Della bufala. Intesa come una delle belle arti

Il “Governo del fare, a sua insaputa”. Veneziani, Wikileaks e il complotto mondiale.

Posted by pocavista su 1 dicembre 2010

(da Inserto Satirico)

Non abbiamo amico migliore di Silvio Berlusconi che ha sostenuto sempre con la stessa coerenza le Amministrazioni Clinton, Bush e Obama“: così il segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, a margine del vertice dell’Osce ad Astana, in Kazakhstan.

L'opinione del martin pescatore

 

Subito Daniele Capezzone, portavoce del PdL, noto nel mondo perché si imbatte per strada in misteriosi cazzotti che invece di lasciare tracce sul suo volto le lasciano inspiegabilmente sul quello di Putin, non si è lasciato sfuggire la ghiotta occasione. “Ora la sinistra chieda scusa. Dopo le parole chiarissime, gli elogi pieni e incondizionati, il riconoscimento caloroso e assolutamente inconsueto che va ben al di là di qualunque liturgia diplomatica, che Hillary Clinton ha indirizzato a Silvio Berlusconi, l’opposizione, Pd in testa, farebbe bene a scusarsi con il Premier. Se fossero persone serie, ammetterebbero di avere sbagliato“. (Per i curiosi, un ritratto interessante di El Cabezon è tratteggiato su il post CAPEZZONE)

A parte il giovane Capezzone e il pallido Bondi, tutti sanno che l’abile Hillary Clinton, abbandonato diplomaticamente il suo Bill troppo impegnato in impegnativi esami orali sotto qualche tavolo ovale, ha cercato solo di salvare la faccia alla sua Amministrazione sputtanata da Wikileaks con qualche frase di circostanza. Cosa pretendeva, Capezzone, che Hillary dicesse pubblicamente : “Egregio signore, lei è un brutto porco come mio marito e racconta barzellette orribili!”? Oppure “La nostra Amministrazione ritiene che lei abbia troppo cerone e troppa moquette in testa, meglio la bandana pervinca!”. Sarebbe come se Frattini in visita ufficiale a Tripoli dicesse a Gheddafi “Lei è un dittatore eccentrico e inaffidabile e si fa troppo Botox. Però ci dia il gas, che ne abbiamo tanto bisogno!”.

Non sappiamo se nei prossimi giorni – se il sito di Wikileaks non verrà chiuso (ieri è stato sottoposto ad un attacco massiccio da parte degli hacker che ne ha impedito il funzionamento per molte ore) e se Assange non verrà “neutralizzato” con arresti o sparizioni (la CIA usa il termine “rendition”) – verranno fuori altre cosucce meno gossipare sul nostro Leader Supremo. Magari relative a suoi proclami : “Ho evitato la guerra Russia-Georgia”, “Ho fatto firmare il trattato a Obama e Putin”, “Ho dato istruzioni a Obama su come fare con la crisi finanziaria mondiale”, “Sconfiggeremo il cancro in tre anni”. Lo statista di Arcore dimostra capacità incredibili, risolvendo la crisi finanziaria mondiale e convincendo Obama e Putin a firmare trattati che mai avrebbero firmato : ma come non riesca tuttora a risolvere il più semplice e casareccio problema della monnezza a Napoli rimane un mistero.

Dopo che l’opposizione ha suonato le sue trombe, amplificando le prime rivelazioni di Wikileaks , anche Il Giornale berlusconiano – spronato dai Capezzone in servizio permanente effettivo – suona le proprie campane.

Risponde alla cartolina precetto anche Marcello Veneziani, un intellettuale che – quando ci si mette – scrive benino. Il Nietzsche del Tavoliere dà alle stampe il 30 novembre su Il Giornale un articolo intitolato “Macché 11 settembre, è il 1° aprile della diplomazia”. Marcello però deve essere stato buttato giù dal letto nottetempo per stilare l’articolo, dato che non trova di meglio che scrivere : “... una obesa signora americana, come purtroppo ce ne sono tante negli States, Elizabeth Dibble, trincia un giudizio su Berlusconi dandogli dell’incapace e del vanitoso, e poi riferisce di feste selvagge… I giudizi della signora in sovrappeso (disturbi ormonali e ghiandolari?, dovremmo chiederci stando ai criteri usati per redigere questi compitini) sembrano solo il frutto di una sommaria lettura dei titoli dei giornali … Ma pensate che il compitino di una grassa patatona americana (sia)…così determinante per influenzare l’azione politica di Obama?”. Manca solo che Veneziani rinfacci alla Dibble di portare dei calzini turchesi, come il giudice Mesiano, e poi siamo al completo.

Marcello Veneziani

Dopo questo grossolano tentativo di demolizione della figura della diplomatica americana, ci si aspetterebbe che Veneziani concludesse che “è più bella che intelligente”, secondo l’elegante definizione data da Berlusconi in diretta a Rosi Bindi. Viene da chiedersi : se al posto della diplomatica americana in sovrappeso ci fosse stata la bellissima Ruby o la Minetti, l’avvenente soubrette e igienista dentale del premier approdata al Consiglio Regionale della Lombardia per meriti gengivali, le sue dichiarazioni sarebbero state più attendibili?

A questo Veneziani, in versione embedded, rispondono con entusiasmo alcuni commentatori del Popolo dell’Amore, come #32 Edmond Dantes (598), che il 30.11.10 alle ore 14:49 scrive con accenti lombrosiani:

… Veneziani non se la prende con gli obesi ma solo con gli imbecilli, che nel caso sono anche obesi. E l’obesità, a volte, é conseguenza di patologie organiche che possono avere anche riflessi sulle funzioni cognitive. Non é una colpa l’imbecillità, ma neppure un titolo per la carriera diplomatica. Che per tutti gli antiberlusconiani rappresenti invece una medaglia al valore non stupisce più di tanto.”

Un probabile infiltrato da sinistra, #42 Pietro Valdo (261), il 30.11.10 alle ore 17:48 invece chiosa :

#32 Edmond Dantes, la ringrazio sinceramente per il conforto che dà a noi tutti. Vedendo Borghezio e Calderoli chissà quanti pensavano che “l’obesità…é conseguenza di patologie organiche che possono avere anche riflessi sulle funzioni cognitive” ma non osavano dirlo.

Poi Veneziani – che passa per essere una delle migliori penne della destra, il che è tutto dire – si supera. Prima dichiara che “.…non c’è da indignarsi e gridare al complotto”. Poi invece parla di “suggeritori internazionali che si servono magari di toghe avvelenate, ma anche di scatole vuote nostrane per riempirle di tritolo e far esplodere il governo in carica. Quello è il pericolo reale, oltre la bufala. Vedrete, non si fermeranno lì…”.

Il buon Marcello rispolvera la vulgata paranoidea del complotto demo-pluto-giudaico-massonico di mussoliniana memoria, che nella versione contemporanea dell’amato Leader diventa il complotto perpetrato dai giornali di sinistra, dalle toghe rosse e dai “poteri forti”. Tutti quelli che non cantano nel coro diventano automaticamente “comunisti, sinistrati invidiosi che sanno solo odiare”. Non si salvano nemmeno personaggi culturalmente di destra come Fini, Di Pietro, Travaglio, Luca Telese e il compianto Montanelli. Anche Obama viene definito da qualcuno “un mezzo socialista”. Si vedano i commenti di molti lettori de “Il Giornale” . Mentre tutti dimenticano che Putin, definito dal nostro premier “un dono di Dio”, è pur sempre un ex-colonnello del KGB sovietico che ha una singolare idea della libertà di stampa.

Il nostro premier, in Russia, mima il gesto del mitra ad una giornalista che aveva posto una domanda scomoda a Putin

Ecco per esempio la concezione della libertà di opinione che circola anche all’interno del Popolo della Libertà : #114 anbie (130) il 29.11.10 alle ore 15:19 scrive: “Io attendo di vedere stasera Fazio e Saviano cosa avranno il coraggio di dire. Una cosa è certa, se si attaccheranno a Wikileaks spero che qualcuno abbia la cognizione di far interrompere immediatamente la trasmissione e di far arrestare quei due deficienti progressivi. In casi come questo ci vuole il pugno di ferro.”

La teoria del complotto funziona sempre perché mette in funzione quel meccanismo di “minimizzazione della dissonanza cognitiva” di cui abbiamo parlato in un altro post (vedi il post “DISSONANZA COGNITIVA“) Berlusconi da sempre ha alimentato l’ipotesi del complotto: ieri ha chiesto pubblicamente chi è che paga queste ragazze che affermano di fare le prostitute e che entrano a casa sua.

A Scaiola qualcuno paga la casa e a Berlusconi le ragazze, “a sua insaputa”. Poi magari “se le fa” lo stesso, “a sua insaputa”, se no sembra brutto. Conclusione : questo è “il governo del fare”. Sì, ma “ a sua insaputa”.

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Una Risposta to “Il “Governo del fare, a sua insaputa”. Veneziani, Wikileaks e il complotto mondiale.”

  1. […] portavoce del PdL, noto nel mondo perché si imbatte per strada in … Read more Della bufala. Intesa come una delle belle arti Post Published: 01 dicembre 2010 Author: aggregatore Found in section: Politica e […]

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