Della bufala. Intesa come una delle belle arti

Grillo : “Il Movimento 5 Stelle cambierà il Mondo”. Stiamo passando dai berluscones ai grillones.

Posted by pocavista su 5 marzo 2013

1 – Grillo come Berlusconi : “Ghe pensi mi!”

Beppe Grillo snobba i giornalisti italiani. Dà invece un’ intervista alla Bbc in cui afferma che “destra e sinistra si metteranno insieme e governeranno un Paese di macerie di cui sono responsabili”. Poi, entro un anno, “ci saranno nuove elezioni e … il Movimento 5 Stelle cambierà il mondo”. Minchia!, come direbbe Floris. Berlusconi è dal 94 che voleva cambiare l’Italia, non il mondo, e noi stiamo ancora aspettando. 

E pensare che nel mio piccolo non riesco nemmeno a cambiare l’olio alla macchina.

2 – Direttorio e Montecitorio

Il mondo cambierà con Grillo – ammettiamolo pure – ma i suoi parlamentari non “cambieranno casacca”, se no lui democraticamente li “caccerà a calci”. Grillo si è scagliato contro l’art. 67 della Costituzione, secondo cui «ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato».

Guarda caso, Grillo fino a ieri difendeva proprio l’art.67, che andava bene per gli altri, ma per i suoi no. Quando si dice la coerenza.

Vedi http://www.beppegrillo.it/2010/08/le_dimissioni_di_fini.html

Dal rifiuto di Grillo di collaborare con gli altri partiti si desume che lui considera il Parlamento come una sorta di Direttorio di citoyens duri e puri della Rivoluzione Francese (d’altro canto i suoi parlamentari si fanno chiamare “cittadini”). Libertè (del WEB), Egalitè (“uno vale uno”), Fraternitè (il Grande Fratello ovvero Casaleggio). Poi però è venuto Robespierre, il Terrore e la ghigliottina.  E dopo, con la Restaurazione, è venuto Napoleone.

grillo e casaleggio

Grillo e Casaleggio

3 – Dai berluscones ai grillones

Dopo le espulsioni decretate da Grillo di alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, che si erano permessi di criticare la scarsa democrazia interna del movimento (vedi i casi di Tavolazzi, Favia e Salsi), qualcuno comincia a porsi delle domande. Grillo urla al megafono che lui è solo un megafono del movimento.

Tuttavia il divieto di parlare a nome del movimento e di comunicare con la stampa, anche per i parlamentari, sancisce di fatto la gestione autoritaria del movimento. Chi parla e detta la linea, di fatto, è solo il duo Grillo-Casaleggio. Chi critica la democrazia interna, lo ha affermato Grillo, “va fuori dalle palle“.

Come fanno allora i grillini a criticare la gestione padronale di Forza Italia prima e del PDL poi da parte di Berlusconi? Qui stiamo passando dai berluscones ai grillones.

Sui vari giornali sono sempre più frequenti i commenti critici dei lettori: Il 04.03 alle 10:11, il lettore de Il Giornale “alessandro61” commenta: Vorrei solo ricordare alcune cose:

  1. non esiste una “democrazia diretta”, dire che “si vota sul web” è pura presa per i fondelli, poiché dovrebbe essere ovvio che … le possibilità di manipolazione infinite;
  2. esigere che i deputati non abbiano comunicazione con la stampa è una posizione completamente dittatoriale: chi sono i deputati grillini? burattini che devono essere imbeccati da Grillo e Casaleggio e devono fare quello che viene loro detto senza nemmeno poter parlare?
  3. dire che “non si faranno accordi con gli altri partiti” significa solo una cosa: vogliamo governare da soli in modo da aver il controllo totale.

Bene, sommate 1+2+3… Nessuna democrazia interna, ma seguire i diktat di due personaggi nemmeno votati, uno dei quali praticamente invisibile, in attesa di avere il controllo totale… Ma si sa, agli italiani l’uomo forte è sempre piaciuto.

bonzino” il 03/03/2013 alle 20:23 rincara la dose e afferma :Grillo ha mandato in parlamento solo dei pianisti. Non potranno neanche andare al cesso senza il suo permesso. Ma attenti, Grillo è il nuovo Robespierre, l’incorruttibile, che poi è diventato uno dei 10 dittatori più spietati della storia insieme a Stalin e Hitler.

Grillo come Stalin e Hitler? “Bonzino” non esagera un po’? Nelle chat e nei blog circola questa citazione, che sembra riportata da uno dei comizi di Grillo durante lo tsunami tour: I nostri avversari ci accusano … di essere intolleranti e litigiosi. Dicono che rifiutiamo il dialogo con gli altri partiti. Dicono che non siamo affatto democratici perché vogliamo sfasciare tutto…. Devo ammettere una cosa – questi signori hanno perfettamente ragione. Siamo intolleranti.

Ci siamo dati un obiettivo, spazzare questi partiti politici fuori dal parlamento…. I partiti! Per …anni hanno dimostrato cosa sono stati capaci di fare. Abbiamo una nazione economicamente distrutta, gli agricoltori rovinati, la classe media in ginocchio, le finanze agli sgoccioli, milioni di disoccupati… sono loro i responsabili! 

Io vengo confuso… oggi sono socialista, domani comunista, poi sindacalista, loro ci confondono, pensano che siamo come loro. Noi non siamo come loro! Loro sono morti, e vogliamo vederli tutti nella tomba!”.

Indovinate se si tratta di un post di Grillo sul suo blog, oppure di un suo comizio a Torino, a Milano oppure a Roma, nel mega-evento di chiusura a piazza S.Giovanni.

Avete indovinato? Forse no: in realtà l’autore è un certo Adolf Hitler, in un comizio poi ripreso nei “Discorsi di lotta e vittoria”, 1932. 

Il seguente video riporta parte del discorso elettorale del Fuehrer , che è leggermente diverso dalle traduzioni che circolano in questi giorni tra i blog e nelle chat. Ma la sostanza – come si può desumere dall’audio per chi sa il tedesco o dai sottotitoli in inglese – la possono giudicare tutti. 

Non voglio paragonare Grillo a Hitler, ma forse si spiega perchè molti estremisti di destra si sono infilati nel movimento dei 5 Stelle, come ieri nella Lega (vedi Borghezio, Gentilini & Co.). 

http://www.youtube.com/watch?v=Tx5pylNZXC

4 – Robespierre in maschera

La cifra stilistica di Grillo è l’invettiva e l’insulto, il linguaggio è tipicamente quello della destra fascisteggiante de Il Borghese, di Libero, de Il Giornale o dell’Uomo Qualunque di Guglielmo Giannini. Il quale Giannini però non si sarebbe sognato di definire il premio Nobel Rita Levi Montalcini “una vecchia puttana”, come ha fatto invece Grillo. 

Ogni leader carismatico ha i suoi imitatori, che ne riprendono alcuni tratti, a volte quelli peggiori. Alcuni grillones-influencer, sul WEB, da tempo fanno a gara ad insultare e aggredire sistematicamente chi li critica. 

Il sottoscritto, ha ricevuto vari insulti gratuiti, per avere pubblicato un lungo post su Grillo in cui, accanto agli elementi positivi, si mettevano in evidenza alcuni limiti del movimento. Senza conoscermi, qualcuno mi rinfacciava persino di aver votato Berlusconi che ho sempre combattuto e di voler difendere dei privilegi che non ho, visto che non sono mai stato eletto da nessuna parte, non rubo, non evado, non godo di pensioni o vitalizi, non faccio le vacanze a spese di Daccò. 

Caro Grillo : ormai sei un uomo pubblico, non più un comico che fa satira ricorrendo al classico “pernacchio” alla Totò e alla DeFilippo. Il tuo linguaggio violento sta facendo danni nella cultura delle nuove generazioni analoghi a quelli fatti dal berlusconismo sull’etica collettiva. Smettila.

Oppure organizza una gara con Sgarbi, Sallusti e la Santanchè e insultatevi tra di voi.

5 – I grillones in Parlamento, ovvero la paura di governare.

Grillo ha portato in Parlamento persone forse oneste e mosse da buona volontà, ma che per la maggior parte sono degli sprovveduti. Gente che propone di risolvere i problemi dell’Italia con l’aloe arborescens, i mulini ad acqua, le coppe della luna, l’uso dei limoni per fare i detersivi; gente che deve cercare su Google per sapere dove sta il Senato e propugna la “lotta al menefreghismo civico” come panacea di tutti i mali. Qui siamo a livello di Razzi e un po’ sotto a quello di Scilipoti. 

Non è sufficiente “non saper truccare i bilanci”, come dice Grillo, bisogna saperli leggere e gestire, se no te li truccano gli altri. Bisogna sapere come funziona la macchina pubblica, se no la manovrano gli altri. Insomma non basta sapere un po’ d’inglese imparicchiato sul WEB per diventare Ministro degli Esteri. 

Bebbe Grillo con la maschera  fa footing in spiaggia

Il Grillo mascherato

Grillo non vuol fare governare i suoi? Ha ragione, visto che adesso li ha conosciuti da vicino e magari non ha avuto ancora tempo di mettere al sicuro i propri risparmi all’estero.

Concludo citando Beppe Severgnini che scriveva sul Corriere del 4 marzo 2013 : “le mascherate – letterali – del capo possono far sorridere, all’inizio; ma poi diventano patetiche. L’insulto come metodo di discussione non è liberatorio: è imbarazzante e volgare. 

L’abitudine a parlare solo con i media stranieri non è sofisticata, ma provinciale.

Sapere quali sono le intenzioni di un sesto del Parlamento italiano leggendo le anticipazioni di un’intervista di Beppe Grillo alla rivista tedesca Focus è umiliante: per lui, per noi, per tutti.”

Dio ce la mandi buona.

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2 Risposte to “Grillo : “Il Movimento 5 Stelle cambierà il Mondo”. Stiamo passando dai berluscones ai grillones.”

  1. Anticasta said

    Ecco, un’altro che parla, parla ma non dice nulla di reale.

  2. Silla said

    Da lassù il Grande Eduardo avrà di certo indirizzato una sua magistrale PERNACCHIA a questo piccolo megalomane!

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