…

montezemolo-ferrari_luca_di_montezemolo

Luca con una delle sue utilitarie

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