Della bufala. Intesa come una delle belle arti

L.Raffi, Excursus, breve ma non troppo, sul fondamentalismo “gattolico” (parte II)

Posted by pocavista su 5 gennaio 2009


IL PRESENTE POST CONTIENE UNA SINTESI DI QUANTO E’ IN CORSO DI PUBBLICAZIONE NEL VOLUME

LORENZO RAFFI – D’UOMINI E D’ANIMALI

pg.252

La nemesi del gatto : il Co.Co.Co. del Maligno


Man mano passano gli anni, i gatti si diffondono in Europa e permettono di controllare meglio i topi. Ma l’uomo, anche quello più pio, non sembra manifestare mai la giusta riconoscenza.
In effetti con l’affermarsi del cristianesimo, cambia la considerazione sociale confronti del gatto. Il mutamento avviene perchè la Chiesa cristiana cerca di eliminare i culti pagani, trasformando molti antichi dei, troppo scomodi, in demoni. Iside, dea della notte, domina la hit parade della lista nera e il gatto, suo alleato, pian piano assume il ruolo di strumento del Male.
Un tempo sacro agli Egizi e amatissimo da Greci, Romani e Nordici in genere, il gatto cade ora in disgrazia. A partire dal XI sino al XV secolo, si assiste perciò ad una vera nemesi del micio. C’è chi fa risalire al 1231 il periodo più buio per il Nostro (e non solo per lui) : la data è quella dell’istituzione del Tribunale della Santa Inquisizione, con il compito principale di condannare e punire gli eretici, che intendevano riformare il cristianesimo in contrasto con la dottrina della Chiesa Cattolica.
I Catari (da cattus – un nome, una garanzia!), per esempio, accusati di varie empietà e di adorare il demonio sotto spoglie feline, ricevettero un trattamento “adeguato”. Al riguardo ci sentiamo in dovere di riportare una simpatica chicca, a metà tra la castroneria e la bufala, segnalata dal fondamentale sito http://www.mondimedievali.net : “I catari, cioè gli Albigesi, non solo predicavano teoricamente il suicidio, ma lo praticavano in massa. Per impedire ciò Innocenzo III organizzò contro di loro una Crociata, sterminandoli quasi completamente”. Un favore non si nega mai a nessuno.
Ma di quali nefandezze veniva accusata questa utilissima bestiola? Al gatto si rinfacciava di essere attivo Co.Co.Co. (collaboratore coordinato e continuativo) del Maligno, compagno di merende di eretici, streghe e fattucchiere.gif-strega-al-calderone Nell’immaginario collettivo si venne dunque consolidando l’idea che il gatto fosse un cattivo soggetto, che nella vita di tutti i giorni timbrasse il cartellino come incarnazione di Satana, mentre nei week-end e nei ponti festivi partecipasse attivamente ai sabbah più sfrenati.
A partire dall’emanazione della bolla “Summis desiderantes affectibus” da parte del Papa Innocenzo VIII, nel 1484, la Chiesa si rimboccò le già non troppo immacolate maniche della tonaca per estirpare con ancora maggior lena eretici, streghe e loro commilitoni. In tal modo, insieme agli eretici ed alle streghe furono bruciati, infatti, anche milioni di gatti accusati di essere fiancheggiatori dei condannati.

Dal Malleus Maleficarum al Malleus Cattorum
Non vogliamo scomodare qui autorevoli trattati come il Malleus Maleficarum del domenicano Jacob Sprenger, la “bibbia” della lotta alle streghe prodotta durante l’Inquisizione, che forniva utili indicazioni di come processare e far confessare le streghe, colpevoli o meno. Il tutto con tecniche di interrogatorio e di tortura che, al confronto, quelle usate a Abu Ghraib o a Guantanamo potrebbero sembrare trattamenti da Centro Benessere.
Ci preme qui ricordare solo che fu usato un occhio di particolare riguardo nei confronti dei gatti, specie se neri, che vennero graziosamente murati vivi nelle cinta murarie delle città, inchiodati ai portoni o arsi vivi insieme a chi veniva sospettato di praticare la magia nera.
La notte di San Giovanni, poi, si festeggiava alla luce di gioiosi roghi in cui venivano bruciati vivi centinaia di gatti chiusi in ceste di paglia. Simpatica consuetudine che ebbe origine in Francia e che ebbe grande successo di critica e di pubblico anche in altri paesi europei.

Dell’arte di picchiare un gatto
La Chiesa probabilmente aveva mutuato anche dai miti celtici irlandesi l’idea che il gatto, demonio in miniatura, fosse venuto ad insidiare l’uomo e a distruggere il mondo. Mito che sembra ricollegarsi ai già ricordati culti nordici, nei quali circolavano divinità come Freya, che era solita avvalersi di cocchi trainati da gatti, e Holda,gif-viking_woman_singing che si faceva accompagnare da un corteo di vergini che cavalcavano gatti, maschi per di più. Il che sembrava suscitare morbosi turbamenti nella mente di chierici e frati, macerati dai digiuni e dalle privazioni della carne. A quali però, in compenso, erano concessi talvolta spensierati momenti di ricreazione come appassionanti processi, divertenti torture ed allegri falò. Del resto ancor oggi in molti paesi (con l’eccezione del continente americano e della Germania, aree in cui il gatto nero porta fortuna) il gatto nero non gode di buona letteratura, ma è ritenuto simbolo del lato oscuro e minaccioso della vita.gattino-animato
Una curiosità : anche in epoca tardo Rinascimentale, quando si erano un po’ smorzati i roghi, forse perché risorse poco rinnovabili come eretici, streghe e gatti ormai scarseggiavano, si suggeriva ai proprietari di gatti le dovute cautele nel picchiarli. Mai di notte con la mano destra, pena la paralisi dell’arto. Tuttavia per scongiurare gli accessi febbrili, era ritenuto giovevole tormentarne uno fino al trapasso. Del gatto.

::::CONTINUA::::

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