Della bufala. Intesa come una delle belle arti

Lorenzo Raffi, Di quaglie e altri volatili, ovvero “le niveau monte”

Posted by pocavista su 27 marzo 2009

IL PRESENTE POST  CONTIENE UNA SINTESI DI QUANTO E’ IN CORSO DI PUBBLICAZIONE NEL VOLUME

LORENZO RAFFI – D’UOMINI E D’ANIMALI

Ovvero della bufala, intesa come una delle belle arti

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Un umile galliforme : la quaglia Molti conoscono la quaglia comune (coturnix coturnix), un piccolo esponente dei phasanidae simile a starne e pernici. Mentre altri fagianidi, come gli spettacolari pavoni comuni (pavo cristatus) arrivano anche a sei chili e i bellissimi fagiani maschi superano i due chilogrammi di peso, le modeste quaglie possono a malapena raggiungere i 150 grammi. La quaglia comune ha un piumaggio grigio-bruno e presenta striature nere, bianche e gialle o marroncine sui fianchi. La dotazione del maschio prevede anche un collarino e una macchia nero rossiccia sul petto. Si tratta di un uccello che si nutre a terra di semi e di foglie. In caso di allarme non si alza in volo, ma preferisce fuggire “di pedina”, cioè correndo rapidamente tra i cespugli in cerca di un riparo. E’ un animale che dall’Africa migra verso nord per raggiungere le aree di riproduzione. I maschi sono particolarmente aggressivi nel difendere il proprio territorio ed emettono un tipico richiamo per attirare le femmine. Nei giorni di vacche grasse, cioè quando abbondano le femmine, il maschio è poligamo, altrimenti si accontenta di una unica moglie : dopo l’accoppiamento lascia però la cura delle uova alla sola femmina. Le quaglie, a differenza degli altri gallinacei, sono poco socievoli : anche per la quaglia il matrimonio, monogamo o poligamo che sia, sembra essere la tomba dell’amore. Dopo l’accoppiamento, il legame coniugale si allenta e il maschio praticamente si disinteressa non solo della cova, ma anche della madre dei suoi figli.gif-uccello-divert Secondo i naturalisti le facoltà intellettive delle quaglie sono al di sotto di quella degli altri gallinacei; ciò è però compensato da una notevole capacità di adattamento ad ambienti diversi. In Italia la quaglia si è ben adattata alle modifiche ambientali imposte dall’agricoltura moderna, anche se l’impiego di insetticidi e lo sfalcio meccanico delle piante foraggere ne ostacolano fortemente la nidificazione e l’alimentazione dei nidiacei. L’avvistamento delle quaglie da noi ormai avviene quasi solo in occasione della ricognizione ai supermercati più forniti, che espongono i nudi cadaverini degli esemplari di allevamento su quelle camere mortuarie che sono i banchi frigo del reparto carni. Tra le molte specie di quaglia classificate dai naturalisti, ci vorremmo soffermare su una nuova specie non ancora sufficientemente studiata e che riveste un particolare interesse per gli studiosi italiani: il Quagliariello.  

Dalla Quaglia al Quagliariello

Il Quagliariello in effetti è notevole sia per la singolarità del proprio linguaggio, che si avvicina all’italiano, sia per l’habitat che predilige, i luoghi chiusi e in particolare le aule universitarie e parlamentari.gif-pulcino-3d In questi luoghi, riesce ad articolare dei veri e propri discorsi, tipo : “Ma chiedo agli studenti … se invece con il loro atteggiamento non stanno difendendo sprechi inammissibili e privilegi intollerabili (Applausi dal Gruppo PdL): 5.500 corsi di laurea, per i quali oggi ci si può laureare in cura del cane e del gatto o in acquacoltura”. (Senato della Repubblica – Legislatura 16º – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 080 del 29/10/2008) L’autorevole oratore, che ha pronunciato tali parole in difesa della riforma Gelmini, era nientepopodimeno che il Sen. Quagliariello Gaetano, forzista della prima ora. Costui, nel proprio sito WEB, riporta fiero il proprio pedigree : “Tra i miei avi vi sono sindaci e vice-sindaci liberali della città di Salerno, mentre il mio nonno … è stato senatore democristiano…”. Laureato in scienze politiche a Bari, muove “i primi passi in politica nel Partito Radicale”, uscendone nel 1982, a ventidue anni. Anticipando, il che è tutto dire, anche uno svelto come Capezzone. “Ricercatore all’università de L’Aquila per otto anni, professore associato all’università di Bologna per due, visiting professor a Parigi e a Stanford (solo per un trimestre) e, infine, sono tornato come professore ordinario di Storia Contemporanea alla Luiss dove per due anni, dal 2004 al 2006, ho diretto il Dipartimento di Scienze storiche e socio-politiche” Il Senatore, nato a Salerno, vissuto a Bari, ricercatore all’Aquila, docente a Bologna, in cattedra a Roma, visiting professor a Parigi, tifoso del Napoli, mai vissuto e lavorato in Toscana, viene eletto e rieletto dove? Naturalmente in Toscana, dove il suo partito presume che goda di ampio seguito e radicamento sociale. Forse qualcuno, mosso a compassione, lo avrà visto affannarsi paonazzo su un pedalò al largo di qualche spiaggia lucchese sotto il sole di agosto.  Scrive diversi libri, “ma, soprattutto, … una biografia politica di Charles De Gaulle che mi è costata dieci anni di ricerca (oggi è tradotta anche in francese)”. Collabora “con L’Indipendente, Il Foglio, Il Giornale, Il Messaggero, Il Riformista, Libero e con Radio24”. Sul giornale on-line L’Occidentale cura la rubrica “Odio il lunedì.” Così preso dallo scrivere e dal pedalò, evidentemente al Senatore rimane ben poco tempo per leggere. Altrimenti avrebbe potuto approfondire, come tutti sanno al di fuori delle aule del Senato,  il concetto che l’acquacoltura non è la coltivazione dell’acqua, ma riguarda le tecniche di allevamento di pesci, crostacei e molluschi (come salmoni, trote, orate, spigole, tonni, gamberi, ostriche, cozze). Tali forme di allevamento coprono ormai più della metà del fabbisogno ittico in molti paesi del mondo. Anche da noi l’aquacoltura va acquisendo sempre maggiore importanza economica, visto l’impoverimento delle risorse ittiche del Mediterraneo. Al senatore Quagliariello qualcuno potrebbe allora chiedere : perchè un corso di laurea breve sull’ acquacoltura è uno spreco, insieme alla cura veterinaria dei quindici milioni fra gatti e cani italiani, mentre gli studi svolti dalla Fondazione che lui ha fondato, Magna Carta (e di cui non sappiamo se la parola “Magna” vada considerata un aggettivo oppure un verbo) e che riceve anche contributi statali, non lo sono?gif-080pesce-pagliaccio Del resto, come ci insegna l’ornitologia, c’è quaglia e quaglia, e non tutti i Quagliarielli quagliano allo stesso modo. Siamo andati a rivedere il “Parere” sul nuovo Piano Agricolo Nazionale, espresso dal CNEL, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, nel lontano 1985. Il documento conteneva tra l’altro un ordine del giorno a favore dello sviluppo dell’acquacoltura. «Dichiaro anch’io che voterò a favore. Ritengo tuttavia che i problemi riguardanti le biotecnologie e le tecnologie alimentari applicate alle situazioni dell’agricoltura siano da approfondire … ». Dichiarazione di voto dell’allora Consigliere Ernesto Quagliariello, illustre padre del Quagliariello Gaetano. Inoltre l’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari, ha promosso recentemente autorevoli studi e convegni internazionali anche sull’acquacoltura. Sapete chi è responsabile delle relazioni esterne dell’IAM? Rosanna Quagliariello, che ci risulta essere sorella del senatore Gaetano. A questo punto uno malizioso come Benigni si porrebbe la domanda : ma allora di è veramente figlio il senatore? ::::CONTINUA::::

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