Della bufala. Intesa come una delle belle arti

Presidenti e ministri che ignorano di cosa parlano. La Gelmini da Fazio denuncia un inesistente corso di laurea su “L’Asino dell’Amiata”! Berlusconi parla di energia nucleare prodotta dalla “scomposizione delle cellule”!

Posted by pocavista su 13 marzo 2011

Siamo costretti a una replica non voluta : ebbene sì, l’ Asino dell’Amiata è, sotto sotto, comunista. Dev’essere per questo che risulta così  insopportabile agli esponenti del governo di destra. Ne parlano male e volentieri tutti i Ministri berlusconiani, da essere divenuto il simbolo degli sprechi dell’Università italiana.

Anche stasera il Ministro Gelmini da Fazio, a “Che tempo che fa“,  ha colto al balzo l’occasione per dimostrare la propria ignoranza delle cose dell’Università. Anche lei, come molti suoi colleghi, parla per sentito dire, denunciando  l’esistenza di un inesistente Corso di Laurea sull’Asino dell’Amiata.

Il MInistro Gelmini da Fazio parla di un fantomatico corso di laurea sull'Asino dell'Amiata (foto da comitatoscuolapubblica.wordpress.com)

 

Forse la Gelmini attinge la propria conoscenza a fonti scientifiche fondamentali, quali il leghista Roberto Castelli e lo scudocrociato Rotondi, Ministro di un Ministero inutile come quello per l’Attuazione del Programma: gente a cui certo non fa difetto il pensiero. Nonostante i tempi di crisi, in cui tutti tirano la cinghia, ne hanno una riserva così abbondante da dispensarne a piene mani in ogni occasione.

Mentre la Gelmini gioca al rialzo, parlando di un corso di laurea sull’Asino dell’Amiata (menzogna clamorosa), Roberto Castelli,  qualche settimana fa ad Annozero si limitava a ironizzare su di una ricerca costata decine di migliaia di euro per studiare un particolare tipo di Asino originario di una determinata regione d’Italia.

Segnaliamo un LIBRO che si è già occupato della questione in occasione delle dimenticabili performance televisive del duo Rotondi-Brunetta a Ballarò nel 2008. I due tiravano in ballo – forse senza sapere bene di cosa stavano parlando – la famosa ricerca sull’Asino dell’Amiata.

Bene : rifacciamo nomi, cognomi e indirizzi. Facoltà di Veterinaria dell’Università di Pisa. Responsabile della Ricerca : Prof. Camilli. Anno 2004. Finanziamento : 55.000 euro. Una miseria. Almeno rispetto ai presunti 400.000 euro accollati al contribuente italiano per organizzare un premio cinematografico fasullo da attribuire ad un’attrice bulgara nelle grazie del premier. “A sua insaputa”.  O al costo del Ministero per l’Attuazione del Programma, istituzione che ci viene invidiata nel mondo.

Che cosa hanno fatto di male questi “spreconi dell’Università di Pisa”? Hanno studiato la mappatura genetica dell’animale e certe sue particolarità, come il fatto che sia immune a certe malattie, alcune delle quali mortali per l’uomo. Ricordiamo che l’Asino dell’Amiata è stata dichiarata una razza a rischio d’estinzione dalla Commissione responsabile delle Biodiversità del Parlamento europeo (NL 215/90), dalla FAO (FAO, 2000) e dal Monitoring Institute for Rare Breed and Seed in Europe (2001). 

La ricerca va collegata al valore ormai universalmente riconosciuto della biodiversità, forse troppo difficile da comprendere anche per soggetti come Castelli e Rotondi che pure ne costituiscono una dimostrazione all’interno della specie umana.

Due parole. Com’è noto l’asino, oltre che nel ramo dei trasporti, ha svolto mansioni lavorative anche in campo cosmeti­co, medico e alimentare. Quella di Poppea che faceva i bagni nel latte d’asina sembra sia una bufala. Sono veri invece gli usi medici e alimentari dell’asino. Già nella Francia del XVIII secolo furono istituite delle “lat­terie asinine” che dispensavano a puerpere e balie il prezios­o lat­te destinato a neonati cagionevoli. L’utilità del latte d’asina è oggi provata scientificamente come alternativa ai latti speciali per uso pe­diatrico. Il latte d’asina, essendo assai simile a quello umano, è attualmente rientrato nella dieta dei neonati allergici alle proteine del latte vaccino.

La Gelmini, Castelli e company poi hanno mai sentito parlare di onoterapia, l’uso di asini – assai più docili dei cavalli – per la terapia dei disabili?

Lo sa la Gelmini che progetti come quelli dell’Asino dell’Amiata sono stati finanziati dal  suo Ministero dopo valutazioni effettuate da un panel di esperti di nominati dal Ministro Moratti, Ministro – se lei non lo sapesse – del precedente Governo Berlusconi? Ridicolizzare un titolo di una ricerca universitaria, senza conoscerne contenuti, può andar bene per un Sallusti o per un Belpietro, meno bene per il Ministro dell’Università e della Ricerca Scientifica.

 

Asino “sorcino crociato” dell’Amiata

A questo punto, cara Gelmini e caro Castelli, qualche malpensante potrebbe ricordarsi che lo stufato d’asino è un piatto tipico della Lombardia e che fino a qualche anno fa si trovava comunemente nelle osterie padane. Tenendo conto che “si è ciò che si mangia”, c’è chi potrebbe concludere maliziosamente che chi mangia carne d’asino poi ha alte probabilità di diventarlo.

 


In conclusione, Gelmini e Castelli ci permettano un suggerimento : non parlino di cose che conoscono solo per sentito dire, come la ricerca sull’asino amiatino. Ci parlino invece di altri veri scandali dell’università, come le facoltà con pochi studenti, create ad hoc per soddisfare le richieste di qualche barone o politico locale.Oppure della “parentopoli” che dilaga in alcune università italiane.

O dei 250 milioni di euro sottratti dal suo governo alla scuola pubblica per regalarli a quelle private e cattoliche in particolare, in modo tale che qualche vescovo “contestualizzi” i peccatucci del premier.

E che pensano dell’ignoranza crassa del nostro amato Presidente del Consiglio, che parla di “energia nucleare prodotta dalla scomposizione delle cellule”(!). Si tratta forse di cellule cerebrali che si scompongono durante il bunga bunga?

Al leghista Castelli, a proposito di “parentopoli” che lui ha citato così bene ad Annozero, confessiamo che ci saremmo aspettati da parte sua, di cui è ben nota la coerenza, anche un qualche accenno a Renzo Bossi.

Il figlio del Senatur, in arte “il Trota”, già pluribocciato all’esame di maturità, non si sa per quali meriti è divenuto consigliere regionale della Lombardia, affiancando la collega Minetti.  La quale, essendo igienista dentale e “madrelingua”, può almeno vantare qualche merito di natura orale.

Non le risulta che il suo stipendio annuale, a carico del contribuente italiano, sia di molto superiore a quanto è costata la ricerca sull’asino?

Asino o trota lombarda sì, asino amiatino no?

Al Ministro Gelmini chiederei invece se la recente decisione del suo collega di governo, il Ministro Maroni, di far svolgere elezioni amministrative e Referendum in due turni separati a giugno – il che comporta un aggravio di spesa (seggi, organizzazione, presidenti di seggio e scrutatori) di centinaia di milioni di euro – non la scandalizzi di più delle poche decine di migliaia di euro che è costata la ricerca sull’Asino dell’Amiata.

Abbiamo il sospetto che, se si tratta di non far raggiungere il quorum a un referendum scomodo, anche la rigorosa Gelmini chiuda un occhio sui costi e preferisca dare spazio a ben altri quadrupedi.

Chi volesse controllare le affermazioni della Gelmini in merito all’esistenza di “corsi di laurea sull’asino dell’Amiata” può controllare il seguente video RAI (a partire dal minuto 7) :

PS – In un nostro precedente post riportavamo l’incipit di un capitolo del libro “Di Uomini e di Animali”, relativo alle esternazioni di Rotondi e Brunetta sull’asino dell’Amiata.

Chi fosse interessato può cliccare su   ROTONDI , BRUNETTA E L\’ASINO

10 Risposte to “Presidenti e ministri che ignorano di cosa parlano. La Gelmini da Fazio denuncia un inesistente corso di laurea su “L’Asino dell’Amiata”! Berlusconi parla di energia nucleare prodotta dalla “scomposizione delle cellule”!”

  1. Asini ed altri “animali politici!”!!!

  2. Post meraviglioso. Grazie di esistere🙂

  3. […] Presidenti e ministri che ignorano di cosa parlano. […]

  4. kirotto said

    ottimo pezzo, ma credo che la gelmini castelli e company non leggeranno l’articolo, e anche se lo leggessero rimarrebbero impassibili, non glie ne frega niente.

    • pocavista said

      I post normalmente non riescono a suscitare riflessioni da parte dei politici al potere. In generale, le opinioni dei bloggers ai politici “je arimbarzeno”, come si dice a Roma, cioè non gliene potrebbe importare di meno, dato che non spostano voti, se non in misura marginale.
      I blogger di solito si fanno leggere – nel migliore dei casi – da poche migliaia di persone già “politicizzate”. Una frazione infinitesima di quanti possono essere raggiunti da un TG anche in seconda serata. E poi una cosa è leggere, un’altra è vedere : non c’è gara.
      Tuttavia non avendo a disposizione canali TV o giornali a larga diffusione, si fa quel che si può.
      Grazie per il commento,
      Pocavista

    • ceylon said

      Sono tra quelle/i che frequentano poco i blog (purtroppo?…). Ma trovo eccellente questo testo (purtroppo ho seguito la Gelmini a Che tempo che fa) e lo diffonderò tra le mie poche conoscenze, in modo che a quel migliaio possa aggiungersi qualcun altro.
      La Ministra si è dimostrata una volta di più essere il VUOTO, incapace di rispondere nel merito delle domande, sinistramente automatica nelle risposte. Anche per questo è vero che magari il testo di questo blog non arriverà a destinazione e non farà arrossire chi dovrebbe ma serve comunque. Come serve sempre, a mio avviso, ripristinare un po’ di verità. Grazie.

  5. glo said

    No in realta’ quello del Monte Amiata non e’ un corso di laurea ma un progetto di ricerca. E comunque e’ rispettabilissimo

    • pocavista said

      Sono d’accordo che il progetto di ricerca sull’asino dell’Amiata sia più che rispettabile, come ho scritto più volte. Meno rispettabile è l’uso strumentale che ne fanno i ministri per giustificare una riforma su cui ci sarebbe molto da discutere.
      Avete mai sentito la Gelmini proporre l’abolizione di un Ministero di dubbia utilità come quello per l’Attuazione del Programma, o scandalizzarsi per i tre miliardi e mezzo di euro di debiti appioppati sulle spalle del contribuente con la vicenda dell’Alitalia, praticamente regalata agli amici del PdC? Oppure battersi per la riduzione del numero dei sottosegretari che Berlusconi intende portare a oltre 60 per premiare gli Scilipoti di turno? No?
      I ministri trovano molto più agevole fare denunce a facile effetto sull’asino senza entrare nel merito, senza paura di passare per asini a loro volta. Anzi presumendo che gli asini, in realtà, siano quelli che li stanno ad ascoltare.

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