Della bufala. Intesa come una delle belle arti

Ieri Esaù contro Giacobbe. Oggi Calderoli contro Monti. Ovvero la politica della lenticchia.

Pubblicato da pocavista su 11 gennaio 2012

E’ nota la vicenda biblica di Esaù che vendette la primogenitura a Giacobbe per un piatto di lenticchie. Salvo poi pentirsene.

Le bibliche lenticchie – per di più unite al cotechino – sembrano oggi scandalizzare il leghistissimo e cristianissimo Calderoli. Costui, contravvenendo alla logica e al buon gusto, siede in Parlamento, dove ha ricoperto la carica di Ministro alla Semplificazione Normativa e addirittura di vicepresidente del Senato. Che, per chi non lo sapesse, sarebbe come dire la quarta carica dello Stato.

La Quarta Carica, a tempo perso, si è messo anche a spargere urina di maiale per rendere impuro un luogo destinato alla costruzione di una moschea. Nemmeno Magdi “Cristiano” Allam sarebbe giunto a tanto. Quando si dice il rispetto per il diritto di culto.

La fondamentale preoccupazione del Sen.Calderoli

Ora il sen.Calderoli, cui il buon Dio ha dato inopinatamente il dono della parola ma ha negato quello della logica e della coerenza e spesso anche quello della grammatica, se la prende con Monti, del quale pretende le dimissioni perché l’ultimo dell’anno ha osato mangiare lenticchie e cotechino a Palazzo Chigi – udite udite – con i suoi stretti familiari.

Calderoli non solo parla, ma scrive : “Se corrispondesse al vero la notizia secondo cui la notte del 31 dicembre si sono tenuti festeggiamenti di natura privata per il nuovo anno a Palazzo Chigi, Monti dovrebbe rassegnare immediatamente le dimissioni e chiedere scusa al paese e ai cittadini“.

Calderoli vuole sapere se la festa avesse caratteristiche di natura privata, chi erano gli invitati, chi ne abbia sostenuto gli oneri. Inaspettatamente non ha chiesto la marca del cotechino e il tempo di cottura delle lenticchie. Fattore, quest’ultimo, che potrebbe intaccare le già malconce riserve energetiche del Paese.

Il prof. Monti, la cui classe è distante anni luce da quella del suo predecessore, per non dire di quello del suo interrogante, ha risposto con una nota elegantissima :

…si è tenuta presso l’appartamento… di servizio del presidente del Consiglio, una semplice cena di natura privata, dalle ore 20 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15 del 1 gennaio 2012, alla quale hanno partecipato: Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell’appartamento suddetto, nonché quali invitati la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni.

Tutti gli invitati alla cena, che hanno trascorso a Roma il periodo dal 27 dicembre al 2 gennaio, risiedevano all’Hotel Nazionale, ovviamente a loro spese.

Gli oneri della serata sono stati sostenuti personalmente da Mario Monti…”.

“Gli acquisti … sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie). La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti“.

Come aggravante, la sig.ra Monti sembra che abbia preparato addirittura "lenticchie e cotechino in crosta". Ecco la foto che costituisce prova inequivocabile dei bagordi svoltisi a Palazzo Chigi e che, secondo Calderoli, dovrebbe costringere Monti alle dimissioni

La nota prosegue con la bellissima stoccata finale : “Non vi è perciò stato alcun onere diretto o indiretto per spese di personale. Il presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente.”.

Grande Monti, la classe non è acqua! Lo “sciagurato” , cioè il Calderoli, “rispose”, insistendo nelle accuse, non rendendosi conto di coprirsi ulteriormente di ridicolo e di essere stato preso abbondantemente per i fondelli.

Fa tuttavia piacere constatare che l’autore del Porcellum, la “legge porcata”, abbia tanto a cuore le casse dello stato, da voler indagare se Monti – che notoriamente ha rinunciato a tutte le indennità relative alla sua carica e ritorna in treno a casa per i fine settimana – carichi di nascosto una razione di lenticchie sul bilancio dello stato che potrebbe affondare sotto il peso di un piatto che tutti sappiamo essere di difficile digestione.

Il mutante Calderoli, fondamentale contributo leghista alla biodiversità del genere umano.

Probabilmente la mutante sensibilità etica di Calderoli cambia con le mutazioni di governo : per esempio non ci risulta che il senatore – ai tempi in cui “la patonza doveva girare”, per dirla con Berlusconi – abbia mai fatto interrogazioni scritte per contestare :

Il senatore Calderoli, in un'impietosa caricatura che gira sul WEB

  • il pagamento  all’Unione Europea, da parte di tutti i contribuenti italiani, di una multa di diversi milioni di euro per le quote latte che poche centinaia di allevatori padani hanno sistematicamente sforato : le multe invece di pagarle loro i leghisti le hanno addossate al bilancio dello stato.
  • la talora disinvolta gestione di miliardi di euro da parte della Protezione Civile che sono finiti alla “cricca”.
  • che le frequenze per il digitale terrestre venissero affidate dallo stato con un beauty contest a titolo gratuito (ovvero ad aziendam – cioè Mediaset e RAI);
  • i fondi sprecati per tenere aperto l’aeroporto di Malpensa;
  • i 3 miliardi e mezzo di euro di debiti Alitalia appioppati a noi contribuenti;
  • che su aerei di stato c’erano altri presidenti del Consiglio che si portavano le “veline” e Apicella nella villa in Sardegna, oltre a Ministri del suo governo che li utilizzavano per andare a vedere le partite di calcio;
  • i fondi (misteriosi, ma non troppo) che sono serviti al salvataggio di Credieuronord, la banca leghista andata in bancarotta anche per avere fatto prestiti disinvolti a esponenti leghisti;
  • il grottesco e demagogico decentramento dei ministeri al Nord;
  • il costoso e inutile mantenimento delle province, alla cui abolizione il suo partito si oppone.
  • il nepotismo leghista che fa eleggere un ragazzo di venti anni pluribocciato alla maturità in Consiglio Regionale, solo perchè figlio del boss;
  • lo scudo fiscale per gli evasori che hanno portato fondi all’estero, condonati con una tassa di solo il 5%.

Si potrebbe continuare all’infinito, chiedendo conto al Sen.Calderoli anche di tutte le leggi ad personam da lui votate durante il vari governi Berlusconi, che hanno prodotto danni non solo alle casse dello stato, ma soprattutto all’etica pubblica.

Ma il mutante sen.Calderoli, mutatis mutandis – che lui probabilmente tradurrebbe come “cambiate le mutande” –  cioè cambiato il governo, è improvvisamente mutato anche lui: come Esaù, contesta addirittura delle misere lenticchie di fine d’anno all’austero prof.Monti.

I leghisti, si sa, cercano di distinguersi dagli altri politici. Si sentono geneticamente diversi. Contribuiscono in maniera singolare alla biodiversità del genere umano: il che, secondo i biologi, non sarebbe in fondo in fondo un male.

Forse Calderoli non voleva essere ricordato dai posteri solo per il “Maiale Day” e la “Legge Porcata”, ma anche per le lenticchie e il cotechino. Che ha sempre qualcosa a che fare con il maiale, e detto fra noi, è pure un piatto padano.

/p

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