Della bufala. Intesa come una delle belle arti

Il linguaggio del corpo, ovvero come smascherare i politici che mentono in TV.

Posted by pocavista su 3 febbraio 2011

Ambasciatori, politici e altri venditori

C’è chi afferma che gli ambasciatori sono pagati per mentire per conto del proprio paese. I politici, di solito, mentono in proprio. Come molti altri ciarlatani che ci capita di incontrare nella vita.

Gli uni e gli altri sovente vendono notizie non vere. Spesso è difficile riconoscere una menzogna detta da un politico, dato che i retroscena non sono interamente noti ai più, che non hanno possibilità di informarsi compiutamente, nè hanno interesse a farlo.TV e giornali, del resto, mettono in evidenza solo quello che fa loro più comodo per sostenere una certa tesi.

Inoltre telespettatori e lettori di giornali accettano e incamerano in prevalenza solo quelle informazioni che confermano la propria visione del mondo e scartano a priori le informazioni “dissonanti.”

Così se Berlusconi dice in TV che lui non ha mai toccato Ruby o Noemi, e che non ha mai pagato una donna, e che è intervenuto in questura solo perché lui credeva che quella fosse effettivamente la nipote di Mubarak, molti dei suoi sono disposti a credergli sulla parola. Questo fenomeno della persistenza del consenso a Berlusconi provoca stupore negli avversari politici, secondo i quali ci sarebbero invece “evidenze incontrovertibili”: le ricerche di psicologia forniscono una spiegazione esauriente di come permanga il consenso politico verso un leader, anche quando emergano suoi comportamenti inaccettabili.

Le bugie hanno le gambe corte

Gli studi sul linguaggio del corpo hanno messo in evidenza che questo proverbio ha un fondamento : l’orientamento di gambe e piedi, quando mentiamo, tradisce le nostre vere intenzioni.

Un buon comunicatore spesso riesce a controllare il linguaggio non verbale della parte superiore del corpo. Quasi tutti hanno difficoltà a controllare la parte inferiore, piedi e gambe. Se l’individuo pronuncia una bugia, nella stragrande maggioranza dei casi aumenteranno i movimenti delle gambe e dei piedi : si comincia a battere il piede in terra, non si riesce a trovare una posizione di riposo per le gambe, che spesso verranno orientate verso l’uscita, simulando – psicologicamente –  una fuga.

Molti dirigenti e politici si trovano maggiormente a loro agio dietro una scrivania, che permette di mascherare la parte inferiore del corpo. Vengono praticamente banditi i tavoli e le scrivanie con il piano di materiale trasparente.

E’ solo un caso che a partire dal videomessaggio della sua “scesa in campo” del 1994, fino al contratto con gli italiani sottoscritto da Vespa nel 2001, per giungere agli odierni videomessaggi che si susseguono a tambur battente per contrastare gli effetti del caso Ruby, Berlusconi parli sempre da dietro una scrivania, che nasconde la parte inferiore del corpo?

Guardami negli occhi

Ci sono altri segnali che il corpo manda inconsciamente, mentre si pronuncia una bugia: lo sguardo sfuggente è uno di questi. Quando qualcuno mente, spesso non riesce a sostenere lo sguardo dell’interlocutore e punta gli occhi altrove. Tuttavia lo sguardo sfuggente può esser causato anche da timidezza o da senso di colpa, non necessariamente da una bugia.

Un politico che in TV spesso evita lo sguardo altrui è Bersani, che fa così apparire meno convincenti le proprie argomentazioni. Probabilmente non è un abile venditore e alla scuola di partito non gli hanno insegnato l’ABC della comunicazione televisiva.

Berlusconi invece, cosciente che questo è un segno rivelatore, cerca di guardare negli occhi direttamente lo spettatore dei suoi videomessaggi.

Berlusconi – forse il più abile comunicatore politico mai apparso sulla scena italiana – però non riesce a controllare totalmente lo sguardo, sposta gli occhi per microistanti in altre direzioni o su un oggetto che comincia manipolare e a cui si aggrappa per avere maggiore sicurezza(come dei fogli di appunti). Tuttavia nei videomessaggi berlusconiani, potendo essere registrati più volte in studio, la regia può intervenire con una sapiente opera di “taglia e cuci”, per eliminare la maggior parte dei segnali ritenuti “dannosi” per la veridicità ed efficacia del messaggio.

L’esibizione “live” di solito rivela molto di più di un messaggio registrato ed è forse per questo che non vediamo più Berlusconi in confronti live con giornalisti non addomesticati che possono porre domande scomode (l’ultimo episodio è quello dell’Annunziata, quando B. abbandonò lo studio perchè invece che rispondere a delle domande voleva fare il solito monologo) o in dibattiti con oppositori in campagna elettorale.

L’ultimo faccia a faccia in TV con un oppositore politico è stato quello con Rutelli. Ricordiamo che quando Rutelli stava parlando, Berlusconi si alzò e andò a spazzolare il bavero della giacca dell’avversario. Questo gesto, apparentemente innocuo e amichevole, in realtà lasciava intendere che Rutelli avesse la forfora. In tal modo B. neutralizzò, con un piccolissimo gesto, la maggiore eloquenza, la giovinezza e l’ascendente sul pubblico femminile del suo avversario.

Barbara Palombelli e Francesco Rutelli messi a nudo

 

Poi, da quando si sono imposte delle regole severe nei confronti TV in campagna elettorali tra i leader dei vari schieramenti, B. non ha più accettato di parteciparvi. Sarà un caso?

Torniamo allo sguardo. C’è una variazione non controllabile dell’occhio che si accompagna spesso alla menzogna. Questa consiste nell’aumento della dimensione delle pupille e nella frequenza di ammiccamento delle palpebre.

Sembra assodato che quando un individuo pronuncia una menzogna, rallenti il battito della palpebre, per poi accelerare – assai sopra la frequenza normale – dopo averla detta (leggi : passato il pericolo di essere scoperti mentre la si pronuncia).  Al contrario, chi afferma una cosa vera aumenta la frequenza del battito delle palpebre mentre la dice, per diminuirla successivamente.

Il fenomeno però non è ben visibile in TV. I giornali riportano che Berlusconi, per esempio, sembra si faccia riprendere con una calza di nylon fissata sull’obbiettivo della telecamera : ciò riduce non solo le rughe visibili, ma renderebbe difficile scorgere particolari minuti come la variazione della dimensione delle pupille.

Si controlli il seguente video, reperibile su Youtube, in cui l’assemblaggio particolare permette invece di cogliere i numerosi segnali corporei inviati da Berlusconi e che normalmente sfuggono ai più. Ai numerosi segnali di nervosismo e di fuga (aggiusta i fogli, ruota le spalle, dà brevi guizzi altrove con lo sguardo), Berlusconi aggiunge segnali di acquietamento (mostra le palme delle mani, per far vedere agli spettatori che lui non è pericoloso, ma una vittima) o che comunicano determinazione (mani che vanno in sincrono dall’alto verso il basso). Caratteristica, quest’ultima, anche di Bersani.

Come si distingue un sorriso vero da uno falso?


Com’è noto, il sorriso sul volto della persona che incontriamo ci mette in una buona disposizione d’animo. Berlusconi per esempio si fa riprendere in pubblico quasi sempre sorridente. Vuol comunicare apertura, fiducia, ottimismo, sicurezza di sè.

Una delle azioni che facciamo più di frequente, quando vogliamo mascherare un sentimento negativo, è quella di sorridere. Come si distingue allora un sorriso vero da uno falso?

Molte persone non sanno cogliere i segnali secondari della mimica facciale e si lasciano ingannare dai falsi sorrisi.

Il sorriso falso coinvolge solo la parte inferiore del volto, i muscoli della bocca. Quello vero, anche gli occhi, che sovente mostrano le famose “rughe a zampa di gallina” ( i fisiologi indicano che il sorriso vero comporta una contrazione spontanea del muscolo oculare detto pars lateralis) e un lieve abbassamento delle sopracciglia.

Talvolta il sorriso falso appare e scompare in modo troppo improvviso e asimmetrico e desta qualche sospetto nell’interlocutore.

Le donne, normalmente più brave degli uomini a leggere i segnali corporei, hanno maggiore facilità a discriminare un sorriso vero da uno falso.

Le mani davanti alla bocca.

Clinton al tempo dell'affare Lewinski

I bambini portano le mani al volto, quando dicono una bugia. In generale, ci si copre la bocca nel tentativo di “coprire le parole ingannatrici”. Da adulti il gesto tende a divenire più elaborato; la copertura della bocca lascia spesso il posto a una grattatina sul naso, a stuzzicarsi l’orecchio, a una rapida deglutizione, a grattarsi il collo o aggiustarsi il collo della camicia.  Quando un individuo avvicina la mano al volto, non necessariamente dice il falso; può magari cercare di coprire solo un proprio imbarazzo e la tendenza ad arrossire.  Berlusconi usa il fard anche al di fuori delle occasioni televisive : questo – oltre a dargli un aspetto più “giovanile” – lo mette al riparo anche da eventuali rossori.

 

Il toccarsi o il grattarsi il naso è un gesto assai frequente in situazione di particolare nervosismo. Sembra infatti che quando l’individuo pronuncia una menzogna provochi un maggiore afflusso di sangue al naso che aumenta leggermente di dimensioni. Pinocchio docet.

 

Anche il portarsi il dito alla bocca può rivelare l’ansia legata ad una situazione sgradevole, ansiogena. Non necessariamente testimonia una menzogna, ma dovrebbe comunque metterci in guardia.

Tutti questi gesti non vanno valutati isolatamente, ma all’interno di  una situazione comunicativa : vanno “contestualizzati”, come direbbe mons.Fisichella.

 

La coerenza tra linguaggio verbale e non verbale

Molti non riescono a cogliere i veri segnali corporei inviati dagli interlocutori, specie quando mentono. Bisogna esercitarsi invece a interpretare i nostri politici al di là delle loro dichiarazioni, per poter cogliere le loro vere intenzioni e individuare le menzogne durante le loro sceneggiate televisive.

Dovremmo essere invece in grado di valutare soprattutto la coerenza tra quanto un politico afferma e il linguaggio del corpo che ne accompagna le parole.

Un video “di scuola” è quello relativo alle dichiarazioni di Bill Clinton, che negò di avere mai avuto rapporti sessuali con Monica Lewinsky. Il caso è illustre precursore del nostrano Rubygate, con i relativi  e insistenti videomessaggi TV del nostro Presidente del Consiglio.

Nel video appare chiara l’incoerenza tra comunicazione verbale e non verbale di Clinton: per esempio, quando afferma di non aver avuto una relazione sessuale con la Lewinsky, guarda da una parte e con il dito indica l’altra parte. Inoltre scandisce le parole più lentamente per conferire loro maggiore veridicità.

Per un utile paragone, si veda su Youtube il videomessaggio di Berlusconi in cui dice più o meno “mai, ripeto mai, ho pagato una donna per fare sesso”. La ripetizione e il rallentamento della ritmica del discorso, per conferire maggiore enfasi alla comunicazione, sono quanto meno sospette.

Conclusione

Il buon Indro Montanelli disse una volta : “Strano paese il nostro. Punisce i venditori di sigarette, ma premia i venditori di fumo!”

ESERCITIAMOCI : ALCUNI ESEMPI  DI LINGUAGGIO NON VERBALE DI POLITICI ITALIANI

Berlusconi e il contratto con gli italiani


B. concludeva : “Se quattro dei cinque punti del contratto non saranno realizzati non mi ricandiderò più”.

Notare che la famosa scrivania aveva il piano di ciliegio, non di cristallo, e i movimenti della parte inferiore del corpo erano mascherati.

Il linguaggio non verbale di Prodi

Il linguaggio non verbale di Di Pietro e La Russa

Il linguaggio non verbale di Bersani

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