Della bufala. Intesa come una delle belle arti

Un quiz per misurare il vostro amore per gli animali. Il quesito di Darwin per la prima volta svelato.

Posted by pocavista su 22 marzo 2011

Il grande Charles Darwin a colori

Avete mai sentito parlare del Cane di Darwin?
Parliamo di un essere assai speciale, per il quale la legge non prevede le obbligatorie vaccinazioni anticimurro e antirabbiche, anche se quest’ ultime sono sempre consigliate. Non deve essere sverminato in tenera età; non gli deve essere impiantato un chip sottocutaneo e nel caso è da preferirsi il tatuaggio. Portandolo a passeggio, non è indispensabile portare paletta e sacchetto. Non abbaia, almeno frequentemente. Per contro, non fa la guardia e non si accontenta di croccantini. Dopo averti costretto a dispendiose cerimonie, può dormire nel tuo letto, ma, in non rari casi, può insediarsi anche in giacigli altrui. Costa un occhio di mantenimento, specie in caso di separazione. A volte ti può sbattere addirittura fuori di casa.
Probabilmente ragionava così il buon vecchio Darwin, pensando alla propria moglie, che lui riteneva essere “una perdita di tempo”.
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Il Canis Familiaris
Darwin, padre dell’evoluzionismo moderno, è pur sempre figlio di una cultura ottocentesca di stampo maschilista. Del resto, siamo nel solco della tradizione giudaico-cristiana, in cui Eva nasce come sottoprodotto di Adamo : secondo le Scritture, Eva starebbe a Adamo, come costui starebbe a Dio, fissando così una gerarchia sgradita al femminismo del ventesimo secolo.
La singolare argomentazione di Darwin metteva però in evidenza il ruolo del cane come membro onorario della famiglia umana, che entrerebbe in concorrenza addirittura con una moglie. Sempre più spesso, il cane prende oggi il posto dei figli nelle famiglie in crisi di natalità, presentando minori svantaggi : da piccolo, non devi spendere una fortuna in latte in polvere e pannolini; da adolescente, non si fa le canne ascoltando musica heavy metal a tutto volume. Da grande, non lo devi mantenere fino a 35 anni, se non altro perché campa meno. In caso di bisogno, lo puoi sempre consegnare ad un canile. NB : il cane.
Unica cosa in comune : cani e figli vanno abituati a fare i bisogni nei posti giusti
Si dirà che Darwin era condizionato dalla cultura maschilista e puritana dell’Inghilterra di due secoli fa. Ma siamo sicuri che gli uomini di oggi la pensino diversamente dal buon Darwin?.
UN TEST PER I MASCHIETTI
Nella vita, viene sempre il momento di dover fare scelte fondamentali.
Supponiate di dover scegliere tra una moglie e una cagnetta. Provate a dare una risposta a queste domande, scegliendo ogni volta tra “moglie” e “cane”; poi tirate da soli le conclusioni.

Fernando Botero, Donna e cane

 

  1. Chi non ti fa mai aspettare per uscire?
  2. Chi non si offende mai, se in un momento di intimità la chiami con un altro nome?
  3. Chi è felicissima se lasci molte cose sul pavimento del salotto?
  4. Chi è i cui genitori non vengono mai a farti visita, rovinandoti un fine settimana?
  5. Chi ti obbedisce sempre, quando alzi la voce?
  6. Chi non si ingelosisce mai, quando sente il profumo di un’altra femmina?
  7. Chi non ti costringe a passare intere giornate per negozi e centri commerciali, quando ci sono i saldi?
  8. Chi non ti sveglierà mai la notte per chiederti : “Ma mi ami veramente?”
  9. Se se ne va di casa, chi non ti lascia mai sul lastrico, portandoti via anche l’appartamento?
  10. Se per sbaglio chiudi moglie e cane in uno sgabuzzino buio per due ore, chi non ti fa una scenata quando finalmente gli vai ad aprire?

cane e donna (d.hanson 1977)

 

CONCLUSIONE

Non pensavate di essere più maschilisti di Darwin?

Per la cronaca Darwin concludeva, tuttavia, che “una moglie è sempre meglio di un cane”: anche se “una moglie è una perdita di tempo, fa dei figli che ti allietano la vecchiaia”.

 

 

Il POST CONTIENE UNA SINTESI DI QUANTO E’PUBBLICATO NEL VOLUME

LORENZO RAFFI – D’UOMINI E D’ANIMALI (pg.252)

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