Della bufala. Intesa come una delle belle arti

Sfiduciare o non sfiduciare? Un commento ai recenti sondaggi sulle intenzioni di voto.

Posted by pocavista su 3 dicembre 2010

Parlamento chiuso. Per precauzione, fino al voto di fiducia. Ci sono i numeri per sfiduciare Berlusconi? Chi dovrebbe avere paura di andare alle urne in primavera? Bene vediamo qual è la situazione attuale delle intenzioni di voto.

Ci siamo presi la briga di confrontare i dati delle elezioni 2008 alla Camera, con i recenti sondaggi sulle intenzioni di voto (Euromedia per 11/9 e 2/10, IPSOS per le altre date). Abbiamo accorpato i dati relativi ai tre principali schieramenti che dovrebbero presentarsi alle eventuali elezioni di primavera ;  PdL+Lega+LaDestra (linea azzurra); PD+SEL+IDV (linea rossa); FLI+UDC+API (linea verde). I sondaggi più recenti indicherebbero una sostanziale parità  tra i due maggiori schieramenti (attorno al 40%).

Lo schieramento di destra  dalle elezioni del 2008 ad oggi avrebbe perso circa il 10%, mentre lo schieramento di sinistra attorno all’1%. I centristi UDC+FLI e API sarebbero su 12%.  Bisogna aggiungere che esiste oggi una grossa area di astensione, dal 35 al 40%, che potrebbe essere recuperata al voto in extremis. Questa possibilità, riteniamo, potrebbe riguardare in particolar modo lo schieramento di destra, il cui Leader può avvalersi efficacemente della comunicazione TV.

 

 

Se i tre schieramenti perseguissero una strategia di formazione di cartelli elettorali allargati anche ad altre forze politiche  (le sinistre potrebbero recuperare un 2/3 % di PDCI/Rifondazione, 1% di radicali e 1% tra socialisti e autonomisti); il centro potrebbe recuperare un 2% tra  MPA e liste minori (Rotondi?Pisanu?); le destre ormai sembrano aver raschiato il fondo del barile e dovrebbero accontentarsi di quanto si portano in dote da sole. Non sappiamo cosa faranno i cosiddetti Grillini, accreditati di un 3%.

Malgrado ciò la galassia di sx potrebbe raggiungere anche il 44%, i centristi il 14, mentre la galassia di dx potrebbe recuperare con un rush finale un altro 3 o 4% di elettori oggi astensionisti.

 

 

Quindi è lo schieramento di destra che rischia di più da eventuali elezioni anticipate, anche perchè – dopo una riforma elettorale che precedesse le nuove elezioni – lo schieramento di centro farà  il bello e il cattivo tempo nel nuovo parlamento e anche nei governi locali. Un po’ come i socialisti venti anni fa.

Prossimamente su questi schermi vedremo probabilmente un governo tecnico di “salvezza nazionale” per un paio di anni, che faccia non solo la riforma elettorale, ma che cerchi di mettere in sicurezza i conti pubblici e tolga definitivamente Berlusconi dai cabasisi. Probabilmente si farà la riforma elettorale e Berlusconi potrà dedicarsi con maggiore serenità ai suoi passatempi serali in compagnia di Fede, ma non nutriamo tuttavia molte illusioni sulla compattezza delle forze che dovrebbero permettere ad un governo tecnico di tartassare ancora di più gli italiani. Dio ce la mandi buona.

A chi dovrebbe essere affidata la conduzione del governo tecnico?  Vediamo due candidati in pole position : Tremonti e Draghi. Tremonti, il primo ribaltonista della Seconda Repubblica (nel 94, appena eletto con il Patto Segni nel Centrosinistra, passò dalla sera alla mattina con Berlusconi – che non aveva i numeri in Parlamento –  per fare il Ministro) sarebbe molto gradito alla Lega e a una parte del PdL; il secondo al Resto del Mondo.

Si vedano i giudizi degli italiani su alcuni personaggi pubblici, secondo IPSOS : in testa c’è il Presidente Napolitano con circa l’80% di giudizi positivi (barra blu) e  circa il 15% di giudizi negativi. In coda il trio Bossi, Schifani e Berlusconi che hanno il minor indice di gradimento e i maggiori giudizi negativi. Anche Di Pietro, in quanto a giudizi negativi, ha le sue brave soddisfazioni giungendo nel giro medaglie.

 

 

 

Nel grafico seguente viene riportato il differenziale tra giudizi positivi e negativi : più ci si avvicina alla circonferenza esterna del grafico più si è amati dagli italiani; più ci si avvicina al centro più si è odiati. A parte Napolitano, il maggior differenziale ce l’hanno nell’ordine Draghi, la Marcegaglia, Montezemolo e Tremonti. Anche Vendola riscuote una risicatissima sufficienza, mentre tutti gli altri vengono bocciati. Così Fini, Bersani e Casini sono rimandati a ottobre.  Di Pietro, di cui è notoria la difficoltà con grammatica e sintassi, e Schifani, che molti italiani forse preferivano con il riporto, devono ripetere la classe. Provvedimenti di espulsione in blocco gli italiani sembrano volere invece per Berlusconi e Bossi.

 

 

Confessiamo di attendere con ansia i sondaggi che sbandiererà tra un po’ Berlusconi, che rosicherà per quel 92%  di popolarità  concesso da “sondaggisti indipendenti”a quel sincero democratico che è il presidente del Kazakistan, da lui baciato sulle guance con sincera ammirazione.

PS – I grafici si basano su nostre elaborazioni ed interpretazioni di dati IPSOS ed Euromedia.

 

 

 

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