Della bufala. Intesa come una delle belle arti

Lorenzo Raffi, Prolegomeni ad una fenomenologia del pollo

Posted by pocavista su 26 maggio 2008

IL PRESENTE POST CONTIENE UNA SINTESI DI QUANTO E’ IN CORSO DI PUBBLICAZIONE NEL VOLUME

LORENZO RAFFI – D’UOMINI E D’ANIMALI

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Il pollo tuttofare

Il pollo, dal latino “pullus”, viene da lontano : lo troviamo nel 4000 a.C. nella piana dell’Indo, poi risale la Persia per approdare alle tavole di Grecia e del resto dell’Europa. Alla più comune”vocazione” alimentare del pollo, si è spesso affiancato anche un uso ludico (viene ritenuto piacevole passatempo da alcuni umani, ma i polli hanno qualche obiezione in proposito) in cui vengono fatti affrontare galli combattenti. Ancor oggi in Asia e Sud America vengono organizzati cruenti scontri tra galli. In Brasile la lotta tra galli ha dato anche origine alla tradizionale danza acrobatica della capoeira (stia per polli), che si diffuse tra gli schiavi negri come forma di addestramento al combattimento per una rivolta che non ci fu mai.
Il pollo multiruolo, da odierno precario, ha svolto anche funzioni divinatorie. In Grecia per esempio si praticava l’alettriomanzia, divinazione per mezzo di un gallo : si tracciava un cerchio dividendolo in 24 spazi in cui si scrivevano le lettere dell’alfabeto, ponendo su ognuna un chicco di grano. Si formulavano domande e le risposte venivano date da un gallo che, posto entro il cerchio, beccava i grani : si annotavano le lettere relative alle beccate, formando con esse delle parole. Una sorta di antica seduta spiritica con tavolo e bicchiere.
Il pullus crescendo, se fornito dei giusti attributi, diventava gallus, e dava nome anche all’antica Gallia. Benché sia spesso utilizzato come simbolo della Francia, specie negli eventi sportivi, il gallo non è tra i suoi simboli ufficiali. Tuttavia, compare sui sigilli di Luigi Filippo nelle bandiere che sono incrociate nello stemma di Orleans.
I polli hanno trovato modo di alimentare superstizioni e credenze. In Italia centrale si credeva che se il pane cotto a Natale fosse terminato prima dell’Epifania, sarebbero morti tutti i polli. Per favorire la cova della chioccia si metteva poi nel cesto di cova un paio di pantaloni da uomo o un pezzo di ferro. Il gallo, specie se nero, ha suscitato invece le morbose attenzioni dell’Inquisizione che lo reputava protagonista di atti di stregoneria. Nel 1471 a Basilea un gallo, “resosi colpevole della deposizione di un uovo”, fu arso sul rogo, come demonio sotto mentite spoglie.
La saggezza popolare ha inoltre dato origine a molti proverbi, basati sulla similitudine del comportamento tra polli e umani, ancor oggi di stretta attualità : “con troppi galli a cantare non si fece mai giorno” (l’alleanza che sosteneva, si fa per dire, il governo Prodi?); “non istanno bene du’ galli in un pollaio” (Fini e Casini? Veltroni e D’Alema?); “in casa non c’è pace, quando gallina canta e gallo tace” (Hillary-Bill Clinton? Palombelli-Rutelli?); “meglio un uovo oggi che una gallina domani” (vicenda Alitalia?); “quando la gallina canta ha fatto l’uovo” (i brogli elettorali denunciati da Berlusconi nel 2006?); “preti, frati, monache e polli non si trovan mai satolli” (l’8 per mille?); “il lupo sogna le pecore e la volpe le galline” (PDL e PD?), “quando la volpe predica, guardatevi o galline!” (Giuliano Ferrara?).

Pollo e i suoi fratelli

gif-pollo-spiedoA beneficio di chi il pollo lo ha visto solo al supermercato, diamo alcune definizioni. Dicesi “pollastro”, fino a 3-4 mesi ed un peso di 600 g.; “pollo” , fino a un peso di 1.5 kg; “galletto”, il maschio fino a 6 mesi ; “cappone”, il maschio castrato di circa 2.5 kg.

Chiariamo anche alcune parentele. Il gallo è padre del pollo; il cappone è zio; la gallina è sposa (del gallo) e madre (del pollo). La gallina può essere madre di gallo, cappone, pollo e pulcino. Il gallo è padre (presunto) di tutti. Il cappone non può essere padre, ma deve limitarsi ad essere figlio, nipote, zio o cognato. A meno che non ricorra a fecondazione eterologa, per soddisfare una sua intima aspirazione alla paternità.

Punti di vista

C’è chi si oppone a uteri presi a prestito e a fecondazioni eterologhe : è un suo diritto. Ma avete mai sentito salire da un pulpito cattolico una sia pur garbata critica ad Abramo per essersi accoppiato, su invito della sterile moglie Sara, con la serva egiziana Agar – una goim, extracomunitaria per di più – dalla quale ebbe Ismaele? Entrambi furono poi cacciati di casa senza pagare nemmeno gli alimenti. La fecondazione non sarà stata eterologa né assistita, forse solo insistita, però …

A proposito, sembrerebbe che l’unica “fecondazione assistita” oggi ammessa dalla Chiesa di Roma sia quel “processo di inseminazione naturale, tramite copula tra due coniugi regolarmente sposati, cui assista l’ on. Buttiglione per assicurarsi della regolarità dell’atto coniugale”.

Bisognerebbe invece valutare le cose sempre da più punti di vista, anche da quello del povero cappone che volesse divenire padre. Per non parlare delle coppie umane che cercano solo di soddisfare l’imperativo biologico e psicologico della riproduzione della specie.

Altro esempio :gif-uovo-rotto un uovo fritto è una bomba di colesterolo per alcuni; un piatto prelibato per altri. Giuliano Ferrara, divenuto in tarda età paladino dell’embrione, ha mai pensato che per una gallina ciò non è altro che un’interruzione di maternità? Attendiamo sue iniziative in merito.
Il povero e l’ exit poll

Com’è noto, al pollo viene conferita la dignità scientifica di prova della fallacia delle statistiche : se “in media” si mangia un pollo a testa, c’è chi ne mangia dieci e chi non lo vede nemmeno a Natale. Sarà per questo che gli exit poll si chiamano così?

Fino a gli anni cinquanta, il povero mangiava il pollo quando si ammalava il povero oppure il pollo. Questo perché praticamente tutta la produzione di polli da carne era a terra e gli animali erano “ruspanti”. L’allevamento a terra comportava però un maggior dispendio d’energia e quindi un accrescimento relativamente lento da parte dei polli.

Negli allevamenti moderni invece ogni pollo ha uno spazio pari a quello di un foglio A4. Nel 1950 i polli crescevano di 2 kg in due mesi, oggi lo fanno in un mese egli organi interni non riescono più a tenere il passo con il rapido incremento di peso; la convivenza forzata di migliaia di polli in spazi ristretti favorisce aggressività da stress (si devono tagliare becchi e speroni) e malattie (perciò antibiotici a tutto spiano). Talvolta si aggiungono additivi ai polli macellati per trattenere acqua all’interno della carne.

La pubblicità invece ci mostra la ferace valle degli orti, dove zampetta, giulivo come un pastore anglicano, il pollo ruspante…gif-uovo-o-gallina-cibo019

Legge del contrappasso

“E’ sceso in cortile in piena notte, nudo, per tagliare il collo a un pollo che faceva rumore e non gli permetteva di chiudere occhio, ma per errore ha tagliato il suo pene. E’ accaduto in Romania, in un villaggio vicino a Galati. Protagonista un uomo di 67 anni, Constantin Mocanu. E se possibile la vicenda ha ancora più dell’incredibile: il pene, caduto a terra, è stato prontamente divorato dal cane di Costantin.” .

Storia che gira su Internet, dallo straordinario sapore di bufala. Anche perché di notte i polli dormono e i rumeni armati di coltello ormai sono rarissimi. Almeno in Romania.

L’oscuro oggetto del climaterio

Che il pollo sia stupido è un luogo comune. Quella ragazza è “una gallina, un’oca”, si diceva di una bella e facile preda. Marylin Monroe, talmente sveglia e attraente da intimorire i comuni mortali, ma non il presidente Kennedy, recitava pubblicamente la parte tranquillizzante della “pollastra” , come nel film “A qualcuno piace caldo” .

Le “ragazze coccodè”, portate ironicamente in TV negli anni ’80 da Renzo Arbore, erano invece una critica della stupidità femminile al servizio del sex appeal televisivo, rappresentato dalla “valletta”, dotata di regolamentari curve, ma muta e decerebrata. Negli anni ’90 cambiano i connotati della “pollastra televisiva”, che diventa “velina”, requisito base per aspirare ad agiate sistemazioni con calciatori, sciatori, briatori.

Oggi si assiste ad un’ulteriore evoluzione antropologica della pollastra TV: cambia talvolta il formato. Accanto alla “velina d’allevamento”,  si sta facendo spazio la “sellerona ruspante”, tipo Mimmi Gunnarson – che legge il meteo su Sky – o Philippa, che da Fazio, ritenendo a fatica la copiosa batteria delle zanne entro gli immodesti confini dell’arco buccale (definizione che è doveroso omaggio al mitico e, ahimè, filolabronico Borzacchini), accenna impacciati sorrisi, torreggiando sull’intelligente, spiritosa e miniaturizzata Litizzetto.

Ma cambia soprattutto la destinazione d’uso : chi non riesce a diventare prima Dama di Francia, può sempre ricorrere ad un nostro potente uomo politico che, come gallo in un pollaio, in pieno climaterio si circonda di belle donne di spettacolo che colloca in Parlamento e talora a capo di qualche ministero. Sarà per la loro straordinaria competenza sul funzionamento dell’apparato statale, il profondo radicamento nel tessuto produttivo del Paese, o per altri meriti intellettuali? Ma si sa, la politica è una forma di deviazione sessuale particolarmente adatta alle persone anziane …

::::CONTINUA::::

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LORENZO RAFFI – D’UOMINI E D’ANIMALI

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