Della bufala. Intesa come una delle belle arti

Lorenzo Raffi, Cane e lupo – Dr.Jekyll e Mr.Hyde (parte I)

Posted by pocavista su 9 aprile 2008

 

IL PRESENTE POST CONTIENE UNA SINTESI DI QUANTO E’PUBBLICATO NEL VOLUME

LORENZO RAFFI – D’UOMINI E D’ANIMALI

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Il Cane di Darwin.
Parliamo di un essere assai speciale, per il quale la legge non prevede le obbligatorie vaccinazioni anticimurro e antirabbiche, anche se quest’ ultime sono sempre consigliate. Non deve essere sverminato in tenera età; non gli deve essere impiantato un chip sottocutaneo e nel caso è da preferirsi il tatuaggio. Portandolo a passeggio, non è indispensabile portare paletta e sacchetto. Non abbaia, almeno frequentemente.
Per contro, non fa la guardia e non si accontenta di croccantini. Dopo averti costretto a dispendiose cerimonie, può dormire nel tuo letto, ma, in non rari casi, può insediarsi anche in giacigli altrui. Costa un occhio di mantenimento, specie in caso di separazione. A volte ti può sbattere addirittura fuori di casa.
Probabilmente ragionava così il buon vecchio Darwin, pensando alla propria moglie. Concludeva, tuttavia, che “una moglie è sempre meglio di un cane”: anche se “una moglie è una perdita di tempo, fa dei figli che ti allietano la vecchiaia”.gif-animali-cani-102

Il Canis Familiaris
Darwin, padre dell’evoluzionismo moderno, è pur sempre figlio di una cultura ottocentesca di stampo maschilista. Del resto, siamo nel solco della tradizione giudaico-cristiana, in cui Eva nasce come sottoprodotto di Adamo : secondo le Scritture, Eva starebbe a Adamo, come costui starebbe a Dio, fissando così una gerarchia sgradita al femminismo del ventesimo secolo.
La singolare argomentazione di Darwin metteva però in evidenza il ruolo del cane come membro onorario della famiglia umana, che entrerebbe in concorrenza addirittura con una moglie.
Sempre più spesso, il cane prende oggi il posto dei figli nelle famiglie in crisi di natalità, presentando minori svantaggi : da piccolo, non devi spendere una fortuna in latte in polvere e pannolini; da adolescente, non si fa le canne ascoltando musica heavy metal a tutto volume. Da grande, non lo devi mantenere fino a 35 anni, se non altro perché campa meno. In caso di bisogno, lo puoi sempre consegnare ad un canile. NB : il cane.
Unica cosa in comune : cani e figli vanno abituati a fare i bisogni nei posti giusti.

Il cane? Un lupo, seconda edizione.
I cani non sono che lupi riveduti e corretti, reduci da una lunga storia di domesticazione e spesso di maldestra selezione, segnata da una permanente ambivalenza culturale: bene contro male, protezione contro minaccia, lealtà e fedeltà contro astuzia e inganno. Archetipi ricorrenti che hanno dato luogo a innumerevoli miti, leggende, fiabe e poesie riguardanti questi due animali.
Fedele e nobile, secondo la definizione di Plinio, ma non molto amato da Omero, il cane assume vesti diverse nei racconti mitici e nella cultura popolare. Invece il lupo ha sempre goduto di cattiva letteratura: “O anema fedele, che voli salvazione, guardate da lo lupo che ven como latrone”. (Iacopone da Todi)gif-animali-cani-109-lupo

Un ottimo accompagnatore. Facendo le corna.
Sovente il cane assume le vesti di mitico accompagnatore dei defunti nell’oscuro mondo dei morti, manifestando anche nell’Ade la propria fedeltà. Un prototipo di cane-guida per non viventi.
Cerbero, corpo di cane, coda di serpente e un numero a piacere di teste, era il guardiano degli Inferi della mitologia greca. Questi accoglieva i defunti all’andata scodinzolando felice, ma non permetteva a nessuno di timbrare il biglietto di ritorno. Come alla stazione Termini con le famose macchinette “obliteratrici”.
L’operazione di garantirsi il ritorno, oggi come allora, in effetti è impresa da eroi, quali Ulisse, Orfeo ed Enea, scesi nell’Ade per una passeggiata di salute. Enea, antesignano dei moderni ladri di appartamento, rifila furbescamente a Cerbero un tramezzino al sonnifero. Dubitiamo però che se la sarebbe cavata altrettanto bene con la fauna che è solita aggirarsi oggi per Termini.
Lo stesso Ercole dovette misurarsi con Cerbero, impresa forse meno spiacevole di quella consistente nel ripulire dal letame le stalle di Augia.
Al legame del cane con il mondo funerario ed alla sua lealtà sono ispirati altri miti, come quello in cui Dioniso, commosso dalla fedeltà dell’animale, lo trasformò in una costellazione.

::::CONTINUA::::

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