Della bufala. Intesa come una delle belle arti

Oggi è difficile credere in un ideale : ma per un compenso adeguato lo si può sempre fare. Tutto quello che avreste voluto sapere su Grillo e i 5 Stelle ma non avete mai avuto il tempo di chiedere. Aggiornato al 21 febbraio 2012.

Posted by pocavista su 21 febbraio 2013

Oggi è difficile credere in un ideale : ma per un compenso adeguato lo si può sempre fare.

(IL POST PUò ESSERE SCARICATO IN PDF CLICCANDO L’ICONA QUI A FIANCO)

Le elezioni sono imminenti e Grillo riempie le piazze.

Il successo del Movimento 5 Stelle sembra legato anche ad un’efficacissima campagna elettorale. Merito di Grillo e Casaleggio? No, perché la campagna elettorale di Grillo è stata condotta con grandissimo spiegamento di mezzi soprattutto dai suoi avversari politici, che non si sono risparmiati nel mostrare i propri scandali a livello locale e nazionale, le malefatte bancarie, gli sperperi di denaro pubblico, le collusioni con la malavita organizzata, la difesa ad oltranza dei propri scandalosi privilegi. 

L’involontaria campagna pro-Grillo ha reso noto a tutti ormai che i partiti tradizionali sono infestati dalla moltitudine dei Renzo Bossi, delle Minetti, dei Belsito, dei Lusi, dei Fiorito, dei Razzi, dei rappresentanti della malavita organizzata, di gente disposta a votare in Parlamento che Berlusconi credeva veramente che Ruby fosse la nipote di Mubarak, dei politici che ricevono le case a loro insaputa o che vi ospitano – sempre a loro insaputa – dei cognati.

La gente comune mano mano prendeva nota dei partiti di appartenenza dei politici e li metteva nella lista nera.

Il tonno di Grillo

Con l’aria che tira, Grillo ha avuto gioco facile e può gridare : “Apriremo il Parlamento come una scatoletta di tonno” .tonno 2

Grillo presenta candidati giovani e inesperti al Parlamento? Un limite? Macchè, ribatte lui : “I nostri candidati sono giovani e inesperti, è il loro valore aggiunto: non sanno come si trucca un bilancio”. Qualcuno potrebbe obiettare che magari un bilancio non bisogna saperlo truccare, ma almeno saperlo leggere.

Beppe Severgnini commenta sul Corriere della Sera del 21 febbraio 2012: “È vero, far peggio di alcuni parlamentari uscenti appare impossibile…. Le «Parlamentarie», con cui sono stati scelti, hanno coinvolto 32 mila persone: un numero irrisorio. Prendiamo l’Umbria … Tiziana Ciprini, con 84 preferenze è stata la più votata tra gli 81 candidati, ed è capolista alla Camera. Ha 37 anni, una laurea in Psicologia “. Ecco la proposta principale del suo programma : «Rivoluzione culturale: abbandono del sistema della delega e del menefreghismo civico e promozione di sistemi, metodi e stili di vita basati sulla partecipazione». Come direbbe Floris : Minchia!

Beh a questo punto farebbe la sua figura anche uno Scilipoti, con le sue battaglie per la diffusione dell’agopuntura e contro il signoraggio bancario.

Dio ce la mandi buona!  

PS – Chi si vuol fare un’idea più sistematica del fenomeno Grillo e del Movimento 5 Stelle, può dare un’occhiata qua sotto.

Tutto quello che avreste voluto sapere su Grillo ma non avete mai avuto il coraggio di chiedere.

Il segreto dell’agitatore politico è di rendersi stupido quanto i suoi ascoltatori, in modo che questi credano di essere intelligenti come lui”. (Karl Kraus)

Questo post nasce per dare a me stesso qualche risposta ai numerosi interrogativi che ho su Grillo e sul suo movimento. Spero sia utile anche a qualche lettore.  Il post è scaricabile anche in PDF. Aspetto commenti, tollero insulti. (aggiornato al 21 febbraio 2012)

Pocavista

1 – Grillo, chi era costui?

Il Grillo-Stalin apparso su Il Male

Beppe Grillo (1948) secondo molti suoi critici sarebbe un ex-comico, divenuto oggi un politico populista. Molti non si pronunciano sul suo futuro, ma lo vedono seduto in Parlamento, nonostante le sue numerose dichiarazioni in senso contrario.

Scoperto” da Pippo Baudo, acquista notorietà per alcune sue partecipazioni in TV negli anni ’70 e per la conduzione del Festival di Sanremo nel 1978. Nel suo curriculum c’è anche qualche apparizione cinematografica.

Le sue esibizioni televisive vanno prendendo nel tempo connotazioni sempre più satiriche. La sua carriera TV si interrmpe poi bruscamente nel novembre 1986, in seguito a un suo commento alla megatrasferta in Cina del Governo del socialista Craxi, pronunciato durante il varietà televisivo Fantastico : “A un certo momento Martelli (allora vice di Craxi) ha fatto una delle figure più terribili… Ha chiamato Craxi e ha detto: “Ma senti un po’, qua ce n’è un miliardo e son tutti socialisti?”. E Craxi ha detto: “Sì, perché?”. “Ma allora se son tutti socialisti, a chi rubano?”

Bandito dalla TV, Grillo fa spettacoli teatrali in cui propone temi ambientali e di critica politica, finché il nuovo consiglio di amministrazione della RAI, insediato all’epoca di “Mani Pulite”, lo richiama in TV. Va in onda il “Beppe Grillo show” che ottiene un grande successo di ascolti.

Successivamente Grillo torna agli spettacoli teatrali e alle piazze, in cui tratta tematiche ambientali (lotta agli inceneritori, incentivazione delle energie rinnovabili) e di critica politica. Apre un blog di grande successo che è tuttora in testa alle classifiche italiane.

E’ contro la TAV, il copyright, le centrali a carbone, la politica industriale delle case farmaceutiche. Dopo aver criticato in passato computer e internet, diventa un fautore dei blog e di Internet. Ha una sua casa editrice che ha lanciato la collana beppegrillo.

Nel giugno 2007 Grillo interviene al Parlamento Europeo, parlando di energie alternative e denunciando la presenza nel Parlamento Italiano di decine di condannati in via definitiva. Nello stesso anno organizza il “Vaffanculo Day” nelle piazze di varie città italiane, utilizzando i blog come forma di mobilitazione. In occasione dell’evento sono state raccolte centinaia di migliaia di firme per proporre modifiche alla legge elettorale (1 – non sono candidabili cittadini se condannati o in attesa di giudizio; 2 – va posto un limite massimo di 10 anni di permanenza degli eletti in Parlamento; 3 – reintroduzione della preferenza diretta per votare i parlamentari). Le proposte, depositate in Senato da Grillo nel dicembre 2007, non hanno avuto riscontro, anche perché il Parlamento si è sciolto nel febbraio successivo per la caduta del Governo Prodi.

Nel 2008 durante il “Monnezza Day” tenutosi a Napoli, Grillo denuncia “lo sfruttamento del Sud da parte del Nord”. Nel successivo “V2 Day” Grillo presenta tre referendum abrogativi (abolizione dell’ordine giornalisti, della Legge Gasparri e dei finanziamenti ai giornali). Altre iniziative riguardano la proprietà pubblica dell’acqua, la limitazione per le nuove costruzioni edilizie, la diffusione di trasporti pubblici non inquinanti e di piste ciclabili, il riciclaggio dei rifiuti, le energie alternative.  Si impegna per il referendum contro la privatizzazione dell’acqua. Risultato raggiunto, ma da consolidare.

Nel 2009 Grillo annuncia provocatoriamente la sua candidatura alle primarie del Partito Democratico. La Commissione Nazionale di Garanzia del PD non gli consente però l’iscrizione al partito e quindi non si può candidare alla segreteria dato che Grillo organizzerebbe “movimenti antagonisti al PD”.  

In seguito al rifiuto del PD, Grillo fonda il il Movimento 5 Stelle. Alle successive elezioni amministrative il Movimento ottiene un discreto successo, con l’elezione di numerosi rappresentati nelle istituzioni locali e regionali.

2 – Grillo e Internet

Dopo aver distrutto più volte dei personal computer al termine di suoi spettacoli, Grillo si è convertito sulla via di Damasco ed è divenuto l’autore di un blog di grande successo, primo in Italia per contatti unici giornalieri. Il blog di Grillo nel 2006 e nel 2008 ha vinto il premio di “Miglior Blog” al Macchianera Blog Awards; mentre nel 2009, gli è stato assegnato il premio come “Miglior blog andato a puttane“.

Secondo alcuni suoi critici, il blog di Grillo avrebbe contribuito a diffondere delle “bufale”, come nel caso della coppia dei cellulari che riuscirebbero a cuocere le uova (una nota leggenda metropolitana originata da un articolo satirico tutto british). Ancor più famosa quella della biowashball, una pallina di plastica forata con all’interno piccole sfere ceramiche che sarebbe in grado di lavare i panni in lavatrice senza detersivo. I test effettuati non hanno dato invece nessun riscontro e il superiore potere pulente della biowashball si è rivelato una bufala.

In seguito alle numerose denunce di “bufalità” ricevute, Grillo ha invitato a non “guardare la televisione o leggere i giornali finanziati dallo Stato” per informarsi. Solo lui e il suo blog sarebbero la fonte di verità da cui attingere.

In altre occasioni Grillo ha pubblicato sul blog dei “quasi falsi”, come le lettere che Benedetto XVI e il presidente cinese Hu Jin Tao – in realtà collage di discorsi pronunciati in diverse occasioni – avrebbero inviato a Grillo in quanto influente opinion leader.

Altri accusanoGrillo di censura, in quanto dal suo blog verrebbero eliminati i commenti “sgraditi”.

3 – Grillo e la Casaleggio Associati

Molti osservatori fanno rilevare che dietro Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle ci sono le eminenze grigie della società di marketing e gestione delle reti della ditta Casaleggio & Associati. Berlusconi quando lanciò Forza Italia si avvalse della struttura e delle menti della sua potentissima Publitalia (molti suoi funzionari e dirigenti divennero parlamentari o governatori di regione); Grillo, nel suo piccolo, ha la Casaleggio.

Come racconta uno dei fratelli Casaleggio nel libro “Web Ergo Sum” (2004), la svolta internettista di Grillo – che fino ad allora distruggeva i computer – avvenne dopo un incontro con lui. Gianroberto Casaleggio, divenuto consigliere di Grillo, ne avrebbe curato in seguito l’immagine, il blog (cura anche quello di Di Pietro), la rete dei Meet-up, le iniziative editoriali. Secondo alcune voci, sarebbe sua l’idea del V-Day.

Pietro Orsatti, su MicroMega 5/2010, sottolinea come il ritorno “di visibilità e il grande impatto del movimento dei «grillini» sia dovuto in gran parte alla sinergia con questa azienda specializzata nella comunicazione e nel marketing digitale”. Secondo la Casaleggio “Le reti sono ovunque intorno a noi. Fino a qualche anno fa, le relazioni tra persone, oggetti ed eventi erano attribuite al caso. L’unico modo per ipotizzare il funzionamento dei sistemi complessi era attribuirne le ragioni ad avvenimenti casuali. La vita e l’evoluzione delle reti seguono invece leggi precise e la conoscenza di queste regole ci permette di utilizzare le reti a nostro vantaggio”.

Anche sulla rete, è l’abito che fa il monaco, ovvero l’immagine è tutto : lo staff Grillo avrebbe fatto censurare una video-song satirica di Tony Troja, il quale sul Fatto Quotidiano aveva parlato di quanto i grillini fossero permalosi. Dopo qualche ora il video su YouTube viene oscurato: “Beppe Grillo come fa?”: questo video non è più disponibile a causa di un reclamo di violazione del copyright da parte di StaffGrillo”.

Ma non era proprio Grillo a lottare contro il copyright? Nel suo spettacolo “Incantesimi” (2006) aveva affermato che “La conoscenza deve andare libera. L’umanità va avanti quando la conoscenza è libera. I copyright, i diritti d’autore bloccano la ricerca, bloccano il progresso dell’umanità. […] Viva la pirateria!” Adesso capiamo che lottava solo contro il copyright altrui.

4 – Grillo, la giustizia e il fisco

Il blog www.tafanus.it ricostruisce la condanna di Grillo per omicidio colposo plurimo.

Il 7 dicembre 1982 … decide di partire con alcuni amici alla volta di Col di Tenda, sulla antica via romana tra la Francia e la Costa ligure. In pratica, una strada sterrata militare in alta quota che porta a delle antiche fortificazioni belliche. Con lui ci sono i coniugi Renzo Giberti e Rossana Guastapelle .. col figlio Francesco di 8, oltre a un altro amico di nome Mambretti… Un quinto amico decide di scendere assieme alla fidanzata e al cane. Una scelta di buon senso, che salverà la vita al gruppetto dei “rinunciatari”… Un altro gruppo di amici, nonché un’opportuna segnaletica,lo sconsigliano vivamente; a esser precisi, la strada è chiusa. Fa niente: Grillo ha uno Chevrolet Blazer …All’altezza di Bec Rouge …l’auto sbanda su un ruscelletto ghiacciato e scivola verso una scarpata. Grillo riesce a scaraventarsi fuori dall’abitacolo, ma gli altri no, e l’auto rotola nella scarpata per un’ottantina di metri. Mambretti sopravvive non si sa come. I due coniugi muoiono, e ciò che resta del figlio viene trovato sotto la fiancata dell’auto.

Segue processo : in primo grado Grillo viene assolto per insufficienza di prove. L’accusa ricorre in appello, producendo le prove che la strada percorsa da Grillo era strada era “chiusa al traffico” per pericolosità. “La Corte d’appello di Torino, il 13 marzo 1985, lo condannò a un anno e quattro mesi col beneficio della condizionale, ma col ritiro della patente. Non andrà meglio in Cassazione, l’8 aprile 1988: pena confermata nonostante gli sforzi dell’avvocato Alfredo Biondi, che nel settembre scorso è stato peraltro inserito da Grillo nella lista dei parlamentari condannati e dunque da epurare: il reato fiscale di Biondi in realtà è stato depenalizzato e sostituito da un’ammenda, tanto che non figura nemmeno del casellario giudiziario, diversamente dal reato di Grillo che perciò, secondo la sua proposta di non candidatura dei condannati, non potrebbe candidare se medesimo.”

Alcuni organi di stampa e blog hanno riportato anche la notizia dei condoni per abusi edilizi e irregolarità fiscali di cui avrebbe usufruito Grillo. Secondo il quotidiano Il Tempo, la Gestimar srl, l’immobiliare della famiglia Grillo proprietaria di una decina di immobili in Liguria e in Sardegna si è avvalsa del condono tombale, per gli esercizi degli anni 2002 e 2003.

Durante le sue pubbliche apparizioni il comico avrebbe poi ammesso di aver utilizzato i condoni, che lui – pubblicamente – contesta così duramente (vedi lettera a Repubblica in cui nel 2004 accusava i parlamentari di centrodestra, che avevano approvato i condoni, di avere fatto un favore agli evasori e di stimolare comportamenti elusivi).

5 – Grillo :  pecunia non olet

Nel 1984 Grillo accetta di partecipare alla Festa dell’Unità di Dicomano (Firenze) per 35 milioni di lire. La sera dello spettacolo piove a catinelle e il pubblico non viene. Incassi scarsi. I compagni della sezione locale cercano di ricontrattare il compenso, ma Grillo, da buon genovese, non fa sconti. L’unico con busta paga della segreteria comunista è Franco Innocenti, 26 anni, che deve stipulare un mutuo ventennale per pagare Grillo. Fino ai 46 anni dovrà lavorare per pagare un comico che, almeno in questo caso, ha fatto piangere qualcuno.

6 – Grillo e l’ecologia

Sono note le sue battaglie per la diffusione delle energie alternative e per il risparmio energetico. Secondo Chicco Testa ex- amministratore delegato dell’Enel che fece compiere verifiche, Grillo si fece installare 20 KW a casa (contro la media di 3 KW della maggior parte delle case italiane), mentre il l’impianto fotovoltaico da lui installato ne produrrebbe al max 2. A merito di Grillo tuttavia andrebbe ascritto il fatto di avere stipulato il primo contratto di fornitura di energia elettrica all’ Enel da parte di un singolo cittadino. Contratti poi diffusi in seguito ai provvedimenti governativi di incentivazione delle energie alternative.

Altri rimproverano a Grillo il possesso di barche e di una Ferrari che proprio ecologiche non sono.

7 – Grillo e la comunicazione

Grillo ha spesso denunciato di essere vittima di censure da parte di stampa e TV. Lui, dice, di battersi per la libertà di stampa e contro ogni forma di censura. Sovente però ha rifiutato di rispondere a domande scomode postegli da giornalisti (per esempio de Il Giornale e de L’Espresso). Per esempio Gilioli dell’Espresso gli avrebbe proposto quattro pagine di intervista sul tema dell’informazione. Dopo avere ottenuto le domande via mail, Grillo si sarebbe rifiutato di rispondere perché le giudicava “offensive”.

Secondo lui i giornali avrebbero paura delle sue battaglie e del Verbo che ci distilla continuamente nei suoi interventi.

Il Blog www.tafanus.it riporta “quanto capitato a Emilio Targia, Edoardo Fleischner e Federica De Maria: tre studiosi che hanno seguito Grillo per due anni, tra spettacoli e appuntamenti col suo staff, per scrivere un libro. Primo saggio “crossmediale” sul fenomeno Grillo, dal titolo profetico: “Chi ha paura di Beppe Grillo?”. Editore: Longanesi, data di uscita prevista: maggio 2007. Contratto stipulato, copie prenotate in libreria. Poi lo stop: Beppe Grillo diffida dal pubblicare il libro.”

…La storia richiama quella di “Grillo da ridere (per non piangere)”, che Kaos Edizioni mandò in libreria nel 2003. «Il libro riportava suoi brani, imprescindibili per raccontarlo. Nonostante fosse una biografia tutt’altro che critica verso Grillo, lui ne chiese e ottenne il sequestro», racconta il curatore Lorenzo Ruggiero.”

Grillo, come Berlusconi e – fino a poco tempo fa – Bossi, si pongono come “un uomo solo al comando”. Ma finché si pensava a Fausto Coppi in fuga al Tour de France la cosa poteva andare : quando riguarda la politica, il pericolo – per la democrazia – è sempre in agguato.

Il linguaggio di Grillo non appare molto diverso da quello di due formidabili demagoghi e populisti, come Berlusconi e Bossi : insulti, allusioni di tipo sessuale per denigrare gli avversari, bufale, minacce, proclami irrealistici e roboanti, riti.

Da un lato (i due B.) si parla dei “coglioni che votano a sinistra”, di quelli che “ce l’hanno duro”, di “stronzi”, “di utili idioti”. Si mostra il dito medio e si fanno pernacchie. Si insultano i giornalisti, si incitano le guardie del corpo a menarli (Bossi), si toglie loro il microfono o la tribuna con proclami bulgari.

Dall’altro, Grillo parla del premio Nobel Rita Levi Montalcini come di “una vecchia puttana”, dei leader politici italiani come dei “dementi”, di Fassino come “una salma”, di Berlusconi come dello “psiconano”, di Vendola come “il buson” (frocio, in dialetto bolognese) e di un “buco senza una ciambella”. Dopo una puntata di Porta a Porta chiosa : “Prodi ha l’Alzheimer”. Sul suo blog si chiede “Ma il Presidente Napolitano è in salute? Posso avere, per favore, la sua cartella clinica?”. Il tutto condito con dei “vaffanculo”.

Da un lato (i due B.) si officiano canti liturgici (“E Forza Italia”, “Va pensiero”) e riti dell’ampolla (gli effetti della ripetuta esposizione alle inquinatissime acque del Po sono sotto gli occhi di tutti); dall’altro (G.) c’è la litania liturgica dei vaffanculo e i rituali della traversata in canotto portato a braccia dalla folla dei fedeli o della distruzione sul palco dei computer, un mezzuccio retorico che richiamava la distruzione delle chitarre al termine dei concerti dei gruppi rock negli anni 60-70. 

Da un lato c’era un comico dilettante, Berlusconi, che raccontava le sue barzellette di fronte ad un pubblico adorante e impermeabile a qualsiasi critica, insieme ad un tragicomico involontario come Bossi, che mostrava il dito medio e profferiva pernacchie agli avversari di fronte ad un popolo padano adorante e impermeabile a qualsiasi critica. Dall’altro oggi c’è un comico professionista, Grillo, che esegue i suoi lazzi e le sue sparate di fronte ad un pubblico ugualmente adorante e impermeabile a qualsiasi critica.

Le reazioni alle eventuali critiche rivolte ad ognuno dei tre leader “carismatici” suscitano spesso nei fans reazioni scomposte, piene di insulti, accuse personali e di pesanti allusioni sessuali. Chi ha avuto modo di seguire i commenti dei lettori de Il Giornale pieni di insulti di volta in volta per “i Komunistelli”, per Casini, per Boffo, per il direttore di Famiglia Cristiana, per Montezemolo e per la Marcegaglia, per Fini e Bocchino, per la Bocassini e per i magistrati “rossi” avrà notato forti analogie di linguaggio con quello dei seguaci di Grillo sul suo blog o sui blog che ospitano post non troppo teneri con Grillo. Prima si insulta e si lanciano accuse di connivenza con “la vecchia politica che ha portato allo sfascio questo paese di merda”, poi si riafferma la propria fede nel capo carismatico per mettersi la coscienza a posto.

Il loro linguaggio per certi aspetti richiama da vicino quello utilizzato da Guglielmo Giannini, il fondatore del movimento dell’Uomo Qualunque, che ebbe un discreto successo nel dopoguerra. Sulla rivista di Giannini per irridere gli avversari se ne storpiavano i nomi : Piero Calamandrei diviene Caccamandrei; Salvatorelli diventa Servitorelli; Vinciguerra è trasformato in Perdiguerra. Il “vento del Nord” diventa “rutto del Nord”. Una vignetta dal titolo PDF (ossia “pezzo di fesso”) ospitava i personaggi sotto tiro.

L’idea di Giannini era di dare spazio alle opinioni “dell’uomo della strada”, contrario al regime dei partiti e al dirigismo economico. Le idee di Grillo sono poi così diverse, malgrado il suo programma “modernista”?

8 – Grillo monologhista, monomaniaco e monomediale?

Grillo ha scelto il dialogo a senso unico, il monologo, e cerca di evitare chi pone domande scomode. E’ la strategia comunicativa del resto utilizzata per anni da Berlusconi. Il quale, al massimo, sceglieva di andare nel salottino accogliente di Porta a Porta, da un Bruno Vespa pronto a fornirgli gli assist e le scrivanie di ciliegio in cui firmare fasulli contratti con gli italiani. E ogni tanto di telefonare a Floris, Santoro e Lerner in diretta, per insultarli, per dare loro la patente di fazioso, per poi riattaccare loro il telefono in faccia prima che gli interlocutori possano rispondergli a tono.

E’ una strategia comunicativa non democratica, che favorisce la demagogia di chi solletica i sentimenti viscerali dei suoi ascoltatori e il culto della personalità.

Berlusconi e Grillo sono entrambi monologhisti, comunicano a senso unico; sono monomaniaci (B. contro i comunisti che si annidavano dappertutto; G. contro tutta la classe politica, nessuno escluso) e monomediali (Berlusconi preferisce il linguaggio televisivo e i canali TV di cui può disporre a piacimento, mentre Grillo si è arroccato su Internet).

Entrambi fanno largo uso della teoria del complotto. Per B. erano “le toghe rosse” , “i comunisti” e i “poteri forti” a tramare contro di lui, per ostacolarne le riforme e il “nuovo che avanza”. Per G. sarebbero i partiti, i vecchi leader, le banche, le multinazionali che impedirebbero le riforme di cui avrebbe bisogno il Paese. Sono tutti da buttare; secondo Beppe Grillo “sono residuati bellici, gente vecchia che parla di concetti vecchi, che propaganda tecnologie “morte e sepolte” come il nucleare, che vive una politica putrefatta” (Curzio Maltese, Il Venerdì di Repubblica, 13 agosto 2010).

In questo Grillo ha dei punti di contatto con il linguaggio populistico del sindaco Renzi, il rottamatore della “vecchia” classe politica, ma va molto oltre.

Berlusconi e Grillo si dipingono entrambi come vittime di una discriminazione da parte del mondo della comunicazione : per B. quasi tutta l’informazione, anche quella di Mediaset, a parte Emilio Fede, era in mano “ai comunisti”; per G. sarebbe in mano a giornalisti pagati dallo stato, tramite il finanziamento pubblico, e dagli oligopoli, che hanno interesse al mantenimento della status quo. Grillo ha detto che ai talk-show non ci devono andare i rappresentanti del Movimento 5 Stelle, perché sono tutti dei partiti e dei giornalisti schierati (in realtà per non mandare allo sbaraglio dei giovani inesperti che verrebbero fatti a pezzi dai politici di professione e dai giornalisti).  Che il giornalisti tranne pochi (probabilmente quelli de Il Fatto quotidiano) fanno schifo. Che a tutti i partiti bisognerebbe fare il “processo di Norimberga”. Che bisogna uscire dall’Euro. Che non pagherà le tasse, se prima non gli dicono come e dove saranno spese. Che la Lega Nord è stata colpita dalla magistratura perché è all’opposizione di questo governo.

Dulcis in fundo, ha affermato che “La mafia non strangola le sue vittime, si limita al 10% di pizzo” (in Sicilia, il 29 Aprile 2012), a differenza dello stato che ti strangola con le tasse.

A proposito di tasse, ecco altre dichiarazioni di Grillo che forniscono un comodo alibi agli evasori: “se tutti pagassero le tasse si ruberebbe il doppio”, “i controlli della Finanza sono un modo per istillare l’odio sociale”. D’altro canto anche Berlusconi ha affermato più volte che sarebbe legittimo evadere le tasse quando sono troppe, ottenendo valanghe di voti tra le partite IVA. Segnaliamo, a chi facesse finta di niente, che le tasse – per chi le deve pagare – sono sempre troppe, anche quando sono basse. Ovvero, chi può farlo e corre pochi rischi di essere beccato, se evade l’IVA al 21%, evaderà anche quella al 4%. Il resto sono chiacchiere e distintivo epropaganda buona per i lettori de Il Giornale.

La “curva sud” dei fan di Grillo – anche quando costui palesemente la fa fuori dal vaso – si affannano a “contestualizzare” e “interpretare” per giustificarlo : un po’ come il vescovo “Fisichella” quando contestualizzava la blasfemia del “cattolicissimo” Berlusconi.

9 – Grillo è di destra o di sinistra?

Grillo punta al bersaglio grosso e solletica la pancia dei delusi dai partiti (secondo i sondaggi quasi il 40% degli elettori), dei meridionali disoccupati quando è al Sud (“Il Sud sfruttato da secoli dal Nord”), dei padani quando sta al Nord (“la Lega colpita dalla magistratura perché sta all’opposizione”), degli evasori e le partite IVA (“lo stato ti strangola con le tasse e non si pagano le tasse se prima non dicono come le spenderanno”), degli ecologisti (con le energie alternative e le pseudomiracolose Biowashballs), dei delusi dall’euro (è meglio uscire dall’euro) e degli antagonisti come i NoTAV, dei giovani che hanno di fronte solo disoccupazione e precarietà, di quelli che sono preoccupati per la microcriminalità e per gli immigrati (per esempio, si è detto contrario allo ius soli e preoccupato per la presenza dei rom).

Manca solo che Grillo dica che gli allevatori non devono pagare le multe per le “quote latte” o che le farmacie e i tassisti non si devono toccare e poi Grillo si garantirebbe potenziali consensi praticamente in ogni terra di conquista.

D’altro canto anche se molti argomenti da lui usati sono contraddittori, questo non conta agli occhi dei suoi seguaci : ognuno prende ciò che gli interessa o lo colpisce di più. E’ la vecchia tecnica del venditore di auto : se si trova di fronte ad una famigliola con tre figli, il venditore descrive l’auto come “spaziosa e spartana nei consumi”; se il potenziale acquirente è un giovane tamarro con la fidanzata “bona”, la stessa auto è definita “sportiva ed elegante, con un impianto stereo potentissimo”. 

Berlusconi – quando si presentava come “il Presidente Operaio” – del resto prometteva : metterò meno tasse per tutti e aumenterò le pensioni, vi darò un milione di posti di lavoro e una casa per tutti. Come avrebbe fatto ad aumentare le pensioni e a dare una casa a tutti diminuendo le tasse non era dato sapere : erano provvedimenti incompatibili, visto il livello del nostro debito pubblico. Ma alla gente allora ciò non importava. E adesso la gente si lamenta perché oggi, con tasse, IMU e riforma delle pensioni, deve pagare i conti di ieri e le malefatte di una classe politica cui la gente ha concesso il proprio voto di scambio turandosi non solo il naso, ma gli occhi e le orecchie.

Recentemente il quotidiano Libero (27 aprile 2012) metteva in evidenza che nei comizi di Grillo ci sono anche alcuni elementi che spiegano perché piaccia, oltre che all’elettorato deluso dalla sinistra, anche a quello di centrodestra. “Il primo è senza dubbio la nazione: Grillo non fa che scagliarsi contro le istituzioni sovranazionali, propugna la fuoriuscita dall’euro e quindi il ritorno alle vecchie monete e ai sacrosanti inviolabili confini. Grosso modo il programma della cara Marine Le Pen e di tutta la destra sovranista (di cui in Italia purtroppo si sono perse le tracce). Il secondo è l’immigrazione, che al comico-politico non piace per niente. Dopo la nazione e l’immigrazione il terzo argomento che fa di Grillo un uomo oggettivamente di destra è la libertà personale. Altro che il Berlusconi prima maniera! Se tutti i grillini fossero come il loro duce (pardon, fondatore) il Movimento 5 Stelle sarebbe la nuova Casa delle Libertà.”

Grillo è un “duce” come lo definisce Libero? Al riguardo lascio la parola a Emanuela G, che ha inviato il seguente commento al sito WEB de Il Fatto quotidiano :

Grillo non è “semplicemente il testimonial” del Movimento 5 S. Ne è il proprietario: ha depositato e brevettato il marchio del movimento . All’ interno del Movimento chi non si è allineato esattamente sulle sue parole si è trovato sbattuto fuori: non da un assemblea, un voto di sfiducia o simili basse pratiche da partiti. Lo ha detto lui, e basta.

Del resto non lo fanno tutti i leader supremi del proprio movimento? Lo ha fatto Berlusconi con Fini, definito dalla stampa embedded del Biscione “un traditore” e messo alla gogna per mesi con “la casa di Montecarlo”. Lo ha fatto il leghista Maroni con Rosi Mauro, capro espiatorio sacrificato per salvare il vecchio leader Bossi.

Il “liberale” Berlusconi non ha nominato Alfano segretario del “suo” partito, senza consultare nessuno? Bene, il Grillo che si batte strenuamente per la democrazia ha cooptato poco democraticamente i quattro responsabili del Movimento, senza che la base li avesse scelti.

Ricordiamo un titolo del quotidiano Libero dopo le elezioni regionale del 2011 : “Il Cav al Grillo ammazza Pd :”Lunga vita, così ci fai vincere”

10 – Grillo l’oclocrate : “padrone” o “garante” del M5Stelle?

Sul blog www.rinabrundu.com , Rina Brundu posta un articolo sul rischio (reggetevi forte) dell’olocrazia. Riportiamo le sue parole : “ L’oclocrazia sarebbe una ideale forma di amministrazione della cosa pubblica dove le decisioni vengono prese direttamente dalle masse (dal greco όχλος = moltitudine, massa). Per lo più sarebbe una degenerazione demagogica delle possibilità della democrazia. Difficile anche da attuarsi… se, per esempio, si seguisse l’ideale grilliano : tanti login sul suo sito Internet tanti voti incassati. Tuttavia, ora come allora l’oclocrazia portata all’estremo potrebbe avere una sua drammatica conseguenza: ovvero, l’approdo verso una qualsiasi forma di dittatura.”

Prima la Brundu afferma che il Movimento a 5 Stelle non correrebbe questo rischio che “vanta una politica sostenuta da una gerarchia interna digitale di tipo orizzontale, sulla linea dell’ideologia primus inter pares”, per poi smentirsi subito dopo : “… l’ organigramma gestionale espresso dal “grillismo” … è un grafico che mostra una unica verticalità: Grillo stesso! O, nelle parole usate da un suo adepto durante l’ultima trasmissione di Servizio Pubblico di Santoro, mostra… il garante.

La Brundu conclude che Grillo non possa esercitare appieno il ruolo di “garante” dato che non può candidarsi al Parlamento (è stato condannato) e non potrebbe guidare le sue truppe grilline nello scontro finale con il sistema dei partiti. Argomento interessante, ma – non me ne voglia la Brundu – deboluccio.

Interessante rimane comunque l’accenno della Brundu ai rischi della democrazia diretta, dell’oclocrazia , in cui all’abolizione della mediazione dei partiti, farebbe riscontro il ricorso alla democrazia dei referendum, dei televoto, dei login sul WEB. Si provi a pensare a quale risultato avrebbe su internet un referendum sulle misure di riduzione del debito pubblico introdotte da Monti : se i risultati del referendum fossero messi in pratica, faremmo immediatamente la fine non dico della Grecia, ma dell’Argentina di 10 anni fa.

11 – Grillo : un demagogo o un populista?

A me gli occhi, please!

Qualche anno fa Sartori anticipava su Il Corriere della Sera il tema della oclocrazia, riproposto in questi giorni dalla Brundu, rilevando che legittimazione del potere – almeno in Occidente – deve essere democratica, cioè fatta sempre in nome del popolo. Anche Chavez in Venezuela si presenta come il “portavoce del popolo”. Il politologo teme al contrario l’eccesso di «democrazia che uccide la democrazia, la democrazia che si suicida».

Sartori introduce la distinzione tra demagogia e populismo, il quale denota “una genuina democrazia «immediata » che nasce dal basso e che, per questo rispetto, è l’esatto contrario di demagogia. Pertanto il populismo così definito… ha la forza di essere una democrazia embrionale genuina, ma al contempo la terribile debolezza di incarnare un infantilismo politico … incapace di costruire alcunché. Le sue proposte «al positivo» sono, appunto, puerili e inconsistenti.

Per Sartori, Grillo non sarebbe dunque un demagogo, quanto un populista : in soldoni più Bossi, che Berlusconi. Poi aggiunge che “nelle democrazie di massa e contestualmente di video-potere senza un (uso) modico di demagogia nessun leader farebbe oramai molta strada”.

Alla classica domanda «cosa avete fatto per il vostro Paese?», Berlusconi potrebbe rispondere: niente, salvo che liberarlo da Prodi. E viceversa. Cioè Prodi potrà dire: niente, salvo che liberarlo da Berlusconi.” . 

E’ in questo nulla, pieno di molte macerie, che a mio avviso cresce la disaffezione per  la politica tradizionale e la protesta contro i partiti che curano solamente i propri interessi : humus in cui attecchisce e si sviluppa la pianta del M5Stelle.

12 – In difesa di Grillo.

Chi scrive è d’accordo sul fatto che la condanna per omicidio colposo di Grillo – forse legato ad una leggerezza da tamarro di provincia, in ebbrezza da recente possesso di Chevrolet Blazer (se hai un 4×4 devi però sapere che non puoi camminare sulle acque come Gesù) – non debba essere usata per delegittimare la sua azione politica e le sue idee. Inoltre mi trovo d’accordo con Gad Lerner che il fatto che Grillo guadagni molto non debba essere usato come arma di delegittimazione : finché non ruba, non evade e non riceve prebende statali per puri meriti di appartenenza a cricche o partiti, nessuno gli può rimproverare di essere pagato per quanto il mercato gli riconosce. 

A Grillo e al suo movimento va il merito di avere posto al centro dell’agenda politica tematiche come il risparmio energetico, le energie alternative, l’etica nell’amministrazione della cosa pubblica, la lotta contro le rendite da monopolio, la democratizzazione dell’informazione, la lotta ai privilegi dei partiti e dei parlamentari. 

A Grillo riconosciamo anche il grosso merito di aver diffuso la concezione che i parlamentari non sono nostri rappresentanti, ma nostri dipendenti, dato che ricevono denaro pubblico. Come ogni padrone che si rispetti, dovremmo tenere sotto controllo i nostri dipendenti, cioè i parlamentari. Così ha diffuso l’idea di far presenziare ai grillini muniti di telecamera ai consigli comunali e provinciali, riversando i filmati sul WEB, per rendere meno segrete le stanze del potere.

 Un forte elemento a carattere moralizzatore del M5S è il totale rifiuto dei contributi ai partiti. Questa è una posizione che ha un grande impatto sull’opinione pubblica scandalizzata dagli incredibili privilegi della “casta”.  Tuttavia alcuni fanno notare che ciò metterebbe la politica organizzata totalmente nelle mani delle lobby dei grandi gruppi economici che – finanziando i partiti – ne condizionerebbero fortemente i comportamenti e l’azione di governo (vedi USA, in cui i grandi gruppi che finanziano le campagne dei presidenti vincenti poi passano regolarmente all’incasso).

Il M5S siculo restituisce 1.426.00 Euro di rimborsi elettorali

13 – Grillo : indizi a carico

Non sono d’accordo però che alcuni suoi meriti debbano fare dimenticare la sua incoerenza in merito ai condoni, al suo privato stile di consumi energetici, di poca tolleranza nei confronti delle critiche, di insofferenza verso i giornalisti, di ricorso a comportamenti censori con la scusa della difesa del (suo) copyright, di uso dell’insulto nei confronti di tutti, di uso del continuo turpiloquio in occasioni pubbliche. Non si può essere ugualmente tolleranti verso di lui quando fa crociate ludddiste contro i computer e poi cambia idea poco dopo; o propala bufale come la cura di Bella, le auto a idrogeno che le multinazionali non metterebbero volutamente in produzione, la Biowashball. Oppure quando afferma che sull’Aids ci sono dei seri sospetti che sia una bufala; quando prima difende la produzione di biocarburanti e poi dice che affamano il modo; quando che fa credere di essere destinatario di false missive di pontefici e di capi di stato. O quando spara frasi infelici come quella che la mafia non strangola nessuno.

Grillo ha ormai assunto un ruolo pubblico, non è più un mero comico che si avvale metaforicamente del “pernacchio” alla Totò al cinema o a teatro. Chi è disposto a tollerare e giustificare le sue incoerenze, il suo linguaggio pieno di insulti e il suo perenne tono da tribuno, dicendo che ciò che conta “sono solo le idee e il programma” del Movimento, ricalca la posizione farisaica di quelli che ieri applaudivano il Berlusconi del family day e della legge per punire i clienti delle prostitute e che però a casa sua organizzava i “bunga bunga”.

L’uomo pubblico non può impunemente “predicare bene e razzolare male”: quale “grillino”, oggi, concederebbe ad un politico di varare misure lacrime e sangue per i “soliti noti”, mantenendo nel contempo gli scandalosi privilegi di cui costui gode?

14 – Grillo : dr.Jekyll e Mr.Hyde

A questo punto mi sto convincendo che esistano due volti del Nostro e che aveva ragione Alessandro Gilioli (A.G., Le due facce di Beppe Grillo, su Micromega) quando affermava che “ Ho pochi dubbi infatti che buona parte delle questioni sollevate prima da Grillo e poi dai suoi meet-up – fino al Movimento 5 Stelle – meritino ampia cittadinanza politica e … supporto. Sto parlando ad esempio delle battaglie per lo sviluppo e la libertà della Rete; di quelle per un nuovo ambientalismo realizzato in modo “glocal” dal basso; di quelle per un’ecologia della finanza e dell’economia capitalista in generale …; di quelle contro i privilegi e le perversioni clienteliste di buona parte della politica professionale (“casta”); di quelle per l’acqua pubblica, contro gli abusi edilizi, e anche di quelle contro i meccanismo censori, autocensori e distorsivi presenti nei media italiani.”

Gilioli metteva in evidenza anche il lato oscuro del personaggio Grillo:Quello dal linguaggio fascisteggiante che ironizza sui difetti fisici degli avversari politici; quello convinto che Pd e Pdl siano la stessa cosa..; quello che si rifiuta di firmare per il libero WiFi, perché l’iniziativa non l’ha lanciata lui; quello che si rifiuta di accettare qualsiasi domanda sulla sua condanna penale con un comunicato in stile sovietico lontanissimo dalla trasparenza dovuto da chiunque faccia politica; quello che non vuole rispondere a domande scomode perché lui (testuale) «è un monologhista»; quello infine che si è coltivato (anche) un’ampia area di seguaci fideistici e acritici, che ricoprono di insulti chiunque provi a mettere in discussione il loro guru.

Concordo che dentro il fenomeno Grillo ci sia del buono e del meno buono, dell’ottimo e del pessimo. Molti punti del suo programma sono condivisibili, anche se c’è bisogno di molto lavoro per tradurli in proposte concrete e attuabili; altri sono molto generici e fumosi e propongono soluzioni semplicistiche a problemi che sono molto complessi. 

Grillo e il suo movimento sono protagonisti affidabili per portare a compimento le sue battaglie? C’è chi si chiede come Gad Lerner (www.gadlerner.it/2012/04/15/la-commedia-di-beppe-grillo-trita-e-ritrita.html) se c’è qualcuno che affiderebbe tranquillamente a Grillo i destini della sua azienda o della sua famiglia. La domanda retorica implica però una certa sottovalutazione del fenomeno Grillo che non condividiamo.

Non è sufficiente né giusto dare a qualcuno o a un movimento l’etichetta di “antipolitica”, di anticasta”, di “populismo demagogico” o di “dilettantismo allo sbaraglio” per delegittimarne le idee e le proposte. Credo che abbia ragione Marco Travaglio quando rileva che  “i partitocrati seguitano a confondere le cause con gli effetti. Grillo l’hanno creato loro: rifiutando le sue proposte, asserragliandosi a palazzo, barricando porte e finestre, alzando i ponti levatoi per tenere lontani dalla politica i cittadini e rovesciando su di loro pentoloni d’olio, anzi di merda bollente”. (M.T: il Fatto 28 aprile 2012).

Più recentemente Gilioli, riprendendo sul suo blog la questione Grillo, concludeva che “si vuole davvero sfidare Grillo (e sperare che il futuro ci riservi qualcosa di meglio di un nuovo cesarismo carismatico-mediatico) non serve più a nulla rinfacciargli all’unanimità le coglionate che lui dice. Serve che la sinistra smetta di farle, le coglionate.”

Come si fa a non essere d’accordo con Gilioli?

15 – La “Biowashball economica” di Grillo

Mi preme sottolineare un ulteriore aspetto : scorrendo il programma del movimento 5 Stelle colpisce la frequenza con cui appaiono declinazioni dei verbi “vietare”, “abolire”, “eliminare”, “ridurre”. E’ la pars destruens del programma, quella più facile: quella che trova i maggiori e immediati consensi tra gli elettori delusi. C’è anche una pars construens, con alcune proposte molto suggestive sulla carta, ma enunciate in modo generico e che non si vede come possano essere tradotte in pratica, considerando la scarsità di risorse di cui il sistema Italia dispone e le prevedibili resistenze di lobbies e gruppi sociali. Adesso a Parma i 5Stelle si saranno presi anche i voti di farmacisti e tassinari e di varie partite IVA deluse dal “Cavalier Patonza”: che provino a far loro pagare le tasse e a togliere i vari privilegi per vedere che cosa succederà.

Per finire : come considerare l’ultima sparata – diciamo la “Biowashball economica” – di Grillo di “uscire dall’euro” («Sono per uscire dall’euro, con il minor danno possibile, e non pagare il debito pubblico o pagarne solo una parte».)? Bravo Grillo: lo spread salirebbe a mille, avremmo inflazione galoppante, immediata limitazione al prelievo di contante, divieto di esportare moneta, fallimenti a catena, stipendi pubblici non pagati, ecc. Grillo è mai stato in Argentina subito dopo il default di quel Paese?

Per fortuna Grillo non è presidente del Consiglio: invece il Movimento 5 Stelle, dopo il successo elettorale in alcune città, dovrà cominciare a misurarsi con i problemi concreti della gestione della cosa pubblica a livello locale : meno slogan, meno vaffa, e più lavoro per risolvere i problemi di amministrazione di una città.

Già un neo-sindaco del M5Stelle, appena eletto, ha detto che bisognerà aumentare le tasse locali, altro che “tasse=pizzo di stato” come denunciato da Grillo in Sicilia. Vogliamo poi vedere come se la caverà il nuovo sindaco di Parma del M5 Stelle alle prese con il mostruoso debito del suo comune e se riuscirà a pagare gli stipendi comunali anche dopo l’estate. Altro che slogan su “no all’inceneritore” senza sapere cosa fare della mondezza prodotta nel suo comune, “no tasse”, “no partiti”, “no banche”, ecc.

A tutti i nuovi amministratori del M5Stelle, adesso costretti ad abbandonare “chiacchiere e distintivo” per imparare il difficile mestiere di gestire la cosa pubblica, il nostro sincero in bocca la lupo.

16 – In principio fu Tavolazzi – Aggiornamenti su Grillo e M5Stelle

Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati a maggio.

Il Movimento 5Stelle aveva appena conquistato il comune di Parma e si faceva un gran parlare del neo sindaco Pizzarotti. Cui, a distanza di 6 mesi i sondaggi assegnano ancora il favore popolare.

In questi mesi cosa è successo di nuovo? Tre sono i fatti più significativi che riguardano il Movimento 5 Stelle : 

1 – la sua impetuosa crescita elettorale; 

2 – una campagna di stampa ostile al M5S;

3 – l’emergere di un significativo dissenso interno.

1 – Notevole è la crescita elettorale del M5S, testimoniata anche dal recente successo nelle elezioni regionali in Sicilia, dove il M5S è risultato il partito più votato. Si pensi che fino a poco fa la Sicilia appariva un feudo inattaccabile dei partiti di centro destra. 

Oggi i sondaggi sulle intenzioni di voto a livello nazionale collocano il M5S al secondo posto, con il 18-19%. La cosa sorprende fino ad un certo punto, considerando il cupio dissolvi che attraversa i partiti tradizionali e in particolare quelli di cdx.

Negli ultimi mesi il Movimento 5Stelle sembra ottenere consensi in particolare tra gli elettori delusi del PDL e dell’IDV, mentre l’emorragia di voti del PD in favore del M5S sembra essersi fermata. Anzi il PD – stando ai sondaggi più recenti – sta riguadagnando consensi. Sul PD attualmente confluiscono circa il 30% delle intenzioni di voto e sembra recuperare anche parte degli elettori di csx con una elevata propensione all’astensione o al voto di protesta.

Due stili a confronto : Grillo vs Saddam


Stando ai sondaggi delle ultime settimane, il M5S sembra aver raggiunto il top del consenso elettorale e sta registrando un certo ridimensionamento nelle intenzioni di voto.

La battuta di arresto delle “sorti magnifiche et progressive” del M5S sembra legato ai seguenti fattori.

2 – Le campagne di stampa delegittimanti. Giornali e canali TV legati al PDL e al mondo Berlusconiano hanno cominciato ad attaccare Grillo e il M5S ad ogni piè sospinto. In particolare si distinguono Il Giornale e il quotidiano Libero, preoccupati dall’emorragia di elettori pidiellini che stanno ingrossando quotidianamente le fila della curva sud di Grillo.

Grillo, con il collaudato metodo Boffo, viene attaccato soprattutto sul piano personale : sua figlia Luna, beccata con due dosi di coca, viene definita una “cocainomane” e Grillo fatto passare per genitore scellerato e disattento; la sua attuale moglie, fotografata con addosso una pelliccia, viene additata come una falsa animalista. Si denuncia, come fosse un crimine contro i precari e i disoccupati italiani, l’acquisto di una villa in Kenia per 300.000 euro, da parte della moglie dell’ex-comico.

Questi giornali accusano inoltre Grillo di avere un potere “monocratico” e di non tollerare il dissenso interno.

E’ singolare che tali argomentazioni vengano sostenute su giornali diretti da chi ha difeso, al di là di ogni senso del pudore, la gestione monocratica e aziendale del PDL da parte di Berlusconi; le sue innumerevoli leggi ad personam; il suo stile di vita da satrapo assiro-babilonese, cui faceva riscontro la dilagante degenerazione corruttiva della cosa pubblica. Giornali che hanno fatto ricorso al Metodo Boffo per attaccare sul piano personale – non solo gli avversari politici – ma chi dava sia pur timida prova di autonomia o dissenso : da Boffo, al direttore di Famiglia Cristiana, a Casini, a Follini, a Fini, alla Marcegaglia, a Montezemolo, a Della Valle, alla Prestigiacomo.

Panorama, il più diffuso settimanale italiano, di proprietà della Mondadori berlusconiana, rinfaccia a Grillo il suo presunto antisionismo, che sarebbe legato anche alle influenze esercitate dalla sua nuova moglie iraniana. L’ideologia del programma 5 stelle sarebbe per Panorama basato sull’idea complottista della triade “banche-massoneria- ebrei “che dominerebbe l’ordine economico mondiale. (“Grillo e la sindrome del complotto pluto-demo-giudaico”, 25-06-2012)

Anche dal PD si sono levate voci di critica nei confronti del M5S, il cui programma viene accusato di inconsistenza e il linguaggio, usato da Grillo nei confronti della classe politica, secondo Bersani ricorderebbe il fascismo: “ Frasi del tipo: ‘siete dei cadaveri ambulanti, vi seppelliremo vivi’ e così via, sono le frasi di un linguaggio fascista, così come lo abbiamo conosciuto in Italia”. La denuncia di Bersani ha innescato dure reazioni da parte di Grillo : “a Bersani non mi sognerei mai di dare del fascista, gli imputo invece di aver agito in accordo con ex fascisti e piduisti per un ventennio, spartendo insieme a loro anche le ossa della Nazione”.

3 – L’emergere di un dissenso interno. In principio fu Tavolazzi. Poi vennero Favia, Federica Salsi e Biolè.

Qualche settimana fa a “Piazzapulita” su La 7 viene mandato un fuorionda, in cui uno dei più autorevoli esponente del M5S, il consigliere regionale emiliano Favia denunciava la mancanza di democrazia all’interno del Movimento (vd. Anche IL SOLE 24 ORE Il fuorionda di Favia scuote i grillini: «Grillo padre padrone nel M5s la democrazia non esiste» 7 settembre 2012).

Nel fuorionda registrato in una pausa caffè al bar, Favia attacca senza mezzi termini il guru Casaleggio : «prende per il c… tutti perché da noi la democrazia non esiste. Grillo é un istintivo, lo conosco bene, non sarebbe mai stato in grado di pianificare una cosa del genere. … c’é una mente freddissima molto acculturata molto intelligente dietro, che di organizzazione, di dinamiche umane, di politica se ne intende».

Poi proseguiva Favia : «Il problema è su – spiega – Quindi o si levano dai c….. oppure il movimento gli esploderà in mano. Ma loro stavano già andando in crisi con questo aumento di voti. Come si sono salvati? Con divieto di andare in tv. Io con Santoro me la sono cavata, ma applicando un veto. Ho preso anche l’applauso ma mi è anche costato dire quello che non pensavo”.

Dal M5S si sono levate subito polemiche e insulti contro “l’ingrato e traditore” Favia. C’è chi accusa Favia si avere “concordato” il fuorionda.

Favia nei giorni successivi tenta di spiegare, di fare dei distinguo, di recuperare. «Se di questi ed altri dubbi non ne parlavo in pubblico, è perché … avevo ed ho fiducia nel superamento di queste criticità, come abbiamo sempre fatto in questi anni, evolvendoci costantemente; è stato un grave errore lasciarmi andare ad uno sfogo privato e scomposto, rubato da un cronista di cui mi ero fidato» . Ma ormai la frittata è fatta e il re è nudo.

Subito gli organi di informazione legati ai partiti tradizionali si sono buttati a corpo morto sulla vicenda, evidenziando che già nel recente passato Grillo aveva espulso Tavolazzi, uno dei maggiori esponente del M5S emiliano e consigliere comunale a Ferrara, il primo a sollevare la questione della democrazia interna. Grillo si era opposto all’utilizzazione di Tavolazzi da parte del sindaco Pizzarotti, che avrebbe voluto come direttore generale del comune di Parma : la ricusazione della candidatura poi è stata giustificata con mancanza dei requisiti di legge, dato che l’ing.Tavolazzi non aveva una laurea in economia o giurisprudenza.

E a luglio l’espulso Tavolazzi aveva mandato una lettera aperta a Grillo denunciando il deficit di democrazia interna e il rischio“che il progetto politico del Movimento sia … un esperimento di marketing politico”. E poi gli chiede “Tra un anno in Parlamento cosa portiamo, i post del tuo blog su economia e diritti civili?” (Il Fatto Quotidiano, 17 luglio 2012).

Dopo le esternazioni carpite a Favia, giornali e TV cercano di intervistare esponenti del M5S, nonostante la fatwa pronunciata da Grillo nei confronti dei giornalisti e dei talk show. Grillo teme soprattutto il famoso “tritacarne mediatico” con il quale i grillini, non abituati alla comunicazione TV e al confronto con i vecchi marpioni dei talk show, verrebbero fatti a polpette.

Federica Salsi e Grillo

Qualche giorno fa Ballarò riesce a portare in trasmissione Federica Salsi, consigliera comunale di Bologna del M5S. Federica dice la sua, ma non esce benissimo dal confronto TV. Grillo attacca la Salsi con linguaggio che alcuni ritengono tipicamente maschilista : “La tv è il vostro punto G” ; “Il solito quarto d’ora di celebrità descritto da Warhol che dà l’orgasmo ai parenti che guardano da casa“” (titolo de il Fatto Quotidiano).

Nei giorni successivi il popolo grillino si scatena contro la Salsi e qualcuno commenta in assemblea “p…na era e p..na rimane” (TGCOM 24) . Gli altri due consiglierei del M5S si siedono lontano da lei durante le sedute del consiglio comunale in segno di dissenso. Nonostante gli attacchi, la Salsi riottiene la fiducia della sua base locale e si difende : “Ritengo importante far conoscere la collegialità del nostro movimento. … Il movimento è uno e spero che vada avanti unito anche con opinioni diverse e ritengo sia doveroso avere un confronto anche su opinioni diverse. Sono andata a Ballarò perché credo sia importante far conoscere il lavoro collegiale del Movimento. I dissapori sul piano personale rimangono, ma dobbiamo risolverli tra noi, confrontandoci. Non devono interferire con il nostro lavoro di eletti” (da Polisblog).

Ma Grillo non demorde e cerca di delegittimare il consenso ottenuto dalla Salsi a Bologna “I giornalisti- scrive Grillo sul suo blog – insistono con la fiducia a questo o a quell’altro esponente del M5S data con l’applausometro o con il voto per alzata di mano di poche decine di persone, la cui l’iscrizione al M5S non viene certificata formalmente“. E aggiunge che “la fiducia va gestita in modo formale. Non siamo all’asilo mariuccia, cari pennivendoli”. (La Repubblica, 16 novembre 2012)

favia e grillo

Favia prende però le difese della Salsi «Chi l’ha insultata sono tre deficienti» (Corriere della Sera, 15 novembre 2012). Favia dice – a propositi dei grillini dell’ultim’ora che vorrebbero la talebanizzazione del movimento– che “forse scambiano Grillo per Pancho Villa o Zapata …Noi non abbiamo leader a cui ispirarci, i leader siamo noi cittadini…

Nei giorni scorsi l’avvocato di Grillo, Michelangelo Montefusco, comunica al consigliere regionale piemontese 5Stelle Fabrizio Biolè la decisione di Grillo “di revocare l’autorizzazione all’utilizzo da parte Sua del nome e del marchio del Movimento 5 Stelle di cui egli è esclusivo titolare, invitandola a volersi astenere, per il futuro, dal qualificare la sua azione politica come riferibile al Movimento stesso o, più in generale, come ispirata dalla persona del mio cliente“. Siamo ormai giunti alla democrazia tramite avvocati.

Biolè secondo molti pagherebbe il suo appoggio a Federica Salsi ( «Trovo degradante e irrispettoso – aveva dichiarato Biolè commentando la battuta sul punto G – l’aver traslato la critica dal piano di merito a quello di attacco machista»). (Il Messaggero, Grillo caccia dal M5S il consigliere piemontese Biolè, 12 novembre 2012). Il motivo ufficiale addotto da Grillo invece sottolinea che Biolè ha già ricoperto due mandati come consigliere comunale in provincia di Cuneo.

17 – M5S come Scientology?

Federica Salsi ha affermato che il M5S corre il rischio di diventare una setta come Scientology. Nelle sette di norma un leader supremo o una oligarchia detta e modifica le regole a piacere, giudica chi le infrange e adotta le sanzioni nei confronti dei dissidenti. Altro che separazione dei poteri.  Luca Telese su PubblicoGiornale il 7 settembre 2012 pubblica un interessante ariticolo  dal titolo “Da Scientology a Casaleggiology” che qui riportiamo per sommi capi.

Mentre alcuni ultras sui social network scatenano il prevedibile cliché di ingiurie (Favia opportunista, Favia carrierista, Favia agente della Spectre nel M5s), molti intuiscono il dramma interiore del più brillante dirigente grillino apparso sulla scena fino ad ora.” Favia secondo telese si sarebbe tolto un bel peso dallo stomaco, dicendo ciò che molti grillini mormorano e cioè che il “Re è Nudo”, ovvero “che in mezzo alla bella storia di volontariato e di passione dei militanti del M5s è nata una piccola web-setta, una Scientology Casaleggina, con tanto di tecnostrutture e vangeli video per annunciare profezie millenariste“.

Grillo e Casaleggio

Adesso non sarà più un segreto il fatto che la Casaleggio usava la rete (anche) per orientare il movimento (e le sue scelte) sotto la facciata della democrazia diretta. La balla sul “carrierismo” di Favia, dunque serve a nascondere la verità sull’eterodirezione di Casaleggio. E anche il fatto che fra il web manager-spin doctor e i ragazzi eletti (soprattutto quelli dell’Emilia Romagna) esisteva da mesi un conflitto sotterraneo. Il web era utilizzato dalla Casaleggio e associati come strumento di pressione. Forse persino sul leader del movimento, se é vera la ricerca che ha rivelato l’esistenza di un iscritto fake su due fra i followers di Grillo.”

Telese ritiene non sia un caso che la lotta per il controllo del M5s deflagri proprio Emilia Romagna, dove il movimento si è maggiormente consolidato ed ha una maggiore presenza istituzionale.  I tentativi di controllo  da parte del duo Grillo-Casaleggio sarebbe stata “confermata ieri anche da Sonia Alfano, ex beniamina del movimento ai tempi delle europee, e poi oggetto di una campagna di web-fango dopo la rottura con Casaleggio, subito spostata (sempre da lui) anche su beppegrillo.it“.

Telese ricorda alcuni fatti che riguardano il movimento emiliano : “Andrea De Franceschi, consigliere regionale, viene crocifisso sul tema cruciale dei rimborsi ai giornali. Poi lo stesso Favia, viene fatto oggetto di attacchi via web che lo accusano, nientemeno di “Berlusconismo”. Il terzo scossone è l’espulsione di Valentino Tavolazzi consigliere comunale a Ferrara, accusato di voler “partitizzare” il movimento.

Quindi c’è la vicenda di Maurizio Pallante economista, che scrive il programma dei grillini sui temi dell’energia, ignorando il dibattito accesissimo sul web. Se ne va pure lui e tra i Grillini si ripete l’adagio immortale di Pietro Nenni, secondo cui in tutte le sinistre “c’è sempre uno più puro che ti epura“. 

In seguito Grillo emana il divieto tassativo agli aderenti al movimento di andare in TV e nei talk show, cosa tuttavia mai scritta nello statuto del Movimento.  Telese rievoca a proposito la dinamica che opponeva massimalisti e riformisti nell’antico partito socialista di un secolo fa : riformisti negli organi elettivi e massimalisti a dirigere il partito il cui organo di stampa,l’Avanti, era diretto  nientemeno che da Benito Mussolini.
Il giornalista conclude che mentre gente come Favia e Tavolazzi ci hanno messo la faccia, Casaleggio ci si è arricchito, gestendo una web-setta “con geniale scaltrezza“.

Per farsi un’idea del Casaleggio-pensiero si veda il video millenarista pubblicato sul sito della sua società e visibile anche su you tube.http://youtu.be/sV8MwBXmewU

 

18 – Le “Parlamentarie” e la damnatio memoriae 

L’idea di democrazia della rete propugnata da Grillo e dai suoi si è tradotta anche nella pratica della “parlamentarie”. Queste consentirebbero la scelta “democratica” via WEB dei candidati alle prossime elezioni al Parlamento. Il costo economico di questa operazione ha l’indubbio vantaggio di essere molto basso, ma taglia fuori chi non ha dimestichezza con i computer e Internet. 

Molti fanno osservare che i voti espressi in rete vanno a finire sui server di Casaleggio. I voti vengono controllati dal suo staff e non da un’autorità di controllo indipendente. Non si capisce come gli elettori del movimento possano controllare se i voti vengano conteggiati correttamente oppure no.

D’altro canto questa modalità riflette in pieno il carattere di “democrazia monarchica” che vige all’interno del M5S. Questa non sembra discostarsi molto dall’idea berlusconiana della democrazia all’interno del partito : voi discutete pure liberamente, ma alla fine decide sempre il capo e chi non è d’accordo viene messo alla porta. E magari additato al pubblico ludibrio. Fini da un lato, con la casa di Montecarlo; la Salsi dall’altro, con il punto G.

La Salsi, è cronaca recente, viene addirittura cancellata dagli elenchi degli eletti del M5Stelle : ormai si ritorna alla damnatio memoriae degli imperatori romani o dei faraoni d’Egitto.

 

19 – Il linguaggio “testicolare” del democratico Grillo. Per la serie : a chi osa darmi del violento spaccherò tutti i denti.

Molti comunicatori si aiutano con il linguaggio del corpo e gesticolano. Da noi invece invece “testicolano”. 

A un Alfano che esprimeva perplessità sulla eventuale ricandidatura di Marcello Dell’Utri che ha all’attivo alcune condanne – non definitive – per contiguità alla mafia, il bibliofilo Dell’Utri rispondeva che “Alfano non ha le palle”. In pratica gli dava del “quaquaraquà”, che in Trinacria non è proprio un bel complimento. 

L’ex-comico genovese, prendendo letteralmente la palla al balzo, due giorni fa in video comunicava al popolo del M5S che chi ritenesse che Grillo e Casaleggio siano poco democratici, abbiano manipolato le “parlamentarie” e si mettano in tasca i soldi degli eletti del Movimento “se ne deve andare fuori dalle palle”. E con due righe in un post ha espulso Favia e la Salsi. Come a dire : chi mi dà del violento, si beccherà un pugno in faccia.

I giornali fiancheggiatori del PDL berlusconiano hanno applicato negli ultimi tempi il famigerato “metodo Boffo” contro chi assumeva posizioni scomode per il padrone delle ferriere. Gli ultimi episodi suggeriscono che Grillo, dal canto suo, stia applicando il metodo Tavolazzi (per uomo) e il Punto G (per signora).

Grillo fuori dalle palle

Un Grillo sempre più muscolare manda i dissidenti “fuori dalle palle”

 

_.

Per chi volesse farsi direttamente un’idea di quanto di buono e di meno buono, di specifico o di troppo generico, di concreto o di velleitario ci sia nel programma del Movimento creato da Grillo, alleghiamo il programma del M5S, così come appare nel suo blog. Speriamo solo che Grillo non chieda di oscurare il nostro blog con la scusa della violazione del copyright.

Programmada http://www.beppegrillo.com

STATO E CITTADINI

L’organizzazione attuale dello Stato è burocratica, sovradimensionata, costosa, inefficiente.

Il Parlamento non rappresenta più i cittadiniche non possono scegliere

il candidato, ma solo il simbolo del partito. La Costituzione non è applicata. I partiti si sono

sostituiti alla volontà popolare e sottratti al suo controllo e giudizio.

Abolizione delle province

Accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti

Abolizione del Lodo Alfano

Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico

Riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica

Eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione

dopo due anni e mezzo

Divieto per i parlamentari di esercitare un’altra professione durante il mandato

Stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali

Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato)

Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati

Partecipazione diretta a ogni incontro pubblico da parte dei cittadini via web,

come già avviene per Camera e Senato

Abolizione delle Authority e contemporanea introduzione di una vera class action

Referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum

Obbligatorietà della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa

popolare

Approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria

Leggi rese pubbliche on line almeno tre mesi prima delle loro approvazione per ricevere i

commenti dei cittadini.

ENERGIA

Se venisse applicata rigorosamente la legge 10/91, per riscaldare gli edifici

si consumerebbero 14 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato

calpestabile all’anno. In realtà se ne consumano di più. Dal 2002 la legge tedesca, e più di

recente la normativa in vigore nella Provincia di Bolzano, fissano a 7 litri di gasolio, o metri

cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno il consumo massimo consentito nel

riscaldamento ambienti. Meno della metà del consumo medio italiano. Utilizzando

l’etichettatura in vigore negli elettrodomestici, nella Provincia di Bolzano questo livello

corrisponde alla classe C, mentre alla classe B corrisponde a un consumo non superiore a 5

litri di gasolio, o metri cubi di metano, e alla classe A un consumo non superiore a 3 litri di

gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato all’anno. Nel riscaldamento degli ambienti,

una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2, anche per evitare le

sanzioni economiche previste dal trattato di Kyoto nei confronti dei Paesi inadempienti, deve

articolarsi nei seguenti punti:

Applicazione immediata della normativa, già prevista dalla legge 10/91 e prescritta dalla

direttiva europea 76/93, sulla certificazione energetica degli edifici

Definizione della classe C della provincia di Bolzano come livello massimo di consumi per la

concessione delle licenze edilizie relative sia alle nuove costruzioni, sia alle ristrutturazioni di

edifici esistenti

Riduzione di almeno il 10 per cento in cinque anni dei consumi energetici del patrimonio

edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziare per gli inadempienti

Agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative per i contratti di

ristrutturazioni energetiche col metodo esco (energy service company), ovvero effettuate a

spese di chi le realizza e ripagate dal risparmio economico che se ne ricava

Elaborazione di una normativa sul pagamento a consumo dell’energia termica nei condomini,

come previsto dalla direttiva europea 76/93, già applicata da altri Paesi europei.

Il rendimento medio delle centrali termoelettriche dell’Enel si attesta intorno al 38%. Lo

standard con cui si costruiscono le centrali di nuova generazione, i cicli combinati, è del

55/60%.

La co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, con utilizzo del calore nel luogo di

produzione e trasporto a distanza dell’energia elettrica, consente di utilizzare il potenziale

energetico del combustibile fino al 97%. Le inefficienze e gli sprechi attuali nella produzione

termoelettrica non sono accettabili né tecnologicamente, né economicamente, né moralmente,

sia per gli effetti devastanti sugli ambienti, sia perché accelerano l’esaurimento delle risorse

fossili, sia perché comportano un loro accaparramento da parte dei Paesi ricchi a danno dei

Paesi poveri. Non è accettabile di per sé togliere il necessario a chi ne ha bisogno, ma se poi si

spreca, è inconcepibile. Per accrescere l’offerta di energia elettrica non è necessario costruire

nuove centrali, di nessun tipo. La prima cosa da fare è accrescere l’efficienza e ridurre gli

sprechi delle centrali esistenti, accrescendo al contempo l’efficienza con cui l’energia prodotta

viene utilizzata dalle utenze (lampade, elettrodomestici, condizionatori e macchinari industriali).

Solo in seguito, se l’offerta di energia sarà ancora carente, si potrà decidere di costruire nuovi

impianti di generazione elettrica. Nella produzione di energia elettrica e termica, una politica

energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2 anche accrescendo l’offerta, deve

articolarsi nei seguenti punti:

Potenziamento e riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termoelettriche esistenti

Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica con tecnologie che utilizzano le fonti

fossili nei modi più efficienti, come la co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a partire

dagli edifici più energivori: ospedali, centri com-merciali, industrie con processi che utilizzano calore

tecnologico, centri sportivi ecc.

Estensione della possibilità di riversare in rete e di vendere l’energia elettrica anche agli impianti

di micro-cogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW

Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica estendendo a tutte le fonti

rinnovabili e alla micro-cogenerazione diffusa la normativa del conto energia, vincolandola ai kW

riversati in rete nelle ore di punta ed escludendo i chilowattora prodotti nelle ore vuote

Applicazione rigorosa della normativa prevista dai decreti sui certificati di efficienza energetica,

anche in considerazione dell’incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili

che essi comportano

Eliminazione degli incentivi previsti dal CIP6 alla combustione dei rifiuti in base al

loro inserimento, privo di fondamento tecnico-scientifico, tra le fonti rinnovabili

Legalizzazione e incentivazione della produzione di biocombustibili, vincolando all’incremento

della sostanza organica nei suoli le produzioni agricole finalizzate a ciò

Incentivazione della produzione distribuita di energia termica con fonti rinnovabili, in particolare

le biomasse vergini, in piccoli impianti finalizzati all’autoconsumo, con un controllo rigoroso del

legno proveniente da raccolte differenziate ed esclu-dendo dagli incentivi la distribuzione a

distanza del calore per la sua inefficienza e il suo impatto ambientale

Incentivazione della produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici.

INFORMAZIONE

L’informazione è uno dei fondamenti della democrazia e della sopravvivenza individuale. Se il

controllo dell’informazione è concentrato in pochi attori, inevitabilmente si manifestano derive

antidemocratiche. Se l’informazione ha come riferimenti i soggetti economici e non il cittadino, gli

interessi delle multinazionali e dei gruppi di potere economico prevalgono sugli interessi del

singolo. L’informazione quindi è alla base di qualunque altra area di interesse sociale. Il cittadino

non informato o disinformato non può decidere, non può scegliere. Assume un ruolo di

consumatore e di elettore passivo, escluso dalle scelte che lo riguardano.

Le proposte:

Cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano

Eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche

Nessun canale televisivo con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da

alcun soggetto privato, l’azionariato deve essere diffuso con proprietà massima del 10%

Le frequenze televisive vanno assegnate attraverso un’asta pubblica ogni cinque anni

Abolizione della legge del governo D’Alema che richiede un contributo dell’uno per cento sui

ricavi agli assegnatari di frequenze televisive

Nessun quotidiano con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun

soggetto privato, l’azionariato diffuso con proprietà massima del 10%

Abolizione dell’Ordine dei giornalisti

Vendita ad azionariato diffuso, con proprietà massima del 10%, di due canali televisivi pubblici

Un solo canale televisivo pubblico, senza pubblicità, informativo e culturale,indipendente dai

partiti

Abolizione della legge Gasparri

Copertura completa dell’ADSL a livello di territorio nazionale

Statalizzazione della dorsale telefonica, con il suo riacquisto a prezzo di costo da Telecom Italia,

e l’impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi competitivi ad ogni operatore

telefonico

Introduzione dei ripetitori Wimax per l’accesso mobile e diffuso alla Rete

Eliminazione del canone telefonico per l’allacciamento alla rete fissa

Allineamento immediato delle tariffe di connessione a Internet e telefoniche a quelle europee

Tetto nazionale massimo del 5% per le società di raccolta pubblicitaria facenti capo a un singolo

soggetto economico privato

Riduzione del tempo di decorrenza della proprietà intellettuale a 20 anni

Abolizione della legge Urbani sul copyright

Divieto della partecipazione azionaria da parte delle banche e di enti pubblici o para pubblici a

società editoriali

Depenalizzazione della querela per diffamazione e riconoscimento al querelato dello stesso

importo richiesto in caso di non luogo a procedere (importo depositato presso il tribunale in

anticipo in via cautelare all’atto della querela)

Abolizione della legge Pisanu sulla limitazione all’accesso wi fi.

ECONOMIA

Introduzione della class action

Abolizione delle scatole cinesi in Borsa

Abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società

quotate

Introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate

Abolizione della legge Biagi

Impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente

mercato interno

Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale

Introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una

compartecipazione alle eventuali perdite

Impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessa società se

questa si è resa responsabile di gravi reati

Impedire l’acquisto prevalente a debito di una società (es. Telecom Italia)

Introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle

aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato

Abolizione delle stock option

Abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset,

Ferrovie dello Stato

Allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi

europei

Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e

con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai

servizi senza bisogno di intermediari

Vietare la nomina di persone condannate in via definitiva (es. Scaroni all’Eni) come

amministratori in aziende aventi come azionista lo Stato o quotate in Borsa

Favorire le produzioni locali

Sostenere le società no profit

Sussidio di disoccupazione garantito

Disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es.distributori di acqua in bottiglia).

TRASPORTI

Disincentivo dell’uso dei mezzi privati motorizzati nelle aree urbane

Sviluppo di reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana ed extra urbana

Istituzione di spazi condominiali per il parcheggio delle biciclette

Istituzione dei parcheggi per le biciclette nelle aree urbane

Introduzione di una forte tassazione per l’ingresso nei centri storici di automobili private con un

solo occupante a bordo

Potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e dei mezzi pubblici a uso individuale (car

sharing) con motori elettrici alimentati da reti

Blocco immediato del Ponte sullo Stretto

Blocco immediato della Tav in Val di Susa

Proibizione di costruzione di nuovi parcheggi nelle aree urbane

Sviluppo delle tratte ferroviarie legate al pendolarismo

Copertura dell’intero Paese con la banda larga

Incentivazione per le imprese che utilizzano il telelavoro

Sistema di collegamenti efficienti tra diverse forme di trasporto pubblici

Incentivazione di strutture di accoglienza per uffici dislocati sul territorio collegati a Internet

Incentivazione dei mercati locali con produzioni provenienti dal territorio

Corsie riservate per i mezzi pubblici nelle aree urbane

Piano di mobilità per i disabili obbligatorio a livello comunale.

SALUTE

L’Italia è uno dei pochi Paesi con un sistema sanitario pubblico ad accesso universali. Due fatti

però stanno minando alle basi l’universalità e l’omogeneità del Servizio Sanitario Nazionale: la

devolution, che affida alle Regioni l’assistenza sanitaria e il suo finanziamento e accentua le

differenze territoriali, e la sanità privata che sottrae risorse e talenti al pubblico. Si tende inoltre ad

organizzare la Sanità come un’azienda e a far prevalere gli obiettivi economici rispetto a quelli di

salute e di qualità dei servizi.

GRATUITÀ DELLE CURE ED EQUITÀ DI ACCESSO

Garantire l’accesso alle prestazioni essenziali del Servizio Sanitario Nazionale universale e

gratuito

Ticket proporzionali al reddito per le prestazioni non essenziali

Monitorare e correggere gli effetti della devolution sull’equità d’accesso alla Sanità

FARMACI

Promuovere l’uso di farmaci generici e fuori brevetto, equivalenti e meno costosi rispetto ai

farmaci “di marca” (che in Italia costano spesso di più che all’estero) e più sicuri rispetto ai

prodotti di recente approvazione

Prescrizione medica dei principi attivi invece delle marche delle singole specialità (come

avviene ad esempio in Gran Bretagna)

INFORMAZIONE

Programma di educazione sanitaria indipendente pubblico e permanente sul corretto uso dei

farmaci, sui loro rischi e benefici

Politica sanitaria nazionale di tipo culturale per promuovere stili di vita salutari e scelte di consumo

consapevoli per sviluppare l’autogestione della salute (operando sui fattori di rischio e di protezione

delle malattie) e l’automedicazione semplice

Informare sulla prevenzione primaria (alimentazione sana, attività fisica, astensione dal fumo) e

sui limiti della prevenzione secondaria (screening, diagnosi precoce, medicina predittiva),

ridimensionandone la portata, perché spesso risponde a logiche commerciali

Sistema di misurazione della qualità degli interventi negli ospedali (tassi di successo, mortalità,

volume dei casi trattati ecc.) di pubblico dominio

MEDICI

Proibire gli incentivi economici agli informatori “SCIENTIFICI” sulle vendite dei farmaci

Separare le carriere dei medici pubblici e privati, non consentire a un medico che lavora in

strutture pubbliche di Operare nel privato

Incentivazione della permanenza dei medici nel pubblico, legandola al merito con tetti massimi

alle tariffe richieste in sede privata

Criteri di trasparenza e di merito nella promozione dei primari

ORGANIZZAZIONE

Liste di attesa pubbliche e on line

Istituzione di centri unici di prenotazione on line

Convenzioni con le strutture private rese pubbliche e on line

Investire sui consultori familiari

Limitare l’influenza dei direttori generali nelle ASL e negli ospedali attraverso la reintroduzione

dei consigli di amministrazione

LOTTA PER IL DOLORE

Allineare l’Italia agli altri Paesi europei e alle direttive dell’Organizzazione

Mondiale della Sanità (OMS) nella lotta al dolore. In particolare per l’uso degli oppiacei (morfina e

simili)

RICERCA

Possibilità dell’8 per mille alla ricerca medico-scientifica

Finanziare la ricerca indipendente attingendo ai fondi destinati alla ricerca militare

Promuovere e finanziare ricerche sugli effetti sulla salute, in particolare legate

alle disuguaglianze sociali e all’inquinamento ambientale dando priorità ai ricercatori indipendenti

Promuovere la ricerca sulle malattie rare e spesare le cure all’estero in assenza di strutture

nazionali

Introdurre, sulla base delle raccomandazioni dell’OMS, a livello di Governo centrale e regionale,

la valutazione dell’impatto sanitario delle politiche pubbliche, in particolare per i settori dei

trasporti, dell’urbanistica, dell’ambiente, del lavoro e dell’educazione

AMMINISTRATORI PUBBLICI

Eliminazione degli inceneritori

Introduzione del reato di strage per danni sensibili e diffusi causati dalle politiche locali e

nazionali che comportano malattie e decessi nei cittadini nei confronti degli amministratori

pubblici (ministri, presidenti di Regione, sindaci, assessori).

ISTRUZIONE

Abolizione della legge Gelmini

Diffusione obbligatoria di Internet nelle scuole con l’accesso per gli studenti

Graduale abolizione dei libri di scuola stampati, e quindi la loro gratuità, con l’accessibilità via

Internet in formato digitale

Insegnamento obbligatorio della lingua inglese dall’asilo

Abolizione del valore legale dei titoli di studio

Risorse finanziarie dello Stato erogate solo alla scuola pubblica

Valutazione dei docenti universitari da parte degli studenti

Insegnamento gratuito della lingua italiana per gli stranieri(obbligatorio in caso di richiesta di

cittadinanza)

Accesso pubblico via Internet alle lezioni universitarie

Investimenti nella ricerca universitaria

Insegnamento a distanza via Internet

Integrazione Università/Aziende

Sviluppo strutture di accoglienza degli studenti

 

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