Della bufala. Intesa come una delle belle arti

Dire, fare, baciare, lettere e testamento. L’evoluzione della strategia comunicativa di Berlusconi per neutralizzare il caso Ruby

Posted by pocavista su 8 febbraio 2011

Dopo le prime notizie sul “caso Ruby”, i consulenti di comunicazione di Berlusconi hanno cercato di correre ai ripari, cercando di mettere una “pezza” a quella che poteva diventare una vicenda devastante per il nostro Leader Supremo.

Bisognava raccontare la cosa non solo proponendo un punto di vista, ma alterare anche molti fatti che stavano emergendo con forza dalle intercettazioni, testimonianze, bonifici bancari.  Gli spin doctors berlusconiani (così vengono definiti gli specialisti che creano consenso verso un leader o un progamma politico) hanno proposto veri e propri schemi narrativi “alternativi”, poi recitati in maniera uniforme e acritica più volte in TV da parlamentari e giornalisti amici. Il via lo ha dato lo stesso Berlusconi che, come d’abitudine, ha invaso la TV con i suoi videomessaggi e pseudointerviste.

Marco Cacciotto, su “Il Sole 24 Ore” del 20 gennaio, rilevava che la sfida consisteva nel  “portare dalla propria parte quella fascia di elettori intermedia che non ha una forte identificazione politica e che, prendendo posizione, potrebbe spostare gli equilibri“. Non si punta – come di solito fa il centrosinistra – al bersaglio grosso e indistinto dell’intero corpo elettorale – ma a quelle fasce di elettori di centrodestra disorientati e delusi, oltre che ai milioni di elettori non politicizzati e tendenzialmente orientati all’astensione.

La strategia comunicativa seguita dai consiglieri di Berlusconi sembra simile a quella del caso “Monica Lewinsky”, in cui veniva messo sotto accusa il presidente Clinton.

La strategia si è sviluppata per fasi successive, a seconda della reazione del pubblico.  Sondaggi e i “focus group” riescono a fornire agli spin doctors elementi per rendere sempre più efficaci gli schemi narrativi proposti al grande pubblico e suggerire quando passare ad una fase successiva.

Prima fase : la negazione. I videomessaggi del Presidente del Consiglio, i penosi e maldestri interventi dei suoi più fedeli parlamentari – come quelli del cattolicissimo (!) on.Lupi – , e i titoli dei suoi giornali e telegiornali hanno dapprima negato i fatti. Si affermava che si sarebbe violata la vita privata di Berlusconi, (“i magistrati spiano dal buco della serratura”), e che non c’erano stati reati, né prostituzione.

Poi, quando sono state rese pubbliche le intercettazioni e sono emersi bonifici bancari e testimonianze di ragazze che avevano partecipato alle feste di Arcore, non si poteva più negare l’evidenza.

Si è passati quindi alla Seconda fase : la minimizzazione.

Abbiamo allora assistito a numerosi interventi, interviste e comparsate TV delle ragazze implicate nel caso. Queste dichiaravano all’unisono che le feste c’erano, ma si trattava di eventi morigerati ed “eleganti”.

M.Polanco

Poi Ruby è andata in TV a piangere, dicendo che era stata mandata via di casa perchè uno zio l’aveva violentata (rischiando l’autogol, perchè qualcuno avrebbe potuto incolpare Mubarak).

Anche soubrette dominicana Polanco è andata da Lerner a fare la parte della mamma premurosa, lamentandosi perchè i poliziotti che hanno perquisito casa sua hanno svegliato sua figlia. La mammina premurosa non si era però accorta che il suo compagno faceva il narcotrafficante(beccato l’estate scorsa con 12 kg di coca e condannato a 8 anni).

Qualcuno (Carlo Rossella) si è azzardato a descrivere i dopocena di Arcore come una sorta di dopolavoro ferrovieri, in cui si cantavano le canzoni di Apicella, si raccontavano barzellette e si faceva il cineforum.

Poi, magari, si chiudeva la serata con tre Pater, Ave e Gloria.

I soldi e gli appartamenti dati alle ragazze da Berlusconi vengono fatti passare in TV come un aiuto dato da un benefattore a povere ragazze raminghe e bisognose. La stessa Iva Zanicchi da Lerner parlava di un Berlusconi benefattore che “aiuta tutti”. Anche Iva Zanicchi, fatta lavorare per anni a Mediasei, viene candidata al Parlamento Europeo probabilmente perchè era una “povera cantante” bisognosa di aiuto, che senza qualche decina di migliaia di euro al mese dello stipendio di parlamentare europea non poteva sbarcare il lunario.

Il Ministro Romani, ex-uomo Mediaset – si presenta in TV con una lista di enti caritatevoli che avrebbero beneficiato della bontà d’animo del Presidente del Consiglio. Lista che per fortuna ci ha risparmiato.

Pochi fanno notare in TV (Bocchino è l’unico) che tra le beneficiate non c’è una nonna terremotata o un’operaia disoccupata, ma solo giovani soubrette con i tacchi a spillo e la quinta di reggiseno.

Tutte le ragazze – in pubblico – a sostenere che non ci sono stati rapporti sessuali e che B. non sapeva che Ruby fosse minorenne. Nessuno spiega allora perchè abbia telefonato in questura a Milano per affidarla alla Minetti.

Si fanno circolare paragoni con Clinton e Kennedy, tacendo però che entrambi non pagavano le donne e andavano con maggiorenni. Si eclissa sul fatto che Clinton è stato costretto a presentarsi davanti ai giudici ed è stato condannato.

Visto che anche la minimizzazione non funziona, si passa alla terza fase : la delegittimazione.

Si riesuma il consueto mantra : le toghe sono “rosse” e perseguitano B. da 17 anni, ma B. è sempre stato assolto. Non è vero, ma se lo fosse, non si capirebbe allora perchè tenti di sottrarsi sempre al giudizio dei tribunali. (Condannato in via definitiva nel 91 per falsa testimonianza con condanna amnistiata; prescritto numerose volte perchè i suoi legali sono riusciti ad allungarei tempi con tutti i possibili artifizi; alcuni processi sono stati annullati perchè B. ha fatto approvare leggi retroattive come quella della depenalizzazione del falso in bilancio)

Il Giornale sbatte in prima pagina la “clamorosa” notizia che la Bocassini, 30 anni prima, si è baciata in pubblico con il fidanzato, un giornalista di sinistra. Si comincia a colpire anche Bruti Liberati, il procuratore capo di Milano, lodato invece solo pochi mesi prima da esponendi del PdL.

L’ineffabile ministro Rotondi va da Floris a dire che lui ammira i magistrati che combattono il terrorismo, non i magistrati politicizzati come la Bocassini (al che Floris gli fa notare che proprio la Bocassini aveva preso il posto di Falcone nella lotta alla mafia dopo la sua uccisione).

Si cerca di delegittimare anche i giornalisti e le trasmissioni che forniscono informazioni scomode : la Santanchè accusa tutti di essere dei comunisti, dai giornalisti, agli ospiti delle trasmissioni, al pubblico presente, poi si alza e se ne va. Berlusconi insulta in diretta Lerner al telefono (“un postribolo televisivo” e le “cosiddette” signore) e invita  Iva Zanicchi ad andarsene.

Si recuperano delegittimatori ad alto potenziale come il diversamente pacato Sgarbi e il diversamente magro Ferrara, che cominciano a sparare a palle incatenate sui giudici, sui “falsi moralisti” di sinistra e sulle femministe. Si rimproverano agli oppositori i casi Marrazzo e Sircana (tra l’altro i due esponenti del centrosinistra– pur non essendo accusati di alcun reato – si sono dimessi entrambi perchè ricattabili), nel tentativo di far passare le tesi che “il più pulito ci ha la rogna” e “da quale pulpito vien la predica”.

Giuliano Ferrara

Poi, anche quando il processo del gettare discredito su giudici e giornalisti mostra la corda (solo il 12% degli italiani – secondo gli ultimi sondaggi – crede che Berlusconi e le sue amichette passassero il dopocena recitando il Santo Rosario), si lancia la quarta fase : la distrazione.

Sembra che sia stato cruciale il ruolo di Giuliano Ferrara nel passaggio alla quarta fase : ha definito “criminale” l’iniziativa di una manifestazione del PDL contro i giudici di Milano, la cui organizzazione era già stata affidata al duo di pasionarie Santanchè-Brambilla.

Così, seguendo l’indicazione dell’ex-spia della CIA Ferrara (come lui stesso ha ammesso su Il Foglio di qualche anno fa), Berlusconi sta comunicando che vuol fare le riforme, vuol cambiare il paese, vuol dare una sferzata all’economia.

Perchè B. non le ha fatte finora? Bisogna pur dare la colpa a un capro espiatorio. Infatti su Il Giornale riprendono gli attacchi a Fini, che sarebbe colui che ha boicottato le riforme fino adesso. Berlusconi comunica al mondo che – senza il “traditore” Fini – finalmente si potrà realizzare il programma di governo.

Dopo il Governo del “Dire” e del “Baciare”, aridaje con il “Governo del Fare”. Delle “Lettere”, questo Governo non lo è stato mai: ci ha provato solo Bondi con le sue poesie da liceale.

Manca solo il “Testamento”. Aspettiamo fiduciosi.

 

Dire,fare,baciare,lettere e testamento. La penitenza

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