Della bufala. Intesa come una delle belle arti

Conformista, servo libero o solo servo? Il test del naso. Da Ferrara a Veneziani : si parte da Weber e si arriva a Woody Allen.

Posted by pocavista su 18 giugno 2011

I “servi liberi” chiamati a raccolta da Ferrara al Capranica di Roma sono stati uno dei bersagli preferiti da parte del mondo dei blog. Mai ossimoro fu più infelice, specie con questi chiari di luna per il cdx : se fai il servo per tua libera scelta, non puoi essere libero, hanno osservato con ironia molti blogger tra cui il sottoscritto. Blogger che Veneziani ha a suo tempo definito “velenosi e cretini”.

Oggi nel suo ultimo articolo su il Giornale (“Servi liberi a destra, carogne a sinistra”), che noi blogger velenosi e cretini ci ostiniamo a leggere, V. propone una sua fenomenologia della servitù.

Il buon Marcello comincia a tagliare con l’accetta : “La servitù è l’unica categoria in­terpretativa usata per giudicare il berlusconismo”. Questo, naturalmente, non è vero : ma a lui forse piace l’idea che i “trinariciuti” di sinistra vadano sempre e comunque all’ingrosso. E che, rovesciando la frittata, i conformisti in realtà siano gli antiberlusconiani solo perché adesso stanno diventando maggioranza nel Paese( “se quattro voci dicono la stessa cosa e una le contraddice, il conformismo riguarda i quattro e non il singolo . E…il rapporto tra propagandisti anti-berlusconiani e filo-b è … 4 contro 1”).

Vogliamo ricordare che gli psicologi sociali assimilano il conformismo al comportamento mimetico, in base al quale l’individuo si nasconde nell’ambiente sociale in cui vive, assumendone i tratti più comuni, ricavandone un senso di protezione. Un po’ come una zebra che indossa un abito a strisce come tutto il suo branco per confondere la vista dei leoni.

Ma qui non ci siamo proprio, caro Veneziani : il conformista non è chi esprime una posizione che diventa maggioritaria in un gruppo sociale, ma chi “non capisce, ma si adegua”. “Chi capisce, ma si adegua”, senza esservi obbligato, dovrebbe essere definito servo.


Prolegomeni ad una fenomenologia del servo

Quali sono le categorie in cui possono essere classificati i “servi”, secondo Veneziani?

  1. Il Militante : è animato da forte spirito di appartenenza ad un’idea o ad un gruppo. Notiamo che l’esasperazione dello spirito di appartenenza trasforma i militanti in “coloro che sono disposti a tagliarsi gli attributi, pur di far dispetto alla moglie”. Tradotto in politichese : pur di non far vincere i comunisti, voto sempre e comunque Berlusconi.
  2. Il Seguace : ha il culto del Capo Supremo. Nel linguaggio da bar : “ci vuole uno che decida per tutti se no non si combina niente” .
  3. Il Libero Pensatore che “si tura il naso” : “liberamente e criticamente paragona il leader a i suoi rivali e preferisce lui a loro” e che non deve essere considerato un servo.
  4. Il Servitore Professionale : instaura col leader un rapporto di prestazione professionale. Ti sostengo (per le belle donne : te la do) in cambio di soldi, prebende e carriera. Della serie : oggi è difficile credere in un ideale, ma per un compenso adeguato lo si può sempre fare.
  5. L’Opportunista : foltissima categoria di servi, soggetti che cercano di ottenere qualche favore personale;
  6. L’Utile Idiota  : chi è scioccamente asservito, anche contro il proprio interesse.
  7. Il Servo Infedele : colui che “è pronto a voltar le spalle e perfino ad accusare di servitù gli altri solo perché non ha avuto quel che voleva o ha cambiato livrea”.
  8. L’Ultimo Kamikaze Jap: “l’orgoglioso che insiste nel difendere il suo leader anche quando questi ha torto o cade nel discredito ed è perdente” per dimostrare la propria lealtà.
  9. Il Consigliori : chi è vicino al potente non per servirlo, ma per consigliarlo. Non servo, ma badante. O almeno si crede tale per presunzione.

Alcune delle precedenti definizioni sono di Veneziani; altre mie. Ma poi si potrebbero aggiungere i clientes, i lobbisti, i navigatori a vista, i Responsabili, e chi più ne ha più ne metta.


Il servo è un trans?

Veneziani ci propone una sorta di tipologia ideale weberiana a cui ascrivere gli aspiranti servi. Tuttavia noi sappiamo che un servo è per natura un trans (e qui il sesso e il genere non c’entrano)  : un po’ opportunista, un po’ servo infedele, un po’ conformista, un po’ seguace. Appartiene cioè a più tipologie.

Per fare un esempio : uno come Ferrara in che casella lo vogliamo mettere? La casella – vista la mole del titolare – deve essere necessariamente ampia : è un Consigliori, ma anche un Servo Infedele (spiava Craxi per conto della CIA) e un Libero Pensatore dal naso otturato (pur di non far vincere D’Alema cosa non giustificherebbe). Non aggiungo Opportunista, sia per non prendermi una querela, sia perché non lo conosco a sufficienza.

Maurizio Lupi? Un po’ Militante, un po’ Ultimo Kamikaze. Bondi? Per molti dei suoi detrattori sarebbe un Utile Idiota, un Seguace e un Opportunista. Ma forse è solo un caso clinico.


Scopri il servo che c’è in te. Il test del naso.

Esiste un test per verificare se uno è veramente un servo? “ La ricetta di Veneziani : “Provate a separare il soggetto in odore di servitù dal suo presunto padrone e notate se sul piano delle opinioni mantiene le stesse idee oppure no”.

A leggere i suoi scritti su Il Giornale, per es. si ricava l’idea che Veneziani avalli sempre e comunque – turandosi il naso e usando una buona dose di vaselina – la leadership carismatica di Berlusconi qualunque cosa faccia. Tuttavia portare acqua al mulino di un capo carismatico, “solo contro tutti”, a cui si attribuisce il ruolo di “salvatore” dell’Italia (dai perfidi comunisti e dai giudici rossi), aiuta il capo a perseguire unicamente i propri interessi a scapito di quelli collettivi. E stimola il capo al narcisismo, a circondarsi solo di yes-man e di te-la-dò-woman, alla perdita del senso di realtà, all’insensibilità ai valori morali e all’etica comune. Contribuisce perciò all’affermazione di un’autocrazia del bunga-bunga.

Ci piacerebbe separare Veneziani dal suo presunto padrone de Il Giornale, per vedere se cambierebbe qualcosa nei suoi scritti : esperimento interessante, cui sottoporrei volentieri anche gli ex-socialisti confluiti nelle schiere berlusconiane.

V. suggerisce di guardare anche alla storia personale del soggetto accusato di servitù “per vedere se è stato sempre dalla parte del potere o se magari per lungo tempo ha scelto scomode opposizioni, da emarginato senza padroni”. V. a chi si riferisce : a Capezzone, ex-radicale; a Bondi, ex-comunista; a La Russa, ex-MSI ? A se stesso? Tutti ex-emarginati.

Da blogger “velenoso e cretino” ho il sospetto invece che Veneziani ci mandi un messaggio subliminale : siccome io, da giovane militante di destra, ero fuori da giochi, vuol dire che non ero, non sono e non sarò mai un servo. Se fosse così, sarebbe un ottimo esempio di paralogismo subliminale.

Ok Veneziani, lei non sarà un servo, ma solo un Libero Pensatore che “si tura il naso” in continuazione : vogliamo però ricordarle che nel film “Il dormiglione” di Woody Allen il mondo viene dominato da un leader dispotico, già ucciso dai ribelli, e di cui è rimasto in vita solo un piccolo organo che continua a governare. Il naso, appunto.

Forse, dopo il funerale del Leader Supremo celebrato al Capranica dai “servi liberi”, l’unico collante che li tiene uniti nel difendere la cara salma è – appunto – il naso. Chiuso.

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