Della bufala. Intesa come una delle belle arti

Tutto è relativo : non rimane che credere nell’happy hour (parte seconda)

Posted by pocavista su 10 dicembre 2010

Per quale motivo P.O. aveva scelto questo approccio molto provocatorio nel suo libro? Probabilmente per ragioni di marketing, come testimoniato dal successo del “Codice da Vinci” di Dan Brown : più la Chiesa lo attaccava per le sue tesi – facendo finta di dimenticare che si trattava pur sempre di una fiction letteraria – più la gente acquistava il libro per vedere che cosa ci fosse di tanto scandaloso. Più clamore, più soldi e più pubblicità alle proprie tesi.

Ricordiamo che P.O. aveva pubblicato in precedenza, nel 1999, “Il vangelo secondo la Scienza”. P.O. analizzava la struttura di varie religioni, utilizzando fisica quantistica, teoria dei sistemi, intelligenza artificiale, logica, filosofia, antropologia, teoria dei giochi. Tale libro era circolato però solo tra i pochi addetti ai lavori. In effetti non ci si poteva attendere che nell’ora di catechismo o nei sermoni domenicali si discutesse a cuor leggero se Dio fosse o meno ”l’osservatore quantistico dell’intero Universo”, fornendo così una spiegazione alla necessità che avvenga un “collasso della funzione d’onda” nel sistema cosmico. O che “la scienza sia un’equazione differenziale e la religione una condizione al contorno…” .

Stavolta, visto lo scandalo che ha provocato, P.O. stava raggiungendo il suo scopo.

Quali sono state le comuni reazioni al libro di Odifreddi? Vediamone alcune :

  • negazione di validità della fonte (P.O. avrebbe una reazione da “disilluso turlupinato da bambino”; “un laureato in matematica” che si pretende scienziato);
  • vittimismo (“la Chiesa ha avuto milioni di morti”; anche se il povero P.O. si limita a trucidare talvolta la sintassi);
  • negazione della tesi che solo i “poveri di spirito” hanno fede, elencando eminenti intellettuali cristiani. Nell’elenco talvolta si incorre in qualche infortunio, includendo Galileo

    Galileo Galilei

    (torturato e processato dalla Chiesa per avere affermato che la terra girava intorno al sole, smentendo le Scritture) e Caravaggio (pittore eccelso, ma che si macchiò di un omicidio e di turpitudini varie);

     

  • accuse di alimentare “il relativismo imperante”(si parla di “ideologica ostilità”, di “vero e proprio odio organizzato”, tipiche argomentazioni che non scendono nel merito dei problemi, ma utili per demonizzare l’avversario);
  • ricorso a controverse reliquie come la Sacra Sindone, o a fenomeni di psicosi collettiva,fatti passare per miracoli, come quelli di Medjugorie, che non si capisce cosa debbano confutare o provare.

    Sacra Sindone

Sono tutte argomentazioni che non entrano nel merito delle analisi di P.O., ma sono sintomatiche di una reazione di autodifesa.

Vorrei però soffermarmi sull’accusa di “relativismo”, arma spesso usata da quei “teo-con” che si fanno portatori di un neo-fondamentalismo cattolico.

Costoro affermano, in soldoni, che :

  • Dio esiste, è quello del Vecchio e Nuovo Testamento.
  • Le eventuali contraddizioni storiche e logiche esistenti nelle Scritture fanno parte del Disegno di Dio, non comprensibile dall’uomo.
  • La Chiesa cattolica è unica depositaria delle verità rivelate e l’unica entità autorizzata a interpretare presunte “leggi naturali”. Esse avrebbero validità universale, in ogni tempo ed ogni luogo; tutti sono tenuti a rispettarle, credenti e non.

Anselmo d'Aosta

Insomma i neo-fondamentalisti ritornano al “credo per capire” di Anselmo di Aosta, XI secolo.

Per reazione, si sta radicalizzando un razionalismo ateo, un po’ alla P.O., in base al quale si ritiene che :

  • Dio non esiste.
  • Nessuno è depositario di verità rivelate e interprete unico di “leggi naturali”. Specie se, come la Chiesa cattolica, in passato ha promosso sanguinose crociate, persecuzioni religiose, con l’Inquisizione ha torturato e messo al rogo migliaia di eretici e di streghe, ha giustificato colonialismo e schiavismo, ha dichiarato che tra modernizzazione e religione c’è incompatibilità (Sillabo di Pio IX), ha ostacolato la libertà di pensiero, per esempio creando l’Indice dei libri proibiti. Oggi su alcuni di tali temi la Chiesa ha cambiato posizione : è contraria alle guerre, al colonialismo, allo schiavismo, non contesta più che la terra giri intorno al Sole come con Galileo, promuove il dialogo tra religioni diverse. Dove stanno dunque “quei principi immutabili e quelle leggi naturali” di cui la Chiesa si erge a interprete universale?
  • Secondo i razionalisti atei l’unica fonte di conoscenza e guida del comportamento sarebbe perciò la ragione umana e quindi la scienza.

Qui siamo invece al “non capisco e quindi non credo”. Per la serie : “Dio è morto! E nemmeno io mi sento tanto bene!” (W.Allen).

Ma i bistrattati “relativisti”? Nel loro piccolo, si pongono invece domande scomode come :

  • un cattolico è “meglio” di un ateo, un buddista di un taoista, un islamico di un ebreo, un Sikh di un boscimano animista? Un Borghezio di un Capezzone?

    Mario Borghezio, uno dei più prestigiosi teorici della Lega Nord

     

  • è utile contrapporre al fondamentalismo che alligna in molti strati delle società islamiche, ed alla secolarizzazione delle società occidentali, un fondamentalismo cristiano? Si vuole ritornare alle crociate, cristiani contro saraceni, guelfi contro ghibellini, “Curva Sud Occidente Cristiano” contro “Curva Sud Resto del Mondo”? Senza dimenticarci che la squadra “Resto del Mondo” sarà presto composta prevalentemente da giocatori cinesi e indiani, mentre quelli islamici – finito il petrolio – saranno relegati in panchina.
  • esistono “leggi naturali” e codici etici, identificabili con precisione e validi in tutte le culture ed in ogni epoca?
  • c’è qualcuno che si può ergere a interprete universale di tali “leggi”, dato che costumi e valori si evolvono, assumendo significati diversi secondo i contesti di riferimento?

A questo domande i relativisti rispondono : non lo sappiamo.

Allora come se ne esce? Una via da percorrere, anche se molto ardua, sarebbe il dialogo con altre religioni e culture; un confronto nel rispetto reciproco, senza pretese di superiorità. Perciò massimo rispetto per i credenti cattolici. Ma anche per i non credenti, i laici o i credenti di una fede diversa.

E qui saremmo al “cerco di capire, ed alla fine capisco che c’è ancora molto da capire”.

 

Mi si permetta una battuta finale : non abbiamo elementi definitivi per provare se Dio esista oppure no. Siamo costretti, dalle nostre limitazioni, a sospendere ogni conclusione al riguardo.

Anche se qualcuno potrebbe concludere che, a giudicare da quello che si vede in giro, il buon Dio – se non ci fosse – ci farebbe una figura migliore.

Figura sicuramente migliore di quella che faranno molti nostri parlamentari il 14 dicembre. Non ci rimane che sperare nell’happy hour.


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Una Risposta to “Tutto è relativo : non rimane che credere nell’happy hour (parte seconda)”

  1. […] che si trattava pur sempre di una fiction letteraria – più … Read more Della bufala. Intesa come una delle belle arti Post Published: 11 dicembre 2010 Author: aggregatore Found in section: Politica e […]

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