Della bufala. Intesa come una delle belle arti

I tormenti del giovane Marcello, tra “Kretini di sinistra” e “merdocrazia”.

Posted by pocavista su 5 settembre 2011

Chi è l’ardimentoso che riesce a infilare quattro volte la parola Kretino di sinistra, due volte maligno, servo e cretino, una volta vomita, militante disprezzo, schifezza, insulta, insinua, minaccia, diffama, militante del rancore, odio, imbecille, in un corsivo di sole 295 parole (incluse proposizioni, copule e articoli determinativi)? E poi a farselo pubblicare su un quotidiano a tiratura nazionale?

Non è difficile, basta proclamarsi “onesto” intellettuale di destra e collaborare ad una fucina del libero pensiero che ha come mission impossible l’amore e il rispetto per il prossimo. I pochi “velenosi” lettori di questo blog avranno intuito che si tratta di Marcello Veneziani e de Il Giornale.

Con chi ce l’ha Veneziani? Con i blogger che lo criticano, a suo tempo da lui definiti “velenosi e cretini”. Oggi – quando si dice la vena creativa – li  chiama invece “maligni kretini di sinistra”.

Veneziani – invece di essere lieto che qualcuno si prenda la briga di andare a leggere i suoi scritti minori – ci chiede di ignorarli : “perché dare tanta importanza a chi, per tuo insindacabile giudizio, non ne merita alcuna?”. E suggerisce un modello di condotta al blogger che lo critica : “Fai come me che mi occupo di te solo stavolta e poi torni nel nulla, sapendo che il nulla ti si ad­dice.”.

Confessiamo che in quanto “blogger velenoso cretino”, condannati da una sorta di cupio dissolvi a confrontarci col pensiero del fine intellettuale di destra, non abbiamo mai pensato che Veneziani sia un “Kretino di destra”, né tanto meno “un intellettuale con la vocazione del servo”. I suoi articoletti sono una delle prime cose che cerchiamo al mattino : sia perché Veneziani è uno che conosce l’italiano e sa usare la penna come pochi; sia perché abbiamo un’istintiva simpatia per una persona di destra che talvolta manifesta un certo disagio a cantare nel coro dei nani e delle ballerine che affollano il potere berlusconiano.

Veneziani ci è simpatico quando proclama valori come il rispetto per l’etica e le leggi, la condanna per i corrotti e per i privilegi delle varie caste e dei furbetti di turno. E quando sostiene che “nel nostro paese vige la merdocrazia, che è il contrario della meritocrazia”. Poi magari – per pudore o partigianeria – non fa i nomi dei “merdocrati”.

Il buon Marcello ci è assai meno simpatico quando, pur di non far vincere i “sinistrati”, giustifica una gestione del potere quanto mai disinvolta e asservita agli interessi di una persona; riduce i discutibili e pericolosi comportamenti privati del premier a gossip (vedi il suo dimenticabile articolo “Il caso Ruby spiegato ad un tredicenne”) e spesso cavalca il facile populismo di destra.

Veneziani diventa incomprensibile e astioso quando pretende di farsi leggere solo da estimatori plaudenti, usando un giornale che ha centinaia di migliaia di lettori e contatti quotidiani sul WEB. Oppure quando definisce “kretini di sinistra” quei blogger che non sono d’accordo con lui e che possono farsi leggere solo da poche centinaia di lettori disorientati nel mare magnum di Internet.

Lui ha la possibilità di spararci addosso con i cannoni mediatici, mentre noi possiamo avvalerci di un fucilino a tappi. Suvvia Veneziani, sia magnanimo : ci lasci sparare i nostri tappi di sughero che non fanno male a nessuno.

Non sognerà mica l’Ungheria odierna, dove il governo di destra ha eliminato di fatto la libertà di stampa, istituendo una sorta di Minculpop magiaro che controlla tutta l’informazione? Lei è un nostalgico di destra, va bene, ma porta pur sempre gli occhialetti rotondi da intellettuale e non ha un fisico da fascista nerboruto. Lasci queste cose ai La Russa e ai Borghezio, che hanno consuetudine con le maniere spicce e si allenano di nascosto a saltare nel cerchio di fuoco come i gerarchi del ventennio (per Borghezio è necessario un cerchio XXXL).

Dunque non ci offenda, dandoci dei “kretini di sinistra”, noi non l’abbiamo mai offesa. Però ci permetta talora di dissentire da quello che lei scrive. Si figuri che stavolta siamo perfino d’accordo con lei, quando afferma che “un intellettuale si giudica dai libri che scrive …”. Appunto.

Saluti dal suo fedele blogger “velenoso e cretino”.

Pocavista

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