Della bufala. Intesa come una delle belle arti

LA PAGLIA, LA TRAVE E IL CAPEZZONE – Fini e l’appartamentino

Posted by pocavista su 10 agosto 2010

 

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LA PAGLIA, LA TRAVE E IL CAPEZZONE.

Ovvero : Fini e l’appartamentino di AN

 

Fini : “Un’inchiesta della Magistratura accerterà se sulla vicenda della casa a Montecarlo sono state commesse irregolarità o violazioni di legge. E’ la ragione per cui mi sono fino ad oggi limitato ad affermare ‘Ben vengano le indagini’. A differenza di altri non ho l’abitudine di strillare contro i magistrati comunisti‘.

Accettabile la dichiarazione di principio. Meno convincente la spiegazione sullo svolgimento della vicenda che, tra l’altro, non riguarda beni pubblici bensì il patrimonio privato di AN. Ma aspettiamo che la magistratura faccia il proprio lavoro.

Il Giornale”, che insieme a “Libero” e al “Il Tempo” hanno iniziato a massacrare Fini, raccoglie le firme per chiedere le dimissioni del Presidente della Camera. gif-avvoltoioTra i primi firmatari la Santanchè (Santa ‘n chè? Ma non è quella che ha affermato in TV che bisogna rispettare anche la privacy dei mafiosi?) e Stracquadanio, parlamentare PdL, il gentiluomo che aveva anticipato che a Fini sarebbe stato riservato il “trattamento Boffo”.

Secondo il periodico online di Farefuturo, : “A guardare in azione i manganellatori di professione – è scritto – sembra quasi che la ‘filosofia politica’ del Pdl sia solo e soltanto quella di garantire un potere tutto personale: politico, aziendale, economico“. Va da sé che da un direttore come Feltri, che sulla scrivania tiene il busto di Mussolini, ci si doveva aspettare una certa familiarità con il manganello, sia pure mediatico.

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Fini, colpito da fuoco amico. "Se avessi saputo quanto fa male il manganello, mi sarei portato almeno un po' di olio di ricino!"

In democrazia è normale che si chieda a una figura pubblica, come quella di Fini, una spiegazione di un fatto apparentemente anomalo come la vendita di un appartamento di AN a due società off-shore. Che lo chieda “Il Giornale” nei tempi e nei modi che tutti sappiamo, appare sospetto anche ad alcuni dei suoi lettori.

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Gianfra', ma che ce tocca fa' per riportarti sulla retta via. Di Arcore.

Sul sito WEB de “Il Giornale” sono gli stessi berluscones ad azzardare qualche timido dubbio, come il lettore #21 “devezze (2)”, che il 10.08.10 alle ore 11:00 scrive: “a me sembra che siate voi ad essere diventati giustizialisti all’improvviso… come mai questa disparità di trattamento? come mai a Berlusconi tutti i benefici del dubbio su tutte le faccende sporche in cui è immischiato, e per Fini invece richiesta di dimissioni immediate? che coerenza”.

 

Sembra disorientato anche un altro lettore de “Il GIornale”,“#5 el liga (134)”, che il 10.08.10 alle ore 9:18 commenta sul sito:

Situazione adorabilmente complicata. Usando la logica mi pare di poter dire: 1. non va bene che Fini faccia il capocorrente da presidente della camera; anche Casini e Bertinotti l’hanno un po’ fatto ma lui esagera. Dovrebbe essere molto più moderato oppure dimettersi. 2. essendo io stato sempre contro tutti i linciaggi, quello di Berlusconi e quello di Boffo, quello di Scaiola e quello di Marrazzo et cetera mi posso permettere di dire che anche questo del Giornale contro Fini è parecchio sopra le righe e, se posso usare un termine caro a Berlusconi, a orologeria. 3. E giusta la domanda: se fosse un berlusconiano cosa direbbero Di Pietro, Repubblica & company? gif-burlanda-berluscdirige-orchestraPerò è anche giusta la domanda: se fosse un berlusconiano fedelissimo, il Giornale avrebbe fatto una così rigorosa inchiesta su fatti che legalmente sono privati? Inchiesta ovviamente legittima ma …

Qualche lettore giunge perfino a fare dell’ironia sottile sulla campagna de “Il Giornale”, proponendo una lettura della cosa che rimanderebbe direttamente alle vicende giudiziarie che hanno visto protagonista il Premier Supremo.

Il lettore “#3 Lu. Car. (444)”, il 10.08.10 alle ore 9:01 scrive:

Pazzesco come Fini abbia trafficato con questo appartamento. Società fittizie di comodo, conti in nero, castelli finanziari, probabili tangenti, forse corruzione a finanzieri e giudici per realizzare e coprire queste operazioni. Poi uso del potere per salvarsi e stare sulla breccia là dove la giustizia ha paura di arrivare e per poter modificare le leggi garantendosi impunità e buoni affari. Fini ha commesso tutto questo e quindi deve dimettersi. Il mariuolo Fini deve andarsene.Ironia che, essendo molto sottile, probabilmente è sfuggita a molti lettori del sito.

 

Argomentazioni tuttavia che non turbano l’ineffabile Daniele Capezzone, il portavoce del Leader Supremo. El Cabezon è quello che quando esterna in TV dà l’impressione che aspetti con impazienza la fine del collegamento per sganasciarsi dal ridere per le sue stesse dichiarazioni.

Il giovane Capezzone, dall’inquietante anagramma (si provi per esempio a spostare la seconda sillaba del nome al terzo posto), ha fatto della coerenza il proprio stile di vita. Com’è possibile che questo fior di garantista abbia chiesto “ufficialmente” le dimissioni di Fini?

Capezzone, chi era costui? El Cabezon, si ricorderà, da piccolo è stato anche segretario del partito radicale, prima della propria fulminea conversione sulla via di Arcore. Celebre la sua intervista a Radio Vaticana, il 5 dicembre 2001, in cui dichiarava che la pedofilia al pari di qualunque orientamento e preferenza sessuale, non può essere considerata un reato.

 

Capezzone, ovvero dr.Jekill and mr. Hyde

El Cabezon, uno dei migliori dr.Jekill and Mr. Hyde della politica italiana

Sul Corriere della sera, 4 febbraio 2006, a pagina 8 dichiarava che “Berlusconi … doveva fare le grandi riforme economiche e abbiamo Tremonti che scrive libri da no global, doveva fare la grande riforma della giustizia e si è fatto solo gli affari suoi. Ha trasformato la Casa delle libertà nella Casa delle libertà vigilate.”

 

 

Sul Corriere della sera, 30 ottobre 2003, p. 13, riferendosi al governo Berlusconi, diceva “Sarebbe un’eresia dirsi d’accordo con chi ha impostazioni clerico-fasciste su materie come il divorzio, la droga, la ricerca scientifica.”

Altra dichiarazione del Nostro: “Silvio Berlusconi è entrato in politica con 5 mila miliardi di debiti e con le banche che tentavano di strozzarlo; oggi vanta 29 mila miliardi di attivo e figura tra i sette uomini più ricchi del pianeta”. (da Repubblica, 30 ottobre 2005, p. 13)

Su Repubblica, 19 marzo 2006, un Capezzone in piena crisi puberale dava fiato ad un’elegantissima esternazione: “Dopo il cieco di Sorrento, la muta di Portici, e lo smemorato di Collegno, arriva lo sciancato di Arcore. Berlusconi è patetico.”

Altrove (“L’omonimo”, Carta Canta del 31 marzo 2006) paragonava Berlusconi a Vanna Marchi e Tremonti al Mago do Nascimento.berlsuca-e-vanna-marchi

Naturalmente saremmo lieti di smentire tali citazioni, riprese dal blog “L’Antefatto” e dal sito Web di FareFuturo, qualora si rivelassero errate.

 

Bene, ognuno ha diritto di cambiare opinione. Non solo Fini, ma anche l’imberbe Capezzone, divenuto ormai un secondino nella “casa delle libertà vigilate”.  Oggi afferma che “Siamo garantisti verso tutti, ma non siamo ciechi. La spiegazione fornita dal presidente Fini non spiega granché sulla ormai famosa vicenda monegasca”.

Ma forse il Leader Supremo, che lui rappresenta così bene, ha fornito spiegazioni soddisfacenti alle famose 10 domande di Repubblica? Berlusconi, anzi, ha querelato “La Repubblica”, non perché affermasse il falso, ma solo perché poneva domande scomode.

Capezzone, tra l’altro condannato a febbraio in via definitiva per avere dato del teppista ad un pubblico ministero,

Daniele Capezzone, oggi portavoce di Berlusconi, ieri a fianco di Cossutta e Fassino. Per la serie : "oggi è molto difficile credere negli ideali, ma per un compenso adeguato lo si può sempre fare"

Daniele Capezzone, oggi portavoce di Berlusconi, ieri a fianco di Cossutta e Fassino. Per la serie : "oggi è molto difficile credere negli ideali, ma per un compenso adeguato lo si può sempre fare"

sarebbe più credibile se, a proposito di vendite off-shore, chiedesse proprio al suo principale– come ha stabilito la sentenza per la corruzione dell’avvocato inglese David Mills – notizia delle varie società domiciliate nei paradisi fiscali di mezzo mondo e a lui riconducibili. A proposito di residenze estere, Capezzone poi non avrebbe che l’imbarazzo della scelta, dato che ai Caraibi il Cavaliere possiede almeno sei ville controllate da società off-shore. capezzone_talebanoEn passant, il buon Daniele potrebbe chiedere conto anche dei millecinquecento miliardi di lire di fondi neri accumulati all’estero da società del premier, sistemati da una legge appositamente fatta approvare dall’interessato. E magari perché le sue società hanno usufruito spesso dei condoni fiscali varati dai suoi governi.

El Cabezon avrà anche una sua spiegazione per l’affare Mediatrade, in cui cui Berlusconi è accusato di “appropriazione indebita” e “frode fiscale” per aver concorso nel 2002-2005 (mentre era presidente del Consiglio) a “stornare” 34 milioni di euro dai bilanci di Mediaset (società quotata) e a frodare il fisco per 8 milioni di euro. Per non parlare delle frequentazioni anche recenti del suo Leader Supremo con l’avvocato Cesare Previti che comprò i giudici del caso Mondadori con soldi della Fininvest. Bene, il bimbo prodigio Capezzone ci faccia sapere qualcosa senza nascondersi anche lui dietro legittimi impedimenti.

Altan, da "L'Espresso"

Altan, da "L'Espresso"

 

Uno come Capezzone, che ci immaginiamo sottoposto a forti stress perchè passa freneticamente da uno schieramento politico all’altro ad ogni elezionecapezzone-no-centristi e la cui carriera politica potrebbe venire stroncata all’improvviso, per prudenza dovrebbe dotarsi almeno dei conforti religiosi. Cerchiamo di consigliargli qualche lettura edificante:

gif-frate-pelatoIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: “… Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non t’accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, mentre tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”.(Luca 6,39-42, oppure Matteo 7, 1-5)

 

Ma non sarà che il nostro Cabezon forse più che le travi e le pagliuzze sa riconoscere meglio le “canne” e le “paglie”?

 

 

 

 

 

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Una Risposta to “LA PAGLIA, LA TRAVE E IL CAPEZZONE – Fini e l’appartamentino”

  1. […] Subito Daniele Capezzone, portavoce del PdL, noto nel mondo perché si imbatte per strada in misteriosi cazzotti che invece di lasciare tracce sul suo volto le lasciano inspiegabilmente sul quello di Putin, non si è lasciato sfuggire la ghiotta occasione. “Ora la sinistra chieda scusa. Dopo le parole chiarissime, gli elogi pieni e incondizionati, il riconoscimento caloroso e assolutamente inconsueto che va ben al di là di qualunque liturgia diplomatica, che Hillary Clinton ha indirizzato a Silvio Berlusconi, l’opposizione, Pd in testa, farebbe bene a scusarsi con il Premier. Se fossero persone serie, ammetterebbero di avere sbagliato“. (Per i curiosi, un ritratto interessante di El Cabezon è tratteggiato su il post CAPEZZONE) […]

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