Della bufala. Intesa come una delle belle arti

Caro Veneziani, ci sei o ci fai? Ipocrita triste a chi?

Posted by pocavista su 14 dicembre 2010

Abbiamo da poco confessato in pubblico un peccato mortale e ci tocca farne subito un altro : commentare un nuovo articolo di Marcello Veneziani contro “i tristi ipocriti che vedono i disonesti solo a destra”. I “tristi ipocriti” ci rimandano a Dante che colloca gli ipocriti nell’Ottavo Cerchio dell’Inferno: “ Poi disser me : « 0 Tosco, ch’ai collegio dell’ ipocriti tristi se’ venuto”.

Dante Alighieri

Veneziani si affanna a cercare argomenti per giustificare la campagna acquisti last minute di parlamentari dell’opposizione per sostenere un governo morente. Di fronte a qualcuno che muore, come il “governo del fare a sua insaputa”, è plausibile che lo stesso Veneziani possa manifestare cordoglio.

 

Del resto, a partire dai suoi scritti in cui lamenta che i suoi meriti intellettuali non vengono riconosciuti, che il malvagio Fini ha tradito le sue speranze di ragazzo di destra, che qualche blogger “velenoso e cretino” continui a postare qualche severo commento nei suoi confronti, non è che Veneziani dimostri di sprizzare allegria da tutti i pori. D’altro canto, a giudicare anche dalle sue foto, nessuno lo può immaginare impegnato in una sincera risata.

Torniamo agli ipocriti, guardiamo l’incipit dell’articolo di Veneziani :

Che differenza c’è tra il figlio del caposcorta di Veltroni assunto all’Atac quando era sindaco Veltroni e il figlio del caposcorta di Alemanno assunto all’Atac quando è sindaco Alemanno? Un abisso. Il primo è ordinaria amministrazione, il secondo è una vergogna e Alemanno deve dimettersi.” Appena ho letto questa frase, mi sono detto : come mai tutti i figli dei caposcorta dei sindaci di Roma vanno a finire all’Atac, l’azienda dei trasporti romana? Traffico, smog, stress per un raccomandato eccellente? Non c’è un’altra municipalizzata più tranquilla e meno nociva? Poi mi sono reso conto che Veneziani usava un artificio retorico per dire che di notte tutti i gatti sono bigi : parentopoli e corruzione non hanno colore politico. Insomma : todos caballeros.

Caro Veneziani, le riconosciamo il pieno diritto di essere triste, ma la invitiamo a scegliere meglio anche gli argomenti retorici. Non si rende conto che cerca di far passare, presso il popolo dei suoi lettori, la vulgata che anche Veltroni ha sistemato il figlio del suo caposcorta all’Atac? Se fosse vero, allora deve andarlo a denunciare in Procura; se fosse falso, lei – maliziosamente – sta alimentando una nuova leggenda metropolitana. Leggenda analoga alla bufala su Barbara Palombelli, moglie dell’allora sindaco Rutelli, supposta proprietaria della società che gestisce i parcheggi a pagamento di Roma (invece interamente di proprietà del Comune). Diceria fatta ricircolare ad arte a distanza di tempo in occasione delle nuove elezioni comunali a Roma, in cui Rutelli è stato sconfitto da Alemanno.

Lei Veneziani si chiede che differenza ci sia tra “un deputato eletto nelle liste del Pdl che cambia partito e ritira la fiducia al premier a cui era abbinato e un deputato eletto nelle liste dell’Idv che cambia partito e fa il percorso inverso al suo collega… E se dietro all’uno come all’altro si può supporre che ci sia un interesse personale (garantirsi un futuro incerto con seggi, incarichi, prebende?)”.

Provo a risponderle. Nessuna differenza.

A parte qualche piccolo particolare : chi scende dalla invincibile carrazzata berlusconiana rinuncia a qualche privilegio e a gestire un po’ di potere oggi, forse per poterne gestire uno magari maggiore, ma molto più incerto, domani. Chi invece vi sale all’ultimo minuto, proveniendo magari da un partito come l’IDV che ha fatto dell’antiberlusconismo a tutto campo il suo marchio di fabbrica, soprattutto dopo avere dichiarato pubblicamente che qualcuno del PdL si era offerto di pagargli il mutuo in cambio di un voto di fiducia, non fa venire qualche sospetto di corruzione? Veneziani non vorrà insinuare che anche Fini , Granata o la Bongiorno si siano fatti pagare il mutuo da Bersani, uno ormai costretto ad arrampicarsi sui tetti come i gatti per inseguire suoi improbabili elettori, segretario un partito che come si dice a Roma “nun ci ha più manco l’occhi pe’ piagne”?

Presumendo invece la buona fede di tutti, dovremmo concludere che non c’è nessuna differenza se uno passa da sinistra a destra o viceversa. D’altro canto la legge non prevede vincolo di mandato per i parlamentari.

Premesso ciò, vorrei che Veneziani spiegasse allora perché Fini, Bocchino e Granata sono dei traditori, mentre Razzi, Calearo e Scilipoti non lo sono. E Tremonti non è anche lui marchiato dall’infamia di un antico tradimento? Tremonti, il Ministro? Si, il primo ribaltonista della seconda repubblica, eletto all’opposizione nel 1994 con il Patto Segni e, colto da improvvisa vocazione berlusconiana dalla sera alla mattina, divenuto subito Ministro del Governo Berlusconi, che altrimenti non avrebbe avuto i numeri in Parlamento per governare. E Bondi, ex-comunista tutto di un pezzo e ora aedo del berlusconismo, è un traditore oppure no? E il giovane Capezzone, dopo aver detto peste e corna di Berlusconi, che nel giro di pochi giorni ha cambiato schieramento e ne è divenuto addirittura portavoce? E De Gregorio, Villari, Adornato, Guzzanti, Dini e compagnia cantante? E Mastella, prima Ministro con Berlusconi, poi Ministro con Prodi che ha pure contribuito sfiduciare, poi di nuovo con Berlusconi che l’ha messo in sicurezza dai suoi guai giudiziari facendolo eleggere al Parlamento Europeo con il PdL?

MA MI FACCIA IL PIACERE!

Ma Veneziani prosegue implacabile : Questa campagna contro la corruzione fa vomitare. Ora, si sa bene che la corruzione non nasce con la destra al governo o con Berlusconi e nemmeno con la sinistra, a essere onesti…. ma evitiamo di stabilire teoremi ideologici e razzismo etico: non c’è la razza dei corrotti a destra e degli incorrotti a sinistra. La responsabilità è personale e si proceda caso per caso ... D’accordo.

Le faccio notare, caro Veneziani, che a sinistra si fanno dimettere i Marrazzo, “parte lesa” ma ricattabile nello scandalo con i trans e il sindaco di Bologna Del Bono che faceva pagare al comune di Bologna i viaggi della propria fidanzata; che non si grida al complotto se va in galera  Ottaviano del Turco, governatore centrosinistra dell’Abruzzo accusato di corruzione; che si rifanno le elezioni in Molise quando la magistratura accerta irregolarità nella presentazione delle liste del centrosinistra. Senza protestare di essere vittime di macchinazioni giudiziarie.

Le risulta che a sinistra ci siano deputati condannati in secondo grado a 7 anni per mafia come Dell’Utri o Totò Cuffaro; sottosegretari come Cosentino difesi a oltranza dal PdL su cui ci sono varie richieste di arresto per camorra; ex-Ministri come Previti che hanno corrotto giudici per favorire Berlusconi “a sua insaputa”; Primi Ministri che si fanno approvare quaranta leggi per favorire le proprie aziende e per sfuggire alla giustizia, o che fanno passare per nipotine di Mubarak proprie amichette minorenni nei guai con la legge?

Peccato che a destra ogni volta che si tocca qualcuno che conta, Berlusconi in testa, ci si affanni a denunciare la trame delle “toghe rosse”, “dei giornali” e “dei poteri forti”. Veneziani ripropone anche nel suo ultimo articolo la solfa delle toghe rosse, che colpirebbero a destra e chiuderebbero un occhio a sinistra. Provi a spiegarlo meglio al suo affezionato lettore che commenta sul sito WEB de Il Giornale :

#90 salferraro2 (80) che il 12.12.10 alle ore 15:50 scrive: “… se andiamo a vedere chi ruba di più per appartenenza partitica, gli amministratori di sinistra detengono record assoluti di corruzione in ogni Regione, Provincia e Comune. Solo in Campania nel 2009 c’era il bel rapporto di 71 a 3 a favore dei rossi in amministrazioni comunali indagate. Anche se all’Alta Scuola di Formazione delle Frattocchie hanno sempre insegnato le Tecniche di Latrocinio con Destrezza nelle amministrazioni pubbliche e rassicurato il basso rischio di essere beccati e perseguiti dai magistrati per motivi che è igienico tacere …”.

Questo predominio schiacciante dei “rossi” sul fronte dei processi per corruzione – ammesso e non concesso che le cifre fornite dal lettore siano vere – come si concilierebbe allora con il complotto ordito dalle toghe rosse che perseguiterebbero solo le povere vittime di destra, i Berlusconi e le mille cricche che ruotano attorno al potere berlusconiano?

A un certo punto Veneziani è costretto ad ammettere che “ Sul malaffare a destra… sconforta sapere che i «propri» eletti non sono migliori degli altri… E non c’è nemmeno l’alibi consolatorio per dire: sì sul piano clientelare e nepotistico agiscono come gli altri, ma almeno lasciano segni mirabili in altri campi, impronte di grandi imprese, esempi fulgidi, simboli, idee e principi finora calpestati. No, è tutto così scarso, dappertutto.”

In questo, Veneziani, non posso che darle ragione. Nel popolo di sinistra, però quando ci si accorge delle pagliuzze e delle travi dei propri rappresentanti, c’è ancora chi si scandalizza e non grida al complotto. A destra invece si fa finta di non vedere la foresta di sequoia che alberga nell’occhio di Berlusconi e dei molti accorsi a mangiare le briciole che cadono dalla sua tavola. Meglio gridare al complotto, che spiega tutto e niente, e fare finta di non vedere.

Marcello Veneziani

 

Anche lei, che non perde occasione per proclamare “la propria onestà” a tutto campo, non sarà vittima di questa cecità localizzata? Altrimenti uno potrebbe chiedere al mesto Veneziani : ci è o ci fa? Non rischia di passare lui per primo per “triste ipocrita”?

Sempre in attesa di una sua risposta, il suo affezionato lettore, “velenoso e cretino”,

pocavista

Pocavista

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2 Risposte to “Caro Veneziani, ci sei o ci fai? Ipocrita triste a chi?”

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