Della bufala. Intesa come una delle belle arti

La pagliuzza e lo scolapasta. Grillo ormai risponde all’eco.

Posted by pocavista su 3 giugno 2013

ELLEKAPPA Lo scolapasta

 

L’eco dell’ego

Grillo: “Non ce l’ho con i giornalisti . Ma non dimentico, gli faremo un culo così” .

Grillo a Catania : “Faremo i conti con i Floris e i Ballarò…“. Grillo risponde all’eco del famigerato proclama bulgaro con cui Berlu invocò e ottenne l’espulsione di Santoro, Biagi e Luttazzi dalla RAI.

Dopo aver attaccato la Gabanelli , suo primo ex-candidato ideale al Quirinale, colpevole solo di aver chiesto chiarezza sui conti del Movimento, attacca anche il suo altro ex-candidato ideale per il Quirinale : “Rodotà un ottuagenario miracolato dal WEB”.Si sentono gli echi del giovanilismo futurista e fascista di “Giovinezza Giovinezza”, che manganellava i “pennivendoli”. 

Alle comunali abbiamo vinto, dichiara Grillo, anche se il M5Stelle in tre mesi ha dimezzato i propri consensi. Anche per lui sembra non spegnersi l’eco della Prima Repubblica democristiana, in cui tutti si dichiaravano contenti dell’esito elettorale qualunque fosse.

gif primitivo con clavaGrillo ha minacciato a più riprese di prendere a calci i parlamentari, per così dire, troppo autonomi (dopo i precedenti casi Favia e Scalzi, già un parlamentare è stato espulso dal movimento 5 stelle). Apriremo “il Parlamento come una scatoletta di tonno”. Inquietanti echi del discorso di insediamento di Mussolini in Parlamento, dopo la marcia su Roma : “Faremo di questa aula sorda e grigia un bivacco di manipoli”.

E’ solo un caso che ogni tanto nei suoi comizi Grillo, tra il serio e il faceto, urli “Italiani!”, come faceva – serio – il Duce? Del resto come giudicare le valutazione positive sul fascismo espresse a suo tempo dalla ex-portavoce alla Camera dei 5 Stelle, Lombardi,  e il richiamo alla necessità di distribuire un po’ di’ “olio di ricino” pronunciato dall’altra parlamentare pentastelluta Castelli? C’è qualcuno che si era stupito della richiesta di voti a quelli di Casa Pound avanzata da Grillo prima delle ultime elezioni politiche? Saranno semplici “echi“, ma suonano male.

Gli “echi” cui spesso rispondono Grillo e molti dei suoi dovrebbero apparire inquietanti agli occhi di una persona che creda nella democrazia, nel libero confronto delle idee e nel rispetto del dissenso.

 Grillo non dialoga, insulta e sbeffeggia, evita le domande, non entra nel merito, ricorre spesso ad attacchi personali, preferisce i monologhi urlando davanti ad una folla adorante. E nella folla non abbondano senso critico e raziocinio, proprio per la contaminazione emotiva che avviene in quelle situazioni, come già ebbe a dimostrare Gustave le Bon nel 1895, analizzando i primi raduni di massa.

C’è qualcuno che ha visto il video in cui si coglie l’entusiasmo irrefrenabile dell’immensa folla all’annuncio del Duce che parlava da Palazzo Venezia : “La dichiarazione di guerra è stata consegnata agli Ambasciatori di Francia e Inghilterra!”?  Poi magari qualcuno a casa, a mente fredda, qualche piccola domanda se la sarà posta.

 

Le bon

Gustave Le Bon, uno dei fondatori della psicologia sociale e autore della “Psicologia delle Folle”

Davanti alla folla è sufficiente urlare, dichiararsi vittima di qualcuno (per es. TV e giornalisti), insultandolo e schernendolo e l’applauso è assicurato. Pochissimi presenti coglieranno per esempio la palese contraddizione di Grillo che, da un lato, denuncia che l’Italia è al 57mo posto (o al 64mo)  nelle classifiche della libertà dell’informazione e dall’altro minaccia pubblicamente i giornalisti, facendone nomi e cognomi (Sicilia!), e fa allontanare gli operatori TV che riprendono il suo comizio. 

Grillo come Coppi. Un uomo solo al comando.

Grillo è sempre più un uomo solo al comando che si dichiara vittima di oscuri complotti. Come il Duce, che descriveva l’Italia fascista vittima delle forze “demo-pluto-giudaiche”internazionali. O, nel suo piccolo, come Berlusconi, che si dichiara vittima di toghe rosse che lo perseguitano da 20 anni, dei poteri forti, di chi non lo vuol far lavorare e della Germania della Merkel.

Grillo – come fanno spesso i leader supremi – ha adottato la teoria del complotto a tutto campo, che è utilissima per nascondere propri errori e debolezze : è sempre colpa degli altri, nel suo caso degli “inciucisti” del PDL e meno L, della casta, dei giornalisti prezzolati, della TV, di chi “ha sbagliato a votare 5 Stelle”, degli italiani di serie A che “tengono famiglia” e non votano 5Stelle. Chi non è allineato e coperto diventa un traditore (vedi Gabanelli e Rodotà, figure positive fino ad un minuto prima) e complice della casta.

Gli uomini soli al comando sono spesso vittime prima di tutto del loro ego smisurato, impermeabile a ogni critica, manicheo (chi non è con me è contro di me), aggressivo, che utilizza l’insulto, lo sberleffo e la minaccia come metodo di confronto, che afferma verità apodittiche, che pretende obbedienza assoluta dai suoi. 

masanellAnche se Grillo non è nè Masaniello, nè il Duce, nè Hitler, beninteso, ricordiamo che Masaniello, dopo una settimana, è stato ucciso dai suoi. Il Duce è finito appeso per i piedi e insultato da chi, magari fino a poco tempo prima, lo acclamava. Hitler, suicida nel bunker a Berlino. Questa la storia.

Nella cosiddetta nostra Seconda Repubblica dei partiti personali, Bossi è durato 20 anni, ma poi è stato travolto dai diamanti padani e dalle lauree albanesi del Trota. Di Pietro, dopo 15 anni di partito personale, possiamo definirlo “non pervenuto”. Berlusconi, il leader supremo per eccellenza, che sembrava ormai destinato solo a fare l’anziano “utilizzatore finale” di “cene eleganti”, è stato rimesso nel gioco politico dal comportamento di Grillo e dei suoi. 

Dove vanno i 5 Stelle?

Grillo, nel suo cupio dissolvi, sembra stia portando il Movimento 5 Stelle ad una scissione, come da noi previsto 2 mesi fa in questo blog.

Secondo alcuni, per evitare la frattura del M5S, il boss dovrebbe passare la mano ad altri e affrontare una seria cura per i disturbi narcisistici della personalità.gif  medico con cartella clinica

Le speranze di pulizia e rinnovamento legate al successo dei 5 Stelle rischiano – ahimè – di andare perdute, proprio per opera di colui le aveva dato voce e forte consistenza elettorale.

Ma anche per opera di molti di quei 163 veri miracolati dal WEB che siedono in Parlamento. Incompetenza e arroganza, tutto in un colpo solo, non si augura a nessuno. 

Vedremo come andrà a finire.

 

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