Della bufala. Intesa come una delle belle arti

I denti del poliziotto e la democrazia del WEB

Posted by pocavista su 27 novembre 2012

Perché questo blog ha pubblicato un fake sui denti dei poliziotti?

1 – Antecedente – Da poco abbiamo pubblicato e poi rimosso un brevissimo post su un presunto falso scoop de “Il Giornale”, in cui si riportava che un ispettore di polizia si era dovuto far aggiustare 8 incisivi distruttigli da un manifestante violento. All’ispettore va, naturalmente, tutta la nostra solidarietà, oltre alle scuse al Giornale che –  stavolta – ha pubblicato un titolo corretto.

 

2 – IL WEB ha sempre ragione?  Il fake trae origine dal nostro recente aggiornamento del post su Grillo e la democrazia via WEB. In particolare lo spunto ci è stato fornito dal video millenarista della Casaleggio Associati che – dopo aver predetto una guerra mondiale entro il 2020 con uso di armi batteriologiche e la riduzione della popolazione mondiale a un miliardo – preconizza una democrazia globale esercitata attraverso WEB, che consentirebbe a tutti di vivere felici e contenti. Niente manipolazioni, niente Grandi Fratelli orwelliani, niente conflitti economici, sociali, religiosi o culturali.

In effetti dopo aver aggiornato il nostro lungo post su Grillo e il M5Stelle, alcuni amici ci hanno costretto ad un lunga discussione su vantaggi, limiti e pericoli della democrazia via WEB. Alcuni sostengono che il WEB sia democratico “di per sè” e possa consentire di superare il problema di chi controlla l’informazione in TV e nei giornali. Il WEB probabilmente riduce lo strapotere di chi controlla a casa nostra Mediaset o la Rai, Repubblica, Il Corriere della Sera o Il Giornale, ma non appare la soluzione definitiva dei mali dell’informazione.

Il WEB ha favorito – sembra – le primavere arabe e, nel nostro piccolo, l’affermarsi di movimenti di protesta e di rinnovamento come il Movimento 5 Stelle. E’ benvenuto quindi il WEB, con i suoi meet-up, i blog, i wikipedia, i giornali on-line, i podcast e gli streaming. Del resto anche noi abbiamo attivato il nostro modestissimo blog.

Tuttavia dobbiamo essere consapevoli dei grossi margini di manipolazione dell’informazione e quindi della democrazia che esiste anche sul WEB. Manipolazione possibile per chi fosse pronto ad utilizzare adeguate tecniche comunicative, anche non troppo sofisticate. Altri ritengono invece che, visto l’elevatissimo numero di utenti del WEB, le bufale prima o poi verrebbero comunque smontate da una sorta di “conoscenza critica collettiva”.

E’ un po’ il problema generale del WEB, in cui tutti possono contribuire a far circolare sia le informazioni vere, che informazioni false o parzialmente vere. A ben vedere, bisogna concludere però che alcuni, pochissimi, possono ottenere una grande circolazione delle informazioni che hanno a cuore (vere o false che siano), mentre la stragrande parte degli utenti può farle conoscere solo a una ristretta di parenti e amici.

Per esempio : un motore di ricerca (come Google, Bing, Altavista, Yahoo) fornisce magari migliaia di risultati su uno specifico argomento (che poi sono sono una piccola parte di ciò che esiste sul WEB al riguardo), però in un certo rango (ordine di priorità) che l’utente non può determinare. Generalmente ci si ferma a conrollare e ci si collega a siti segnalati nella prima schermata di risultati (difficilmente si vanno a controllare i siti in schermate oltre la quarta o la quinta).

I guadagni enormi accumulati da chi gestisce i motori di ricerca sono in gran parte legati alla loro possibilità di determinare un rango tra le informazioni, presentando per primi i siti disposti a pagare al motore di ricerca per godere di questo privilegio.

Un problema leggermente diverso si presenta per Wikipedia : dato che tutti possono contribuire a creare l’Enciclopedia mondiale, tutti possono alterare le informazioni che vi sono contenute. Recentemente sui giornali sono apparse notizie che denunciavano che molte imprese commerciali sono solite “ritoccare” le informazioni che le riguardavano per ottenere un’immagine migliore nei confronti dei clienti.

3 – Voilà la buffleCome scommessa con gli amici, per cercare di smentire le certezze di chi sostiene che il WEB alla fine “ha sempre ragione”, abbiamo allora costruito un piccolo fake, una bufala per dirla in italiano, accusando altri di aver propinato a loro volta una bufala. Il test è stato effettuato su un aggregatore di blog come OK-Notizie, il più frequentato in Italia. Per costruire una bufala informativa basta costruire una notizia verosimile, che faccia leva su un pregiudizio politico o su stereotipi culturali, e che confermi la visione del mondo di chi la legge. E’ così che hanno origine anche le leggende metropolitane. E’ il fenomeno psicologico della “minimizzazione della dissonanza cognitiva” di cui abbiamo ampiamente parlato in questo blog, mentre cercavamo di  analizzare il successo ottenuto a suo tempo dalla comunicazione berlusconiana.  

E’ opinione comune che l’innamorato tradito sia sempre l’ultimo ad accorgersi dei tradimenti dell’amata, così come il fan sfegatato del leader carismatico è sempre l’ultimo a percepirne gli inganni. Anche se “il re è nudo”, ci saranno sempre molti fan che non se ne accorgeranno, perché hanno un’attenzione selettiva che scarta automaticamente gli elementi dissonanti. Ed è così che alcuni ricorrono alle teorie del complotto per ottenere facile consenso tra i fan più sprovveduti : vedi i complotti che sarebbero stati orditi a tavolino dalla magistratura rossa (Berlusconi) o dalle forze demo-pluto-giudaiche ai danni dell’Italia(il più recente Grillo e prima di lui il Duce).

Ancora oggi, nonostante che la vicenda berlusconiana sia giunta al suo epilogo con aspetti farseschi, ci sono ancora gli ultimi jap del Berlusca che combattono in sperdute isole del Mediterraneo, manifestando la loro fede incrollabile nel Mikado di Arcore e alimentando patetiche discussioni sulle pagine di quotidiani “di famiglia”.  

Ai fini della nostra scommessa, abbiamo quindi cercato di scegliere un bersaglio “assai comodo”, il quotidiano “il Giornale”, visto che la maggior parte degli utenti di Ok-Notizie sono di tutt’altro orientamento politico. Il post-fake da noi pubblicato – senza affermarlo esplicitamente – lasciava intendere che Il Giornale si fosse sbagliato, dando una notizia sull’esistenza di “ben otto incisivi” in un ispettore di polizia, come se questi denti fossero troppi. 

In un paio di ore, il post è stato letto centinaia di volte. Ha inoltre ottenuto alcune decine di OK di approvazione su Ok-Notizie. Tutto questo nonostante che il post riportasse di proposito una tavola anatomica in cui si dimostrava che gli incisivi umani erano proprio otto (quattro superiori e quattro inferiori).  Tuttavia solo pochissimi lettori più attenti dimostravano il proprio dissenso dal post o facevano rilevare che in questo caso Il Giornale ci aveva azzeccato. Come volevasi dimostrare.

4 – La “tweetizzazione” della comunicazione sul WEB. La comunicazione via WEB purtroppo ha molti limiti : i post non vengono letti, vengono solo “guardati”; si dà un’occhiata al titolo o ad una foto. Se riflettono gli stereotipi del lettore, costui incamera acriticamente l’informazione, anche se nel corpo del post c’è una evidente smentita a quanto affermato nel titolo (a ben guardare, questa è la stessa tecnica usata spesso su Il Giornale). 

L’utente WEB va di fretta e spesso preferisce il tweet al post lungo e complesso; lo slogan si sostituisce al ragionamento e alla riflessione, così come il vaffanculo e il dito medio alla critica e al confronto articolato. Analogamente il semplicismo programmatico di molti talebani prima leghisti, poi berlusconiani e oggi grillisti trascura la complessità della gestione della cosa pubblica e dell’economia globalizzata e lascia spazio alla demagogia populista.

Per quanto riguarda le caratteristiche e i limiti della democrazia via WEB, poi ci sarebbe da parlare di  marketing virale, di ruolo degli influencer, di oclocrazia, di controllo delle reti. Ma riprenderemo più avanti il discorso.

5 – Allegato – Per conoscenza riporto una sintesi del fake, pubblicato stamani e che meno del 5% dei lettori hanno riconosciuto come tale. 

Ecco il clamoroso scoop anatomico de Il Giornale :

Un ispettore di polizia avrebbe avuto “otto incisivi” rotti da parte di un manifestante. E’ una particolare dotazione  dentale che nemmeno Nicole Minetti, igienista dentale e “madrelingua”, promossa consigliere regionale per meriti orali, ci ha mai rivelato.

Un cane poliziotto

Questi sono i denti di cui tutti siamo dotati, e  gli ispettori di polizia non fanno certo eccezione

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